Solo Al Secondo Grado

Archivio per la categoria ‘arte’

The Renaissance; Michelangelo Buonarroti, the tip of the iceberg

The Renaissance; Michelangelo Buonarroti, the tip of the iceberg

alias;

Jacopo Pontormo; a misunderstood genius of the Renaissance…?

vedi direttamente; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/06/09/jacopo-pontormo-a-misunderstood-genius-of-the-renaissance/

Dopo quanto già scritto circa Leonardo da Vinci, in relazione ai suoi predecessori e contemporanei,

vedi direttamente attraverso il seguente linK; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/08/31/the-renaissance-leonardo-da-vinci-the-tip-of-the-iceberg/

aggiungo soltanto – dato che nel post su Leonardo si è discusso altrettanto di Michelangelo e la sua Opera – un semplice raffronto tra due Opere;

quella di Michelangelo :

:‘ Sacra Famiglia con San Giovannino alias Tondo Doni ‘ Uffizi Firenze,

e

quella di Jacopo Carucci da Pontormo :

‘ Deposizione di Cristo ‘ chiesa di Santa Felicita Firenze

e l’affresco :’

:‘L’annunciazione’ chiesa di Santa Felicita Firenze

Quanto qui pubblicato non fa che ripercorrere ,per immagini, alcune considerazioni già espresse nel post precedente su Leonardo.
Le immagini parleranno inequivocabilmente da sole.

Michelangelo Buonarroti Sacra Famiglia con San Giovannino alias Tondo Doni c soloalsecondogrado

Michelangelo Buonarroti
Sacra Famiglia con San Giovannino
alias
Tondo Doni .
Uffizi Tempera su tavola anno 1505 circa
Cominciamo dalla ‘cornice’ ;essa è perfettamente omogenea nel suo spessore, in ogni punto.
Tuttavia qui appare più ‘pesante’/spessa nella parte bassa.
Questi giochi prospettici,
come – per fare un esempio – i gigli dipinti su una parete  di Palazzo Vecchio da Giorgio Vasari, che cambiano struttura a seconda del punto da cui l’osservatore li guarda,
sono una costante nel mondo rinascimentale.

Michelangelo Buonarroti Sacra Famiglia con San Giovannino alias Tondo Doni b soloalsecondogrado

Michelangelo Buonarroti
Sacra Famiglia con San Giovannino
alias
Tondo Doni .
Uffizi Tempera su tavola anno 1505 circa
[ (…) Agnolo/Angelo Doni whose portrait is on display in this room, see/vedi at the bottom of this post (°°°) ]

Michelangelo Buonarroti Sacra Famiglia con San Giovannino alias Tondo Doni a soloalsecondogrado

Michelangelo Buonarroti
Sacra Famiglia con San Giovannino
alias
Tondo Doni .
Uffizi Tempera su tavola anno 1505 circa
[ (…) Agnolo/Angelo Doni il cui ritratto è in sala, see/vedi at the bottom of this post (°°°) ]

Michelangelo Buonarroti Sacra Famiglia con San Giovannino alias Tondo Doni d soloalsecondogrado

I colori predominanti in questa Opera di Michelangelo,sono
il rosa e l’azzurro
e si confrontino con quelli dell’Opera di Jacopo Pontormo, ‘la deposizione’
la deposizione di Cristo.
Assolutamente identici
E si confronti ,in fine, l’incarnato nelle figure qui sopra di
Michelangelo con quelle del Pontormo, nella sua ‘deposizione’.
Soluzione del tutto originale da parte del Pontormo, nell’estendere i colori degli abiti alle figure!
Dimostrando una ineccepibile autonomia intellettuale.

Michelangelo Buonarroti Sacra Famiglia con San Giovannino alias Tondo Doni e soloalsecondogrado

I colori predominanti in questa Opera di Michelangelo,sono
il rosa e l’azzurro
e si confrontino con quelli dell’Opera di Jacopo Pontormo,
la deposizione di Cristo.
E si confronti ,in fine, l’incarnato nelle figure di
Michelangelo con quelle del Pontormo;
una ineccepibile autonomia intellettuale, come sopra detto.

Jacopo Carucci alias Pontormo Deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze a soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias
Pontormo;
deposizione di Cristo
chiesa di santa Felicita Firenze anno 1525

Ciò che appare evidente, non è questo o quel particolare, ma la mancanza di un elemento predominante fino ad allora
nella pittura; la Croce.
In questa ‘Deposizione’, Pontormo ha tolto questo elemento.
Così facendo ha dato non solo alla figura di Cristo, ma all’uomo del cinquecento stesso,
una dimensione spiccatamente umana,concentrando l’attenzione non sul simbolo – per profezia biblica ( Profeta Elia e Libro dei Salmi) – per antonomasia del sacificio, ma sull’uomo.
La Croce era non solo nell’antica Roma,ma anche a quei tempi, il simbolo per eccellenza del supplizio inferto come estrema sanzione dalla Collettività stessa, ai peggiori criminali.
Per la mancanza della Croce si è parlato di ‘Trasporto’ di Cristo e non di ‘Deposizione’ dello stesso.
In realtà la mancanza della Croce, ha nella dimensione umana or detta, la sua ragione. E non a causa di una diversa scena della Passione.
E, ad ogni modo, si potrebbe validamente sostenere che la scena non rappresenta ne quella del ‘Trasporto’ di Cristo, ne quella della ‘Deposizione’ dello stesso, sostenendo invece, che in realtà si tratta de: ‘Compianto su Cristo morto’ – ‘Compianto sul corpo di Cristo’ – / ‘Lamentation over the Body of Christ’

 

Si noti infine,
quanto poco margine ha dato Pontormo allo spazio circostante le figure
– le figure tutte umane Cristo compreso; le figure umane unici veri elementi che compongono l’Opera – ;
cielo e terra sono quasi inesistenti, e sono unificati nel colore; un grigio cupo. Non un azzurro od un arcaico fondo oro; ma un grigio.
Ed una sola nuvoletta raffaelliana [ see/vedi nota (**) ] completa quello spazio volutamente limitatissimo.
E… perché mai un grigio unificante cielo e terra?
Se con il Pontormo un unico colore tetro unifica due spazi ben differenti – quello divino del cielo azzurro e quello umano della terra grigia – vuol dire che la dimensione umana del divino
(‘ Dio nell’uomo e non più l’uomo in Dio…’, vedi ; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/19/museo-di-san-marco-firenze-visita-virtuale/)
era stata pienamente raggiunta, dopo i precursori dell’età moderna Cimabue e Giotto di Bondone, dopo i suoi continuatori, Masaccio e Masolino, e dopo il Beato angelico (Guido di Pietro) che generarono con le loro Opere un processo discendente ; dall’alto verso il basso , dal cielo alla terra.

 

.

.
(**)
Raffaello Sanzio fu ritenuto dal Vasari, nella sua Opera :‘ Le vite… ‘,
meno grande di Leonardo e Michelangelo, seppur un artista da lodare come pochi.
Meno grande di Leonardo e Michelangelo, a suo dire , anche a causa di una formazione artistica discutibile nella bottega del Perugino (Pietro di Cristoforo Vannucci).
Se è vero che :’
:'(…) Col trasferimento del fulcro della pittura da Firenze a Venezia (da Raffaello Sanzio a Tiziano Vacellio), si capisce che siamo in presenza di una antitesi e non di un passaggio. E ciò permette di cogliere il carattere organico di tale arte. Ed inoltre ci permette anche di evitare l’errore di pensare all’esistenza di “leggi eterne dell’arte”, poiché la pittura ,come la musica, non è che una parola, un segno (…).
E’ anche vero,
che molti artisti, Leonardo per primo,riuscirono solo ad intuire più che capire la direzione futura dell’arte,
e Michelangelo ci dimostra la stessa cosa con i suoi The ‘unfinished’ or ‘sketches’ of Michelangelo Buonarroti’
( see/vedi; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/ )
che lo porteranno a trovare una soluzione nell’architettura.
Al pari Raffaello non sospettò consciamente le questioni che si venivano a porre ‘nel far pittura’, ma le intuì col disagio che provava nel momento in cui iniziava a dipingere, divenendo un artista apparentemente semplice,lineare ma mal capito ,come Leonardo, dalle masse.
Le nuvolette dipinte da Raffaello, sono un apparente segno di elementarità di stampo popolare…
Tuttavia Raffaello a suo modo superò il limite teorico posto dal Rinascimento.
Poco dopo,
Jacopo Pontormo superò ulteriormente quel limite teorico rinascimentale, con il percorso qui indicato.
Jacopo Pontormo insieme ai suoi coevi colleghi – dunque un gruppo seppur non sempre coeso – stanno, rispetto ai loro primi predecessori – Cimabue e Giotto – , come Shakespeare sta a Dante.
Da una visione ancora celeste, seppur non più solamente mistica ma critica, quasi disincantata che troviamo in Giotto con la pittura ed in Dante nella letteratura,
si passa ad una attenzione terrena che va ben oltre la plastica di superficie. Si passa ad una introspezione di uno specchio oscuro, seppur ancora sotto l’egida
di un Dio che ancora tutto conforma.

.
.

Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze f soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias
Pontormo;
deposizione di Cristo
chiesa di santa Felicita Firenze anno 1525
Si noti l’incarnato della figura centrale che sorregge il Cristo;
una velatura rosa – che caratterizza la veste della Vergine di Michelangelo – è qui il colore della pelle di questa figura centrale, del suo busto.
Mentre il suo volto, si confonde col colore del corpo di Cristo; un verde tenue.
L’incarnato verdastro del Cristo è del colore tenue del suo stesso perizoma.
Il colore ‘narrante’ diviene protagonista; ed in modo del tutto originale.Ben lontano dalla pittura a velature / tonale ,dei veneziani.

Ma se, come sopra detto, vi è con il Pontormo un completamento del processo discendente, vi è nel contempo un trasferimento sull’uomo del peso del mondo.
Una maturità artistica riflette dunque una maturità dell’uomo stesso ormai ‘adulto’, ormai capace di svincolarsi da un legame infantile col proprio Creatore.
Ma proprio per questo sente il peso indescrivibile delle responsabilità che a ciò consegue.
Si è indagato e si continua ad indagare su cosa sia mai stato il Rinascimento; non consiste forse soltanto in questo passaggio del testimone?

 

Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze g soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
Deposizione di Cristo chiesa
di santa Felicita Firenze anno 1525 circa

Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze d soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias
Pontormo;
deposizione di Cristo
chiesa di santa Felicita Firenze anno 1525
Il manto azzurro della Vergine del Pontormo, ha lo stesso identico punto di colore di quello della Vergine
nel tondo Doni di Michelangelo.
Nota;
la figura maschile a destra di chi guarda
è l’auto ritratto del Pontormo
Si noti che l’autoritratto del Pontormo è eseguito con colori che si discostano da quelli avvolgenti tutte le altre figure.
Pontormo è presente ma, nel contempo, si mette a margine della composizione.

Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze c soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
deposizione di Cristo
chiesa di santa Felicita Firenze anno 1525 circa
I capelli rossicci del Cristo, come quelli della figura che lo sorregge alle sue spalle, non sono una scelta casuale,
ma rivelano una composizione cromatica in cui il colore
si fa / crea lo spazio.
‘Il nero’ non è propriamente un colore, non è adatto ad una costruzione coloristica. Ed è pertanto escluso dal Pontormo.

Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze h soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
deposizione di Cristo
chiesa di santa Felicita Firenze anno 1525 circa
Quanto già svolto da Pontormo stesso nella
‘Visitazione’ di Carmignano,
qui è portato al suo massimo grado espressivo.
Un unico colore tonale pervade vesti e figure.
Se nella ‘Visitazione’ di Carmignano, Pontormo si affida ad una scomposizione delle due figure,
con una visione stereometrica, alla Picasso ante litteram,
qui si affida a modulazioni coloristiche.

Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze e soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
deposizione di Cristo
chiesa di santa Felicita Firenze anno 1525 circa
Come sopra;
altro che ‘manierismo’ nel senso più deteriore del
termine: ‘ars gratia artis’ /’ l’arte per l’arte’ !
Senza contare la straordinaria attualità della figura in verde; un personaggio dei nostri giorni!

Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze n soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
deposizione di Cristo
chiesa di santa Felicita Firenze anno 1525 circa
Come sopra;
altro che ‘manierismo’ nel senso più deteriore del
termine: ‘ars gratia artis’ /’ l’arte per l’arte’ !
L’effetto surreale nel suo insieme è evidentissimo

Il dipinto
della figura che sorregge il Cristo morto,
è l’espressione artistica più pura del ritratto.
Nel suo volto è raccolta
sia la singolarità di un’espressione, seppur anonimo (non rappresenta difatti questo o quel personaggio storico o coevo al Pontormo).
Sia la tragedia ormai divenuto dramma collettivo, di una umanità erede di un Dio morto – che passa il testimone,come sopra detto… – .

 

Jacopo Carucci alias Pontormo annunciazione affresco e vetrata di Guillaume de Marcillat chiesa di santa Felicita Firenze a soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
l’ annunciazione
affresco anno 1525 circa
chiesa di Santa Felicita Firenze
Sopra il tabernacolo centrale,
la vetrata di Guillaume de Marcillat
alias Guglielmo di Marcilla.
Tecnica dell’affresco eseguita da Pontormo sulla scia leonardesca della tecnica ad uovo.
L’effetto è straordinario nella leggerezza delle figure nell’insieme – sopratutto dell’angelo – , come nella loro eleganza – sopratutto della Vergine – .
Un affresco che può essere forse eguagliato solo da quello di Andrea del Sarto nel suo cenacolo presso, il
Refettorio dell’abbazia vallombrosana , Chiesa di San Michele a San Salvi – Firenze –
di cui vedi direttamente attraverso il seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/08/07/andrea-del-sarto-cfr-confronta-vgl-vergleiche-cf-compare/

Jacopo Carucci alias Pontormo annunciazione affresco chiesa di santa Felicita Firenze a soloalsecondogrado Jacopo Carucci
alias Pontormo
l’ annunciazione
affresco anno 1525 circa
chiesa di Santa Felicita Firenze
Particolare dell’angelo.[/caption]

Jacopo Carucci alias Pontormo annunciazione affresco chiesa di santa Felicita Firenze d soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
l’ annunciazione
affresco anno 1525 circa
chiesa di Santa Felicita Firenze
Particolare dell’angelo

Jacopo Carucci alias Pontormo annunciazione affresco chiesa di santa Felicita Firenze b soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
l’ annunciazione
affresco anno 1525 circa
chiesa di Santa Felicita Firenze
Particolare della Vergine.

Jacopo Carucci alias Pontormo annunciazione affresco chiesa di santa Felicita Firenze c soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
l’ annunciazione
affresco anno 1525 circa
chiesa di Santa Felicita Firenze
Particolare della Vergine.
Un incredibile composizione cromatica della figura ;
dall’azzurro al verde tenue.
Dal grigio violaceo al rosso della veste ed a quello dei capelli che si estende alla pelle delle orecchie.

Jacopo Carucci alias Pontormo annunciazione affresco deposizione e quattro evangelisti cappella Capponi targa a chiesa di santa Felicita Firenze a soloalsecondogrado

Targa commemorativa
della storica Famiglia nobiliare fiorentina,’Capponi’,
che commissionarono le Opere al Pontormo
ed al francese Guglielmo di Marcilla, per la vetrata.

Jacopo Carucci alias Pontormo i quattro evangeslisti affresco primo chiesa di santa Felicita Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
i quattro evangelisti
affresco primo
chiesa di santa Felicita Firenze

Jacopo Carucci alias Pontormo i quattro evangeslisti affresco quarto chiesa di santa Felicita Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
i quattro evangelisti
affresco secondo
chiesa di santa Felicita Firenze

Jacopo Carucci alias Pontormo i quattro evangeslisti affresco secondo chiesa di santa Felicita Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
i quattro evangelisti
affresco terzo
chiesa di santa Felicita Firenze

Jacopo Carucci alias Pontormo i quattro evangeslisti affresco terzo chiesa di santa Felicita Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
i quattro evangelisti
affresco quarto
chiesa di santa Felicita Firenze

Vetrata di Guillaume de Marcillat chiesa di santa Felicita Firenze a soloalsecondogrado

Vetrata di Guillaume de Marcillat
alias Guglielmo di Marcilla
chiesa di Santa Felicita Firenze
Marcilla è ricordato da Giorgio Vasari nelle sue :‘Vite…’
come uno dei più grandi pittori ‘su vetro’, che portarono tale arte in Italia, dalla Francia ‘gotica’, tramandandone così la conoscenza agli artefici ‘cugini’ italiani.
La figura centrale in rosso è quella di Guglielmo di Marcilla stesso.

.

——————————

(°°°)

Raffaello Sanzio ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi Uffizi a soloalsecondogrado


Raffaello Sanzio
ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi
Uffizi

.

Raffaello Sanzio ritratto di Agnolo Doni Uffizi a soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
   portrait of Agnolo / Angelo Doni
   Uffizi year 1505, approximately

Messer Agnolo, aka Angelo Doni – professional dealer -,
            commissioned

the very famous ‘round Doni’, above seen in this post, to Michelangelo Buonarroti.
Famous, beyond the round Doni himself,
  was the merchant between Michelangelo and Messer Doni on the price to pay for this Work, as Giorgio Vasari tells us in his: ‘Lives …’.
At the end of negotiations with Michelangelo, Messer Doni paid a price not lower than that requested by Michelangelo, but well above the initial price requested by Michelangelo himself!

Raffaello Sanzio
ritratto di Agnolo/Angelo Doni
Uffizi anno 1505, circa

Messer Agnolo, alias Angelo Doni – mercante di professione – ,
commissionò

il famosissimo ‘tondo Doni’, qui sopra visto in questo post, a Michelangelo Buonarroti.
Famoso, oltre il tondo Doni stesso,
fu il mercanteggiare tra Michelangelo e Messer Doni sul prezzo da pagare per l’Opera, come ci narra Giorgio Vasari nelle sue :’Vite…’ .
A fine trattativa con Michelangelo, Messer Doni pagò un prezzo non inferiore a quello richiesto da Michelangelo, ma ben superiore al prezzo iniziale
richiesto da Michelangelo stesso!

Raffaello Sanzio ritratto di Agnolo Doni Uffizi b soloalsecondogrado


Raffaello Sanzio
      portrait of Agnolo / Angelo Doni
     Uffizi year 1505, approximately

Messer Agnolo, aka Angelo Doni – professional dealer -,
              commissioned

the very famous ‘round Doni’, above seen in this post, to Michelangelo Buonarroti.
Famous, beyond the round Doni himself,
  was the merchant between Michelangelo and Messer Doni on the price to pay for this Work, as Giorgio Vasari tells us in his: ‘Lives …’.
At the end of negotiations with Michelangelo, Messer Doni paid a price not lower than that requested by Michelangelo, but well above the initial price requested by Michelangelo himself!

Raffaello Sanzio
ritratto di Agnolo/Angelo Doni
Uffizi anno 1505, circa

Messer Agnolo, alias Angelo Doni – mercante di professione – ,
commissionò

il famosissimo ‘tondo Doni’, qui sopra visto in questo post, a Michelangelo Buonarroti.
Famoso, oltre il tondo Doni stesso,
fu il mercanteggiare tra Michelangelo e Messer Doni sul prezzo da pagare per l’Opera, come ci narra Giorgio Vasari nelle sue :’Vite…’ .
A fine trattativa con Michelangelo, Messer Doni pagò un prezzo non inferiore a quello richiesto da Michelangelo, ma ben superiore al prezzo iniziale
richiesto da Michelangelo stesso!

Raffaello Sanzio ritratto di Agnolo Doni Uffizi c soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
ritratto di Agnolo Doni
Uffizi

Raffaello Sanzio ritratto di Maddalena Strozzi moglie di Agnolo Doni Uffizi d soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
ritratto di Maddalena Strozzi moglie di Agnolo Doni
Uffizi

Raffaello Sanzio retro del ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi Uffizi f soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
retro del ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi
Uffizi

Raffaello Sanzio retro del ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi Uffizi e soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
retro del ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi
Uffizi

Raffaello Sanzio retro del ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi Uffizi g soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
retro del ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi
Uffizi

Raffaello Sanzio retro del ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi Uffizi h soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
retro del ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi
Uffizi

.

.

E cfr/cf
il ritratto qui sopra degli Uffizi di Agnolo Doni con quello conservato a palazzo Pitti;
una copia di un allievo di Raffaello o di un copista?

Raffaello Sanzio ritratto di Agnolo Doni palazzo Pitti a soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
ritratto di Agnolo Doni
palazzo Pitti

Ecco un altro ritratto di Agnolo Doni,
sempre di Raffaello Sanzio,
assai simile a quello conservato agli Uffizi.
Opera di un copista?

Raffaello Sanzio ritratto di Agnolo Doni palazzo Pitti b soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
ritratto di Agnolo Doni
palazzo Pitti

Ecco un altro ritratto di Agnolo Doni,
sempre di Raffaello Sanzio,
assai simile a quello conservato agli Uffizi.

Raffaello Sanzio ritratto di Agnolo Doni palazzo Pitti c soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
ritratto di Agnolo Doni, particolare
palazzo Pitti

Ecco un altro ritratto di Agnolo Doni,
sempre di Raffaello Sanzio,
assai simile a quello conservato agli Uffizi.

Raffaello Sanzio ritratto di Agnolo Doni palazzo Pitti d soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
ritratto di Agnolo Doni, particolare
palazzo Pitti

Ecco un altro ritratto di Agnolo Doni,
sempre di Raffaello Sanzio,
assai simile a quello conservato agli Uffizi.

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The Renaissance; Leonardo da Vinci, the tip of the iceberg

The Renaissance; Leonardo da Vinci, the tip of the iceberg

alias;

Leonardo da Vinci; who was it ?

alias;

Exactly one hundred years from the publication of Oswald Spengler’s masterpiece: ‘The Decline of the West’ / ‘Der Untergang des Abendlandes’ 1918/2018

Sanguigna di Leonardo da Vinci riproduzione i soloalsecondogrado


From the self-portrait – sanguigna – (year 1515)
by Leonardo da Vinci,
kept in Turin at the Royal Library,
here is a three-dimensional work of our day,
which reproduces or, if desired, reinterprets
the most famous drawing – Leonardo’s self-portrait
Eleonora Francioni and Antonio Mastromarino
Pietrasanta – Lucca, Tuscany –
Dall’autoritratto – sanguigna – (anno 1515)
di Leonardo da Vinci,
conservato a Torino presso la Biblioteca Reale,
ecco un’Opera tridimensionale dei nostri giorni,
che riproduce o, se si vuole, reinterpreta
il più famoso disegno – autoritratto di Leonardo
Eleonora Francioni e Antonio Mastromarino
Pietrasanta – Lucca, Toscana –

.
.

Sanguigna di Leonardo da Vinci riproduzione l soloalsecondogrado


Self-portrait – sanguine – (year 1515)
by Leonardo da Vinci,
kept in Turin at the Royal Library.
It is the drawing executed in sanguine, with a red earth,
more famous than Leonardo.
Now elderly, he portrays himself thoughtful and severe.
L’ autoritratto – sanguigna – (anno 1515)
di Leonardo da Vinci,
conservato a Torino presso la Biblioteca Reale.
E’ il disegno eseguito a sanguigna, con una terra rossa,
più famoso di Leonardo.
Ormai anziano, si auto ritrae pensoso e severo.

.

——————————

But … who was really Leonardo-artist?

.

Sanguigna di Leonardo da Vinci riproduzione d soloalsecondogrado

What is the difference between Leonardo
and his fellow painters?
Let’s analyze the artistic personality of Leonardo,
through a series of comparisons …

Leonardo sta all’arte come Albert sta alla fisica.
Figura indiscussa del mondo dell’arte e prototipo dell’uomo moderno, alias ‘ l’uomo faustiano ‘, Leonardo, forse proprio per questa sua poliedricità, viene confuso da uomo di scienza qual’era, con quello di artista.
Ed è così che si è raggiunta un’enfasi ,se non esagerata certo distorta, del suo impegno artistico seppur di indubbio grande valore.

Riporto qui di seguito quanto scritto da Giorgio Vasari su Michelangelo Buonarroti
( già pubblicato in altro post, vedi direttamente attraverso il seguente link; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/06/09/jacopo-pontormo-a-misunderstood-genius-of-the-renaissance/ )

/////

.
;

(0) Ma vi è un altro aspetto ,mai preso in considerazione,

che è alla base di tanta fama,da un lato, di Artisti quali Michelangelo Buonarroti e Leonardo da Vinci e, dall’altro
di scarsa considerazione verso alcuni Artisti, tra quelli di ‘secondo piano’ ad oltranza.

Ancora queste poche righe di Giorgio Vasari, sempre dalla sua Opera :’le vite‘(…), sono assai indicative del perché di tanta fama…(Righe del Vasari che parlano di Michelangelo Buonarroti) :'(…)

:‘(…) Ha avuto l’immaginativa tale e sì perfetta, che le cose propostosi nella idea sono state tali che con le mani, per non potere esprimere sì grandi e terribili concetti, ha spesso abbandonato l’opere sue, anzi ne ha guasto molte, come io so che, innanzi che morissi di poco, abruciò gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti di man sua, acciò nessuno vedessi le fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto, e io ne ho alcuni di sua mano trovati in Fiorenza messi nel nostro libro de’ disegni, dove ancora che vi vegga la grandezza di quello ingegno(…)‘

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…) – Vita di Michelagnolo Buonarruoti fiorentino Pittore scultore et architetto. – anno 1550

.

—– { Queste righe, Vasari le aggiunse alla sua opera :‘le vite'(…) – 1550 – , in una edizione successiva alla morte di Michelangelo [dal Vasari datata :’ (…) e così al dì 17 di febbraio, l’anno 1563 a ore 23 a uso fiorentino, che al romano sarebbe 1564, spirò per irsene (andarsene) a miglio vita (…)’ ], dunque successiva al 1563/4.

La ragione dell’aggiunta fatta dal Vasari di dettagli sul lavoro artistico di Michelangelo, soltanto in una edizione successiva alla prima del 1550 ,quando Michelangelo era ancora vivo, sta probabilmente nel fatto che Vasari aveva l’intenzione di consegnare – cosa che fece – una copia del suo libro :’le vite'(…) a Michelangelo (il solo artista tra tutti quelli trattati nell’opera ,ed ancora viventi, a ricevere una copia del libro dal Vasari stesso). Molto probabilmente Vasari, nell’aggiungere soltanto all’edizione successiva ,(successiva all’anno 1563/4), alcune valutazioni su Michelangelo, conoscendo il fatto che questi aveva un brutto carattere, volle certo evitare polemiche e critiche da parte di Michelangelo stesso., circa i dettagli riportati. } ——

Tornando alle parole riportate da Vasari su Michelangelo,
è assai indicativo rilevare che Michelangelo, a differenza di molti altri artisti, teneva moltissimo alla sua immagine di artista. Non solo nella valutazione da parte dei suoi contemporanei ma anche da tramandare ai posteri.

E’ difatti per questa ragione che volle distruggere/bruciare, poco prima di morire, gran parte dei suoi disegni, schizzi e cartoni .
Non solo quelli che non realizzò mai perché da lui valutati di scarso valore, ma anche quelli che pur avendo tramutato in opera finita, mostravano le ‘fatiche durate‘ , ovvero i ripensamenti e dunque gli errori in cui incappò prima di arrivare ad un ideale modello finale perfetto (ai suoi occhi). Errori ‘di brutta copia’/in fase di realizzazione ‘, che avrebbero potuto farlo apparire ai posteri come un artista maldestro. La sola idea di ciò, inorridiva Michelangelo che quindi distrusse tutto ciò che di ‘imperfetto’ aveva abbozzato.

Dunque Michelangelo fu prima di tutto un:’Public Relations‘ ante litteram ,secondo cui ‘l’immagine artistica/ il ‘look artistico’ conta moltissimo. e va curato al pari della realizzazione dell’opera stessa.

Anche questo ( e certo non solo questo ) contribuì dunque a distinguere Michelangelo Buonarroti dai suoi colleghi…di ‘secondo piano’ ad oltranza, e dunque … meno attenti ,quest’ultimi, all’immagine che davano di se stessi ai loro contemporanei ed ai posteri..!

Queste righe di Vasari e commento delle stesse, su Michelangelo si adattano alla perfezione a Leonardo; alla sua morbosa attenzione per l’immagine pubblica di se – quale uomo di scienza, artista, ma anche come semplice cittadino di Firenze – che curava con grande attenzione.

//////

E…

sempre riportando le parole di Giorgio Vasari,
ma questa volta quando parla della vita di Leonardo da Vinci, egli riporta una frase breve ma significativa di Leonardo, quando questo era impegnato in un affresco a lui stesso commissionato dalla Repubblica di Firenze, per celebrarlo, da realizzare nella sala dei cinquecento in Palazzo Vecchio.

Essendo a Leonardo stato, per detto affresco, assegnatogli una provvigione dal Gonfaloniere Piero Soderini, …

(…)‘ il cassiere gli (a Leonardo) volse dare certi cartocci di quattrini; et egli non li volse pigliare, rispodendogli:”

 

:” io non sono pittore da quattrini”

(…)

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…) – Vita di Lionardo da Vinci Pittore e scultore fiorentino. – anno 1550

Una breve ma significativa prova di quanto sopra sostenuto.

Quattro sono le componenti necessarie per ottenere un grande artista, che non verrà mai dimenticato dai posteri;

° le doti innate di artista; – si è soliti dire ‘pittore/scultore’ istintivo – quando cioè madre natura gli conferisce fin dalla nascita le capacità di rappresentare con grande capacità senza scuola alcuna.

° un intelligenza non artistica – come quella sopra indicata – ma analitica che accompagna le scelte artistiche,

° l’ambiente di formazione, non solo familiare ma cittadino/lo Stato di Firenze in questo caso, unito ad un’epoca eccezionale per l’impegno artistico.

° un impegno costante, con la cura della propria immagine di artista.

In Leonardo (come in Michelangelo) concorsero tutte e quattro le componenti sopra elencate.

.

Se noi andiamo ad analizzare Opere di autori più o meno coevi ai due ‘mostri sacri’ qui analizzati, noteremo nelle loro opere elementi sorprendenti di qualità e grandezza, che nulla hanno da invidiare ai due ‘mostri sacri’.
Ciò lo abbiamo già visto con il pittore Jacopo Pontormo ( https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/06/09/jacopo-pontormo-a-misunderstood-genius-of-the-renaissance/ )

così come con il pittore Paolo di Dono ( https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/07/20/from-the-dissolution-of-perspective-to-the-dissolution-of-the-image-two-parallel-routes-with-a-single-objective/ )

Ma… la lista è piuttosto lunga e qui di seguito riporto alcune immagini di Opere di pittori ‘minori’ che se raffrontate con quelle di Leonardo, confermano quanto sopra sostenuto.

…………………..
.

Iniziamo con un confronto tra due Autori, uno notissimo ,Leonardo ed uno poco conosciuto, Lorenzo di Credi.
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Compare the two following paintings;

Leonardo da Vinci Annunciazione Annunciation c

Leonardo da Vinci,
Annunciazione
Museo degli Uffizi, Firenze
Anno 1472 circa. Dimensioni, 98 x 217 cm

Lorenzo di Credi Annunciazione e tre storie della Genesi Uffizi b

Lorenzo di Credi
Annunciazione
Museo degli Uffizi, Firenze
Anno 1482 circa. Dimensioni, 88 x 71 cm

.
Si è giustamente notato nell’Annunciazione di Leonardo,
che è un’Opera anamorfica, ovvero progettata per essere vista da una certa angolazione e come tale se vista frontalmente appaiono ‘difetti di costruzione’.
Nel caso di quest’Opera, essa essendo stata progettata per una collocazione in un determinato ambiente architettonico, doveva essere vista dal basso verso l’alto e da destra verso sinistra (di chi guarda). Tenendo conto di questo angolo di visuale, Leonardo altera la prospettiva, alzando verso l’alto la linea d’orizzonte e spostando il centro prospettico verso destra lungo la linea d’orizzonte.
Così facendo il braccio destro di Maria appariva della giusta lunghezza (e non corto) per chi osservava di lato e dal basso, e l’immagine complessiva non sembrava vista di scorcio, ma a pari altezza dell’osservatore.
Se invece la si guarda frontalmente, il braccio destro di Maria appare leggermente lungo, sproporzionato e l’immagine del quadro appare visto da un osservatore posto un poco più in alto rispetto al quadro.

Simili soluzioni erano già state adottate.
Ma ben diversa, come già visto, fu l’alterazione prospettica di Paolo di Dono.

Leonardo da Vinci Annunciazione Annunciation e

Visione frontale della Annunciazione.

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Leonardo da Vinci Annunciazione Annunciation z

Visione di un osservatore,
posto a destra ed in basso rispetto al quadro.

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Leonardo da Vinci Annunciazione Annunciation za

Si noti il muretto del giardino;
la sua copertura è vista dall’alto verso il basso.
Il braccio destro di Maria appare di giusta proporzione.
Come anche la direzione dei bugnati dietro Maria rispetto a quelli dietro il muretto del giardino, non divergono ,secondo le linee prospettiche, come in
una visione frontale dell’Opera.

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Se confrontiamo ” l’Annunciazione ” di Lorenzo di Credi alias Lorenzo Barducci, coevo amico ed estimatore di Leonardo da Vinci, noteremo un’Opera dalle perfette costruzioni prospettiche, e da un paesaggio di sfondo che seppur diviso da una struttura architettonica che racchiude le due figure, sembra raccontarci di un unico spazio. Non piani finiti e accostati, ma formanti un tutt’uno. (Sembra ricordarci l’opera architettonica a noi coeva di ‘casa Farnsworth’ dell’architetto Ludwig Mies van der Rohe…).
Seppur influenzato da Leonardo, Lorenzo di Credi è ben lontano dall’essere un allievo od un pedissequo artista.

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Si noti espressività e raffinatezza ,in entrambe le Opere, delle immagini e figure,

Lorenzo di Credi Annunciazione e tre storie della Genesi Uffizi c

Lorenzo di Credi alias Lorenzo Barducci,
Annunciazione.
Raffinatezza pari a quella di Leonardo.

Lorenzo di Credi Annunciazione e tre storie della Genesi Uffizi d

Lorenzo di Credi Annunciazione e tre storie della Genesi Uffizi e

Lorenzo di Credi Annunciazione e tre storie della Genesi Uffizi f

Lorenzo di Credi Annunciazione e tre storie della Genesi Uffizi g

Lorenzo di Credi Annunciazione e tre storie della Genesi Uffizi h

Lorenzo di Credi, fu descritto nelle ‘Vite’ di Giorgio Vasari come un pittore dimesso e gentile, che cercava non tanto la fama dei posteri, ma la quiete di tipo eremitica .
Fu difatti un fedele sostenitore di Girolamo da Ferrara (alias Girolamo Savonarola). Giunse addirittura a distruggere alcune sue Opere ‘profane’ su indicazione del frate domenicano.
Ma… non certo per propria immagine come fece Michelangelo…
Vasari stesso descrivendone l’eccellenza pittorica ne mette in luce la maniacale ricercatezza nel macinare i colori e distillare l’olio (di noce).
Così che, troppo tempo disperdeva nel portare a termine la propria Opera, che spesso doveva essere necessariamente di ridotte dimensioni.
Ovvio che a Lorenzo di Credi,
dei quattro punti elencati di cui sopra,
ne mancavano almeno due;
una costanza nel lavoro,
una ambizione da narciso.

Ma eccoci ad una prima questione;

la raffinatezza compositiva che troviamo sia nell’ “Annunciazione” di Leonardo come in quella di Lorenzo di Credi è fatto indigeno ai due pittori? Od ha una origine. E nel caso in chi?

Due generazioni prima della nascita di Leonardo,(una cinquantina di anni prima)
vi fu un frate pittore (frate per essere stato orfano fin dai primi anni di vita, pittore per istintività rara), anch’esso sottovalutato al pari di Lorenzo di Credi;

frate Filippo Lippi.

Nato nel 1406, egli nacque col la nascita del Rinascimento stesso. E ne fu un grande interprete.
Raccolta l’eredità – da osservazione diretta fortunosa – del Masaccio (Tommaso di Ser Giovanni Cassai, vedi Opera in fondo a questo post), vi aggiunge una perfezione stilistica che raggiunge una raffinatezza incredibile che ritroviamo nelle Opere viste di Leonardo e Lorenzo di Credi.
[ Nota;
è stato giustamente notato quanto segue :’

(…) :‘Più profondo di Albrecht Dürer, più ardito di Tiziano, più enciclopedico di qualsiasi altro uomo di quei tempi, Leonardo è rimasto l’artista propriamente frammentario, ma per motivo opposto a quello che rese frammentario Michelangelo con i suoi ‘non finiti’.
Michelangelo; l’artista plastico per eccellenza in ritardo sui tempi, ed opposto a Goethe, che aveva già dietro di se tutto ciò che era rimasto irraggiungibile per Leonardo, il creatore de :‘ l’ultima cena ‘ (…) Leonardo, temette le premesse metafisiche del dipingere ad affresco cioè rifinito, che avrebbe indebolito le sue intuizioni.
Per questo motivo Leonardo dopo molti tentativi, lasciò incompiuta la testa del Cristo della ‘Cena’, nel nell’ex-refettorio del convento presso il Santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano.

(…) Nelle Opere del Rinascimento ( e questo vale in particolar modo per le Opere di Fra Filippo Lippi, vedi sopratutto la :’ Madonna con Bambino e due angeli ‘, n.d.c.) tutto ciò che è troppo rifinito, lezioso ( la :‘raffinatezza compositiva’, di cui fatto cenno qui subito sopra, n.d.c.) dà spesso un’impressione spiacevole. In queste Opere si avverte una mancanza di infinità In tali Opere non vi sono segreti , ne scoperte da fare.’

 

Oswald Spengler ne:’Il tramonto dell’Occidente’/’The Decline of the West’/’Der Untergang des Abendlandes’, Capitolo IV°, ‘Il nudo ed il ritratto’

].

Ecco alcune sue Opere;

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e due angeli Uffizi Firenze soloalsecondogrado a

Fra Filippo Lippi ,
Madonna con Bambino e due angeli
Uffizi Firenze anno 1460 circa
(quando Leonardo era ancora un bebè)
Si noti la cornice dipinta – interna a quella vera dorata – Una rappresentazione dei profili di una finestra che si affaccia su di un paesaggio, o un quadro dietro Maria?

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e due angeli Uffizi Firenze soloalsecondogrado d

Fra Filippo Lippi
Madonna con Bambino e due angeli
Uffizi Firenze anno 1460 circa
Si noti l’acconciatura ed il drappo di tessuto;
raffinatezza con velature straordinarie.

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e due angeli Uffizi Firenze soloalsecondogrado h

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e due angeli Uffizi Firenze soloalsecondogrado g

Paesaggio di sfondo;
Leonardesco – ante litteram !! – puro!

.

rocce Toscana f

Formazioni rocciose in Toscana ;
si confronti queste formazioni, con quelle
rappresentate nei paesaggi di
Fra Filippo Lippi e di Leonardo da Vinci.

rocce Toscana d

Formazioni rocciose in Toscana ;
si confronti queste formazioni, con quelle
rappresentate nei paesaggi di
Fra Filippo Lippi e di Leonardo da Vinci.

Ed ancora di Fra Filippo Lippi, un’Opera altrettanto di interesse conservata a Palazzo Pitti (Galleria Palatina) Firenze;

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e melagrana Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado a

Fra Filippo Lippi,
Madonna con Bambino e melagrana.
Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze
Qui la costruzione prospettica è il vero protagonista dell’Opera.
Piani che più che essere divisi per sezioni verticali lo sono per sezioni orizzontali su livelli differenti.
Piani che individuano differenti momenti della vita di Maria, anche familiare (sullo sfondo in alto sulle scale,vi sono i genitori di Maria; Sant’Anna e San Gioacchino).

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e melagrana Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado c

Fra Filippo Lippi
Madonna con Bambino e melagrana .
Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e melagrana Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado e

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e melagrana Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado f

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e melagrana Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado h

La stessa ricercatezza nelle velature e figure le troviamo nell’ Annunciazione di Leonardo;

si osservino questi due particolari,

Leonardo da Vinci Annunciazione Annunciation t

Leonardo da Vinci,
Annunciazione
Museo degli Uffizi, Firenze
Anno 1472 circa.
Si confrontino queste velature e la raffinatezza del mobiletto con quelle rappresentate da Frate Filippo Lippi.

Leonardo da Vinci Annunciazione Annunciation n

Leonardo da Vinci,
Annunciazione
Museo degli Uffizi, Firenze
Anno 1472 circa.
Un paesaggio che completa l’Opera non diversamente da quello di Frate Filippo Lippi.

.

rocce Toscana e

Formazioni rocciose in Toscana ;
si confronti queste formazioni, con quelle
rappresentate nei paesaggi di
Fra Filippo Lippi e di Leonardo da Vinci.

Leonardo da Vinci Annunciazione Annunciation m

Leonardo da Vinci,
Annunciazione
Museo degli Uffizi, Firenze
Particolare del paesaggio.

Ed ancora attraverso Sandro Botticelli;

Botticelli alias Alessandro Filipepi Annunciazione e nella predella Cristo in Pietà Uffizi c soloalsecondogrado

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Annunciazione
e nella predella Cristo in Pietà Uffizi anno 1489.
Amico e collega di Leonardo, Botticelli non è da meno del suo maestro predecessore, frate Filippo Lippi, nonché di Leonardo stesso.

Botticelli alias Alessandro Filipepi Annunciazione e nella predella Cristo in Pietà Uffizi n soloalsecondogrado

Botticelli alias Alessandro Filipepi,
Annunciazione
Particolare della predella ;Cristo in Pietà
Uffizi
Un piccolo capolavoro da miniaturista,
cfr/cf con:’ il Cristo in Pietà di Andrea del Sarto ‘
– Galleria dell’Accademia, Firenze –
Direttamente attraverso il seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/08/07/andrea-del-sarto-cfr-confronta-vgl-vergleiche-cf-compare/

Botticelli alias Alessandro Filipepi Annunciazione e nella predella Cristo in Pietà Uffizi o soloalsecondogrado

Botticelli alias Alessandro Filipepi,
Annunciazione
Particolare della predella ;Cristo in Pietà
Uffizi
Un piccolo capolavoro da miniaturista.
Qui in rilievo il ‘velo sacro’ detto ‘Veronica’ una immagine acheropita del volto di Cristo flagellato
cfr/cf con:’ il Cristo in Pietà di Andrea del Sarto ‘
– Galleria dell’Accademia, Firenze –
Direttamente attraverso il seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/08/07/andrea-del-sarto-cfr-confronta-vgl-vergleiche-cf-compare/

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Botticelli alias Alessandro Filipepi Annunciazione e nella predella Cristo in Pietà Uffizi f soloalsecondogrado

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Annunciazione
e nella predella Cristo in Pietà Uffizi anno 1489.
Amico e collega di Leonardo, Botticelli non è da meno del suo maestro predecessore, frate Filippo Lippi, nonché di Leonardo stesso.
Paesaggio analogo a quelli qui sopra visti

Botticelli alias Alessandro Filipepi Annunciazione e nella predella Cristo in Pietà Uffizi p soloalsecondogrado

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Annunciazione
Uffizi.
Particolare del paesaggio,
un interno/esterno che si integrano
come nelle Opere di Leonardo.

Botticelli alias Alessandro Filipepi Annunciazione e nella predella Cristo in Pietà Uffizi l soloalsecondogrado

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Annunciazione
e nella predella Cristo in Pietà Uffizi anno 1489.
Amico e collega di Leonardo, Botticelli non è da meno del suo maestro predecessore, frate Filippo Lippi, nonché di Leonardo stesso.
Espressività marcata, non lontana dal ‘ritratto’ .

Botticelli alias Alessandro Filipepi Annunciazione e nella predella Cristo in Pietà Uffizi m soloalsecondogrado

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Annunciazione
e nella predella Cristo in Pietà Uffizi anno 1489.
Amico e collega di Leonardo, Botticelli non è da meno del suo maestro predecessore, frate Filippo Lippi, nonché di Leonardo stesso.
Espressività marcata, non lontana dal ‘ritratto’ .

Botticelli alias Alessandro Filipepi Madonna con Bambino in gloria Uffizi soloalsecondogrado b

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Madonna con Bambino in gloria Uffizi
Qui addirittura la figura della Vergine Maria è la stessa di quella nelle Opere di Frate Filippo Lippi;
stessa modella!

Botticelli alias Alessandro Filipepi Madonna con Bambino in gloria Uffizi soloalsecondogrado c

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Madonna con Bambino in gloria Uffizi
Qui addirittura la figura della Vergine Maria è la stessa di quella nelle Opere di Frate Filippo Lippi;
stessa modella!

Botticelli alias Alessandro Filipepi Madonna con Bambino in gloria Uffizi soloalsecondogrado e

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Madonna con Bambino in gloria Uffizi
Qui addirittura la figura della Vergine Maria è la stessa di quella nelle Opere di Frate Filippo Lippi;
stessa modella!

……

Se prendiamo addirittura un’Opera tra la pittura ed il disegno (affresco su embrice/tegola per tetto) , per giunta di dubbia attribuzione,
troviamo una espressività su fondo azzurro (colore di cui si è già discusso, vedi … https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/07/20/from-the-dissolution-of-perspective-to-the-dissolution-of-the-image-two-parallel-routes-with-a-single-objective/ )
che ha il forte sapore del ritratto più puro che si integra ,per struttura, all’Opera non solo di Leonardo ma anche a quelle olandesi;

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Ritratto di uomo anziano attribuzione incerta Filippino Lippi o Domenico Ghirlandaio XV secolo Uffizi b soloalsecondogrado

Ritratto di uomo anziano
attribuzione incerta ; Filippino Lippi (figlio naturale di Filippo) o Domenico Ghirlandaio . Anno 1480 circa.
Museo degli Uffizi Firenze
Si noti il fondo azzurro, degno sostituto e continuatore del fondo oro,
azzurro di cui vedi al seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/07/20/from-the-dissolution-of-perspective-to-the-dissolution-of-the-image-two-parallel-routes-with-a-single-objective/
(…) “ L’azzurro; questo colore era il più utilizzato nel rappresentare ‘il trascendente’, il ‘mondo spirituale’.
L’azzurro è stato l’erede e fedele sostituto rinascimentale del fondo oro, che con Giotto e Masaccio rappresentava ancora la Mistica nella sua essenza più pura.
Paolo di Dono evita di utilizzare quei colori ,committenza permettendo, e nel modo allora utilizzati dai suoi colleghi. Evita di costruire uno spazio attraverso il colore del cielo, che è alla base della prospettiva aerea,dell’etere tipica in Leonardo. Ma non per questo è da meno di Leonardo stesso nel costruire uno spazio fino ad allora mai concepito, in cui ogni figura è un segmento dell’infinito come i pianeti in uno spazio fisico galileiano. E come lo spazio galileiano viene necessariamente indagato di notte, così Paolo evita spazi immersi nella vivida luce del giorno. Fino a giungere a paesaggi notturni come in una delle battaglie di San Romano, quella del Louvre, come anche ne :‘Caccia notturna’ – Ashmolean Museum di Oxford – , in cui tutto è immerso nelle tenebre per permettere agli strumenti da lui utilizzati , prospettiva non aerea, ma nemmeno più lineare, e colore, di raggiungere il massimo grado di costruzione dello spazio.
” (…)

L’azzurro è ancora il vero protagonista di questo piccolo capolavoro espressione del contrasto tra arte ancora mistica e un’arte realistica che si faceva strada; espressione tra ‘ l’azzurro ‘ e il ‘realismo psicologico della figura’ rappresentata.
Espressione ,se si vuole, del mutamento in corso tra ‘ l’uomo in Dio ‘ e ‘ Dio nell’uomo ‘, (vedi al seguente linK; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/19/museo-di-san-marco-firenze-visita-virtuale/ )

 

Ritratto di uomo anziano attribuzione incerta Filippino Lippi o Domenico Ghirlandaio XV secolo Uffizi c soloalsecondogrado

Ritratto di uomo anziano attribuzione incerta Filippino Lippi o Domenico Ghirlandaio XV secolo Uffizi d soloalsecondogrado

Si confronti questo fondo azzurro con quello de :’Lukas Cranach il vecchio, – scuola –’ nel ritratto di Martin Luther e della moglie Katharina von Bora – Uffizi -,
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/07/11/ubi-fides-ibi-libertas-la-morte-del-cardinale-g-biffi/%5B/caption%5D

.

E… tornando sull’Opera di Lorenzo di Credi,
possiamo mostrare un altro aspetto assai incisivo della sua Opera, oltre quello sopra visto del rapporto figura – paesaggio ,

quello del ritratto; della rappresentazione dell’universale, ovvero non più di una plastica ma di un’anima

Eccone una bella dimostrazione;

Lorenzo di Credi ritratto virile olio su tavola Uffizi b soloalsecondogrado

Lorenzo di Credi
ritratto virile
olio su tavola anno 1490
Uffizi

Lorenzo di Credi ritratto virile olio su tavola Uffizi c soloalsecondogrado

Lorenzo di Credi
ritratto virile
olio su tavola anno 1490
Uffizi
Rispetto alla sua ‘Annunciazione’, Lorenzo di Credi
sembra aver cambiato stilema;
in questo ritratto la pennellata è volutamente più larga,
meno attenta al particolare, da definire maniacalmente
fin nel più piccolo dettaglio.
Malgrado ciò il risultato è sorprendentemente incisivo
nel rappresentare l’interiorità più profonda,
ovvero ‘ l’universale ‘.

Lorenzo di Credi ritratto virile olio su tavola Uffizi a soloalsecondogrado

Lorenzo di Credi
ritratto virile
olio su tavola anno 1490
Uffizi

Coevo di Leonardo, Lorenzo di Credi, attraverso questo ritratto e sua tecnica costruttiva, sembra comunicarci che di idee in pittura ne aveva molte e ben chiare.
Così da non invidiare il ben più noto collega Leonardo.

……………………….

.

.

Passiamo ora ad un’Opera incompiuta di Leonardo ma tanto osannata come segmento dell’infinito che precorre di secoli l’Opera di Rembrandt, col suo colore ‘bruno’;

l’ Adorazione dei Magi,

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci m Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci r Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci n Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci o Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi

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Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci u Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
didascalia Uffizi

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci t Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
didascalia Uffizi

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Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci z Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi
di Leonardo da Vinci Uffizi
Anno 1480 circa, olio su tavola. Incompiuto.
Quest’Opera,
vista come ‘segmento d’infinito’ che anticipa l’Opera di Rembrandt di secoli (così vista, come già scritto in altri post, da Oswald Spengler)
se confrontata con la spazialità altrettanto ampia di Opere di altri Autori – sempre con lo stesso tema:
‘ l’Adorazione dei Magi ‘, –
non presenta significative differenze uniche ed ineguagliabili.
Come le altre – qui sotto pubblicate – può essere vista come una sorta di ‘open space’ ante litteram’ .
Senza contare quanto già detto circa
la ‘Madonna con Bambino e melagrana’.
di Fra Filippo Lippi,
Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze (vedi qui sopra)
in cui più piani orizzontali definiscono vari diversi accadimenti…

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci za Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci zb Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci b Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci
Uffizi, anno 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci am Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei magi
Uffizi 1480 circa

Note the soil of a dark brown;
is this ‘unfinished color’ of Leonardo da Vinci,
that made this painting particularly appreciated by Oswald Spengler.
Spengler saw in this particularly dark color, chosen by Leonardo,
  like the forerunner color of the painting that will arrive with Rembrandt two centuries later …

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci c Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci d Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci v Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi 1480 circa

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Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci w Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci e Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci ad Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci ae Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci af Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci ag Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci ah Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi

Uffizi anno 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci ai Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi

Uffizi anno 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci al Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci x Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci aa Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei magi
Uffizi 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci ab Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei magi
Uffizi 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci ac Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei magi
Uffizi 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci y Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci f Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci
Uffizi, anno 1480 circa
L’auto ritratto di Leonardo appena trentenne?

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci g Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci i Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci q Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci p Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci s Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci l Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci h Uffizi soloalsecondogrado

.

Confrontiamo la spazialità qui sopra vista de:’ L’adorazione dei Magi ‘ di Leonardo da Vinci con quella di altri Autori;

Per iniziare,
…con quella di,
Sandro Botticelli;

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado b

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi Uffizi
Anno 1495 circa, non finita tempera su tavola
Pari aperta spazialità

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado c

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado d

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado e

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado f

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado g

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado h

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado i

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado l

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado m

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

.

.

Altro confronto con,
Filippino Lippi (figlio naturale di Fra Filippo),

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi b soloalsecondogrado

Filippino Lippi (figlio di Frate Filippo)
Adorazione dei Magi
anno 1495 circa tempera su tavola Uffizi
Non privo di una certa leziosa ricercatezza nei colori, ma…
pari aperta spazialità!

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Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi c soloalsecondogrado

Filippino Lippi
( vero nome:’ Filippo Lippi ‘, figlio naturale di
Frate Filippo )
Adorazione dei Magi, particolare, anno 1496
Uffizi

Filippino, coevo di Leonardo, come Leonardo stesso
e molti altri artefici della pittura rinascimentale, svilupparono il tema de :’
:’ l’adorazione dei Magi ‘,
, allora assai di moda, con una costruzione ottica
del paesaggio e figure ivi immerse,
assai simili tra loro.

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi d soloalsecondogrado

Filippino Lippi
( vero nome:’ Filippo Lippi ‘, figlio naturale di
Frate Filippo )
Adorazione dei Magi, particolare, anno 1496
Uffizi

Filippino, coevo di Leonardo, come Leonardo stesso
e molti altri artefici della pittura rinascimentale, svilupparono il tema de :’
:’ l’adorazione dei Magi ‘,
, allora assai di moda, con una costruzione ottica
del paesaggio e figure ivi immerse,
assai simili tra loro.

.
.

Jacopo Carucci, alias il Pontormo,
.

Jacopo Pontormo b Adorazione dei Magi Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Pontormo,
Adorazione dei Magi
Palazzo Pitti Firenze
Opera del 1520 circa

.

Jacopo Pontormo c Adorazione dei Magi Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Carucci da Pontormo
Adorazione dei Magi
Palazzo Pitti Firenze anno 1525 circa.

Questa ‘adorazione’ del Pontormo è,
rispetto a quella di Filippino Lippi (qui sopra)
temporalmente successiva di circa
trent’anni, e di quaranta rispetto a quella di Leonardo.

Malgrado ciò l’impostazione ottica dell’Opera è assai simile.
Una costruzione aerea che guarda in lontananza con le figure immerse nello spazio.

Ciò che invece appare immediatamente visibile nella sua differenza, è nell’evoluzione dell’architettura;
nell’Opera del Pontormo le abitazioni – rigorosamente toscane – sono già di carattere signorile , più aperte che non chiuse e cintate di mura come quelle dipinte dai
suoi predecessori.

Jacopo Pontormo d Adorazione dei Magi Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Carucci da Pontormo
Adorazione dei Magi
Palazzo Pitti Firenze anno 1525 circa.

Questa ‘adorazione’ del Pontormo è,
rispetto a quella di Filippino Lippi (qui sopra)
temporalmente successiva di circa
trent’anni, e di quaranta rispetto a quella di Leonardo.

Malgrado ciò l’impostazione ottica dell’Opera è assai simile.
Una costruzione aerea che guarda in lontananza con le figure immerse nello spazio.

Ciò che invece appare immediatamente visibile nella sua differenza, è nell’evoluzione dell’architettura;
nell’Opera del Pontormo le abitazioni – rigorosamente toscane – sono già di carattere signorile , più aperte che non chiuse e cintate di mura come quelle dipinte dai
suoi predecessori.

Jacopo Pontormo e Adorazione dei Magi Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Carucci da Pontormo
Adorazione dei Magi
Palazzo Pitti Firenze anno 1525 circa.

Questa ‘adorazione’ del Pontormo è,
rispetto a quella di Filippino Lippi (qui sopra)
temporalmente successiva di circa
trent’anni, e di quaranta rispetto a quella di Leonardo.

Malgrado ciò l’impostazione ottica dell’Opera è assai simile.
Una costruzione aerea che guarda in lontananza con le figure immerse nello spazio.

Ciò che invece appare immediatamente visibile nella sua differenza, è nell’evoluzione dell’architettura;
nell’Opera del Pontormo le abitazioni – rigorosamente toscane – sono già di carattere signorile , più aperte che non chiuse e cintate di mura come quelle dipinte dai
suoi predecessori.

Si noti che il momento epifanico,
ovvero il riconoscimento da parte del mondo della
divinità di Gesù Bambino,
ha,
nella disposizione delle figure che rendono omaggio al Bambino,
una costruzione di tipo circolare
come nella ‘adorazione’ di Leonardo.

Jacopo Pontormo f Adorazione dei Magi Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Carucci da Pontormo
Adorazione dei Magi
Palazzo Pitti Firenze anno 1525 circa.

Questa ‘adorazione’ del Pontormo è,
rispetto a quella di Filippino Lippi (qui sopra)
temporalmente successiva di circa
trent’anni, e di quaranta rispetto a quella di Leonardo.

Malgrado ciò l’impostazione ottica dell’Opera è assai simile.
Una costruzione aerea che guarda in lontananza con le figure immerse nello spazio.

Ciò che invece appare immediatamente visibile nella sua differenza, è nell’evoluzione dell’architettura;
nell’Opera del Pontormo le abitazioni – rigorosamente toscane – sono già di carattere signorile , più aperte che non chiuse e cintate di mura come quelle dipinte dai
suoi predecessori.

Si noti che il momento epifanico,
ovvero il riconoscimento da parte del mondo della
divinità di Gesù Bambino,
ha,
nella disposizione delle figure che rendono omaggio al Bambino,
una costruzione di tipo circolare
come nella ‘adorazione’ di Leonardo.

In questo particolare,
la figura a destra (di chi guarda), colta nel momento in cui ‘si toglie il cappello’, ha un che di ottocentesco.

Sempre sulla destra, ma sullo sfondo, si noti la
costruzione degli alberi in lontananza.
Leonardeschi puri;
non disegnati/definiti,
ma tratteggiati in senso circolare.

.

E… continuiamo il confronto tra :’l’adorazione dei Magi’ di Leonardo da Vinci,
con quella de; il Ghirlandaio, alias Domenico Bigordi;

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi c soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi b soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi d soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487

Prospettiva aerea, cioè geometrica/brunelleschiana,
disposizione circolare delle figure,
una Vergine dalla espressività tipica del ritratto,
costruzione coloristica che concorre a costruire lo
spazio prospettico, come nella pittura tonale veneziana,
e…
raffinatezza compositiva tipica di Fra Filippo Lippi,
come sopra visto.

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi e soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487

Prospettiva aerea, cioè geometrica/brunelleschiana,
disposizione circolare delle figure,
una Vergine dalla espressività tipica del ritratto,
costruzione coloristica che concorre a costruire lo
spazio prospettico, come nella pittura tonale veneziana,
e…
raffinatezza compositiva tipica di Fra Filippo Lippi,
come sopra visto.

In questo particolare, si nota il rapporto tra un azzurro celeste (classicheggiante) e quello blu
– ma sarebbe meglio dire un azzurro più marcato –
delle vesti

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi f soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487

Prospettiva aerea, cioè geometrica/brunelleschiana,
disposizione circolare delle figure,
una Vergine dalla espressività tipica del ritratto,
costruzione coloristica che concorre a costruire lo
spazio prospettico, come nella pittura tonale veneziana,
e…
raffinatezza compositiva tipica di Fra Filippo Lippi,
come sopra visto.

Si noti il volto della Vergine;
una giovinetta che tanto ci ricorda
– a parte il sorriso qui mancante –
‘La Madonna Benois’ di Leonardo da Vinci conservato
a l’ Hermitage di San Pietroburgo.

.

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi h soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487

Prospettiva aerea, cioè geometrica/brunelleschiana,
disposizione circolare delle figure,
una Vergine dalla espressività tipica del ritratto,
costruzione coloristica che concorre a costruire lo
spazio prospettico, come nella pittura tonale veneziana,
e…
raffinatezza compositiva tipica di Fra Filippo Lippi,
come sopra visto.

Si noti il volto della Vergine;
una giovinetta che tanto ci ricorda
– a parte il sorriso qui mancante –
‘La Madonna Benois’ di Leonardo da Vinci conservato
a l’ Hermitage di San Pietroburgo.

.

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi i soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487

Una costruzione architettonica centrale
ed aperta,
che raccorda due ‘esterni’,
quello del paesaggio marino in lontananza con quello
in primo piano dell’adorazione dei Magi.

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi l soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487

Come commento qui subito sopra.

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi m soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487

Si noti le due figure che ‘osservano’ in lontananza.

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi n soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Uffizi Adorazione dei Magi

I soliti sguardi in lontananza…

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi o soloalsecondogrado

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi g soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi

Uffizi
anno certo nell’iscrizione in caratteri romani:

: MCCCCLXXXVII ovvero 1487 !

.

Ciò che si può dire, dopo aver visto e confrontato quanto sopra,

è che, è per accumulo successivo di tecniche e conoscenze, integrate fra confronti tra vari Paesi ( Italia, Paesi Bassi in questi casi)
che nascono le Opere di maggior rilievo.
Pensare, come a molti piace pensare, che un unico Autore svolga un compito per tutti è inesatto.
Che alcuni pochi Autori svolgono un carico di maggior rilievo, anche per volume oltre che per qualità, è anche vero. Ma errate sono le conclusioni,leggi valutazioni, che spesso se ne son tratte, e che se ne traggono ancor oggi.

Di certo Leonardo da Vinci fu grandissimo nella sua Opera,
ma solo e grazie a chi lo precedette ed ai suoi contemporanei che collaborarono con lui.

.
……………..

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Masaccio alias Tommaso di ser Giovanni Cassai Madonna con Bambino Uffizi c soloalsecondogrado

Masaccio alias Tommaso di ser Giovanni Cassai
Madonna con Bambino Uffizi
.Alias ‘Madonna del solletico’. Alias ‘Madonna tickling’. Anno 1425 circa tempera su tavola.
Ecco l’Opera di uno sfortunato pittore,
morto poco più che ragazzo che, ciò malgrado
rivoluzionò la pittura.
Il manto blu cobalto che descrive una spazialità ancora appiattita da un fondo dorato, ma che presto diverrà tridimensionale con la pittura’tonale’/velature a Venezia.
Una espressività embrionale ma presente ormai nelle due figure.

Masaccio alias Tommaso di ser Giovanni Cassai Madonna con Bambino Uffizi d soloalsecondogrado

Masaccio alias Tommaso di ser Giovanni Cassai
Madonna con Bambino Uffizi
Alias ‘Madonna del solletico’. Alias ‘Madonna tickling’. Anno 1425 circa, tempera su tavola.
Sfortunata fu anche quest’Opera nei secoli; sottratta illegittimamente più volte al polo museale per le tristi vicende di guerra,
tornò in Italia solo grazie alla caparbietà di abili responsabili incaricati della ricerca di Opere perdute.

Masaccio alias Tommaso di ser Giovanni Cassai Madonna con Bambino Uffizi e soloalsecondogrado

Masaccio
alias Tommaso di ser Giovanni Cassai
Madonna con Bambino
alias ‘Madonna del solletico’
Tempera su tavola 1425 circa
Uffizi

Masaccio alias Tommaso di ser Giovanni Cassai Madonna con Bambino retro tavola Uffizi f soloalsecondogrado

Masaccio alias Tommaso di ser Giovanni Cassai
Madonna con Bambino Uffizi
Anno 1425 circa tempera su tavola
Retro del quadro; porta lo stemma del Cardinale giurista (Antonio Casini) committente l’Opera,
allora proprietario della stessa.

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Masaccio alias Tommaso di ser Giovanni Cassai Madonna con Bambino Uffizi f soloalsecondogrado

Masaccio
alias, Tommaso di ser Giovanni Cassai
Madonna con Bambino
o Madonna del solletico – Uffizi –
Anno 1425 circa tempera su tavola.

Retro del quadro;
porta lo stemma del Cardinale giurista Antonio Casini
committente l’Opera,

.

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Masolino da Panicale alias Tommaso di Cristoforo Fini Madonna della Umilta a Uffizi soloalsecondogrado

Masolino da Panicale alias Tommaso di Cristoforo Fini
Madonna della Umiltà
Uffizi Firenze Tempera su tavola 1415 circa

(…)’ L’uomo fa la storia,dunque fa la storia politica.
La donna è la storia, dunque è la storia cosmica.
La madre con il bambino al petto è il grande simbolo della vita cosmica’.(…) O.S.

Masolino da Panicale alias Tommaso di Cristoforo Fini Madonna della Umilta b Uffizi soloalsecondogrado

Masolino da Panicale alias Tommaso di Cristoforo Fini
Madonna della Umiltà
Uffizi Firenze Tempera su tavola 1415 circa
Quasi quarant’anni prima della nascita di Leonardo
seppur su un fondo oro, uniforme e piatto,
attraverso l’immagine delle figura di Maria, e degli abiti
Masolino già raggiunge una tonalità che verrà
sviluppata più di mezzo secolo dopo.
Volto e mani della Vergine già preannunciano quella espressività leonardesca.

Masolino da Panicale alias Tommaso di Cristoforo Fini Madonna della Umilta c Uffizi soloalsecondogrado

Madonna della Umiltà
Uffizi Firenze Tempera su tavola 1415 circa
Quasi quarant’anni prima della nascita di Leonardo
seppur su un fondo oro, uniforme e piatto,
attraverso l’immagine delle figura di Maria, e degli abiti
Masolino già raggiunge una tonalità che verrà
sviluppata più di mezzo secolo dopo.

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Riporto qui diseguito alcune righe scritte da Eugenio Battisti, un filosofo prestato al mondo della critica d’arte,
scritte negli anni sessanta nel suo libro:‘ L’anti rinascimento ‘
, che fece da pendant italiano ad un testo americano :’
:‘ Counter – renaissance ‘ Hiram Haydn USA 1950;

(…) ‘Il Rinascimento è Opera di gruppi, più isolati che legati. Fra le varie Capitali vi erano certo molte relazioni, ma anche ostilità. E le comunicazioni erano molto più rare rispetto ai nostri giorni.
Il ‘genius loci’ prevaleva sul ‘genius nationis’. Ed il tempo ha poi permesso che fosse fatto scempio di ciò che di queste età anteriori non fosse consono con le proprie nuove idee di Rinascimento e di bello’/

(…) ‘The Renaissance is the work of groups, more isolated than bound. Among the various Capitals there were certainly many relationships, but also hostility. And communications were much rarer than today.
The ‘genius loci’ prevailed over the ‘genius nationis’. And time has allowed the slaughter of those ancient ideas, since they are no longer suitable for new ideas of Renaissance and beauty ‘(…)

————————

.

E… oggi?

‘(…) Ciò che oggi si crea nel mondo dell’arte è impotenza e menzogna; dalla musica dopo Wagner come nella pittura dopo Manet, Cèzanne, Leibl e Menzel.
Si cerchino le grandi personalità, che possono giustificare l’affermazione che esiste ancora un’arte informata da una necessità fatale.
Si cerchino i compiti naturali e necessari che esse dovrebbero realizzare.
Si visitino le esposizioni, concerti e teatri e si troveranno soltanto degli industriali dell’arte e dei rumorosi pazzi che insistono nel confezionare per il
mercato qualcosa di cui, interiormente, già da tempo se ne sente la perfetta inutilità.
A che livello di dignità interna ed esterna sta oggi tutto ciò che è arte ed artisti.!

In un c.d.a.(consiglio di amministrazione) di una qualche S.P.A. o fra puri ingegneri, si troverà più intelligenza artistica, buon gusto, capacità critica e fantasia che non in tutta la pittura e la musica dell’Europa contemporanea.

In passato per ogni grandissimo artista, ve ne sono sempre stati un centinaio di superflui che ‘facevano’ dell’arte
Tuttavia finché è esistita una
grande regola, ovvero un’arte autentica, anche quel centinaio hanno prodotto qualcosa di veramente buono.
Essi erano l’humus su cui cresceva il grande artista
(vedi sopra Leonardo e Michelangelo, n.d.c.).

Ma oggi esistono solo quel centinaio di artisti; con le loro decine di migliaia di Opere fatte ‘per vivere’ e di cui non se ne sente ne la necessità ne la validità
E’ certo che essi potrebbero chiudere tutti i loro studi di artisti, senza che l’arte ne risenta minimamente
. (…)’

Oswald Spengler ne:’Il tramonto dell’Occidente’/’The Decline of the West’/’Der Untergang des Abendlandes’, Capitolo IV°, ‘Il nudo ed il ritratto’

Ecco qui di seguito un esempio per tutti, tra i molti , di ciò che Spengler aveva già intuito ad un secolo esatto dalla pubblicazione della Sua Opera omnia
Il tramonto dell’Occidente’/’The Decline of the West’/’Der Untergang des Abendlandes (1918/2018) – ;

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Michelangelo Pistoletto Il tempo del Giudizio Pisa estate duemiladiciotto soloalsecondogrado c

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Michelangelo Pistoletto Il tempo del Giudizio Pisa estate duemiladiciotto soloalsecondogrado b

Michelangelo Pistoletto
The time of Judgment Pisa – Tuscany – summer 2018
without words
Commentary by Ludovico Pratesi

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Michelangelo Pistoletto Il tempo del Giudizio Pisa estate duemiladiciotto soloalsecondogrado a

Michelangelo Pistoletto
The time of Judgment Pisa – Tuscany – summer 2018
without words
Commentary by Ludovico Pratesi

 

Here is the masterpiece, thought more than realized, by Michelangelo Pistoletto

(We now know that ‘authorship’ is no longer necessary for an artist to be such!)

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Michelangelo Pistoletto Il tempo del Giudizio Pisa estate duemiladiciotto soloalsecondogrado d

Michelangelo Pistoletto
Il tempo del Giudizio Pisa estate 2018
Commentary by Ludovico Pratesi

Michelangelo Pistoletto Il tempo del Giudizio Pisa estate duemiladiciotto soloalsecondogrado e

Michelangelo Pistoletto
Il tempo del Giudizio Pisa estate 2018
Commentary by Ludovico Pratesi

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Ecco un altro piccolo esempio, ‘on the road’ da Firenze estate 2018 di…: ‘impotenza e menzogna’ o,se si vuole, di ‘scollamento tra arte e Civiltà’ ;

Marina Abramović

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Marina Abramovic Firenze estate duemiladiciotto a

Marina Abramovic
Firenze estate 2018 ‘on the Road’

Marina Abramovic Firenze estate duemiladiciotto b

Marina Abramovic
Firenze estate 2018 ‘on the Road’

(…):‘ Un tempo libertà e necessità si identificavano. Difatti il segno di ogni arte vivente era la coincidenza tra volontà, necessità interiore e capacità artistica.
Con l’artista convivevano la naturalezza del fine da raggiungere e l’inconscia capacità di realizzazione di un’Opera di valore.
Ovvero era presente l’unità tra arte e Civiltà/(Kultur).

Tutto ciò è ormai finito, oggi per libertà

si intende una assoluta mancanza di

disciplina.’

(…)

O.S.

P.S.;

This post was published on 4 September last.
Yesterday, Sunday 23 September 2018, the artist Marina Abramovic was hit in the head with a painting, in which her own image is portrayed, by a self-styled artist from the Czech Republic (personal exhibition by Marina Abramovic: ‘the Cleaner’,Firenze settembre 2018);

I agree that I have here expressed my disagreement for certain artistic, or alleged productions, but … we do not exaggerate with the protest !!!

https://firenze.repubblica.it/cronaca/2018/09/23/news/firenze_aggredita_marina_abramovic_da_un_sedicente_artista-207157859/

Questo post è stato pubblicato il 4 settembre scorso.
Ieri, domenica 23 settembre 2018, l’artista Marina Abramovic è stata colpita in testa con un quadro ,in cui è ritratta la sua stessa immagine, da un sedicente artista della repubblica Ceca (mostra personale di Marina Abramovic :‘the Cleaner/lo spazzino’,Firenze settembre 2018);

d’accordo che ho qui espresso il mio dissenso per certe produzioni artistiche, o presunte tali, ma… non esageriamo con la contestazione!!!

.
———–
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Rovesciando ora il punto di vista; dall’Opera al suo fruitore , dall’artista al destinatario dell’Opera,
ecco cosa possiamo osservare attraverso Giacomo Zaganelli;

Giacomo Zaganelli Uffizi Firenze Grand Tourismo a soloalsecondogrado

Giacomo Zaganelli;
the Uffizi seen in subjective.
If contemporary art is now the expression
of a dissolution,
it follows that those who use it – the masses –
are the ‘pendant’ of that dissolution!

(…) ‘Tutto ciò che è euclideo è facilmente afferrabile, ed è dunque popolare. Per cui l’antichità è arte popolare in senso stretto.
A ciò si deve la incredibile seduzione da parte dell’arte antica sui moderno spiriti faustiani. Per loro la contemplazione dell’arte antica è un grande ristoro.
Col Rinascimento si ottenne un’arte similmente comunicativa a quella antica.
Difatti in alcuni suoi aspetti Raffaello è popolare, come ancora Rembrandt. Ma a partire da Tiziano, la
pittura – come la poesia e la musica – diviene via via sempre più esoterica. Difatti chi ascoltava la musica di Bach in chiesa, non la capiva.
La ‘massa’ si annoia sentendo Mozart e Beethoven. L’effetto di questa musica su di essa si riduce a delle semplici impressioni.
Dopo che l’illuminismo ha coniato la formula dell’arte per tutti, ogni singolo appartenente alla ‘massa’ finge agli altri ed a se stesso un
interesse per cose del genere, nei concerti come nelle gallerie d’arte.
Un’arte faustiana non è per tutti, a causa della sua essenza. Se la pittura moderna si rivolge a gruppi sempre più esigui di conoscitori, ciò
deriva dal fatto che si è progressivamente allontanata da elementi accessibili alla comune comprensione.(…)
A partire da questo punto è penetrato nella pittura un elemento metafisico difficilmente accessibile, che non si rivela alle masse profane.’
(…)

Oswald Spengler ne:’Il tramonto dell’Occidente’/’The Decline of the West’/’Der Untergang des Abendlandes’, Capitolo IV°, ‘Le arti figurative’

 

 

Giacomo Zaganelli Uffizi Firenze Grand Tourismo b soloalsecondogrado

Giacomo Zaganelli;
the Uffizi seen in subjective.
If contemporary art is now the expression
of a dissolution,
it follows that those who use it – the masses –
are the ‘pendant’ of that dissolution!

Giacomo Zaganelli Uffizi Firenze Grand Tourismo c soloalsecondogrado

Giacomo Zaganelli;
the Uffizi seen in subjective.
If contemporary art is now the expression
of a dissolution,
it follows that those who use it – the masses –
are the ‘pendant’ of that dissolution!

Giacomo Zaganelli Uffizi Firenze Grand Tourismo d soloalsecondogrado

Giacomo Zaganelli;
the Uffizi seen in subjective.
If contemporary art is now the expression
of a dissolution,
it follows that those who use it – the masses –
are the ‘pendant’ of that dissolution!

Adesso possiamo comprendere una vecchia originale espressione:’

Lo spazio crea il tempo, poi il tempo uccide lo spazio

 

Con le prime Opere di Masolino e Masaccio, poi con Leonardo ed altri, la costruzione dell’immagine, attraverso panneggi e volti creava uno spazio tridimensionale da cui scaturisce la dimensione temporale.
Da qui un periodo centrale aureo per il mondo che ideò questa relazione (e non più semplice proporzione come nel mondo ellenico) spazio temporale.
Ma poi il tempo uccide, dissolve lo spazio stesso, corrodendolo dall’interno;
ecco questo rappresentato realmente – e forse inconsapevolmente da Zaganelli e Direzione degli Uffizi – attraverso le ‘masse’ fruenti di un universo che è stato,

ma che ormai è inconsapevolmente dissolto!

So what we daily experience, even through contemporary art, is a process of representation of dissolution – disintegration – of the human mind. Including all the artistic cultural heritage inherited from previous eras.

Certo possiamo chiamare arte anche tutto ciò, essendo pur sempre un riflesso di un mondo che un artefice d’arte vede, elabora / sente e ricrea secondo un proprio stilema.
Ma si dimentica spesso, sopratutto da parte della critica più attenta – filosofi della storia in testa – che se si valutano concluse in se varie epoche, senza speranza di una sorta di nesso di continuità, è pur vero – e qui la loro ‘distrazione’ – che occorrono diverse definizioni di arte a seconda delle differenti epoche.
Invece essi hanno adottato un unico parametro di giudizio per differenti misure.

—–
.
Ma…!

meglio capolavori naturali, come madre natura ci riserva senza mai deluderci;

Michelangelo Pistoletto Il tempo del Giudizio Pisa estate duemiladiciotto soloalsecondogrado g

.
Michelangelo Pistoletto Il tempo del Giudizio Pisa estate duemiladiciotto soloalsecondogrado f

Between heaven and earth, between blue and green; what’s better?

Contemporary art; from the Bamberg Horseman to Fritz Koenig and the question of guilt.

Contemporary art from the Bamberg Horseman to Fritz Koenig and the question of guilt (die Schuldfrage).

alias; from the ‘pietas’ of the Romans to pseudo-Christian charity

.

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Alias…;

The sense of history.

‘ (…) Corot e Tiepolo in pittura, come Domenico Cimarosa e Mozart nella musica,dominarono ancora la lingua materna della loro arte.
Ma subito dopo, si incomincia a balbettare, e nessuno se ne accorge perché il balbettio era comune ai loro successori.
Prima, libertà e necessità coincidevano.
Dopo, libertà diviene sinonimo di una totale mancanza di disciplina.
Prima, al tempo di Rembrandt e di Bach il dramma, ai noi ben noto, di coloro che fallivano miseramente il proprio scopo non era neanche lontanamente immaginabile.
E ciò perché il destino della forma era insito nella razza, nella scuola.
Dopo tale destino diviene solo espressione di tendenze private di singoli artisti.
Prima, essendo all’interno di una grande tradizione, perfino gli artisti reputati minori riescono a raggiungere qualcosa di perfetto.
(vedi Jacopo Pontormo; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/06/09/jacopo-pontormo-a-misunderstood-genius-of-the-renaissance/ , n.d.c.)
Poiché l’arte era vivente, non già senescente, e dunque li sospingeva verso traguardi artistici adeguati alla civiltà in cui vivevano.
Dopo, gli artisti sono invece condannati a volere ciò che più non vogliono. Essi devono ormai calcolare, combinare, inventare secondo un cliché artistico di stampo razionalista, perché il vecchio istinto dei loro predecessori si è ormai spento.(…)
Non vi è più, come prima/come un tempo, un destino. A questo si è sostituito uno stato d’animo.
Il nuovo artista cede di fronte alle barbarie delle grandi metropoli. L’arte è ormai artificiale, e come tale non è suscettibile ad uno sviluppo organico.
Un apparente ritorno alla natura, all’elementare,(…) Quel che J.J. Rousseau , con espressione tragicamente esatta, aveva profetizzato come ‘ritorno alla natura’ si realizza in questa arte ormai senile ed agonizzante.
(…) Che cosa è accaduto tra prima e dopo? Questo stravolgimento non ci dimostra forse, che era venuta a mancare l’anima dalla quale i colori trasfigurati erano nati (dal verde scuro al bruno n.d.c.) ed avevano un sentore religioso, un segno della nostalgia, il valore totale di una natura vivida? ‘

Oswald Spengler ne:’Il tramonto dell’Occidente’/’Der Untergang des Abendlandes’, Capitolo IV°, ‘Il nudo e il ritratto’.

To fully understand these words, read the following in this post.

—————————–
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Fritz Koenig,
Deutschland.
Mostra presso la Galleria Nazionale degli Uffizi – Firenze – estate 2018/

/Posthumous personal exhibition of the Works of Fritz Koenig, at the Uffizi National Gallery – Florence – Summer 2018

Fritz Koenig soloalsecondogrado blog n


Fritz Koenig, Paar ,coppia.
L’art engagé,
est certainement plus incisif quand il
revient …
…à des thèmes plus ‘naturels’ !
L’espressione francese : ‘
‘art engagé’
non ha una espressione corrispondente, esatta, nella lingua inglese.
Ciò non è un fatto casuale.
‘ l’art engagé ‘ ,
non ha trovato terreno fertile negli USA e in Gran Bretagna,
se non attraverso manifestazioni artistiche che mai
hanno realmente messo in discussione
‘il Sistema’.
Vedi note in merito attraverso i seguenti post,
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/05/13/jackson-pollock-la-figura-della-furia-ovvero-il-grande-vuoto/
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/09/28/jeffrey-koons-and-the-american-way-of-life-in-florence/
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/01/17/wall-street-and-the-world-of-art/
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/12/02/the-world-of-woody-allen/
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/#comment-1138
Si può certo affermare che :’
‘ l’art engagé’,
trova senso ed origine in Europa, e più precisamente nell’Europa continentale
e, dalla caduta del muro di Berlino anche in quella
orientale con artisti come
Ilya Kabakov ;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/01/22/s-m-ejzenstejn-google-remembers-on-january-22-2018-the-anniversary-of-the-russian-film-director/
(…)

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Fritz Koenig Deutschland soloalsecondogrado

Fritz Koenig
Deutschland

.

In the shadow of the Uffizi Museum Indoor outdoor at the Uffizi The unnoticed charm of certain angles soloalsecondogrado

In the shadow of the Uffizi Museum.
Indoor outdoor at the Uffizi.
The unnoticed charm of certain angles…

.
——————-, ma…

cominciamo con una opera misconosciuta ma dal fascino discreto sia per l’anonima origine del suo autore, sia per la lontananza dei secoli che ci separano dalla stessa, ma dalla notevole attualità che ha spinto autori moderni come Fritz Koenig e Marino Marini, ad ispirarsi ad essa, con un felice procedimento di stilizzazione;

Bamberger Reiter, Bamberg Horseman, il cavaliere di Bamberga , Cattedrale – Germania – .

Scultura della prima metà del XIII secolo, dunque in pieno Medio Evo.

Bamberger Reiter Bamberg Horseman cavaliere di bamberga soloalsecondogrado blog f

Bamberger Reiter , Bamberg Horseman,
ilcavaliere di Bamberga Germania,
Cattedrale di Bamberga.
Prima metà del XIII secolo.
Statua posta su un ripiano di una delle colonne della Cattedrale cittadina, realizzata da un Autore rimasto anonimo.
Opera non anamorfica, benché la si debba vedere di scorcio (dal basso verso l’alto) ,
ritrae probabilmente un Re germanico ( forse Enrico II),
e lo ritrae con l’intento di farne una rappresentazione quanto mai somigliante.
Essendo stato il cavaliere persona scarna, esile di ossatura, l’Autore dell’Opera lo ha messo in arcione su un cavallo altrettanto esile ma di belle proporzioni.
Essa è del tutto peculiare per alcuni dettagli;
in una Germania del XIII secolo ormai cristianizzata, colpisce la mancanza di segni religiosi cristiani, seppur non priva di elementi apotropaici
( la figura bizzarra ,che si vede in una fotografia qui sotto, ritrae una figura non umana, ai piedi del ripiano).
Dagli inferi al mondo vegetale che ricopre il piedistallo ,
al mondo animale rappresentato dal cavallo,
a quello umano rappresentato dal cavaliere.
Ed infine alla civiltà / Kultur , prodotto dell’uomo e non di Dio., rappresentata da un insieme di abitazioni poste sopra la testa regale.
Un singolare, per l’epoca, percorso , sempre ‘verticale’, come nel mondo religioso cattolico,
ma… non sorretto da forza divina…
Ciò deve certo aver colpito sia
Fritz Koenig sia l’amico Marino Marini,
uno scultore italiano che percorse strada artistica similare a quella del collega tedesco.

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Bamberger Reiter Bamberg Horseman cavaliere di bamberga soloalsecondogrado blog c

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Bamberger Reiter Bamberg Horseman cavaliere di bamberga soloalsecondogrado blog c cerchio

Bamberger Reiter , Bamberg Horseman,
ilcavaliere di Bamberga Germania,
Cattedrale di Bamberga.
Prima metà del XIII secolo.
Essa è del tutto peculiare per alcuni dettagli;
in una Germania del XIII secolo ormai cristianizzata, colpisce la mancanza di segni religiosi cristiani, seppur non priva di elementi apotropaici
( la figura bizzarra ,che si vede in una fotografia qui sotto, ritrae una figura non umana, ai piedi del ripiano ).
Dagli inferi al mondo vegetale che ricopre il piedistallo ,
al mondo animale rappresentato dal cavallo,
a quello umano rappresentato dal cavaliere.
Ed infine alla civiltà / Kultur , prodotto dell’uomo e non di Dio., rappresentata da un insieme di abitazioni poste sopra la testa regale.
Un singolare, per l’epoca, percorso , sempre ‘verticale’, come nel mondo religioso cattolico,
ma… non sorretto da forza divina…
Ciò deve certo aver colpito sia
Fritz Koenig sia l’amico Marino Marini,
uno scultore italiano che percorse strada artistica similare a quella del collega tedesco.

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Bamberger Reiter Bamberg Horseman cavaliere di bamberga soloalsecondogrado blog d cerchio

Nel cerchio rosso
è evidenziata la figura apotropaica che certo indica una realtà metafisica, quindi trascendente
ma…
alla base del mondo fisico, quindi naturale che con certezza conosciamo

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Souvenir d’Italie;

Florence that passion for adults and children

Florence,
that passion for adults and children!

Look carefully at this photograph;
tourists – who form a family – visiting a city – Florence – which is historical heritage.
It has been rightly observed that: ‘a peasant has no history’.
This is tantamount to affirming that there is a perfect cyclicity without any evolution.
What was past is now the present and tomorrow will be the future.
Through this photograph we notice a clear contradiction;
A full-blown historical past
– such as the one represented by the Florentine Renaissance – ,
it is now, in our days, ‘without history’ like the peasant world!
What was past is now the present and tomorrow will be the future.
Through generations of tourists from yesterday’s today and tomorrow.

Apparently living cemeteries !!

But … with this fundamental difference;

In the ‘peasant world’ there remains an undeniable vitality from generation to generation.

Here, however, in this great historical heritage, vitality is now dead.
And with it the story itself.
This explains the reason for the sensitivity, present in the contemporary Western world, towards the past.

  Because there is no more future!

Ponte vecchio Firenze visto dagli Uffizi

Souvenir d’Italie;
Ponte Vecchio, visto dagli Uffizi
Firenze

Torre di Arnolfo di Cambio alias di Palazzo vecchio o della signoria vista dalla terrazza degli Uffizi

Souvenir d’ Italie;
Torre di Arnolfo di Cambio,
alias di Palazzo Vecchio o della Signoria.
Vista dalla terrazza degli Uffizi.
Firenze

Porcellino di Firenze originale romano in marmo Museo degli Uffizi Firenze Da l originale in marmo copia in bronzo presso Loggia del Mercato Nuovo Fi

Souvenir d’Italie;
Porcellino di Firenze;
originale romano in marmo presso il Museo degli Uffizi,
Firenze.
Dall’ originale in marmo ne fu ricavata copia in bronzo,
presso la Loggia del Mercato Nuovo di Firenze.

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Passiamo all’Opera contemporanea dello scultore tedesco Fritz Koenig.

Fritz Koenig soloalsecondogrado blog ze

Fritz Koenig,
mostra postuma presso il Museo Galleria degli Uffizi, Firenze.
Estate 2018

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog zf

Ecco un primo esempio dell’arte di Fritz Koenig;
vi è molto di Marino Marini come del cavaliere di Bamberga.
Con Koenig, la stilizzazione è sempre unita ad una certa descrizione dei volumi.
Come detto il monumento equestre è stato un soggetto artistico dismesso dalla seconda metà del XIX secolo.
Tuttavia in alcuni Autori contemporanei,vi è una ripresa di questo stilema, con un singolare precedente nel cavaliere di Bamberga che evita ogni retorica nel suo porsi.
Va notato che ‘gemmazioni locali’ ,nel caso tedesca, di Opere fuori da tradizione locale consolidata, ed in anticipo sui tempi in modo del tutto singolare, sono ricorrenti in ogni luogo e tempo.

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog zd

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog l

Le sfere di Koenig,
tanto ci ricordano quelle di Arnaldo Pomodoro.
Una sua sfera sarà danneggiata nell’attentato alle torri gemelle dell’ 11 settembre 2001

Ma… ora, in base al pensiero di Spengler ,all’inizio post riportato, possiamo ben capire il significato dell’utilizzo da parte di Koenig, Pomodoro ed altri artisti, della sfera;
un razionalismo geometrico, presente nei poliedri regolari come ad esempio nel cubo, che con la sfera diviene perfezione assoluta, seppur perdendo la natura di poliedro (non avendo superfici/facce piane), poiché tutto si confà ad un unica superficie regolare.E, data la superficie curvilinea della sfera, supera la geometria piana euclidea, inglobando in se la quarta dimensione, quella del tempo.
Ed inoltre la sfera viene sezionata, come un corpo in una seduta anatomica. Nel disperato tentativo di trovare l’anima ,ormai perduta, di una civiltà apparentemente vivida
!!

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog f

La sfera danneggiata 11 settembre 2001 ,di Fritz Koenig.

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Koenig, sul luogo della carneficina dopo l’ 11 settembre 2001,
accanto alla sua sfera danneggiata.

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog s

Il fantastico Egitto ,
con le sue indimenticabili divinità…
Non ci ricorda tanto :’Anubi’ ?!

(…)

‘Che possediamo oggi in fatto di arte?
Una musica falsa piena del rumore di un ammasso di strumenti.
Una pittura falsa piena di effetti stupidi, esotici e da bella mostra di se.
Un’architettura falsa che ogni dieci anni produce un nuovo stile,

attingendo al tesoro delle forme di millenni passati. E sulla falsa riga di questo novello stile, secondo cui ogni artista fa quello che vuole, si produce un’arte plastica falsa che ruba dall’Assiria, dall’Egitto (come Koenig qui sopra, n.d.c.) e dal Messico.

Ciò malgrado, bisogna considerare quest’arte, come espressione del segno dei tempi. Arte che è espressione della ‘gente colta’
Mentre quell’arte novella che rimane legata agli antichi ideali, è arte da provinciali.’

Oswald Spengler ne:’Il tramonto dell’Occidente’/’Der Untergang des Abendlandes’, Capitolo IV°, ‘Il nudo e il ritratto’.
Cfr/Cf con quanto riportato nella fotografia qui subito sotto;

uffizi filosofia della storia dell arte

The words of the management of the Uffizi museum – highlighted above in red above – are unequivocally contrasted with what was said above through the contribution of Oswald Spengler

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog zb

Ancora Egitto;
un carro simile – originale – è conservato nel museo fiorentino di arte etrusca ed egizia in Piazza santissima Annunziata

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog u

Ed ecco un disco solare,
degno del Faraone Akhenaton, padre di Tutankhamon.
Il Faraone Akhenaton, fu l’artefice della prima religione monoteista che si conosca. Almeno per una società complessa (e non antropologica)

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog v

Finestre del tempo, o giù di li!

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Ma… veniamo ora a ciò che in realtà ha permesso a Fritz Koenig di ottenere il ‘viatico’ della notorietà artistica e quindi la possibilità di vivere del proprio impegno artistico;

Fritz Koenig soloalsecondogrado blog i

Resti umani di un campo di concentramento tedesco
della seconda guerra mondiale.

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog a

…Truth in art…is found in the pain it shelterrs!…
Questa è una frase di Koenig, che vorrebbe qualificare l’arte del suo tempo.
In realtà non qualifica proprio niente.
Di peggio e di più hanno fatto i russi (sovietici) durante la seconda guerra mondiale. Con i pogrom, contro gli ebrei, il popolo polacco e le carneficine al proprio interno con le deportazioni in massa fatte da Stalin e compagni.
Gli USA, con le due prime atomiche hanno terminato milioni di civili giapponesi…
Ma a quanto pare molti – artisti in testa – sono dimentichi che la storia la scrivono i vincitori.
Ai vinti tocca recitare il ‘mea culpa’ .
Forse questo è il compito di alcuni artisti ‘engagé’.
Di sicuro l’arte non sapendo mentire mostra la falsità stilistica di queste Opere fasulle.

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Ed ancora;

Fritz Koenig Deutschland Uffizi estate duemiladiciotto soloalsecondogrado a


Fritz Koenig Deutschland Uffizi estate 2018.
Still sexual relations, but …
With the connotations of: ‘primary act’
described by Sigismund Freud,
that is, a sort of violence of pure natural origin …

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Fritz Koenig Deutschland Uffizi estate duemiladiciotto soloalsecondogrado b


Fritz Koenig Deutschland Uffizi estate 2018
German dissidents,
in the Germany of the forties of the last century …
Decapitated

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Fritz Koenig Deutschland marble soloalsecondogrado

Marble;
original magma,
final tomb and …
excruciating memory,indelible.
All this is not the product of 12 terrible years,
but of a pseudo-culture;
multi-ethnic and decadent cultures

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Fritz Koenig Deutschland soloalsecondogrado k

Holocaust project … NEVER REALIZED …(unrealized project)

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog r

Ecco un altro esempio di ‘mea culpa’ per artisti che devono essere impegnati/engagé per ottenere quella notorietà che…’fa vendere’!

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog d

Il gelido paesaggio invernale,
come sfondo per un’Opera che vuole stilizzare tetri ricordi storici…

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog b

Fritz Koenig,
percorre l’inverno dei suoi ricordi drammatici

—————-;

Fritz Koenig soloalsecondogrado blog t

Nella prima Opera vista – Paar coppia – come in alcune litografie,
si può cogliere la tempra autenticamente artistica di Koenig,
ma… quando Egli ha dovuto avventurarsi in terreni
accidentati/engagé ,
la sua arte è divenuta il fantasma di se stessa.

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog zg


Im Laufe der Zeit haben nur diejenigen,
die wertvolle Menschen sind, Glück
von Moltke

From the dissolution of perspective to the dissolution of the image; two parallel routes with a single objective.

From the dissolution of perspective (through Paolo di Dono aka Paolo Uccello) to the dissolution of the image (through Leonardo da Vinci);

two parallel routes with a single objective.

Rembrandt van Rijn portrait of a Young Man uffizi soloalsecondogrado

Here is how Rembrandt van Rijn painted it;
(portrait of a Young Man Uffizi)
A natural talent, which can / must be refined.
But you must be born!
Ecco come dipingeva Rembrandt van Rijn, ne;
( portrait of a Young Man Uffizi )
Un talento naturale, che può/deve essere affinato.
Ma ci devi nascere!

A work that can in this context, as mentioned here, be considered a goal after many centuries of trials and attempts. A pictorial ‘summa’!
Un lavoro che può in questo contesto, per quanto qui detto, essere considerato un traguardo dopo molti secoli di prove e tentativi. Una ‘summa’ pittorica!
But…

Flemish art and Renaissance art;
there is no tribute of Renaissance art to the Flemish art.
And the reverse is also true.
The relationship between the two different schools, which find their greatest expression in painting, lies mainly in the ‘passage of a witness’ or in a relationship of evolution.
This can be clearly understood in the portrait;
in Renaissance art,
the figure, often sacred, assumes a pose that suits one’s role.
The result is a portraiture that is an attitude of high behavior of the person as a function of his office (sacred charge, politics etc …).
In Flemish art,
the public role of the portrayed person is marginalized, even if not excluded, leaving room for that of the person.
The result is a more natural portraiture, closer to the essence / to the praecordia of the person portrayed.
Remember the old expression: ‘man in God and … God in man’ (?) / see https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/19/museo-di-san-marco-firenze-visita-virtuale/

 

 

 

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Rembrandt van Rijn portrait of a Young Man uffizi didascalia soloalsecondogrado

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Circa i riferimenti di Giorgio Vasari (vedi in calce, nota**) ( da:’ ‘le vite…’) sulle valutazioni della prospettiva nell’Opera di Paolo di Dono alias Paolo Uccello, si veda quanto già postato nel post precedente:’

:’‘Jacopo Pontormo; a misunderstood genius of the Renaissance…? Or …A silent craftsman at the service of his time?’

,
direttamente attraverso il seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/06/09/jacopo-pontormo-a-misunderstood-genius-of-the-renaissance/

……………..

Poche righe di presentazione/introduzione a quanto qui sostenuto;

se ,come visto in altri post,

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/06/09/jacopo-pontormo-a-misunderstood-genius-of-the-renaissance/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/08/11/pietrasanta-little-athens/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/

Leonardo da Vinci, fu l’unico a intuire – dunque fu l’antesignano della – la futura arte, attraverso lo ‘sfumato’, ovvero una prospettiva non più semplicemente lineare ma dell’etere, così che si giungerà attraverso figure come Rembrandt van Rijn, alla dissoluzione dell’immagine in macchie di colore cupe/terragne su fondi oscuri,

al pari,

Paolo di Dono attraverso un lavoro di scomposizione della prospettiva lineare, fu antesignano della futura arte rappresentata da Autori come Paul Cézanne e Picasso e quindi ‘i futuristi italiani‘(vedi,[***]), attraverso i quali vi sarà la dissoluzione della prospettiva lineare stessa,

[ e con Henri Matisse, vi sarà la dissoluzione della figura nel colore, come Paolo di Dono affronta d’acchito,con una prospettiva del colore alterata con la lontananza.
( Infatti nelle Opere di Paolo di Dono, benché alcune figure siano lontane, il loro colore permane vivido, e non sbiadito come dovrebbe essere…vedi in proposito la battaglia di San Romano conservata in Gran Bretagna; ‘Niccolò da Tolentino’ National Gallery, Londra.) ]

Con due percorsi del tutto singolari,
,pur nati da un contesto culturale artistico straordinario (la Firenze del XIV, XV e XVI secolo), Leonardo da Vinci e Paolo di Dono affrontano una questione ‘meta artistica’ ;
Leonardo si avvia ad annullare il disegno (realtà su cui invece Michelangelo insisteva;vedi i suoi affreschi)
mentre Paolo di Dono inizia con l’alterazione prospettica, un percorso diverso ma parallelo a quello di Leonardo; la dissoluzione del paesaggio prospettico (della prospettiva stessa).
Entrambi porteranno dunque alla dissoluzione di figura e paesaggio.
Dissoluzione che porterà alla pittura astratta, di cui furono antesignani della nostra epoca gli impressionisti francesi (e, a loro volta, antesignani di quest’ultimi i macchiaioli toscani seppur col limite di non aver del tutto abbandonato il figurativismo/arte figurativa…)

Attraverso l’analisi ,qui subito di seguito, di una delle tre battaglie di San Romano – quella degli Uffizi – si mostra quanto ora sopra detto.

………………..

The Battle of san Romano (Pisa) 1/3 (One of the three known) Uffizi Museum Florence;

Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado i

Paolo di Dono alias Paolo Uccello,
battaglia di San Romano
Uffizi Firenze

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paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado v

The Battle of San Romano (Pisa) 1/3 (One of the Three Known) by Paolo di Dono.
Uffizi Museum Florence;
What was not understood by the contemporaries of Paolo di Dono (and his fellow artists), lies in the fact that Paolo followed a completely different path from that undertaken before him by painters such as
Masaccio, Masolino etc …
He was incredibly early on the times.
And history later proved him right!

The roads that can be traveled and then traveled were the following;
* the formal perspective rigor of Piero della Francesca,
* the fusion between perspective and image / portrait of which Filippo Lippi was a precursor (see Madonna with child and two angels, Uffizi. And, Filippo Lippi :’ Madonna con Bambino’ Palazzo Pitti Firenze/Friar Filippo Lippi: ‘Madonna with Child’ Palazzo Pitti Florence..)
* the stylistic, and platonic conceptual, affinity of Sandro Botticelli
* the Leonardesque(by Leonardo) nuance with which the difference between landscape and image is dissolved
* the dissolution of things and people in perspective, no longer formal but constructed, from time to time, to narrate/built to tell (by Paolo di Dono)

 

 

 

Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado a

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paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado a

Paolo di Dono (1397 1475) alias Paolo Uccello,
‘la battaglia di San Romano’ (Pisa) 1435/40 .
1/3 (una delle tre conosciute) Museo Galleria degli
Uffizi Firenze .
The Battle of san Romano (Pisa) 1/3 (One of the three known) Uffizi Museum Florence.

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paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado c

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paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado c

There are in this Work by Paolo di Dono, aka Paolo Uccello,
two prospective centers;’A’ and ‘B’
above, well highlighted through a structure of perspective lines.
A prospective center is indicated by the point ‘A’ (in blue), which refers to the actual battle (between Florentines and Siena, near the town of ‘San Romano’ in the province of Pisa).
Following this perspective center, that is an observer’s ‘A’ point of view, all that is behind it should be hidden from the eye or be seen in the distance and aligned with the escape lines in ‘A’.
Or it would be visible only what is well developed in height, such as a mountain etc …
This does not happen thanks to a perspective alteration given by the perspective center in ‘B’ (in white), in which there is a second point of observation.
This allows to observe a flat landscape on the background otherwise not observable as it happens in the Opera.
It is as if an observer were to be found
simultaneously in ‘A’ and ‘B’.
Unthinkable to those times, and apparently extravagant, as Giorgio Vasari and Donatello defined, the Opera di Paolo di Dono.
But … how they were wrong!
(Giorgio Vasari, Donatello and many others …)
……………….
Vi sono in quest’Opera di Paolo di Dono, alias Paolo Uccello,
due centri prospettici; ‘A’ e ‘B’,
qui ben evidenziati attraverso una struttura di linee prospettiche.
Un centro prospettico è indicato dal punto ‘A’ ( in blu), a cui fa riferimento la battaglia vera e propria (tra fiorentini e senesi, presso la località di ‘San Romano’ in provincia di Pisa).
Seguendo questo centro prospettico, ovvero punto ‘A’ di visuale di un osservatore, tutto ciò che vi è dietro dovrebbe essere nascosto all’occhio oppure essere visto in lontananza e allineato alle linee di fuga in ‘A’.
Oppure sarebbe visibile solo ciò che è ben sviluppato in altezza, come ad esempio una montagna etc..
Ciò non avviene grazie ad una alterazione prospettica data dal secondo centro prospettico, in ‘B’ (in bianco), in cui vi è un secondo punto d’osservazione.
Ciò permette di osservare un paesaggio pianeggiante sullo sfondo altrimenti non osservabile come avviene invece nell’Opera.
E’ come se un osservatore si trovasse
contemporaneamente in ‘A’ ed in ‘B’.
Impensabile a quei tempi, e apparentemente stravagante, come Giorgio Vasari e Donatello definirono, l’Opera di Paolo di Dono.
Ma… come si sbagliavano!
( Giorgio Vasari, Donatello e molti altri…)
.
———-

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado cb

in ‘A’ il primo centro prospettico

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado ca

in ‘B’ il secondo centro prospettico

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado a a

Potremmo definirle : ‘simmetrie prospettiche’, quelle rappresentate dai                                        cavalli  ‘gialli’,  ‘arancioni’ e ‘verdastri’; quest’ultimi come a rappresentare i ‘cavalli neri’ dell’apocalisse di San Giovanni (capitolo 6), simbolo di un destino infausto (nel caso dei senesi!).

Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado z


Paolo di Dono alias Paolo Uccello
battaglia di San Romano,
Anno 1435 circa Uffizi

A medieval tournament lance;

becomes a pictorial element that marks an
asymmetrical caesura in space

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paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado d d

:’Acquired by Lorenzo the Magnificent’ ;
This states the caption above!
In reality,
– from a random bibliographic discovery of 2010, –
the three battles of San Romano, were commissioned by the Marquis Leonardo of the family ‘Bartolini Salimbeni’ (Florentine of Sienese origins).
This Opera / Battaglia (one of the three) kept in the Uffizi, was placed in a residence ‘Bartolini Salimbeni’, near ‘Santa Maria a Quinto’ – Florence -.
Lorenzo the Magnificent, he stole this Opera, from the residence of the ‘Bartolini Salimbeni’. And he had it cut above – where it was round, – turning it into a rectangle, to fit it to his bedroom.
The family ‘Bartolini Salimbeni’ sued the family ‘de Medici’, to get back what was stolen, but the cause was ‘shelved’
……….
:’Acquired by Lorenzo the Magnificent’ / ‘acquisito da Lorenzo il Magnifico’;
Questo afferma la didascalia qui sopra!
In realtà,
– da una scoperta casuale bibliografica, del 2010, –
le tre battaglie di San Romano, furono commissinate dal Marchese Leonardo della famiglia ‘Bartolini Salimbeni’ (fiorentini di origini senesi) .
Questa Opera / Battaglia (una delle tre) conservata, agli Uffizi, era posta in una residenza ‘Bartolini Salimbeni’, presso ‘Santa Maria a Quinto’ – Firenze – .
Lorenzo il Magnifico, fece trafugare questa Opera, dalla residenza dei ‘Bartolini Salimbeni’. E la fece tagliare superiormente -dove era tondeggiante – , trasformandola in un rettangolo, per adattarla alla sua stanza da letto.
La famiglia ‘Bartolini Salimbeni’ fece causa alla famiglia ‘de Medici’, per riottenere quanto rubatole, ma la causa fu ‘insabbiata’

………………..

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado r

‘Pauli Ugieli Opus’ ; la firma dell’Autore.

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado e

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado f

Nei due riquadri blu, arti rappresentati come se fossero ‘i negativi di fotografie’; elementi del tutto piatti e… rovesciati nel colore.

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Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado e

Figura di cavaliere visto ‘di scorcio’.
La tridimensionalità esasperata del cavaliere così raffigurato, fa da contrasto a quella della zampa
bianca del cavallo assolutamente
piatta,assolutamente priva di tridimensionalità.

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Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado f

Un cavallo atterrato come il cavaliere qui sopra,
visto dunque di scorcio in cui il colore verde bluastro ne definisce la sorta infausta.

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Qui sono le grandezze delle figure ad essere rovesciate; quella più in lontananza  – rappresentata dal particolare della ‘testa’ –  è più grande anziché più piccola, e quelle altre due più vicine più piccole anziché più grandi.

Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado l

Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado m

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Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado b

Lepri !!!
Nel bel mezzo di una battaglia,
una caccia in piena regola!
Come appariva stravagante ai suoi contemporanei, e sopratutto ai suoi colleghi pittori, Paolo di Dono,
l’Autore di questo dipinto (1/3),
‘la battaglia di San Romano’ – Uffizi –
Ma come si sbagliavano!
Paolo , introducendo una scena di caccia
– come altra scena plausibile in uno spazio aperto in piena campagna – ,
nel corso di una battaglia memorabile, non faceva altro che seguire coerentemente quanto prospetticamente impostato;
difatti egli ha creato due punti/centri prospettici, come sopra visto, ovvero due diversi spazi paralleli e temporalmente coincidenti.
Spazi che l’Autore mostra insieme attraverso un artificio prospettico, che la realtà non permette.
Ma che l’arte permette!

Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado p

Paolo di Dono alias Paolo Uccello
battaglia di San Romano
Uffizi Firenze

Un levriero al galoppo


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Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado c

Vividi colori in lontananza!
Qui un esempio lampante,
(altro esempio lo si trova ne:’la battaglia di San Romano’, National Gallery, Londra, ‘Niccolò da Tolentino’)
la prospettiva deforma le figure in lontananza, non solo nella loro struttura ma anche nel colore. Colore che diviene via via meno intenso con l’aumentare della distanza.
Realtà assai simile avviene col calare della luminosità; verso sera, noi percepiamo i colori via via in ‘bianco e nero’ .
Anche in questo caso, Paolo ci offre uno strumento;
la prospettiva, non solo lineare/geometrica– che è alla base anche di quella dell’etere leonardesca – , ma con Paolo è combinata con quella altrettanto rivoluzionaria costituita da una somma di punti/centri prospettici, anche nei colori.
Egli arriverà addirittura ad applicare la prospettiva a realtà tridimensionali e quindi non soggetti ad applicazioni prospettiche.
Come si vede i colori in lontananza qui presenti, il giallo ed il rosso, sono, malgrado la distanza, assai vividi.Una rivoluzione prospettica che Paolo applica ai colori in relazione alla distanza.
—————–
Scrive ne:‘Il tramonto dell’Occidente’/’Der Untergang des Abendlandes’, Oswald Spengler,

(…)

(…) Gli antichi colori da primo piano, il giallo ed il rosso, cioè le tonalità ‘antiche'(apollinee, dell’antica Grecia, n.d.c.) a partire da Rembrandt e poi in Vermeer si fanno sempre più rari e vengono sempre più utilizzati per effetti voluti di contrasto rispetto a lontananze ed a profondità che si vogliono rafforzare e sottolineare
(…) Il giallo ed il rosso, i colori della vicinanza, colori popolari, si collegano al suono degli ottoni, l’effetto dei quali è corporale fino alla volgarità’

 

Oswald Spengler ne:’Il tramonto dell’Occidente’/’Der Untergang des Abendlandes’, Capitolo IV°, ‘Le arti figurative’ e nota.

—————–
Spengler delinea, senza citarlo,e paradossalmente senza volerlo, la grandezza di Paolo di Dono, dimentico che dopo Rembrandt e Vermeer verranno Paul Cézanne, Henri Matisse, e Picasso. De – costruttori di prospettiva e colori al pari di Paolo di Dono!

 

 

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paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado o

Questi colori, sopratutto la loro costruzione nella figura, non sembrano anticipare quella pittura naif , ben rappresentata molti secoli dopo da Henri Rousseau, il doganiere?
Si noti gli strumenti musicali utilizzati ; ottoni, e si legga quanto in nota alla fotografia qui subito sopra, da Oswald Spengler!!

Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado g

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Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado h

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paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado q

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado t

With these perspective constructions, that is with Works in which the linear perspective and its subsequent alteration, are central element of a Work, you will never find a figure that is ‘portraiture’.
In Paolo di Dono, the figure is a pure constituent element of a completely singular landscape. And as such it completely loses its human / animate nature

Con queste costruzioni prospettiche, ovvero con Opere in cui la prospettiva lineare e sua successiva alterazione sono elemento centrale di un’Opera, non troverete mai una figura che sia ‘ritrattistica’.
In Paolo di Dono la figura è un puro elemento costitutivo di un paesaggio del tutto singolare. E come tale perde completamente la sua natura umana/animata
Paolo di Dono percorre una strada assai diversa da quella percorsa da Leonardo;
il primo
accentua il volume delle figure, dando il senso dell’Opera tridimensionale come un monumento equestre, isolando le figure in un tempo indefinito.
L’altro
sfuma progressivamente la figura fino ad immedesimarla col paesaggio definendo un’Epoca, un periodo, un singolo momento.
Se Leonardo, così facendo, dipinge un segmento dell’infinito,
Paolo di Dono supera con l’alterazione prospettica la geometria euclidea, quasi intuisse la fragilità del famoso quinto postulato euclideo.
Se, come nota Oswald Spengler, :’
:‘I quadri di Raffaello si dissociano in piani nei quali sono ordinatamente disposti dei gruppi, ed uno sfondo prospettico limita il tutto come in una cornice,
con Leonardo vi è un unico spazio, vasto ed eterno, nel quale le figure sembrano aleggiare.
Pertanto Raffaello costruisce una cornice composta da elementi singoli e vicini, mentre Leonardo costruisce un segmento dell’infinito.’

Oswald Spengler ne:’Il tramonto dell’Occidente’/’Der Untergang des Abendlandes’, Capitolo IV°, ‘Il nudo ed il ritratto’

Se ciò è vero,
ne segue, da quanto sopra mostrato, la costruzione, con la pittura di Paolo di Dono, di uno spazio non più limitato da cose e paesaggio, come in Raffaello, ma una costruzione aerea stereometrica che non limita la visione come in Raffaello stesso, ma si estende all’infinito come quella di Leonardo seppur con altra tecnica costruttiva.

 

 

 

Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado n

Paolo di Dono alias Paolo Uccello,
battaglia di San Romano
Uffizi Firenze

Nella pittura di Paolo di Dono c’è più espressività
in due semplici cavalli
che in tutte le figure umane da lui rappresentate.

E ciò per quanto già qui spiegato circa il
valore e funzione della prospettiva
da lui distorta nella sua pittura.

Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado o

Paolo di Dono alias Paolo Uccello,
battaglia di San Romano
Uffizi Firenze

Nella pittura di Paolo di Dono c’è più espressività
in due semplici cavalli
che in tutte le figure umane da lui rappresentate.

E ciò per quanto già qui spiegato circa il
valore e funzione della prospettiva
da lui distorta nella sua pittura.

Cfr/cf con l’immagine qui subito sopra.

.
.

Dopo quanto sopra espresso, possiamo certamente riportare questo pensiero ,di più di mezzo secolo fa, che ben si adatta
nel descrivere la valutazione riduttiva dei suoi contemporanei – come ,in parte, le valutazioni attuali – del lavoro di Paolo di Dono, essendo allora in forte anticipo sui tempi, e divenuto poi ,dopo molti secoli, indecifrabile nella nostra epoca :’

:'(…) If it is true that ideas always have something indecipherable and irrational in their origin,
it is also true that they do not affirm themselves and do not become largely meaningful if they do not find their environment suitable for developing
(…)/

:'(…) Se è vero che le idee hanno nella loro origine sempre qualcosa di indecifrabile ed irrazionale,
è anche vero che esse non si affermano e non diventano largamente significative se non trovano il loro ambiente adatto per svilupparsi
(…)
Eugenio Battisti, :’ L’anti-rinascimento, Conclusioni I° ediz. 1962 ‘

—————————

.

paolo uccello alias paolo di dono santa monica e due fanciulli Uffizi firenze soloalsecondogrado b

Paolo Uccello alias Paolo di Dono;
Santa Monica e due fanciulli, Uffizi Firenze
Ecco un altro esempio da manuale di una totale mancanza di ‘ritrattistica’ nelle Opere di Paolo di Dono.
Tutto è sacrificato/in funzione
dell’elemento prospettico.

.

Santa Monica di Paolo di Dono alias Paolo Uccello Uffizi soloalsecondogrado

Santa Monica,
di Paolo di Dono alias Paolo Uccello, Uffizi.
L’inespressività più assoluta nei volti ritratti da
questo pittore sui generis…
Cfr / cf con quanto già
in nota qui sopra. E vedi nota, [+++] qui sotto

.

paolo uccello alias paolo di dono santa monica e due fanciulli Uffizi firenze soloalsecondogrado c

Come sopra;
Paolo Uccello alias Paolo di Dono;
Santa Monica e due fanciulli, Uffizi Firenze
Ecco un altro esempio da manuale di una totale mancanza di ‘ritrattistica’ nelle Opere di Paolo di Dono.
Tutto è sacrificato/in funzione
dell’elemento prospettico.
Particolare

———————–

.

cfr/cf;

 

[***]

battaglia di san romano Louvre micheletto attendolo da cotignola


Louvre Museum -Paris-; the battle of San Romano (1/3).
Here, Micheletto Attendolo from Cotignola.
As mentioned above, a perspective element intuited by Paolo di Dono, through the study of perspective, concerns the ‘movement’;

in this battle well represented by the lances of the knights – in the left part of the painting – which give, through their position, a perspective sense of movement. ….This circular movement is ‘in the plane’ from top to bottom.
If one observes the constant shifting of the ‘perspective grid’ – which can be seen with the different changes in the direction of the small areas of green on the ground – one senses that the painter wanted to give the sense of circular movement in an orthogonal sense to that of the spears; that is, in the depth of the image.

 

 

[ If in the battle of San Romano – Uffizi – , the two perspective centers run along a central and vertical axis (line) to the two horizons, defined by two horizontal lines,
here the various perspective centers run along a horizontal axis (line), which is the same skyline  ]

And …, I remind you
that the Italian pictorial movement of the twentieth century; ‘Futurism’ represents the evolution of Picasso’s decomposition (laws, dissolution of perspective) with the addition of movement.
————–
.

Si noti ,

sia ne:‘the battle of San Romano’ of the Louvre, che ne:‘the battle of San Romano’ of the Uffizi, che Paolo di Dono evita accuratamente – con diverse strategie prospettiche; un fondo oscuro nella battaglia del Louvre, e un diverso orizzonte in quella degli Uffizi – di rappresentare il cielo, col suo colore azzurro.
L’azzurro; questo colore era il più utilizzato nel rappresentare ‘il trascendente’, il ‘mondo spirituale’. L’azzurro è stato l’erede e fedele sostituto rinascimentale del fondo oro, che con Giotto e Masaccio rappresentava ancora la Mistica nella sua essenza più pura.
Paolo evita di utilizzare quei colori ,committenza permettendo, e nel modo allora utilizzati dai suoi colleghi. Evita di costruire uno spazio attraverso il colore del cielo, che è alla base della prospettiva aerea,dell’etere tipica in Leonardo. Ma non per questo è da meno di Leonardo stesso nel costruire uno spazio fino ad allora mai concepito, in cui ogni figura è un segmento dell’infinito come i pianeti in uno spazio fisico galileiano. E come lo spazio galileiano viene necessariamente indagato di notte, così Paolo evita spazi immersi nella vivida luce del giorno. Fino a giungere a paesaggi notturni come in una delle battaglie di San Romano, quella del Louvre, come anche ne :‘Caccia notturna’ – Ashmolean Museum di Oxford – , in cui tutto è immerso nelle tenebre per permettere agli strumenti da lui utilizzati , prospettiva non aerea, ma nemmeno più lineare, e colore, di raggiungere il massimo grado di costruzione dello spazio.
[+++] Anche in un’immagine sacra, quale quella qui sopra di Santa Monica – Uffizi – , Paolo evita sia un fondo dorato che l’azzurro, scegliendo un fondo cremisi, una varietà di rosso (colore dell’istintività più accesa), ma che comprende in se il violaceo, colore liturgico simbolo di temperanza.
Come ha creato ,attraverso alterazioni prospettiche, uno spazio immaginario in cui i diversi punti di fuga verso più linee d’orizzonte indicano più realtà temporali, così Paolo ,analogamente, attraverso i colori definisce ruoli e funzioni dei corpi immersi nello spazio prospettico.
In sintesi egli dimostra ,certo ‘in nuce’ – embrionalmente, che era possibile una dinamica dello spazio – non più fisso e limitato – attraverso una prospettiva lineare deformante lo spazio stesso. Come pure era possibile che i colori dei corpi interpretassero lo spazio in cui sono immersi.

.
———————-

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paolo di dono alias paolo uccello la battaglia di san romano uffizi soloalsecondogrado

A careful observer!

nota** ;

giorgio vasari portrait of alessandro de medici uffizi soloalsecondogrado

Here’s how he painted
Giorgio Vasari;
(ne; portrait of Alessandro de ‘Medici Uffizi).
A lot of technique, but not very talented.
This fact was noted by his mentor, Michelangelo Buonarroti, and from these politely addressed to architecture.
The Uffizi is a building of Vasari!
Ecco come dipingeva
Giorgio Vasari;
(ne; portrait of Alessandro de’ Medici Uffizi).
Molta tecnica, ma ben poco talento.
Fatto questo rilevato dal suo mentore, Michelangelo Buonarroti, e da questi garbatamente indirizzato verso l’architettura.
Gli Uffizi è un edificio del Vasari!

Ed ancora, a Pisa;

Giorgio Vasari la Lapidazione di Santo Stefano Chiesa dell Ordine di Santo Stefano dei Cavalieri Pisa soloalsecondogrado

Ed ancora di
Giorgio Vasari:’
‘la Lapidazione di Santo Stefano’
Chiesa dell Ordine di Santo Stefano dei Cavalieri
Piazza dei Cavalieri Pisa

.

.

Giorgio Vasari ritratto di Lorenzo de Medici il Magnifico Uffizi Firenze soloalsecondogrado b


Giorgio Vasari ritratto di Lorenzo de Medici il
Magnifico Uffizi Firenze ,anno 1533
Anche impegnandosi al meglio delle proprie possibilità in un ritratto commemorativo di Lorenzo il Magnifico, Giorgio Vasari non seppe raggiungere livelli compositivi e di virtuosismo di alto livello.

Giorgio Vasari ritratto di Lorenzo de Medici il Magnifico Uffizi Firenze soloalsecondogrado a

—————————- ;

But that's who our sympathy goes to The usual writer Piazza San Giovanni corner of Via de Cerretani soloalsecondogrado

But…
that’s who our sympathy goes to;
the usual writer!
Piazza San Giovanni corner of Via de’ Cerretani Firenze
luglio 2018

Jacopo Pontormo; a misunderstood genius of the Renaissance…?

Jacopo Pontormo; a misunderstood genius of the Renaissance…?

Or …

A silent craftsman at the service of his time?

 

Subtitle;

Jacopo Pontormo; from the perspective revolution of Paolo Uccello to the revolution of the figure [see, (çç) ]

Pontormo ritratto di giovane uomo con berretto rosso b Collezione privata giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Portrait of a Young Man in a Red Cap alias Carlo Neroni, by Jacopo Pontormo
Pontormo ritratto di giovane uomo con berretto rosso,alias Carlo Neroni.
Collezione privata London.
Giugno 2018 a Firenze,
Palazzo Pitti

Jacopo Pontormo portrait of a Young man Ritratto di giovane uomo con berretto rosso a didascalia Collezzione privata giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Pontormo portrait of a Young Man in a Red Cap
alias Carlo Neroni.
Ritratto di giovane uomo con berretto rosso didascalia
Collezione privata London
giugno 2018 Firenze

Giugno 2018 – Firenze, Palazzo Pitti.

In questi giorni è in mostra ,presso il complesso museale fiorentino di Palazzo Pitti, una mostra itinerante composta da pochi dipinti, di cui tre (di), su un pittore – J(I)acopo Carucci da Pontormo – del tardo Rinascimento.
Poco conosciuto, e dalla critica (e dalla committenza del tempo) di allora come da quella attuale annoverato tra quei pittori certo di qualità artistiche, ma tutto sommato di ‘secondo piano’.
Ritenuti a tutt’oggi bravi pittori, spesso dall’eccellente virtuosismo tecnico, ma… niente di più.

In merito ,a queste valutazioni della critica, si veda quanto già scritto su Andrea del Sarto (di cui peraltro Jacopo Pontormo fu allievo);

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/08/07/andrea-del-sarto-cfr-confronta-vgl-vergleiche-cf-compare/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/02/28/virtual-visit-to-the-smallest-florentine-museum/

Sulla qualità pittorica del dipinto qui sopra, non vi sono certo dubbi.
E che sia farina del suo sacco è anche vero.

Ma queste loro qualità vengono ,e vennero, messe in dubbio sia per scuola di provenienza, sia per questioni del tutto contingenti relative ai bisogni materiali – di sussistenza, per capirci – con cui pittori come il Pontormo o come Andrea del Sarto dovettero confrontarsi.

Pittori dunque di secondo piano ad oltranza [see/vedi,nota conclusiva‘ (0)]

Eccone una piccola dimostrazione assai indicativa; sopratutto dalla didascalia vecchia di molti anni che conferma quanto qui ora sostenuto sui limiti di una critica…‘criticabile’ ;

francesco salviati alias Francesco de Rossi le tre parche palazzo pitti soloalsecondogrado

Francesco Salviati alias Francesco de Rossi:’
:’ le tre parche’.
Palazzo Pitti , Firenze.

francesco salviati alias Francesco de Rossi le tre parche particolare palazzo pitti soloalsecondogrado

Francesco Salviati alias Francesco de Rossi:’
:’ le tre parche’. didascalia.
Palazzo Pitti , Firenze.
Si noti dalla vecchia didascalia l’attribuzione di quest’Opera (prima che un documento ne documentasse l’appartenenza a Salviati) :’
: ‘GIA’ ATTRIBUITE A MICHELANGELO

e al ROSSO FIORENTINO‘.
[ Francesco Salviati together with his friend and classmate Giorgio Vasari, in 1527 saved an arm of Michelangelo’s David (see §§) ]

Come si vede da didascalia, questa Opera di Francesco Salviati (altro pittore annoverato tra quelli di mediocre talento) per molti anni fu attribuita a pittori di ben altro livello – Michelangelo Buonarroti – .
E anche se fosse il lavoro di Francesco Salviati un lavoro pedissequo di un qualche ‘grande’ in pittura – Michelangelo in questo caso – , di certo termina di esserlo quando ad un valore tecnico di esecuzione si associa un valore originale di composizione, di elaborazione.
Questo elemento andiamo qui sotto a riscontrare nella ‘visitazione’ di Carmignano del Pontormo.

.

At the end of this post (see §§) an episode of Giorgio Vasari’s life, recounted in his Work: ‘The lives of the most excellent painters (…) of 1550.
Episode about the breaking of an arm of Michelangelo’s David in the year 1527

———————–

La stima di vera grandezza di un artista non sta soltanto nel virtuosismo tecnico. Se così fosse un qualsiasi copista sarebbe un grande artista. Il che non è.

Ecco allora una seconda Opera del Pontormo da questa mostra fiorentina a palazzo Pitti – ‘la visitazione’ – ,
che mette in luce il pensiero del Pontormo, del tutto antesignano rispetto ai suoi tempi.
Ma ,come sopra fatto cenno,
sia per questioni ‘materiali/di sussistenza’ (che imponevano a molti artisti che seppur potenzialmente di grande valore,erano costretti a dipingere secondo le indicazioni di una committenza spesso di bassa lega culturale) ,
che per il fatto stesso che questa strada percorsa dal Pontormo (come da altri; Paolo Uccello/di Dono, vedi nelle righe successive qui di seguito), era troppo in anticipo sui tempi,
ecco che Pontormo restò inevitabilmente in ombra… All’ombra di altri suoi colleghi reputati di ben altra levatura, come Michelangelo e Raffaello (che lodarono peraltro le prime opere giovanili del Pontormo stesso)

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato a soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione.
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato b soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare teste
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato e soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Maria profilo
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato f soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Maria fronte
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato h soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Elisabetta profilo
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato g soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Elisabetta fronte
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato c soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare abiti
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato d soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare 2 abiti
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

visitazione pontormo a

Pontormo,
visitazione /visitation
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

visitazione pontormo b

Pontormo,
visitazione /visitation
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato i didascalia b soloalsecondogrado

Pontormo,
visitazione /visitation
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

Due gli elementi salienti di questa Opera,’la visitazione’, ovvero l’incontro tra la Vergine Maria e sua cugina Elisabetta, madre di San Giovanni Battista,

°
la presenza di uno stravolgimento dello schema classico di quei tempi,cioè della pittura ‘figurativa’ e solo quella (non esisteva la pittura astratta),

°
i colori surreali che anche in questo caso rompono una consuetudine.

Circa quanto al primo punto;
non vi sono, come invece riportato nel commento didascalico dell’opera, qui sopra riportato in fotografia, due ‘ancelle’ accompagnatrici le due protagoniste del quadro (Maria ed Elisabetta). Cioè non vi sono quattro figure, ma solo due ‘sdoppiate’.

Sono solo le due stesse figure, Maria ed Elisabetta, riportate simultaneamente viste di fronte e di profilo!

Se Paolo di Dono (Uccello) vedi nota [°°]
nel suo Giovanni Acuto (John Hawkwood), presso la Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, dipinge con una singolare alterazione prospettica il condottiero a cavallo, cioè un cavallo con cavaliere con prospettiva centrale, mentre il basamento su cui poggiano lo dipinge con prospettiva di scorcio (dal basso verso l’alto),
qui Pontormo
dipinge rifacendosi non alla scomposizione  prospettica di Paolo di Dono (Uccello), ma anticipando quella delle figure che avverrà molti secoli dopo con Picasso , i futuristi etc…

Ovvero più figure viste contemporaneamente da più lati.

Nel secondo aspetto, i colori, Pontormo,
sembra rifarsi  a Paolo di Dono (Uccello), quando questi dipinge la :‘battaglia di San Romano’ (quella conservata agli Uffizi di Firenze).
Difatti i colori, che se per Paolo di Dono (Uccello) sono indicativi di una alterazione prospettica a seconda della distanza e luminosità ed anche di una situazione e di un valore.

qui, con Pontormo, i colori indicano una situazione ed un giudizio della stessa. E vengono utilizzati in funzione dello spazio, ma con stile e tecnica ormai differenziatisi da quelli di Leonardo da Vinci e di Paolo Uccello.

Ma… si legga quanto ha scritto Oswald Spengler ne:‘Der Untergang des Abendlandes’/’Il tramonto dell’Occidente’ :’

:'(…) Solo Leonardo da Vinci ( a Firenze, n.d.c.) scoprirà le modulazioni del chiaro-scuro atmosferico, i margini delicati, i contorni che svaniscono nelle lontananze, le zone di luce ed ombra dalle quali le singole figure non possono più essere separate(…)Leonardo sta al di là del limite.(…) Ogni passo ulteriore nel trattare il colore – colore che a Firenze era legato a modelli platonici espressi nell’affresco – avrebbe distrutto l’anima della concezione. Leonardo presentì il simbolismo della pittura ad olio(…)
Soltanto i veneziani (a parte Leonardo, n.d.c.), che stavano fuori dalle regole convenute fiorentine, dovevano raggiungere quel che Leonardo qui cercava:

un mondo di colori al servizio dello spazio e non delle cose.

Seppur Paolo Uccello non sia citato da Spengler, certo è che Paolo,con le sue :‘Battaglie di San Romano’ anticipa una ‘prospettiva dei colori’; ovvero un mondo di colori al servizio dello spazio e non di cose.

 

vedi nota [°°]

.

Nota, [°°]

 

Paolo di Dono alias Paolo Uccello Pittore fiorentino soloalsecondogrado

Paolo di Dono alias Paolo Uccello Pittore fiorentino.
‘ (…) In casa de’ Medici dipinse in tela a tempera alcune storie di animali, de’ quali sempre si dilettò, e per fargli bene vi mise grandissimo studio; e, che è più, tenne sempre per casa dipinti uccelli, gatti, cani e d’ogni sorte di animali strani che potette avere in disegno, non potendo tenere de’ vivi per essere povero; e perché si dilettò più degli uccelli che d’altro,
fu cognominato (chiamato) Paolo Uccelli. (…)’
Giorgio Vasari ne:’ Le vite de’ più eccellenti pittori(…)
Firenze year 1550

Ancora Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…)
a proposito di Paolo di Dono/Uccello scrive:’

:’ Paolo Uccello sarebbe stato il più leggiadro e capriccioso ingegno che avesse avuto, da Giotto in qua, l’arte della pittura se egli si fosse affaticato tanto nelle figure et animali, quanto egli si affaticò e perse tempo nelle cose di prospettiva; le quali ancor che siano ingegnose e belle, chi le segue troppo fuori di misura, getta il tempo dietro al tempo, affatica la natura, e l’ingegno empie di difficoltà, e bene spesso di fertile e facile lo fa tornar sterile e difficile, e se ne cava (da chi più attende alla prospettiva che alle figure) la maniera secca e piena di profili; il che genera il voler troppo minutamente tritar le cose; oltre che bene spesso si diventa solitario, strano, malinconico e povero, come Paolo Uccello, il quale, dotato dalla natura di un ingegno sofistico e sottile, non ebbe altro diletto che d’investigare alcune cose di prospettiva difficili et impossibili, le quali, ancor che capricciose fossero e belle,    l’impedirono non di meno tanto nelle figure,(see çç)    che poi ,invecchiando, sempre le fece peggio.
E non è dubbio chi con gli studi troppo terribilii violenta la natura, se ben da un canto assottiglia l’ingegno, tutto quel che fa non par mai fatto con quella facilità e grazia, che naturalmente fanno coloro che temperatamente, con una considerata intelligenza piena di giudizio, mettono i colpi a’ luoghi loro, fuggendo certe sottilità, che più presto recano a dosso all’opere un non so che di stento, di secco di difficile e di cattiva maniera, che muove a compassione chi le guarda, più tosto che a meraviglia; atteso che l’ingegno vuol essere affaticato quando l’intelletto ha voglia di operare, e che ‘l furor è acceso, perché allora si vede uscirne parti eccellenti e divini, e concetti meravigliosi.
(…)

Giorgio Vasari – year 1550 –

Ovvio, da queste parole del Vasari, che l’arte di Paolo Uccello non fu capita vedi, (//). Non solo da lui ma in genere dai suoi colleghi come dalla committenza.
A riprova si legga quanto riportato dal Vasari;

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…) anno 1550, a proposito di Paolo di Dono/Uccello

:’Onde Donatello (Donato di Niccolò di Betto Bardi) scultore suo (di Paolo) amicissimo li disse molte volte:”
:” Eh, Paulo, questa tua prospettiva ti fa lasciare il certo per l’incerto; queste son cose che non servono se non a questi che fanno le tarsie; perciò che empiono
(riempiono) i fregi di brucioli (trucioli), di chiocciole tonde e quadre e d’altre cose simili”. ‘

Non si capì il valore di una ricerca prospettica – opera saliente di Paolo Uccello – che andasse oltre la prospettiva lineare rigorosa.
Non si capì, ancora, che la ricerca prospettica era elemento foriero di un futuro nuovo modo di realizzare nuove opere di valore. Prospettiva che sarà ,oltre quella lineare, quella ‘dell’etere’ cioè leonardesca.
(vedi https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/ )
Ma che vede in Paolo Uccello un primo precursore.

Ecco che allora quanto qui sopra sostenuto ,circa un diverso tentativo di ricerca prospettica realizzata da Pontormo con la sua ‘visitazione’, acquista un senso, che troverà poi realizzazione nella pittura del ventesimo secolo con pittori quali Picasso etc…

(çç)   (…)l’impedirono non di meno tanto nelle figure(…) – Giorgio Vasari –   Questo singolo aspetto della critica del Vasari al risultato del lavoro di Paolo Uccello era corretto ; non vi è difatti una sola Opera di Paolo che abbia una figura in cui si palesi il linguaggio del volto o/e del corpo. Una fisiognomica delle figure, nel risultato finale di questo pittore è del tutto assente.

Ecco che Pontormo realizzando ‘la visitazione’ di Carmignano (una delle sue ultime opere) evita di incappare nel problema sollevato dal Vasari sull’Opera di Paolo Uccello. Ed applica una rivoluzione non più prospettica a discapito della figura, ma l’esatto opposto;

una rivoluzione della figura – sdoppiata – a discapito della prospettiva.

(//)
Ancora un altro esempio su come venivano valutati nella Toscana rinascimentale alcuni pittori ‘non ortodossi’ italiani/italici, sempre attraverso lo scritto di Giorgio Vasari:’

:'(…) Et essendo non molto innanzi dell’Alemagna (dalla Germania) venuto a Firenze un gran numero di carte stampate e molto sottilmente state intagliate col bulino da Alberto Duro (Albrecht Dürer) , eccellentissimo pittore tedesco e raro intagliatore di stampe in rame e legno(…) pensò Jacopo da Pontormo, avendo a fare ne’ canti di que’ chiostri istorie della Passione del Salvatore, di servirsi dell’invenzioni sopra dette d’Alberto Duro (…)
Or non sapeva il Pontormo che i tedeschi e’ fiamminghi vengono in queste parti per imparare la maniera italiana che egli con tanta fatica cercò, come cattiva, d’abbandonare? (…)
nè creda niuno (alcuno) che Jacopo sia da biasimare
perché egli imitasse Alberto Duro nell’invenzioni, perciò che questo non è errore e l’hanno fatto e fanno continuamente molti pittori,
ma perché egli tolse (prese a modello) la maniera stietta (strettamente) tedesca in ogni cosa,nè panni, nell’aria delle teste e l’attitudini, il che doveva fuggire e servirsi solo dell’invenzioni, avendo egli interamente con grazia e bellezza la maniera moderna (manierismo italiano)
.’

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori(…)’ – Firenze 1550 –

Appariva, dalle righe qui sopra riportate del Vasari, impensabile alla critica del tempo, vedere un pittore italiano cercare uno stile al di fuori di quello stesso italiano  (  la maniera moderna = manierismo  ), ricercato, attraverso ‘la maniera tedesca’ con un lavoro certosino, non da copista, ma da fine osservatore del dettaglio che tanto caratterizzava la pittura tedesca e fiamminga.
Doveva soltanto ispirarsi alle ‘invenzioni’ fiamminghe tedesche, ma nulla più.

Ecco un monocromo di Jacopo Pontormo ( Museo Galleria degli Uffizi);

Jacopo pontormo two warriors with lances tempera on canvas soloalsecondogrado a

Jacopo pontormo two warriors with lances tempera on canvas soloalsecondogrado b

————-
————-

A completamento di quanto sopra sostenuto, si leggano queste poche seguenti righe:’

:'(…)Colore ed oggetto/figura sono rappresentativi dell’estensione, dello spazio.
Troviamo lungo il Rinascimento i più disparati ed arditi tentativi, presentimenti, sconfitte e rinunce.
(…)
Con l’Opera:’l’adorazione dei magi’ (Uffizi), Leonardo raggiunge la massima audacia pittorica di tutto il Rinascimento.

Fino a Rembrandt, nulla di simile doveva essere nemmeno immaginato.

(…) Per lo stesso motivo Leonardo, dopo vari tentativi, lasciò incompiuta la testa del Cristo dell’ultima Cena.

Solo Leonardo fu abbastanza grande da sentire un tale limite come un inevitabile limite datogli dal suo tempo. Dal destino.

(…)I quadri di Raffaello si dissociano in piani sui quali sono ripartiti dei gruppi ben ordinati, ed uno sfondo limita l’insieme in una bella misura.
Invece Leonardo conosce un unico spazio, vasto, eterno, nel quale le sue figure sembrano aleggiare.
Raffaello dà, all’interno del quadro ,una somma di cose singole e vicine,
Leonardo dà un segmento dell’infinito.
(…) Raffaello disegna ‘ l’ultima grande linea dell’arte occidentale’.
Egli non ebbe a lottare con dei problemi. Egli non li sospettò nemmeno. Ciò non di meno condusse la sua arte fino a quel limite, dove una decisione non poteva più essere evitata.
Raffaello si crede soltanto di capirlo. Benché la sua linea rappresenti l’elemento grafico di una tendenza antica, pur tuttavia i suoi lavori tendono ad essere sospesi nello spazio. L’elemento grafico è super terreno.
La linea in Raffaello è in estrema tensione. Essa è sul punto di dissolversi nell’infinito, in spazio e musica.
Leonardo, più profondo di Albrecht Dürer, sta al di là di questo limite raffaelliano. Il suo disegno preparatorio de:’l’adorazione dei re magi’ è già musica
(n.d.c.,così come :’la visitazione’ di Jacopo Pontormo ci appare come una danza)

Oswald Spengler ne:’Der Untergang des Abendlandes/Il tramonto dell’Occidente’, Germania 1918.

Non è forse plausibile che non solo Leonardo
ma altri, come Paolo di Dono e Jacopo Pontormo,sentissero, se pur ‘in nuce’ cioè a livello embrionale e sporadica , le questioni di cui sopra
?

,,

Malgrado Giorgio Vasari fosse un contemporaneo di Jacopo Pontormo, di Leonardo da Vinci nonché di Michelangelo Buonarroti,
intuì, seppur tra mille ‘arditi tentativi,presentimenti, sconfitte e rinunce’(come sopra trascritto da Oswald Spengler), gli aspetti più sperimentali presenti nell’arte ,dunque d’avanguardia, di questi suoi illustri colleghi.
Li intuì da critico dell’arte – (a lui) contemporanea ed in anticipo sui tempi di una critica dell’arte capitanata da professionisti che ancora non c’era – , attraverso la sua Opera :’Le vite’, che si prefiggeva il compito ,tutto sommato modesto, di descrivere in compendio l’insieme delle esperienze rinascimentali fiorentine e italiane, attraverso le tre grandi arti; la pittura, la scultura e l’architettura.
E’ assai interessante quanto egli scrive – ‘per intuito’, più che per profonda convinzione – della ‘maniera’ di far arte di Michelangelo in relazione a molti altri artisti.

Ecco il testo:’

:’ (…) l’intuizione di questo uomo singolare (Michelangelo Buonarroti,n,d,c,) non ha voluto entrare in dipingere altro che la perfetta e proporzionatissima composizione del corpo umano et in diversissime attitudini; non sol questo, ma insieme gli affetti delle passioni e contentezze dell’animo umano , bastandogli satisfare (soddisfare) in quella parte di che è stato superiore a tutti i suoi artefici (colleghi), e mostra la via della gran maniera e degli ignudi e quanto e’ sappi nelle dificultà del disegno, e finalmente ha aperto la via alla facilità di questa arte nel principale suo intento, che è il corpo umano, et attendendo a questo fin solo,

ha lassato (messo da parte) da parte le vaghezze de’ colori (lo sfumato, n.d.c.) i capricci e le nuove fantasie di certe minuzie e delicatezze, che da molti altri pittori non sono interamente, e forse non senza qualche ragione, state neglette.

Onde qualcuno non tanto fondato nel disegno ha cerco (cercato) con la varietà di tinte et ombre di colori e con bizzarre varie e nuove invenzioni, et insomma con questa altra via farsi luogo fra i primi Maestri.

Ma Michelangelo stando saldo sempre nella profondità dell’arte, ha mostrato a quegli che sanno assai [come] dovevano arrivare al perfetto.(…)’

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…) – Vita di Michelagnolo Buonarruoti fiorentino Pittore scultore et architetto. – anno 1550

————-
————-

.

………………………….

Qualche fotografia delle altre Opere oltre a quella qui sopra trattata,nonchè dell’Opera letteraria di Giorgio Vasari :’le vite de’ più eccellenti pittori(…)’ ;

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato o Modello disegno preparatorio soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Modello disegno preparatorio

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato n didascalia modello soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato. Didascalia modello preparatorio.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato l didascalia soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato l didascalia

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato m didascalia soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo d didascalia soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo didascalia

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo c soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo a soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo f frontespizio soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo
pagina frontespizio

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi c Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi a didascalia Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi a didascalia Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi d Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi d Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze particolare

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi e Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi d Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze particolare

Pontormo disegno modello preparatorio ritratto di alabardiere Francesco Guardi f Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo disegno modello preparatorio ritratto di alabardiere Francesco Guardi f Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze

Pontormo visitazione chiesa di San Michele e Francesco Carmignano p Modello cfr con Lab SMART Scuola Normale Superiore soloalsecondogrado

Pontormo visitazione chiesa di San Michele e Francesco Carmignano . Modello in fotografia da confrontare con la visitazione qui sopra riportata;
con Lab SMART Scuola Normale Superiore .
Si confronti :’la visitazione’ del Pontormo con questa locandina contemporanea che raffigura una ‘multimedialità’ dei nostri giorni;
concettualmente sembra non esservi differenza alcuna!
Pontormo visitation church of San Michele and Francesco Carmignano. Model in photograph to compare with the photograph shown here;
SMART Lab Scuola Normale Superiore.
Compare: the ‘visitation’ of Pontormo with this contemporary poster that depicts a ‘multimedia’ of our days;
conceptually there seems to be no difference!

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https://www.uffizi.it/en/events/miraculous-encounters-pontormo-from-drawing-to-painting

https://www.uffizi.it/en

https://www.uffizi.it/eventi/incontri-miracolosi-pontormo-dal-disegno-alla-pittura

http://firenze.repubblica.it/tempo-libero/articoli/cultura/2018/05/07/news/firenze_a_palazzo_pitti_le_meraviglie_del_pontormo-195788213/

Palazzo Pitti Museo Firenze b Pontormo

Palazzo Pitti Museo Firenze Pontormo

Palazzo Pitti Museo Firenze a Pontormo

Palazzo Pitti Museo Firenze c Pontormo

 

Palazzo Pitti Museo Firenze e Pontormo

Palazzo Pitti Firenze;
veduta sul giardino Boboli


 

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Nota conclusiva.

La valutazione di quei pittori come Jacopo Pontormo ,sopra definiti come : ‘silent craftsmen at the service of his time’/Pittori di ‘secondo piano’ ad oltranza, da parte della critica in genere (ovviamente non da quel tipo di critica ‘agiografica’, che si preoccupa di lodare, per riempire i musei…),
se trova delle motivazioni in parte anche condivisibili, per un lavoro discontinuo nella qualità, così come in carenze di carattere teorico in questo tipo di artisti  ( see/vedi,/°/ ,  come sopra analizzato,
tale valutazione ,allo stesso tempo,trova un limite in precise, seppur alle volte isolate, Opere come quella qui vista:‘la visitazione di Carmignano’.
Tale Opera pittorica ‘isolata’,
ci appare in tutto il suo valore se paragonata ad Opere in altro campo artistico; quello letterario, Opere letterarie che hanno ,parallelamente, la sventura di essere altrettanto ‘isolate’, cioè nate al di fuori di un contesto di continuità artistica di un certo Autore.
Alludo, per fare qualche esempio tra i molti, ad Opere (letterarie) come: ‘M. D. or the whale’ o : ‘Moby-Dick’ o: ‘The Whale’ del marinaio Herman Melville,
o :‘Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde’/’Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde’ di Robert L. Stevenson
od anche,
un personaggio creato dallo scrittore Raymond Chandler :‘Philip Marlowe’,da cui romanzi quali :‘the Big Sleep’/’il grande sonno’.(Nel caso di Raymond Chandler si può addirittura affermare che il suo personaggio ,’Philip Marlowe’, sia più grande del suo stesso Autore!)

Questi scrittori,
anche se solo attraverso una sola loro Opera, hanno indubbiamente raggiunto un grande vertice letterario. 
Allo stesso modo  lo hanno raggiunto in pittura Jacopo Pontormo, ed altri.

 

/°/
Circa le limitazioni teoriche di artisti di ‘secondo piano’ ad oltranza,
si tenga presente quanto afferma lo stesso Michelangelo Buonarroti in un suo stesso sonetto
(sonetto su cui ‘Messer Benedetto Varchi’ ,un letterato fiorentino coevo di Michelangelo, ebbe a trattare presso l’Accademia fiorentina):’

:‘non ha l’ ottimo artista alcun concetto,
ch’un marmo solo in sé non circoscriva’
.

Michelangelo Buonarroti.

Questi due brevi versi possono indicare concetti anche lontani o addirittura contrastanti.
Ma credo che si possa sostenere che essi indicano una idea della produzione artistica assai semplice in Michelangelo;
per dirla con le parole di Giorgio Vasari stesso ne,’le vite(…)’ :’

:’Ritrasse Michelagnolo Messer Tommaso (Tommaso de’ Cavalieri) in un cartone grande naturale, che né prima né poi di nessuno fece il ritratto,
perché aborriva il fare somigliare il vivo se non era d’infinita bellezza.(…)’

Ovvero l’idea michelangiolesca espressa nel suo sonetto, ribadiva un concetto classico, ellenico, di una ricerca apollinea estetizzante e atemporale, del bello.
In altri termini, Michelangelo ricercava le perfette proporzioni in un corpo, isolandolo da uno spazio circostante immobile. Ma non ricercava le relazioni tra l’esteriorità di una figura umana e come è fatta dentro.( cioè; l’universale )
Questo retaggio classico, seppur rivisitato, nel risultato finale non soddisfaceva Michelangelo stesso che si fermava ‘al non finito’ ,( cfr/cf; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/  )

 

(0)  Ma vi è un altro aspetto ,mai preso in considerazione,

che è alla base di tanta fama,da un lato, di Artisti quali Michelangelo Buonarroti e Leonardo da Vinci  e, dall’altro 
di scarsa considerazione verso alcuni Artisti, tra quelli di ‘secondo piano’ ad oltranza.

Ancora queste poche righe di Giorgio Vasari, sempre dalla sua Opera :’le vite‘(…),  sono assai indicative del perché di tanta fama…(Righe del Vasari che parlano di Michelangelo Buonarroti) :'(…)

:(…) Ha avuto l’immaginativa tale e sì  perfetta, che le cose propostosi nella idea sono state tali che con le mani, per non potere esprimere sì grandi e terribili concetti, ha spesso abbandonato l’opere sue, anzi ne ha guasto molte, come io so che, innanzi che morissi di poco, abruciò gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti di man sua, acciò nessuno vedessi le  fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto, e io ne ho alcuni di sua mano trovati in Fiorenza messi nel nostro libro de’ disegni, dove ancora che vi vegga la grandezza di quello ingegno(…)

—– { Queste righe, Vasari le aggiunse alla sua opera :‘le vite'(…) – 1550 – , in una edizione successiva alla morte di Michelangelo  [dal Vasari datata :’ (…) e così al dì 17 di febbraio, l’anno 1563 a ore 23 a uso fiorentino, che al romano sarebbe 1564, spirò per irsene (andarsene) a miglio vita (…)’ ], dunque successiva al 1563/4.

La ragione dell’aggiunta fatta dal Vasari di dettagli sul lavoro artistico di Michelangelo, soltanto in una edizione successiva alla prima del 1550 ,quando Michelangelo era ancora vivo, sta probabilmente nel fatto che Vasari aveva l’intenzione di consegnare – cosa che fece – una copia del suo libro :’le vite'(…) a Michelangelo (il solo artista tra tutti quelli trattati nell’opera ,ed ancora viventi, a ricevere una copia del libro  dal Vasari stesso). Molto probabilmente Vasari, nell’aggiungere soltanto all’edizione successiva ,(successiva all’anno 1563/4), alcune valutazioni su Michelangelo, conoscendo il fatto che questi aveva un brutto carattere, volle certo evitare polemiche e critiche da parte di Michelangelo stesso., circa i dettagli riportati. } ——

Tornando alle parole riportate da Vasari su Michelangelo,
è assai indicativo rilevare che Michelangelo, a differenza di molti altri artisti, teneva moltissimo alla sua immagine di artista. Non solo nella valutazione da parte dei suoi contemporanei ma anche da tramandare ai posteri.

E’ difatti per questa ragione che volle distruggere/bruciare, poco prima di morire, gran parte dei suoi disegni, schizzi e cartoni .
Non solo quelli che non realizzò mai perché da lui valutati di scarso valore, ma anche quelli che pur avendo tramutato in opera finita, mostravano le fatiche durate‘ , ovvero i ripensamenti e dunque gli errori in cui incappò prima di arrivare ad un ideale modello finale perfetto (ai suoi occhi). Errori  ‘di brutta copia’/in fase di realizzazione ‘, che avrebbero potuto farlo apparire ai posteri come un artista maldestro. La sola idea di ciò, inorridiva Michelangelo che quindi distrusse tutto ciò che di ‘imperfetto’ aveva abbozzato.

Dunque Michelangelo fu prima di tutto un:’Public Relations‘  ante litteram ,secondo cui ‘l’immagine artistica/ il ‘look artistico’ conta moltissimo. e va curato al pari della realizzazione dell’opera stessa.

Anche questo ( e certo non solo questo ) contribuì dunque a distinguere Michelangelo Buonarroti  dai suoi colleghi…di ‘secondo piano’ ad oltranza, e dunque … meno attenti ,quest’ultimi, all’immagine che davano di se stessi ai loro contemporanei ed ai posteri..!

 

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(§§)

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado o

That broken arm of the David
by Michelangelo Buonarroti …
Recovered by Giorgio Vasari and Francesco de ‘Rossi
aka Francesco Salviati
Florence,
Piazza della Signoria, under Palazzo Vecchio – 1527 –
Left arm (to the right of the beholder)
broken in three points, breaking points still visible and rearranged with copper pins.

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori – 1550 – ‘(…)
a proposito di Francesco de’ Rossi alias Francesco Salviati scrive:’

:‘Essendo poi l’anno 1527 cacciati i Medici di Firenze, nel combattersi il Palazzo della Signoria, fu gettata d’alto una purliza (cassa panca) per dare addosso a coloro che combattevano la porta; ma quella, come volle la sorte, percosse un braccio del Davit (David di Michelangelo) di marmo del Buonarroto, che è sopra la ringhiera a canto alla porta e lo ruppe in tre pezzi; per che essendo stati i detti pezzi per terra tre giorni senza esser da niuno (nessuno) stati raccolti, andò Francesco (de’ Rossi/Salviati) a trovare al Ponte Vecchio Giorgio (Vasari) e dettogli l’animo suo, così fanciulli come erano, andarono in Piazza e di mezzo ai soldati della guardia, senza pensare a pericolo niuno, tolsono i pezzi di quel braccio e nel chiasso di Messer Bivigliano gli portarono in casa di Michelagnolo padre di Francesco; donde avutigli poi il Duca Cosimo (de Medici) gli fece col tempo rimettere al loro luogo con perni di rame.(…)’

(…)

ancora,a proposito del ‘cognome non paterno’ dato a Francesco de’ Rossi, ovvero: ‘Francesco Cecchino Salviati’, Giorgio Vasari scrive:’

:(…):‘chiesto dal Cardinale Salviati il Vecchio un giovane pittore(…) Benvenuto dalla Volpaia gli propose Francesco(…)
E perché Francesco stava, come s’è detto, col Cardinale Salviati et era conosciuto per suo creato, cominciando a essere chiamato e non conosciuto per altro che per Cecchino Salviati, ha avuto insino (fino) alla morte questo cognome.’

An exceptional guest star in Florence – spring 2018 –

An exceptional guest star in Florence – spring 2018 –

museo del bargello Fi gian lorenzo bernini autoritratto e scultura soloalsecondogrado
A sinistra di chi guarda l’autoritratto del Bernini, eccezionalmente in prestito al Museo del Bargello – Firenze, primavera 2018 – da Roma.

Una vera guest star!!/An exceptional guest star in Florence

The first guest star; that … of the classical period …. ;

Questo autoritratto del Bernini è famoso agli italiani sopratutto perché fu immagine presente sulla banconota italiana da 50.000 lire ( vedi qui sotto)

guest star in Firenze by Roma autoritratto di gian lorenzo bernini soloalsecondogrado

guest star in Firenze by Roma autoritratto di gian lorenzo bernini soloalsecondogrado b

guest star in Firenze by Roma autoritratto di gian lorenzo bernini soloalsecondogrado c

gian lorenzo bernini autoritratto sulla banconota da cinquantamila lire soloalsecondogrado

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Al seguente link, le altre Opere presenti al Museo Nazionale del Bargello;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/24/bargello-and-surroundings/

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gian lorenzo bernini e la sua costanza bonarelli soloalsecondogrado a

gian lorenzo bernini e la sua costanza bonarelli soloalsecondogrado b
Questa scultura del Bernini della donna amata; Costanza Bonarelli sembra sintetizzare buona parte del lavoro/Opera dell’artista; una ricerca di una plasticità estetica del ‘movimento espressivo’ . L’attimo di una espressione fermato nell’eternità della pietra/marmo. La staticità di una dinamica.

gian lorenzo bernini didascalia museo del bargello Fi soloalsecondogrado a

gian lorenzo bernini didascalia museo del bargello Fi soloalsecondogrado b

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orcio museo del bargello Fi soloalsecondogrado
Una conca/orcio per olio o granaglie vecchio di qualche secolo. Più Toscana di così !

sedia museo del bargello soloalsecondogrado

bombarda a doghe legno e ferro museo del bargello XVI sec soloalsecondogrado
Fantastica bombarda!!

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But…

Are they or are they not fantastic, these works of a writer?

angioletto by raffaello sanzio madonna sistina Gemäldegalerie di Dresda by writer soloalsecondogrado

federico da montefeltro by piero della francesca by writer Uffizi Fi soloalsecondogrado

e, per concludere in bellezza,

the second guest star; but … of the third millennium ;

(At the Accademia museum/Museo Galleria dell’Accademia, via Ricasoli – Florence -, spring 2018)

George Baselitz alias Hans-Georg Rem didascalia a

George Baselitz alias Hans-Georg Rem David heute galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado b

George Baselitz alias Hans-Georg Rem David heute galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado

George Baselitz alias Hans-Georg Rem didascalia b

George Baselitz alias Hans-Georg Rem didascalia c

Eine Hommage des Künstlers George Baselitz, alias Hans-Georg Rem, an die zeitgenössische Gesellschaft. Alias der David des dritten Jahrtausends (?)

A tribute by the artist George Baselitz, aka Hans-Georg Rem, to contemporary society. Alias the David of the third millennium (?)

Un artista non può che riflettere con profondità ciò che vede; ‘quel che non è apparentemente visibile’.
Eccone il risultato!
Non possiamo che apprezzare il lavoro del tedesco – ex DDR – George Baselitz, alias Hans-Georg Rem, che ci racconta – attraverso rivisitazioni di opere classiche come quella del David di Michelangelo – tutto lo squallore dell’ epoca e del luogo in cui visse.

Cfr/cf;

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado o

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado m

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado p

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado q

Ed ancora;

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado cc

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado aa

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado hh

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado gg

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado ff

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado ee

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado bb

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado dd

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado n

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And…

A tribute to Michelangelo Buonarroti (bebè) .

Museum of Palazzo Pitti Florence. Emilio Zocchi Florentine sculptor 1862.

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence a

A tribute to Michelangelo Buonarroti.
Museum of Palazzo Pitti Florence.
Emilio Zocchi Florentine sculptor 1862.

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence c

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence d

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence g L’eccellente qualità del marmo – rigorosamente di Carrara – utilizzata risalta con grande evidenza; si tratta di un ‘marmo bianco P‘, (cioè un bianco Perfetto)

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence h

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence e

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence f

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence i Si noti lo stemma mediceo, composto da sei sferette (alle volte fino ad undici), sempre presente nell’universo fiorentino…

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence didascalia b

Voulez – Vous , Paris ..?la province française..? (…) Avignon ! (2)

Voulez – Vous , Paris ..?

la province française ..?

Bon !

Je vais Vous arranger ! (…)

(…) par la petite ville provinciale de

Avignon (2)

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(…segue)
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(Seconda parte)

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Avignone è visitabile in un fine settimana. Come molte altre città francesi.
I francesi hanno concentrato ne loro ‘Musée du Louvre’ di Parigi un accumulo di Opere d’arte, come del resto gli spagnoli con il loro ‘Museo del Prado’ a Madrid.
Una motivazione di ciò sta nel fatto che ‘molto’ attira ‘molti’. E ciò fa fare cassa. Altra ragione sta nel fatto che non hanno poi molte Opere d’arte come in Italia, e molte di quelle che hanno sono poi italiane…
Non si può propriamente parlare per la Francia di museo diffuso, nel senso di tante Opere d’arte, che sono architettonicamente, statuariamente, iconograficamente etc… inserite in mille città, come invece nella nostra penisola.
Ma di certo i francesi tentano, credo con successo, di ben presentare ciò che hanno.
Avignone,
è simile a molte altre cittadine francesi, nel loro tentativo di riciclarsi turisticamente/artisticamente, con un restyling – fondi permettendo – della parte nuova della città come di quella storica, con la creazione di un museo estemporaneo con qualche Opera d’arte.
Dal punto di vista climatico Avignone presenta una singolarità; causa i vicini monti accumula nubi in modo tale che si verificano delle piogge torrenziali, (questo spiega la presenza frequente di pensiline assai grandi con ampia copertura). E a seconda della stagione, la grandine è frequente.
Gli avignonesi tendono a frequentare locali pubblici, al di fuori delle zone turistiche anche se non lontani dalle stesse.
Come gli altri francesi sono caratterialmente a mezza strada tra ‘un latino’ e ‘un anglo-sassone’.
Ciò li caratterizza; oscillano da una formale gentilezza ad una mal celata falsità.
Se a Parigi si noterà che vi è molta solitudine, manifesta in parigini spesso di una certa età ormai disillusi,
in provincia un fatto saliente sta nell’isolamento di molti ragazzi/e (francesi-francesi,non figli di immigrati) , che vivono ‘alla giornata’ chiedendo al passante/turista qualche ‘spicciolo’ per tirare avanti.
Molti di loro sono convinti che sia un fenomeno relegato al mondo francese. Segno questo ,probabilmente, di un diverso rapporto familiare-filiale ; la famiglia non è così presente come nel sud Europa…

Qualche fotografia per la città;

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Par les rues d'Avignon h

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Palais des Papes Avignon France za notturna panorama della città

Palais des Papes Avignon France za diurna panorama della città

Vista di Avignone e dintorni dal Palazzo dei Papi.
Al di sotto del grande piazzale ,qui sopra visibile in fotografia, è stato ricavato un enorme parcheggio a pagamento. Vi si può arrivare soltanto da una delle porte storiche della città (Porte du Rhône) .

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Il palazzo dei Papi in notturna;

Palais des Papes Avignon France v notturna

Palais des Papes Avignon France u notturna entrata pricipale gotico gotico

Gotico gotico!

Palais des Papes Avignon France r notturna

Il pensiero, con queste immagini, corre inevitabilmente verso un film con Sean Connery del 1986 :
:’le nom de la rose’
, un drame historique franco-italo-allemand réalisé par Jean-Jacques Annaud,

Penitenziagite!do penance!’ – by le dolcinien ‘Salvatore’ (alias Ron Perlman)

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Palais des Papes Avignon France y notturna angolo

Palais des Papes Avignon France z notturna angolo

Palais des Papes Avignon France t notturna particolare gorgoglione o doccione

Insuperabili ‘gorgoglioni’ o ‘doccioni’ (proto grondaie!); non sarebbero attuali anche ai nostri giorni?!

Palais des Papes Avignon France w notturna l attiguo petit palais ex sede vescovile
Il piccolo palazzo, attiguo al Palazzo dei Papi ed ex sede vescovile, oggi adibito a museo

Petit Palais d Avignon

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Les remparts d'Avignon a

Les remparts d'Avignon b
I bastioni – o mura – di Avignone (Les remparts d’Avignon), viste dall’interno e dall’esterno.
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Nota;

se provate a circolare attualmente lungo le mura esterne (all’interno è zona ‘ztl’/traffico limitato), rimarrete bloccati per ore. Cécile Helle, l’attuale femme maire / sindaco d’Avignon, inaugurando lavori pubblici a go-go avrà fatto felici molte ditte appaltatrici, ma di certo esaspera avignonesi e turisti. Senza contare il fatto che è impossibile parcheggiare e neanche fermarsi!.
Cervellotici poi i parchimetri; impensabile sostare gratuitamente – tranne in una piccolissima zona della città – ma anche pagando le indicazioni scritte non ci sono; ti devi indovinare il regolamento in merito!
Il sindaco bisogna saperlo fare, non tutti ci sono tagliati…!

Ed anche all’interno del centro storico di Avignone…il leitmotiv non cambia;

Par les rues d'Avignon f
Rue de l’Olivier/ Place Pie – Avignon – Aprile 2018

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Per le vie storiche di Avignone; qualcosa si salva ancora dai lavori con cemento selvaggio.

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Par les rues d'Avignon a
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Par les rues d'Avignon b
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edicola sospesa Avignon

Un’edicola religiosa sospesa; molto francese.

Avignone edicola religiosa sospesa

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Par les rues d'Avignon c

Par les rues d'Avignon d
Qualcuno ricorderà un vecchio film :
:’Il braccio violento della legge’ (The French Connection) I° e II°
(1971/75) con Gene Hackman, Fernando Rey et Roy Scheider , un film policier américain réalisé by John Frankenheimer/William Friedkin.
Queste due fotografie qui sopra ce lo ricordano molto (il II° film) quando Gene Hackman,il protagonista (alias ‘ l’americain ‘/’Popeye’/’papà’ come dai diversi nicknames utilizzati nel film a seconda della versione; americana,italiana etc…), girava ubriaco con il barista,per le vie di Marsiglia…
Solo che qui non siamo nella casba/kasba di Marsiglia ma in pieno centro storico ( siamo nella centralissima, Rue de la Republique – Avignon – ) ! Un pò di restyling/leggi ‘decoro’,

no!?

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Par les rues d’Avignon; entre ce qui est typique et ce qui est décadence;

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Par les rues d'Avignon g

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Avignon gelateria amorino Rue Saint Agricol

Neanche la gelateria ‘amorino’ (Chaîne de magasins Slow Food/catena di gelaterie artigianali sparse in tutto il mondo), si salva da un ‘bigusto’ composto da ‘vecchio/decadente’ e ‘nuovo/rabberciato’

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Avignon par les rues de la ville des papes
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Par les rues d'Avignon e
Inutile dire che ci ricorda tanto ‘Cosa Nostra’…!

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la fée bleue d'Avignon
Chi ama le favole è servito! Voilà ‘la fée bleue’ d’Avignon !

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l angolo del writer

L’angolo del ‘Writer’

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Due elementi architettonici;

Palais des Papes Avignon France zb notturna porta
Uno del passato…

avignon elemento architettonico
…e del presente.

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artgianato marmo artisanat traditionnel et contemporain Bermond Avignon

Artigianato del marmo/artisanat traditionnel et contemporain Bermond – Avignon – .

Girovagando nel centro storico, ma lontano dalle ‘rotte turistiche di massa’, si possono vedere dei lavori sospesi tra artigianato ed arte.
Una sorta di ‘Paolina B(u)onaparte’ molto ‘coquette’, che tanto ricorda lo stile francese della fine XVIII° secolo e prima metà del XIX° (stile Impero).

Ad artigiani così non può che andare tutta la nostra simpatia!

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Le solite panchine/banquette publique;

panchina Avignon banquette publique a

panchina Avignon banquette publique c

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pont Saint-Bénézet Avignon a

pont Saint Bénézet Avignon b

Il ponte di San Benedetto/le pont Saint-Bénézet, Avignon. Ponte più volte ricostruito e rimasto semi-incompiuto, dalla seconda metà del XII secolo, sul Rodano/Rhône, (riva sinistra).
Evidente l’incompiutezza;

cf/cfr;

Un confronto senza pretese,
che non è certo una sfida. In Italia di ponti semplici semplici – ponte ,questo qui sotto in fotografia, altrettanto vetusto, e più volte ricostruito – ne abbiamo da vendere…
E non mi sembra che se ne faccia molta pubblicità qui da noi, al contrario dei cugini transalpini…
Ponte della Maddalena Pont de la Madeleine sul fiume Serchio Borgo a Mozzano Lucca Toscana Italia

Ponte della Maddalena/Pont de la Madeleine (detto anche: ‘ponte del Diavolo’) ,sul fiume Serchio, Borgo a Mozzano – Lucca – Toscana, Italia.

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Palais du Roure alias Palazzo della Rovere alias Palazzo Baroncelli ex Palazzo (dei) Pazzi;

Actuellement ‘Fondation Flandreysy Esperandieu‘ , Rue du Collège du Roure Avignon

Uno spaccato architettonico tutto italiano, anzi rinascimentale, in piena Francia;

Iniziamo con una immagine ‘cruda’, seppur di pregio essendo leonardesca;

Disegno di Leonardo di Bernardo di Bandino Baroncelli

Disegno eseguito da Leonardo da Vinci di ‘Bernardo di Bandino Baroncelli’. Uno dei congiurati della ‘congiura della famiglia  Pazzi’.         Un Baroncelli impiccato /giustiziato ad un gancio del loggiato del cortile interno del Palazzo del Bargello di Firenze.

[
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/24/bargello-and-surroundings/

(…)Col disegno del sicario Bernardo di Bandino Baroncelli, Leonardo da Vinci,
– che a differenza di Michelangelo non amava schierarsi politicamente, mantenendo posizioni più prudenti –
ci ricorda un fatto reale che molto si avvicina sia a quello mitologico che a quello reale di Bruto.
Un uomo – Bernardo – che malgrado un’età matura – ben 58 anni – ed una posizione sociale di tutto rispetto – di famiglia nobile e agiata
( il padre di Bernardo ebbe a pigione il pittore Masaccio) – non esita ad uccidere un appartenente alla famiglia Medici; la famiglia che tiranneggiava economicamente e politicamente Firenze ed i suoi cittadini(…)
]

Bandini Baroncelli e Masaccio Firenze via dei Servi a soloalsecondogrado

Abitazioni ‘a pigione’
della Famiglia Bandini ( o, ‘di Bandino’ ) Baroncelli,
in Via de’ Servi a Firenze.
Una targa ne ricorda un illustre affittuario;

il pittore Masaccio
alias Tommaso di Ser Giovanni Cassai ,
qui ricordato col nome di Tommaso Guidi.

Bandini Baroncelli e Masaccio Firenze via dei Servi b soloalsecondogrado

Abitazioni ‘a pigione’
della Famiglia Bandini ( o, ‘di Bandino’ ) Baroncelli,
in Via de’ Servi a Firenze.
Una targa ne ricorda un illustre affittuario;

il pittore Masaccio
alias Tommaso di Ser Giovanni Cassai ,
qui ricordato col nome di Tommaso Guidi.

; poche righe di presentazione e spiegazione di una presenza italiana, rappresentata da un Palazzo in stile nobiliare, peraltro assai ben costruito e conservato, in Francia e in una piccola cittadina di provincia quale Avignone è.

Col periodo costituito da un papato avignonese,
vi fu un rafforzamento in Francia della presenza di una classe mercantile italiana in specie fiorentina. Alcune di queste famiglie erano di nobili origini o divenute nobili grazie al commercio ( vedi la famiglia De Medici).
La presenza commerciale italiana in alcune zone di Francia era già forte grazie alla presenza di feudi papali. Col trasferimento del papato ad Avignone la presenza italiana si rafforzò ulteriormente. Perdurando in parte dopo il periodo avignonese del papato.
Tra le varie famiglie italiane qui presenti, ve ne furono

due fiorentine ,in particolare, imparentate per matrimonio;

(il fondatore del ‘Palais du Roure alias Palazzo della Rovere alias Palazzo Baroncelli ex Palazzo (dei) Pazzi’ fu ‘Pierre Baroncelli’ che prese per moglie una Pazzi (Leonarda))

; quella dei Baroncelli e quella dei Pazzi,

peraltro unite anche nella sventura – la fallita ‘Congiura dei Pazzi’ / ‘Conjuration des Pazzi ‘ del 1478 – che videro l’impiccagione di un Baroncelli (Bernardo di Bandino) nel 1479, e l’esilio dei Pazzi…
La costruzione del Palazzo Pazzi/Baroncelli, vero e proprio segno di un fiorente commercio delle due famiglie fiorentine in terra francese,risale a circa un decennio prima della congiura – circa il 1470 – .
Pierre Baroncelli, divenuto anche un influente cittadino, riuscirà a far nominare ‘legato papale’ / ‘ambasciatore della Santa Sede’, il Cardinale Giuliano della Rovere futuro Papa Giulio II ( da cui un nome del palazzo :’ Roure’ / ‘rovere’ / ‘chêne’).
E la presenza di Giuliano della Rovere,ad Avignone, spiega il Suo ritratto nell’abside della Cattedrale d’Avignone,( di cui vedi fotografia nel primo post… )
Il ramo francese della famiglia Baroncelli continuerà a sussistere fino al novecento.

Si noti che il nome fantasioso dato a Palazzo Baroncelli, ovvero:’

:’Palais du Roure

alias Palazzo della Rovere/chêne, dalla fantasia di un letterato francese (Frédéric Mistral) – ,
i francesi lo hanno ‘adottato’ ,evidentemente, per mettere in secondo piano il nome della famiglia Baroncelli.
E ciò sopratutto a causa di un loro triste rappresentante:’

:’‘Bernardo di Bandino Baroncelli’,

, passato alla storia per essere stato ritratto mediante disegno ,come sopra visto, da Leonardo da Vinci , da impiccato , in seguito alla congiura dei Pazzi.
Il fatto è che la famiglia Baroncelli certi fatti storici imbarazzanti se li cercava; difatti Pierre Baroncelli,intraprendente uomo d’affari, si sposerà (in seconde nozze) con una bella figliola francese di nobili origini (Marchesi come i Baroncelli) , che portava un cognome che diventerà impegnativo: de Sade (Annette), antenata del famoso :‘Donatien Alphonse François’.
Donatien, surnommé ‘le divin marquis‘/’il divino ruffiano‘.
Non mancano comunque in questa famiglia illustri personaggi – XIX°/XX° secolo – ,
quali:J.H. Jacques de Baroncelli – (9° marquis de Baroncelli-Javon) – ; un apprezzato regista e critico cinematografico , fratello di Folco, uno scrittore/buttero-manadier , e di Marguerite, una apprezzata letterata.

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Un elemento storico incontrovertibile(?);

Giorgio Vasari, ne:‘Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti’ Firenze anno 1550, scrive parlando della vita del pittore fiorentino Andrea del Castagno (alias; Andrea di Bartolo 1423 -1457):’

:'(…) L’anno 1478 (anno fiorentino corrispondente all’anno italiano del 1479,n.d.c.) ,quando dalla famiglia ‘de’Pazzi’
et altri loro aderenti e congiurati, fu morto in Santa Maria del Fiore
(la Cattedrale di Firenze, n.d.c.) Giuliano de’ Medici e Lorenzo suo fratello ferito, fu deliberato dalla Signoria che tutti quelli della congiura fussino (fossero,n.d.c) come traditori dipinti nella facciata del palagio del Podestà (Palazzo del Bargello,n.d.c.); onde essendo questa Opera offerta ad Andrea, egli come servitore et obbligato alla casa de’ Medici, l’accettò molto volentieri; e messovisi la fece tanto bella che fu uno stupore, ne si potrebbe dire quanta arte e giudizio si conosceva in que’ personaggi ritratti per lo più di naturale, et impiccati per i piedi in strane attitudini e tutte varie e bellissime.
La qual opera perché piacque a tutta la città e particolarmente agli intendenti alle cose di pittura, fu cagione che da quella in poi , non più Andrea del Castagno, ma Andrea degl’ Impiccati fusse (fosse) chiamato (…)Passò ad altra vita di anni 71 ‘
( secondo il Vasari morì nell’anno 1494, n.d.c. )

Pare impossibile quanto riferito da Vasari, sulla realizzazione dell’Opera ‘gli impiccati della congiura del 1478/9’, dato che Andrea del Castagno morì molto prima (1457).
Ma ciò vale da testo storiografico/documentale.

Nota;
ad ogni modo,
ponendo l’attenzione sul contrasto tra Stati e Chiesa di quei tempi, che ha portato alla formazione di più Chiese evangeliche (protestanti), separate da quella Madre Cattolica/romana,
si può certo rilevare che questo scisma apparentemente interno alla Chiesa, trae fondamentalmente origine dal bisogno – necessità presenti all’interno di molti Stati (Francia, Inghilterra, Germania) – di un ridimensionamento del Potere temporale della Chiesa cattolica, che estendeva il suo Potere economico ben oltre i confini italici, [confini italici attualmente corrispondenti ad alcune Regioni (Lazio, Umbria, Emilia Romagna)],
tramite feudi come quello avignonese e rapporti/vincoli di vassallaggio, che determinavano una sorta di sudditanza economica/amministrativa di quei luoghi tanto lontani da Roma. Una relazione/dipendenza di vassallaggio di questi Stati verso Roma che non era ormai più accettabile.

Da qui la spinta (la vera causa di) a pulsioni religiose finalizzate, tramite un distacco religioso da Roma, ad un corrispondente distacco da un vassallaggio economico.

Le famiglie nobiliari sopra viste, Pazzi, Baroncelli e della Rovere,
sono un esempio chiaro di questa sudditanza di uno Stato,francese nel caso, verso Roma; una serie di privilegi venivano concessi a famiglie italiane, spesso imparentate col Papa stesso, in feudi come quello papale di Avignone, che permettevano fiorenti commerci a queste stesse famiglie.
Famiglie che avevano loro sole il diritto a commercializzare beni quali granaglie, sale etc… Come nel caso sopra visto di Pierre Baroncelli, che avendo ,tramite privilegio papale – da Roma – ,i diritti al commercio esclusivo di determinate derrate alimentari, aveva sicuro guadagno come in un mercato monopolistico.

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Pierantonio di Bandino Baroncelli e Maria Bonciani b

Un raro ritratto di un rappresentante della famiglia
Baroncelli ;
Pierantonio di Bandino Baroncelli
ritratto in una pala con la sposa Maria Bonciani. Uffizi, Firenze
E’ il ramo belga della famiglia.
Anno 1489, ovvero 11 anni dopo la congiura dei Pazzi/Baroncelli.
Definito come ‘banchiere’ (vedi didascalia del museo), in realtà, da quanto qui già espresso sul ramo francese della famiglia Baroncelli/Pazzi, possiamo ben capire il ruolo ed il loro ‘tenore imprenditoriale’.
L’autore del ritratto resta sconosciuto. Malgrado ciò possiamo ben vedere il prodotto della scuola della città belga di Bruges, con quella naturalezza di cui vedi nota;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/07/20/from-the-dissolution-of-perspective-to-the-dissolution-of-the-image-two-parallel-routes-with-a-single-objective/
(vedi nota, al ritratto di Rembrandt van Rijn
(portrait of a Young Man Uffizi)

Pierantonio di Bandino Baroncelli e Maria Bonciani a

Pierantonio di Bandino Baroncelli e Maria Bonciani c

Pierantonio di Bandino Baroncelli e Maria Bonciani d

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Ancora un dipinto (pala/trittico) in cui compaiono appartenenti alla famiglia Bandini Baroncelli ;

Hugo van der Goes Adorazione dei Pastori Tommaso Portinari e Maria Baroncelli a Uffizi soloalsecondogrado

Hugo van der Goes
Adorazione dei Pastori
Bruges anno 1475 circa
Uffizi Firenze
Trittico, qui pala destra (a destra di chi guarda)

Commissionato dall’amministratore del banco de’ Medici a Bruges, in Belgio ,
nella persona di Tommaso Portinari

Qui è rappresentata in ginocchio,
Maria Baroncelli

e la loro figlia

Hugo van der Goes Adorazione dei Pastori Tommaso Portinari e Maria Baroncelli b Uffizi soloalsecondogrado

Hugo van der Goes
Adorazione dei Pastori
Bruges anno 1475 circa
Uffizi Firenze
Trittico, qui pala destra (a destra di chi guarda)

Commissionato dall’amministratore del banco
de’ Medici a Bruges, in Belgio ,
nella persona di Tommaso Portinari

Qui è rappresentata in ginocchio,
Maria Baroncelli

Hugo van der Goes Adorazione dei Pastori Tommaso Portinari e Maria Baroncelli c Uffizi soloalsecondogrado

Hugo van der Goes
Adorazione dei Pastori
Bruges anno 1475 circa
Uffizi Firenze
Trittico, qui pala destra (a destra di chi guarda)

Commissionato dall’amministratore del banco
de’ Medici a Bruges, in Belgio ,
nella persona di Tommaso Portinari

Qui è rappresentata in ginocchio,
la piccola Portinari – Baroncelli

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Qualche immagine,

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon a

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon d

Si noti lo stemma della famiglia ‘Baroncelli’ ; uno scudo attraversato da tre fasce colorate.

E tale stemma dei Baroncelli è inserito su un fondo fatto di intrecci di foglie e rami, e due pesci – semi cancellati dal tempo – che rappresentano rispettivamente, lo stemma dei ‘della Rovere’ e dei ‘Pazzi‘  

Cfr/cf  con gli stemmi qui sotto, Baroncelli/Pazzi ;

Pierantonio di Bandino Baroncelli e Maria Bonciani stemma

Stemma della famiglia Baroncelli

stemma Pazzi Uffizi

Stemma della famiglia Pazzi

stemma Pazzi Uffizi a

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon c

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon f

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon h

Qui sotto i soliti ‘doccioni’ o ‘gorgoglioni’ ;
Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon b

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon g

Le Palais Il Palazzo Baroncelli od du Roure Avignon

Nota;
ceduto dalla Famiglia Baroncelli nel 1918 a Madame Jeanne de Flandreysy,
una letterata francese affascinata dal mondo latino e dal risorgere di uno spirito europeistico (uno Zeitgeist pan latino) ,che tanto eco troverà nella Poesia,come nella scelta dei luoghi del grande poeta americano Ezra Pound,
questo palazzo rinascimentale fiorentino in terra francese, troverà nuova linfa culturale grazie al mecenatismo di questa donna di grande cultura.
E, occorre ricordare, che certe scelte di campo sono tanto più apprezzabili in quanto non generate dall’elemento anagrafico, ma da scelta culturale originata da profonda onestà intellettuale

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L’angolo del…ristoro;

quanto già detto sui famosi dolcetti parigini ‘macarons’, vale ovviamente anche per Avignone;
insulsi gusci di meringhe rifilati a ‘sprovveduti’ turisti… un incubo!

Les macarons Avignon

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Ma… i francesi sanno farsi perdonare;

dalle stalle alle stelle; i frutti di mare (les coquillages) sono di pregio ed accessibili.
Per tradizione sono diffusi in tutte le città francesi – da noi invece solo in alcune città italiane – ed i francesi ci danno dentro, presso le ‘halles centrales’ / mercati centrali distribuiti in tutta Francia.
Ovvio che resta esclusa Parigi dove tutto, oltre ad essere di qualità discutibile, ha costi impossibili.

Una visita – in una provincia di Francia – ne vale la pena;

le jardin des coquillages f

le jardin des coquillages e

le jardin des coquillages b

le jardin des coquillages c

le jardin des coquillages d

le jardin des coquillages g

Qualche curiosità,
circa i frutti di mare ( les coquillages) in circolazione in Francia;
si trova un pò di tutto; dalle ostriche (huîtres) giganti a guscio (semi) bianco, medie e piccole, il tutto atlantiche. Alle ostriche del mediterraneo, più saporite, – non trovate le ostriche Belon(huître plate),quelle piccoline dal diametro di 3cm circa, forse troppo impegnative per essere aperte sul posto dall’ostricaio – ai tartufi di mare (praires), ai limoni o uova di mare (violettes de roche) da noi introvabili, alle chiocciole/lumache di mare ( Murex/Muricidae).Non mancano i i ricci di mare (oursins) e le cappelunghe/cannolicchi (couteaux). Ed infine le semplici cozze/’moules’.
La vongola (clovisse/Palourde commune) non solo non la si trova, ma è bandita da ogni testo che tratta di molluschi. L’origine non francese, ne determina – probabilmente – la ‘caduta in disgrazia’ di questo mollusco di pregio indiscutibile!

Una nota sul vino francese;
qui sopra si vede un vino rosso: ‘clos de T’ Ventoux ; un vino biologico di grande pregio a base di uva-‘Grenache’, che in lingua italiana corrisponde a: ‘granaccia’ o ‘cannonau'(da cui anche il nome di un vino sardo), più uva sirah, e uve locali.
Col vino rosso i francesi non disdegnano accompagnare i molluschi.
Circa la caratteristica di questo tipo specifico di vino rosso francese,va detto che ha un ‘effetto di gradazione alcolica’ – forse perché proveniente da vitigni allevati in zona vulcanica – ma non per questo invadente e sopratutto ‘non vinoso’, ma raffinato come i più tipici vini di Francia.
Due parole sul vino più famoso di Francia, lo champagne;
la qualità ,come il prezzo, anche di uno champagne RM (‘RM’, cioè ‘imbottigliato all’origine’ ovvero uno champagne prodotto da un ‘vigneron’/’viticoltore’ con uve provenienti soltanto dai suoi stessi vitigni, dunque di sicura origine da un ‘terroir’) sono apprezzabili; con 22 euro ti compri uno champagne RM di pregio (e per giunta comprato in una enoteca/cave dove i prezzi sono di per se più alti!).
Inutile ricordare che questo non vale per Parigi, un ‘circo mediatico stanziale’

Occorre onestamente dire che molti vini francesi
sono non solo di qualità unica, ma hanno un prezzo assai abbordabile.

Al contrario di quanto reputato al di fuori della Francia, Italia in testa, i vini francesi hanno in realtà un ottimo rapporto prezzo e qualità.E raffinatezza e profumo restano ineguagliabili.

Il problema è che te li devi comprare sul posto, in Francia. Appena arrivano/vengono commercializzati in Italia il prezzo diviene proibitivo o la qualità misteriosamente cala inaccettabilmente!

Incredibile ma vero!

Avignon et le vin

Una simpatica vignetta esposta da una enoteca/cave di Avignone.

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cfr/cf ; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/06/08/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia/

Una nota sui formaggi – francesi e dei Paesi limitrofi – ;

i formaggi francesi/ o ‘dintorni'(cioè olandesi/fiandre olandesi o svizzeri, Svizzera francese etc…), ‘di pregio’ al pari dei vini sono unici.
Come per i vini a regola te li devi comprare sul posto, o comunque se ordinati dall’Italia occorre che siano ‘freschi’ o ben conservati.
Spesso l’importatore/grossista italiano, tende a mal conservarli o a distribuire formaggi francesi (o ‘dintorni’) ormai non più al meglio delle loro qualità.
Eccone un esempio;

Tête de Moine avec la girolle
La ‘Tête de Moine’/ ‘testa di Monaco’,
un formaggio della Svizzera francese che si mangia non come un cacio; tagliato e non come un parmigiano; tagliato o grattugiato,
ma a ‘fiocchi’ ovvero attraverso la ‘girolle’, come da fotografia qui sopra. Deve essere ancora cremoso come da fotografia e non secco, che tende a sbriciolarsi.

Sainte Maure de Touraine

Il ‘Sainte Maure de Touraine’ è un formaggio di capra stagionato che forma una crosta assai appetibile, di colore grigio bluastro.
Non deve avere un odore forte, ma delicato pur con sapore deciso. La sua caratteristica è lo ‘stecco’ di paglia che lo attraversa e su cui è addirittura impresso un numero di serie!

Le ‘gouda’ (Goudse kaas oranje) è un formaggio omonimo della cittadina dei Paesi Bassi/Olanda, dove è prodotto. Ma purtroppo non solo li, e ciò comporta differenze nette di qualità/sapore.
La caratteristica fondamentale del ‘gouda’ è che può egregiamente sostituire il famoso formaggio francese (sempre delle Fiandre, cioè nord Francia); ‘mimolette’, anche detto:’vieux Hollande’ o ‘boule de Lille’,dalla città francese del nord Francia.
Tranne che nella crosta; non edibile nel ‘gouda’, edibile e di pregio nella ‘mimolette’, ottenuta attraverso dei simpaticissimi acari, tipo quelli dei materassi…
La ‘mimolette’, qualunque sia il grado di stagionatura, è sempre di colore ‘arancione’ grazie ad un colorante naturale estratto da un fiore sudamericano. Il ‘gouda’ non sempre presenta questa particolare caratteristica.

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Se si è nostalgici della pizza…

Le bistrot des sales gosses

Le bistrot des sales gosses prezzi
Un nome dato al bistrot/bettola, un pò particolare :’le bistrot des sales gosses’/ ‘il bistrot dei fratelli sporchi’. Un’ origine cinematografica, o più antica?
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Qui di seguito un menù decisamente per turisti che vogliono pranzare/cenare, in centro – centro…
Bontà loro…!
( Non importa cosa ti servono, ma dove vieni servito! Contenti loro…! )

centro centro Avignon

Centro-centro!

Ristorante Avignon prezzi a

Ristorante Avignon prezzi b

Ristorante Avignon prezzi c

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Un locale notturno da noi decisamente tramontato (le cabaret) ;

Cabaret Avignon

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Una nota di architettura modernista o giù di li;

Une tentative d'architecture innovante à Avignon ( Zona Avignone sud)

Un tentativo avignonese – nostrale, a mio personale giudizio – di fare dell’architettura in stile coi tempi…

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