Solo Al Secondo Grado

ARTE contemporanea …

ARTE contemporanea suoi miti e suoi millantatori.

Ecco alcune fotografie di Opere di scultori contemporanei .

conchiglia

didascalia conchiglia

materialità dell'invisibile

didascalia materialità dell'invisibile

arrivederci e grazie 1

arrivederci e grazie 2

didascalia arrivederci e grazie 1 + 2

Questi due lavori in marmo, qui subito sopra, rispettivamente dell’armeno Mikayel Ohanjanyan e Fabio Viale , hanno ottenuto il primo premio ‘Fondazione Henraux’ ; uno nel 2014 e l’altro nel 2012.

Il lavoro di Ohanjanyan ha ovvia caratteristica d’arte astratta – non per niente è titolata ‘materialità dell’invisibile’

l’altra , di Fabio Viale , è un chiaro riferimento ,stile Duchamp  (ready – made ),  al mondo ,dall’artista criticato,  del fast food alla ‘Mc’.

Nulla di che, a parte il fatto che tale percorso è stato svolto artisticamente , già da molti anni da altri artisti.

Ciò che invece legittimamente stupisce

è la loro scelta tenendo conto del bando di concorso della Fondazione Henraux, articolo 2 , in cui è richiesto preferibilmente un lavoro artistico che  :’

:’l’opera si generi da suggestioni ,impressioni, energie derivanti dall’ambiente stesso (…) con la specificità del luogo e la Sua storia ( testimonianze storiche… ambiente naturale…tessuto socio economico…) ‘ [ ambiente del monte Altissimo , Alpi apuane in provincia di Lucca , n.d.c.]

Ora, cosa c’entrano questi due lavori/opere , scelti dalla Commissione, con quanto richiesto dal bando di concorso, resta un mistero…(?!) .

 

 

p greco

didascalia p greco

molletta

didascalia molletta

Fondazione ‘La Versiliana’ viale Morin n. 16 Marina di Pietrasanta (Lucca) luglio ed agosto 2014.

Mostra “Premio Fondazione Henraux” 2014

con giuria presieduta da Philippe Daverio e vari artisti giovani presentati da vari ‘accademici’ tra i quali Mario Botta – il noto architetto italo svizzero – che ha presentato l’artista viareggina Marchetti.

Nel catalogo di presentazione il critico Daverio parla di scultura da ridefinire . Accenna poi in maniera assai sfumata all’uso dei robot che sostituiscono ormai molto lavoro da ‘amanuensi’ degli artisti.
Nel contempo parla di scultura del marmo – o pietra similare – con vecchia definizione michelangiolesca cioe’

‘ciò che si fa col togliere ‘

in opposizione
con

l’arte della materia informe da modellare

con tocco artistico,naturalmente, su materiale come ad es la creta o il cotto.

Non è questo il punto

non poteva dire certo altrimenti senza inimicarsi,facendosi chiudere le porte in faccia, il bel mondo semi spensierato che bazzica.

L’arte deve avere necessariamente un input di partenza una causa profonda che la sprigiona.
Anche se come in buona parte del Rinascimento – ad esempio – molti artisti erano spesso legati da una committenza che imponeva o chiedeva determinati lavori riducendo la possibilità dell’artista di creare in modo del tutto libero.
Ma ciò che si creava era spesso – e non sempre – espressione di tematiche profonde di quell’epoca che travalicavano i loro stessi tempi. Così le opere alla prova del tempo non sono divenute obsolete, ma rimangono fresche e piene di significato storico.

In questa mostra ,giudicando secondo questo assunto di base, ci troviamo fortemente spiazzati e altrettanto delusi.
Noi non possiamo che vedere lavori di stampo manieristico, ovvero come è stato già spesso detto

l’arte per l’arte

Lavori che sono creati senza un costrutto di riferimento – perchè ne manca uno – come in Pollock!? – vedi…

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/05/13/jackson-pollock-la-figura-della-furia-ovvero-il-grande-vuoto/

Ad ogni modo non mi dilungo aggiungendo quanto segue con particolare riferimento alle due opere singolari;

la ‘molletta’ e il ‘p greco’

di cui vedi sopra fotografie.

Sono un bello spunto per definire le così dette opere di designer.

Spesso definibili come arte applicata seriale.

Appaiono in questo senso in tutta la loro falsità con questa definizione;

un’Opera d’arte è il risultato di una ricerca. Mentre tali opere di design sono il frutto di una pura ricerca stilistica che copia la plasticità insita in un’opera d’arte.Col fine di abbellire un oggetto di uso quotidiano e l’ambiente che lo contiene.

In altri termini, ( un esempio di stampo sportivo!)

queste opere di design stanno alle opere d’arte di vero spessore come il culturismo sta ad uno sport tradizionale.
Un culturista cerca l’immagine che spesso un atleta olimpionico ha ma relegandosi all’immagine stessa e trascurando completamente la prestazione atletica.
Per un culturista l’immagine è tutto e fine a se stessa.
Per un atleta olimpionico (tradizionale) la prestazione è tutto e l’immagine del suo corpo che ne deriva è solo un accessorio conseguenziale .

Un altro esempio è dato dal mondo classico greco in filosofia; la filosofia dei sofisti non era destinata ne alla ricerca ne ad un profondo impegno sociale ma solo come arte del convincere le masse per ottenere consenso politico. Un ‘amore per il sapere’ dunque degenerato in strumento di seduzione!

Un ultimo,più contemporaneo esempio, deriva dalla semplice distinzione tra scienza ed applicazione scientifica.
La seconda non potrà mai assurgere,senza scadimento inevitabile, al livello di valore e considerazione della prima. Perché è dalla scienza che trae origine,esistenza e valore l’applicazione scientifica e non viceversa. ( Anche se con la tecnologia si fanno i soldi!)

Così per queste Opere esposte alla Versiliana si ricerca un’immagine fine a se stessa con un contenuto apparente/superficiale (nella) di comunicazione .

Opere – come quelle ad esempio – dei famosi impressionisti francesi di fine ottocento / primi novecento sono senza un costrutto sociale ma piene di ricerca pittorica.

I primi pittori astratti!

Qui invece non c’è ne l’uno ne l’altro aspetto or detto!

L’Opera ‘arrivederci e grazie’ di Fabio Viale, un cuneese trapiantato in Versilia ,

– di cui sopra due fotografie che rappresentano un’Opera costituita da due sacchetti alla ‘Mc’,rigorosamente in marmo di Carrara – ,

ci indica tutto il disgusto per un mondo consumistico scaduto nel pacchiano.
Ed è , in quanto a valore contenutistico ,al massimo un omaggio a Marcel Duchamp quando presentava un’ Opera ‘scultorea’ ponendo in bella vista un semplice orinatoio a muro!

E dunque , in quanto ad originalità nella sua critica , l’Opera di Viale non lo è affatto!
Stessa valutazione vale per Viale – scusate il gioco di parole – in quanto a ‘ricerca scultorea in se’; nessuna originalità .
Ricordo che per ‘ricerca scultorea in se’ si intende un processo in cui un’arte ( pittura, scultura, musica, architettura etc…) arriva a delle innovazioni espressive del tutto indipendenti da suo impegno sociale.
Impegno sociale al quale può ,o meno, l’artista applicare il suo nuovo linguaggio espressivo .
Vedi qui sotto altra Opera di Viale recentissima

– ‘il pneumatico Pirelli in marmo nero del Belgio –

che rispecchia quanto ora detto su l’altra Sua Opera : ‘arrivederci e grazie’

Pneumatico di Fabio Viale in marmo nero del Belgio

Pneumatico di Fabio Viale in marmo nero del Belgio

( esposto NON alla mostra “Premio Fondazione Henraux” 2014,
ma da fine giugno 2015 a Pietrasanta )

Concludo con una vecchia citazione in grande anticipo sui tempi :’


(…)Una collettività dovrà proporre a tutti gli artisti che si stanno oggi sprecando nel dipingere/scolpire nature morte/sculture con cetrioli ed asparagi un grande compito adatto a chi abbia a cuore l’anima del proprio popolo…’

A.R.

Nota;
Vincent van Gogh, nella sua breve esistenza e da giovanotto di belle speranze lavorava nella galleria d`arte dello zio Cornelius. Presto,essendo persona intellettualmente onesta, abbandonò la sicurezza di quel lavoro per non spendere inutilmente la propria vita nel

:’vendere brutte opere a gente sciocca’.

Chi legge, se avrà occasione di transitare lungo la statale aurelia all`altezza di Pietrasanta e dintorni si accorgerà della miriade di punti vendita di presunte opere d`arte
– attualmente prevalgono le uova! ! Spesso illuminate da colori seducenti come il blu,per una notte molto ‘tendenza’ –
in marmo e materiale similare chiaramente prodotte per la ricca potenziale clientela levantina, russi principalmente, insediatisi a Forte dei marmi e vicinanze.

Le nuove ' uova Fabergé',ovvero le  'uova Fabergé' del XXI sec., del terzo millennio, per i nuovi 'Zar' ,leggi 'tycoons' , del neocapitalismo russo, leggi ' post sovietico' .

Le nuove ‘ uova Fabergé’,ovvero le ‘uova Fabergé’ del XXI sec., del terzo millennio, per i nuovi ‘Zar’ ,leggi ‘tycoons’ , del neocapitalismo russo, leggi ‘ post sovietico’ .

Da van Gogh ad oggi nulla è cambiato(?)

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Commenti su: "ARTE contemporanea …" (2)

  1. Visto che condividiamo la passione per l’arte, ti raccomando ad occhi chiusi il film di cui ho parlato in questo mio post: http://wwayne.wordpress.com/2014/02/16/capolavoro/. : )

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