Solo Al Secondo Grado

Archivio per agosto, 2013

August 28, 1963 | Martin Luther King ; ‘I have a dream ‘

28 agosto del 1963 | Martin Luther King ; ‘I have a dream ‘

Martin Luther King; :" ...io ho un sogno.?!..." O... ha avuto un incubo!

Martin Luther King;
:” …io ho un sogno.?!…”
O… ha avuto un incubo!

Si celebrano – 28 agosto 2013 – i cinquant’anni di un noto discorso di un afro americano;
Martin Luther King .

Eccone un estratto.

________________


(…)
E’ un sogno che ha radici profonde nel sogno americano.(…)

Ho un sogno, che un giorno sulle rosse montagne della Georgia i figli degli ex schiavi e i figli degli ex padroni di schiavi potranno sedersi insieme alla tavola della fraternità.

Ho un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, dove si patisce il caldo afoso dell’ingiustizia, il caldo afoso dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e di giustizia.

Ho un sogno, che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione in cui non saranno giudicati per il colore della pelle, ma per l’essenza della loro personalità.

Oggi ho un sogno.

Ho un sogno, che un giorno, laggiù nell’Alabama, dove i razzisti sono più che mai accaniti, dove il governatore non parla d’altro che di potere di compromesso interlocutorio e di nullification delle leggi federali, un giorno, proprio là nell’Alabama, i bambini neri e le bambine nere potranno prendere per mano bambini bianchi e bambine bianche, come fratelli e sorelle.

Oggi ho un sogno.

Ho un sogno, che un giorno ogni valle sarà innalzata, ogni monte e ogni collina saranno abbassati, i luoghi scoscesi diventeranno piani, e i luoghi tortuosi diventeranno diritti, e la gloria del Signore sarà rivelata, e tutte le creature la vedranno insieme.
(…)

August 28, 1963 | Martin Luther King ,Washington USA .

____________________

dream or nightmare

Cinquant’anni sono dunque trascorsi da quel ‘discorso’

recitato con tanta, ma proprio tanta attorialità e che tanto ricorda un Orson Welles – nella parte di un Pastore che si profonde in un sermone memorabile – nel ‘Moby Dick’ (di Melville) di John Huston di sette anni anteriore al sermone del Pastore Battista di Atlanta,pronunciato nel 1963 .

Ma…, poniamoci due domande essenziali su quel discorso;

I°) cosa chiedeva /a cosa aspirava Martin Luther King ( ovvero cosa ‘sognava’ )per il futuro ‘nero/afro americano’ ?

II°) Quale la realtà a distanza di mezzo secolo esatto?

°
Parità di diritti e quindi pari agiattezza economica per gli afro americani .
Agiatezza che il nuovo Continente offriva a chi si impegnava a fondo .

°
Commistione di specie o generi (fenotipi differenti) umani .

°
Un futuro finalistico – tipico delle realtà religiose (tra cui quella cristiana) ma anche di quelle laiche/atee come quella comunista – di pace fratellanza e giustizia perenni .
Il tutto sotto l’egida di un Dio buono e misericordioso .

Quel Mondo tanto agognato/sognato ,e mai realizzatosi, si è rivelato in tutto la sua tragica inconsistenza.
Lasciando sprofondare nell’abisso più nero chi ascoltava con fervore e certezza biblici.
Una disperazione ancora più grande perchè era venuta meno la speranza , di fronte ad una realtà inesorabile che non lascia alcun spazio a sogni pindarici .
Si potrà obiettare ,ad esempio, che il Presidente attuale americanoBarack Obama – è un mulatto afro americano, e che tanta strada verso l’omologazione ,integrazione e commistione è stata fatta da molti neri americani ,e non solo, negli USA .

Ma la vera questione è un’altra ;

L’apprendimento di un’arida tecnica da parte di chi l’impara non per retaggio culturale ,

– perchè discendente da società semplici/antropologiche/tribali, dato oggettivo non seriamente contestabile – ,

ma per errori storici drammatici come le deportazioni di schiavi
e per integrazione forzata/violenta dettata da motivi storici di cui sopra fatto cenno,
è stato, è , e resterà un imperdonabile errore socio politico che ha creato drammi che Martin Luther King nel suo discorso involontariamente evidenzia (come chiunque avrebbe potuto fare) ma di cui non capì – o non volle capire – origine e portata devastante .
Devastante anche e sopratutto per la realtà di colore che lui rappresentava , perchè poneva realtà geno/feno tipiche di formazione tribale in realtà complesse a loro del tutto estranee .

Un piccolo episodio realmente accaduto sarà d’esempio e chiarimento a quanto sopra espresso;
qualche anno fa ,quando il fenomeno delle adozioni internazionali e dell’immigrazione in massa non costituivano una problematica sociale perchè semplicemente non presenti su vasta scala, vi fu – si veda teche RAI – un’intervista a due fratelli indiani adottati da una famiglia italiana.
Il più grande già conscio della realtà in cui era entrato a far parte ebbe a dire (cito a mente il nocciolo di quelle affermazioni) :’

:”noi siamo stati adottati perchè il nostro Paese d’origine – l’India – non è in grado di darci una vita economicamente decente e meno ancora di farci crescere allo stesso modo,al contrario dell’Italia che ci permette questo. E grazie a questo dislivello economico noi siamo stati proiettati fuori dal nostro Mondo d’origine che pure ci appartiene .
Noi sentiamo in questo una profonda ingiustizia”.[Quasi fossero stati comprati ! N.d.c.]

Come si può ora meglio capire non è una questione facile ‘far del bene’ . Ragionare secondo propri parametri mentali

– che non sono assoluti ed universali –

può essere ,come visto in questo caso , un errore che porta a risultati opposti a quelli desiderati ( opposti a ‘far del bene’ ) .

Si capisce pertanto che mantenere differenze sul piano internazionale porta alla non omologazione forzata che è espressione ,

– per ciò che riguarda sia le aspirazioni del Pastore King , sia sul piano delle adozioni internazionali e ius soli

di un Occidente mal pensante .In quanto applica categorie di pensiero del tutto proprie , inconciliabili ed inaccettabili con/per molte altre realtà mondiali .

Come ci insegnano le scienze biologiche ( zoologia, antropologia, botanica etc…) la bio-diversità è un elemento prezioso/indispensabile alla continuità (a garantire la continuità) di una specie, tra cui quella umana .
Seppur sopraordinati/distaccati al/dal mondo naturale, grazie ad una evoluzione scientifica/tecnologica, il concetto della ‘bio-diversità’ ben si adatta anche alla specie umana.

A distanza di mezzo secolo – e di fronte allo sviluppo degli eventi – da quel tutt’altro che profetico discorso si può affermare che il Pastore di Atlanta è come se avesse pronunciato :’

:’I have a nightmare’

.

P.S.;

una vecchia massima latina recita:’

‘Duo faciunt idem non est idem’

Ben si adatta questo adagio latino ,
non al mondo della causa ed effetto, non a quello della pura logica meccanicistica o della scienza causale e necessaria,

ma ben si adatta a raccontarci il mondo del divenire unico ed irripetibile della vita umana. Al mondo dello spirito profondo che è forza motore costante all’interno di ogni Collettività (…)

Spiegando invece quanto sopra esposto col determinismo scientifico, si cade in errori madornali poiché ci si illude di interpretare eventi umani con modelli adatti solo a quelli naturali.

Kashetu Kyenge ; l’espressione di un malessere non la causa .

Kashetu Kyenge;

;l’espressione di un malessere non la causa .

All’anno 2013 è toccata la sorte di segnare vari eventi epocali come ad es. il proseguo della recessione europea ma anche eventi di minore portata – quasi domestici/casalinghi – come l’elezione al Parlamento italiano del primo nero/africano(congolese per la precisione) nella storia d’Italia;

Kashetu Kyenge

.

Non è certo la prima persona di origine straniera ad essere eletta in Italia .Un esempio per tutti è;

Ilona Staller

alias cicciolina, una porno-diva ungherese eletta deputata nel 1987 al parlamento italiano ,lista del partito radicale (elezione di ‘protesta’ si disse allora).

cicciolina ex parlamentare
Vedi fotografie Kashetu Kyenge e marito , nonchè nota , in calce (*)

Ma cosa cambia dal quel lontano 1987, da allora è passato più di un quarto di secolo , all’attuale 2013 ?

Dovremmo pensare che essendone passata di acqua sotto i ponti ci si dovrebbe trovare di fronte ad un evento politico del tutto insignificante.
Certo incapace di suscitare clamore di cronaca e sopratutto impensabile artefice di contestazioni politiche – leggi Lega Nord – e sopratutto non scatenante un profondo disagio

– non sottoposto a sondaggio imparziale –

nel parere/opinione ‘del Popolo sovrano’.
Perchè questo è uno dei punti cruciali della faccenda; con l’attuale sistema elettorale coloro che vengono eletti al Parlamento italiano sono scelti dai partiti politici e non dal ‘Popolo sovrano’ come recita la Costituzione italiana .
Art. I°
‘…La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.’

Kashetu Kyenge,
la congolese naturalizzata italiana (per matrimonio) non è stata eletta dal popolo ‘sovrano’ ma da decisione,non pubblicamente discussa, dei vertici del Partito Democratico ex P.C.I. .

Una decisione che non solo non rispecchia la volontà popolare, ma neppure quella degli elettori – anche storici – di quel triste partito .
Un partito – avrete notato – che ha tinteggiato il proprio logo con i colori del tricolore italiano.
Quasi a voler rassicurare ,da un lato, il distacco dalle ideologie sovietiche ,quindi straniere, un tempo abbracciate senza remora alcuna, dall’altro le scelte italianissime e a favore (nell’interesse) del popolo ‘sovrano’ nell’elezione di una congolese .

Certo che ce ne vuole di faccia tosta per fare tutto questo!

La motivazione
di certe scelte ‘africane’ del Partito Democratico è evidente; determinare l’abrogazione dello ‘ius sanguinis’ a favore dello ‘ius soli’ per la concessione della cittadinanza italiana a persone straniere e figlie di stranieri per poter accaparrarsi voti elettorali da questi .
Nel contempo far fare questa svolta nel diritto di cittadinanza ad una straniera – Kashetu Kyenge – così da deviare i malumori in merito (da parte di chi non è d’accordo anche tra gli elettori storici di quel partito) ,e relativa attribuzione di colpe, all’artefice di quella disgraziata decisione (e non certo a loro!).

Tutto questo all’interno di meschine battaglie elettorali tra partiti ,sottolineo, e no tra gli elettori.

Ma analizzando questa situazione dal punto di vista di questa accozzaglia di stranieri si trovano altre motivazioni.

Entrando in merito si nota che
non è tanto in se il desiderio di ottenere la cittadinanza e relativi diritti a spingerli ed a unirli (ricordo che vi sono etnie di profondissima differenza culturale e religiosa) ,bensì qualcosa di ben più profondo ; una lotta culturale e di razza intesa quest’ultima come prevalenza biologica di un’etnia sull’altra.
Una sorta di riscatto genetico del così detto ‘terzo mondo’ ad una sudditanza culturale secolare nei confronti dei Paesi occidentali.
Una guerra – in passato – avrebbe risolto tutto ,ma questo , come già discusso ed evienziato ,

vedi in merito quanto al seguente link (post dell’8/aprile/2011 titolato :‘PERCHE’ LA PACE E’ TANTO AGOGNATA ( ? ) ‘;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/attualita-nord-africa-e-dintorni/

non è possibile .

Kashetu Kyenge
,è dunque ora chiaro, è espressione di questa arrogante e nascosta volontà di quel terzo Mondo che si contrappone insanabilmente ed in modo inconciliabile al Nostro .
Mondi in cui uno dei due dovrà perire . Con morte senza spari o palle di cannone ma per lento strangolamento culturale e genetico .

Dal punto di vista giornalistico – di una parte di questa realtà – si nota che si martella costantemente sulla necessità di concedere diritti e cittadinanza tout court senza chiedersi se

il ‘Popolo sovrano’ – magari attraverso un referendum abrogativo dello ‘ius sanguinis’ – sia d’accordo o meno !

……………………………………………

Partito_Democratico 3

Come sventolano i colori del tricolore italiano nel logo dei patrioti del Partito Democratico ex P.C.I. !

san crispino
Kashetu Kyenge col marito Domenico Grispino.

(*)
Nota finale;
certo che – dovendo scegliere – tra una cicciolina parlamentare o quel bisonte tutto nero ,credo che per optare per la seconda scelta bisogna ‘mancare non di un venerdì’ ma di tutti i giorni della settimana!

Muxtar Äblyazov : ‘renvoyée la balle à la France?’

Muxtar Äblyazov : ‘renvoyée la balle à la France?’

dopo L’AFFAIRE

KHODORKOVSKY e NAVALNY

di cui vedi al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/attualita/#comment-694

ecco un bell’esempio – da un lato – di continuum ,
in un’ottica russa/asiatica, di politica coerente con i due casi qui sopra citati.
Ma – dall’altro – di opponuntur ,
in un’ottica francese , di politica incoerente bella e buona .
Mi ricollego a quanto postato circa il caso Cesare battisti & C., di cui vedi in merito al seguente link ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/06/10/news-battisti-c/

I cugini transalpini ,
forse al pensiero di quanto buon petrolio – linfa vitale per l’assetato mondo occidentale – potrà scorrere verso la Francia, si sono guardati bene dall’indispettire l’Autorità del Kazakistan concedendo asilo politico ad un presunto oppositore del Regime anti liberale di quel vasto Paese dell’Asia centrale .
I francesi hanno usato e stanno usando due pesi e due misure . Altro che

dottrina Mitterrand

Parlerei di Realpolitik alla Bismarck delle più ciniche .

A meno che il banchiere Äblyazov

– che ‘si oppone al regime anti liberale kazako’ villeggiando in località chic dell’Europa risiedendo in esclusive abitazioni ed ovviamente bevendo champagne vintage –

non riesca a convincere i francesi di un prossimo e fortemente probabile rovesciamento del regime di Nursultan Nazarbayev e quindi del Suo ruolo indispensabile a far da referente tra francesi e pozzi petroliferi kazaki.
Poco importa che l’oppositore Muxtar Äblyazov abbia svuotato i conto correnti di tanti piccoli risparmiatori per rimpinguare i propri conti personali etc…

oligarca kazako presunto dissidente

Nota.
Circa il caso pendant italiano ; il caso ‘Alma Shalabayeva’, la moglie di Muxtar Äblyazov, la faccenda si riduce ad una farsa con cui destra e sinistra se la ridono a vicenda nei confronti di coloro che pensano realmente a violazione dei diritti umani e fesserie simili… ( Emma Bonino in testa )
(…)

Tag Cloud