Solo Al Secondo Grado

Archivio per dicembre, 2015

We chat about modern architecture!

We chat about modern architecture !

alias;

IL CÀOS DELL’ARTE OCCIDENTALE DEL XX e XXI SECOLO…

…in architettura.

I° parte.

Nuno Leonidas architect . Praça Duque de Saldanha.   Evolution hotel Lisboa ,Lisbon .

Nuno Leonidas architect .
Praça Duque de Saldanha.
Evolution hotel Lisboa ,Lisbon .

N. Leonidas rovescia forse qui, in questa singolare costruzione , le versioni de ‘ il pensatore ‘ ? Confronta con la seguente fotografia;

“La Pensée” di Auguste Rodin,

N. Leonidas rovescia forse qui, in questa singolare costruzione , le versioni de ' il pensatore ' ? Confronta con la seguente fotografia; "La Pensée" di Auguste Rodin,

N. Leonidas rovescia forse qui, in questa singolare costruzione , le versioni de ‘ il pensatore ‘ ? Confronta con la seguente fotografia;
“La Pensée” di Auguste Rodin,

Non più , per Leonidas , un soggetto pensante sull’oggetto , ma l’inverso ?!

I piani sfalsati dell’edificio,
su linea curva sul fronte, con grandi vetrate e inserti colorati, cercano un effetto plastico,peraltro riuscito.
Vedi meglio in questa seconda fotografia;

Nuno Leonidas architect Praça Duque de Saldanha Lisbon

Nuno Leonidas architect Praça Duque de Saldanha Lisbon

La modularità dei piani, ricorda peraltro l’effetto scatolare che troviamo nelle costruzioni sovietiche;
da incubo,quest’ultime. Come tanti container, ovvero unità modulari di trasporto, adibiti ad abitazioni; totale straniamento, totale perdita di individualità, soggettività annullata. Come dicevo, da incubo! .

realtà sovietica nascosta; provate a cercare immagini simili visitando virtualmente   ( attraverso ' google map' , ad esempio ) , un qualsiasi Paese ex CCCP; l'incubo sta nel nascondere la realtà predominante! Comprensibile dignità? O... verità storica oggettiva da tutti nascosta...

realtà sovietica nascosta;
provate a cercare immagini simili visitando virtualmente ( attraverso ‘ google map’ , ad esempio ) ,
un qualsiasi Paese ex CCCP; quasi impossibile da fare ! Tutto è ben celato                               dietro qualche fotografia da cartolina turistica.                                                Anche se  gli edifici come questo sono la prevalenza.                                                                             L’incubo sta nella realtà predominante – come l’edificio fatiscente qui sopra – ma ossessivamente nascosta! 
Comprensibile dignità?
O… verità storica oggettiva da tutti nascosta…

E…se si pensa che nella Russia post sovietica tutto è cambiato con la ‘libertà di impresa/economica’ ,espressione di quella (apparente) politica,
ci si sbaglia di grosso ; date un’occhiata a questa recente costruzione russa, nella fotografia qui subito sotto;

Architettura fed. russa,  New Russian architecture,  Новая русская архитектура, Ad una libertà imprenditoriale post sovietica,  - non essendoci uno Zeitgeist alla base -, ecco ciò che si ottiene; without words

Architettura fed. russa,
New Russian architecture,
Новая русская архитектура,
Ad una libertà imprenditoriale post sovietica,
– non essendoci uno Zeitgeist alla base -,
ecco ciò che si ottiene;
without words

Ed anche agli ‘abusi edilizi’ (per noi occidentali), ampliamenti di locale (per loro,ex sovietici);

‘un balcone nel balcone’ ; fantastico!

doma 2

vedi nota [**]

Ma andiamo avanti;

Unitè d'habitation de Marseille con Le Corbusier osservatore del proprio lavoro.

Unitè d’habitation de Marseille con Le Corbusier osservatore del proprio lavoro.

e… Opera che sembra ripercorrere il lavoro del maestro Le Corbusier;

Frank O Gehry,  alias , Ephraim Goldberg. Gehry sembra ripercorrere l'Opera di le Corbusier. Se raffrontiamo questi due lavori con 'quello ' sovietico qui sopra si nota che l'unica vera sostanziale differenza sta nella fatiscenza del primo rispetto agli altri due ancora ben conservati. Ma... il formicaio ovunque sia e comunque lo si chiami resta sempre tale.

Frank O Gehry,
alias , Ephraim Goldberg.
Gehry sembra ripercorrere l’Opera di le Corbusier.
Se raffrontiamo questi due lavori con ‘quello ‘ sovietico qui sopra si nota che l’unica vera sostanziale differenza sta nella fatiscenza del primo rispetto agli altri due ancora ben conservati.
Ma… il formicaio ovunque sia e comunque lo si chiami resta sempre tale.

Ecco cosa ne pensa – non sono l’unico a criticare un certo tipo di ‘fare architettura’ – un architetto newyorkese,

Tom Sachs

, di questo tipo di costruzioni ‘cimiciai’, per mezzo di un suo semplice disegno che associa,
al famoso ‘modulor’ di le Corbusier – con cui le Corbusier riprogettò/rielaborò il famoso rapporto aureo rinascimentale attraverso il quale si costruiva un rettangolo ideale nel rapporto altezza lunghezza –
associa una siringa..!

Tom Sachs; ecco il suo pensiero circa le costruzioni di Le Corbusier, (e non solo, vedi F.O.G.) per mezzo del 'modulor'; servono spiegazioni ?!

Tom Sachs;
ecco il suo pensiero circa le costruzioni di Le Corbusier, (e non solo, vedi F.O.G.) per mezzo del ‘modulor’;
servono spiegazioni ?!

Meno peggio ( non dico assai meglio ) quando Gerhy
si lascia ossessionare dai suoi ebraici ricordi infantili di cucina Kasher ittica.
E dunque costruisce – vedi un pò che razza di percorso logico – edifici che sono fluttuanti come la coda di un pesce !

Eccone un esempio;

Frank O Gehry; forme ittiche in architettura !

Frank O Gehry;
forme ittiche in architettura !

ed anche;

Frank O Gehry Guggenheim Museum Bilbao Spagna. Come sopra; code di pesce svolazzanti.

Frank O Gehry Guggenheim Museum Bilbao Spagna.
Come sopra;
code di pesci svolazzanti.

Dal progetto – sempre di Gehry – all’omaggio da parte del mondo dei cartoon al Suo lavoro;

Frank O Gehry; primo abbozzo di una idea, altrettanto contorta come il progetto finito e chi l'ha concepita.

Frank O Gehry;
primo abbozzo di una idea, altrettanto contorta come il progetto finito e chi l’ha concepita.

Frank O Gehry; l'omaggio da parte del mondo dei fumetti a questo architetto stralunato come il mondo in cui vive. Si noti che tutti questi 'archistar' non tentano di proporre qualcosa di valido, ma semplicemente si uniformano al sistema. Ecco il perché del loro successo.

Frank O Gehry;
l’omaggio da parte del mondo dei fumetti a questo architetto stralunato come il mondo in cui vive.
Si noti che tutti questi ‘archistar’ non tentano di proporre qualcosa di valido, ma semplicemente si uniformano al sistema.
Ecco il perché del loro successo.

Guardate come qui esplode il genio di Goldberg – alias Frank O. Gehry – ;

Goldberg alias Frank O Gehry; dalla scatolarità più netta a...

Goldberg alias Frank O Gehry;
dalla scatolarità più netta a…

Frank O Gehry, alias Goldberg; ...alla esplosione del volume. Inutile dire :' cerchiamo di essere seri', quest'ultima parola è stata cancellata da ogni dizionario.

Frank O Gehry, alias Goldberg;
…alla esplosione del volume.
Inutile dire :’ cerchiamo di essere seri’,
quest’ultima parola è stata cancellata da ogni dizionario.

Non per niente Frank O Gehry accetta un raffronto, un parallelo tra la sua Opera e quella dello scultore pop americano Jeff Koons (scultore che ha trasformato l’arte da creatrice di modelli ideali, in ricettore dei desideri più banali!) ;

L’architettura di Frank O Gary
e
la scultura di Jeff Koons;
un parallelo che mette bene in evidenza il significato della Loro
Opera;
la trasformazione dell’arte da produttrice
di modelli ideali in
ricettore dei desideri
comuni più banali!

Rimando, come incipit a quanto segue , al post qui sotto :‘A stroll among the works of Álvaro Siza, architect.’ del 27/dicembre/2015,

direttamente attraverso il seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/12/27/a-stroll-among-the-works-of-alvaro-siza-architect/

ed anche;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/04/13/voulez-vous-paris-2-le-beaubourg/

Toyo Ito . Torre del vento , Giappone .

Toyo Ito .
Torre del vento ,
Giappone .

Toyo Ito,
l’universo architettonico è ora giapponese; l’Opera che lo ha evidenziato a livello internazionale.
Una torre di areazione ( di edifici circostanti ) che si illumina a seconda dell’intensità del traffico.

Molto meglio quando si ispira alla ‘manta di mare’ ;

Toyo Ito crematorio, evidente riferimento al mondo marino.

Toyo Ito crematorio,
evidente riferimento al mondo marino.

Viste le ossessioni, o ricordi se si vuole, di mare dei due ‘archistar’ qui sopra passiamo alle reminiscenze da libro della giungla (The Jungle Book) di Kipling , ricordi propostici dall’architetto portoghese José Quintela da Fonseca ;

ecco una bella coppia di rinoceronti in piena regola,

José Quintela da Fonseca architect Torre São Rafael e Torre São Gabriel Parque das Nações Lisboa Lisbon

José Quintela da Fonseca architect Torre São Rafael e Torre São Gabriel Parque das Nações Lisboa Lisbon

José Quintela da Fonseca architect Torre São Rafael e Torre São Gabriel Parque das Nações Lisboa Lisbon Targa didascalica

José Quintela da Fonseca architect Torre São Rafael e Torre São Gabriel Parque das Nações Lisboa Lisbon
Targa didascalica

José Quintela da Fonseca architect Torre São Rafael e Torre São Gabriel Parque das Nações Lisboa Lisbon Vista esterna dalla Torre San Raffaele

José Quintela da Fonseca architect Torre São Rafael e Torre São Gabriel Parque das Nações Lisboa Lisbon
Vista esterna dalla Torre San Raffaele

Queste poche righe, non vogliono certo riassumere un universo assai vasto, discusso e discutibile all’infinito ma,
sulla falsa riga di quanto qui già pubblicato anche in merito a campi ben diversi da quello qui accennato,l’universo architettura, indicare gli elementi di fragilità e quindi di critica che possiamo trovare in questo ramo dell’arte.
E ciò attraverso un percorso già visto di riflessione a tutto campo, che cerca di vedere il particolare da un’ottica ampia che ne determina reale consistenza, valore e posizione.
I due link qui sopra
rimandano a due post che già indicano chiaramente alcuni degli elementi di fragilità delle Opere architettoniche attuali.
In specie il secondo link,
parlando del Beaubourg di Renzo Piano evidenzia il pericoloso legame che lega politica ed architettura. Legame che per altri versi e condizioni è invece sodalizio assai felice perché costruttivo e non di scadimento architettonico.

Una piccola chicca del passato assai attinente con quanto ora discusso;

Giambologna;      '  l'architettura ' . Museo del Bargello Firenze Jean de Boulogne, il vero nome dello scultore francese delle fiandre del tardo rinascimento. Opera di maniera che se pur di pregio stilistico ben rappresenta - allegoricamente - ed 'ante litteram'  il manierismo dell'architettura dei nostri giorni !

Giambologna;
‘ l’architettura ‘ .
Museo del Bargello Firenze
Jean de Boulogne, il vero nome dello scultore francese delle fiandre del tardo rinascimento.
Opera di maniera che se pur di pregio stilistico ben rappresenta – allegoricamente – ed ‘ante litteram’ il manierismo dell’architettura dei nostri giorni !

[ A destra – di chi guarda l’Opera marmorea del Giambologna – stemma del Podestà milanese Amico di Donato della Torre, Opera di Luca della Robbia ]

Giambologna ; allegoria dell'architettura .Museo del Bargello Firenze. Armata solo di squadra, compasso e filo a piombo. Con molto poco si otteneva allora, tuttavia, molto di più !

Giambologna ; allegoria dell’architettura .Museo del Bargello Firenze.
Armata solo di squadra, compasso e filo a piombo.
Con molto poco si otteneva allora, tuttavia, molto di più !

didascalia de ; 'l'architettura ' del Giambologna. Museo del Bargello Firenze.

didascalia de ; ‘l’architettura ‘ del Giambologna.
Museo del Bargello Firenze.

Si confronti ‘ l’architettura ‘ del Giambologna dell’anno 1570,
con la prima statua, a destra di chi guarda nel cerchietto blu, del sepolcro di Michelangelo Buonarroti a Firenze nella Chiesa di Santo Spirito – a due passi da via Ghibellina dove aveva casa fiorentina Michelangelo stesso – .
La statua sepolcrale – nel tondo blu – è pressoché identica a quella del Giambologna; diverge per il pudico panneggio di cui è rivestita per ovvie ragioni legate al fatto di essere a decoro di una tomba. E per essere ‘specchiata’ rispetto all’altra.
E se si considera il fatto che Michelangelo morì nel 1564, c’è da chiedersi se la statua sul suo sepolcro, opera pare del Vasari, sia ispirata a quella del Giambologna o viceversa. Anche tenendo conto del fatto che le tre statue sul sepolcro rappresentano l’arte della pittura, della scultura e dell’architettura .

Sepolcro di Michelangelo Buonarroti nella Chiesa di Santo Spirito a Firenze, a due passi dalla sua casa fiorentina sita in via Ghibellina, oggi sede museale. Si noti nel cerchio blu la statua allegoria dell’architettura, pare eseguita da Giorgio Vasari, con quella del Giambologna – allegoria anch’essa dell’architettura – ed entrambe quasi coeve del 1570 circa.

Sepolcro di Michelangelo Buonarroti
nella Chiesa di Santo Spirito a Firenze,
a due passi dalla sua casa fiorentina sita in via Ghibellina, oggi sede museale.
Si noti nel cerchio blu la statua allegoria dell’architettura, pare eseguita da Giorgio Vasari, con quella del Giambologna – allegoria anch’essa dell’architettura – ed entrambe quasi coeve del 1570 circa.

nota [**]

Come accade spesso in altri Paesi, Italia in testa , anche nella disordinata Russia si produce/va ,in maniera altrettanto disordinata ma, si creava dell’arte.
Come l’impegnato (politicamente) Marc Chagall in pittura, così personalità come Wladimir Tatlin ,eclettico artista, tenteranno,
anche con riconoscimenti internazionali nel mondo capitalista – per usare il linguaggio allora utilizzato –
in architettura di riflettere idee innovative espressione di un Mondo levantino in piena rivoluzione e trasformazione.
Ogni sforzo di artisti come Chagall ,Tatlin e molti altri rimarranno sulla carta.
La scelta della nomenclatura sarà di facciata ( Mosca e Leningrado/San Pietroburgo ), o ciò che si è visto nella fotografia di edificio sovietico qui sopra; incubo puro.

Wladimir Tatlin  Владимир  Татлин Monumento alla Terza Internazionale 1920, Progetto rimasto sulla carta come tutti i tentativi di allora un certo spessore artistico...

Wladimir Tatlin Владимир Татлин Monumento alla Terza Internazionale 1920, Progetto rimasto sulla carta come tutti i tentativi di allora di un certo spessore artistico…

Francamente ciò che dispiace, per quegli artisti russi rimasti in Patria durante il periodo sovietico,
è che non abbiano potuto produrre,
– se non ,come fatto cenno in altro post , arte puramente astratta e quindi spesso politicamente neutra –
liberamente.
Il risultato finale della loro ricerca sarebbe stato catastrofico,
nel senso che avrebbe evidenziato
– nell’ambito di una ricerca seria, non supportata da fittizi orpelli di critica benevola ed interessata -,
un ‘Idea che era ideologia nel senso più deteriore del termine,
– ( e ideologia delle più ‘nere’ malgrado il colore rosso/popolare datogli…Cfr col quadro-quadrato nero , non a caso , di Malevic qui sotto…) –
capace solo di operare con ciò che l’arte per sua natura non può accettare senza snaturarsi; costrizione psicologica e convenzionale di Sistema che annulla ogni riflessione e pensiero del singolo individuo…
Un vero peccato che non si sia potuto assistere ad un evento del genere.

Чёрный супрематический квадрат .  Pабота Казимира Малевича 1915. Il quadrato nero del pittore russo K. S. Malevič  (Казимир Северинович Малевич). Padre del suprematismo, corrente russa dell'arte astratta, Malevič dovrà accontentarsi di dipingere rifugiandosi nell'astratto più puro per evitare le epurazioni sovietiche nelle quali incapperà comunque con il contatto col mondo tedesco progressista della Bauhaus di cui vedi il logo del 1919. Non c'è il pericolo,se non altro, di appenderlo al contrario come accaduto con altro quadro astratto ad una mostra della Tate Modern London, nel novembre del 2008, con un quadro di Mark Rothko.

Чёрный супрематический квадрат .
Pабота Казимира Малевича 1915.
Il quadrato nero del pittore russo K. S. Malevič (Казимир Северинович Малевич).
Padre del suprematismo, corrente russa dell’arte astratta, Malevič dovrà accontentarsi di dipingere rifugiandosi nell’astratto più puro per evitare le epurazioni sovietiche nelle quali incapperà comunque con il contatto col mondo tedesco progressista della Bauhaus di cui vedi il logo del 1919.
Non c’è il pericolo,se non altro, di appenderlo al contrario come accaduto con altro quadro astratto ad una mostra della Tate Modern London, nel novembre del 2008, con un quadro di Mark Rothko.

Confronta;

da Malevic alla Bauhaus, dal Suo quadrato nero del 1915 al logo della Bauhaus del 1919.

da Malevic alla Bauhaus, dal Suo quadrato nero del 1915 al logo della Bauhaus del 1919.

Ma il testimone ,

di tutto questo potenziale agire fu raccolto nella turbolenta Germania di allora, degli anni venti/trenta. Adolph W. Gropius con i colleghi della Bauhaus, tenteranno la carta della costruzione sociale e ,architettonicamente, nel contempo valida/di valore estetico.

Il loro fallimento non sarà dovuto , come comunemente si crede , agli ostacoli di regime in una Germania sempre più totalitaria.
Ma alle contraddizioni insite nel progetto della Bauhaus stessa.

Wright se ne era accorto per tempo, e produceva fuori da ogni contesto urbano, guardandosi bene dalle megalopoli. Egli accetterà dunque questo limite che la realtà storica in cui viveva gli poneva.

Tentando invece  – Gropius e colleghi – questo tentativo di una architettura urbana e sociale, falliranno.

Gropius  ed altre figure come Mies van der Rohe si ritroveranno dunque negli USA – Nazione sempre pronta ad accogliere personalità di valore – a costruire case – ville per magnati o palazzoni di lusso nel cuore di grandi città americane.

Vedi in merito le fotografie di lavori qui sotto;

Ludwig Mies van der Rohe ; casa Farnsworth Plano USA 1951 Ms Farnsworth, nefrologa di valore, tale da essere all'epoca in odore di Nobel ,abile musicologa ed amante della poesia in specie italiana così da diventare la traduttrice di Eugenio Montale, che peraltro la trattava con sussiego, si farà costruire questa casa stile 'less is more',  novello stile minimalista , per misantropi meditabondi, in una zona isolata e paesaggisticamente di grande suggestione.

Ludwig Mies van der Rohe ;
casa Farnsworth Plano USA 1951
Ms Farnsworth,
nefrologa di valore, tale da essere all’epoca in odore di Nobel ,abile musicologa ed amante della poesia in specie italiana così da diventare la traduttrice di Eugenio Montale, che peraltro la trattava con sussiego,
si farà costruire questa casa stile ‘less is more’, novello stile minimalista , per misantropi meditabondi, in una zona isolata e paesaggisticamente di grande suggestione.

Ludwig Mies van der Rohe;  casa Farnsworth Plano USA 1951 . Visione esterna all'edificio. Interno ed esterno un tutt'uno. La casa scatola è archiviata negli USA già negli anni cinquanta. Date un'occhiata al post successivo (II° parte) alle fotografie sulle abitazioni italiane attuali e si capirà l'invalicabile limite culturale...

Ludwig Mies van der Rohe;
casa Farnsworth Plano USA 1951 .
Visione esterna all’edificio.
Interno ed esterno un tutt’uno.
La casa scatola è archiviata negli USA già negli anni cinquanta.
Date un’occhiata al post successivo (II° parte) alle fotografie sulle abitazioni italiane attuali e si capirà l’invalicabile limite culturale…

Ludwig-Mies-van-der-Rohe ;  casa Mccormick. Questa casa - villa non è altro che il doppione di casa Farnsworth ed è quasi a questa coeva. Il proprietario del terreno ,                      (Mr  Mccormick ), venduto alla Farnsworth, ne vorrà una simile per se. Aveva fiutato, da uomo d'affari qual'era il valore culturale di Mies e Farnsworth...

Ludwig-Mies-van-der-Rohe ;
casa Mccormick.
Questa casa – villa non è altro che il doppione di casa Farnsworth ed è quasi a questa coeva.
Il proprietario del terreno venduto alla Farnsworth,(Mr Mccormick ),    ne vorrà una simile per se.
Aveva fiutato, da uomo d’affari qual’era il valore culturale di Mies e Farnsworth…

Vedi quanto al [**],in calce.

Ludwig Mies van der Rohe ;  Seagram Building New York 1958. Come Gropius ,Mies era stato direttore in Germania della Bauhaus e entrambi finiranno negli USA mettendo da parte idee 'sociali' da applicare al mondo dell'architettura, per costruire ville e palazzi di prestigio come questo.

Ludwig Mies van der Rohe ;
Seagram Building New York 1958.
Come Gropius ,Mies era stato direttore in Germania della Bauhaus e entrambi finiranno negli USA mettendo da parte idee ‘sociali’ da applicare al mondo dell’architettura, per costruire ville e palazzi di prestigio come questo.

Ludwig Mies van der Rohe  ; Seagram Building New York 1958 particolare, vedi nota didascalica qui sopra.

Ludwig Mies van der Rohe ;
Seagram Building New York 1958
particolare, vedi nota didascalica qui sopra.

 

Il ‘Quattro Stagioni/The Four Seasons ,

-New American cuisine restaurant di New York City, located  in the Seagram Building nel centro di Manhattan – ,

doveva, nelle intenzioni di L. Mies van der Rohe , essere decorato alle pareti da quadri di grande formato dell’allora nastro nascente della pittura – dopo anni di dura gavetta –  Markus Rotkowičs, alias  Mark Rothko un ebreo russo emigrato negli USA.

Dopo aver completato le Opere, all’ultimo momento, Rothko si rifiutò di venderle al committente Mies…

Rothko, pare si sia disgustato di tanta plateale ricchezza adornante l’intero palazzo.

 

 Walter Adolph Gropius; Gropius house, Lincoln Massachusetts. Il democratico Gropius si consolerà,cos' negli USA, dalla lontananza dalla natia Germania.


Walter Adolph Gropius;
Gropius house,
Lincoln Massachusetts.
Il democratico Gropius si consolerà,così negli USA, dalla lontananza dalla natia Germania.

Marcel Breuer,

un ungherese trapiantato prima in Germania – fu allievo di Gropius – poi negli USA ,potrà dare prova del talento inespresso dei Suoi colleghi levantini,rimasti oltre la ‘cortina di ferro’, non solo con il design, famosa la Sua ‘sedia Wassily’, ma anche attraverso costruzioni personali;

House Marcel Breuer,
New Canaan Connecticut in 1948;

House Marcel Breuer, New Canaan Connecticut  1948;

House Marcel Breuer, New Canaan Connecticut 1948;

Nota finale;

Ludwig Mies van der Rohe ,

non costruirà più fuori dagli USA, tranne un solo edificio – museo ,a Berlino,  dopo insistenza del mondo culturale tedesco.

Mies  rientrando necessariamente in Germania per sovrintendere la costruzione della ‘Nuova galleria nazionale – Berlino’ , baderà tuttavia di stare in posizione ben defilata rispetto ai suoi conterranei tedeschi, maestranze comprese.

E questo sulla scia,

comprensibile più facilmente a chi conosce il mondo, la mentalità tedesca, 

della triste esperienza fatta al ritorno in Patria, la Germania, di figure come il medico e  filosofo Karl Jaspers, fuoriuscito dalla Germania negli anni trenta, e Marlene Dietrich ,anch’essa lontana ,per scelta, dalle sofferenze del secondo conflitto mondiale.

Karl Jaspers  e  Marlene Dietrich al ritorno in Patria saranno ricevuti con cartelli del tipo ‘go home’ , anche dalla parte più colta del mondo germanico, e saranno costretti a tornare l’uno in Svizzera l’altra negli USA.

Ludwig Mies van der Rohe ,  New York 1958

Ludwig Mies van der Rohe ,
New York 1958

[**]

casa Mccormick,
non è altro che il doppione di casa Farnsworth per tipologia, assolutamente identica, ma solo più grande e temporalmente successiva,

allo stesso identico modo in cui, il Beaubourg
– alias centro/Centre Pompidou – è il doppione dell’headquarter B&B Italia,ditta di Piero Ambrogio Busnelli Novedrate (Como) .

Il Beaubourg è, come casa Mccormick ,solo più grande e temporalmente successivo, ma entrambe le costruzioni sono identiche alle loro omologhe antecedenti.

Renzo   Piano; l'headquarter B&B,Italia,ditta  di Piero Ambrogio  Busnelli  Novedrate  (Como) E' questa la costruzione di ,antecedente  il Beaubourg - Centre Pompidou, costruita da Piano poco tempo prima in Brianza. E assolutamente identica - tranne che per le dimensioni - al Centre Beaubourg.

Renzo Piano;
l’headquarter B&B,Italia,ditta di Piero Ambrogio Busnelli Novedrate (Como)
E’ questa la costruzione ,antecedente il Beaubourg – Centre Pompidou, costruita da Piano poco tempo prima in Brianza.
E’ assolutamente identica – tranne che per le dimensioni – al Centre Beaubourg.

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/04/13/voulez-vous-paris-2-le-beaubourg/

E…date un’occhiata
al filone ‘dell’architettura animalista o antropomorfica’ ,
da qualche anno in auge tra gli archistar, attraverso questo lavoro di Renzo Piano dell’inizio secolo (2002) a Roma;
fantastici scarabei di egizia memoria ( gli scarabei erano, nell’antico mondo egizio, il simbolo dei Faraoni) .

'gli scarabei';  alias il Parco della Musica ,Auditorium di Roma, di Renzo Piano (2002)...

‘gli scarabei’;
alias il Parco della Musica ,Auditorium di Roma, di Renzo Piano (2002)…

( segue… II° parte)

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A stroll among the works of Álvaro Siza, architect.

A stroll among the works of Álvaro Siza

Ciò che Fernando Pessoa ha cercato di creare con le lettere,
Álvaro Siza ha tentato di farlo con la tecnica delle costruzioni.

ETERONOMIA (*), la parola chiave, che è nel contempo RICEZIONE e INPUT del loro fare/creare.

Padiglione del Portogallo per l'expo mondiale tenutasi nel 1998  a Lisbona. Pavilhao de Portugal 1997-98  Lisboa Lisbon.  Álvaro Siza architect.

Padiglione del Portogallo per l’expo mondiale tenutasi nel 1998 a Lisbona.
                               Pavilhao de Portugal 1997-98 Lisboa, Lisbon.                                Parque das Naçòes – Parco delle Nazioni –
Álvaro Siza , architect.

 

 

Premessa.
Le necessità edilizie sono una indubbia certezza, e sono un derivato delle necessità abitative.
Ma queste possono essere ben assolte sia da semplici tecnici come geometri e ingegneri, o da architetti che percorrono la stessa strada da ‘impiegati del catasto’.
Il salto qualitativo, nel costruire
non sta dunque nell’assolvere le necessità prosaiche di cui sopra fatto cenno, ma nell’assolvere una necessità spirituale di pura estetica come, per fare un esempio ,il passaggio dalla semplice comunicazione alla prosa e quindi alla poesia.
Capacità innata o meno che sia, questo lo si riscontra in tempi e nei luoghi più disparati.
Di certo si presta al plagio/contraffazione grazie a un insieme di elementi/escamotage che possono dare l’illusione di aver fatto realmente un salto qualitativo.
Questo vale non solo per quell’architetto che non ha innato talento e volontà nel raggiungere un traguardo estetico in ciò che costruisce,
ma anche per quei pochi architetti che per loro natura e formazione hanno le potenzialità ,anche già espresse da alcuni di loro, a raggiungere certi traguardi estetici, ma che per varie ragioni non seguono, se non alle volte , le indicazioni del loro raro e profondo talento.
Così assistiamo quotidianamente

– girovagando per questa o quella città –

alla visione
di costruzioni che nella maggior parte dei casi deturpano il territorio,
altre che ,pur con palese sforzo estetico – dal loro costruttore cercato – , non ottengono alcun risultato, ed infine
– quelle poche – che lo ottengono e ci appaiono come fiori in mezzo al fango.

Sembra essere questo il triste traguardo dell’arte del costruire, almeno ai giorni nostri.

Tutto ciò ,se non altro, ci fa apprezzare particolarmente le eccezioni di tempo e luogo,cioè storiche, realizzatesi solo in pochi centri come nella Firenze rinascimentale, in cui il paesaggio storico è stato e ci appare ancora come un tessuto omogeneo di rara qualità e perfezione di un Pensiero concretizzatosi in quelle costruzioni in perfetta sintonia e formanti una città ideale come nel famoso dipinto di Piero della Francesca ( o Luciano Laurana ).

‘Una perfetta unità di luogo e di tempo’, in sintesi lessicale.
That’s why the Renaissance Florence is so important for the man of the third millennium

La città ideale alias perfetta unità di luogo e tempo. That’s why the Renaissance Florence is so important for the man of the third millennium. Dipinto - progetto -  di Piero della Francesca   ( o Luciano Laurana ).

La città ideale alias perfetta unità di luogo e tempo.
That’s why the Renaissance Florence is so important for the man of the third millennium.
Dipinto – progetto –
di Piero della Francesca
( o Luciano Laurana ).

————————-

(*)

Alvaro Siza architect .         Eteronomia.

Alvaro Siza architect .
Eteronomia.

Le fotografie che seguiranno qui sotto sono principalmente quelle del così detto

‘padiglione del Portogallo per l’expo mondiale tenutasi nel 1998’ ( Pavilhao de Portugal 1997/98  . Parque das Nações – Parco delle Nazioni – Lisbon )

Come per altre Opere di Siza,
vedi la piscina in mare aperto, presso la Sua città natale (Porto) ,
e di poche altre Opere di altri architetti, ben lontani dall’essere ‘impiegati del catasto’
tale padiglione rappresenta un ‘fiore in mezzo al fango’, come fatto sopra cenno nella premessa .

Padiglione del Portogallo per l’expo mondiale tenutasi nel 1998 Pavilhao de Portugal 1997/98 Lisboa Lisbon Álvaro Siza, fotografie;

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; Particolare architettonico assai interessante. Questa sorta di grande lenzuolo in cemento armato che ricopre la struttura, lenzuolo di sottilissimo spessore  - poco più di una ventina di centimetri-, non potrebbe sopportare le sollecitazioni a cui lo sottoporrebbe un evento sismico  ( e Lisbona è città sismica per eccellenza ). Pertanto questi cavi di acciaio assolvono la funzione che il cemento non può, per sua natura sopportare ; trazione. Trazione che un evento sismico genererebbe nel moto oscillatorio della struttura stessa.

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ;
Particolare architettonico assai interessante.
Questa sorta di grande lenzuolo in cemento armato che ricopre la struttura, lenzuolo di sottilissimo spessore
– poco più di una ventina di centimetri-, non potrebbe sopportare le sollecitazioni a cui lo sottoporrebbe un evento sismico
( e Lisbona è città sismica per eccellenza ).
Pertanto questi cavi di acciaio assolvono la funzione che il cemento non può, per sua natura sopportare ; trazione.
Trazione che un evento sismico genererebbe nel moto oscillatorio della struttura stessa.

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; le azulejos ovvero piastrelle in ceramica tipiche del mondo portoghese di antica - araba - origine ed a cui anche il più moderno degli architetti portoghesi, o che opera in Portogallo , non può non rendere omaggio . Cfr. al seguente link ; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1308

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ;
le azulejos ovvero piastrelle in ceramica tipiche del mondo portoghese di antica – araba – origine ed a cui anche il più moderno degli architetti portoghesi, o che opera in Portogallo , non può non rendere omaggio .
Cfr. al seguente link ;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1308

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; visioni esterne alla struttura del Padiglione.

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ;
visioni esterne alla struttura del Padiglione.

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ;

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; piccole imperfezioni nella progettazione, nella esecuzione o cattiva cura della struttura ?

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ;
piccole imperfezioni nella progettazione, nella esecuzione o cattiva cura della struttura ?

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; targa didascalica

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ;
targa didascalica

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; visione sull'atlantico

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ;
visione sull’atlantico

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; particolare della parete esterna portante. Il bisogno di colore è palese

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; particolare della parete esterna portante.
Il bisogno di colore è palese

 Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; cfr come sopra, https://soloalsecondogrado.wordpress.com/tag/horas-de-chumbo/


Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ;
cfr come sopra,
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/tag/horas-de-chumbo/

Questo Padiglione,
nella sua assoluta semplicità è probabilmente una delle Opere più riuscite di Siza.
Come spesso accade è nella semplicità che si trova l’espressione della più pura ricerca estetica, nel caso architettonica.
Come sopra fatto cenno, oggi bisogna spostarsi da una città all’altra, da un Paese ad un altro per poter trovare simili piccole perle.

Nel suo insieme l’intero Parque das NaçõesParco delle Nazioni – ,

grande area di Lisbona, dove al suo interno è collocato il Padiglione,
contiene molte altre Opere di altri grandi architetti, come il ‘palmeto metallico‘ realizzato dall’architetto spagnolo Calatrava,
Stazione Oriente ‘Gare do Oriente’ di Santiago Calatrava ;

Stazione Oriente  'Gare do Oriente' di Santiago Calatrava Parque das Nações - Parco delle Nazioni Lisbon

Stazione Oriente ‘Gare do Oriente’ di Santiago Calatrava Parque das Nações – Parco delle Nazioni Lisbon

Stazione Oriente ‘Gare do Oriente’ di Santiago Calatrava Parque das Nações – Parco delle Nazioni Lisbon Un palmeto metallico non molto riuscito se non nelle intenzioni 'su carta / progettuali'

Stazione Oriente ‘Gare do Oriente’ di Santiago Calatrava Parque das Nações – Parco delle Nazioni Lisbon
Un palmeto metallico non molto riuscito se non nelle intenzioni ‘su carta / progettuali’

Stazione Oriente ‘Gare do Oriente’ di Santiago Calatrava Parque das Nações – Parco delle Nazioni Lisbon

Stazione Oriente ‘Gare do Oriente’ di Santiago Calatrava Parque das Nações – Parco delle Nazioni Lisbon

od anche quest’Opera
– che definisco personalmente come ‘l’UFO’ -,
di un altro architetto;

Parque das Nações Parco delle Nazioni alias l' UFO

Parque das Nações Parco delle Nazioni alias l’ UFO

Parque das Nações Parco delle Nazioni alias l' UFO

Parque das Nações Parco delle Nazioni alias l’ UFO

Vedi, (//)

nel suo insieme – dicevo – l’intero Parque das NaçõesParco delle Nazioni con tutte queste Opere

non rappresenta minimamente

una unità di luogo e di tempo, come per la città ideale di cui sopra fotografia del quadro di Piero della Francesca ,
ne men che mai una costruzione urbana armoniosa come il cuore rinascimentale di Firenze, costruito non ‘dal palazzo’ / dall’esterno per pure esigenze commerciali e d’immagine, ma da un lavoro nel tempo senza contraddizioni…
E ciò vale per aree simili a quella portoghese, in molti altri Paesi .

Un grande architetto americano, oriundo tedesco della prima metà del secolo scorso,

Ludwig Mies van der Rohe

già a Suo tempo espresse inconsapevolmente le stesse problematiche che qui con Alvaro Siza, col Suo Padiglione di Lisbona del 1997 si sono appena colte.

Si veda il Padiglione di Barcellona di Ludwig Mies van der Rohe del lontano 1929 ;

Ludwig Mies van der Rohe;  Padiglione di Barcellona del 1929

Ludwig Mies van der Rohe;
Padiglione di Barcellona del 1929

Un lavoro di grande pregio formale,
– capace di coniugare l’interno di un edificio con l’esterno , come mai allora fatto – ,
si risolve in una struttura certo assai razionale,

ma algida e vuota proprio nella sua intenzione di confrontarsi con lo spazio circostante l’edificio !

Inoltre,
entrando nel dettaglio sui materiali di rivestimento, utilizzati da Mies, sempre con riferimento al ;

‘Padiglione di Barcellona del 1929’

;

Ludwig Mies van der Rohe; Padiglione di Barcellona del 1929; nota sui materiali di rivestimento o divisori.

Ludwig Mies van der Rohe;
Padiglione di Barcellona del 1929;
nota sui materiali di rivestimento o divisori.

Osservate, nella fotografia qui sopra, che
il pavimento è in travertino;
marmo ‘povero’ e di colore beige,di colore tenue che ben si adatta a rivestire pareti, colonne, etc… ( la Basilica di San Pietro a Roma è costituita in gran parte da questo materiale ).
La parete divisoria
è in onice multicolor, di colore assai appariscente; rosso ocra vivo.
La parete murale esterna,
che nelle intenzioni di Mies è un tutt’uno con l’interno, è di un marmo di pregio assai raro di colore verde ( la fotografia lo fa apparire azzurrino ma è di un verde appena tenue ).
E infine ,si noti, anche attraverso questa fotografia qui sotto ( per il travertino ), la ricostruzione di tutti questi rivestimenti;

Ludwig Mies van der Rohe; Padiglione di Barcellona del 1929; particolare del rivestimento esterno in marmo travertino.

Ludwig Mies van der Rohe;
Padiglione di Barcellona del 1929;
particolare del rivestimento esterno in marmo travertino.

; l’onice multicolor
è ricomposto a ‘macchia aperta’
sia lungo la linea centrale orizzontale ( che è linea di simmetria )
sia sulla parte destra (di chi guarda) ,della parete di onice, su linea non centrale , verticale.
Il marmo travertino
è ricostruito a tabelloni rettangolari sulle pareti e quadrati sul pavimento.( Ben visibile nella fotografia qui subito sopra )
Il marmo verde,
è ricostruito a ‘macchia aperta’, , a tabelloni rettangolari.( Vedi fotografia qui sotto )

Ludwig Mies van der Rohe; Padiglione di Barcellona del 1929; particolare della ricostruzione del marmo alle pareti.

Ludwig Mies van der Rohe;
Padiglione di Barcellona del 1929;
particolare della ricostruzione del marmo alle pareti.

Tutto questo subirebbe,

questi accostamenti di colori/materiali, e ricostruzione dei materiali utilizzati ciò il tipo di taglio e quindi ricomposizione –

oggi come allora quasi cento anni fa, una critica feroce da parte non solo di architetti amanti del marmo,onice etc… ma anche da semplici posatori
( marmisti specializzati nel posare,cioè costruire pareti e pavimenti in marmo )
delle apuane e della Versilia, assolutamente i migliori perché di antichissima tradizione nella lavorazione e posatura del marmo .
Tutta gente che necessariamente ha sviluppato gusto estetico raffinato nella ricomposizione muraria o dei pavimenti.
Mies commette qui errori grossolani;

°
non si accostano onice rosso sgargiante con il tenue beige del travertino ed il verde del marmo,
( d’accordo che i tedeschi amano vestirsi come i pappagalli, affar loro, ma questo non significa che questo discutibile gusto lo debbano riflettere in architettura, peraltro con pretese di universalità )

°
come non si ricostruiscono in questo modo tutti e tre i materiali visti, onice, marmo travertino e marmo verde, come da lui fatto;
‘macchia aperta’ che dà l’idea di una lastra d’ospedale o se volete, della simmetria della sacra sindone, per il marmo verde,

tabelloni di travertino divisi da Mies non con tagli a differente altezza, così da non disturbare l’occhio di chi osserva con la line di commento centrale ma, sopratutto ,
con lastre (tabelloni) tutte identiche nel taglio e posatura invece che – per ottenere un perfetto effetto stilistico del marmo -,
a differente taglio e a differente grandezza così da dare l’idea perfetta della continuità che la ‘lastra ricostruita’ dà !

Infine l’onice,
appare ricomposto e specchiato,
secondo linea orizzontale simmetrica centrale
che riflette lo stesso problema ora detto per il travertino,
e linea verticale non centrale
che disturba visibilmente il quadro d’insieme.
Quadro d’insieme dato dall’onice che ci appare pesante nel colore e pesante nella composizione delle lastre che formano la parete.

Piano dunque a parlare di capolavoro come le Opere di grandi pittori del passato viste come Opere indiscutibili !
Lo studio e l’apprendimento, necessitano certo di umiltà da parte di chi vi si cimenta,
ma nel contempo chi insegna o divulga il lavoro di un certo Autore,
non deve fare divulgazione agiografica, perché un tale tipo di insegnamento non porta da nessuna parte.

Ecco che appare evidente – dato che l’arte non sa, non può mentire – che ogni sforzo dell’allora Movimento Moderno architettonico,
pur raggiungendo delle vette di formale abilità stilistica,
si perdeva poi inesorabilmente in costruzioni che ebbero in Brasilia, l’espressione più chiara di un grande vuoto formale, poi definito ‘architettura della solitudine’ ma in realtà

architettura del vuoto più assoluto .(**)

L’emigrazione di van der Rohe in America, come di molti altri Suoi colleghi , non risolveranno la questione, ma semplicemente la sposteranno , senza sanarla , in un altro Continente;quello USA,
dove peraltro già un architetto americano, Frank Lloyd Wright aveva intuito il problema e, come van der Rohe, tentò di risolverlo – senza riuscirvi – spostando a Sua volta la Sua attenzione verso le strutture architettoniche aperte e apparentemente elementari del Mondo giapponese

Ecco che ancora una volta il passato ritorna, allorché si evidenziano – oggettivamente – le contraddizioni che permeano l’universo artistico contemporaneo qui rappresentato da quello architettonico …

(**)
Non a caso ,Oscar Niemeyer,
l’architetto artefice della progettazione architettonica di Brasilia, dichiarerà apertamente di essersi ispirato alle nuvole, alla loro mutevole e bizzarra conformazione, per avere ispirazione nella progettazione degli edifici di Brasilia !

La fantasia più pura, quando un substrato culturale manca , finisce col regnare.

(//)
A proposito…
circa l’UFOUnidentified Flying Object – qui sopra,fotografato presso :
:il ‘Parque das Nações Parco delle Nazioni’

guardate un pò l’alieno -l’extraterrestre che ne è uscito fuori;

Lisboa on the road; l'alieno uscito dall'UFO !

Lisboa on the road;
l’alieno uscito dall’UFO !

Que você quer Lisboa? / Do you want to Lisbon? Follow me! (III)…alias

Que você quer Lisboa? / Do you want to Lisbon? Follow me! (III)

alias;

Lisboa, Museo M.N.A.C. and Lisboa on the Road

From rags to riches !

From…

Rua dos Sapateiros, near Rossio - Lisboa. Lisbon underground, but not too ...

Rua dos Sapateiros, near Rossio – Lisboa. Lisbon underground, but not too …

 Rua dos Sapateiros, near Rossio – Lisboa. Lisbon underground, but not too …


Rua dos Sapateiros, near Rossio – Lisboa. Lisbon underground, but not too …

Per mammà  tutto bene ?

Per mammà tutto bene ?

to…

Museo MNAC Lisboa ; Come il MOMA of N.Y. ; Museo Nazionale di Arte Contemporanea. Più modesto forse, ma non meno interessante.

Museo MNAC Lisboa ;
Come il MOMA of N.Y. ;
Museo Nazionale di Arte Contemporanea.
Più modesto forse, ma non meno interessante.

Museo MNAC Lisboa ; Intelligente provocazione di  chi scrive !

Museo MNAC Lisboa ; Intelligente provocazione di chi scrive !

Museo MNAC Lisboa ; particolare di quanto nella fotografia qui sopra.

Museo MNAC Lisboa ;
particolare di quanto nella fotografia qui sopra.

(…)

Vedi direttamente le Opere contenute all’interno del M.N.A.C. di Lisbona, attraverso il seguente link,
o nella pagina ‘pleasantry / pastime’

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1322

e

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1326

( Rispettivamente I°  e II° PARTE )

P.S.

Dopo aver dato un’occhiata alle Opere del M.N.A.C.,

confrontate l’ultima fotografia nel post del seguente link con quella qui sotto postata.
Singolari coincidenze e raffronto con le rispettive Opere nei due post!

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/26/il-caos-dellarte-occidentale-del-xx-secoloil-periodo-picassiano-attraverso-modi/

Um café nunca recusar; confronta con l'ultima fotografia nel post ,attraverso il seguente link; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/26/il-caos-dellarte-occidentale-del-xx-secoloil-periodo-picassiano-attraverso-modi/

Um café nunca recusar;
confronta con l’ultima fotografia nel post ,attraverso il seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/26/il-caos-dellarte-occidentale-del-xx-secoloil-periodo-picassiano-attraverso-modi/

Que você quer Lisboa? / Do you want to Lisbon? Follow me! (II)

Que você quer Lisboa? / Do you want to Lisbon? Follow me! II)

Qualche fotografia di Lisboa/Lisbona ‘on the road’,

prima di addentrarci in un’altro percorso museale, che avvicina ed allontana, nel contempo , chi visita un Paese…

Velvet parasol -Venice- XVI sec.   Museu Calouste Gulbenkian, Lisboa; un 'must' d'altri tempi,segno di un mondo artificiale d'allora come molti elementi 'must' ai nostri giorni! Meglio dunque stare con i piedi per terra.

Velvet parasol -Venice- XVI sec.
Museu Calouste Gulbenkian, Lisboa;
un ‘must’ d’altri tempi,segno di
un mondo artificiale d’allora come molti elementi ‘must’ ai nostri giorni!
Meglio dunque stare con i piedi per terra.

No comment !

No comment !

(...)

(…)

(...)

(…)

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Possibili scelte ideologiche o espressione di disagi profondi ?

Possibili scelte ideologiche o espressione di disagi profondi ?

Possibili scelte ideologiche, o espressione di profondi disagi sociali ?

Possibili scelte ideologiche,
o espressione di profondi disagi sociali ?

Germania in Portogallo…

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Lo spirito portoghese... Saudade

Lo spirito portoghese…
Saudade

Lo spirito portoghese; Saudade attraverso il    'FADO', vecchio stile musicale ormai relegato ai margini...

Lo spirito portoghese;
Saudade attraverso il ‘FADO’,
vecchio stile musicale ormai relegato ai margini…

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Confrontando le due fotografie qui sopra con le due qui subito sotto si noti l’identità interiore che entrambe rappresentano nel tempo, ma in luoghi differenti;

una Berlino,
altrettanto angosciata, che l’architetto portoghese Alvaro Siza ha saputo rappresentare e rispettare nella sua interiorità, trascrivendo,
sul fronte ,in alto, di un palazzo (edilizia sociale) da lui appena ideato,
la scritta che un writer aveva apposto sul’intonaco ancora fresco lungo il muro,in basso.

'bonjour tristesse 'Alvaro Siza,  Berlino 1984 'Zeit Geist' è il caso di dire.

‘bonjour tristesse ‘Alvaro Siza,
Berlino 1984
‘Zeit Geist’ è il caso di dire.

'bonjour tristesse ' particolare della scritta di un writer ,che Alvaro Siza, ha riprodotto sull'edificio da Lui appena terminato.  Berlino 1984 'Zeit Geist' è il caso di dire.

‘bonjour tristesse ‘ particolare della scritta di un writer ,che Alvaro Siza, ha riprodotto sull’edificio da Lui appena terminato.
Berlino 1984
‘Zeit Geist’ è il caso di dire.

…Portogallo in Germania.

Questo lavoro di Alvaro Siza, svolto nella città di Berlino, non è forse ispirato, e nel contempo un omaggio, ad un architetto austriaco dei primi del novecento, Adolf Loos ?        Si confronti difatti questo edificio con quello notissimo di Loos :‘Looshaus – Michaelerplatz, Vienna  .Edificio soprannominato :‘Haus ohne Augenbrauen / la casa senza sopracciglia’.

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No comment ! Si commenta da solo.

No comment !
Si commenta da solo

Il solito salvatore della Patria; e se la canta pure ; intelligenza, competenza…

;

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Una Lisbona notturna; un poco annoiata, curiosa e sospettosa.

Una Lisbona notturna;
un poco annoiata, curiosa e sospettosa.

Una Lisbona notturna; un poco annoiata, curiosa, sospettosa e... ambigua .

Una Lisbona notturna;
un poco annoiata, curiosa, sospettosa e…
ambigua .

Carino il ‘lavoro’ del writer sul contenitore per rifiuti – vetro!

Chiesa di Sao Domingos Lisboa; chiesa tipica ma... non terminata nei suoi decori interni.

Chiesa di Sao Domingos Lisboa;
chiesa tipica ma… non terminata nei suoi decori interni.

Questa Chiesa
era anticamente utilizzata per la lettura e l’esecuzione – ‘ autodafé ‘ – delle sentenze dell’inquisizione contro gli eretici .

mescita di un liqore portoghese tradizionale la Ginjinha presso Largo Sao Domingos, a due passi dal Rossio.

mescita di un liquore portoghese tradizionale, la Ginjinha presso Largo de Sao Domingos, a due passi dal Rossio.

Notate il capannello di femmine che brindano con la Ginjinha (  a destra di chi guarda ).

Questo liquore dolciastro, a base di alcool amarene e zucchero, è una sorta di xeres (sherry ,come dicono gli inglesi) semplificato.

Cioè un pò come una soap opera rispetto ad una vera opera  cinematografica.

Come tale è adatto alle casalinghe sempliciotte e spensierate.

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Lisboa on the road ; l'altra faccia di 'largo de sao Domingos' ; vedi le due fotografie qui subito sotto;

Lisboa on the road ;
l’altra faccia di ‘largo de sao Domingos’ ;
vedi le due fotografie qui subito sotto;

;

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Lisboa on the road ; l'altra faccia di  'largo de Sao Domingos' ; una costante storica che si concretizza in   un silenzioso rientro , un'invasione,  una necessità  dettata dal destino o  realtà sociale determinata da quella genetica - leggi sociobiologia - ? (...)

Lisboa on the road ;
l’altra faccia di
‘largo de Sao Domingos’ ;
una costante storica che si concretizza in
un silenzioso rientro , un’invasione,
una necessità dettata dal destino o
realtà sociale determinata da quella genetica – leggi sociobiologia – ?
(…)

Lisboa on the road; questo monumento/targa commemorativo/a, ricorda l'incipit dell'inizio della cacciata degli ebrei dal Portogallo - iniziata nell'anno domini 1506 -. Accanto, sempre  in 'largo Sao Domingos', vi è la Chiesa di cui sopra fotografia interno.

Lisboa on the road;
questo monumento/targa commemorativo/a,
ricorda l’incipit dell’inizio della cacciata degli ebrei dal Portogallo – iniziata nell’anno domini 1506 -.
Accanto, sempre in ‘largo Sao Domingos’, vi è la Chiesa di cui sopra fotografia interno.

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Lisboa on the road;  'largo de Sao Domingos' , a due passi dal Rossio; un concentrato di storia antica e contemporanea come visto dalle fotografie qui subito sopra. Dalla Chiesa - Igreja - de Sao Domingos, utilizzata per la pubblicazione delle sentenze d'inquisizione , al ricordo della cacciata degli ebrei dal Portogallo , a far data dal lontano 1506 ,  alla realtà attuale  fatta di rientri di certo poco amati, di etnie non europee. Cfr/vedi al link ; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/11/03/piccola-lista-elenco/

Lisboa on the road;
‘largo de Sao Domingos’ , a due passi dal Rossio;
un concentrato di storia antica e contemporanea come visto dalle fotografie qui subito sopra.
Dalla Chiesa – Igreja – de Sao Domingos, utilizzata per la pubblicazione delle sentenze d’inquisizione , al ricordo della cacciata degli ebrei dal Portogallo , a far data dal lontano 1506 ,
alla realtà attuale
fatta di rientri di certo poco amati, di etnie non europee.
Cfr/vedi al link ;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/11/03/piccola-lista-elenco/

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 Parque das Nações, alias Expo mondiale 1998, Lisbona. Centro ultra moderno in cui progettualità architettonica internazionale, denaro pubblico etc... si sono concentrati per stupire il mondo intero, e... infine in cosa si trasforma ? Una fila interminabile per ? BATATA FRITA ! Ed in prima fila i lombardi targati 'VALSASSINA'. Niente niente, fossero le patatine più buone al mondo ?

Parque das Nações, alias Expo mondiale 1998, Lisbona.
Centro ultra moderno in cui progettualità architettonica internazionale, denaro pubblico etc… si sono concentrati per stupire il mondo intero, e…
infine in cosa si trasforma ?
Una fila interminabile per ?
BATATA FRITA !
Ed in prima fila i lombardi targati ‘VALSASSINA’.
Niente niente, fossero le patatine più buone al mondo ?

  Parque das Nações, alias Expo mondiale 1998, Lisbona. Il resto della fila; osservate come alcuni golosoni in fila osservano più o meno direttamente - ma tutti assai scocciati -  chi li disturba nella loro attesa ! All'uomo moderno, ovvero  3W - sapiens sapiens togligli tutto tranne le patatine fritte !


Parque das Nações, alias Expo mondiale 1998, Lisbona.
Il resto della fila;
osservate come alcuni golosoni in fila osservano più o meno direttamente – ma tutti assai scocciati – chi li disturba nella loro attesa !
All’uomo moderno, ovvero 3W – sapiens sapiens togligli tutto tranne le patatine fritte !

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Lisboa on the road; anche ai gabbiani non dispiace  'Mc' ovvero il fast food e la pizza. Incredibile assedio di questi ai piatti degli avventori di queste due linee alimentari ! Suono assordante ed impressionante quello emesso in loco dai gabbiani.

Lisboa on the road;
anche ai gabbiani non dispiace ‘Mc’ ovvero il fast food e la pizza.
Incredibile assedio di questi ai piatti degli avventori di queste due linee alimentari !
Suono assordante ed impressionante quello emesso in loco dai gabbiani.

Lisboa on the road; ma... a quanto pare, come tra gli umani, non tutti i gabbiani gradiscono la linea fast food. Questa fotografia ne è una prova.

Lisboa on the road;
ma… a quanto pare, come tra gli umani,
non tutti i gabbiani gradiscono la linea fast food.
Questa fotografia ne è una prova.

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Lisboa on the road; cosa non si fa in vita per essere perennemente ricordati nella storia, con un bel monumento equestre in bronzo! E... naturalmente un gabbiano che ti lascia un 'ricordino' in capo!

Lisboa on the road;
cosa non si fa in vita per essere perennemente ricordati nella storia,
con un bel monumento equestre in bronzo!
E… naturalmente un gabbiano che ti lascia un ‘ricordino’ in capo!

Lisboa on the road;  il contraltare di quanto qui a sinistra , di chi guarda ;  dalle stelle alle stalle ?

Lisboa on the road;
il contraltare di quanto qui a sinistra , di chi guarda ;
dalle stelle alle stalle ?

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Γένοιο οἷος εἷ

Dal mondo greco classico a scrittori del nostro recente passato sembrano tutti concordi con questa massima qui riportata.
Ciò vale per quanto sopra ,attraverso alcune fotografie, espresso,
e
con quanto,qui sotto, in questa fotografia ribadito.

Lisboa on the road; Γένοιο οἷος εἷ

Lisboa on the road;
Γένοιο οἷος εἷ

Museu Calouste Gulbenkian, Lisboa ( II°)

Visita virtuale al museo Calouste Gulbenkian, Lisboa

Que você quer Lisboa? / Do you want to Lisbon? Follow me!

( II° parte )

Murales , ovvero graffitismo, graffiti; realtà di strada ormai universale, segno di un grande appiattimento che vuole comunque  esprimersi .

Murales , ovvero graffitismo, graffiti;
realtà di strada ormai universale, segno di un grande appiattimento che vuole comunque esprimersi .

Il graffitismo è pur sempre arte,

ma, per sua natura-radice, è arte figlia di un universo minore.

Non a caso è qui sopra posto un murales .
Ciò fa da contraltare a quanto prodotto da pittori del nostro passato,e qui pubblicato.

Confronta con la nota posta a piè del quadro  di C. Monet ;’il disgelo’,

nella pagina ‘pleasantry-pastime’  di cui ,qui sotto link di rinvio.

 

Vedi
al seguente link il rinvio al post nella pagina ‘pleasantry-pastime’;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1310

‘ I pezzi’ forti della collezione Gulbenkian !

Museu Calouste Gulbenkian, Lisboa ( I°)

Visita virtuale al museo Calouste Gulbenkian, Lisboa

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( I°) parte

Centro storico di Lisbona.

Centro storico di Lisbona.

Musei molto più grandi, con molte più Opere d’arte,vedi il Louvre a Parigi o il Prado a Madrid,
non suscitano maggiori emozioni e non danno una visione migliore del mondo dell’arte, per il solo fatto di contenere più Opere.
Certo la spettacolarità sta spesso nella quantità e ancor di più se unita con un livello qualitativo, sia del contenente – la struttura museale – sia del contenuto – le Opere raccolte nel museo – .
Ed oggi la spettacolarità è vincente perché crea un grande afflusso turistico, e quindi un giro di affari notevole.

Vedi in merito quanto al seguente link (alla terza questione/domanda li posta) ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/04/13/voulez-vous-paris-2-le-beaubourg/

Museu Calouste Gulbenkian Commemorative inscription of his patron

Museu Calouste Gulbenkian Commemorative inscription of his patron

Ma l’arte in se segue ben altre direzioni,
e certo non può tenere conto della massificazione nella sua stessa fruizione se non con atteggiamento critico.

Ecco dunque un museo – Calouste Gulbenkian – dal nome del suo artefice/patron, un magnate del petrolio, armeno della prima metà del secolo scorso, collezionista d’arte per sincera passione, che donò tutte le sue Opere al Portogallo, Paese che gli dette asilo politico negli anni difficili di quel periodo .
Un museo che è , come dovrebbero esserlo molti, a

‘misura d’uomo ‘.

Accogliente la moderna struttura, ordinato e con Opere di pregio. Scelte/acquistate negli anni con grande attenzione e che delineano un percorso di vita che è ora non da meno un percorso museale assai piacevole .

Al seguente link il rinvio al post nella pagina ‘pleasantry-pastime’

 

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1308

(…)

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