Solo Al Secondo Grado

Reserved for Italians; a talk on the national football.

Il mondo della Nazionale (italiana) di calcio ;

dalla sfera , di cuoio , simbolo antico di instabilità, al suo concetto opposto , l’intransigenza più assoluta ( cfr. le due fotografie qui sotto).

Dalla sfera...

Dalla sfera…

...all'intransigenza da condanna al rogo

…all’intransigenza da condanna al rogo

Poche righe in merito a questo universo, unico per molti italiani , in seguito alla recente decisione dell’attuale allenatore ( commissario tecnico – coach – ) della Nazionale italiana di calcio, Antonio Conte, di lasciare questo incarico, accettato di mala voglia dalla FIGC (Federazione it. gioco calcio) nel 2014, lasciando il club Juventus

Rovistando nelle cronache sportive italiane della Nazionale di calcio di ieri e di oggi, si noterà che ciò che è veramente interessante non sono tanto i successi o meno sportivi, ma l’elemento psicologico che percorre gli allenatori ( e non solo…) della Nazionale nel tempo…

Riassumendo in scaletta le vicende più psicologiche che sportive di questo mondo ;

°
Prima della vittoria – assolutamente inaspettata – ai mondiali spagnoli di calcio del lontano 1982, con l’allenatore Enzo Bearzot (un galantuomo) ,
serpeggiava la voce , mal sopita , che soltanto quando ‘c’era Lui (Benito…)’ l’Italia vinceva i mondiali di calcio e per giunta due volte di fila (1934 -1938) risultato consecutivo eguagliato solo dal Brasile…

°
Con quella vittoria del 1982 , il mondo politico -democratico- capì che

una vittoria del genere ti poteva risolvere tanti problemi politici interni.

Difatti l’allora coach Azeglio Vicini (un galantuomo) benché avesse ottenuto lusinghieri risultati fu letteralmente costretto a lasciare l’incarico di allenatore ,

– anche se prima di farlo in una intervista televisiva aveva confermato la sua volontà di andare fino in fondo al suo mandato/contratto di allenatore della Nazionale –

poiché l’allora Presidente del Consiglio Berlusconi, voleva mettere al suo posto – cosa che fece – Arrigo Sacchi (un venale), allenatore del Milan, la squadra di calcio di Berlusconi stesso che tanto aveva vinto con Sacchi.

Se a Berlusconi fosse riuscito il colpaccio ai mondiali, il merito sportivo/calcistico sarebbe stato un sempiterno tema per lui per ottenere sempre nuovo consenso politico elettorale, come del resto lo ottenne dal ‘popolo milanista’ nella sua ascesa politica…

Ma l’Italia del venale Sacchi, superata una qualificazione difficoltosa ai mondiali stessi, arrivò si in finale negli USA nel 1994,

( i Brasiliani batterono prima con difficoltà la Nazionale USA ,squadra che peraltro non giocò affatto male),

ma fu battuta poi dal Brasile. Un’ Italia vice campione del mondo ,ma con tanta delusione…

°
Il venale Sacchi,
allora infranse una regola non scritta; l’allenatore della Nazionale guadagnava notoriamente bene per l’incarico, ma non le cifre che lui chiese ed ottenne per allenare la Nazionale ( cifre che percepiva col Milan…).
Il contratto con la FIGC fu allora segretato , ma saltò fuori, e il venale Sacchi fece ben capire che:’

:’‘ il patriottismo (sportivo in questo caso) si commercializza come tutto quanto…’                                             [°]

Che magra figura…venale…

°
Si alternarono da allora vari allenatori tra cui Marcello Lippi,(un buon diavolo,alle prese con le disavventure da faccendiere del proprio figlio…).
Lippi, un viareggino che con un pò di fortuna diede all’Italia il suo quarto titolo mondiale…2006 contro la Francia.

°
Vale la pena – a malapena – di citare il coach Cesare Prandelli ,
allenatore della Nazionale dal 2010 al 2014.
Prandelli,
arrivato in Nazionale dopo la debacle di Lippi in Sudafrica 2010 ,in cui la Nazionale uscì al primo turno – onta totale a perenne memoria -,
tenne subito un atteggiamento da Golden boy benché non più un giovanotto. Ostentava sicurezza con quelle sue giacche attillate , e quell’atteggiamento di chi

‘sa il fatto proprio’ .

Il tempo ci ha dimostrato che sapeva solo gestire la propria immagine,
preoccupandosene fin troppo.Come si preoccupava – ad esempio – del comportamento di alcuni suoi giocatori come Mario Balotelli alias Barwuah un africano naturalizzato italiano per adozione e da Prandelli chiamato in Nazionale più per ‘immagine’ stile Liberal americano, che per vera convinzione sulle sue,
potenzialità calcistiche.
Ma Prandelli contro ogni ragionevole dubbio, – generato dalle stravaganze caratteriali ,pubblicamente conosciute – , su questo giocatore, lo chiamò in Nazionale. Stravaganze che questo giocatore mostrava a discapito della sua resa sul campo da gioco.
A riprova di quanto ora affermato basta che si osservi la seguente fotografia in cui vi sono Mario Balotelli, l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e Cesare Prandelli ( tra i due ).
Un Prandelli, che conoscendo le bravate di Balotelli,lo presenta al Presidente Napolitano con uno sguardo assai preoccupato ed ammonitore ( osservate l’espressione negli occhi di Prandelli ) in cui sembra dire al giocatore nero :”

:” Caro Mario, se dici al Presidente qualche tua solita fesseria infarcita di parolacce ti sistemo per le feste ! “

balotelli e napolitano + prandelli

vedi quanto sul rapporto politica & sport, direttamente attraverso il seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/06/26/sport-politica-una-miscela-esplosiva/

°
Infine la nomina del 2014, palesemente forzata , di Antonio Conte, deluso anziché lusingato di un incarico così prestigioso almeno sulla carta, ma a quanto pare come il venale Sacchi (forse) preferisce le parcelle miliardarie che solo club calcistici privati possono elargire…
Forse è dimentico che per un meridionale come lui – pugliese -, se non avesse avuto delle innate qualità sportive prima, e di allenatore dopo, altra speranza non c’era, se non quella di finire a lavorare a Torino, nella Fabbrica Italiana Automobili (Torino) come molti altri suoi conterranei…
E questo in base a quanto visto, o meglio sentito ; i monologhi da ubriaco all’osteria da lui sempre fatti quando era allenatore della Juventus !
Alle volte si perde il senso della misura, ovviamente senza accorgersene…

Nota;
molti, i più , dimenticano, o volutamente dimenticano in funzione di un risultato,
altri non dimenticano per nulla le miserie – anziché l’alloro – che circondano certi traguardi sportivi.

La vera natura di alcuni coach e di chi li segue

La vera natura di alcuni coach e di chi li segue

[°];
Il patriottismo si è sempre mercificato, in qualsiasi regime, e per onor del vero basta ricordare un lontano ,ma significativo, episodio calcistico della Nazionale (italiana).

Coppa Internazionale del 1928 ( 2^edizione);

E’ la volta di  ITALIA – UNGHERIA ,  (stadio romano) , sugli spalti assisteva alla partita il Duce..
Radiocronista della partita il mitico Nicolò Carosio.                                                                                         Il primo tempo termina con un pesante punteggio a sfavore degli azzurri;

ITALIA   0    /  UNGHERIA   2  . (primo tempo…)

Il Duce mandò negli spogliatoi un suo segretario a parlare con i giocatori italiani, invitandoli a vincere la partita.  In cambio avrebbero potuto chiedere ciò che volevano. Dopo un momentaneo stupore,i giocatori italiani ,dopo essersi consultati tra loro, chiesero, in caso di vittoria italiana, una somma pari a 50.000 Lire a testa ( somma con cui a quei tempi,ci si poteva comprare un cascinale con annesso un bel podere.  Comodo in un’Italia prettamente agricola…ci si sistemava per tutta la vita ).

Se vincete otterrete quello che avete chiesto ” ,

questa fu la risposta e l’accordo.

Iniziò dunque il secondo tempo della partita, Nicolò Carosio, il radio cronista, non poté non notare uno gioco che definì  ‘maschio’  ; ovvero un eufemismo per non dire che i giocatori di entrambe le squadre se le suonavano di santa ragione a vicenda.
A metà del secondo tempo l’Italia era già in vantaggio per 3 a 2 , dopo il momentaneo pareggio degli ungheresi, l’Italia terminò in vantaggio per 4 a 3 .

.

Partita e ‘borsa’ erano assicurati all’Italia !

P.S. ;

Se lo sport/il calcio vuol essere, deve essere, nelle intenzioni delle Istituzioni, scuola di vita, fonte di educazione dei più giovani, allora per quanto sopra oggettivamente visto, esso sortisce l’effetto pedagogico più deteriore che vi possa essere..!

Chi ha occasione di osservare gli impegni extra scolastici di molti ragazzini, noterà che sono spesso costituiti da assidue frequentazioni di campi da calcio. E ciò sotto l’egida e lo sprone dei genitori, che con ossessione incitano il proprio figliolo ad affermarsi/distinguersi nel gioco del calcio.

Il tutto si svolge con molta riservatezza, quasi di nascosto o parlandone solo tra gli ‘addetti ai lavori’ .Ovvio che in un certo modo se ne vergognano. Come ricordo si vergognava della propria passione calcistica da allenatore di squadre giovanili di paese, un vecchio Preside di scuola,filosofo di formazione. Urlava a bordo campo come un ossesso,il vecchio professor Lazzeri…

E’ ,la chance del calcio,per molte famiglie una scorciatoia per risolvere tante questioni economiche, per altri come il vecchio Professore di cui sopra, una valvola di sfogo delle proprie nevrosi…

In ogni caso niente di apprezzabile e meno ancora di pedagogico..!

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