Solo Al Secondo Grado

A stroll among the works of Álvaro Siza

Ciò che Fernando Pessoa ha cercato di creare con le lettere,
Álvaro Siza ha tentato di farlo con la tecnica delle costruzioni.

ETERONOMIA (*), la parola chiave, che è nel contempo RICEZIONE e INPUT del loro fare/creare.

Padiglione del Portogallo per l'expo mondiale tenutasi nel 1998  a Lisbona. Pavilhao de Portugal 1997-98  Lisboa Lisbon.  Álvaro Siza architect.

Padiglione del Portogallo per l’expo mondiale tenutasi nel 1998 a Lisbona.
                               Pavilhao de Portugal 1997-98 Lisboa, Lisbon.                                Parque das Naçòes – Parco delle Nazioni –
Álvaro Siza , architect.

 

 

Premessa.
Le necessità edilizie sono una indubbia certezza, e sono un derivato delle necessità abitative.
Ma queste possono essere ben assolte sia da semplici tecnici come geometri e ingegneri, o da architetti che percorrono la stessa strada da ‘impiegati del catasto’.
Il salto qualitativo, nel costruire
non sta dunque nell’assolvere le necessità prosaiche di cui sopra fatto cenno, ma nell’assolvere una necessità spirituale di pura estetica come, per fare un esempio ,il passaggio dalla semplice comunicazione alla prosa e quindi alla poesia.
Capacità innata o meno che sia, questo lo si riscontra in tempi e nei luoghi più disparati.
Di certo si presta al plagio/contraffazione grazie a un insieme di elementi/escamotage che possono dare l’illusione di aver fatto realmente un salto qualitativo.
Questo vale non solo per quell’architetto che non ha innato talento e volontà nel raggiungere un traguardo estetico in ciò che costruisce,
ma anche per quei pochi architetti che per loro natura e formazione hanno le potenzialità ,anche già espresse da alcuni di loro, a raggiungere certi traguardi estetici, ma che per varie ragioni non seguono, se non alle volte , le indicazioni del loro raro e profondo talento.
Così assistiamo quotidianamente

– girovagando per questa o quella città –

alla visione
di costruzioni che nella maggior parte dei casi deturpano il territorio,
altre che ,pur con palese sforzo estetico – dal loro costruttore cercato – , non ottengono alcun risultato, ed infine
– quelle poche – che lo ottengono e ci appaiono come fiori in mezzo al fango.

Sembra essere questo il triste traguardo dell’arte del costruire, almeno ai giorni nostri.

Tutto ciò ,se non altro, ci fa apprezzare particolarmente le eccezioni di tempo e luogo,cioè storiche, realizzatesi solo in pochi centri come nella Firenze rinascimentale, in cui il paesaggio storico è stato e ci appare ancora come un tessuto omogeneo di rara qualità e perfezione di un Pensiero concretizzatosi in quelle costruzioni in perfetta sintonia e formanti una città ideale come nel famoso dipinto di Piero della Francesca ( o Luciano Laurana ).

‘Una perfetta unità di luogo e di tempo’, in sintesi lessicale.
That’s why the Renaissance Florence is so important for the man of the third millennium

La città ideale alias perfetta unità di luogo e tempo. That’s why the Renaissance Florence is so important for the man of the third millennium. Dipinto - progetto -  di Piero della Francesca   ( o Luciano Laurana ).

La città ideale alias perfetta unità di luogo e tempo.
That’s why the Renaissance Florence is so important for the man of the third millennium.
Dipinto – progetto –
di Piero della Francesca
( o Luciano Laurana ).

————————-

(*)

Alvaro Siza architect .         Eteronomia.

Alvaro Siza architect .
Eteronomia.

Le fotografie che seguiranno qui sotto sono principalmente quelle del così detto

‘padiglione del Portogallo per l’expo mondiale tenutasi nel 1998’ ( Pavilhao de Portugal 1997/98  . Parque das Nações – Parco delle Nazioni – Lisbon )

Come per altre Opere di Siza,
vedi la piscina in mare aperto, presso la Sua città natale (Porto) ,
e di poche altre Opere di altri architetti, ben lontani dall’essere ‘impiegati del catasto’
tale padiglione rappresenta un ‘fiore in mezzo al fango’, come fatto sopra cenno nella premessa .

Padiglione del Portogallo per l’expo mondiale tenutasi nel 1998 Pavilhao de Portugal 1997/98 Lisboa Lisbon Álvaro Siza, fotografie;

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; Particolare architettonico assai interessante. Questa sorta di grande lenzuolo in cemento armato che ricopre la struttura, lenzuolo di sottilissimo spessore  - poco più di una ventina di centimetri-, non potrebbe sopportare le sollecitazioni a cui lo sottoporrebbe un evento sismico  ( e Lisbona è città sismica per eccellenza ). Pertanto questi cavi di acciaio assolvono la funzione che il cemento non può, per sua natura sopportare ; trazione. Trazione che un evento sismico genererebbe nel moto oscillatorio della struttura stessa.

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ;
Particolare architettonico assai interessante.
Questa sorta di grande lenzuolo in cemento armato che ricopre la struttura, lenzuolo di sottilissimo spessore
– poco più di una ventina di centimetri-, non potrebbe sopportare le sollecitazioni a cui lo sottoporrebbe un evento sismico
( e Lisbona è città sismica per eccellenza ).
Pertanto questi cavi di acciaio assolvono la funzione che il cemento non può, per sua natura sopportare ; trazione.
Trazione che un evento sismico genererebbe nel moto oscillatorio della struttura stessa.

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; le azulejos ovvero piastrelle in ceramica tipiche del mondo portoghese di antica - araba - origine ed a cui anche il più moderno degli architetti portoghesi, o che opera in Portogallo , non può non rendere omaggio . Cfr. al seguente link ; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1308

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ;
le azulejos ovvero piastrelle in ceramica tipiche del mondo portoghese di antica – araba – origine ed a cui anche il più moderno degli architetti portoghesi, o che opera in Portogallo , non può non rendere omaggio .
Cfr. al seguente link ;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1308

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; visioni esterne alla struttura del Padiglione.

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ;
visioni esterne alla struttura del Padiglione.

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ;

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; piccole imperfezioni nella progettazione, nella esecuzione o cattiva cura della struttura ?

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ;
piccole imperfezioni nella progettazione, nella esecuzione o cattiva cura della struttura ?

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; targa didascalica

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ;
targa didascalica

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; visione sull'atlantico

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ;
visione sull’atlantico

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; particolare della parete esterna portante. Il bisogno di colore è palese

Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; particolare della parete esterna portante.
Il bisogno di colore è palese

 Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ; cfr come sopra, https://soloalsecondogrado.wordpress.com/tag/horas-de-chumbo/


Portuguese Pavilion architect Alvaro Siza ;
cfr come sopra,
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/tag/horas-de-chumbo/

Questo Padiglione,
nella sua assoluta semplicità è probabilmente una delle Opere più riuscite di Siza.
Come spesso accade è nella semplicità che si trova l’espressione della più pura ricerca estetica, nel caso architettonica.
Come sopra fatto cenno, oggi bisogna spostarsi da una città all’altra, da un Paese ad un altro per poter trovare simili piccole perle.

Nel suo insieme l’intero Parque das NaçõesParco delle Nazioni – ,

grande area di Lisbona, dove al suo interno è collocato il Padiglione,
contiene molte altre Opere di altri grandi architetti, come il ‘palmeto metallico‘ realizzato dall’architetto spagnolo Calatrava,
Stazione Oriente ‘Gare do Oriente’ di Santiago Calatrava ;

Stazione Oriente  'Gare do Oriente' di Santiago Calatrava Parque das Nações - Parco delle Nazioni Lisbon

Stazione Oriente ‘Gare do Oriente’ di Santiago Calatrava Parque das Nações – Parco delle Nazioni Lisbon

Stazione Oriente ‘Gare do Oriente’ di Santiago Calatrava Parque das Nações – Parco delle Nazioni Lisbon Un palmeto metallico non molto riuscito se non nelle intenzioni 'su carta / progettuali'

Stazione Oriente ‘Gare do Oriente’ di Santiago Calatrava Parque das Nações – Parco delle Nazioni Lisbon
Un palmeto metallico non molto riuscito se non nelle intenzioni ‘su carta / progettuali’

Stazione Oriente ‘Gare do Oriente’ di Santiago Calatrava Parque das Nações – Parco delle Nazioni Lisbon

Stazione Oriente ‘Gare do Oriente’ di Santiago Calatrava Parque das Nações – Parco delle Nazioni Lisbon

od anche quest’Opera
– che definisco personalmente come ‘l’UFO’ -,
di un altro architetto;

Parque das Nações Parco delle Nazioni alias l' UFO

Parque das Nações Parco delle Nazioni alias l’ UFO

Parque das Nações Parco delle Nazioni alias l' UFO

Parque das Nações Parco delle Nazioni alias l’ UFO

Vedi, (//)

nel suo insieme – dicevo – l’intero Parque das NaçõesParco delle Nazioni con tutte queste Opere

non rappresenta minimamente

una unità di luogo e di tempo, come per la città ideale di cui sopra fotografia del quadro di Piero della Francesca ,
ne men che mai una costruzione urbana armoniosa come il cuore rinascimentale di Firenze, costruito non ‘dal palazzo’ / dall’esterno per pure esigenze commerciali e d’immagine, ma da un lavoro nel tempo senza contraddizioni…
E ciò vale per aree simili a quella portoghese, in molti altri Paesi .

Un grande architetto americano, oriundo tedesco della prima metà del secolo scorso,

Ludwig Mies van der Rohe

già a Suo tempo espresse inconsapevolmente le stesse problematiche che qui con Alvaro Siza, col Suo Padiglione di Lisbona del 1997 si sono appena colte.

Si veda il Padiglione di Barcellona di Ludwig Mies van der Rohe del lontano 1929 ;

Ludwig Mies van der Rohe;  Padiglione di Barcellona del 1929

Ludwig Mies van der Rohe;
Padiglione di Barcellona del 1929

Un lavoro di grande pregio formale,
– capace di coniugare l’interno di un edificio con l’esterno , come mai allora fatto – ,
si risolve in una struttura certo assai razionale,

ma algida e vuota proprio nella sua intenzione di confrontarsi con lo spazio circostante l’edificio !

Inoltre,
entrando nel dettaglio sui materiali di rivestimento, utilizzati da Mies, sempre con riferimento al ;

‘Padiglione di Barcellona del 1929’

;

Ludwig Mies van der Rohe; Padiglione di Barcellona del 1929; nota sui materiali di rivestimento o divisori.

Ludwig Mies van der Rohe;
Padiglione di Barcellona del 1929;
nota sui materiali di rivestimento o divisori.

Osservate, nella fotografia qui sopra, che
il pavimento è in travertino;
marmo ‘povero’ e di colore beige,di colore tenue che ben si adatta a rivestire pareti, colonne, etc… ( la Basilica di San Pietro a Roma è costituita in gran parte da questo materiale ).
La parete divisoria
è in onice multicolor, di colore assai appariscente; rosso ocra vivo.
La parete murale esterna,
che nelle intenzioni di Mies è un tutt’uno con l’interno, è di un marmo di pregio assai raro di colore verde ( la fotografia lo fa apparire azzurrino ma è di un verde appena tenue ).
E infine ,si noti, anche attraverso questa fotografia qui sotto ( per il travertino ), la ricostruzione di tutti questi rivestimenti;

Ludwig Mies van der Rohe; Padiglione di Barcellona del 1929; particolare del rivestimento esterno in marmo travertino.

Ludwig Mies van der Rohe;
Padiglione di Barcellona del 1929;
particolare del rivestimento esterno in marmo travertino.

; l’onice multicolor
è ricomposto a ‘macchia aperta’
sia lungo la linea centrale orizzontale ( che è linea di simmetria )
sia sulla parte destra (di chi guarda) ,della parete di onice, su linea non centrale , verticale.
Il marmo travertino
è ricostruito a tabelloni rettangolari sulle pareti e quadrati sul pavimento.( Ben visibile nella fotografia qui subito sopra )
Il marmo verde,
è ricostruito a ‘macchia aperta’, , a tabelloni rettangolari.( Vedi fotografia qui sotto )

Ludwig Mies van der Rohe; Padiglione di Barcellona del 1929; particolare della ricostruzione del marmo alle pareti.

Ludwig Mies van der Rohe;
Padiglione di Barcellona del 1929;
particolare della ricostruzione del marmo alle pareti.

Tutto questo subirebbe,

questi accostamenti di colori/materiali, e ricostruzione dei materiali utilizzati ciò il tipo di taglio e quindi ricomposizione –

oggi come allora quasi cento anni fa, una critica feroce da parte non solo di architetti amanti del marmo,onice etc… ma anche da semplici posatori
( marmisti specializzati nel posare,cioè costruire pareti e pavimenti in marmo )
delle apuane e della Versilia, assolutamente i migliori perché di antichissima tradizione nella lavorazione e posatura del marmo .
Tutta gente che necessariamente ha sviluppato gusto estetico raffinato nella ricomposizione muraria o dei pavimenti.
Mies commette qui errori grossolani;

°
non si accostano onice rosso sgargiante con il tenue beige del travertino ed il verde del marmo,
( d’accordo che i tedeschi amano vestirsi come i pappagalli, affar loro, ma questo non significa che questo discutibile gusto lo debbano riflettere in architettura, peraltro con pretese di universalità )

°
come non si ricostruiscono in questo modo tutti e tre i materiali visti, onice, marmo travertino e marmo verde, come da lui fatto;
‘macchia aperta’ che dà l’idea di una lastra d’ospedale o se volete, della simmetria della sacra sindone, per il marmo verde,

tabelloni di travertino divisi da Mies non con tagli a differente altezza, così da non disturbare l’occhio di chi osserva con la line di commento centrale ma, sopratutto ,
con lastre (tabelloni) tutte identiche nel taglio e posatura invece che – per ottenere un perfetto effetto stilistico del marmo -,
a differente taglio e a differente grandezza così da dare l’idea perfetta della continuità che la ‘lastra ricostruita’ dà !

Infine l’onice,
appare ricomposto e specchiato,
secondo linea orizzontale simmetrica centrale
che riflette lo stesso problema ora detto per il travertino,
e linea verticale non centrale
che disturba visibilmente il quadro d’insieme.
Quadro d’insieme dato dall’onice che ci appare pesante nel colore e pesante nella composizione delle lastre che formano la parete.

Piano dunque a parlare di capolavoro come le Opere di grandi pittori del passato viste come Opere indiscutibili !
Lo studio e l’apprendimento, necessitano certo di umiltà da parte di chi vi si cimenta,
ma nel contempo chi insegna o divulga il lavoro di un certo Autore,
non deve fare divulgazione agiografica, perché un tale tipo di insegnamento non porta da nessuna parte.

Ecco che appare evidente – dato che l’arte non sa, non può mentire – che ogni sforzo dell’allora Movimento Moderno architettonico,
pur raggiungendo delle vette di formale abilità stilistica,
si perdeva poi inesorabilmente in costruzioni che ebbero in Brasilia, l’espressione più chiara di un grande vuoto formale, poi definito ‘architettura della solitudine’ ma in realtà

architettura del vuoto più assoluto .(**)

L’emigrazione di van der Rohe in America, come di molti altri Suoi colleghi , non risolveranno la questione, ma semplicemente la sposteranno , senza sanarla , in un altro Continente;quello USA,
dove peraltro già un architetto americano, Frank Lloyd Wright aveva intuito il problema e, come van der Rohe, tentò di risolverlo – senza riuscirvi – spostando a Sua volta la Sua attenzione verso le strutture architettoniche aperte e apparentemente elementari del Mondo giapponese

Ecco che ancora una volta il passato ritorna, allorché si evidenziano – oggettivamente – le contraddizioni che permeano l’universo artistico contemporaneo qui rappresentato da quello architettonico …

(**)
Non a caso ,Oscar Niemeyer,
l’architetto artefice della progettazione architettonica di Brasilia, dichiarerà apertamente di essersi ispirato alle nuvole, alla loro mutevole e bizzarra conformazione, per avere ispirazione nella progettazione degli edifici di Brasilia !

La fantasia più pura, quando un substrato culturale manca , finisce col regnare.

(//)
A proposito…
circa l’UFOUnidentified Flying Object – qui sopra,fotografato presso :
:il ‘Parque das Nações Parco delle Nazioni’

guardate un pò l’alieno -l’extraterrestre che ne è uscito fuori;

Lisboa on the road; l'alieno uscito dall'UFO !

Lisboa on the road;
l’alieno uscito dall’UFO !

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