Solo Al Secondo Grado

Archivio per luglio, 2013

Alexei Anatolievich Navalny/Алексей Анатольевич Навальный

Alexei Anatolievich Navalny,

in lingua cirillica;

Алексей Анатольевич Навальный

Россия и ее вечного времени

Dopo quanto già postato sul caso KHODORKOVSKY,

vedi direttamente al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/attualita/#comment-694

ecco un altro esempio – e conferma – della politica russa inamovibile e ricorrente nella sua eterna staticità atemporale.

Sicuramente anti liberale e volutamente in questo,e non conscia se non della propria realtà chiusa in un mondo tutto suo e non facilmente comprensibile a chi di natali non russi .
La parentesi di quasi settant’anni sovietica/comunista non ha dato prodotti nuovi in quel mondo ma al contrario le tristi ideologie leniniste marxiste si sono modellate su quella realtà …

Se personaggi come Alexei Anatolievich Navalny o KHODORKOVSKY si sono mossi su binari difformi così da riscuotere il plauso di molti Paesi occidentali, ecco che restano fondamentalmente estranei in casa propria.
La liberazione momentanea e vigilata di Navalny è il contentino dato all’Occidente ma non al mondo russo fatto di monolitica staticità alla OBLOMOV di Gončarov,di cui ogni suo appartenente si compiace pur lamentandosi eternamente ed eternamente compiacendosi di tutto questo in silenzio .

(…) Ognuno ne tragga le conclusioni che meglio crede…

Club bilderberg

bildeberg club di domenico moroSabato 29 giugno 2013 , si è svolta in una libreria di PISA , a due passi da Piazza Cavalieri , la presentazione del libro di Domenico MORO :

:

‘Club Bilderberg ‘gli uomini che comandano il mondo.

A tergo del frontespizio del Suo libro,l’Autore – il sociologo Domenico Moro – scrive:’

:’Non sono pochi i premier e i banchieri centrali che,prima di diventare tali,sono entrati a far parte del Bilderberg o della Trilaterale.Tra questi Draghi e Monti.L’esistenza di queste organizzazioni pone questioni decisive come quella del controllo democratico sui processi decisionali pubblici.E’ possibile gestire le sfide della mondializzazione con forme di coordinamento composte da élites ristrettissime? Élites selezionate solo in virtù della propria enorme ricchezza,che appartengono a pochi Paesi,non sono elette da nessuno né delegate da alcuna autorità pubblica,agiscono in modo segreto e sono ispirate al dogma del mercato auto regolato.Le vicende recenti dell’euro dimostrano quanto una gestione affidata a ristrette élites mercatistiche sia portatrice di caos.L’obiettivo di questo libro è analizzare l’organizzazione internazionale delle élites transnazionali,le basi economiche del loro potere,gli orientamenti e i modi attraverso i quali riescono a influenzare gli altri livelli di potere, a partire dagli Stati-nazione.’

Durante questa presentazione l’Autore insieme ad un Suo collaboratore ha avuto modo di chiarire le tesi esposte nell’Opera.
A tutto questo è seguito un dialogo-confronto con i convenuti.
Una sorta di ‘camarilla’ o ‘conventicola’ è stata ,nella sostanza, tratteggiata come base fondamentale costituente quel club semi-misterioso – denominato club bilderberg – che raggruppa in se anche ,anzi per lo più, forze/rappresentanti del mondo sindacale ,quindi spesso della sinistra, ormai ‘imborghesitesi’ ,citando un’affermazione/osservazione di Enrico Berlinguer .

Fin dalle prime battute ,tuttavia, – inutile nasconderlo – è parso subito chiaro che ‘tirava un forte vento sinistrese/sinistrorso ‘. Il che mi ha fatto subito pensare che la mancanza di un contraddittorio avrebbe reso quel gruppetto
– lungi da me dire ‘manipolo’ (!) –
una sorta di coro unanime di consensi all’Opera di Moro e alle affermazioni di critica verso la così dette Società del capitale da parte dei convenuti .
Perchè ,in fondo, il punto dove si è andati puntualmente a parare non è stato tanto quello del ‘Club bilderberg’ , bensì la

”critica verso le strutture di Potere capitalistiche che determinano lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo attraverso il lavoro ‘alla Metropolis di Fritz Lang…’ con alienazione della classe operaia derelitta …”

( per usare un linguaggio della sinistra politica e culturale – scienze politiche, sociologia, storia…etc – ).
Inoltre i riferimenti – sopratutto da parte di Domenico Moro – a scritti del compagno Lenin (alias Vladimir Il’ič Ul’janov) ma anche al più nostrale Enrico Berlinguer (alias cugino del democristiano ed ex Presidente della Repubblica italiana, Francesco Cossiga) non sono certo mancati ;con annesso sorrisone ammiccante di intesa rivolto ai compagni convenuti, ogni qual-volta si citavano i mostri sacri della sinistra internazionale .
Il clima è stato questo e non me ne sono stupito, trovandomi a Pisa ,

( ricordo solo che il 14 gennaio 2010 a Pisa – presso la bibilioteca comunale – in occasione della presentazione del libro ‘ Come mi batte forte il Tuo cuore ‘ ,di Benedetta TOBAGI, figlia del giornalista Walter morto nel 1980 per mano di una falange delle Brigate rosse ,il sindaco Marco Filippeschi rivolgendosi a Benedetta Tobagi affermò che era capitata in una città ‘attenzionata’ ,riferendosi ad alcune frange della sinistra che erano degenerate nella lotta armata.Alludeva ,come fatto ora cenno, ovviamente alla ‘compagna so’, alias Cinzia Banelli ,cosi’ anche a Desdemona Lioce, pisana d’adozione per gli studi universitari ivi svolti .
vedi in merito link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/i-dossiers-w-tobagi-e-g-rossa/ )

ma – va detto per correttezza – il dialogo/confronto ,con chi non si è unito a quel coro fatto di belle speranze egualitarie sbandierate a più non posso ed a oltranza, è stato piacevole ed improntato dunque al reciproco rispetto .
E dunque ben lontano da quelle tristi frange a cui ,qui sopra, fatto cenno .

La questione di fondo,voglio dire ‘reale’ , che poi rappresenta il cuore centrale di tutto il dibattito almeno nel modo in cui ho inteso l’insieme delle osservazioni espresse in questa piccola riunione, è elencabile nei seguenti punti;

l’impostazione dualistica tra sinistra anti capitalistica da un lato e Società del capitale dall’altro,

la bontà, malgrado la caduta del muro berlinese

( di cui vedi piccola analisi al seguente link; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/attualita/ )

e conseguente disfacimento in tutto il mondo del modello comunista – salvo Stati comunisti marciscenti come quello cubano – , la bontà delle teorie marxiste leniniste .

La riscrittura parziale e conseguente riapplicazione di dette teorie marxiste leniniste al nuovo corso storico del terzo millennio, evitando di inciampare nei vecchi errori (‘anche gravi’, n.d.A.) commessi in passato …

_________________

In un’ottica di questo genere ,
contestazioni

– dal sottoscritto fatte – come la validità di alcuni modelli macro economici,che la storia economica ha mostrato/dimostrato essere validi perchè applicati con efficacia al mondo economico,
modelli come quello di Friedrich A. von Hayek
-,(di contro al modello/pensiero economico
keynesiano,che funziona ma in altre situazioni di mercato)

un von Hayek che peraltro in una Sua famosissima Opera economica/filosofica giungeva ad una perfetta identificazione tra comunismo e fascismo/nazionalsocialismo ,vedi:‘ The Road to Serfdom ‘ (‘la via della schiavitù/dell’asservimento’ vedi anche al seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/05/09/caro-presidente/

ecco che si dimostrano essere contestazioni del tutto vane.

Con chi ha già scritto un futuro finalistico,nel nostro caso comunista,
che il filosofo Popper contestava – al pari di quello cristiano – così da prendersi critiche feroci da parte della sinistra – come peraltro occorso in questa riunione – ,
non c’è poi molto da discutere; è così e sarà così ,prima o poi, e basta!

Ricordo ancora per l’ennesima volta quanto espresse un grande amico di W.F. HEGEL il grande filosofo tedesco di fine settecento, il teologo e poeta Friedrich Hölderlin ,conosciuto come il poeta pazzo ( ma che pazzo nelle sue affermazioni non fu) :’

‘Ciò che fa di uno Stato un inferno sulla Terra, è precisamente il tentativo dell’Uomo di farne un Paradiso’.
.
Friedrich Hölderlin

[ Affermazione poi ripresa da Karl POPPER e daFriedrich A. von Hayek ]


Perchè questo hanno fatto/generato modelli come quello comunista.

Si sono salvati dallo sfascio post 1945 – sfascio rimandato al crollo del muro berlinese del 1989 – solo per aver vinto una battaglia e non la guerra del 1945 .

Affermazioni – pisane – del tipo :’

:’ Popper ha inventato il ‘buo alla conca

o,

:’Stalin ,alias Iosif Vissarionovič Džugašvili, ‘non è un aborto politico ma ha solo fatto dei processi’.
Avrà fatto solo dei processi ma del tipo film western americani :

:’‘prima li processiamo ( i dissidenti) poi li impicchiamo!’n.d.c. …)

ricordano tanto l’odore maleodorante che nasce ,paradossalmente, dal comportamento omertoso del figlio di un collega di F.A. von hayek (l’economista Gunnar Myrdal che prese il nobel per l’economia con Hayek ), il giornalista Jan Myrdal che nella Cambogia di Polpot si fece un viaggetto e nulla vide di anomalo…
vedi al seguente link ;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/12/12/jan-myrdal-e-pol-pot/

Vane le affermazioni (dell’Autore) per le quali :’

:’Polpot era solo un criminale e nulla ha mai avuto a che far col comunismo…Non si può generalizzare! ‘

Sono dello stesso stampo di quelle espresse anni or sono dal filosofo Ludovico Geymonat secondo il quale :’

:’quello sovietico non è vero comunismo ma solo capitalismo di Stato…’

Ditemi voi quel’è il vero comunismo!

Ricordo solo che un vecchio adagio recita:’

:’ un albero lo si riconosce dai frutti..!

Chi legge ne trarrà le conclusioni che meglio crede ma ,sicuramente, se non fazioso saprà guardare non solo ad astratti modelli politici ed economico sociali ma prima di tutto alla centralità dell’uomo e non della politica da un lato e alla libertà di pensiero e di coscienza dall’altro .
Che non si impone dall’alto ne la si insegna alle masse.E’ una realtà che la si può intuire ed indicare attraverso grandi poeti o scrittori ma nulla più.

Nota finale;
L’errore di fondo – tra i molteplici individuabili in simili modelli – sta nel fatto che in Occidente,nella cultura occidentale, si intende attraverso lo studio della politica e dell’economia ad essa associata o associabile, definire l’intero universo costituente una Collettività.
Da questo apparente universo a trecento sessanta gradi si fa derivare/discendere relativo universo culturale che è poi pseudo cultura.
La cultura è invece variabile indipendente e pre-esistente a modelli economici politici imposti o teorici da imporre.
(Senza contare il fatto che attraverso quei modelli teorici politici si importa all’interno della propria Collettività un universo ad essa del tutto estraneo e si elide ,nel contempo, dalla Collettività stessa il mondo culturale in essa radicato che fa parte essenziale di essa…)

Vedi in merito quanto al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/01/02/globalizzazione-apparente-per-quanto-appariscente/

MELODIE del VINO ; Les Grands Crus Musicaux de l’Italie. 

MELODIE del VINO ;

;les Grands Crus Musicaux de l’Italie.

alias :’

‘ due serate tra i due eco-giganti ‘

petra3

Cantina ‘Petra’ , Suvereto – Livorno – , progettata dall’architetto svizzero Mario Botta

piano18

Cantina ‘Rocca di Frassinello’ , Giuncarico di Gavorrano – Grosseto – ,progettata dall’architetto italiano Renzo Piano [**]

( vedi in fondo a questo articolo/post le altre fotografie delle due cantine toscane )

Per post su cantina ANTINORI – San Casciano, località ‘Bargino’ Firenze – vedi al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/03/10/cantina-antinori/

Gli sciccosi – i :‘très chic’ o, ‘Posh’
sono sicuramente al corrente di queste manifestazioni italo francesi,tra loro gemellate da un iter parallelo, che da tre anni ,la prima risale al 2011,
– cioè dall’inizio della crisi recessiva più pesante dal lontano 1929 ad oggi –
si ripetono secondo un copione pre-definito e sopratutto mai indagato, mai analizzato nella sua struttura come se fosse una realtà naturale a noi tutti precedente e quindi ‘data’/’indiscutibile’ . Ovvio che non è così .Ovvio che queste manifestazioni sono state create a tavolino.
Vale la pena dunque

– sia per il fatto che nessuno vi ha mai speso due parole ,due parole non da ‘merchandising’ ,sia per l’importanza di ciò che l’evento sottintende –

parlarne, avendo avuto l’occasione di partecipare a due di queste manifestazioni eno/musicali;
; – a quella di sabato 29/giugno/2013 a ‘Petra’ di Suvereto
ed il sabato successivo, 6/luglio/2013,a quella di ‘Rocca di Frassinello’ a Giuncarico di Gavorrano – .

Le ‘realtà economiche’, ma sarebbe meglio dire socio-economiche , visitate sono realtà presenti sul territorio da circa un decennio o poco più. Sono realtà recentissime.
La loro finalità, almeno sulla carta , è quella di produrre vino. Non vino ‘comune’, da osteria anche se alcune loro ‘linee’ di prodotto sono ‘commerciali‘, ma vino della più fine qualità.
Quello,per intenderci, che un antico scrittore latino, amante del buon vino , Petronio bollò con la famosa scritta :’

:’‘ vita vinum est ‘.

Niente di male, tutt’altro; una realtà contadina/un territorio agricolo fatta/o di tanti piccoli paesotti semi dimenticati e non valorizzati ,se non da qualche agriturismo, riprende forma, consistenza e forza creativa. ( Tant’è che nella manifestazione di ‘Petra’ di Suvereto era presente il sindaco, Giampaolo Pioli nominato pure Presidente de ‘Città del Vino’ dai suoi Colleghi di tutta Italia ).

Ed eccole improvvise ,nel loro apparire al visitatore, – contemporanee alla loro stessa creazione – come una sorta di alchimia dal sapore d’altri tempi;
nel momento stesso della loro creazione,queste realtà enologiche
determinano una trasformazione del territorio e del suo assetto economico/sociale impensabile e repentina.
Trasformazione che non è il prodotto di un nuovo/originale modo di far economia e pianificazione del territorio ma il suo ‘continuum .Solo che lo si fa per la prima volta ,almeno in Italia, nel campo specifico dell’enologia .

Su quest’aspetto economico (causa prima della loro nascita) si innestano indubbiamente altri fattori ,altre cause che probabilmente hanno influenzato le decisioni creative e operative di chi ha deciso pochi anni fa di costruire e dirige queste ‘realtà enologiche’ .
Almeno un fattore/causa ,ma… personale, ha determinato la loro costruzione ; una sorta di ritorno alle origini ,alla terra in concomitanza della crisi del mondo industriale se non altro occidentale.
Così come un altro fattore/causa – molto sciccoso – è all’origine di queste realtà neo-agricole ; l’ambizione (magari ben celata da flemmatici atteggiamenti) di emulare un toscano d’altri tempi , Napoleone B(u)onaparte ,

[ ricordo che nacque da padre di origini toscane (sanminiatesi) pure e da madre ,Letizia Ramolino, ligure pura solo un anno dopo la cessione dell’italianissima Corsica alla Francia (1768) da parte della Repubblica di Genova.
E che si cambiò prima il cognome togliendo una ‘u’ ,per renderlo più francese, e poi si autò celebrò facendo del proprio cognome il proprio nome .]

un B(u)onaparte che esiliato all’Isola d’Elba, in Toscana, si mise a produrre vino di grande qualità .

Ma elenchiamo con ordine alcuni degli aspetti generati da queste ‘realtà enologiche’;

;

(I)

l’impatto architettonico è travolgente – nel senso migliore del termine – .
Ogni realtà contadina fatta di vecchi casolari anche di nobile fattura ed antichi, appaiono microscopici di fronte all’imponenza di queste costruzioni post-moderne .
Le stradine stesse da cui si accede e che dunque occorre percorrere per giungere a queste realtà, sono minuscole e visibilmente precedenti ed inadatte a cospetto della regalità di ciò che sembra piovuto dal cielo .

(II)

Appare chiaro che queste costruzioni non sono nate nel contesto culturale e men che mai economico in cui si trovano,vivono e creano . Sono ‘tanto/tanto’ come giganti tra gnomi.

Esse generano nell’osservatore (toscano o meno) sensazioni – assai nette – contrastanti (ossimori) come;
;
realtà distopiche ed utopiche allo stesso tempo
e
dissonanti e armoniosamente integrate col paesaggio naturale e storico (toscano) circostante .

Alcune nascono
da capitale italiano ma non toscano come per ‘Petra’ di Suvereto .Il suo artefice è infatti Vittorio Moretti (*) un capomastro lombardo self-made man tutto mestola e casa in cui l’elemento ‘terra’ come, per esempio , per il noto cantante Albano Carrisi ( che tra l’altro produce vino alla grande ), rappresenta un qualcosa di ‘vero’ tangibile e non artificioso .
O come per il noto cantante Sting che produce vino nella sua tenuta “Il Palagio” a Figline Valdarno (FI),quando non va nella foresta amazzonica nel disperato tentativo – ammirevole – di fermare il disboscamento selvaggio .

Altre nascono,
come per Rocca di Frassinello,
da capitale misto italo francese; da una parte niente di meno che da un ramo della famiglia dei Baroni Rothschild,già produttori del noto vino ‘Château Lafite’ ( il vino che beve 007 quando ci dà di rosso bordeaux, mentre beve Dom Pérignon quando ci dà dentro di Champagne ),
dall’altro dal Partnership Castellare di Castellina capitanata dal milanese Paolo Panarai , che da giornalista ha quanto pare deciso di allietare i lettori di quotidiani – e quindi di cattive notizie a gogò – con un bicchiere di buon rosso scaccia pensieri .

(III)

Se, non mi stancherò mai di ricordarlo, la Storia si ripete, come intuì saggiamente un nostro illustre predecessore ; Giambattista Vico ,eccone un esempio assai intuitivo;
sembra – con queste costruzioni tronfie seppur semplici nella loro lineare architettura – , di esser tornati ad una sorta di rapporto medievale ; il Signore ,cioè colui che detiene il dominio di un territorio, e ,tutt’intorno, il contado formato da contadini dipendenti dal Novello-Feudo .
La differenza con l’età di mezzo,o MedioEvo, è che ormai tra i due ceti non è più il sangue a distinguerli ( blu e rosso) ma il censo unito al ‘know-how’ ).

(IV)

Infine , in un’ottica più ampia super nazionale , tutto ciò è espressione di una realtà che rappresenta un mutamento profondo ; da una precedente realtà industriale occidentale ad una neo agricola turistica occidentale.
In altri termini; l’asse economico – dalla fine degli anni ottanta – si è spostato irrevocabilmente e ‘spenglerianamente’ ad est o comunque nei così detti Paesi facenti parte del ‘B.R.I.C.S.’ . Di conseguenza per poter sopravvivere realtà occidentali come Francia ed Italia devono mutar politica economica.
Saggiamente l’utilizzo delle risorse del territorio in base alla sua ricchezza intrinseca – nel nostro caso storia, paesaggio e buon clima – rappresenta la miglior soluzione al mutare dell’assetto economico .
Dunque queste realtà neo-agricole sono anche il frutto di un’ intuizione economica (brillante) ,da parte dei loro patrons , per investire proficuamente il proprio denaro quando se ne ha molto a disposizione.

Si noti,
e qui concludo questa piccola analisi, che oggi per vendere un prodotto (il vino nel nostro caso) non basta la qualità .
[ …E rivendere con notevole profitto (legittimo) ciò che si è costruito (le cantine con relativi ‘crus vintage’) ]
Occorre prima di tutto tanta,tanta immagine e così niente di meglio che novelle costruzioni a mò di castelli per pubblicizzare un prodotto magari di media qualità a cui nulla ha da invidiare un buon vecchio vino toscano prodotto da una tradizionale azienda agricola…
Ed ancora non basta; la costruzione/il look non è sufficiente che sia ‘bella’ o semplicemente accattivante, occorre anche qui che sia firmata da un noto architetto ovvero da un artista depositario e garante del ‘bello’.

[ nota aggiuntiva

Non per niente

– questa piccola nota aggiuntiva è datata 8/febbraio/ 2016 , cioè a più di due anni di distanza dal presente post ( datato 8/luglio/2013 ) –

i responsabili del ‘gambero rosso’ ,casa editrice specializzatasi anche nel settore dei vini che redige una classifica dei migliori vini d’Italia, scrive :’

:’Va tutto bene allora? No, ci sono delle zone d’ombra… profilo da grandi numeri e poca ambizione e la corsa al massimo ribasso…

Qualcosa può cambiare ancora, anche perché non basta più fare vini buoni, bisogna saperli raccontare, visto che i mercati sono sempre più in cerca di riconoscibilità e paesaggio. ‘

Firmato;

http://www.gamberorosso.it/it/notizie-vino/1022844-anteprima-tre-bicchieri-2016-abruzzo

…poca ambizione e la corsa al massimo ribasso…

Considerando che da un (1) ettaro – ‘ha’ –
( ettaro; cioè 10.000 m² cioè un quadrato di lato 100 metri ,dunque poco più che un fazzoletto di terra )
si ottengono almeno 70 quintali d’uva, da cui circa 6000 bottiglie di vino ( bottiglie da 750 ml)

ci si può lamentare di un prezzo definito;

;…’al massimo ribasso’…

come sopra detto se si vende anche a questi prezzi ( vedi fotografia )…?! Fate un pò voi quattro conti quanto se ne ricava per ettaro…

Montepulciano d'Abruzzo; per il 'gambero rosso' il montepulciano d'abruzzo è un vino 'al massimo ribasso'... Vedete un pò voi..!

Montepulciano d’Abruzzo;
per il ‘gambero rosso’ il montepulciano d’abruzzo è un vino ‘al massimo ribasso’…
Vedete un pò voi..!

‘Gambero rosso’ ;

sarà anche per gioco, ma  questa azienda editoriale si attribuisce un nome da trattoria di Collodiana memoria ( la trattoria dove il gatto e la volpe portarono Pinocchio, il personaggio di Carlo Collodi alias Carlo Lorenzini…)

]
___________________________

Apparirà certo sconcertante, almeno a qualche vecchio e fumino toscano , vedere circolare in tante manifestazioni (e magari pure per il paesotto),e da protagonisti, come è avvenuto a ‘Rocca di Frassinello’ ( ne sono prova le fotografie qui sotto )
veder circolare ,dicevo, tanti orientali – cinesi nel caso nostro – che siedono in prima fila accanto al patron di ‘Rocca di Frassinello’ (Paolo Panarai) durante il concerto che segue all’assaggio dei vini del novello Chateaux-d’Italia .
(Presenza orientale dovuta ,a quanto pare, in qualità di importatori in Cina di vini di pregio italiani).
E che dunque gentilmente vengono pure rinfrescati ( con acqua questa volta) nella pausa a metà concerto dal patron Panarai in persona .

Auguriamoci soltanto che un giorno non vedremo sostituite le etichette dei nostri vini, che indubbiamente sono un piccolo ma pregevole prodotto della nostra cultura, con scritte :

‘da – a’:
:‘ Brunello di Montalcino ‘ —>, ‘ Blunello di Montalcino’
o;
da ‘Primitivo di Manduria’ —>, ‘Plimitivo di Mandulia’
.

Nota;
la presentazione – solo nella ‘Rocca di Frassinello’ – delle vivande ha lasciato molto a desiderare ; senza posate ! E senza neanche un piattino di plastica per contenerle !
Forse dato che noi occidentali abbiamo il viziaccio di utilizzarle mentre gli orientali usano le bacchette, ecco che alla Direzione è venuta in mente l’idea balzana di escludere entrambe; si mangiava a mani nude e in un piatto comune come gli arabi!

(*)

Nota d’aggiornamento.

‘Vittorio Moretti’ ;

il patron della cantina ‘Petra’ di Suvereto (LI) Toscana Italia.
Indubbiamente imprenditore eclettico di successo, ma purtroppo ,come molti imprenditori, deve – devono necessariamente seguire le leggi del mercato.
Così nel caso ora visto ,quello enologico,ecco che ti imbottiglia – come visto – vini ‘Petra di Suvereto’, come il suo ‘Mareto’/linea di base’, ma certo non con uve provenienti dai vigneti siti in ‘Petra’ di Suvereto; difatti sul retro della etichetta vi è apposta la scritta:’ imbottigliato da… ‘ ma non certo:‘imbottigliato all’origine’ o ‘integralmente prodotto ed imbottigliato dalla cantina di Petra di Suvereto’.

Al pari, in altro campo – ma parallelo a quello enologico, in quanto in forte ascesa – quello gastronomico ecco che il nostro Vittorio Moretti compie stessa procedura ‘da imprenditore’ ; eccone una prova oggettiva :’

:’ (Gualtiero) Marchesi

[ n.d.c. ; il primo cuoco italiano ‘tre stelle Michelin’,scomparso nel dicembre 2017, titolare del ristorante “Il Marchesino”,su cui uscirà a breve un film documentario postumo sulla sua vita professionale dal titolo :’

:’ (Gualtiero Marchesi)’The Great talian’

]

si era involuto, arrivando come dipendente all’Albereta, che ad Erbusco, in Franciacorta, gli aveva messo a disposizione il magnate bresciano Vittorio Moretti: il «Senza Voto» che apparve sulla «Guida 2000» era per dei pesci non perfettamente conservati ed arrivati ugualmente a tavola, per un vassoio dei formaggi banale e con prodotti industriali come il pecorino Brigante, per l’aver ammesso (in una dichiarazione a «Il Giornale») che il branzino d’allevamento andava benissimo, se preparato con una cottura al vino rosso…’

Articolo
Firmato
EDOARDO RASPELLI (giornalista eno – gastronomico).
Articolo scritto in occasione della morte del grande chef Gualtiero Marchesi.

Vedi direttamente articolo attraverso il seguente link;
http://www.lastampa.it/2017/12/27/societa/cucina/quando-gridai-al-miracolo-e-poi-mi-costrinsi-al-triste-senza-voto-del-twSOuKWYmrmJk3YyRlby4H/pagina.html

____________________________

Qulache fotografia delle due manifestazioni;

della cantina ‘Petra di Suvereto’

petra4

.
.
petra5
Una bizzarra statua dall’aspetto totemico all’interno di ‘Petra’

petra7

La cantina di ‘Petra’ . Dopo il grande spazio ,qui sopra visibile, destinato ad ospitare le botti in rovere in cui il vino invecchia, la cantina prosegue orizzontalmente fino ad uno spazio più ristretto scavato nella roccia sottostante la collina. Ci si ritrova così settanta metri sotto la superficie muovendosi in orizzontale .

________________________

Qualche fotografia
della cantina ‘Rocca di Frassinello’

piano rocca di frassinello

piano4

piano2

piano8

piano5

piano7

piano3

piano9

pianoc

pianoaa

Il patron di ‘Rocca di Frassinello’ , Paolo Panarai nella cantina sottostante la costruzione ,presenta il concerto (nelle due fotografie qui sopra).
[ Come anfitrione, più che preoccuparmi delle qualità acustiche e di riverbero di una cantina vissuta un giorno solo all’anno come ‘auditorium’ – preoccupazione risolta attraverso l’apposizione di pannelli trapezoidali al centro del soffito della cantina – mi sarei più preoccupato del forte odore di muffa che aleggiava nell’aria – odore che invece è completamente assente nella cantina di Petra a Suvereto – e che denota forse una qualche svista nelle soluzioni architettoniche del ‘contenente’, o di disposizione del ‘contenuto’ .]

piano19

piano13

piano12

Il plastico della Cantina ‘Rocca di Frassinello’
, progetto di Renzo Piano .

.

piano1

__________________

Nota finale sui concerti;

Ai concertisti intervenuti sia a Petra di Suvereto che a Rocca di Frassinello deve andare il plauso di tutti i convenuti;
–piacevolissima la scelta dei brani a Petra – Mozart non annoia mai – ,

–impegnativi e più ,forse, da ‘addetti ai lavori’ quelli scelti da Giovanni Bellucci a Rocca di frassinello .Brani che peraltro il Maestro Bellucci ha eseguito con grande maestria .

[**]

Renzo Piano

è certamente annoverabile tra i grandi architetti della fine novecento ed inizio del nuovo secolo.
Basta ricordare il riconoscimento ‘Pritzker’il ‘Nobel’ degli architetti tanto per intenderci –
Tuttavia guardando la cantina qui sopra da Lui progettata, Rocca di Frassinello, si noti come

– e qui purtroppo quasi certamente solo un toscano o chi risiede da molti anni in Toscana,può cogliere al volo quanto ora indico -,

vi sia uno sforzo di Piano di essere coerente con quanto da Lui stesso affermato;

cioè l’ adesione/compenetrazione/armonia tra territorio e costruzione architettonica.

Ovvio lo sforzo in Rocca di Frassinello; trovandosi in Toscana non poteva non colorare le pareti di questa cantina di un colore che non fosse una ‘terra/ocra rossa’ rifacendosi al ‘cotto’ toscano.
Inoltre le imposte ,cioè le persiane,sono piene ( non ‘a listelli’ ) come tradizione nelle vecchie case toscane. Sono cioè ‘scuri’ ed in legno colorato di verde, come spesso era nella tradizione toscana.

Appare ciò piuttosto ridicolo se visto da un toscano;
allo stesso modo con cui un italiano vede ridicola la rappresentazione all’estero di un italiano stesso con mandolino e baffi !

Cloud dei tag