Solo Al Secondo Grado

Porto – Portugal – In and around (III) [A bit of architecture]

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Avenida (Viale) da Boavista, Praça (Piazza) ‘Mouzinho de Albuquerque’ alias ‘Rotunda da Boavista’ , Porto zona nord, – Portogallo – .

Prima di parlare della sala da concerti di Porto del 2001,
una breve digressione sulla immagine che si troverà ricorrentemente presente per le vie di Porto;

un logo,

ideato dallo studio di designer portoghese; ‘ White Studio, S.A.WebsiteDireções
Designer gráfico no Porto, Portugal ‘
, che vuole rappresentare un panorama stilizzato della città di Porto vista dal fiume Douro da ‘Vila Nova de Gaia’, ovvero cittadina posta di fronte a Porto al di là del fiume Douro all’altezza di Ribeira,
un notissimo e visitatissimo quartiere caratteristico di Porto.
( ‘Vila Nova de Gaia’ è in realtà un tutt’uno con la città di Porto ma i portoghesi amano suddividere amministrativamente ciò che in realtà è di fatto un solo insieme).

Il logo;

             Logo  'Novo logótipo da Câmara Municipal do Porto'               by      White Studio,S.A.    Website Direções     Designer gráfico        Porto, Portugal Si troverà questo logo ,un pò per tutta la città di Porto...

Logo
‘Novo logótipo da Câmara Municipal do Porto’
by
White Studio,S.A.
Website Direções
Designer gráfico
Porto, Portugal
Si troverà questo logo ,un pò per tutta la città di Porto…

Logo della città di Porto          Portogallo    'Novo logotipo da Camera Municipal do Porto'

Logo della città di Porto
Portogallo
‘Novo logotipo da Camera Municipal do Porto’

Logo completo,

'Legenda: Um exemplo do grafismo aplicado num painel de “azulejos

‘Legenda: Um exemplo do grafismo aplicado num painel de “azulejos” ‘
by
White Studio, S.A.WebsiteDireções
Designer gráfico no
Porto, Portugal

Si noti che le immagini in colore bluastro su fondo bianco ripercorrono le famose ‘azulejos’ ovvero omni – presente piastrelle in ceramica di orgine araba ;
vedi al link quanto riportato sulle ‘azulejos’ nel museo di Lisbona :‘ Calouste Gulbenkian ‘

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/12/07/museu-calouste-gulbenkian-lisboa/

e

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1308

Le ‘azulejos’
decoravano e decorano tutt’ora architetture antiche e moderne, semplici/umili o di grande prestigio in tutto il Portogallo;

vedi ad esempio;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/12/27/a-stroll-among-the-works-of-alvaro-siza-architect/

Un elemento decorativo architettonico , – l’azulejos ‘ – che per i portoghesi è un elemento che potremmo definire totemico!

___________________________________

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Come molti altri ‘auditorium’, vedi quello di Renzo Piano a Roma, sono stati costruiti in occasione della trasformazione delle città europee in funzione ‘ d’immagine ‘ con finalità turistiche.
Vedi in merito quanto detto al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/04/13/voulez-vous-paris-2-le-beaubourg/

Circa l’architetto olandese che lo ha progettato e costruito – dopo aver vinto il concorso internazionale – Rem Koolhaas,

– eclettico personaggio che dopo un esordio di tipo letterario :‘Delirious New York’,
un intelligente saggio sul mondo e la storia dell’architettura del novecento in cui si cerca di indagare le ragioni che hanno fatto della città di New York un elemento guida dell’architettura mondiale nel suo apparentemente caos urbanistico (Delirious),
dedica il suo tempo in altri campi; cinema,teatro, musica per poi approdare definitivamente al mondo dell’architettura –

va detto che occorre apprezzarne le doti di versatilità architettonica con cui di volta in volta si reinventa, anticipando o ripercorrendo il leitmotiv di fondo che altri architetti (star) stanno sciorinando nelle maggiori metropoli.
Non occorre spendere molte parole su questa Casa da Música/auditorium di Porto,come su molte altre Opere architettoniche  o pittoriche o scultoree,così dette moderne.
( Vedi ad esempio il recente lavoro cinematografico di Marina Abramovic :’The Space in Between’ – Brazil, in cui si indagano elementi strutturali come quello da Koolhaas nella sua Casa da Musica realizzati :’ ‘The Space in Between / interstizi’ – vedi nota didascalica in una fotografia qui sotto – )

Qui sottolineo solo alcuni punti;

° ha il merito di sorgere in una zona nuova della città, così da evitare di stravolgere il centro storico.

° Si integra bene con la piazza , peraltro fortemente anonima , e le case che la circondano.

°Strutturalmente non è altro che un cubo , o un poliedro se si vuole , posto su un vertice (impropriamente detto ‘spigolo’) conficcato nel terreno, e questa sorta di cubo è sfaccettato in ogni sua parte.
L’operazione di sfaccettatura è stata eseguita con l’utilizzo della fantasia accostata dal semplice buon gusto.

°La sua struttura è un blocco di cemento armato, formato da sole superfici piane tutte rivestite da pannelli rettangolari in materiale cementizio.
La funzione di questi pannelli dovrebbe essere quella di protezione della struttura stessa evitando in questo modo inestetismi, che il cemento armato faccia a vista può creare nel tempo, sia ‘sporcandosi’,causa livelli di inquinamento atmosferico elevati, sia per la corrosione della struttura armata metallica,(in ferro acciaioso, ma non acciao inox) che col tempo crea ‘colature’ da corrosione tanto più probabili in una città sul mare.

° Si noti che la pavimentazione ondulata,che circonda l’edificio,
in contrapposizione alle superfici dell’edificio, rigorosamente non ad angolo retto tra loro ma perfettamente piane,
è ricoperta da lastre di travertino, marmo di sicuro effetto estetico, resistente agli agenti atmosferici, e di costo contenuto.
Peccato che il travertino sia stato posato con monotone lastre rettangolari. Un disegno ,ad esempio di tipo ‘serigrafico’/ a puzzle avrebbe sortito effetto estetico migliore a prezzo identico.

Qui Koolhaas ripercorre l’esempio (sia nella pavimentazione che nel rivestimento delle pareti perimetrali dell’edificio) – discutibile – di Mies van der Rohe con il suo Padiglione di Barcellona del lontano 1929 ; ( vedi al link; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/12/27/a-stroll-among-the-works-of-alvaro-siza-architect/ );
un Mies a cui molti architetti contemporanei rendono omaggio non tanto rispettando il suo lontano e dimenticato ‘ammonimento’ :”

:”la forma non è il fine del nostro lavoro, bensì il risultato “ ,

Mies van der Rohe

ma gli rendono omaggio ripercorrendo gli stilemi costituenti la superficie muraria e quella della pavimentazione del Padiglione del 1929 di Mies.
Superfici che sono forse il suo punto debole (vedi al link qui sopra,non sto a ripetermi) .

Questo è il punto discutibile di molti edifici moderni;
questo è il punto debole dell’attuale/contemporanea produzione architettonica,
come per le altre arti figurative ( pittura, scultura etc…),

una esasperata ricerca della forma – ‘formale’ – che tutto sacrifica al contenuto. Il tutto sostenuto, indubbiamente da una ‘disponibilità tecnica’ , leggi :‘ Know-how ‘ ,a cui tutto viene sacrificato.

[ Queste costruzioni di pura architettura,

cioè frutto della piena libertà espressiva che un architetto può avere; nel budget, nel design di esterni ed interni etc…

finiscono per essere ‘formali’ non solo stilisticamente, ma anche nella loro funzione propagandistica. Una bella facciata pubblicitaria che dietro – nell’altra faccia della medaglia – nasconde fatti drammatici lavorativi  (come quello del 24 aprile 2013 – Rana Plaza – Bangladesh…vedi post) a cui fanno fronte, – ancora il rovescio della medaglia – , gli sfavillanti ‘stores’ come quelli progettati da Koolhaas per la casa di moda ‘PRADA’ ;come lo store di  Rodeo Drive a Beverly Hills Los Angeles, USA  ( pura falsità, in relazione al modo con cui molti di questi abiti firmati sono prodotti,come sopra fatto cenno…) ]
[ vedi nota ** , in calce ]

° Si noterà in una fotografia di una sala all’ultimo piano che anche qui sono poste delle ‘azulejos’ a cui anche Rem Koolhaas non ha potuto sottrarsi.

Nota; a quanto pare Koolhaas non ha voluto l’apposizione di una targa indicante che è lui l’architetto/autore del’edificio.

___________

Questo auditorium/casa da Musica,
è piacevole nel suo insieme. Certo non possono mancare detrattori,critiche – come qui sopra fatto di ordine generale – come non mancano lodi somme, così come in occasione della costruzione di molte altre Opere.

Possiamo dire che di sicuro si è visto di peggio, di molto peggio.

Qualche immagine;

       Casa da Música             by  architetto            Rem Koolhaas Avenida (Viale) da Boavista, Praça (Piazza) ‘Mouzinho de Albuquerque’ alias ‘Rotunda da Boavista’ , Porto zona nord, – Portogallo – .

Casa da Música
by architetto
Rem Koolhaas
Avenida (Viale) da Boavista, Praça (Piazza) ‘Mouzinho de Albuquerque’ alias ‘Rotunda da Boavista’ , Porto zona nord, – Portogallo – .

Casa da Musica  by Rem Koolhaas           Porto

Casa da Musica
by Rem Koolhaas
Porto

Casa da Música by architetto    Rem Koolhaas         Porto         –   Portogallo – .

Casa da Música by architetto
Rem Koolhaas
Porto
– Portogallo – .

sam_4104

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Casa da Musica      by Rem Koolhaas              Porto

Casa da Musica
by Rem Koolhaas
Porto

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Musica     by Rem Koolhaas                Porto

Casa da Musica
by Rem Koolhaas
Porto

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

“Casa da Música by architetto Rem Koolhaas”
il palazzo prospiciente

Casa da Musica  by  Rem Koolhaas     esterno

Casa da Musica
by
Rem Koolhaas
esterno

Casa da Musica  by Rem Koolhaas     esterno (entrata artisti)

Casa da Musica
by
Rem Koolhaas
esterno
(entrata artisti)

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas interno

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas
interno

Casa da Musica        by Rem Koolhaas                 Porto  interno piano primo

Casa da Musica
by Rem Koolhaas
Porto
interno piano primo

       Casa da Musica        by Rem Koolhaas                Porto      interno elementi         strutturali

Casa da Musica
by Rem Koolhaas
Porto
interno elementi
strutturali (space in between ; interstizio)

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas interno

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas
interno

Casa da Música by architetto  Rem Koolhaas.         Interno; un elemento architettonico che certo Koolhaas ha concepito secondo un suo gusto personale :' ' le scale mobili',  che molti architetti hanno disdegnato, se non obbligati nella costruzione di strutture commerciali' -  - supermercati. Qui ,questa scalinata ricorda proprio questo elemento da Koolhaas non disdegnato; 'le scale mobili'.

Casa da Música by architetto
Rem Koolhaas.
Interno;
un elemento architettonico che certo Koolhaas ha concepito secondo un suo gusto personale :’
‘ le scale mobili’,
che molti architetti hanno disdegnato, se non obbligati nella costruzione di strutture commerciali’ –
– supermercati.
Qui ,questa scalinata ricorda proprio questo elemento da Koolhaas non disdegnato; ‘le scale mobili’.

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas  Le AZULEJOS un elemento imprescindibile in Portogallo..! Si osservi l'interno della sala; è completamente ricoperta da azulejos

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas
Le AZULEJOS
un elemento imprescindibile in Portogallo..!
Si osservi l’interno della sala; è completamente ricoperta da azulejos

casa-da-musica-by-rem-koolhaas-porto-azulejos-2

Casa da Musica by Rem Koolhaas Particolare decorativo di ‘AZULEJOS’

sam_4157

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas Porto -Portogallo –

     Casa da Musica    by Rem Koolhaas        visione aerea              Porto

Casa da Musica
by Rem Koolhaas
visione aerea
Porto

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas La sala da musica vera e propria.

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas
La sala da musica vera e propria.

Casa da Musica  by Rem Koolhaas            Porto  Particolare decorativo,      ' edicola classica           portoghese' ;         ; come con le AZULEJOS, Koolhaas non ha potuto sottrarsi ad inserire elementi estranei al suo universo architettonico.

Casa da Musica
by Rem Koolhaas
Porto
Particolare decorativo,
‘ edicola classica
portoghese’ ;
; come con le AZULEJOS, Koolhaas non ha potuto sottrarsi ad inserire elementi estranei al suo universo architettonico.

Il paesaggio urbanistico circostante la casa da musica

Il paesaggio urbanistico circostante la casa da musica

Il paesaggio urbanistico circostante la casa da musica

Il paesaggio urbanistico circostante la casa da musica

Il paesaggio urbanistico circostante la casa da musica

Il paesaggio urbanistico circostante la casa da musica

nota **
Se l’architettura modernista

– giunta fino ai giorni nostri col ‘post modernismo’ che altro non è che un ritorno ad ‘infiorettare con fregi, colonne e timpani’ –

,
nella sua ricerca ‘formale’, ha dimostrato i propri limiti,
al pari di quella pre-modernista ma socialmente impegnata, – impegno sociale in cui dimostra anch’essa i propri limiti – vedi ad es. Le Corbusier con le sue :‘L’Unité d’Habitation de Marseille’  (§§), o la ‘Bauhaus’ con Ludwig Mies van der Rohe e Walter Gropius,

– tutti e tre gli architetti sopra citati anticipano e in parte rappresentano l’incipit del modernismo in architettura –

di contro,

si noti che

un caso singolare – solo in parte inquadrabile in questo o quel movimento/indirizzo architettonico – è rappresentato

dall’universo architettonico di Frank Lloyd Wright;

che a differenza di un Le Corbusier o di Ludwig Mies van der Rohe e Walter Gropius, non cambiò mai stile ne nella pura ricerca architettonica,
ne nelle idee di impegno sociale sull’arte dell’architettura.
Attualmente egli rappresenta l’architetto da riscoprire e sopratutto l’antesignano delle idee che possono permettere all’architettura di superare i limiti dei movimenti sopra citati.
E questo mediante un recupero possibile ed ‘a misura d’uomo’ di una Collettività in rapporto alla sua storia di cui si vuole un riassetto urbanistico d’insieme.
L’architettura portoghese, di Álvaro Siza , rappresenta un buon esempio in questo senso.

( Ovvio che i movimenti architettonici di cui sopra fatto cenno, hanno molti meriti, già citati in altri post, qui si è accennato al superamento dei limitiUno di questi limiti è attualmente rappresentato – nell’architettura contemporanea / in corso d’opera – dalla sempre più esasperata ricerca della spettacolarità nella forma di una costruzione;

; come se l’essenza dell’estetica risiedesse, anzi coincidesse , con la sua spettacolarità! )

In merito ,ed a riprova di quanto ora sostenuto vi è una affermazione

– tra le tante affermazioni ‘ad effetto’ pronunciate dal famoso architetto americano Philip Johnson ( primo architetto ad aver ottenuto il famoso ;’Pritzker Architecture Prize ,Premio Pritzker per l’architettura ) –

dell’architetto Philip Johnson ;

;Philip Johnson: ‘the effect first and foremost’ / Philip Johnson :’ l’effetto prima di tutto’

Ovvero la spettacolarità come fine di un lavoro architettonico!

         without words

without words

       without words

without words

       without words

without words

Gli artefici dell’architettura contemporanea,nel loro intento di far divenire ‘globale’, dunque globalizzante/fagocitante ogni contesto,
sono destinati al fallimento più completo.
Perché è il contesto – unico elemento ‘a misura d’uomo’ – che deve essere preminente.

(§§)

Ricordo ancora (come fatto in altro post), che Le Corbusier nel suo lodevole intento di migliorare l’assetto urbanistico del centro storico di Parigi ebbe l’idea, che propose attraverso i suoi innumerevoli scritti, di radere al suolo il centro storico di Parigi.

Idea fortunatamente non seguita, poiché da certe scelte non si può tornare indietro    (senza contare che neanche nel 1944, l’ordine del famoso Cancelliere di radere al suolo Parigi, non fu eseguito dai suoi Generali..! Quello che non vollero fare degli stranieri in guerra, lo voleva fare uno svizzero naturalizzato francese, in pace ! )

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