Solo Al Secondo Grado

Archivio per agosto, 2016

L.H.O.O.Q ?

Premiazione Fondazione Henraux 2016 – Querceta di Seravezza (Lucca) – Opere in marmo del Monte Altissimo .

Inconfondibile marmo bianco a venatura sottile ma fitta e spesso arabescata ( Alpi Apuane in provincia di Lucca )

Classificato,

Daniele Guidugli, Opera:’ Moby Dick,alias Vertebra.

II° Classificato,

Kim De Ruysscher ‘Il Canotto’ e

III° Classificato

Matt Chivers con Newave ( New wave ?) con una sua poetica onda di mare bicolore

Moby Dick alias Vertebra di Daniele Guidugli primo premio 2016 Fondazione Henraux

Moby Dick alias Vertebra di Daniele Guidugli primo premio 2016 Fondazione Henraux

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Il Canotto di Kim De Ruysscher secondo premio 2016 Fondazione Henraux

Il Canotto di Kim De Ruysscher secondo premio 2016 Fondazione Henraux

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NEWAVE (New wave?) alias Polyphonic di Matt Chivers.  Terzo posto premio 2016 Fondazione Henraux

NEWAVE (New wave?) alias Polyphonic di Matt Chivers.
Terzo posto premio 2016 Fondazione Henraux

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Philippe Daverio ,a sinistra di chi guarda (Presiente di Giuria)  e Paolo Carli,a destra, Presidente della Fondazione Henraux. Presso la Fondazione Henraux.luglio  2016 Querceta di Seravezza , Lucca

Philippe Daverio (°°) ,a sinistra di chi guarda (Presidente di Giuria)
e Paolo Carli,a destra, Presidente della Fondazione Henraux.
Presso la
Fondazione Henraux.luglio 2016 Querceta di Seravezza , Lucca

Dichiarazione del Presidente della Giuria, Philippe Daverio, al termine della selezione

: “Tutti i giurati, con un comune intuito, hanno certificato come dalle tre opere degli artisti, risultate fra le più interessanti, si sia aperto un mondo magico pur se drammatico.
Ma l’arte, consapevolmente o inconsapevolmente, è sempre guidata da una poetica capace di rappresentare la storia in cui vive.
Le tre opere finaliste sono unite l’una all’altra da un denominatore comune, tutte e tre ritraggono un’urgenza e il dramma più diffuso del mondo contemporaneo.
Il Moby Dick di Daniele Guidugli, un osso di balena arenato sulla spiaggia,
la bicromia, dunque gli opposti di un bianco e nero che sembrano rappresentare il nord e il sud del Mediterraneo, in Polyphonic di Matt Chivers e
il canotto di Kim De Ruysscher, accartocciato, rovesciato e alla deriva come le molte imbarcazioni di fortuna che ogni giorno traghettano verso la speranza, spesso delusa o negata, migliaia di persone, divengono un corpus stringente e significante di questo tempo di migrazioni che l’arte vuole cogliere nel seme della bellezza”.

Presidente della Giuria – Fondazione Henraux – , Philippe Daverio.

( http://www.distampa.com/premio-henraux-finalisti/ )

Riporto inoltre :“

nello specifico, l’Accademia dell’Altissimo è incaricata di selezionare tutte le proposte che giungeranno in Fondazione fino allo scadere del bando e di scegliere i venti artisti-finalisti che potranno realizzare le loro opere.

La giuria, successivamente, selezionerà le tre opere finaliste e decreterà il vincitore della terza edizione del Premio, oltre ad assegnare il secondo e terzo posto.

( come riportato da : ‘
http://iltirreno.gelocal.it/versilia/cronaca/2016/03/05/news/grandi-nomi-in-giuria-per-il-premio-henraux-1.13073418 ‘)

e anche ( http://iltirreno.gelocal.it/regione/2016/07/23/news/nel-bianco-del-marmo-nasce-la-balena-da-relitto-alla-scultura-1.13860373?ref=search )

Anche se forse non è del tutto esatto ( quanto qui sopra trascritto da sito, di cui vedi link) circa il sistema seguito nella selezione dei progetti d’Opera giunti in Fondazione;
prima con una cernita di venti Opere, da parte della Accademia dell’Altissimo e poi
tra queste venti una ulteriore cernita delle tre finaliste da parte della Giuria della fondazione Henraux,

in primo luogo

(*) si rimane perplessi sul ‘metodo’ . Sulla logicità seguita dai giurati e dai dotti appartenenti dell’Accademia.

In quanto la scelta è fatta fra tre Opere che affrontano lo stesso identico tema

;quello degli sbarchi in Italia di clandestini provenienti dal Continente africano mediante barconi che finiscono col mietere vittime…

Ciò ( tale perplessità ) sul piano ‘ engagé ‘ delle Opere selezionate.

Per giunta tema ripetuto per ben tre volte! Altro che doppione!

(*) Ed inoltre sulla loro stanca realizzazione dal punto di vista estetico; ovvero ripetitività del legame tra marmo e sua capacità ‘metamorfica’ / imitatrice di elementi naturali od artificiali .
In altri termini; come nel mondo dei fumetti – vedi ad esempio Walt Disney – si ha un processo di antropomorfizzazione del mondo animale così da renderlo simile per aspetto e comportamento a quello umano,
al pari
oggi nel mondo del marmo (e non solo) – forse perché si ha poco da dire – si ha un processo imitativo di cose reali ( naturali od artificiali ) mediante il marmo stesso. Un gioco.
Un procedimento del tutto superficiale che rimane un lavoro superficiale e nient’altro e come tale effimero.

Questo sul piano della ricerca artistica delle Opere scelte.

( E questo tralasciando quanto già in questo blog riportato circa il regolamento della Fondazione Henraux :’
:’Ciò che invece legittimamente stupisce
è la loro scelta tenendo conto del bando di concorso della Fondazione Henraux, articolo 2 , in cui è richiesto preferibilmente un lavoro artistico che :’
:’l’opera si generi da suggestioni ,impressioni, energie derivanti dall’ambiente stesso (…) con la specificità del luogo e la Sua storia ( testimonianze storiche… ambiente naturale…tessuto socio economico…) ‘ [ ambiente del monte Altissimo , Alpi apuane in provincia di Lucca , n.d.c.]
Ora, cosa c’entrano questi due lavori/opere , scelti dalla Commissione, con quanto richiesto dal bando di concorso, resta un mistero…(?!) .
vedi direttamente ; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/08/17/arte-contemporanea/ )

Entriamo nello specifico;

§
Daniele Guidugli con la sua ‘vertebra’ di balena
affronta il tema che tanto ricorda l’eco della poesia di Eugenio Montale ne:‘ Ossi di seppia ‘.
Solo che qui ‘ l’osso ‘ è di balena ( un mammifero come noi; più vicino,biologicamente, a noi )

§
Kim De Ruysscher con il suo ‘Canotto’
sa tanto di ‘trompe-l’œil’ che tanto va di moda nel mondo del marmo. Vedi difatti tra i molti esempi quello dei palloni e dei pneumatici al seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/07/04/arte-contemporanea-2/

§
Matt Chivers con Newave, con la sua poetica onda di mare bicolore
fa tanta, ma tanta retorica che tanto ricorda ‘Guernica’ di Picasso, dramma del 1937 nell’omonimo paese basco.

E, mio parere personale certo, questa perplessità la si nota tutta – la si legge tra le righe – da quanto espresso dal Presidente della Giuria – Fondazione Henraux – , Philippe Daverio ( Vedi qui sopra ).
Quando ,ricordo, Daverio stesso in una intervista radiofonica ne :‘ Il sole 24 ore ‘ esprime tutta la propria perplessità per questi arrivi in massa poiché ( Sue parole testuali ) :

:privi di progettualità.

La dimostrazione di quanto ora qui sostenuto è palese ; se, come sopra riportato, da dichiarazione di Daverio : “
: “…Ma l’arte, consapevolmente o inconsapevolmente, è sempre guidata da una poetica capace di rappresentare la storia in cui vive.”

Ecco che poi sostenendo,
– come dal Presidente di Giuria Daverio , fatto in altra occasione –

che : “le immigrazioni in massa sono prive di progettualità. ”

ne segue che lavori artistici su questo tema sono privi di senso / di progettualità ! Almeno se affrontati nel modo in cui sono stati affrontati in questo caso !

Ma anche trascurando,
– cosa comunque inaccettabile – , l’aspetto socio politico affrontato dalle opere dei tre finalisti,
l’aspetto di pura ricerca artistica rimane come accennato qui sopra ( § ), pur brevemente ,

un déjà-vu

o, se si vuole un querulo e sterile lamento per un mondo di cui non si vuol capire la perniciosa diversità (//)
e come tali Opere pedisseque di nessun apporto innovativo.

(Ricordo soltanto, che noi tutti abbiamo un debito con i nostri genitori e chi prima di loro,per ciò che ci hanno trasmesso anche per retaggio culturale.E , ‘bello’ o ‘brutto’ che sia questo nostro Vecchio Mondo è una ricchezza,in primis culturale, che non ci appartiene gratuitamente, ma verso cui abbiamo l’onere di curare e tramandare alle nuove generazioni.  Dunque non può essere distrutto,anche biologicamente, per pura arrendevolezza verso chi preme con gratuita violenza con ricatto morale sui nostri confini).

Tornando sulle qualità estetiche delle tre Opere,

occorre dire che certo rimane una ‘effervescenza’ estetica dovuta al fatto che col marmo si imitano, con effetto suggestivo , cose naturali (ossa) o innaturali (plastica) o di analogia (onda), ma niente più!

E… per dirla secondo versi famosi ( D. A.) :”

:” Vero è che, come forma non s’accorda
molte fiate a l’intenzion de l’arte,
perch’a risponder la materia è sorda,
così da questo corso si diparte
talor la creatura, c’ha podere
di piegar, così pinta, in altra parte;…”

Secondo questi versi; alle volte è la materia inadatta (di scarso valore intrinseco) a permettere all’artista di  esprimere le idee dell’artista stesso.                                                Ma altre volte è vero l’opposto; l’artista pur avendo a disposizione dell’ottima materia su cui lavorare (il marmo nel nostro caso) , non ha le idee troppo chiare e quindi finisce con il creare opere bizzarre…

Nei casi visti, ‘la luce del talento’ non ha percorso i tre lavori in marmo ;    ‘si diparte’ / si discostano , tutti e tre gli artisti , e alla grande,   ( giuria  ovviamente  compresa )  , dal realizzare ( dallo scegliere) delle Opere di vero valore  !

E, per dirla con altre parole di una grande figura del Nostro passato :”

:” Se l’ pittore vol vedere cose che sieno buffonesce e risibili, lui n’è signore e Dio (…) “

[ Se un artista vuole realizzare opere buffe e ridicole, ne è signore e padrone (…) ]
Leonardo da Vinci.

Mi spiace solo che non vengano pubblicati tutti i progetti giunti in Fondazione così chi vuole può realmente esprimere un suo ‘giudizio compiuto’, sulla scelta fatta dalla Giuria e dalla Accademia…

Non resta che una domanda ( da cinefili incalliti…):

:Is it safe?

Is it safe?

Is it safe?

Il dentino ,metaforicamente, vien via..!

      Da Extraktion   (Geschenk von Deutschland!)

Da Extraktion (Geschenk von Deutschland!)

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P.S.

L.H.O.O.Q ?

alias (…)

‘Souvenir d’Italie’! Caroselli mediatici in cui l’arte ha la ‘a’ minuscola!

Queste realtà,
fatte da Commissioni di ‘addetti ai lavori’, nobildonne annoiate, giovani rampanti / intraprendenti, registi in pensione, critici e ‘firme inossidabili’ della carta stampata etc…
le abbiamo viste anche nel secolo passato.
Ma, va notato , che nel nostro secolo queste realtà sono uno dei frutti – maleodoranti – della globalizzazione. Che vede il mondo italiano relegato a produrre novelli ‘Souvenir d’Italie’, oltre la pizza, il mandolino etc…

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/01/02/globalizzazione-apparente-per-quanto-appariscente/

Dispiace che tanto bel marmo e ‘fette di monte’ vadano sprecati in questo modo!

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/01/28/thats-why-the-marble-renaissance-in-the-third-millennium/

(°°)
Philippe Daverio,
se ha un merito è quello di aver sdoganato l’arte da un mondo polveroso, archeologico museale. Un’arte che era memoria ed interesse di pochi. E ciò lo ha fatto con un approccio certamente scanzonato ma non svilente il contenuto artistico di questa o quell’Opera d’arte.
Ma come tutti, è certo all’interno di un Sistema che tutto fagocita. E come tale è un ‘otage’ del suo tempo.
Il prezzo pagato è stato quello di divenire una sorta di ‘living ready-made’ che tanto non si discosta dalla vecchia figura del clown…
Ma ogni tanto,                                                                                                                    -come ‘il giullare del Re’ ( un bell’esempio è dato dal giullare di amletica memoria )-  dice come stanno le cose – ma…solo ogni tanto! –   Quanto sopra analizzato dimostra che  non è ‘una di quelle volte’.

Philippe Daverio   Address: Piazza Luigi Bertarelli 4, 20122   Milano

Philippe Daverio
Address:
Piazza Luigi Bertarelli 4, 20122 Milano Insuperabile la Sua auto presentazione !

 

(//)
Un dramma non è mai unilaterale; di conseguenza la sua rappresentazione artistica ha due ( o più ) espressioni dello stesso.

[ Un esempio di ciò lo troviamo negli USA con la pittura
da una parte
della ‘action painting / espressionismo astratto’ ; la pittura anti-eroica per eccellenza che ha il merito di sottolineare drammaticamente un grande vuoto nel nuovo mondo / nuovo Continente .
Dall’altra
quella della pop-art in cui l’artista entra a far parte,accetta ( a suo modo ) del / il Sistema. ]

Il dramma che si è voluto sottolineare con questa premiazione , e per ben tre volte ,
è un dramma rappresentato (e quindi prima vissuto) in maniera del tutto unilaterale (unilaterale anche nella reazione emotiva e morale). Che palesa inaccettabili sensi di colpa frutto non solo di erronee interpretazioni storiche ma anche pieno di sentimentalismo da feuilleton,espressione di un battage giornalistico indirizzato a formare un’opinione pubblica ben precisa delle masse (acritiche).
Ed inoltre ,fatto questo centrale,
tutto ciò che è sbandierato, con questi tre lavori finalisti, non tiene conto dei veri e più incisivi drammi che percorrono le coscienze del Nostro mondo Occidentale.
Se,altro utile esempio, si fosse vista anche questa realtà ,ma in un’ottica più ampia – e non in modo unilaterale e acriticamente – attraverso la ,a quanto pare dimenticata, lezione pittorica di Francis Bacon,certamente si sarebbe raggiunto un ben altro livello nell’utilizzo del marmo… ( Magari qualche lavoro presentato contiene quanto ora qui espresso, ma è stato evidentemente ‘refusé’, per cui è alla critica che è qui rivolta questa ‘critica’ e non all’artista dal lavoro ‘refusé’. A cui non può che andare la Nostra simpatia ! )

Per concludere; giudizi di critica artistica arrendevoli, che si piegano sia alla cronaca del momento sia a parametri concettuali nazional-popolari, faranno pure cronaca ma saranno spazzati via dalla storia, dalla sua inesorabile nemesi, insieme ai lavori scelti .

Ma…come dico sempre ognuno ne tragga le conclusioni che meglio crede!

'Leon Battista Alberti.   Architetto fiorentino' ; un omaggio della città di Firenze a questo grande teorico e critico 'suggeritore' dell'Arte del Suo tempo.

‘Leon Battista Alberti. Architetto fiorentino’ ;
un omaggio della città di Firenze a questo grande teorico e critico ‘suggeritore’ dell’Arte del Suo tempo.

Ma... basta guardarsi un attimo intorno, a questa 'solenne scritta' e notiamo...

Ma… basta guardarsi un attimo intorno, a questa ‘solenne scritta’ e notiamo…

...che il contrasto tra passato e presente è palese. Non tanto per la diversità ma per L'INSOFFERENZA vera e propria che certe scritte (graffitismo in questo caso) MOSTRANO inequivocabilmente.

…che il contrasto tra passato e presente è palese.
Non tanto per la diversità ma per L’INSOFFERENZA vera e propria che certe scritte (graffitismo in questo caso) MOSTRANO inequivocabilmente.

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Un Alberti che indirizzava l’arte di molti artisti senza forzature, evitando che nel far ciò quel che di creativo vi era in un artista andasse perduto.
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Come sopra evidenziato correre dietro a mode artistiche ed a battage giornalistici,
con un atteggiamento che evita accuratamente di affrontare (nel modo corretto) certi temi, porta solo – a lungo termine – ad allontanarsi da quel che di creativo si produce ancora…

Questo simpatico struzzo in cartone,attualmente -estate 2016 – presso la Porta di Sant’Anna a Lucca, riscuote il plauso e la simpatia di chi scrive come                                                      ‘ l’omaggio alla città di Pietrasanta di Giovanni da Monreale ‘ di cui vedi fotografia Opera attraverso il seguente link;

Questo simpatico struzzo in cartone,attualmente -estate 2016 – presso la Porta di Sant’Anna a Lucca, riscuote il plauso e la simpatia di chi scrive come ‘ l’omaggio alla città di Pietrasanta di Giovanni da Monreale ‘ di cui vedi fotografia Opera attraverso il seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/07/04/arte-contemporanea-2/

e fotografie del post direttamente;

https://soloalsecondogrado.files.wordpress.com/2015/07/sam_7641.jpg

e,

https://soloalsecondogrado.files.wordpress.com/2015/07/sam_7639.jpg

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Tutto questo ha diverse profonde motivazioni e quindi ‘modelli’ che ne possono dare una spiegazione.
Nell’epoca del ‘postmoderno’
non è più possibile creare da un blocco di marmo un ‘capolavoro’ (rinascimentalmente inteso).
Non è più possibile, per la semplice ragione che miti, ideologie o, per ‘dirla alla Campanella’, una ‘Società / città del sole’, non hanno più luogo; il ‘genius loci’ è scomparso per far posto a ‘vitelli d’oro’ tanto criticati per quanto amati.

Ne segue che oggi un potenziale capolavoro, una idea tanto brillante per quanto originale, non può che concretizzarsi in un semplice, amorfo, informe, ‘blocco di marmo’ . I significanti, come la direzione del tempo sono incredibilmente invertiti!

Un esempio mutuato dal mondo della pittura;
Giorgio Morandi , si accostò a suo tempo al movimento pittorico d’avanguardia dei futuristi.
Ben presto se ne allontanò non condividendone gli ideali e la fiducia in un progresso generabile con un totale rinnovamento in senso modernista della Società.Miti allora ve ne erano ancora…
Morandi si rifugiò quindi – come altri pittori a lui coevi – in un mondo silente,fatto di ricerca pittorica. Divenendo il ‘pittore delle bottiglie’.

Giorgio Morandi. Museo Novecento,         Firenze

Giorgio Morandi.
    Museo Novecento,
                                                                  Firenze.                                                                                       Si noti che anche  un paesaggio,nella pittura di Morandi è in realtà una ‘natura morta’ !

Ma,come si può notare, il ‘genius loci’ [ nel caso dell’esempio, – per rendere appieno l’idea – , il ‘genio della lampada’ di (Aladino) ] in ogni Opera di Morandi, non è presente; è  fuggito via! Le Sue bottiglie sono, e rimangono, desolatamente vuote! Pur avendo fatto della valida ricerca pittorica – come gli impressionisti – , Morandi non fu propriamente – nel senso ora espresso –  un interprete del suo tempo.

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Andrea del Sarto … cfr. , confronta / vgl. , vergleiche / cf. , compare…

Andrea del Sarto…

dagli Amorini della Madonna delle Arpie agli Amorini del rito del gelato…/by Cupids of the Madonna of the Harpies to Cupids of ice cream ritual …

Dagli Amorini di liturgica affezione, ... a...

Dagli Amorini di liturgica affezione, … a…

cfr
...a quelli del rito del gelato estivo !

…a quelli del rito del gelato estivo !

amorino bamorino c

Sembra di cercarsela, ma in realtà è la realtà dei fatti -oggettivi- che ci cerca,ci scova e si prende poi gioco di noi.

Partendo da via del Corso (traversa della notissima via dei Calzaiuoli) di Firenze,
con una comoda promenade di circa mezz’ora si arriva per vie rettilinee, al Complesso museale costituito dalla Chiesa di San Michele a San Salvi presso l’abbazia Vallombrosana nel cui refettorio è custodito, tra le varie Opere, il famoso Cenacolo di Andrea del Sarto, alias ,Andrea d’Agnolo o Andrea Vannucchi.
Ma prima di arrivare alla meta -il Cenacolo- la cui visione è peraltro gratuita, si deve pagar pegno o meglio ‘pagare il tributo’ a Cesare, [come da affresco di Masaccio nella Chiesa di Santa Maria del Carmine (cappella Brancacci).
‘Pagar tributo’ secondo evangelica memoria ( Matteo 17/ 24-27 )].
Ed oggi lo si fa percorrendo le vie che precedono ogni complesso museale, in qualsiasi parte del Mondo ci si trovi.
Nel nostro caso la concordanza tra ‘sacro’ e ‘profano’ è singolare;
pochi passi e, come dalle immagini fotografiche qui sopra, si passa da Amorini (puttini) ‘laici’ (da artigiani gelatieri) a quelli sacri dipinti da Andrea del Sarto…(vedi gli Amorini sacri ne:‘La Madonna delle arpie’ di cui sopra fotografia)
Su questo aspetto
mi fermo qua, chiedendomi solo se Figure come Leonardo
Leonardo,-il primo uomo moderno- artefice per eccellenza, da ‘Signore della ruota’ quale è stato, del nostro bel Mondo moderno e progredito,
avessero visto il risultato di ciò che seminarono ai loro tempi, avrebbero avuto ripensamenti su ciò che stavano regalando alle generazioni future.

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L’altro aspetto,
molto più serio ,ma proprio per questo molto meno apprezzato,
riguarda la statura artistica di Andrea del Sarto, figura defilata rispetto a giganti come Masaccio, Leonardo , Michelangelo etc…
Se la Sua ‘Madonna delle arpie’ (conservata agli Uffizi) rappresenta l’apice in pittura (peraltro a tempera e neanche ad olio,dunque sorprendente negli effetti raggiunti nella definizione del piedistallo su cui poggia i piedi la Vergine),
il Cenacolo presso la Chiesa di San Michele a San Salvi,
rappresenta il Suo apice nella pittura ad affresco.
E ciò anche se confrontato con la pittura ad affresco di Michelangelo o di Raffaello.
Se, come scrisse Vasari di questo pittore :‘ …per una certa timidità d’animo,ed una Sua natura dimessa e semplice…’
Andrea del Sarto, fu persona schiva e timida per sua natura,non volendosi imporre con forza anche con la parola nel Mondo artistico del tempo, ma solo attraverso il Suo lavoro,
ciò non toglie il fatto – dimostrato con la Sua pittura – che egli non lo si possa considerare il vero diretto continuatore dell’Opera sperimentale di Leonardo
(vedi in proposito;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/ )

Allo sfumato leonardesco, Andrea del Sarto aggiunge la pienezza dei colori di Raffaello, e tutto ciò non pedissequamente, ma da attento e silenzioso osservatore.
Incapace di recitare il ruolo da ‘primo attore’,istrionico a questa o quella Corte signorile, ma sicuramente valido pittore ,anche istintivo, che nulla lascia al caso almeno in questo affresco fiorentino.
Caso forse unico – tra i grandi artisti del Rinascimento – quello di Andrea del Sarto; unico artista che fu ‘silenzioso operaio delle proprie Opere’ lontano dai clamori delle Corti signorili che rifiutò benché chiamato a farvi parte.
Magari egli intuì solamente, senza piena coscienza ,che le teorie rinascimentali erano ‘belle e perfette’ fintanto che restavano teorie. Ma allorché applicate dai più grandi ,come Michelangelo, palesavano le loro intrinseche contraddizioni.
Così l’Opera silenziosa di Andrea del Sarto – non capita appieno fino ai nostri giorni – fu quella di ricucire attraverso eclettismo stilistico ciò che di valido vi era in quelle teorie.Ed espresse dai grandi della pittura e scultura di allora ( Michelangelo, Leonardo e Raffaello).
Ed il risultato di tutto ciò? Fu quello di tornare ad un realismo pre-rinascimentale,che non era arte antiquata ma priva dei vani tentativi, di cui sopra fatto cenno, di altri grandi artisti. Dimostrando così una modernità del tutto peculiare.

A riprova di quanto qui sostenuto,
circa la statura artistica di Andrea del Sarto, da ritenere per nulla minore rispetto ai Suoi grandi contemporanei quale Michelangelo o Leonardo,
si tenga presente l’Opera nel suo complesso di Raffaello Sanzio, di soli tre anni più grande di Andrea del Sarto; Raffello,allievo del Perugino, ne ripercorre gli stilemi ne :‘lo sposalizio della Vergine’ (Brera Pinacoteca, Milano) o nei ritratti di ‘Agnolo Doni e Maddalena Strozzi’ in cui lo stile di Leonardo è assolutamente ripercorso da Raffaello ( come anche ne:‘la Madonna del cardellino’ ) o come ne :‘ il trasporto di Cristo’ in cui la figura del Cristo è un vero omaggio stilistico alla Pietà di Michelangelo, come anche nella figura della donna in torsione che è un omaggio alla figura dipinta da Michelangelo nel famoso :‘tondo Doni’.

Non vi è Opera di Raffaello che non riprenda le altezze stilistiche di Suoi grandi colleghi pittori e scultori contemporanei, – o di stilemi pittorici, come quello della pittura veneta – senza per questo essere ritenuto dalla critica di ieri come di oggi un pittore minore, continuatore pedissequo etc… Ma al contrario uno dei massimi esponenti del Rinascimento.

Le immagini;

Chiesa di San Michele a San Salvi ( Firenze)

Chiesa di San Michele a San Salvi ( Firenze)

Chiesa di San Michele a San Salvi ( Firenze)          Didascalia.

Chiesa di San Michele a San Salvi ( Firenze)
Didascalia.

Chiesa di San Michele a San Salvi ( Firenze). Entrata laterale, presso via San Salvi, al complesso museale.

Chiesa di San Michele a San Salvi ( Firenze).
Entrata laterale, presso via San Salvi, al complesso museale.

Il Cenacolo di Andrea                          del Sarto presso il Refettorio dell'abbazia vallombrosana , Chiesa di San Michele a San Salvi - Firenze - .

Il Cenacolo di Andrea del Sarto
presso il
Refettorio dell’abbazia vallombrosana , Chiesa di San Michele a San Salvi – Firenze – .

Il Cenacolo di Andrea                          del Sarto presso il Refettorio dell'abbazia vallombrosana , Chiesa di San Michele a San Salvi - Firenze - .

Il Cenacolo di Andrea del Sarto
presso il
Refettorio dell’abbazia vallombrosana , Chiesa di San Michele a San Salvi – Firenze – .

Il Cenacolo di Andrea                          del Sarto presso il Refettorio dell'abbazia vallombrosana , Chiesa di San Michele a San Salvi - Firenze - . Particolare ; Uno dei due 'vivandieri' - quello a sinistra di chi guarda - è l'auto ritratto dell'Artista.

Il Cenacolo di Andrea del Sarto
presso il
Refettorio dell’abbazia vallombrosana , Chiesa di San Michele a San Salvi – Firenze – .
Particolare ;
Uno dei due ‘vivandieri’ – quello a sinistra di chi guarda – è l’auto ritratto dell’Artista.

Il Cenacolo di Andrea                          del Sarto presso il Refettorio dell'abbazia vallombrosana , Chiesa di San Michele a San Salvi - Firenze - . Particolare

Il Cenacolo di Andrea del Sarto
presso il
Refettorio dell’abbazia vallombrosana , Chiesa di San Michele a San Salvi – Firenze – .
Particolare

Il Cenacolo di Andrea                          del Sarto presso il Refettorio dell'abbazia vallombrosana , Chiesa di San Michele a San Salvi - Firenze - . Note didascaliche

Il Cenacolo di Andrea del Sarto
presso il
Refettorio dell’abbazia vallombrosana , Chiesa di San Michele a San Salvi – Firenze – .
Note didascaliche

SAM_2700

SAM_2701SAM_2702

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Al seguente link,
post del 28 febbraio 2017 sugli affreschi del :‘Chiostro dello Scalzo’ di Firenze;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/02/28/virtual-visit-to-the-smallest-florentine-museum/

Nota;
oggi, a differenza dei tempi in cui vissero le Figure sopra citate, l’Artista è libero da ogni vincolo di committenza.
Allora non era così, solo pochi artisti potevano imporre il loro stile appieno .
Se con alcuni suoi dipinti Andrea del Sarto, non raggiunge i vertici toccati con la ‘Madonna delle arpie’ o con il Cenacolo di San Michele a san Salvi, ciò lo si deve probabilmente ad una committenza che per ‘soldo’ imponeva all’artista un certo tipo di Opera.

In fondo le immagini in dettaglio maggiore del Cenacolo

Nota ulteriore;
si noti che se ai tempi di Andrea del Sarto vi erano molte idee negli Artisti, queste rimanevano nella maggior parte dei casi inespresse o solo accennate,
oggi ,al contrario, sembra esservi una potenziale spregiudicatezza espressiva in quanto ad idee, solo che ve ne sono assai poche – per lo meno di valide – da esprimere!

Cfr; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/05/13/jackson-pollock-la-figura-della-furia-ovvero-il-grande-vuoto/

‘The Irascibles’ or ; ‘The domesticated irascibles’ ?!

P.S.
sul post :‘Jackson Pollock ; ‘La figura della furia’ ovvero il grande vuoto .’ Di cui qui sopra link di rinvio.
Post che tratta della pittura astratta – espressionismo astratto o ‘action painting’ e suoi rappresentanti – .
Si è notato,in vari post, trattando di Michelangelo e Leonardo, che i più grandi artisti del passato nulla lasciavano al caso. Ogni singola pennellata, immagine , fusione in bronzo, modellatura del marmo etc…erano date, costruite con grande attenzione e costruzione logica.
Anche l’intuizione aveva il suo spazio; l’Opera non era un prodotto algido, pura analitica.
Visitando il post di cui sopra su Jackson Pollock e &; si noterà che si è giunti all’estremo opposto.

Il caos, nel suo significato etimologico ha costruito ogni loro immagine. Il raziocinio lo si deve cercare al di fuori dell’Opera stessa, non mai al suo interno.

‘ Il caos…’ ; cfr;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/21/il-caos-dellarte-occidentale-del-xx-secolo-il-periodo-picassiano/

Altre immagini del Cenacolo;

          Cenacolo  di Andrea del Sarto  nel Museo ex refettorio presso  la Chiesa di  San Michele a San Salvi              Firenze

Cenacolo
di Andrea del Sarto
nel Museo ex refettorio presso
la Chiesa di
San Michele a San Salvi
Firenze

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          Cenacolo  di Andrea del Sarto  nel Museo ex refettorio presso  la Chiesa di San Michele a San Salvi Firenze  particolare;  autoritratto,  a sinistra di chi guarda            dell Autore

Cenacolo
di Andrea del Sarto
nel Museo ex refettorio presso
la Chiesa di San Michele a San Salvi Firenze
particolare;
autoritratto,
a sinistra di chi guarda
dell Autore

Cenacolo di Andrea del Sarto nel Museo ex refettorio presso la Chiesa di San Michele a San Salvi Firenze particolare architettonico

Cenacolo di Andrea del Sarto nel Museo ex refettorio presso la Chiesa di San Michele a San Salvi Firenze particolare architettonico

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Cenacolo di Andrea del Sarto nel Museo ex refettorio presso la Chiesa di San Michele a San Salvi Firenze particolari degli Apostoli

Cenacolo di Andrea del Sarto nel Museo ex refettorio presso la Chiesa di San Michele a San Salvi Firenze particolari degli Apostoli

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Vedi commento qui sotto  nella didascalia sotto la figura del Nazareno

Vedi commento qui sotto
nella didascalia sotto la figura del Nazareno

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Problemi conservativi; si noti la punta del  nasino dell'apostolo...

Problemi conservativi;
si noti la punta del nasino
dell’apostolo…

              Dettagli...

Dettagli…

cenacolo-di-andrea-del-sarto-nel-museo-ex-refettorio-presso-la-chiesa-di-san-michele-a-san-salvi-firenze-particolare-teste-apostoli-c

cenacolo-di-andrea-del-sarto-nel-museo-ex-refettorio-presso-la-chiesa-di-san-michele-a-san-salvi-firenze-particolare-teste-apostoli-d

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Schalom Ben-Chorin, alias Fritz Rosenthal un ebreo di lingua tedesca, riporta, nel suo libro :' Fratello Gesù/Bruder Jesus',   la fantasiosa ipotesi di un tedesco omosessuale ,Hans Blüher che a sua volta nel suo libro:'Die Aristie des Jesus von Nazareth : philosophische Grundlegung der Lehre und der Erscheinung Christi.'(1921) insinua un possibile rapporto omosessuale tra Jesù e l'Apostolo Giovanni; il prediletto del Maestro. Qui la stretta di mano tra Gesù e l'Apostolo Giovanni - peraltro un biondino di bell'aspetto,secondo il pennello del pittore - vuol forse alludere al malcostume fiorentino che era stato castigato con violenta reazione biblica dalla figura di Girolamo Savonarola. Figura che certo impressionò Andrea del Sarto ( questi aveva 12 anni all'epoca della morte sul rogo del Priore di San Marco).

Schalom Ben-Chorin, alias Fritz Rosenthal un ebreo di lingua tedesca, riporta, nel suo libro :’
:’ Fratello Gesù/Bruder Jesus’,

la fantasiosa ipotesi di un tedesco omosessuale ,Hans Blüher che a sua volta nel suo libro:’
:’Die Aristie des Jesus von Nazareth : philosophische Grundlegung der Lehre und der Erscheinung Christi.'(1921)

insinua un possibile rapporto omosessuale tra Jesù e l’Apostolo Giovanni; il prediletto del Maestro.
Qui la stretta di mano tra Gesù e l’Apostolo Giovanni – peraltro un biondino di bell’aspetto,secondo il pennello del pittore –
vuol forse alludere al malcostume fiorentino che era stato castigato con violenta reazione biblica dalla figura di Girolamo Savonarola. Figura che certo impressionò Andrea del Sarto ( questi aveva 12 anni all’epoca della morte sul rogo del Priore di San Marco).

[ Si veda il punto esatto,
in Piazza della Signoria alias Piazza di Palazzo Vecchio, dell’esecuzione tramite rogo del Priore del Convento di San Marco (FI), il domenicano Girolamo Savonarola, arso con due Suoi confratelli,

al seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/05/14/infallibility-of-the-pope-to-the-fallibility-of-christ/

Al seguente link il Convento di San Marco, oggi museo, con le due stanze che furono abitate da Fra Girolamo;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/19/museo-di-san-marco-firenze-visita-virtuale/ ]

cenacolo-di-andrea-del-sarto-nel-museo-ex-refettorio-presso-la-chiesa-di-san-michele-a-san-salvi-firenze-particolare-teste-apostoli-i

cenacolo-di-andrea-del-sarto-nel-museo-ex-refettorio-presso-la-chiesa-di-san-michele-a-san-salvi-firenze-particolare-teste-apostoli-l

cenacolo-di-andrea-del-sarto-nel-museo-ex-refettorio-presso-la-chiesa-di-san-michele-a-san-salvi-firenze-particolare-teste-apostoli-m

cenacolo-di-andrea-del-sarto-nel-museo-ex-refettorio-presso-la-chiesa-di-san-michele-a-san-salvi-firenze-particolare-teste-apostoli-n

Qualche disegno di Andrea del Sarto;

Disegno presso Cenacolo di Andrea del Sarto nel Museo ex refettorio presso la Chiesa di San Michele a San Salvi Firenze

Disegno presso Cenacolo di Andrea del Sarto nel Museo ex refettorio presso la Chiesa di San Michele a San Salvi Firenze

Disegno presso Cenacolo di Andrea del Sarto nel Museo ex refettorio presso la Chiesa di San Michele a San Salvi Firenze a

Disegno presso Cenacolo di Andrea del Sarto nel Museo ex refettorio presso la Chiesa di San Michele a San Salvi Firenze a

Disegno presso Cenacolo di Andrea del Sarto nel Museo ex refettorio presso la Chiesa di San Michele a San Salvi Firenze

Disegno presso Cenacolo di Andrea del Sarto nel Museo ex refettorio presso la Chiesa di San Michele a San Salvi Firenze

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