Solo Al Secondo Grado

BREXIT ; alias Britain exit

 

Bruxelles, giovedì 18 febbraio e venerdì 19, 2016, Consiglio europeo.

BREXIT alias ‘Britain exit’ that is ;

the refrain of Great britain , febbraio 2016

Brexit  ( Britain exit ) febbraio 2016 ; cioè l'uscita minacciata dalla Gran Bretagna,  attraverso il proprio leader David Cameron, dalla Unione europea.

Brexit ( Britain exit )
febbraio 2016 ;
cioè l’uscita minacciata dalla Gran Bretagna,
attraverso il proprio leader David Cameron,
dalla Unione europea.

Dopo le sparate del premier greco Tsipras nello scorso luglio 2015, con cui paventava l’uscita della Grecia dall’Unione europea con la vittoria del ‘NO’ – ‘OXI’ in lingua greca – vedi direttamente attraverso il seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/07/05/dalla-grecia-al-baratro-della-politica-europea-2-il-referendum/

,vittoria del ‘NO’ che in effetti fu schiacciante e che ottenne solo una ulteriore umiliazione non solo del Suo leader Tsipras, ma anche del popolo greco che aveva votato questa coraggiosa decisione,

ecco ora il referendum britannico, di fine 2016 , che interroga i propri cittadini sulla volontà o meno di stare o meno nella Unione europea.
Qualcuno ricorderà le sparate clamorose della lady di ferro, alias Margaret Thatcher primo ministro inglese negli anni ottanta , sui rimborsi alla Gran Bretagna dei contributi ,dalla Lady considerati eccessivi, versati alla Unione europea.
Quanto gridava la Lady di ferro allora e quanto grida Cameron oggi ! Altro che flemma/aplomb inglese!

 

Urla da massaia di borgata della premier di allora, come urla da portinaio del Bronx del premier di oggi .

Ovvio che come era una farsa a quei tempi, da parte della simpaticona Margaret , lo è oggi quella di Cameron !
Ma.. a differenza dei disgraziati cittadini greci – europei , queste sparate inglesi sono vincenti, perché come all’interno di uno Stato ci sono cittadini di serie A e di B così all’interno dell’Unione europea vi sono Stati di serie A e B e.. magari di serie C .

lo scopo è ovvio;
ottenere vantaggi sia sulla questione immigrazione – :”altri negri in casa nostra non ce li vogliamo”, così si esprimerebbe Cameron se potesse parlare ‘a braccio’ come si fa nei comizi elettorali ,

e, fatto rilevante per la mentalità britannica,

mantenere quel distacco da una Unione europea troppo ‘vincolante’ , trattando sul così detto tema della ‘integrazione’,
ovvero ,nella sostanza , mantenere da parte del Regno Unito una forte autonomia decisionale in molte materie legiferate dalla Unione europea per i Paesi a questa aderenti.
In soldoni :” noi inglesi di buona parte della normativa europea ce ne fottiamo! ”

E Cameron torna a casa dalla trattativa di Bruxelles a mani piene.

E pensare che il povero Mario Draghi Presidente della Banca centrale europea,

tuonava fino a un paio di anni fa,in piena crisi economica europea e mondiale ,che:”

:”l’Europa unita è un processo irreversibile”!

Che figura da peracottaro (jerk), sta facendo il simpatico Mario !

 

clown

Almeno questo clown ha il coraggio del proprio ruolo ! E la maschera indica la sua natura burlesca senza pretese

Quanto sopra trova già conferma in tempi ( e date ) non sospette nei post di cui vedi attraverso i seguenti link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/11/03/piccola-lista-elenco/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/04/29/auslander-raus-aus-unserer-heimat/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/05/26/elezioni-europee-in-italia-e-in-europa/

Nota;

l’attuale strategia politica-economica inglese trova spiegazione anche nella attuale fase di svolta economica;

la politica restrittiva europea in atto,

imposta dalla Germania, in fatto di spesa pubblica e disavanzo di bilancio entro il famoso 3% , che ha trovato taciti consensi in Inghilterra se non altro per il fatto che avendo gli inglesi mantenuto la sterlina, ovvero la propria moneta, gli ha permesso di fare politica di ‘svalutazione’ monetaria favorendo l’export etc…

ha ora un punto di svolta con la fine della recessione mondiale e del quantitative easing ( QE )europeo prossimo futuro, e la doverosa ripresa di una politica economica alla ‘Keynes’ ,cioè di intervento statale con opere pubbliche…,e non più alla ‘Von Hayek’,cioè l’auto regolamentazione del mercato…
Questo sulla scia di una decrescita del PIL anche in Germania – dati di pochi giorni fa – , campanello di allarme in merito alla politica economica dai tedeschi attuata ed imposta all’Europa.
Tedeschi che dovranno di conseguenza cambiare strategia economica come sopra ora fatto cenno.(*)

Separandosi dall’Unione europea, la Gran Bretagna ne avrebbe una serie di potenziali vantaggi di vario genere; ‘oasi fiscali’, ma anche imprenditoriali etc…
Vantaggi facili da costruire con Leggi nuove ,in un Paese come la Gran Bretagna notoriamente Paese dalla snella burocrazia…
Certo ci sarebbero anche tutta una serie di svantaggi,doganali ad esempio…

 

Ma ciò che permette agli inglesi questa strategia economica politica con/contro l’Europa
strategia che potremmo definire con il vecchio termine di Realpolitik alla Otto von Bismarck ( anche se l’esatta definizione sarebbe quella ‘dei topi che abbandonano la nave quando questa rischia di affondare ‘ )
è indubbiamente la serie di riforme economiche fatte a suo tempo molti anni fa, come certo la Germania, ma quest’ultima essendo nel centro dell’Europa ha dovuto affrontare nel modo visto ed in corso le scelte economiche.
La Gran Bretagna di contro essendo ai margini occidentali dell’Europa, sta adottando la politica di cui non possiamo non notare il pragmatico cinismo.
Una conseguenza, tanto per intenderci , di ordine pratico è nel valore degli immobili a Londra; circa 20.000 euro/metro q. di contro a Parigi, città che in se non avrebbe nulla da invidiare a Londra, in cui il costo di un appartamento (centro storico,ristrutturato, ma senza lusso) è della metà; circa 10.000 euro/metro q. .
E i parigini calcolano pure il centimetro quadrato di un immobile in vendita! Disperato quanto auto umiliante tentativo , da parte dei parigini, di realizzare il massimo possibile in un Paese non lontano – non solo geograficamente – dall’Italia… ( Non per niente un Ministro francese di fine ottocento, definì i francesi come :” …degli italiani di cattivo umore ! ” ) .

(*)

E quando i tedeschi cambieranno politica economica,permettendo ai Paesi della così detta ‘fascia dell’olivo’ come Grecia, Italia, Spagna etc… di aumentare il disavanzo pubblico,

i premiers di turno, nel caso italiano, oggi Matteo Renzi, affermeranno il successo in politica economica estera, come il proprio personale successo…

______________

Alla base del processo di formazione della Unione europea vi sono stati anni fa dei referendum popolari confermativi di adesione all’Unione stessa,Paese per Paese.

I politici di allora prospettavano una Unione europea come una sorta di fratellanza europea di sicuro vantaggio economico oltre che politico ( maggiore stabilità sul piano internazionale etc…).

I risultati a cui oggi assistiamo sono  – un esempio per tutti – una macelleria sociale come quella in Grecia, in cui la mortalità della popolazione ,durante il periodo della crisi 2011 – 2015 , si è alzata notevolmente specie tra le persone anziane impossibilitate a curarsi adeguatamente .

L’inno ufficiale europeo

è rappresentato dalla famosa nona Sinfonia del tedesco  Ludwig van Beethoven, conosciuto come :‘ Inno alla gioia ( An die Freude ) ‘ da uno scritto di Friedrich von Schiller .

Con la politica economica imposta – per puro e duro arbitrio – da Paesi come la Germania,

tale denominazione dell’Inno europeo ci appare come una macabra beffa.

Un inganno senza pari dei politici artefici dell’adesione del loro Paese all’ Unione europea.

Diverso sarebbe certo stato avvertire per tempo/prima – fatto per nulla impossibile/inimmaginabile – delle difficoltà che ciò avrebbe implicato. E in caso di adesione  popolare , la volontà conseguente di affrontare tali difficoltà avrebbe giustificato parte delle manovre economiche imposte.

 

 

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