Solo Al Secondo Grado

(…segue)

We chat about modern architecture ! (2)

alias;

IL CÀOS DELL’ARTE OCCIDENTALE DEL XX e XXI SECOLO…

…in architettura.

II° parte.

Brasilia; citta ex novo del 1960  secondo Oscar Niemeyer e  Lúcio Costa ( urbanista )... vedi alla nota; (**)

Brasilia; citta ex novo del 1960
secondo Oscar Niemeyer e Lúcio Costa ( urbanista )…
vedi alla nota; (**)

vedi alla nota; (**)

Progetto del 1922 di   Le Corbusier di una città nuova ; si confronti questo progetto del 1922 con quello realizzato da Oscar Niemeyer e Lucio Costa nel 1960 costruendo, ex novo, la città capitale di Brasilia ! Sorprendenti affinità benché si sia lontani nel tempo e nello spazio.

Progetto del 1922 di Le Corbusier di una città nuova ;
si confronti questo progetto del 1922 con quello realizzato da Oscar Niemeyer e Lucio Costa nel 1960 costruendo, ex novo, la città capitale di Brasilia !
Sorprendenti affinità benché si sia lontani nel tempo e nello spazio.

Progetto del 1922 di Le Corbusier  di una città nuova ; vedi quanto nella nota in didascalia qui sopra.

Progetto del 1922 di Le Corbusier di una città nuova ;
vedi quanto nella nota in didascalia qui sopra.

Aggiungo oltre quanto ai due link del post che precede quanto già postato in altro post (sulle cantine firmate da archistar…) ;

————-
Nota di ordine generale ;
dopo,e solo dopo,
aver letto quanto pubblicato nei vari post sulle Cantine toscane
( Petra di Suvereto, Rocca di Frassinello e Cantina Antinori nel Chianti classico ) ,
si potrà ben capire quanto viene espresso in questa nota qui di seguito,che ha certo una valenza di valore generale,pur prendendo spunto da queste specifiche realtà locali.
Due elementi vengono qui di seguito rilevati.
__°
Il primo è di ordine architettonico,
e premetto a ciò due vecchi Pensieri d’altri tempi ;

Ludwig Mies van der Rohe :’ :’ la forma non è il fine del nostro lavoro,bensì il risultato ‘.

Ludwig Mies van der Rohe :’
:’ la forma non è il fine del nostro lavoro,bensì il risultato ‘.

Pier Luigi Nervi :’ :’ Un progettista deve avere la mente sgombra, libera, non deve voler raggiungere già dei risultati. Non deve proporsi di sentire ; se sentirà, sentirà spontaneamente ‘.

Pier Luigi Nervi :’
:’ Un progettista deve avere la mente sgombra, libera, non deve voler raggiungere già dei risultati.
Non deve proporsi di sentire ;
se sentirà, sentirà spontaneamente ‘.

Appare evidente,
,
se si dà un’occhiata ai lavori – per costruzioni pubbliche o private – alle strutture realizzate dalla metà ,grosso modo, della seconda parte del secolo scorso,
,
che il principio espresso – lo stesso seppur in modo differente – dai due architetti qui sopra non solo non è stato seguito ma rovesciato nella sua struttura logica .
O i due architetti qui sopra sono stati cattivi profeti, o intuirono con buon anticipo, la strada che il mondo dell’architettura stava intraprendendo.
E tentarono dunque di porvi rimedio avvertendo per tempo .
Non credo sia un caso che i due architetti,
di cui sopra espresso un Loro Pensiero ,del tutto coincidente,
ebbero come ‘comune sentire’ l’incontro il primo con Romano Guardini e l’altro con Giovanni Montini (alias Paolo VI).
E questo va inteso non tanto come una sorta di avvertimento da/per bigotto pretaiolo, ma come un sentire da parte di una Istituzione che venendo da secoli di storia ha in se la capacità di discernere ciò che appare e solo appare con ciò che è vero, reale .
__°
Il secondo elemento è di ordine economico-sociale .
Anche qui premetto due Pensieri; il primo di un vecchio architetto americano, il secondo di un architetto olandese contemporaneo .

Frank Lloyd Wright :’ :’ E’ decisamente impossibile considerare l’edificio come un elemento e, il suo arredamento come un altro. Sono entrambi semplici dettagli strutturali della sua natura e completezza ‘ .

Frank Lloyd Wright :’
:’ E’ decisamente impossibile considerare l’edificio come un elemento e, il suo arredamento come un altro.
Sono entrambi semplici dettagli strutturali della sua natura e completezza ‘ .

Rem Koolhaas :’ :’ Non è possibile vivere in quest’epoca se non si possiede la consapevolezza delle sue tante forze contraddittorie ‘ .

Rem Koolhaas :’
:’ Non è possibile vivere in quest’epoca se non si possiede la consapevolezza delle sue tante forze contraddittorie ‘ .

————-

USA/Europa/Italia…

Dal dopo guerra in poi
il vecchio Continente europeo si è progressivamente uniformato a quello americano (USA) .
Fondendo il know-how americano con il mondo europeo ( storia, territorio, tradizioni etc…) è stato possibile – tra gli innumerevoli progetti – realizzare le Cantine di cui sopra.
Tuttavia la distonia si sente, per quanto la si cerchi di nascondere ;

;difatti il concetto di costruzione americano è ben diverso da quello europeo.

La costruzione in Europa è di ordine prettamente utilitarista,
si bada all’economia su ogni elemento dell’edificio fin nei minimi particolari .
In quanto non solo le classi meno abbienti hanno difficoltà a procurarsi case e servizi di qualità, ma sopratutto le classi più abbienti vedono nell’edificio solo un elemento come tanti altri di speculazione reddituale .

In america (USA), al contrario la costruzione è , e può permettersi di esserlo, ricerca senza limiti di spesa.

Non è ‘spreco’ , come verrebbe inteso ciò in Europa,
ma realizzazione ,grazie ai mezzi finanziari disponibili ben maggiori di quelli in Europa, di una idea nella sua pienezza .
Con le Cantine toscane sopra viste sembra di essere incappati in una contraddizione. Ed in effetti è così .
Vi è una ricerca nelle soluzioni architettoniche di ‘tipo americana’ ovvero si cerca la spettacolarità ( più che vera ricerca di avanguardia ) e questo per le ragioni già dette nei post su queste Cantine .
Tuttavia sono pur sempre realizzate nel vecchio Continente europeo e da europei , ed allora salta fuori
sia la contraddizione con gli edifici circostanti, infrastrutture comprese,
sia, sopratutto,
con i loro Patrons, i proprietari,
che hanno dovuto, ma non realmente voluto , realizzarle per ‘scopi di facciata’, pubblicitari .
E quindi si nota ,come sopra indicato, l’atteggiamento micragnoso che pervade i loro artefici/Patrons che sono espressione di quella vecchia stanca bourgeoisie che è agli antipodi come mentalità e comportamento dell’universo americano imprenditoriale,in cui l’imprenditore è tale ma di certo non un bourgeois .
Ecco allora spiegata una frase che ci appariva un pò tronfia, ma che alla luce di quanto visto non lo era affatto;
Nel Suo film del 1941 – ‘Quarto potere’ ( Citizen Kane ) –
Orson Welles fa dire ,al Suo personaggio da Lui stesso interpretato , in risposta alla domanda :‘se in Europa aveva trovato un mondo di affari’ :’

:’ Affari ? In Europa ? In Europa non ho visto affari !

Nota;
(**)

Brasilia, città capitale nata come una sòrta di fungo, dall’oggi al domani, cioè ex novo, ha certo rappresentato una straordinaria occasione per urbanisti ed architetti di tutto il mondo di cimentarsi appieno con un intero mondo urbanistico – architettonico, da realizzare.
Occasioni così ne capitano poche nella vita lavorativa di un architetto.
E molte Opere li realizzate sono certo di pregio evidente stilistico.
E’ il risultato nel suo insieme che lascia attonito il visitatore, turista o uomo d’affari che sia, nell’accedere a questa modello di città del vuoto .
Dalla combinazione di capitali a iosa, architetti di prim’ordine, volontà politica, aree e paesaggio senza limiti, da tutto questo cosa ne è sortito fuori ?

Una città;

°
non percorribile a piedi,
°
con un effetto sull’uomo stile Opere pittoriche di William Turner.
°
Non creata dalle esigenze economiche sociali e politiche nel tempo , ma di punto in bianco su piani prestabiliti così a ricordarci i famosi ‘piani quinquennali’ sovietici in cui tutto era stabilito a tavolino e in un modo o nell’altro doveva poi funzionare. E poi non funzionava nulla o poco !
°
Città fantasma nel fine settimana ( assai lungo per i brasiliani ), poiché si priva dei suoi abitanti residenti, che fanno vita sociale in altra città ( San Paolo ) anche se lontana , raggiungibile comodamente solo in aereo.
°
E, si noti , la vera Brasilia pur tuttavia esiste come città senza i punti dolenti ora espressi; ed è quella nata nei sobborghi ,assai umili, della patinata ed algida gemella di Brasilia stessa ! Incredibile ma vero !

La Brasilia, di cui sopra fotografia

doveva forse soppiantare validamente – nelle intenzioni dei Suoi progettisti – la città per eccellenza, capitale mondiale, e novella Roma antica …?

New York

New York ; la novella Roma antica. Espressione, come la Roma di allora, di tutti i mali e nel contempo traguardo di ogni desiderio impossibile da realizzare in qualsiasi altra città...

New York ;
la novella Roma antica.
Espressione, come la Roma di allora, di tutti i mali e nel contempo traguardo di ogni desiderio impossibile da realizzare in qualsiasi altra città…

———– fine nota .

E… a livello cellulare, architettonicamente parlando ,
le seguenti costruzioni dovevano forse opporsi al caos dei formicai cittadini…?

 L' unité d'habitation de Marseille di Le Corbusier ; a misura d'uomo secondo Suoi calcoli...

L’ unité d’habitation de Marseille di Le Corbusier ;
a misura d’uomo secondo Suoi calcoli…

Thomas Gerrit Rietveld;  casa Schröder 1924 Utrecht Olanda Interessante costruzione senza piani/muri perimetrali in cui anche la tinteggiatura svolge il ruolo di sfalzare ogni possibile piano murale perimetrale.

Thomas Gerrit Rietveld;
casa Schröder 1924 Utrecht Olanda
Interessante costruzione senza piani/muri perimetrali in cui anche la tinteggiatura svolge il ruolo di sfalzare ogni possibile piano murale perimetrale.

Villa Savoye di Le Corbusier. Poissy 1931 cfr con l'immagine qui subito sopra

Villa Savoye di Le Corbusier.
Poissy 1931
cfr con l’immagine qui subito sopra

Anche questa abitazione-villa di Le Corbusier, villa Savoye ,
come quella sopra vista, casa Schröder di Gerrit Rietveld ,
non presenta coincidenza tra pareti perimetrali ed interni, ma raggiunge lo scopo
– quello sostanziale di superare il modello obsoleto rappresentato dalla

/casa scatola/

attraverso differenti soluzioni architettoniche.
Anche Wright, negli USA , otterrà lo stesso risultato con uno stile tutto Suo .
.
.

Villa bianca di Le Corbusier ,Svizzera. Lavorando su una struttura classica, destinata ai genitori, le Corbusier dà sicuramente prova, non resa del tutto in questa fotografia frammentaria, delle proprie capacità di 'finisseur' di fine decoratore un pò alla 'Benozzo Gozzoli' .

Villa bianca di Le Corbusier ,Svizzera.
Lavorando su una struttura classica, destinata ai genitori, le Corbusier dà sicuramente prova, non resa del tutto in questa fotografia frammentaria, delle proprie capacità di ‘finisseur’ di fine decoratore un pò alla ‘Benozzo Gozzoli’ .

Willem Dudok, Scuola Minchelers a Hilversum Olanda 1925. Il miglior continuatore/interprete di Frank Lloyd Wright   in Europa. Opere, sia quelle del Maestro Wright che dei Suoi accoliti che non possono che affascinare, poiché rendono sicuramente omaggio all'architettura come arte e non pura soluzione prosaica abitativa. Ma di difficile se non impossibile realizzazione su vasta scala.

Willem Dudok, Scuola Minchelers a Hilversum Olanda 1925.
Il miglior continuatore/interprete di Frank Lloyd Wright in Europa.
Opere, sia quelle del Maestro Wright che dei Suoi accoliti che non possono che affascinare, poiché rendono sicuramente omaggio all’architettura come arte e non pura soluzione prosaica abitativa.
Ma di difficile se non impossibile realizzazione su vasta scala.

[ Come si percepisce, in questa Opera di Dudok , tutto il retaggio culturale olandese,sopratutto pittorico, di un Vermeer o di un Rembrandt; quella sorta di magica staticità sospesa nel tempo. ]

Tutto ciò che ora si è visto,
e molto altro ancora qui non pubblicato, rappresenta certo nel corso di circa un secolo il meglio della produzione architettonica mondiale.(/)

Nota(/),

(/) A livello italiano

figure come Pier Luigi Nervi, o Aldo Rossi faranno Opere che nulla hanno da invidiare a quelle dei loro colleghi europei o d’oltre Oceano.
Ma, si noti,
non potranno produrre nulla di veramente importante,
di veramente saliente nella storia dell’architettura ,
a livello di abitazioni singole, ville o dimore più modeste come quella vista qui sopra dell’olandese Thomas Gerrit Rietveld.
E questo per quanto già detto qui sopra ( USA/Europa/Italia… ) sull’atteggiamento – diciamo arretrato – del piccolo gretto mondo della “bourgeoisie” italiana ancora ferma alla casetta a falda di mamma e papà… Vorrei stenderci sopra un velo pietoso. Ma occorre andare fino in fondo;

ecco un bell’ (brutto) esempio ,dell’universo italiano architettonico, a livello di singola dimora ;

‘la casa scatola’, di cui sopra fatto cenno.

casetta a falda orgoglio italiano. Si noti che come la casa qui sopra vista  dell'architetto  Thomas Gerrit Rietveld; casa Schröder 1924 Utrecht Olanda, è posta a ridosso di un altro edificio, e come quella olandese ha poco spazio in cui svilupparsi e non hanno certo pretese di lusso, di villa. Ma quella olandese, benché abbia ormai più di 90 anni di vita ci appare ancora piacevolmente moderna, attuale e piena di fascino estetico. Quella italiana benché appena conclusa manifesta tutta la mediocrità mentale l'assenza del pur minimo gusto estetico. E non è certo una questione di budget a fare la differenza tra le due ma un insanabile solco culturale.

casetta a falda orgoglio italiano.
Si noti che questa casetta italiana a falda,come la casa qui sopra vista
dell’architetto Thomas Gerrit Rietveld;
casa Schröder 1924 Utrecht Olanda,
è posta a ridosso di un altro edificio, e come quella olandese ha poco spazio in cui svilupparsi ed entrambe non hanno certo pretese di lusso, di villa.
Ma quella olandese, benché abbia ormai più di 90 anni di vita ci appare ancora piacevolmente moderna, attuale e piena di fascino estetico.
Quella italiana benché appena conclusa manifesta tutta la mediocrità mentale l’assenza del pur minimo gusto estetico.
E non è certo una questione di budget a fare la differenza tra le due ma un insanabile solco culturale.

Ed ancora;
si passa ora dalla ‘scatola-cubo’ (due cubi sovrapposti)  ora vista ,                                                        alla ‘scatola-parallelepipedo’ ;

Casa parallelepipedo a falda orgoglio italiano; questa anonima casa pur avendo in origine spazio in cui svilupparsi - a differenza di quella qui sopra ora vista - sortisce l'effetto di ciò che è; un parallelepipedo senza 'ne arte ne parte'. La più pura espressione da bifolco campagnolo. Ed ancora una volta è l'elemento culturale - estetico, architettonico nel caso -  che avrebbe potuto fare la differenza senza differenza di spesa nella costruzione.

Casa parallelepipedo a falda orgoglio italiano;
questa anonima casa pur avendo in origine spazio in cui svilupparsi – a differenza di quella qui sopra ora vista – sortisce l’effetto di ciò che è; un parallelepipedo                                                                                                       ‘senza ne arte ne parte’.
La più pura espressione da bifolco campagnolo.
Ed ancora una volta è l’elemento culturale , estetico-architettonico nel caso , che mancando non ha potuto fare  la differenza.                                   E ciò, senza differenza alcuna di spesa nella costruzione.

 

infine – già che ci siamo – i decori ;

casetta a falda orgoglio italiano;  i decori. Nella regione del cotto per eccellenza ecco il meraviglioso risultato di una ricerca estetica nel decorare le meravigliose strutture perimetrali !

Decori;  orgoglio italiano.

Nella Regione del cotto per eccellenza ecco il meraviglioso risultato di una ricerca estetica nel decorare le meravigliose strutture perimetrali !

Non sono queste costruzioni la rappresentazione – in stile italiano nel caso,trovandoci in Italia – del nuovo mondo concretizzatosi appieno, dopo la seconda Guerra mondiale, e ben rappresentato dalla prima Opera ‘pop’ dell’artista inglese Hamilton?

Richard Hamilton, pop art -icona prima- per la nuova realtà dal  dopo guerra in poi...

Richard Hamilton, pop art -icona prima- per la nuova realtà dal dopo guerra in poi…

————————

Dopo questa piccola, stucchevole digressione,

torniamo con delle immagini a ciò che pur nella semplicità,
– nella assenza di un retaggio culturale storico, essendo Opere del nuovo Continente –
rappresenta architettura di pregio stilistico.

Frank Lloyd Wright ; casetta da 'pioniere' americano. Ecco il punto di partenza autoctono da cui  Wright dovette partire, volendo fare a meno del mondo europeo al quale i Suoi colleghi   americani e Suoi contemporanei allora guardavano,si ispiravano ( come anche il Suo Maestro Sullivan) .

Frank Lloyd Wright ;
casetta da ‘pioniere’ americano.
Ecco il punto di partenza autoctono da cui Wright dovette partire, volendo fare a meno del mondo europeo al quale i Suoi colleghi americani e Suoi contemporanei allora guardavano,si ispiravano ( come anche il Suo Maestro Sullivan) .

Ed ecco il Mondo a cui  Wright si rivolse per ispirarsi nel creare uno stile architettonico nuovo, americano; il Mondo giapponese di cui intuì il distacco tra storia e dimora, tra vita sociale e vita privata. Fatto che permetteva realtà architettoniche al di là del tempo e del luogo.

Ed ecco il Mondo a cui Wright si rivolse per ispirarsi nel creare uno stile architettonico nuovo, americano;
il Mondo giapponese di cui intuì il distacco tra storia e dimora, tra vita sociale e vita privata.
Fatto che permetteva realtà architettoniche al di là del tempo e del luogo.

Frank Lloyd Wright; il risultato di tale ricerca; le prairie houses (case della prateria, anche se poste in città!) e, non senza fantasia epsressiva, le  usonian house (case americane !)

Frank Lloyd Wright;
il risultato di tale ricerca;
le prairie houses (case della prateria, anche se poste in città!)
e, non senza fantasia espressiva,
le
usonian house (case americane !)

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

In queste case progettate da Wright la qualità stilistica è indubbia, come pure la cura nel dettaglio e nei colori (di pregio la scelta del ‘giallo’ nella casa qui subito sopra ).
Sono sorprendenti ed attuali ancora oggi a distanza di circa un secolo.
E, torno a dirlo, non è solo una questione di budget, ma culturale.

Ed ora un Wright, ‘cittadino metropolitano’.

Una Sua Opera per tutte ;

Frank Lloyd Wright; Guggenheim Museum, New York 1959. Un Wright ormai in disaccordo completo con la linearità scatolare che andava definendo le grandi metropoli americane, e non solo, ebbe con questo museo newyorkese la possibilità di contrapporre la circolarità e una costruzione 'a misura d'uomo'  alla linearità ed altezza stratosferica straniante dei grattacieli predominanti il tessuto urbano.

Frank Lloyd Wright;
Guggenheim Museum, New York 1959.
Un Wright ormai in disaccordo completo con la linearità scatolare che andava definendo le grandi metropoli americane, e non solo,
ebbe con questo museo newyorkese la possibilità di contrapporre la circolarità e una costruzione ‘a misura d’uomo’
alla linearità ed altezza stratosferica straniante dei grattacieli predominanti il tessuto urbano.

———————— ;

Frank Lloyd Wright nel 1959

Frank Lloyd Wright nel 1959

E, ancor prima , nel 1939

– si noti allo scoppio ,non per pura coincidenza, del secondo grande conflitto mondiale –

un simbolico straniamento totale da una Collettività mondiale ormai irragionevole su tutti i fronti;

Frank Lloyd Wright; un simbolico eremo del 1939, non a caso costruito allo scoppio del secondo grande conflitto...

Frank Lloyd Wright;
un simbolico eremo del 1939, non a caso costruito allo scoppio del secondo grande conflitto…

Frank Lloyd Wright; un simbolico eremo del 1939, non a caso costruito allo scoppio del secondo grande conflitto...

Frank Lloyd Wright;
un simbolico eremo del 1939, non a caso costruito allo scoppio del secondo grande conflitto…

 

Frank Lloyd Wright;
un simbolico eremo del 1939, non a caso costruito allo scoppio del secondo grande conflitto…

Se si confronta  la simbolica scelta di Wright del 1939

– un simbolico isolamento / straniamento personale da una Società mondiale impazzita in una lotta per Wright senza senso alcuno –

con quella di Kichizo Sadhè ne :’ Ai no Korida’ ( l’Impero dei sensi) ‘ storia reale del 1939 narrata cinematograficamente dal regista giapponese  Nagisa Oshima, se ne nota una sorta di singolare affinità nell’isolamento in una personale vita eremitica.

Isolamento già peraltro iniziato tempo prima del 1939,

in Italia a Fiesole (Firenze) ,nel 1909 per un anno circa,

dove  Wright si rifugerà in cerca di tranquillità abbandonando moglie e figli per convivere con la moglie di un suo committente preparando una esposizione internazionale a Berlino del 1910.

E finendo poi per creare  Taliesin West, presso Scottsdale   ( Arizona , USA ) sorta di eremo scuola nel bel mezzo del deserto,in netta contrapposizione con il caos fallimentare delle grandi metropoli…

Cfr;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/11/03/la-saga-continua/?preview_id=3713&preview_nonce=b78903da37&post_format=standard&preview=true

e

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/#comment-1107

 

————–

Dispiace aver notato per l’Italia architettonica, a livello di residenze private ,
quanto sopra.
E dispiace ancor di più che ciò riguardi non solo un mondo agricolo, lontano dalle esperienze culturali,
ma anche quello che dovrebbe rappresentare una certa vitalità intellettuale.
E’ come se , dopo aver tanto visto, studiato, appreso ed apprezzato, coloro che dovrebbero rappresentare il nostro universo culturale italiano,e concretizzarlo anche in una struttura abitativa
( abitazione che, come affermava Wright, ‘riflette la personalità di chi la abita’ )
buttassero via tutto quanto nel momento in cui fanno ritorno ‘a casa’ ! Buffo, vero ?

( continua… III° parte )

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