Solo Al Secondo Grado

Archivio per la categoria ‘alimentazione’

When the old masters and pigs prepare the table for chickens and hens …

From: ‘The Animal Farm’ by George Orwell – … that old masters replace with new ones; pigs. –

When the old masters and pigs prepare the table for chickens and hens …

master chef
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Pizza by the Italian chef Carlo Cracco
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Carlo Cracco    Star chef            and          Gino Sorbillo a true king of Neapolitan pizza makers.jpg
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Premesso quanto già scritto; vedi ai seguenti link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/07/08/melodie-del-vino-les-grands-crus-musicaux-de-litalie/
(vedi ‘Nota d’aggiornamento’ sullo chef Gualtiero Marchesi, il primo tre stelle Michelin italiano…)

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/04/19/voulez-vous-paris-3/
(vedi Nota sui famosi dolcetti francesi: ‘Les Macarons’ i dolcetti ,sedicenti, tipici di Parigi tanto dolci per quanto poco saporiti.
‘Dolce vita’…sciapita!)

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/10/26/eataly-eat-italy/

Da pochi giorni ,siamo al marzo 2018, circola in rete la notizia – notizia in se del tutto banale – di un cuoco italiano stellato Carlo Cracco, allievo di Gualtiero Marchesi ,
che ha presentato per un suo locale in Galleria, a Milano, una versione tutta personale della pizza margherita (quella composta con pochi ingredienti di base) ! Al costo di 16 euro.
Questa pizza è stata recensita positivamente da Gino Sorbillo, un pizzaiolo napoletano rampante.

La pizza è stata contestata ed ammirata;
ma ciò – seppur fatto del tutto ovvio – non ha potuto che far piacere a Carlo Cracco e Gino Sorbillo, che sanno bene che vale quel vecchio detto secondo cui :’

:’Non importa cosa dicono di te.Importante è che parlino di te’. / ‘It does not matter what they say about you. It’s important that they talk about you’.

Tanto ciarlare e contestare per niente!!

Ma essendo il popolo bovino questo è il risultato!!

Tuttavia questa è una buona occasione per fare il punto sulla questione della attuale ‘moda alimentare’ e conseguenti punti di ristorazione.

Bastano pochi elementi per identificare l’enorme bluff in corso nel
mondo della ristorazione;

°
Da una parte il mondo virtuale televisivo in cui in molti programmi di cucina cuochi stellati si fronteggiano o giudicano (spesso affiancati da giornalisti eno-gastronomici) impietosamente giovani aspiranti chef etc…
In questa realtà virtuale si cucina da Dio o…’sei fuori’. Si usano prodotti di base selezionatissimi e spesso del posto (a chilometro zero), e si raggiungono virtuosismi inimmaginabili.

°
E dall’altra parte? (Nel vero mondo; quello reale ?)
Avrete certamente girato per pizzerie e ristoranti;
e se avete un minimo di capacità di giudizio e magari di preparazione gastronomica, avrete notato che vi siete ritrovati nel piatto delle brodaglie che vanno da antipasti composti da prodotti industriali (ad esempio, i ‘taglieri di formaggi’ artigianali che se assaggiati solitamente non sanno altro che di grasso raggrumato speziato…), ai primi piatti che spesso sono decongelati e riscaldati al microonde, o precotti e solo da riscaldare, ai secondi piatti preparati con ‘carne misteriosa’ o ‘pesce misterioso’ e a dei dolci che non sono che mescolanza di zuccheri raffinati con pasta di base industriale già pronta (ad esempio gli ‘choux’ già pronti come la ‘pâte brisée’ etc…), il tutto guarnito con tubetti di questo o quel gusto (cioccolato, frutti di bosco etc…).
O, se magari vi hanno preparato al momento qualche piatto, la sua qualità non supera il livello di quello di una frettolosa massaia che prepara il pranzo per casa in un giorno feriale in cui si va di fretta.

°
La ragione di tutto ciò è ovvia.
La ragione di tanta sciattezza/mediocrità che ci ritroviamo nei piatti che ci vengono serviti nei ristoranti e pizzerie, risiede in pochi punti salienti.
Una prima ragione risiede nel fatto che se si vuole preparare dei piatti di altissima qualità per dei commensali, occorre un cuoco a/per tavolo o almeno un aiuto cuoco per tavolo (certo non più per cinque o sei commensali). E ciò sia per mantenere alta la qualità dei piatti – piatti che se preparati per troppe persone diventano roba da ‘mensa operaia’ – sia per la necessità di servirli con tempestività, appena pronti.
Ciò viene fatto in effetti in alcuni casi, ma solo in ristoranti in cui paghi questo lavoro enorme dovuto ad una manodopera capillare. Dunque solo per ristoranti in cui strapaghi quello che mangi; tanto per capirci da trecento euro (grossomodo) a testa in su…
Un’altra ragione sta nel fatto che se anche si riesce ad utilizzare un numero limitato di personale in cucina, il cibo di base
(che dovrebbe esser costituito da pesce freschissimo, carne biologica – non gonfiata con steroidi anabolizzanti etc… – dolci che richiedono molto tempo e competenza ,entrambi elementi spesso carenti e così via…)
viene necessariamente sostituito da prodotti che potremmo definire succedanei di quello di prima qualità.

[ Un piccolo elenco ,meramente indicativo, di questi prodotti succedanei/scadenti che vengono impiegati per rimpiazzare i più costosi prodotti di prima qualità sono:
__° carni bovine non italiane – come quella francese, tedesca, danese etc… – , di Paesi in cui è possibile dopare il bovino con steroidi anabolizzanti,per farlo crescere più in fretta. ( Tanto per capirci, carne in cui se cerchi :‘ l’origine ‘ trovi scritto :’ nato in Francia allevato in Italia ‘ ). O addirittura ‘carne chianina’ ,(la pregiatissima carne bovina della Toscana e Umbria), che alcuni ristoranti si vantano di servire, ma che poi scopri essere carne bovina di razza chianina, ma spagnola (dunque alimentata e forzata chimicamente nella crescita in modo tale che ha carni dal sapore completamente diverso dalla chianina Toscana d.o.c.) !!
__° Sogliola atlantica (limanda o platessa) che nulla ha a che vedere dal punto di vista organolettico con la sogliola del mediterraneo. Come anche il dentice atlantico rispetto a quello del mediterraneo.
Ricordo personalmente ,divertito, un ristoratore sul litorale toscano che se gli capitava di servire dei commensali tedeschi, gli serviva al posto della ‘spigolarigorosamente di mare, del ‘cefalo comune / mugginerigorosamente d’Arno ..!
__° Pasta ,che non solo non troviamo biologica, ma di pura produzione industriale; cioè non essiccata a bassa temperatura – che gli conferirebbe un sapore’vero’ e non ‘anonimo’ come quella industriale – ,
prodotta con grano di base macinato ad alta velocità che ne brucia molti elementi nutritivi (così che alcuni pastifici compensano a questo inconveniente aggiungendo polveri di marmo) etc…
E il condimento? O ti ci aggiungono i ‘sughi già pronti’, o sono salse fatte senza il dovuto tempo, così che risultano del tutto scipite…
__° Dolci assemblati con paste già fatte industriali (come sopra detto ,gli ‘choux’ già pronti come la ‘pâte brisée’ etc…). E creme altrettanto pronte e di certo preparate con uova non biologiche…
Spesso i dolci sono forniti da pasticcerie specializzate nel rifornire ristoranti e pizzerie. Da soli,visto il triplicare dei costi al passaggio da un commerciante ad un altro, potete immaginare il livello scarso delle materie prime impiegate! ]

Questi ‘succedanei‘/’sostituti’ – dei prodotti alimentari di prima qualità – , vengono dunque utilizzati per non incidere sui costi (utilizzando prodotti di base di prima qualità,i prezzi diventano quelli da ristoranti a tre stelle Michelin o non molto meno).

Se il ristoratore utilizzasse comunque prodotti di base di prima qualità, e mantenesse dei prezzi inferiori,non da ristoranti tre stelle Michelin, non ci guadagnerebbe nulla!

Poi va notato che se un ristorante ottiene se non anche una sola stella Michelin , ma anche un mediocre riconoscimento mediatico o di altro sistema di riconoscimento pubblico, ecco che aumenta subito i prezzi e questo spesso a scapito pure della qualità che aveva in precedenza!

Circa le pizzerie,
si noti che si cerca di gonfiare i prezzi

– trasformando un piatto tipicamente popolare quale la pizza è, in un piatto dai costi altissimi –

presentando pizze gourmet , quando in realtà non sono altro che pizze condite con i prodotti di qualità alta di base (farina compresa) che già la tradizione ha sempre richiesto!
Si sa, che spesso la pizza la si mangia accompagnandola con della birra – almeno in Italia – .
In molte pizzerie sedicenti al top, si presenta ultimamente come ‘scoperta/innovazione’ straordinaria, nell’abbinamento gastronomico alla pizza, la presentazione di un elenco di birre. Elenco che se sfogliato annovera tipologie di birre del tutto mediocri agli occhi di un semplice estimatore di questo prodotto alcolico.

Anche nel mondo delle pizzerie, la moderna/attuale ristorazione
ha soltanto ‘riscoperto l’acqua calda / to reinvent the wheel’, come visto nel mondo dei ristoranti!

Ma tutto ciò non sembra essere capito dalla ‘folla’ – o si rifiuta inconsciamente di capire –

——

Nota;
se si vuole ‘mangiar bene’ – cioè ad un livello che nulla ha da invidiare ai ristoranti stellati – a parte l’esperienza e la preparazione di base nonché un abilità non molto diffusa,
non resta da far altro che prepararsi a casa i piatti ‘da tre stelle’.
In questi casi, si noterà che i costi ,malgrado il livello alto dei prodotti utilizzati, sono del tutto accessibili, anche per chi non dispone di una grande potenzialità di spesa (certo non per tutti i giorni ma, diciamo per quelli festivi).

Si tenga presente che questa soluzione è stata da tempo utilizzata da molti ambienti ‘facoltosi’ ,di tutti i Paesi, che assumono ‘pro tempore’ dei cuochi, e comprano personalmente le materie prime di base. Ovvio di grande qualità!

The craft beer; alias masterpieces of taste

The craft beer; alias masterpieces of taste

Una prova di forza del nord Europa, in risposta al mondo dell’enologia

alias

: Everything You Always Wanted to Know About Sex beer (BUT WERE AFRAID TO ASK)

         The craft beer; alias masterpieces of taste !

The craft beer;
alias masterpieces of taste !
.

‘(…)The panier of the desk, cloth top sunk in.
Beer-bottle on the statue’s pediment!
That, Fritz, is the era, to-day against the past,
Contemporary. And the passion endures. ” ‘
E.P. XXX / VII

Prima di proseguire nella ultima parte/post su:’ Porto e dintorni / Porto – Portugal – In and around [A bit of architecture] ‘

mi soffermo su un mondo in piena esplosione ed evoluzione come quello dell’enologia;

il mondo della birra alias

‘Tecnologie Birrarie – Brewing Technologies’

(e non birrologia! In contrapposizione ad ‘enologia’ per il mondo del vino!)

in calce,
il fenomeno delle

‘beer firm / Gypsy Brewery, azienda delle birre’

,aziende che

Si fanno brassare/produrre birra da terzi.

Il titolare
di una ‘beer firm / azienda delle birre’ è solitamente definito :‘Gypsy Brewer / birraio zingaro’

Ed anche,sempre in nota a questo post, un inciso sul mutamento in corso del fenomeno della così detta :’

:’Draft beer / Bier vom Faß / Cerveza de grifo / Bière à la pression’

o, come si dice in italiano il fenomeno delle :’

:’Birre alla spina’

 

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Sul mondo del vino si è già abbondantemente qui scritto ,

vedi in proposito ai seguenti link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/07/08/melodie-del-vino-les-grands-crus-musicaux-de-litalie/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/03/10/cantina-antinori/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/07/30/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia-2015/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/06/08/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia/

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birra biere beer bier Brewer Bierbrouwer          Brasseur          Anche qui,        gente da birra! ( People’s Brewing          Company ) ma... molto più terragne           'terra terra' .

birra biere beer bier Brewer Bierbrouwer
Brasseur
Anche qui,
gente da birra!
( People’s Brewing
Company )
ma… molto più terragne
‘terra terra’ .

…Ad ogni modo il fascino delle ombre serali,che invitano alla melanconia stemperata con un pò d’alcool…

Qui sotto riporto alcuni siti – blog – che parlano diffusamente di questo universo per adulti fatto di orzo e luppolo,
(e pensare che da piccoli ci facevano credere che il mondo è fatto di cioccolato e zucchero!)
,che fa certo da contraltare al mondo più sciccoso/chic del vino.

Una sorta di rovesciamento dei ruoli, a ben pensarci, tra un nord Europa sussiegoso verso il sud dal punto di vista burocratico/amministrativo nonché tecnologico che viene snobbato a sua volta dal sud Europa mediante l’arte dell’enologia ben più aristocratica rispetto al mondo della birra, fino ad oggi considerato un sottoprodotto del mondo dell’alimentazione a base alcolica.

Gli aspetti sociali ,

( che fanno capo all’inizio del secolo scorso, e che nulla hanno a che fare con le differenti ragioni di carattere climatico che hanno portato all’uso della birra nel nord Europa, e del vino nel sud…)

,che ci appaiono, confrontando il mondo dell’enologia con quello delle Tecnologie Birrarie – Brewing Technologies,
,sono stati poco rilevati – volontariamente (?) – pur essendo di sicura importanza.
Elencandone alcuni possiamo certo rimarcare i seguenti punti ;

° il nord europeo – sopratutto tedesco, ma anche danese, scandinavo , olandese etc… , tende a bere birra anche disponendo delle risorse necessarie per acquistare ‘vino’ di pregio e comunque di costo superiore a quello di una birra di corrispondente qualità.

° Ciò non viene fatto dal nord europeo per pura o comunque, sola ragione/motivazione di gusto personale, ma certo per una ben celata ,ma altrettanto ben presente, inammissibile repulsione ad una sorta di omaggio – che verrebbe reso dal nord europeo verso il sud Europa nel bere vino – nei confronti di un mondo , quello del sud Europa , che è disprezzato, e dunque da evitare anche nei prodotti seppur di pregio come quello del vino.
Certo, qualcuno che se lo beve – nel nord Europa – c’è, ma ben pochi in rapporto alle possibilità potenziali di spesa in merito.
E, solitamente preferiscono i vini di Francia, benché assai cari. E ciò per ovvie ragioni di appartenenza,almeno nelle intenzioni psicologiche, di questo Paese, la Francia, al mondo del nord Europa.
Solitamente i nord europei aggirano questo ‘ostacolo psicologico’ di cui sopra fatto cenno, bevendo vino in loco, in Italia o in Spagna etc… , in occasione delle vacanze/ferie.

° I più giovani, fra i nord europei , bevono birra per il fatto che è più economica.

° I più giovani , tra gli europei del sud , bevono birra o per ragioni di economia o per ragioni ‘ di immagine sociale/politica’ ; manifestano, così ‘bevendo’, la loro appartenenza al dissenso politico di sinistra.

° La differenza sociale e di area politica tra bevitori di vino da una parte e,
di birra dall’altra,  trova una conferma nel notare che mentre per il vino si sono costruite , al fine di commercializzarlo al meglio , delle vere e proprie cattedrali (vedi sopra, inizio post, link di rinvio alle varie cantine enologiche visitate), nel mondo della birra vi sono di certo dei birrifici con degli impianti modello, alcuni peraltro visitabili,
ma in questi impianti l’estetica è completamente trascurata; tutto è finalizzato alla sua funzione e null’altro.

[
Si noti il fatto che,
nel mondo della birra, sia a livello editoriale
(le varie riviste specializzate sul mondo della birra, cartaceo o on line),
sia tra i consumatori abituali,
è manifesto/è percepibile un dissenso che è matrice comune, ovvero il ‘comune collante’, – nel sud Europa come sopra detto, ma non negli USA – , ‘collante’ espressione di un dissenso culturale e quindi politico, che è il riflesso di una ‘vecchia nomenclatura di sinistra’  tarda a morire nei suoi pseudo ideali.
Ma, va assolutamente precisato , nomenclatura del tutto uniformatasi ,di fatto, alla ‘destra’  – ma in realtà soltanto ‘affarismo’, che nulla ha a che fare con la ‘destra’ – nel ‘far cassa’ sbandierando ideali ‘di sinistra’ ai sempiterni baggiani che formano ‘la massa popolare’.
Nel mondo del vino,
invece si parla ,si scrive, si discute a qualsiasi livello e con qualsiasi mezzo ma… ignorando palesemente/volontariamente ogni manifestazione di appartenenza (che, come già precisato, è poi soltanto affarismo di Stato, e non certo la ‘destra politica’).

Questi due mondi – di fatto contrapposti / antagonisti – sono l’esatta espressione, nel loro piccolo , di ciò che avviene a livello sociale e politico nel suo insieme complessivo!

]

° L’aspetto economico è di rilievo
dato che contrappone il mondo della birra a quello del vino, incidendo pesantemente sul fatturato di queste due diverse realtà;
si noti infatti che ‘birra’ e ‘vino’ sono prodotti antagonisti tra loro;

all’aumentare del consumo del vino si riduce quello della birra e viceversa. E’ una legge economica.

( Il fatto che il consumo di entrambi i prodotti aumenti contemporaneamente non smentisce questa legge economica, poiché battage pubblicitari, mode consumistiche etc… possono indurre il singolo consumatore a bere di più ciò che già era di sua abitudine bere e nel contempo indurre altri consumatori, un tempo astemi, a bere prodotti alcolici. Ma l’antagonismo tra i due prodotti è un dato di fatto )

Vedete un pò voi che razza di barriere psicologiche vengono a formarsi partendo da valutazioni di carattere culturale e giungendo poi a condizionare delle semplici abitudini di carattere alimentare!

°
Infine, si noti,
ponendo attenzione sul confronto tra produttori di vino da una parte; e produttori di birra dall’altra
che queste due differenti tipologie di imprenditori si contrappongono nettamente per gli investimenti necessari,

esattamente come ,e rispettivamente, per il rapporto tra produttori di olio extra vergine d’oliva contro i produttori di oli di semi ( girasole, arachidi etc…)

— Per produrre vino di altissima qualità occorrono terreni fuori dal comune per clima/latitudine, caratteristiche orografiche ,sapienza/tradizione etc… . Stessa cosa per produrre olio extra vergine d’oliva. Vino ed olio extra vergine sono molto legati al territorio.
(Di contro per produrre birra il legame col territorio – esclusa la tradizione/sapienza tramandata di generazione in generazione – è assai più tenue; si producono difatti birre di qualità/artigianali famose usando/mescolando granaglie del sud Europa, luppoli americani, lieviti belgi etc…)
Questo legame strettissimo col territorio del vino e dell’olio extra vergine, comporta investimenti enormi per accedere a determinati terreni / terroir , senza contare il lavoro manuale altrettanto enorme richiesto per entrambi.

Con la birra e gli oli di semi, la faccenda è agli antipodi;
— per produrre birra di grande qualità,
gli investimenti sono assai minori ;

; gli impianti per la produzione di birra non sono inaccessibili economicamente, così come i terreni per piantare girasole o arachidi per la produzione di olio di semi, sono comuni campi agricoli.

Vi sono per ‘l’universo birra’ altri problemi;

un primo esempio è dato dalla concorrenza con le multinazionali della birra sempre pronte a fagocitare per qualche bel soldo un marchio di birra artigianale distintosi per la qualità ed i successo della birra prodotta . (//)
Ma allo stesso tempo il ‘problema’ opposto (un secondo esempio) a quello qui subito sopra esposto;
alle volte quando un piccolo birrificio – solitamente non di antica tradizione familiare ma nato ex novo da passione personale di un Homebrewer – ottiene un successo clamoroso, ecco che nel giro di poco tempo si passa da una reale produzione artigianale di grande qualità ad una industriale che sfruttando la fama acquisita permette un giro di affari di molti milioni, ma naturalmente la qualità del prodotto ne risente.
Presto o tardi simili speculazioni daranno un effetto negativo di ritorno – non si può fregare tutti tutte le volte – ma il guadagno di tipo speculativo è raggiunto da l’Homebrewer rampante(…)

.

Guinness s brewery at the city of Manchester Historical photography

Guinness’ s brewery
at the city of Manchester
(Historical photography)

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Guinness s brewery at the city of Manchester Historical photography soloalsecondogrado c

Guinness’ s brewery
at the city of Manchester
(Historical photography)

.

(//)

Un caso tra i tanti del ‘primo esempio‘ di cui sopra è rappresentato da un piccolo birrificio belga degli anni sessanta del secolo scorso, fondato da Pierre Celis, un mastro birraio che ideò varie birre di grande pregio – tra cui la :‘De Verboden Vrucht’ ( ‘Brouwerij De Kluis’ ex ‘Celis Brewery’ ) – , che fu costretto a venderlo ad una multinazionale della birra ( oggi InBev) .

De Verboden Vrucht bier by Pierre Celis b

De Verboden Vrucht bier by Pierre Celis c

De Verboden Vrucht bier by Pierre Celis a

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Qualche fotografia di una manifestazione ‘nostrale/casereccia’, (denominata BeeRiver),presso la città di Pisa, pro diffusione della birra principalmente artigianale italiana.
Manifestazione peraltro gemellata con un birrificio francese Brasserie/Birrificio Angevine Angers, Francia. (Quarta e quinta edizione maggio 2017 – maggio 2018)

beeriver Pisa duemiladiciotto Stazione Leopolda

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beeriver Pisa duemiladiciottoCartellone pubblicitario ,edizione 2018 Pisa,qui sopra.

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Immagini edizione 2017 qui sotto;

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
ora complesso espositivo

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
ora complesso
espositivo
interno.

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
elementi a decoro
e
‘formativi’

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
elementi a decoro
e
‘formativi’

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
elementi a decoro
e
‘formativi’

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
interno;
l’angolo del panino con
la mortadella /
/ ‘Bologna sausage’ corner
( A destra di chi guarda/To the right of those who look)
E…
a sinistra di chi guarda/To the left of those who look…
A good quip:’
:’ Chi non beve birra ha torto’ / ‘Those who do not drink beer are wrong’

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
interno;
A good quip:’
:‘ Chi non beve birra ha torto’ / ‘Those who do not drink beer are wrong’
.
Non manca il complemento di termine?
( a chi, a che cosa?)
Proviamo ad aggiungerlo;
‘…a non bere del vino (?)/’… not drinking wine (?)’
In questi casi ci mancano proprio, ,e con tanta nostalgia, gli aforismi di
Oscar Wilde!

Nota;

Do you drink (beer or other …) for taste or for the effect?

Who drinks saying he does it for taste, is usually not sincere.

Why drink for the effect!

Reality in the sun but … inconfessable!

Questa frase, non ci racconta molto di più..?

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
elementi a decoro
e
‘formativi’ ;
granaglie di base

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Sour corner;
ovvero
l’angolo delle
birre acide.
Vedi in dettaglio fotografia qui subito sotto

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
tipologie di birre ‘acide’
ovvero a fermentazione spontanea senza lieviti
aggiunti.

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
vedi didascalia qui
subito sopra

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Aggiornamento a giugno 2018;

recentemente, accanto a manifestazioni da intenditori di birra – ‘birrofili’, se così si può dire – svolte in sedi pubbliche che ospitano manifestazioni le più disparate (nel caso di Pisa la:’Stazione Leopolda‘) si organizzano anche ‘manifestazioni per amanti del vino‘.
Niente di strano, certo.
Ma quel che stupisce,è che sono organizzate sembra sulla scia delle ormai abbandonate ‘melodie del vino
( https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/06/08/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia/ )
a loro volta pendant di quelle francesi (non dismesse) denominate:’Grands Crus Musicaux‘. E dalla stessa organizzazione che promuove la birra.
Difatti quella organizzata a Pisa è denominata:’

:’enoritmo degustazioni armoniche

Un chiaro riferimento alle ‘melodie del vino‘ e ai ‘Grands Crus Musicaux‘.

Probabilmente gli organizzatori di questo modo di proporre il ‘prodotto vino’, notati i problemi che hanno portato alla dismissione delle manifestazioni ‘melodie del vino , hanno pensato di ‘correggere il tiro’ proponendo un prodotto non ‘dall’alto’, dal ‘palazzo/cantine architettonicamente prestigiose’ ( come quelle viste di Petra presso Suvereto (LI) o di Rocca di Frassinello, Giuncarico di Gavorrano (Gr) ),  ma più modestamente attraverso sedi per meetings più vicine… al consumatore.

Eccone un cartellone pubblicitario;

enoritmo degustazioni armoniche Pisa by beeriver a soloalsecondogrado

enoritmo degustazioni armoniche Pisa by beeriver b soloalsecondogrado

enoritmo degustazioni armoniche Pisa by beeriver c soloalsecondogrado

enoritmo degustazioni armoniche Pisa by beeriver d soloalsecondogrado

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Image and video hosting by TinyPic

Pisa Brewery, Tuscany ; ‘La Gilda dei Nani Birrai’

Presente alla manifestazione ‘BeeRiver’ a Pisa.

Image and video hosting by TinyPic

The brewery headquarters: ‘La Gilda dei Nani Birrai’ of Pisa -Tuscany –

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Another small local reality;

a brewery of Lucca, Tuscany

Image and video hosting by TinyPic

The brewery headquarters: ‘Brùton’ San Cassiano di Moriano, Lucca -Tuscany –

Image and video hosting by TinyPicThe brewery headquarters: ‘Brùton’ San Cassiano di Moriano, Lucca -Tuscany –

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And also;

Birrificio La Petrognola Srl / ‘La Petrognola’ Srl Brewery, in the locality, ‘Piazza al Serchio’ – Lucca Tuscany – ( di Roberto Giannarelli ).
Uno dei primi, se non il primo , a produrre una birra ‘al farro/spelled beer’ in Italia. Il farro è un elemento tipico di quelle zone della Garfagnana (alta Toscana).

soloalsecondogrado birre apuane d
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soloalsecondogrado birre apuane b
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soloalsecondogrado birre apuane c

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soloalsecondogrado birre apuane a

Un elfo  – femmina –
scelto a simbolo delle birre di/da Giannarelli. Un elfo che data la località ,assai fuori mano e montana, sembra anche incarnare – vista la rotondità dell’elfo femmina qui sopra ritratto – la costituzione tipica delle donne di quei luoghi, rimasti geneticamente isolati per secoli.

Nel circondario di ‘Piazza al Serchio’ non circolano – se non in particolari ricorrenze –  le birre ‘La Petrognola’.
Ritenute ,a quanto pare, troppo costose dalla gente del posto, – seppur ottime – , che ripiegano su birre note ma industriali.

Bier Beer Bionda forte Belgian Strong ale Petrognola Brewery a


Bier Beer,
‘Bionda forte’ Belgian Strong ale
Petrognola Brewery
Piazza al Serchio (Lucca, Toscana Italia)
A change not only in the style of the bottle …
But also in taste …
These new beers, produced by the brewery: ‘Petrognola’; they are very similar; orange peel and
bread rind (‘Bionda forte’)
such as: ‘Sasso Rosso – Ambrata al Farro’.

Bier Beer Bionda forte Belgian Strong ale Petrognola Brewery b


Bier Beer,
‘Bionda forte’ Belgian Strong ale
Petrognola Brewery
Piazza al Serchio (Lucca, Toscana Italia)
A change not only in the style of the bottle …
But also in taste …
These new beers, produced by the brewery: ‘Petrognola’; they are very similar; orange peel and
bread rind (‘Bionda forte’)
such as: ‘Sasso Rosso – Ambrata al Farro’.

( Se si vuole è il caso di dire :’Nessuno è profeta in patria’ ).

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And;

A brewery (Italian), founded and managed by women only!
A rarity not only in Italy, but all over the world!

Si tratta del birrificio :‘BIRROIR’,presso Segromigno di Lucca – Toscana, Italia –
Il nome :‘birroir’ , vuol essere eco/pendant del termine francese ‘terroir’, utilizzato in enologia per indicare zone di pregio per la produzione di vino.

Vedi direttamente al link del sito del birrificio;
http://www.birroir.com/chi-siamo/
e,
www.nonsolobirra.net/www/index.php?option=com_tags&view…elisa-tealdi

birroir birrificio artigianale Segromigno Lucca Italia a

birroir birrificio artigianale Segromigno Lucca Italia b

birroir birrificio artigianale Segromigno Lucca Italia c

birroir birrificio artigianale Segromigno Lucca Italia d

Produrre birra – da imprenditore a Mastro birraio – non è più roba da maschiacci ?!
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Ecco un piccolo elenco che può tornare utile a chi cerca indicazioni sul mondo della birra (ovviamente perché realmente gli piace!)

http://boakandbailey.com/

Boak and Bailey

…………

http://barclayperkins.blogspot.it/2008/05/short-history-of-mild.html

Shut up about Barclay Perkins: A Short History of Mild

…………

http://www.garshol.priv.no/blog/

Larsblog – Lars Marius Garshol

…………

http://www.dutchbeerpages.com/

The Dutch Beer Pages | Chronicling the Dutch Craft Beer Revolution

…………

Pivní Filosof – Beer Philosopher

http://www.pivni-filosof.com/

…………

http://zythophile.co.uk/

Zythophile | ‘Zee-tho-fyle’, by Martyn Cornell, an award-winning blog …

…………

http://www.johnsbierblog.com/2010/05/malheur-12.html

John’s Bier Blog: Malheur 12

…………

http://beervana.blogspot.it/

Beervana di Jeff Alworth

…………

http://www.drinkdrank1.com/

drinkdrank

…………

http://www.stonch.co.uk/

STONCH’S BEER BLOG

………..

http://www.camra.org.uk/

Home – CAMRA

e,
caso italiano;

https://laviadellabirra.it/ ,sito al gennaio 2019 ancora in allestimento che rinvia tuttavia alla pagina ‘Facebook’;

; https://www.facebook.com/laviadellabirratoscana/

Si noti il titolo del sito : ‘la via della birra toscana’ ;
; sembra ripercorrere ciò che troviamo ,lungo le strade toscane, scritto su cartelli
turistici :‘la via dell’olio’ o, :‘la via del vino’,
(Federazione Strade del Vino, dell’ Olio e dei Sapori di Toscana).
Dall’olio made in Toscana, al vino, quindi alla birra; novello patrimonio ‘brassicolo-gastronomico’ dopo quello secolare ‘eno-gastronomico’.

————————————————- ;

qualche ‘app / applicazione mobile’ sempre in riferimento alla birra;

CAMRA Good Beer Guide 2017 – App Android su Google Play ;

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.greenius.nearme&hl=it

od anche;

Good Beer Guide App – Camra

https://gbgapp.camra.org.uk/

……..

Microbirrifici App per Android .:: Microbirrifici.org ::. ;

http://www.microbirrifici.org/Microbirrifici_App_per_Android_news.aspx

……

App per Android della Guida MoBI al Locali Birrari ;

http://www.movimentobirra.it/readnews.aspx?id=32

……..

Guida alle migliori app dedicate alla birra – Fermento Birra

http://www.fermentobirra.com/app-birra-tablet-smartphone/

………

Brewing Calculators – Brewer’s Friend ;

http://www.brewersfriend.com/stats/

_________________________________________________________

People’s Brewing
Company
… and having disposed
of the fumes of the beer,
it comes back
to reality!

Nota personale;

in Italia,
dati i sistemi di produzione che la birra richiede – sistemi assai più economici rispetto al vino, come sopra fatto cenno –
molte start up si sono messe a produrre birra; alcune di buona, buonissima qualità.
Di certo, come il vino ha richiesto secoli di esperienza,
al pari la birra richiede pari maestria che solo il tempo può affinare; ecco che , ad esempio , birre prodotte all’interno di abbazie (trappiste) , dai monaci stessi , hanno qualità di rilievo ben maggiori. La loro origine è però solo nord europea.
Di certo vi è molta speculazione
sia sulle birre di chiara fama,e di vecchia origine,

vedi ad esempio la famosissima ‘Westvleteren beer’, birra ‘trappista’ belga, pluri-premiata ( più volte miglior birra del mondo ) prodotta dai monaci nel loro birrificio ‘Brouwerij Westvleteren’, presso il Monastero di Westvleteren – Sixtus Abbey, Belgio. Bottiglie da 33cl sono vendute a 20 euro. ( Monaci, e non frati, ovvero completamente dediti alla vita contemplativa evitando,a differenza dei loro confratelli frati, ogni contatto col mondo! ).
[ Quando in realtà basta assaggiare una loro birra, la ‘St Bernardus Abt 12’, prodotta su licenza dei monaci trappisti stessi ( una volta con lo stesso nome ; ‘Brouwerij Westvleteren’,poi tolto per ragioni di regolamento comunitario ), per apprezzare un prodotto assai simile , ma al prezzo di 4 euro ! ]

Sia sulle birre di ‘nuova generazione’,
prodotte come sopra detto, da start up intraprendenti che, sempre per fare un esempio, in Italia hanno tentato il connubio birra/vino facendo maturare della birra da loro prodotta in botti di vino ( dismesse,quindi ‘da rottamare’ ) di Brunello di Montalcino!. Con risultati qualitativi assolutamente discutibili, ma dal prezzo indiscutibilmente inaccettabile!
Un esempio tra tutti quello blasonato della famiglia italo ungherese degli Hunyady (imparentati anche con la famiglia dei Marchesi Antinori – quelli del vino per intenderci – ), una cui eclettica rappresentante ;Etienne (Hunyady), ha deciso di cercare il difficile connubio tra vino – della cui produzione la Sua illustre famiglia ha grande esperienza, possedendo vigneti in Italia ed Ungheria – , e birre cercando una miscela tra mosto d’uva e birre di base,
il tutto grazie all’aiuto richiesto a comprovati Mastri birrai toscani (self-made man), che cercano di ideare la ricetta di birra vincente – su commissione della famiglia Hunyady – partendo da mosti da uve Syrah, Merlot, Cabernet f. e Sauvignon etc…
Pare,
che questo ramo ungherese della famiglia Antinori, abbia rilevato parte del birrificio ‘La Petrognola’.
Ad ogni modo le nuove birre ‘Petrognola’ non solo hanno cambiato stile del contenente ,
la bottiglia è difatti non più tondeggiante ma ‘classica’
(vedi immagini qui sopra del nuovo stile; ‘Bionda forte’ e ‘Sasso Rosso – Ambrata al Farro’),
ma anche nel gusto,
,nel contenuto, difatti si assomigliano un pò tutte ; buccia di arancia e crosta di pane… Birre un pò ruffiane, alla moda che sembrano che cerchino di accattivarsi il gusto del nuovo consumatore che si avvicina a questo mondo.
Il prezzo di queste nuove birre ‘Petrognole’ – rispetto alle ‘Petrognole’ di una volta – è calato!

Sia
evitando di vendere il loro prodotto in loco – come un birrificio in provincia di Lucca, Toscana – , che vende tutto all’estero perché il prezzo applicato per bottiglia è più alto! O come un nuovo birraio di Pisa che pare abbia concluso un vantaggioso contratto con un importatore di birra del Principato di Monaco

Così,in fine, la speculazione francese ‘non si fa mancare’;
bottiglie di birra da 75cl,francesi, sono vendute a prezzi di circa 50 euro solo perché presentate in bottiglie identiche a quelle in cui viene venduto il famosissimo champagne Dom Perignon.
Birre che vantano fermentazione con lieviti da champagne e metodo classico (o méthode champenoise )!
‘Metodologia commerciale’ subito ripresa da altri birrifici ,anche italiani, che producono una loro birra ‘metodo champenoise’, con annesso un bel bicchiere ad hoc!

Tutti all’arrembaggio ,come già detto nel mondo dell’enologia ,con tutti i mezzi e le idee possibili!

              Nota; non esitano  ,’all’arrembaggio’ , i brewpub / Beer Shop. 

Ovvero negozianti che ti sciorinano sotto il naso tanta professionalità birraria , cercando ti venderti tipi di birra come quelle liquorose ma  ‘inventate’ di sana pianta / non essendo secondo tradizione ,  da birrifici come quello ‘Baladin’ (vedi in fondo a questo post), che ha creato tutta una serie di birre stile barley wine ma all’italiana; cioè invecchiate in botti di vino, o semmai in altri tipi di botti (da rum, whisky etc…vedi ad esempio la ‘Xyauyù fumè’ del  Baladin Brewery ).  Il tutto a 5 euro / 5 cl ; 1 euro a centilitro {***}

And to think that we Italians are often ashamed of certain figures (ugly customer) ‘Italian Americans’ of our past!

From: ‘Scarface’ to, ‘loss of face’!

Se girovagate in internet 

troverete un bel pò di siti specializzati’ che scrivono dettagliatamente sulle varie tipologie di birre, non ché sulle varie marche. E ciò con un atteggiamento di una certa professionalità.

Parallelamente nelle edicole per giornali

troverete anche una rivista italiana bimestrale ‘sulla birra’ :’Mondo birra’ ;

www.mondobirra.org/riviste.htm )

e : ‘fermento birra’ rivista bimestrale;

‘Fermento Birra Magazine’ ;

https://www.fermentobirramagazine.com/la-rivista/

che affronta temi sia tecnici sia problematiche economiche di questo piccolo universo paglierino.  Tuttavia sia negli uni che negli altri non troverete cenno della ‘Condicio sine qua non’  che ha portato ad interessarsi e scrivere in merito. E non vi troverete neanche delle critiche reali, se non legate in definitiva alla ‘difesa ad oltranza’ dell’universo birra.   E’ come se da un giorno all’altro tutto è dato per scontato e tale e quale deve essere accettato dal ‘fruitore bovino’   ! Palese dunque, la benché minima presenza di una  critica verace.   Si è in presenza invece di un  vero e proprio ‘battage’  che cerca di nascondere un ‘Sistema pubblicitario’  tanto indiretto/velato, per quanto potente.

Richard Hamilton pop art icona b

Richard Hamilton, pop art -icona prima- per la nuova realtà dal dopo guerra in poi… Ora, anche il ‘fruitore bovino’ più distratto potrà capire il senso di questo collage di R. Hamilton. Ammesso e non concesso che abbia sufficiente spirito,o meglio coraggio critico, nel rivolgere verso se stesso la critica che d’abitudine rivolge quotidianamente verso gli altri!

[ Una piccola doverosa digressione.
Un critico d’arte di qualche anno fa ha scritto de : ‘la morte dell’arte’ nel XX° secolo.
Frase spesso mal interpretata o mal capita.  Qui con R. Hamilton, ci possiamo rendere conto del significato di tale vecchia affermazione.
Un’ arte moderna/contemporanea non‘non più possibile, inesistente’ ma che riflette – come dico sempre come uno specchio oscuro/profondo – una realtà frivola e acritica come gli individui che la compongono.Una realtà in cui tutto è al servizio del consumo, tutto al servizio del Sistema economico, grande Golem che tutto fagocita.
Se questa è la realtà,necessariamente ne segue che il senso critico deve venir meno, anche in coloro che per formazione culturale dovrebbero averne a disposizione/da vendere..!
‘Va da se’, che in un mondo così costruito, un ‘sistema critico’ quale l’arte è, non ha più spazio (‘la morte dell’arte’ di cui sopra).
Se lo ha,
o si isola,non potendo più ne descrivere ideali – religiosi o civili che siano,ormai dissolti – ne essere veramente ‘engagé’.
Si riduce a fare della pura ricerca artistica ( vedi la ‘op art’…).
O, se si fa coinvolgere nel Sistema economico,
pur criticandolo finisce col servirlo – poiché tutto è fagocitato arte stessa con relativo valore/plusvalenza di mercato… – ( vedi ‘pop art’ di R. Lichtenstein, A. Warhol e Richard Hamilton…) – .
L’arte contemporanea ,in questo ‘modo obbligato’, rinuncia a parte della sua intrinseca natura sia nel primo caso che nel secondo, venendo quindi meno a se stessa/ snaturandosi… .
Ed in questo modo ogni individuo si riduce a sciocco consumatore, nel nostro caso ‘di birre’ come dal collage Hamilton qui sopra visto. ]

Ed in ogni lingua si affronti l’argomento – argomenti di qualsiasi genere, ma in questo caso ‘brassicolo’ – cioè in qualsiasi Paese ci si affacci, la faccenda non cambia; il leitmotiv è sempre identico. Celebrazione ad oltranza, con finte critiche che in realtà nascondono le vere questioni di fondo.
Eccone qui subito di seguito, un piccolo esempio tra i molti.
Esempio rappresentato da alcuni link di rinvio a blog/siti che parlano della birra (oltre a quelli qui sopra già citati, e altri in fondo a questo post elencati).

Siti/blog – qui sotto elencati – che ‘parlano di birra’ in modo sostanzialmente agiografico.

 

Resta certo un mio parere, ma credo di non sbagliare nel definirli dei cartelloni pubblicitari virtuali. Ne più ne meno.
www.bierblog.eu/

https://www.biernet.nl/blog

https://unepetitemousse.fr/blog/

https://blog.feedspot.com/beer_blogs/

https://bensbeerblog.com/

www.cronachedibirra.it/

https://www.cantinadellabirra.it/blog/

https://www.fermentobirra.com/i-migliori-blog-birra/

unabirralgiorno.blogspot.com/

www.interbrau.it/birra-per-passione

[  La critica non è diretta ne a chi produce prodotti – nel caso qui discusso ‘la birra’ – con scrupolo e tradizione legata a tradizioni territoriali, ne a coloro che apprezzano tali prodotti.

La critica è diretta a questa sorta di rapporto ‘pecore e pastori’ che partono da formazioni scolastiche di massa tanto ‘formali’ per quanto inconsistenti. E che portano infine soltanto a quanto da R. Hamilton qui sopra espresso nel Suo collage . ]

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.
Voglio qui aggiungere una nota personale circa una singolarissima birra belga, la :

‘La Duchesse de Bourgogne’.

E una piccola nota – qui subito sotto (°°°) – sulle birre acide‘/’sour bier’/(‘lambic’/’geuze’) anche queste del Belgio

‘La Duchesse de Bourgogne’ è una birra ad alta fermentazione (cioè ‘ale’) ambrata non annoverabile tra le così dette ‘birre acide’ (sour beer), ma sicuramente acidula e dolciastra allo stesso tempo, (spesso definita una: ‘Flanders red ale/Flemish Red Ale/birra rossa delle Fiandre’).
Con esattezza questa birra belga, insieme alla altrettanto nota: ‘Rodenbach’ ,sono due birre belghe ‘sui generis’ che vengono ben inquadrate dal punto di vista organolettico con la definizione di ‘birre acetiche rosse ad alta fermentazione’.
Ciò che ha di particolare la ‘Duchesse de Bourgogne’ e direi assolutamente unica birra in questa particolarità, sta nel fatto che è assai simile al’aceto balsamico di Modena ( Emilia Romagna ); un condimento per molti alimenti ottenuto dalla lavorazione del mosto d’uva (lambrusco).

Affinità tra questi due diversissimi prodotti mai rilevata da nessuno, per quanto a mia conoscenza .

C’è da giurare che prima o poi qualche ristorante stellato – o aspirante tale – utilizzerà questa birra belga al posto del noto aceto balsamico modenese!

‘Duchesse de
Bourgogne’;
una birra belga dalla singolare affinità di
sapore con
‘ l’aceto balsamico
di Modena’

‘Duchesse de
Bourgogne’;
una birra belga dalla singolare affinità di
sapore con
‘ l’aceto balsamico
di Modena’

(°°°)
Le birre acide/sour bier del Belgio, (‘lambic’/’geuze’)
sono un caso a se stante, se valutate nel loro gusto che può essere definito come del tutto differente da quello di tutte le altre birre.
Nate in Belgio,
secondo un antico legame non solo col territorio ma anche con quella che era la tradizione brassicola/birraria di molti secoli or sono, in cui non si utilizzavano lieviti aggiunti ma si lasciava fermentare in botti di legno il malto preparato, e non si utilizzava il luppolo o semmai solo come conservante etc…,
queste birre hanno ,con la scoperta negli ultimi anni della birra artigianale di qualità, ottenuto una rinascita commerciale impensabile.
Sono spesso presentate dall’oste/birraio di turno come il culmine di una verticale (*/*) ,(come nell’enologia, si usa questo termine), che parte da semplici pilsener per arrivare alla scoperta di questo prodotto di nicchia per estimatori altrettanto di nicchia.
Se cercate informazioni che le definiscono dal punto organolettico su riviste o libri specializzati troverete ricorrente il termine :’

:‘birre acide/sour bier’/’lambic’/’geuze’ … retrogusto da coperta di cavallo

Credo un eufemismo assai garbato per definirne il retrogusto. Che personalmente, senza tanti complimenti definisco:’

:’

:‘birre acide/sour bier’/’lambic’/’geuze’ … retrogusto da vomito di cane

Sarà di certo – questo giudizio poco garbato – dovuto al fatto che probabilmente per apprezzarle veramente occorre essere nati e cresciuti in Belgio, ma di certo quella è la sensazione ricorrente.
La variante delle /’lambic’/’geuze’, sono le ‘framboise’ e le ‘kriek’, rispettivamente addolcite con lamponi e ciliegie. Ma francamente il retrogusto di cui sopra, non cambia.

Non voglio dire che non abbiano una loro qualità, ma di certo bisogna avere una predisposizione particolare per apprezzarle.
Se i belgi considerano queste Loro birre acide, come lo champagne della Loro terra , di certo nel prezzo non se ne discostano molto, visti i prezzi assai alti che le caratterizzano.

(*/*)
A proposito di verticale;
termine con cui si intende, nel mondo dell’enologia una serata a tema su un determinato tipo/tipologia di vino in cui vi è un produttore, degli avventori, un sommelier, il tutto organizzato in una enoteca o in un locale etc…
Ecco che nel mondo della birra si è già da tempo ripercorso lo stesso cliché enologico;
ovvero si organizzano serate/eventi in cui vi sono i soliti personaggi, che ti presentano ,ad esempio, una nuova birra brassata/prodotta artigianalmente da allievi in un loro corso etc…

————–

In ultimo, in calce ;

il fenomeno delle

 

‘beer firm / Gypsy Brewery ,azienda delle birre’

,aziende che

Si fanno brassare/produrre birra da terzi .

.

Il titolare
di una ‘beer firm / azienda delle birre’ è solitamente definito :‘Gypsy Brewer / birraio zingaro’

Attualmente (fine 2016) i micro – birrifici italiani sono circa 700.
(vedi sito che tratta dei micro birrifici italiani direttamente attraverso il seguente link;
http://www.microbirrifici.org/
:’Scopo del sito è la condivisione di informazioni, la promozione della realtà birraria italiana e lo scambio di giudizi indipendenti sulla produzione dei microbirrifici nazionali.’)
Pochissimi hanno chiuso i battenti ‘causa crisi’ come invece molte altre aziende in altri settori.
Ma certo piazzare le birre prodotte non è cosa facile, meno ancora procedura da improvvisare.
Ed ecco in parte spiegato il mondo delle

 

‘beer firm’

ovvero ‘birrifici sena dimora’ o ‘birrai nomadi’ , ‘Gypsy Brewer / birraio zingaro’ ‘SENZA IMPIANTI DI PRODUZIONE’ che si sono improvvisati tali; sono solitamente commercianti d’assalto che dopo un contratto con un birrificio rinomato con impianti e professionalità da vendere, producono birra, attraverso il suddetto ‘birrificio rinomato’. Producono birra artigianale attraverso veri e propri birrifici, ma con proprie etichette.

Un pò, per intenderci come i vini Champagne NM Négociant Manipulant ovvero semplici commercianti elaboratori ( che non allevano vigneti, ma solo elaborano le uve da altri prodotte ) e, gli ancora più speculativi Champagne M.A. ; Marque Auxiliaire, vero e proprio commerciante che si improvvisa ‘vigneron’ !
e dunque ben differenti dagli ‘RM’ Récoltant Manipulant , cioè produttori di champagne/vinattieri che producono le uve e fanno poi da queste il loro champagne !

Ad esempio il ‘De La Sanne’ era una ‘beer – firm’ che si appoggiava al birrificio vero e proprio :‘ De ranke’

[ I birrifici belgi ‘De Ranke’ e ‘De La Sanne’ sono stati legati da un comune intento – nato prima in uno e poi nell’altro – . Comune intento consistente nel’andare contro corrente rispetto alle tradizioni e gusti (opposti) del loro Paese, decidendo di produrre birre amare. Birre basate dunque sull’utilizzo di luppoli, nel tipo e nella quantità, conferenti questa particolare nota amarognola alle loro birre.
Indubbiamente originali in questo in terra fiamminga, non sono stati comunque i primi. Va ricordato, se non altro per onor di cronaca, che il birrificio Van Eecke, intraprese questa direzione, attraverso la produzione di una birra celebrativa denominata:‘Poperings Hommel Bier’. Birra che dal nome stesso fa doppio riferimento al luppolo; ‘Poperinge’, una località belga dedita alla produzione del luppolo e :‘hommel’, ovvero ‘luppolo’ nel gergo locale. ]

Addirittura il birrificio belga : ‘De Proef’ lavora prettamente conto terzi, – cioè l’opposto di un beer firm – , ovvero produce birra per chi non la sa produrre ,o non ha gli impianti necessari, o semplicemente vuole solo commercializzare birra a propria etichetta! Ad esempio ‘De Proef’ produce birra per la ‘beer firm’ ‘Mik – keller beer’ ma anche per il la beer firm americana :‘Bell’s’ come anche per le beer firms belghe :‘The Musketeers’ e ‘Prearis’ come per la danase :’To Øl’ .
Questo grazie ad uno staff di circa 32 professionisti birrai collaboratori del dirigente capo di ‘De Proef’ ;Mr. Dirk Naudts .

( Alri birrifici ‘beer firm’ di De Proef sono ; il VIVEN (www.viven.be/ ) , il SLAAPMUTSKE ( http://www.slaapmutske.be/ ) e il JESSEN HOFKE ( jessenhofke.be/ , SBS di Alan Shapiro ,sud africa e per una catena di supermercati in Belgio ; ‘ DELHAIZE ‘.) .

All’opposto altri ‘birrifici in affitto’ cioè che producono birra per ‘beer firm’ sono ; ‘ Van Steenberge ‘ ( http://www.vansteenberge.com/ ) e il ‘ Du Bucq ‘ ( bocq.be/nl/ )

[ Il birrificio belga ‘De Proef’ / the Brewery ‘De Proef’ produce e commercializza a proprio nome una birra col marchio ‘Reinaert’ in quattro varietà ;(una tripel, una ambrata a nove gradi, una birra sempre ambrata a sette gradi e una grand cru) ]

Il birrificio belga ‘De Proef’ / the Brewery ‘De Proef’,
ha da qualche anno prodotto birre ,tramite i suoi impianti, anche per un recente ‘beer firm’‘The Musketeers’

– la cui titolarità è rigorosamente belga, essendo quattro (come i moschettieri di Alexandre Dumas) neo birrai belgi di cui vedi dettagli al seguente link;
https://www.diffordsguide.com/beer-wine-spirits/2468/troubadour-magma
Kristof De Roo, Rikkert Maertens, Steefan Soetemans e Sven Suys ( ‘i quattro moschettieri’) provenienti, secondo quanto riportato dal sito al link qui sopra , dalla scuola brassicola/birraria di KaHo St. Lieven in Gent

una serie di birre denominate :’ :’Troubadour’ , ‘brewery’/’Brouwerij’ : ‘The Musketeers’ , con sede legale in una piccola casetta tra le città di Bruges e Gand, presso Ursel, ( Brewery Brouwerij; ‘The Musketeers’ – Beer Firm – Tramstraat 8 Ursel Belgium ),
che indubbiamente sono realmente artigianali, ovvero prodotto di qualità con ottima materia prima e ben lavorata,
– personalmente assaggiate ed apprezzate – ,
ma che non hanno nulla di nuovo da dire;
la ‘Troubadour’ scura è una sorta di Stout privata dei classici sapori di fondo marcati (cioccolato e caffè),
la ‘Troubadour’, trippel sembra la copia di una birra tedesca; Riedenburger Brauhaus Dolden Sud IPA
e la
la ‘Troubadour’ blond, è una birra chiara che ricorda la birra Reinaert, brewery ‘de Proef’, cioè dello stesso birrificio che produce tramite i propri impianti, la ‘Troubadour’ blond e le altre ‘Troubadour’!

Anche in questo caso ‘tutti all’assalto’ perché il mercato ‘tira’…!

[ Se, a quanto riportato dal sito ‘www.diffordsguide.com/beer’ di cui qui sopra link, il termine : ‘Troubadour’ significava anticamente nella lingua olandese, ‘menestrello’ , allora vi è una curiosa corrispondenza con pari significato etimologico del birrificio italiano ‘Baladin’; ‘menestrello’…
( Va precisato, comunque, che nella lingua danese corrente il termine menestrello è detto : trubadur )

Ad ogni modo, si tratta forse di una joint venture italo belga?!
O pura coincidenza? ]

brewery brouwerij beer firm the musketeers tramstraat eight ursel belgium

Brewery, brouwerij – beer firm –
‘the musketeers’
tramstraat 8 Ursel Belgium
by
The Brewery ‘De Proef’,
‘Troubadour’ beer

beer troubadour by the musketeers beer firm tramstraat act ursel belgium by brewery de proef belgium a

Beer Troubadour
by The Musketeers Beer Firm
Tramstraat 8 Ursel Belgium
by brewery de Proef Belgium

beer troubadour by the musketeers beer firm tramstraat act ursel belgium by brewery de proef belgium b

beer troubadour by the musketeers beer firm tramstraat act ursel belgium by brewery de proef belgium c

.

————————

E si tenga presente la ‘gemmazione di altri birrifici conto terzi’ , – cioè birrifici che producono birre per ‘beer firm’ – che nascono dall’iniziativa di ex dipendenti ,come da un ex dipendente del birrificio ‘de Proef/ sperimentale’ – ; il birrificio :‘ BROUWERIJ ANDERS ‘ sito in Halen ( Belgio ) nel Limburgo ; (www.brouwerijanders.be/ )
Un posticino a se stante
ce l’ha una ‘beer firm’ fondata su una ‘birra gourmet’; ‘gourmet’ poiché fatta produrre da un grande cuoco stellato e, come tale sicuro detentore del ‘buon gusto in cucina’ e di certo – quindi – anche nel mondo dell’orzo e del luppolo

( siamo dunque in presenza di una ‘beer firm’ auto referenziatasi )

; si tratta del cuoco spagnolo FERRAN ADRIA che ha fatto produrre una birra dal nome:‘ESTRELLA DAMM INEDIT’ ,che commercializza nei supermercati (Conad e Esselunga) a circa sei(6) euro (75cl), (due tipologie; quella ‘inedit’, la più sciccosa e la versione ‘base’, guarda caso come per molte tipologie di vino proveniente da una stessa cantina…)
La scelta di commercializzare la sua birra nei supermercati sembra essere saggia da parte del cuoco FERRAN ADRIA; se fosse stata  venduta nei brewpub ,la sua birra

dove c’è gente che da un lato di birra se ne intende,
ma che sopratutto snobba il mondo ‘del vino’ e sopratutto il mondo di quelli che girano in giacca e cravatta e che rappresentano un mondo da loro assai poco amato – per usare un eufemismo –

avrebbe finito per essere non solo snobbata dal ‘People’s Brewing Company’, ma avrebbe fatto correre il rischio al titolare del brewpub stesso, di fargli naufragare il giro di affari…

      Un Gypsy Brewer che vanta il proprio status.

Un Gypsy Brewer
che vanta il proprio status.

Altro ‘caso stravagante’ – se così lo si può definire – è il caso di un singolare birrificio svizzero:’

: ‘Brauerei Locher’ AG, Appenzell – Ch/Svizzera

Un birrificio svizzero condotto dai cugini Karl Locher e Raphael che hanno aggiunto un ingrediente ‘al limite’ della legalità ad una Loro birra , la ‘Hanfblüte Bier’ ;

la cannabis,

pianta notoriamente utilizzata illegalmente nel ‘mondo underground’ sotto forma di preparati (foglie di marijuana) e resine (hashish), come sostanza stupefacente
è dai due birrai svizzeri aggiunta ,più volte, nella preparazione della loro birra:‘Hanfblüte’, ma privata dell’elemento allucinogeno contenuto naturalmente nella cannabis, il THC .
La cannabis così aggiunta (ripeto senza il THC), pare conferisca un sapore rinfrescante erbaceo pungente.
Ciò fu a suo tempo (nel 2000,anno di inizio produzione di questa particolarissima birra) sottolineato con un’immagine , – dal birrificio svizzero diffusa – ; quella di un fumatore di pipa, poi, pare per proteste di un comitato svizzero, trasformata in quella di un semplice contadino svizzero con il pollice in bocca!

[ ‘Brauerei Locher’ AG, Appenzell – Ch – Svizzera – by Karl Locher e Raphael.
‘Hanfblüte Bier’
Mit Hanfblättern und Hanfblüten aus der Schweiz gewürzt (natürlich ohne THC), entsteht zusammen mit Wienermalz und Stammheimer Hopfen ein Bier mit intensivem Hanfaroma… ]

Ed in nome ,forse, di un ‘ritorno alla natura’ alla Jean-Jacques Rousseau, pare pure che il ‘Brauerei Locher’, sia stato il primo birrificio svizzero a produrre una birra biologica : ‘Vollmond Bier’ ( certificazione Knospe!).

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Il fenomeno delle ‘beer firm’ se diffuso in Belgio e anche in Italia, circa un centinaio di ‘beer firm’ ,
( cito per l’Italia ; ‘go beer firm’ / ‘Brew Fist’ / ‘BI – DU’ / ‘Orso Verde’ / ‘Le Baladin’ / ‘ Birra Amiata’ / ‘Hibu’ ) .

è raro in Germania dato che è un Paese di comprovata tradizione birraria e serietà nella produzione. Fanno lì eccezione le ‘Freigeist BierKultur’ la ‘Sebastian Sauer’ e la ‘Fritz Ale’.

Una ‘beer firm’ ha un blog tutto suo : ‘Cronache di Birra – Il blogzine italiano sulla birra artigianale. Notizie’ / http://www.cronachedibirra.it/ .

In sostanza, il fenomeno delle ‘beer firm’ giocando sulla attuale legislazione circa la produzione della birra,che non obbliga il produttore di birra , come invece il produttore di vino a chiarire se ha solo ‘imbottigliato’ / ‘NM’ o : ‘prodotto ed imbottigliato / ‘RM’ il proprio prodotto,
permette un atteggiamento disinvolto e spesso ‘ d’assalto ‘ del produttore di birra !

Un caso del tutto particolare – italiano – ; i birrifici rampanti/d’assalto

(Rampant brewers; brewers who have production facilities but who do not know how to produce decent beer
/ Rampant brewers; ‘beer firm / Gypsy Brewery’ but with beer production facilities!)

Birrifici con impianti di produzione a disposizione, che non sanno fare birra di qualità

perché birrifici nati soltanto per cogliere il ‘boom’ del mercato nel consumo di birra.

E alcuni sono birrifici ‘ d’assalto ‘,nati addirittura dalla volontà di imprenditori vitivinicoli!

Ecco qui di seguito questa realtà ,anche italiana, – non rara – ma del tutto peculiare;
aziende agricole vitivinicole ,ma ovviamente anche di altra natura ( come per ‘Gruppo Campari‘…), nate da tradizione familiare di semplice origine contadina ma felicemente evolutesi in vere e proprie aziende di livello nazionale nella produzione e commercializzazione del vino (vino di pregio)

che decidono

 

di mettersi a produrre birra!

 

( Come sopra fatto cenno, essendo vino da una parte e birra dall’altra due prodotti antagonisti appare bizzarra la scelta di operare in questi due campi opposti da parte di una stessa impresa solitamente non di grandi dimensioni )
Solitamente il ramo cadetto/giovane della famiglia
si impegna in questa produzione a loro del tutto peregrina, in quanto a tradizione.
Per lanciare il ‘prodotto birra’, questi simpatici giovanotti, si rifanno il look;i rampolli di famiglia indossano da un giorno all’altro giubbotti di pelle, catenine, braccialetti borchiati etc… Facendosi notare alla guida di furgoncini dell’azienda paterna anche per uso personale – non lavorativo – .
Ma solo per l’occasione di rito; solo per farsi fare qualche fotografia d’immagine da diffondere in internet. Poi tornano al solito cashmere e alla guida di auto da 100.000 euro in su.
Ma poi, sempre solitamente , dopo le prime delusioni brassicole (= nel produrre birra), capiscono che occorre qualcuno che ne sappia per davvero di produzione di birra veramente artigianale e di qualità superiore! Dato che, dopo le prime produzioni e promozioni del loro prodotto, gli effetti sul mercato sono stati assai deludenti ( e nel frattempo l’azienda rappresenta soltanto un passivo…).
E allora ?
E allora,dato che in Italia,
a differenza che in altri Paesi come gli USA, dove chiamano un esperto nella produzione della birra – un Mastro birraio
si tende ad assumere in Ditta solo i familiari o parenti graditi – anche se semi dementi – o solo piacenti segretarie ‘tutto fare’,

si ricorre necessariamente all’aiuto esterno;
in questo caso si ricorre a dei birrifici di chiara fama e tradizione birraria
– spesso sono birrifici belgi. Birrifici ‘in affitto’/cioè disposti a produrre ricette di birra e birra stessa per conto terzi – con cui si stipula un contratto per la ricetta di una nuova birra, che sarà etichettata col nome del birrificio committente (italiano nel nostro caso).

Ecco definito un caso particolare (italiano o di altro Paese senza tradizione birraria );
un birrificio con impianti di produzione a disposizione‘ ma d’assalto ‘ /rampante
che non sapendo realmente produrre birre di pregio in grado di concorrere con birrifici artigianali (stranieri) di buona qualità anche se per nulla eccelsi ma di tradizione antica brassicola ,
ricorre ad un altro birrificio ‘in affitto’ per produrre birra di buona qualità organolettica e quindi commercializzabile!

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In questi casi, per vendere,
occorre – per altra via risolutiva dei problemi commerciali – raccomandarsi al Santo di turno/competente.
In questo caso sia i birrai/venditori di birra (osti) che i produttori di birra, sono ‘ben messi’/’ben piazzati’ , avendo a disposizione
ben due Santi Patroni;
Arnoult de Soissons / Arnolfo di Soissons , un monaco benedettino,poi Vescovo, fiammingo dell’anno mille e,

Arnolfo di Metz / Arnoul de Metz, un Vescovo francese del VI secolo.

Mentre il primo,
lo si può considerare anche come il Patrono dei bevitori – incalliti – di birra, poiché pare Egli abbia invitato i Suoi Confratelli a bere birra, avendo acutamente notato che questa bevanda aveva la proprietà (empiricamente notata dal monaco benedettino ) di difendere dalle infezioni,

il secondo,
sembra ripercorrere uno dei tanti miracoli operati da Gesù;
ad esempio la moltiplicazione dei pani e dei pesci per dare da mangiare alla moltitudine che lo aveva seguito. Vangeli (Matteo 14,13-21, Marco 6,30-44)
Difatti nel caso di Sant’ Arnoul de Metz pare che fu Lui stesso, durante il trasporto delle Sue stesse reliquie , in un torrido giorno d’estate,
a moltiplicare un singolo boccale di birra, per dissetare il clero e i fedeli che procedevano in processione al Suo seguito…
E, ricordo, che ‘durante il periodo di Quaresima’ la birra viene utilizzata dai Monaci trappisti – da Loro prodotta – come ‘pane liquido’ ,ovvero sostituto del cibo solido da cui, durante il periodo quaresimale, ci si astiene per penitenza..!

brew pub Avignon

Dato che abbiamo appena parlato di Santi patroni & Associati, è il caso di mostrare una immagine di un brew pub, ‘in tono col tema ora trattato’ ; un pub di Avignone, ex Sede papale!

————————

[ Circa i birrifici sopra citati come ‘beer firm’,si tenga presente che è una realtà in continua mutazione, per cui alcune ‘beer firm’ di ‘ieri’ potrebbero non più esserlo ‘attualmente’. ]

————————

Un sotto prodotto dei birrifici sono le così dette

‘tap room’;

ovvero dei pub (brewpub) che vendono birre solitamente ‘mono marca’ ,ma non sempre,
che altro non sono che le birre prodotte da loro stessi che dunque le commercializzano direttamente.
Il pub – tap room – è quindi di proprietà di un birrificio – od anche un ‘beer firm’ – che decide di aprire un proprio punto vendita.
E poi, se tutto va bene, una catena magari pure in altri Paesi.
Questo fenomeno appare bizzarro, in realtà non si tratta soltanto di ricavare un guadagno maggiore, vendendo direttamente al pubblico anziché a un grossista o a un commerciante.
Si tratta di mettere in evidenza il proprio prodotto, anche con un certo stile di presentazione attraverso il design del pub stesso.
Il fenomeno ‘tap room’ è nato oltre oceano e poi è migrato per ‘simpatia’ (come per alcuni esplosivi) nel vecchio Continente.
(In origine si trattava di un piccolo locale all’interno di un birrificio vero e proprio, adibito a struttura tipo pub per far assaggiare le loro birre. Questa realtà esiste ancora, ma come ora visto si è evoluta).
Ecco un indirizzo internet che può tornare utile a comprendere il fenomeno delle ‘tap room’.

http://allaboutbeer.com/article/the-rise-of-taprooms/

Image and video hosting by TinyPic

Since this is a ‘Gypsy Brewery’, they operate on a temporary or itinerant basis out of the facilities of another brewery, generally making “one-off” special occasion beers.

—————————

Il bicchiere universale               da birra            italiano;               TEKU ideato da Teo Musso e Kuaska ( Lorenzo da Bove ) .  Presentato per la prima volta a Rimini nel 2006          (Pianeta birra)

Il bicchiere universale
da birra
italiano;
TEKU
ideato da Teo Musso
e
Kuaska ( Lorenzo Dabove ) .
Presentato per la prima volta a Rimini nel 2006
(Pianeta birra)

Circa il bicchiere per birra ‘ideato’ da Teo Musso & Kuaska, alias Lorenzo Dabove : il ‘TEKU’ sembra non essere altro che una rivisitazione del bicchiere ‘a tulipano’ a gambo lungo e di formato più grande rispetto a quelli per vini dolci da fine pasto.
( Il vino santo toscano, viene servito in un bicchiere analogo al TEKU, ma più piccolo .E ciò da tradizione risalente almeno all’inizio secolo)!
Senza contare il fatto che il TEKU dovendo contenere della birra, bevanda solitamente servita a temperatura ben refrigerata, con il suo vetro sottile mal si adatta a mantenere la refrigerazione, (ricordo che i migliori flûte da Champagne hanno vetro di spessore).

Musso e Dabove,hanno sostanzialmente scoperto/ideato ‘ l’acqua calda ‘ / reinvent the wheel .
Ad ogni modo un merito bisogna riconoscerglielo;
a ben ricordare i famosi ‘boccali da birra’ di teutonica memoria tendono ad essere una realtà se non scomparsa, sicuramente di nicchia tedesca o semplicemente di nicchia. Musso e Dabove hanno il merito di aver notato questo; si tende a bere ‘in qualitàanziché ‘in quantità’ . Dunque un bicchiere come il Teku, piccolo almeno rispetto al boccale tedesco, è più adatto a questo nuovo modo nell’accostarsi al mondo della birra.

Un altro merito,conseguente all’ideazione del bicchiere ‘TEKU’ occorre riconoscerlo a Musso e Kuaska (Lorenzo Dabove);

un merito paragonabile a quello attribuito al fiorentino  Giovanni della Casa; un Vescovo  schifiltoso che assai seccato per le cattive maniere a tavola – da barbari – dei suoi contemporanei  ,

( siamo nel XVI secolo, quando ancora gli inglesi in visita  a Firenze – per battere cassa all’uscio dei banchieri fiorentini, per conto del Re d’Inghilterra – non conoscevano l’utilizzo delle posate da tavola, mangiando ancora con le mani . A differenza dei fiorentini che le posate le utilizzavano già da più di un secolo )

e per giunta nobili, ebbe a scrivere :‘ Il Galateo ‘ ; sorta di manuale della buona creanza da seguire mentre si è a tavola.
Notorio che gli amanti della birra amavano/amano spesso bersela direttamente dalla bottiglia, generando così – visto che bevendo in questo modo si immette nello stomaco molta aria – sonora eruttazione.

Con l’ideazione di un bicchiere – il ‘TEKU’ creato ad hoc per gli amanti della birra questa fastidiosa – e assai poco garbata – conseguenza dal bere dalla bottiglia di birra viene certo evitata!

Come si evita, utilizzando il bicchiere da birra tutto italiano TEKU, l’utilizzo del boccale per birra / der Bierkrug che è emblema di un mondo ‘troppo’ tedesco…
Occorreva difatti svincolarsi dall’immagine del boccale per birra/ der Bierkrug, inevitabilmente tedesco accostato alla birra tedesca.

Anzi,
non solo si sono prese le distanze dal mondo teutonico, ma si impone l’Italian Style diffondendo un bicchiere da birra tutto italiano , il ‘TEKU’ , negli USA.
Almeno a giudicare da quanto in questa immagine (del 2010, quattro anni dopo l’ideazione del TEKU – 2006 Rimini – )

The lost Abbey USA ;
una birra tutta americana servita in un bicchiere assai simile ,se non identico , al TEKU (?).

In definitiva,
se il nuovo bicchiere da birra italiano ‘TEKU’ è il prodotto di un’idea di marketing/merchandising assolutamente di pregio – vincente – , dal punto di vista tecnico pratico è una ideazione sostanzialmente sbagliata.

Nota;

Teo Musso è il patron del birrificio ‘Le Baladin’,
birrificio che commercializza alcune delle sue birre

( le’birre’ al plurale come il collega ed amico Kuaska,alias Lorenzo Dabove, ama affermare non esistendo ‘la’  birra ma le birre…)

anche nei supermercati quali PAM, CONAD e ‘Eataly’.

Eataly , ovvero catena di supermercati sedicenti commercianti del cibo slow food del patron Oscar Farinetti di cui vedi post ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/10/26/eataly-eat-italy/ ).

( Oscar Farinetti, ovvero il patron di Eataly, commercializza le birre italiane Baladin nei suoi centri ‘Eataly’ anche grazie al fatto che,a quanto pare, ha acquistato una parte del birrificio di Teo Musso…)

Se vi capita date un’occhiata al : baladin – Giornale della Birra –

Avrete di che meravigliarvi; un’operazione in grande stile, di merchandising

una promozione di birre create ad hoc per soddisfare tutti i possibili gusti; dalla birra bianca (di frumento) a quella ambrata a quella scura a quelle ‘barricate’, a quelle barricate stile Barley wine, a quelle a quaranta gradi di tenore alcolico etc…

Ne elenco qualcuna – birrificio Baladin & Farinetti(?) – Riserva ‘Teo Musso’ ; LUNE, birra da divano stile barley wine, dedicata ai grandi vini bianchi.
Ovvero dedicata all’utilizzo di botti dismesse – solitamente di quarto passaggio o più ( cioè in zona ‘rottamazione’) – utilizzate da produttori di vino , bianco nel caso, quali;

° ANTINORI,
° Di Majo (Norante),
° Fazi/ Battaglia,
° La Scolca/ Livio Felluga,
° Monte Rossa.

Etc…

….

Non possono dunque mancare nel birrificio di Baladin, birre barley wine, dedicate ai grandi vini rossi (sempre rigorosamente italiani); TERRE, birra (sempre) da divano stile barley wine, ripassate in botti dismesse di vino rosso provenienti da grandi produttori di vino rosso italiano;

° SASSICAIA (quale onore!)
° Arnaldo Caprai,
° Borgogno Giacomo & Figli,
° Cantine del notaio,
° Castellare,
° Ceci Conti
° Donnafugata,
° Fontanafredda,
° Marchesi di Barolo,
° Marchesi di Livella,
° Fratelli Muratori,
° Palari.

Etc…

In tutto questo ‘darsi da fare’ ,

da parte del birrificio ‘Baladin’  non manca la neo produzione di cioccolata ‘Baladin’ stile cioccolato di Modica (Ragusa – Sicilia), con l’appoggio di una cioccolateria di Modica  ( Sabadì ),

Come non manca la produzione di pasta ‘Baladin’ (spaghetti, maccheroni etc…), stile pasta di Gragnano ( Napoli – Campania ) , sempre con l’appoggio di un pastificio di Gragnano.

And … for the Holy Christmas? The traditional dessert: ‘Baladin’s panettone’ !

(Non mancano i succhi di frutta – tanto salutari –   targati :  ‘Mariangela Prunotto’  !)

Ora, se noi ci soffermiamo ad osservare l’evoluzione storica, di birrifici rinomati come quelli belgi trappisti, notiamo certo,nel tempo, impegni progressivi nella produzione, come nel commercializzare anche alimenti locali , prodotti dai monaci stessi (come ad esempio alcuni tipi di formaggi) . Ma di certo dobbiamo ,in genere, riconoscere che costanza nella qualità, come produzione limitata e legata al territorio sono un elemento che ha permesso a quelle produzioni del nord europa di superare ‘mode’ alimentari, crisi economiche, concorrenza da altri Paesi etc…  Tutto ciò ha permesso loro di rimanere ad alti livelli di produzione qualitativa , come nella stima da parte del consumatore.

Se si intraprendono strade come quella intrapresa – tra le molte aziende italiane anche in altri settori (alimentari e non) – da alcuni birrifici, italiani e non, presto o tardi si finirà per subire una reazione negativa del mercato. Mercato che se ben accoglie risultati di pregio qualitativo, è parimenti impietoso verso le speculazioni di carattere commerciale che mirano soltanto a cavalcare un mercato in crescita in un determinato settore. Gli esempi storici in merito non mancano di sicuro…

{***}
Per capire quanto ora detto,
basta confrontare , da un lato, un prodotto trappista stile barley wine,
e, dall’altro, le invenzioni di sana pianta di birre ‘da contemplazione’ sempre in stile barley wine , che, seppur di pregio, con la tradizione e se vogliamo la modestia dei Monaci non reggono il confronto.
Tenendo anche in considerazione il rapporto del prezzo con la qualità!
Bevendo una Engelszell Benno – Trappisten Bier – (birra trappista austriaca),
noterete un colore ed un aroma che tanto ci ricorda ,dall’aspetto, un vino passito e, nel gusto un insieme molto più leggero rispetto all’aroma e all’aspetto stesso.
Questa birra, quasi dimenticata, non ha nulla da invidiare alle ‘rampanti’ birre di ultima generazione stile barley wine (da meditazione!).
E se confrontiamo i prezzi, il paragone ci lascia certo perplessi; circa 6 euro (al pub) per una Engelszell Benno – Trappisten Bier – , mentre per una ‘rampante’ di ultima generazione stile barley wine si toccano prezzi da champagne!
E, si noti che ho citato una birra trappista ‘di nuova generazione’,
non essendo di tradizione secolare come altre sue ‘consorelle’ quali la Chimay, Orval,westvleteren etc…
(cfr qui sotto, circa la ‘scala coeli’ Tre Fontane birrificio trappista di Roma)
Ma come sotto ribadisco i Monaci hanno almeno il buon gusto di ‘non superare il segno’.

.
Engelszell Benno Trappisten Bier a

.
.
Engelszell Benno Trappisten Bier b

.
.
Engelszell Benno Trappisten Bier c

.
[ Se nel mondo americano  – USA – ,
si creano ‘multi creazioni’  / ‘gadgets’ma solo nelle realtà cinematografiche o nei fumetti ,o giù di li, vedi ad esempio gadget di Batman ( la bat-mobile, il bat-segnale,la bat-caverna, la bat-pistola etc…), per finalità artistiche e pubblicitarie
– creazioni che non vengono prese sul serio in primo luogo dagli americani stessi –
in Italia ,al contrario e in modo onirico, queste ‘americanate’ vengono non solo prese sul serio ma pure trasposte dal mondo della finzione a quello reale! Come qui sopra visto,  con la mega operazione di merchandising   esposta ]

batman bat signal gadget

Bat – Signal !

The difference between a child and an adult is only in the price of toys !

From the Bat – mobile, Bat – cave, Bat – signal …(from Batman)

to the

Bal-chocolate, Bal-pasta, Bal-fruit juice … (by Baladin brewery & C.)!

( Let’s try to be serious ! / Cerchiamo di essere seri..!)

…..

Con l’affermazione :’le birre’ , chiaramente si è voluto fare una netta distinzione tra ciò che è commerciale e ciò che è artigianale nel senso più pieno del termine.

– Non tutti accettano di farlo, anche se ‘non c’è niente di male’ nel commercializzare le birre attraverso la grande distribuzione.
Difatti, ad esempio alcune famose birre trappiste belghe ,sono commercializzate anche nei supermercati ( Esselunga , Coop ed altri ). –  

Di conseguenza la netta distinzione fatta da Kuaska e certo condivisa da Teo Musso, alias ‘birre’ Baladin, non andrebbe fatta anche nei luoghi dove viene commercializzata? ].

{

Quali birre comprare al supermercato | Dissapore
http://www.dissapore.com/grande-notizia/comprare-birre-supermercato/
19 giu 2014 – Birre da supermercato: 7 regole d’oro per sceglierle senza avvelenarsi …. di una cassa di Nastro Azzurro che una bottiglia di Baladin.

}

Kuaska,alias Lorenzo Dabove,

a quanto pare ha intrapreso – a differenza dell’amico Teo Musso – una carriera, se così possiamo dire , non da ‘imprenditore birraio’ / Brewer (forse a lui non confacente per indole irrequieta), ma da ‘referente’; ovvero chi ha le competenze – notoriamente riconosciute – di garante della qualità di un certo prodotto. Nel nostro caso :’la birra’.
Difatti;

Kuaska, alias Lorenzo Da Bove; qui ‘referente’ della birra sarda:’ :’sella del diavolo’ del birrificio :’ Barley’

Kuaska, alias
Lorenzo Da Bove;
qui ‘referente’ della birra sarda:’
:’sella del diavolo’
del birrificio :’ Barley’

—————

 

Va infine rilevato il fatto – che ‘conta’ moltissimo – che la qualifica di  ‘artigianalità’ – CRAFTY – di una birra commercializzata in Italia è ben lontana da venire qualificata secondo un serio capitolato.

Per cui le multinazionali della birra [ e non solo queste(?) ] ,

che hanno ben notato il segmento di consumo ‘artigianale’ come un segmento di mercato in crescita,

non si sono lasciate scappare l’occasione di presentare loro birre come ‘artigianali’ benché semplicemente industriali tout court .

Per dirla con uno slogan di un conosciutissimo birrificio americano del Maryland:’

:‘Good Beer ! No Shit !

By Flying Dog Brewery Maryland USA.

Good Beer No Shit By Flying Dog Brewery Maryland USA b

Good Beer No Shit By Flying Dog Brewery Maryland USA a

.
————————–

Ecco una simpatica immagine riprodotta su un cartoncino ‘sotto birra’ ,per/da :

:‘Löwengrube original münchner bierstube. ‘Unter bier’ Hohenthanner

Schlossbrauerei’

Una multi nazionale della birra con locali sparsi in vari Paesi, stile Mc – tanto per intenderci – , tra cui in Italia,
dove ti attende un personale con abiti stile ‘bavarese D.O.C.’ ; (pantaloncini corti con bretelle, per i maschietti, e gonna lunga con corpetto scollato per le femminucce…)

Löwengrube original münchner bierstube Unter bier Hohenthanner Schlossbrauerei

————————————————

Birre d’abbazia e birre trappiste / Abbey & Trappist Beers

La produzione di birre di valore
– come la famosissima birra Westvleteren; anche ‘St. Sixtus’ ,birra prettamente trappista cioè cistercense, ovvero prodotta direttamente dai monaci trappisti/cistercensi , che hanno come logo identificativo un logo esagonale ‘Authentic Trappist Product’
non basta a far fronte alla domanda. Di conseguenza si deve necessariamente produrre industrialmente ciò che nasce artigianalmente.
Ovvio che la qualità ne risente. Ma è l’unico modo per far fronte ad una domanda che può accontentarsi anche di una etichetta che se non altro ‘in etichetta’ rappresenta una birra di valore come quelle trappiste. Ecco nascere, ed ecco spiegato il fenomeno delle ‘birre d’abbazia / abbey’ com la sopra citata birra ‘maredsous’ o come la ‘St Bernardus Abt 12’ che vuole soddisfare la domanda’in eccesso rispetto alla produzione’ di birra Westvleteren.
Sono ottime birre anche quelle di abbazia / Abbey, che hanno un loro disciplinare di produzione ( ricetta originale di un monastero trappista, materie prime di qualità etc…) ma di certo non hanno le caratteristiche delle ‘sorelle maggiori’.

Chimay bier
and
grand chimay authentique fromage
trappiste.
Da tempo i Monaci trappisti dell’Abazia di
(Abdij) Notre-Dame
de Scourmont,
in Belgio
producono anche
formaggi.
Ma è da poco tempo
che i Monaci hanno
incrementato la produzione di questo alimento, potendolo
di conseguenza commercializzare anche in Paesi come l’Italia, assai lontana dal Belgio.
Dai formaggi trappisti
http://chimay.com/nl/fromages/saisonniers/
alle birre trappiste
http://chimay.com/nl/bieres/

Cfr.
col mondo dell’enologia e relativi ‘problemi giudiziari’ al seguente link ( all’interno del post, quando si parla del famoso ‘scandalo del vino al metanolo del lontano 1986’ e dello ‘scandalo in corso del Caso Sauvignon 2014/2015’

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/06/08/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia/

Se ,come dico sempre, l’arte è uno specchio profondo che coglie un’epoca, e l’individuo che ne è il rappresentante, nella più intima essenza,
ecco che le due opere qui sotto riportate, ben rappresentano le differenze tra due epoche differenti; quella rinascimentale di Leonardo da Vinci – epoca che potremmo definire di profonde trasformazioni ma all’insegna di un evidente rigore formale e concettuale – ,
e quella attuale del terzo millennio; espressione del caos formale, concettuale ed etico più esasperato.
( E ciò lo possiamo trovare sia nelle arti come nel mondo dell’economia, come in quello politico etc…)

freccia

Il cenacolo del terzo millennio!

Il cenacolo del terzo millennio!

A proposito;

gente da birra!

People's Brewing Company

People’s Brewing Company

Dopo un paio di birre belle toste come quelle sopra indicate, si può fare anche questo!

People's Brewing Company

People’s Brewing Company

Note conclusive;

'Westvleteren beer' ;  aka beer unlabeled 'Westvleteren bier';  aka bier ongelabelde. Questa birra belga è prodotta dai monaci             trappisti        ( o 'cistercensi') Vanta molti primati tra le birre da 'gourmet' e, come si può vedere ha solo una scritta a  'collarino' in vetro  :'        :' trappisten bier'   e... nessuna etichetta.

‘Westvleteren beer’ ;
aka beer unlabeled
‘Westvleteren bier’;
aka bier ongelabelde.
Questa birra belga è prodotta dai monaci
trappisti
( o ‘cistercensi’)
Vanta molti primati tra le birre da ‘gourmet’ e, come si può vedere ha solo una scritta a
‘collarino’ in vetro :’
:’ trappisten bier’
e… nessuna etichetta.

Westvleteren bier
Westvleteren bier;
the three beers of the most famous Belgian trappist brewery.
The green cap (blonde beer)
The blue cap (a dark beer)
The yellow cap (a very alcoholic beer, about 10 degrees), the most appreciated among the three beers

:’Draft beer / Bier vom Faß / Cerveza de grifo / Bière à la pression’

o, come si dice in italiano il fenomeno delle :’

:’Birre alla spina’

 

Fino a poco tempo fa, la ‘birra alla spina’, rappresentava almeno in Italia, un elemento per ‘distinguersi’ tra i bevitori di birra.
La soluzione migliore era non tanto bersela in qualche brew-pub ma, grazie a ‘spillatori per birra’/’the spilling beer’ casalinghi era/è possibile ottenere in casa – per feste casalinghe tra amici – della ‘birra alla spina’.
I barilotti, contenitori metallici da tre o cinque litri ,da cui spillare la birra, erano/sono reperibili sul mercato senza grossi problemi.
[ Quelli professionali da pub sono solitamente da trenta litri (fusti da birra ) ]
Questo fenomeno ‘casalingo’ della ‘birra alla spina’ sembra essere passato di moda o comunque aver avuto una diversa connotazione / valutazione da parte degli amanti di questa bevanda alcolica. E non solo a livello casalingo.
La birra viene regolarmente spillata nei brew-pub o anche in comuni bar,pizzerie etc…, ma se un tempo la birra alla spina era ,come sopra fatto cenno, ‘un distinguo’– roba da intenditori – oggi sembra essere più marginale rispetto alla ‘birra in bottiglia’.
A livello casalingo il fenomeno della ‘birra alla spina’ sembra essere quasi scomparso ( non si vedono che di rado dei giovanotti con un barilotto sotto braccio rientrare frettolosamente a casa…)
A livello di brew-pub il fenomeno della ‘birra alla spina’ rimane certo un servizio importante ma caratterizzato da un cambio di tipologia di birra settimanale o quasi con i tipi e gusti di birra più disparati.Per non annoiare il cliente.
( Cliente che alle volte se la porta a casa – spesso più per risparmiare che per convinzione della bontà della birra spillata – facendosela spillare in bottiglie vuote, recuperate dal titolare del pub. Titolare che raccomanda di bersela entro poche ore per evitare l’ossidazione che ne riduce la qualità ).
Di sicuro la birra acquistata in bottiglia sembra essere lei,ormai fare ‘il distinguo’ .Anche nel prezzo!

E’ difatti la ‘birra in bottiglia’ che sembra essere divenuta ‘roba da intenditori’; il gusto sembra essersi affinato da parte degli intenditori/bevitori e va da se che non basta che sia ‘alla spina’ perché una birra sia ‘buona’, di ‘grande qualità’..!

.

.

tre fontane birra trappista italiana Roma soloalsecondogrado a

Ecco la birra trappista italiana;
Tre Fontane
Birra Trappista – Trappist Beer – Biére Trappiste,
Prodotta/Brewed/Brasséè :
Abbazia Trappista delle Tre Fontane ,
via Acque Salvie, 1 – Roma.
La nota a tergo della bottiglia in etichetta recita testualmente;’
;’ Birra rifermentata in bottiglia,
caratterizzata da un gradevole bouquet
fruttato accompagnato da una
piacevole nota di amaro.’

Questa simpatica Abazia
trappista/cistercense romana, produce due birre;
una ‘al mentolo/eucalipto’,
che è per estimatori di nicchia.
Un’altra loro birra è quella qui in fotografia;
‘Scala coeli’/’scala del cielo’,
una chiara ad alta fermentazione, con una nota
amara che tanto ricorda quella di una
eccellente birra tedesca biologica;
la
Riedenburger Dolden Sud IPA
(Riedenburger Brauhaus).
Ed anche la ‘Troubadour’, trippel
by ‘brewery’/’Brouwerij’ : ‘The Musketeers’ (Beer firm – Belgio)
birre artigianali
(nel senso pieno del termine) ,
che un bevitore di birra non può non gradire. Anche se nel contempo prende atto della loro ‘non originalità’.

tre fontane birra trappista italiana Roma soloalsecondogrado b

Ecco la birra trappista italiana;
Tre Fontane
Birra Trappista – Trappist Beer – Biére Trappiste,
Prodotta/Brewed/Brasséè :
Abbazia Trappista delle Tre Fontane ,
via Acque Salvie, 1 – Roma.
La nota a tergo della bottiglia in etichetta recita testualmente;’
;’ Birra rifermentata in bottiglia,
caratterizzata da un gradevole bouquet
fruttato accompagnato da una
piacevole nota di amaro.’

Questa simpatica Abazia
trappista/cistercense romana, produce due birre;
una ‘al mentolo/eucalipto’,
che è per estimatori di nicchia.
Un’altra loro birra è quella qui in fotografia;
‘Scala coeli’/’scala del cielo’,
Una chiara ad alta fermentazione, con una nota
amara che tanto ricorda quella di una
eccellente birra tedesca biologica;
la
Riedenburger Dolden Sud IPA
(Riedenburger Brauhaus).
Ed anche la ‘Troubadour’, trippel
by ‘brewery’/’Brouwerij’ : ‘The Musketeers’(Beer firm – Belgio)
birre artigianali
(nel senso pieno del termine) ,
che un bevitore di birra non può non gradire.Anche se nel contempo prende atto della loro ‘non originalità’.

.

Questa ‘scala coeli’ , questa birra trappista tutta italiana, è evidentemente nata
con l’intento di ottenere un prodotto di qualità artigianale e,
-a differenza della loro  prima trappista, quella ‘all’eucalipto’ , peraltro assai fantasiosa-,
con un gusto che segue le tendenze dell’attuale mercato. Mercato che cerca delle IPA, aromatiche, un pò ruffiane nel gusto.
In questo caso, ecco dunque che la secolare tradizione trappista – tradizione tutta belga – viene di certo tradita (doppiamente tradita);

; un’ Abazia cerca un mercato – per battere cassa – , anziché un mercato che trova/scopre una tradizione consolidata secolare trappista come con le ben note Westvleteren dell’Abazia belga di St. Sixtus.
Birre tradizione, che non nacquero
con il target  precipuo di ‘far cassa’.
E producendo birre per il mercato, questi Monaci trappisti – novelli birrai –
(non solo italiani (*/)) oltre a deviare dal solco della peculiare tradizione trappista dei loro confratelli birrai, adattandosi alle richieste del mercato con stili di birre a loro del tutto estranei,
compiono un’operazione di merchandising.
Un’operazione di mercato fatta da quelle Abazie trappiste da sempre estranee al mondo della birra, che si appoggiano alla secolare nomea birraria di altre Abazie che un’antica tradizione birraria ce l’hanno per davvero!

Questa atipicità di questa birra trappista romana
– che ribadisco artigianale e di un certo pregio, a mio giudizio personale (i Monaci ‘non hanno passato il segno’ come molti birrifici artigianali ‘laici’ che al primo successo si sono svenduti alla grande impresa) (…) –
chiamata ‘scala coeli’, raggiunge una similarità a birre prodotte in Belgio secondo antica tradizione (ale/alta fermentazione), ma per vie diverse
– grazie alle moderne conoscenze che l’attuale tecnologia birraria mette a disposizione – che un attento conoscitore di birre di certo nota al primo assaggio e confronto, con ‘vere trappiste’…
[ (*/) A conferma di quanto sopra, si tenga presente;
la ‘Tynt Meadow’ è una recentissima birra trappista IPA style prodotta dalla Abazia cistercense inglese di Mount St.Bernard (Mount St.Bernard Brewery) (U.K.).
Al pari,
la ‘Spencer’ è una nuova birra trappista IPA style prodotta dalla Abazia cistercense americana di St. Joseph
(Spencer Brewery) Massachussetts (USA) ]

.

Tra i vari prodotti caserecci, i simpatici Monaci trappisti romani pare producano anche una gelatina di birra.  Non difficile da preparare anche in casa. Attualmente primi mesi  2019, è esplosa la notizia di una ‘birra spalmabile’ preparata da un cioccolatiere di Rieti – Lazio – , Pietro Napoleone. Si è forse ispirato , con variante , alla ricetta dei Monaci?

http://www.birraspalmabile.com/ (sito dell’ultimo grido in fatto di gastronomia: ‘la birra spalmabile’, by P. Napoleone)

http://www.birraebirrerie.it/Articolo/I/rif000010/2085/GELATINA-ALLA-BIRRA

.

 

Bier Birra Beer Riedenburger Dolden Sud IPA Riedenburger Brauhaus soloalsecondogrado word press blog

Bier Birra Beer,
Riedenburger Dolden Sud IPA
Riedenburger Brauhaus .
Deutschland
Il punto di amaro di questa birra è assai simile a quella trappista italiana :’
:’Tre Fontane’ Roma
‘Scala coeli'(il tipo all’arancia amara)

.

Nota finale ;
ecco un elenco – discutibile – delle migliori birre al mondo ( sono riportate le prime 50 ),

in cui prevalgono le birre statunitensi…ma (cicero pro domo sua?!) !

The best beers in the world second ratebeer;

https://www.ratebeer.com/beer/top-50/

(

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)

L’elenco/list;

1 Toppling Goliath Kentucky Brunch 4.51 118 Imperial Stout
2 Westvleteren 12 (XII) 4.43 3782 Abt/Quadrupel
3 Cigar City Hunahpu’s Imperial Stout – Double Barrel Aged 4.40 295 Imperial Stout
4 Toppling Goliath Mornin’ Delight 4.40 189 Imperial Stout
5 Three Floyds Dark Lord Russian Imperial Stout – Bourbon Barrel Aged 4.35 413 Imperial Stout
6 Russian River Pliny the Younger 4.35 769 Imperial IPA
7 AleSmith Speedway Stout – Bourbon Barrel Aged 4.33 851 Imperial Stout
8 Three Floyds Dark Lord Russian Imperial Stout – Bourbon Vanilla Bean 4.33 420 Imperial Stout
9 Bell’s Black Note Stout 4.32 925 Imperial Stout
10 Rochefort Trappistes 10 4.30 5211 Abt/Quadrupel
11 AleSmith Speedway Stout 4.30 2906 Imperial Stout
12 AleSmith Speedway Stout – Bourbon Barrel Aged: Vietnamese Coffee 4.29 156 Imperial Stout
13 Cigar City Final Push Imperial Stout 4.29 152 Imperial Stout
14 Cigar City Hunahpu’s Imperial Stout 4.29 974 Imperial Stout
15 Three Floyds Dark Lord Russian Imperial Stout 4.28 1834 Imperial Stout
16 Founders KBS (Kentucky Breakfast Stout) 4.28 2545 Imperial Stout
17 Hill Farmstead Ann 4.27 122 Saison
18 Bell’s Expedition Stout 4.27 3165 Imperial Stout
19 Russian River Pliny the Elder 4.27 2857 Imperial IPA
20 Funky Buddha Morning Wood 4.26 143 Imperial Porter
21 Goose Island Bourbon County Stout 4.26 2856 Imperial Stout
22 Perennial Abraxas – Barrel Aged 4.25 210 Imperial Stout
23 Alchemist Heady Topper 4.24 1552 Imperial IPA
24 Funky Buddha Last Buffalo in the Park 4.23 70 Imperial Porter
25 Goose Island Bourbon County Stout – Coffee 4.23 956 Imperial Stout
26 Mikkeller Beer Geek Brunch Weasel 4.23 1794 Imperial Stout
27 Cycle Trademark Dispute (Yellow) 4.23 97 Imperial Stout
28 Three Floyds Dreadnaught Imperial IPA 4.23 2155 Imperial IPA
29 Evil Twin Double Barrel Jesus 4.22 158 Imperial Stout
30 Toppling Goliath Assassin 4.22 203 Imperial Stout
31 Mikkeller Beer Geek Vanilla Shake (Bourbon Edition) 4.22 209 Imperial Stout
32 Kormoran Imperium Prunum 4.22 260 Baltic Porter
33 Firestone Walker Parabola 4.22 1090 Imperial Stout
34 Toppling Goliath King Sue 4.21 182 Imperial IPA
35 AleSmith Speedway Stout – Vietnamese Coffee 4.21 496 Imperial Stout
36 Funky Buddha Wide Awake It’s Morning 4.21 173 Imperial Porter
37 Westvleteren Extra 8 4.20 2079 Belgian Strong Ale
38 Surly Darkness 4.20 1056 Imperial Stout
39 Deschutes The Abyss 4.20 1664 Imperial Stout
40 Stone Imperial Russian Stout – Bourbon Barrel 4.20 442 Imperial Stout
41 Hill Farmstead Abner 4.20 382 Imperial IPA
42 Närke Kaggen Stormaktsporter Börb’nåhallon 4.20 128 Imperial Stout
43 Hair of the Dog Matt 4.20 479 American Strong Ale
44 Bell’s Hopslam 4.20 2900 Imperial IPA
45 Old Chimneys Good King Henry Special Reserve 4.19 445 Imperial Stout
46 Dieu du Ciel Péché Mortel Bourbon 4.19 334 Imperial Stout
47 Struise Pannepot (10%) 4.18 2212 Belgian Strong Ale
48 Stone Imperial Russian Stout 4.18 3202 Imperial Stout
49 Hill Farmstead Aaron 4.18 92 Barley Wine
50 Mikkeller George! Barrel Aged (Bourbon Edition) 4.18 425 Imperial Stout

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bier Asahi ;
alias ,
Asahi Breweries LTD di Tokyo Giappone
and
Pater Watou;
alias,
Brouwerij Van Eecke
Belgio.
Se leggete dove è prodotta la ‘Asahi’
(‘ sole levante’, in lingua giapponese ) si scopre che è prodotta nella Repubblica Ceca.
La seconda è prodotta in Belgio dal Brouwerij Van Eecke a Watou , nel villaggio di Watou,. Non lontano – anche nella tipologia – dalle birre del famoso birrificio trappista di
Brouwerij Westvleteren ,dell’abbazia trappista di St. Sixtus ., ‘di cui ne cerca gli echi aromatici’.
Dal tappo tuttavia sembra che ‘Pater Watou’ sia un monaco trappista come lo furono realmente
Padre/Pater Barnaba , ( Monaco e birraio, presso il convento tedesco dove venivano prodotte le birre Paulaner )
o Padre /Pater Thomas
( già brewmaster presso il convento di Westmalle in Belgio ).
Il solito …
ma!

People’s Brewing Company … and having disposed of the fumes of the beer, it comes back to reality

——————————-;

Premium Beers From Spain SL Cerveza Er Boquerón con agua de mar la clàsica soloalsecondogrado

Birrificio/brewery ;Premium Beers from Spain SL Cerveza ‘Er Boquerón’ con agua de mar la clàsica

Ecco un altro prodotto frutto della fantasia brassicola/birraria spagnola altrettanto fervida ,come sopra visto, in tutto il mondo!

Una birra a base di acqua di mare – in parte – di un birrificio spagnolo presso Valencia (Xàtiva) Spain/Spagna
[ In fotografia la versione ‘classica’]

Premium Beers From Spain SL Cerveza Er Boquerón con agua de mar la blanca soloalsecondogrado

Birrificio/brewery ;Premium Beers from Spain SL Cerveza ‘Er Boquerón’ con agua de mar la blanca

Ecco un altro prodotto frutto della fantasia brassicola/birraria spagnola altrettanto fervida ,come sopra visto, in tutto il mondo!

Una birra a base di acqua di mare – in parte – di un birrificio spagnolo presso Valencia (Xàtiva) Spain/Spagna
[ In fotografia la versione ‘la blanca/weissbier/la birra di frumento,grano’ ]

Si noti – dalle indicazioni in etichetta –
che nella versione ‘classica’, la birra è ‘prodotta all’origine’/’dal birrificio stesso’,
mentre
per la versione ‘blanca’/’weissbier’ , è prodotta da un altro birrificio. Dunque in questo caso il birrificio:‘Premium Beers From Spain SL’ è un ‘beer firm/Gypsy Brewer(y)’.

Ad ogni modo sostanzialmente – cioè l’aspetto/caratteristica della presenza di un’acqua salata, alla base della sua produzione – questa birra spagnola non fa che ottenere per altra via, l’acqua di mare, ciò che è una vecchia realtà ‘salata’ nel mondo della birra; cioè la birra tedesca ‘gose’ notoriamente salata grazie all’utilizzo dell’acqua del fiume omonimo, che attraversa la cittadina di Goslar presso Lipsia (ex DDR) – Sassonia – .

.

.

Ultimately…
What good is a beer?
To eliminate many unnecessary mirages.
And so you discover yourself stronger!

Eataly —> eat Italy

Eataly —> eat Italy

(in ‘nota’/in calce le valutazioni finanziarie)

ovvero,

reinvent the wheel

Eataly e Antonio Scurati all'ombra del Rinascimento !

Eataly e Antonio Scurati all’ombra del Rinascimento !

Eataly all'ombra del Rinascimento ! Ovvero tra dotti accademici e bustine di semenze ! Basta vendere s'intende !

Eataly all’ombra del Rinascimento !
Ovvero tra dotti accademici e bustine di semenze !
Basta vendere s’intende !

Il grande pifferaio magico/Der Rattenfänger von Hameln qui di turno
è Oscar,Natale Farinetti, un enfant de la balle ,figlio del fu Paolo fondatore di una catena di negozi – Unieuro – di articoli per l’informatica.
Oscar ha fondato ed è comproprietario di

Eataly,

una catena di negozi; questa volta una catena alimentare.
In odore di santità politica, girarono tempo fa voci su una sua chiamata come ministro nel nuovo Governo – incarico pare da lui rifiutato – ,
Oscar riprendendo l’idea del padre, della catena di negozi, ovvero una bottega estesa su territorio nazionale e non, decide di lanciarsi nell’avventura gastronomica tanto in auge in Italia e futura àncora di salvezza per il nostro Paese in declino sul piano della tecnica, ormai appannaggio del mondo orientale e americano .
Ripercorrendo brevemente la storia della distribuzione alimentare in Italia anche come riflesso di altre realtà, – per renderci chiaro la portata del fenomeno Eataly –
si è notato;
il passaggio dalla piccola bottega alimentare – oggi ormai una rarità da museo – al supermercato,
quindi a quello di ‘sinistra’ come la Coop tesa ad offrire a molti prodotti di buona qualità al giusto prezzo.
All’iper-mercato, dove ti puoi comprare pure un ‘automobile,
quindi agli hard discount/discount store dove ti compri poco a poco prezzo .
Infine gli acquisti online
e quelli a filiera corta ovvero da piccoli produttori intorno casa o giù di li.

Reinventarsi in una realtà alimentare così solidamente consolidatasi, non è stato dunque mica facile !
Ci vuole dell’ingegno, più stile ‘scartiloffio’ che profilo da alto manager anche se poi la realtà ci ha abituato ad una identità tra questi due termini .
E a quanto pare Oscar ce lo ha dimostrato alla grande il profilo da manager venditore di fumo a caro prezzo. Eccome !
Poiché ,intendiamoci, se vendi molto e a molto ,vali molto .
L’idea del nostro caro Oscar è stata semplice, basta entrare in un suo punto vendita Eataly e la si coglie al volo .

L’idea,
snocciolata / analizzata con un pò di attenzione è la seguente;

° vendere ciò che il mercato oggi richiede maggiormente al nostro Paese; prodotti alimentari.

° Proporli come si è solito proporre un qualsiasi prodotto, cioè con tanto glamour mediatico, alta qualità scelte da grandi intenditori…
Non per niente è stato coniato termine appropriato ; Slow Food,
letteralmente ‘cibo lento’ in evidente contrapposizione al termine ormai noto di ‘fast food’ , cibo veloce., (alla Mc) .

° Scegliere punti vendita esclusivi ed impensabili per una bottega alimentare od un supermercato , cioè in centri storici esclusivi ormai riservati a negozi di lusso, in grandi e note città turistiche .

° Combinare,all’interno di questa realtà gastronomica, vendita cibo con punti di ristoro a vari livelli e gusti ; dalla pizzeria al punto ristoro ‘verdure e carne’ al ristorante vero e proprio o alla semplice bottega da fornaio che ti vende la pizza spessa tre dita a tranci copiosi per riempirti la pancia con un paio di euro .

° Vendere varie tipologie dello stesso prodotto – ad esempio olio extra vergine di oliva – a seconda della possibilità/volontà di spesa del cliente .

°Cercare prodotti anche qualcuno di vera eccellenza qualitativa, e raggrupparli in un unico centro, città per città, così da permettere a qualsiasi turista spaesato di scegliere facilmente attraverso un unico centro d’acquisto .

°Adottare il sistema commerciale ‘a catena’ che, se ha funzionato tanto bene per il ‘fast food’ funzionerà – come i fatti stanno dimostrando -, altrettanto bene per lo ‘slow food’
Personale di servizio compreso;
vedi in proposito a coloro che ci lavorano direttamente attraverso il seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/12/19/do-we-laugh-3-mcdonalds%e2%80%8e-e-dintorni/

Il guaio di tutto questo,
è che si trasforma in commerciale ed industriale ciò che è di valore anche perché regionale, se non locale, ed artigianale, e per sua natura limitato nella produzione,snaturando il valore intrinseco del prodotto offerto.
Facendo una cernita,discrezionale ed acritica per il consumatore.
Un fenomeno di questo genere – per rendere l’idea – è come pretendere di proporre sul mercato ,in una città caotica ed inquinata,
dell’aria pura di montagna raccolta/compressa in bombole, dell’ Himàlaya !

E’ ovvio che non si educa certo ad un’alimentazione di qualità,

fatto questo non riservato al mondo della scuola cioè statale, ma etico anche per un’azienda e fatto che trova invece riscontro – un invito ad una vera alimentazione di qualità – nel mondo del biologico fatto ancora di piccoli centri commerciali in cui spesso il titolare è un vero cultore  del cibo di qualità e spesso anche macrobiotico o comunque salutare.

Ma, tornando ad Eataly, in fatto più eclatante è che la faccenda, (sempre per il senso acritico di cui vedi link seguente),
funziona !
Prodotti che trovi facilmente, certo sparsi per regioni e botteghe varie, supermercati discount compresi, sul territorio nazionale sembrano essere la fine del mondo per un semplice avventore di Eataly !

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/06/08/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia/

Una semplice catena di botteghe di piccoli ipermercati sembrano abbacinare come la scultura di Koons , attualmente ( ottobre 2015 ) in piazza della Signoria . ( Circa Koons , vedi post qui sotto ).

Qualche fotografia;

EATALY ; eat + Italy

EATALY ; eat + Italy

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Jeff Koons in piazza della Signoria a Firenze; è tutt'oro quello che luccica o dietro la patina dorata vi è quanto nella fotografia qui accanto ?

Jeff Koons in piazza della Signoria a Firenze;
è tutt’oro quello che luccica o dietro la patina dorata vi è quanto nella fotografia qui accanto ?

Confronta con quanto qui a sinistra; l'esatto opposto o la vera identità TRASH ?

Confronta con quanto qui a sinistra;
l’esatto opposto o la vera identità TRASH ?

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Eataly 1

Eataly 1

Eataly 2

Eataly 2

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Eataly 3

Eataly 3

Eataly 4

Eataly 4

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Eataly 5; l'angolo della birra

Eataly 5;
l’angolo della birra

Eataly 6; personale al lavoro; nell'aspetto incredibilmente simile al personale 'Mc'.

Eataly 6;
personale al lavoro;
nell’aspetto incredibilmente simile al personale ‘Mc’.

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Eataly 7

Eataly 7

Eataly 8

Eataly 8

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Eataly 9

Eataly 9

Eataly 10

Eataly 10

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Eataly 11;l'angolo del profumo

Eataly 11;l’angolo del profumo

Eataly 12; curiose clienti

Eataly 12;
curiose clienti

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locandina Eataly in via Ricasoli pubblicizza la sede fiorentina nella parallela via de' martelli. 1

locandina Eataly in via Ricasoli pubblicizza la sede fiorentina nella parallela via de’ martelli. 1

locandina Eataly in via Ricasoli pubblicizza la sede fiorentina nella parallela via de' martelli.2

locandina Eataly in via Ricasoli pubblicizza la sede fiorentina nella parallela via de’ martelli.2

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L’eccellenza sta nel re-iventarsi l’ovvio trasformando tutto quanto in TRASH ?

Almeno questo clown ha il coraggio del proprio ruolo ! E la maschera indica la sua natura burlesca senza pretese

Almeno questo clown ha il coraggio del proprio ruolo !
E la maschera indica la sua natura burlesca senza                             pretese.                                         Si tratta di ‘gRey’ ,alias Luigi Benassai, clown mimo, presso gli Uffizi, accanto alla Loggia dei                           Lanzi.                                                                               Notate lo sguardo di disappunto verso il fotografo; ama schernire ma non essere ripreso ovvero messo al centro dell’attenzione ! Ridicolo se non grottesco per un clown  . In realtà è solo il giullare di se stesso.Fa sorridere solo gli sciocchi

 

L’intervista di Giulio Gori per il Corriere Fiorentino.it. … Il clown “molestatore” degli Uffizi: ecco chi è   Grey  alias   gReY   sedicente clown, mimo messinese – siciliano – ;

Luigi Benassai

http://www.firenzetoday.it/cronaca/clown-uffizi-video.html

 

Le combinazioni strampalate costituiscono la realtà a cui ci dobbiamo arrendere..?

Il bizzarro al potere,domina la nostra realtà ?

Il bizzarro al potere,domina la nostra realtà ?

Nota;

a quanto pare presto Eataly si quoterà in borsa valori.

L’operazione sarà gestita, contro quote, da un manager d’eccellenza in merito al mondo della finanza.

Basta fare un paio di considerazioni circa questa operazione per trarne – come dico sempre –  sopratutto da parte dei potenziali investitori, le dovute conseguenze.

° Il mercato è attualmente, fine anno 2015, su valutazioni massimali.

E il mondo dell’alimentazione in borsa valori è notoriamente stabile, poco mosso e quindi poco speculativo, può solo – un titolo ‘alimentare’ quotato in borsa – risentire dei cali di mercato, cali prossimi futuri a causa del cambiamento in vista della politica monetaria della banca centrale europea ,nonché per i cambiamenti del mercato reale/non finanziario spesso contrapposto a quello finanziario.

°Dopo una brillante idea ,che porta una nuova azienda a creare profitto,

ne segue inevitabilmente la così detta operazione di consolidamento ,da effettuare sul mercato borsistico, ovvero un sistema per ottenere – da parte dei titolari dell’azienda – denaro ulteriore attraverso il mercato finanziario.

Cioè, per dirla tutta in altri termini, saranno solo i titolari d’azienda ,nonché le banche che piazzeranno titoli azionari contro commissioni, i soli a trarne profitto .

Mio personale parere, certo , ma staremo a vedere !

MELODIE o disarmonie del VINO ,d’Italia ?

MELODIE o disarmonie del VINO ,d’Italia ?

rocca di frassinello grosseto

Cantina Rocca di Frassinello, Giuncarico di Gavorrano ( Grosseto ) 2013 ; il Patron di Rocca di Frassinello,Paolo Panarai, presenta la serata concertistica di musica classica .
Si confronti con la fotografia in fondo al post – melodia del vino luglio 2015 – ,
in cui il Patron, Paolo Panarai , interviene , stesso identico look !
‘Braccino corto’ anche nel look ?

[++] Vedi in calce serata – unica ,in Toscana, – melodia del vino 2015 presso questa stessa cantina della Maremma .

petra di suvereto livorno

Petra di Suvereto ( Livorno )

ANTINORI NEL CHIANTI CLASSICO BARGINO DI SAN CASCIANO FIRENZE

ANTINORI NEL CHIANTI CLASSICO BARGINO DI SAN CASCIANO FIRENZE

Almeno per quest’anno – 2015 – ,

dopo le quattro manifestazioni degli anni precedenti a far data dal 2011, incipit di queste manifestazioni enologiche,

niente fine primavera ed estate all’insegna di pomeriggi da degustatori del vino di ‘grandi’ cantine toscane seguite in serata da un concerto di musica classica o colta che sia.

niente ‘melodie del vino’ o ‘ Grands Crus Musicaux d’Italie ‘, nel 2015 almeno,
tranne, a sorpresa, per Rocca di Frassinello, vedi in calce, [++]

vedi al seguente link per le manifestazioni ‘melodie del vino’ 2013 ( 2014 )
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/03/10/cantina-antinori/

Esse sono/erano il pendant e magari gemellate con le parallele manifestazioni ,dei cugini transalpini, denominate :

:’ Les Grands Crus Musicaux ‘

Quest’ultime continuano invece anche quest’anno – 2015 – in Francia; si veda in proposito il programma direttamente attraverso il seguente link;

http://www.grandscrusmusicaux.com/programme.html

CHÂTEAU D’YQUEM

CHÂTEAU LASCOMBES

CHÂTEAU SMITH HAUT LAFITTE

CHÂTEAU ANGELUS

CHÂTEAU DAUZAC

CHÂTEAU D’AGASSAC

CHÂTEAU PAPE CLÉMENT

Sono tutte in ‘ CHÂTEAU ‘ ovvero castelli che in Francia oltre ad essere reali castelli di vecchia data sono pure caratterizzanti il tipo di vino prodotto .
Ovvero un vino con la denominazione ‘ CHÂTEAU ‘ deve essere prodotto con uve provenienti dai vigneti di quella cantina/castello e quindi dà garanzia di una certa qualità etc…

Nella Cantina Petra si beveva, almeno nel 2013/4 , ‘Mareto’ ‘Zingari’ e ‘Ebo’;tre linee piuttosto commerciali – niente male – ma non proprio come il vino ‘Petra’ – il ‘top’ della loro linea enologica, che a differenza degli altri loro vini è interamente prodotto ed imbottigliato nella loro cantina ,come gli CHÂTEAU francesi – .
Similmente si beveva nelle Cantine/CHÂTEAU di Rocca di Frassinello e da Antinori .
Capisco la differenza di prezzo – rispetto al prezzo del biglietto di partecipazione – ma il prezzo è anche espressione di una ‘politica dei prezzi’ di un’azienda e non solo un valore minimo dato dai costi di base…
Molti appassionati di vino avranno notato l’Excursus dei prezzi di molti vini italiani di un certo pregio o notorietà;
una crescita inflazionistica impressionante.
( E la ‘caratteristica di pregio ‘ di un vino è spesso data dal fatto dei bicchieri come le ‘stelle Michelin’ per i ristoranti…)
Quando l’inflazione reale sfiora lo zero così da imporre politiche monetarie di ‘quantitative easing ( Q.E.)’ per evitare deflazione, ecco che nel mondo dell’enologia si va in senso contrario ed in maniera del tutto ingiustificata da un punto di vista dei costi per la produzione enologica.
E’ pur vero che il prezzo è determinato dall’incontro tra la curva della domanda con quella dell’offerta ma è pur vero che molte aziende enologiche – ‘ CHÂTEAU ‘ d’Italie – fanno un prezzo a propria discrezione .
Ad esempio una cantina lucchese
– il vino lucchese, non me ne vogliano i lucchesi non ha lustro enologico come quello fiorentino –

avendo ottenuto i ‘tre bicchieri gambero rosso’ 2015 ha visto bene di proporre questo vino ad un prezzo che lascia perplessi , – 69 euro – ,

(Colline Lucchesi Tenuta di Valgiano 2011 Tenuta di Valgiano ).

Quando vini con tre bicchieri, di vecchia cantina con grande tradizione vinicola prestigiosa, costano molto meno !

http://www.gamberorosso.it/vini/1020592-anteprima-tre-bicchieri-2015-toscana

Forse qualcuno ricorderà uno scandalo italiano che fece il giro del mondo :’

:’ scandalo vino al metanolo del 1986 ‘

Per le adulterazioni fatte da una cantina italiana, allora morirono delle persone ed altre rimasero invalide .

Quello che mi stupì d’acchito nel lontano 1986 fu la reazione di molti ‘addetti ai lavori’ ;

la reazione fu quella di grande disappunto non tanto per l’accaduto – gravissimo – in se ma per le conseguenze di immagine ed economiche per un prodotto , il vino italiano , che stava per essere lanciato sui mercati internazionali per giunta in un momento d’oro per l’economia di allora . Con grande ritorno speculativo . E tutto ciò subì ovviamente una battuta d’arresto.
Occorreva far passare del tempo, degli anni, per far dimenticare tutto e poi ripartire alla carica.

Oggi ,è ora chiaro, si sta facendo in Italia nel mondo dell’enologia questo;
una politica speculativa sui prezzi dei vini italiani, benché l’economia mondiale non sia florida come quella della prima metà degli anni ottanta .

Senza contare corsi  ,e possibili ricorsi,  (similari) di quanto sopra fatto cenno circa il disgraziato evento del 1986

vedi quanto direttamente attraverso il seguente link;

http://www.intravino.com/grande-notizia/frode-aromatica-la-replica-di-roberto-snidarcig-tiare-e-quella-parola-orrenda-delatori/

( articolo di  Antonio Tomacelli  sabato 12 set 2015 ore 11:00,

in cui si palesa il dubbio che se non si raggiunge un valore qualitativo di un vino per vie dirette forse…)

———-

– le indagini sono in corso secondo quest’articolo di Tomacelli – ,

[ aggiornamento giudiziario in merito, vedi al seguente link;

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/09/01/news/nel-cellulare-di-ramon-i-nomi-delle-aziende-1.14039258

Caso Sauvignon, nel cellulare di Ramon (Persello) i nomi … – Messaggero Veneto
messaggeroveneto.gelocal.it/…/2016/…/nel-cellulare-di-ramon-i-nomi-delle-aziende-1.1…
01 set 2016 – 01 settembre 2016. UDINE. L’atleta e il suo personal trainer. Nelle conversazioni tra Giambattista Mastropierro, enologo della Cantina Ortona (Chieti, Regione Abruzzo)…

Indagini che sembrano prendere corpo, e non cadere nel vuoto.
Si leggano poi alcuni commenti dei lettori in merito ; alcuni tendono a minimizzare :”

:” …un domani si osserverà che nel 2012 non ha pagato il bollo dell’auto o il canone TV. Che calderone! “

A quanto pare, dal commento qui sopra, non si impara proprio niente dalla storia (?)

Lo scandalo al metanolo è cosa del passato?!

Senza contare poi che

‘la legge è uguale per tutti’

;
se tra i produttori di vino alcuni infrangono le leggi, adulterando il loro prodotto, e così facendo fanno incetta di premi internazionali a go-go , con relativo aumento del volume di affari e conseguente prezzo aumentato per singola bottiglia venduta,
ovvio che fanno concorrenza assolutamente sleale a quei produttori che rispettano in pieno le regole!
Va da se, come detto, indiscutibilmente che se : ‘la legge è uguale per tutti’ , ciò vuol anche dire che i controlli devono essere fatti a 360 gradi; tutti, piccoli , grandi e grandissimi produttori devono subire pari controlli, e non deve essere sacrificato il piccolo produttore per far passare il ‘grosso dell’adulterazione’ perché fa volume sul PIL (prodotto interno lordo) nazionale!

Ecco la fine dell’iter processuale; ne :‘Messaggero Veneto edizione Udine’ quotidiano friulano 17 ottobre 2017 ;

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2017/10/18/news/inchiesta-sauvignon-dopato-e-l-ora-dei-patteggiamenti-per-41-persone-1.16005555

Tutta la faccenda del vino friulano :”


Caso Sauvignon “dopato”: patteggiamenti per 41 persone, 6 mesi per il consulente Persello
Tappa decisiva per l’inchiesta sul vino che vede coinvolti vignaioli e aziende agricole friulane. Nel prodotto veniva miscelato un esaltatore di aromi non previsto dal disciplinare delle produzioni Doc.
Tutti, eccetto l’enologo Persello (condannato a sei mesi di reclusione con la condizionale,n.d.c.), hanno concordato la pena pecuniaria con il pm: si va da 3.750 euro a 10mila euro. Abbiamo ricostruito tutto quello che è successo in questi due anni, dall’apertura del fascicolo a Udine fino al coinvolgimento delle procure di Terni e Chieti
di Luana de Francisco

In sostanza vi è stata adulterazione

ma del tutto pacifica dal punto di vista alimentare, ovvero non nociva per la salute, e tutto ‘sotto il tappeto’ evitando tante discussioni poiché l’azienda Italia non vuole certo rimetterci alla grande – con i chiari di luna che ci sono – come con lo scandalo al metanolo del lontano 1986.
Anzi si va alla carica ;
l’enologo Persello rivendica l’utilizzo dell’amminoacido ‘cisteina’
– usato da chi vuol metter su non tanto un pò di muscoli in palestra pacificamente, essendo un tranquillo prodotto farmaceutico da banco che trovi pure al supermercato , ma per chi vuole rinforzare unghie e capelli  –
da lui, Persello, impiegato al posto dei solfiti che possono essere velenosi o farti venire il mal di testa!

In definitiva il vino si fa in vigna e poi in una tranquilla – leggi; naturale agreste – cantina o si fa in laboratorio ?? !!
( In laboratorio magari si fanno delle analisi di rilevazione e non di possibile trasformazione/adulterazione, non vi pare? )

E’ certo che altri Stati ,come la Francia,
hanno un disciplinare alimentare molto più disinvolto, cioè libero, nel produrre vino ( possono fare il ‘dosage’ ovvero aggiungere zucchero al loro champagne, ad esempio etc…)
( e non solo, si pensi alle adulterazioni ormonali steroidi anabolizzanti tanto per capirci permessi dalla legislazione francese ai loro allevatori di bestiame che possono ‘gonfiare/pompare’ i loro bovini,cosa assolutamente non permessa in Italia )
di sicuro la maggior ristrettezza legislativa italiana se da un lato rende di primo acchito il lavoro al viticoltore molto più gravoso nel raggiungere un risultato vitivinicolo d’eccellenza, certo lo ripaga nel tempo essendo la bontà organolettica benefico ‘effetto di ritorno’ dalla palese schietta sincerità del vino di qualità italiano.
Va da se che se si pretende di fare ‘alla francese’ in Italia
si getta al vento un vanto di genuinità come punto di partenza.
Senza contare la slealtà del viticoltore furbacchione verso quello onesto, cioè verso chi le leggi/law le rispetta per davvero!

Come dico sempre ognuno ne tragga le conclusioni che meglio crede

]

Furbizie, frodi, ‘scorciatoie di ogni genere’ ve ne sono state sempre nel passato ed in ogni epoca.
Tuttavia ai giorni nostri ciò sembra essere il metodo per eccellenza con cui operare.
Se ,come dico sempre, l’arte è uno specchio profondo che coglie un’epoca, e l’individuo che ne è il rappresentante, nella più intima essenza ecco che le due opere qui sotto ben rappresentano le differenze tra due epoche differenti; quella rinascimentale di Leonardo da Vinci e quella attuale del terzo millennio;

Dalla fine del XV secolo (1496) nella Firenze rinascimentale, ad oggi.....  ----------->

Dalla fine del XV secolo (1496) nella Firenze rinascimentale,
ad oggi….. ———–>

freccia

Il cenacolo del terzo millennio!

Il cenacolo del terzo millennio!


forse, dicevo,
lo si fa attraverso un ‘quid’ proveniente dal mondo della chimica, chimica che non finisce mai di stupirci; oggi ha ,a quanto pare , un nuovo ramo; quello delle ‘elaborazioni aromatiche-olfattive’ che, a giudicare dai risultati (discutibili solo dal punto di vista giuridico e non chimico), oggi permette di ottenere i famosi sentori ,

,tanto decantati ed agognati dagli enologi, intenditori, appassionati vari etc…,

di prugna, mirto, pesca, albicocca… e chi più ne ha più ce ne metta ! )

Da altra strada si arriva – parere certo personale, lo ribadisco -, a far eccellente un vino attraverso auto referenziazione di chi lo produce;

vedi in merito quanto al seguente link;

http://espresso.repubblica.it/food/dettaglio/ce-del-rosso-alle-cinque-terre/2070507

ed anche;

http://www.intravino.com/grande-notizia/degustazioni-in-campo-aperto-walter-de-batte-racconta-del-suo-vino-harmoge/

e,

http://www.primaterra.it/le-persone/

Sembra non esservi scampo;

tutti all’arrembaggio ,con qualsiasi strumento a disposizione, poiché il  mercato è in grande espansione.

L’impressione è di una sorta di armata Brancaleone  .

Quando in realtà oltre la ‘facciata’ l’immagine, il look luccicante di questo bel mondo del vino italiano,

vi sono molti problemi da parte dei produttori di vino italiani nel piazzare il loro vino. Così che all’estero devono calarsi le brache di fronte al grosso importatore – che per legge, in parte degli USA, è l’unico che può vendere direttamente ai negozianti/enoteche – così i vinattieri italiani gli devono fare un prezzo stracciato/bassissimo .
Prezzo impensabile per un amante italiano del buon vino che lo strapaga quando si reca in una enoteca !
E si consideri ancora il fatto che nel mondo ,da una parte vi è
‘lo scaffale – regale – dei vini francesi’ e poi
dall’altra lo ‘scaffale – popolare – contenente tutti gli altri vini’ ; italiani spagnoli, portoghesi, cileni etc…!

Pur ammesso che negli CHÂTEAU francesi, in occasione dei ‘ Grands Crus Musicaux ‘ di Francia, non si servano vino e pietanze d’accompagnamento migliori rispetto a quelli serviti fino all’anno passato in Toscana nelle ‘melodie del vino’ , è pur vero che come nel mondo sportivo è ‘lo sfidante’ che deve dimostrare di avere una marcia in più rispetto al campione!

Il sorpasso italiano sui vini francesi è forse nelle intenzioni italiane ma non nei fatti !

barone bettino ricasoli da brolio alias chianti castello di brolio soloalsecondogrado
Una targa commemorativa posta in via B. Ricasoli, in ricordo del Barone Bettino Ricasoli da Brolio, secondo Presidente del Consiglio italiano (dopo Cavour), che ebbe la passione dell’allevamento della vite – grazie ai possedimenti familiari – .
Egli è artefice del ‘chianti moderno’; Ricasoli visitò la Francia, ed assaggiati i vini francesi – e ricevuto critiche ‘discrete’ per la ‘vinosità ed asprezza’ del vino chianti toscano che si era portato in Francia in omaggio ai gentiluomini francesi – , non reagì superbamente negando l’evidenza, come oggi è di prammatica.
Egli, al contrario, si avvide della differenza tra i vini francesi ben superiori a quelli rozzi italiani/toscani. E prese dunque una saggia decisione; si portò in Toscana dei vignaioli francesi di grande esperienza (oggi sono gli ‘enologi e agronomi’), e fece dunque delle profonde modifiche nei suoi terreni nel chianti classico, dalla vite (ad esempio introducendo l’uso della ‘malvasia’) alla sua coltivazione e al modo di trasformazione del grappolo in vino etc…
Il risultato? Il risultato è che il chianti Castello di Brolio è tutt’oggi esistente, e di grande pregio!

Aggiornamento a giugno 2018;

recentemente, accanto a manifestazioni da intenditori di birra – ‘birrofili’, se così si può dire – svolte in sedi pubbliche che ospitano manifestazioni le più disparate (nel caso di Pisa la:’Stazione Leopolda‘) si organizzano anche ‘manifestazioni per amanti del vino‘.
Niente di strano, certo.
Ma quel che stupisce,è che sono organizzate sembra sulla scia delle ormai abbandonate ‘melodie del vino‘ sopra analizzate a loro volta pendant di quelle francesi (non dismesse) denominate:’Grands Crus Musicaux‘. E dalla stessa organizzazione che promuove la birra.
Difatti quella organizzata a Pisa è denominata:’

:’enoritmo degustazioni armoniche

Un chiaro riferimento alle ‘melodie del vino‘ e ai ‘Grands Crus Musicaux‘.

Eccone un cartellone pubblicitario;

enoritmo degustazioni armoniche Pisa by beeriver a soloalsecondogrado

enoritmo degustazioni armoniche Pisa by beeriver b soloalsecondogrado

enoritmo degustazioni armoniche Pisa by beeriver c soloalsecondogrado

enoritmo degustazioni armoniche Pisa by beeriver d soloalsecondogrado

———————————–

.

Nota;
non si deve pensare che quanto qui scritto è finalizzato al solo fine di , dequalificare , criticare sterilmente o addirittura screditare un mondo fatto indubbiamente di tanto impegno , professionalità , rischio d’impresa etc…
Premesso tutto questo a quanto ora detto, va pur sottolineato che nel momento in cui si opera

– dal piccolo o grande produttore di vino, all’ultimo tassello di questa lunga catena costituita da produttori e commercianti –

in questo settore, come in molti altri di antica tradizione territoriale , in maniera ‘piratesca’

– e si investe di conseguenza in questo particolare settore del mercato perché il mercato tira’/ha la domanda in forte crescita – ,

e non su basi di/anche tradizioni familiari territoriali e vera competitività nel produrre un buon prodotto ,
ecco allora che l’elemento speculativo finisce presto o tardi per prendere la prevalenza e rovinare ciò che di buono in secoli di vecchia tradizione si era costruito .

Come dico sempre…
Chi legge ne tragga le conclusioni che meglio crede…

[++]

Decisa all’ultimo momento, visti gli inviti tardivi come la biglietteria al botteghino (virtuale/on line) inviti a far data dal 15 luglio cioè solo dieci giorni prima ,

ecco la singola tappa estiva di questa manifestazione enologica toscana ;

melodia del vino 2015 ,25/luglio, presso Rocca di Frassinello , nella Maremma Toscana .

Alcune fotografie di questa manifestazione in cui , non me ne vogliano gli organizzatori, si ripetono le tendenze da ‘braccino corto’ già espresse nel post ( vedi nota nello stesso) di cui al link qui sotto ,

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/07/08/melodie-del-vino-les-grands-crus-musicaux-de-litalie/

Difatti molti convenuti hanno manifestato ,più o meno apertamente, che le vivande oltre che scarse erano assai misere nel contenuto ; panzanella ovvero ‘pane e pomodoro’!
Peggio ancora i vini; solo due tipi un bianco ed un rosso e per giunta ;

 

‘vini (solo imbottigliati) della Tenuta; il Vermentino e il Poggio alla Guardia – Vigne Alte.’

vini,come dicevo, solo imbottigliati dalla Tenuta Rocca di Frassinello ma non da loro prodotti ( non da…CHÂTEAU) come (al contrario) inoltre – per chiarire con l’immagine del presente loro vino

In visione ma... non in degustazione!

In visione !

Imbottigliato dal produttore ma non all'origine...gli altri...

Imbottigliato dal produttore ma non all’origine…gli altri…

Le due immagini qui sopra,
come la successiva qui sotto sono l’Opera/Label celebrativa d’anniversario ,il decimo, ovvero una semplice etichetta per bottiglia di vino creata da un fotografo americano – David La Chapelle – .
Questo sulla scia di quella (l’etichetta) ormai nell’immaginario (da consumatore) collettivo
di Andy Warhol,alias Andrew Warhola che creò un’etichetta famosissima ; quella per la/della

zuppa Campbell, zuppe Campbell ( CAMPBELL’S TOMATO SOUP )

Siamo nel pieno di una new pop Art ;
un lavoro artistico applicato al mondo della produzione in serie – nel caso quello vitivinicolo – in cui l’artista mostra come può indurre al consumo anche in un mondo – quello del mercato in perenne espansione – ,che sembrerebbe escluderlo per contraddizione di finalità (senso critico e acritico ,ecco la contraddizione in termini).
Mercato che pur richiedendo/auspicando un senso acritico nel consumatore, richiede ugualmente ed utilmente l’impegno artistico – che per natura è critico per eccellenza – per pubblicizzare e quindi commercializzare un prodotto di consumo !

Warhol_Lattina di zuppa Campbell, confronta con l'etichetta / label qui sopra del 'continuatore' - se così si può dire - David la Chapelle. Il vero problema - sia nel produttore che nel consumatore - è che tutto questo 'pout pourri' artistico commerciale è naturale realtà artistica ed apprezzabile ,nel contempo, realtà economica commerciale!

Warhol_Lattina di zuppa Campbell,
confronta con l’etichetta / label qui sopra del ‘continuatore’ – se così si può dire – David la Chapelle.
Il vero problema – sia nel produttore che nel consumatore – è che tutto questo ‘pout pourri’ artistico commerciale è naturale realtà artistica ed apprezzabile ,nel contempo, realtà economica commerciale!

Più che di :’

:’ rapture of the grape / rapimento dell’uva ‘

io parlerei di

:’totale straniamento dell’intelligenza’

e questo ovviamente per un semplice fatto ;
è – sopratutto in un prodotto come il vino – il contenuto che conta e non il contenente .
Si deve (dovrebbe) rivolgere l’attenzione al percorso di produzione, come l’affinamento ,ad esempio, in botti di rovere ( di tutta la produzione della Cantina non solo di qualche bottiglia…), la cura di un’uva magari biologicamente prodotta ( si tenga presente che gli antiparassitari impiegati nella viticoltura sono potenti insetticidi ) etc…
E principalmente a questo…non all’etichetta.
Ma se si appiattisce il senso critico,di tutto questo il consumatore finisce per non tenerne conto…

Ovvio poi i malumori ,inevitabili sia per il prezzo della visita ; ben 36 euro a testa ed inoltre per il fatto che un intenditore sente subito che il vino non era all’altezza dell’occasione !
( E questo per il fatto che in alcuni consumatori ,chiamiamoli pure i ‘più attenti’ il senso critico permane per formazione culturale, spinta innata al senso critico,conoscenza specifica di un certo settore etc…).

Se si beve così, con discutibile qualità, in una Cantina che vuole essere di assoluta eccellenza, come si berrà mai in una comune/volgare osteria ?
Temo di dover dire, allo stesso livello – o forse meglio – se il cantiniere/vinattiere è un appassionato (vero!) ma spendendo molto meno.
E questo a nome, come sopra indicato , di molti !
Per dare un’idea del livello – oggi presente – in molte manifestazioni, vernissage etc…, di ciò che è servito ( con spesa d’ingresso irrisoria o addirittura gratuitamente )basta constatare che a semplici inaugurazioni si servono vini di questo livello ;

Ecco il livello dei vini ad un semplice 'Vernissage' ! Ovvio che una Cantina 'd'Autore'/firmata ( R. Piano) ,obbliga ad un :' noblesse oblige ' !

Ecco il livello dei vini ad un semplice ‘Vernissage’ !
Ovvio che una Cantina ‘d’Autore’/firmata ( R. Piano) ,obbliga ad un :’ noblesse oblige ‘ !

Si è notato,
giungendo nei pressi di Giuncarico, la località ove è sita la Cantina Rocca di Frassinello, che vi erano molti casolari assai cadenti ma con delle vigne,

con dei vigneti, che li circondavano sorprendentemente ben tenuti ;

piccoli produttori che forniscono ,forse,uve a Cantine ‘tanto belle nel loro porsi‘ per i vini ‘imbottigliati’ ma non dalle stesse prodotti..?
[ Inoltre, pochi anni fa la Cantina Rocca di Frassinello, avendo emesso dei futures sul mercato finanziario – sistema/equazione di auto finanziamento – attraverso l’Istituto di credito Intesa Sanpaolo/Fideuram, donava a go-go casse intere del loro vino anche ai più semplici funzionari dell’Istituto !
Ovvio che è ‘la scala dei valori’,
in relazione a come sopra indicato nel rapporto con i visitatori della Cantina,
che non va !]

Paolo Panarai 2015, interviene al momento Jazz ; si noti ,confrontando con la prima fotografia di questo post, in cui è ripreso sempre Panarai ma nel 2013, che è vestito allo stesso identico modo! Un pò di LOOK no ?

Paolo Panarai 2015, interviene al momento Jazz ;
si noti ,confrontando con la prima fotografia
di questo post, in cui è ripreso sempre Panarai ma nel 2013, che è vestito allo stesso identico modo!
Un pò di LOOK no ?

Quest’anno visita giudata ai ritrovamenti archeologici nei terreni della Cantina Rocca di Frassinello, durante gli scavi per la preparazione dei terreni agricoli;
ecco alcune immagini ,

reperto etrusco presso Rocca di Frassinello

reperto etrusco presso Rocca di Frassinello

Didascalia in merito ai ritrovamenti etruschi

Didascalia in merito ai ritrovamenti etruschi

Come sopra

Come sopra

stefano cocco cantini e simone zanchini Jazz presso Rocca di Frassinello

stefano cocco cantini e simone zanchini Jazz presso Rocca di Frassinello

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 1

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 1

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 2

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 2

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 3

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 3

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 4

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 4

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 5

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 5

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 6

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 6

pubblicità internet ;

http://www.toscana-notizie.it/-/melodia-del-vino-2015-ciuoffo-opportunita-per-conoscere-la-toscana-meno-nota-

Do we laugh? (3) / McDonald’s‎ e dintorni

Do we laugh? (3) / McDonald’s‎ e dintorni

Premessa;
quanto qui di seguito non vuole essere l’ennesimo attacco ad una multinazionale dell’alimentazione , del cibo ‘fast food’ e similari industrie .
Se volessi far questo sarei ben in ritardo e ridondante.
L’intenzione qui di seguito , leggendo quanto segue, apparirà chiara nella sua semplicità; mettere in evidenza alcune contraddizioni in noi tutti più o meno latenti che trovano espressione chiara nelle fattezze di coloro – i più – che vi incappano.
__________________

Incominciamo raffrontando due semplici fotografie;

culo d'autoreculo non d'autore

La prima fotografia

– a sinistra di chi guarda – ,
inutile sottolinearlo è l’ideale  conformazione per ogni femminuccia ,  di una parte anatomica quanto mai bassa e tanto in auge ,
ed è anche l’ideale parte ammirata dalla maggior parte dei maschietti.

la seconda fotografia

– a destra di chi guarda – ,
non abbisogna di commenti; invita solo ad un sommesso silenzio .

Mille considerazioni si possono fare in merito a tali differenze;
° genetica, età, attività fisica, sedentarietà, alimentazione etc…
Tutto vero, niente da eccepire.
Ma di sicuro le considerazioni più marcate anche se non particolarmente evidenti, non vengono fatte o semmai solo accennate.

Eccone alcune;
in un mondo che esalta la dignità umana, l’intelligenza, la profondità di pensiero, etc…
la parte anatomica che dovrebbe essere più trascurata è in realtà la più osservata da se stessi e da altri .E’ forse quella che angoscia maggiormente per la sua fattezza spesso deprimente.
Una vecchia volgarotta espressione toscana recita :”

:” fare i discorsi a c… !”

E’ proprio quella parte anatomica che invita alla riflessione , collegandole , la formidabile(?) mente umana!
Quella parte anatomica ci dà a suo modo il metro di misura dei nostri limiti, mettendo in luce una realtà da cui al massimo ci si può consolare al prezzo di un ulteriore consolidamento volumetrico di quella stessa parte .
Ma tutto questo non si limita certo al proprio universo personale, alla nostra privacy, tutt’altro esso si riversa anche nel mondo che ci circonda.

Qui voglio solo sottolineare due,tre aspetti;

si sarà notato
che se si entra in qualche pizzeria, piccolo ristorante, bar, etc… le cameriere sono d’aspetto piuttosto carino.
Se entrate in un Mc o altra attività similare noterete che nella maggior parte dei casi le cameriere/lavoranti sono d’aspetto simile alla fotografia n° 2,qui sopra.
E questo non tanto per il fatto che magari avendo sotto mano il cibo che vendono se lo mangiano anche loro.
Difatti pure le ‘cameriere magre’ hanno un aspetto tutt’altro che avvenente. Direi ‘esangue’ .
Mc e dintorniMc e dintorni2

Esse, tali cameriere di fast food , non sono scelte a caso;
esse di certo sono scelte col ben preciso intento, di evitare nel cliente, un ulteriore senso di frustrazione, di senso di colpa ogni qual volta decide di entrare in un locale noto per gli apporti calorici e qualitativi – sopratutto dal punto di vista medico nutrizionale – non certo da dieta dimagrante e da salutisti vegani !
e quindi che c’è di meglio se non una rassicurante cameriera ben in carne con grasso addosso mal distribuito!
Si noti inoltre,
che l’aspetto sessualmente sconsolante di quelle cameriere di fast food, rassicura anche le clienti, mogli fidanzate etc… , dai potenziali sguardi indiscreti dei maschietti che le accompagnano.
Sanno bene che non c’è pericolo di confronti che possano indurre il loro maschietto a ritornare sulle scelte sentimentali fatte o in corso !

Un altro punto
sta nella visione generale di ciò che il cliente fa,pensa .
Nel senso di come egli debba essere rassicurato nell’inquadrare l’alimentazione da un punto di vista culturale, sociale ed etico.
Ecco una immagine diffusa in uno di questi locali, che parafrasa la vetta più alta del Rinascimento, quella dell’uomo al centro del mondo;

; la creazione dell’uomo da parte di Dio secondo affresco di Michelangelo nella cappella sistina a Roma.

L'odierno mondo michelangiolesco!

L’odierno mondo michelangiolesco!

Cosa c’è di meglio se non elevare un umile panino al rango di ‘cibo/nettare degli Dei’ , di ellenica memoria , ponendolo al centro della creazione rinascimentale, primavera della Nostra attuale Civiltà !

Un altro punto
sta nella universalità di chi serve e viene servito ;
; ricordate la famosissima fotografia di Oliviero Toscani ,’Benetton’ :’ UNITED COLORS OF BENETTON ‘..? ( Tanti ragazzi di diversa etnia sorridenti ed insieme, uniti da comune abbigliamento..? )

Non si manca dunque di assumere una persona di colore per evidenziare questo aspetto globalizzante/unificante ed anti razzista.

UNITED COLORS OF BENETTON o suppergiù

UNITED COLORS OF BENETTON o suppergiù

Un altro,ultimo punto;

le più disparate considerazioni su chi siamo e dove andiamo si sono sempre fatte.

Alla Mc e dintorni hanno di certo le idee chiare;

; il progresso è da loro , è presso di loro,
( come nel Testo sacro :‘ il verbo era presso Dio…era Dio’ )

Le due seguenti immagini parlano da se;

da dove veniamo e dove andiamo, progredendo...

da dove veniamo e dove andiamo, progredendo…

progresso secondo Mc

Ora possiamo capire bene tutta l’ironia che ha fatto la fortuna del noto Artista Fernando Botero;

il guerriero di fernando botero

il guerriero di fernando botero

il guerriero di fernando botero

il guerriero di fernando botero

targa del guerriero di botero Pietrasanta (LU)

targa del guerriero di botero Pietrasanta (LU)

Chi era quel filosofo che ha affermato :”

:” il progresso è stato un tragico errore “

?

Ricordo gli altri due articoli/post con medesimo titolo;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/11/01/do-we-laugh-2/

e

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/18/do-we-laugh/

Circa i paralleli aspetti psicologici tra quanto sopra notato e quanto nel mondo dei fumetti già scritto vedi post/articolo al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/11/26/walt-disney-e-luniverso-parentale/

Nota
su un prodotto base tipico italiano.

Notate quanto pubblicizzato nella locandina qui sotto fotografata;

Hamburger di chianina  by McDonald's ; della serie “Grandi Carni Italiane” (?!)

Hamburger di chianina by McDonald’s ;
della serie “Grandi Carni Italiane” (?!)

Da diversi anni ,poco più di un lustro,
il gruppo Mc ,anche per ammissione diretta del suo amministratore delegato per l’Italia ,Roberto Masi, ha dovuto adeguarsi ai gusti più ricercati/selezionati del consumatore medio.
( Si ascolti, a riprova recente intervista,pochi giorni fa, siamo nel dicembre 2014, intervista a Roberto Masi a Focus economia ,programma di Radio 24, il sole 24 ore,programma del giornalista economico Sebastiano Barisoni )
E quindi in Italia almeno viene da Mc distribuito il ‘pacchetto’ con protagonista la carne di manzo ‘chianina’ carne tipica di manzo toscano-umbro ( la Val di Chiana si estende tra queste due Regioni italiane ).
Il prezzo attuale di un hamburger Mc , cioè di un panino morbido con dentro una braciolina ( svizzera ), cioè circa 100 grammi di carne chianina trita grigliata , è di 6€.
La carne chianina ivi contenuta è di un colosso della distribuzione di carne che è il gruppo Cremonini.

Analizziamo un attimo la faccenda – questa brillante operazione salutista commerciale da ‘ gran Gourmet ‘ – nel dettaglio ;

°
dai 6€. del costo del ‘pacchetto chianina’ togliamo un paio di euro per il costo del companatico ( panino, salsina etc…) resta un costo di circa 4€ per 100grammi di carne trita chianina.
Il che significa un costo commerciale di 40€ al chilogrammo.
40€, si badi bene, non per un taglio di carne di pregio, costata/fiorentina con filetto od altro ( groppa etc…) ma per una miscellanea anonima di tagli.
Se vi recate in un punto di vendita toscano , una macelleria qualificata, di carne chianina,
noterete che il prezzo del taglio più caro, la costata con filetto , è di circa 27 – 30 € al massimo.Parlo di carne fresca ed artigianale.
E parlo di bovini allevati all’aperto da contadini alla vecchia maniera, non di bovini pompati con mangimi in stalle industriali!

E quindi carne venduta fresca e NON SURGELATA e commercializzata attraverso la grande distribuzione!

°
Ma… noterete,
confrontando il ‘pacchetto chianina di Mc’ ( per curiosità l’ho assaggiato )
con una costata/fiorentina chianina vecchia maniera,
un sapore completamente differente!
Bella scoperta ? NO! La bella scoperta o meglio il bellissimo Scoop è quello di Mc, commercialmente geniale in tutto questo!
Ti vende un prodotto completamente differente nell’aspetto e sapore, cioè da un punto di vista organolettico , dall’originale e nessuno ha niente da ridire, almeno dal punto di vista del sistema Media . Incredibile ma vero!

Ed allora perché ‘la gente’ si mangia simili prodotti ?

Per il fatto che l’appiattimento del senso critico è ormai totale.
Vedi in proposito quanto già scritto sul lavoro di Andy Warhol quando tratto del regista Woody Allen direttamente attraverso il seguente link ;
( che rimanda al post del 2/dicembre/2014 all’interno della pagina .’ quattro chiacchiere sul cinema d’Essai…’ )

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/#comment-1138

°
Penosa la scena a cui ho assistito ad un punto Mc in cui un cliente ha ordinato un ‘pacchetto hamburger’ e poi ha corretto l’ordinazione specificando ad alta voce ( così tutti potevano sentire che razza di intenditore è ! )

” hamburger chianina ! “

[ Se guardate l’hamburger chianina nella fotografia qui sopra, noterete che è bello gonfio e dall’aspetto ‘fresco verde mela’ . Se lo ordinate vi troverete sotto il naso un hamburger reale dall’aspetto ‘moscio’ ‘sgonfio’.
Se analizziamo, parallelamente , le due fotografie all’inizio di questo post/articolo si noterà;
un bel fondo schiena (due ‘asses’) ‘verde/i mela’ nella fotografia n°1 e, di contro , un fondo schiena (‘ass’) ‘moscio’ nella fotografia n°2.
Il parallelismo tra i due hamburger ( virtuale e reale ) , e le due fotografie ,n°1 e n°2, è dunque evidente.
L’unica differenza tra le due fotografie ,da un lato, e i due hamburger ( virtuale e reale ), dall’altro sta solo nella ‘linea di sezione’ ; verticale nelle prime , orizzontale nei secondi ! ]

Nota finale;

quanto qui rilevato può certo essere criticato come un qualsiasi processo dialettico che in se non può non contenere le proprie contraddizioni.
Ma molti aspetti psicologici sopra visti,di certo trovano riscontro oggettivo nel quotidiano.
E poiché a queste catene commerciali dell’alimentazione corrisponde un mondo che le riflettono appieno – sono le une il pendant dell’altro – ecco che le critiche come quelle qui fatte non piacciano affatto.
Non piacciono perché toccano in profondità i punti critici e quindi deboli di un universo fatto anche di debolezze nel quotidiano.
Ciò non toglie che la faccenda stia realmente così e che non possa essere rilevata e criticata nella lontana speranza che un poco almeno ci si possa riflettere sopra e migliorarsi un poco !

Un confronto;

per evitare di ‘pagare il Franchising’, ecco un bell’esempio di imitazione dello stile ‘Mc’;
un’imitazione iperbolica,
basta difatti notare il nome dato da questa Ditta fantasma al loro super panino : ‘il quintale/Quintal’

Il 'quintale Quintal'; ovvero un panino ad imitazione iperbolica dello stile 'Mc'. Presso festa paesana della birra, luglio 2016 tra Garfagnana e lucchesia.

Il ‘quintale Quintal’;
ovvero un panino ad imitazione iperbolica dello stile ‘Mc’.
Presso festa paesana della birra, luglio 2016 tra Garfagnana e lucchesia.

Nota d’aggiornamento;

data la marea di accuse di ‘non salubrità’ del cibo ‘fast food’,in cui il nostro caro Mc rientra, ecco che probabilmente la dirigenza di Mc ha visto bene di pubblicizzare l’utilizzo di carne italiana e, sul retro pubblicitario di questa ‘carne made in Italy’ hanno pure inserito una tabella dei valori nutrizionali dei cibi da loro serviti.
Vedi le due immagini qui sotto;

Carne italiana
e per giunta piacentina,
ovvero della Provincia
di Piacenza,
dunque della Regione
Emilia Romagna
patria del
prosciutto di Parma…!

Sul retro della
pubblicità Mc, dell’utilizzo di carne italiana / romagnola,
ecco che ti trovi una
tabella dei valori
nutrizionali
dei loro prodotti.

[ Si può mostrare sensibilità verso un certo tipo di alimento italiano, nel caso la carne italiana, che è immune dall’utilizzo di steroidi anabolizzanti
a differenza di tanta carne europea come ad esempio quella francese, inglese, tedesca, danese etc… Paesi in cui gli allevatori hanno il permesso di dopare i loro bovini con i suddetti farmaci anabolizzanti etc…

così come si può mostrare sensibilità verso le calorie che si mettono in corpo gli avventori di locali ‘fast food’,
solo che tutto questo arriva dopo anni di ‘incuria alimentare’ in cui si pubblicizzava la golosità di questo cibo
(cibo fast food il cui tacito slogan sembrava essere:‘più è unto e bisunto più è goloso’),

trascurando totalmente la salubrità dello stesso.

E’ dunque il caso di dire che ‘Mc ha chiuso la stalla quando i buoi sono ormai scappati!’ /McDonald’s closed the stable door after the horse has bolted

].

Saluti, topo.gigio .

Solo al secondo grado per complicarsi la vita con piacere

………………………………………………………………………………………………………

Un benvenuto a tutti gli interessati da parte di  topo.gigio  alias ” topo.gigio” ex I.P. ( IntellPeople.it ), ex ” DARIO ” de : ‘ La torre di babele di Pino Scaccia ‘ .


[  Nota ;

nell’  articolo  : ‘  Presentazione / MATEMATICA & LOGICA ‘ è impostato un problema matematico di particolare interesse logico .
Vedi al link ;  
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/03/13/presentazione/

 , o in ; ‘ ARCHIVI ‘ marzo/2011 .

Le varie soluzioni saranno via via impostate e discusse  nella pagina  omonima :  ‘  Presentazione / MATEMATICA & LOGICA , le SOLUZIONI  ‘ 
Vedi tale pagina al link ( o nel fronte spizio in alto a destra,l’elenco delle varie pagine ) ; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/presentazione-matematica-logica-le-soluzioni/ ]
.

La potenzialità di questo blog sta nella discussione di problematiche di vario genere che hanno come sfondo la logica . Ne segue un particolare interesse – seppur non esclusivo – verso il mondo del calcolo .

Ecco un blog originale e nuovo nei suoi intenti .

Sicuramente un blog originale nell’elisione di ogni forma di inutile conversazione ‘da salotto’ a cui quotidianamente assistiamo attraverso i più svariati mezzi di comunicazione .
Cosi’ si viene qui a delineare – inevitabilmente – una realtà virtuale di ‘nicchia’ . Un mondo formato ed animato da chiunque vuole discutere, conoscere, scoprire e approfondire i vari campi dello scibile senza per questo scadere in discussioni prive di valide fondamenta e di conseguenza superficiali e men che mai faziose .
E’ sufficiente rivolgere un semplice sguardo a svariati siti anche con validi Autori o Referenti per notare in questi carenze strutturali di un tipo od altro . Ad es. se ne scopre immediatamente il fine pubblicitario verso un prodotto da commercializzare o finalità di carattere auto referenziali [ ricordate un vecchio adagio che recita: ” Chi non pubblica muore…” (?) . ] o a sfondo politico etc…

Un mondo intero viene cosi’ stravolto e tradito quindi dimenticato ; quello dell’onestà mentale e della riflessione nel senso più puro del termine . Ne deriva l’impossibilità di un confronto reale, obiettivo e quindi costruttivo .

Nel mondo contemporaneo del dominio della comunicazione si realizza l’incomunicabilità per eccellenza

Non resta che tentare un percorso contro corrente tanto arduo da intraprendere come altrettanto interessante nel suo iter realizzativo.


Un saluto ai possibili avventori della ‘ verità nel fatto ‘ di vichiana memoria, tanto rari quanto preziosi nella loro potenzialità costruttiva .

Saluti, topo.gigio .


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