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The case of the terrorist Cesare Battisti 12/14 January 2019

The case of the terrorist Cesare Battisti 12/14 January 2019

see/vedi particolari storici di cronaca, (post precedenti) del caso al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/sofri-battisti-c/

e commento;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/sofri-battisti-c/#comments

.

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/06/10/news-battisti-c/

e,

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/10/05/cesare-battisti-the-eternal-red-guy-from-brazil-im-not-afraid/

.
caso cesare battisti estradato in italia roma Cesare Battisti all’aeroporto di Roma ,14 gennaio 2019, estradato in Italia dalla Bolivia. Paese in cui si era rifugiato dopo essere fuggito dal Brasile.

[Nota ,in fondo al post, di aggiornamento a giovedì 7 febbraio 2019; mouvement des gilets jaunes / movimento dei gilet gialli]

Dopo tanto peregrinare,

non solo del nostro caro Cesare, di Stato in Stato,
ma sopratutto dopo il tanto peregrinare di ideologie da uno Stato ad un altro,
dalla civilissima
Francia,
compiacente Stato ospitante un terrorista pluriomicida,
a quello
brasiliano, su pari livello comportamentale della Francia,
ed entrambi su un livello morale all’altezza della suola di una scarpa,

eccoci arrivare in Italia un vecchio vindice della Libertà,
il paladino per eccellenza e ad oltranza della Giustizia;
Cesare Battisti
.

Con la fuga dalla Francia in Brasile (2004), con il tacito assenso del Governo francese, di Battisti,
la Corte europea prese posizione nei confronti dello Stato francese condannando il suo atteggiamento di complicità nei confronti dei terroristi italiani, dando loro asilo politico.
Ora ,anno 2019, il Governo boliviano prende la stessa posizione nei confronti di quello brasiliano, permettendo l’estradizione di Battisti direttamente in Italia dalla Bolivia, senza farlo tornare prima in Brasile.
Due lezioni, una allo Stato francese e l’altra a quello brasiliano, che speriamo siano state recepite!

In questo blog ci si è già chiesto, vedi/see link qui sopra,
le ragioni profonde di simili atteggiamenti da parte della Francia e del Brasile,
e cosa ha realmente portato a questi ritardi incolmabili nel fare Giustizia, quella vera con la reclusione di questo latitante…

Chiediamoci ora,
se coloro
– come i giornalisti politici Gad Lerner e Giuliano Ferrara e molti altri sedicenti intellettuali –
che hanno difeso ad oltranza personaggi come Battisti
( ed altri tristi personaggi come ad esempio il terrorista Adriano Sofri & C. etc…),
avranno almeno il buon gusto del silenzio.

Di un doveroso – moralmente – silenzio.

……………..

Nota;

Qualche italiano si ricorderà di Antonello Piroso,
un giornalista rampante italiano, protagonista di varie trasmissioni televisive, ma attualmente un pò dimenticato.

Al seguente link troverete un suo commento radiofonico – su ‘Virgin radio’ – , sul ‘caso Battisti’;

https://www.virginradio.it/audio/177205/Lunedi—Buongiorno-Dr-.html

( Lunedì 14 gennaio 2019, ad 1 ora e 28 minuto circa, inizio commento radiofonico di Antonello Piroso  – Virgin Radio,  Rock & Talk con Dr. Feelgood, Massimo Cotto e Antonello Piroso – )

Qui Piroso, che si firma il cavaliere nero,

deve dribblare alla grande tra due fronti opposti;

da una parte

ha dovuto evitare di apparire antipatico agli ascoltatori di ‘Virgin radio’, una stazione radiofonica rockettara,
(che era in origine rock caffè) in quanto seguita da molti ‘Rocker’ , quindi contestatori ad oltranza e solitamente gente di sinistra che non possono che simpatizzare per ribelli/eternal red guy, come Battisti.

D’altra parte,

doveva evitare di mettere in imbarazzo la dirigenza della radio in questione, in quanto ‘Virgin radio’ appartiene al gruppo Mediaset e quindi è una Radio di Berlusconi

Per evitare tutto questo, Piroso si è messo a parlare dell’incontro tra una vittima di Battisti, (Alberto Torregiani) e Matteo Salvini,
l’attuale Ministro degli Interni, sottolineando la tracotanza del Ministro che ha permesso solo alle telecamere del Tg 2 (telegiornale di Stato su canale 2),di riprendere l’incontro, e favorendo così il giornalista, direttore di Tg 2 , Gennaro Sangiuliano.
Piroso ,dopo questo, si è messo nuovamente a divagare disquisendo su Gennaro Sangiuliano,
affermando la stupidaggine, non solo anti costituzionale e apparentemente demagoga ma in realtà anti popolare, che Gennaro Sangiuliano, essendosi candidato alle elezioni politiche di qualche anno fa, non aveva il diritto di tornare a svolgere la propria professione,
come un qualsiasi altro candidato svolgente un qualsiasi altro lavoro!
[ Va da se – si intuisce prontamente – che se un candidato alle elezioni politiche, deve lasciare il proprio lavoro anche dopo la scadenza del mandato elettorale ( o subito dopo le elezioni perché non eletto, come nel caso di Sangiuliano ), per quanto sostenuto da Piroso come principio altamente democratico, soltanto le persone più abbienti o/e grandi imprenditori potrebbero permettersi il lusso di svolgere una carriera politica! ]
Straordinaria la divagazione di Antonello Piroso sul libro scritto dal giornalista Gennaro Sangiuliano, su Vladimir Putin – Putin‘ 2015, edizioni Mondadori – (Владимир Владимирович Путин);
il nostro caro Piroso,definendo G.Sangiuliano un ‘putiniano/un sostenitore’ di Putin,
da un lato
fa l’occhiolino a Berlusconi, – Berlusconi che ha in Putin il proprio referente politico, per la tutela economica dei propri affari economici in Russia –,
dall’altro
Piroso definendo G. Sangiuliano un ‘putiniano/ un sostenitore’ di Putin,
fa l’occhiolino ai Rockers, Audiences principale di ‘Virgin radio’ , che vedendo in Putin un fascistoide, necessariamente qualificano G. Sangiuliano come un ‘poco di buono’.
Piroso dimostra così, un equilibrismo concettuale lessicale straordinario. ‘Tiene il piede in due staffe/runs with the hare and hunt with the hounds’. Ma… a quale scopo? Se non quello di ciarlare molto per non dire nulla di costruttivo!

Ed ecco un pensiero, ben diverso, ma dello stesso giornalista, espresso su un sito: ‘La Verità’, sempre sul caso Cesare Battisti;

antonello piroso articoli e sito c soloalsecondogrado

Confrontate quanto espresso da Antonello Piroso al link qui sopra ,
qui sotto riportato nuovamente;
https://www.virginradio.it/audio/177205/Lunedi—Buongiorno-Dr-.html
in cui parla a ‘Virgin radio’ del caso Cesare Battisti
con quanto scritto sul (suo?) sito, che riporta online i suoi articoli di giornale, sul caso ancora di Cesare Battisti;
https://www.laverita.info/community/antonellopiroso
E’ il caso di dire:’
:’due pesi e due misure/to have double standards’ !
Il testo dell’articolo di A. Piroso nel sito: ‘La Verità’ /’The truth’
( che in russo è: ‘Правда’ il famoso quotidiano di Stato dell’URSS/CCCP),
recita:’

Battisti is a killer: his place is in jail

:’ From Brazil the former belonging to the movement ‘P.A.C.’ – Cesare Battisti – (Armed Proletarians for Terrorism), maintains that the announcements of new president Jair Bolsonero on his extradition are only ‘fanfaronate/brag, blustering’.
For decades he has enjoyed the support of intellectuals and politicians, convinced that he is persecuted, but in reality he is only a murderer.
Antonello Piroso.’

Ascoltando e confrontando quanto affermato da A. Piroso alla radio,
con quanto da lui stesso affermato su :‘La Verità’,
si ottengono due versioni a dir poco discordanti del caso Cesare Battisti…

.

Spesso, nella nostra epoca, conta molto di più ciò che non si dice, che le stupidaggini affermate!
Le prime nascondono ‘la verità che è nel fatto’ ( G.B. Vico),
le seconde lusingano l’ascoltatore, che vuole in fondo essere ingannato!

Questo esempio di ‘doppiezza’,
qui analizzato nel caso di un singolo giornalista, si riferisce in genere al malcostume – non solo nazionale (italiano) – di molte categorie, ‘veri e propri gruppi’ o, se si vuole, ‘lobby’ che pur di sopravvivere non disdegnano sbalorditivi trasformismi, come già analizzato per il caso di Giuliano Ferrara, Michele Santoro e Vittorio Sgarbi ( specchietti per le allodole, che tutelano ben circoscritti interessi…They are only all window dressing/stalking horses)
( https://soloalsecondogrado.wordpress.com/la-trinita-laica-ferrara-santoro-sgarbi/ )

.

.
.

Note for U.S. World

During the recent economic crisis, former US President Obama – on a visit to Europe – said he did not understand Europe’s economic policy.
Obama did not understand the uncertainties, in acting against the economic crisis, of the management of the European Central Bank.

It is well known that the Americans (USA) understand even less the complexity of Italian politics.
A politics, the Italian one, made of subtleties, cunning, malice and so many useless cheats …

This ‘incomprehensibility’ is not a US limit, but the sign of a profound distortion in the Italian political system in avoiding to run into these situations …

We can say that Europe
– and in particular Italy
it is a Continenta Countryof great Culture but of scarce Civilization.

The USA
and Great Britain
(eastern offshoot of the American continent, and not western offshoot of the European continent)
it is a Continenta Countryof great internal Civilization but of poor Indigenous Culture.
Because of this cultural scarcity, the US has developed a compensatory system; a deeply civilized state within it.
Culture and technique, the USA imports them from the whole world, through cooptation and money.
[ A Continent – a Country – of great internal Civilization but of poor Indigenous Culture, can advantageously import Culture.
But a Continent – a Country – of great Culture but of scarce Civilization, can not advantageously import Civilization ]

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———————-

. .

At this link,
a post describing this distortion of the ‘Italian social mentality’. Typical Italian. Enjoy the reading;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/03/13/turisti-non-per-caso/

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Nota di aggiornamento a giovedì 7 febbraio 2019;

mouvement des gilets jaunes / movimento dei gilet gialli;

Da diversi mesi vi è crisi tra Italia da una parte e, Francia e Germania dall’altra, sul tema :

:’ chi si prende i simpatici negretti in casa propria? ‘

Sostanzialmente una farsa in casa Europa, anzi una farsa alla francese cioè una ‘pochade’, finalizzata a tener chiusi, per quanto possibile i confini.
[ Non dimentichiamo identica farsa – di martedì 4 luglio 2017 – , presso il Parlamento europeo – Bruxelles – , seduta andata deserta ,
in cui il Presidente della Commissione europea, il lussemburghese Jean C. Juncker , parla di: ‘atteggiamento ridicolo’ / ‘Siete ridicoli’ rivolgendosi all’assente mondo politico europeo, subito ripreso dal Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani… che sceneggiata alla napoletana!!! ]

Defilatasi la Germania, col suo solito atteggiamento teutonico – e grazie al cuscinetto territoriale costituito dall’Austria – , è rimasta la cugina Francia a fare i conti con i migranti portati non lontani dal confine tra i due Paesi.
Ne nasce ,piano piano, un primo scontro giurisdizionale tra le due polizie di frontiera con sconfinamenti – disinvolti – della gendarmeria francese in territorio italiano (autunno 2018) , per impedire ‘il va e vieni’ di migranti.

Ma poi la situazione si è ‘allargata’ nel senso che il Ministro italiano Luigi Di Maio , esponente del movimento politico ‘5 stelle’, si è confrontato – in territorio francese – con esponenti di un movimento spontaneo di Piazza francese denominato ‘mouvement des gilets jaunes’,(febbraio 2019), che protesta per la situazione economica e le scarse risposte sociali da parte del Governo francese.

Ovvia l’occasione colta al volo da
Luigi Di Maio
, non come Ministro ma come esponente del suo Partito politico (5 stelle)
– Partito populista come quello dei ‘gilets jaunes’ francesi – ,

di generare un grande movimento popolare europeo guidato dai ‘5 stelle’ italiano.
E ciò partendo proprio dai ‘gilets jaunes’ francesi (come per il ‘maggio francese’ – parigino – del 1968…)

[L’opportunité saisie par le ministre italien Luigi Di Maio de générer
– à travers le mouvement français des gilets jaunes –
un grand mouvement populiste européen!]

Ovvia la reazione – a dir poco incazzata – dei francesi che richiamano, oggi 7 febbraio, l’ambasciatore francese in Patria per consultazioni!

Vedete voi;
quando si tratta di ingerenze francesi nella politica interna italiana
– e non solo, ma anche nel mondo giurisdizionale e di politica internazionale italiano – ,
i francesi sono serafici e democratici nel conversare con il mondo italiano,
mondo da loro giudicato retrogrado, ‘da Repubblica delle banane’ quale valutano, in silenzio , l’Italia – ,
ma…
quando gli si restituisce il favore, come danno in escandescenze!
Giudicate un pò voi i nostri cari cugini (ç) transalpini!

(ç)
Sarà per il fatto che , come recita un vecchio adagio :‘…
:’ … tra cugini si litiga sempre…(?) ‘

Comme il est difficile, pour nos chers cousins transalpins, d’admettre la vérité après tant de mensonges, comme sur les terroristes italiens!

A questo link un resoconto giornalistico ordinato dei fatti accaduti ed in corso;

https://www.corriere.it/cronache/19_febbraio_07/scontro-italia-francia-parigi-richiama-l-ambasciatore-roma-27d4ac5c-2ad6-11e9-8bb3-2eff97dced46.shtml?intcmp=googleamp

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Nota seconda;

These few lines are addressed mainly to ‘non-Italians’.

If the case ‘Cesare Battisti’ shows us the impossibility, in Italy, to do justice
– due to interference from foreign states (but it is more correct to state because of foreign ideologies / weird ideologies –

the case of another terrorist; ‘Federica Saraceni’, shows us the impossibility of doing justice, in Italy, even with a defendant in the national territory.
The terrorist – ‘Brigate rosse”Red Brigades’Federica Saraceni was sentenced to 21 years in prison for homicide and terrorism (2008), plus 4 others.
But after the arrest (year 2003) he only served 2 years in prison then under house arrest (at home with mum and dad, and a hot soup, there are also slippers!) Since 2005.
Since 2009 it is practically at liberty; he travels, he studies, he attends the University!
What a life!

The affair has returned to topicality due to the father of the terrorist Federica Saraceni,
Luigi Saraceni;
– a former high magistrate of the court of liberty, Deputy of the P.D. (ex P.C.I., Italian Communist Party), and then lawyer -.
Luigi Saraceni has just days – February 2019 – published a book
– title, ‘Un secolo e poco più’/’A century and a little more’, sort of semi-biographical novel – .

The magistrate Luigi Saraceni writes: ‘

: ” in the fifties in the courthouses, in Italy,
the people who ended up in front of the Judge, were ‘social outcasts’,
and the crimes were against property ”. (+++)

True!
And it was also true that the condemneds,
they spent many years in prison!

Today?
With the case of Federica Saraceni
– an example among many –
the condemned do not serve the penalty, if not in a small part!
And this happens especially for spoiled boys, or / and for political crimes!
(As seen with the two cases; those of Cesare Battisti and Federica Saraceni)

How much silly social injustice can be read in the words of this Magistrate!
He does not even notice his factious attitude.
He does not even notice that he wants the triumph of Justice as Magistrate … but in the house of others.
Not in his house!

.

(+++)
https://sellerio.it/it/catalogo/scheda.php?id=11198

S. M. Ėjzenštejn ; Google remembers – on January 22, 2018 – the anniversary of the Russian film director

On January 22, 1898 S. M. Ėjzenštejn was born in Riga (Latvia) – exactly 120 years ago -; the film director of the USSR (CCCP).
Here is a comprehensive reference to the value of your film commitment.

S. M. Ėjzenštejn ; Google remembers – on January 22, 2018 – the anniversary of the Russian film director

s m

‘ La corazzata Potèmkin ‘/Бронено́сец Потёмкин“ Bronenossez Potjomkin  :

Battleship Potemkin / Battleship Potyomkin ( Броненосец Потёмкин) or rather, the marginalization of culture in favor of an ideology/ovvero l’emarginazione della Cultura a favore di una ideologia .
( prima parte )

Titolo originale :’
‘ Bronenosec Potèmkin ‘ – di S.M. Ejzenstejn del 1926.

la corazzata potemkin

Un’immagine del film .

Vi sono altre due Opere che l’hanno temporalmente e tematicamente preceduta ;

°
Nascita di una Nazione ‘ – The birth of a Nation – di D. Wark Griffith del 1915, (USA)

e l’Opera;

°
L’ultima risata ‘ – Der letzte Mann – [ ‘l’ultimo uomo’, titolo letteralmente tradotto ma cambiato nella versione italiana in :’ l’ultima risata ‘ (§) ]  di F.W. Murnau del 1924  (Germania)

La corazzata potèmkin .

Accenno alla storia.

Su una corazzata imperiale russa le condizioni di vita sono assai dure per i semplici marinai .
Un pezzo di carne di manzo avariato a loro servito come rancio genera contestazioni . L’ufficiale medico ne attesta la qualità negando l’evidente putrescenza.
I marinai indicono uno sciopero ‘della consumazione del rancio ‘ .
La situazione degenera ed un marinaio muore.
Il sacerdote a bordo non mostra la benché minima sensibilità, aggravando la situazione .
[ viene ribadita nella didascalia la frase : ‘ per un piatto di minestra…’ ] .
Una volta a terra – nel porto ucrainiano di Odessa – si sparge la voce sui fatti accaduti .
I famosi cosacchi – zaristi convinti – non mostrano pietà e sparano su chiunque, avanzano scendendo la famosa scalinata Richelieu.
I marinai – ormai impadronitisi della Potèmkin – decidono di affrontare le navi zariste inviate per sopprimere la rivolta .
Ma nessuno sparerà un colpo; come poco prima sulla Potemkin i marinai si sono rifiutati di fucilare i loro commilitoni, così avviene tra gli equipaggi delle navi militari che con un tacito e solidale accordo decidono di ribellarsi alla tirannia zarista.

[ La storia della rivolta, dell’ammutinamento dei marinai della corazzata Potèmkin, nel luglio 1905, è fatto reale.
Ejzenstejn comunque lascia immaginare allo spettatore – qui distorcendo i fatti storici – che l’ammutinamento è solo l’incipit di una grande rivoluzione non solo cittadina, ma anche di una Nazione e poi… mondiale (nelle aspettative sovietiche di quei tempi).
L’ammutinamento del 1905 si concluse ,in realtà, in una repressione della rivolta nell’indifferenza più assoluta della popolazione di Odessa. ]

E’  invece l’incipit ,nell’Opera cinematografica, di una rivolta/rivoluzione a 360 gradi che porterà alla rivoluzione bolscevica russa del 1917…

Due i temi capisaldi di questo ( di questi tre film ) film ;

il primo  tema sta nella innovazione cinematografica ;
 comprimere in una due ore ciò che avviene in giorni, mesi ed anni etc… ( non si deve dimenticare che siamo agli albori dell’Arte cinematografica ).
 Le espressioni analogiche ;  ad es. le inquadrature di un leone di pietra prima sdraiato e poi seduto a figurare il popolo prima dormiente e poi desto .Od anche le immagini dei cosacchi ripresi in alcuni particolari della divisa ( gli stivali, i berretti…) come elementi indicanti la spersonalizzazione di chi agisce freddamente…

il secondo tema sta non nella ricerca puramente cinematografica ,di cui qui sopra portati alcuni elementi,

ma nel’ utilizzare un film in quanto mezzo di comunicazione di determinati valori .

Valori che possono spaziare da elementi puramente interiori all’essere umano quali i sentimenti più intimi ,a quelli politici o morali etc…
Ovvio il contenuto politico della corazzata Potèmkin .

Circa il primo aspetto – l’innovazione cinematografica – ,
gli altri due film di cui sopra avevano già espresso prima della ‘corazzata Potèmkin’ tali valori, che saranno poi sviluppati nella cinematografia. (Basta guardarseli e confrontare le date)

Circa il secondo aspetto,
– il film in quanto mezzo di comunicazione di determinati valori –
,
tralasciando il fatto ,saliente, del fallimento storico ed economico del comunismo e compagnia bella , inutile dunque soffermarcisi sopra,

.a parte ciò, sia in: ‘The birth of a Nation’ che in: ‘Der letzte Mann’ sono già presenti appieno valori di carattere politico e sociali, universali. Entrambi ,anche per questo aspetto precorrono,anticipano il film russo.
Inoltre, in: ‘Der letzte Mann’,  Murnau ,il regista, rappresenta un aspetto del tutto peculiare; quello intimista. Ciò grazie ad una acuta introspezione dei sentimenti che percorrono il protagonista. (un ‘anonimo’,nel senso etimologico del termine, portiere d’albergo interpretato dall’attore Emil Jannings). Non per niente rientra nel così detto genere ‘Kammerspiel’, allora del tutto nuovo.

———

Ho qui sopra elencato tre film;
con il fine di valutarne correttamente uno, quello russo.
Circa il primo aspetto di cui sopra va sottolineata la considerazione ,valida in tutti i campi della ricerca e nel nostro caso cinematografica, che il valore di un’Opera sta nell’originalità, ovvero esser opera prima, cioè non epigona di una che precede . (Oltre che nei contenuti, ovviamente)
E ciò è certo elemento fondamentale per determinarne il valore assoluto, indiscutibile. Appare dunque ovvio, che le due Opere temporalmente precedenti quella di Ejzenstejn, sono di valore primo.
Quella di Ejzenstejn , non fa che ripercorrere una strada cinematografica già esplorata dai due film precedenti ora citati.

In modo diverso trattano lo stesso tema/problematiche cinematografiche.
Ma l’Opera che viene ricordata è solo la prima ; quella del russo Ejzenstejn. E non ,come visto per meriti/qualità sue particolari.
Questo è un tema che mai è stato affrontato sui mezzi di comunicazione vari.
Ne dalla storia della cinematografia più recente
.

Ciò pone l’interrogativo sul

perché di questa errata valutazione del valore dell’Opera di Ejzenstejn,

ed inoltre l’interrogativo sul

totale silenzio della moderna storiografia cinematografica (e non solo cinematografica) in merito a questo clamoroso errore!

vedi, [//]

( segue , )

La corazzata Potèmkin ‘ :

Battleship Potemkin / Battleship Potyomkin ( Броненосец Потёмкин) or rather, the marginalization of culture in favor of an ideology / ovvero l’emarginazione della Cultura a favore di una ideologia .
( seconda parte)

Come detto il film più vecchio, dei tre sopra citati è : ‘The birth of a Nation’ ‘Nascita di una Nazione1915 di David Wark Griffith.

David-Wark-Griffith2
D. W. Griffith , il primo a destra di chi guarda .

Siamo agli albori della cinematografia.
Questa Opera di Griffith è da vedere come
il primo film in assoluto
in cui la pienezza dei mezzi espressivi ( il montaggio,la caratterizzazione dei personaggi,l’uso del carrello per la cinepresa etc…) raggiunge l’apice artistico .
Cioè ‘ l’innovazione cinematografica ‘ di cui sopra detto .

Quest’Opera americana è dunque il solo vero caposaldo della cinematografia mondiale.

 

—————————

 

.

Il secondo film,
L’ultima risata‘ ‘Der letzte Mann’ di Murnau del 1924,

der letzte Mann by F W Murnau film

Der letzte Mann / l’ultimo uomo/ l’ultima risata
by F W Murnau
film Germania 1924

der letzte Mann by F W Murnau film. b jpg

Der letzte Mann / l’ultimo uomo/ l’ultima risata
by F W Murnau
film Germania 1924
Il protagonista;
un portiere d’albergo tradito
nel suo impegno serio e costante.
Metafora di una Germania tradita
nei suoi ideali tesi ad evitare
il ‘tramonto dell’Occidente’ come profetizzato da
Oswald Spengler…

toccando gli stessi temi innovativi  che Wark Griffith affrontò nel 1915  ,cioè l’innovazione cinematografica, ‘  è sicuramente la prima vera opera innovativa in Europa .

E come tale è il vero capolavoro europeo .

(§)
Il titolo originale: ‘Der letzte Mann’, tradotto letteralmente ‘ l’ultimo uomo ‘, e poi tradotto in Italia ,come in altri Paesi (ad esempio la Spagna ed il Portogallo etc…) con il titolo de : ‘ l’ultima risata ‘
– da una scena del film in cui il protagonista ride (di chi?) di buon cuore per gli inattesi risvolti che il fato procura –
significa, in una traduzione più accorta, : l’ultimo degli uomini ‘/’Le Dernier des hommes’, (dal titolo in lingua francese,tradotto in modo eccellente) , con riferimento al degrado in cui il protagonista del film viene ridotto dal cinismo sia del suo datore di lavoro, sia dai suoi meschini familiari. Dunque,  ‘l’ultimo degli uomini onesti / l’ultimo vero uomo’ 
Ne segue che la diversa traduzione in vari Paesi del titolo originale in :‘ l’ultima risata ‘, indica ciò che recita un vecchio adagio :’

:’ride bene chi ride ultimo/he who laughs last laughs longest

wer zu letzt lacht, lacht am besten‘.

 

 

————————————

 

.

Il terzo film è la famosa
Corazzata Potemkin’ del 1926 ,Opera sovietica,euroasiatica.

Per gli aspetti di cui ora detto è solo la continuazione / copia delle due Opere suddette .

Quando si toccano tematiche di carattere politico,sociale ed economico come in queste tre, ciò che ho chiamato ‘scomodo valore’, si fa sentire sonoramente. In questi casi l’onestà intellettuale vine meno, scompare.
E la riprova sta proprio nel fatto che ne viene rammentato dai posteri uno solo dei tre film , benché sia temporalmente successivo agli altri due e dunque di puro valore riflesso… .

[//]
Un accenno alla motivazione di fondo che spiega l’interrogativo :’

:’perché questa errata valutazione del valore dell’Opera di Ejzenstejn,come Opera prima di valore cinematografico?

Nel primo film (‘Nascita di una Nazione’ ‘The birth of a Nation’ di D. Wark Griffith )
alcuni episodi legati al problema dell’integrazione degli afro americani negli USA, che portarono a suo tempo polemiche col regista,hanno relegato lo stesso film ad essere messo in disparte .

Nel secondo (‘ L’ultima risata ‘ ‘Der letzte Mann’ di F.W. Murnau )
il protagonista,un lavorante/portiere d’albergo accantonato dalla sua stessa famiglia, è visto come parallelo/simbolo di una Nazione – quella tedesca – ingiustamente umiliata dopo la Grande Guerra, con gli insostenibili risarcimenti imposti con il Trattato di Versailles.
Il protagonista è dunque visto come antesignano della riscossa di un popolo intero.Scomoda anche questa realtà come per il primo.Inevitabile l’adombramento dello stesso.

Se da un lato
un atteggiamento ‘codino’ presente nella sceneggiatura del film di Wark Griffith,
e una posizione politica internazionale di grande diffidenza verso il mondo germanico e quindi verso il film di Murnau,
hanno portato ad un rifiuto dei pregi indiscutibili presenti nelle due Opere,
dall’altro
l’esplosione sul piano culturale del materialismo storico, unito alla formazione di Stati socialisti quali l’URSS, hanno entrambi spinto – con modalità ben differenti – all’affermazione del film di Ejzenstejn, malgrado i limiti non solo di pura valenza cinematografica, ma anche di contenuto (vedi(**))

(**)
Se noi andiamo a guardare ai temi politici del terzo,ai contenuti, notiamo immediatamente che ne : ‘La corazzata Potemkin’, i temi sono di altrettanta limitatezza storica; cito ad es. il Pope ( il sacerdote in russo) visto come uno stregone, privo della benché minima sensibilità umana.
Così come un singolo componente della popolazione ,ribellatasi nel porto di Odessa, afferma:‘abbasso/a morte gli ebrei’ ed è immediatamente linciato dalla ‘saggia’ popolazione.
Entrambi non sono che puri stereotipi; semplicistici preconcetti degni di film di bassa lega.
Poi in realtà, sappiamo bene che il mondo religioso ,anche se in completa penombra, era cercato ed amato dal popolo russo/sovietico durante il regime comunista.
E circa la ‘questione ebraica’ in URSS, si sa che fu risolta con i ‘progrom’ sovietici, che fecero strage di ebrei nei gulag ( ГУЛаг).
E, si noti , che a tutt’oggi non vi sono pellegrinaggi nei gulag sovietici come per Auschwitz od altri lager tedeschi…

Credo dunque che si possa sinceramente affermare che la sudditanza ad una cultura di sinistra – in realtà una pseudo cultura – , abbia portato a certi errori – dolosi – in molti campi. Anche nella storia della cinematografia, come qui mostrato.

Nota,
provate a ricercare in internet elementi critici quali qui riportati sui tre film, ed in particolare sul film di Eisenstein ‘La corazzata Potemkin’; non troverete che chiacchiere. Vuoti commenti su di un film ritenuto per antonomasia un capolavoro a fondamento di questo o di quello…
Quando in realtà non sanno minimamente ciò che affermano; ripercorrono soltanto un cliché elogiativo di vecchia data frutto di una critica faziosa scevra di un qualsiasi costrutto di valore.

Un esempio? Ecco un paio di links di rimando – tra i tanti possibili – su due social;
‘ciaopeople’ di Gianluca Cozzolino & C.;

https://www.fanpage.it/sergei-eisenstein-il-120-anniversario-della-nascita-e-google-gli

ed anche;

‘La Repubblica’, noto quotidiano/giornale;

http://www.repubblica.it/spettacoli/in-sala/2015/06/05/news/_eisenstein_in_messico_-116125261/

ed ancora, dando uno sguardo in Gran Bretagna,

‘The Telegraph’, giornale inglese,

http://www.telegraph.co.uk/films/0/best-movies-ever-made-according-rotten-tomatoes/battleship-potemkin-1925/

———-

Elementi conclusivi su : ‘ Nascita di una nazione’ / ‘La corazzata Potemkin’ / ‘L’ultima risata’.

eisenstein3

Il regista russo di origini tedesco/ebraiche Ejzenstejn .

Nota personale: a quei tempi e a quelle latitudini a quanto pare era di moda un simile taglio di capelli ; scompigliato !.

Il valore attuale della ‘corazzata Potemkin’

 

Ritenuta a torto ,come sopra mostrato, un ‘caposaldo’ della cinematografia , essa ci appare comunque utile a indicarci il modo di pensare/procedere nella realtà culturale del novecento.
Ejsensteyn confessò che ebbe timore per lungo tempo di venir deportato per un possibile non gradimento dei suoi lavori cinematografici da parte della dirigenza.
E difatti dopo l’ultimo film da lui diretto, e non gradito dalla nomenclatura sovietica, ad Ejsensteyn venne un infarto che lo seppellì!
L’atteggiamento che prevalse nel mondo comunista di allora fino a giungere ai nostri giorni fu quello di separare la classe dirigente/intellettuale da quella che loro ritenevano di tutelare ; il popolo.
Si veda ad es. le stelle presenti ancor oggi nella bandiera cinese;
una rappresenta la classe contadina,
una quella operaia,
una quella dell’esercito
ed infine una rappresenta la classe dei dirigenti/intellettuali – del Partito.
Era una situazione in cui si pensava che dall’alto si sarebbe potuto ‘fare/creare’ l’uomo nuovo.Il pasticcio che ne è risultato è sotto gli occhi di tutti.
Appare chiaro che le forze non intellettuali del Paese non abbisognavano di una cultura profonda che permettesse loro di ragionare e giungere a tirare le somme della realtà circostante.A tutto dovevano pensare gli ‘intellettuali’/’dirigenti’.

Oggi che succede dopo il crollo del muro?
Da un lato vi è chi rimane saldamente attaccato alle vecchie idee ‘ortodosse’,ma poi la maggior parte,di fronte alla realtà profondamente mutata cerca di riprendere il ‘cammino’ verso

un modello di uomo nuovo partendo però dal basso e non più dal palazzo come una volta.

 

Questo il tentativo di svolta, che rappresenta forse l’unico possibile valore attuale che possiamo vedere rinascere attraverso l’Opera di Ejzenstejn.

Si noti che Ejzenstejn con il suo film non volle tessere un inno alla rivoluzione bolscevica del 1917. Egli riprende soltanto gli ideali libertari rivoluzionari francesi. / Note that Ejzenstejn with this film did not want to write a hymn to the Bolshevik revolution of 1917. He only took back the French revolutionary libertarian ideals.

 

Ed è proprio forse attraverso questa sorta di anelito di Libertà, Giustizia -vera- e Fratellanza universale che quest’Opera trovò nuova vitalità e rivalutazione nella seconda metà del XX secolo (…a far data,se su vuole, dal 1968 in poi…) [ç]

 

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[ç]
‘La corazzata Potèmkin’,
, visto oggi in un’ottica di politica internazionale, non può che far nascere una profonda perplessità nello spettatore più attento ( e sopratutto intellettualmente onesto), destando in lui un mal celato stupore per tanta ingenuità, sia nei propositi di coloro che lo commissionarono (la leadership sovietica) sia in chi lo girò (Ejzenstejn). Nonché stupore per il plauso internazionale che ha avuto fino ai giorni nostri.
Propositi qui subito sopra delineati in una sorta di anelito di Fratellanza universale.
Certo esso apparve invece – nella seconda metà del secolo scorso – come un valido strumento di sostegno, e di propaganda, alle idee poi esplose nel 1968(…).
In proposito non può che venirci in mente, nel voler dare – indirettamente – la giusta misura a quest’Opera tutto sommato ingenua, un film di una quarantina di anni successivo e di pochi precedenti il 1968 :‘Gli ammutinati del Bounty (Mutiny on the Bounty ) USA 1962’. ‘  Quest’Opera con Marlon Brando, seppur di pari ingenuità, ha almeno il merito di non aver minimamente voluto essere pretenziosa ne dal punto di vista contenutistico (grandi ideali politici etc…) ne dal punto di vista cinematografico.
In compenso permette allo spettatore di ‘ammazzare il tempo’ in maniera assai piacevole.

Qui la lungimiranza americana;
 nell’aver dato  involontariamente ed obliquamente con questo feuilleton (Mutiny on the Bounty ), girato nei mari del sud, la giusta misura del valore  – assai scarso,come visto –  della presunta grande Opera di Ejzenstejn,
è lodevole, anche nel mezzo utilizzato!

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Ai giorni nostri  – nel terzo millennio, nel’ era successiva alla ‘guerra fredda’ –  si invitano dunque le forze ‘popolari’ ad essere loro stesse artefici del cambiamento.Si invita alla critica democratica,che una volta nei Paesi dell’est avrebbe comportato tragiche conseguenze.

[Ma, si noti,che questi inviti ad una partecipazione attiva a delineare le linee guida del Partito, avvengono soltanto nei Partiti comunisti occidentali – riciclatisi sotto altre denominazioni – , vedi ad esempio il Partito Democratico (ex P.C.I ; Partito Comunista Italiano)]

Personalmente credo un lavoro/impegno inutile perchè sempre frutto di un imput dall’alto e qundi falsamente democratico.
Mi preme sottolineare che come quasi sempre nella storia sono le classi meno fortunate a rimetterci e prendere colpi da una parte e dall’altra.
E’ notorio,per fare un es. che nei Paesi ex comunisti la nuova classe dirigente capitalista ha,per la stragrande maggioranza dei casi,origine dal ‘Partito’.

Nei Paesi ex URSS,
di contro dopo anni da ‘incubo’ ,almeno tra le persone fornite di sensibilità e discernimento, la reazione ai fatti del 1989 è stata ben differente.
Basta osservare l’Opera/installazione qui sotto!

(Nel caso di quest’Opera, va rilevato che precede di tre anni l’evento epocale di Berlino, ciò grazie al fatto che il suo autore poté emigrare dal suo Paese.)

Ilya Kabakov The man who flew into space from his apartment

The man who flew into space from his apartment.
Ilya Kabakov 1986

Ilya Kabakov didascalia

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Direttamente attraverso il seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/

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Un’ultimissima nota,

s m

S. M. Ėjzenštejn ;

Google remembers

– on January 22, 2018 – the anniversary of the Russian film director.

E’ notorio che Google SPA

è una Società lungimirante anche dal punto di vista dei rapporti con il proprio personale. Li tratta a ‘guanti bianchi’.
Tralasciando le vere profonde motivazioni che inducono i patrons ( i proprietari) di questa Società mediatica a simile scelta ‘filantropica’ ,da ‘mecenati’, verso i propri dipendenti,

(possibile competitività informatica compromessa da un effetto rebound/’effect rebound’, da coloro  – la dirigenza ( i dipendenti) –  che all’interno di Google svolgono mansioni che pochissimi al mondo possono svolgere al quel livello – immaginatevi le possibili conseguenze disastrose per la Google SPA per una protesta,ma è il caso di dire un ammutinamento, della dirigenza – etc…)

è indubbio che figure come quella di Ejzenstejn sono apprezzate – trattate a loro volta con mecenatismo – [ ipocritamente (?) ] da buona parte della ‘dirigenza Google’.
Dirigenza che se vista nella quotidianità; mezzi bizzarri di trasporto utilizzati, cagnetti rigorosamente meticci al seguito, abbigliamento meno che ‘casual’, linguaggio informale etc… Non può che farci pensare, che simili figure contemporanee in fondo non sono che degli hipsters (e Liberal) globalizzati e globalizzanti…
Sarebbe certo più interessante analizzare le vere profonde motivazioni che hanno indotto la dirigenza Google a simili simpatie cinematografiche, nonché al loro stile eccentrico nella quotidianità.
Si intuisce subito ,senza scomodare Sigmund Freud & C. , che alle volte, di generazione in generazione, è necessaria un poco di ‘sana ipocrisia’.
Questo per evitare, per dirla in termini sportivi, che il ‘grande slam’/’the big slam’,
che la vita gli ha generosamente riservato (come pochi altri fortunati al mondo)
,abbia un effetto rebound controproducente,
sia verso di loro personalmente
[ con un effetto rebound psicologico, dai loro utenti (non altrettanto fortunati,che costituiscono la maggioranza) ]
sia verso la Società per cui lavorano.
(Non va dimenticato che Google SPA è una Società che ha molta visibilità, a differenza di molte altre Società, e come tale la facciata , l’immagine, fa la differenza nel determinarne una crescita economica o meno…)

Fate un pò voi!

α – alfa – come MAFALDA

α – alfa – come MAFALDA

(prima parte)

 α - alfa - come MAFALDA

α – alfa – come MAFALDA

Premessa;

non pensi Chi legge di trovare una sorta di miscellanea eterogenea nel materiale qui pubblicato.
Il tutto ,seppur di primo acchito apparentemente slegato, trova via via una sua naturale omogenea composizione.

Come in una sorta di PUZZLE,

tutto quanto prende forma, ed in parte ciò è già visibile, indipendentemente da come lo si valuta.

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A cinquant’anni suonati dalle prime strips – strisce – rudimentali ma efficaci del fumettista argentino Quino,
il personaggio ,nelle sembianze infantili, di Mafalda – seppur ormai dal lontano 1973 senza più voce per l’improvvisa decisione del suo Autore,-
sembra a suo modo mantenere, nell’aspetto accattivante e nelle salaci battute una freschezza che sono testimonianza di una vitalità atemporale e quindi non ‘moda passeggera’ di quello stesso personaggio e del suo modo di riflettere.
E questo a scapito, non senza contraddizione, dei personaggi/characters ai quali lo stesso Quino si ispirò,nel creare la Sua Mafalda, senza averne mai minimamente nascosto il legame;
alludo ai ‘peanuts characters’ di Charles M. Schulz ( Linus, Charlie Brown…),personaggi quest’ultimi che seppur a lungo pubblicati risentirono a loro modo dell’usura del tempo. lasciando solo un senso di vuoto, un ricordo inconsistente alla prova del Tempo.

In poche parole

MAFALDA, seppur senza voce, è viva e vegeta ancora oggi.

Saranno molte e varie le osservazioni su questo personaggio femminile infantile.
Qui voglio solo iniziare col sottolineare che le ‘battute’, le osservazioni ,spesso pesanti senza mezze misure, di Mafalda sono comiche ma non nel modo delle vecchie strips by Walt Disney, ne tendenti ad una interiorità melanconica di quelle di Charles M. Schulz.
Sicuramente non inducono alla risata come quelle di Walt Disney, ma di certo divertono, e malgrado i riferimenti alla drammaticità di eventi di attualità, o a piccoli-grandi drammi familiari non rattristano minimamente il lettore .

In ogni caso,queste strisce/strips di Quino, sono costruzioni semplici che non sono propriamente inimitabili.
E certamente sempre aggiornabili ai mutamenti storici.

Ecco un esempio in merito,

Le bandiere Lama...

Le bandiere Lama…

Testo della vignetta:'   '

Testo della vignetta:’ Dopo aver letto il post qui sotto, sul Buddha in Toscana,e visto le bandiere Lama lì esposte, mi chiedo che differenza ci sia con le ‘bandiere del malcontento’ (Maureen Dowd…) che alla fine degli anni sessanta – ai miei tempi – gli Hippy sventolavano senza tregua! ‘

(continua…)

La CINEMATOGRAFIA nella RUSSIA sovietica…

La CINEMATOGRAFIA nella RUSSIA sovietica,

alias ,

all’ombra del Cremlino.

Dopo la condanna al carcere nella Russia di Putin, delle famose Pussy Riot, Putin, Vova per gli amici, non poteva che aspettarsi una rivendicazione di questo genere!

Dopo la condanna al carcere nella Russia di Putin, delle famose Pussy Riot, Putin, Vova per gli amici, non poteva che aspettarsi una rivendicazione di questo genere!

Pussy Riot sul Cremlino

Vedi i film trattati nella solita pagina :’ Quattro chiacchiere sul cinema d’Essai…’

o direttamente attraverso il seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/#comment-1136

Oliviero DILIBERTO | OTTO e MEZZO La7

Oliviero DILIBERTO | OTTO e MEZZO La7 | La svolta ?

Nota/premessa .

Pochi giorni fa il, 16/ottobre 2011 , O. DILIBERTO – un esponente assai noto della ‘sinistra italiana’ attualmente della formazione politica ‘ PdCI ‘ ; il Partito dei Comunisti Italiani di cui è segretario nazionale – ha partaecipato alla trasmissione televisiva,a carattere principalmente politico, ‘otto e mezzo’ sulla rete ‘La7’ .

In discussione è stato un fatto di cronaca del 16 ottobre stesso, in occasione di una manifestazione a Roma contro l’immobilità del Governo attuale,ritenuto inerte nel prendere misure contro la disoccupazione giovanile . Protagonisti della manifestazione il movimento degli ‘indignati’– manifestazione sfociata in una bagarre da osteria -, protagonisti della ‘bagarre’il movimento dei ‘black bloc‘ .

————–

Fin qua potremmo dire ‘nulla di nuovo’ sotto il sole .

La svolta vera – ma solo di facciata ,è da temere – sta nella affermazione di O. DILIBERTO che commentando le affermazioni di alcuni dimostranti – a viso scoperto, dunque non ‘black bloc’ – che gridavano ai poliziotti :”servi del potere”

li ha definiti :‘ DELINQUENTI .

Il giornalista de,’La7′ ( Nicola Porro ) – apparso assai stupito del commento di Diliberto, gli ribatte :’

:’ ma come avete sempre affermato ‘‘ i compagni che sbagliano…’

Al che il ‘Nostro eroe’ afferma : ‘di non averlo mai detto’ e con una faccia di bronzo di prim’ordine aggiunge che :’

:’ noi siamo i continuatori della tradizione di Guido ROSSA… ( di cui vedi pagina al seguente link ,
, https://soloalsecondogrado.wordpress.com/i-dossiers-w-tobagi-e-g-rossa/ )

.
Facile capire – non serve neanche intuire – il suo trasformismo alla Fregoli per ottenere nuovo consenso elettorale dopo che si è usciti , come O. DILIBERTO & C. , sconfitti non solo dalle ultime elezioni politiche ma da una svolta epocale come è stato il

crollo del Muro di Berlino

ed elementi successivi .

In altri termini – il Nostro eroe –
cerca di rifarsi una verginità politica che non solo appare fasulla ma profondamente offensiva nei confronti della memoria di persone di ben altra statura morale – e con i calli alle mani – quale è stata quella di Guido ROSSA .

Nota;
Voglio qui ricordare la famosa frase/slogan ripetuto a viva forza a Mestre in Italia, in occasione della visita dell’allora Presidente USA ,George W.Bush, – giugno 2004 – , da un gruppo di dimostranti.La frase era :’

“Dieci, cento, mille Nassiriya”

Ovvero un inno/lode alla strage avvenuta in Iraq contro una base italiana di militari – carabinieri in missione di pace, da parte di un gruppo terrorista iracheno. Morirono una cinquantina di militari tra italiani e altri.

Molti non sanno / e chi sa finge di non sapere che tale frase non è altro che una rielaborazione/parafrasi di una vecchia frase di Ernesto Guevara :’

“…creare due, tre, molti Vietnam / …create two three many Vietnam
Ernesto Guevara; ‘Scritti, discorsi, diari di guerriglia del Che 1969′ e ;’Diario del Che en Bolivia 1968’

Come dico sempre poi – da quanto sopra, fatti e/o mie opinioni – ognuno ne tragga le conclusioni che meglio crede .

Saluti, topo.gigio .

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