Solo Al Secondo Grado

α – alfa – come MAFALDA (4)

(…segue)

(quarta parte)

Nei tre post precedenti su questo simpatico ed attuale fumetto/comic , si è visto;

° il contesto storico e geografico in cui nasce,

° le caratteristiche salienti che ne fanno un
personaggio in ‘panni diversi dai suoi 6/7 anni’,

° una vivacità di pensiero ed una potenzialità
nell’impegno sociale formidabile come specchio
del mondo sud americano in cui vive.

Qui voglio aggiungere un aspetto che Chi legge le strip/fumetti di Quino sicuramente non potrà non rilevare;

il desiderio in Mafalda di conoscere è certo forte,

ma forse anche quello di
criticare ancor prima di conoscere, giocando
spesso sugli equivoci e il doppio significato
che una parola può spesso avere. (I)

E’ questa una caratteristica che nacque proprio in quegli anni sia in America che in Europa.
E che trova probabile origine nelle pulsioni rivoluzionarie o comunque di trasformazione rapida dell’assetto politico e culturale per le nuove esigenze economiche che milioni di individui andavano chiedendo.

(I)
Un esempio di come si ‘sbandieravano’ senza logica alcuna

‘le bandiere del malcontento’ ?

Ecco un esempio pratico,
tra l’altro di molti anni antecedente alla seconda metà del XX° secolo, gli anni di Mafalda e della contestazione ad oltranza a scapito di qualsiasi logica.
Si tratta di una affermazione famosissima (slogan) che risale alla fine
del XVIII° secolo durante la rivoluzione francese, e quindi durante un periodo di sommovimenti politici importanti come quelli vissuti dal nostro simpatico personaggio.

La frase è la seguente :”

:” LA PROPRIETÀ E’ UN FURTO “

Essa fu affermata la prima volta da un rivoluzionario francese moderato, girondino,J.P. Brissot de Warville, nobile amico di Robespierre.
Tale frase fu successivamente ripresa dal socialista P.J. Proudhon – mezzo secolo dopo – .

Analizziamo dunque questa affermazione da un punto di vista prettamente logico:

La categoria del ‘furto’ non può che essere temporalmente successiva a quella della ‘proprietà’ , che a sua volta è necessariamente successiva ‘all’idea/concetto di proprietà’ , ( poiché la proprietà non esiste in Natura ).

L’affermazione di partenza – ‘ la proprietà è un furto ‘ – sostiene invece che la proprietà è conseguente, e temporalmente successiva al furto.
Ciò non può essere, poiché è il furto ad essere successivo alla proprietà, non potendovi essere furto se non esiste proprietà !

L’affermazione dunque vista di Brissot de Warville e Proudhon è falsa, implicitamente falsa.

Ma come suonava bene ai rivoluzionari e alle masse di diseredati di allora che intendevano cambiare tutto !
( Non senza ragione! Ma si deve pur dire come stanno ‘le cose’ sotto tutti i punti di vista .

Ebbene questo – vizio dello slogan – è certo nato o meglio rinato nella seconda metà del novecento e Mafalda ne ha fatto uso abbondante.

Mi fermo qua aggiungendo una simpatica strip.

strip mafalda

Testo della strip:" (la radio diffonde una canzone di Vasco Rossi :'c'è chi dice no' ),la canzone dice :'  ' c'è qualcosa che non va in questo cielo...' Mafalda sente e afferma :"...credo anch'io... già non mi andavi a genio a quei tempi, figuriamoci oggi se ti avessi visto come saresti diventato ! "

Testo della strip:”
(la radio diffonde una canzone di Vasco Rossi :’c’è chi dice no’ ),la canzone dice :’
‘ c’è qualcosa che non va in questo cielo…’
Mafalda sente e afferma :”…credo anch’io… già non mi andavi a genio a quei tempi, figuriamoci oggi se ti avessi visto come saresti diventato ! “

Nota;
il personaggio di Mafalda
nasce nel 1964 e termina la sua esistenza nel 1973.
Erano gli anni ‘di piombo’ e di contestazione ‘a sinistra’ .
Si noti che il personaggio di Quino, ebbe vasta eco in tutto il mondo, ma sarebbe meglio dire ‘nel solo mondo occidentale’.
Nei Paesi levantini – cortina di ferro,così come nell’URSS/CCCP –
questo personaggio / fumetto non fu introdotto. La nomenclatura comunista di allora non l’accettò ( come invece, ad esempio accettò la serie di telefilm:’ Arsenio Lupin ,Arsène Lupin ‘ , con Georges Descrières, seppur prodotta in Occidente )
E, dopo la caduta del muro di Berlino,nel 1989,
le traduzioni in lingua russa o in lingue dei Paesi ex URSS, non hanno avuto fortuna o non sono neanche state realizzate poiché Mafalda non interessava minimamente.
Le possibili ragioni di ciò – della scarsa fortuna editoriale ,post muro, di Mafalda in quei Paesi in cui regnava il ‘paradiso rosso’ – devono certo far riflettere il lettore, sopratutto tra quelli che vedevano o addirittura vedono in questa figura un riscatto editoriale ad un crollo politico epocale.
E per onestà intellettuale devono parimenti far riflettere , di contro, anche sulle ragioni della fortuna editoriale del personaggio di Mafalda in Occidente.
Un solo accenno in merito;
come pensare possibile un attenzione del lettore ‘ex sovietico’ verso una contestazione fumettistica che aveva il sentore – che per il potenziale lettore levantino ha un deciso odore nauseabondo – di una svolta ‘rossa’ di cui per circa settant’anni intere popolazioni ne hanno sopportato il peso inaccettabile!
Di contro Mafalda agli occhi di un attento lettore occidentale aveva il deciso sentore di una liberazione non certo dagli agi di un mondo occidentale, bensì dalle ipocrisie ,spesso bigotte, etico morali che pervadevano la Società di allora.

( continua…)

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