Solo Al Secondo Grado

Countries in the area of the olive tree…

alias ;

quando l’Europa – non avendo fatto i conti con la Storia – si spacca in due .

Un residuo del mondo classico o puro folclore da turismo di massa ?

Un residuo del mondo classico o puro folclore da turismo di massa ?

Sergio Romano ; diplomatico, scrittore, giornalista... Un rappresentante nepotistico della 'fascia dell'olivo /Countries in the area of the olive tree…' , in piena regola o una fortunata eccezione al Sistema nepotistico della 'fascia dell'olivo' ..?

Sergio Romano ; diplomatico, scrittore, giornalista…
Un rappresentante nepotistico della ‘fascia dell’olivo /Countries in the area of the olive tree…’ , in piena regola o una fortunata eccezione al Sistema nepotistico della ‘fascia dell’olivo’ ..?

Premessa;
questa definizione ;‘Countries in the area of the olive tree…’
è usata nel centro-nord dell’Europa, e da ‘quelli che contano’ ma assolutamente in maniera confidenziale – tra amici,ed amici degli amici – .Non di certo per iscritto se non in maniera ‘sfumata’ cioè ‘geografica’ .
Se provate a cercarla su internet si rimarrà delusi del risultato della ricerca stessa.
Eppure è una definizione che ‘esiste’ e pesantemente rappresenta un modo di pensare, una mentalità , un metro di valutazione tra due aree geografiche dell’Europa distinte ,in realtà,non ‘geograficamente’ ma culturalmente .

Per capirla senza tante parole basta accostare, una all’altra, le tre notizie/eventi qui di seguito elencati;

°
La visita di Papa Francesco (I°) nelle Filippine con la famosa affermazione :”

:”alcuni credono che per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli, NO! Paternità responsabile”

°
ATENE 26 gennaio/2015 – il partito di sinistra di Alexis TsiprasSyriza– ha stravinto le elezioni in
Grecia. I dati assegnano alla coalizione di sinistra circa il 36 % ;a due seggi dalla maggioranza assoluta.

°
Il ‘Corriere della sera’ – noto quotidiano italiano – lunedì 26/gennaio/2015 , pubblica un breve articolo di Sergio ROMANO ,
notissimo scittore, giornalista e diplomatico italiano ( ultimo incarico ; ambasciatore in Russia ) .
Articolo di giornale titolato : ‘I NUMERI CHE CONTANO ‘ .

Fatti/riflessioni apparentemente scollegati tra loro
ma se osservati con un poco di attenzione, accomunati da una liaison concettuale tanto forte in quanto accadimenti ricollegabili a personalità insospettabilmente non riconducibili a pensieri/azioni di tale contenuto.

Procediamo con ordine;
circa il primo elemento esposto,
basta leggere quanto al post qui subito sotto dl 23/gennaio/2015 :‘Papa Francesco ( I°) :” …Dobbiamo essere come conigli… NO! “ ‘
direttamente attraverso il seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/01/23/papa-francesco-i-dobbiamo-essere-come-conigli-no/

Circa il secondo;
la vittoria della sinistra in Grecia viene palesemente salutata dai Paesi della ‘fascia dell’olivo / Countries in the area of the olive tree…’ come una sorta di ripartenza per una politica economica non più succube di una Germania ‘padre padrone’ che tutto detta in fatto di economia e di politiche economiche .

Circa il terzo;
è un articolo ( di Sergio ROMANO ) di questo tenore – riassumendo – ;

I NUMERI CHE CONTANO

‘sia l’economia che la politica non sono scienze di puro calcolo, ma anche e sopratutto fatte di intuizioni. Intuire che l’uscita della Grecia dall’europa, seppur forse indolore dal punto di vista economico ( perchè ‘piccola’ in volumi di affari ), sarebbe una catastrofe agli occhi delle valutazioni dell’Europa dal punto di vista internazionale, è basilare.
Questo affinché l’Europa resti unita dal punto di vista economico e politico, e non sia considerata soltanto :
‘una costruzione utilitaria e contingente’ .
Una cultura antica come quella che il mondo greco rappresenta – la Magna Grecianon può essere sacrificata in nome di una economia di puro profitto.
Inoltre questi Paesi della fascia dell’olivo / Countries in the area of the olive tree… sono la nuova frontiera con un
mondo musulmano che prevarrebbe/strariperebbe se la Grecia – e Paesi dell’olivo – sarebbe/sarebbero lasciata/i sola/i ad affrontarlo ‘.

______________________

Occorre ovviamente soppesare le due posizioni;
da una parte quella dei Paesi del centro-nord europa,
dall’altra quella dei Paesi della fascia dell’ulivo/ Countries in the area of the olive tree…

Che un Papa
,notorio paladino dei più deboli e della fertilità ad oltranza vista come ‘benedizione del Signore’ ,

invita

ad una ‘Paternità responsabile’ come dire :‘i figli si ma datevi una regolata !’
rappresenta,come detto sostanzialmente nel post qui sotto una novità assoluta.

Che un vecchio diplomatico in pensione

valuta/riferisce

di una valutazione circolante, tra i Paesi del nord-centro europa sui Paesi del sud europa ,i ‘Paesi della fascia dell’olivo / Countries in the area of the olive tree… come : ‘ Paesi europei meno sviluppati e dinamici ‘ ma non per questo da abbandonare al loro destino economico di decadenza,
rappresenta pari novità come le parole del Papa ,nel senso che viene – tale lamentela è espressa in maniera tenue – da un rappresentante di uno di questi Paesi della fascia dell’olivo, ma un privilegiato assoluto che certamente dei Nostri connazionali all’estero, che per campare hanno dovuto affrontare fatiche ed umiliazioni, in fondo si sono sempre un poco vergognati .

Sono due affermazioni che convergono senza dubbio alcuno ;

Sono due affermazioni che seppure, nel primo caso , si fa riferimento a Paesi extra europei e nel secondo a Paesi del sud europa , sembrano avere come unica motivazione,

a questa sorta di implorazione di ‘pietas’,

quella di ragioni puramente etiche in ultima conclusione .
Da una parte – il Papa – invita ‘ i poveri ‘ a darsi una regolata nel moltiplicarsi,
dall’altra ROMANO invita ‘ i ricchi ‘ a darsi una regolata nella politica di austerità economica verso i Paesi più poveri .
Se si è ridotti ,ad invitare i poveri nel moltiplicarsi con responsabilità, e dall’altro ad invitare i Paesi del nord-centro europa a mettersi una mano sulla coscienza,
vuol dire che ‘siamo alla frutta’ , ecco il vero punto di convergenza .

Le elezioni in Grecia,
sembrano una sorta di colpo di coda del ‘morituro’ .Una espressione di orgoglio destinata a salvare la faccia ma niente più .
Politici ed elettori,di questo soleggiato Paese,
che pensano di risolvere tutto con una svolta a sinistra per cancellare anni di nepotismo familiare nelle posizioni economiche e istituzionali di rilievo ,anziché meritocratiche,
non sono altro che degli ingenui.
E si tenga conto che nel Suo articolo, Sergio ROMANO non fa minimamente cenno a queste problematiche di base che hanno condotto a minor competitività dei Paesi della fascia dell’olivo .
Come non tiene conto del fatto che i Paesi della fascia dell’olivo hanno certamente vissuto, attraverso il meccanismo dell’incremento a dismisura del debito pubblico, al di sopra delle proprie possibilità.
Hanno fatto ‘le cicale’ come si suol dire .

______________________

Che i Paesi del centro-nord europa abbiano ragione nel chiedere le riforme strutturali nei Paesi dell’olivo, – cioè chiedono che si tolgano privilegi che in definitiva sono posizioni di rendita finanziaria parassitaria –
non vi è dubbio .
E a chiederlo prima di eventuali ristrutturazioni del debito o di sforamenti della spesa pubblica ( sforamenti del famoso 3% ) hanno certo ancora ragione.
Ma dimenticano che politiche economiche a loro stesso favore di accomodamento dei conti pubblici,furono a suo tempo fatte dalla Germania stessa per mettere in ordine il proprio bilancio all’inizio del 2000.
E che la rivalutazione del marco tedesco prima del cambio in euro fu fatta ben tre volte che lo portò da un cambio a 1 marco contro 750 Lire italiane a circa 1200 Lire .Così che Paesi come l’Italia hanno pagato carissimo il ‘visto di entrata’ in europa con una falcidia dei propri risparmi nel cambio valuta che parte non dal cambio lira/euro ma da precedenti svalutazioni che partono dal marco tedesco all’ ECU ( il vecchio euro virtuale ) per arrivare al cambio ultimo con l’euro!
Che la Germania guarda all’est; Russia e Cina per nuovi più redditizi mercati a scapito del sud europa è fatto non contestabile ma ciò non gli dà certo diritto di stralciare, con capziose richieste ai Paesi dell’olivo, gli accordi europei .
Queste sono le vere obiezioni che Sergio ROMANO o altri dovevano fare .
Perchè – si sa – con la cultura non ci si mangia ! E nell’articolo di Sergio ROMANO si fa riferimento a questa in maniera scolastica-retorica, cioè inconsistente.

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