Solo Al Secondo Grado

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September 11, 2001 attacks on the World Trade Center ; 16 years ago

11/settembre 2017 ; 16 years ago,

September 11, 2001 Attacks on the World Trade Center N.Y. U.S.A. ;

16 years ago
11/settembre/2001
Attacks on the World Trade
Center N. Y. , U.S.A.
(…)

(…)
16 years later;
the zombies of history
History does not
forgive!

L’Islam,

,una religione eretta a sistema politico e sociale, può, come un qualsiasi altro Sistema religioso, formare un individuo che rappresenta appieno una Collettività, un uomo cioè spirituale.
L’Islam può dare visione dell’aldilà ,dare speranza e gioia terrena,anche attraverso l’esempio di umiltà dei suoi rappresentanti più ieratici e carismatici.
Ma ciò malgrado, come qualsiasi altro Sistema religioso,

l’Islam,non ha alcun potere sulle forze della vita

Sedici anni or sono,
come oggi è dimostrato dalla dinamica delle reazioni a simili attentati ,
si fusero due elementi in alcuni rappresentanti dell’Islam – la maggioranza degli islamici erano/sono tacitamente ‘con loro’ – .
Il primo elemento era costituito da un distruttivo idealismo reazionario che pensava che guardando al passato,
passato rappresentato non solo dal loro Testo sacro, il Corano, ma da un intero universo culturale medio orientale,
si potevano trarre le norme del proprio agire.
A questo folle pensiero si unì un secondo elemento; l’Idea, in quegli islamici, l’Idea di uno scopo ultimo e ineluttabile.

Applicando ciò,
quegli islamici divenendo uomini d’azione divennero uomini senza Coscienza.

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Tour de France; métaphore d’une Europe qui n’existe plus!

 

Tour de France; métaphore d’une Europe qui n’existe plus!

Mais … que n’a jamais existait

alias;

‘Les liaisons dangereuses du dynamiteur Fabio Aru’ Le Monde 11 luglio 2017 ; by Clément Guillou ;

un article de journal malhereux; poiché non dice nulla se non al fine di manifestare il massimo grado di mancanza di sportività ad una manifestazione sportiva per eccellenza come una corsa ciclistica, quale il Tour de France è.

CLASSIFICA GENERALE ,
a mercoledì 19 luglio 2017 (a quattro giorni dalla conclusione, domenica 23 luglio)
1. Christopher Froome (Gbr)
2. Rigoberto Uran (Col)
2. Romain Bardet (Fra)
4. Fabio Aru (Ita)
5. Mikel Landa (Esp)
6. Daniel Martin (Irl)
7. Simon Yates (Gbr)
8. Louis Meintjes (Sud.Af)
9. Alberto Contador (Esp)
10. Warren Barguil (Fra)

Fabio Aru Tour  de France 2017
…’Les deux grands yeux noirs qui trouent son visage ne disent rien’… ‘Le Monde’ 11/7/2017

Le acrobazie lessicali – sopratutto nel non dire – dei giornalisti RAI (Radiotelevisione italiana),dunque italiani, aggregati al Tour col compito di commentare le imprese sportive dei vari campioni ciclisti, sono palesi.
Si ride si scherza, ci si fa i complimenti reciproci come quelli diretti al vecchio Beppe Conti, – dai cronisti S. Pancani e S. Martinello – ma si cerca in realtà di stemperare ogni affermazione, fin’anche a criticare con incredibile garbo ( “…sarà anche il cane più buono del mondo, noi amiamo i cani…” ) un semplice tifoso francese che sulla strada del tour tifava con accanto un cane ma senza guinzaglio…
Un ‘bon ton’ italiano sbandierato ad oltranza incredibilmente, per far fronte a sgarbi continui non solo dei francesi, ma anche – leggi le lamentele qui di seguito della giornalista napoletana Alessandra De Stefano degli inglesi etc…
Alessandra De Stefano,
unica donna giornalista RAI al tour si impegna con commenti a cui vorrebbe dare il sigillo di una perfetta professionalità, ma che restano poi fermi al gossip da massaia; come quando,ad esempio,chiede se non è da maleducati non citare (ad oggi mercoledì 19 luglio,nel programma RAI ; ‘processo alla tappa’) il nome di Fabio Aru – unico beniamino italiano in grado di regalare qualche emozione da ciclista,che ha pure indossato la maglia gialla da leader per due giorni –
non citare,dicevo, il nome di Fabio Aru ,da parte del leader – ‘vero’ – Christopher Froome in una intervista da parte di un giornalista francese.
Christopher Froome ;un inglese che non essendo un europeo ,come ormai tutti i suoi connazionali, non si perita in complimenti ruffiani. Men che mai verso un sardo – Fabio Aru – un ciclista dalla costituzione fisica esile che dovrebbe dargli le potenzialità da scalatore del miglior Marco Pantani ( un campione già nella leggenda per le sue performance nelle salite più dure ),
ma che poi non brilla ne in salita ne in pianura, e certo scarseggia nelle corse a cronometro. ( Corsa a cronometro, che è prevista tra pochi giorni e di cui già i giornalisti RAI di cui sopra calcolavano il necessario vantaggio di Fabio Aru, a circa un minuto e mezzo, per mantenere la testa della classifica, cioè la maglia gialla. Questo fino a pochi giorni fa quando Aru la maglia gialla ce l’aveva ancora).

Va poi sottolineato il fatto – oggettivo – che nei due giorni in cui Fabio Aru ha indossato la maglia gialla la stampa francese si è scatenata – si veda il tutto come traguardo sportivo italiano non gradito non solo da parte francese – contro il ciclista italiano definendolo nella sostanza come un dopato avendo frequentato gente del mondo ciclistico in passato rimasta invischiata nel doping…
Questo attraverso un articolo del quotidiano francese :’ Le Monde’ articolo titolato :’

Tour de France : ‘les liaisons dangereuses du dynamiteur Fabio Aru’

Le Monde 11 luglio 2017

Le dauphin de Christopher Froome a été couvé par des personnalités du cyclisme italien pas étrangères au dopage

vedi il testo dell’articolo al seguente link; http://www.lemonde.fr/sport/article/2017/07/11/tour-de-france-les-liaisons-dangereuses-du-dynamiteur-fabio-aru_5158869_3242.html

La struttura di questo articolo del giornale francese ‘Le Monde’
è di tipo sillogistica elementare; se A=B e B=C ne segue che A=C ;
facendo parte Fabio Aru di una squadra ciclistica composta da alcune persone che hanno avuto in passato problemi giudiziari a causa del doping, ne segue che Fabio Aru ha a che fare col mondo del doping.

Segnali questi, che indicano un atteggiamento a dir poco ostile verso l’Italia
che disperatamente con l’atteggiamento imposto dalla dirigenza RAI ai suoi giornalisti, tenta di ricucire una cesura ormai insanabile. Che certo arriva a manifestarsi con prepotenza anche nel mondo sportivo.

Concludo solo aggiungendo una citazione del giornalista RAI Beppe Conti,

che citando un altro giornalista RAI di una generazione precedente affermò ( quando il belga Eddy Merckx, forse il più grande campione di ciclismo di tutti i tempi , era solo una giovane promessa) :”

:” … che questo belga – Merckx – con un cognome formato da tutte consonanti ed una sola vocale, non potrà mai diventare un campione di ciclismo…”

Aggiungendo che
– si noti,forse per scherzo del destino – Aru ha , al contrario di Merckx , un cognome tutte vocali ed una sola consonante…e quindi in base alla fesseria affermata da quel giornalista d’altri tempi avrebbe dovuto ottenere risultato opposto (?!) [Questa citazione, con le conclusioni a cui porta, i giornalisti RAI se la potevano risparmiare!]

E’ ovvio che tante gentilezze, tanto fair play italiano, non hanno alcun valore/effetto positivo,

poiché non portano a pari comportamento; non vi sarà alcuna reciprocità verso l’Italia da parte di altri Stati europei o ex europei come la Gran Bretagna.

Come è ovvio che le vere questioni sono altre e dunque anche una semplice corsa ciclistica, anche se la più importante del mondo è una metafora – assai triste nell’anno domini 2017 – di una Europa scollata.

Monte forato(Lucca)
un monte forato contro europeisti bacati

Un piccolo estratto dell’articolo di giornale apparso su :‘Le Monde’ l’11/7/2017 ;’

…’Les deux grands yeux noirs qui trouent son visage ne disent rien’…
(…’ I due grandi occhi neri che trafiggono il suo viso, non dicono nulla ‘
Un Fabio Aru descritto come una sorta di protomorfo)
Ed ancora dall’articolo di :’Le Monde’ ;
:’…Fabio Aru n’est pas né sur le ­continent.’ …
( ‘Fabio Aru non è nato sul Continente’. A livello dunque di un aborigeno, isolano come loro..! Ma!)

Ed anche;
…’Dans la partie italienne de l’équipe Astana,
le chef de clan est sicilien : Paolo Tiralongo’…

[ n.d.c.;
Clan, ovvero ‘discendenza, famiglia, tribù‘, anche qui ‘appartenente ad una società antropologica’, etnologica.
Ma anche;
‘Le Clan des Siciliens’ è un film francese del 1969, diretto da Henri Verneuil, tratto dall’omonimo romanzo di Auguste Le Breton,che scrive della mafia siciliana trapiantata nella Capitale francese…
Non solo tribù, ma pure ‘Anonima spa’, cioè ‘associazione per delinquere’]

-.-.-.-.-.-;
Clément Guillou,
l’autore di questo articolo è certo abile nel :‘dire e non dire’, nel lanciare il sasso e nascondere la mano.

( Senza contare il fatto che dopo pochi giorni aver scritto questo meschino articolo, viste le reazioni, il caro Clément ha cercato di porvi rimedio ponendo come sfondo immagine del suo sito, una vecchia fotografia di Fausto Coppi, un campione italiano d’altri tempi ormai nel mito di tutti gli italiani sportivi e non. Vedi direttamente attraverso il seguente link;
https://twitter.com/jeuneguillou )

Ma l’effetto di svelare vizi e pregiudizi transalpini – non privi di livore – , facendo outing delle miserie di una buona parte della mentalità francese l’ha sortito di sicuro.

Clément Guillou
giornalista de
‘Le Monde’
Si noti l’immagine di sfondo;
una vecchia fotografia
di
Fausto Coppi

Dimenticavo;

ecco l’Autore dell’articolo apparso sul quotidiano francese : ‘Le Monde’, Clément Guillou

Clément Guillou de :’
:’ Le Monde’
Cher Clément, il goûte sa diatribe?

Attack in Manchester and London maggio(22) giugno(3) 2017 and … the Lasagna at Bolognese (of Mom)

Attack in Manchester and London maggio(22) giugno(3) 2017

Cf. ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/04/29/auslander-raus-aus-unserer-heimat/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/11/03/piccola-lista-elenco/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/08/12/kashetu-kyenge-lespressione-di-un-malessere-non-la-causa/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/01/21/tuscia/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/03/19/tuscia2/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/01/12/attentato-terroristico-a-parigi-8-gennaio-2015/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/06/16/ebraismo-cristianesimo-islamismo/

———————-

without words

Whatever the United States can do to help out in London and the U. K., we will be there – WE ARE WITH YOU. GOD BLESS!

by Donald Trump, the President!

attentato Manchester Attack in Manchester
Salman Abedi

attentato Londra
Attack in London
Ecco gli ‘eroi’ dell’ISIS, da una parte,
gli attentatori per la controparte
ma….
si noti che non vi sono reazioni di sdegno verso questi ‘cattivi ragazzi’…
Vi siete chiesti
‘il perché?’
Non certo per atto di
profonda civiltà!

Il terzo attentatore,Youssef Zaghba,
è figlio di una italiana romagnola; Valeria C. (la cui identità, per una mal interpretata tutela della persona, è tenuta segreta). A quanto pare il nostro caro Youssef rientra, malgrado le scalmane terroristiche ,
tra gli ” (Italians) mama’s boys “, dato che telefonava ogni sera a mammà da Londra. Dimostrando così una profonda nostalgia per i luoghi della fanciullezza come certamente per le insuperabili lasagne alla bolognese che amorevolmente la mamma gli preparava!

Forse
se il nostro caro caro Youssef avesse accompagnato alle lasagne caserecce di mamma un generoso bicchiere di un sincero Lambrusco (Lambrusco is the name of both an Italian red wine grape and a wine made principally from the grape. The grapes and the wine originate from Emilia-Romagna – Bologna)
avrebbe capito che non era un eroe – come lui, insieme ai suoi compagni di sventura credeva – ma una vittima di una parte di quel mondo musulmano che ha preteso di essere servito con la violenza,da questi disgraziati ‘Bad boys
‘!

Cosa c’entra il ‘buon vino Lambrusco romagnolo’ con il nostro povero Youssef ?

Per chi ancora non l’avesse capito – e credo tra questi coloro che non sono Occidentali – , la risposta sta nel fatto,incontestabile – oggettivo, che noi poveri occidentali ‘viziati’ amiamo risolvere in maniera assai spiccia i nostri ‘problemi spirituali’ ;

; li risolviamo in un modo assai semplice, ovvero assumendo direttamente lo spirito stesso! Cioè l’alcool – vino, birra, super alcolici etc… –

E questo appare incomprensibile a coloro che Occidentali non sono, o lo sono solo per metà come il nostro povero Youssef!

I musulmani, è ora palese ,
non interiorizzando lo Spirito
( ne per via solida, vedi l’Ostia consacrata , ne per via liquida come sopra detto )
come noi Occidentali, lo estroflettono ritenendosi il fine ultimo della Storia. I risultati li conosciamo, e si commentano da soli!

P.S.
Il più noto tra gli scrittori simbolisti francesi, Charles Baudelaire, ne:‘Au lecteur / al lettore’ , incipit della Sua Opera più significativa:‘Les Fleurs du Mal / I fiori del Male’ ebbe a scrivere:’

:’ La sottise, l’erreur, le péché, la lésine,
Occupant nos esprits et travaillant nos corps,
Et nous alimentons nos aimables remords,
Comme les mendiants nourrissent leur vermine.

Nos péchés sont têtus, nos repentirs sont lâches;
Nous nous faisons payer grassement nos aveux,
Et nous rentrons gaiement dans le chemin bourbeaux,
Croyant par de vils pleurs laver toutes nos taches.

Sur l’oreiller du mal c’est Satan Trismégiste
Qui berce longuement notre esprit enchanté,
Et le riche métal de notre volonté
Est tout vaporisé par ce savant chimiste.

C’est le Diable qui tient les fils qui nous remuent!'(…)

:’Sciocchezza,errore,peccato,avarizia,
Possiedono gli spiriti e travagliano
I corpi; noi nutriamo i nostri amabili
Rimorsi come i mendichi i pidocchi.

Caparbi i nostri falli, i pentimenti
Ben deboli; ci facciamo pagare
Lautamente le nostre confessioni,
E allegri ritorniamo nel melmoso
Cammino, persuasi di lavare
Con le lacrime ogni nostra macchia.

Satana Tri(s)megisto, sul cuscino
Del male, lungamente va cullando
L’affascinato spirito: ed il metallo
Prezioso della nostra volontà
Tutto è vaporizzato dal sapiente
Alchimista.

È il Diavolo che tiene i fili che ci muovono!
‘(…)

Quando da una parte si infrange una vecchia regola non scritta :‘Cuius regio, eius religio’ ( di cui vedi al seguente link: https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/07/08/pity-it-is-not-racism-it-was-time-quite-a-case-of-racism/)

e dall’altra, a livello personale / familiare ,

si pretende di forzare la mano al fato con una commistione tra etnie di culture così diverse, generando nei figli nati da questi improbabili connubi,

un profondo senso di straniamento

( vedi quanto già successo al seguente link; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/07/23/munchen-terroranschlag-oder-amoklauf/ )

ecco che in parte si spiegano certi tristi accadimenti.
[ Ed è triste constatare,in queste circostanze, che gli errori dei genitori ricadono pesantemente sui figli..! ]

E.. se si tenta un percorso opposto
(vedi cosa intendo al seguente link; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/01/16/dalla-jiihad-asiatica-alla-socio-schizofrenia-europea/ )
non si ottiene che un rovesciamento della questione, che finisce per produrre altrettante sciagure.

Charles Baudelaire non è in fondo stato un ottimo profeta più che un buon poeta?

A Baudelaire, non per niente, si è ispirato

Thomas S. Eliot

,
un inglese oriundo americano (ma sarebbe meglio dire un americano di lontane origini inglesi che rinunziò alla cittadinanza americana,per quella inglese)
con la Sua Opera:’

:‘La terra desolata – The Waste Land – .

Un componimento in versi dei primi anni del XX secolo in cui Eliot ebbe a scrivere criptiche espressioni del tipo :‘ …where the dead men lost their bones…’ / (fuori dal sentiero dei topi)‘dove i morti persero le loro ossa’.
Un poemetto che ,non senza ironia del fato è ambientato a Londra e proprio presso il London Bridge – luogo del fatto di cronaca londinese di cui sopra – .

Macabra profezia! La ‘terre gaste’ o ‘terra desolata’ che per noi non porta a nessun Graal.

Look at how is dissonant the simplicity and beauty of
a wheat field with
what has been seen above
(A nightmare of the human mind)!

Photo Report

Photo Report

alias

Photo mixer, speechless

Auschwitz Birkenau Bahnrampe

(…) e (…)

Auschwitz
camino

Monsignor
                     Vinicio Albanesi                       https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/07/08/pity-it-is-not-racism-it-was-time-quite-a-case-of-racism/ 
Porta in casa gente pronta a delinquere
e poi si nasconde dietro l’abito che
indossa.

‘Vidi lo stolto metter radici,
ma vidi anche all’istante imputridire la sua dimora.’ (Libro di Giobbe – A.T. – 5,3)

Dario Fo
premio Nobel
            per la letteratura                      https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/10/13/dario-fo-da-repubblichino-   repubblica-sociale-italiana-al-  premio-nobel-da-buttare/ 
Da repubblichino
– alias aderente  alla R.S.I ( Repubblica Sociale Italiana del 1943, con a capo il Duce nella persona di
B. Mussolini ) –
a vindice/difensore dei presunti valori libertari
della sinistra comunista!

La capacità mistificatoria – da voltagabbana – di Dario Fo, la si poteva notare anche nelle piccole cose del quotidiano; quale, ad esempio, quella di acquistare dei piccoli oggetti di finto antiquariato, alterarne personalmente in modo artigianale l’estetica, per poi presentarli agli ospiti di turno di casa Fo, come veri reperti archeologici. Il sottile piacere della mistificazione ; nelle piccole cose come in quelle salienti…

.

Auschwitz
Arbeit macht frei
(il lavoro rende/fa liberi)
vecchio motto del
filosofo W.F. Hegel

Alberto Burri;
concentration camp
Texas
il medico pittore
tra quelli ( tra quei combattenti ) che :’
:’ dissero no’
alias
un ‘non cooperatore’
( un :’ Noncoman ‘ )  Un raro caso di coerenza e fierezza verso le proprie Idee. Non a caso la Sua produzione artistica è risultata – guarda caso – di grande valore alla prova del tempo.
[  Sul piano privato,
Burri ebbe il buon senso di un atteggiamento assai defilato . Scelta rispettata con decoroso silenzio dal mondo giornalistico e culturale a tutt’oggi. Difatti il matrimonio con Minsa Craig ,
– una ebreo cinese con passaporto americano, che dalla morte di Burri si rivelò  appartenente ad una famiglia assai ‘interessata’ al controvalore finanziario della produzione del marito appena defunto –
fu per Burri una sorta di surrogato ad una delusione per una maestrina dei sobborghi di Perugia .
Come spesso accade a grandi personalità, si associano persone del tutto insignificanti.]

Auschwitz
Block 4

Jan van Eyck
alias
Giovanni di Bruggia
Die Auswirkungen
eines dunklen Spiegel

Die Auswirkungen
eines dunklen Spiegel
aber…
Ohne Innerlichkeit;
Vakuum

Auschwitz Birkenau
Monowitz

Auschwitz Birkenau
Monowitz

Wieder
die Auswirkungen
eines dunklen Spiegel
aber…
Ohne Innerlichkeit;
Vakuum
L’arte
( di Hamilton in questo caso)
non sa mentire

Auschwitz Birkenau
Monowitz

(…)
als er ein Baby war

Ein findiger
junger Mann
Un giovanotto di belle
speranze

Ein findiger
junger Mann
(…)

Der findigen
Jungen Mann
ist jetzt ein Erwachsene
(Auf der linken Seite des Betrachters)

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/#comment-20

… Wo ist das Licht, wo Finsternis, wo die Wahrheit, wo die Lüge …“.

Morgen. 7. Mai die Phoenix stirbt. Aber eines Tages,die Phoenix steigt wieder; Sie wird reinkarniert

Alles, was ein Produkt des zwanzigsten Jahrhunderts? Sicher nicht!

Anbetung der Könige
Albrecht Dürer.
fünfzehnten
Jahrhundert

Anbetung der
Könige
Albrecht Dürer
Detail des
Gemäldes;
Der Jude stiehlt die
Tasche

Jesus unter den Ärzte
im Tempel
Albrecht Dürer
XV J.H.

Jesus unter den Ärzten im Tempel
Albrecht Dürer Detail des Gemäldes
Beachten Sie die grimmigen Blicke der
jüdischen Ärzte

Maximilian I Erzherzog
aus dem Haus
Habsburg
Kaiser des Heiligen
Römischen Reichs
( II Reichs )
Der deutsche Antisemitismus
stammt aus dem
fünfzehnten
Jahrhundert.
Maximilian I. von Habsburg,
förderte die
Verbrennung
jüdischer Bücher

Albrecht Dürer Porträt von Kaiser Maximilian I.

[ Das Zweite Reich (II) nach dem römischen Reich,
aber …
das erste deutsche Reich / Heiligen
Römischen Reichs, (I)
durch das Zweite Reich (II) verfolgt werden
(Das des Kanzlers Otto von Bismarck und Wilhelm II) ]

Si veda anche, circa

the origins of anti-Semitism

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/#comment-34

.
E… circa i ‘piagnistei / i pianti greci’ a senso unico – di cui qui sopra ampia documentazione fotografica – vedi al seguente link, per vedere l’altra faccia della medaglia;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/10/04/konigsberg-das-grab-des-abendlands/

(Agnus Dei Plandiura di Francisco de Zurbarán)
Wer es war wirklich
geopfert?

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/02/11/le-dimissioni-di-papa-benedetto-xvi/

ed anche

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/09/10/papa-bergoglio-e-il-divorzio-alla-romana/

( Vedi nota finale del post )

.
[ Nota su questo dipinto;
Francisco de Zurbarán dipinse varie versioni di questo ariete come soggetto principale della tela.
Questo dopo averlo ritratto come elemento marginale del dipinto :‘Adoración de los pastores’/l’Adorazione dei pastori.
Sicuramente,dopo averlo dipinto per la prima volta ne:‘Adoración de los pastores’,ne intuì le potenzialità artistiche di grande effetto stilistico, al di là del contenuto religioso a cui l’ariete allude.
Credo lo si possa definire a tutt’oggi uno dei maggiori capolavori stilistici della pittura di tutti i tempi. Davvero notevole! ]

.

AD
Albrecht Dürer

_ _ _ _ _ _ _

Nota
sul metodo con cui è stato costruito questo post e quindi sul titolo:‘Photo Report’ stesso.

Free association in psychoanalysis; ovvero la libera associazione di idee,
__ metodo –non senza ironia della sorte– di indagine dell’inconscio di origine, ma solo in parte, freudiana quindi ebraico __
pur partendo da un contesto casuale, da un caos di elementi ,una congerie di idee liberamente associate, porta poi ad una definizione precisa di aspetti salienti di una personalità.
Ciò può essere applicato – pur senza pretese dimostrative, ma solo indicative/intuitive – a fatti storici come sopra accennati.
Solo che in questo caso ,a modo del rovesciamento Kantiano; dall’oggetto indagato al soggetto indagante, è la realtà storica ad essere indagata.
Ognuno ne tragga le conclusioni che meglio crede…

(Italians) mama’s boys (…) alias Topicality of an old Poet – Part II –

(Italians) mama’s boys (…) alias Topicality of an old Poet – Part II –

alias;

Gabriele Rapagnetta; chi era costui?

La campagna nei
dintorni di Settignano
Firenze

Dopo quanto detto nel precedente post;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/03/04/italian-mamas-boys-alias-topicality-of-an-old-poet/

Seguono queste poche righe su un altro vecchio poeta del nostro passato (italiano). Passato che ci appare non tanto lontano nel tempo, ma di primo acchito lontano, anzi lontanissimo per stile, mentalità, cultura… Lontano cioè nello spirito del tempo – Zeitgeist – .
Ma poi, dando uno sguardo con più attenzione, ecco che questa apparente lontananza si ridimensiona sempre più. Fino a divenire quasi un passato dietro l’angolo e non oltre.
Inutile o quasi sottolineare che questa realtà oggettiva, chiamiamola così , non è certo il frutto di letture scolastiche,non è il frutto dei solerti programmi ministeriali ( vedi quanto…https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/01/02/globalizzazione-apparente-per-quanto-appariscente/ )
A ciò si potrebbe obiettare che poco hanno a che fare certe riflessioni qui fatte con la letteratura.
Ma è proprio da certe osservazioni, che poi l’universo letterario ci appare molto più chiaro,comprensibile, e non puro esercizio mnemonico scolastico, che mostra tutta la propria sterilità.

Tre figure/tre poeti; Giosuè Carducci (nato 1835), Giovanni Pascoli (nato 1855), Gabriele d’Annunzio (nato 1863).

Carducci;
l’unico dei tre ad essere insignito del Nobel per la letteratura ( e tutti e tre lo meritavano, ma come visto nel post precedente G. Pascoli non l’ottenne per lo scandalo familiare, mentre G. d’Annunzio non lo ottenne per ragioni di politica internazionale…)
fu il poeta di spirito anarchico e anti clericale per eccellenza (come il padre, valente medico) coerente in questo fino alla fine. Poesia come sprone alla battaglia, al rinnovamento culturale pur nel solco della tradizione ellenica. Poeta come emblema di una civiltà superiore erede di un grandioso passato.

Casa natale e lapide
Giosuè Carducci,
Valdicastello di
Pietrasanta (Lucca)

Pascoli;
come visto :‘…al mio cantuccio, donde non sento se non le reste brusir del grano…’ un intimista, misantropo e mammone dai complessi psicologici in odore di patologia che non si perita di resettare tutto il proprio potenziale futuro in onore di un passato su cui si picca non risparmiandosi lacrime imperiture…
Poesia come lamento, Poeta come sommo sublimatore di una inaccettabile cruda realtà.

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
Viale d’ ingresso

E… Gabriele Rapagnetta alias D’Annunzio?
Sembra travolgere ogni legame con la forte eredità letteraria lasciatagli dai due suoi colleghi.
Poeta non ortodosso, lontano anche dal solo pensiero di divenire un impiegato statale – cioè un insegnante, come lo furono Carducci e Pascoli – , ma fine letterato certo non privo di retorica ma anche pieno di intuito e sostanza letteraria , così da essere apprezzato ed accolto da protagonista nei salotti letterari di Paesi come la Francia.
Se Carducci invitava alla lotta, D’Annunzio vi partecipò da protagonista; aviatore nella Grande Guerra ( la prima Guerra mondiale) benché non più un giovanotto, ottenne pure gli onori giornalistici al valore militare da Winston Churchill…
Tanto più Pascoli si ritraeva nel ‘suo cantuccio’ tanto più D’Annunzio mostrava fame di vita e protagonismo.
Tanto più Pascoli rifuggiva da relazioni amorose, tanto più D’Annunzio faceva sfoggio della propria virilità con le più disparate avventure galanti.
Tanto più Pascoli insisteva sul proprio passato tanto più D’Annunzio poneva frenetica attenzione al futuro ( antesignano dei Futuristi… e del loro Manifesto in lingua francese , lingua di cui D’Annunzio era un vero cultore…)
Tanto più Carducci e Pascoli mostravano simpatie per idee socialiste rivoluzionarie, – che finivano poi per lasciare il tempo che trovavano ( ricordate :’ Inno a Satana ‘ del Carducci..? ” Salute O Satana o ribellione o forza vindice de la Ragione…” –
tanto più D’Annunzio mostrava con i fatti uno straordinario e sopratutto pragmatico intuito politico internazionale.
Capì difatti la realtà politica del momento, schierandosi a favore di un intervento armato a fianco della Francia e Gran Bretagna , prima della Grande Guerra , e capì – avvertendo garbatamente il Duce – del pericolo di un futuro intervento del’Italia a fianco della Germania,subito prima della seconda Guerra mondiale.
Fatto questo che costò a D’Annunzio l’essere relegato nel Vittoriale ,una grande villa (presso Gardone Riviera sulla riva bresciana del lago di Garda) che di fatto fu la sua prigione dorata, per il dissenso mostrato verso le scelte di politica internazionale del Duce.

Un D’Annunzio ‘tutto pregi e niente difetti’ ?
Direi proprio di no e come dicevano i nostri antenati :

‘Nomen omen’

cioè il ‘nome’ come presagio di un certo destino.

Ecco che in D’Annunzio possiamo scorgere questo incominciando dal suo nome di famiglia; il nome di famiglia era ‘Rapagnetta’.
Solo grazie all’adozione di uno zio del giovane Gabriele, egli acquisì il nome di famiglia :‘D’Annunzio’.
La differenza tra il vero nome di famiglia e quello d’adozione appare evidente solo ad un italiano; ridicolo nel suono e struttura il primo, magniloquente il secondo.
Non per niente i suoi detrattori a lui coevi ironizzarono a lungo sul suo vero nome…
Ma questo cognome deve in qualche modo aver influito sulle ambizioni sociali del giovane Gabriele, fino a portarlo a darsi nobili origini e firmarsi con lo pseudonimo di : ‘Principe di Montenevoso’.
E da qui passare ai fatti, far cioè di tutto pur di superare le umili condizioni familiari ( che già il padre tentò di fare con una vita al di sopra delle proprie entrate finanziarie, grazie ad un lascito testamentario di famiglia…) frequentando la nobiltà dell’epoca grazie alle doti letterarie utilizzate a mestiere per far colpo e attirarsi le simpatie del mondo ‘che conta’ sopratutto femminile, il passo è breve.
E così passa a vivere al di sopra delle proprie possibilità in maniera a dir poco sfarzosa, prima trasferendosi a vivere nella villa del Marchese Gino Capponi, a Settignano – Firenze (presa in affitto, con affitto onorato dal Poeta solo nei primi tempi!) per il solo fatto che era situata di fronte alla villa dove viveva la grande attrice di teatro Eleonora Duse, villa :’ la Porziuncola’ , dalla quale, circuendola, il nostro eroe ( leggi ‘DIVO’) avrebbe potuto ottenere i favori teatrali , che ottenne, come protagonista delle sue commedie – che avrebbero dunque avuto sicuro successo e quindi introiti –
poi,
ottenuto dalla Duse quanto gli interessava , passa ad una nuova amante, questa volta di nobili origini e censo; la Marchesa Alessandra di Rudini , di cui dissiperà l’intero patrimonio da lei ereditato dal defunto marito il Marchese Marcello Carlotti, negli anni in cui vissero ‘alla Capponcina’, ( fine ottocento primi anni del novecento ). Dopo di che, sconvolta, la nobildonna deciderà di espiare tanta colpa sensuale e dissipatrice, facendosi suora in Francia.
E poi,
ancora una nuova fiamma; una ricca borghese, la Contessa Giuseppina Mancini (maritata con il nobile Lorenzo da cui ottenne il titolo. Un conte più attratto dal generoso Sangiovese toscano che non dalle grazie femminili) . Con cui vivrà per alcuni anni nella villa della Contessa, e a spese della nobildonna, presso Borgo di Petrognano (Arezzo). Ed anche qui, dopo lo scontato quanto inaspettato abbandono da parte del Vate, la nobildonna dovrà ricorrere ad un internamento in una clinica psichiatrica per riacquistare il perduto equilibrio.

E…
dopo – per dirla con le sue stesse parole (lettera ad un giovane amico musicista) – :” essermi fatto largo nella vita a forza di gomitate…’struggle for life’ come diceva il Darwin “, il successo da gestire in modo plateale.
Visto da vicino, chi lo vedeva si accorgeva di tutto questo, di queste costanti pose. Come chi solo leggendo le sue Opere, anche a distanza di anni, pur apprezzandone un certo indubbio tessuto letterario rimaneva in qualche modo dubbioso sul loro pieno valore.
E questo certo deriva dall’ atteggiamento ‘da réclame’, a cui D’Annunzio fu certo il primo letterato ad adeguarsi a dovere; il giusto prodotto letterario creato come un bene di largo consumo intuendo i gusti e le tendenze del momento.
Si intuiva allora, come oggi che con D’Annunzio l’arte letteraria diviene globalizzata; cioè dipende (è in funzione) dal mercato.

Se si vuole è la ‘serialità’, la produzione seriale/industriale nella letteratura.

( A suo modo D’Annunzio non ha forse il merito di avare anticipato / di essere l’antesignano della pop art?! )

Ecco un Pensiero di cent’anni fa del centro Europa, che precede quanto ora espresso pur con altri termini:”

(…):”Ciò che oggi avviene nel mondo dell’Arte è rappresentare impotenza e menzogna. Nulla è vera arte dopo Wagner, Manet, Cézanne Leibl e Menzel.
Si provi a cercare una grande personalità artistica che sia rappresentante di un’Arte espressione del destino della nostra Epoca.
Si cerchi nelle Opere dei nuovi artisti i compiti naturali ed indispensabili che un’Arte deve assolvere per essere espressione piena del suo tempo.
Si visitino esposizioni, concerti e teatri e vi si troveranno soltanto industriali dell’ Arte e dei rumorosi pazzi che insistono col confezionare per il mercato,qualcosa di cui si percepisce l’inutilità.
A che basso livello è scesa oggi la dignità dell’ Arte e dell’ Artista. (…)
Per ogni grande Artista ve ne sono sempre stati almeno un centinaio di superflui…ma oggi esistono solo quest’ultimi, con le loro decine di migliaia di Opere fatte ‘per vivere’ e di cui non se ne ravvede la minima necessità.”

Oswald Spengler

(Der Untergang des Abendlandes. Cap IV, il nudo ed il ritratto)
[ cfr con; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/21/il-caos-dellarte-occidentale-del-xx-secolo-il-periodo-picassiano/ ]

E…
infine dopo le molteplici avventure, il nostro D’Annunzio dovrà ritirarsi nella gabbia dorata del Vittoriale a Gardone , il tutto a spese dello Stato ( come pure i funerali, a spese dello Stato ).

Sembra, passando a setaccio, e pure di grana grossa , la vita e le Opere dei tre Poeti che non vi sia equilibrio alcuno. Da un eccesso ad un altro, con estrema disinvoltura, come del resto la discendenza dell’eroe dei due Mondi…Padre fondatore dello Stato italiano ( vedi , https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/04/20/150-anni-ditalia-l-eroe-dei-due-mondi/ ).

Riferiti i fatti di cui sopra, non servono tanti commenti… I fatti si commentano da soli dando una corretta prospettiva dei pregi e difetti di molti, pieni di un amor di se più che di un vero amor di Patria…

I Poeti di cui sopra ,come i politici di ieri e di oggi, sembrano riflettere appieno l’universo nazionale, nel caso nostro italiano.
Non solo nelle alte aspirazioni letterariamente espresse, ma anche ,e forse sopratutto, nelle miserie del quotidiano, dell’universo personale.

Ironia della sorte un pittore Macchiaiolo, Telemaco Signorini, coevo del Carducci, ebbe a dipingere a Settignano. Uno dei suoi quadri è titolato :’

:’impressioni della campagna a Settignano’.

Si noterà nella pittura di Signorini, una realtà ben diversa da quella di D’Annunzio ( l’arte come dico sempre, non sa mentire ), una realtà fatta di piccole cose che indicano certo anche la bellezza discreta del paesaggio toscano, ma nel contempo la fatica quotidiana del vivere.
Così ,all’opposto, si nota un rovesciamento totale in D’Annunzio a Settignano;
una volontà irragionevole di voler vivere oltre ogni limite e misura…Tutto questo non ce lo troviamo anche ai giorni nostri con quegli eccessi e avida bramosia in tutti gli strati sociali?
Così come l’attualità delle parole pronunciate da D’Annunzio, dunque profetiche rispetto ai giorni nostri , in uno dei suoi discorsi elettorali ( si era candidato Deputato al Parlamento, e poi eletto ).
Parole presenti nel ‘discorso della siepe’

:”…Noi tutti che vedemmo tramontare su la ruina/rovina della Patria la Nostra gioventù delusa”.

( Parole non lontane da quelle del Carducci :” …Bisanzio ci hanno dato…” .

Come visto con Giovanni Pascoli il trait d’union tra l’Italia di ieri e quella di oggi, per certi aspetti psicologici – familiari , che poi sembrano essere nel contempo causa ed effetto di una ragione più profonda,
così con D’Annunzio notiamo lo stesso ma per altri aspetti; un Rapagnetta che vuol essere D’Annunzio! Riflesso di un’Italia esile come la costituzione fisica di Rapagnetta, ma che aspirava a vette imperiali ,da gigante, come la Roma antica!

Qualche immagine della ‘Capponcina’ e dintorni, a Settignano di Firenze;

Dintorni di Settignano Firenze

Dintorni di Settignano Firenze

Via della Capponcina Settignano Firenze

Via della Capponcina Settignano Firenze

Via della Capponcina Settignano Firenze

Villa la Capponcina strada Settignano Firenze

Villa la Capponcina; panoramica di Firenze vista dal parco lungo la
strada  – Settignano Firenze –

Villa la Capponcina dependance,
ben visibile dall’omonima via. Settignano Firenze
Il nome della villa e poi della strada:’
:’ la Capponcina’
come quello della villa di fronte :’
:’ la Porziuncola’
,dove viveva Eleonora Duse,
traggono origine dalla fantasia letteraria di D’Annunzio.
La Capponcina fa riferimento al proprietario di allora; il Marchese Gino Capponi.
‘La Porziuncola’ trae origine dal fatto che era dimora d’angolo e di più modeste dimensioni.

Villa la Capponcina ingresso principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina ingresso principale ,
particolare della scritta sopra il portoncino :’
;’ la Capponcina’
Questo nome, come quello della villa :’
:’ la Porziuncola’
,dove viveva Eleonora Duse,
trae origine
dalla fantasia letteraria di D’Annunzio.
Un tempo D’Annunzio fece apporre di fronte alla villa una targa con la scritta:’
:’ CAVE CANEM AC DOMINUM’
ovvero :’
:’ attenti al cane ed al padrone’.
Questo per scoraggiare i suoi numerosi creditori che assediavano la villa per crediti non onorati dal sommo Vate!
Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina veduta di Firenze dall oliveta Settignano Firenze

Attualmente questa villa,
ma sarebbe meglio definirla un complesso residenziale, ristrutturato
( la dependance di cui sopra fotografia era ai tempi di D’Annunzio adibita a stalla al piano terra e abitazione della servitù al piano superiore. Nota; i cavalli del Vate dormivano meglio della servitù riposando sopra tappeti persiani..!)
è stata trasformata in proprietà di società privata facente capo alla famiglia Bracci. Difficile concepire ai nostri tempi una dimora personale tanto sfarzosa, almeno per un occidentale.

—————————

Villa ‘la porziuncola’ ,
quasi di fronte alla ‘Capponcina’,
dove viveva Eleonora Duse, allora famosa attrice di teatro,
poi amante e interprete delle Opere teatrali di D’Annunzio.
Settignano Firenze

Villa la porziuncola ,
targa storica
Settignano Firenze

Villa la porziuncola Settignano Firenze

Villa la porziuncola Settignano Firenze

——————————

Nota fotografica;

Nota fotografica;
The…(Italians) mama’s boys,
che siano mammoni misantropi,
o mangiapreti,
o tombeurs de femmes (anche se quest’ultimo,come visto, un tantino ‘interessato’ alias ‘ponce’)
si guardano bene da una vita in un romitorio
come quella di
Robinson Jeffers nella Hawk Tower ( Torre di Hawk ,presso Carmel – California – ).
Torre – eremo ,che peraltro
Jeffers
– poeta americano nato nella seconda metà del XIX secolo –
costruì pazientemente con le sue mani.
( The Hawk tower nel riquadro piccolo in alto a sinistra)
E questo tenersi alla larga da simili scomode dimore da parte dei nostri mama’s boys avviene anche se di romitori, nostrali ,
– come quello in primo piano in questa fotografia –
ce ne sono in
abbondanza in
Italia.

——————————-

Il ‘belvedere’ di Settignano
Firenze

Il ‘belvedere’ di Settignano
Firenze

Il ‘belvedere’ di Settignano
Firenze
Si noti la scritta sul muretto;
un WRITER /
GRAFFITISTA
in piena regola ma… per esprimere un personale dissenso amoroso!

Particolare di quanto sopra sul muretto del
‘belvedere’ di Settignano
Firenze
un WRITER /
GRAFFITISTA
in piena regola ma… per esprimere un personale dissenso amoroso!
Il testo:’
:’… you’re just a shit shit, I hate fucking drugs, you ruined my life bastard’.

Poco aulico, e molto spiccio il nostro writer!
Un tipico rappresentante dell’universo culturale popolare italiano in cui si scrive molto, di tutto e dappertutto e si legge poco o niente!
( ‘Poverino’ il nostro writer, o la dolce Marianna?! )

(Italians) mama’s boys (…) alias Topicality of an old Poet

(Italians) mama’s boys (…)

alias

Italian hamlets;

what’s really spicy? (…)

and,

what has changed since the eighteenth century to the present?

        Casa Pascoli  Castelvecchio Pascoli          di Barga (LU)        Porta adiacente la   Cappella dove  giace             il  Poeta

Casa Pascoli
Castelvecchio Pascoli
di Barga (LU)
Porta adiacente la
Cappella dove giace
il Poeta

       Casa Pascoli  Castelvecchio Pascoli        di Barga (LU)       Finestrella  della   Cappella dove  giace              il Poeta

Casa Pascoli
Castelvecchio Pascoli
di Barga (LU)
Finestrella della
Cappella dove giace
il Poeta

Uno per tutti;
un illustre Poeta
che pur rappresentando una buona parte dell’universo poetico scolastico degli italiani di ieri come di oggi,
nel contempo, silenziosamente
rappresenta – certo suo malgrado – le miserie familiari e nazionali di ‘ un’italietta ‘ in molti suoi aspetti.
Miserie non solo economiche ma anche, come dicevo, familiari anzi, per molti aspetti , a ben guardare , si potrebbe dire che in fondo le prime sono la diretta e principale conseguenza delle seconde.
Un mondo latino che pur erede ,in fieri, dell’autoritario mondo romano, palesa in antitesi a quel lontano glorioso passato, una caparbia ed inamovibile ignavia (termine quanto mai appropriato, se pur desueto). E, per molti aspetti, fino ai giorni nostri.
Molti italiani ( e solo loro) ricorderanno le poesie studiate a scuola del Pascoli; sempre piene di melanconici e struggenti sentimenti ,come ad esempio in :‘Novembre’ ( dalla raccolta :‘Myricae’ ) od anche in :‘ L’ora di Barga ‘.
E quel che è peggio, che sono poi le sole quelle studiate – fatte studiare – per eccellenza.
Quando in realtà basta dire che :’la buona novella’ composta da :’in occidente’ e :’in oriente’ e :’Alexandros’ ( Poemi Conviviali) sono la produzione saliente di questo Poeta. E’ tutto ciò che c’è soltanto di veramente valido nella poesia del Pascoli ( e non è certo poco se consideriamo il concetto dell’assoluto – ‘in occidente’ – percepito dallo schiavo; così come lo riprenderà in termini filosofici il medico Karl Jaspers…).

Questo ritrarsi del Poeta
nel proprio guscio, si manifesta anche al di fuori del mondo prettamente poetico. Basta visitare l’eremo, perché di un vero e proprio eremo si tratta, rappresentato dalla casa acquistata dal Poeta a ‘Castelvecchio’ di Barga ( poi ‘Castelvecchio Pascoli’ ). Una casa acquistata in una Regione – la Toscana – che non era la sua ( ed allora anche dal punto di vista infrastrutturale molto lontana dalla sua Regione natale , l’Emilia Romagna ). Ed una casa isolata rispetto alle altre case del villaggio (vedi fotografie).
Infine il rapporto morboso – quasi certamente incestuoso – con le due sorelle; Ida e Maria (Mariù). Ricordo soltanto che all’epoca lo scandalo fu grande; dopo la denuncia dai carabinieri del fratello, il Poeta fu costretto a ritirarsi dall’Università dove insegnava, in cui tornò solo dopo il ritiro della denuncia. Ma lo scandalo non fu certo dimenticato, e fu probabilmente per questo che il Poeta non ottenne il Premio Nobel che prima di lui aveva ottenuto il Suo Maestro; Giosuè Carducci.
Senza contare il fatto che per anni fu finanziariamente ricattato dalla sorella Ida e dal marito di questa.
Ma non è questo ultimo aspetto della vita del Poeta qui ricordato a rappresentare i malesseri di allora come quelli di oggi, ma gli altri prima notati.
E ciò che è peggio che li ritroviamo anche oggi, sia per ciò che di quel poeta viene fatto studiare – come sopra notato -,
sia per le posizioni politiche giovanili del poeta stesso.
Da giovanotto di belle speranze, il Pascoli fu difatti su posizioni non solo socialiste ( ricordo che non vi era ancora stata la scissione tra socialisti e comunisti – che avverrà a Livorno nel 1921 – ) ma anche anarchiche, simpatizzando per gli attentatori alla vita del Re. ( Come se un attentato giunto a buon fine, avrebbe risolto i problemi degli italiani ! )
Questo atteggiamento psicologico

tipico da mammone italiano , con complesso edipico irrisolto, lo ritroviamo anche ai giorni nostri, anche attraverso significativi elementi statistici; quali l’estrema vicinanza della abitazione dei figli (nel raggio di 1 Km!) ,anche se ormai grandi e economicamente indipendenti , alla casa dei genitori.
O addirittura residenti in casa di mamma e papà anche se sposati etc…
La prevalenza di nuclei familiari nati da endogamia. ( Che nel Poeta sconfina nell’incesto , dal sapore patologico )
Così come il ‘matriarcato’
sorta di realtà antropologica, cioè tipica delle società primitive , incredibilmente sopravvissuto fino ai giorni nostri in società complesse (evolute, non più primitive) come quelle sudamericane o la nostra ,
in cui la figura materna,cioè femminile, tutto dirige e disciplina… sconfinando nella ‘matrilinearità’,realtà similare, oggi peraltro affermatasi anche nel Diritto con la scelta del doppio cognome ai figli… ( Realtà che nel caso del Poeta si è manifestata con la figura della sorella Mariù, che molti ruoli ricoprì all’interno di casa Pascoli…)
[ Leggendo del ‘matriarcato’ a chi legge può forse venire in mente le ultime Opere cinematografiche di Roberto Rossellini, Opere didascaliche per eccellenza, in cui cercava forse di ‘rendere più complesso il pensiero’ di molti. E a tal proposito parlò ,in una di queste sue Opere, del matriarcato come realtà tipica degli albori della civiltà umana, come quella persistente a tutt’oggi nel mondo dei Tuareg, gli uomini blu. Ma…forse era un Suo modo per investire i suoi connazionali di una questione tutta italiana… ]
Ed ancora,
il perenne sventolare le bandiere di sinistra , quelle del malcontento, da ragazzacci ‘rossi’ ribelli al mondo capitalista e consumistico etc…
( pur campando/lavorando, facendo affari e vita comoda, grazie all’Impresa capitalistica messa su da mamma e papà o magari dal nonno…o facendo vita comoda da impiegato statale ma… simpatizzando ad oltranza per la classe operaia…)
E oggi come ai tempi del Poeta, lo sfociare di queste posizioni politiche libertarie ed altruistiche – quasi fossero una gemmazione del più puro cristianesimo evangelico – in atti di violenza estrema; attentati alla vita del Re, a quei tempi, terroristici ai nostri tempi…

ci sottolinea che ciò che era – e che il Poeta rappresentò con la Sua poesia e la Sua vita privata – è ancora. Anche se con tinteggiatura un poco diversa…

Qualche fotografia della casa eremo del Poeta Giovanni Pascoli, Castelvecchio Pascoli di Barga (Lucca, Toscana);

     Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca        Viale d' ingresso

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
Viale d’ ingresso

   Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca        Viale d' ingresso

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
Viale d’ ingresso

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Barga
(Lucca)
viale

   Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca         angolo

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
angolo

Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca         angolo particolare

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
angolo particolare

Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca             fronte

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
fronte

Casa eremo
– a sinistra di chi
guarda –
di Giovanni Pascoli
Castelvecchio
Lucca

Casa eremo Giovanni Pascoli
Castelvecchio
Lucca
particolare

      Casa eremo  di Giovanni Pascoli   Castelvecchio Lucca     Cappella attigua        e tomba

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
Cappella attigua
e tomba

       Casa eremo  di Giovanni Pascoli     Castelvecchio Lucca                retro

Casa eremo
di Giovanni Pascoli
Castelvecchio Lucca
retro

          Casa eremo di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca               targa

Casa eremo di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
targa

Casa eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca             versi

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
versi

      Casa eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca  terrazza Mariu Pascoli; la tanto amata e chiacchierata sorella

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
terrazza Mariu Pascoli;
la tanto amata e chiacchierata sorella

      Casa eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca           giardino

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
giardino

Casa eremo di Giovanni Pascoli Castelvecchio               Lucca        angolo attiguo

Casa eremo di Giovanni Pascoli Castelvecchio
Lucca
angolo attiguo

      Casa eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca  angolo attiguo e via            dedicata  al poeta Mario Luzi recentemente scomparso che ebbe a scrivere note di un certo interesse sul Pascoli

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
angolo attiguo e via
dedicata
al poeta Mario Luzi
recentemente scomparso che ebbe a scrivere note di un certo interesse sul Pascoli

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Barga (Lucca)
via Mario Luzi;
cfr. con la fotografia del Poeta…

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Barga (Lucca)
via Mario Luzi
lato opposto
A tutt’oggi l’atmosfera del posto rimane sospesa…

Infine,
se si confrontano queste fotografie della casa eremo di Giovanni Pascoli di Castelvecchio

con quelle pubblicate in vari siti internet

si noterà la prosopopea ( è il caso di utilizzare questo termine! ) di quest’ultime – sembrano finalizzate a decantar magniloquenza della dimora al pari di quella del sommo Vate –,

rispetto a quelle ‘reali’ qui pubblicate!

Ciò che è veramente           piccante      in questa storia,            non è  la relazione  incestuosa, di cui molti benpensanti    parlavano a sottovoce, ma è il contesto sociale che l'ha determinata.                  Cioè      i benpensanti stessi !

Ciò che è veramente
piccante
in questa storia,
non è
la relazione incestuosa, di cui molti benpensanti
parlavano a sottovoce, ma è il contesto sociale che l’ha determinata.
Cioè
i benpensanti stessi !

Nota;

se facciamo un salto nel tempo e nello spazio,
( se passiamo cioè da un passato non lontano, ma ancora pesantemente vincolato a lontani echi, e se passiamo da un mondo latino ad uno anglosassone anche se di retaggio levantino )

ecco un’immagine – una fotografia nella fotografia – di un’artista dei nostri tempi, protagonista della stagione artistica denominata :’pop art‘. Arte popolare della seconda metà del secolo scorso,di cui fu artefice e protagonista indiscusso
l’ucraino Andy Warhol ( di cui si è già parlato in altro post ).
Warhol è agli antipodi in tutto e per tutto – in base a quanto sopra notato sul vecchio poeta italiano – ;
* Wop, benché nato negli USA, ma sicuro della propria appartenenza ad un mondo a lui e alla sua famiglia estraneo per sangue e cultura,
* disinibito, fino a non nascondere l’uso di droghe ne la propria omosessualità,
* artisticamente profondamente vuoto – da sue stesse affermazioni – nel suo esprimersi da artista, ma nel contempo sicuro in ogni suo atteggiamento
* Critico verso il ‘Sistema USA’ ma mai realmente contestatore del Sistema stesso etc…

Potrà apparire un confronto bizzarro
ma non più di tanto se si pensa a quanto sottolineato circa la famiglia di provenienza [ …(Italians) mama’s boys… ] del vecchio poeta e il condizionamento conseguente…

Andy Warhol;
cfr la sua
fotografia con
l’ amerindo; un origine senza pena…
E cfr con la scultura
in primo piano;
un classico; un contrasto che ci richiama il peso che il vecchio poeta italiano si
portava dietro
insanabilmente.

Virtual visit to the smallest Florentine Museum…

Virtual visit to the smallest Florentine Museum;

Portico della Chiesa della Compagnia dei Disciplinati di San Giovanni Battista

alias;

Chiostro dello Scalzo.

Vedi quanto già detto su Andrea del Sarto, Complesso museale della Chiesa di San Michele a San Salvi Cenacolo di Andrea del Sarto , al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/tag/andrea-del-sarto/

Chiostro dello Scalzo      Compagnia di S      Giovanni Battista         via Cavour             Firenze

Chiostro dello Scalzo
Compagnia di S
Giovanni Battista
via Cavour
Firenze

Chiostro dello Scalzo      Compagnia di S      Giovanni Battista         via Cavour             Firenze   The smallest Florentine             Museum !

Chiostro dello Scalzo
Compagnia di S
Giovanni Battista
via Cavour
Firenze
The smallest Florentine
Museum !

Didascalie;

Didascalia presso Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze

Didascalia presso Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze

Didascalia presso Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze

Didascalia presso Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze

Didascalia presso Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze

Didascalia presso Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze

Didascalia presso Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze

Didascalia presso Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze

Lavori didattici sugli affreschi;

            (segue...)

(segue…)

        (...continua)

(…continua)

        (segue...)

(segue…)

          (...continua)

(…continua)

______________________

The garden of San Marco in Florence; ' first museum and first Academy d 'art in Europe' Memorial plaque  Via Cavour, Firenze.

The garden of San Marco in Florence;
‘ first museum and first Academy d ‘art in Europe’
Memorial plaque
Via Cavour, Firenze.

Se Andrea del Sarto , non fu considerato dai suoi contemporanei ,come anche oggi dalla critica, al pari di Michelangelo e Leonardo, di certo la tecnica qui da Lui seguita nel produrre questo ciclo di affreschi lo rende se non al pari, superiore ai due mostri sacri sopra citati in quanto ad abilità tecnica.
( Verrebbe da pensare che non solo per ‘timida indole’,
come lo definiva caratterialmente Giorgio Vasari ,peraltro suo allievo,
ma per il fatto di aver avuto la sciagura di ‘prender moglie’ , a differenza di Leonardo e Michelangelo, che Andrea del Sarto non ebbe la possibilità di dedicarsi interamente alla sua arte…)
[ Le tribolazioni familiari di Andrea del Sarto
non furono ‘poca cosa’ come nella maggior parte delle famiglie.
La moglie, una vedova con molte pretese – ‘Lucrezia del Fede’ di cui si veda il ritratto qui sotto (1/16) , innamorata più che altro della capacità di far cassa del marito – ossessionò Andrea a tal punto, che questi di ritorno dalla Francia – dove era ospite personale del Re francese, Francesco I – con il delicato incarico affidatogli dal Re stesso di far acquisti di Opere italiane, finì con l’intascarsi la somma di denaro a lui affidatagli.
Somma di denaro con cui Andrea acquistò anche la casa, tutt’ora esistente, in Via Gino Capponi angolo via Giuseppe Giusti a Firenze non lontana dal Chiostro dello Scalzo.
‘Appropriazione indebita’, o ‘truffa’, si direbbe ai giorni nostri. Questo il reato di cui si macchiò ,lui malgrado, Andrea del Sarto ].

Si tratta di pittura ad affresco monocroma eseguita con una terra ocra – virante col tempo sul verdastro – senese. Su questa Egli inserì elementi in aggiunta a completamento , quali l’argento ed il rame.

Sono in tutto sedici specchi ad affresco di cui in buona parte dedicati alla vita di San Giovanni Battista.
Sedici registri disposti secondo ordine anti orario (entrando nel porticato si parte dunque da destra).
Qui di seguito le fotografie seguono questo ordine narrativo.

Questo portico,
superstite della distrutta chiesa della Compagnia dei Disciplinati, laici devoti di San Giovanni il Battista,
acquisì la singolare denominazione :‘dello Scalzo’ per l’uso del porta-vessillo dei devoti,di andare scalzo durante le processioni. ( Si noti, all’interno del timpano sopra la porta d’entrata del chiostro, la figura di San Giovanni il Battista e le due figure incappucciate, i devoti della Compagnia , preganti il Santo )
Andrea del Sarto
fece parte di questa compagnia/confraternita laica, e dipinse nell’arco della sua vita pittorica le varie scene.
Si noterà,procedendo per ordine dal primo affresco a quelli successivi, non solo la sua maturazione artistica negli anni, ma la presenza di elementi profondamente innovativi che il pittore seppe immettere nell’affresco quasi fosse pittura a tempera o addirittura ad olio.
L’espressività delle figure ritratte è uno di questi elementi, come la resa materica tridimensionale ,a modo statuario. Elementi del tutto originali, se considerati nella loro combinazione ed effetto d’insieme.
Ed ancora la resa realistica di alcune delle figure; ritratte nel loro modo di essere – di come sono realmente – e non come pensate/idealizzate . Così da ricordare il modo romano, ( antica Roma ) nella rappresentazione statuaria (originale romana e non greca), di far arte ( vedi la figura a destra di chi guarda ne :’ Annuncio dell’Angelo a Zaccaria’ 2/16, il secondo particolare ).
Il materiale utilizzato da Andrea del Sarto – una terra di Siena – è un materiale povero ( come è povero il materiale impiegato nella figura 1/16 come in quella 14/16 ; si noti l’utilizzo rispettivamente del rame, ovvero ” l’oro dei poveri “ , come quello dell’argento, al posto dell’oro, divenuto nero negli anni per ossidazione ). Peraltro il lavoro eseguito in età giovanile fu senza compenso. Malgrado ciò la resa del lavoro è straordinaria. E ciò è da attribuire alla felice combinazione degli elementi di cui sopra.

[ Le due scene 5/16 e 6/16 :‘Benedizione di S Giovannino’ e ‘Incontro di Cristo e S Giovannino’, eseguite nel 1518 e 1519,
( quando Andrea del Sarto era in Francia, chiamato dal Re Francesco I, mecenate di Leonardo da Vinci anche lui in quegli anni alla corte del Re )
sono del Franciabigio, frate pittore, maestro ed amico di Andrea del Sarto. E’ il Franciabigio a risentire dell’arte dell’allievo Andrea e non l’inverso. Come il Verrocchio, maestro ed amico del giovane Leonardo, istruitosi alla bottega del maestro Verrocchio, fu lui a risentire dell’influenza dell’allievo Leonardo. ]

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Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze      il  Chiostro

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze
il Chiostro

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze     il  Chiostro  lato destro

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze
il Chiostro
lato destro

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze      il  Chiostro  lato sisistro

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze
il Chiostro
lato sisistro

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista  via Cavour Firenze       il lucernario       del Chiostro

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista
via Cavour Firenze
il lucernario
del Chiostro

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze         ingresso

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze
ingresso

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze  nicchia fronte ingresso

Chiostro dello Scalzo Compagnia di S Giovanni Battista via Cavour Firenze
nicchia fronte ingresso

St Joseph' s dream Anonymous painter  of the seventeenth century.           Vestibule  of the Museum of the 'Cloister of the Scalzo'            Florence

St Joseph’ s dream Anonymous painter
of the seventeenth century.
Vestibule
of the Museum of the ‘Cloister of the Scalzo’
Florence

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La serie di affreschi di Andrea del Sarto – Chiostro dello Scalzo, Firenze –;

Decorazione Chiostro dello Scalzo di Andrea del Sarto         1/16    La Fede   è il ritratto della moglie del pittore :'     :'Lucrezia del Fede'

Decorazione Chiostro dello Scalzo di Andrea del Sarto
1/16 La Fede
è il ritratto della moglie del pittore :’
:’Lucrezia del Fede’

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Annuncio dell'Angelo  a Zaccaria 2/16

Annuncio dell’Angelo
a Zaccaria 2/16.
Si noti il basamento,nella fotografia qui sopra e sotto, e lo si confronti con quello dipinto nell’Opera a tempera ,sempre di Andrea del Sarto conservata agli Uffizi :’ la Madonna delle Arpie’, di cui link diretto in questo post.

Annuncio dell'Angelo        a Zaccaria        particolare

Annuncio dell’Angelo
a Zaccaria
particolare

Annuncio dell'Angelo        a Zaccaria        particolare

Annuncio dell’Angelo
a Zaccaria
particolare

Annuncio dell'Angelo        a Zaccaria        particolare

Annuncio dell’Angelo
a Zaccaria
particolare

Annuncio dell'Angelo        a Zaccaria        particolare

Annuncio dell’Angelo
a Zaccaria
particolare

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      Visitazione

Visitazione 3/16

             Visitazione  particolare

Visitazione
particolare

        Visitazione   particolare

Visitazione
particolare

        Visitazione   particolare

Visitazione
particolare

          Visitazione   particolare

Visitazione
particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo di Andrea del Sarto  4/16 Imposizione del nome            al Battista

Decorazione Chiostro dello Scalzo di Andrea del Sarto
4/16
Imposizione del nome
al Battista

Imposizione del nome            al Battista particolare

Imposizione del nome
al Battista
particolare

Imposizione del nome            al Battista particolare

Imposizione del nome
al Battista
particolare

Imposizione del nome al Battista particolare

Imposizione del nome
al Battista
particolare

Imposizione del nome            al Battista particolare

Imposizione del nome
al Battista
particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo di Andrea del Sarto  5/16 Benedizione di S Giovannino

Decorazione Chiostro dello Scalzo di Andrea del Sarto
5/16
Benedizione di S Giovannino
( Lavoro eseguito dal Franciabigio alias Francesco di Cristofano )

Benedizione di San        Giovannino  particolare

Benedizione di San
Giovannino
particolare

Benedizione di San        Giovannino  particolare

Benedizione di San
Giovannino
particolare

Benedizione di San Giovannino particolare

Benedizione di San
Giovannino
particolare

Benedizione di San        Giovannino  particolare

Benedizione di San
Giovannino
particolare

Benedizione di San        Giovannino  particolare

Benedizione di San
Giovannino
particolare

Benedizione di San        Giovannino  particolare

Benedizione di San
Giovannino
particolare

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Decorazione Chiostro          dello Scalzo  di Andrea del Sarto  6/16  Incontro di Cristo e S            Giovannino

Decorazione Chiostro
dello Scalzo
di Andrea del Sarto
6/16
Incontro di Cristo e S
Giovannino
( Lavoro eseguito dal Franciabigio alias Francesco di Cristofano)

Incontro di Cristo e San Giovannino particolare

Incontro di Cristo e San Giovannino
particolare

Incontro di Cristo e San Giovannino particolare

Incontro di Cristo e San Giovannino
particolare

Incontro di Cristo e San Giovannino particolare

Incontro di Cristo e San Giovannino
particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 7/16 Battesimo di Cristo

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 7/16
Battesimo di Cristo
(vedi nota nel particolare qui subito sotto)

Battesimo di Cristo particolare

Battesimo di Cristo particolare.
Si confrontino questi due Angeli con quelli del :‘ Battesimo di Cristo’ del Verrocchio, in cui uno degli Angeli ,quello a sinistra di chi guarda, fu dipinto non dal Verrocchio ma dall’allievo Leonardo da Vinci. Ma lo si confronti con quello qui  a destra.

Battesimo di Cristo particolare

Battesimo di Cristo particolare

Battesimo di Cristo particolare

Battesimo di Cristo particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 8/16  Carità

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 8/16
Carità.
Anche in questo caso, come sopra notato ne:’ il battesimo di Cristo’ vi sono chiari riferimenti leonardeschi; vedi/cfr con :’la Vergine delle rocce’ (entrambe le versioni) di Leonardo.
E anche qui come nei due dipinti di Leonardo le fattezze dei pargoletti lasciano molto a desiderare in quanto a bellezza!

           Carità  particolare

Carità
particolare

Carità  particolare

Carità
particolare.

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 9/16           Giustizia

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 9/16
Giustizia

           Giustizia  particolare

Giustizia
particolare

           Giustizia  particolare

Giustizia
particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 10/16     Predica del Battista

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 10/16
Predica del Battista

 Predica del Battista           particolare

Predica del Battista
particolare

 Predica del Battista           particolare

Predica del Battista
particolare

 Predica del Battista           particolare

Predica del Battista
particolare

 Predica del Battista           particolare

Predica del Battista
particolare

 Predica del Battista           particolare

Predica del Battista
particolare.
Un omaggio a Dante?

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 11/16           Battesimo delle           moltitudini

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 11/16
Battesimo delle
moltitudini

         Battesimo delle           moltitudini particolare

Battesimo delle
moltitudini
particolare

  Battesimo delle           moltitudini particolare

Battesimo delle
moltitudini
particolare

  Battesimo delle           moltitudini particolare

Battesimo delle
moltitudini
particolare

  Battesimo delle           moltitudini particolare

Battesimo delle
moltitudini
particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 12/16 Cattura del Battista

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 12/16
Cattura del Battista

     Cattura del Battista particolare

Cattura del Battista
particolare

  Cattura del Battista particolare

Cattura del Battista
particolare

  Cattura del Battista particolare

Cattura del Battista
particolare

  Cattura del Battista particolare

Cattura del Battista
particolare

  Cattura del Battista particolare

Cattura del Battista
particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto  13/16  Danza di Salome

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto
13/16
Danza di Salome

       Danza di Salome particolare

Danza di Salome
particolare

 Danza di Salome particolare

Danza di Salome
particolare

 Danza di Salome particolare

Danza di Salome
particolare

 Danza di Salome particolare

Danza di Salome
particolare

 Danza di Salome particolare

Danza di Salome
particolare

 Danza di Salome particolare

Danza di Salome
particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 14/16 Decollazione del Battista

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 14/16
Decollazione del Battista.
La figura al centro di spalle, assai materica sembra un chiaro riferimento alla pittura di Michelangelo.

Decollazione del Battista particolare

Decollazione del Battista
particolare

Decollazione del Battista particolare

Decollazione del Battista
particolare

Decollazione del Battista particolare

Decollazione del Battista
particolare

Decollazione del Battista particolare

Decollazione del Battista
particolare

Decollazione del Battista particolare

Decollazione del Battista
particolare.
Si confronti questo particolare architettonico, raffigurante un affaccio rialzato, con quello dell’Opera di Andrea del Sarto stesso, ne:’ il Cenacolo’ , presso la Chiesa di San Michele a san Salvi.

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 15/16 Presentazione della testa del Battista

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 15/16
Presentazione della testa del Battista

 Presentazione della testa del Battista  particolare

Presentazione della testa del Battista
particolare

 Presentazione della testa del Battista  particolare

Presentazione della testa del Battista
particolare

 Presentazione della testa del Battista  particolare

Presentazione della testa del Battista
particolare

 Presentazione della testa del Battista  particolare

Presentazione della testa del Battista
particolare

 Presentazione della testa del Battista  particolare

Presentazione della testa del Battista
particolare

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Decorazione Chiostro dello Scalzo  di Andrea del Sarto 16/16            Speranza è ritratta la figlia del pittore

Decorazione Chiostro dello Scalzo
di Andrea del Sarto 16/16
Speranza
è ritratta la figlia del pittore.
Questo specchio ci ricorda invece la figura romanzesca della Lucia di A. Manzoni nel suo :’ I promessi sposi’. Troppo perfette entrambe, così da risultare ‘stucchevoli’.
Ovvio che l’amor paterno di Andrea del Sarto ha condizionato il risultato di questa singola immagine.

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We have Reached the end!

      Nightmare   of contemporary         anonymous  Piazza delle Belle Arti              Firenze

Nightmare
of contemporary
anonymous
Piazza delle Belle Arti
Firenze

A little gem!

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