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Archivio per la categoria ‘mafia’

But … Pope Bergoglio, if he is looking for him !? (2) /Black Soul … but whose?

But … Pope Bergoglio, if he is looking for him !? (2)/Black Soul … but whose?

Subheading;
– The Catholic Church and, the post-mortem Mafia –

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Black Soul … but whose?/Anima nera…ma di chi?

Tre giorni fa, venerdì 17 novembre 2017,
è morto un capo mafia, un boss di ‘Cosa Nostra’ ; Totò Riina.

A metà novembre di 24 anni fa, moriva il suo mentore nell’ambito della criminalità organizzata, il boss Luciano Liggio,pittore a tempo perso.

“Lo hanno privato anche del funerale (…) non è umano”.
Don/Fhater Girolamo Liggio – 1993 –

 

Questo affermò 24 anni or sono Don/pastor Girolamo, parroco presso la piccola frazione di Santa Rosalia di Vicari (Palermo) e cugino di Lucianeddu (Luciano Liggio)
Queste le affermazioni di quasi un quarto di secolo fa.
[ Si noti l’impressione generata di primo acchito/on the face of it da una simile affermazione, e sopratutto se fatta,come in questo caso, da un uomo di Chiesa.
Impressione che nasce dal contrasto tra una vita costellata di crimini efferati e senza il benché minimo ravvedimento, contro una morte che merita ad ogni modo un ‘doveroso senso di umanità cristiana’,che un funerale religioso può dare..
Ma leggendo le Scritture sacre (Nuovo Testamento) non pare esservi un ‘doveroso senso di umanità cristiana’ nemmeno in Gesù stesso:’

:’But he that shall scandalize one of these little ones that believe in me, it were better for him that a millstone should be hanged about his neck, and that he should be drowned in the depth of the sea.’
Bible, Gospel S. Matthew, Chapter 18,6 . Altro che misericordioso funerale cristiano!
Cfr/cf qui sotto (°) con quanto ,ben diversamente da Don/pastor Girolamo Liggio, ai nostri giorni afferma Don Ivan Maffeis, della C.E.I.(La Conferenza Episcopale Italiana; l’assemblea permanente dei Vescovi italiani.) :’

:‘…non possiamo sostituirci al giudizio di Dio’]

[ vedi al seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/01/31/who-spits-in-the-stoup/
post :'(Who spits in the stoup ?)’ sul tema del ‘perdono cristiano’ (The Christian theme of ‘forgiveness’, in the current crime news.) ]

Ed oggi? E’ cambiato qualcosa, in diverso ambito (laico)?

Ecco una delle varie dichiarazioni – laiche,diciamo così – di questi giorni a commento della morte di Riina;

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Ripercorrendo a ritroso le ‘sepolture mafiose’, notiamo che
le poche ‘sepolture anonime’ di boss mafiosi sono sempre avvenute per ordine dall’alto,
(dal Questore che ovviamente esegue quanto suggeritogli dal Ministro degli Interni)
e di mala voglia.
Se non vi sono imperanti consigli dall’alto si ‘lascia correre’/he let things ride ; ad esempio, alla morte del predecessore di Luciano Liggio, il boss Michele Navarra (medico di professione) ,da Liggio stesso fatto ammazzare, vi furono solenni esequie
sia civili
– siamo negli anni cinquanta, fu un lutto non solo cittadino con tanto di bandiere a mezz’asta, ma di tutta la Regione Sicilia – ,
sia religiose
con esequie religiose solenni nella chiesa di San Martino di Corleone.

Altrettanto solenni le esequie per il boss Stefano Bontate, negli anni ottanta.

Ed anche i funerali del boss gitano e romano d’adozione,Vittorio Casamonica, sono avvenuti con tanto di rito religioso (evangelico/protestante) in pompa magna

E… non solo!
In questo singolare funerale, si sfiora la follia pura. Follia alla ‘Erasmus of Rotterdam’.
Basta leggere quanto scritto nel cartello commemorativo del caro estinto Vittorio.

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“Vittorio (Casamonica), hai conquistato Roma, ora conquisterai il paradiso” Roma agosto 2015.

 

( Queste parole:‘ora conquisterai il paradiso’ non ci ricordano :‘L’elogio della follia’/’In Praise of Folly ‘ di Erasmus of Rotterdam, quando parla di un Papa guerriero che vistosi negato l’accesso in paradiso da parte di San Pietro decide di ‘conquistarlo con le armi..?’ )

Ed infine la sepoltura degna di un Principe della Chiesa (di un Cardinale),
di Enrico De Pedis, alias ‘Renatino’;boss della banda della Magliana/la Mafia romana.
Sepolto nel 1990 nella cripta della Basilica di Sant’Apollinare, a Roma ( dove sono sepolti soltanto alti dignitari della Chiesa Cattolica; Cardinali e Papi…).
E ciò grazie all’interessamento straordinario del Monsignor (Vescovo) Piero Vergari, e l’autorizzazione definitiva del Cardinale Ugo Poletti. (**)

From ‘omega’ to ‘alpha’ and not the reverse.But neither backward

 

Namely,
the idea of God as an instrument; as an antidote to the unacceptable idea of death. To the unacceptable idea of one’s limitations.

The conquest of absolute time.

 

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Non si contano poi, le presenze di Vescovi a celebrare riti funebri mafiosi nella seconda metà del secolo scorso. Presenza di Vescovi anche per celebrare matrimoni o battesimi in ambito ‘mafioso’…

Ma da qualche tempo qualcosa sta inesorabilmente cambiando.

 

Con Riina stesso,
sia il Vescovo Michele Pennisi,
Arcivescovo di Monreale, Diocesi presso la quale si trova Corleone, la cittadina del boss Riina,
dichiara: ”
:”Trattandosi di un pubblico peccatore non si potranno fare funerali pubblici. Ove i familiari lo chiedessero si valuterà di fare una preghiera privata al cimitero”.
(°) Sia Don Ivan Maffeis, portavoce della C.E.I.,
dichiara sulla stessa falsa riga:”
:”Un funerale pubblico non è pensabile, per Riina ricordando la scomunica del Papa ai mafiosi e la condanna inequivocabile della Chiesa (…) non possiamo sostituirci al giudizio di Dio”.

La Chiesa ancora una volta sembra prendere atto della reazione di profonda indignazione morale di molti Fedeli,in corso in questi ultimi anni, e di conseguenza decide di assumere diversa posizione di fronte a queste situazioni discutibili.
Ma dunque,anche in questo caso, tutto lascia pensare che la posizione di ferma distanza della Chiesa,assunta da poco tempo, dai funerali religiosi per i mafiosi, sia una posizione di calcolo più che da precordi.
Ed è questo ciò che angustia molti Fedeli che nella maggior parte dei casi scelgono il silenzio.
E la ragione profonda della nuova presa di posizione della Chiesa cattolica è evidente di per se in maniera non seriamente opinabile; cosa è difatti cambiato da una cinquantina d’anni, nell’universo religioso da far assumere alla Chiesa
una posizione che va da esequie religiose con tanto di Vescovo, all’attuale  diniego del rito religioso funebre perché il defunto era ‘mafioso’?
Ovviamente nulla,
se non la necessità inderogabile della Chiesa di adottare una diversa politica religiosa, in base alla constatazione del mutare della sensibilità collettiva.
Sensibilità che avrebbe danneggiato la Chiesa se questa avesse mantenuto il vecchio atteggiamento verso l’universo ‘Cosa Nostra’.

‘Unicuique suum non praevalebunt’

 

E’ il motto ne:’L’Osservatore Romano‘, il quotidiano della Santa Sede (To each his own will not prevail / Unicuique suum non praevalebunt).
Ognuno ne tragga le conclusioni che meglio crede…(Benedictus Iesus Christus)

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Luis Buñuel :“I am an atheist by the grace of God”

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(**)

Un caso addirittura storico,
di sepoltura di stampo regale,è quello di una famiglia del XIV secolo
– quella degli Scrovegni presso la città veneta di Padova –

assi discussa sul piano morale, avendo praticato l’usura e con questo mezzo arricchitasi.
Famiglia che ebbe come pittore della loro Cappella/tomba, Giotto di Bondone.

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno
Nota
Un cielo proprio stellato,
per coloro che dubbiosi come la famiglia Scrovegni, su una possibile punizione divina per la pratica dell’usura – documentata –  , decisero di espiare con una sontuosa Cappella e  con elargizioni all’attiguo Convento degli Eremitani…
Cosa non si fa per guadagnarsi l’Eternità!
Ponendo doverosa attenzione
– ‘doverosa’ per il semplice fatto che l’onestà mentale non dovrebbe venir mai meno –
sull’Ordine religioso degli Eremitani, che intascavano tali elargizioni da usura, senza dunque porsi tanti scrupoli morali, facendo così eco al vecchio motto latino secondo cui :‘pecunia non olet’
ponendo attenzione a ciò c’è da chiedersi se il fine, nel nostro caso per Opere di carità,del denaro così ottenuto dai Frati compensava la discutibile provenienza dell’elargizione!
E pensare che tale Ordine religioso era di derivazione da S. Agostino, un Padre della Chiesa che pose l’accento sulla Grazia divina.

Nota alla nota qui subito sopra;

L’uomo di Chiesa si presenta con le mani giunte ed orante.

Se ciò è espressione del suo momento ascetico,

è altrettanto certo che nel suo impegno (momento) sociale la vera postura dell’Uomo di Chiesa

è quella con le braccia incrociate
in cui silenziosamente e sopratutto con assoluta discrezione stringe da una parte la mano a Satana…
La mano sinistra!

(Non per niente è scritto nel Vangelo secondo Matteo capitolo 6 , versetto 3 e 4 :
:’Quando invece tu fai l’elemosina,

non sappia la tua mano sinistra ciò che fa la tua mano destra,

perché la tua elemosina resti segreta, così il Padre tuo, che vede tutto nel segreto, ti ricompenserà’.

‘But when thou doest alms,

let not thy left hand know what thy right hand doeth ;

that thine alms may be in secret: and thy Father who seeth in secret shall recompense thee.’)

…e dall’altra ( la mano destra) all’uomo ‘comune’. Politica sociale, welfare se si vuole.

E ciò è praticato dall’uomo di Chiesa sulla sia falsa riga dell’esempio dato da Dio,nel Vecchio Testamento,

quando questi dialoga senza remore con l’Angelo caduto :’

:

‘Now there was a day when the sons of God came to present themselves before the Lord, and Satan also came among them.

And the Lord said to Satan, Whence comest thou? Then Satan answered the Lord, and said, From going to and fro in the

earth, and from walking up and down in it.’

Verses 6 and 7 of the Bible, Book of Job chapter 1.

Sia sulla falsa riga dell’esempio dato da Dio nel Nuovo Testamento;

Bible Gospel, Matthew cap. 10, verse 16

“Look, I’m sending you out like sheep among wolves; therefore be as shrewd as snakes and as innocent as doves.”

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Longa manus (aurum) Mater Ecclesia

The long golden hand of Mother Church.

With his right hand blesses and with his left hand grabs!

Is this a tragic and inexorable destiny ?!

 

Dalla Sicilia con Furore…

Dalla Sicilia con Furore…

ovvero,

Fist of Fury

Senza parole

Senza parole

…dimenticavo,

Facciamo attenzione;  se si infuria son dolori !

Facciamo attenzione;
se si infuria son dolori !

E’ di ieri – 16 luglio 2015 – la notizia di una intercettazione telefonica tra il Presidente della Regione Sicilia , l’esponente del P.D. ( Partito democratico, ex Partito comunista italiano ), Rosario Crocetta
e un medico siciliano, Matteo Tutino, indagato per truffa ,
in cui quest’ultimo afferma con furore che l’ex assessore alla Sanità Rita Borsellino ,sorella dell’ex magistrato siciliano Paolo Borsellino, un magistrato ucciso dalla mafia una ventina di anni fa ,
afferma:’

“Quella va fermata, fatta fuori come il padre”

Dopo alcune titubanze per mantenere la cadrega/la poltrona di Presidente, Crocetta che dell’azione anti mafia aveva fatto il suo cavallo di battaglia,
si è dimesso .
Capirai che sacrificio , capirai che perdita incolmabile per la Sicilia e per l’Italia!
Senza contare che prima o poi ce lo riavremo tra le balle con qualche incarico fittizio para-istituzionale strettamente ‘ sine cura ‘ ma lautamente retribuito .

Tralasciamo la grossolanità della conversazione che di per se mostra le due facce , del pensare e del dire .

E guardiamo la faccenda in un’ottica più ampia nel tempo ; dopo la morte a Palermo nel 1982 del Generale ‘anti-mafia’ Carlo Alberto dalla Chiesa,
una delle figlie del Generale ebbe a riferire che durante il funerale vi fu una semplice siciliana che con commozione gli gridava :’

:’ non siamo stati noi (siciliani) ‘

ad uccidere Suo padre!

Ed ancora,
l’allora Presidente della Repubblica italiana – Sandro Pertini – ebbe a riferire in occasione del funerale, che:’

‘non si deve confondere la Sicilia con la mafia’ .

Tutto ciò indicava un chiaro malessere,un chiaro ma nascosto pensiero serpeggiante tra molti, che fin’ora si protrae, che identifica/va la Sicilia con il Sistema mafioso.
Ovvero la Sicilia è governata non dallo Stato/Repubblica italiana, ma da una Istituzione parallela chiamata mafia .
Istituzione che ha antichissima origine e sue chiare regole ed è ben lontana dall’essere confusa con un qualsiasi volgare sistema criminale .
Tutt’altro; l’Istituzione mafia è – e deve essere – considerata come un vecchio e collaudato Sistema tutt’altro che obsoleto che tiene conto – a differenza dello Stato centralista italiano, di piemontese ed algida memoria – del territorio dei suoi abitanti delle classi e tradizioni che lo formano e caratterizzano .
Realtà sicula che lo Stato italiano ,ahimè, è ben lontano dal poter comprendere e quindi chiaramente incapace di risolvere ogni questione economica politica e sociale che percorre questa assolata isola del Mediterraneo .
Questo il Pensiero ,ben celato, di allora e di oggi, di molti italiani quando riflettono sulla Sicilia e i suoi abitanti . [++]

Ecco dunque ora chiaro lo sfogo verbale/telefonico
del medico siciliano con il Presidente Crocetta – ma di molti altri siciliani ,ovviamente – ;
essi certo fanno parte della leadership siciliana, sono tra quelli che contano e che vedono la Sicilia ancor più di quello che è,

cioè una Regione con una ampia autonomia che ha permesso al vecchio Statuto siciliano – antecedente l’Unità d’Italia – di sopravvivere in presenza della Costituzione italiana , mantenendo privilegi, ‘equilibri’ antichi ,

una sorta di realtà a se stante in cui si cambia tutto per non cambiare nulla ( per usare le parole famosissime di un vecchio scrittore siciliano ; G. Tomasi di Lampedusa ) e dalla cui magica/onirica mentalità ,per chi vi è nato, è impossibile sfuggire a meno che non ci si allontani dalla Sicilia da ragazzini ( entro i dieci anni come diceva ancora G. Tomasi di Lampedusa ) .

Un collega di Paolo Borsellino , il Magistrato Giovanni Falcone – anche questo ucciso dalla Istituzione mafia – ebbe a dire che :’

:’il Sistema mafioso come ogni altro Sistema ha un inizio ed una fine’

Lapalissiana come struttura in se , questa affermazione ha pur il valore di mettere in luce un fatto; pur essendo siciliano – o forse proprio per il fatto che lo era – , Falcone sperava in un cambiamento profondo della Sua Regione .
Ma non si cambia un universo che è e vuole essere a se stante ed in cui

il tempo è immobile .

e per questo fatto , mancando uno scorrere del tempo ,il Sistema mafia avrà una fine solo con la fine della sua stessa isola . E solo allora .

Dispiace di certo che non pochi siciliani ,dai più semplici a coloro che hanno fatto orgoglio alla loro Regione come Falcone e Borsellino, sono esclusi istituzionalmente o materialmente dal loro mondo, e che non sia stato a Loro permesso, anche con un semplice voto elettorale, di ‘cambiare tante cose in meglio’ .
Ma in certi casi, l’unica soluzione è ovviamente di ben diversa natura, soluzione che un qualsiasi Sistema Stato attualmente vigente è ben lontano dal poter adottare e meno ancora di intraprendere. Pertanto le ‘cose’ resteranno come sono !

[++]
Se, riutilizzando le parole del vecchio Presidente Pertini :’

‘non si deve confondere la Sicilia con la mafia’ ,

va pur detto che se questa affermazione è vera,

ed essendo altrettanto vero che l’efficacia (media osservanza) della Legge è la ‘conditio sine qua non’ (condizione indispensabile) per la validità/esistenza della Legge stessa,

allora è pur vero che l’efficacia della Legge in Sicilia
messa in discussione a partire proprio dai comportamenti dei vertici delle Autorità locali (siciliane) e da affermazioni drammatiche,per fatti delittuosi, espresse dall’ex Presidente Pertini
è venuta meno, anzi non si è mai realmente insediata dall’Unità d’Italia.

Pertanto se è vero che non tutti i siciliani sono mafiosi è altrettanto vero che la legalità , come qui sopra ora mostrato, non ha spazio in quest’isola .
Dunque la Sicilia è certo terra di mafia ; è governata da questa e non dallo Stato italiano .
Triste vero ?

Countries in the area of the olive tree…(3),…

Countries in the area of the olive tree…(3)

and…

the mafia associations

Servono a qualcosa delle sedie su di un albero?!

Servono a qualcosa delle sedie su di un albero?!

Poche parole;

un testo legislativo – una legge – creata ad hoc contro la mafia in Italia è quella denominata comunemente legge ‘Rognoni La Torre’, dai due Parlamentari che la scrissero nel 1982.
Formalmente è la Legge del 13 settembre 1982, n. 646.

Legge che introdusse l’articolo :”Art. 416-bis – Associazione di tipo mafioso” .

Nella sua finalità questa Legge era centrata sull’idea che essendo le associazioni di tipo mafioso finalizzate a guadagni illeciti, generalmente a danno di singoli o Enti privati o pubblici, con una legge mirata a colpire questa illecita finalità mafiosa si sarebbe attaccato in maniera sostanziale e magari sradicato il fenomeno mafioso .

La prima domanda ,pensando a come venne redatta una legge di questo stampo, sta nelle definizioni dei caratteri/delle caratteristiche peculiari di ‘mafiosità’ e di illecito guadagno con relativi mezzi/atteggiamenti.
Ovvero si pensa subito con grande curiosità cosa vi è scritto dentro agli articoli.

Il primo articolo di questa legge è di fatto quello che definisce da solo tutto l’insieme .

I restanti fanno da corollario anche applicativo e sanzionatorio.

Ecco dunque questo articolo:’

LEGGE 13 settembre 1982, n. 646

Art. 1.

Dopo l’articolo 416 del codice penale e’ aggiunto il seguente:
“Art. 416-bis – Associazione di tipo mafioso. – Chiunque fa parte
di un’associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone, è
punito con la reclusione da tre a sei anni.
Coloro che promuovono, dirigono o organizzano l’associazione sono
puniti, per ciò solo, con la reclusione da quattro a nove anni.

L’associazione e’ di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte
si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e
della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva

per
commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la
gestione o comunque il controllo di attività economiche, di
concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per
realizzare profitti o vantaggi ingiusti per se’ o per altri.

Se l’associazione e’ armata si applica la pena della reclusione da
quattro a dieci anni nei casi previsti dal primo comma e da cinque a
quindici anni nei casi previsti dal secondo comma.
L’associazione si considera armata quando i partecipanti hanno la
disponibilità, per il conseguimento della finalità
dell’associazione, di armi o materie esplodenti, anche se occultate o
tenute in luogo di deposito.
Se le attività economiche di cui gli associati intendono assumere
o mantenere il controllo sono finanziate in tutto o in parte con il
prezzo, il prodotto, o il profitto di delitti, le pene stabilite nei
commi precedenti sono aumentate da un terzo alla meta’.
Nei confronti del condannato e’ sempre obbligatoria la confisca
delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e
delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne
costituiscono l’impiego.
Decadono inoltre di diritto le licenze di polizia, di commercio, di
commissionario astatore [ colui che è incaricato alle aste o incanti] ( presso i mercati annonari all’ingrosso, le
concessioni di acque pubbliche e i diritti ad esse inerenti nonché
le iscrizioni agli albi di appaltatori di opere o di forniture
pubbliche di cui il condannato fosse titolare.
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alla
camorra e alle altre associazioni, comunque localmente denominate,
che valendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo
perseguono scopi corrispondenti a quelli delle associazioni di tipo
mafioso”.

_______________________________

Si legga con attenzione le parti di questo primo articolo segnate in grassetto/neretto .

È la definizione di appartenenza alla categoria criminale, mafiosa od altra (camorrista…) che interessa;

° devono essere almeno tre persone ,
° devono fare ‘comunella’, cioè fare squadra tra loro,
° devono intimidire ed assoggettare i terzi con cui hanno a che
fare e
° devono essere omertosi.

OMERTOSI da cui OMERTA’; soffermiamoci su quest’ultima parola.
Omertà detta anche legge del silenzio ; silenzio – di tutti – su chi commette un reato di modo che non fosse punito dalla legge ma eventualmente dalla famiglia dell’offeso o dall’offeso stesso .
L’omertà , la legge dell’omertà, è in definitiva la legge della FAIDA, dei gruppi /clan familiari che si sostituiscono in tutto e per tutto alla legge stessa.

Questo primo articolo della legge n° 646 ci dice indirettamente che nel sud Italia almeno non esiste una legge dello Stato italiano se non formalmente, in realtà si è fermi ai clan tribali di antichissima origine,risalente addirittura all’antico diritto germanico .

Si tenga presente inoltre il significato etimologico del termine ‘ OMERTÀ ‘ ; ‘umiltà’, dal latino ‘humilitas’ essere sottomessi ad un Sistema evitando ogni forma di orgoglio e superbia personale, riconoscendo così i propri limiti e la superiorità al singolo del Sistema di cui fa parte .

Detta così, definito così il Sistema mafia,
appare inevitabilmente incomprensibile o incoerente a chiunque non sia italiano o addirittura del Sud Italia.
Difatti l’umiltà è una virtù. Il primo peccato in assoluto, quello di Lucifero, fu proprio quello di superbia cioè l’opposto dell’umiltà.
Il far parte di un Sistema, di una associazione non è di per se fatto deplorevole.
Lo è certo se finalizzato a guadagni illeciti, ma se guardiamo le attuali Lobby confrontate con un articolo come quello qui in questione viene da definirle ‘associazioni mafiose’ .

Ecco dunque che tutta questa faccenda ,per essere realmente compresa, si sposta in definitiva su un modo di pensare, agire riflettere talmente peculiare talmente specifico di un’area geografica che non trova termini e locuzioni esplicative adeguate se poste al di fuori di quel particolare contesto geografico e storico di misero valore .

Come si può con leggi e leggine cancellare un passato tanto forte da sostituirsi allo stesso Stato ovvero alla legge stessa ?

Come può una normativa europea centrale comprendere e ancor più combattere un simile sistema ?

Se la Sicilia non è mafia al 100%, se la Campania non è camorra al 100% se la Calabria non è ‘ndràngheta al 100% …
è pur vero che coloro che non fanno parte di quei Sistemi sono pressoché impotenti e ridotti al silenzio e all’impotenza .

In definitiva come possono seriamente ed efficacemente servire delle leggi anti mafia se vengono installate sopra una struttura primitiva e profondamente radicata nel tessuto socio economico di queste tristi Regioni ?

Un fenomeno anti Stato non lo si risolve in questo modo; appare chiaro che occorre sradicare il marcio alle radici,col coraggio di intaccare forze e individui che sostengono quel marciume…

Il PATTO scellerato STATO – MAFIA

Il PATTO scellerato STATO – MAFIA,

vent’anni dopo.

E’ di pochi giorni la notizia della pubblicazione di una lettera – firmata/protocollabile come de ‘La MAFIA’ – ormai ventennale (risale al maggio 1993) inviata a l’allora Presidente della Repubblica italiana Oscar Luigi Scalfaro con minacce di stragi, finalizzata all’allentamento del carcere duro previsto da un articolo di Legge assai famoso, il ’41-bis’ , contro mafiosi o delinquenti particolarmente pericolosi .

Sono notori fatti storici precedenti – ne ricordo qui due salienti – ;

durante il ventennio il Duce cercò attraverso il così detto Prefetto di ferro – ‘al secolo’ Cesare MORI – di stroncare il fenomeno mafioso .
Quando attraverso indagini pesanti si incominciarono ad ottenere risultati le stesse indirizzarono verso Roma la ricerca delle coperture/connivenze .
Le indagini furono quindi interrotte . Un tacito accordo di connivenza/convivenza fu pertanto stipulato .

Lo status quo fu ripristinato.

Durante il periodo del rapimento MORO nell’inverno 1978, Bettino CRAXI propose di mettersi a dialogare con i rapitori ; le famigerate BRIGATE ROSSE .
Vi fu un tentativo – pubblico – di dialogo ‘scellerato’ . La sua pubblicità generò evidentemente il rifiuto della dirigenza politica alla proposta craxiana .

Oggi salta fuori una lettera mafiosa – del maggio 1993 – indirizzata all’ex Presidente SCALFARO che ottenne risposta ;

la rimozione – dalla direzione degli Istituti di Pena – del Magistrato Nicolò AMATO ( giugno 1993 ).

Magistrato che con grande impegno si era adoperato all’isolamento dei detenuti mafiosi più pericolosi ,che per molto tempo, prima dell’articolo di Legge 41-bis, continuavano ,seppur detenuti, a dirigere la delinquenza organizzata .

Se la ‘scellerata manzoniana ‘ rispose,

l’ex Presidente SCALFARO a quanto pare non fu da meno e, beffa oltre il danno alla Comunità intera ignara di tutto ciò , continuò a sparlare di moralità e compagnia bella .

Dopo la rimozione di Nicolò AMATO , vi fu un allentamento esteso al massimo del carcere duro e le stragi continuaro come espressione di una ulteriore richiesta mafiosa di un rilassamento della pressione Statale nei confronti del mondo mafioso .Nonchè conferma della propria vittoria/superiorità effettiva .
La realtà ancora una volta ha superato l’immaginazione più allucinante ed allucinata .

Si noti come
tante belle parole di noti esponenti del mondo politico che pure raggiunsero le massime cariche istituzionali, e, ben inteso ,paladini e vindici della Democrazia ad oltranza , sono in realtà specchio per le allodole e massima offesa sia nei confronti del comune cittadino sia di servitori onesti dello Stato come è Nicolò AMATO .

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