Solo Al Secondo Grado

The craft beer; alias masterpieces of taste

Una prova di forza del nord Europa, in risposta al mondo dell’enologia

alias

: Everything You Always Wanted to Know About Sex beer (BUT WERE AFRAID TO ASK)

         The craft beer; alias masterpieces of taste !

The craft beer;
alias masterpieces of taste !

Prima di proseguire nella ultima parte/post su:’ Porto e dintorni / Porto – Portugal – In and around [A bit of architecture] ‘

mi soffermo su un mondo in piena esplosione ed evoluzione come quello dell’enologia;

il mondo della birra alias

‘Tecnologie Birrarie – Brewing Technologies’

(e non birrologia! In contrapposizione ad ‘enologia’ per il mondo del vino!)

in calce,
il fenomeno delle

‘beer firm / Gypsy Brewery, azienda delle birre’

,aziende che

Si fanno brassare/produrre birra da terzi.

Il titolare
di una ‘beer firm / azienda delle birre’ è solitamente definito :‘Gypsy Brewer / birraio zingaro’

Ed anche,sempre in nota a questo post, un inciso sul mutamento in corso del fenomeno della così detta :’

:’Draft beer / Bier vom Faß / Cerveza de grifo / Bière à la pression’

o, come si dice in italiano il fenomeno delle :’

:’Birre alla spina’

 

_______________________________

Sul mondo del vino si è già abbondantemente qui scritto ,

vedi in proposito ai seguenti link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/07/08/melodie-del-vino-les-grands-crus-musicaux-de-litalie/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/03/10/cantina-antinori/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/07/30/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia-2015/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/06/08/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia/

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birra biere beer bier Brewer Bierbrouwer          Brasseur          Anche qui,        gente da birra! ( People’s Brewing          Company ) ma... molto più terragne           'terra terra' .

birra biere beer bier Brewer Bierbrouwer
Brasseur
Anche qui,
gente da birra!
( People’s Brewing
Company )
ma… molto più terragne
‘terra terra’ .

…Ad ogni modo il fascino delle ombre serali,che invitano alla melanconia stemperata con un pò d’alcool…

Qui sotto riporto alcuni siti – blog – che parlano diffusamente di questo universo per adulti fatto di orzo e luppolo,
(e pensare che da piccoli ci facevano credere che il mondo è fatto di cioccolato e zucchero!)
,che fa certo da contraltare al mondo più sciccoso/chic del vino.

Una sorta di rovesciamento dei ruoli, a ben pensarci, tra un nord Europa sussiegoso verso il sud dal punto di vista burocratico/amministrativo nonché tecnologico che viene snobbato a sua volta dal sud Europa mediante l’arte dell’enologia ben più aristocratica rispetto al mondo della birra, fino ad oggi considerato un sottoprodotto del mondo dell’alimentazione a base alcolica.

Gli aspetti sociali ,

( che fanno capo all’inizio del secolo scorso, e che nulla hanno a che fare con le differenti ragioni di carattere climatico che hanno portato all’uso della birra nel nord Europa, e del vino nel sud…)

,che ci appaiono, confrontando il mondo dell’enologia con quello delle Tecnologie Birrarie – Brewing Technologies,
,sono stati poco rilevati – volontariamente (?) – pur essendo di sicura importanza.
Elencandone alcuni possiamo certo rimarcare i seguenti punti ;

° il nord europeo – sopratutto tedesco, ma anche danese, scandinavo , olandese etc… , tende a bere birra anche disponendo delle risorse necessarie per acquistare ‘vino’ di pregio e comunque di costo superiore a quello di una birra di corrispondente qualità.

° Ciò non viene fatto dal nord europeo per pura o comunque, sola ragione/motivazione di gusto personale, ma certo per una ben celata ,ma altrettanto ben presente, inammissibile repulsione ad una sorta di omaggio – che verrebbe reso dal nord europeo verso il sud Europa nel bere vino – nei confronti di un mondo , quello del sud Europa , che è disprezzato, e dunque da evitare anche nei prodotti seppur di pregio come quello del vino.
Certo, qualcuno che se lo beve – nel nord Europa – c’è, ma ben pochi in rapporto alle possibilità potenziali di spesa in merito.
E, solitamente preferiscono i vini di Francia, benché assai cari. E ciò per ovvie ragioni di appartenenza,almeno nelle intenzioni psicologiche, di questo Paese, la Francia, al mondo del nord Europa.
Solitamente i nord europei aggirano questo ‘ostacolo psicologico’ di cui sopra fatto cenno, bevendo vino in loco, in Italia o in Spagna etc… , in occasione delle vacanze/ferie.

° I più giovani, fra i nord europei , bevono birra per il fatto che è più economica.

° I più giovani , tra gli europei del sud , bevono birra o per ragioni di economia o per ragioni ‘ di immagine sociale/politica’ ; manifestano, così ‘bevendo’, la loro appartenenza al dissenso politico di sinistra.

° L’aspetto economico è di rilievo
dato che contrappone il mondo della birra a quello del vino, incidendo pesantemente sul fatturato di queste due diverse realtà;
si noti infatti che ‘birra’ e ‘vino’ sono prodotti antagonisti tra loro;

all’aumentare del consumo del vino si riduce quello della birra e viceversa. E’ una legge economica.

( Il fatto che il consumo di entrambi i prodotti aumenti contemporaneamente non smentisce questa legge economica, poiché battage pubblicitari, mode consumistiche etc… possono indurre il singolo consumatore a bere di più ciò che già era di sua abitudine bere e nel contempo indurre altri consumatori, un tempo astemi, a bere prodotti alcolici. Ma l’antagonismo tra i due prodotti è un dato di fatto )

Vedete un pò voi che razza di barriere psicologiche vengono a formarsi partendo da valutazioni di carattere culturale e giungendo poi a condizionare delle semplici abitudini di carattere alimentare!

°
Infine, si noti,
ponendo attenzione sul confronto tra produttori di vino da una parte; e produttori di birra dall’altra
che queste due differenti tipologie di imprenditori si contrappongono nettamente per gli investimenti necessari,

esattamente come ,e rispettivamente, per il rapporto tra produttori di olio extra vergine d’oliva contro i produttori di oli di semi ( girasole, arachidi etc…)

— Per produrre vino di altissima qualità occorrono terreni fuori dal comune per clima/latitudine, caratteristiche orografiche ,sapienza/tradizione etc… . Stessa cosa per produrre olio extra vergine d’oliva. Vino ed olio extra vergine sono molto legati al territorio.
(Di contro per produrre birra il legame col territorio – esclusa la tradizione/sapienza tramandata di generazione in generazione – è assai più tenue; si producono difatti birre di qualità/artigianali famose usando/mescolando granaglie del sud Europa, luppoli americani, lieviti belgi etc…)
Questo legame strettissimo col territorio del vino e dell’olio extra vergine, comporta investimenti enormi per accedere a determinati terreni / terroir , senza contare il lavoro manuale altrettanto enorme richiesto per entrambi.

Con la birra e gli oli di semi, la faccenda è agli antipodi;
— per produrre birra di grande qualità,
gli investimenti sono assai minori ;

; gli impianti per la produzione di birra non sono inaccessibili economicamente, così come i terreni per piantare girasole o arachidi per la produzione di olio di semi, sono comuni campi agricoli.

Vi sono per ‘l’universo birra’ altri problemi;

un primo esempio è dato dalla concorrenza con le multinazionali della birra sempre pronte a fagocitare per qualche bel soldo un marchio di birra artigianale distintosi per la qualità ed i successo della birra prodotta . (//)
Ma allo stesso tempo il ‘problema’ opposto (un secondo esempio) a quello qui subito sopra esposto;
alle volte quando un piccolo birrificio – solitamente non di antica tradizione familiare ma nato ex novo da passione personale di un Homebrewer – ottiene un successo clamoroso, ecco che nel giro di poco tempo si passa da una reale produzione artigianale di grande qualità ad una industriale che sfruttando la fama acquisita permette un giro di affari di molti milioni, ma naturalmente la qualità del prodotto ne risente.
Presto o tardi simili speculazioni daranno un effetto negativo di ritorno – non si può fregare tutti tutte le volte – ma il guadagno di tipo speculativo è raggiunto da l’Homebrewer rampante(…)

(//)

Un caso tra i tanti del ‘primo esempio‘ di cui sopra è rappresentato da un piccolo birrificio belga degli anni sessanta del secolo scorso, fondato da Pierre Celis, un mastro birraio che ideò varie birre di grande pregio – tra cui la :‘De Verboden Vrucht’ ( ‘Brouwerij De Kluis’ ex ‘Celis Brewery’ ) – , che fu costretto a venderlo ad una multinazionale della birra ( oggi InBev) .

De Verboden Vrucht bier by Pierre Celis b

De Verboden Vrucht bier by Pierre Celis c

De Verboden Vrucht bier by Pierre Celis a

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Qualche fotografia di una manifestazione ‘nostrale/casereccia’, (denominata BeeRiver),presso la città di Pisa, pro diffusione della birra principalmente artigianale italiana.
Manifestazione peraltro gemellata con un birrificio francese Brasserie/Birrificio Angevine Angers, Francia. (Quarta e quinta edizione maggio 2017 – maggio 2018)

beeriver Pisa duemiladiciotto Stazione Leopolda

.
beeriver Pisa duemiladiciottoCartellone pubblicitario ,edizione 2018 Pisa,qui sopra.

.

Immagini edizione 2017 qui sotto;

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
ora complesso espositivo

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
ora complesso
espositivo
interno.

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
elementi a decoro
e
‘formativi’

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
elementi a decoro
e
‘formativi’

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
elementi a decoro
e
‘formativi’

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
interno;
l’angolo del panino con
la mortadella /
/ ‘Bologna sausage’ corner
( A destra di chi guarda/To the right of those who look)
E…
a sinistra di chi guarda/To the left of those who look…
A good quip:’
:’ Chi non beve birra ha torto’ / ‘Those who do not drink beer are wrong’

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
interno;
A good quip:’
:‘ Chi non beve birra ha torto’ / ‘Those who do not drink beer are wrong’
.
Non manca il complemento di termine?
( a chi, a che cosa?)
Proviamo ad aggiungerlo;
‘…a non bere del vino (?)/’… not drinking wine (?)’
In questi casi ci mancano proprio, ,e con tanta nostalgia, gli aforismi di
Oscar Wilde!

Nota;

Do you drink (beer or other …) for taste or for the effect?

Who drinks saying he does it for taste, is usually not sincere.

Why drink for the effect!

Reality in the sun but … inconfessable!

Questa frase, non ci racconta molto di più..?

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
elementi a decoro
e
‘formativi’ ;
granaglie di base

.

Sour corner;
ovvero
l’angolo delle
birre acide.
Vedi in dettaglio fotografia qui subito sotto

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
tipologie di birre ‘acide’
ovvero a fermentazione spontanea senza lieviti
aggiunti.

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
vedi didascalia qui
subito sopra

.
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Aggiornamento a giugno 2018;

recentemente, accanto a manifestazioni da intenditori di birra – ‘birrofili’, se così si può dire – svolte in sedi pubbliche che ospitano manifestazioni le più disparate (nel caso di Pisa la:’Stazione Leopolda‘) si organizzano anche ‘manifestazioni per amanti del vino‘.
Niente di strano, certo.
Ma quel che stupisce,è che sono organizzate sembra sulla scia delle ormai abbandonate ‘melodie del vino
( https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/06/08/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia/ )
a loro volta pendant di quelle francesi (non dismesse) denominate:’Grands Crus Musicaux‘. E dalla stessa organizzazione che promuove la birra.
Difatti quella organizzata a Pisa è denominata:’

:’enoritmo degustazioni armoniche

Un chiaro riferimento alle ‘melodie del vino‘ e ai ‘Grands Crus Musicaux‘.

Probabilmente gli organizzatori di questo modo di proporre il ‘prodotto vino’, notati i problemi che hanno portato alla dismissione delle manifestazioni ‘melodie del vino , hanno pensato di ‘correggere il tiro’ proponendo un prodotto non ‘dall’alto’, dal ‘palazzo/cantine architettonicamente prestigiose’ ( come quelle viste di Petra presso Suvereto (LI) o di Rocca di Frassinello, Giuncarico di Gavorrano (Gr) ),  ma più modestamente attraverso sedi per meetings più vicine… al consumatore.

Eccone un cartellone pubblicitario;

enoritmo degustazioni armoniche Pisa by beeriver a soloalsecondogrado

enoritmo degustazioni armoniche Pisa by beeriver b soloalsecondogrado

enoritmo degustazioni armoniche Pisa by beeriver c soloalsecondogrado

enoritmo degustazioni armoniche Pisa by beeriver d soloalsecondogrado

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Image and video hosting by TinyPic

Pisa Brewery, Tuscany ; ‘La Gilda dei Nani Birrai’

Presente alla manifestazione ‘BeeRiver’ a Pisa.

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The brewery headquarters: ‘La Gilda dei Nani Birrai’ of Pisa -Tuscany –

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Another small local reality;

a brewery of Lucca, Tuscany

Image and video hosting by TinyPic

The brewery headquarters: ‘Brùton’ San Cassiano di Moriano, Lucca -Tuscany –

Image and video hosting by TinyPicThe brewery headquarters: ‘Brùton’ San Cassiano di Moriano, Lucca -Tuscany –

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And also;

Birrificio La Petrognola Srl / ‘La Petrognola’ Srl Brewery, in the locality, ‘Piazza al Serchio’ – Lucca Tuscany – ( di Roberto Giannarelli ).
Uno dei primi, se non il primo , a produrre una birra ‘al farro/spelled beer’ in Italia. Il farro è un elemento tipico di quelle zone della Garfagnana (alta Toscana).

soloalsecondogrado birre apuane d
.

soloalsecondogrado birre apuane b
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soloalsecondogrado birre apuane c

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soloalsecondogrado birre apuane a

Un elfo  – femmina –
scelto a simbolo delle birre di/da Giannarelli. Un elfo che data la località ,assai fuori mano e montana, sembra anche incarnare – vista la rotondità dell’elfo femmina qui sopra ritratto – la costituzione tipica delle donne di quei luoghi, rimasti geneticamente isolati per secoli.

Nel circondario di ‘Piazza al Serchio’ non circolano – se non in particolari ricorrenze –  le birre ‘La Petrognola’.
Ritenute ,a quanto pare, troppo costose dalla gente del posto, – seppur ottime – , che ripiegano su birre note ma industriali.
( Se si vuole è il caso di dire :’Nessuno è profeta in patria’ ).

And;

A brewery (Italian), founded and managed by women only!
A rarity not only in Italy, but all over the world!

Si tratta del birrificio :‘BIRROIR’,presso Segromigno di Lucca – Toscana, Italia –
Il nome :‘birroir’ , vuol essere eco/pendant del termine francese ‘terroir’, utilizzato in enologia per indicare zone di pregio per la produzione di vino.

Vedi direttamente al link del sito del birrificio;
http://www.birroir.com/chi-siamo/
e,
www.nonsolobirra.net/www/index.php?option=com_tags&view…elisa-tealdi

birroir birrificio artigianale Segromigno Lucca Italia a

birroir birrificio artigianale Segromigno Lucca Italia b

birroir birrificio artigianale Segromigno Lucca Italia c

birroir birrificio artigianale Segromigno Lucca Italia d

Produrre birra – da imprenditore a Mastro birraio – non è più roba da maschiacci ?!
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Ecco un piccolo elenco che può tornare utile a chi cerca indicazioni sul mondo della birra (ovviamente perché realmente gli piace!)

http://boakandbailey.com/

Boak and Bailey

…………

http://barclayperkins.blogspot.it/2008/05/short-history-of-mild.html

Shut up about Barclay Perkins: A Short History of Mild

…………

http://www.garshol.priv.no/blog/

Larsblog – Lars Marius Garshol

…………

http://www.dutchbeerpages.com/

The Dutch Beer Pages | Chronicling the Dutch Craft Beer Revolution

…………

Pivní Filosof – Beer Philosopher

http://www.pivni-filosof.com/

…………

http://zythophile.co.uk/

Zythophile | ‘Zee-tho-fyle’, by Martyn Cornell, an award-winning blog …

…………

http://www.johnsbierblog.com/2010/05/malheur-12.html

John’s Bier Blog: Malheur 12

…………

http://beervana.blogspot.it/

Beervana di Jeff Alworth

…………

http://www.drinkdrank1.com/

drinkdrank

…………

http://www.stonch.co.uk/

STONCH’S BEER BLOG

………..

http://www.camra.org.uk/

Home – CAMRA

————————————————- ;

qualche ‘app / applicazione mobile’ sempre in riferimento alla birra;

CAMRA Good Beer Guide 2017 – App Android su Google Play ;

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.greenius.nearme&hl=it

od anche;

Good Beer Guide App – Camra

https://gbgapp.camra.org.uk/

……..

Microbirrifici App per Android .:: Microbirrifici.org ::. ;

http://www.microbirrifici.org/Microbirrifici_App_per_Android_news.aspx

……

App per Android della Guida MoBI al Locali Birrari ;

http://www.movimentobirra.it/readnews.aspx?id=32

……..

Guida alle migliori app dedicate alla birra – Fermento Birra

http://www.fermentobirra.com/app-birra-tablet-smartphone/

………

Brewing Calculators – Brewer’s Friend ;

http://www.brewersfriend.com/stats/

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People’s Brewing
Company
… and having disposed
of the fumes of the beer,
it comes back
to reality!

Nota personale;

in Italia,
dati i sistemi di produzione che la birra richiede – sistemi assai più economici rispetto al vino, come sopra fatto cenno –
molte start up si sono messe a produrre birra; alcune di buona, buonissima qualità.
Di certo, come il vino ha richiesto secoli di esperienza,
al pari la birra richiede pari maestria che solo il tempo può affinare; ecco che , ad esempio , birre prodotte all’interno di abbazie (trappiste) , dai monaci stessi , hanno qualità di rilievo ben maggiori. La loro origine è però solo nord europea.
Di certo vi è molta speculazione
sia sulle birre di chiara fama,e di vecchia origine,

vedi ad esempio la famosissima ‘Westvleteren beer’, birra ‘trappista’ belga, pluri-premiata ( più volte miglior birra del mondo ) prodotta dai monaci nel loro birrificio ‘Brouwerij Westvleteren’, presso il Monastero di Westvleteren – Sixtus Abbey, Belgio. Bottiglie da 33cl sono vendute a 20 euro. ( Monaci, e non frati, ovvero completamente dediti alla vita contemplativa evitando,a differenza dei loro confratelli frati, ogni contatto col mondo! ).
[ Quando in realtà basta assaggiare una loro birra, la ‘St Bernardus Abt 12’, prodotta su licenza dei monaci trappisti stessi ( una volta con lo stesso nome ; ‘Brouwerij Westvleteren’,poi tolto per ragioni di regolamento comunitario ), per apprezzare un prodotto assai simile , ma al prezzo di 4 euro ! ]

sia sulle birre di ‘nuova generazione’,
prodotte come sopra detto, da start up intraprendenti che, sempre per fare un esempio, in Italia hanno tentato il connubio birra/vino facendo maturare della birra da loro prodotta in botti di vino ( dismesse,quindi ‘da rottamare’ ) di Brunello di Montalcino!. Con risultati qualitativi assolutamente discutibili, ma dal prezzo indiscutibilmente inaccettabile!
Un esempio tra tutti quello blasonato della famiglia italo ungherese degli Hunyady (imparentati anche con la famiglia dei Marchesi Antinori – quelli del vino per intenderci – ), una cui eclettica rappresentante ;Etienne (Hunyady), ha deciso di cercare il difficile connubio tra vino – della cui produzione la Sua illustre famiglia ha grande esperienza, possedendo vigneti in Italia ed Ungheria – , e birre cercando una miscela tra mosto d’uva e birre di base,
il tutto grazie all’aiuto richiesto a comprovati Mastri birrai toscani (self-made man), che cercano di ideare la ricetta di birra vincente – su commissione della famiglia Hunyady – partendo da mosti da uve Syrah, Merlot, Cabernet f. e Sauvignon etc…

Sia
evitando di vendere il loro prodotto in loco – come un birrificio in provincia di Lucca, Toscana – , che vende tutto all’estero perché il prezzo applicato per bottiglia è più alto! O come un nuovo birraio di Pisa che pare abbia concluso un vantaggioso contratto con un importatore di birra del Principato di Monaco

Così,in fine, la speculazione francese ‘non si fa mancare’;
bottiglie di birra da 75cl,francesi, sono vendute a prezzi di circa 50 euro solo perché presentate in bottiglie identiche a quelle in cui viene venduto il famosissimo champagne Dom Perignon.
Birre che vantano fermentazione con lieviti da champagne e metodo classico (o méthode champenoise )!
‘Metodologia commerciale’ subito ripresa da altri birrifici ,anche italiani, che producono una loro birra ‘metodo champenoise’, con annesso un bel bicchiere ad hoc!

Tutti all’arrembaggio ,come già detto nel mondo dell’enologia ,con tutti i mezzi e le idee possibili!

              Nota; non esitano  ,’all’arrembaggio’ , i brewpub / Beer Shop. 

Ovvero negozianti che ti sciorinano sotto il naso tanta professionalità birraria , cercando ti venderti tipi di birra come quelle liquorose ma  ‘inventate’ di sana pianta / non essendo secondo tradizione ,  da birrifici come quello ‘Baladin’ (vedi in fondo a questo post), che ha creato tutta una serie di birre stile barley wine ma all’italiana; cioè invecchiate in botti di vino, o semmai in altri tipi di botti (da rum, whisky etc…vedi ad esempio la ‘Xyauyù fumè’ del  Baladin Brewery ).  Il tutto a 5 euro / 5 cl ; 1 euro a centilitro {***}

And to think that we Italians are often ashamed of certain figures (ugly customer) ‘Italian Americans’ of our past!

From: ‘Scarface’ to, ‘loss of face’!

Se girovagate in internet 

troverete un bel pò di siti specializzati’ che scrivono dettagliatamente sulle varie tipologie di birre, non ché sulle varie marche. E ciò con un atteggiamento di una certa professionalità.

Parallelamente nelle edicole per giornali

troverete anche una rivista italiana bimestrale ‘sulla birra’ :’Mondo birra’ ;

www.mondobirra.org/riviste.htm )

e : ‘fermento birra’ rivista bimestrale;

‘Fermento Birra Magazine’ ;

https://www.fermentobirramagazine.com/la-rivista/

che affronta temi sia tecnici sia problematiche economiche di questo piccolo universo paglierino.  Tuttavia sia negli uni che negli altri non troverete cenno della ‘Condicio sine qua non’  che ha portato ad interessarsi e scrivere in merito. E non vi troverete neanche delle critiche reali, se non legate in definitiva alla ‘difesa ad oltranza’ dell’universo birra.   E’ come se da un giorno all’altro tutto è dato per scontato e tale e quale deve essere accettato dal ‘fruitore bovino’   ! Palese dunque, la benché minima presenza di una  critica verace.   Si è in presenza invece di un  vero e proprio ‘battage’  che cerca di nascondere un ‘Sistema pubblicitario’  tanto indiretto/velato, per quanto potente.

Richard Hamilton pop art icona b

Richard Hamilton, pop art -icona prima- per la nuova realtà dal dopo guerra in poi… Ora, anche il ‘fruitore bovino’ più distratto potrà capire il senso di questo collage di R. Hamilton. Ammesso e non concesso che abbia sufficiente spirito,o meglio coraggio critico, nel rivolgere verso se stesso la critica che d’abitudine rivolge quotidianamente verso gli altri!

[ Una piccola doverosa digressione.
Un critico d’arte di qualche anno fa ha scritto de : ‘la morte dell’arte’ nel XX° secolo.
Frase spesso mal interpretata o mal capita.  Qui con R. Hamilton, ci possiamo rendere conto del significato di tale vecchia affermazione.
Un’ arte moderna/contemporanea non‘non più possibile, inesistente’ ma che riflette – come dico sempre come uno specchio oscuro/profondo – una realtà frivola e acritica come gli individui che la compongono.Una realtà in cui tutto è al servizio del consumo, tutto al servizio del Sistema economico, grande Golem che tutto fagocita.
Se questa è la realtà,necessariamente ne segue che il senso critico deve venir meno, anche in coloro che per formazione culturale dovrebbero averne a disposizione/da vendere..!
‘Va da se’, che in un mondo così costruito, un ‘sistema critico’ quale l’arte è, non ha più spazio (‘la morte dell’arte’ di cui sopra).
Se lo ha,
o si isola,non potendo più ne descrivere ideali – religiosi o civili che siano,ormai dissolti – ne essere veramente ‘engagé’.
Si riduce a fare della pura ricerca artistica ( vedi la ‘op art’…).
O, se si fa coinvolgere nel Sistema economico,
pur criticandolo finisce col servirlo – poiché tutto è fagocitato arte stessa con relativo valore/plusvalenza di mercato… – ( vedi ‘pop art’ di R. Lichtenstein, A. Warhol e Richard Hamilton…) – .
L’arte contemporanea ,in questo ‘modo obbligato’, rinuncia a parte della sua intrinseca natura sia nel primo caso che nel secondo, venendo quindi meno a se stessa/ snaturandosi… .
Ed in questo modo ogni individuo si riduce a sciocco consumatore, nel nostro caso ‘di birre’ come dal collage Hamilton qui sopra visto. ]

Ed in ogni lingua si affronti l’argomento – argomenti di qualsiasi genere, ma in questo caso ‘brassicolo’ – cioè in qualsiasi Paese ci si affacci, la faccenda non cambia; il leitmotiv è sempre identico. Celebrazione ad oltranza, con finte critiche che in realtà nascondono le vere questioni di fondo.
Eccone qui subito di seguito, un piccolo esempio tra i molti.
Esempio rappresentato da alcuni link di rinvio a blog/siti che parlano della birra (oltre a quelli qui sopra già citati, e altri in fondo a questo post elencati).

Siti/blog – qui sotto elencati – che ‘parlano di birra’ in modo sostanzialmente agiografico.

 

Resta certo un mio parere, ma credo di non sbagliare nel definirli dei cartelloni pubblicitari virtuali. Ne più ne meno.
www.bierblog.eu/

https://www.biernet.nl/blog

https://unepetitemousse.fr/blog/

https://blog.feedspot.com/beer_blogs/

https://bensbeerblog.com/

www.cronachedibirra.it/

https://www.cantinadellabirra.it/blog/

https://www.fermentobirra.com/i-migliori-blog-birra/

unabirralgiorno.blogspot.com/

www.interbrau.it/birra-per-passione

[  La critica non è diretta ne a chi produce prodotti – nel caso qui discusso ‘la birra’ – con scrupolo e tradizione legata a tradizioni territoriali, ne a coloro che apprezzano tali prodotti.

La critica è diretta a questa sorta di rapporto ‘pecore e pastori’ che partono da formazioni scolastiche di massa tanto ‘formali’ per quanto inconsistenti. E che portano infine soltanto a quanto da R. Hamilton qui sopra espresso nel Suo collage . ]

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.
Voglio qui aggiungere una nota personale circa una singolarissima birra belga, la :

‘La Duchesse de Bourgogne’.

E una piccola nota – qui subito sotto (°°°) – sulle birre acide‘/’sour bier’/(‘lambic’/’geuze’) anche queste del Belgio

‘La Duchesse de Bourgogne’ è una birra ad alta fermentazione (cioè ‘ale’) ambrata non annoverabile tra le così dette ‘birre acide’ (sour beer), ma sicuramente acidula e dolciastra allo stesso tempo, (spesso definita una: ‘Flanders red ale/Flemish Red Ale/birra rossa delle Fiandre’).
Con esattezza questa birra belga, insieme alla altrettanto nota: ‘Rodenbach’ ,sono due birre belghe ‘sui generis’ che vengono ben inquadrate dal punto di vista organolettico con la definizione di ‘birre acetiche rosse ad alta fermentazione’.
Ciò che ha di particolare la ‘Duchesse de Bourgogne’ e direi assolutamente unica birra in questa particolarità, sta nel fatto che è assai simile al’aceto balsamico di Modena ( Emilia Romagna ); un condimento per molti alimenti ottenuto dalla lavorazione del mosto d’uva (lambrusco).

Affinità tra questi due diversissimi prodotti mai rilevata da nessuno, per quanto a mia conoscenza .

C’è da giurare che prima o poi qualche ristorante stellato – o aspirante tale – utilizzerà questa birra belga al posto del noto aceto balsamico modenese!

‘Duchesse de
Bourgogne’;
una birra belga dalla singolare affinità di
sapore con
‘ l’aceto balsamico
di Modena’

‘Duchesse de
Bourgogne’;
una birra belga dalla singolare affinità di
sapore con
‘ l’aceto balsamico
di Modena’

(°°°)
Le birre acide/sour bier del Belgio, (‘lambic’/’geuze’)
sono un caso a se stante, se valutate nel loro gusto che può essere definito come del tutto differente da quello di tutte le altre birre.
Nate in Belgio,
secondo un antico legame non solo col territorio ma anche con quella che era la tradizione brassicola/birraria di molti secoli or sono, in cui non si utilizzavano lieviti aggiunti ma si lasciava fermentare in botti di legno il malto preparato, e non si utilizzava il luppolo o semmai solo come conservante etc…,
queste birre hanno ,con la scoperta negli ultimi anni della birra artigianale di qualità, ottenuto una rinascita commerciale impensabile.
Sono spesso presentate dall’oste/birraio di turno come il culmine di una verticale (*/*) ,(come nell’enologia, si usa questo termine), che parte da semplici pilsener per arrivare alla scoperta di questo prodotto di nicchia per estimatori altrettanto di nicchia.
Se cercate informazioni che le definiscono dal punto organolettico su riviste o libri specializzati troverete ricorrente il termine :’

:‘birre acide/sour bier’/’lambic’/’geuze’ … retrogusto da coperta di cavallo

Credo un eufemismo assai garbato per definirne il retrogusto. Che personalmente, senza tanti complimenti definisco:’

:’

:‘birre acide/sour bier’/’lambic’/’geuze’ … retrogusto da vomito di cane

Sarà di certo – questo giudizio poco garbato – dovuto al fatto che probabilmente per apprezzarle veramente occorre essere nati e cresciuti in Belgio, ma di certo quella è la sensazione ricorrente.
La variante delle /’lambic’/’geuze’, sono le ‘framboise’ e le ‘kriek’, rispettivamente addolcite con lamponi e ciliegie. Ma francamente il retrogusto di cui sopra, non cambia.

Non voglio dire che non abbiano una loro qualità, ma di certo bisogna avere una predisposizione particolare per apprezzarle.
Se i belgi considerano queste Loro birre acide, come lo champagne della Loro terra , di certo nel prezzo non se ne discostano molto, visti i prezzi assai alti che le caratterizzano.

(*/*)
A proposito di verticale;
termine con cui si intende, nel mondo dell’enologia una serata a tema su un determinato tipo/tipologia di vino in cui vi è un produttore, degli avventori, un sommelier, il tutto organizzato in una enoteca o in un locale etc…
Ecco che nel mondo della birra si è già da tempo ripercorso lo stesso cliché enologico;
ovvero si organizzano serate/eventi in cui vi sono i soliti personaggi, che ti presentano ,ad esempio, una nuova birra brassata/prodotta artigianalmente da allievi in un loro corso etc…

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In ultimo, in calce ;

il fenomeno delle

 

‘beer firm / Gypsy Brewery ,azienda delle birre’

,aziende che

Si fanno brassare/produrre birra da terzi .

.

Il titolare
di una ‘beer firm / azienda delle birre’ è solitamente definito :‘Gypsy Brewer / birraio zingaro’

Attualmente (fine 2016) i micro – birrifici italiani sono circa 700.
(vedi sito che tratta dei micro birrifici italiani direttamente attraverso il seguente link;
http://www.microbirrifici.org/
:’Scopo del sito è la condivisione di informazioni, la promozione della realtà birraria italiana e lo scambio di giudizi indipendenti sulla produzione dei microbirrifici nazionali.’)
Pochissimi hanno chiuso i battenti ‘causa crisi’ come invece molte altre aziende in altri settori.
Ma certo piazzare le birre prodotte non è cosa facile, meno ancora procedura da improvvisare.
Ed ecco in parte spiegato il mondo delle

 

‘beer firm’

ovvero ‘birrifici sena dimora’ o ‘birrai nomadi’ , ‘Gypsy Brewer / birraio zingaro’ ‘SENZA IMPIANTI DI PRODUZIONE’ che si sono improvvisati tali; sono solitamente commercianti d’assalto che dopo un contratto con un birrificio rinomato con impianti e professionalità da vendere, producono birra, attraverso il suddetto ‘birrificio rinomato’. Producono birra artigianale attraverso veri e propri birrifici, ma con proprie etichette.

Un pò, per intenderci come i vini Champagne NM Négociant Manipulant ovvero semplici commercianti elaboratori ( che non allevano vigneti, ma solo elaborano le uve da altri prodotte )
e dunque ben differenti dagli ‘RM’ Récoltant Manipulant , cioè produttori di champagne/vinattieri che producono le uve e fanno poi da queste il loro champagne !

Ad esempio il ‘De La Sanne’ era una ‘beer – firm’ che si appoggiava al birrificio vero e proprio :‘ De ranke’

[ I birrifici belgi ‘De Ranke’ e ‘De La Sanne’ sono stati legati da un comune intento – nato prima in uno e poi nell’altro – . Comune intento consistente nel’andare contro corrente rispetto alle tradizioni e gusti (opposti) del loro Paese, decidendo di produrre birre amare. Birre basate dunque sull’utilizzo di luppoli, nel tipo e nella quantità, conferenti questa particolare nota amarognola alle loro birre.
Indubbiamente originali in questo in terra fiamminga, non sono stati comunque i primi. Va ricordato, se non altro per onor di cronaca, che il birrificio Van Eecke, intraprese questa direzione, attraverso la produzione di una birra celebrativa denominata:‘Poperings Hommel Bier’. Birra che dal nome stesso fa doppio riferimento al luppolo; ‘Poperinge’, una località belga dedita alla produzione del luppolo e :‘hommel’, ovvero ‘luppolo’ nel gergo locale. ]

Addirittura il birrificio belga : ‘De Proef’ lavora prettamente conto terzi, – cioè l’opposto di un beer firm – , ovvero produce birra per chi non la sa produrre ,o non ha gli impianti necessari, o semplicemente vuole solo commercializzare birra a propria etichetta! Ad esempio ‘De Proef’ produce birra per la ‘beer firm’ ‘Mik – keller beer’ ma anche per il la beer firm americana :‘Bell’s’ come anche per le beer firms belghe :‘The Musketeers’ e ‘Prearis’ come per la danase :’To Øl’ .
Questo grazie ad uno staff di circa 32 professionisti birrai collaboratori del dirigente capo di ‘De Proef’ ;Mr. Dirk Naudts .

( Alri birrifici ‘beer firm’ di De Proef sono ; il VIVEN (www.viven.be/ ) , il SLAAPMUTSKE ( http://www.slaapmutske.be/ ) e il JESSEN HOFKE ( jessenhofke.be/ , SBS di Alan Shapiro ,sud africa e per una catena di supermercati in Belgio ; ‘ DELHAIZE ‘.) .

All’opposto altri ‘birrifici in affitto’ cioè che producono birra per ‘beer firm’ sono ; ‘ Van Steenberge ‘ ( http://www.vansteenberge.com/ ) e il ‘ Du Bucq ‘ ( bocq.be/nl/ )

[ Il birrificio belga ‘De Proef’ / the Brewery ‘De Proef’ produce e commercializza a proprio nome una birra col marchio ‘Reinaert’ in quattro varietà ;(una tripel, una ambrata a nove gradi, una birra sempre ambrata a sette gradi e una grand cru) ]

E si tenga presente la ‘gemmazione di altri birrifici conto terzi’ , – cioè birrifici che producono birre per ‘beer firm’ – che nascono dall’iniziativa di ex dipendenti ,come da un ex dipendente del birrificio ‘de Proef/ sperimentale’ – ; il birrificio :‘ BROUWERIJ ANDERS ‘ sito in Halen ( Belgio ) nel Limburgo ; (www.brouwerijanders.be/ )
Un posticino a se stante
ce l’ha una ‘beer firm’ fondata su una ‘birra gourmet’; ‘gourmet’ poiché fatta produrre da un grande cuoco stellato e, come tale sicuro detentore del ‘buon gusto in cucina’ e di certo – quindi – anche nel mondo dell’orzo e del luppolo

( siamo dunque in presenza di una ‘beer firm’ auto referenziatasi )

; si tratta del cuoco spagnolo FERRAN ADRIA che ha fatto produrre una birra dal nome:‘ESTRELLA DAMM INEDIT’ ,che commercializza nei supermercati (Conad e Esselunga) a circa sei(6) euro (75cl), (due tipologie; quella ‘inedit’, la più sciccosa e la versione ‘base’, guarda caso come per molte tipologie di vino proveniente da una stessa cantina…)
La scelta di commercializzare la sua birra nei supermercati sembra essere saggia da parte del cuoco FERRAN ADRIA; se fosse stata  venduta nei brewpub ,la sua birra

dove c’è gente che da un lato di birra se ne intende,
ma che sopratutto snobba il mondo ‘del vino’ e sopratutto il mondo di quelli che girano in giacca e cravatta e che rappresentano un mondo da loro assai poco amato – per usare un eufemismo –

avrebbe finito per essere non solo snobbata dal ‘People’s Brewing Company’, ma avrebbe fatto correre il rischio al titolare del brewpub stesso, di fargli naufragare il giro di affari…

      Un Gypsy Brewer che vanta il proprio status.

Un Gypsy Brewer
che vanta il proprio status.

Altro ‘caso stravagante’ – se così lo si può definire – è il caso di un singolare birrificio svizzero:’

: ‘Brauerei Locher’ AG, Appenzell – Ch/Svizzera

Un birrificio svizzero condotto dai cugini Karl Locher e Raphael che hanno aggiunto un ingrediente ‘al limite’ della legalità ad una Loro birra , la ‘Hanfblüte Bier’ ;

la cannabis,

pianta notoriamente utilizzata illegalmente nel ‘mondo underground’ sotto forma di preparati (foglie di marijuana) e resine (hashish), come sostanza stupefacente
è dai due birrai svizzeri aggiunta ,più volte, nella preparazione della loro birra:‘Hanfblüte’, ma privata dell’elemento allucinogeno contenuto naturalmente nella cannabis, il THC .
La cannabis così aggiunta (ripeto senza il THC), pare conferisca un sapore rinfrescante erbaceo pungente.
Ciò fu a suo tempo (nel 2000,anno di inizio produzione di questa particolarissima birra) sottolineato con un’immagine , – dal birrificio svizzero diffusa – ; quella di un fumatore di pipa, poi, pare per proteste di un comitato svizzero, trasformata in quella di un semplice contadino svizzero con il pollice in bocca!

[ ‘Brauerei Locher’ AG, Appenzell – Ch – Svizzera – by Karl Locher e Raphael.
‘Hanfblüte Bier’
Mit Hanfblättern und Hanfblüten aus der Schweiz gewürzt (natürlich ohne THC), entsteht zusammen mit Wienermalz und Stammheimer Hopfen ein Bier mit intensivem Hanfaroma… ]

Ed in nome ,forse, di un ‘ritorno alla natura’ alla Jean-Jacques Rousseau, pare pure che il ‘Brauerei Locher’, sia stato il primo birrificio svizzero a produrre una birra biologica : ‘Vollmond Bier’ ( certificazione Knospe!).

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Il fenomeno delle ‘beer firm’ se diffuso in Belgio e anche in Italia, circa un centinaio di ‘beer firm’ ,
( cito per l’Italia ; ‘go beer firm’ / ‘Brew Fist’ / ‘BI – DU’ / ‘Orso Verde’ / ‘Le Baladin’ / ‘ Birra Amiata’ / ‘Hibu’ ) .

è raro in Germania dato che è un Paese di comprovata tradizione birraria e serietà nella produzione. Fanno lì eccezione le ‘Freigeist BierKultur’ la ‘Sebastian Sauer’ e la ‘Fritz Ale’.

Una ‘beer firm’ ha un blog tutto suo : ‘Cronache di Birra – Il blogzine italiano sulla birra artigianale. Notizie’ / http://www.cronachedibirra.it/ .

In sostanza, il fenomeno delle ‘beer firm’ giocando sulla attuale legislazione circa la produzione della birra,che non obbliga il produttore di birra , come invece il produttore di vino a chiarire se ha solo ‘imbottigliato’ / ‘NM’ o : ‘prodotto ed imbottigliato / ‘RM’ il proprio prodotto,
permette un atteggiamento disinvolto e spesso ‘ d’assalto ‘ del produttore di birra !

Un caso del tutto particolare – italiano – ; i birrifici rampanti/d’assalto

(Rampant brewers; brewers who have production facilities but who do not know how to produce decent beer
/ Rampant brewers; ‘beer firm / Gypsy Brewery’ but with beer production facilities!)

Birrifici con impianti di produzione a disposizione, che non sanno fare birra di qualità

perché birrifici nati soltanto per cogliere il ‘boom’ del mercato nel consumo di birra.

E alcuni sono birrifici ‘ d’assalto ‘,nati addirittura dalla volontà di imprenditori vitivinicoli!

Ecco qui di seguito questa realtà ,anche italiana, – non rara – ma del tutto peculiare;
aziende agricole vitivinicole ,ma ovviamente anche di altra natura ( come per ‘Gruppo Campari‘…), nate da tradizione familiare di semplice origine contadina ma felicemente evolutesi in vere e proprie aziende di livello nazionale nella produzione e commercializzazione del vino (vino di pregio)

che decidono

 

di mettersi a produrre birra!

 

( Come sopra fatto cenno, essendo vino da una parte e birra dall’altra due prodotti antagonisti appare bizzarra la scelta di operare in questi due campi opposti da parte di una stessa impresa solitamente non di grandi dimensioni )
Solitamente il ramo cadetto/giovane della famiglia
si impegna in questa produzione a loro del tutto peregrina, in quanto a tradizione.
Per lanciare il ‘prodotto birra’, questi simpatici giovanotti, si rifanno il look;i rampolli di famiglia indossano da un giorno all’altro giubbotti di pelle, catenine, braccialetti borchiati etc… Facendosi notare alla guida di furgoncini dell’azienda paterna anche per uso personale – non lavorativo – .
Ma solo per l’occasione di rito; solo per farsi fare qualche fotografia d’immagine da diffondere in internet. Poi tornano al solito cashmere e alla guida di auto da 100.000 euro in su.
Ma poi, sempre solitamente , dopo le prime delusioni brassicole (= nel produrre birra), capiscono che occorre qualcuno che ne sappia per davvero di produzione di birra veramente artigianale e di qualità superiore! Dato che, dopo le prime produzioni e promozioni del loro prodotto, gli effetti sul mercato sono stati assai deludenti ( e nel frattempo l’azienda rappresenta soltanto un passivo…).
E allora ?
E allora,dato che in Italia,
a differenza che in altri Paesi come gli USA, dove chiamano un esperto nella produzione della birra – un Mastro birraio
si tende ad assumere in Ditta solo i familiari o parenti graditi – anche se semi dementi – o solo piacenti segretarie ‘tutto fare’,

si ricorre necessariamente all’aiuto esterno;
in questo caso si ricorre a dei birrifici di chiara fama e tradizione birraria
– spesso sono birrifici belgi. Birrifici ‘in affitto’/cioè disposti a produrre ricette di birra e birra stessa per conto terzi – con cui si stipula un contratto per la ricetta di una nuova birra, che sarà etichettata col nome del birrificio committente (italiano nel nostro caso).

Ecco definito un caso particolare (italiano o di altro Paese senza tradizione birraria );
un birrificio con impianti di produzione a disposizione‘ ma d’assalto ‘ /rampante
che non sapendo realmente produrre birre di pregio in grado di concorrere con birrifici artigianali (stranieri) di buona qualità anche se per nulla eccelsi ma di tradizione antica brassicola ,
ricorre ad un altro birrificio ‘in affitto’ per produrre birra di buona qualità organolettica e quindi commercializzabile!

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In questi casi, per vendere,
occorre – per altra via risolutiva dei problemi commerciali – raccomandarsi al Santo di turno/competente.
In questo caso sia i birrai/venditori di birra (osti) che i produttori di birra, sono ‘ben messi’/’ben piazzati’ , avendo a disposizione
ben due Santi Patroni;
Arnoult de Soissons / Arnolfo di Soissons , un monaco benedettino,poi Vescovo, fiammingo dell’anno mille e,

Arnolfo di Metz / Arnoul de Metz, un Vescovo francese del VI secolo.

Mentre il primo,
lo si può considerare anche come il Patrono dei bevitori – incalliti – di birra, poiché pare Egli abbia invitato i Suoi Confratelli a bere birra, avendo acutamente notato che questa bevanda aveva la proprietà (empiricamente notata dal monaco benedettino ) di difendere dalle infezioni,

il secondo,
sembra ripercorrere uno dei tanti miracoli operati da Gesù;
ad esempio la moltiplicazione dei pani e dei pesci per dare da mangiare alla moltitudine che lo aveva seguito. Vangeli (Matteo 14,13-21, Marco 6,30-44)
Difatti nel caso di Sant’ Arnoul de Metz pare che fu Lui stesso, durante il trasporto delle Sue stesse reliquie , in un torrido giorno d’estate,
a moltiplicare un singolo boccale di birra, per dissetare il clero e i fedeli che procedevano in processione al Suo seguito…
E, ricordo, che ‘durante il periodo di Quaresima’ la birra viene utilizzata dai Monaci trappisti – da Loro prodotta – come ‘pane liquido’ ,ovvero sostituto del cibo solido da cui, durante il periodo quaresimale, ci si astiene per penitenza..!

brew pub Avignon

Dato che abbiamo appena parlato di Santi patroni & Associati, è il caso di mostrare una immagine di un brew pub, ‘in tono col tema ora trattato’ ; un pub di Avignone, ex Sede papale!

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[ Circa i birrifici sopra citati come ‘beer firm’,si tenga presente che è una realtà in continua mutazione, per cui alcune ‘beer firm’ di ‘ieri’ potrebbero non più esserlo ‘attualmente’. ]

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Un sotto prodotto dei birrifici sono le così dette

‘tap room’;

ovvero dei pub (brewpub) che vendono birre solitamente ‘mono marca’ ,ma non sempre,
che altro non sono che le birre prodotte da loro stessi che dunque le commercializzano direttamente.
Il pub – tap room – è quindi di proprietà di un birrificio – od anche un ‘beer firm’ – che decide di aprire un proprio punto vendita.
E poi, se tutto va bene, una catena magari pure in altri Paesi.
Questo fenomeno appare bizzarro, in realtà non si tratta soltanto di ricavare un guadagno maggiore, vendendo direttamente al pubblico anziché a un grossista o a un commerciante.
Si tratta di mettere in evidenza il proprio prodotto, anche con un certo stile di presentazione attraverso il design del pub stesso.
Il fenomeno ‘tap room’ è nato oltre oceano e poi è migrato per ‘simpatia’ (come per alcuni esplosivi) nel vecchio Continente.
(In origine si trattava di un piccolo locale all’interno di un birrificio vero e proprio, adibito a struttura tipo pub per far assaggiare le loro birre. Questa realtà esiste ancora, ma come ora visto si è evoluta).
Ecco un indirizzo internet che può tornare utile a comprendere il fenomeno delle ‘tap room’.

http://allaboutbeer.com/article/the-rise-of-taprooms/

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Since this is a ‘Gypsy Brewery’, they operate on a temporary or itinerant basis out of the facilities of another brewery, generally making “one-off” special occasion beers.

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Il bicchiere universale               da birra            italiano;               TEKU ideato da Teo Musso e Kuaska ( Lorenzo da Bove ) .  Presentato per la prima volta a Rimini nel 2006          (Pianeta birra)

Il bicchiere universale
da birra
italiano;
TEKU
ideato da Teo Musso
e
Kuaska ( Lorenzo Dabove ) .
Presentato per la prima volta a Rimini nel 2006
(Pianeta birra)

Circa il bicchiere per birra ‘ideato’ da Teo Musso & Kuaska, alias Lorenzo Dabove : il ‘TEKU’ sembra non essere altro che una rivisitazione del bicchiere ‘a tulipano’ a gambo lungo e di formato più grande rispetto a quelli per vini dolci da fine pasto.
( Il vino santo toscano, viene servito in un bicchiere analogo al TEKU, ma più piccolo .E ciò da tradizione risalente almeno all’inizio secolo)!
Senza contare il fatto che il TEKU dovendo contenere della birra, bevanda solitamente servita a temperatura ben refrigerata, con il suo vetro sottile mal si adatta a mantenere la refrigerazione, (ricordo che i migliori flûte da Champagne hanno vetro di spessore).

Musso e Dabove,hanno sostanzialmente scoperto/ideato ‘ l’acqua calda ‘ / reinvent the wheel .
Ad ogni modo un merito bisogna riconoscerglielo;
a ben ricordare i famosi ‘boccali da birra’ di teutonica memoria tendono ad essere una realtà se non scomparsa, sicuramente di nicchia tedesca o semplicemente di nicchia. Musso e Dabove hanno il merito di aver notato questo; si tende a bere ‘in qualitàanziché ‘in quantità’ . Dunque un bicchiere come il Teku, piccolo almeno rispetto al boccale tedesco, è più adatto a questo nuovo modo nell’accostarsi al mondo della birra.

Un altro merito,conseguente all’ideazione del bicchiere ‘TEKU’ occorre riconoscerlo a Musso e Kuaska (Lorenzo Dabove);

un merito paragonabile a quello attribuito al fiorentino  Giovanni della Casa; un Vescovo  schifiltoso che assai seccato per le cattive maniere a tavola – da barbari – dei suoi contemporanei  ,

( siamo nel XVI secolo, quando ancora gli inglesi in visita  a Firenze – per battere cassa all’uscio dei banchieri fiorentini, per conto del Re d’Inghilterra – non conoscevano l’utilizzo delle posate da tavola, mangiando ancora con le mani . A differenza dei fiorentini che le posate le utilizzavano già da più di un secolo )

e per giunta nobili, ebbe a scrivere :‘ Il Galateo ‘ ; sorta di manuale della buona creanza da seguire mentre si è a tavola.
Notorio che gli amanti della birra amavano/amano spesso bersela direttamente dalla bottiglia, generando così – visto che bevendo in questo modo si immette nello stomaco molta aria – sonora eruttazione.

Con l’ideazione di un bicchiere – il ‘TEKU’ creato ad hoc per gli amanti della birra questa fastidiosa – e assai poco garbata – conseguenza dal bere dalla bottiglia di birra viene certo evitata!

Come si evita, utilizzando il bicchiere da birra tutto italiano TEKU, l’utilizzo del boccale per birra / der Bierkrug che è emblema di un mondo ‘troppo’ tedesco…
Occorreva difatti svincolarsi dall’immagine del boccale per birra/ der Bierkrug, inevitabilmente tedesco accostato alla birra tedesca.

Anzi,
non solo si sono prese le distanze dal mondo teutonico, ma si impone l’Italian Style diffondendo un bicchiere da birra tutto italiano , il ‘TEKU’ , negli USA.
Almeno a giudicare da quanto in questa immagine (del 2010, quattro anni dopo l’ideazione del TEKU – 2006 Rimini – )

The lost Abbey USA ;
una birra tutta americana servita in un bicchiere assai simile ,se non identico , al TEKU (?).

In definitiva,
se il nuovo bicchiere da birra italiano ‘TEKU’ è il prodotto di un’idea di marketing/merchandising assolutamente di pregio – vincente – , dal punto di vista tecnico pratico è una ideazione sostanzialmente sbagliata.

Nota;

Teo Musso è il patron del birrificio ‘Le Baladin’,
birrificio che commercializza alcune delle sue birre

( le’birre’ al plurale come il collega ed amico Kuaska,alias Lorenzo Dabove, ama affermare non esistendo ‘la’  birra ma le birre…)

anche nei supermercati quali PAM, CONAD e ‘Eataly’.

Eataly , ovvero catena di supermercati sedicenti commercianti del cibo slow food del patron Oscar Farinetti di cui vedi post ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/10/26/eataly-eat-italy/ ).

( Oscar Farinetti, ovvero il patron di Eataly, commercializza le birre italiane Baladin nei suoi centri ‘Eataly’ anche grazie al fatto che,a quanto pare, ha acquistato una parte del birrificio di Teo Musso…)

Se vi capita date un’occhiata al : baladin – Giornale della Birra –

Avrete di che meravigliarvi; un’operazione in grande stile, di merchandising

una promozione di birre create ad hoc per soddisfare tutti i possibili gusti; dalla birra bianca (di frumento) a quella ambrata a quella scura a quelle ‘barricate’, a quelle barricate stile Barley wine, a quelle a quaranta gradi di tenore alcolico etc…

Ne elenco qualcuna – birrificio Baladin & Farinetti(?) – Riserva ‘Teo Musso’ ; LUNE, birra da divano stile barley wine, dedicata ai grandi vini bianchi.
Ovvero dedicata all’utilizzo di botti dismesse – solitamente di quarto passaggio o più ( cioè in zona ‘rottamazione’) – utilizzate da produttori di vino , bianco nel caso, quali;

° ANTINORI,
° Di Majo (Norante),
° Fazi/ Battaglia,
° La Scolca/ Livio Felluga,
° Monte Rossa.

Etc…

….

Non possono dunque mancare nel birrificio di Baladin, birre barley wine, dedicate ai grandi vini rossi (sempre rigorosamente italiani); TERRE, birra (sempre) da divano stile barley wine, ripassate in botti dismesse di vino rosso provenienti da grandi produttori di vino rosso italiano;

° SASSICAIA (quale onore!)
° Arnaldo Caprai,
° Borgogno Giacomo & Figli,
° Cantine del notaio,
° Castellare,
° Ceci Conti
° Donnafugata,
° Fontanafredda,
° Marchesi di Barolo,
° Marchesi di Livella,
° Fratelli Muratori,
° Palari.

Etc…

In tutto questo ‘darsi da fare’ ,

da parte del birrificio ‘Baladin’  non manca la neo produzione di cioccolata ‘Baladin’ stile cioccolato di Modica (Ragusa – Sicilia), con l’appoggio di una cioccolateria di Modica  ( Sabadì ),

Come non manca la produzione di pasta ‘Baladin’ (spaghetti, maccheroni etc…), stile pasta di Gragnano ( Napoli – Campania ) , sempre con l’appoggio di un pastificio di Gragnano.

And … for the Holy Christmas? The traditional dessert: ‘Baladin’s panettone’ !

(Non mancano i succhi di frutta – tanto salutari –   targati :  ‘Mariangela Prunotto’  !)

Ora, se noi ci soffermiamo ad osservare l’evoluzione storica, di birrifici rinomati come quelli belgi trappisti, notiamo certo,nel tempo, impegni progressivi nella produzione, come nel commercializzare anche alimenti locali , prodotti dai monaci stessi (come ad esempio alcuni tipi di formaggi) . Ma di certo dobbiamo ,in genere, riconoscere che costanza nella qualità, come produzione limitata e legata al territorio sono un elemento che ha permesso a quelle produzioni del nord europa di superare ‘mode’ alimentari, crisi economiche, concorrenza da altri Paesi etc…  Tutto ciò ha permesso loro di rimanere ad alti livelli di produzione qualitativa , come nella stima da parte del consumatore.

Se si intraprendono strade come quella intrapresa – tra le molte aziende italiane anche in altri settori (alimentari e non) – da alcuni birrifici, italiani e non, presto o tardi si finirà per subire una reazione negativa del mercato. Mercato che se ben accoglie risultati di pregio qualitativo, è parimenti impietoso verso le speculazioni di carattere commerciale che mirano soltanto a cavalcare un mercato in crescita in un determinato settore. Gli esempi storici in merito non mancano di sicuro…

{***}
Per capire quanto ora detto,
basta confrontare , da un lato, un prodotto trappista stile barley wine,
e, dall’altro, le invenzioni di sana pianta di birre ‘da contemplazione’ sempre in stile barley wine , che, seppur di pregio, con la tradizione e se vogliamo la modestia dei Monaci non reggono il confronto.
Tenendo anche in considerazione il rapporto del prezzo con la qualità!
Bevendo una Engelszell Benno – Trappisten Bier – (birra trappista austriaca),
noterete un colore ed un aroma che tanto ci ricorda ,dall’aspetto, un vino passito e, nel gusto un insieme molto più leggero rispetto all’aroma e all’aspetto stesso.
Questa birra, quasi dimenticata, non ha nulla da invidiare alle ‘rampanti’ birre di ultima generazione stile barley wine (da meditazione!).
E se confrontiamo i prezzi, il paragone ci lascia certo perplessi; circa 6 euro (al pub) per una Engelszell Benno – Trappisten Bier – , mentre per una ‘rampante’ di ultima generazione stile barley wine si toccano prezzi da champagne!

Engelszell Benno Trappisten Bier a

.
.
Engelszell Benno Trappisten Bier b

.
.
Engelszell Benno Trappisten Bier c

.
[ Se nel mondo americano  – USA – ,
si creano ‘multi creazioni’  / ‘gadgets’ma solo nelle realtà cinematografiche o nei fumetti ,o giù di li, vedi ad esempio gadget di Batman ( la bat-mobile, il bat-segnale,la bat-caverna, la bat-pistola etc…), per finalità artistiche e pubblicitarie
– creazioni che non vengono prese sul serio in primo luogo dagli americani stessi –
in Italia ,al contrario e in modo onirico, queste ‘americanate’ vengono non solo prese sul serio ma pure trasposte dal mondo della finzione a quello reale! Come qui sopra visto,  con la mega operazione di merchandising   esposta ]

batman bat signal gadget

Bat – Signal !

The difference between a child and an adult is only in the price of toys !

From the Bat – mobile, Bat – cave, Bat – signal …(from Batman)

to the

Bal-chocolate, Bal-pasta, Bal-fruit juice … (by Baladin brewery & C.)!

( Let’s try to be serious ! / Cerchiamo di essere seri..!)

…..

Con l’affermazione :’le birre’ , chiaramente si è voluto fare una netta distinzione tra ciò che è commerciale e ciò che è artigianale nel senso più pieno del termine.

– Non tutti accettano di farlo, anche se ‘non c’è niente di male’ nel commercializzare le birre attraverso la grande distribuzione.
Difatti, ad esempio alcune famose birre trappiste belghe ,sono commercializzate anche nei supermercati ( Esselunga , Coop ed altri ). –  

Di conseguenza la netta distinzione fatta da Kuaska e certo condivisa da Teo Musso, alias ‘birre’ Baladin, non andrebbe fatta anche nei luoghi dove viene commercializzata? ].

{

Quali birre comprare al supermercato | Dissapore
http://www.dissapore.com/grande-notizia/comprare-birre-supermercato/
19 giu 2014 – Birre da supermercato: 7 regole d’oro per sceglierle senza avvelenarsi …. di una cassa di Nastro Azzurro che una bottiglia di Baladin.

}

Kuaska,alias Lorenzo Dabove,

a quanto pare ha intrapreso – a differenza dell’amico Teo Musso – una carriera, se così possiamo dire , non da ‘imprenditore birraio’ / Brewer (forse a lui non confacente per indole irrequieta), ma da ‘referente’; ovvero chi ha le competenze – notoriamente riconosciute – di garante della qualità di un certo prodotto. Nel nostro caso :’la birra’.
Difatti;

Kuaska, alias Lorenzo Da Bove; qui ‘referente’ della birra sarda:’ :’sella del diavolo’ del birrificio :’ Barley’

Kuaska, alias
Lorenzo Da Bove;
qui ‘referente’ della birra sarda:’
:’sella del diavolo’
del birrificio :’ Barley’

—————

 

Va infine rilevato il fatto – che ‘conta’ moltissimo – che la qualifica di  ‘artigianalità’ – CRAFTY – di una birra commercializzata in Italia è ben lontana da venire qualificata secondo un serio capitolato.

Per cui le multinazionali della birra [ e non solo queste(?) ] ,

che hanno ben notato il segmento di consumo ‘artigianale’ come un segmento di mercato in crescita,

non si sono lasciate scappare l’occasione di presentare loro birre come ‘artigianali’ benché semplicemente industriali tout court .

Per dirla con uno slogan di un conosciutissimo birrificio americano del Maryland:’

:‘Good Beer ! No Shit !

By Flying Dog Brewery Maryland USA.

Good Beer No Shit By Flying Dog Brewery Maryland USA b

Good Beer No Shit By Flying Dog Brewery Maryland USA a

.
————————–

Ecco una simpatica immagine riprodotta su un cartoncino ‘sotto birra’ ,per/da :

:‘Löwengrube original münchner bierstube. ‘Unter bier’ Hohenthanner

Schlossbrauerei’

Una multi nazionale della birra con locali sparsi in vari Paesi, stile Mc – tanto per intenderci – , tra cui in Italia,
dove ti attende un personale con abiti stile ‘bavarese D.O.C.’ ; (pantaloncini corti con bretelle, per i maschietti, e gonna lunga con corpetto scollato per le femminucce…)

Löwengrube original münchner bierstube Unter bier Hohenthanner Schlossbrauerei

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Birre d’abbazia e birre trappiste / Abbey & Trappist Beers

La produzione di birre di valore
– come la famosissima birra Westvleteren; anche ‘St. Sixtus’ ,birra prettamente trappista cioè cistercense, ovvero prodotta direttamente dai monaci trappisti/cistercensi , che hanno come logo identificativo un logo esagonale ‘Authentic Trappist Product’
non basta a far fronte alla domanda. Di conseguenza si deve necessariamente produrre industrialmente ciò che nasce artigianalmente.
Ovvio che la qualità ne risente. Ma è l’unico modo per far fronte ad una domanda che può accontentarsi anche di una etichetta che se non altro ‘in etichetta’ rappresenta una birra di valore come quelle trappiste. Ecco nascere, ed ecco spiegato il fenomeno delle ‘birre d’abbazia / abbey’ com la sopra citata birra ‘maredsous’ o come la ‘St Bernardus Abt 12’ che vuole soddisfare la domanda’in eccesso rispetto alla produzione’ di birra Westvleteren.
Sono ottime birre anche quelle di abbazia / Abbey, che hanno un loro disciplinare di produzione ( ricetta originale di un monastero trappista, materie prime di qualità etc…) ma di certo non hanno le caratteristiche delle ‘sorelle maggiori’.

Chimay bier
and
grand chimay authentique fromage
trappiste.
Da tempo i Monaci trappisti dell’Abazia di
(Abdij) Notre-Dame
de Scourmont,
in Belgio
producono anche
formaggi.
Ma è da poco tempo
che i Monaci hanno
incrementato la produzione di questo alimento, potendolo
di conseguenza commercializzare anche in Paesi come l’Italia, assai lontana dal Belgio.
Dai formaggi trappisti
http://chimay.com/nl/fromages/saisonniers/
alle birre trappiste
http://chimay.com/nl/bieres/

Cfr.
col mondo dell’enologia e relativi ‘problemi giudiziari’ al seguente link ( all’interno del post, quando si parla del famoso ‘scandalo del vino al metanolo del lontano 1986’ e dello ‘scandalo in corso del Caso Sauvignon 2014/2015’

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/06/08/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia/

Se ,come dico sempre, l’arte è uno specchio profondo che coglie un’epoca, e l’individuo che ne è il rappresentante, nella più intima essenza,
ecco che le due opere qui sotto riportate, ben rappresentano le differenze tra due epoche differenti; quella rinascimentale di Leonardo da Vinci – epoca che potremmo definire di profonde trasformazioni ma all’insegna di un evidente rigore formale e concettuale – ,
e quella attuale del terzo millennio; espressione del caos formale, concettuale ed etico più esasperato.
( E ciò lo possiamo trovare sia nelle arti come nel mondo dell’economia, come in quello politico etc…)

freccia

Il cenacolo del terzo millennio!

Il cenacolo del terzo millennio!

A proposito;

gente da birra!

People's Brewing Company

People’s Brewing Company

Dopo un paio di birre belle toste come quelle sopra indicate, si può fare anche questo!

People's Brewing Company

People’s Brewing Company

Note conclusive;

'Westvleteren beer' ;  aka beer unlabeled 'Westvleteren bier';  aka bier ongelabelde. Questa birra belga è prodotta dai monaci             trappisti        ( o 'cistercensi') Vanta molti primati tra le birre da 'gourmet' e, come si può vedere ha solo una scritta a  'collarino' in vetro  :'        :' trappisten bier'   e... nessuna etichetta.

‘Westvleteren beer’ ;
aka beer unlabeled
‘Westvleteren bier’;
aka bier ongelabelde.
Questa birra belga è prodotta dai monaci
trappisti
( o ‘cistercensi’)
Vanta molti primati tra le birre da ‘gourmet’ e, come si può vedere ha solo una scritta a
‘collarino’ in vetro :’
:’ trappisten bier’
e… nessuna etichetta.

Westvleteren bier
Westvleteren bier;
the three beers of the most famous Belgian trappist brewery.
The green cap (blonde beer)
The blue cap (a dark beer)
The yellow cap (a very alcoholic beer, about 10 degrees), the most appreciated among the three beers

:’Draft beer / Bier vom Faß / Cerveza de grifo / Bière à la pression’

o, come si dice in italiano il fenomeno delle :’

:’Birre alla spina’

 

Fino a poco tempo fa, la ‘birra alla spina’, rappresentava almeno in Italia, un elemento per ‘distinguersi’ tra i bevitori di birra.
La soluzione migliore era non tanto bersela in qualche brew-pub ma, grazie a ‘spillatori per birra’/’the spilling beer’ casalinghi era/è possibile ottenere in casa – per feste casalinghe tra amici – della ‘birra alla spina’.
I barilotti, contenitori metallici da tre o cinque litri ,da cui spillare la birra, erano/sono reperibili sul mercato senza grossi problemi.
[ Quelli professionali da pub sono solitamente da trenta litri (fusti da birra ) ]
Questo fenomeno ‘casalingo’ della ‘birra alla spina’ sembra essere passato di moda o comunque aver avuto una diversa connotazione / valutazione da parte degli amanti di questa bevanda alcolica. E non solo a livello casalingo.
La birra viene regolarmente spillata nei brew-pub o anche in comuni bar,pizzerie etc…, ma se un tempo la birra alla spina era ,come sopra fatto cenno, ‘un distinguo’– roba da intenditori – oggi sembra essere più marginale rispetto alla ‘birra in bottiglia’.
A livello casalingo il fenomeno della ‘birra alla spina’ sembra essere quasi scomparso ( non si vedono che di rado dei giovanotti con un barilotto sotto braccio rientrare frettolosamente a casa…)
A livello di brew-pub il fenomeno della ‘birra alla spina’ rimane certo un servizio importante ma caratterizzato da un cambio di tipologia di birra settimanale o quasi con i tipi e gusti di birra più disparati.Per non annoiare il cliente.
( Cliente che alle volte se la porta a casa – spesso più per risparmiare che per convinzione della bontà della birra spillata – facendosela spillare in bottiglie vuote, recuperate dal titolare del pub. Titolare che raccomanda di bersela entro poche ore per evitare l’ossidazione che ne riduce la qualità ).
Di sicuro la birra acquistata in bottiglia sembra essere lei,ormai fare ‘il distinguo’ .Anche nel prezzo!

E’ difatti la ‘birra in bottiglia’ che sembra essere divenuta ‘roba da intenditori’; il gusto sembra essersi affinato da parte degli intenditori/bevitori e va da se che non basta che sia ‘alla spina’ perché una birra sia ‘buona’, di ‘grande qualità’..!

 

Nota finale ;
ecco un elenco – discutibile – delle migliori birre al mondo ( sono riportate le prime 50 ),

in cui prevalgono le birre statunitensi…ma (cicero pro domo sua?!) !

The best beers in the world second ratebeer;

https://www.ratebeer.com/beer/top-50/

(

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Website Title RateBeer
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Whois Record ( last updated on 2017-04-19 )
Domain Name: RATEBEER.COM
Registrar URL: http://www.godaddy.com
Registrant Name: Joseph Tucker
Registrant Organization: RateBeer LLC
Name Server: SEAN.NS.CLOUDFLARE.COM
Name Server: TIA.NS.CLOUDFLARE.COM
DNSSEC: unsigned

)

L’elenco/list;

1 Toppling Goliath Kentucky Brunch 4.51 118 Imperial Stout
2 Westvleteren 12 (XII) 4.43 3782 Abt/Quadrupel
3 Cigar City Hunahpu’s Imperial Stout – Double Barrel Aged 4.40 295 Imperial Stout
4 Toppling Goliath Mornin’ Delight 4.40 189 Imperial Stout
5 Three Floyds Dark Lord Russian Imperial Stout – Bourbon Barrel Aged 4.35 413 Imperial Stout
6 Russian River Pliny the Younger 4.35 769 Imperial IPA
7 AleSmith Speedway Stout – Bourbon Barrel Aged 4.33 851 Imperial Stout
8 Three Floyds Dark Lord Russian Imperial Stout – Bourbon Vanilla Bean 4.33 420 Imperial Stout
9 Bell’s Black Note Stout 4.32 925 Imperial Stout
10 Rochefort Trappistes 10 4.30 5211 Abt/Quadrupel
11 AleSmith Speedway Stout 4.30 2906 Imperial Stout
12 AleSmith Speedway Stout – Bourbon Barrel Aged: Vietnamese Coffee 4.29 156 Imperial Stout
13 Cigar City Final Push Imperial Stout 4.29 152 Imperial Stout
14 Cigar City Hunahpu’s Imperial Stout 4.29 974 Imperial Stout
15 Three Floyds Dark Lord Russian Imperial Stout 4.28 1834 Imperial Stout
16 Founders KBS (Kentucky Breakfast Stout) 4.28 2545 Imperial Stout
17 Hill Farmstead Ann 4.27 122 Saison
18 Bell’s Expedition Stout 4.27 3165 Imperial Stout
19 Russian River Pliny the Elder 4.27 2857 Imperial IPA
20 Funky Buddha Morning Wood 4.26 143 Imperial Porter
21 Goose Island Bourbon County Stout 4.26 2856 Imperial Stout
22 Perennial Abraxas – Barrel Aged 4.25 210 Imperial Stout
23 Alchemist Heady Topper 4.24 1552 Imperial IPA
24 Funky Buddha Last Buffalo in the Park 4.23 70 Imperial Porter
25 Goose Island Bourbon County Stout – Coffee 4.23 956 Imperial Stout
26 Mikkeller Beer Geek Brunch Weasel 4.23 1794 Imperial Stout
27 Cycle Trademark Dispute (Yellow) 4.23 97 Imperial Stout
28 Three Floyds Dreadnaught Imperial IPA 4.23 2155 Imperial IPA
29 Evil Twin Double Barrel Jesus 4.22 158 Imperial Stout
30 Toppling Goliath Assassin 4.22 203 Imperial Stout
31 Mikkeller Beer Geek Vanilla Shake (Bourbon Edition) 4.22 209 Imperial Stout
32 Kormoran Imperium Prunum 4.22 260 Baltic Porter
33 Firestone Walker Parabola 4.22 1090 Imperial Stout
34 Toppling Goliath King Sue 4.21 182 Imperial IPA
35 AleSmith Speedway Stout – Vietnamese Coffee 4.21 496 Imperial Stout
36 Funky Buddha Wide Awake It’s Morning 4.21 173 Imperial Porter
37 Westvleteren Extra 8 4.20 2079 Belgian Strong Ale
38 Surly Darkness 4.20 1056 Imperial Stout
39 Deschutes The Abyss 4.20 1664 Imperial Stout
40 Stone Imperial Russian Stout – Bourbon Barrel 4.20 442 Imperial Stout
41 Hill Farmstead Abner 4.20 382 Imperial IPA
42 Närke Kaggen Stormaktsporter Börb’nåhallon 4.20 128 Imperial Stout
43 Hair of the Dog Matt 4.20 479 American Strong Ale
44 Bell’s Hopslam 4.20 2900 Imperial IPA
45 Old Chimneys Good King Henry Special Reserve 4.19 445 Imperial Stout
46 Dieu du Ciel Péché Mortel Bourbon 4.19 334 Imperial Stout
47 Struise Pannepot (10%) 4.18 2212 Belgian Strong Ale
48 Stone Imperial Russian Stout 4.18 3202 Imperial Stout
49 Hill Farmstead Aaron 4.18 92 Barley Wine
50 Mikkeller George! Barrel Aged (Bourbon Edition) 4.18 425 Imperial Stout

——————–

bier Asahi ;
alias ,
Asahi Breweries LTD di Tokyo Giappone
and
Pater Watou;
alias,
Brouwerij Van Eecke
Belgio.
Se leggete dove è prodotta la ‘Asahi’
(‘ sole levante’, in lingua giapponese ) si scopre che è prodotta nella Repubblica Ceca.
La seconda è prodotta in Belgio dal Brouwerij Van Eecke a Watou , nel villaggio di Watou,. Non lontano – anche nella tipologia – dalle birre del famoso birrificio trappista di
Brouwerij Westvleteren ,dell’abbazia trappista di St. Sixtus ., ‘di cui ne cerca gli echi aromatici’.
Dal tappo tuttavia sembra che ‘Pater Watou’ sia un monaco trappista come lo furono realmente
Padre/Pater Barnaba , ( Monaco e birraio, presso il convento tedesco dove venivano prodotte le birre Paulaner )
o Padre /Pater Thomas
( già brewmaster presso il convento di Westmalle in Belgio ).
Il solito …
ma!

People’s Brewing Company … and having disposed of the fumes of the beer, it comes back to reality

——————————-;

Premium Beers From Spain SL Cerveza Er Boquerón con agua de mar la clàsica soloalsecondogrado

Birrificio/brewery ;Premium Beers from Spain SL Cerveza ‘Er Boquerón’ con agua de mar la clàsica

Ecco un altro prodotto frutto della fantasia brassicola/birraria spagnola altrettanto fervida ,come sopra visto, in tutto il mondo!

Una birra a base di acqua di mare – in parte – di un birrificio spagnolo presso Valencia (Xàtiva) Spain/Spagna
[ In fotografia la versione ‘classica’]

Premium Beers From Spain SL Cerveza Er Boquerón con agua de mar la blanca soloalsecondogrado

Birrificio/brewery ;Premium Beers from Spain SL Cerveza ‘Er Boquerón’ con agua de mar la blanca

Ecco un altro prodotto frutto della fantasia brassicola/birraria spagnola altrettanto fervida ,come sopra visto, in tutto il mondo!

Una birra a base di acqua di mare – in parte – di un birrificio spagnolo presso Valencia (Xàtiva) Spain/Spagna
[ In fotografia la versione ‘la blanca/weissbier/la birra di frumento,grano’ ]

Si noti – dalle indicazioni in etichetta –
che nella versione ‘classica’, la birra è ‘prodotta all’origine’/’dal birrificio stesso’,
mentre
per la versione ‘blanca’/’weissbier’ , è prodotta da un altro birrificio. Dunque in questo caso il birrificio:‘Premium Beers From Spain SL’ è un ‘beer firm/Gypsy Brewer(y)’.

Ad ogni modo sostanzialmente – cioè l’aspetto/caratteristica della presenza di un’acqua salata, alla base della sua produzione – questa birra spagnola non fa che ottenere per altra via, l’acqua di mare, ciò che è una vecchia realtà ‘salata’ nel mondo della birra; cioè la birra tedesca ‘gose’ notoriamente salata grazie all’utilizzo dell’acqua del fiume omonimo, che attraversa la cittadina di Goslar presso Lipsia (ex DDR) – Sassonia – .

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