Solo Al Secondo Grado

Walt Disney e l’universo parentale…

…ma non troppo.

Mickey Mouse; il topolino più globalizzato al mondo

Mickey Mouse; il topolino più globalizzato al mondo

Nell’ articolo qui sotto :’

:’‘Alfred HITCHCOCK ; un mondo da pantofolai.‘( del 26/novembre/2014).

che rimanda ai due seguenti post ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/#comment-1133

e,

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/#comment-102

si tratta delle Opere cinematografiche di Alfred Hitchcock e Charles Laughton, viste in perfetta contrapposizione nel rapportarsi col prossimo ( lo spettatore,nel loro caso! ).

Queste poche righe sono non solo nota su quanto prodotto dal famosissimo Walt, ma sono scritte anche a riprova di quanto sostenuto a proposito della fortuna registica di Hitchcock da un lato e quella sfortunata di Laughton dall’altro.

Ricordo
a proposito dei due Registi inglesi ora menzionati e a quei links trattati, che è da ritenere nell’atteggiamento lusinghiero di Hitchcock( verso lo spettatore ),oltre alla competenza cinematografica, la fortuna nella Regia di questo Autore.
Mentre è nell’atteggiamento critico senza mezzi termini ,di Laughton la sua sfortuna nella Regia.

Cosa c’entra tutto questo con la produzione di Walt Disney ?

Per rispondere con chiarezza, è necessario prima partire da una semplice analisi dei personaggi di questo fortunato fumettista;

da Mickey Mouse a Donald Duck e ai suoi tre nipotini ; Huey, Dewey e Louie ( Qui,Quo e Qua in italiano ),solo per citarne tra i più noti.

Ebbene si sarà notato che non sono parenti tra loro se non dal secondo grado in poi. Cioè da parentela fraterna ( come Huey, Dewey e Louie ) o zio come Donald Duck o Uncle Scrooge o nonna come ‘nonna papera’ ( Elvira Coot / Grandma Duck ) .

Il fatto non è certo casuale ma ‘causale’.
Disney ha certo costruito i suoi personaggi tenendo di conto della reazione emotiva del lettore dei suoi fumetti o dello spettatore dei suoi cartoon cinematografici.
Bisogna certo rendergli merito di aver avuto l’intuito degno del più fine psicologo.
Capì, e da qui la Sua fortuna come fumettista/editore e poi come Autore di pellicole cinematografiche, che se avesse trattato i temi che quotidianamente avvengono nella realtà attraverso figure legate più strettamente dal punto di vista parentale come genitore figlio, fratello con fratello ( non gemelli come Huey, Dewey e Louie,cioè identici nel pensare ed agire! ) si sarebbe scatenato nel lettore lo stesso astio che Laughton scatenò a Suo tempo con la Regia del Suo unico film.
C’è, in altri termini,
un processo di immedesimazione del lettore con un personaggio e se questo viene identificato all’interno di una famiglia in senso stretto, come nel rapporto genitoriale, ecco che i sensi di colpa vengono slatentizzati nel momento in cui si traccia una sorta di identikit critico di quel personaggio ( ad esempio un Donald Duck, fannullone ed inetto…).
E questo da parte del lettore sia nei propri confronti ,sia verso i parenti più stretti.

Sentire criticare un lontano zio è un conto, ma una critica di un figlio o di un genitore, è ben altro…

E quindi il lettore reagisce evitando ciò che gli genera astio/ansia/dolore e dunque evitando di leggere ciò che glieli ha fatti scatenare. Li rifiuta !
Avendo questo ben capito, Disney evitò di costruire parentele familiari strette pur non evitando di trattare fatti di comune quotidianità,spesso legati a misere contingenze . Da qui un elemento, non l’unico, della Sua fortuna editoriale .
Dunque Disney ha fatto a suo modo un percorso assai similare,nel senso sopra detto, a quello di Hitchcock.
Questo aspetto,
il rapporto/Feeling tra Regista e spettatore è certo comune a molti altri Registi.
Ma in questi due casi, Hitchcock e Disney , è del tutto peculiare,essendo un elemento particolarmente curato dai due Registi e all’origine della loro popolarità e quindi fortuna nella Regia.
Se si vuole si può ,estendendo ulteriormente l’analogia già fatta tra il mondo della cinematografia puro e quello dei fumetti/comics, ricollegare questo Feeling ‘seriale’ ,stile catena di montaggio, a quello di altre attività commerciali quali ad esempio quelle del mondo del ‘ fast food ‘ come la nota catena ‘Mc’ .
Si è così confezionato un Mondo
da cui il fruitore, spettatore, lettore o avventore/cliente che sia ,sa già cosa aspettarsi. Non vi sono,e non le cerca, sorprese o scostamenti da quanto abitualmente offerto. E ciò a cui accede, non lo impegna più di tanto.

_____________________

Se poi andiamo a spulciare le vecchie strisce disneyane ( strips of Disney ) troviamo elementi,qui sotto ne riporto uno, in cui l’intuizione di questo fumettista sembra essere venuta meno.
E così si noterà l’evoluzione dei tempi in tema delle così dette ‘libertà sessuali’;

ecco tre vignette, tratte dalle famosissime e assai di pregio dal punto di vista stilistico strips, risalenti al lontano 1931;

strips of Mickey Mous,1931. 'Mickey Mouse visit Kat Nipp'

strips of Mickey Mous,1931.
‘Mickey Mouse visit Kat Nipp’

Mickey Mouse strips'b' 1931

Un Mickey Mouse
– sdegnato dalle ‘avance’ di un gattone effeminato ,che si qualifica come ‘ragazzo di bottega del fornaio’ – ,
reagisce prendendolo a calci con una risposta inequivocabile :’
:’ te le do io le chicche…’
qualificandolo come un :’
:’ inalatore di super crema…’

Visto l’atteggiamento di Walt Disney,sempre finalizzato al successo commerciale, è da ipotizzare che se avesse saputo dell’evoluzione dei costumi che ci sarebbe stata non molto tempo dopo, avrebbe probabilmente evitato di pubblicare le vignette qui sopra viste.

Inutile dire che gli attacchi a queste strisce vecchie di circa ottant’anni sono all’ordine del giorno e quanto mai anacronistiche e fuori da ogni logica.
Non ci si ferma davanti a nulla ; si pensi ai tre precetti biblici :
:
°Genesi 9/18-27
°Genesi 19/1-11
°Levitico 18/22,

del Vecchio Testamento, senza contare che ciò viene ribadito anche nel Nuovo Testamento;

° Lettera di S.Paolo ai Romani (Rm.) 1/ 24-32

E si noti quanto detto nel versetto che precede:’

:’ … i loro ragionamenti divennero vuoti e la loro intelligenza perversa si ottenebrò.
Vantandosi di essere sapienti,divennero sciocchi…'( Rm 1/21-22).


Tutti questi precetti biblici contro l’omosessualità sono oggi tralasciati,contestati o distorti seppur inequivocabili.
Va da se che se ci si professa non credenti, almeno verso la Religione che il Testo qui citato incarna, non si può che prenderne rispettosamente atto. E ognuno,libero da precetti religiosi o morali, farà la vita sessuale che meglio crede.
Ma
tentare di stravolgere quel Testo, sacro a milioni di credenti, al solo fine di giustificare a proprio comodo le proprie tendenze sessuali ,
che Sigmund Freud definiva come ‘aberrazioni’,
è operazione inqualificabile e fuori da ogni considerazione.

Nota;
a proposito, nel Mondo di Disney , è il caso di dirlo,si è:’

:’solo oltre il secondo grado’ !

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