Solo Al Secondo Grado

Il PATTO scellerato STATO – MAFIA,

vent’anni dopo.

E’ di pochi giorni la notizia della pubblicazione di una lettera – firmata/protocollabile come de ‘La MAFIA’ – ormai ventennale (risale al maggio 1993) inviata a l’allora Presidente della Repubblica italiana Oscar Luigi Scalfaro con minacce di stragi, finalizzata all’allentamento del carcere duro previsto da un articolo di Legge assai famoso, il ’41-bis’ , contro mafiosi o delinquenti particolarmente pericolosi .

Sono notori fatti storici precedenti – ne ricordo qui due salienti – ;

durante il ventennio il Duce cercò attraverso il così detto Prefetto di ferro – ‘al secolo’ Cesare MORI – di stroncare il fenomeno mafioso .
Quando attraverso indagini pesanti si incominciarono ad ottenere risultati le stesse indirizzarono verso Roma la ricerca delle coperture/connivenze .
Le indagini furono quindi interrotte . Un tacito accordo di connivenza/convivenza fu pertanto stipulato .

Lo status quo fu ripristinato.

Durante il periodo del rapimento MORO nell’inverno 1978, Bettino CRAXI propose di mettersi a dialogare con i rapitori ; le famigerate BRIGATE ROSSE .
Vi fu un tentativo – pubblico – di dialogo ‘scellerato’ . La sua pubblicità generò evidentemente il rifiuto della dirigenza politica alla proposta craxiana .

Oggi salta fuori una lettera mafiosa – del maggio 1993 – indirizzata all’ex Presidente SCALFARO che ottenne risposta ;

la rimozione – dalla direzione degli Istituti di Pena – del Magistrato Nicolò AMATO ( giugno 1993 ).

Magistrato che con grande impegno si era adoperato all’isolamento dei detenuti mafiosi più pericolosi ,che per molto tempo, prima dell’articolo di Legge 41-bis, continuavano ,seppur detenuti, a dirigere la delinquenza organizzata .

Se la ‘scellerata manzoniana ‘ rispose,

l’ex Presidente SCALFARO a quanto pare non fu da meno e, beffa oltre il danno alla Comunità intera ignara di tutto ciò , continuò a sparlare di moralità e compagnia bella .

Dopo la rimozione di Nicolò AMATO , vi fu un allentamento esteso al massimo del carcere duro e le stragi continuaro come espressione di una ulteriore richiesta mafiosa di un rilassamento della pressione Statale nei confronti del mondo mafioso .Nonchè conferma della propria vittoria/superiorità effettiva .
La realtà ancora una volta ha superato l’immaginazione più allucinante ed allucinata .

Si noti come
tante belle parole di noti esponenti del mondo politico che pure raggiunsero le massime cariche istituzionali, e, ben inteso ,paladini e vindici della Democrazia ad oltranza , sono in realtà specchio per le allodole e massima offesa sia nei confronti del comune cittadino sia di servitori onesti dello Stato come è Nicolò AMATO .

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