Solo Al Secondo Grado

Archivio per la categoria ‘amenità’

United States, “Black Elk” the way of holiness

United States, “Black Elk” the way of holiness

 

alias:’

‘from the scalp to sanctity’

alias:’
(using an expression of the medical world)

:’rebound effect’ (or take-back effect) [*]

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“Black Elk” the way of holiness”

dicembre 2017;

United States, “Black Elk” the way of holiness
The Episcopal Conference approved the first phase of the cause
(of sanctification) of “Black Elk”, the servant of God belonging to the Lakota natives of the Sioux people in the lands between North and South Dakota

United States, “Black Elk” the way of holiness; here is the main motivation;

:’conversion and civilization of the Native Americans (redskins)’.

An example of his pastoral work;

; a redskin, dissatisfied with the name he had, went to the tribal chief (Black Elk).
He asked Black Elk: ‘why did they give me this name?’
Black Elk replied: see, dear boy, my name is ‘Black Elk’ because I was born at sunset and there was an elk that appeared to the west (backlight) all black.
Your sister is called: ‘big white moon’ because she was born at night and in the sky there was a big white moon.

Now you understand why you are called: ‘two dogs that fuck’ (?)!

—————————

A parte ‘lazzi’ e ‘battute di spirito’, ma vi pare possibile

raggiungere/mettersi in simili situazioni – ‘battaglie’,come si diceva una volta – ,da parte della Chiesa cattolica,
situazioni che per loro natura prestano inesorabilmente il fianco a scherzi sciatti di questo genere (come qui sopra esempio) ?!

[*]
Francisco de Vitoria
un frate domenicano spagnolo del XVI secolo, si pose la questione del proselitismo cattolico ‘ad oltranza’.
E ciò per le questioni che la scoperta ai suoi tempi del ‘nuovo mondo’ e la venuta in contatto con le popolazioni indigene di quei luoghi, ponevano.
Pensò che non era un diritto dovere del mondo cattolico, ne evangelizzare forzatamente ne tanto meno instaurare un potere temporale su di esse. Ciò ovviamente lo fece cadere in disgrazia agli occhi dei colonizzatori e a quelli del mondo cattolico.
Ed oggi?
Oggi non solo quella opera di evangelizzazione al tempo contestata da Francisco de Vitoria, viene meno – nello spirito certo utilitaristico di quei tempi – , ma addirittura ne abbiamo (in Occidente) un ‘rebound effect’.
Consistente poi in una sorta di globalizzazione, che porta alla santità di nativi americani (redskins), che evangelizzano, col loro esempio, gli ex evangelizzatori!
In ciò non ci sarebbe nulla ‘di male’ ne da stupirsene, ma di certo l’attribuzione di ‘santità’ non è poca cosa se si guarda ai Padri e Dottori della Chiesa, quasi tutti Santi. E se si guarda nel contempo alla figura qui trattata che pur essendo divenuto un uomo pio, era pur sempre rappresentante di un mondo antropologico / semplice, infinitamente lontano da quello ‘complesso’ di quello cristiano.

.
[

Senza contare il fatto – oggettivo – che se Francisco de Vitoria fu in vita, per il Pensiero sopra espresso, emarginato dal mondo cattolico, oggi viene ‘rispolverato / riabilitato’ dallo stesso universo cattolico.

( Non è certo il primo ed il solo, come è vero che altri uomini di Chiesa in futuro seguiranno il Suo triste destino. / A Francisco de Vitoria, ricordo , è dedicata l’Università cattolica spagnola,presso Madrid, :’Universidad Francisco de Vitoria’ )

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Ma così facendo, la Chiesa inevitabilmente mina la propria credibilità. Non per il fatto che ammette un errore commesso in passato, ma sopratutto per il fatto che evidenzia il proprio adeguamento ai nuovi tempi in maniera interessata, mostrando in ciò calcolo e convenienza nel proprio agire. Palesando dunque ben poca spiritualità – ben poco spirito evangelico – nel Suo agire…

cfr/cf. ;

…’:”Trattandosi di un pubblico peccatore non si potranno fare funerali pubblici. Ove i familiari lo chiedessero si valuterà di fare una preghiera privata al cimitero”.
(°) Sia Don Ivan Maffeis, portavoce della C.E.I.,
dichiara sulla stessa falsa riga:”
:”Un funerale pubblico non è pensabile, per Riina ricordando la scomunica del Papa ai mafiosi e la condanna inequivocabile della Chiesa (…) non possiamo sostituirci al giudizio di Dio”.

La Chiesa ancora una volta sembra prendere atto della reazione di profonda indignazione morale di molti Fedeli,in corso in questi ultimi anni, e di conseguenza decide di assumere diversa posizione di fronte a queste situazioni discutibili.
Ma dunque,anche in questo caso, tutto lascia pensare che la posizione di ferma distanza della Chiesa,assunta da poco tempo, dai funerali religiosi per i mafiosi, sia una posizione di calcolo più che da precordi.
Ed è questo ciò che angustia molti Fedeli che nella maggior parte dei casi scelgono il silenzio.
E la ragione profonda della nuova presa di posizione della Chiesa cattolica è evidente di per se in maniera non seriamente opinabile; cosa è difatti cambiato da una cinquantina d’anni, nell’universo religioso da far assumere alla Chiesa
una posizione che va da esequie religiose con tanto di Vescovo, all’attuale diniego del rito religioso funebre perché il defunto era ‘mafioso’?
Ovviamente nulla,
se non la necessità inderogabile della Chiesa di adottare una diversa politica religiosa, in base alla constatazione del mutare della sensibilità collettiva.
Sensibilità che avrebbe danneggiato (finanziariamente; donazioni, lasciti testamentari etc,con cui la Chiesa campa…) la Chiesa se questa avesse mantenuto il vecchio atteggiamento verso l’universo ‘Cosa Nostra’.’…

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/11/20/but-pope-bergoglio-if-he-is-looking-for-him-2-black-soul-but-whose/
.]

Nota;

The New Yorker newspaper:”

Nicholas Black Elk’s great grandson, Charlotte, states that ‘Nicholas Black Elk’ made only external concessions to the Catholic culture of the white man, without actually changing”

https://www.newyorker.com/news/daily-comment/another-vision-of-black-elk

and;

Ross Enochs, Professor of religious sciences at Marist College in New York:
: “Black Elk” has made a synthesis between the faith of his fathers and the Catholic one.

—————————-

Il processo di canonizzazione di un nativo americano (Nicholas Black Elk),
dunque di un appartenente ad una società semplice / antropologica, se visto in un’ottica più ampia rappresenta l’espressione di un programma / di un (divino) disegno in corso ‘non scritto’ ‘non detto’, di grande respiro del mondo cattolico;

; un ecumenismo ad oltranza capace di fagocitare interi sistemi teologici.(*)

In questa stessa ottica è difatti inquadrabile il tentativo fallito, operato prima da Benedetto XVI e poi dall’attuale Papa Francesco, di globalizzare l’universo religioso ebraico.
Universo ebraico che con le raggelanti parole del Rabbino Riccardo di Segni presso la Sinagoga di Roma il 17 gennaio 2016, ha escluso ogni coinvolgimento ebraico in questo ‘disegno’ ‘progetto’ ecumenico di matrice cattolica.
Progetto che certo vede l’universo cattolico stesso come grande mater ecclesiae che avrà in questo un ruolo da leader (pur disconoscendolo… per modestia?)

Papa Francesco e
il Rabbino Riccardo di Segni
“Non accogliamo il Papa per discutere di teologia.
Ogni sistema è autonomo, la fede non è oggetto di scambio
e di trattativa politica”.
Riccardo di Segni Rabbino capo di Roma
17 gennaio 2016

“We do not welcome the Pope to discuss theology.
Every system is autonomous, faith is not an object of exchange
and political negotiation “.
Riccardo di Segni Chief Rabbi of Rome
January 17th 2016

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/09/10/papa-bergoglio-e-il-divorzio-alla-romana/

.

(*)

‘J.R. Boronali e la coda d’asino’ / ‘J.R. Boronali and donkey’s tail’.

Questo :’

:’ecumenismo ad oltranza capace di fagocitare interi sistemi teologici’,

,come si è visto è espressione della ‘globalizzazione’ che, all’interno di un Sistema religioso, ha visto svolgere questo compito al mondo cattolico – tra i vari Sistemi religiosi, a quello cattolico è toccato questo discutibile primato – .
(vedi anche; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/01/02/globalizzazione-apparente-per-quanto-appariscente/ e rinvii )
Di certo,al pari, anche in ben altri ambiti la ‘globalizzazione’ ha lasciato il suo segno indelebile,come già analizzato;
nel mondo dell’arte con movimenti artistici quali ad esempio la ‘pop art’ di Andy Warhol e Roy Lichtenstein

(vedi anche; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/05/13/jackson-pollock-la-figura-della-furia-ovvero-il-grande-vuoto/ e rinvii )

Ed ecco spiegata la :’

:‘J.R. Boronali e la coda d’asino’ / ‘J.R. Boronali and donkey’s tail’.

In un mondosiamo ai primi anni del secolo scorso (1910),già più di cento anni fa (!) – ormai globalizzato, in cui l’arte – un elemento culturale tra i molti – è divenuta ormai per tutti e dunque deve necessariamente essere prodotta da tutti;

persino un asino deve produrre arte.

Perché alla folla/moltitudine ,che è ‘asino’, non ci si può più rivolgere con Opere dotte (gli sarebbero del tutto incomprensibili).
Occorrono Opere prodotte per loro e spesso da artisti che sono asini come loro o , se non lo sono, volendo trarre benefici dal Sistema, vi si adeguano producendo Opere di nessun significato e valore come lo stesso Andy Warhol ebbe ad affermare sulla sua stessa produzione artistica.

[ Il fatto che le Opere di Warhol, come quelle di Pollock (per fare un altro esempio), abbiano un grande valore di mercato (commerciale) non significa minimamente che ne abbiano uno, causale ,di valore culturale.
Non significa cioè che ‘il valore commerciale’ sia l’effetto del ‘valore culturale’ (causa).

The (commercial) market value of an artwork from the twentieth century is not the effect of its cultural value (cause).

Vedi ciò su quanto già scritto attraverso il seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/05/13/jackson-pollock-la-figura-della-furia-ovvero-il-grande-vuoto/ ]

Appare chiara ora la relazione tra gli sviluppi artistici sopra accennati, e quelli qui ora affrontati;
; la beatificazione di un nativo americano/redskin (Black Elk) – .
Se, come con l’arte, tutti vi devono accedere (apprezzarla) ma anche

produrla,

allo stesso modo in ambito religioso tutti hanno diritto ad essere rappresentati
– sentendosi così partecipi – , vedendo porre agli onori più alti del mondo religioso, la santità, un rappresentante della folla.
Come certamente,già ce ne sono stati in passato di santi dal popolo, ma non rappresentanti di un mondo addirittura antropologico e americano (nativo).
Ecco raggiunto non solo il ‘senso di partecipazione (alla santità)’ della folla, ma anche una espressione in senso ‘democratico’ della stessa.

(Tutto è legato…)

Comunque, come dico sempre , ognuno ne tragga le conclusioni che meglio crede!

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Scrovegni Chapel, Padua – Veneto – Italy

La Cappella della famiglia Scrovegni, Padova It.

 

Come Dante in letteratura, così Giotto nella pittura ed architettura chiuse un Epoca; quella medioevale.

Cappella
della famiglia
Scrovegni
Padova Italia,
interno.
Cielo stellato.
Non più
‘l’uomo in Dio’,
ma
‘Dio nell’uomo’.
Una discesa non
apocalittica
ma fatta di drammatica
ricerca.

Sul singolare parallelo tra, da un lato, Giotto e Simone Martini e, dall’altro, tra Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti si è già detto al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/

Benché Giotto e Leonardo fossero di una generazione più grande rispettivamente a Simone Martini e Michelangelo , erano di fatto artisticamente molto più giovani.
Il tempo ci ha dimostrato tutto questo.

Una posizione che potrebbe essere definita di passaggio / di transito la occupò a suo tempo il Beato Angelico / Guido di Pietro.
Vedi al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/19/museo-di-san-marco-firenze-visita-virtuale/

E’ dall’osservazione dei lavori di Giotto che si può capire il passaggio tra le due grandi Epoche del nostro passato.

Dal medioevo al Rinascimento. Un passaggio che se vede contrapposti socialmente ed economicamente il periodo medioevale; una realtà statica basata su un preciso contratto tra Signore Vassallo e gleba.

A cui corrispondeva un pendant artistico fatto di Opere contemplative e di venerazione.

E dall’altro un nuovo Evo, poi definito ‘Rinascimento’, fatto di commerci sempre più frequenti, ed uno scadere progressivo della centralità del mondo agricolo. E dunque il passaggio da una Civiltà ad una civilizzazione; il passaggio da un rapporto città campagna a uno fatto tra città e provincia.

A questa trasformazione non poteva non corrispondere in campo artistico un rovesciamento nel rapporto col divino

– che rimane pur sempre il soggetto principale nelle Opere artistiche – ,
un rovesciamento nel Pensiero religioso e dunque nell’Arte.

Rovesciamento nel Pensiero

consistente in una una relazione che cerca nell’uomo un riflesso della luce divina.

Come a garanzia di una sopravvivenza divina stessa a questa realtà così profondamente trasformatasi.(La paura dell’uomo, a ben pensarci, della morte di Dio!
Pensiero antesignano di quello nietzschiano :‘ Dio è morto ‘…)

E così facendo una garanzia del ‘placet’ divino, ovvero della permanenza della Grazia divina, sui nuovi tempi (il tempo rinascimentale)

Ecco fatto cenno in breve al motivo profondo che hanno spinto artisti come Giotto, Masaccio, il Beato Angelico, Leonardo etc… a fare dell’arte ‘cosa nova’.

Ecco una sequela di fotografie del lavoro artistico del fiorentino Giotto nell’allora lontana terra veneta, nella città di Padova.

Scrovegni Chapel, Padua – Veneto – Italy / photos

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia

Scrovegni Chapel,
Padua – Veneto – Italy

Scrovegni Chapel,
Padua – Veneto – Italy
didascalia

Scrovegni Chapel,
Padua – Veneto – Italy
L’adiacente
Convento degli
Eremitani.

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
L’adiacente
arena romana.

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
particolare lato nord:’
:’ lavori in corso’.

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
particolare lato nord:’
:’ lavori in corso’.

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
Entrata

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
Chiostro del Convento
degli Eremitani

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
Giardino adiacente

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno
Si noti il primo riquadro qui sopra :’ dipinto di interna struttura architettonica con volta a crociera, bifora e ‘lampadario’. Giotto non ci ricorda – anticipando i tempi per più di un secolo – la pittura fiamminga ‘del dettaglio’ ?!

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno abside

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno specchi marmorei (stucco rasante, stucco romano)

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno affreschi

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno volta abside

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno abside particolare

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno abside particolare

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno abside particolare

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno volta stellata

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno scranni per la famiglia Scrovegni

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno lunetta

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno
Ricordo napoleonico;
occupata la ‘penisola italiana’ Napoleone – da perfetto ateo qual’era- lasciò mano libera ai suoi soldati di ammazzare il tempo libero con giochi di svago.
Questa incisione, fatta dai soldati francesi, ne è un esempio.
Un passa tempo come gli scacchi o la dama…

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno particolare della scalinata

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli
Scrovegni
Padova Italia
interno
Particolare della parte di fondo;
la punizione dei dannati divorati dal demonio in persona.
Se si confronta questa immagine con quella prodotta tempo prima di Giotto da un Suo connazionale ( un fiorentino come lui) ,
Coppo di Marcovaldo
nel Suo affresco presso il battistero di S. Giovanni a Firenze (già Cattedrale prima che fosse eretta S. Maria del Fiore)
se ne vedranno le palesi analogie.
Giotto ispirò i suoi degni successori ma fu a sua volta ispirato dai suoi degni predecessori!

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno
Nota
Un cielo proprio stellato,
per coloro che dubbiosi come la famiglia Scrovegni, su una possibile punizione divina per la pratica dell’usura – documentata –  , decisero di espiare con una sontuosa Cappella e  con elargizioni all’attiguo Convento degli Eremitani…
Cosa non si fa per guadagnarsi l’Eternità!
Ponendo doverosa attenzione
– ‘doverosa’ per il semplice fatto che l’onestà mentale non dovrebbe venir mai meno –
sull’Ordine religioso degli Eremitani, che intascavano tali elargizioni da usura, senza dunque porsi tanti scrupoli morali, facendo così eco al vecchio motto latino secondo cui :‘pecunia non olet’
ponendo attenzione a ciò c’è da chiedersi se il fine, nel nostro caso per Opere di carità,del denaro così ottenuto dai Frati compensava la discutibile provenienza dell’elargizione!
E pensare che tale Ordine religioso era di derivazione da S. Agostino, un Padre della Chiesa che pose l’accento sulla Grazia divina.

Nota alla nota qui subito sopra;

L’uomo di Chiesa si presenta con le mani giunte ed orante.

Se ciò è espressione del suo momento ascetico,

è altrettanto certo che nel suo impegno (momento) sociale la vera postura dell’Uomo di Chiesa

è quella con le braccia incrociate
in cui silenziosamente e sopratutto con assoluta discrezione stringe da una parte la mano a Satana…

-(la sinistra! Non per niente è scritto nel Vangelo secondo Matteo capitolo 6 , versetto 3 e 4 :‘Quando invece tu fai l’elemosina,

non sappia la tua mano sinistra ciò che fa la tua mano destra,

perché la tua elemosina resti segreta, così il Padre tuo, che vede tutto nel segreto, ti ricompenserà’.)-

…e dall’altra all’uomo ‘comune’. Politica sociale, welfare se si vuole.

E ciò è praticato dall’uomo di Chiesa sulla falsa riga dell’esempio dato da Dio,

quando questi dialoga senza remore con l’Angelo caduto :’

:

‘Now there was a day when the sons of God came to present themselves before the Lord, and Satan also came among them.

And the Lord said to Satan, Whence comest thou? Then Satan answered the Lord, and said, From going to and fro in the

earth, and from walking up and down in it.’

Verses 6 and 7 of the Bible, Book of Job chapter 1.

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno
tomba

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
schermo di comparazione;
Giotto ha ispirato in questo caso Michelangelo (Cappella Sistina, Roma, San Bartolomeo nel proprio autoritratto)

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
schermo di comparazione;
Giotto ha ispirato in questo caso Paolo Uccello alias paolo di Dono nella Sua ‘battaglia di San Romano’ (quella degli Uffizi 1/3)

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
schermo di comparazione;
Giotto ha ispirato in questo caso il Mantegna, con il suo ‘Cristo in scurto’.
Opera peraltro notevole rivisitata ai nostri tempi dal bravo
Uliano Martini

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
schermo di comparazione;
Giotto ha ispirato …

Raffaello Sanzio!

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
schermo di comparazione;
Giotto ha in questo caso ispirato Piero della Francesca

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Crocifisso ligneo
di Giotto da Bondone
Musei civici
di Padova It.
Un tempo presso la
Cappella della famiglia
Scrovegni

Crocifisso ligneo di
Giotto da Bondone
didascalia

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Image and video hosting by TinyPicAffresco presso Musei Civici di Padova. Già Convento degli Eremitani.

A little gem; A soft ice cream ‘ante litteram’! Pure style at Walt Disney!

 

Image and video hosting by TinyPicMusei civici di Padova, scorcio del giardino dell’ex Convento degli Eremitani. Sullo sfondo la Cappella della famiglia degli Scrovegni, (in ristrutturazione).

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
giardino scorcio.

Starting today ‘Comics And Games’, November 1, 2017, at Lucca (Tuscany Italy) [ Do we laugh? (5) ]

;Today, November 1, 2017, the Comics of Lucca (Tuscany Italy); until November 5th

alias?

‘Comics And Games’ Lucca It. & ‘Comiket ( コミケット )’ Paris ; the most real representation of our time. Neo paganism / revival of Western paganism for centuries buried but not forgotten!

Comics 2017 Lucca
Tuscany Italy

Comics 2017, Lucca
Marjorie Liu

Comics 2017, Lucca
K – BLE JUNGLE

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Cfr/cf con comics 2016 ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/10/29/comics-and-games-lucca-tuscany-28-october-2-november-2016-do-we-laugh-4/

Un bel lavoro di un
Writer
ma… a Bologna
Comics o no
fantasia e realtà
ormai si confondono!

Comics o no?
Anche in questo caso la realtà supera la fantasia!

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A che età – nella vostra fanciullezza – avete smesso di giocare con i trenini ?

In questo caso, come si può vedere , non hanno mai smesso… benché ormai cresciutelli!
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Comics comics; nulla da dire!

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Comics ma…non troppo; non si cerca l’obiettivo fotografico

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Comics ma…non troppo; non si cerca l’obiettivo fotografico…come anche qui sopra!

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Siamo ancora fermi a :’ guerre stellari’ / ‘Star Wars’…Come siamo antichi!

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Big baby!

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Un poco di pubblicità non guasta mai! E…sotto l’egida della Warner Bros

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Infine… il concertone assordante di fine giornata.Volume pazzesco in cui avrebbe qualcosa da ridire persino un sordo!

Nota;

A differenza di quanto scritto sul ‘Comics And / & Games’ di Lucca del 2016

vedi direttamente : https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/10/29/comics-and-games-lucca-tuscany-28-october-2-november-2016-do-we-laugh-4/

qui, ‘Comics And / & Games’ di Lucca del 2017 ho posto l’accento sul graffitismo/graffiti/writing ovvero l’arte del writer ,
ma non solo.

Si noterà che elementi comuni, in questo caso colti presso una stazione ferroviaria metropolitana,

sono di spunto per un writer e dunque per tutti coloro che hanno una sensibilità verso gli aspetti sociali che ci circondano. Una sorta di ‘intelligenza emotiva’ se si vuole.
Il Comics, colto nel suo aspetto sociale, è espressione dell’universo writer. Ma è anche vero l’opposto.
Sta alla sensibilità di chi legge coglierne gli aspetti salienti di relazione.

Ecco una sintesi grafica,di quanto ora detto in nota;

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Writer of the Renaissance alias, pure Walt Disney!

Are we sure that ‘graffity / writing’ is an expression of our modern times?

…………..

According to Fëdor M. Dostoevskij :’beauty (literature) will save the world’.

Philip M. Roth said: ‘Literature is a useless experience’.

Two dissenting opinions.

In fact it is a by-product of literature,comics, that seems to save all of humanity!

Similarly the technique, by-product of science, has so far, rescued the man by his energy needs.

 

Tour de France; métaphore d’une Europe qui n’existe plus!

 

Tour de France; métaphore d’une Europe qui n’existe plus!

Mais … que n’a jamais existait

alias;

‘Les liaisons dangereuses du dynamiteur Fabio Aru’ Le Monde 11 luglio 2017 ; by Clément Guillou ;

un article de journal malhereux; poiché non dice nulla se non al fine di manifestare il massimo grado di mancanza di sportività ad una manifestazione sportiva per eccellenza come una corsa ciclistica, quale il Tour de France è.

Fabio Aru,
Tour de France 2017

CLASSIFICA GENERALE ,
a mercoledì 19 luglio 2017 (a quattro giorni dalla conclusione, domenica 23 luglio)
1. Christopher Froome (Gbr)
2. Rigoberto Uran (Col)
2. Romain Bardet (Fra)
4. Fabio Aru (Ita)
5. Mikel Landa (Esp)
6. Daniel Martin (Irl)
7. Simon Yates (Gbr)
8. Louis Meintjes (Sud.Af)
9. Alberto Contador (Esp)
10. Warren Barguil (Fra)

Fabio Aru Tour  de France 2017
…’Les deux grands yeux noirs qui trouent son visage ne disent rien’… ‘Le Monde’ 11/7/2017

Le acrobazie lessicali – sopratutto nel non dire – dei giornalisti RAI (Radiotelevisione italiana),dunque italiani, aggregati al Tour col compito di commentare le imprese sportive dei vari campioni ciclisti, sono palesi.
Si ride si scherza, ci si fa i complimenti reciproci come quelli diretti al vecchio Beppe Conti, – dai cronisti S. Pancani e S. Martinello – ma si cerca in realtà di stemperare ogni affermazione, fin’anche a criticare con incredibile garbo ( “…sarà anche il cane più buono del mondo, noi amiamo i cani…” ) un semplice tifoso francese che sulla strada del tour tifava con accanto un cane ma senza guinzaglio…
Un ‘bon ton’ italiano sbandierato ad oltranza incredibilmente, per far fronte a sgarbi continui non solo dei francesi, ma anche – leggi le lamentele qui di seguito della giornalista napoletana Alessandra De Stefano degli inglesi etc…
Alessandra De Stefano,
unica donna giornalista RAI al tour si impegna con commenti a cui vorrebbe dare il sigillo di una perfetta professionalità, ma che restano poi fermi al gossip da massaia; come quando,ad esempio,chiede se non è da maleducati non citare (ad oggi mercoledì 19 luglio,nel programma RAI ; ‘processo alla tappa’) il nome di Fabio Aru – unico beniamino italiano in grado di regalare qualche emozione da ciclista,che ha pure indossato la maglia gialla da leader per due giorni –
non citare,dicevo, il nome di Fabio Aru ,da parte del leader – ‘vero’ – Christopher Froome in una intervista da parte di un giornalista francese.
Christopher Froome ;un inglese che non essendo un europeo ,come ormai tutti i suoi connazionali, non si perita in complimenti ruffiani. Men che mai verso un sardo – Fabio Aru – un ciclista dalla costituzione fisica esile che dovrebbe dargli le potenzialità da scalatore del miglior Marco Pantani ( un campione già nella leggenda per le sue performance nelle salite più dure ),
ma che poi non brilla ne in salita ne in pianura, e certo scarseggia nelle corse a cronometro. ( Corsa a cronometro, che è prevista tra pochi giorni e di cui già i giornalisti RAI di cui sopra calcolavano il necessario vantaggio di Fabio Aru, a circa un minuto e mezzo, per mantenere la testa della classifica, cioè la maglia gialla. Questo fino a pochi giorni fa quando Aru la maglia gialla ce l’aveva ancora).

Va poi sottolineato il fatto – oggettivo – che nei due giorni in cui Fabio Aru ha indossato la maglia gialla la stampa francese si è scatenata – si veda il tutto come traguardo sportivo italiano non gradito non solo da parte francese – contro il ciclista italiano definendolo nella sostanza come un dopato avendo frequentato gente del mondo ciclistico in passato rimasta invischiata nel doping…
Questo attraverso un articolo del quotidiano francese :’ Le Monde’ articolo titolato :’

Tour de France : ‘les liaisons dangereuses du dynamiteur Fabio Aru’

Le Monde 11 luglio 2017

Le dauphin de Christopher Froome a été couvé par des personnalités du cyclisme italien pas étrangères au dopage

vedi il testo dell’articolo al seguente link; http://www.lemonde.fr/sport/article/2017/07/11/tour-de-france-les-liaisons-dangereuses-du-dynamiteur-fabio-aru_5158869_3242.html

La struttura di questo articolo del giornale francese ‘Le Monde’
è di tipo sillogistica elementare; se A=B e B=C ne segue che A=C ;
facendo parte Fabio Aru di una squadra ciclistica composta da alcune persone che hanno avuto in passato problemi giudiziari a causa del doping, ne segue che Fabio Aru ha a che fare col mondo del doping.

Segnali questi, che indicano un atteggiamento a dir poco ostile verso l’Italia
che disperatamente con l’atteggiamento imposto dalla dirigenza RAI ai suoi giornalisti, tenta di ricucire una cesura ormai insanabile. Che certo arriva a manifestarsi con prepotenza anche nel mondo sportivo.

Concludo solo aggiungendo una citazione del giornalista RAI Beppe Conti,

che citando un altro giornalista RAI di una generazione precedente affermò ( quando il belga Eddy Merckx, forse il più grande campione di ciclismo di tutti i tempi , era solo una giovane promessa) :”

:” … che questo belga – Merckx – con un cognome formato da tutte consonanti ed una sola vocale, non potrà mai diventare un campione di ciclismo…”

Aggiungendo che
– si noti,forse per scherzo del destino – Aru ha , al contrario di Merckx , un cognome tutte vocali ed una sola consonante…e quindi in base alla fesseria affermata da quel giornalista d’altri tempi avrebbe dovuto ottenere risultato opposto (?!) [Questa citazione, con le conclusioni a cui porta, i giornalisti RAI se la potevano risparmiare!]

E’ ovvio che tante gentilezze, tanto fair play italiano, non hanno alcun valore/effetto positivo,

poiché non portano a pari comportamento; non vi sarà alcuna reciprocità verso l’Italia da parte di altri Stati europei o ex europei come la Gran Bretagna.

Come è ovvio che le vere questioni sono altre e dunque anche una semplice corsa ciclistica, anche se la più importante del mondo è una metafora – assai triste nell’anno domini 2017 – di una Europa scollata.

Monte forato(Lucca)
un monte forato contro europeisti bacati

Un piccolo estratto dell’articolo di giornale apparso su :‘Le Monde’ l’11/7/2017 ;’

…’Les deux grands yeux noirs qui trouent son visage ne disent rien’…
(…’ I due grandi occhi neri che trafiggono il suo viso, non dicono nulla ‘
Un Fabio Aru descritto come una sorta di protomorfo)
Ed ancora dall’articolo di :’Le Monde’ ;
:’…Fabio Aru n’est pas né sur le ­continent.’ …
( ‘Fabio Aru non è nato sul Continente’. A livello dunque di un aborigeno, isolano come loro..! Ma!)

Ed anche;
…’Dans la partie italienne de l’équipe Astana,
le chef de clan est sicilien : Paolo Tiralongo’…

[ n.d.c.;
Clan, ovvero ‘discendenza, famiglia, tribù‘, anche qui ‘appartenente ad una società antropologica’, etnologica.
Ma anche;
‘Le Clan des Siciliens’ è un film francese del 1969, diretto da Henri Verneuil, tratto dall’omonimo romanzo di Auguste Le Breton,che scrive della mafia siciliana trapiantata nella Capitale francese…
Non solo tribù, ma pure ‘Anonima spa’, cioè ‘associazione per delinquere’]

-.-.-.-.-.-;
Clément Guillou,
l’autore di questo articolo è certo abile nel :‘dire e non dire’, nel lanciare il sasso e nascondere la mano.

( Senza contare il fatto che dopo pochi giorni aver scritto questo meschino articolo, viste le reazioni, il caro Clément ha cercato di porvi rimedio ponendo come sfondo immagine del suo sito, una vecchia fotografia di Fausto Coppi, un campione italiano d’altri tempi ormai nel mito di tutti gli italiani sportivi e non. Vedi direttamente attraverso il seguente link;
https://twitter.com/jeuneguillou )

Ma l’effetto di svelare vizi e pregiudizi transalpini – non privi di livore – , facendo outing delle miserie di una buona parte della mentalità francese l’ha sortito di sicuro.

Clément Guillou
giornalista de
‘Le Monde’
Si noti l’immagine di sfondo;
una vecchia fotografia
di
Fausto Coppi

Dimenticavo;

ecco l’Autore dell’articolo apparso sul quotidiano francese : ‘Le Monde’, Clément Guillou

Clément Guillou de :’
:’ Le Monde’
Cher Clément, il goûte sa diatribe?

(Italians) mama’s boys (…) alias Topicality of an old Poet – Part II –

(Italians) mama’s boys (…) alias Topicality of an old Poet – Part II –

alias;

Gabriele Rapagnetta; chi era costui?

La campagna nei
dintorni di Settignano
Firenze

Dopo quanto detto nel precedente post;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/03/04/italian-mamas-boys-alias-topicality-of-an-old-poet/

Seguono queste poche righe su un altro vecchio poeta del nostro passato (italiano). Passato che ci appare non tanto lontano nel tempo, ma di primo acchito lontano, anzi lontanissimo per stile, mentalità, cultura… Lontano cioè nello spirito del tempo – Zeitgeist – .
Ma poi, dando uno sguardo con più attenzione, ecco che questa apparente lontananza si ridimensiona sempre più. Fino a divenire quasi un passato dietro l’angolo e non oltre.
Inutile o quasi sottolineare che questa realtà oggettiva, chiamiamola così , non è certo il frutto di letture scolastiche,non è il frutto dei solerti programmi ministeriali ( vedi quanto…https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/01/02/globalizzazione-apparente-per-quanto-appariscente/ )
A ciò si potrebbe obiettare che poco hanno a che fare certe riflessioni qui fatte con la letteratura.
Ma è proprio da certe osservazioni, che poi l’universo letterario ci appare molto più chiaro,comprensibile, e non puro esercizio mnemonico scolastico, che mostra tutta la propria sterilità.

Tre figure/tre poeti; Giosuè Carducci (nato 1835), Giovanni Pascoli (nato 1855), Gabriele d’Annunzio (nato 1863).

Carducci;
l’unico dei tre ad essere insignito del Nobel per la letteratura ( e tutti e tre lo meritavano, ma come visto nel post precedente G. Pascoli non l’ottenne per lo scandalo familiare, mentre G. d’Annunzio non lo ottenne per ragioni di politica internazionale…)
fu il poeta di spirito anarchico e anti clericale per eccellenza (come il padre, valente medico) coerente in questo fino alla fine. Poesia come sprone alla battaglia, al rinnovamento culturale pur nel solco della tradizione ellenica. Poeta come emblema di una civiltà superiore erede di un grandioso passato.

Casa natale e lapide
Giosuè Carducci,
Valdicastello di
Pietrasanta (Lucca)

Pascoli;
come visto :‘…al mio cantuccio, donde non sento se non le reste brusir del grano…’ un intimista, misantropo e mammone dai complessi psicologici in odore di patologia che non si perita di resettare tutto il proprio potenziale futuro in onore di un passato su cui si picca non risparmiandosi lacrime imperiture…
Poesia come lamento, Poeta come sommo sublimatore di una inaccettabile cruda realtà.

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
Viale d’ ingresso

E… Gabriele Rapagnetta alias D’Annunzio?
Sembra travolgere ogni legame con la forte eredità letteraria lasciatagli dai due suoi colleghi.
Poeta non ortodosso, lontano anche dal solo pensiero di divenire un impiegato statale – cioè un insegnante, come lo furono Carducci e Pascoli – , ma fine letterato certo non privo di retorica ma anche pieno di intuito e sostanza letteraria , così da essere apprezzato ed accolto da protagonista nei salotti letterari di Paesi come la Francia.
Se Carducci invitava alla lotta, D’Annunzio vi partecipò da protagonista; aviatore nella Grande Guerra ( la prima Guerra mondiale) benché non più un giovanotto, ottenne pure gli onori giornalistici al valore militare da Winston Churchill…
Tanto più Pascoli si ritraeva nel ‘suo cantuccio’ tanto più D’Annunzio mostrava fame di vita e protagonismo.
Tanto più Pascoli rifuggiva da relazioni amorose, tanto più D’Annunzio faceva sfoggio della propria virilità con le più disparate avventure galanti.
Tanto più Pascoli insisteva sul proprio passato tanto più D’Annunzio poneva frenetica attenzione al futuro ( antesignano dei Futuristi… e del loro Manifesto in lingua francese , lingua di cui D’Annunzio era un vero cultore…)
Tanto più Carducci e Pascoli mostravano simpatie per idee socialiste rivoluzionarie, – che finivano poi per lasciare il tempo che trovavano ( ricordate :’ Inno a Satana ‘ del Carducci..? ” Salute O Satana o ribellione o forza vindice de la Ragione…” –
tanto più D’Annunzio mostrava con i fatti uno straordinario e sopratutto pragmatico intuito politico internazionale.
Capì difatti la realtà politica del momento, schierandosi a favore di un intervento armato a fianco della Francia e Gran Bretagna , prima della Grande Guerra , e capì – avvertendo garbatamente il Duce – del pericolo di un futuro intervento del’Italia a fianco della Germania,subito prima della seconda Guerra mondiale.
Fatto questo che costò a D’Annunzio l’essere relegato nel Vittoriale ,una grande villa (presso Gardone Riviera sulla riva bresciana del lago di Garda) che di fatto fu la sua prigione dorata, per il dissenso mostrato verso le scelte di politica internazionale del Duce.

Un D’Annunzio ‘tutto pregi e niente difetti’ ?
Direi proprio di no e come dicevano i nostri antenati :

‘Nomen omen’

cioè il ‘nome’ come presagio di un certo destino.

Ecco che in D’Annunzio possiamo scorgere questo incominciando dal suo nome di famiglia; il nome di famiglia era ‘Rapagnetta’.
Solo grazie all’adozione di uno zio del giovane Gabriele, egli acquisì il nome di famiglia :‘D’Annunzio’.
La differenza tra il vero nome di famiglia e quello d’adozione appare evidente solo ad un italiano; ridicolo nel suono e struttura il primo, magniloquente il secondo.
Non per niente i suoi detrattori a lui coevi ironizzarono a lungo sul suo vero nome…
Ma questo cognome deve in qualche modo aver influito sulle ambizioni sociali del giovane Gabriele, fino a portarlo a darsi nobili origini e firmarsi con lo pseudonimo di : ‘Principe di Montenevoso’.
E da qui passare ai fatti, far cioè di tutto pur di superare le umili condizioni familiari ( che già il padre tentò di fare con una vita al di sopra delle proprie entrate finanziarie, grazie ad un lascito testamentario di famiglia…) frequentando la nobiltà dell’epoca grazie alle doti letterarie utilizzate a mestiere per far colpo e attirarsi le simpatie del mondo ‘che conta’ sopratutto femminile, il passo è breve.
E così passa a vivere al di sopra delle proprie possibilità in maniera a dir poco sfarzosa, prima trasferendosi a vivere nella villa del Marchese Gino Capponi, a Settignano – Firenze (presa in affitto, con affitto onorato dal Poeta solo nei primi tempi!) per il solo fatto che era situata di fronte alla villa dove viveva la grande attrice di teatro Eleonora Duse, villa :’ la Porziuncola’ , dalla quale, circuendola, il nostro eroe ( leggi ‘DIVO’) avrebbe potuto ottenere i favori teatrali , che ottenne, come protagonista delle sue commedie – che avrebbero dunque avuto sicuro successo e quindi introiti –
poi,
ottenuto dalla Duse quanto gli interessava , passa ad una nuova amante, questa volta di nobili origini e censo; la Marchesa Alessandra di Rudini , di cui dissiperà l’intero patrimonio da lei ereditato dal defunto marito il Marchese Marcello Carlotti, negli anni in cui vissero ‘alla Capponcina’, ( fine ottocento primi anni del novecento ). Dopo di che, sconvolta, la nobildonna deciderà di espiare tanta colpa sensuale e dissipatrice, facendosi suora in Francia.
E poi,
ancora una nuova fiamma; una ricca borghese, la Contessa Giuseppina Mancini (maritata con il nobile Lorenzo da cui ottenne il titolo. Un conte più attratto dal generoso Sangiovese toscano che non dalle grazie femminili) . Con cui vivrà per alcuni anni nella villa della Contessa, e a spese della nobildonna, presso Borgo di Petrognano (Arezzo). Ed anche qui, dopo lo scontato quanto inaspettato abbandono da parte del Vate, la nobildonna dovrà ricorrere ad un internamento in una clinica psichiatrica per riacquistare il perduto equilibrio.

E…
dopo – per dirla con le sue stesse parole (lettera ad un giovane amico musicista) – :” essermi fatto largo nella vita a forza di gomitate…’struggle for life’ come diceva il Darwin “, il successo da gestire in modo plateale.
Visto da vicino, chi lo vedeva si accorgeva di tutto questo, di queste costanti pose. Come chi solo leggendo le sue Opere, anche a distanza di anni, pur apprezzandone un certo indubbio tessuto letterario rimaneva in qualche modo dubbioso sul loro pieno valore.
E questo certo deriva dall’ atteggiamento ‘da réclame’, a cui D’Annunzio fu certo il primo letterato ad adeguarsi a dovere; il giusto prodotto letterario creato come un bene di largo consumo intuendo i gusti e le tendenze del momento.
Si intuiva allora, come oggi che con D’Annunzio l’arte letteraria diviene globalizzata; cioè dipende (è in funzione) dal mercato.

Se si vuole è la ‘serialità’, la produzione seriale/industriale nella letteratura.

( A suo modo D’Annunzio non ha forse il merito di avare anticipato / di essere l’antesignano della pop art?! )

Ecco un Pensiero di cent’anni fa del centro Europa, che precede quanto ora espresso pur con altri termini:”

(…):”Ciò che oggi avviene nel mondo dell’Arte è rappresentare impotenza e menzogna. Nulla è vera arte dopo Wagner, Manet, Cézanne Leibl e Menzel.
Si provi a cercare una grande personalità artistica che sia rappresentante di un’Arte espressione del destino della nostra Epoca.
Si cerchi nelle Opere dei nuovi artisti i compiti naturali ed indispensabili che un’Arte deve assolvere per essere espressione piena del suo tempo.
Si visitino esposizioni, concerti e teatri e vi si troveranno soltanto industriali dell’ Arte e dei rumorosi pazzi che insistono col confezionare per il mercato,qualcosa di cui si percepisce l’inutilità.
A che basso livello è scesa oggi la dignità dell’ Arte e dell’ Artista. (…)
Per ogni grande Artista ve ne sono sempre stati almeno un centinaio di superflui…ma oggi esistono solo quest’ultimi, con le loro decine di migliaia di Opere fatte ‘per vivere’ e di cui non se ne ravvede la minima necessità.”

Oswald Spengler

(Der Untergang des Abendlandes. Cap IV, il nudo ed il ritratto)
[ cfr con; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/21/il-caos-dellarte-occidentale-del-xx-secolo-il-periodo-picassiano/ ]

E…
infine dopo le molteplici avventure, il nostro D’Annunzio dovrà ritirarsi nella gabbia dorata del Vittoriale a Gardone , il tutto a spese dello Stato ( come pure i funerali, a spese dello Stato ).

Sembra, passando a setaccio, e pure di grana grossa , la vita e le Opere dei tre Poeti che non vi sia equilibrio alcuno. Da un eccesso ad un altro, con estrema disinvoltura, come del resto la discendenza dell’eroe dei due Mondi…Padre fondatore dello Stato italiano ( vedi , https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/04/20/150-anni-ditalia-l-eroe-dei-due-mondi/ ).

Riferiti i fatti di cui sopra, non servono tanti commenti… I fatti si commentano da soli dando una corretta prospettiva dei pregi e difetti di molti, pieni di un amor di se più che di un vero amor di Patria…

I Poeti di cui sopra ,come i politici di ieri e di oggi, sembrano riflettere appieno l’universo nazionale, nel caso nostro italiano.
Non solo nelle alte aspirazioni letterariamente espresse, ma anche ,e forse sopratutto, nelle miserie del quotidiano, dell’universo personale.

Ironia della sorte un pittore Macchiaiolo, Telemaco Signorini, coevo del Carducci, ebbe a dipingere a Settignano. Uno dei suoi quadri è titolato :’

:’impressioni della campagna a Settignano’.

Si noterà nella pittura di Signorini, una realtà ben diversa da quella di D’Annunzio ( l’arte come dico sempre, non sa mentire ), una realtà fatta di piccole cose che indicano certo anche la bellezza discreta del paesaggio toscano, ma nel contempo la fatica quotidiana del vivere.
Così ,all’opposto, si nota un rovesciamento totale in D’Annunzio a Settignano;
una volontà irragionevole di voler vivere oltre ogni limite e misura…Tutto questo non ce lo troviamo anche ai giorni nostri con quegli eccessi e avida bramosia in tutti gli strati sociali?
Così come l’attualità delle parole pronunciate da D’Annunzio, dunque profetiche rispetto ai giorni nostri , in uno dei suoi discorsi elettorali ( si era candidato Deputato al Parlamento, e poi eletto ).
Parole presenti nel ‘discorso della siepe’

:”…Noi tutti che vedemmo tramontare su la ruina/rovina della Patria la Nostra gioventù delusa”.

( Parole non lontane da quelle del Carducci :” …Bisanzio ci hanno dato…” .

Come visto con Giovanni Pascoli il trait d’union tra l’Italia di ieri e quella di oggi, per certi aspetti psicologici – familiari , che poi sembrano essere nel contempo causa ed effetto di una ragione più profonda,
così con D’Annunzio notiamo lo stesso ma per altri aspetti; un Rapagnetta che vuol essere D’Annunzio! Riflesso di un’Italia esile come la costituzione fisica di Rapagnetta, ma che aspirava a vette imperiali ,da gigante, come la Roma antica!

Qualche immagine della ‘Capponcina’ e dintorni, a Settignano di Firenze;

Dintorni di Settignano Firenze

Dintorni di Settignano Firenze

Via della Capponcina Settignano Firenze

Via della Capponcina Settignano Firenze

Via della Capponcina Settignano Firenze

Villa la Capponcina strada Settignano Firenze

Villa la Capponcina; panoramica di Firenze vista dal parco lungo la
strada  – Settignano Firenze –

Villa la Capponcina dependance,
ben visibile dall’omonima via. Settignano Firenze
Il nome della villa e poi della strada:’
:’ la Capponcina’
come quello della villa di fronte :’
:’ la Porziuncola’
,dove viveva Eleonora Duse,
traggono origine dalla fantasia letteraria di D’Annunzio.
La Capponcina fa riferimento al proprietario di allora; il Marchese Gino Capponi.
‘La Porziuncola’ trae origine dal fatto che era dimora d’angolo e di più modeste dimensioni.

Villa la Capponcina ingresso principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina ingresso principale ,
particolare della scritta sopra il portoncino :’
;’ la Capponcina’
Questo nome, come quello della villa :’
:’ la Porziuncola’
,dove viveva Eleonora Duse,
trae origine
dalla fantasia letteraria di D’Annunzio.
Un tempo D’Annunzio fece apporre di fronte alla villa una targa con la scritta:’
:’ CAVE CANEM AC DOMINUM’
ovvero :’
:’ attenti al cane ed al padrone’.
Questo per scoraggiare i suoi numerosi creditori che assediavano la villa per crediti non onorati dal sommo Vate!
Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina veduta di Firenze dall oliveta Settignano Firenze

Attualmente questa villa,
ma sarebbe meglio definirla un complesso residenziale, ristrutturato
( la dependance di cui sopra fotografia era ai tempi di D’Annunzio adibita a stalla al piano terra e abitazione della servitù al piano superiore. Nota; i cavalli del Vate dormivano meglio della servitù riposando sopra tappeti persiani..!)
è stata trasformata in proprietà di società privata facente capo alla famiglia Bracci. Difficile concepire ai nostri tempi una dimora personale tanto sfarzosa, almeno per un occidentale.

—————————

Villa ‘la porziuncola’ ,
quasi di fronte alla ‘Capponcina’,
dove viveva Eleonora Duse, allora famosa attrice di teatro,
poi amante e interprete delle Opere teatrali di D’Annunzio.
Settignano Firenze

Villa la porziuncola ,
targa storica
Settignano Firenze

Villa la porziuncola Settignano Firenze

Villa la porziuncola Settignano Firenze

——————————

Nota fotografica;

Nota fotografica;
The…(Italians) mama’s boys,
che siano mammoni misantropi,
o mangiapreti,
o tombeurs de femmes (anche se quest’ultimo,come visto, un tantino ‘interessato’ alias ‘ponce’)
si guardano bene da una vita in un romitorio
come quella di
Robinson Jeffers nella Hawk Tower ( Torre di Hawk ,presso Carmel – California – ).
Torre – eremo ,che peraltro
Jeffers
– poeta americano nato nella seconda metà del XIX secolo –
costruì pazientemente con le sue mani.
( The Hawk tower nel riquadro piccolo in alto a sinistra)
E questo tenersi alla larga da simili scomode dimore da parte dei nostri mama’s boys avviene anche se di romitori, nostrali ,
– come quello in primo piano in questa fotografia –
ce ne sono in
abbondanza in
Italia.

——————————-

Il ‘belvedere’ di Settignano
Firenze

Il ‘belvedere’ di Settignano
Firenze

Il ‘belvedere’ di Settignano
Firenze
Si noti la scritta sul muretto;
un WRITER /
GRAFFITISTA
in piena regola ma… per esprimere un personale dissenso amoroso!

Particolare di quanto sopra sul muretto del
‘belvedere’ di Settignano
Firenze
un WRITER /
GRAFFITISTA
in piena regola ma… per esprimere un personale dissenso amoroso!
Il testo:’
:’… you’re just a shit shit, I hate fucking drugs, you ruined my life bastard’.

Poco aulico, e molto spiccio il nostro writer!
Un tipico rappresentante dell’universo culturale popolare italiano in cui si scrive molto, di tutto e dappertutto e si legge poco o niente!
( ‘Poverino’ il nostro writer, o la dolce Marianna?! )

(Italians) mama’s boys (…) alias Topicality of an old Poet

(Italians) mama’s boys (…)

alias

Italian hamlets;

what’s really spicy? (…)

and,

what has changed since the eighteenth century to the present?

        Casa Pascoli  Castelvecchio Pascoli          di Barga (LU)        Porta adiacente la   Cappella dove  giace             il  Poeta

Casa Pascoli
Castelvecchio Pascoli
di Barga (LU)
Porta adiacente la
Cappella dove giace
il Poeta

       Casa Pascoli  Castelvecchio Pascoli        di Barga (LU)       Finestrella  della   Cappella dove  giace              il Poeta

Casa Pascoli
Castelvecchio Pascoli
di Barga (LU)
Finestrella della
Cappella dove giace
il Poeta

Uno per tutti;
un illustre Poeta
che pur rappresentando una buona parte dell’universo poetico scolastico degli italiani di ieri come di oggi,
nel contempo, silenziosamente
rappresenta – certo suo malgrado – le miserie familiari e nazionali di ‘ un’italietta ‘ in molti suoi aspetti.
Miserie non solo economiche ma anche, come dicevo, familiari anzi, per molti aspetti , a ben guardare , si potrebbe dire che in fondo le prime sono la diretta e principale conseguenza delle seconde.
Un mondo latino che pur erede ,in fieri, dell’autoritario mondo romano, palesa in antitesi a quel lontano glorioso passato, una caparbia ed inamovibile ignavia (termine quanto mai appropriato, se pur desueto). E, per molti aspetti, fino ai giorni nostri.
Molti italiani ( e solo loro) ricorderanno le poesie studiate a scuola del Pascoli; sempre piene di melanconici e struggenti sentimenti ,come ad esempio in :‘Novembre’ ( dalla raccolta :‘Myricae’ ) od anche in :‘ L’ora di Barga ‘.
E quel che è peggio, che sono poi le sole quelle studiate – fatte studiare – per eccellenza.
Quando in realtà basta dire che :’la buona novella’ composta da :’in occidente’ e :’in oriente’ e :’Alexandros’ ( Poemi Conviviali) sono la produzione saliente di questo Poeta. E’ tutto ciò che c’è soltanto di veramente valido nella poesia del Pascoli ( e non è certo poco se consideriamo il concetto dell’assoluto – ‘in occidente’ – percepito dallo schiavo; così come lo riprenderà in termini filosofici il medico Karl Jaspers…).

Questo ritrarsi del Poeta
nel proprio guscio, si manifesta anche al di fuori del mondo prettamente poetico. Basta visitare l’eremo, perché di un vero e proprio eremo si tratta, rappresentato dalla casa acquistata dal Poeta a ‘Castelvecchio’ di Barga ( poi ‘Castelvecchio Pascoli’ ). Una casa acquistata in una Regione – la Toscana – che non era la sua ( ed allora anche dal punto di vista infrastrutturale molto lontana dalla sua Regione natale , l’Emilia Romagna ). Ed una casa isolata rispetto alle altre case del villaggio (vedi fotografie).
Infine il rapporto morboso – quasi certamente incestuoso – con le due sorelle; Ida e Maria (Mariù). Ricordo soltanto che all’epoca lo scandalo fu grande; dopo la denuncia dai carabinieri del fratello, il Poeta fu costretto a ritirarsi dall’Università dove insegnava, in cui tornò solo dopo il ritiro della denuncia. Ma lo scandalo non fu certo dimenticato, e fu probabilmente per questo che il Poeta non ottenne il Premio Nobel che prima di lui aveva ottenuto il Suo Maestro; Giosuè Carducci.
Senza contare il fatto che per anni fu finanziariamente ricattato dalla sorella Ida e dal marito di questa.
Ma non è questo ultimo aspetto della vita del Poeta qui ricordato a rappresentare i malesseri di allora come quelli di oggi, ma gli altri prima notati.
E ciò che è peggio che li ritroviamo anche oggi, sia per ciò che di quel poeta viene fatto studiare – come sopra notato -,
sia per le posizioni politiche giovanili del poeta stesso.
Da giovanotto di belle speranze, il Pascoli fu difatti su posizioni non solo socialiste ( ricordo che non vi era ancora stata la scissione tra socialisti e comunisti – che avverrà a Livorno nel 1921 – ) ma anche anarchiche, simpatizzando per gli attentatori alla vita del Re. ( Come se un attentato giunto a buon fine, avrebbe risolto i problemi degli italiani ! )
Questo atteggiamento psicologico

tipico da mammone italiano , con complesso edipico irrisolto, lo ritroviamo anche ai giorni nostri, anche attraverso significativi elementi statistici; quali l’estrema vicinanza della abitazione dei figli (nel raggio di 1 Km!) ,anche se ormai grandi e economicamente indipendenti , alla casa dei genitori.
O addirittura residenti in casa di mamma e papà anche se sposati etc…
La prevalenza di nuclei familiari nati da endogamia. ( Che nel Poeta sconfina nell’incesto , dal sapore patologico )
Così come il ‘matriarcato’
sorta di realtà antropologica, cioè tipica delle società primitive , incredibilmente sopravvissuto fino ai giorni nostri in società complesse (evolute, non più primitive) come quelle sudamericane o la nostra ,
in cui la figura materna,cioè femminile, tutto dirige e disciplina… sconfinando nella ‘matrilinearità’,realtà similare, oggi peraltro affermatasi anche nel Diritto con la scelta del doppio cognome ai figli… ( Realtà che nel caso del Poeta si è manifestata con la figura della sorella Mariù, che molti ruoli ricoprì all’interno di casa Pascoli…)
[ Leggendo del ‘matriarcato’ a chi legge può forse venire in mente le ultime Opere cinematografiche di Roberto Rossellini, Opere didascaliche per eccellenza, in cui cercava forse di ‘rendere più complesso il pensiero’ di molti. E a tal proposito parlò ,in una di queste sue Opere, del matriarcato come realtà tipica degli albori della civiltà umana, come quella persistente a tutt’oggi nel mondo dei Tuareg, gli uomini blu. Ma…forse era un Suo modo per investire i suoi connazionali di una questione tutta italiana… ]
Ed ancora,
il perenne sventolare le bandiere di sinistra , quelle del malcontento, da ragazzacci ‘rossi’ ribelli al mondo capitalista e consumistico etc…
( pur campando/lavorando, facendo affari e vita comoda, grazie all’Impresa capitalistica messa su da mamma e papà o magari dal nonno…o facendo vita comoda da impiegato statale ma… simpatizzando ad oltranza per la classe operaia…)
E oggi come ai tempi del Poeta, lo sfociare di queste posizioni politiche libertarie ed altruistiche – quasi fossero una gemmazione del più puro cristianesimo evangelico – in atti di violenza estrema; attentati alla vita del Re, a quei tempi, terroristici ai nostri tempi…

ci sottolinea che ciò che era – e che il Poeta rappresentò con la Sua poesia e la Sua vita privata – è ancora. Anche se con tinteggiatura un poco diversa…

Qualche fotografia della casa eremo del Poeta Giovanni Pascoli, Castelvecchio Pascoli di Barga (Lucca, Toscana);

     Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca        Viale d' ingresso

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
Viale d’ ingresso

   Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca        Viale d' ingresso

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
Viale d’ ingresso

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Barga
(Lucca)
viale

   Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca         angolo

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
angolo

Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca         angolo particolare

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
angolo particolare

Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca             fronte

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
fronte

Casa eremo
– a sinistra di chi
guarda –
di Giovanni Pascoli
Castelvecchio
Lucca

Casa eremo Giovanni Pascoli
Castelvecchio
Lucca
particolare

      Casa eremo  di Giovanni Pascoli   Castelvecchio Lucca     Cappella attigua        e tomba

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
Cappella attigua
e tomba

       Casa eremo  di Giovanni Pascoli     Castelvecchio Lucca                retro

Casa eremo
di Giovanni Pascoli
Castelvecchio Lucca
retro

          Casa eremo di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca               targa

Casa eremo di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
targa

Casa eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca             versi

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
versi

      Casa eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca  terrazza Mariu Pascoli; la tanto amata e chiacchierata sorella

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
terrazza Mariu Pascoli;
la tanto amata e chiacchierata sorella

      Casa eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca           giardino

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
giardino

Casa eremo di Giovanni Pascoli Castelvecchio               Lucca        angolo attiguo

Casa eremo di Giovanni Pascoli Castelvecchio
Lucca
angolo attiguo

      Casa eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca  angolo attiguo e via            dedicata  al poeta Mario Luzi recentemente scomparso che ebbe a scrivere note di un certo interesse sul Pascoli

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
angolo attiguo e via
dedicata
al poeta Mario Luzi
recentemente scomparso che ebbe a scrivere note di un certo interesse sul Pascoli

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Barga (Lucca)
via Mario Luzi;
cfr. con la fotografia del Poeta…

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Barga (Lucca)
via Mario Luzi
lato opposto
A tutt’oggi l’atmosfera del posto rimane sospesa…

Infine,
se si confrontano queste fotografie della casa eremo di Giovanni Pascoli di Castelvecchio

con quelle pubblicate in vari siti internet

si noterà la prosopopea ( è il caso di utilizzare questo termine! ) di quest’ultime – sembrano finalizzate a decantar magniloquenza della dimora al pari di quella del sommo Vate –,

rispetto a quelle ‘reali’ qui pubblicate!

Ciò che è veramente           piccante      in questa storia,            non è  la relazione  incestuosa, di cui molti benpensanti    parlavano a sottovoce, ma è il contesto sociale che l'ha determinata.                  Cioè      i benpensanti stessi !

Ciò che è veramente
piccante
in questa storia,
non è
la relazione incestuosa, di cui molti benpensanti
parlavano a sottovoce, ma è il contesto sociale che l’ha determinata.
Cioè
i benpensanti stessi !

Nota;

se facciamo un salto nel tempo e nello spazio,
( se passiamo cioè da un passato non lontano, ma ancora pesantemente vincolato a lontani echi, e se passiamo da un mondo latino ad uno anglosassone anche se di retaggio levantino )

ecco un’immagine – una fotografia nella fotografia – di un’artista dei nostri tempi, protagonista della stagione artistica denominata :’pop art‘. Arte popolare della seconda metà del secolo scorso,di cui fu artefice e protagonista indiscusso
l’ucraino Andy Warhol ( di cui si è già parlato in altro post ).
Warhol è agli antipodi in tutto e per tutto – in base a quanto sopra notato sul vecchio poeta italiano – ;
* Wop, benché nato negli USA, ma sicuro della propria appartenenza ad un mondo a lui e alla sua famiglia estraneo per sangue e cultura,
* disinibito, fino a non nascondere l’uso di droghe ne la propria omosessualità,
* artisticamente profondamente vuoto – da sue stesse affermazioni – nel suo esprimersi da artista, ma nel contempo sicuro in ogni suo atteggiamento
* Critico verso il ‘Sistema USA’ ma mai realmente contestatore del Sistema stesso etc…

Potrà apparire un confronto bizzarro
ma non più di tanto se si pensa a quanto sottolineato circa la famiglia di provenienza [ …(Italians) mama’s boys… ] del vecchio poeta e il condizionamento conseguente…

Andy Warhol;
cfr la sua
fotografia con
l’ amerindo; un origine senza pena…
E cfr con la scultura
in primo piano;
un classico; un contrasto che ci richiama il peso che il vecchio poeta italiano si
portava dietro
insanabilmente.

When a camera – like a movie star – has great screen (or stage) presence…

When a camera – like a movie star – … has great screen presence… / … creates a great stage presence

( Quando una macchina fotografica buca lo schermo )

   When a camera...  has great stage presence

When a camera…
has great stage presence

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Without words (or nearly)

             Tuscia...               on the road (      Giuncarico di Gavorrano - Grosseto -)         Estate 2015

Tuscia…
on the road
( Giuncarico di Gavorrano -Grosseto-)
Estate 2015

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 Museo Novecento di Firenze; omaggio all'architetto Giovanni Michelucci

Museo Novecento di Firenze;
omaggio all’architetto Giovanni Michelucci

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Via dei Calzaiuoli Firenze         continua...

Via dei Calzaiuoli Firenze
continua…

Via dei Calzaiuoli Firenze             .... segue

Via dei Calzaiuoli Firenze
…. segue

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Montelupo fiorentino

Montelupo fiorentino;between curiosity and wariness from peasant

 Montelupo fiorentino

Montelupo fiorentino:”la mia pittura morta Difendi orma’,Giovanni,e’l mio onore,non sendo in loco bon,né io pittore”. M. Buonarroti 1509-10

Montelupo fiorentino               continua...

Montelupo fiorentino
continua…

Montelupo fiorentino            ....segue

Montelupo fiorentino; Fabrizio Plessi ovvero installazioni di tecnologia archeologica! Un buon lavoro ogni tanto si trova!
….segue

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           Carmignano

Carmignano

Piazza del Duomo Firenze

Piazza del Duomo Firenze; International beret?

Piazza San Giovanni Firenze

Piazza San Giovanni Firenze; indefinably pleasant; unique and unrepeatable!

Via de' Tornabuoni Firenze

Via de’ Tornabuoni Firenze; Sunset Boulevard!

Piazza della Signoria              Firenze

Piazza della Signoria; proportions and elegance; as above, unique and unrepeatable!
Firenze

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 tra Loggia dei Lanzi e via della Ninna Firenze       continua...

tra Loggia dei Lanzi e via della Ninna Firenze
continua…

 tra Loggia dei Lanzi e via della Ninna Firenze                ...segue ( ... How many crimes in your name ..! )

tra Loggia dei Lanzi e via della Ninna Firenze
…segue
( Vanity,vanity… How many crimes in your name ..! )

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Piazzale degli Uffizi Firenze; ...un  'Checco Zalone' quo vado  o  voyeur?!

Piazzale degli Uffizi Firenze;
…un
‘Checco Zalone’ quo vado
o
voyeur?!

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Ponte alle Grazie Firenze

Ponte alle Grazie Firenze;as above; unique…

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via della Ninna Firenze

via della Ninna Firenze

via dei Calzaiuoli Firenze

via dei Calzaiuoli Firenze

via de' Martelli Firenze Un ricordo nostalgico del 'Che' ?

via de’ Martelli Firenze
Un ricordo nostalgico
del ‘Che’ ?

tra via della Ninna e Loggia dei Lanzi Firenze Il clown molestatore  o semplicemente  il giullare di se stesso?

tra via della Ninna e Loggia dei Lanzi Firenze
Il clown molestatore
o semplicemente
il giullare di se stesso?

ponte alle Grazie Firenze               ma...!

ponte alle Grazie Firenze
ma…!

Piazza Nicola Demidoff                Firenze di nuovo :' ma1'...

Piazza Nicola Demidoff
Firenze
di nuovo :’ ma’…

 via carlo Cattaneo Pisa Tra sano realismo di provincia e... acconciature da provincialotta

via Carlo Cattaneo Pisa
Tra sano realismo di provincia
e…
acconciature da provincialotta;… Sometimes the Province weighs!

                If evil were so trivial! [ Beata ingenuità1] (Lucca, Comics novembre 2016)


If evil were so trivial!
[ Beata ingenuità]
(Lucca, Comics novembre 2016)

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Ormai è sera e…

Appetite comes with            eating !     Borgo a Mozzano              (Lucca) Estate 2016

Appetite comes with
eating !
Borgo a Mozzano
(Lucca)
Estate 2016

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In fondo da tutti questi elementi fotografici – veri e propri spaccati di vita quotidiana fissati in un momento – non se ne ricava che afflizione.
Una sorta di cruccio dell’animo creato da tante tessere – a modo di un puzzle – solitarie e silenziose.
E’ una realtà incapace di uscire dai propri confini e non degna di plauso. Ma certo degna di nota,poiché ogni frammento fotografico che la rappresenta, rispecchia la effettiva personale realtà di un singolo individuo. Personale realtà che dovrebbe essere poi , nel contempo e nel suo insieme, quella di tutti. Ma che finisce per non esserla.
Noi non viviamo nell’epoca dei sentimenti. Noi viviamo nell’epoca dei traguardi.
E così sensibilità, cortesia, attenzione ad un semplice commiato o per un banale incontro, come una naturale inclinazione a dei vivi ricordi, anche se lontani nel tempo, sono valutati nel loro insieme un nulla di fatto.

Cfr. con ; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/10/29/comics-and-games-lucca-tuscany-28-october-2-november-2016-do-we-laugh-4/

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Bill Viola in Florence; l'artista italo americano presto a Firenze; cosa non si fa per pubblicizzare un evento artistico!

Bill Viola in Florence;
l’artista italo americano
presto a Firenze;
cosa non si fa per pubblicizzare un evento artistico!

Bill Viola in Florence; the Italian-American artist soon in Florence; what it does to advertise an art event!

Bill Viola in Florence;
the Italian-American artist
soon in Florence;
what it does to advertise an art event!

The couple Christo and J C Denat de Guillebon, representatives of: '           :'land art' ...

The couple Christo and J C Denat de Guillebon, representatives of: ‘
:’land art’ …

The couple Christo and J C Denat de Guillebon, representatives of: '              :'land art'; ... but in this case the art is sincere; ie pure              restyling  !!!

The couple Christo and J C Denat de Guillebon, representatives of: ‘
:’land art’;
… but in this case the art is sincere; ie pure
restyling !!!

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Un batterista improvvisato; qui in Piazza della Repubblica a Firenze e         poco dopo...

Un batterista improvvisato;
qui in Piazza della Repubblica a Firenze e
poco dopo…

... e poco dopo in Piazza della Unità italiana a Firenze;       A 'poor Christ'        into the fray!

… e poco dopo in Piazza della Unità italiana a Firenze;
A ‘poor Christ’
into the fray!

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Come poteva la dolce Firenze farsi mancare i famosi :'   :'lucchetti dell'amore' ?

Come poteva la dolce Firenze farsi mancare i famosi :’
:’lucchetti dell’amore’ ?

I love padlocks in Florence!

I love padlocks in Florence!

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Targa commemorativa presso  ' Palazzo Vecchio' o  ' Palazzo della           Signoria',        del rifiuto  - fin dal lontano XVIII -     secolo della pena di            morte!

Targa commemorativa presso ‘ Palazzo Vecchio’ o
‘ Palazzo della
Signoria’,
del rifiuto
– fin dal lontano XVIII –
secolo della pena di
morte!

...No to the death penalty in Florence       The Americans             disagree!

…No to the death penalty in Florence
The Americans
disagree!

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Un omaggio,  attraverso questa Opera teatrale a  Curzio Malaparte; autore molti anni or sono de:'    :' maledetti toscani' !

Un omaggio,
attraverso questa Opera teatrale a
Curzio Malaparte;
autore molti anni or sono de:’
:’ maledetti toscani’ !

A tribute, through this theatrical Opera to Curzio Malaparte; many years ago author are de: '    : 'Cursed Tuscan'!

A tribute, through this theatrical Opera to Curzio Malaparte;
many years ago author are de: ‘
   : ‘Cursed Tuscan’!

     Gnomone   della meridiana  del Museo  Galileo,    Piazza dei Giudici           Firenze

Gnomone
della meridiana
del Museo Galileo,
Piazza dei Giudici
Firenze

         Without words,     Ponte Vecchio Firenze

Without words,
Ponte Vecchio Firenze

        Precocity,   alias  a budding Secretary             gallant    Piazza del Mercato               Nuovo               Firenze

Precocity,
alias
a budding Secretary
gallant
Piazza del Mercato
Nuovo
Firenze

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Senza parole/without             words !

Senza parole/without
words !

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