Solo Al Secondo Grado

MELODIE del VINO ;

;les Grands Crus Musicaux de l’Italie.

alias :’

‘ due serate tra i due eco-giganti ‘

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Cantina ‘Petra’ , Suvereto – Livorno – , progettata dall’architetto svizzero Mario Botta

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Cantina ‘Rocca di Frassinello’ , Giuncarico di Gavorrano – Grosseto – ,progettata dall’architetto italiano Renzo Piano [**]

( vedi in fondo a questo articolo/post le altre fotografie delle due cantine toscane )

Per post su cantina ANTINORI – San Casciano, località ‘Bargino’ Firenze – vedi al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/03/10/cantina-antinori/

Gli sciccosi – i :‘très chic’ o, ‘Posh’
sono sicuramente al corrente di queste manifestazioni italo francesi,tra loro gemellate da un iter parallelo, che da tre anni ,la prima risale al 2011,
– cioè dall’inizio della crisi recessiva più pesante dal lontano 1929 ad oggi –
si ripetono secondo un copione pre-definito e sopratutto mai indagato, mai analizzato nella sua struttura come se fosse una realtà naturale a noi tutti precedente e quindi ‘data’/’indiscutibile’ . Ovvio che non è così .Ovvio che queste manifestazioni sono state create a tavolino.
Vale la pena dunque

– sia per il fatto che nessuno vi ha mai speso due parole ,due parole non da ‘merchandising’ ,sia per l’importanza di ciò che l’evento sottintende –

parlarne, avendo avuto l’occasione di partecipare a due di queste manifestazioni eno/musicali;
; – a quella di sabato 29/giugno/2013 a ‘Petra’ di Suvereto
ed il sabato successivo, 6/luglio/2013,a quella di ‘Rocca di Frassinello’ a Giuncarico di Gavorrano – .

Le ‘realtà economiche’, ma sarebbe meglio dire socio-economiche , visitate sono realtà presenti sul territorio da circa un decennio o poco più. Sono realtà recentissime.
La loro finalità, almeno sulla carta , è quella di produrre vino. Non vino ‘comune’, da osteria anche se alcune loro ‘linee’ di prodotto sono ‘commerciali‘, ma vino della più fine qualità.
Quello,per intenderci, che un antico scrittore latino, amante del buon vino , Petronio bollò con la famosa scritta :’

:’‘ vita vinum est ‘.

Niente di male, tutt’altro; una realtà contadina/un territorio agricolo fatta/o di tanti piccoli paesotti semi dimenticati e non valorizzati ,se non da qualche agriturismo, riprende forma, consistenza e forza creativa. ( Tant’è che nella manifestazione di ‘Petra’ di Suvereto era presente il sindaco, Giampaolo Pioli nominato pure Presidente de ‘Città del Vino’ dai suoi Colleghi di tutta Italia ).

Ed eccole improvvise ,nel loro apparire al visitatore, – contemporanee alla loro stessa creazione – come una sorta di alchimia dal sapore d’altri tempi;
nel momento stesso della loro creazione,queste realtà enologiche
determinano una trasformazione del territorio e del suo assetto economico/sociale impensabile e repentina.
Trasformazione che non è il prodotto di un nuovo/originale modo di far economia e pianificazione del territorio ma il suo ‘continuum .Solo che lo si fa per la prima volta ,almeno in Italia, nel campo specifico dell’enologia .

Su quest’aspetto economico (causa prima della loro nascita) si innestano indubbiamente altri fattori ,altre cause che probabilmente hanno influenzato le decisioni creative e operative di chi ha deciso pochi anni fa di costruire e dirige queste ‘realtà enologiche’ .
Almeno un fattore/causa ,ma… personale, ha determinato la loro costruzione ; una sorta di ritorno alle origini ,alla terra in concomitanza della crisi del mondo industriale se non altro occidentale.
Così come un altro fattore/causa – molto sciccoso – è all’origine di queste realtà neo-agricole ; l’ambizione (magari ben celata da flemmatici atteggiamenti) di emulare un toscano d’altri tempi , Napoleone B(u)onaparte ,

[ ricordo che nacque da padre di origini toscane (sanminiatesi) pure e da madre ,Letizia Ramolino, ligure pura solo un anno dopo la cessione dell’italianissima Corsica alla Francia (1768) da parte della Repubblica di Genova.
E che si cambiò prima il cognome togliendo una ‘u’ ,per renderlo più francese, e poi si autò celebrò facendo del proprio cognome il proprio nome .]

un B(u)onaparte che esiliato all’Isola d’Elba, in Toscana, si mise a produrre vino di grande qualità .

Ma elenchiamo con ordine alcuni degli aspetti generati da queste ‘realtà enologiche’;

;

(I)

l’impatto architettonico è travolgente – nel senso migliore del termine – .
Ogni realtà contadina fatta di vecchi casolari anche di nobile fattura ed antichi, appaiono microscopici di fronte all’imponenza di queste costruzioni post-moderne .
Le stradine stesse da cui si accede e che dunque occorre percorrere per giungere a queste realtà, sono minuscole e visibilmente precedenti ed inadatte a cospetto della regalità di ciò che sembra piovuto dal cielo .

(II)

Appare chiaro che queste costruzioni non sono nate nel contesto culturale e men che mai economico in cui si trovano,vivono e creano . Sono ‘tanto/tanto’ come giganti tra gnomi.

Esse generano nell’osservatore (toscano o meno) sensazioni – assai nette – contrastanti (ossimori) come;
;
realtà distopiche ed utopiche allo stesso tempo
e
dissonanti e armoniosamente integrate col paesaggio naturale e storico (toscano) circostante .

Alcune nascono
da capitale italiano ma non toscano come per ‘Petra’ di Suvereto .Il suo artefice è infatti Vittorio Moretti un capomastro lombardo self-made man tutto mestola e casa in cui l’elemento ‘terra’ come, per esempio , per il noto cantante Albano Carrisi ( che tra l’altro produce vino alla grande ), rappresenta un qualcosa di ‘vero’ tangibile e non artificioso .
O come per il noto cantante Sting che produce vino nella sua tenuta “Il Palagio” a Figline Valdarno (FI),quando non va nella foresta amazzonica nel disperato tentativo – ammirevole – di fermare il disboscamento selvaggio .

Altre nascono,
come per Rocca di Frassinello,
da capitale misto italo francese; da una parte niente di meno che da un ramo della famiglia dei Baroni Rothschild,già produttori del noto vino ‘Château Lafite’ ( il vino che beve 007 quando ci dà di rosso bordeaux, mentre beve Dom Pérignon quando ci dà dentro di Champagne ),
dall’altro dal Partnership Castellare di Castellina capitanata dal milanese Paolo Panarai , che da giornalista ha quanto pare deciso di allietare i lettori di quotidiani – e quindi di cattive notizie a gogò – con un bicchiere di buon rosso scaccia pensieri .

(III)

Se, non mi stancherò mai di ricordarlo, la Storia si ripete, come intuì saggiamente un nostro illustre predecessore ; Giambattista Vico ,eccone un esempio assai intuitivo;
sembra – con queste costruzioni tronfie seppur semplici nella loro lineare architettura – , di esser tornati ad una sorta di rapporto medievale ; il Signore ,cioè colui che detiene il dominio di un territorio, e ,tutt’intorno, il contado formato da contadini dipendenti dal Novello-Feudo .
La differenza con l’età di mezzo,o MedioEvo, è che ormai tra i due ceti non è più il sangue a distinguerli ( blu e rosso) ma il censo unito al ‘know-how’ ).

(IV)

Infine , in un’ottica più ampia super nazionale , tutto ciò è espressione di una realtà che rappresenta un mutamento profondo ; da una precedente realtà industriale occidentale ad una neo agricola turistica occidentale.
In altri termini; l’asse economico – dalla fine degli anni ottanta – si è spostato irrevocabilmente e ‘spenglerianamente’ ad est o comunque nei così detti Paesi facenti parte del ‘B.R.I.C.S.’ . Di conseguenza per poter sopravvivere realtà occidentali come Francia ed Italia devono mutar politica economica.
Saggiamente l’utilizzo delle risorse del territorio in base alla sua ricchezza intrinseca – nel nostro caso storia, paesaggio e buon clima – rappresenta la miglior soluzione al mutare dell’assetto economico .
Dunque queste realtà neo-agricole sono anche il frutto di un’ intuizione economica (brillante) ,da parte dei loro patrons , per investire proficuamente il proprio denaro quando se ne ha molto a disposizione.

Si noti,
e qui concludo questa piccola analisi, che oggi per vendere un prodotto (il vino nel nostro caso) non basta la qualità .
[ …E rivendere con notevole profitto (legittimo) ciò che si è costruito (le cantine con relativi ‘crus vintage’) ]
Occorre prima di tutto tanta,tanta immagine e così niente di meglio che novelle costruzioni a mò di castelli per pubblicizzare un prodotto magari di media qualità a cui nulla ha da invidiare un buon vecchio vino toscano prodotto da una tradizionale azienda agricola…
Ed ancora non basta; la costruzione/il look non è sufficiente che sia ‘bella’ o semplicemente accattivante, occorre anche qui che sia firmata da un noto architetto ovvero da un artista depositario e garante del ‘bello’.

[ nota aggiuntiva

Non per niente

– questa piccola nota aggiuntiva è datata 8/febbraio/ 2016 , cioè a più di due anni di distanza dal presente post ( datato 8/luglio/2013 ) –

i responsabili del ‘gambero rosso’ ,casa editrice specializzatasi anche nel settore dei vini che redige una classifica dei migliori vini d’Italia, scrive :’

:’Va tutto bene allora? No, ci sono delle zone d’ombra… profilo da grandi numeri e poca ambizione e la corsa al massimo ribasso…

Qualcosa può cambiare ancora, anche perché non basta più fare vini buoni, bisogna saperli raccontare, visto che i mercati sono sempre più in cerca di riconoscibilità e paesaggio. ‘

Firmato;

http://www.gamberorosso.it/it/notizie-vino/1022844-anteprima-tre-bicchieri-2016-abruzzo

…poca ambizione e la corsa al massimo ribasso…

Considerando che da un (1) ettaro – ‘ha’ –
( ettaro; cioè 10.000 m² cioè un quadrato di lato 100 metri ,dunque poco più che un fazzoletto di terra )
si ottengono almeno 70 quintali d’uva, da cui circa 6000 bottiglie di vino ( bottiglie da 750 ml)

ci si può lamentare di un prezzo definito;

;…’al massimo ribasso’…

come sopra detto se si vende anche a questi prezzi ( vedi fotografia )…?! Fate un pò voi quattro conti quanto se ne ricava per ettaro…

Montepulciano d'Abruzzo; per il 'gambero rosso' il montepulciano d'abruzzo è un vino 'al massimo ribasso'... Vedete un pò voi..!

Montepulciano d’Abruzzo;
per il ‘gambero rosso’ il montepulciano d’abruzzo è un vino ‘al massimo ribasso’…
Vedete un pò voi..!

‘Gambero rosso’ ;

sarà anche per gioco, ma  questa azienda editoriale si attribuisce un nome da trattoria di Collodiana memoria ( la trattoria dove il gatto e la volpe portarono Pinocchio, il personaggio di Carlo Collodi alias Carlo Lorenzini…)

]
___________________________

Apparirà certo sconcertante, almeno a qualche vecchio e fumino toscano , vedere circolare in tante manifestazioni (e magari pure per il paesotto),e da protagonisti, come è avvenuto a ‘Rocca di Frassinello’ ( ne sono prova le fotografie qui sotto )
veder circolare ,dicevo, tanti orientali – cinesi nel caso nostro – che siedono in prima fila accanto al patron di ‘Rocca di Frassinello’ (Paolo Panarai) durante il concerto che segue all’assaggio dei vini del novello Chateaux-d’Italia .
(Presenza orientale dovuta ,a quanto pare, in qualità di importatori in Cina di vini di pregio italiani).
E che dunque gentilmente vengono pure rinfrescati ( con acqua questa volta) nella pausa a metà concerto dal patron Panarai in persona .

Auguriamoci soltanto che un giorno non vedremo sostituite le etichette dei nostri vini, che indubbiamente sono un piccolo ma pregevole prodotto della nostra cultura, con scritte :

‘da – a’:
:‘ Brunello di Montalcino ‘ —>, ‘ Blunello di Montalcino’
o;
da ‘Primitivo di Manduria’ —>, ‘Plimitivo di Mandulia’
.

Nota;
la presentazione – solo nella ‘Rocca di Frassinello’ – delle vivande ha lasciato molto a desiderare ; senza posate ! E senza neanche un piattino di plastica per contenerle !
Forse dato che noi occidentali abbiamo il viziaccio di utilizzarle mentre gli orientali usano le bacchette, ecco che alla Direzione è venuta in mente l’idea balzana di escludere entrambe; si mangiava a mani nude e in un piatto comune come gli arabi!
____________________________

Qulache fotografia delle due manifestazioni;

della cantina ‘Petra di Suvereto’

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.
.
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Una bizzarra statua dall’aspetto totemico all’interno di ‘Petra’

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La cantina di ‘Petra’ . Dopo il grande spazio ,qui sopra visibile, destinato ad ospitare le botti in rovere in cui il vino invecchia, la cantina prosegue orizzontalmente fino ad uno spazio più ristretto scavato nella roccia sottostante la collina. Ci si ritrova così settanta metri sotto la superficie muovendosi in orizzontale .

________________________

Qualche fotografia
della cantina ‘Rocca di Frassinello’

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Il patron di ‘Rocca di Frassinello’ , Paolo Panarai nella cantina sottostante la costruzione ,presenta il concerto (nelle due fotografie qui sopra).
[ Come anfitrione, più che preoccuparmi delle qualità acustiche e di riverbero di una cantina vissuta un giorno solo all’anno come ‘auditorium’ – preoccupazione risolta attraverso l’apposizione di pannelli trapezoidali al centro del soffito della cantina – mi sarei più preoccupato del forte odore di muffa che aleggiava nell’aria – odore che invece è completamente assente nella cantina di Petra a Suvereto – e che denota forse una qualche svista nelle soluzioni architettoniche del ‘contenente’, o di disposizione del ‘contenuto’ .]

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Il plastico della Cantina ‘Rocca di Frassinello’
, progetto di Renzo Piano .

.

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__________________

Nota finale sui concerti;

Ai concertisti intervenuti sia a Petra di Suvereto che a Rocca di Frassinello deve andare il plauso di tutti i convenuti;
–piacevolissima la scelta dei brani a Petra – Mozart non annoia mai – ,

–impegnativi e più ,forse, da ‘addetti ai lavori’ quelli scelti da Giovanni Bellucci a Rocca di frassinello .Brani che peraltro il Maestro Bellucci ha eseguito con grande maestria .

[**]

Renzo Piano

è certamente annoverabile tra i grandi architetti della fine novecento ed inizio del nuovo secolo.
Basta ricordare il riconoscimento ‘Pritzker’il ‘Nobel’ degli architetti tanto per intenderci –
Tuttavia guardando la cantina qui sopra da Lui progettata, Rocca di Frassinello, si noti come

– e qui purtroppo quasi certamente solo un toscano o chi risiede da molti anni in Toscana,può cogliere al volo quanto ora indico -,

vi sia uno sforzo di Piano di essere coerente con quanto da Lui stesso affermato;

cioè l’ adesione/compenetrazione/armonia tra territorio e costruzione architettonica.

Ovvio lo sforzo in Rocca di Frassinello; trovandosi in Toscana non poteva non colorare le pareti di questa cantina di un colore che non fosse una ‘terra/ocra rossa’ rifacendosi al ‘cotto’ toscano.
Inoltre le imposte ,cioè le persiane,sono piene ( non ‘a listelli’ ) come tradizione nelle vecchie case toscane. Sono cioè ‘scuri’ ed in legno colorato di verde, come spesso era nella tradizione toscana.

Appare ciò piuttosto ridicolo se visto da un toscano;
allo stesso modo con cui un italiano vede ridicola la rappresentazione all’estero di un italiano stesso con mandolino e baffi !

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