Solo Al Secondo Grado

Archivio per la categoria ‘letteratura’

Contemporary art; from the Bamberg Horseman to Fritz Koenig and the question of guilt.

Contemporary art from the Bamberg Horseman to Fritz Koenig and the question of guilt (die Schuldfrage).

alias; from the ‘pietas’ of the Romans to pseudo-Christian charity

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Alias…;

The sense of history.

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Fritz Koenig,
Deutschland.
Mostra presso la Galleria Nazionale degli Uffizi – Firenze – estate 2018/

/Posthumous personal exhibition of the Works of Fritz Koenig, at the Uffizi National Gallery – Florence – Summer 2018

Fritz Koenig soloalsecondogrado blog n


Fritz Koenig, Paar ,coppia.
L’art engagé,
est certainement plus incisif quand il
revient …
…à des thèmes plus ‘naturels’ !
L’espressione francese : ‘
‘art engagé’
non ha una espressione corrispondente, esatta, nella lingua inglese.
Ciò non è un fatto casuale.
‘ l’art engagé ‘ ,
non ha trovato terreno fertile negli USA e in Gran Bretagna,
se non attraverso manifestazioni artistiche che mai
hanno realmente messo in discussione
‘il Sistema’.
Vedi note in merito attraverso i seguenti post,
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/05/13/jackson-pollock-la-figura-della-furia-ovvero-il-grande-vuoto/
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/09/28/jeffrey-koons-and-the-american-way-of-life-in-florence/
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/01/17/wall-street-and-the-world-of-art/
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/12/02/the-world-of-woody-allen/
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/#comment-1138
Si può certo affermare che :’
‘ l’art engagé’,
trova senso ed origine in Europa, e più precisamente nell’Europa continentale
e, dalla caduta del muro di Berlino anche in quella
orientale con artisti come
Ilya Kabakov ;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/01/22/s-m-ejzenstejn-google-remembers-on-january-22-2018-the-anniversary-of-the-russian-film-director/
(…)

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Fritz Koenig Deutschland soloalsecondogrado

Fritz Koenig
Deutschland

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In the shadow of the Uffizi Museum Indoor outdoor at the Uffizi The unnoticed charm of certain angles soloalsecondogrado

In the shadow of the Uffizi Museum.
Indoor outdoor at the Uffizi.
The unnoticed charm of certain angles…

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——————-, ma…

cominciamo con una opera misconosciuta ma dal fascino discreto sia per l’anonima origine del suo autore, sia per la lontananza dei secoli che ci separano dalla stessa, ma dalla notevole attualità che ha spinto autori moderni come Fritz Koenig e Marino Marini, ad ispirarsi ad essa, con un felice procedimento di stilizzazione;

Bamberger Reiter, Bamberg Horseman, il cavaliere di Bamberga , Cattedrale – Germania – .

Scultura della prima metà del XIII secolo, dunque in pieno Medio Evo.

Bamberger Reiter Bamberg Horseman cavaliere di bamberga soloalsecondogrado blog f

Bamberger Reiter , Bamberg Horseman,
ilcavaliere di Bamberga Germania,
Cattedrale di Bamberga.
Prima metà del XIII secolo.
Statua posta su un ripiano di una delle colonne della Cattedrale cittadina, realizzata da un Autore rimasto anonimo.
Opera non anamorfica, benché la si debba vedere di scorcio (dal basso verso l’alto) ,
ritrae probabilmente un Re germanico ( forse Enrico II),
e lo ritrae con l’intento di farne una rappresentazione quanto mai somigliante.
Essendo stato il cavaliere persona scarna, esile di ossatura, l’Autore dell’Opera lo ha messo in arcione su un cavallo altrettanto esile ma di belle proporzioni.
Essa è del tutto peculiare per alcuni dettagli;
in una Germania del XIII secolo ormai cristianizzata, colpisce la mancanza di segni religiosi cristiani, seppur non priva di elementi apotropaici
( la figura bizzarra ,che si vede in una fotografia qui sotto, ritrae una figura non umana, ai piedi del ripiano).
Dagli inferi al mondo vegetale che ricopre il piedistallo ,
al mondo animale rappresentato dal cavallo,
a quello umano rappresentato dal cavaliere.
Ed infine alla civiltà / Kultur , prodotto dell’uomo e non di Dio., rappresentata da un insieme di abitazioni poste sopra la testa regale.
Un singolare, per l’epoca, percorso , sempre ‘verticale’, come nel mondo religioso cattolico,
ma… non sorretto da forza divina…
Ciò deve certo aver colpito sia
Fritz Koenig sia l’amico Marino Marini,
uno scultore italiano che percorse strada artistica similare a quella del collega tedesco.

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Bamberger Reiter Bamberg Horseman cavaliere di bamberga soloalsecondogrado blog c

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Bamberger Reiter Bamberg Horseman cavaliere di bamberga soloalsecondogrado blog c cerchio

Bamberger Reiter , Bamberg Horseman,
ilcavaliere di Bamberga Germania,
Cattedrale di Bamberga.
Prima metà del XIII secolo.
Essa è del tutto peculiare per alcuni dettagli;
in una Germania del XIII secolo ormai cristianizzata, colpisce la mancanza di segni religiosi cristiani, seppur non priva di elementi apotropaici
( la figura bizzarra ,che si vede in una fotografia qui sotto, ritrae una figura non umana, ai piedi del ripiano ).
Dagli inferi al mondo vegetale che ricopre il piedistallo ,
al mondo animale rappresentato dal cavallo,
a quello umano rappresentato dal cavaliere.
Ed infine alla civiltà / Kultur , prodotto dell’uomo e non di Dio., rappresentata da un insieme di abitazioni poste sopra la testa regale.
Un singolare, per l’epoca, percorso , sempre ‘verticale’, come nel mondo religioso cattolico,
ma… non sorretto da forza divina…
Ciò deve certo aver colpito sia
Fritz Koenig sia l’amico Marino Marini,
uno scultore italiano che percorse strada artistica similare a quella del collega tedesco.

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Bamberger Reiter Bamberg Horseman cavaliere di bamberga soloalsecondogrado blog d cerchio

Nel cerchio rosso
è evidenziata la figura apotropaica che certo indica una realtà metafisica, quindi trascendente
ma…
alla base del mondo fisico, quindi naturale che con certezza conosciamo

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Souvenir d’Italie;

Florence that passion for adults and children

Florence,
that passion for adults and children!

Look carefully at this photograph;
tourists – who form a family – visiting a city – Florence – which is historical heritage.
It has been rightly observed that: ‘a peasant has no history’.
This is tantamount to affirming that there is a perfect cyclicity without any evolution.
What was past is now the present and tomorrow will be the future.
Through this photograph we notice a clear contradiction;
A full-blown historical past
– such as the one represented by the Florentine Renaissance – ,
it is now, in our days, ‘without history’ like the peasant world!
What was past is now the present and tomorrow will be the future.
Through generations of tourists from yesterday’s today and tomorrow.

Apparently living cemeteries !!

But … with this fundamental difference;

In the ‘peasant world’ there remains an undeniable vitality from generation to generation.

Here, however, in this great historical heritage, vitality is now dead.
And with it the story itself.
This explains the reason for the sensitivity, present in the contemporary Western world, towards the past.

  Because there is no more future!

Ponte vecchio Firenze visto dagli Uffizi

Souvenir d’Italie;
Ponte Vecchio, visto dagli Uffizi
Firenze

Torre di Arnolfo di Cambio alias di Palazzo vecchio o della signoria vista dalla terrazza degli Uffizi

Souvenir d’ Italie;
Torre di Arnolfo di Cambio,
alias di Palazzo Vecchio o della Signoria.
Vista dalla terrazza degli Uffizi.
Firenze

Porcellino di Firenze originale romano in marmo Museo degli Uffizi Firenze Da l originale in marmo copia in bronzo presso Loggia del Mercato Nuovo Fi

Souvenir d’Italie;
Porcellino di Firenze;
originale romano in marmo presso il Museo degli Uffizi,
Firenze.
Dall’ originale in marmo ne fu ricavata copia in bronzo,
presso la Loggia del Mercato Nuovo di Firenze.

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Passiamo all’Opera contemporanea dello scultore tedesco Fritz Koenig.

Fritz Koenig soloalsecondogrado blog ze

Fritz Koenig,
mostra postuma presso il Museo Galleria degli Uffizi, Firenze.
Estate 2018

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog zf

Ecco un primo esempio dell’arte di Fritz Koenig;
vi è molto di Marino Marini come del cavaliere di Bamberga.
Con Koenig, la stilizzazione è sempre unita ad una certa descrizione dei volumi.
Come detto il monumento equestre è stato un soggetto artistico dismesso dalla seconda metà del XIX secolo.
Tuttavia in alcuni Autori contemporanei,vi è una ripresa di questo stilema, con un singolare precedente nel cavaliere di Bamberga che evita ogni retorica nel suo porsi.
Va notato che ‘gemmazioni locali’ ,nel caso tedesca, di Opere fuori da tradizione locale consolidata, ed in anticipo sui tempi in modo del tutto singolare, sono ricorrenti in ogni luogo e tempo.

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog zd

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog l

Le sfere di Koenig,
tanto ci ricordano quelle di Arnaldo Pomodoro.
Una sua sfera sarà danneggiata nell’attentato alle torri gemelle dell’ 11 settembre 2001

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog f

La sfera danneggiata 11 settembre 2001 ,di Fritz Koenig.

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog m

Koenig, sul luogo della carneficina dopo l’ 11 settembre 2001,
accanto alla sua sfera danneggiata.

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog s

Il fantastico Egitto ,
con le sue indimenticabili divinità…
Non ci ricorda tanto :’Anubi’ ?!

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog zb

Ancora Egitto;
un carro simile – originale – è conservato nel museo fiorentino di arte etrusca ed egizia in Piazza santissima Annunziata

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog u

Ed ecco un disco solare,
degno del Faraone Akhenaton, padre di Tutankhamon.
Il Faraone Akhenaton, fu l’artefice della prima religione monoteista che si conosca. Almeno per una società complessa (e non antropologica)

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog v

Finestre del tempo, o giù di li!

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Ma… veniamo ora a ciò che in realtà ha permesso a Fritz Koenig di ottenere il ‘viatico’ della notorietà artistica e quindi la possibilità di vivere del proprio impegno artistico;

Fritz Koenig soloalsecondogrado blog i

Resti umani di un campo di concentramento tedesco
della seconda guerra mondiale.

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog a

…Truth in art…is found in the pain it shelterrs!…
Questa è una frase di Koenig, che vorrebbe qualificare l’arte del suo tempo.
In realtà non qualifica proprio niente.
Di peggio e di più hanno fatto i russi (sovietici) durante la seconda guerra mondiale. Con i pogrom, contro gli ebrei, il popolo polacco e le carneficine al proprio interno con le deportazioni in massa fatte da Stalin e compagni.
Gli USA, con le due prime atomiche hanno terminato milioni di civili giapponesi…
Ma a quanto pare molti – artisti in testa – sono dimentichi che la storia la scrivono i vincitori.
Ai vinti tocca recitare il ‘mea culpa’ .
Forse questo è il compito di alcuni artisti ‘engagé’.
Di sicuro l’arte non sapendo mentire mostra la falsità stilistica di queste Opere fasulle.

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Ed ancora;

Fritz Koenig Deutschland Uffizi estate duemiladiciotto soloalsecondogrado a


Fritz Koenig Deutschland Uffizi estate 2018.
Still sexual relations, but …
With the connotations of: ‘primary act’
described by Sigismund Freud,
that is, a sort of violence of pure natural origin …

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Fritz Koenig Deutschland Uffizi estate duemiladiciotto soloalsecondogrado b


Fritz Koenig Deutschland Uffizi estate 2018
German dissidents,
in the Germany of the forties of the last century …
Decapitated

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Fritz Koenig Deutschland marble soloalsecondogrado

Marble;
original magma,
final tomb and …
excruciating memory,indelible.
All this is not the product of 12 terrible years,
but of a pseudo-culture;
multi-ethnic and decadent cultures

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Fritz Koenig Deutschland soloalsecondogrado k

Holocaust project … NEVER REALIZED …(unrealized project)

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog r

Ecco un altro esempio di ‘mea culpa’ per artisti che devono essere impegnati/engagé per ottenere quella notorietà che…’fa vendere’!

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog d

Il gelido paesaggio invernale,
come sfondo per un’Opera che vuole stilizzare tetri ricordi storici…

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog b

Fritz Koenig,
percorre l’inverno dei suoi ricordi drammatici

—————-;

Fritz Koenig soloalsecondogrado blog t

Nella prima Opera vista – Paar coppia – come in alcune litografie,
si può cogliere la tempra autenticamente artistica di Koenig,
ma… quando Egli ha dovuto avventurarsi in terreni
accidentati/engagé ,
la sua arte è divenuta il fantasma di se stessa.

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog zg


Im Laufe der Zeit haben nur diejenigen,
die wertvolle Menschen sind, Glück
von Moltke

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From the dissolution of perspective to the dissolution of the image; two parallel routes with a single objective.

From the dissolution of perspective (through Paolo di Dono aka Paolo Uccello) to the dissolution of the image (through Leonardo da Vinci);

two parallel routes with a single objective.

Rembrandt van Rijn portrait of a Young Man uffizi soloalsecondogrado

Here is how Rembrandt van Rijn painted it;
(portrait of a Young Man Uffizi)
A natural talent, which can / must be refined.
But you must be born!
Ecco come dipingeva Rembrandt van Rijn, ne;
( portrait of a Young Man Uffizi )
Un talento naturale, che può/deve essere affinato.
Ma ci devi nascere!

A work that can in this context, as mentioned here, be considered a goal after many centuries of trials and attempts. A pictorial ‘summa’!
Un lavoro che può in questo contesto, per quanto qui detto, essere considerato un traguardo dopo molti secoli di prove e tentativi. Una ‘summa’ pittorica!
But…

Flemish art and Renaissance art;
there is no tribute of Renaissance art to the Flemish art.
And the reverse is also true.
The relationship between the two different schools, which find their greatest expression in painting, lies mainly in the ‘passage of a witness’ or in a relationship of evolution.
This can be clearly understood in the portrait;
in Renaissance art,
the figure, often sacred, assumes a pose that suits one’s role.
The result is a portraiture that is an attitude of high behavior of the person as a function of his office (sacred charge, politics etc …).
In Flemish art,
the public role of the portrayed person is marginalized, even if not excluded, leaving room for that of the person.
The result is a more natural portraiture, closer to the essence / to the praecordia of the person portrayed.
Remember the old expression: ‘man in God and … God in man’ (?) / see https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/19/museo-di-san-marco-firenze-visita-virtuale/

 

 

 

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Rembrandt van Rijn portrait of a Young Man uffizi didascalia soloalsecondogrado

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Circa i riferimenti di Giorgio Vasari (vedi in calce, nota**) ( da:’ ‘le vite…’) sulle valutazioni della prospettiva nell’Opera di Paolo di Dono alias Paolo Uccello, si veda quanto già postato nel post precedente:’

:’‘Jacopo Pontormo; a misunderstood genius of the Renaissance…? Or …A silent craftsman at the service of his time?’

,
direttamente attraverso il seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/06/09/jacopo-pontormo-a-misunderstood-genius-of-the-renaissance/

……………..

Poche righe di presentazione/introduzione a quanto qui sostenuto;

se ,come visto in altri post,

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/06/09/jacopo-pontormo-a-misunderstood-genius-of-the-renaissance/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/08/11/pietrasanta-little-athens/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/

Leonardo da Vinci, fu l’unico a intuire – dunque fu l’antesignano della – la futura arte, attraverso lo ‘sfumato’, ovvero una prospettiva non più semplicemente lineare ma dell’etere, così che si giungerà attraverso figure come Rembrandt van Rijn, alla dissoluzione dell’immagine in macchie di colore cupe/terragne su fondi oscuri,

al pari,

Paolo di Dono attraverso un lavoro di scomposizione della prospettiva lineare, fu antesignano della futura arte rappresentata da Autori come Paul Cézanne e Picasso e quindi ‘i futuristi italiani‘(vedi,[***]), attraverso i quali vi sarà la dissoluzione della prospettiva lineare stessa,

[ e con Henri Matisse, vi sarà la dissoluzione della figura nel colore, come Paolo di Dono affronta d’acchito,con una prospettiva del colore alterata con la lontananza.
( Infatti nelle Opere di Paolo di Dono, benché alcune figure siano lontane, il loro colore permane vivido, e non sbiadito come dovrebbe essere…vedi in proposito la battaglia di San Romano conservata in Gran Bretagna; ‘Niccolò da Tolentino’ National Gallery, Londra.) ]

Con due percorsi del tutto singolari,
,pur nati da un contesto culturale artistico straordinario (la Firenze del XIV, XV e XVI secolo), Leonardo da Vinci e Paolo di Dono affrontano una questione ‘meta artistica’ ;
Leonardo si avvia ad annullare il disegno (realtà su cui invece Michelangelo insisteva;vedi i suoi affreschi)
mentre Paolo di Dono inizia con l’alterazione prospettica, un percorso diverso ma parallelo a quello di Leonardo; la dissoluzione del paesaggio prospettico (della prospettiva stessa).
Entrambi porteranno dunque alla dissoluzione di figura e paesaggio.
Dissoluzione che porterà alla pittura astratta, di cui furono antesignani della nostra epoca gli impressionisti francesi (e, a loro volta, antesignani di quest’ultimi i macchiaioli toscani seppur col limite di non aver del tutto abbandonato il figurativismo/arte figurativa…)

Attraverso l’analisi ,qui subito di seguito, di una delle tre battaglie di San Romano – quella degli Uffizi – si mostra quanto ora sopra detto.

………………..

The Battle of san Romano (Pisa) 1/3 (One of the three known) Uffizi Museum Florence;

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paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado v

The Battle of San Romano (Pisa) 1/3 (One of the Three Known) by Paolo di Dono.
Uffizi Museum Florence;
What was not understood by the contemporaries of Paolo di Dono (and his fellow artists), lies in the fact that Paolo followed a completely different path from that undertaken before him by painters such as
Masaccio, Masolino etc …
He was incredibly early on the times.
And history later proved him right!

The roads that can be traveled and then traveled were the following;
* the formal perspective rigor of Piero della Francesca,
* the fusion between perspective and image / portrait of which Filippo Lippi was a precursor (see Madonna with child and two angels, Uffizi. And, Filippo Lippi :’ Madonna con Bambino’ Palazzo Pitti Firenze/Friar Filippo Lippi: ‘Madonna with Child’ Palazzo Pitti Florence..)
* the stylistic, and platonic conceptual, affinity of Sandro Botticelli
* the Leonardesque(by Leonardo) nuance with which the difference between landscape and image is dissolved
* the dissolution of things and people in perspective, no longer formal but constructed, from time to time, to narrate/built to tell (by Paolo di Dono)

 

 

 

Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado a

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paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado a

Paolo di Dono (1397 1475) alias Paolo Uccello,
‘la battaglia di San Romano’ (Pisa) 1435/40 .
1/3 (una delle tre conosciute) Museo Galleria degli
Uffizi Firenze .
The Battle of san Romano (Pisa) 1/3 (One of the three known) Uffizi Museum Florence.

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paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado c

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paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado c

There are in this Work by Paolo di Dono, aka Paolo Uccello,
two prospective centers;’A’ and ‘B’
above, well highlighted through a structure of perspective lines.
A prospective center is indicated by the point ‘A’ (in blue), which refers to the actual battle (between Florentines and Siena, near the town of ‘San Romano’ in the province of Pisa).
Following this perspective center, that is an observer’s ‘A’ point of view, all that is behind it should be hidden from the eye or be seen in the distance and aligned with the escape lines in ‘A’.
Or it would be visible only what is well developed in height, such as a mountain etc …
This does not happen thanks to a perspective alteration given by the perspective center in ‘B’ (in white), in which there is a second point of observation.
This allows to observe a flat landscape on the background otherwise not observable as it happens in the Opera.
It is as if an observer were to be found
simultaneously in ‘A’ and ‘B’.
Unthinkable to those times, and apparently extravagant, as Giorgio Vasari and Donatello defined, the Opera di Paolo di Dono.
But … how they were wrong!
(Giorgio Vasari, Donatello and many others …)
……………….
Vi sono in quest’Opera di Paolo di Dono, alias Paolo Uccello,
due centri prospettici; ‘A’ e ‘B’,
qui ben evidenziati attraverso una struttura di linee prospettiche.
Un centro prospettico è indicato dal punto ‘A’ ( in blu), a cui fa riferimento la battaglia vera e propria (tra fiorentini e senesi, presso la località di ‘San Romano’ in provincia di Pisa).
Seguendo questo centro prospettico, ovvero punto ‘A’ di visuale di un osservatore, tutto ciò che vi è dietro dovrebbe essere nascosto all’occhio oppure essere visto in lontananza e allineato alle linee di fuga in ‘A’.
Oppure sarebbe visibile solo ciò che è ben sviluppato in altezza, come ad esempio una montagna etc..
Ciò non avviene grazie ad una alterazione prospettica data dal secondo centro prospettico, in ‘B’ (in bianco), in cui vi è un secondo punto d’osservazione.
Ciò permette di osservare un paesaggio pianeggiante sullo sfondo altrimenti non osservabile come avviene invece nell’Opera.
E’ come se un osservatore si trovasse
contemporaneamente in ‘A’ ed in ‘B’.
Impensabile a quei tempi, e apparentemente stravagante, come Giorgio Vasari e Donatello definirono, l’Opera di Paolo di Dono.
Ma… come si sbagliavano!
( Giorgio Vasari, Donatello e molti altri…)
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———-

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado cb

in ‘A’ il primo centro prospettico

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado ca

in ‘B’ il secondo centro prospettico

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado a a

Potremmo definirle : ‘simmetrie prospettiche’, quelle rappresentate dai                                        cavalli  ‘gialli’,  ‘arancioni’ e ‘verdastri’; quest’ultimi come a rappresentare i ‘cavalli neri’ dell’apocalisse di San Giovanni (capitolo 6), simbolo di un destino infausto (nel caso dei senesi!).

 

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado d d

:’Acquired by Lorenzo the Magnificent’ ;
This states the caption above!
In reality,
– from a random bibliographic discovery of 2010, –
the three battles of San Romano, were commissioned by the Marquis Leonardo of the family ‘Bartolini Salimbeni’ (Florentine of Sienese origins).
This Opera / Battaglia (one of the three) kept in the Uffizi, was placed in a residence ‘Bartolini Salimbeni’, near ‘Santa Maria a Quinto’ – Florence -.
Lorenzo the Magnificent, he stole this Opera, from the residence of the ‘Bartolini Salimbeni’. And he had it cut above – where it was round, – turning it into a rectangle, to fit it to his bedroom.
The family ‘Bartolini Salimbeni’ sued the family ‘de Medici’, to get back what was stolen, but the cause was ‘shelved’
……….
:’Acquired by Lorenzo the Magnificent’ / ‘acquisito da Lorenzo il Magnifico’;
Questo afferma la didascalia qui sopra!
In realtà,
– da una scoperta casuale bibliografica, del 2010, –
le tre battaglie di San Romano, furono commissinate dal Marchese Leonardo della famiglia ‘Bartolini Salimbeni’ (fiorentini di origini senesi) .
Questa Opera / Battaglia (una delle tre) conservata, agli Uffizi, era posta in una residenza ‘Bartolini Salimbeni’, presso ‘Santa Maria a Quinto’ – Firenze – .
Lorenzo il Magnifico, fece trafugare questa Opera, dalla residenza dei ‘Bartolini Salimbeni’. E la fece tagliare superiormente -dove era tondeggiante – , trasformandola in un rettangolo, per adattarla alla sua stanza da letto.
La famiglia ‘Bartolini Salimbeni’ fece causa alla famiglia ‘de Medici’, per riottenere quanto rubatole, ma la causa fu ‘insabbiata’

………………..

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado r

‘Pauli Ugieli Opus’ ; la firma dell’Autore.

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado e

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado f

Nei due riquadri blu, arti rappresentati come se fossero ‘i negativi di fotografie’; elementi del tutto piatti e… rovesciati nel colore.

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Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado e

Figura di cavaliere visto ‘di scorcio’.

La tridimensionalità esasperata del cavaliere così raffigurato, fa da contrasto a quella della zampa
bianca del cavallo assolutamente
piatta,assolutamente priva di tridimensionalità.

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Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado f

Un cavallo atterrato come il cavaliere qui sopra,
visto dunque di scorcio in cui il colore verde bluastro ne definisce la sorta infausta.

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Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado d

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paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado i

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado m a

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado m a a

Qui sono le grandezze delle figure ad essere rovesciate; quella più in lontananza  – rappresentata dal particolare della ‘testa’ –  è più grande anziché più piccola, e quelle altre due più vicine più piccole anziché più grandi.

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado u

Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado b

Lepri !!!

Nel bel mezzo di una battaglia,
una caccia in piena regola!

Come appariva stravagante ai suoi contemporanei, e sopratutto ai suoi colleghi pittori, Paolo di Dono,
l’Autore di questo dipinto (1/3),
‘la battaglia di San Romano’ – Uffizi –

Ma come si sbagliavano!

Paolo , introducendo una scena di caccia
– come altra scena plausibile in uno spazio aperto in piena campagna – ,
nel corso di una battaglia memorabile, non faceva altro che seguire coerentemente quanto prospetticamente impostato;

difatti egli ha creato due punti/centri prospettici, come sopra visto, ovvero due diversi spazi paralleli e temporalmente coincidenti.
Spazi che l’Autore mostra insieme attraverso un artificio prospettico, che la realtà non permette.
Ma che l’arte permette!


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paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado n

Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado c

Vividi colori in lontananza!

Qui un esempio lampante,
(altro esempio lo si trova ne:’la battaglia di San Romano’, National Gallery, Londra, ‘Niccolò da Tolentino’)

la prospettiva deforma le figure in lontananza, non solo nella loro struttura ma anche nel colore. Colore che diviene via via meno intenso con l’aumentare della distanza.
Realtà assai simile avviene col calare della luminosità; verso sera, noi percepiamo i colori in ‘bianco e nero’ .

Anche in questo caso, Paolo ci offre uno strumento;
la prospettiva, non solo lineare/geometrica, ne quella dell’etere leonardesca, ma quella altrettanto rivoluzionaria costituita da una somma di punti prospettici, anche nei colori.
Egli arriverà addirittura ad applicare la prospettiva a realtà tridimensionali e quindi non soggetti ad applicazioni prospettiche.

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paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado o

Questi colori, sopratutto la loro costruzione nella figura, non sembrano anticipare quella pittura naif , ben rappresentata molti secoli dopo da Henri Rousseau, il doganiere?

Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado g

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Paolo di Dono alias Paolo Uccello battaglia di San Romano Uffizi soloalsecondogrado h

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paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado q

paolo di dono alias paolo uccello battaglia di san romano Uffizi firenze soloalsecondogrado t

With these perspective constructions, that is with Works in which the linear perspective and its subsequent alteration, are central element of a Work, you will never find a figure that is ‘portraiture’.
In Paolo di Dono, the figure is a pure constituent element of a completely singular landscape. And as such it completely loses its human / animate nature

Con queste costruzioni prospettiche, ovvero con Opere in cui la prospettiva lineare e sua successiva alterazione sono elemento centrale di un’Opera, non troverete mai una figura che sia ‘ritrattistica’.
In Paolo di Dono la figura è un puro elemento costitutivo di un paesaggio del tutto singolare. E come tale perde completamente la sua natura umana/animata
Paolo di Dono percorre una strada assai diversa da quella percorsa da Leonardo;
il primo
accentua il volume delle figure, dando il senso dell’Opera tridimensionale come un monumento equestre, isolando le figure in un tempo indefinito.
L’altro
sfuma progressivamente la figura fino ad immedesimarla col paesaggio definendo un’Epoca, un periodo, un singolo momento.
Se Leonardo, così facendo, dipinge un segmento dell’infinito,
Paolo di Dono supera con l’alterazione prospettica la geometria euclidea, quasi intuisse la fragilità del famoso quinto postulato euclideo.

 

 

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paolo uccello alias paolo di dono santa monica e due fanciulli Uffizi firenze soloalsecondogrado b

Paolo Uccello alias Paolo di Dono;
Santa Monica e due fanciulli, Uffizi Firenze

Ecco un altro esempio da manuale di una totale mancanza di ‘ritrattistica’ nelle Opere di Paolo di Dono.
Tutto è sacrificato/in funzione
dell’elemento prospettico.

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Santa Monica di Paolo di Dono alias Paolo Uccello Uffizi soloalsecondogrado

Santa Monica,
di Paolo di Dono alias Paolo Uccello, Uffizi.

L’inespressività più assoluta nei volti ritratti da
questo pittore sui generis…
Cfr / cf con quanto già
in nota qui sopra.

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paolo uccello alias paolo di dono santa monica e due fanciulli Uffizi firenze soloalsecondogrado c

Come sopra;

Paolo Uccello alias Paolo di Dono;
Santa Monica e due fanciulli, Uffizi Firenze

Ecco un altro esempio da manuale di una totale mancanza di ‘ritrattistica’ nelle Opere di Paolo di Dono.
Tutto è sacrificato/in funzione
dell’elemento prospettico.

Particolare

———————–

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cfr/cf;

 

[***]

battaglia di san romano Louvre micheletto attendolo da cotignola


Louvre Museum -Paris-; the battle of San Romano (1/3).
Here, Micheletto Attendolo from Cotignola.
As mentioned above, a perspective element intuited by Paolo di Dono, through the study of perspective, concerns the ‘movement’;

in this battle well represented by the lances of the knights – in the left part of the painting – which give, through their position, a perspective sense of movement. ….This circular movement is ‘in the plane’ from top to bottom.
If one observes the constant shifting of the ‘perspective grid’ – which can be seen with the different changes in the direction of the small areas of green on the ground – one senses that the painter wanted to give the sense of circular movement in an orthogonal sense to that of the spears; that is, in the depth of the image.

[ If in the battle of San Romano – Uffizi – , the two perspective centers run along a central and vertical axis (line) to the two horizons, defined by two horizontal lines,
                    here the various perspective centers run along a horizontal axis (line), which is the same skyline  ]

And …, I remind you
that the Italian pictorial movement of the twentieth century; ‘Futurism’ represents the evolution of Picasso’s decomposition (laws, dissolution of perspective) with the addition of movement.

————–
.

Si noti ,

sia ne:‘the battle of San Romano’ of the Louvre, che ne:‘the battle of San Romano’ of the Uffizi, che Paolo di Dono evita accuratamente – con diverse strategie prospettiche; un fondo oscuro nella battaglia del Louvre, e un diverso orizzonte in quella degli Uffizi – di rappresentare il cielo, col suo colore azzurro.
L’azzurro; questo colore era il più utilizzato nel rappresentare ‘il trascendente’, il ‘mondo spirituale’. L’azzurro è stato l’erede e fedele sostituto rinascimentale del fondo oro, che con Giotto e Masaccio rappresentava ancora la Mistica nella sua essenza più pura.
Paolo evita di utilizzare quei colori ,committenza permettendo, e nel modo allora utilizzati dai suoi colleghi. Evita di costruire uno spazio attraverso il colore del cielo, che è alla base della prospettiva aerea,dell’etere tipica in Leonardo. Ma non per questo è da meno di Leonardo stesso nel costruire uno spazio fino ad allora mai concepito, in cui ogni figura è un segmento dell’infinito come i pianeti in uno spazio fisico galileiano. E come lo spazio galileiano viene necessariamente indagato di notte, così Paolo evita spazi immersi nella vivida luce del giorno. Fino a giungere a paesaggi notturni come in una delle battaglie di San Romano, quella del Louvre, come anche ne :‘Caccia notturna’ – Ashmolean Museum di Oxford – , in cui tutto è immerso nelle tenebre per permettere agli strumenti da lui utilizzati , prospettiva non aerea, ma nemmeno più lineare, e colore, di raggiungere il massimo grado di costruzione dello spazio.
Anche in un’immagine sacra, quale quella qui sopra di Santa Monica – Uffizi – , Paolo evita sia un fondo dorato che l’azzurro, scegliendo un fondo cremisi, una varietà di rosso (colore dell’istintività più accesa), ma che comprende in se il violaceo, colore liturgico simbolo di temperanza.
Come ha creato ,attraverso alterazioni prospettiche, uno spazio immaginario in cui i diversi punti di fuga verso più linee d’orizzonte indicano più realtà temporali, così Paolo ,analogamente, attraverso i colori definisce ruoli e funzioni dei corpi immersi nello spazio prospettico.
In sintesi egli dimostra ,certo ‘in nuce’ – embrionalmente, che era possibile una dinamica dello spazio – non più fisso e limitato – attraverso una prospettiva lineare deformante lo spazio stesso. Come pure era possibile che i colori dei corpi interpretassero lo spazio in cui sono immersi.

.
———————-

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paolo di dono alias paolo uccello la battaglia di san romano uffizi soloalsecondogrado

A careful observer!

nota** ;

giorgio vasari portrait of alessandro de medici uffizi soloalsecondogrado

Here’s how he painted
Giorgio Vasari;
(ne; portrait of Alessandro de ‘Medici Uffizi).
A lot of technique, but not very talented.
This fact was noted by his mentor, Michelangelo Buonarroti, and from these politely addressed to architecture.
The Uffizi is a building of Vasari!
Ecco come dipingeva
Giorgio Vasari;
(ne; portrait of Alessandro de’ Medici Uffizi).
Molta tecnica, ma ben poco talento.
Fatto questo rilevato dal suo mentore, Michelangelo Buonarroti, e da questi garbatamente indirizzato verso l’architettura.
Gli Uffizi è un edificio del Vasari!

Ed ancora, a Pisa;

Giorgio Vasari la Lapidazione di Santo Stefano Chiesa dell Ordine di Santo Stefano dei Cavalieri Pisa soloalsecondogrado

Ed ancora di
Giorgio Vasari:’
‘la Lapidazione di Santo Stefano’
Chiesa dell Ordine di Santo Stefano dei Cavalieri
Piazza dei Cavalieri Pisa

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Giorgio Vasari ritratto di Lorenzo de Medici il Magnifico Uffizi Firenze soloalsecondogrado b

Giorgio Vasari ritratto di Lorenzo de Medici il
Magnifico Uffizi Firenze ,anno 1533

Anche impegnandosi al meglio delle proprie possibilità in un ritratto commemorativo di Lorenzo il Magnifico, Giorgio Vasari non seppe raggiungere livelli compositivi e di virtuosismo di alto livello.

Giorgio Vasari ritratto di Lorenzo de Medici il Magnifico Uffizi Firenze soloalsecondogrado a

—————————- ;

But that's who our sympathy goes to The usual writer Piazza San Giovanni corner of Via de Cerretani soloalsecondogrado

But…
that’s who our sympathy goes to;
the usual writer!
Piazza San Giovanni corner of Via de’ Cerretani Firenze
luglio 2018

Jacopo Pontormo; a misunderstood genius of the Renaissance…?

Jacopo Pontormo; a misunderstood genius of the Renaissance…?

Or …

A silent craftsman at the service of his time?

 

Subtitle;

Jacopo Pontormo; from the perspective revolution of Paolo Uccello to the revolution of the figure [see, (çç) ]

Pontormo ritratto di giovane uomo con berretto rosso b Collezione privata giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Portrait of a Young Man in a Red Cap alias Carlo Neroni, by Jacopo Pontormo
Pontormo ritratto di giovane uomo con berretto rosso,alias Carlo Neroni.
Collezione privata London.
Giugno 2018 a Firenze,
Palazzo Pitti

Jacopo Pontormo portrait of a Young man Ritratto di giovane uomo con berretto rosso a didascalia Collezzione privata giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Pontormo portrait of a Young Man in a Red Cap
alias Carlo Neroni.
Ritratto di giovane uomo con berretto rosso didascalia
Collezione privata London
giugno 2018 Firenze

Giugno 2018 – Firenze, Palazzo Pitti.

In questi giorni è in mostra ,presso il complesso museale fiorentino di Palazzo Pitti, una mostra itinerante composta da pochi dipinti, di cui tre (di), su un pittore – J(I)acopo Carucci da Pontormo – del tardo Rinascimento.
Poco conosciuto, e dalla critica (e dalla committenza del tempo) di allora come da quella attuale annoverato tra quei pittori certo di qualità artistiche, ma tutto sommato di ‘secondo piano’.
Ritenuti a tutt’oggi bravi pittori, spesso dall’eccellente virtuosismo tecnico, ma… niente di più.

In merito ,a queste valutazioni della critica, si veda quanto già scritto su Andrea del Sarto (di cui peraltro Jacopo Pontormo fu allievo);

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/08/07/andrea-del-sarto-cfr-confronta-vgl-vergleiche-cf-compare/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/02/28/virtual-visit-to-the-smallest-florentine-museum/

Sulla qualità pittorica del dipinto qui sopra, non vi sono certo dubbi.
E che sia farina del suo sacco è anche vero.

Ma queste loro qualità vengono ,e vennero, messe in dubbio sia per scuola di provenienza, sia per questioni del tutto contingenti relative ai bisogni materiali – di sussistenza, per capirci – con cui pittori come il Pontormo o come Andrea del Sarto dovettero confrontarsi.

Pittori dunque di secondo piano ad oltranza [see/vedi,nota conclusiva‘ (0)]

Eccone una piccola dimostrazione assai indicativa; sopratutto dalla didascalia vecchia di molti anni che conferma quanto qui ora sostenuto sui limiti di una critica…‘criticabile’ ;

francesco salviati alias Francesco de Rossi le tre parche palazzo pitti soloalsecondogrado

Francesco Salviati alias Francesco de Rossi:’
:’ le tre parche’.
Palazzo Pitti , Firenze.

francesco salviati alias Francesco de Rossi le tre parche particolare palazzo pitti soloalsecondogrado

Francesco Salviati alias Francesco de Rossi:’
:’ le tre parche’. didascalia.
Palazzo Pitti , Firenze.
Si noti dalla vecchia didascalia l’attribuzione di quest’Opera (prima che un documento ne documentasse l’appartenenza a Salviati) :’
: ‘GIA’ ATTRIBUITE A MICHELANGELO

e al ROSSO FIORENTINO‘.
[ Francesco Salviati together with his friend and classmate Giorgio Vasari, in 1527 saved an arm of Michelangelo’s David (see §§) ]

Come si vede da didascalia, questa Opera di Francesco Salviati (altro pittore annoverato tra quelli di mediocre talento) per molti anni fu attribuita a pittori di ben altro livello – Michelangelo Buonarroti – .
E anche se fosse il lavoro di Francesco Salviati un lavoro pedissequo di un qualche ‘grande’ in pittura – Michelangelo in questo caso – , di certo termina di esserlo quando ad un valore tecnico di esecuzione si associa un valore originale di composizione, di elaborazione.
Questo elemento andiamo qui sotto a riscontrare nella ‘visitazione’ di Carmignano del Pontormo.

.

At the end of this post (see §§) an episode of Giorgio Vasari’s life, recounted in his Work: ‘The lives of the most excellent painters (…) of 1550.
Episode about the breaking of an arm of Michelangelo’s David in the year 1527

———————–

La stima di vera grandezza di un artista non sta soltanto nel virtuosismo tecnico. Se così fosse un qualsiasi copista sarebbe un grande artista. Il che non è.

Ecco allora una seconda Opera del Pontormo da questa mostra fiorentina a palazzo Pitti – ‘la visitazione’ – ,
che mette in luce il pensiero del Pontormo, del tutto antesignano rispetto ai suoi tempi.
Ma ,come sopra fatto cenno,
sia per questioni ‘materiali/di sussistenza’ (che imponevano a molti artisti che seppur potenzialmente di grande valore,erano costretti a dipingere secondo le indicazioni di una committenza spesso di bassa lega culturale) ,
che per il fatto stesso che questa strada percorsa dal Pontormo (come da altri; Paolo Uccello/di Dono, vedi nelle righe successive qui di seguito), era troppo in anticipo sui tempi,
ecco che Pontormo restò inevitabilmente in ombra… All’ombra di altri suoi colleghi reputati di ben altra levatura, come Michelangelo e Raffaello (che lodarono peraltro le prime opere giovanili del Pontormo stesso)

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato a soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione.
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato b soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare teste
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato e soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Maria profilo
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato f soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Maria fronte
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato h soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Elisabetta profilo
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato g soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Elisabetta fronte
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato c soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare abiti
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato d soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare 2 abiti
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

visitazione pontormo a

Pontormo,
visitazione /visitation
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

visitazione pontormo b

Pontormo,
visitazione /visitation
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato i didascalia b soloalsecondogrado

Pontormo,
visitazione /visitation
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

Due gli elementi salienti di questa Opera,’la visitazione’, ovvero l’incontro tra la Vergine Maria e sua cugina Elisabetta, madre di San Giovanni Battista,

°
la presenza di uno stravolgimento dello schema classico di quei tempi,cioè della pittura ‘figurativa’ e solo quella (non esisteva la pittura astratta),

°
i colori surreali che anche in questo caso rompono una consuetudine.

Circa quanto al primo punto;
non vi sono, come invece riportato nel commento didascalico dell’opera, qui sopra riportato in fotografia, due ‘ancelle’ accompagnatrici le due protagoniste del quadro (Maria ed Elisabetta). Cioè non vi sono quattro figure, ma solo due ‘sdoppiate’.

Sono solo le due stesse figure, Maria ed Elisabetta, riportate simultaneamente viste di fronte e di profilo!

Se Paolo di Dono (Uccello) vedi nota [°°]
nel suo Giovanni Acuto (John Hawkwood), presso la Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, dipinge con una singolare alterazione prospettica il condottiero a cavallo, cioè un cavallo con cavaliere con prospettiva centrale, mentre il basamento su cui poggiano lo dipinge con prospettiva di scorcio (dal basso verso l’alto),
qui Pontormo
dipinge rifacendosi non alla scomposizione  prospettica di Paolo di Dono (Uccello), ma anticipando quella delle figure che avverrà molti secoli dopo con Picasso , i futuristi etc…

Ovvero più figure viste contemporaneamente da più lati.

Nel secondo aspetto, i colori, Pontormo,
sembra rifarsi  a Paolo di Dono (Uccello), quando questi dipinge la :‘battaglia di San Romano’ (quella conservata agli Uffizi di Firenze).
Difatti i colori, che se per Paolo di Dono (Uccello) sono indicativi di una alterazione prospettica a seconda della distanza e luminosità ed anche di una situazione e di un valore.

qui, con Pontormo, i colori indicano una situazione ed un giudizio della stessa. E vengono utilizzati in funzione dello spazio, ma con stile e tecnica ormai differenziatisi da quelli di Leonardo da Vinci e di Paolo Uccello.

Ma… si legga quanto ha scritto Oswald Spengler ne:‘Der Untergang des Abendlandes’/’Il tramonto dell’Occidente’ :’

:'(…) Solo Leonardo da Vinci ( a Firenze, n.d.c.) scoprirà le modulazioni del chiaro-scuro atmosferico, i margini delicati, i contorni che svaniscono nelle lontananze, le zone di luce ed ombra dalle quali le singole figure non possono più essere separate(…)Leonardo sta al di là del limite.(…) Ogni passo ulteriore nel trattare il colore – colore che a Firenze era legato a modelli platonici espressi nell’affresco – avrebbe distrutto l’anima della concezione. Leonardo presentì il simbolismo della pittura ad olio(…)
Soltanto i veneziani (a parte Leonardo, n.d.c.), che stavano fuori dalle regole convenute fiorentine, dovevano raggiungere quel che Leonardo qui cercava:

un mondo di colori al servizio dello spazio e non delle cose.

Seppur Paolo Uccello non sia citato da Spengler, certo è che Paolo,con le sue :‘Battaglie di San Romano’ anticipa una ‘prospettiva dei colori’; ovvero un mondo di colori al servizio dello spazio e non di cose.

 

vedi nota [°°]

.

Nota, [°°]

 

Paolo di Dono alias Paolo Uccello Pittore fiorentino soloalsecondogrado

Paolo di Dono alias Paolo Uccello Pittore fiorentino.
‘ (…) In casa de’ Medici dipinse in tela a tempera alcune storie di animali, de’ quali sempre si dilettò, e per fargli bene vi mise grandissimo studio; e, che è più, tenne sempre per casa dipinti uccelli, gatti, cani e d’ogni sorte di animali strani che potette avere in disegno, non potendo tenere de’ vivi per essere povero; e perché si dilettò più degli uccelli che d’altro,
fu cognominato (chiamato) Paolo Uccelli. (…)’
Giorgio Vasari ne:’ Le vite de’ più eccellenti pittori(…)
Firenze year 1550

Ancora Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…)
a proposito di Paolo di Dono/Uccello scrive:’

:’ Paolo Uccello sarebbe stato il più leggiadro e capriccioso ingegno che avesse avuto, da Giotto in qua, l’arte della pittura se egli si fosse affaticato tanto nelle figure et animali, quanto egli si affaticò e perse tempo nelle cose di prospettiva; le quali ancor che siano ingegnose e belle, chi le segue troppo fuori di misura, getta il tempo dietro al tempo, affatica la natura, e l’ingegno empie di difficoltà, e bene spesso di fertile e facile lo fa tornar sterile e difficile, e se ne cava (da chi più attende alla prospettiva che alle figure) la maniera secca e piena di profili; il che genera il voler troppo minutamente tritar le cose; oltre che bene spesso si diventa solitario, strano, malinconico e povero, come Paolo Uccello, il quale, dotato dalla natura di un ingegno sofistico e sottile, non ebbe altro diletto che d’investigare alcune cose di prospettiva difficili et impossibili, le quali, ancor che capricciose fossero e belle,    l’impedirono non di meno tanto nelle figure,(see çç)    che poi ,invecchiando, sempre le fece peggio.
E non è dubbio chi con gli studi troppo terribilii violenta la natura, se ben da un canto assottiglia l’ingegno, tutto quel che fa non par mai fatto con quella facilità e grazia, che naturalmente fanno coloro che temperatamente, con una considerata intelligenza piena di giudizio, mettono i colpi a’ luoghi loro, fuggendo certe sottilità, che più presto recano a dosso all’opere un non so che di stento, di secco di difficile e di cattiva maniera, che muove a compassione chi le guarda, più tosto che a meraviglia; atteso che l’ingegno vuol essere affaticato quando l’intelletto ha voglia di operare, e che ‘l furor è acceso, perché allora si vede uscirne parti eccellenti e divini, e concetti meravigliosi.
(…)

Giorgio Vasari – year 1550 –

Ovvio, da queste parole del Vasari, che l’arte di Paolo Uccello non fu capita vedi, (//). Non solo da lui ma in genere dai suoi colleghi come dalla committenza.
A riprova si legga quanto riportato dal Vasari;

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…) anno 1550, a proposito di Paolo di Dono/Uccello

:’Onde Donatello (Donato di Niccolò di Betto Bardi) scultore suo (di Paolo) amicissimo li disse molte volte:”
:” Eh, Paulo, questa tua prospettiva ti fa lasciare il certo per l’incerto; queste son cose che non servono se non a questi che fanno le tarsie; perciò che empiono
(riempiono) i fregi di brucioli (trucioli), di chiocciole tonde e quadre e d’altre cose simili”. ‘

Non si capì il valore di una ricerca prospettica – opera saliente di Paolo Uccello – che andasse oltre la prospettiva lineare rigorosa.
Non si capì, ancora, che la ricerca prospettica era elemento foriero di un futuro nuovo modo di realizzare nuove opere di valore. Prospettiva che sarà ,oltre quella lineare, quella ‘dell’etere’ cioè leonardesca.
(vedi https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/ )
Ma che vede in Paolo Uccello un primo precursore.

Ecco che allora quanto qui sopra sostenuto ,circa un diverso tentativo di ricerca prospettica realizzata da Pontormo con la sua ‘visitazione’, acquista un senso, che troverà poi realizzazione nella pittura del ventesimo secolo con pittori quali Picasso etc…

(çç)   (…)l’impedirono non di meno tanto nelle figure(…) – Giorgio Vasari –   Questo singolo aspetto della critica del Vasari al risultato del lavoro di Paolo Uccello era corretto ; non vi è difatti una sola Opera di Paolo che abbia una figura in cui si palesi il linguaggio del volto o/e del corpo. Una fisiognomica delle figure, nel risultato finale di questo pittore è del tutto assente.

Ecco che Pontormo realizzando ‘la visitazione’ di Carmignano (una delle sue ultime opere) evita di incappare nel problema sollevato dal Vasari sull’Opera di Paolo Uccello. Ed applica una rivoluzione non più prospettica a discapito della figura, ma l’esatto opposto;

una rivoluzione della figura – sdoppiata – a discapito della prospettiva.

(//)
Ancora un altro esempio su come venivano valutati nella Toscana rinascimentale alcuni pittori ‘non ortodossi’ italiani/italici, sempre attraverso lo scritto di Giorgio Vasari:’

:'(…) Et essendo non molto innanzi dell’Alemagna (dalla Germania) venuto a Firenze un gran numero di carte stampate e molto sottilmente state intagliate col bulino da Alberto Duro (Albrecht Dürer) , eccellentissimo pittore tedesco e raro intagliatore di stampe in rame e legno(…) pensò Jacopo da Pontormo, avendo a fare ne’ canti di que’ chiostri istorie della Passione del Salvatore, di servirsi dell’invenzioni sopra dette d’Alberto Duro (…)
Or non sapeva il Pontormo che i tedeschi e’ fiamminghi vengono in queste parti per imparare la maniera italiana che egli con tanta fatica cercò, come cattiva, d’abbandonare? (…)
nè creda niuno (alcuno) che Jacopo sia da biasimare
perché egli imitasse Alberto Duro nell’invenzioni, perciò che questo non è errore e l’hanno fatto e fanno continuamente molti pittori,
ma perché egli tolse (prese a modello) la maniera stietta (strettamente) tedesca in ogni cosa,nè panni, nell’aria delle teste e l’attitudini, il che doveva fuggire e servirsi solo dell’invenzioni, avendo egli interamente con grazia e bellezza la maniera moderna (manierismo italiano)
.’

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori(…)’ – Firenze 1550 –

Appariva, dalle righe qui sopra riportate del Vasari, impensabile alla critica del tempo, vedere un pittore italiano cercare uno stile al di fuori di quello stesso italiano  (  la maniera moderna = manierismo  ), ricercato, attraverso ‘la maniera tedesca’ con un lavoro certosino, non da copista, ma da fine osservatore del dettaglio che tanto caratterizzava la pittura tedesca e fiamminga.
Doveva soltanto ispirarsi alle ‘invenzioni’ fiamminghe tedesche, ma nulla più.

Ecco un monocromo di Jacopo Pontormo ( Museo Galleria degli Uffizi);

Jacopo pontormo two warriors with lances tempera on canvas soloalsecondogrado a

Jacopo pontormo two warriors with lances tempera on canvas soloalsecondogrado b

————-
————-

A completamento di quanto sopra sostenuto, si leggano queste poche seguenti righe:’

:'(…)Colore ed oggetto/figura sono rappresentativi dell’estensione, dello spazio.
Troviamo lungo il Rinascimento i più disparati ed arditi tentativi, presentimenti, sconfitte e rinunce.
(…)
Con l’Opera:’l’adorazione dei magi’ (Uffizi), Leonardo raggiunge la massima audacia pittorica di tutto il Rinascimento.

Fino a Rembrandt, nulla di simile doveva essere nemmeno immaginato.

(…) Per lo stesso motivo Leonardo, dopo vari tentativi, lasciò incompiuta la testa del Cristo dell’ultima Cena.

Solo Leonardo fu abbastanza grande da sentire un tale limite come un inevitabile limite datogli dal suo tempo. Dal destino.

(…)I quadri di Raffaello si dissociano in piani sui quali sono ripartiti dei gruppi ben ordinati, ed uno sfondo limita l’insieme in una bella misura.
Invece Leonardo conosce un unico spazio, vasto, eterno, nel quale le sue figure sembrano aleggiare.
Raffaello dà, all’interno del quadro ,una somma di cose singole e vicine,
Leonardo dà un segmento dell’infinito.
(…) Raffaello disegna ‘ l’ultima grande linea dell’arte occidentale’.
Egli non ebbe a lottare con dei problemi. Egli non li sospettò nemmeno. Ciò non di meno condusse la sua arte fino a quel limite, dove una decisione non poteva più essere evitata.
Raffaello si crede soltanto di capirlo. Benché la sua linea rappresenti l’elemento grafico di una tendenza antica, pur tuttavia i suoi lavori tendono ad essere sospesi nello spazio. L’elemento grafico è super terreno.
La linea in Raffaello è in estrema tensione. Essa è sul punto di dissolversi nell’infinito, in spazio e musica.
Leonardo, più profondo di Albrecht Dürer, sta al di là di questo limite raffaelliano. Il suo disegno preparatorio de:’l’adorazione dei re magi’ è già musica
(n.d.c.,così come :’la visitazione’ di Jacopo Pontormo ci appare come una danza)

Oswald Spengler ne:’Der Untergang des Abendlandes/Il tramonto dell’Occidente’, Germania 1918.

Non è forse plausibile che non solo Leonardo
ma altri, come Paolo di Dono e Jacopo Pontormo,sentissero, se pur ‘in nuce’ cioè a livello embrionale e sporadica , le questioni di cui sopra
?

,,

Malgrado Giorgio Vasari fosse un contemporaneo di Jacopo Pontormo, di Leonardo da Vinci nonché di Michelangelo Buonarroti,
intuì, seppur tra mille ‘arditi tentativi,presentimenti, sconfitte e rinunce’(come sopra trascritto da Oswald Spengler), gli aspetti più sperimentali presenti nell’arte ,dunque d’avanguardia, di questi suoi illustri colleghi.
Li intuì da critico dell’arte – (a lui) contemporanea ed in anticipo sui tempi di una critica dell’arte capitanata da professionisti che ancora non c’era – , attraverso la sua Opera :’Le vite’, che si prefiggeva il compito ,tutto sommato modesto, di descrivere in compendio l’insieme delle esperienze rinascimentali fiorentine e italiane, attraverso le tre grandi arti; la pittura, la scultura e l’architettura.
E’ assai interessante quanto egli scrive – ‘per intuito’, più che per profonda convinzione – della ‘maniera’ di far arte di Michelangelo in relazione a molti altri artisti.

Ecco il testo:’

:’ (…) l’intuizione di questo uomo singolare (Michelangelo Buonarroti,n,d,c,) non ha voluto entrare in dipingere altro che la perfetta e proporzionatissima composizione del corpo umano et in diversissime attitudini; non sol questo, ma insieme gli affetti delle passioni e contentezze dell’animo umano , bastandogli satisfare (soddisfare) in quella parte di che è stato superiore a tutti i suoi artefici (colleghi), e mostra la via della gran maniera e degli ignudi e quanto e’ sappi nelle dificultà del disegno, e finalmente ha aperto la via alla facilità di questa arte nel principale suo intento, che è il corpo umano, et attendendo a questo fin solo,

ha lassato (messo da parte) da parte le vaghezze de’ colori (lo sfumato, n.d.c.) i capricci e le nuove fantasie di certe minuzie e delicatezze, che da molti altri pittori non sono interamente, e forse non senza qualche ragione, state neglette.

Onde qualcuno non tanto fondato nel disegno ha cerco (cercato) con la varietà di tinte et ombre di colori e con bizzarre varie e nuove invenzioni, et insomma con questa altra via farsi luogo fra i primi Maestri.

Ma Michelangelo stando saldo sempre nella profondità dell’arte, ha mostrato a quegli che sanno assai [come] dovevano arrivare al perfetto.(…)’

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…) – Vita di Michelagnolo Buonarruoti fiorentino Pittore scultore et architetto. – anno 1550

————-
————-

.

………………………….

Qualche fotografia delle altre Opere oltre a quella qui sopra trattata,nonchè dell’Opera letteraria di Giorgio Vasari :’le vite de’ più eccellenti pittori(…)’ ;

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato o Modello disegno preparatorio soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Modello disegno preparatorio

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato n didascalia modello soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato. Didascalia modello preparatorio.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato l didascalia soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato l didascalia

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato m didascalia soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo d didascalia soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo didascalia

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo c soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo a soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo f frontespizio soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo
pagina frontespizio

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi c Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi a didascalia Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi a didascalia Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi d Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi d Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze particolare

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi e Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi d Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze particolare

Pontormo disegno modello preparatorio ritratto di alabardiere Francesco Guardi f Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo disegno modello preparatorio ritratto di alabardiere Francesco Guardi f Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze

Pontormo visitazione chiesa di San Michele e Francesco Carmignano p Modello cfr con Lab SMART Scuola Normale Superiore soloalsecondogrado

Pontormo visitazione chiesa di San Michele e Francesco Carmignano . Modello in fotografia da confrontare con la visitazione qui sopra riportata;
con Lab SMART Scuola Normale Superiore .
Si confronti :’la visitazione’ del Pontormo con questa locandina contemporanea che raffigura una ‘multimedialità’ dei nostri giorni;
concettualmente sembra non esservi differenza alcuna!
Pontormo visitation church of San Michele and Francesco Carmignano. Model in photograph to compare with the photograph shown here;
SMART Lab Scuola Normale Superiore.
Compare: the ‘visitation’ of Pontormo with this contemporary poster that depicts a ‘multimedia’ of our days;
conceptually there seems to be no difference!

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https://www.uffizi.it/en/events/miraculous-encounters-pontormo-from-drawing-to-painting

https://www.uffizi.it/en

https://www.uffizi.it/eventi/incontri-miracolosi-pontormo-dal-disegno-alla-pittura

http://firenze.repubblica.it/tempo-libero/articoli/cultura/2018/05/07/news/firenze_a_palazzo_pitti_le_meraviglie_del_pontormo-195788213/

Palazzo Pitti Museo Firenze b Pontormo

Palazzo Pitti Museo Firenze Pontormo

Palazzo Pitti Museo Firenze a Pontormo

Palazzo Pitti Museo Firenze c Pontormo

 

Palazzo Pitti Museo Firenze e Pontormo

Palazzo Pitti Firenze;
veduta sul giardino Boboli


 

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Nota conclusiva.

La valutazione di quei pittori come Jacopo Pontormo ,sopra definiti come : ‘silent craftsmen at the service of his time’/Pittori di ‘secondo piano’ ad oltranza, da parte della critica in genere (ovviamente non da quel tipo di critica ‘agiografica’, che si preoccupa di lodare, per riempire i musei…),
se trova delle motivazioni in parte anche condivisibili, per un lavoro discontinuo nella qualità, così come in carenze di carattere teorico in questo tipo di artisti  ( see/vedi,/°/ ,  come sopra analizzato,
tale valutazione ,allo stesso tempo,trova un limite in precise, seppur alle volte isolate, Opere come quella qui vista:‘la visitazione di Carmignano’.
Tale Opera pittorica ‘isolata’,
ci appare in tutto il suo valore se paragonata ad Opere in altro campo artistico; quello letterario, Opere letterarie che hanno ,parallelamente, la sventura di essere altrettanto ‘isolate’, cioè nate al di fuori di un contesto di continuità artistica di un certo Autore.
Alludo, per fare qualche esempio tra i molti, ad Opere (letterarie) come: ‘M. D. or the whale’ o : ‘Moby-Dick’ o: ‘The Whale’ del marinaio Herman Melville,
o :‘Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde’/’Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde’ di Robert L. Stevenson
od anche,
un personaggio creato dallo scrittore Raymond Chandler :‘Philip Marlowe’,da cui romanzi quali :‘the Big Sleep’/’il grande sonno’.(Nel caso di Raymond Chandler si può addirittura affermare che il suo personaggio ,’Philip Marlowe’, sia più grande del suo stesso Autore!)

Questi scrittori,
anche se solo attraverso una sola loro Opera, hanno indubbiamente raggiunto un grande vertice letterario. 
Allo stesso modo  lo hanno raggiunto in pittura Jacopo Pontormo, ed altri.

 

/°/
Circa le limitazioni teoriche di artisti di ‘secondo piano’ ad oltranza,
si tenga presente quanto afferma lo stesso Michelangelo Buonarroti in un suo stesso sonetto
(sonetto su cui ‘Messer Benedetto Varchi’ ,un letterato fiorentino coevo di Michelangelo, ebbe a trattare presso l’Accademia fiorentina):’

:‘non ha l’ ottimo artista alcun concetto,
ch’un marmo solo in sé non circoscriva’
.

Michelangelo Buonarroti.

Questi due brevi versi possono indicare concetti anche lontani o addirittura contrastanti.
Ma credo che si possa sostenere che essi indicano una idea della produzione artistica assai semplice in Michelangelo;
per dirla con le parole di Giorgio Vasari stesso ne,’le vite(…)’ :’

:’Ritrasse Michelagnolo Messer Tommaso (Tommaso de’ Cavalieri) in un cartone grande naturale, che né prima né poi di nessuno fece il ritratto,
perché aborriva il fare somigliare il vivo se non era d’infinita bellezza.(…)’

Ovvero l’idea michelangiolesca espressa nel suo sonetto, ribadiva un concetto classico, ellenico, di una ricerca apollinea estetizzante e atemporale, del bello.
In altri termini, Michelangelo ricercava le perfette proporzioni in un corpo, isolandolo da uno spazio circostante immobile. Ma non ricercava le relazioni tra l’esteriorità di una figura umana e come è fatta dentro.( cioè; l’universale )
Questo retaggio classico, seppur rivisitato, nel risultato finale non soddisfaceva Michelangelo stesso che si fermava ‘al non finito’ ,( cfr/cf; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/  )

 

(0)  Ma vi è un altro aspetto ,mai preso in considerazione,

che è alla base di tanta fama,da un lato, di Artisti quali Michelangelo Buonarroti e Leonardo da Vinci  e, dall’altro 
di scarsa considerazione verso alcuni Artisti, tra quelli di ‘secondo piano’ ad oltranza.

Ancora queste poche righe di Giorgio Vasari, sempre dalla sua Opera :’le vite‘(…),  sono assai indicative del perché di tanta fama…(Righe del Vasari che parlano di Michelangelo Buonarroti) :'(…)

:(…) Ha avuto l’immaginativa tale e sì  perfetta, che le cose propostosi nella idea sono state tali che con le mani, per non potere esprimere sì grandi e terribili concetti, ha spesso abbandonato l’opere sue, anzi ne ha guasto molte, come io so che, innanzi che morissi di poco, abruciò gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti di man sua, acciò nessuno vedessi le  fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto, e io ne ho alcuni di sua mano trovati in Fiorenza messi nel nostro libro de’ disegni, dove ancora che vi vegga la grandezza di quello ingegno(…)

—– { Queste righe, Vasari le aggiunse alla sua opera :‘le vite'(…) – 1550 – , in una edizione successiva alla morte di Michelangelo  [dal Vasari datata :’ (…) e così al dì 17 di febbraio, l’anno 1563 a ore 23 a uso fiorentino, che al romano sarebbe 1564, spirò per irsene (andarsene) a miglio vita (…)’ ], dunque successiva al 1563/4.

La ragione dell’aggiunta fatta dal Vasari di dettagli sul lavoro artistico di Michelangelo, soltanto in una edizione successiva alla prima del 1550 ,quando Michelangelo era ancora vivo, sta probabilmente nel fatto che Vasari aveva l’intenzione di consegnare – cosa che fece – una copia del suo libro :’le vite'(…) a Michelangelo (il solo artista tra tutti quelli trattati nell’opera ,ed ancora viventi, a ricevere una copia del libro  dal Vasari stesso). Molto probabilmente Vasari, nell’aggiungere soltanto all’edizione successiva ,(successiva all’anno 1563/4), alcune valutazioni su Michelangelo, conoscendo il fatto che questi aveva un brutto carattere, volle certo evitare polemiche e critiche da parte di Michelangelo stesso., circa i dettagli riportati. } ——

Tornando alle parole riportate da Vasari su Michelangelo,
è assai indicativo rilevare che Michelangelo, a differenza di molti altri artisti, teneva moltissimo alla sua immagine di artista. Non solo nella valutazione da parte dei suoi contemporanei ma anche da tramandare ai posteri.

E’ difatti per questa ragione che volle distruggere/bruciare, poco prima di morire, gran parte dei suoi disegni, schizzi e cartoni .
Non solo quelli che non realizzò mai perché da lui valutati di scarso valore, ma anche quelli che pur avendo tramutato in opera finita, mostravano le fatiche durate‘ , ovvero i ripensamenti e dunque gli errori in cui incappò prima di arrivare ad un ideale modello finale perfetto (ai suoi occhi). Errori  ‘di brutta copia’/in fase di realizzazione ‘, che avrebbero potuto farlo apparire ai posteri come un artista maldestro. La sola idea di ciò, inorridiva Michelangelo che quindi distrusse tutto ciò che di ‘imperfetto’ aveva abbozzato.

Dunque Michelangelo fu prima di tutto un:’Public Relations‘  ante litteram ,secondo cui ‘l’immagine artistica/ il ‘look artistico’ conta moltissimo. e va curato al pari della realizzazione dell’opera stessa.

Anche questo ( e certo non solo questo ) contribuì dunque a distinguere Michelangelo Buonarroti  dai suoi colleghi…di ‘secondo piano’ ad oltranza, e dunque … meno attenti ,quest’ultimi, all’immagine che davano di se stessi ai loro contemporanei ed ai posteri..!

 

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(§§)

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado o

That broken arm of the David
by Michelangelo Buonarroti …
Recovered by Giorgio Vasari and Francesco de ‘Rossi
aka Francesco Salviati
Florence,
Piazza della Signoria, under Palazzo Vecchio – 1527 –
Left arm (to the right of the beholder)
broken in three points, breaking points still visible and rearranged with copper pins.

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori – 1550 – ‘(…)
a proposito di Francesco de’ Rossi alias Francesco Salviati scrive:’

:‘Essendo poi l’anno 1527 cacciati i Medici di Firenze, nel combattersi il Palazzo della Signoria, fu gettata d’alto una purliza (cassa panca) per dare addosso a coloro che combattevano la porta; ma quella, come volle la sorte, percosse un braccio del Davit (David di Michelangelo) di marmo del Buonarroto, che è sopra la ringhiera a canto alla porta e lo ruppe in tre pezzi; per che essendo stati i detti pezzi per terra tre giorni senza esser da niuno (nessuno) stati raccolti, andò Francesco (de’ Rossi/Salviati) a trovare al Ponte Vecchio Giorgio (Vasari) e dettogli l’animo suo, così fanciulli come erano, andarono in Piazza e di mezzo ai soldati della guardia, senza pensare a pericolo niuno, tolsono i pezzi di quel braccio e nel chiasso di Messer Bivigliano gli portarono in casa di Michelagnolo padre di Francesco; donde avutigli poi il Duca Cosimo (de Medici) gli fece col tempo rimettere al loro luogo con perni di rame.(…)’

(…)

ancora,a proposito del ‘cognome non paterno’ dato a Francesco de’ Rossi, ovvero: ‘Francesco Cecchino Salviati’, Giorgio Vasari scrive:’

:(…):‘chiesto dal Cardinale Salviati il Vecchio un giovane pittore(…) Benvenuto dalla Volpaia gli propose Francesco(…)
E perché Francesco stava, come s’è detto, col Cardinale Salviati et era conosciuto per suo creato, cominciando a essere chiamato e non conosciuto per altro che per Cecchino Salviati, ha avuto insino (fino) alla morte questo cognome.’

An exceptional guest star in Florence – spring 2018 –

An exceptional guest star in Florence – spring 2018 –

museo del bargello Fi gian lorenzo bernini autoritratto e scultura soloalsecondogrado
A sinistra di chi guarda l’autoritratto del Bernini, eccezionalmente in prestito al Museo del Bargello – Firenze, primavera 2018 – da Roma.

Una vera guest star!!/An exceptional guest star in Florence

The first guest star; that … of the classical period …. ;

Questo autoritratto del Bernini è famoso agli italiani sopratutto perché fu immagine presente sulla banconota italiana da 50.000 lire ( vedi qui sotto)

guest star in Firenze by Roma autoritratto di gian lorenzo bernini soloalsecondogrado

guest star in Firenze by Roma autoritratto di gian lorenzo bernini soloalsecondogrado b

guest star in Firenze by Roma autoritratto di gian lorenzo bernini soloalsecondogrado c

gian lorenzo bernini autoritratto sulla banconota da cinquantamila lire soloalsecondogrado

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Al seguente link, le altre Opere presenti al Museo Nazionale del Bargello;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/24/bargello-and-surroundings/

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gian lorenzo bernini e la sua costanza bonarelli soloalsecondogrado a

gian lorenzo bernini e la sua costanza bonarelli soloalsecondogrado b
Questa scultura del Bernini della donna amata; Costanza Bonarelli sembra sintetizzare buona parte del lavoro/Opera dell’artista; una ricerca di una plasticità estetica del ‘movimento espressivo’ . L’attimo di una espressione fermato nell’eternità della pietra/marmo. La staticità di una dinamica.

gian lorenzo bernini didascalia museo del bargello Fi soloalsecondogrado a

gian lorenzo bernini didascalia museo del bargello Fi soloalsecondogrado b

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orcio museo del bargello Fi soloalsecondogrado
Una conca/orcio per olio o granaglie vecchio di qualche secolo. Più Toscana di così !

sedia museo del bargello soloalsecondogrado

bombarda a doghe legno e ferro museo del bargello XVI sec soloalsecondogrado
Fantastica bombarda!!

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But…

Are they or are they not fantastic, these works of a writer?

angioletto by raffaello sanzio madonna sistina Gemäldegalerie di Dresda by writer soloalsecondogrado

federico da montefeltro by piero della francesca by writer Uffizi Fi soloalsecondogrado

e, per concludere in bellezza,

the second guest star; but … of the third millennium ;

(At the Accademia museum/Museo Galleria dell’Accademia, via Ricasoli – Florence -, spring 2018)

George Baselitz alias Hans-Georg Rem didascalia a

George Baselitz alias Hans-Georg Rem David heute galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado b

George Baselitz alias Hans-Georg Rem David heute galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado

George Baselitz alias Hans-Georg Rem didascalia b

George Baselitz alias Hans-Georg Rem didascalia c

Eine Hommage des Künstlers George Baselitz, alias Hans-Georg Rem, an die zeitgenössische Gesellschaft. Alias der David des dritten Jahrtausends (?)

A tribute by the artist George Baselitz, aka Hans-Georg Rem, to contemporary society. Alias the David of the third millennium (?)

Un artista non può che riflettere con profondità ciò che vede; ‘quel che non è apparentemente visibile’.
Eccone il risultato!
Non possiamo che apprezzare il lavoro del tedesco – ex DDR – George Baselitz, alias Hans-Georg Rem, che ci racconta – attraverso rivisitazioni di opere classiche come quella del David di Michelangelo – tutto lo squallore dell’ epoca e del luogo in cui visse.

Cfr/cf;

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado o

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado m

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado p

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado q

Ed ancora;

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado cc

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado aa

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado hh

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado gg

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado ff

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado ee

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado bb

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado dd

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado n

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And…

A tribute to Michelangelo Buonarroti (bebè) .

Museum of Palazzo Pitti Florence. Emilio Zocchi Florentine sculptor 1862.

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence a

A tribute to Michelangelo Buonarroti.
Museum of Palazzo Pitti Florence.
Emilio Zocchi Florentine sculptor 1862.

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence c

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence d

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence g L’eccellente qualità del marmo – rigorosamente di Carrara – utilizzata risalta con grande evidenza; si tratta di un ‘marmo bianco P‘, (cioè un bianco Perfetto)

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence h

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence e

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence f

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence i Si noti lo stemma mediceo, composto da sei sferette (alle volte fino ad undici), sempre presente nell’universo fiorentino…

A tribute to Michelangelo Buonarroti. Museum of Palazzo Pitti. Emilio Zocchi the young Michelangelo Florence didascalia b

Pinocchio ; a fairy tale on the Banality of Evil

Pinocchio;a fairy tale on the Banality of Evil

‘the Adventures of Pinocchio’ by Carlo Collodi aka Carlo Lorenzini;

or the most famous fairy tale in the world and also the most read.

 

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Questo bel paesaggio
può essere visto come l’allegoria di questa fiaba cruda – per non dire crudele – che appare tale agli adulti che la rileggono per i loro figli o, magari, per se stessi,
e inconsapevolmente crudele per i piccoli lettori che crescendo acquisiscono consapevolezza di ciò.

Dove l’allegoria?
Un mare di speranza nel’ incipit della propria vita,
che poi scema via via, in un unico punto d’arrivo. Oscuro.
Inesorabile destino scritto dal fato…

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Due principalmente le domande – iniziali – che ci si possono porre – a se stessi o/e ad altri (coetanei o meno) – allorché si ritorna con la mente a questo personaggio della letteratura infantile.
La prima domanda,
che ci si può porre, è l’effetto che suscitò in noi la lettura nell’infanzia di questa fiaba.
La seconda
è nel cercare un riscontro,o meno, delle proprie emozioni che in noi suscitò nel confrontarsi con quelle in altri lettori.

Un fatto certo soggettivo, ma non per questo meno indicativo.
Indicativo non solo della personale sensibilità in ciascuno di noi, ma anche del rapporto col mondo che ci circonda.
Indice impazzito di una riflessione sia infantile,seppur elementare, che da adulto su questo stranissimo personaggio che certamente, vista la diffusione nel mondo, è in qualche modo vicino ai precordi di grandi e piccini.

 

Parco di Collodi – Pistoia / Toscana / Italia –  ( Collodi era il paesino che diede i natali alla madre di Carlo, con la quale visse.
E’ in onore della madre che Carlo prese lo pseudonimo di ‘Collodi’ )

 

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado a

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado b

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado c

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Fatta questa piccola premessa procediamo per gradi;

Carlo Collodi, ( un toscano, fiorentino )
l’autore della fiaba :‘le avventure di pinocchio’, visse nel XIX secolo.
Era un giornalista (politico), un traduttore, uno scrittore di testi anche per teatro, e un autore di testi per bambini, sia scolastici che fiabe.
Per sbarcare il lunario dovette per diversi anni lavorare come pubblico funzionario. Impegno di lavoro che gli pesò moltissimo.
Queste le sue peculiarità lavorative.
Fu anche un lodevole patriota risorgimentale che non disdegnò di prodigarsi in battaglia, disprezzando i così detti ‘codini’, ; cioè coloro che aderirono ai movimenti risorgimentali italiani per solo opportunismo…

Ma come spesso torna utile, occorre scavare a fondo nella biografia di un certo Autore per poterne capire appieno il profondo significato delle Opere.
Questo impegno biografico se è utile in molti casi, di certo nel caso di Carlo Collodi apparirà indispensabile per capire il vero significato di questa Sua fiaba tanto famosa e singolare.
Gli elementi biografici sopra elencati non sono di difficile reperimento. Ma quelli psicologici sono difficili da scovare. E ciò sia quando l’Autore su cui si stanno cercando notizie è via via più lontano nel tempo, sia quando un velo di ‘doveroso’ silenzio viene calato su alcuni aspetti biografici dell’Autore stesso, come nel caso di Carlo Collodi.
Il fratello Paolo,subito dopo la morte di Carlo,
insieme ad un letterato amico di famiglia vagliò tutto il materiale epistolario del fratello distruggendone gran parte di esso.
Distruggendo sia lettere attinenti alla vita privata (piene di misoginia mal celata), sia di carattere pubblico (commenti sarcastici su quel tal letterato, su un certo uomo politico, critiche al mondo religioso, a certe convenzioni sociali etc…).
Carlo aveva certo ereditato dal mondo toscano uno spirito dissacrante, iconoclastico. Irreligioso e polemico, fino all’estremo come molti fiorentini d.o.c.
La Sua fiaba celeberrima ebbe a scriverla in tarda età, e di mala voglia. Quando il pessimismo aveva ormai fatto breccia in Lui sostituendosi ad ogni speranza per se e ad un giudizio benevolo verso il prossimo.
Non aveva mai preso moglie. Benché avesse più volte rivolto attenzione all’universo femminile,da cui – come G.Leopardi – ebbe a subire un umiliante e crudele atteggiamento scostante.
Rimase, per dirla in termini da pettegolezzo, zitello.
Viveva con la madre, che rappresentò tutto il Suo universo affettivo e relazionale. ( In ciò non c’è niente di male, ma se la scelta è forzata e non vera scelta – come, udite udite , per Jack Kerouac quello della beat generation, il ragazzaccio ribelle che viveva con la madre quando non faceva scorribande per gli USA – nel tempo si crea inevitabilmente una insana trasformazione caratteriale )
Questa sua forzata solitudine,
unita ad altri fattori come lavori non pesanti ma burocratici insignificanti – per Lui umilianti – , le difficoltà economiche unite ad impegni letterari non sempre lodati e poco remunerati,
lo portarono ad accentuare la sua innata rigidità, accresciuta dai fattori sopra detti.
E ciò fu notato dai piccoli fiorentini che nella vita quotidiana incontrandolo si facevano beffe di lui.
Spesso i ragazzini possono essere non solo assai impertinenti e maleducati, ma pure crudeli. Collodi reagiva evitandoli ( fortunatamente non fece come L. Wittgenstein, che messosi a fare il maestro di scuola, spazientito per la maleducazione di una ragazzina sua allieva, vide bene di stazzonarla per bene tirandogli a viva forza le trecce dei capelli!).
Ecco già individuato un elemento biografico che fa da pendant tra la vita personale di Collodi ed il suo personaggio,Pinocchio.
Collodi fa di Pinocchio un ragazzino impertinente e maleducato di prim’ordine. Ma… paga a caro prezzo le sue marachelle,passando di disavventura in disavventura!
E non solo; l’innata rigidità di Collodi, viene trasferita da Collodi stesso, guarda caso, al suo personaggio; un ciocco di legno vivente, che è poi un burattino; parola che è sinonimo di persona sciocca e caratterialmente debole, incapace di fare scelte oculate con la propria testa. E se aiutata fa danno anche a chi lo aiuta.
Così la vita si fa beffe di Pinocchio! ( Ancora una volta Collodi ‘restituisce il favore’, – per modo di dire – attraverso il suo personaggio, a chi nella vita lo denigrava ).

Ed infine un altro elemento drammatico nella vita di Collodi;
il vizio del gioco d’azzardo,che lo portò ad un totale senso di sconforto che sfociò nel suicidio in una sera d’autunno.

Ho sopra fatto cenno a :‘un velo di ‘doveroso’ silenzio fatto calare su alcuni aspetti biografici dell’Autore’.

E si è visto che il fratello Paolo, nel distruggere buona parte del materiale epistolario di Carlo, ha operato una prima censura verso il suo Pensiero.
Una seconda censura sta nel’aver diffuso ai posteri la falsa notizia di una morte naturale di Collodi; egli invece morì suicida ( non avendo potuto onorare un debito di gioco).
Ed una terza censura, sta nel aver ridotto ai minimi termini la Sua biografia che così ‘ufficialmente’ esposta dal mondo accademico, poco o nulla dice della personalità di Collodi. Discostandola poi dal Suo racconto fiabesco, che ebbe il solo merito di aver avuto un costante gran numero di lettori. ( Di sicuro un motivo di questa popolarità ci deve essere ma, come si vedrà non per i motivi che comunemente si credono; motivi riassumibili in un ‘intento pedagogico’ ).

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado za

Parco di Collodi, Toscana; un Pinocchio gigante in Suo onore.

 

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado zb

 

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado zi

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado zf

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado zl.JPG

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado zm

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Passiamo alla favola di Collodi :’Pinocchio’ e alle emozioni e riflessioni che suscitano in grandi e piccini (in alcuni di loro ovviamente).

Personalmente devo dire di essere rimasto piuttosto shoccato da una simile lettura.
Ciò che mi lasciava perplesso era dovuto
sia al contesto
in cui appariva una figura vivente; imprigionato dentro ad un ciocco di legno
e finito poi non in una famiglia ma nelle mani di un povero falegname (Geppetto) inadatto ed incapace a fare ‘il padre’ – se così si può dire nei confronti di un legno parlante – che si lascia coinvolgere in mille peripezie che poi rappresentano nella maggior parte dei casi, ‘il fio’ dei piaceri amorosi. Ma che Geppetto , come San Giuseppe , non ha mai conosciuto, essendo rimasto vergine,
sia la figura
della ‘fatina buona’, sorta di angioletto materno protettrice del povero Pinocchio.
E mi chiedevo, cosa che presumo molti altri lettori abbiano fatto, :’

:’se la ‘fatina buona’, fa nascere un bambino sotto forma di legno,

presso un povero disgraziato senza ne arte ne parte ( Geppetto non è buono di cuore, ma fesso di cuore ) e infine
trasforma prima Pinocchio in un bambino vero e proprio ma poi lo ritrasforma in un ciocco di legno
[ senza contare il fatto che la ‘fatina buona’ se ne frega ampiamente dei guai che fa passare al povero falegname Geppetto (allegoria quest’ultima della crudeltà femminile verso il marito dopo averne ottenuto un figlio,magari con un altro uomo,?) ]

cosa avrebbe mai fatto ‘la strega cattiva’ al povero Pinocchio?

Si vede subito che certe riflessioni, elementari nell’infanzia e complesse in età adulta, e per giunta supportate dall’esperienza, non sono poi tanto peregrine. Certo suscitano ilarità in Chi legge. Ma…

questa ilarità è condivisa da Chi legge con chi qui scrive, verso non tanto Collodi, ma verso il mondo ipocrita di cui velatamente Collodi stesso scrive irridendolo!

Mi soffermo soltanto su un altro personaggio ,tra gli innumerevoli, sottolineati da Collodi; ‘Mastro ciliegia’, un collega di Geppetto. ‘Mastro ciliegia’ appena scoperto il ciocco di legno parlante nella propria bottega,se ne guarda bene dall’intagliarlo (leggi accudirlo e crescerlo) come invece farà Geppetto.
‘Mastro ciliegia’ scoperto ‘il ciocco parlante’ ne intuisce la pericolosità, il sacrificio a cui tenendolo sarà sottoposto e furbescamente lo regala – si fa per dire – all’ingenuo Geppetto…
[anche in questo caso allegoria della crudele furbizia dei colleghi di lavoro e per giunta amici?. Si noti che ‘Mastro ciliegia’ non brucia il ‘ciocco parlante’ ma intuitone la potenziale pericolosità lo passa al suo collega Geppetto, come a passargli/regalargli dei guai di prim’ordine ]

Confrontando quanto indicato nella biografia di Carlo Collodi con alcune riflessioni su alcuni personaggi della Sua fiaba appare chiaro il metodo e le considerazioni fatte sull’Autore come sul vero significato della fiaba.

Una sorta di sordo rancore deve aver animato Collodi;

sia verso la Società a lui ingrata, come verso un mondo relazionale che non lo voleva.
Anche una semplice paternità putativa,come visto dalla sua biografia, gli era preclusa.
Così ,si noti, il rancore di Collodi si riversa anche verso il mondo dell’infanzia.
E ciò attraverso il suo personaggio ‘Pinocchio’, che non solo passa di tragedia in tragedia
ma ha un nome assai indicativo se saputo leggere; la ‘P’ cancellandone in parte il tratto centrale curvo diviene una ‘F’ ,

così  ‘Pinocchio’  diviene   ‘Finocchio’  (queer)!

E tutto ciò ha paradossalmente portato alla creazione della favola più letta al mondo!

Soffermandomi infine sul

perché ‘Pinocchio’ sia divenuta una favola di grandissimo successo,

basta da un lato
la triste considerazione che anche se ciò che si racconta , seppur espresso  in termini favolistici cioè irreali/immaginari,  rispecchia una Collettività  – anche nelle proprie miserie materiali e morali –  ecco che si rappresenta qualcosa di profondamente vero [*] e quindi apprezzato dal lettore.
( Purché non apertamente deriso, ne umiliato, il potenziale lettore è attratto da simili racconti. E difatti Collodi evita accuratamente di deridere palesemente il lettore attraverso i suoi personaggi.)
Da un altro lato
la storia è indubbiamente ben raccontata ,piena di umorismo e di estro creativo del tutto originale per l’epoca.

Un piccolo capolavoro letterario, che supera il suo stesso Autore.

 

But the story of Pinocchio is also; a pedagogical feuilleton

‘Pinocchio’ is not a children’s story. ‘Pinocchio’ is a pamphlet against adults’s aberrations! / ‘Pinocchio’ is not a children’s story. ‘Pinocchio’ is a pamphlet against oldsters’s aberrations!

 

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Didascalie con cenni storici sul paese di Collodi.

 

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado aa

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado ab

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[*]

‘Красота спасет мир’. Из романа «Идиот» / ‘La bellezza salverà il mondo’ . Ne:’ l’idiota ‘ di Ф. Достоевского / Fëdor Dostoevskij

Queste parole Fëdor Dostoevskij le fa affermare al Principe Miškin / Князь Мышкин – quintessenza della bontà umana.

Sono parole che lo scrittore russo mutua dal mondo greco secondo cui bellezza e verità coincidono.
Ne segue, se questo è vero, che ciò che è abiezione/mostruosità coincide con la menzogna/bugia .
Il merito di scrittori come Collodi – e motivo anche del conseguente successo editoriale –
sta nell’aver raccontato non menzogne belle, ma mostruosità vere, reali.
Sta nell’aver raccontato storture/aberrazioni presenti nel mondo,
che tuttavia in un’ottica non solo cristiana, ma anche greca (Aristotele) verranno eliminate in un lungo percorso teleologico, cioè finalistico in cui il bene (la verità) prevarrà.
Questo tortuoso e tormentato percorso dall’abiezione alla verità, altro non è se non il superamento delle difficoltà di tutti i giorni.
Sono elementi profondamente radicati in ognuno di noi.E come tali, non solo ne riconosciamo la presenza, ma tra tutti questi elementi negativi ne apprezziamo soltanto uno che permette all’uomo di lottare giorno per giorno.

Questo elemento si chiama ;‘speranza’. L’ultimo dei mali usciti dal vaso di Pandora.

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Qualche fotografia del paesino di Collodi, luogo natio della madre di Carlo, dove egli ebbe a trascorrere l’infanzia e dove spesso tornò con la madre.

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado d

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado e

 

Villa Garzoni;

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado g

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado f

 

Veduta del paesino di Collodi dai ruderi del castello omonimo;

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado h

 

Il Pinocchio gigante veduta panoramica;

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado i

 

La casa natale della madre di Collodi, dove Carlo trascorse parte dell’infanzia e dove spesso tornò.

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Pinocchio Collodi soloalsecondogrado m

 

Souvenir d’Italia ;

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado o

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado p

The tavern: ‘of the red shrimp’ / ‘del gambero rosso’ ; where Pinocchio dined with ‘the cat’ and ‘the fox’ …

 

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado n

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado q

Nota (per gli italiani),  Garibaldi è come il prezzemolo; è (stato) dappertutto !

I ruderi del castello sopra Collodi;

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado r

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado s

Strada del castello sopra Collodi, dedicata al politico socialista Pietro Nenni. Non credo che Carlo Collodi avrebbe gradito tale intestazione vista la sua ferma  presa di posizione anti comunista (ai suoi  tempi il comunismo era un modello politico/sociale appena sorto; Carlo Collodi aveva circa trent’anni)

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado t

Pinocchio Collodi castello soloalsecondogrado c

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Pinocchio Collodi soloalsecondogrado z


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Le solite panchine…

Pinocchio Collodi soloalsecondogrado xx a
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Pinocchio Collodi soloalsecondogrado xx b

United States, “Black Elk” the way of holiness

United States, “Black Elk” the way of holiness

 

alias:’

‘from the scalp to sanctity’

alias:’
(using an expression of the medical world)

:’rebound effect’ (or take-back effect) [*]

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“Black Elk” the way of holiness”

dicembre 2017;

United States, “Black Elk” the way of holiness
The Episcopal Conference approved the first phase of the cause
(of sanctification) of “Black Elk”, the servant of God belonging to the Lakota natives of the Sioux people in the lands between North and South Dakota

United States, “Black Elk” the way of holiness; here is the main motivation;

:’conversion and civilization of the Native Americans (redskins)’.

An example of his pastoral work;

; a redskin, dissatisfied with the name he had, went to the tribal chief (Black Elk).
He asked Black Elk: ‘why did they give me this name?’
Black Elk replied: see, dear boy, my name is ‘Black Elk’ because I was born at sunset and there was an elk that appeared to the west (backlight) all black.
Your sister is called: ‘big white moon’ because she was born at night and in the sky there was a big white moon.

Now you understand why you are called: ‘two dogs that fuck’ (?)!

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A parte ‘lazzi’ e ‘battute di spirito’, ma vi pare possibile

raggiungere/mettersi in simili situazioni – ‘battaglie’,come si diceva una volta – ,da parte della Chiesa cattolica,
situazioni che per loro natura prestano inesorabilmente il fianco a scherzi sciatti di questo genere (come qui sopra esempio) ?!

[*]
Francisco de Vitoria
un frate domenicano spagnolo del XVI secolo, si pose la questione del proselitismo cattolico ‘ad oltranza’.
E ciò per le questioni che la scoperta ai suoi tempi del ‘nuovo mondo’ e la venuta in contatto con le popolazioni indigene di quei luoghi, ponevano.
Pensò che non era un diritto dovere del mondo cattolico, ne evangelizzare forzatamente ne tanto meno instaurare un potere temporale su di esse. Ciò ovviamente lo fece cadere in disgrazia agli occhi dei colonizzatori e a quelli del mondo cattolico.
Ed oggi?
Oggi non solo quella opera di evangelizzazione al tempo contestata da Francisco de Vitoria, viene meno – nello spirito certo utilitaristico di quei tempi – , ma addirittura ne abbiamo (in Occidente) un ‘rebound effect’.
Consistente poi in una sorta di globalizzazione, che porta alla santità di nativi americani (redskins), che evangelizzano, col loro esempio, gli ex evangelizzatori!
In ciò non ci sarebbe nulla ‘di male’ ne da stupirsene, ma di certo l’attribuzione di ‘santità’ non è poca cosa se si guarda ai Padri e Dottori della Chiesa, quasi tutti Santi. E se si guarda nel contempo alla figura qui trattata che pur essendo divenuto un uomo pio, era pur sempre rappresentante di un mondo antropologico / semplice, infinitamente lontano da quello ‘complesso’ di quello cristiano.

.
[

Senza contare il fatto – oggettivo – che se Francisco de Vitoria fu in vita, per il Pensiero sopra espresso, emarginato dal mondo cattolico, oggi viene ‘rispolverato / riabilitato’ dallo stesso universo cattolico.

( Non è certo il primo ed il solo, come è vero che altri uomini di Chiesa in futuro seguiranno il Suo triste destino. / A Francisco de Vitoria, ricordo , è dedicata l’Università cattolica spagnola,presso Madrid, :’Universidad Francisco de Vitoria’ )

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Ma così facendo, la Chiesa inevitabilmente mina la propria credibilità. Non per il fatto che ammette un errore commesso in passato, ma sopratutto per il fatto che evidenzia il proprio adeguamento ai nuovi tempi in maniera interessata, mostrando in ciò calcolo e convenienza nel proprio agire. Palesando dunque ben poca spiritualità – ben poco spirito evangelico – nel Suo agire…

cfr/cf. ;

…’:”Trattandosi di un pubblico peccatore non si potranno fare funerali pubblici. Ove i familiari lo chiedessero si valuterà di fare una preghiera privata al cimitero”.
(°) Sia Don Ivan Maffeis, portavoce della C.E.I.,
dichiara sulla stessa falsa riga:”
:”Un funerale pubblico non è pensabile, per Riina ricordando la scomunica del Papa ai mafiosi e la condanna inequivocabile della Chiesa (…) non possiamo sostituirci al giudizio di Dio”.

La Chiesa ancora una volta sembra prendere atto della reazione di profonda indignazione morale di molti Fedeli,in corso in questi ultimi anni, e di conseguenza decide di assumere diversa posizione di fronte a queste situazioni discutibili.
Ma dunque,anche in questo caso, tutto lascia pensare che la posizione di ferma distanza della Chiesa,assunta da poco tempo, dai funerali religiosi per i mafiosi, sia una posizione di calcolo più che da precordi.
Ed è questo ciò che angustia molti Fedeli che nella maggior parte dei casi scelgono il silenzio.
E la ragione profonda della nuova presa di posizione della Chiesa cattolica è evidente di per se in maniera non seriamente opinabile; cosa è difatti cambiato da una cinquantina d’anni, nell’universo religioso da far assumere alla Chiesa
una posizione che va da esequie religiose con tanto di Vescovo, all’attuale diniego del rito religioso funebre perché il defunto era ‘mafioso’?
Ovviamente nulla,
se non la necessità inderogabile della Chiesa di adottare una diversa politica religiosa, in base alla constatazione del mutare della sensibilità collettiva.
Sensibilità che avrebbe danneggiato (finanziariamente; donazioni, lasciti testamentari etc,con cui la Chiesa campa…) la Chiesa se questa avesse mantenuto il vecchio atteggiamento verso l’universo ‘Cosa Nostra’.’…

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/11/20/but-pope-bergoglio-if-he-is-looking-for-him-2-black-soul-but-whose/
.]

Nota;

The New Yorker newspaper:”

Nicholas Black Elk’s great grandson, Charlotte, states that ‘Nicholas Black Elk’ made only external concessions to the Catholic culture of the white man, without actually changing”

https://www.newyorker.com/news/daily-comment/another-vision-of-black-elk

and;

Ross Enochs, Professor of religious sciences at Marist College in New York:
: “Black Elk” has made a synthesis between the faith of his fathers and the Catholic one.

—————————-

Il processo di canonizzazione di un nativo americano (Nicholas Black Elk),
dunque di un appartenente ad una società semplice / antropologica, se visto in un’ottica più ampia rappresenta l’espressione di un programma / di un (divino) disegno in corso ‘non scritto’ ‘non detto’, di grande respiro del mondo cattolico;

; un ecumenismo ad oltranza capace di fagocitare interi sistemi teologici.(*)

In questa stessa ottica è difatti inquadrabile il tentativo fallito, operato prima da Benedetto XVI e poi dall’attuale Papa Francesco, di globalizzare l’universo religioso ebraico.
Universo ebraico che con le raggelanti parole del Rabbino Riccardo di Segni presso la Sinagoga di Roma il 17 gennaio 2016, ha escluso ogni coinvolgimento ebraico in questo ‘disegno’ ‘progetto’ ecumenico di matrice cattolica.
Progetto che certo vede l’universo cattolico stesso come grande mater ecclesiae che avrà in questo un ruolo da leader (pur disconoscendolo… per modestia?)

Papa Francesco e
il Rabbino Riccardo di Segni
“Non accogliamo il Papa per discutere di teologia.
Ogni sistema è autonomo, la fede non è oggetto di scambio
e di trattativa politica”.
Riccardo di Segni Rabbino capo di Roma
17 gennaio 2016

“We do not welcome the Pope to discuss theology.
Every system is autonomous, faith is not an object of exchange
and political negotiation “.
Riccardo di Segni Chief Rabbi of Rome
January 17th 2016

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/09/10/papa-bergoglio-e-il-divorzio-alla-romana/

.

(*)

‘J.R. Boronali e la coda d’asino’ / ‘J.R. Boronali and donkey’s tail’.

Questo :’

:’ecumenismo ad oltranza capace di fagocitare interi sistemi teologici’,

,come si è visto è espressione della ‘globalizzazione’ che, all’interno di un Sistema religioso, ha visto svolgere questo compito al mondo cattolico – tra i vari Sistemi religiosi, a quello cattolico è toccato questo discutibile primato – .
(vedi anche; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/01/02/globalizzazione-apparente-per-quanto-appariscente/ e rinvii )
Di certo,al pari, anche in ben altri ambiti la ‘globalizzazione’ ha lasciato il suo segno indelebile,come già analizzato;
nel mondo dell’arte con movimenti artistici quali ad esempio la ‘pop art’ di Andy Warhol e Roy Lichtenstein

(vedi anche; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/05/13/jackson-pollock-la-figura-della-furia-ovvero-il-grande-vuoto/ e rinvii )

Ed ecco spiegata la :’

:‘J.R. Boronali e la coda d’asino’ / ‘J.R. Boronali and donkey’s tail’.

In un mondosiamo ai primi anni del secolo scorso (1910),già più di cento anni fa (!) – ormai globalizzato, in cui l’arte – un elemento culturale tra i molti – è divenuta ormai per tutti e dunque deve necessariamente essere prodotta da tutti;

persino un asino deve produrre arte.

Perché alla folla/moltitudine ,che è ‘asino’, non ci si può più rivolgere con Opere dotte (gli sarebbero del tutto incomprensibili).
Occorrono Opere prodotte per loro e spesso da artisti che sono asini come loro o , se non lo sono, volendo trarre benefici dal Sistema, vi si adeguano producendo Opere di nessun significato e valore come lo stesso Andy Warhol ebbe ad affermare sulla sua stessa produzione artistica.

[ Il fatto che le Opere di Warhol, come quelle di Pollock (per fare un altro esempio), abbiano un grande valore di mercato (commerciale) non significa minimamente che ne abbiano uno, causale ,di valore culturale.
Non significa cioè che ‘il valore commerciale’ sia l’effetto del ‘valore culturale’ (causa).

The (commercial) market value of an artwork from the twentieth century is not the effect of its cultural value (cause).

Vedi ciò su quanto già scritto attraverso il seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/05/13/jackson-pollock-la-figura-della-furia-ovvero-il-grande-vuoto/ ]

Appare chiara ora la relazione tra gli sviluppi artistici sopra accennati, e quelli qui ora affrontati;
; la beatificazione di un nativo americano/redskin (Black Elk) – .
Se, come con l’arte, tutti vi devono accedere (apprezzarla) ma anche

produrla,

allo stesso modo in ambito religioso tutti hanno diritto ad essere rappresentati
– sentendosi così partecipi – , vedendo porre agli onori più alti del mondo religioso, la santità, un rappresentante della folla.
Come certamente,già ce ne sono stati in passato di santi dal popolo, ma non rappresentanti di un mondo addirittura antropologico e americano (nativo).
Ecco raggiunto non solo il ‘senso di partecipazione (alla santità)’ della folla, ma anche una espressione in senso ‘democratico’ della stessa.

(Tutto è legato…)

Comunque, come dico sempre , ognuno ne tragga le conclusioni che meglio crede!

Starting today ‘Comics And Games’, November 1, 2017, at Lucca (Tuscany Italy) [ Do we laugh? (5) ]

;Today, November 1, 2017, the Comics of Lucca (Tuscany Italy); until November 5th

alias?

‘Comics And Games’ Lucca It. & ‘Comiket ( コミケット )’ Paris ; the most real representation of our time. Neo paganism / revival of Western paganism for centuries buried but not forgotten!

Comics 2017 Lucca
Tuscany Italy

Comics 2017, Lucca
Marjorie Liu

Comics 2017, Lucca
K – BLE JUNGLE

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Cfr/cf con comics 2016 ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/10/29/comics-and-games-lucca-tuscany-28-october-2-november-2016-do-we-laugh-4/

Un bel lavoro di un
Writer
ma… a Bologna
Comics o no
fantasia e realtà
ormai si confondono!

Comics o no?
Anche in questo caso la realtà supera la fantasia!

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A che età – nella vostra fanciullezza – avete smesso di giocare con i trenini ?

In questo caso, come si può vedere , non hanno mai smesso… benché ormai cresciutelli!
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Comics comics; nulla da dire!

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Comics ma…non troppo; non si cerca l’obiettivo fotografico

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Comics ma…non troppo; non si cerca l’obiettivo fotografico…come anche qui sopra!

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Siamo ancora fermi a :’ guerre stellari’ / ‘Star Wars’…Come siamo antichi!

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Big baby!

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Un poco di pubblicità non guasta mai! E…sotto l’egida della Warner Bros

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Infine… il concertone assordante di fine giornata.Volume pazzesco in cui avrebbe qualcosa da ridire persino un sordo!

Nota;

A differenza di quanto scritto sul ‘Comics And / & Games’ di Lucca del 2016

vedi direttamente : https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/10/29/comics-and-games-lucca-tuscany-28-october-2-november-2016-do-we-laugh-4/

qui, ‘Comics And / & Games’ di Lucca del 2017 ho posto l’accento sul graffitismo/graffiti/writing ovvero l’arte del writer ,
ma non solo.

Si noterà che elementi comuni, in questo caso colti presso una stazione ferroviaria metropolitana,

sono di spunto per un writer e dunque per tutti coloro che hanno una sensibilità verso gli aspetti sociali che ci circondano. Una sorta di ‘intelligenza emotiva’ se si vuole.
Il Comics, colto nel suo aspetto sociale, è espressione dell’universo writer. Ma è anche vero l’opposto.
Sta alla sensibilità di chi legge coglierne gli aspetti salienti di relazione.

Ecco una sintesi grafica,di quanto ora detto in nota;

Image and video hosting by TinyPicAffresco presso il vestibolo del Museo civico di Padova (Veneto, Italia), adiacente alla Cappella degli Scrovegni.

Writer of the Renaissance alias, pure Walt Disney!

Is soft ice cream an invention of Tom Carvel and Sherb Noble? (USA)
No!
Soft ice cream is an invention of the Renaissance!

Are we sure that ‘graffity / writing’ is an expression of our modern times?

…………..

According to Fëdor M. Dostoevskij :’beauty (literature) will save the world’.

Philip M. Roth said: ‘Literature is a useless experience’.

Two dissenting opinions.

In fact it is a by-product of literature,comics, that seems to save all of humanity!

Similarly the technique, by-product of science, has so far, rescued the man by his energy needs.

 

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