Solo Al Secondo Grado

Brasile in rivolta

Brasil em revolta

Brasile in rivolta giugno 2013

E’ necessario un parallelo, per capire quanto sta succedendo per le strade brasiliane, con quanto postato circa il caso ‘Cesare Battisti’ nel giugno del 2011 , vedi in proposito quanto al seguente link ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/06/10/news-battisti-c/

L’allora Presidente brasiliano (siamo nel 2011), Luiz Inácio da Silva aspetta la fine del proprio mandato per negare l’estradizione in Italia del terrorista e assassino condannato in contumacia ,l’italiano Cesare Battisti .

Il Presidente brasiliano successivo ,la Signora Dilma Rousseff non fa che ribadire la decisione del suo predecessore ,nascondendosi dietro ad un dito, negando ogni suo coinvolgimento circa quella disgraziata e internazionalmente colpevole decisione .

Si dice che

‘la verità è figlia del tempo’

, eccone il prodotto a distanza di due anni.

Il Brasile, un Paese che si è reputato altamente civile e democratico sul caso Battisti , almeno nella sua leadership , subisce la più cocente delle umiliazioni;

la rivolta della così detta ‘gente comune’ in occasione dell’organizzazione dei mondiali di calcio 2014 nel Paese più blasonato del mondo ( ben cinque titoli mondiali) ,calcisticamente parlando.

E tutto questo per cosa?

L’aumento del prezzo dei biglietti delle corse dei mezzi pubblici per poter addebitare sulla ‘gente comune’ il costo dell’organizzazione dei mondiali 2014.

Sebbene il Brasile sia annoverato tra i Paesi del così detto B.R.I.C.S non mostra alcun segno di rinnovamento strutturale capace di ridurre le macroscopiche differenze di censo e ceto sociale, ma neanche riesce a limitare il deleterio percorso che porta – come ha dimostarto la protesta di questi giorni – ad un ampliamento della forbice tra ricchi e poveri

; chi è ricco diviene ancora più ricco e chi è povero si impoverisce ancor di più .

E poi due anni or sono – nel giugno del 2011 – il Presidente brasiliano Luiz Inácio da Silva ci viene a fare a noi italiani una lezione di democrazia imputandoci , col diniego dell’estradizione dell’assassino Battisti, una arretratezza istituzionale dell’Italia ?

I veri arretrati ed ipocriti sono – come gli eventi stanno dimostrando – i politici brasiliani ; l’Ex Presidente e l’attuale Presidentessa in carica .

Fa piacere notare che nell’unico Paese sud americano di lingua portoghese ed unico a non aver tendenze rivoluzionarie a mò del Messico, la ‘gente comune’ non si fa più abbindolare dal gioco del calcio o altro.

Una presa di coscienza che possiamo definire storica e stoica .

Stiamo assistendo ,dopo la ‘primavera d’Africa’ del 2011 ( vedi pagina in alto a destra ) , ad una sorta di

‘ primavera sud-americana 2013 ‘

I brasiliani sono stanchi – e ne hanno ben ragione – di quel Loro vecchio modo di dire ;


toda joia toda felicidad’

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