Solo Al Secondo Grado

Archivio per la categoria ‘arte’

Why is peace so yearned? / Why has Buddhism so widespread in the West?

PERCHE’ LA PACE E’ TANTO AGOGNATA ( ? ) .

by;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/attualita-nord-africa-e-dintorni/#comment-7

Non esiste , se non nell’immaginario collettivo , un dottor STRANAMORE ; lo scienziato innamorato della ‘bomba’ protagonista dell’Opera di Kubrick ( che riprende il personaggio di ROTWANG de’ Metropolis ‘ di Fritz LANG ) .

Lo scienziato innamorato della bomba...

Lo scienziato innamorato della bomba…

Peter Sellers ne :’ il Dr. Stranamore ‘ ovvero lo scienziato innamorato della Bomba .
NESSUNO ama le guerre , ma se ne riconosce la triste necessarietà .
Come è certo che da ogni guerra qualcuno trae lauti benefici ; potere o/e denaro . E non certo a proprie spese .

l'automa senz'anima in metropolis

l’automa senz’anima in metropolis


L’automa di Rotwang .
Di acqua ne è passata sotto i ponti da una affermazione potentemente obsoleta :’

:’ La guerra è l’espressione più alta di un popolo civile ‘ . Heinrich von TREITSCHKE .

Ora, se – DI FATTO – certi comportamenti attuali ( di molti Governanti occidentali ), sono assolutamente coerenti con la frase di cui sopra ma poi sono in contraddizione con QUANTO questi stessi Governanti vanno affermando , come l’aberrazione verso ogni forma di conflitto etc…
ci saranno delle ragioni
.

Ecco il punto della questione .

Credo che tutto questo sia spigabile nel fatto che il mondo attualmente costruito è basato su una ricchezza ‘cartacea’ . Si pensi a cosa è successo in borsa ed in generale all’economia dopo l’attentato alle Torri gemelle e si capirà quanto ora espresso .
Ecco che ne deriva un’ Etica del tutto congeniale a questo mondo economico che richiede – per non auto distruggersi – la pace
. O tutt’al più guerre ‘localizzate’ ben mirate volte a sbloccare l’economia in certi Paesi in cui la politica fa ristagnare l’economia .
Dunque si ha il sospetto che si è in presenza di un’Etica che è espressione NON tanto di una evoluzione millenaria dell’Umanità verso forme di espressione di alta sensibilità ed umano sentire mai prima raggiunte ,
bensì semplicemente espressione indispensabile di un’economia di mercato .

In qualsiasi periodo storico Noi troviamo degli scritti in cui si piangono i morti e le sofferenze che dalle guerre derivano . Ma non possiamo pensare di essere all’epilogo di queste grandi tragedie .
Quando – e ’se’ – cambieranno gli assetti economici cambierà l’ Etica a loro corrispondenti .
E’ certo triste pensare ad una realtà non tesa ad un futuro di sicure e certe ‘belle speranze’ .
Ma se non altro si potranno di volta in volta evitare altrettanti potenziali pericolosi miti con relative illusioni .
.

Cfr.
con il commento del 23/agosto/2011 :‘ Da ROBESPIERRE a ASOR ROSA ‘ all’interno dell’ articolo del 22/agosto/2011 :‘ Quella CHIMERA chiamata DEMOCRAZIA ‘ al link ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/08/22/quella-chimera-chiamata-democrazia/#comments

Why has Buddhism so widespread in the West?

Il buddismo è dunque l’unico Sistema religioso con una singolare caratteristica:

:il Buddismo crea da un’Etica e dunque da una morale, un’Ontologia – un Essere supremo, che non è nulla di specifico in se, se non l’uomo stesso al centro del mondo -.
Procedimento esattamente opposto alle altre Religioni che fanno discendere, derivare un’Etica da un’Ontologia, da un Essere supremo di cui si è certi dell’esistenza tramite testi sacri.
I famosi ‘cilindri di preghiera’ buddisti/tibetani non sono preghiere inviate ad un Essere supremo, bensì altro non sono che dei mantra
– cioè preghiere di sicura efficacia per la forza spirituale insita nelle parole che lo compongono
( come una formula magica, per capirci: ‘apriti sesamo!’/’open Sesame!’/’Sesam öffne dich!’ ) – .

by;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/12/29/il-buddha/

Ora ci appare chiara,dopo quanto sopra trascritto, la diffusione profonda del buddismo in Occidente;
come il nostro caro Occidente – la sua espressione ‘contabile’ – ha bisogno di un Sistema di relazioni diplomatiche atte ad evitare guerre globali e permettere al più guerre localizzate,auto dirette, al fine di reprimere forze centrifughe del Sistema globale stesso,
così ha anche bisogno di un Sistema religioso che in questo lo sostiene, quello – cristiano –.

Così,

un Sistema religioso – il buddismo – partendo da un’Etica/morale per giungere ad una Ontologia,

non solo è più attuale di quello cristiano che si basa, al contrario , su una vecchia Ontologia da Testo Sacro, (poco credibile vista il disincanto dell’uomo post-moderno/post-umano), che giunge poi ad un’Etica/morale,

ma ha inoltre lo stesso punto di forza del sistema cristiano. Partono entrambi da un elemento attuale ed indispensabile al mondo Occidentale; basano tutta la loro natura sulla ‘pace’ come condizione inderogabile/indispensabile.

Nota;
un vecchio dimenticato orientalista d’altri tempi, Giuseppe Tucci , uno dei pochi in Italia che parlava correntemente il sanscrito – lingua con la quale colloquiava con i monaci buddisti nel Tibet ed in Nepal –
ci spiegò a suo tempo questa sorta di ‘dogma della pace’ presente nel mondo tibetano
(che certo trae origine da pari desiderio dal Sistema creato dal nepalese ‘Siddhārtha Gautama’ meglio conosciuto come il Buddha);

; essendo le popolazioni tibetane e nepalesi, in antichità, popolazioni guerriere vennero presto a soffrire di questo, a causa delle scarse risorse dei terreni montani da loro abitati. Una soluzione per evitare l’estinzione era abbandonare il ‘sistema bellicoso’ per adottarne uno ‘pacifista’ che permise loro di sopravvivere fino ai giorni nostri.
Ciò fecero adottando il sistema religioso del buddismo.

Ora si può cogliere appieno il parallelismo tra queste due Civiltà – solo in questo elemento pacifista – ;
; tra l’antico Sistema tibetano pacifista e quello attuale Occidentale.
Un pacifismo ,identico nelle due lontane Civiltà, per nascita che potremmo definire prosaica e non certo espressione di una evoluzione tanto sublime per quanto improbabile di un’Etica all’interno di un’Epoca di una Civiltà.

Deludente? Forse, ma certo non seriamente contestabile.

…………..

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particular

Take a look at this photograph;

as in the film: ‘ Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb Stanley Kubrick’s ‘,
the Base Commander; Jack D. Ripper aka (it’s actually) Jack the ripper,

In the same way, who reminds you of the Italian painter Lino Selvatico (Padua studio photography) ?!

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Scrovegni Chapel, Padua – Veneto – Italy

La Cappella della famiglia Scrovegni, Padova It.

 

Come Dante in letteratura, così Giotto nella pittura ed architettura chiuse un Epoca; quella medioevale.

Cappella
della famiglia
Scrovegni
Padova Italia,
interno.
Cielo stellato.
Non più
‘l’uomo in Dio’,
ma
‘Dio nell’uomo’.
Una discesa non
apocalittica
ma fatta di drammatica
ricerca.

Sul singolare parallelo tra, da un lato, Giotto e Simone Martini e, dall’altro, tra Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti si è già detto al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/

Benché Giotto e Leonardo fossero di una generazione più grande rispettivamente a Simone Martini e Michelangelo , erano di fatto artisticamente molto più giovani.
Il tempo ci ha dimostrato tutto questo.

Una posizione che potrebbe essere definita di passaggio / di transito la occupò a suo tempo il Beato Angelico / Guido di Pietro.
Vedi al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/19/museo-di-san-marco-firenze-visita-virtuale/

E’ dall’osservazione dei lavori di Giotto che si può capire il passaggio tra le due grandi Epoche del nostro passato.

Dal medioevo al Rinascimento. Un passaggio che se vede contrapposti socialmente ed economicamente il periodo medioevale; una realtà statica basata su un preciso contratto tra Signore Vassallo e gleba.

A cui corrispondeva un pendant artistico fatto di Opere contemplative e di venerazione.

E dall’altro un nuovo Evo, poi definito ‘Rinascimento’, fatto di commerci sempre più frequenti, ed uno scadere progressivo della centralità del mondo agricolo. E dunque il passaggio da una Civiltà ad una civilizzazione; il passaggio da un rapporto città campagna a uno fatto tra città e provincia.

A questa trasformazione non poteva non corrispondere in campo artistico un rovesciamento nel rapporto col divino

– che rimane pur sempre il soggetto principale nelle Opere artistiche – ,
un rovesciamento nel Pensiero religioso e dunque nell’Arte.

Rovesciamento nel Pensiero

consistente in una una relazione che cerca nell’uomo un riflesso della luce divina.

Come a garanzia di una sopravvivenza divina stessa a questa realtà così profondamente trasformatasi.(La paura dell’uomo, a ben pensarci, della morte di Dio!
Pensiero antesignano di quello nietzschiano :‘ Dio è morto ‘…)

E così facendo una garanzia del ‘placet’ divino, ovvero della permanenza della Grazia divina, sui nuovi tempi (il tempo rinascimentale)

Ecco fatto cenno in breve al motivo profondo che hanno spinto artisti come Giotto, Masaccio, il Beato Angelico, Leonardo etc… a fare dell’arte ‘cosa nova’.

Ecco una sequela di fotografie del lavoro artistico del fiorentino Giotto nell’allora lontana terra veneta, nella città di Padova.

Scrovegni Chapel, Padua – Veneto – Italy / photos

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia

Scrovegni Chapel,
Padua – Veneto – Italy

Scrovegni Chapel,
Padua – Veneto – Italy
didascalia

Scrovegni Chapel,
Padua – Veneto – Italy
L’adiacente
Convento degli
Eremitani.

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
L’adiacente
arena romana.

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
particolare lato nord:’
:’ lavori in corso’.

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
particolare lato nord:’
:’ lavori in corso’.

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
Entrata

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
Chiostro del Convento
degli Eremitani

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
Giardino adiacente

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno
Si noti il primo riquadro qui sopra :’ dipinto di interna struttura architettonica con volta a crociera, bifora e ‘lampadario’. Giotto non ci ricorda – anticipando i tempi per più di un secolo – la pittura fiamminga ‘del dettaglio’ ?!

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno abside

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno specchi marmorei (stucco rasante, stucco romano)

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno affreschi

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno volta abside

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno abside particolare

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno abside particolare

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno abside particolare

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno volta stellata

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno scranni per la famiglia Scrovegni

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno lunetta

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno
Ricordo napoleonico;
occupata la ‘penisola italiana’ Napoleone – da perfetto ateo qual’era- lasciò mano libera ai suoi soldati di ammazzare il tempo libero con giochi di svago.
Questa incisione, fatta dai soldati francesi, ne è un esempio.
Un passa tempo come gli scacchi o la dama…

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno particolare della scalinata

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli
Scrovegni
Padova Italia
interno
Particolare della parte di fondo;
la punizione dei dannati divorati dal demonio in persona.
Se si confronta questa immagine con quella prodotta tempo prima di Giotto da un Suo connazionale ( un fiorentino come lui) ,
Coppo di Marcovaldo
nel Suo affresco presso il battistero di S. Giovanni a Firenze (già Cattedrale prima che fosse eretta S. Maria del Fiore)
se ne vedranno le palesi analogie.
Giotto ispirò i suoi degni successori ma fu a sua volta ispirato dai suoi degni predecessori!

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno
Nota
Un cielo proprio stellato,
per coloro che dubbiosi come la famiglia Scrovegni, su una possibile punizione divina per la pratica dell’usura – documentata –  , decisero di espiare con una sontuosa Cappella e  con elargizioni all’attiguo Convento degli Eremitani…
Cosa non si fa per guadagnarsi l’Eternità!
Ponendo doverosa attenzione
– ‘doverosa’ per il semplice fatto che l’onestà mentale non dovrebbe venir mai meno –
sull’Ordine religioso degli Eremitani, che intascavano tali elargizioni da usura, senza dunque porsi tanti scrupoli morali, facendo così eco al vecchio motto latino secondo cui :‘pecunia non olet’
ponendo attenzione a ciò c’è da chiedersi se il fine, nel nostro caso per Opere di carità,del denaro così ottenuto dai Frati compensava la discutibile provenienza dell’elargizione!
E pensare che tale Ordine religioso era di derivazione da S. Agostino, un Padre della Chiesa che pose l’accento sulla Grazia divina.

Nota alla nota qui subito sopra;

L’uomo di Chiesa si presenta con le mani giunte ed orante.

Se ciò è espressione del suo momento ascetico,

è altrettanto certo che nel suo impegno (momento) sociale la vera postura dell’Uomo di Chiesa

è quella con le braccia incrociate
in cui silenziosamente e sopratutto con assoluta discrezione stringe da una parte la mano a Satana…

-(la sinistra! Non per niente è scritto nel Vangelo secondo Matteo capitolo 6 , versetto 3 e 4 :‘Quando invece tu fai l’elemosina,

non sappia la tua mano sinistra ciò che fa la tua mano destra,

perché la tua elemosina resti segreta, così il Padre tuo, che vede tutto nel segreto, ti ricompenserà’.)-

…e dall’altra all’uomo ‘comune’. Politica sociale, welfare se si vuole.

E ciò è praticato dall’uomo di Chiesa sulla falsa riga dell’esempio dato da Dio,

quando questi dialoga senza remore con l’Angelo caduto :’

:

‘Now there was a day when the sons of God came to present themselves before the Lord, and Satan also came among them.

And the Lord said to Satan, Whence comest thou? Then Satan answered the Lord, and said, From going to and fro in the

earth, and from walking up and down in it.’

Verses 6 and 7 of the Bible, Book of Job chapter 1.

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno
tomba

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
schermo di comparazione;
Giotto ha ispirato in questo caso Michelangelo (Cappella Sistina, Roma, San Bartolomeo nel proprio autoritratto)

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
schermo di comparazione;
Giotto ha ispirato in questo caso Paolo Uccello alias paolo di Dono nella Sua ‘battaglia di San Romano’ (quella degli Uffizi 1/3)

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
schermo di comparazione;
Giotto ha ispirato in questo caso il Mantegna, con il suo ‘Cristo in scurto’.
Opera peraltro notevole rivisitata ai nostri tempi dal bravo
Uliano Martini

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
schermo di comparazione;
Giotto ha ispirato …

Raffaello Sanzio!

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
schermo di comparazione;
Giotto ha in questo caso ispirato Piero della Francesca

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Crocifisso ligneo
di Giotto da Bondone
Musei civici
di Padova It.
Un tempo presso la
Cappella della famiglia
Scrovegni

Crocifisso ligneo di
Giotto da Bondone
didascalia

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Image and video hosting by TinyPicAffresco presso Musei Civici di Padova. Già Convento degli Eremitani.

A little gem; A soft ice cream ‘ante litteram’! Pure style at Walt Disney!

 

Image and video hosting by TinyPicMusei civici di Padova, scorcio del giardino dell’ex Convento degli Eremitani. Sullo sfondo la Cappella della famiglia degli Scrovegni, (in ristrutturazione).

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
giardino scorcio.

Starting today ‘Comics And Games’, November 1, 2017, at Lucca (Tuscany Italy) [ Do we laugh? (5) ]

;Today, November 1, 2017, the Comics of Lucca (Tuscany Italy); until November 5th

alias?

‘Comics And Games’ Lucca It. & ‘Comiket ( コミケット )’ Paris ; the most real representation of our time. Neo paganism / revival of Western paganism for centuries buried but not forgotten!

Comics 2017 Lucca
Tuscany Italy

Comics 2017, Lucca
Marjorie Liu

Comics 2017, Lucca
K – BLE JUNGLE

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Cfr/cf con comics 2016 ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/10/29/comics-and-games-lucca-tuscany-28-october-2-november-2016-do-we-laugh-4/

Un bel lavoro di un
Writer
ma… a Bologna
Comics o no
fantasia e realtà
ormai si confondono!

Comics o no?
Anche in questo caso la realtà supera la fantasia!

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A che età – nella vostra fanciullezza – avete smesso di giocare con i trenini ?

In questo caso, come si può vedere , non hanno mai smesso… benché ormai cresciutelli!
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Comics comics; nulla da dire!

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Comics ma…non troppo; non si cerca l’obiettivo fotografico

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Comics ma…non troppo; non si cerca l’obiettivo fotografico…come anche qui sopra!

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Siamo ancora fermi a :’ guerre stellari’ / ‘Star Wars’…Come siamo antichi!

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Big baby!

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Un poco di pubblicità non guasta mai! E…sotto l’egida della Warner Bros

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Infine… il concertone assordante di fine giornata.Volume pazzesco in cui avrebbe qualcosa da ridire persino un sordo!

Nota;

A differenza di quanto scritto sul ‘Comics And / & Games’ di Lucca del 2016

vedi direttamente : https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/10/29/comics-and-games-lucca-tuscany-28-october-2-november-2016-do-we-laugh-4/

qui, ‘Comics And / & Games’ di Lucca del 2017 ho posto l’accento sul graffitismo/graffiti/writing ovvero l’arte del writer ,
ma non solo.

Si noterà che elementi comuni, in questo caso colti presso una stazione ferroviaria metropolitana,

sono di spunto per un writer e dunque per tutti coloro che hanno una sensibilità verso gli aspetti sociali che ci circondano. Una sorta di ‘intelligenza emotiva’ se si vuole.
Il Comics, colto nel suo aspetto sociale, è espressione dell’universo writer. Ma è anche vero l’opposto.
Sta alla sensibilità di chi legge coglierne gli aspetti salienti di relazione.

Ecco una sintesi grafica,di quanto ora detto in nota;

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Writer of the Renaissance alias, pure Walt Disney!

Are we sure that ‘graffity / writing’ is an expression of our modern times?

…………..

According to Fëdor M. Dostoevskij :’beauty (literature) will save the world’.

Philip M. Roth said: ‘Literature is a useless experience’.

Two dissenting opinions.

In fact it is a by-product of literature,comics, that seems to save all of humanity!

Similarly the technique, by-product of science, has so far, rescued the man by his energy needs.

 

September 11, 2001 attacks on the World Trade Center ; 16 years ago

11/settembre 2017 ; 16 years ago,

September 11, 2001 Attacks on the World Trade Center N.Y. U.S.A. ;

16 years ago
11/settembre/2001
Attacks on the World Trade
Center N. Y. , U.S.A.
(…)

(…)
16 years later;
the zombies of history
History does not
forgive!

L’Islam,

,una religione eretta a sistema politico e sociale, può, come un qualsiasi altro Sistema religioso, formare un individuo che rappresenta appieno una Collettività, un uomo cioè spirituale.
L’Islam può dare visione dell’aldilà ,dare speranza e gioia terrena,anche attraverso l’esempio di umiltà dei suoi rappresentanti più ieratici e carismatici.
Ma ciò malgrado, come qualsiasi altro Sistema religioso,

l’Islam,non ha alcun potere sulle forze della vita

Sedici anni or sono,
come oggi è dimostrato dalla dinamica delle reazioni a simili attentati ,
si fusero due elementi in alcuni rappresentanti dell’Islam – la maggioranza degli islamici erano/sono tacitamente ‘con loro’ – .
Il primo elemento era costituito da un distruttivo idealismo reazionario che pensava che guardando al passato,
passato rappresentato non solo dal loro Testo sacro, il Corano, ma da un intero universo culturale medio orientale,
si potevano trarre le norme del proprio agire.
A questo folle pensiero si unì un secondo elemento; l’Idea, in quegli islamici, l’Idea di uno scopo ultimo e ineluttabile.

Applicando ciò,
quegli islamici divenendo uomini d’azione divennero uomini senza Coscienza.

————

Ecco qualche immagine

di un monumento – inaugurato l’ 11 settembre 2005,quattro anni dopo l’attentato – progettato dall’architetto ebreo polacco, naturalizzato americano, Daniel Libeskind. Il monumento è denominato :‘ Memoria e Luce ‘.
Eretto sulla scia emozionale mondiale, nella città di Padova ( Veneto/Italia) in via Giotto, nei pressi della famosa Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto da Bondone.

Daniel Libeskind;
‘Memoria e Luce’
via Giotto
Padova It

Daniel Libeskind;
‘Memoria e Luce’
via Giotto
Padova It

 

Daniel Libeskind;
‘Memoria e Luce’
via Giotto
Padova It
Daniel Libeskind;
a great serpent like
the
‘Jewish Museum of Berlin’
by Libeskind designed in 2001 ?!
Il ‘serpentone’,
ovvero un elemento
strutturale al quale
Libeskind sembra essere particolarmente
affezionato!
Un serpentone/snake  qui riproposto sotto forma di una comune panchina per viandanti.
Confrontando il Suo ‘Museo ebraico di Berlino’ / ‘Berlin Jüdisches Museum , alias ‘ a great serpent’
anche con
‘Memoria e Luce’ di Padova Italia ( visto dall’alto),
– Decostruttivismo / deconstructivism o meno
chiamatela architettura contemporanea –
si nota
,oltre la comune forma a ‘zig zag’ ,di entrambe le Opere, come un serpente stilizzato, dunque ripetizione dello stesso stilema architettonico,
si nota inoltre
che i richiami reciproci tra i vari architetti sono impressionanti ;
Si confronti ad esempio;
a) l’  ‘Imperial War Museum’ North U.K. by Libeskind
con
la ‘ Casa da Musica’ by Rem Koolhaas – Porto – Portogallo
Ed anche
con :’
:’Guggenheim Museum Bilbao’ by Frank O. Gehry ,
Oppure,
b) ‘The Wohl Center at Bar-Ilan University’ – Tel Aviv
by Libeskind
con
‘the Ibere Camargo Foundation Museum’ by
Alvaro Siza
Porto Alegre Brazil.

 

Nota;
il Decostruttivismo / deconstructivism in architettura,
non è una realtà isolata puramente architettonica.

Esso trova suoi pendant anche in altre arti – od arti di diretta derivazione artigianale – .

Un esempio di ciò,lo troviamo in alcune creazioni stilistiche – arte/artigianato – come quella di molti anni fa di Giorgio Armani; il noto stilista/stylist ovvero designer, che agli inizi della Sua carriera ‘destrutturò’ la giacca (togliendo le imbottiture per le spalline, eliminando alcune cuciture per dare rigidità alla struttura della giacca etc…).
Il Decostruttivismo / deconstructivism, parimenti lo troviamo nella cinematografia, basta guardare :’Le iene/Reservoir Dogs, alias ‘Cani da rapina’
o :’Pulp Fiction’ . Due film del regista Quentin Tarantino.
Due film in cui il soggetto principale sta nel montaggio. Tutto è in funzione di questo.
Al pari, si noti, nel Decostruttivismo / deconstructivism in architettura, che la forma – che nel modernismo aveva un ruolo centrale – è in funzione dei segmenti che vengono a comporre la forma stessa ma in maniera del tutto singolare; ‘ in maniera scollata’ .

Daniel Libeskind;
‘Memoria e Luce’
Vialetto d’ingresso
via Giotto
Padova It

Daniel Libeskind;
‘Memoria e Luce’
via Giotto
Padova It

Daniel Libeskind;
‘Memoria e Luce’
via Giotto
Padova It

Daniel Libeskind;
‘Memoria e Luce’
Prima didascalia
via Giotto
Padova It

Daniel Libeskind;
‘Memoria e Luce’
Seconda didascalia
via Giotto
Padova It

Daniel Libeskind;
‘Memoria e Luce’
Dedica
via Giotto
Padova It

Daniel Libeskind;
‘Memoria e Luce’
via Giotto
Padova It

Daniel Libeskind;
‘Memoria e Luce’
Particolare di una trave de; World Trade
Center N. Y. , U.S.A.
via Giotto
Padova It

Daniel Libeskind;
‘Memoria e Luce’
Particolare di una trave de; World Trade
Center N. Y. , U.S.A.
Si noti che sono leggibili le scritte originali impresse dai carpentieri per distinguere gli elementi strutturali in acciaio.
via Giotto
Padova It

Daniel Libeskind
‘Memoria e Luce’
via Giotto Padova It
Elementi
strutturali
– space in between ;
interstizio –

Daniel Libeskind
‘Memoria e Luce’
via Giotto Padova It
Elementi
strutturali
– space in between ;
interstizio –

Daniel Libeskind
‘Memoria e Luce’
via Giotto Padova It

Daniel Libeskind
‘Memoria e Luce’
via Giotto Padova It

Daniel Libeskind
‘Memoria e Luce’
via Giotto Padova It
The usual writer …

Daniel Libeskind
‘Memoria e Luce’
via Giotto Padova It

Daniel Libeskind
‘Memoria e Luce’
via Giotto Padova It

Daniel Libeskind
‘Memoria e Luce’
via Giotto Padova It
Una musulmana nei pressi del monumento;
; vi immaginate un
attentato ad un monumento dedicato
ad un attentato?!

Daniel Libeskind
‘Memoria e Luce’
via Giotto Padova It
Vialetto visto in uscita

(Italians) mama’s boys (…) alias Topicality of an old Poet – Part II –

(Italians) mama’s boys (…) alias Topicality of an old Poet – Part II –

alias;

Gabriele Rapagnetta; chi era costui?

La campagna nei
dintorni di Settignano
Firenze

Dopo quanto detto nel precedente post;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/03/04/italian-mamas-boys-alias-topicality-of-an-old-poet/

Seguono queste poche righe su un altro vecchio poeta del nostro passato (italiano). Passato che ci appare non tanto lontano nel tempo, ma di primo acchito lontano, anzi lontanissimo per stile, mentalità, cultura… Lontano cioè nello spirito del tempo – Zeitgeist – .
Ma poi, dando uno sguardo con più attenzione, ecco che questa apparente lontananza si ridimensiona sempre più. Fino a divenire quasi un passato dietro l’angolo e non oltre.
Inutile o quasi sottolineare che questa realtà oggettiva, chiamiamola così , non è certo il frutto di letture scolastiche,non è il frutto dei solerti programmi ministeriali ( vedi quanto…https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/01/02/globalizzazione-apparente-per-quanto-appariscente/ )
A ciò si potrebbe obiettare che poco hanno a che fare certe riflessioni qui fatte con la letteratura.
Ma è proprio da certe osservazioni, che poi l’universo letterario ci appare molto più chiaro,comprensibile, e non puro esercizio mnemonico scolastico, che mostra tutta la propria sterilità.

Tre figure/tre poeti; Giosuè Carducci (nato 1835), Giovanni Pascoli (nato 1855), Gabriele d’Annunzio (nato 1863).

Carducci;
l’unico dei tre ad essere insignito del Nobel per la letteratura ( e tutti e tre lo meritavano, ma come visto nel post precedente G. Pascoli non l’ottenne per lo scandalo familiare, mentre G. d’Annunzio non lo ottenne per ragioni di politica internazionale…)
fu il poeta di spirito anarchico e anti clericale per eccellenza (come il padre, valente medico) coerente in questo fino alla fine. Poesia come sprone alla battaglia, al rinnovamento culturale pur nel solco della tradizione ellenica. Poeta come emblema di una civiltà superiore erede di un grandioso passato.

Casa natale e lapide
Giosuè Carducci,
Valdicastello di
Pietrasanta (Lucca)

Pascoli;
come visto :‘…al mio cantuccio, donde non sento se non le reste brusir del grano…’ un intimista, misantropo e mammone dai complessi psicologici in odore di patologia che non si perita di resettare tutto il proprio potenziale futuro in onore di un passato su cui si picca non risparmiandosi lacrime imperiture…
Poesia come lamento, Poeta come sommo sublimatore di una inaccettabile cruda realtà.

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
Viale d’ ingresso

E… Gabriele Rapagnetta alias D’Annunzio?
Sembra travolgere ogni legame con la forte eredità letteraria lasciatagli dai due suoi colleghi.
Poeta non ortodosso, lontano anche dal solo pensiero di divenire un impiegato statale – cioè un insegnante, come lo furono Carducci e Pascoli – , ma fine letterato certo non privo di retorica ma anche pieno di intuito e sostanza letteraria , così da essere apprezzato ed accolto da protagonista nei salotti letterari di Paesi come la Francia.
Se Carducci invitava alla lotta, D’Annunzio vi partecipò da protagonista; aviatore nella Grande Guerra ( la prima Guerra mondiale) benché non più un giovanotto, ottenne pure gli onori giornalistici al valore militare da Winston Churchill…
Tanto più Pascoli si ritraeva nel ‘suo cantuccio’ tanto più D’Annunzio mostrava fame di vita e protagonismo.
Tanto più Pascoli rifuggiva da relazioni amorose, tanto più D’Annunzio faceva sfoggio della propria virilità con le più disparate avventure galanti.
Tanto più Pascoli insisteva sul proprio passato tanto più D’Annunzio poneva frenetica attenzione al futuro ( antesignano dei Futuristi… e del loro Manifesto in lingua francese , lingua di cui D’Annunzio era un vero cultore…)
Tanto più Carducci e Pascoli mostravano simpatie per idee socialiste rivoluzionarie, – che finivano poi per lasciare il tempo che trovavano ( ricordate :’ Inno a Satana ‘ del Carducci..? ” Salute O Satana o ribellione o forza vindice de la Ragione…” –
tanto più D’Annunzio mostrava con i fatti uno straordinario e sopratutto pragmatico intuito politico internazionale.
Capì difatti la realtà politica del momento, schierandosi a favore di un intervento armato a fianco della Francia e Gran Bretagna , prima della Grande Guerra , e capì – avvertendo garbatamente il Duce – del pericolo di un futuro intervento del’Italia a fianco della Germania,subito prima della seconda Guerra mondiale.
Fatto questo che costò a D’Annunzio l’essere relegato nel Vittoriale ,una grande villa (presso Gardone Riviera sulla riva bresciana del lago di Garda) che di fatto fu la sua prigione dorata, per il dissenso mostrato verso le scelte di politica internazionale del Duce.

Un D’Annunzio ‘tutto pregi e niente difetti’ ?
Direi proprio di no e come dicevano i nostri antenati :

‘Nomen omen’

cioè il ‘nome’ come presagio di un certo destino.

Ecco che in D’Annunzio possiamo scorgere questo incominciando dal suo nome di famiglia; il nome di famiglia era ‘Rapagnetta’.
Solo grazie all’adozione di uno zio del giovane Gabriele, egli acquisì il nome di famiglia :‘D’Annunzio’.
La differenza tra il vero nome di famiglia e quello d’adozione appare evidente solo ad un italiano; ridicolo nel suono e struttura il primo, magniloquente il secondo.
Non per niente i suoi detrattori a lui coevi ironizzarono a lungo sul suo vero nome…
Ma questo cognome deve in qualche modo aver influito sulle ambizioni sociali del giovane Gabriele, fino a portarlo a darsi nobili origini e firmarsi con lo pseudonimo di : ‘Principe di Montenevoso’.
E da qui passare ai fatti, far cioè di tutto pur di superare le umili condizioni familiari ( che già il padre tentò di fare con una vita al di sopra delle proprie entrate finanziarie, grazie ad un lascito testamentario di famiglia…) frequentando la nobiltà dell’epoca grazie alle doti letterarie utilizzate a mestiere per far colpo e attirarsi le simpatie del mondo ‘che conta’ sopratutto femminile, il passo è breve.
E così passa a vivere al di sopra delle proprie possibilità in maniera a dir poco sfarzosa, prima trasferendosi a vivere nella villa del Marchese Gino Capponi, a Settignano – Firenze (presa in affitto, con affitto onorato dal Poeta solo nei primi tempi!) per il solo fatto che era situata di fronte alla villa dove viveva la grande attrice di teatro Eleonora Duse, villa :’ la Porziuncola’ , dalla quale, circuendola, il nostro eroe ( leggi ‘DIVO’) avrebbe potuto ottenere i favori teatrali , che ottenne, come protagonista delle sue commedie – che avrebbero dunque avuto sicuro successo e quindi introiti –
poi,
ottenuto dalla Duse quanto gli interessava , passa ad una nuova amante, questa volta di nobili origini e censo; la Marchesa Alessandra di Rudini , di cui dissiperà l’intero patrimonio da lei ereditato dal defunto marito il Marchese Marcello Carlotti, negli anni in cui vissero ‘alla Capponcina’, ( fine ottocento primi anni del novecento ). Dopo di che, sconvolta, la nobildonna deciderà di espiare tanta colpa sensuale e dissipatrice, facendosi suora in Francia.
E poi,
ancora una nuova fiamma; una ricca borghese, la Contessa Giuseppina Mancini (maritata con il nobile Lorenzo da cui ottenne il titolo. Un conte più attratto dal generoso Sangiovese toscano che non dalle grazie femminili) . Con cui vivrà per alcuni anni nella villa della Contessa, e a spese della nobildonna, presso Borgo di Petrognano (Arezzo). Ed anche qui, dopo lo scontato quanto inaspettato abbandono da parte del Vate, la nobildonna dovrà ricorrere ad un internamento in una clinica psichiatrica per riacquistare il perduto equilibrio.

E…
dopo – per dirla con le sue stesse parole (lettera ad un giovane amico musicista) – :” essermi fatto largo nella vita a forza di gomitate…’struggle for life’ come diceva il Darwin “, il successo da gestire in modo plateale.
Visto da vicino, chi lo vedeva si accorgeva di tutto questo, di queste costanti pose. Come chi solo leggendo le sue Opere, anche a distanza di anni, pur apprezzandone un certo indubbio tessuto letterario rimaneva in qualche modo dubbioso sul loro pieno valore.
E questo certo deriva dall’ atteggiamento ‘da réclame’, a cui D’Annunzio fu certo il primo letterato ad adeguarsi a dovere; il giusto prodotto letterario creato come un bene di largo consumo intuendo i gusti e le tendenze del momento.
Si intuiva allora, come oggi che con D’Annunzio l’arte letteraria diviene globalizzata; cioè dipende (è in funzione) dal mercato.

Se si vuole è la ‘serialità’, la produzione seriale/industriale nella letteratura.

( A suo modo D’Annunzio non ha forse il merito di avare anticipato / di essere l’antesignano della pop art?! )

Ecco un Pensiero di cent’anni fa del centro Europa, che precede quanto ora espresso pur con altri termini:”

(…):”Ciò che oggi avviene nel mondo dell’Arte è rappresentare impotenza e menzogna. Nulla è vera arte dopo Wagner, Manet, Cézanne Leibl e Menzel.
Si provi a cercare una grande personalità artistica che sia rappresentante di un’Arte espressione del destino della nostra Epoca.
Si cerchi nelle Opere dei nuovi artisti i compiti naturali ed indispensabili che un’Arte deve assolvere per essere espressione piena del suo tempo.
Si visitino esposizioni, concerti e teatri e vi si troveranno soltanto industriali dell’ Arte e dei rumorosi pazzi che insistono col confezionare per il mercato,qualcosa di cui si percepisce l’inutilità.
A che basso livello è scesa oggi la dignità dell’ Arte e dell’ Artista. (…)
Per ogni grande Artista ve ne sono sempre stati almeno un centinaio di superflui…ma oggi esistono solo quest’ultimi, con le loro decine di migliaia di Opere fatte ‘per vivere’ e di cui non se ne ravvede la minima necessità.”

Oswald Spengler

(Der Untergang des Abendlandes. Cap IV, il nudo ed il ritratto)
[ cfr con; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/21/il-caos-dellarte-occidentale-del-xx-secolo-il-periodo-picassiano/ ]

E…
infine dopo le molteplici avventure, il nostro D’Annunzio dovrà ritirarsi nella gabbia dorata del Vittoriale a Gardone , il tutto a spese dello Stato ( come pure i funerali, a spese dello Stato ).

Sembra, passando a setaccio, e pure di grana grossa , la vita e le Opere dei tre Poeti che non vi sia equilibrio alcuno. Da un eccesso ad un altro, con estrema disinvoltura, come del resto la discendenza dell’eroe dei due Mondi…Padre fondatore dello Stato italiano ( vedi , https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/04/20/150-anni-ditalia-l-eroe-dei-due-mondi/ ).

Riferiti i fatti di cui sopra, non servono tanti commenti… I fatti si commentano da soli dando una corretta prospettiva dei pregi e difetti di molti, pieni di un amor di se più che di un vero amor di Patria…

I Poeti di cui sopra ,come i politici di ieri e di oggi, sembrano riflettere appieno l’universo nazionale, nel caso nostro italiano.
Non solo nelle alte aspirazioni letterariamente espresse, ma anche ,e forse sopratutto, nelle miserie del quotidiano, dell’universo personale.

Ironia della sorte un pittore Macchiaiolo, Telemaco Signorini, coevo del Carducci, ebbe a dipingere a Settignano. Uno dei suoi quadri è titolato :’

:’impressioni della campagna a Settignano’.

Si noterà nella pittura di Signorini, una realtà ben diversa da quella di D’Annunzio ( l’arte come dico sempre, non sa mentire ), una realtà fatta di piccole cose che indicano certo anche la bellezza discreta del paesaggio toscano, ma nel contempo la fatica quotidiana del vivere.
Così ,all’opposto, si nota un rovesciamento totale in D’Annunzio a Settignano;
una volontà irragionevole di voler vivere oltre ogni limite e misura…Tutto questo non ce lo troviamo anche ai giorni nostri con quegli eccessi e avida bramosia in tutti gli strati sociali?
Così come l’attualità delle parole pronunciate da D’Annunzio, dunque profetiche rispetto ai giorni nostri , in uno dei suoi discorsi elettorali ( si era candidato Deputato al Parlamento, e poi eletto ).
Parole presenti nel ‘discorso della siepe’

:”…Noi tutti che vedemmo tramontare su la ruina/rovina della Patria la Nostra gioventù delusa”.

( Parole non lontane da quelle del Carducci :” …Bisanzio ci hanno dato…” .

Come visto con Giovanni Pascoli il trait d’union tra l’Italia di ieri e quella di oggi, per certi aspetti psicologici – familiari , che poi sembrano essere nel contempo causa ed effetto di una ragione più profonda,
così con D’Annunzio notiamo lo stesso ma per altri aspetti; un Rapagnetta che vuol essere D’Annunzio! Riflesso di un’Italia esile come la costituzione fisica di Rapagnetta, ma che aspirava a vette imperiali ,da gigante, come la Roma antica!

Qualche immagine della ‘Capponcina’ e dintorni, a Settignano di Firenze;

Dintorni di Settignano Firenze

Dintorni di Settignano Firenze

Via della Capponcina Settignano Firenze

Via della Capponcina Settignano Firenze

Via della Capponcina Settignano Firenze

Villa la Capponcina strada Settignano Firenze

Villa la Capponcina; panoramica di Firenze vista dal parco lungo la
strada  – Settignano Firenze –

Villa la Capponcina dependance,
ben visibile dall’omonima via. Settignano Firenze
Il nome della villa e poi della strada:’
:’ la Capponcina’
come quello della villa di fronte :’
:’ la Porziuncola’
,dove viveva Eleonora Duse,
traggono origine dalla fantasia letteraria di D’Annunzio.
La Capponcina fa riferimento al proprietario di allora; il Marchese Gino Capponi.
‘La Porziuncola’ trae origine dal fatto che era dimora d’angolo e di più modeste dimensioni.

Villa la Capponcina ingresso principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina ingresso principale ,
particolare della scritta sopra il portoncino :’
;’ la Capponcina’
Questo nome, come quello della villa :’
:’ la Porziuncola’
,dove viveva Eleonora Duse,
trae origine
dalla fantasia letteraria di D’Annunzio.
Un tempo D’Annunzio fece apporre di fronte alla villa una targa con la scritta:’
:’ CAVE CANEM AC DOMINUM’
ovvero :’
:’ attenti al cane ed al padrone’.
Questo per scoraggiare i suoi numerosi creditori che assediavano la villa per crediti non onorati dal sommo Vate!
Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina veduta di Firenze dall oliveta Settignano Firenze

Attualmente questa villa,
ma sarebbe meglio definirla un complesso residenziale, ristrutturato
( la dependance di cui sopra fotografia era ai tempi di D’Annunzio adibita a stalla al piano terra e abitazione della servitù al piano superiore. Nota; i cavalli del Vate dormivano meglio della servitù riposando sopra tappeti persiani..!)
è stata trasformata in proprietà di società privata facente capo alla famiglia Bracci. Difficile concepire ai nostri tempi una dimora personale tanto sfarzosa, almeno per un occidentale.

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Villa ‘la porziuncola’ ,
quasi di fronte alla ‘Capponcina’,
dove viveva Eleonora Duse, allora famosa attrice di teatro,
poi amante e interprete delle Opere teatrali di D’Annunzio.
Settignano Firenze

Villa la porziuncola ,
targa storica
Settignano Firenze

Villa la porziuncola Settignano Firenze

Villa la porziuncola Settignano Firenze

——————————

Nota fotografica;

Nota fotografica;
The…(Italians) mama’s boys,
che siano mammoni misantropi,
o mangiapreti,
o tombeurs de femmes (anche se quest’ultimo,come visto, un tantino ‘interessato’ alias ‘ponce’)
si guardano bene da una vita in un romitorio
come quella di
Robinson Jeffers nella Hawk Tower ( Torre di Hawk ,presso Carmel – California – ).
Torre – eremo ,che peraltro
Jeffers
– poeta americano nato nella seconda metà del XIX secolo –
costruì pazientemente con le sue mani.
( The Hawk tower nel riquadro piccolo in alto a sinistra)
E questo tenersi alla larga da simili scomode dimore da parte dei nostri mama’s boys avviene anche se di romitori, nostrali ,
– come quello in primo piano in questa fotografia –
ce ne sono in
abbondanza in
Italia.

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Il ‘belvedere’ di Settignano
Firenze

Il ‘belvedere’ di Settignano
Firenze

Il ‘belvedere’ di Settignano
Firenze
Si noti la scritta sul muretto;
un WRITER /
GRAFFITISTA
in piena regola ma… per esprimere un personale dissenso amoroso!

Particolare di quanto sopra sul muretto del
‘belvedere’ di Settignano
Firenze
un WRITER /
GRAFFITISTA
in piena regola ma… per esprimere un personale dissenso amoroso!
Il testo:’
:’… you’re just a shit shit, I hate fucking drugs, you ruined my life bastard’.

Poco aulico, e molto spiccio il nostro writer!
Un tipico rappresentante dell’universo culturale popolare italiano in cui si scrive molto, di tutto e dappertutto e si legge poco o niente!
( ‘Poverino’ il nostro writer, o la dolce Marianna?! )

(Italians) mama’s boys (…) alias Topicality of an old Poet

(Italians) mama’s boys (…)

alias

Italian hamlets;

what’s really spicy? (…)

and,

what has changed since the eighteenth century to the present?

        Casa Pascoli  Castelvecchio Pascoli          di Barga (LU)        Porta adiacente la   Cappella dove  giace             il  Poeta

Casa Pascoli
Castelvecchio Pascoli
di Barga (LU)
Porta adiacente la
Cappella dove giace
il Poeta

       Casa Pascoli  Castelvecchio Pascoli        di Barga (LU)       Finestrella  della   Cappella dove  giace              il Poeta

Casa Pascoli
Castelvecchio Pascoli
di Barga (LU)
Finestrella della
Cappella dove giace
il Poeta

Uno per tutti;
un illustre Poeta
che pur rappresentando una buona parte dell’universo poetico scolastico degli italiani di ieri come di oggi,
nel contempo, silenziosamente
rappresenta – certo suo malgrado – le miserie familiari e nazionali di ‘ un’italietta ‘ in molti suoi aspetti.
Miserie non solo economiche ma anche, come dicevo, familiari anzi, per molti aspetti , a ben guardare , si potrebbe dire che in fondo le prime sono la diretta e principale conseguenza delle seconde.
Un mondo latino che pur erede ,in fieri, dell’autoritario mondo romano, palesa in antitesi a quel lontano glorioso passato, una caparbia ed inamovibile ignavia (termine quanto mai appropriato, se pur desueto). E, per molti aspetti, fino ai giorni nostri.
Molti italiani ( e solo loro) ricorderanno le poesie studiate a scuola del Pascoli; sempre piene di melanconici e struggenti sentimenti ,come ad esempio in :‘Novembre’ ( dalla raccolta :‘Myricae’ ) od anche in :‘ L’ora di Barga ‘.
E quel che è peggio, che sono poi le sole quelle studiate – fatte studiare – per eccellenza.
Quando in realtà basta dire che :’la buona novella’ composta da :’in occidente’ e :’in oriente’ e :’Alexandros’ ( Poemi Conviviali) sono la produzione saliente di questo Poeta. E’ tutto ciò che c’è soltanto di veramente valido nella poesia del Pascoli ( e non è certo poco se consideriamo il concetto dell’assoluto – ‘in occidente’ – percepito dallo schiavo; così come lo riprenderà in termini filosofici il medico Karl Jaspers…).

Questo ritrarsi del Poeta
nel proprio guscio, si manifesta anche al di fuori del mondo prettamente poetico. Basta visitare l’eremo, perché di un vero e proprio eremo si tratta, rappresentato dalla casa acquistata dal Poeta a ‘Castelvecchio’ di Barga ( poi ‘Castelvecchio Pascoli’ ). Una casa acquistata in una Regione – la Toscana – che non era la sua ( ed allora anche dal punto di vista infrastrutturale molto lontana dalla sua Regione natale , l’Emilia Romagna ). Ed una casa isolata rispetto alle altre case del villaggio (vedi fotografie).
Infine il rapporto morboso – quasi certamente incestuoso – con le due sorelle; Ida e Maria (Mariù). Ricordo soltanto che all’epoca lo scandalo fu grande; dopo la denuncia dai carabinieri del fratello, il Poeta fu costretto a ritirarsi dall’Università dove insegnava, in cui tornò solo dopo il ritiro della denuncia. Ma lo scandalo non fu certo dimenticato, e fu probabilmente per questo che il Poeta non ottenne il Premio Nobel che prima di lui aveva ottenuto il Suo Maestro; Giosuè Carducci.
Senza contare il fatto che per anni fu finanziariamente ricattato dalla sorella Ida e dal marito di questa.
Ma non è questo ultimo aspetto della vita del Poeta qui ricordato a rappresentare i malesseri di allora come quelli di oggi, ma gli altri prima notati.
E ciò che è peggio che li ritroviamo anche oggi, sia per ciò che di quel poeta viene fatto studiare – come sopra notato -,
sia per le posizioni politiche giovanili del poeta stesso.
Da giovanotto di belle speranze, il Pascoli fu difatti su posizioni non solo socialiste ( ricordo che non vi era ancora stata la scissione tra socialisti e comunisti – che avverrà a Livorno nel 1921 – ) ma anche anarchiche, simpatizzando per gli attentatori alla vita del Re. ( Come se un attentato giunto a buon fine, avrebbe risolto i problemi degli italiani ! )
Questo atteggiamento psicologico

tipico da mammone italiano , con complesso edipico irrisolto, lo ritroviamo anche ai giorni nostri, anche attraverso significativi elementi statistici; quali l’estrema vicinanza della abitazione dei figli (nel raggio di 1 Km!) ,anche se ormai grandi e economicamente indipendenti , alla casa dei genitori.
O addirittura residenti in casa di mamma e papà anche se sposati etc…
La prevalenza di nuclei familiari nati da endogamia. ( Che nel Poeta sconfina nell’incesto , dal sapore patologico )
Così come il ‘matriarcato’
sorta di realtà antropologica, cioè tipica delle società primitive , incredibilmente sopravvissuto fino ai giorni nostri in società complesse (evolute, non più primitive) come quelle sudamericane o la nostra ,
in cui la figura materna,cioè femminile, tutto dirige e disciplina… sconfinando nella ‘matrilinearità’,realtà similare, oggi peraltro affermatasi anche nel Diritto con la scelta del doppio cognome ai figli… ( Realtà che nel caso del Poeta si è manifestata con la figura della sorella Mariù, che molti ruoli ricoprì all’interno di casa Pascoli…)
[ Leggendo del ‘matriarcato’ a chi legge può forse venire in mente le ultime Opere cinematografiche di Roberto Rossellini, Opere didascaliche per eccellenza, in cui cercava forse di ‘rendere più complesso il pensiero’ di molti. E a tal proposito parlò ,in una di queste sue Opere, del matriarcato come realtà tipica degli albori della civiltà umana, come quella persistente a tutt’oggi nel mondo dei Tuareg, gli uomini blu. Ma…forse era un Suo modo per investire i suoi connazionali di una questione tutta italiana… ]
Ed ancora,
il perenne sventolare le bandiere di sinistra , quelle del malcontento, da ragazzacci ‘rossi’ ribelli al mondo capitalista e consumistico etc…
( pur campando/lavorando, facendo affari e vita comoda, grazie all’Impresa capitalistica messa su da mamma e papà o magari dal nonno…o facendo vita comoda da impiegato statale ma… simpatizzando ad oltranza per la classe operaia…)
E oggi come ai tempi del Poeta, lo sfociare di queste posizioni politiche libertarie ed altruistiche – quasi fossero una gemmazione del più puro cristianesimo evangelico – in atti di violenza estrema; attentati alla vita del Re, a quei tempi, terroristici ai nostri tempi…

ci sottolinea che ciò che era – e che il Poeta rappresentò con la Sua poesia e la Sua vita privata – è ancora. Anche se con tinteggiatura un poco diversa…

Qualche fotografia della casa eremo del Poeta Giovanni Pascoli, Castelvecchio Pascoli di Barga (Lucca, Toscana);

     Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca        Viale d' ingresso

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
Viale d’ ingresso

   Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca        Viale d' ingresso

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
Viale d’ ingresso

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Barga
(Lucca)
viale

   Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca         angolo

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
angolo

Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca         angolo particolare

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
angolo particolare

Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca             fronte

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
fronte

Casa eremo
– a sinistra di chi
guarda –
di Giovanni Pascoli
Castelvecchio
Lucca

Casa eremo Giovanni Pascoli
Castelvecchio
Lucca
particolare

      Casa eremo  di Giovanni Pascoli   Castelvecchio Lucca     Cappella attigua        e tomba

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
Cappella attigua
e tomba

       Casa eremo  di Giovanni Pascoli     Castelvecchio Lucca                retro

Casa eremo
di Giovanni Pascoli
Castelvecchio Lucca
retro

          Casa eremo di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca               targa

Casa eremo di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
targa

Casa eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca             versi

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
versi

      Casa eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca  terrazza Mariu Pascoli; la tanto amata e chiacchierata sorella

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
terrazza Mariu Pascoli;
la tanto amata e chiacchierata sorella

      Casa eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca           giardino

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
giardino

Casa eremo di Giovanni Pascoli Castelvecchio               Lucca        angolo attiguo

Casa eremo di Giovanni Pascoli Castelvecchio
Lucca
angolo attiguo

      Casa eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca  angolo attiguo e via            dedicata  al poeta Mario Luzi recentemente scomparso che ebbe a scrivere note di un certo interesse sul Pascoli

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
angolo attiguo e via
dedicata
al poeta Mario Luzi
recentemente scomparso che ebbe a scrivere note di un certo interesse sul Pascoli

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Barga (Lucca)
via Mario Luzi;
cfr. con la fotografia del Poeta…

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Barga (Lucca)
via Mario Luzi
lato opposto
A tutt’oggi l’atmosfera del posto rimane sospesa…

Infine,
se si confrontano queste fotografie della casa eremo di Giovanni Pascoli di Castelvecchio

con quelle pubblicate in vari siti internet

si noterà la prosopopea ( è il caso di utilizzare questo termine! ) di quest’ultime – sembrano finalizzate a decantar magniloquenza della dimora al pari di quella del sommo Vate –,

rispetto a quelle ‘reali’ qui pubblicate!

Ciò che è veramente           piccante      in questa storia,            non è  la relazione  incestuosa, di cui molti benpensanti    parlavano a sottovoce, ma è il contesto sociale che l'ha determinata.                  Cioè      i benpensanti stessi !

Ciò che è veramente
piccante
in questa storia,
non è
la relazione incestuosa, di cui molti benpensanti
parlavano a sottovoce, ma è il contesto sociale che l’ha determinata.
Cioè
i benpensanti stessi !

Nota;

se facciamo un salto nel tempo e nello spazio,
( se passiamo cioè da un passato non lontano, ma ancora pesantemente vincolato a lontani echi, e se passiamo da un mondo latino ad uno anglosassone anche se di retaggio levantino )

ecco un’immagine – una fotografia nella fotografia – di un’artista dei nostri tempi, protagonista della stagione artistica denominata :’pop art‘. Arte popolare della seconda metà del secolo scorso,di cui fu artefice e protagonista indiscusso
l’ucraino Andy Warhol ( di cui si è già parlato in altro post ).
Warhol è agli antipodi in tutto e per tutto – in base a quanto sopra notato sul vecchio poeta italiano – ;
* Wop, benché nato negli USA, ma sicuro della propria appartenenza ad un mondo a lui e alla sua famiglia estraneo per sangue e cultura,
* disinibito, fino a non nascondere l’uso di droghe ne la propria omosessualità,
* artisticamente profondamente vuoto – da sue stesse affermazioni – nel suo esprimersi da artista, ma nel contempo sicuro in ogni suo atteggiamento
* Critico verso il ‘Sistema USA’ ma mai realmente contestatore del Sistema stesso etc…

Potrà apparire un confronto bizzarro
ma non più di tanto se si pensa a quanto sottolineato circa la famiglia di provenienza [ …(Italians) mama’s boys… ] del vecchio poeta e il condizionamento conseguente…

Andy Warhol;
cfr la sua
fotografia con
l’ amerindo; un origine senza pena…
E cfr con la scultura
in primo piano;
un classico; un contrasto che ci richiama il peso che il vecchio poeta italiano si
portava dietro
insanabilmente.

Virtual visit to the smallest Florentine Museum…

Virtual visit to the smallest Florentine Museum;

Portico della Chiesa della Compagnia dei Disciplinati di San Giovanni Battista

alias;

Chiostro dello Scalzo.

Vedi quanto già detto su Andrea del Sarto, Complesso museale della Chiesa di San Michele a San Salvi Cenacolo di Andrea del Sarto , al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/tag/andrea-del-sarto/

Chiostro dello Scalzo      Compagnia di S      Giovanni Battista         via Cavour             Firenze

Chiostro dello Scalzo
Compagnia di S
Giovanni Battista
via Cavour
Firenze

Chiostro dello Scalzo      Compagnia di S      Giovanni Battista         via Cavour             Firenze   The smallest Florentine             Museum !

Chiostro dello Scalzo
Compagnia di S
Giovanni Battista
via Cavour
Firenze
The smallest Florentine
Museum !

Didascalie;

Didascalia presso Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze

Didascalia presso Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze

Didascalia presso Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze

Didascalia presso Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze

Didascalia presso Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze

Didascalia presso Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze

Didascalia presso Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze

Didascalia presso Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze

Lavori didattici sugli affreschi;

            (segue...)

(segue…)

        (...continua)

(…continua)

        (segue...)

(segue…)

          (...continua)

(…continua)

______________________

The garden of San Marco in Florence; ' first museum and first Academy d 'art in Europe' Memorial plaque  Via Cavour, Firenze.

The garden of San Marco in Florence;
‘ first museum and first Academy d ‘art in Europe’
Memorial plaque
Via Cavour, Firenze.

Se Andrea del Sarto , non fu considerato dai suoi contemporanei ,come anche oggi dalla critica, al pari di Michelangelo e Leonardo, di certo la tecnica qui da Lui seguita nel produrre questo ciclo di affreschi lo rende se non al pari, superiore ai due mostri sacri sopra citati in quanto ad abilità tecnica.
( Verrebbe da pensare che non solo per ‘timida indole’,
come lo definiva caratterialmente Giorgio Vasari ,peraltro suo allievo,
ma per il fatto di aver avuto la sciagura di ‘prender moglie’ , a differenza di Leonardo e Michelangelo, che Andrea del Sarto non ebbe la possibilità di dedicarsi interamente alla sua arte…)
[ Le tribolazioni familiari di Andrea del Sarto
non furono ‘poca cosa’ come nella maggior parte delle famiglie.
La moglie, una vedova con molte pretese – ‘Lucrezia del Fede’ di cui si veda il ritratto qui sotto (1/16) , innamorata più che altro della capacità di far cassa del marito – ossessionò Andrea a tal punto, che questi di ritorno dalla Francia – dove era ospite personale del Re francese, Francesco I – con il delicato incarico affidatogli dal Re stesso di far acquisti di Opere italiane, finì con l’intascarsi la somma di denaro a lui affidatagli.
Somma di denaro con cui Andrea acquistò anche la casa, tutt’ora esistente, in Via Gino Capponi angolo via Giuseppe Giusti a Firenze non lontana dal Chiostro dello Scalzo.
‘Appropriazione indebita’, o ‘truffa’, si direbbe ai giorni nostri. Questo il reato di cui si macchiò ,lui malgrado, Andrea del Sarto ].

Si tratta di pittura ad affresco monocroma eseguita con una terra ocra – virante col tempo sul verdastro – senese. Su questa Egli inserì elementi in aggiunta a completamento , quali l’argento ed il rame.

Sono in tutto sedici specchi ad affresco di cui in buona parte dedicati alla vita di San Giovanni Battista.
Sedici registri disposti secondo ordine anti orario (entrando nel porticato si parte dunque da destra).
Qui di seguito le fotografie seguono questo ordine narrativo.

Questo portico,
superstite della distrutta chiesa della Compagnia dei Disciplinati, laici devoti di San Giovanni il Battista,
acquisì la singolare denominazione :‘dello Scalzo’ per l’uso del porta-vessillo dei devoti,di andare scalzo durante le processioni. ( Si noti, all’interno del timpano sopra la porta d’entrata del chiostro, la figura di San Giovanni il Battista e le due figure incappucciate, i devoti della Compagnia , preganti il Santo )
Andrea del Sarto
fece parte di questa compagnia/confraternita laica, e dipinse nell’arco della sua vita pittorica le varie scene.
Si noterà,procedendo per ordine dal primo affresco a quelli successivi, non solo la sua maturazione artistica negli anni, ma la presenza di elementi profondamente innovativi che il pittore seppe immettere nell’affresco quasi fosse pittura a tempera o addirittura ad olio.
L’espressività delle figure ritratte è uno di questi elementi, come la resa materica tridimensionale ,a modo statuario. Elementi del tutto originali, se considerati nella loro combinazione ed effetto d’insieme.
Ed ancora la resa realistica di alcune delle figure; ritratte nel loro modo di essere – di come sono realmente – e non come pensate/idealizzate . Così da ricordare il modo romano, ( antica Roma ) nella rappresentazione statuaria (originale romana e non greca), di far arte ( vedi la figura a destra di chi guarda ne :’ Annuncio dell’Angelo a Zaccaria’ 2/16, il secondo particolare ).
Il materiale utilizzato da Andrea del Sarto – una terra di Siena – è un materiale povero ( come è povero il materiale impiegato nella figura 1/16 come in quella 14/16 ; si noti l’utilizzo rispettivamente del rame, ovvero ” l’oro dei poveri “ , come quello dell’argento, al posto dell’oro, divenuto nero negli anni per ossidazione ). Peraltro il lavoro eseguito in età giovanile fu senza compenso. Malgrado ciò la resa del lavoro è straordinaria. E ciò è da attribuire alla felice combinazione degli elementi di cui sopra.

[ Le due scene 5/16 e 6/16 :‘Benedizione di S Giovannino’ e ‘Incontro di Cristo e S Giovannino’, eseguite nel 1518 e 1519,
( quando Andrea del Sarto era in Francia, chiamato dal Re Francesco I, mecenate di Leonardo da Vinci anche lui in quegli anni alla corte del Re )
sono del Franciabigio, frate pittore, maestro ed amico di Andrea del Sarto. E’ il Franciabigio a risentire dell’arte dell’allievo Andrea e non l’inverso. Come il Verrocchio, maestro ed amico del giovane Leonardo, istruitosi alla bottega del maestro Verrocchio, fu lui a risentire dell’influenza dell’allievo Leonardo. ]

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Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze      il  Chiostro

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze
il Chiostro

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze     il  Chiostro  lato destro

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze
il Chiostro
lato destro

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze      il  Chiostro  lato sisistro

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze
il Chiostro
lato sisistro

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista  via Cavour Firenze       il lucernario       del Chiostro

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista
via Cavour Firenze
il lucernario
del Chiostro

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze         ingresso

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze
ingresso

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze  nicchia fronte ingresso

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze
nicchia fronte ingresso

St Joseph' s dream Anonymous painter  of the seventeenth century.           Vestibule  of the Museum of the 'Cloister of the Scalzo'            Florence

St Joseph’ s dream Anonymous painter
of the seventeenth century.
Vestibule
of the Museum of the ‘Cloister of the Scalzo’
Florence

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La serie di affreschi di Andrea del Sarto – Chiostro dello Scalzo, Firenze –;

Decorazione Chiostro dello Scalzo di Andrea del Sarto         1/16    La Fede   è il ritratto della moglie del pittore :'     :'Lucrezia del Fede'

Decorazione Chiostro dello Scalzo di Andrea del Sarto
1/16 La Fede
è il ritratto della moglie del pittore :’
:’Lucrezia del Fede’

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Annuncio dell'Angelo  a Zaccaria 2/16

Annuncio dell’Angelo
a Zaccaria 2/16.
Si noti il basamento,nella fotografia qui sopra e sotto, e lo si confronti con quello dipinto nell’Opera a tempera ,sempre di Andrea del Sarto conservata agli Uffizi :’ la Madonna delle Arpie’, di cui link diretto in questo post.

Annuncio dell'Angelo        a Zaccaria        particolare

Annuncio dell’Angelo
a Zaccaria
particolare

Annuncio dell'Angelo        a Zaccaria        particolare

Annuncio dell’Angelo
a Zaccaria
particolare

Annuncio dell'Angelo        a Zaccaria        particolare

Annuncio dell’Angelo
a Zaccaria
particolare

Annuncio dell'Angelo        a Zaccaria        particolare

Annuncio dell’Angelo
a Zaccaria
particolare

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      Visitazione

Visitazione 3/16

             Visitazione  particolare

Visitazione
particolare

        Visitazione   particolare

Visitazione
particolare

        Visitazione   particolare

Visitazione
particolare

          Visitazione   particolare

Visitazione
particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo di Andrea del Sarto  4/16 Imposizione del nome            al Battista

Decorazione Chiostro dello Scalzo di Andrea del Sarto
4/16
Imposizione del nome
al Battista

Imposizione del nome            al Battista particolare

Imposizione del nome
al Battista
particolare

Imposizione del nome            al Battista particolare

Imposizione del nome
al Battista
particolare

Imposizione del nome al Battista particolare

Imposizione del nome
al Battista
particolare

Imposizione del nome            al Battista particolare

Imposizione del nome
al Battista
particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo di Andrea del Sarto  5/16 Benedizione di S Giovannino

Decorazione Chiostro dello Scalzo di Andrea del Sarto
5/16
Benedizione di S Giovannino
( Lavoro eseguito dal Franciabigio alias Francesco di Cristofano )

Benedizione di San        Giovannino  particolare

Benedizione di San
Giovannino
particolare

Benedizione di San        Giovannino  particolare

Benedizione di San
Giovannino
particolare

Benedizione di San Giovannino particolare

Benedizione di San
Giovannino
particolare

Benedizione di San        Giovannino  particolare

Benedizione di San
Giovannino
particolare

Benedizione di San        Giovannino  particolare

Benedizione di San
Giovannino
particolare

Benedizione di San        Giovannino  particolare

Benedizione di San
Giovannino
particolare

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Decorazione Chiostro          dello Scalzo  di Andrea del Sarto  6/16  Incontro di Cristo e S            Giovannino

Decorazione Chiostro
dello Scalzo
di Andrea del Sarto
6/16
Incontro di Cristo e S
Giovannino
( Lavoro eseguito dal Franciabigio alias Francesco di Cristofano)

Incontro di Cristo e San Giovannino particolare

Incontro di Cristo e San Giovannino
particolare

Incontro di Cristo e San Giovannino particolare

Incontro di Cristo e San Giovannino
particolare

Incontro di Cristo e San Giovannino particolare

Incontro di Cristo e San Giovannino
particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 7/16 Battesimo di Cristo

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 7/16
Battesimo di Cristo
(vedi nota nel particolare qui subito sotto)

Battesimo di Cristo particolare

Battesimo di Cristo particolare.
Si confrontino questi due Angeli con quelli del :‘ Battesimo di Cristo’ del Verrocchio, in cui uno degli Angeli ,quello a sinistra di chi guarda, fu dipinto non dal Verrocchio ma dall’allievo Leonardo da Vinci. Ma lo si confronti con quello qui  a destra.

Battesimo di Cristo particolare

Battesimo di Cristo particolare

Battesimo di Cristo particolare

Battesimo di Cristo particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 8/16  Carità

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 8/16
Carità.
Anche in questo caso, come sopra notato ne:’ il battesimo di Cristo’ vi sono chiari riferimenti leonardeschi; vedi/cfr con :’la Vergine delle rocce’ (entrambe le versioni) di Leonardo.
E anche qui come nei due dipinti di Leonardo le fattezze dei pargoletti lasciano molto a desiderare in quanto a bellezza!

           Carità  particolare

Carità
particolare

Carità  particolare

Carità
particolare.

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 9/16           Giustizia

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 9/16
Giustizia

           Giustizia  particolare

Giustizia
particolare

           Giustizia  particolare

Giustizia
particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 10/16     Predica del Battista

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 10/16
Predica del Battista

 Predica del Battista           particolare

Predica del Battista
particolare

 Predica del Battista           particolare

Predica del Battista
particolare

 Predica del Battista           particolare

Predica del Battista
particolare

 Predica del Battista           particolare

Predica del Battista
particolare

 Predica del Battista           particolare

Predica del Battista
particolare.
Un omaggio a Dante?

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 11/16           Battesimo delle           moltitudini

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 11/16
Battesimo delle
moltitudini

         Battesimo delle           moltitudini particolare

Battesimo delle
moltitudini
particolare

  Battesimo delle           moltitudini particolare

Battesimo delle
moltitudini
particolare

  Battesimo delle           moltitudini particolare

Battesimo delle
moltitudini
particolare

  Battesimo delle           moltitudini particolare

Battesimo delle
moltitudini
particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 12/16 Cattura del Battista

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 12/16
Cattura del Battista

     Cattura del Battista particolare

Cattura del Battista
particolare

  Cattura del Battista particolare

Cattura del Battista
particolare

  Cattura del Battista particolare

Cattura del Battista
particolare

  Cattura del Battista particolare

Cattura del Battista
particolare

  Cattura del Battista particolare

Cattura del Battista
particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto  13/16  Danza di Salome

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto
13/16
Danza di Salome

       Danza di Salome particolare

Danza di Salome
particolare

 Danza di Salome particolare

Danza di Salome
particolare

 Danza di Salome particolare

Danza di Salome
particolare

 Danza di Salome particolare

Danza di Salome
particolare

 Danza di Salome particolare

Danza di Salome
particolare

 Danza di Salome particolare

Danza di Salome
particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 14/16 Decollazione del Battista

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 14/16
Decollazione del Battista.
La figura al centro di spalle, assai materica sembra un chiaro riferimento alla pittura di Michelangelo.

Decollazione del Battista particolare

Decollazione del Battista
particolare

Decollazione del Battista particolare

Decollazione del Battista
particolare

Decollazione del Battista particolare

Decollazione del Battista
particolare

Decollazione del Battista particolare

Decollazione del Battista
particolare

Decollazione del Battista particolare

Decollazione del Battista
particolare.
Si confronti questo particolare architettonico, raffigurante un affaccio rialzato, con quello dell’Opera di Andrea del Sarto stesso, ne:’ il Cenacolo’ , presso la Chiesa di San Michele a san Salvi.

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 15/16 Presentazione della testa del Battista

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 15/16
Presentazione della testa del Battista

 Presentazione della testa del Battista  particolare

Presentazione della testa del Battista
particolare

 Presentazione della testa del Battista  particolare

Presentazione della testa del Battista
particolare

 Presentazione della testa del Battista  particolare

Presentazione della testa del Battista
particolare

 Presentazione della testa del Battista  particolare

Presentazione della testa del Battista
particolare

 Presentazione della testa del Battista  particolare

Presentazione della testa del Battista
particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 16/16            Speranza è ritratta la figlia del pittore

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 16/16
Speranza
è ritratta la figlia del pittore.
Questo specchio ci ricorda invece la figura romanzesca della Lucia di A. Manzoni nel suo :’ I promessi sposi’. Troppo perfette entrambe, così da risultare ‘stucchevoli’.
Ovvio che l’amor paterno di Andrea del Sarto ha condizionato il risultato di questa singola immagine.

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We have Reached the end!

      Nightmare   of contemporary         anonymous  Piazza delle Belle Arti              Firenze

Nightmare
of contemporary
anonymous
Piazza delle Belle Arti
Firenze

A little gem!

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