Solo Al Secondo Grado

Voulez – Vous , Paris ..? (2)

Le Centre national d’art et de culture Georges Pompidou ,

alias;

le Beaubourg .

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/07/08/melodie-del-vino-les-grands-crus-musicaux-de-litalie/

Rinvio al link qui sopra per una recente Opera – per vinattieri facoltosi – architettonica progettata da Renzo Piano ; Rocca di Frassinello nel grossetano dove si produce l’omonimo vino .

Prima di rinviare chi legge all’insieme di fotografie ‘on the Road’ ,
sul centro d’arte moderna intitolato/dedicato al vecchio Presidente francese G. Pompidou e ribattezzato col nome dove è situato cioè in via Beaubourg ,

occorre , nello spirito di chi scrive e di questo stesso blog farsi una domanda e cercare di dare una semplice risposta.
Poiché è nella semplicità della linearità del pensiero che spesso si trovano le risposte più convincenti .

Ci si deve chiedere come mai agli inizi degli anni settanta , cioè quasi mezzo secolo fa ci si decise,
tra gli innumerevoli progetti internazionali presentati da architetti di tutto il mondo ,
di approvare il progetto di Renzo Piano e Richard Rogers ?

Occorre andare con ordine per trovare una risposta, ecco allora tre punti fondamentali ;

___ si era agli inizi, dopo il maggio parigino del 1968 , della contestazione sociale dell’Istituzione politica e socio-economica che fino ad allora aveva dominato l’Occidente. E tutto questo sotto la spinta di idee pseudo libertarie e rivoluzionarie d’ispirazione marxista.

___ Ci si deve chiedere chi principalmente fu artefice della scelta del progetto Piano-Rogers .Ovvero coloro che presiedevano la commissione tecnica incaricata in merito alla scelta del progetto vincente .

___ Infine ci si deve chiedere la finalità di tale Opera.

Iniziando dall’ultima domanda,dall’ultimo punto ,dei tre punti qui ora esposti, si nota ,osservando le creazioni fino ad oggi successive al Beaubourg, che la finalità è quella di trasformare da parte del mondo Occidentale il proprio retaggio culturale in un palcoscenico commerciale per finalità turistiche.
In altri termini non senza lungimiranza in Francia, prima che in Italia, si capì che di li a poco il baricentro economico mondiale si stava spostando non solo come era già accaduto nel Nuovo continente – USA – ,ma che ben presto, come di fatto è avvenuto , si sarebbe spostato in Asia. Prima il Giappone e poi la Cina… ( leggi ; B.R.I.C.S. )

Era dunque necessario trasformare economicamente la Francia come tutta l’Europa in un centro anche turistico .

Ecco dunque l’importanza della comunicazione visiva di un edificio
– come il Beaubourg , destinato a contenere opere d’arte contemporanea –
che doveva stravolgere ogni vecchio cliché architettonico .

Ed il Beaubourg con la sua struttura da artropode, cioè con un esoscheletro al contrario dei mammiferi che lo scheletro lo hanno interno,
( l’esempio mutuato dal mondo della zoologia e dell’entomologia fa al caso nostro )
era certamente visto come un qualcosa che infrangeva ogni regola architettonica allora vigente .
( Tubature d’areazione, dell’acqua, dell’elettricità, ascensori, le gerberette – cioè quella sorta di massa di cavi d’acciaio portanti imbullonati – etc.. tutti elementi esterni…)

Passiamo ora alla prima delle tre questioni/punti sopra poste;

l’aspetto politico
era certamente preponderante a distanza di pochi mesi dal maggio francese del 1968.
Architettonicamente si può certo affermare che dall’aspetto funzionale sopra visto,
cioè di Centro che desta attenzione visiva per la sua novità/eccentricità,
( va sottolineato che i Musei e i Centri polifunzionali come il Beaubourg devono attrarre il maggior numero possibile di visitatori per ‘far cassa’…),
si passa a quello relazionale tra Istituzione da un lato e cittadino dall’altro.

Nel passato la Chiesa comunicava architettonicamente

la Cattedrale, la Basilica il Santuario miracoloso segno tangibile dell’epifania …

il Potere Divino di cui la Chiesa stessa era depositaria così come il Palazzo del Principe quello dell’autorità laica,
al pari la sontuosità di un edificio comunicava il censo del proprietario etc…

Vi era un ordine gerarchico.
Dalla seconda metà del novecento questa gerarchia di classi fu progressivamente e prepotentemente messa in ombra.

La comunicazione certo resta ma non è più gerarchica cioè dall’alto verso il basso ma paritetica seppur da un’ Istituzione verso l’ultimo dei cittadini.

E’ il trionfo del modello ‘Democrazia’ ,della pariteticità nella sua espressione architettonica .Ed il Beaubourg è certo il primo in Europa su questo livello macroscopico .

Ecco dunque non più una costruzione rappresentante di una Istituzione che è chiusa, severa ed intimorisce chi la guarda ,
ma una costruzione aperta che dice al visitatore od al semplice passante che non ha nulla da nascondere; niente trame oscure politiche da parte di coloro che detengono il Potere.

Esso ,in architettura,
ha rappresentato quello che negli anni sessanta e prima metà degli anni settanta ha rappresentato un ramo della sperimentazione artistica pittorica ; l’avanguardia artistica politicizzata.(…molte di queste opere erano ‘senza titolo’ , essendo l’artista in ‘guerra col mondo dell’Istituzione ‘…)
Tale avanguardia intendeva difatti;
° liberarsi da ogni struttura formale nella sua espressione
e, nel contempo,
° rappresentare il sommovimento culturale politico innescato nel/dal sessantotto .
Il tutto con un processo coattivo ben celato sotto spinte progressiste che gli davano legittimazione .
Ecco che il Beaubourg rappresenta tutto questo ma con un processo di ideazione e realizzazione rovesciato;

è difatti l’Istituzione che lo promuove e lo realizza.
Il Beaubourg nasce dall’alto/dal palazzo e non dal basso dal mondo della contestazione .
E questo col chiaro intento istituzionale di anticipare tali spinte ideologiche (68) potenzialmente
– come lo saranno di li a poco ,in effetti ,sopratutto in Italia –
pericolose per la loro eventuale deriva armata/terroristica .

[ Si noti
– raffrontando il Beaubourg con le recentissime Costruzioni come quella ad esempio dell’architetto Calatrava ; il Milwaukee Art Museum sul Lago Michigan – USA – -,
che tutte queste Costruzioni architettoniche pubbliche se pur costruite sulla stessa falsa riga hanno subito una evoluzione sia nel loro apparire spettacolari sia nella loro ricerca estetica, eleganza inclusa.
Se il Beaubourg
costruito negli anni caldi della contestazione politica (1969-1975) ,che di li a poco sfocerà negli anni di piombo,
non poteva permettersi di essere ‘bello’ ‘elegante’ seppur in senso ‘pop’, poiché come nella Cina di Mao ‘la ricchezza era reato’ anche nel semplice abito che si indossava,
Opere recenti (2001)
come il Milwaukee Art Museum
di Calatrava cercano in maniera esasperata questo ‘bello’ ‘elegante’ seppur in chiave prettamente ‘pop’ .
La ragione è evidente; superato il periodo ‘rivoluzionario’ di quegli anni si poteva accettare e immettere nelle costruzioni una ricerca estetica senza creare attrito tra Istituzione e cittadino ].

Infine, affrontando il secondo dei tre punti sopra esposti,
ovvero chi decise all’interno della commissione giudicante il progetto vincente,
occorre dire
– per ammissione di R. Piano stesso ,in una intervista radiofonica recente -,
che egli non esitò ad ispirarsi agli insegnamenti di un suo maestro Jean Prouvé quando frequentò alcuni corsi di aggiornamento alla Sorbona .
E Jean Prouvè presiedeva la commissione giudicante.

In altri termini R. Piano e R. Rogers fecero ciò che sapevano sarebbe stato gradito ai loro maestri giudicanti in commissione .

Alcune fotografie del Beaubourg;

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou; ovvero l'artropode col suo esoscheletro come fosse una sorta di aragosta ! Tutto è esterno e trasparente, visibile, dalle tubature dell'acqua dell'elettricità, del sistema di riscaldamento e ventilazione etc...

Le Beaubourg ou Centre Pompidou;
ovvero l’artropode col suo esoscheletro come fosse una sorta di aragosta !
Tutto è esterno e trasparente, visibile, dalle tubature dell’acqua dell’elettricità, del sistema di riscaldamento e ventilazione etc…

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 2

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 3

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 4

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 5

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 6

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 7

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 8

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 9

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 10

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 11

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 12

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 13

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 14

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 15

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 16

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 17

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 18

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 19

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 20

Le Beaubourg alias l’artropode,
è da un lato il simbolo di un traguardo sociale collettivo, una sorta di benessere
– come appunto una bella aragosta nel piatto –
raggiunto da tutti i cittadini e non da pochi eletti
e dall’altro rappresenta non più un’Istituzione opprimente ma che ‘cura la poleis’.
Ed in questo ,alla luce dei risvolti sociali che viviamo, appare in tutta la sua falsità.

E questo perché il nuovo vero centro ,assolutamente gerarchico, – e non paritetico – del potere è plutocratico e ben celato dietro a falsi modelli ideologici come quello democratico da un lato e quello marxista dall’altro.

Ecco perché il centro Beaubourg ci appare oggi in tutta la sua fragilità estetica/architettonica, in tutta la sua vuota facciata metallica .

A proposito qualcuno ricorderà il famoso

Belfagor il fantasma del Louvre !

Ebbene in nome ed in onore dei tempi moderni si è trasferito democraticamente dal Louvre ,vera e propria residenza regale, al Beaubourg struttura come sopra visto strettamente popolare/pop !
Prova ne è la presente fotografia scattata in Rue Beaubourg !

Belfagor est sortir de chez le Louvre pour prendre un peu d air!

Belfagor est sortir de chez le Louvre pour prendre un peu d air!

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