Solo Al Secondo Grado

Archivio per la categoria ‘oswald spengler’

The Renaissance; Michelangelo Buonarroti, the tip of the iceberg

The Renaissance; Michelangelo Buonarroti, the tip of the iceberg

alias;

Jacopo Pontormo; a misunderstood genius of the Renaissance…?

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cave marmo Carrara

A handful of kilometers from Carrara
– Tuscany, Italy –

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vedi direttamente; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/06/09/jacopo-pontormo-a-misunderstood-genius-of-the-renaissance/

Dopo quanto già scritto circa Leonardo da Vinci, in relazione ai suoi predecessori e contemporanei,

vedi direttamente attraverso il seguente linK; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/08/31/the-renaissance-leonardo-da-vinci-the-tip-of-the-iceberg/

aggiungo soltanto – dato che nel post su Leonardo si è discusso altrettanto di Michelangelo e la sua Opera – un semplice raffronto tra due Opere;

quella di Michelangelo :

:‘ Sacra Famiglia con San Giovannino alias Tondo Doni ‘ Uffizi Firenze,

e

quella di Jacopo Carucci da Pontormo :

‘ Deposizione di Cristo ‘ chiesa di Santa Felicita Firenze

e l’affresco :’

:‘L’annunciazione’ chiesa di Santa Felicita Firenze

Quanto qui pubblicato non fa che ripercorrere ,per immagini, alcune considerazioni già espresse nel post precedente su Leonardo.
Le immagini parleranno inequivocabilmente da sole.

Michelangelo Buonarroti Sacra Famiglia con San Giovannino alias Tondo Doni c soloalsecondogrado

Michelangelo Buonarroti
Sacra Famiglia con San Giovannino
alias
Tondo Doni .
Uffizi Tempera su tavola anno 1505 circa
Cominciamo dalla ‘cornice’ ;essa è perfettamente omogenea nel suo spessore, in ogni punto.
Tuttavia qui appare più ‘pesante’/spessa nella parte bassa.
Questi giochi prospettici,
come – per fare un esempio – i gigli dipinti su una parete  di Palazzo Vecchio da Giorgio Vasari, che cambiano struttura a seconda del punto da cui l’osservatore li guarda,
sono una costante nel mondo rinascimentale.

Michelangelo Buonarroti Sacra Famiglia con San Giovannino alias Tondo Doni b soloalsecondogrado

Michelangelo Buonarroti
Sacra Famiglia con San Giovannino
alias
Tondo Doni .
Uffizi Tempera su tavola anno 1505 circa
[ (…) Agnolo/Angelo Doni whose portrait is on display in this room, see/vedi at the bottom of this post (°°°) ]

Michelangelo Buonarroti Sacra Famiglia con San Giovannino alias Tondo Doni a soloalsecondogrado

Michelangelo Buonarroti
Sacra Famiglia con San Giovannino
alias
Tondo Doni .
Uffizi Tempera su tavola anno 1505 circa
[ (…) Agnolo/Angelo Doni il cui ritratto è in sala, see/vedi at the bottom of this post (°°°) ]

Michelangelo Buonarroti Sacra Famiglia con San Giovannino alias Tondo Doni d soloalsecondogrado

I colori predominanti in questa Opera di Michelangelo,sono
il rosa e l’azzurro
e si confrontino con quelli dell’Opera di Jacopo Pontormo;

‘la deposizione di Cristo’.

Assolutamente identici

 


 

E si confronti ,in fine, l’incarnato nelle figure qui sopra di
Michelangelo con quelle del Pontormo, nella sua ‘deposizione’.
La soluzione ,del tutto originale da parte del Pontormo, sta nel’estendere i colori degli abiti alle figure!
Dimostrando una ineccepibile autonomia intellettuale.

 

Michelangelo Buonarroti Sacra Famiglia con San Giovannino alias Tondo Doni e soloalsecondogrado

I colori predominanti in questa Opera di Michelangelo,sono
il rosa e l’azzurro
e si confrontino con quelli dell’Opera di Jacopo Pontormo,
la deposizione di Cristo.

Assolutamente identici

 

 

E si confronti ,in fine, l’incarnato nelle figure di
Michelangelo con quelle del Pontormo;
una ineccepibile autonomia intellettuale, come sopra detto, del Pontormo nell’estendere i colori delle vesti all’incarnato delle figure.

 

Jacopo Carucci alias Pontormo Deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze a soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias
Pontormo;
deposizione di Cristo
chiesa di santa Felicita Firenze anno 1525


As for the colors used, and their extension from the garments to the figures, see the two comments, here just above, the two photographs of the ‘tondo Doni’./

Per ciò che riguarda i colori utilizzati, e loro estensione dalle vesti alle figure, vedi i due commenti qui subito sopra,
alle due fotografie del ‘tondo Doni’. 

 

Ciò che appare evidente, non è questo o quel particolare, ma la mancanza di un elemento predominante fino ad allora
nella pittura; la Croce.
In questa ‘Deposizione’, Pontormo ha tolto questo elemento.
Così facendo ha dato non solo alla figura di Cristo, ma all’uomo del cinquecento stesso,
una dimensione spiccatamente umana,concentrando l’attenzione non sul simbolo – per profezia biblica ( Profeta Elia e Libro dei Salmi) – per antonomasia del sacificio, ma sull’uomo.
La Croce era non solo nell’antica Roma,ma anche a quei tempi, il simbolo per eccellenza del supplizio inferto come estrema sanzione dalla Collettività stessa, ai peggiori criminali.
Per la mancanza della Croce si è parlato di ‘Trasporto’ di Cristo e non di ‘Deposizione’ dello stesso.
In realtà la mancanza della Croce, ha nella dimensione umana or detta, la sua ragione. E non a causa di una diversa scena della Passione.
E, ad ogni modo, si potrebbe validamente sostenere che la scena non rappresenta ne quella del ‘Trasporto’ di Cristo, ne quella della ‘Deposizione’ dello stesso, sostenendo invece, che in realtà si tratta de: ‘Compianto su Cristo morto’ – ‘Compianto sul corpo di Cristo’ – / ‘Lamentation over the Body of Christ’

 

Si noti infine,
quanto poco margine ha dato Pontormo allo spazio circostante le figure;
– le figure tutte umane Cristo compreso; le figure umane unici veri elementi che compongono l’Opera –

;cielo e terra sono quasi inesistenti, e sono unificati nel colore; un grigio cupo. Non un azzurro od un arcaico fondo oro; ma un grigio.
Ed una sola nuvoletta raffaelliana [ see/vedi nota (**) ] completa quello spazio volutamente limitatissimo.

E… perché mai un grigio unificante cielo e terra?
Se con il Pontormo un unico colore tetro unifica due spazi ben differenti – quello divino del cielo azzurro e quello umano della terra grigia – vuol dire che la dimensione umana del divino
(‘ Dio nell’uomo e non più l’uomo in Dio…’, vedi ; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/19/museo-di-san-marco-firenze-visita-virtuale/)
era stata pienamente raggiunta, dopo i precursori dell’età moderna Cimabue e Giotto di Bondone, dopo i suoi continuatori, Masaccio e Masolino, e dopo il successivo contributo del Beato angelico (Guido di Pietro),i quali intrapresero con le loro Opere un processo discendente ; dall’alto verso il basso , dal cielo alla terra,
col Pontormo in quest’Opera il ‘processo discendente’ viene completato.
La dimensione umana del divino è raggiunta.

 

 

 

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Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze p soloalsecondogrado

Chiesa di Santa Felicita,
Piazza Santa Felicita Firenze

Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze q soloalsecondogrado

Jacopo Carucci alias Pontormo
Deposizione di Cristo
Chiesa di santa Felicita Firenze
Cappella famiglia Capponi

.
(**)
Raffaello Sanzio fu ritenuto dal Vasari, nella sua Opera :‘ Le vite… ‘,
meno grande di Leonardo e Michelangelo, seppur un artista da lodare come pochi.
Meno grande di Leonardo e Michelangelo, a suo dire , anche a causa di una formazione artistica discutibile nella bottega del Perugino (Pietro di Cristoforo Vannucci).
Se è vero che :’
:'(…) Col trasferimento del fulcro della pittura da Firenze a Venezia (da Raffaello Sanzio a Tiziano Vacellio), si capisce che siamo in presenza di una antitesi e non di un passaggio. E ciò permette di cogliere il carattere organico di tale arte. Ed inoltre ci permette anche di evitare l’errore di pensare all’esistenza di “leggi eterne dell’arte”, poiché la pittura ,come la musica, non è che una parola, un segno (…).
E’ anche vero,
che molti artisti, Leonardo per primo,riuscirono solo ad intuire più che capire la direzione futura dell’arte,
e Michelangelo ci dimostra la stessa cosa con i suoi The ‘unfinished’ or ‘sketches’ of Michelangelo Buonarroti’
( see/vedi; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/ )
che lo porteranno a trovare una soluzione nell’architettura.
Al pari Raffaello non sospettò consciamente le questioni che si venivano a porre ‘nel far pittura’, ma le intuì col disagio che provava nel momento in cui iniziava a dipingere, divenendo un artista apparentemente semplice,lineare ma mal capito ,come Leonardo, dalle masse.
Le nuvolette dipinte da Raffaello, sono un apparente segno di elementarità di stampo popolare…
Tuttavia Raffaello a suo modo superò il limite teorico posto dal Rinascimento.
Poco dopo,
Jacopo Pontormo superò ulteriormente quel limite teorico rinascimentale, con il percorso qui indicato.
Jacopo Pontormo insieme ai suoi coevi colleghi – dunque un gruppo seppur non sempre coeso – stanno, rispetto ai loro primi predecessori – Cimabue e Giotto – , come Shakespeare sta a Dante.
Da una visione ancora celeste, seppur non più solamente mistica ma critica, quasi disincantata che troviamo in Giotto con la pittura ed in Dante nella letteratura,
si passa ad una attenzione terrena che va ben oltre la plastica di superficie. Si passa ad una introspezione di uno specchio oscuro, seppur ancora sotto l’egida
di un Dio che ancora tutto conforma.

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Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze f soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias
Pontormo;
deposizione di Cristo
chiesa di santa Felicita Firenze anno 1525
Si noti l’incarnato della figura centrale che sorregge il Cristo;
una velatura rosa – che caratterizza la veste della Vergine di Michelangelo – è qui il colore della pelle di questa figura centrale, del suo busto.
Mentre il suo volto, si confonde col colore del corpo di Cristo; un verde tenue.
L’incarnato verdastro del Cristo è del colore tenue del suo stesso perizoma.
Il colore ‘narrante’ diviene protagonista; ed in modo del tutto originale.Ben lontano dalla pittura a velature / tonale ,dei veneziani.

Ma se, come sopra detto, vi è con il Pontormo un completamento del processo discendente, vi è nel contempo un trasferimento sull’uomo del peso del mondo.
Una maturità artistica riflette dunque una maturità dell’uomo stesso ormai ‘adulto’, ormai capace di svincolarsi da un legame infantile col proprio Creatore.
Ma proprio per questo sente il peso indescrivibile delle responsabilità che a ciò consegue.
Si è indagato e si continua ad indagare su cosa sia mai stato il Rinascimento; non consiste forse soltanto in questo passaggio del testimone?

 

 

 

 

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Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze y soloalsecondogrado

Jacopo Carucci aka Pontormo
                        Deposition of Christ
                Church of Santa Felicita Florence

Particular
                   of the head of the figure
                  that holds the deposed Christ.
         A despair no more – or, not only –
        for the death of Christ, for His sacrifice …

         But for the man himself, – the man cries himself –
         He endures – from now on – in complete solitude
                   the weight of their ethical choices

——————–

Jacopo Carucci alias Pontormo
Deposizione di Cristo
Chiesa di Santa Felicita Firenze

Particolare
della testa della figura
che regge il Cristo deposto.
Una disperazione non più – o, non solo –
per la morte del Cristo, per il Suo sacrificio…

Ma per l’uomo stesso, – l’uomo piange se stesso –
Egli sopporta in piena solitudine
il peso delle proprie scelte etiche

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Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze g soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
Deposizione di Cristo chiesa
di santa Felicita Firenze anno 1525 circa

Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze d soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias
Pontormo;
deposizione di Cristo
chiesa di santa Felicita Firenze anno 1525
Il manto azzurro della Vergine del Pontormo, ha lo stesso identico punto di colore di quello della Vergine
nel tondo Doni di Michelangelo.
Nota;
la figura maschile a destra di chi guarda
è l’auto ritratto del Pontormo
Si noti che l’autoritratto del Pontormo è eseguito con colori che si discostano da quelli avvolgenti tutte le altre figure.
Pontormo è presente ma, nel contempo, si mette a margine della composizione.

Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze c soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
deposizione di Cristo
chiesa di santa Felicita Firenze anno 1525 circa
I capelli rossicci del Cristo, come quelli della figura che lo sorregge alle sue spalle, non sono una scelta casuale,
ma rivelano una composizione cromatica in cui il colore
si fa / crea lo spazio.
‘Il nero’ non è propriamente un colore, non è adatto ad una costruzione coloristica. Ed è pertanto escluso dal Pontormo.

Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze h soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
deposizione di Cristo
chiesa di santa Felicita Firenze anno 1525 circa
Quanto già svolto da Pontormo stesso nella
‘Visitazione’ di Carmignano,
qui è portato al suo massimo grado espressivo.
Un unico colore tonale pervade vesti e figure.
Se nella ‘Visitazione’ di Carmignano, Pontormo si affida ad una scomposizione delle due figure,
con una visione stereometrica, alla Picasso ante litteram,
qui si affida a modulazioni coloristiche.

Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze e soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
deposizione di Cristo
chiesa di santa Felicita Firenze anno 1525 circa
Come sopra;
altro che ‘manierismo’ nel senso più deteriore del
termine: ‘ars gratia artis’ /’ l’arte per l’arte’ !
Senza contare la straordinaria attualità della figura in verde; un personaggio dei nostri giorni!

Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze w soloalsecondogrado

Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze x soloalsecondogrado

Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze n soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
deposizione di Cristo
chiesa di santa Felicita Firenze anno 1525 circa
Come sopra;
altro che ‘manierismo’ nel senso più deteriore del
termine: ‘ars gratia artis’ /’ l’arte per l’arte’ !
L’effetto surreale nel suo insieme è evidentissimo

Il dipinto
della figura che sorregge il Cristo morto,
è l’espressione artistica più pura del ritratto.
Nel suo volto è raccolta
sia la singolarità di un’espressione, seppur anonimo (non rappresenta difatti questo o quel personaggio storico o coevo al Pontormo).
Sia la tragedia ormai divenuto dramma collettivo, di una umanità erede di un Dio morto – che passa il testimone,come sopra detto… – .

 

 

 

 

Jacopo Carucci alias Pontormo annunciazione affresco e vetrata di Guillaume de Marcillat chiesa di santa Felicita Firenze a soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
l’ annunciazione
affresco anno 1525 circa
chiesa di Santa Felicita Firenze
Sopra il tabernacolo centrale,
la vetrata di Guillaume de Marcillat
alias Guglielmo di Marcilla.
Tecnica dell’affresco eseguita da Pontormo sulla scia leonardesca della tecnica ad uovo.
L’effetto è straordinario nella leggerezza delle figure nell’insieme – sopratutto dell’angelo – , come nella loro eleganza – sopratutto della Vergine – .
Un affresco che può essere forse eguagliato solo da quello di Andrea del Sarto nel suo cenacolo presso, il
Refettorio dell’abbazia vallombrosana , Chiesa di San Michele a San Salvi – Firenze –
di cui vedi direttamente attraverso il seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/08/07/andrea-del-sarto-cfr-confronta-vgl-vergleiche-cf-compare/

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Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze t soloalsecondogrado

Jacopo Carucci alias Pontormo deposizione di Cristo chiesa di santa Felicita Firenze s soloalsecondogrado

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Jacopo Carucci alias Pontormo annunciazione affresco chiesa di santa Felicita Firenze b soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
l’ annunciazione
affresco anno 1525 circa
chiesa di Santa Felicita Firenze
Particolare della Vergine.

Jacopo Carucci alias Pontormo annunciazione affresco chiesa di santa Felicita Firenze c soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
l’ annunciazione
affresco anno 1525 circa
chiesa di Santa Felicita Firenze
Particolare della Vergine.
Un’ incredibile composizione cromatica della figura ;
dall’azzurro al verde tenue.
Dal grigio violaceo al rosso della veste ed a quello dei capelli che si estende alla pelle delle orecchie.

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Jacopo Carucci alias Pontormo disegno preparatorio annunciazione affresco chiesa di santa Felicita Firenze Gabinetto disegni Uffizi a soloalsecondogrado

Jacopo Carucci alias Pontormo
disegno preparatorio dell’ Annunciazione
da cui l’affresco presso la chiesa di Santa Felicita
Firenze

Jacopo Carucci alias Pontormo disegno preparatorio annunciazione affresco chiesa di santa Felicita Firenze Gabinetto disegni Uffizi b soloalsecondogrado

Jacopo Carucci alias Pontormo
disegno preparatorio dell’ Annunciazione
da cui l’affresco presso la chiesa di Santa Felicita
Firenze


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Jacopo Carucci alias Pontormo annunciazione affresco deposizione e quattro evangelisti cappella Capponi targa a chiesa di santa Felicita Firenze a soloalsecondogrado

Targa commemorativa
della storica Famiglia nobiliare fiorentina,’Capponi’,
che commissionarono le Opere al Pontormo
ed al francese Guglielmo di Marcilla, per la vetrata.

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Jacopo Carucci alias Pontormo Cappella famiglia Capponi del Brunelleschi Chiesa di santa Felicita Firenze a soloalsecondogrado

Chapel of the Capponi family,
near the Church of Santa Felicita, Florence.

   This small chapel designed and built
by Filippo Brunelleschi,
was his rehearsal for the imminent construction (year 1420) of the homonymous dome of Florence.

In the foreground
the noble coat of arms of the Capponi family.

( see, vedi ‘Capponcina’;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/04/16/italians-mamas-boys-alias-topicality-of-an-old-poet-part-ii/ )

Jacopo Carucci alias Pontormo Cappella famiglia Capponi del Brunelleschi Chiesa di santa Felicita Firenze b soloalsecondogrado

Chapel of the Capponi family,
near the Church of Santa Felicita, Florence.

   This small chapel designed and built
by Filippo Brunelleschi,
was his rehearsal for the imminent construction (year 1420) of the homonymous dome of Florence.

In the foreground
the noble coat of arms of the Capponi family.

( see, vedi ‘Capponcina’;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/04/16/italians-mamas-boys-alias-topicality-of-an-old-poet-part-ii/ )

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Jacopo Carucci alias Pontormo i quattro evangeslisti affresco primo chiesa di santa Felicita Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
i quattro evangelisti
affresco primo
chiesa di santa Felicita Firenze

Jacopo Carucci alias Pontormo i quattro evangeslisti affresco quarto chiesa di santa Felicita Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
i quattro evangelisti
affresco secondo
chiesa di santa Felicita Firenze

Jacopo Carucci alias Pontormo i quattro evangeslisti affresco secondo chiesa di santa Felicita Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
i quattro evangelisti
affresco terzo
chiesa di santa Felicita Firenze

Jacopo Carucci alias Pontormo i quattro evangeslisti affresco terzo chiesa di santa Felicita Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Carucci
alias Pontormo
i quattro evangelisti
affresco quarto
chiesa di santa Felicita Firenze

Vetrata di Guillaume de Marcillat chiesa di santa Felicita Firenze a soloalsecondogrado

Vetrata di Guillaume de Marcillat
alias Guglielmo di Marcilla
chiesa di Santa Felicita Firenze
Marcilla è ricordato da Giorgio Vasari nelle sue :‘Vite…’
come uno dei più grandi pittori ‘su vetro’, che portarono tale arte in Italia, dalla Francia ‘gotica’, tramandandone così la conoscenza agli artefici ‘cugini’ italiani.
La figura centrale in rosso è quella di Guglielmo di Marcilla stesso.

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(°°°)

Raffaello Sanzio ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi Uffizi a soloalsecondogrado


Raffaello Sanzio
ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi
Uffizi

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Raffaello Sanzio ritratto di Agnolo Doni Uffizi a soloalsecondogrado


Raffaello Sanzio
portrait of Agnolo / Angelo Doni
Uffizi year 1505, approximately
Messer Agnolo, aka Angelo Doni – professional dealer -,
commissioned
the very famous ‘round Doni’, above seen in this post, to Michelangelo Buonarroti.
Famous, beyond the round Doni himself,
was the merchant between Michelangelo and Messer Doni on the price to pay for this Work, as Giorgio Vasari tells us in his: ‘Lives …’.
At the end of negotiations with Michelangelo, Messer Doni paid a price not lower than that requested by Michelangelo, but well above the initial price requested by Michelangelo himself!
Raffaello Sanzio
ritratto di Agnolo/Angelo Doni
Uffizi anno 1505, circa
Messer Agnolo, alias Angelo Doni – mercante di professione – ,
commissionò
il famosissimo ‘tondo Doni’, qui sopra visto in questo post, a Michelangelo Buonarroti.
Famoso, oltre il tondo Doni stesso,
fu il mercanteggiare tra Michelangelo e Messer Doni sul prezzo da pagare per l’Opera, come ci narra Giorgio Vasari nelle sue :’Vite…’ .
A fine trattativa con Michelangelo, Messer Doni pagò un prezzo non inferiore a quello richiesto da Michelangelo, ma ben superiore al prezzo iniziale
richiesto da Michelangelo stesso!

Raffaello Sanzio ritratto di Agnolo Doni Uffizi b soloalsecondogrado


Raffaello Sanzio
portrait of Agnolo / Angelo Doni
Uffizi year 1505, approximately
Messer Agnolo, aka Angelo Doni – professional dealer -,
commissioned
the very famous ‘round Doni’, above seen in this post, to Michelangelo Buonarroti.
Famous, beyond the round Doni himself,
was the merchant between Michelangelo and Messer Doni on the price to pay for this Work, as Giorgio Vasari tells us in his: ‘Lives …’.
At the end of negotiations with Michelangelo, Messer Doni paid a price not lower than that requested by Michelangelo, but well above the initial price requested by Michelangelo himself!
Raffaello Sanzio
ritratto di Agnolo/Angelo Doni
Uffizi anno 1505, circa
Messer Agnolo, alias Angelo Doni – mercante di professione – ,
commissionò
il famosissimo ‘tondo Doni’, qui sopra visto in questo post, a Michelangelo Buonarroti.
Famoso, oltre il tondo Doni stesso,
fu il mercanteggiare tra Michelangelo e Messer Doni sul prezzo da pagare per l’Opera, come ci narra Giorgio Vasari nelle sue :’Vite…’ .
A fine trattativa con Michelangelo, Messer Doni pagò un prezzo non inferiore a quello richiesto da Michelangelo, ma ben superiore al prezzo iniziale
richiesto da Michelangelo stesso!

Raffaello Sanzio ritratto di Agnolo Doni Uffizi c soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
ritratto di Agnolo Doni
Uffizi

Raffaello Sanzio ritratto di Maddalena Strozzi moglie di Agnolo Doni Uffizi d soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
ritratto di Maddalena Strozzi moglie di Agnolo Doni
Uffizi

Raffaello Sanzio retro del ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi Uffizi f soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
retro del ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi
Uffizi

Raffaello Sanzio retro del ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi Uffizi e soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
retro del ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi
Uffizi

Raffaello Sanzio retro del ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi Uffizi g soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
retro del ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi
Uffizi

Raffaello Sanzio retro del ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi Uffizi h soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
retro del ritratto di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi
Uffizi

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E cfr/cf
il ritratto qui sopra degli Uffizi di Agnolo Doni con quello conservato a palazzo Pitti;
una copia di un allievo di Raffaello o di un copista?

Raffaello Sanzio ritratto di Agnolo Doni palazzo Pitti a soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
ritratto di Agnolo Doni
palazzo Pitti
Ecco un altro ritratto di Agnolo Doni,
sempre di Raffaello Sanzio,
assai simile a quello conservato agli Uffizi.
Opera di un copista?

Raffaello Sanzio ritratto di Agnolo Doni palazzo Pitti b soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
ritratto di Agnolo Doni
palazzo Pitti
Ecco un altro ritratto di Agnolo Doni,
sempre di Raffaello Sanzio,
assai simile a quello conservato agli Uffizi.

Raffaello Sanzio ritratto di Agnolo Doni palazzo Pitti c soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
ritratto di Agnolo Doni, particolare
palazzo Pitti
Ecco un altro ritratto di Agnolo Doni,
sempre di Raffaello Sanzio,
assai simile a quello conservato agli Uffizi.

Raffaello Sanzio ritratto di Agnolo Doni palazzo Pitti d soloalsecondogrado

Raffaello Sanzio
ritratto di Agnolo Doni, particolare
palazzo Pitti
Ecco un altro ritratto di Agnolo Doni,
sempre di Raffaello Sanzio,
assai simile a quello conservato agli Uffizi.

The Renaissance; Leonardo da Vinci, the tip of the iceberg

The Renaissance; Leonardo da Vinci, the tip of the iceberg

alias;

Leonardo da Vinci; who was it ?

alias;

Exactly one hundred years from the publication of Oswald Spengler’s masterpiece: ‘The Decline of the West’ / ‘Der Untergang des Abendlandes’ 1918/2018

Sanguigna di Leonardo da Vinci riproduzione i soloalsecondogrado


From the self-portrait – sanguigna – (year 1515)
by Leonardo da Vinci,
kept in Turin at the Royal Library,
here is a three-dimensional work of our day,
which reproduces or, if desired, reinterprets
the most famous drawing – Leonardo’s self-portrait
Eleonora Francioni and Antonio Mastromarino
Pietrasanta – Lucca, Tuscany –
Dall’autoritratto – sanguigna – (anno 1515)
di Leonardo da Vinci,
conservato a Torino presso la Biblioteca Reale,
ecco un’Opera tridimensionale dei nostri giorni,
che riproduce o, se si vuole, reinterpreta
il più famoso disegno – autoritratto di Leonardo
Eleonora Francioni e Antonio Mastromarino
Pietrasanta – Lucca, Toscana –

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Sanguigna di Leonardo da Vinci riproduzione l soloalsecondogrado


Self-portrait – sanguine – (year 1515)
by Leonardo da Vinci,
kept in Turin at the Royal Library.
It is the drawing executed in sanguine, with a red earth,
more famous than Leonardo.
Now elderly, he portrays himself thoughtful and severe.
L’ autoritratto – sanguigna – (anno 1515)
di Leonardo da Vinci,
conservato a Torino presso la Biblioteca Reale.
E’ il disegno eseguito a sanguigna, con una terra rossa,
più famoso di Leonardo.
Ormai anziano, si auto ritrae pensoso e severo.

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But … who was really Leonardo-artist?

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Sanguigna di Leonardo da Vinci riproduzione d soloalsecondogrado

What is the difference between Leonardo
and his fellow painters?
Let’s analyze the artistic personality of Leonardo,
through a series of comparisons …

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Un parere d’altri tempi,
ovvero di ‘Baldassarre Castiglione’ , un diplomatico e letterato italiano – lombardo – contemporaneo di Leonardo da Vinci.

Baldassarre Castiglione – ( 1478 / 1429 ) – ebbe a scrivere su Leonardo da Vinci:’

:’ Un altro de’ primi pittori del mondo,
sprezza quell’arte dov’è rarissimo.
Ed essi posto ad imparare filosofia;
nella quale ha così strani concetti e nove chimere,
ch’esso con tutta la sua pittura non sapria dipingerle ‘

Baldassarre Castiglione wrote about Leonardo da Vinci: ‘

:’ one of the greatest painters in the world despises painting where he is a Master.
He studies philosophy; discipline in which he has such strange ideas that he could not paint them with his pictorial art ‘ ‘

Un parere quello di Baldassarre Castiglione,
straordinariamente attuale e di straordinaria lucidità nel giudicare Leonardo da Vinci nella totalità della sua opera,
senza sbavature ne ‘piaggerie’ alla Giorgio Vasari.

.

Leonardo sta all’arte come Albert sta alla fisica.
Figura indiscussa del mondo dell’arte e prototipo dell’uomo moderno, alias ‘ l’uomo faustiano ‘, Leonardo, forse proprio per questa sua poliedricità, viene confuso da uomo di scienza qual’era, con quello di artista.
Ed è così che si è raggiunta un’enfasi ,se non esagerata certo distorta, del suo impegno artistico seppur di indubbio grande valore.

Riporto qui di seguito quanto scritto da Giorgio Vasari su Michelangelo Buonarroti
( già pubblicato in altro post, vedi direttamente attraverso il seguente link; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/06/09/jacopo-pontormo-a-misunderstood-genius-of-the-renaissance/ )

/////

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;

(0) Ma vi è un altro aspetto ,mai preso in considerazione,

che è alla base di tanta fama,da un lato, di Artisti quali Michelangelo Buonarroti e Leonardo da Vinci e, dall’altro
di scarsa considerazione verso alcuni Artisti, tra quelli di ‘secondo piano’ ad oltranza.

Ancora queste poche righe di Giorgio Vasari, sempre dalla sua Opera :’le vite‘(…), sono assai indicative del perché di tanta fama…(Righe del Vasari che parlano di Michelangelo Buonarroti) :'(…)

:‘(…) Ha avuto l’immaginativa tale e sì perfetta, che le cose propostosi nella idea sono state tali che con le mani, per non potere esprimere sì grandi e terribili concetti, ha spesso abbandonato l’opere sue, anzi ne ha guasto molte, come io so che, innanzi che morissi di poco, abruciò gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti di man sua, acciò nessuno vedessi le fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto, e io ne ho alcuni di sua mano trovati in Fiorenza messi nel nostro libro de’ disegni, dove ancora che vi vegga la grandezza di quello ingegno(…)‘

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…) – Vita di Michelagnolo Buonarruoti fiorentino Pittore scultore et architetto. – anno 1550

.

—– { Queste righe, Vasari le aggiunse alla sua opera :‘le vite'(…) – 1550 – , in una edizione successiva alla morte di Michelangelo [dal Vasari datata :’ (…) e così al dì 17 di febbraio, l’anno 1563 a ore 23 a uso fiorentino, che al romano sarebbe 1564, spirò per irsene (andarsene) a miglio vita (…)’ ], dunque successiva al 1563/4.

La ragione dell’aggiunta fatta dal Vasari di dettagli sul lavoro artistico di Michelangelo, soltanto in una edizione successiva alla prima del 1550 ,quando Michelangelo era ancora vivo, sta probabilmente nel fatto che Vasari aveva l’intenzione di consegnare – cosa che fece – una copia del suo libro :’le vite'(…) a Michelangelo (il solo artista tra tutti quelli trattati nell’opera ,ed ancora viventi, a ricevere una copia del libro dal Vasari stesso). Molto probabilmente Vasari, nell’aggiungere soltanto all’edizione successiva ,(successiva all’anno 1563/4), alcune valutazioni su Michelangelo, conoscendo il fatto che questi aveva un brutto carattere, volle certo evitare polemiche e critiche da parte di Michelangelo stesso., circa i dettagli riportati. } ——

Tornando alle parole riportate da Vasari su Michelangelo,
è assai indicativo rilevare che Michelangelo, a differenza di molti altri artisti, teneva moltissimo alla sua immagine di artista. Non solo nella valutazione da parte dei suoi contemporanei ma anche da tramandare ai posteri.

E’ difatti per questa ragione che volle distruggere/bruciare, poco prima di morire, gran parte dei suoi disegni, schizzi e cartoni .
Non solo quelli che non realizzò mai perché da lui valutati di scarso valore, ma anche quelli che pur avendo tramutato in opera finita, mostravano le ‘fatiche durate‘ , ovvero i ripensamenti e dunque gli errori in cui incappò prima di arrivare ad un ideale modello finale perfetto (ai suoi occhi). Errori ‘di brutta copia’/in fase di realizzazione ‘, che avrebbero potuto farlo apparire ai posteri come un artista maldestro. La sola idea di ciò, inorridiva Michelangelo che quindi distrusse tutto ciò che di ‘imperfetto’ aveva abbozzato.

Dunque Michelangelo fu prima di tutto un:’Public Relations‘ ante litteram ,secondo cui ‘l’immagine artistica/ il ‘look artistico’ conta moltissimo. e va curato al pari della realizzazione dell’opera stessa.

Anche questo ( e certo non solo questo ) contribuì dunque a distinguere Michelangelo Buonarroti dai suoi colleghi…di ‘secondo piano’ ad oltranza, e dunque … meno attenti ,quest’ultimi, all’immagine che davano di se stessi ai loro contemporanei ed ai posteri..!

Queste righe di Vasari e commento delle stesse, su Michelangelo si adattano alla perfezione a Leonardo; alla sua morbosa attenzione per l’immagine pubblica di se – quale uomo di scienza, artista, ma anche come semplice cittadino di Firenze – che curava con grande attenzione.

//////

E…

sempre riportando le parole di Giorgio Vasari,
ma questa volta quando parla della vita di Leonardo da Vinci, egli riporta una frase breve ma significativa di Leonardo, quando questo era impegnato in un affresco a lui stesso commissionato dalla Repubblica di Firenze, per celebrarlo, da realizzare nella sala dei cinquecento in Palazzo Vecchio.

Essendo a Leonardo stato, per detto affresco, assegnatogli una provvigione dal Gonfaloniere Piero Soderini, …

(…)‘ il cassiere gli (a Leonardo) volse dare certi cartocci di quattrini; et egli non li volse pigliare, rispodendogli:”

 

:” io non sono pittore da quattrini”

(…)

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…) – Vita di Lionardo da Vinci Pittore e scultore fiorentino. – anno 1550

Una breve ma significativa prova di quanto sopra sostenuto.

Quattro sono le componenti necessarie per ottenere un grande artista, che non verrà mai dimenticato dai posteri;

° le doti innate di artista; – si è soliti dire ‘pittore/scultore’ istintivo – quando cioè madre natura gli conferisce fin dalla nascita le capacità di rappresentare con grande capacità senza scuola alcuna.

° un intelligenza non artistica – come quella sopra indicata – ma analitica che accompagna le scelte artistiche,

° l’ambiente di formazione, non solo familiare ma cittadino/lo Stato di Firenze in questo caso, unito ad un’epoca eccezionale per l’impegno artistico.

° un impegno costante, con la cura della propria immagine di artista.

In Leonardo (come in Michelangelo) concorsero tutte e quattro le componenti sopra elencate.

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Se noi andiamo ad analizzare Opere di autori più o meno coevi ai due ‘mostri sacri’ qui analizzati, noteremo nelle loro opere elementi sorprendenti di qualità e grandezza, che nulla hanno da invidiare ai due ‘mostri sacri’.
Ciò lo abbiamo già visto con il pittore Jacopo Pontormo ( https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/06/09/jacopo-pontormo-a-misunderstood-genius-of-the-renaissance/ )

così come con il pittore Paolo di Dono ( https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/07/20/from-the-dissolution-of-perspective-to-the-dissolution-of-the-image-two-parallel-routes-with-a-single-objective/ )

Ma… la lista è piuttosto lunga e qui di seguito riporto alcune immagini di Opere di pittori ‘minori’ che se raffrontate con quelle di Leonardo, confermano quanto sopra sostenuto.

…………………..
.

Iniziamo con un confronto tra due Autori, uno notissimo ,Leonardo ed uno poco conosciuto, Lorenzo di Credi.
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Compare the two following paintings;

Leonardo da Vinci Annunciazione Annunciation c

Leonardo da Vinci,
Annunciazione
Museo degli Uffizi, Firenze
Anno 1472 circa. Dimensioni, 98 x 217 cm

Lorenzo di Credi Annunciazione e tre storie della Genesi Uffizi b

Lorenzo di Credi
Annunciazione
Museo degli Uffizi, Firenze
Anno 1482 circa. Dimensioni, 88 x 71 cm

.
Si è giustamente notato nell’Annunciazione di Leonardo,
che è un’Opera anamorfica, ovvero progettata per essere vista da una certa angolazione e come tale se vista frontalmente appaiono ‘difetti di costruzione’.
Nel caso di quest’Opera, essa essendo stata progettata per una collocazione in un determinato ambiente architettonico, doveva essere vista dal basso verso l’alto e da destra verso sinistra (di chi guarda). Tenendo conto di questo angolo di visuale, Leonardo altera la prospettiva, alzando verso l’alto la linea d’orizzonte e spostando il centro prospettico verso destra lungo la linea d’orizzonte.
Così facendo il braccio destro di Maria appariva della giusta lunghezza (e non corto) per chi osservava di lato e dal basso, e l’immagine complessiva non sembrava vista di scorcio, ma a pari altezza dell’osservatore.
Se invece la si guarda frontalmente, il braccio destro di Maria appare leggermente lungo, sproporzionato e l’immagine del quadro appare visto da un osservatore posto un poco più in alto rispetto al quadro.

Simili soluzioni erano già state adottate.
Ma ben diversa, come già visto, fu l’alterazione prospettica di Paolo di Dono.

Leonardo da Vinci Annunciazione Annunciation e

Visione frontale della Annunciazione.

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Leonardo da Vinci Annunciazione Annunciation z

Visione di un osservatore,
posto a destra ed in basso rispetto al quadro.

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Leonardo da Vinci Annunciazione Annunciation za

Si noti il muretto del giardino;
la sua copertura è vista dall’alto verso il basso.
Il braccio destro di Maria appare di giusta proporzione.
Come anche la direzione dei bugnati dietro Maria rispetto a quelli dietro il muretto del giardino, non divergono ,secondo le linee prospettiche, come in
una visione frontale dell’Opera.

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Se confrontiamo ” l’Annunciazione ” di Lorenzo di Credi alias Lorenzo Barducci, coevo amico ed estimatore di Leonardo da Vinci, noteremo un’Opera dalle perfette costruzioni prospettiche, e da un paesaggio di sfondo che seppur diviso da una struttura architettonica che racchiude le due figure, sembra raccontarci di un unico spazio. Non piani finiti e accostati, ma formanti un tutt’uno. (Sembra ricordarci l’opera architettonica a noi coeva di ‘casa Farnsworth’ dell’architetto Ludwig Mies van der Rohe…).
Seppur influenzato da Leonardo, Lorenzo di Credi è ben lontano dall’essere un allievo od un pedissequo artista.

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Si noti espressività e raffinatezza ,in entrambe le Opere, delle immagini e figure,

Lorenzo di Credi Annunciazione e tre storie della Genesi Uffizi c

Lorenzo di Credi alias Lorenzo Barducci,
Annunciazione.
Raffinatezza pari a quella di Leonardo.

Lorenzo di Credi Annunciazione e tre storie della Genesi Uffizi d

Lorenzo di Credi Annunciazione e tre storie della Genesi Uffizi e

Lorenzo di Credi Annunciazione e tre storie della Genesi Uffizi f

Lorenzo di Credi Annunciazione e tre storie della Genesi Uffizi g

Lorenzo di Credi Annunciazione e tre storie della Genesi Uffizi h

Lorenzo di Credi,
fu descritto nelle ‘Vite’ di Giorgio Vasari come un pittore dimesso e gentile, che cercava non tanto la fama dei posteri, ma la quiete di tipo eremitica .
Fu difatti un fedele sostenitore di Girolamo da Ferrara (alias Girolamo Savonarola). Giunse addirittura a distruggere alcune sue Opere ‘profane’ su indicazione del frate domenicano.
Ma… non certo per propria immagine come fece Michelangelo…
Vasari stesso descrivendone l’eccellenza pittorica ne mette in luce la maniacale ricercatezza nel macinare i colori e distillare l’olio (di noce).
Così che, troppo tempo disperdeva nel portare a termine la propria Opera, che spesso doveva essere necessariamente di ridotte dimensioni.
Ovvio che a Lorenzo di Credi,
dei quattro punti elencati di cui sopra,
ne mancavano almeno due;
una costanza nel lavoro,
una ambizione da narciso.
Le Opere pittoriche del Verrocchio non si distinguevano da quelle di Leonardo, ma anche quelle scultoree subivano identica sorte.
Si veda ad esempio la ‘Donna dalle belle mani’, scultura attribuita al Verrocchio presso il Museo del Bargello – FI – , in cui le mani saranno quelle della ‘Gioconda’ in pittura.
Per questa incertezza d’attribuzione la critica parlerà di ‘incomprensione’ dell’Opera del Verrocchio.
Al pari, per la non distinguibilità delle Opere di Lorenzo di Credi da quelle del compagno di studio Leonardo – entrambi col Perugino nella bottega del Maestro Verrocchio –
la critica parlerà di :’
:‘ limiti dell’arte di Lorenzo di Credi , un mite verrocchiano , chiuso in un mitismo religioso, sempre delicato nella monotona purezza delle sue Opere pittoriche prive di slanci fantastici. Ben lontano dall’ansia indagatrice di Leonardo come lontano dalla fulminea velocità di Leonardo nel comporre i propri disegni’
Chiaro ‘il verso’ fatto dalla critica ai commenti sopra riportati di Giorgio Vasari sulla figura di Lorenzo di Credi.
In realtà tutto ciò dimostra i limiti di una critica che non riesce a svincolarsi dal peso di una figura straripante ,quale quella di Leonardo, attraverso una interpretazione
con un modello critico adeguato, che provi a dare una valida interpretazione di cosa sia stato il Rinascimento
più ampia del Rinascimento e poi dei suoi interpreti quali , nel caso, Lorenzo di Credi. Ma che è solo un esempio tra i molti .

Ma eccoci ad una prima questione;

la raffinatezza compositiva che troviamo sia nell’ “Annunciazione” di Leonardo come in quella di Lorenzo di Credi è fatto indigeno ai due pittori? Od ha una origine. E nel caso in chi?

Due generazioni prima della nascita di Leonardo,(una cinquantina di anni prima)
vi fu un frate pittore (frate per essere stato orfano fin dai primi anni di vita, pittore per istintività rara), anch’esso sottovalutato al pari di Lorenzo di Credi;

frate Filippo Lippi.

Nato nel 1406, egli nacque col la nascita del Rinascimento stesso. E ne fu un grande interprete.
Raccolta l’eredità – da osservazione diretta fortunosa – del Masaccio (Tommaso di Ser Giovanni Cassai, vedi Opera in fondo a questo post), vi aggiunge una perfezione stilistica che raggiunge una raffinatezza incredibile che ritroviamo nelle Opere viste di Leonardo e Lorenzo di Credi.
[ Nota;
è stato giustamente notato quanto segue :’

(…) :‘Più profondo di Albrecht Dürer, più ardito di Tiziano, più enciclopedico di qualsiasi altro uomo di quei tempi, Leonardo è rimasto l’artista propriamente frammentario, ma per motivo opposto a quello che rese frammentario Michelangelo con i suoi ‘non finiti’.
Michelangelo; l’artista plastico per eccellenza in ritardo sui tempi, ed opposto a Goethe, che aveva già dietro di se tutto ciò che era rimasto irraggiungibile per Leonardo, il creatore de :‘ l’ultima cena ‘ (…) Leonardo, temette le premesse metafisiche del dipingere ad affresco cioè rifinito, che avrebbe indebolito le sue intuizioni.
Per questo motivo Leonardo dopo molti tentativi, lasciò incompiuta la testa del Cristo della ‘Cena’, nel nell’ex-refettorio del convento presso il Santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano.

(…) Nelle Opere del Rinascimento ( e questo vale in particolar modo per le Opere di Fra Filippo Lippi, vedi sopratutto la :’ Madonna con Bambino e due angeli ‘, n.d.c.) tutto ciò che è troppo rifinito, lezioso ( la :‘raffinatezza compositiva’, di cui fatto cenno qui subito sopra, n.d.c.) dà spesso un’impressione spiacevole. In queste Opere si avverte una mancanza di infinità In tali Opere non vi sono segreti , ne scoperte da fare.’

 

Oswald Spengler ne:’Il tramonto dell’Occidente’/’The Decline of the West’/’Der Untergang des Abendlandes’, Capitolo IV°, ‘Il nudo ed il ritratto’

].

Ecco alcune sue Opere;

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e due angeli Uffizi Firenze soloalsecondogrado a

Fra Filippo Lippi ,
Madonna con Bambino e due angeli
Uffizi Firenze anno 1460 circa
(quando Leonardo era ancora un bebè)
Si noti la cornice dipinta – interna a quella vera dorata – Una rappresentazione dei profili di una finestra che si affaccia su di un paesaggio, o un quadro dietro Maria?

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e due angeli Uffizi Firenze soloalsecondogrado d

Fra Filippo Lippi
Madonna con Bambino e due angeli
Uffizi Firenze anno 1460 circa
Si noti l’acconciatura ed il drappo di tessuto;
raffinatezza con velature straordinarie.

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e due angeli Uffizi Firenze soloalsecondogrado h

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e due angeli Uffizi Firenze soloalsecondogrado g

Paesaggio di sfondo;
Leonardesco – ante litteram !! – puro!

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Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e due angeli Uffizi Firenze soloalsecondogrado i

Fra Filippo Lippi
Madonna con Bambino e due angeli
Uffizi Firenze
Questo è il disegno preparatorio (33cm / 24cm)
eseguito ,
su carta colorata con terra ocra rossa,
con tecnica mista

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e due angeli Uffizi Firenze soloalsecondogrado i

Fra Filippo Lippi
Madonna con Bambino e due angeli
anno 1460 circa Uffizi Firenze
Questo è il disegno preparatorio (33cm / 24cm)
eseguito ,
su carta colorata con terra ocra rossa,
con tecnica mista

.

rocce Toscana f

Formazioni rocciose in Toscana ;
si confronti queste formazioni, con quelle
rappresentate nei paesaggi di
Fra Filippo Lippi e di Leonardo da Vinci.

rocce Toscana d

Formazioni rocciose in Toscana ;
si confronti queste formazioni, con quelle
rappresentate nei paesaggi di
Fra Filippo Lippi e di Leonardo da Vinci.

Ed ancora di Fra Filippo Lippi, un’Opera altrettanto di interesse conservata a Palazzo Pitti (Galleria Palatina) Firenze;

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e melagrana Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado a

Fra Filippo Lippi,
Madonna con Bambino e melagrana.
Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze
Qui la costruzione prospettica è il vero protagonista dell’Opera.
Piani che più che essere divisi per sezioni verticali lo sono per sezioni orizzontali su livelli differenti.
Piani che individuano differenti momenti della vita di Maria, anche familiare (sullo sfondo in alto sulle scale,vi sono i genitori di Maria; Sant’Anna e San Gioacchino).

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e melagrana Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado c

Fra Filippo Lippi
Madonna con Bambino e melagrana .
Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e melagrana alias tondo Bartolini Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado m

Fra Filippo Lippi
disegno preparatorio – particolare – de:
: Madonna con Bambino e melagrana,
alias ‘tondo Bartolini’
Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze

.

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e melagrana Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado e

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e melagrana Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado f

Fra Filippo Lippi Madonna con Bambino e melagrana Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado h

La stessa ricercatezza nelle velature e figure le troviamo nell’ Annunciazione di Leonardo;

si osservino questi due particolari,

Leonardo da Vinci Annunciazione Annunciation t

Leonardo da Vinci,
Annunciazione
Museo degli Uffizi, Firenze
Anno 1472 circa.
Si confrontino queste velature e la raffinatezza del mobiletto con quelle rappresentate da Frate Filippo Lippi.

Leonardo da Vinci Annunciazione Annunciation n

Leonardo da Vinci,
Annunciazione
Museo degli Uffizi, Firenze
Anno 1472 circa.
Un paesaggio che completa l’Opera non diversamente da quello di Frate Filippo Lippi.

.

rocce Toscana e

Formazioni rocciose in Toscana ;
si confronti queste formazioni, con quelle
rappresentate nei paesaggi di
Fra Filippo Lippi e di Leonardo da Vinci.

Leonardo da Vinci Annunciazione Annunciation m

Leonardo da Vinci,
Annunciazione
Museo degli Uffizi, Firenze
Particolare del paesaggio.

.
———————

A small digression;

Andrea del Sarto alias Andrea d Agnolo Annunciazione Palazzo Pitti Sala di Saturno b soloalsecondogrado

Andrea del Sarto alias Andrea d’ Agnolo (di Angelo),
Annunciazione anno 1528 circa
Palazzo Pitti , Sala di Saturno
Firenze.
Come per : ‘
:l’Annunciazione’ di Leonardo da Vinci,
siamo in presenza di un’ Opera anamorfica.
Di piccole dimensioni
– era parte di un dipinto più grande andato distrutto –
ma di grande pregio stilistico.

———————

.
Ed ancora attraverso Sandro Botticelli;

Botticelli alias Alessandro Filipepi Annunciazione e nella predella Cristo in Pietà Uffizi c soloalsecondogrado

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Annunciazione
e nella predella Cristo in Pietà Uffizi anno 1489.
Amico e collega di Leonardo, Botticelli non è da meno del suo maestro predecessore, frate Filippo Lippi, nonché di Leonardo stesso.

Botticelli alias Alessandro Filipepi Annunciazione e nella predella Cristo in Pietà Uffizi n soloalsecondogrado

Botticelli alias Alessandro Filipepi,
Annunciazione
Particolare della predella ;Cristo in Pietà
Uffizi
Un piccolo capolavoro da miniaturista,
cfr/cf con:’ il Cristo in Pietà di Andrea del Sarto ‘
– Galleria dell’Accademia, Firenze –
Direttamente attraverso il seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/08/07/andrea-del-sarto-cfr-confronta-vgl-vergleiche-cf-compare/

Botticelli alias Alessandro Filipepi Annunciazione e nella predella Cristo in Pietà Uffizi o soloalsecondogrado

Botticelli alias Alessandro Filipepi,
Annunciazione
Particolare della predella ;Cristo in Pietà
Uffizi
Un piccolo capolavoro da miniaturista.
Qui in rilievo il ‘velo sacro’ detto ‘Veronica’ una immagine acheropita del volto di Cristo flagellato
cfr/cf con:’ il Cristo in Pietà di Andrea del Sarto ‘
– Galleria dell’Accademia, Firenze –
Direttamente attraverso il seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/08/07/andrea-del-sarto-cfr-confronta-vgl-vergleiche-cf-compare/

.

Botticelli alias Alessandro Filipepi Annunciazione e nella predella Cristo in Pietà Uffizi f soloalsecondogrado

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Annunciazione
e nella predella Cristo in Pietà Uffizi anno 1489.
Amico e collega di Leonardo, Botticelli non è da meno del suo maestro predecessore, frate Filippo Lippi, nonché di Leonardo stesso.
Paesaggio analogo a quelli qui sopra visti

Botticelli alias Alessandro Filipepi Annunciazione e nella predella Cristo in Pietà Uffizi p soloalsecondogrado

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Annunciazione
Uffizi.
Particolare del paesaggio,
un interno/esterno che si integrano
come nelle Opere di Leonardo.

Botticelli alias Alessandro Filipepi Annunciazione e nella predella Cristo in Pietà Uffizi l soloalsecondogrado

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Annunciazione
e nella predella Cristo in Pietà Uffizi anno 1489.
Amico e collega di Leonardo, Botticelli non è da meno del suo maestro predecessore, frate Filippo Lippi, nonché di Leonardo stesso.
Espressività marcata, non lontana dal ‘ritratto’ .

Botticelli alias Alessandro Filipepi Annunciazione e nella predella Cristo in Pietà Uffizi m soloalsecondogrado

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Annunciazione
e nella predella Cristo in Pietà Uffizi anno 1489.
Amico e collega di Leonardo, Botticelli non è da meno del suo maestro predecessore, frate Filippo Lippi, nonché di Leonardo stesso.
Espressività marcata, non lontana dal ‘ritratto’ .

Botticelli alias Alessandro Filipepi Madonna con Bambino in gloria Uffizi soloalsecondogrado b

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Madonna con Bambino in gloria Uffizi
Qui addirittura la figura della Vergine Maria è la stessa di quella nelle Opere di Frate Filippo Lippi;
stessa modella!

Botticelli alias Alessandro Filipepi Madonna con Bambino in gloria Uffizi soloalsecondogrado c

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Madonna con Bambino in gloria Uffizi
Qui addirittura la figura della Vergine Maria è la stessa di quella nelle Opere di Frate Filippo Lippi;
stessa modella!

Botticelli alias Alessandro Filipepi Madonna con Bambino in gloria Uffizi soloalsecondogrado e

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Madonna con Bambino in gloria Uffizi
Qui addirittura la figura della Vergine Maria è la stessa di quella nelle Opere di Frate Filippo Lippi;
stessa modella!

……

Se prendiamo addirittura un’Opera tra la pittura ed il disegno (affresco su embrice/tegola per tetto) , per giunta di dubbia attribuzione,
troviamo una espressività su fondo azzurro (colore di cui si è già discusso, vedi … https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/07/20/from-the-dissolution-of-perspective-to-the-dissolution-of-the-image-two-parallel-routes-with-a-single-objective/ )
che ha il forte sapore del ritratto più puro che si integra ,per struttura, all’Opera non solo di Leonardo ma anche a quelle olandesi;

.

Ritratto di uomo anziano attribuzione incerta Filippino Lippi o Domenico Ghirlandaio XV secolo Uffizi b soloalsecondogrado

Ritratto di uomo anziano
attribuzione incerta ; Filippino Lippi (figlio naturale di Filippo) o Domenico Ghirlandaio . Anno 1480 circa.
Museo degli Uffizi Firenze
Si noti il fondo azzurro, degno sostituto e continuatore del fondo oro,
azzurro di cui vedi al seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/07/20/from-the-dissolution-of-perspective-to-the-dissolution-of-the-image-two-parallel-routes-with-a-single-objective/
(…) “ L’azzurro; questo colore era il più utilizzato nel rappresentare ‘il trascendente’, il ‘mondo spirituale’.
L’azzurro è stato l’erede e fedele sostituto rinascimentale del fondo oro, che con Giotto e Masaccio rappresentava ancora la Mistica nella sua essenza più pura.
Paolo di Dono evita di utilizzare quei colori ,committenza permettendo, e nel modo allora utilizzati dai suoi colleghi. Evita di costruire uno spazio attraverso il colore del cielo, che è alla base della prospettiva aerea,dell’etere tipica in Leonardo. Ma non per questo è da meno di Leonardo stesso nel costruire uno spazio fino ad allora mai concepito, in cui ogni figura è un segmento dell’infinito come i pianeti in uno spazio fisico galileiano. E come lo spazio galileiano viene necessariamente indagato di notte, così Paolo evita spazi immersi nella vivida luce del giorno. Fino a giungere a paesaggi notturni come in una delle battaglie di San Romano, quella del Louvre, come anche ne :‘Caccia notturna’ – Ashmolean Museum di Oxford – , in cui tutto è immerso nelle tenebre per permettere agli strumenti da lui utilizzati , prospettiva non aerea, ma nemmeno più lineare, e colore, di raggiungere il massimo grado di costruzione dello spazio.
” (…)

L’azzurro è ancora il vero protagonista di questo piccolo capolavoro espressione del contrasto tra arte ancora mistica e un’arte realistica che si faceva strada; espressione tra ‘ l’azzurro ‘ e il ‘realismo psicologico della figura’ rappresentata.
Espressione ,se si vuole, del mutamento in corso tra ‘ l’uomo in Dio ‘ e ‘ Dio nell’uomo ‘, (vedi al seguente linK; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/19/museo-di-san-marco-firenze-visita-virtuale/ )

 

Ritratto di uomo anziano attribuzione incerta Filippino Lippi o Domenico Ghirlandaio XV secolo Uffizi c soloalsecondogrado

Ritratto di uomo anziano attribuzione incerta Filippino Lippi o Domenico Ghirlandaio XV secolo Uffizi d soloalsecondogrado

Si confronti questo fondo azzurro con quello de :’Lukas Cranach il vecchio, – scuola –’ nel ritratto di Martin Luther e della moglie Katharina von Bora – Uffizi -,
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/07/11/ubi-fides-ibi-libertas-la-morte-del-cardinale-g-biffi/

(…) Azure hath a canker by usura; cramoisi is unbroidered
Emerald findeth no Memling(…) E.P. XLV

.

E… tornando sull’Opera di Lorenzo di Credi,
possiamo mostrare un altro aspetto assai incisivo della sua Opera, oltre quello sopra visto del rapporto figura – paesaggio ,

quello del ritratto; della rappresentazione dell’universale, ovvero non più di una plastica ma di un’anima

Eccone una bella dimostrazione;

Lorenzo di Credi ritratto virile olio su tavola Uffizi b soloalsecondogrado

Lorenzo di Credi
ritratto virile
olio su tavola anno 1490
Uffizi

Lorenzo di Credi ritratto virile olio su tavola Uffizi c soloalsecondogrado

Lorenzo di Credi
ritratto virile
olio su tavola anno 1490
Uffizi
Rispetto alla sua ‘Annunciazione’, Lorenzo di Credi
sembra aver cambiato stilema;
in questo ritratto la pennellata è volutamente più larga,
meno attenta al particolare, da definire maniacalmente
fin nel più piccolo dettaglio.
Malgrado ciò il risultato è sorprendentemente incisivo
nel rappresentare l’interiorità più profonda,
ovvero ‘ l’universale ‘.

Lorenzo di Credi ritratto virile olio su tavola Uffizi a soloalsecondogrado

Lorenzo di Credi
ritratto virile
olio su tavola anno 1490
Uffizi

Coevo di Leonardo, Lorenzo di Credi,
attraverso questo ritratto e sua tecnica costruttiva, sembra comunicarci che di idee in pittura ne aveva molte e ben chiare.
Così da non invidiare il ben più noto collega Leonardo.

Un ultimo elemento,
un semplice disegno a riprova di quanto qui sopra sostenuto;

Lorenzo di Credi studio di Madonna disegno Uffizi

Lorenzo di Credi
studio di Madonna
disegno preparatorio
Uffizi
Chi sa dipingere in questo modo,
seppur :’
‘eccessivamente attento nella elaborazione e scelta dei colori,come dei soggetti rappresentati’
come scriveva Giorgio Vasari nella sua Opera :’ Le vite…’
Seppur
(volutamente?) lontano dai ‘dibattiti accademici’ di maggior livello…
non può essere considerato una sorta di pedissequo
elaboratore di idee, e conseguenti
produzioni artistiche, di altri artisti più noti
a quei tempi come ai giorni nostri…

……………………….

.

.

Passiamo ora ad un’Opera incompiuta di Leonardo ma tanto osannata come segmento dell’infinito che precorre di secoli l’Opera di Rembrandt, col suo colore ‘bruno’;

l’ Adorazione dei Magi,

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci m Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci r Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci n Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci o Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi

.

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci x Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci y Uffizi soloalsecondogrado

.

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci u Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
didascalia Uffizi

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci t Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
didascalia Uffizi

.

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci z Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi
di Leonardo da Vinci Uffizi
Anno 1480 circa, olio su tavola. Incompiuto.
Quest’Opera,
vista come ‘segmento d’infinito’ che anticipa l’Opera di Rembrandt di secoli (così vista, come già scritto in altri post, da Oswald Spengler)
se confrontata con la spazialità altrettanto ampia di Opere di altri Autori – sempre con lo stesso tema:
‘ l’Adorazione dei Magi ‘, –
non presenta significative differenze uniche ed ineguagliabili.
Come le altre – qui sotto pubblicate – può essere vista come una sorta di ‘open space’ ante litteram’ .
Senza contare quanto già detto circa
la ‘Madonna con Bambino e melagrana’.
di Fra Filippo Lippi,
Galleria Palatina Palazzo Pitti Firenze (vedi qui sopra)
in cui più piani orizzontali definiscono vari diversi accadimenti…

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci za Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci zb Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci b Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci
Uffizi, anno 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci am Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei magi
Uffizi 1480 circa

Note the soil of a dark brown;
is this ‘unfinished color’ of Leonardo da Vinci,
that made this painting particularly appreciated by Oswald Spengler.
Spengler saw in this particularly dark color, chosen by Leonardo,
like the forerunner color of the painting that will arrive with Rembrandt two centuries later …

 

 

 

 

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci c Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci d Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci studio per l Adorazione dei Magi Parigi Louvre soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci studio per l’ Adorazione dei Magi
Parigi Louvre

Si noti la diversa postura del Bambino – e varie –
rispetto al disegno/Olio incompiuto degli Uffizi.
Si noti inoltre uno dei Magi – quello genuflesso di fronte al Bambino – ; è disegnato nudo, per poi, secondo abitudine ‘anatomica leonardesca’, vestirlo

Madonne leonardesche;

Leonardo da Vinci studio Madonna con Bambino Parigi Louvre soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci studio Madonna con Bambino
Parigi Louvre

Leonardo studio Madonna Annunciazione gabinetto stampe soloalsecondogrado

Leonardo studio Madonna Annunciazione
gabinetto stampe

Notevole come sempre il suo chiaro scuro

.
…..
Una piccola digressione,
prima di continuare con le immagini de: ‘ l’adorazione dei Magi ‘

Leonardo da Vinci studio per un David in marmo mai realizzato Windsor Royal Library soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci,
studio per un David in marmo mai realizzato
Windsor Royal Library

Un David ‘di Michelangelo’ secondo Leonardo!

Leonardo da Vinci studio ponti Cod Atlantico f 312 r a soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci studio ponti
Cod Atlantico f 312 r a

Si noti il ponte in alto ;
(qui sotto ingrandito come particolare)

non è identico a quello del terzo millennio ( anno 2001) realizzato dall’architetto inglese,
Norman Foster ?!

Il viadotto autostradale presso la città di Millau – Aveyron, Francia – ponte strallato

Leonardo da Vinci studio ponti Cod Atlantico f 312 r a particolare soloalsecondogrado

Cod Atlantico f 312 r a

Si noti il ponte in alto ;
(particolare della pagina)

non è identico a quello del terzo millennio ( anno 2001) dell’architetto inglese,
Norman Foster ?!

Il viadotto autostradale di Millau – Aveyron, Francia – ponte strallato

Norman Foster ponte alias ponte di Millau terzo millennio oLeonardo da Vinci soloalsecondogrado

Norman Foster viadotto, alias ponte di Millau , – Aveyron, Francia –
terzo millennio (2001)

Norman Foster o…
Leonardo da Vinci ?
confronta con codice leonardesco (Codice Atlantico f 312 r a)

Leonardo da Vinci studio scalata di mura di cinta Cod B f 59 v soloalsecondogrado

Free Climbing…

Leonardo da Vinci studio scalata di mura di cinta
Cod B f 59 v

freacks by Leonardo da Vinci soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci, caricatura

Studio anatomico o… ‘sfottò’ – di razza ?

Si può presumere in Leonardo,
vedendo caricature di questo genere, da Lui
eseguite con frequenza, una contestazione ‘ante litteram’ di un aforisma
– tra i molti –
di un notissimo Fisico del secolo scorso,
il quale ebbe ad affermare : ‘
:’Dio non gioca a dadi’/’God does not play dice’

Leonardo sembra invece dirci che Dio,
nel generare ‘ghiribizzi di natura/Freaks’ di questo genere,
non solo gioca a dadi,
ma lo fa sulla nostra pelle!

[Leonardo with his caricatures/Freaks, he seems to tell us: ‘
: ‘God does not play dice!?
God not only plays dice, but He is making game of we!’.]


.
.
…..

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci v Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi 1480 circa

.

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci w Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci e Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci ad Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci ae Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci af Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci ag Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci ah Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci ai Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci al Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci x Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci aa Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei magi
Uffizi 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci ab Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei magi
Uffizi 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci ac Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei magi
Uffizi 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci y Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi 1480 circa

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci f Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci
Uffizi, anno 1480 circa
L’auto ritratto di Leonardo appena trentenne?

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci g Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci i Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci q Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci p Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci s Uffizi soloalsecondogrado

Leonardo da Vinci
Adorazione dei Magi
Uffizi

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci l Uffizi soloalsecondogrado

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci h Uffizi soloalsecondogrado

.

Confrontiamo la spazialità qui sopra vista ne:’ L’adorazione dei Magi ‘ di Leonardo da Vinci
con quella di altri Autori;

 

Per iniziare,
…con quella di,
Sandro Botticelli;

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado b

Botticelli alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi Uffizi
Anno 1495 circa, non finita tempera su tavola
Pari aperta spazialità

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado c

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado d

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado e

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado f

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado g

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado h

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado i

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado l

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

Botticelli alias Alessandro Filipepi Adorazione dei Magi Uffizi soloalsecondogrado m

Botticelli
alias Alessandro Filipepi
Adorazione dei Magi
Uffizi
anno 1495 circa

.

.

Altro confronto con,
Filippino Lippi (figlio naturale di Fra Filippo),

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi b soloalsecondogrado

Filippino Lippi (figlio di Frate Filippo)
Adorazione dei Magi
anno 1495 circa tempera su tavola Uffizi
Non privo di una certa leziosa ricercatezza nei colori, ma…
pari aperta spazialità!

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Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi c soloalsecondogrado

Filippino Lippi
( vero nome:’ Filippo Lippi ‘, figlio naturale di
Frate Filippo )
Adorazione dei Magi, particolare, anno 1496
Uffizi
Filippino, coevo di Leonardo, come Leonardo stesso
e molti altri artefici della pittura rinascimentale, svilupparono il tema de :’
:’ l’adorazione dei Magi ‘,
, allora assai di moda, con una costruzione ottica
del paesaggio e figure ivi immerse,
assai simili tra loro.

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi d soloalsecondogrado

Filippino Lippi
( vero nome:’ Filippo Lippi ‘, figlio naturale di
Frate Filippo )
Adorazione dei Magi, particolare, anno 1496
Uffizi
Filippino, coevo di Leonardo, come Leonardo stesso
e molti altri artefici della pittura rinascimentale, svilupparono il tema de :’
:’ l’adorazione dei Magi ‘,
, allora assai di moda, con una costruzione ottica
del paesaggio e figure ivi immerse,
assai simili tra loro.

.
Qualche particolare del quadro;

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi e soloalsecondogrado

Filippino Lippi (figlio di Frate Filippo)
Adorazione dei Magi
anno 1495 circa
tempera su tavola Uffizi

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi f soloalsecondogrado

Filippino Lippi (figlio di Frate Filippo)
Adorazione dei Magi
anno 1495 circa
tempera su tavola Uffizi

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi g soloalsecondogrado

Filippino Lippi (figlio di Frate Filippo)
Adorazione dei Magi
anno 1495 circa
tempera su tavola Uffizi
Una sorta di processione semi circolare di cavalieri …

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi h soloalsecondogrado

Filippino Lippi (figlio di Frate Filippo)
Adorazione dei Magi
anno 1495 circa
tempera su tavola Uffizi
Il cuore di questa processione epifànica.
L’attenzione – molto terrena, più che divina –
dei genitori putativi del Bambino,
che già mostra sicurezza alle attenzioni di reverenza
del mondo intero.

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi i soloalsecondogrado

Come didascalia qui subito sopra.

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi l soloalsecondogrado

Una capigliatura straordinaria
per un evento altrettanto straordinario!

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi m soloalsecondogrado

Filippino Lippi (figlio di Frate Filippo)
Adorazione dei Magi
anno 1495 circa tempera su tavola Uffizi
Un omaggio di tipo vassallatico da tutto il mondo,
come si può notare dai tratti somatici di coloro che
rendono omaggio al Bambino.
Solo che… sia nel mondo ebraico ,prima, come nel mondo islamico ,poi, le valutazioni sul Bambino, sul
Cristo ovvero l’Unto del Signore,
sono state ben diverse…
L’omaggio è dunque nelle aspirazioni cristiane,
ma non certo nella realtà storica!

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Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi s soloalsecondogrado

Filippino Lippi (figlio di Frate Filippo)
Adorazione dei Magi
anno 1495 circa tempera su tavola Uffizi.
Ma.. l’omaggio dell’Occidente è reale e incondizionato.
Lo si nota dalle figure,
– tutte occidentali, anche se magari soltanto per mentalità e non etnia –
che non per caso sono a destra del Bambino,
ed hanno uno sguardo che
non lascia dubbi sulla loro incondizionata Fede,
confrontandoli con quelli a sinistra del Bambino.
In prima fila gli uomini di Chiesa… i consacrati.

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi t soloalsecondogrado

Filippino Lippi (figlio di Frate Filippo)
Adorazione dei Magi
anno 1495 circa tempera su tavola Uffizi.
Ma.. l’omaggio dell’Occidente è reale e incondizionato.
Lo si nota dalle figure,
– tutte occidentali, anche se magari soltanto per mentalità e non etnia –
che non per caso sono a destra del Bambino,
ed hanno uno sguardo che
non lascia dubbi sulla loro incondizionata Fede,
confrontandoli con quelli a sinistra del Bambino.
In seconda fila ‘i saggi, i sapienti’ ; ( si noti l’astrolabio che tiene sotto il braccio)

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi v soloalsecondogrado

Filippino Lippi (figlio di Frate Filippo)
Adorazione dei Magi
anno 1495 circa tempera su tavola Uffizi.
Ma.. l’omaggio dell’Occidente è reale e incondizionato.
Lo si nota dalle figure,
– tutte occidentali, anche se magari soltanto per mentalità e non etnia –
che non per caso sono a destra del Bambino,
ed hanno uno sguardo che
non lascia dubbi sulla loro incondizionata Fede,
confrontandoli con quelli a sinistra del Bambino.
In terza fila i Re,
che tentano di farsi strada per primi…

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi u soloalsecondogrado

Filippino Lippi (figlio di Frate Filippo)
Adorazione dei Magi
anno 1495 circa tempera su tavola Uffizi.
Ma.. l’omaggio dell’Occidente è reale e incondizionato.
Lo si nota dalle figure,
– tutte occidentali, anche se magari soltanto per mentalità e non etnia –
che non per caso sono a destra del Bambino,
ed hanno uno sguardo che
non lascia dubbi sulla loro incondizionata Fede,
confrontandoli con quelli a sinistra del Bambino.
In terza fila i Re; con i loro preziosi doni.

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Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi n soloalsecondogrado

Filippino Lippi (figlio di Frate Filippo)
Adorazione dei Magi
anno 1495 circa tempera su tavola Uffizi
Un paio di dettagli; il primo

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi o soloalsecondogrado

Filippino Lippi (figlio di Frate Filippo)
Adorazione dei Magi
anno 1495 circa tempera su tavola Uffizi
…il secondo dettaglio.

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Didascalia del Museo degli Uffizi,

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi r soloalsecondogrado

Filippino Lippi Adorazione dei Magi Uffizi q soloalsecondogrado

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Filippino Lippi disegno animale mitico Uffizi soloalsecondogrado

Filippino Lippi
disegno animale mitico Uffizi
Si confronti questo ‘animale fantastico’
disegnato da Filippino con quelli disegnati da
Leonardo da Vinci;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/02/10/from-leonardo-to-the-melting-pot-contemporary/
Come si può notare dal confronto,
la ‘fantasticheria’ era un elemento diffuso,
se non altro tra gli artefici dell’arte!

.

Jacopo Carucci, alias il Pontormo,
.

Jacopo Pontormo b Adorazione dei Magi Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Pontormo,
Adorazione dei Magi
Palazzo Pitti Firenze
Opera del 1520 circa

.

Jacopo Pontormo c Adorazione dei Magi Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Carucci da Pontormo
Adorazione dei Magi
Palazzo Pitti Firenze anno 1525 circa.
Questa ‘adorazione’ del Pontormo è,
rispetto a quella di Filippino Lippi (qui sopra)
temporalmente successiva di circa
trent’anni, e di quaranta rispetto a quella di Leonardo.
Malgrado ciò l’impostazione ottica dell’Opera è assai simile.
Una costruzione aerea che guarda in lontananza con le figure immerse nello spazio.
Ciò che invece appare immediatamente visibile nella sua differenza, è nell’evoluzione dell’architettura;
nell’Opera del Pontormo le abitazioni – rigorosamente toscane – sono già di carattere signorile , più aperte che non chiuse e cintate di mura come quelle dipinte dai
suoi predecessori.

Jacopo Pontormo d Adorazione dei Magi Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Carucci da Pontormo
Adorazione dei Magi
Palazzo Pitti Firenze anno 1525 circa.
Questa ‘adorazione’ del Pontormo è,
rispetto a quella di Filippino Lippi (qui sopra)
temporalmente successiva di circa
trent’anni, e di quaranta rispetto a quella di Leonardo.
Malgrado ciò l’impostazione ottica dell’Opera è assai simile.
Una costruzione aerea che guarda in lontananza con le figure immerse nello spazio.
Ciò che invece appare immediatamente visibile nella sua differenza, è nell’evoluzione dell’architettura;
nell’Opera del Pontormo le abitazioni – rigorosamente toscane – sono già di carattere signorile , più aperte che non chiuse e cintate di mura come quelle dipinte dai
suoi predecessori.

Jacopo Pontormo e Adorazione dei Magi Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Carucci da Pontormo
Adorazione dei Magi
Palazzo Pitti Firenze anno 1525 circa.
Questa ‘adorazione’ del Pontormo è,
rispetto a quella di Filippino Lippi (qui sopra)
temporalmente successiva di circa
trent’anni, e di quaranta rispetto a quella di Leonardo.
Malgrado ciò l’impostazione ottica dell’Opera è assai simile.
Una costruzione aerea che guarda in lontananza con le figure immerse nello spazio.
Ciò che invece appare immediatamente visibile nella sua differenza, è nell’evoluzione dell’architettura;
nell’Opera del Pontormo le abitazioni – rigorosamente toscane – sono già di carattere signorile , più aperte che non chiuse e cintate di mura come quelle dipinte dai
suoi predecessori.
Si noti che il momento epifanico,
ovvero il riconoscimento da parte del mondo della
divinità di Gesù Bambino,
ha,
nella disposizione delle figure che rendono omaggio al Bambino,
una costruzione di tipo circolare
come nella ‘adorazione’ di Leonardo.

Jacopo Pontormo f Adorazione dei Magi Palazzo Pitti Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Carucci da Pontormo
Adorazione dei Magi
Palazzo Pitti Firenze anno 1525 circa.
Questa ‘adorazione’ del Pontormo è,
rispetto a quella di Filippino Lippi (qui sopra)
temporalmente successiva di circa
trent’anni, e di quaranta rispetto a quella di Leonardo.
Malgrado ciò l’impostazione ottica dell’Opera è assai simile.
Una costruzione aerea che guarda in lontananza con le figure immerse nello spazio.
Ciò che invece appare immediatamente visibile nella sua differenza, è nell’evoluzione dell’architettura;
nell’Opera del Pontormo le abitazioni – rigorosamente toscane – sono già di carattere signorile , più aperte che non chiuse e cintate di mura come quelle dipinte dai
suoi predecessori.
Si noti che il momento epifanico,
ovvero il riconoscimento da parte del mondo della
divinità di Gesù Bambino,
ha,
nella disposizione delle figure che rendono omaggio al Bambino,
una costruzione di tipo circolare
come nella ‘adorazione’ di Leonardo.
In questo particolare,
la figura a destra (di chi guarda), colta nel momento in cui ‘si toglie il cappello’, ha un che di ottocentesco.
Sempre sulla destra, ma sullo sfondo, si noti la
costruzione degli alberi in lontananza.
Leonardeschi puri;
non disegnati/definiti,
ma tratteggiati in senso circolare.

.

E… continuiamo il confronto tra :’l’adorazione dei Magi’ di Leonardo da Vinci,
con quella de: il Ghirlandaio, alias Domenico Bigordi;

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi c soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi b soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi d soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487
Prospettiva aerea, cioè geometrica/brunelleschiana,
disposizione circolare delle figure,
una Vergine dalla espressività tipica del ritratto,
costruzione coloristica che concorre a costruire lo
spazio prospettico, come nella pittura tonale veneziana,
e…
raffinatezza compositiva tipica di Fra Filippo Lippi,
come sopra visto.

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi e soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487
Prospettiva aerea, cioè geometrica/brunelleschiana,
disposizione circolare delle figure,
una Vergine dalla espressività tipica del ritratto,
costruzione coloristica che concorre a costruire lo
spazio prospettico, come nella pittura tonale veneziana,
e…
raffinatezza compositiva tipica di Fra Filippo Lippi,
come sopra visto.
In questo particolare, si nota il rapporto tra un azzurro celeste (classicheggiante) e quello blu
– ma sarebbe meglio dire un azzurro più marcato –
delle vesti

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi f soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487

Prospettiva aerea, cioè geometrica/brunelleschiana,
disposizione circolare delle figure,
una Vergine dalla espressività tipica del ritratto,
costruzione coloristica che concorre a costruire lo
spazio prospettico, come nella pittura tonale veneziana,
e…
raffinatezza compositiva tipica di Fra Filippo Lippi,
come sopra visto.
Si noti il volto della Vergine;
una giovinetta che tanto ci ricorda
– a parte il sorriso qui mancante –
‘La Madonna Benois’ di Leonardo da Vinci conservato
a l’ Hermitage di San Pietroburgo.

 

 

 

 

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Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi h soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487

Prospettiva aerea, cioè geometrica/brunelleschiana,
disposizione circolare delle figure,
una Vergine dalla espressività tipica del ritratto,
costruzione coloristica che concorre a costruire lo
spazio prospettico, come nella pittura tonale veneziana,
e…
raffinatezza compositiva tipica di Fra Filippo Lippi,
come sopra visto.
Si noti il volto della Vergine;
una giovinetta che tanto ci ricorda
– a parte il sorriso qui mancante –
‘La Madonna Benois’ di Leonardo da Vinci conservato
a l’ Hermitage di San Pietroburgo.

 

 

 

 

.

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi i soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487
Una costruzione architettonica centrale
ed aperta,
che raccorda due ‘esterni’,
quello del paesaggio marino in lontananza con quello
in primo piano dell’adorazione dei Magi.

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi l soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487
Come commento qui subito sopra.

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi m soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Adorazione dei Magi
Uffizi anno 1487
Si noti le due figure che ‘osservano’ in lontananza.

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi n soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Uffizi Adorazione dei Magi
I soliti sguardi in lontananza…

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi o soloalsecondogrado

Ghirlandaio alias Domenico Bigordi Uffizi Adorazione dei Magi g soloalsecondogrado

Ghirlandaio
alias Domenico Bigordi
Uffizi
anno certo nell’iscrizione in caratteri romani:
: MCCCCLXXXVII ovvero 1487 !

.

Ciò che si può dire, dopo aver visto e confrontato quanto sopra,

è che, è per accumulo successivo di tecniche e conoscenze, integrate fra confronti tra vari Paesi ( Italia, Paesi Bassi in questi casi)
che nascono le Opere di maggior rilievo.
Pensare, come a molti piace pensare, che un unico Autore svolga un compito per tutti è inesatto.
Che alcuni pochi Autori svolgono un carico di maggior rilievo, anche per volume oltre che per qualità, è anche vero. Ma errate sono le conclusioni,leggi valutazioni, che spesso se ne son tratte, e che se ne traggono ancor oggi.

Di certo Leonardo da Vinci fu grandissimo nella sua Opera,
ma solo e grazie a chi lo precedette ed ai suoi contemporanei che collaborarono con lui.

.
……………..

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Masaccio alias Tommaso di ser Giovanni Cassai Madonna con Bambino Uffizi c soloalsecondogrado

Masaccio alias Tommaso di ser Giovanni Cassai
Madonna con Bambino Uffizi
.Alias ‘Madonna del solletico’. Alias ‘Madonna tickling’. Anno 1425 circa tempera su tavola.
Ecco l’Opera di uno sfortunato pittore,
morto poco più che ragazzo che, ciò malgrado
rivoluzionò la pittura.
Il manto blu cobalto che descrive una spazialità ancora appiattita da un fondo dorato, ma che presto diverrà tridimensionale con la pittura’tonale’/velature a Venezia.
Una espressività embrionale ma presente ormai nelle due figure.

Masaccio alias Tommaso di ser Giovanni Cassai Madonna con Bambino Uffizi d soloalsecondogrado

Masaccio alias Tommaso di ser Giovanni Cassai
Madonna con Bambino Uffizi
Alias ‘Madonna del solletico’. Alias ‘Madonna tickling’. Anno 1425 circa, tempera su tavola.
Sfortunata fu anche quest’Opera nei secoli; sottratta illegittimamente più volte al polo museale per le tristi vicende di guerra,
tornò in Italia solo grazie alla caparbietà di abili responsabili incaricati della ricerca di Opere perdute.

Masaccio alias Tommaso di ser Giovanni Cassai Madonna con Bambino Uffizi e soloalsecondogrado

Masaccio
alias Tommaso di ser Giovanni Cassai
Madonna con Bambino
alias ‘Madonna del solletico’
Tempera su tavola 1425 circa
Uffizi

Masaccio alias Tommaso di ser Giovanni Cassai Madonna con Bambino retro tavola Uffizi f soloalsecondogrado

Masaccio alias Tommaso di ser Giovanni Cassai
Madonna con Bambino Uffizi
Anno 1425 circa tempera su tavola
Retro del quadro; porta lo stemma del Cardinale giurista (Antonio Casini) committente l’Opera,
allora proprietario della stessa.

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Masaccio alias Tommaso di ser Giovanni Cassai Madonna con Bambino Uffizi f soloalsecondogrado

Masaccio
alias, Tommaso di ser Giovanni Cassai
Madonna con Bambino
o Madonna del solletico – Uffizi –
Anno 1425 circa tempera su tavola.
Retro del quadro;
porta lo stemma del Cardinale giurista Antonio Casini
committente l’Opera,

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Masolino da Panicale alias Tommaso di Cristoforo Fini Madonna della Umilta a Uffizi soloalsecondogrado

Masolino da Panicale alias Tommaso di Cristoforo Fini
Madonna della Umiltà
Uffizi Firenze Tempera su tavola 1415 circa

(…)’ L’uomo fa la storia,dunque fa la storia politica.
La donna è la storia, dunque è la storia cosmica.
La madre con il bambino al petto è il grande simbolo della vita cosmica’.(…) O.S.

 

 

 

Masolino da Panicale alias Tommaso di Cristoforo Fini Madonna della Umilta b Uffizi soloalsecondogrado

Masolino da Panicale alias Tommaso di Cristoforo Fini
Madonna della Umiltà
Uffizi Firenze Tempera su tavola 1415 circa
Quasi quarant’anni prima della nascita di Leonardo
seppur su un fondo oro, uniforme e piatto,
attraverso l’immagine delle figura di Maria, e degli abiti
Masolino già raggiunge una tonalità che verrà
sviluppata più di mezzo secolo dopo.
Volto e mani della Vergine già preannunciano quella espressività leonardesca.

Masolino da Panicale alias Tommaso di Cristoforo Fini Madonna della Umilta c Uffizi soloalsecondogrado

Madonna della Umiltà
Uffizi Firenze Tempera su tavola 1415 circa
Quasi quarant’anni prima della nascita di Leonardo
seppur su un fondo oro, uniforme e piatto,
attraverso l’immagine delle figura di Maria, e degli abiti
Masolino già raggiunge una tonalità che verrà
sviluppata più di mezzo secolo dopo.

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Riporto qui diseguito alcune righe scritte da Eugenio Battisti, un filosofo prestato al mondo della critica d’arte,
scritte negli anni sessanta nel suo libro:‘ L’anti rinascimento ‘
, che fece da pendant italiano ad un testo americano :’
:‘ Counter – renaissance ‘ Hiram Haydn USA 1950;

(…) ‘Il Rinascimento è Opera di gruppi, più isolati che legati. Fra le varie Capitali vi erano certo molte relazioni, ma anche ostilità. E le comunicazioni erano molto più rare rispetto ai nostri giorni.
Il ‘genius loci’ prevaleva sul ‘genius nationis’. Ed il tempo ha poi permesso che fosse fatto scempio di ciò che di queste età anteriori non fosse consono con le proprie nuove idee di Rinascimento e di bello’/

(…) ‘The Renaissance is the work of groups, more isolated than bound. Among the various Capitals there were certainly many relationships, but also hostility. And communications were much rarer than today.
The ‘genius loci’ prevailed over the ‘genius nationis’. And time has allowed the slaughter of those ancient ideas, since they are no longer suitable for new ideas of Renaissance and beauty ‘(…)

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E… oggi?

‘(…) Ciò che oggi si crea nel mondo dell’arte è impotenza e menzogna; dalla musica dopo Wagner come nella pittura dopo Manet, Cèzanne, Leibl e Menzel.
Si cerchino le grandi personalità, che possono giustificare l’affermazione che esiste ancora un’arte informata da una necessità fatale.
Si cerchino i compiti naturali e necessari che esse dovrebbero realizzare.
Si visitino le esposizioni, concerti e teatri e si troveranno soltanto degli industriali dell’arte e dei rumorosi pazzi che insistono nel confezionare per il
mercato qualcosa di cui, interiormente, già da tempo se ne sente la perfetta inutilità.
A che livello di dignità interna ed esterna sta oggi tutto ciò che è arte ed artisti.!

In un c.d.a.(consiglio di amministrazione) di una qualche S.P.A. o fra puri ingegneri, si troverà più intelligenza artistica, buon gusto, capacità critica e fantasia che non in tutta la pittura e la musica dell’Europa contemporanea.

In passato per ogni grandissimo artista, ve ne sono sempre stati un centinaio di superflui che ‘facevano’ dell’arte
Tuttavia finché è esistita una
grande regola, ovvero un’arte autentica, anche quel centinaio hanno prodotto qualcosa di veramente buono.
Essi erano l’humus su cui cresceva il grande artista
(vedi sopra Leonardo e Michelangelo, n.d.c.).

Ma oggi esistono solo quel centinaio di artisti; con le loro decine di migliaia di Opere fatte ‘per vivere’ e di cui non se ne sente ne la necessità ne la validità
E’ certo che essi potrebbero chiudere tutti i loro studi di artisti, senza che l’arte ne risenta minimamente
. (…)’

Oswald Spengler ne:’Il tramonto dell’Occidente’/’The Decline of the West’/’Der Untergang des Abendlandes’, Capitolo IV°, ‘Il nudo ed il ritratto’

Ecco qui di seguito un esempio per tutti, tra i molti , di ciò che Spengler aveva già intuito ad un secolo esatto dalla pubblicazione della Sua Opera omnia
Il tramonto dell’Occidente’/’The Decline of the West’/’Der Untergang des Abendlandes (1918/2018) – ;

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Michelangelo Pistoletto Il tempo del Giudizio Pisa estate duemiladiciotto soloalsecondogrado c

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Michelangelo Pistoletto Il tempo del Giudizio Pisa estate duemiladiciotto soloalsecondogrado b

Michelangelo Pistoletto
The time of Judgment Pisa – Tuscany – summer 2018
without words
Commentary by Ludovico Pratesi

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Michelangelo Pistoletto Il tempo del Giudizio Pisa estate duemiladiciotto soloalsecondogrado a

Michelangelo Pistoletto
The time of Judgment Pisa – Tuscany – summer 2018
without words
Commentary by Ludovico Pratesi

 

Here is the masterpiece, thought more than realized, by Michelangelo Pistoletto

(We now know that ‘authorship’ is no longer necessary for an artist to be such!)

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Michelangelo Pistoletto Il tempo del Giudizio Pisa estate duemiladiciotto soloalsecondogrado d

Michelangelo Pistoletto
Il tempo del Giudizio Pisa estate 2018
Commentary by Ludovico Pratesi

Michelangelo Pistoletto Il tempo del Giudizio Pisa estate duemiladiciotto soloalsecondogrado e

Michelangelo Pistoletto
Il tempo del Giudizio Pisa estate 2018
Commentary by Ludovico Pratesi

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Ecco un altro piccolo esempio, ‘on the road’ da Firenze estate 2018 di…: ‘impotenza e menzogna’ o,se si vuole, di ‘scollamento tra arte e Civiltà’ ;

Marina Abramović

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Marina Abramovic Firenze estate duemiladiciotto a

Marina Abramovic
Firenze estate 2018 ‘on the Road’

Marina Abramovic Firenze estate duemiladiciotto b

Marina Abramovic
Firenze estate 2018 ‘on the Road’

(…):‘ Un tempo libertà e necessità si identificavano. Difatti il segno di ogni arte vivente era la coincidenza tra volontà, necessità interiore e capacità artistica.
Con l’artista convivevano la naturalezza del fine da raggiungere e l’inconscia capacità di realizzazione di un’Opera di valore.
Ovvero era presente l’unità tra arte e Civiltà/(Kultur).

Tutto ciò è ormai finito, oggi per libertà

si intende una assoluta mancanza di

disciplina.’

(…)

O.S.

P.S.;

This post was published on 31 August last.
Yesterday, Sunday 23 September 2018, the artist Marina Abramovic was hit in the head with a painting, in which her own image is portrayed,
by a self-styled artist – from the Czech Republic – ,

(personal exhibition by Marina Abramovic: ‘the Cleaner’,Firenze settembre 2018 ; see; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/10/22/marina-abramovic-the-cleaner-autumn-2018-january-2019-palazzo-strozzi-firenze/)

,self-styled artist, who in this way demonstrated his negative appreciation for the artistic work of Marina.

I agree that I have here expressed my disagreement for certain artistic, or alleged productions, but … we do not exaggerate with the protest !!!

https://firenze.repubblica.it/cronaca/2018/09/23/news/firenze_aggredita_marina_abramovic_da_un_sedicente_artista-207157859/

Questo post è stato pubblicato il 31 agosto scorso.
Ieri, domenica 23 settembre 2018, l’artista Marina Abramovic è stata colpita in testa con un quadro ,in cui è ritratta la sua stessa immagine,
da un sedicente artista – della repubblica Ceca – ,

(mostra personale di Marina Abramovic :‘the Cleaner/lo spazzino’,Firenze settembre 2018 ; vedi;https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/10/22/marina-abramovic-the-cleaner-autumn-2018-january-2019-palazzo-strozzi-firenze/)

sedicente artista/self-styled artist, che ha in questa maniera dimostrato il suo apprezzamento negativo per il lavoro artistico di Marina.

d’accordo che ho qui espresso il mio dissenso per certe produzioni artistiche, o presunte tali, ma… non esageriamo con la contestazione!!!

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Rovesciando ora il punto di vista; dall’Opera al suo fruitore , dall’artista al destinatario dell’Opera,
ecco cosa possiamo osservare attraverso Giacomo Zaganelli;

Giacomo Zaganelli Uffizi Firenze Grand Tourismo a soloalsecondogrado

Giacomo Zaganelli;
the Uffizi seen in subjective.
If contemporary art is now the expression
of a dissolution,
it follows that those who use it – the masses –
are the ‘pendant’ of that dissolution!

(…) ‘Tutto ciò che è euclideo è facilmente afferrabile, ed è dunque popolare. Per cui l’antichità è arte popolare in senso stretto.
A ciò si deve la incredibile seduzione da parte dell’arte antica sui moderni spiriti faustiani ( ‘di Faust ‘, il protagonista dell’omonimo poema drammatico di J.W. Goethe ). Per loro la contemplazione dell’arte antica è un grande ristoro.
Col Rinascimento si ottenne un’arte similmente comunicativa a quella antica.
Difatti in alcuni suoi aspetti Raffaello è popolare, come ancora Rembrandt. Ma a partire da Tiziano, la
pittura – come la poesia e la musica – diviene via via sempre più esoterica. Difatti chi ascoltava la musica di Bach in chiesa, non la capiva.
La ‘massa’ si annoia sentendo Mozart e Beethoven. L’effetto di questa musica su di essa si riduce a delle semplici impressioni.
Dopo che l’illuminismo ha coniato la formula dell’arte per tutti, ogni singolo appartenente alla ‘massa’ finge agli altri ed a se stesso un
interesse per cose del genere, nei concerti come nelle gallerie d’arte.
Un’arte faustiana non è per tutti, a causa della sua essenza. Se la pittura moderna si rivolge a gruppi sempre più esigui di conoscitori, ciò
deriva dal fatto che si è progressivamente allontanata da elementi accessibili alla comune comprensione.(…)
A partire da questo punto è penetrato nella pittura un elemento metafisico difficilmente accessibile, che non si rivela alle masse profane.’
(…)

Oswald Spengler ne:’Il tramonto dell’Occidente’/’The Decline of the West’/’Der Untergang des Abendlandes’, Capitolo IV°, ‘Le arti figurative’

 

 

Giacomo Zaganelli Uffizi Firenze Grand Tourismo b soloalsecondogrado

Giacomo Zaganelli;
the Uffizi seen in subjective.
If contemporary art is now the expression
of a dissolution,
it follows that those who use it – the masses –
are the ‘pendant’ of that dissolution!

Giacomo Zaganelli Uffizi Firenze Grand Tourismo c soloalsecondogrado

Giacomo Zaganelli;
the Uffizi seen in subjective.
If contemporary art is now the expression
of a dissolution,
it follows that those who use it – the masses –
are the ‘pendant’ of that dissolution!

Giacomo Zaganelli Uffizi Firenze Grand Tourismo d soloalsecondogrado

Giacomo Zaganelli;
the Uffizi seen in subjective.
If contemporary art is now the expression
of a dissolution,
it follows that those who use it – the masses –
are the ‘pendant’ of that dissolution!

Adesso possiamo comprendere una vecchia originale espressione:’

Lo spazio crea il tempo, poi il tempo uccide lo spazio

 

Con le prime Opere di Masolino e Masaccio, poi con Leonardo ed altri, la costruzione dell’immagine, attraverso panneggi e volti creava uno spazio tridimensionale da cui scaturisce la dimensione temporale.
Da qui un periodo centrale aureo per il mondo che ideò questa relazione (e non più semplice proporzione come nel mondo ellenico) spazio temporale.
Ma poi il tempo uccide, dissolve lo spazio stesso, corrodendolo dall’interno;
ecco questo rappresentato realmente – e forse inconsapevolmente da Zaganelli e Direzione degli Uffizi – attraverso le ‘masse’ fruenti di un universo che è stato,

ma che ormai è inconsapevolmente dissolto!

So what we daily experience, even through contemporary art, is a process of representation of dissolution – disintegration – of the human mind. Including all the artistic cultural heritage inherited from previous eras.

Certo possiamo chiamare arte anche tutto ciò, essendo pur sempre un riflesso di un mondo che un artefice d’arte vede, elabora / sente e ricrea secondo un proprio stilema.
Ma si dimentica spesso, sopratutto da parte della critica più attenta – filosofi della storia in testa – che se si valutano concluse in se varie epoche, senza speranza di una sorta di nesso di continuità, è pur vero – e qui la loro ‘distrazione’ – che occorrono diverse definizioni di arte a seconda delle differenti epoche.
Invece essi hanno adottato un unico parametro di giudizio per differenti misure.

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Ma…!

meglio capolavori naturali, come madre natura ci riserva senza mai deluderci;

Michelangelo Pistoletto Il tempo del Giudizio Pisa estate duemiladiciotto soloalsecondogrado g

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Michelangelo Pistoletto Il tempo del Giudizio Pisa estate duemiladiciotto soloalsecondogrado f

Between heaven and earth, between blue and green; what’s better?

NAZIONALSOCIALISMO e NEONAZIONALSOCIALISMO

NAZIONALSOCIALISMO e NEONAZIONALSOCIALISMO

Sottotitolo.
Un punto di vista attuale e storicamente qui rivisitato di un fenomeno unico ed epocale tanto clamoroso e noto per quanto pressochè misconosciuto ai più .

Nota ;
attraverso vecchie interpretazioni

– di cui il tempo della Storia mostra la totale usura ed inconsistenza, ma anacronisticamente lasciate volutamente intatte dalla ‘storiografia uffciale’ –

qui rispolverate, una delle quali del noto scrittore Pasolini, si ripercorre un’Idea che è invece il vero architrave dell’Europa vera e propria – cioè quella Occidentale – , Idea da cui rifuggire ha significato il crollo di una Civiltà intera.
Civiltà che è soluzione indubbia di tutto il passato dell’Umanità intera .

Gli ‘Scritti corsari’ di Pier Paolo Pasolini.

Ecco una Raccolta di articoli  – ‘Scritti corsari’ – ,pubblicati come Opera letteraria nel 1975 , che mostrano l’inconsistenza di un pensiero allora travolgente tutto e tutti e che saranno alla base dei così detti ‘anni di piombo’ in Italia. Non per niente Pasolini, il suo autore, fu all’epoca direttore de :‘Lotta continua’ ; un periodico omonimo del movimento di estrema sinistra che aveva tra i suoi leaders personaggi come Adriano Sofri

[ CFR. con quanto al post del 22/novembre/2011 nella pagina :‘ Quattro chiacchiere sul CINEMA d’ ESSAI e sul suo scomodo valore .’
Direttamente attraverso il seguente link ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/#comment-171

]

Da :‘Scritti corsari’ di Pier Paolo Pasolini

:” ALMIRANTE per quanto abbia tentato di aggiornarsi ,è altrettanto ridicolo che MUSSOLINI .
Piuttosto un pericolo reale viene dalla frangia neonazista del fascismo, che adesso conta su poche migliaia di fanatici , ma che domani potrebbe diventare un esercito .
Secondo me oggi l’Italia vive qualcosa di analogo a quanto accadde in Germania agli albori del nazismo .
E’ il popolo che sta diventando piccola borghesia ma che non è ancora l’una e non è più l’altro .
Secondo me il nucleo dell’esercito nazista fu costituito proprio da questa ibrida massa . E l’Italia sta correndo proprio questo pericolo .”


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Al contrario di ciò che affermò a suo tempo Pasolini sul presunto ‘nazionalsocialismo’ post bellico, c’era allora – negli anni settanta – come oggi chi sosteneva/sostiene una origine opposta ( rispetto a quella sostenuta da Pasolini – qui sopra riportata – )del nazionalsocialismo ;

cioè non con un processo di trasformazione del popolo in borghesia – come sostenuto da Pasolini – ma al contrario con il regresso di questo processo . Ovvero la classe borghese nella fase di perdita dei suoi privilegi cerca di recuperare terreno con una trasformazione autoritaria nel nazionalsocialismo .

Ben lontano dal pretendere una soluzione di una questione tanto controversa per quanto spinosa ed ancora attuale

[ rinvio in merito ai seguenti due articoli del luglio/2011 :

:’ A. B. Breivik | NORVEGIA 22 luglio 2011 ‘ e :

:’A. B. Breivik, Norvegia 22/7/2011 | ecco il PERCHE’ della STRAGE ‘

direttamente ai seguenti links ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/07/26/a-b-breivik-norvegia-22-luglio-2011/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/07/27/a-b-breivik-norvegia-2272011-ecco-il-perche-della-strage/

come esempio della drammaticità di un passato che ritorna perchè non ‘pacificato nella sua natura’ ]

si ravvede alla luce del tempo – un vecchio adagio recita :‘ LA VERITA’ E’ FIGLIA DEL TEMPO ‘la pochezza di simili interpretazioni .

Si può certo notare che nel movimento fascista e nazionalsocialista

( che molti storici accorciano in nazista forse per evitare l’imbarazzante riferimento al mondo socialista )

vi fu la strumentalizzazione degli stessi da parte di forze borghesi preoccupate dell’avanzata del mondo operaio e qiundi delle forze socialiste/comuniste .Forze borghesi che pensarono di risolvere con mezzi sbrigativi le insurrezioni operaie che minacciavano la loro stessa sopravvivenza .

Ma la realtà è ben più profonda e i tristi eventi norvegesi del luglio/2011 di cui sopra fatto cenno ce lo dimostrano in tutta la sua drammaticità .
Non sempre nella storia un conflitto fa emergere lo ‘zeit geist’ del tempo. Le due guerre mondiali ,alla luce dei nostri giorni, ce lo stanno dimostrando.
Si legga i due articoli del luglio scorso , di cui qui sopra link di rinvio – non sto a ripetermi – .

 

Nota;

se ,con onestà intellettuale, si vuol riconoscere un merito a Pasolini,
è certamente – e probabilmente l’unico – di aver letterariamente contribuito ( come molti altri; vedi Moravia , Bassani etc…) a sdoganare l’universo italiano da quella sorta di ristretta mentalità piccolo borghese fatta di falsi candori, falsa religiosità, falsa politica democratica (leggi democristiana),mentalità finalizzata soltanto ad impedire un sovvertimento politico in senso comunista – che avrebbe comportato l’adesione italiana al mondo sovietico – . Sovvertimento che ,alla luce della Storia successiva, avrebbe comportato la totale rovina dell’Italia come è stato per Paesi quali la Romania, l’Albania etc…

Solo che Pasolini lo fece, scrivendo a favore di quel mondo marxista col quale sempre fu schierato. Il buffo di tutto questo – caso, destino  singolare, per questo scrittore strampalato e tutt’altro che geniale – è che a causa di vetuste normative a tutela della morale o della religione ( ancora ‘di Stato’),allora vigenti, Pasolini subì sciocchi processi che furono la sua fortuna mediatica/pubblicitaria per i suoi deliranti scritti ( di cui vedi qui sopra uno stralcio – ‘Scritti corsari’ – ) ,e dei suoi orribili film in cui non vi è la benché minima presenza di sapienza registica narrativa ( cfr. con C.T. Dreyer col suo ‘Dies Irae’!Dreyer si fu un grande regista !

  https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/#comment-19 )

Nota finale;
si tenga presente che ho sorvolato sulle vicende non solo personali/intime di Pasolini – non relegabili , allora come oggi alla sola sfera personale,ma da codice penale in piena regola – ma anche sui suoi trascorsi militari tutt’altro che da ‘solidarietà da commilitoni’…
Perché non è così,come invece fu allora fatto dai suoi detrattori a lui contemporanei, che si affrontano le questioni da Pasolini a suo modo affrontate e mal risolte con ipotesi socio – economiche storicamente fallimentari.

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Lettera dell’antico Evo germanico

Quella CHIMERA chiamata DEMOCRAZIA


Quella etrusca…, d’Arezzo .

Era nell’aria da tempo .

Alcuni con chiarezza lo percepiscono, altri – attreverso i primi – percepiscono la tensione collettiva che il suo possibile arrivo determina .
I più ? I più come al solito dormono .
Il forte possibile vento di svolta è alle porte .
Ma non ce ne dovremmo stupire più di tanto. Almeno lo Storico non dovrebbe .

Il cambiamento che molti credono sostanziale è in realtà di facciata .
Come in questo blog già notato,
[ vedi ai link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/06/11/referendum-2011-perche-vincera-il-si/#comment-116
e,
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/attualita/ ],

le democrazie che hanno preso piede dal dopoguerra in poi non sono mai state delle vere democrazie .

E cosa allora? Viene da chiedersi.

Semplicemente delle strutture di Potere caratterizzate
– certamente anche da una possibilità di partecipazione al Potere, inteso quest’ultimo non solo politico ma anche e sopratutto economico, anche per Chi di estrazione più umile -,
dal principio insanabile di surrogazione di vecchie classi privilegiate con nuove ,economicamente più intraprendenti .
Tralasciamo poi
– senza però dimenticare il danno politico provocato dal materialismo storico –
le misere svolte pseudo libertarie dei Paesi dell’Est
( di cui vedi al secondo link qui sopra riportato )

Ciò che realmente è cambiato ,in questa surrogazione da vecchie a nuove classi, è la duttilità del nuovo Sistema nel suo insieme .

E’ certo che forme di corruzione si sono via via negli anni palesate sempre più, ma questo non deve stupire ; nella Roma – democratica/senatoriale – di Cesare i voti erano notoriamente mercanteggiati e non creavano scandalo .Ed altri esempi storici potrebbero essere portati .

Il fenomeno non è moderno – di questi ultimissimi anni – ma presenta marciscenza fin dal suo nascere post bellico .

Tutto questo è dunque in realtà l’esito ,già da tempo noto, di un’ Epoca decadente che potremmo definire ‘post cesarea’ .
Ed ora tutti i malesseri si presentano anche a livello politico come naturale conseguenza di un declino economico incipiente e inesorabile anche se forse con qualche rimedio temporaneo si potrà rintuzzare la debacle economica totale .

Coloro che inneggiano alle armi per

salvare la Democrazia

ovvero :

Jurgen Habermas ( secondo il filosofo Vattimo [*] )
Alberto Asor Rosa
Gianni/Gianteresio Vattimo [*] ; il referente dei primi due ,

[ vedi ai link ;

http://www.nuovitaliani.it/adon.pl?act=doc&doc=612

http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/04/articolo/4446/

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=Z0ZMU

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/16/piazza-fascismo-e-par-condicio/104921/

Si noti il titolo dell’articolo del tedesco Jurgen Habermasal al primo link :‘ La politica senza qualità ‘ un chiaro riferimento all’Opera dello scrittore austriaco R. Musil :’ L’uomo senza qualità ‘ che si rifà all’Opera del Nostro Italo Svevo :’ La coscienza di Zeno’.
Si noti inoltre il titolo ,nell’ultimo link, :‘Piazza, fascismo e par condicio’ dato da Vattimo al Suo articolo.
Esso cela tutta la consunta e sterile polemica comunista da guerra fredda ,che stupisce in Chi – un Filosofo – dovrebbe avere come unico vessillo la ‘non faziosità’ in ciò che pensa ed afferma

].

,Costoro in realtà inneggiano a

salvare la vita di una Chimera !

Ciò che in realtà temono
è il ritorno di un passato che bussa alle porte come lo spettro shakespeariano nell’Amleto .
Non sto a ripetermi e vedi a tal proposito quanto scritto al link ;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/07/26/a-b-breivik-norvegia-22-luglio-2011/

E…, è un passato che reclama inesorabile giustizia storica .

( CONTINUA…,nel commento qui sotto )

e cfr. con quanto alla pagina :‘Le DEMOCRAZIE da Contabili,alias (…)’
al seguente link ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/le-democrazie-da-contabili-alias/

[*]
Vattimo, il filosofo dal bel nome proprio;

Gianteresio

Come a suo tempo lo chiamarono papà e mammà, due calabresi,trapiantati ,come molti loro conterranei, nella città della F.I.A.T. ,Torino.
Un nome proprio – Gianteresio – che sembra un presagio o, come dicevano i latini :’

:’nomen omen’

Nome proprio sofisticato,
come le tendenze da maschiaccio di chi lo porta, comunque ,se non altro, coerente con il ‘vizio greco’ praticato nell’Antica Grecia da illustri filosofi di quel tempo,e di oggi,
che magari non avevano ‘di natura’ certe tendenze, ma per evitare di subire le sciagure familiari, come quella di esempio memorabile rappresentato da Socrate con la moglie Santippe , che lasciarono il segno in Platone – allievo di Socrate – ,
evitarono l’universo femminile sfogando in altra direzione le naturali pulsioni istintive.
Chissà cosa ne avrebbe pensato in merito il papà – integerrimo poliziotto ( e come tale notoriamente macista /macho ) – ,prematuramente scomparso che non poté vedere la costumanza del figlio adulto !

A. B. Breivik, Norvegia 22/7/2011 | ecco il PERCHE’ della STRAGE

A. B. Breivik, Norvegia 22/7/2011 | ecco il PERCHE’ della STRAGE .

SECONDA PARTE

( …segue dall’articolo:’ A. B. Breivik | NORVEGIA 22 luglio 2011:’ ) .
.
( vedi ‘PRIMA PARTE’ nell’articolo :‘ A. B. Breivik | NORVEGIA 22 luglio 2011 ‘ in ‘ARCHIVIO ‘ luglio 2011 ) .

Sulle ragioni di fondo storiche e culturali che spiegano brevemente ma credo compiutamente le ragioni della strage qui in discussione si è parlato nella ‘PRIMA PARTE’ di questo articolo a cui dunque rinvio .

Qui mi preme sottolineare
l’inconsistenza di fondo della ricorrente tesi di :’

:’ ‘ FRUTTO DI UN PAZZO ‘

con cui la pluralità dei mass media televisivi , cartacei od informatici bollano il gesto di Breivik dandone così sbrigativo e superficiale conto della causa fondamentale.
Non solo per questo episodio ma anche per molti altri – di natura profondamente differente,ma accomunati da comuni eventi delittuosi – come ad es. quando Saddam Hussein invase la prima volta il KUWAIT o quando OSAMA BIN LADEN compì l’attentato alle Torri gemelle .

Non mi aspettavo da quei mezzi di informazione che risibili motivazioni di quel genere .
Ma nell’articolo ‘prima parte’ si sono evidenziate le VERE RAGIONI di un simile gesto .

Poi sottolineo,
completando – almeno in piccola parte – la dimostrazione di quanto asserito nel primo articolo rinviando con questo link a quattro post contenuti nella pagina:’
‘Quattro chiacchiere sul CINEMA d’ ESSAI e sul suo scomodo valore ‘.

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/

I primi tre post del 15/aprile/2011 titolati :‘ Pazzia o tragica psichica necessità? ‘//
‘DIES IRAE ( Vredens Dag )’// ‘Il CORVO ( Le corbeau)’ .

Il quarto post del 19/aprile/2011 titolato :‘Pianeta CHAPLIN ;
seconda parte .
CHAPLIN e la Sua visione del mondo ‘
.
[ Si noti in quest’ultimo post le annotazioni circa il rapporto tra Civiltà occidentale e Mondo ebraico ] .

In questi quattro post – non sto a ripetermi più di tanto – si noterà la presenza di un Pensiero possibile – espresso da forze estranee,si noti, ad un Mondo potenzialmente e faziosamente pangermanico – sulla continuazione della Nostra Civiltà occidentale-continentale apportando una netta cesura con le tendenze puramente economiche industriali provenienti dagli U.S.A. .

Un’Immagine de : ‘ Il corvo ‘ ( Le corbeau ) .
Non a caso uno dei protagonisti – ma il vero protagonista è la vicenda nel suo insieme – fa oscillare una lampada affermando :’

:’ dove il bene e dove il male … ‘

Quanto mai attuale nel suo ri-proporsi storico col triste evento di cui sopra .

Nell’Amleto, Shakespeare fa affermare ad uno dei personaggi :’

:’ le malazioni risorgono per quanta terra le ricopra agli occhi degli uomini ‘

A. B. Breivik | NORVEGIA 22 luglio 2011

Anders Behring Breivik ;

un comune ragazzone con tanti capelli biondi …

Venerdì/22/luglio/2011;
Utøya/OSLO/NORVEGIA/EUROPA nord occidentale…

.
La strage/the massacre/the Holocaust/ occidentale del terzo millennio

,

– una sparatoria a Utøya e una bomba a Oslo -.

.
PRIMA PARTE .

.

Nulla è per caso ; ‘ L’urlo ‘( Skrik ) del Pittore NORVEGESE Edvard Munch .

:”(…) Il passato ritorna presentando il conto , Benn, Juenger,Gottfried, Heidegger, Spengler o – fuori dalla Germania – l’americano innamorato dell’Italia Ezra Pound , il medico francese Céline, ebbero tutti Loro l’ardire – utilizzando i versi di Pound stesso – di un ‘tragico Sogno’ che ormai ‘pesa’…( da :‘Canti pisani’,Pisa 1946 ).

Quale Sogno ?


Un Sogno che potesse difendere la Civiltà Occidentale, ridestando la visione di un Mondo allegorico in declino e di cui lucidamente, tra tutti Spengler aveva evidenziato il decadimento in corso.
Un Mondo livellato su una Realtà fatta di ‘bottegai’ alla ‘Mc’ o di industriali – i famosi ‘ tycoon ‘ – pronti a sublimare in un prodotto seriale banale ,come un automobile,l’intima essenza dell’Uomo .

Tutto l’Occidente continentale stava perendo ,già dai primi anni del secolo scorso, sotto i colpi di una non-cultura provenienti dalla estrema propaggine dell’Occidente; quella oltreoceanica – come W.F.HEGEL ebbe a definire l’America settentrionale ; gli U.S.A. –

e fu così che il tragico esperimento di rivalsa,di riscossaPRIMA DI TUTTO CULTURALE – fu tentato con tragico epilogo .

La tragicità non risiedette tanto nell’esito della seconda Grande Guerra, come si potrebbe d’acchito pensare, MA SOPRATUTTO PER LA MORTE DI QUEL SOGNO mitizzato fin dai suoi primi albori con la Civiltà greco/romana .
Il Mito consistente nella speranza che l’Occidente non capitolasse con tutto il Suo retaggio culturale .E con questo avesse fine la propria identità .

[ Robert MUSIL ne :‘ I turbamenti del giovane Törless ‘ ebbe a scrivere :‘ Noi moriamo la sera e rinasciamo la mattina ‘ .
La percezione chiara di allora da parte di molti – e in particolare ed in anticipo sui tempi ,da parte dei Personaggi sopra citati – fu proprio questa ;
;’ la morte definitiva della Fenice ‘;essa non sarebbe mai più risorta dalle sue stesse ceneri ‘
. La morte pura e semplice di una Civiltà . ].

Ecco spiegato il perchè del secondo libro di Spengler :
:’ L’UOMO E LA TECNICA’
( tit.orig. ; ‘ Der Mensch und die Technik ‘,1931 ).
Un rapporto meccanico ed arido per un ‘non occidentale’ tra se stesso e la tecnica acquisita passivamente , fatto inaccettabile per l’Artefice della tecnica stessa ,cioè l’Uomo Occidentale stesso (… dall’Orologio descritto da Bessarione in poi…), che prima degenera in tal rapporto poi ,presane coscienza, inorridisce di ciò .
Ma questo tentativo di affrancazione da un ‘Golem‘ o, se si vuole, dalla mostruosa creatura di lang(h)iana memoria (Moloch) ne :’ Metropolis‘- degno dell’ araba fenice – andò perso e con Lei il quesito di fondo ;

:quale il Nostro futuro di Occidentali ?



I Nostri Governi Occidentali,
,tanto democratici quanto apparentemente tali, hanno saputo dare ‘cose‘ ma null’altro .Il Mito si è trasformato in vile menzogna contabile .
Hans KELSEN parlando difatti della felicità ‘statale’,cioè apportata dallo Stato, ne definiva la consistenza nel conferimento, ai cittadini di quello Stato, di ‘beni’ e ‘servizi’.
Non certo nella ricerca di una felicità interiore ( vedi :’ Teoria generale del Diritto e dello Stato) .

Con un impianto neopositivista come quello kelseniano, i Governi post bellici occidentali hanno implicitamente,silenziosamente e segretamente fatto accettare ,ad ogni singolo ignaro cittadino, l’abbandono del drammatico quesito del rapporto tra ‘ l’UOMO ‘ e la ‘ TECNICA ‘; tra il ‘fare’ ed il ‘pensare’ tra la realtà ‘fattuale’ e ‘fattibile’ma, sopratutto, hanno finito con attribuire colpe olocaustiche a quel Mondo culturale che ebbe degenerazione finale solo nei suoi ultimi risvolti politici ma non nel suo porsi gli interrogativi fondamentali – e legittimi – di cui sopra .

Ecco la colpa , – e… DI CHI ?

,Colpa che ha portato ad annullare ,a svuotare di ogni significato i voli simbolici di un J. EVOLA ,le riflessioni per analogia storica di uno Spengler – come Spengler stesso amava sottolineare la ‘consistenza procedurale’ del Suo lavoro – portando l’essere umano a smitizzare ogni sentimento ,ogni illusione, ogni realtà che vista nella sua crudezza ha generato i mostri della quotidianità che Noi tutti abbiamo sotto gli occhi .
La mancanza di un qualsiasi mito,di un qualsiasi Ideale .Ecco il risultato di tutto questo lavoro post-bellico .

E quindi ?

e quindi bollare simili attentati con l’etichetta :’
:

‘ FRUTTO DI UN PAZZO ‘

è nascondersi dietro ad un dito .E’ la vera follia .

Vuol dire negare ogni raffronto con il Nostro passato e con una Storia che andrà necessariamente riscritta .
Se pur certamente esecrabili , simili gesti sono il frutto di un profondo disagio che ha antiche e intelligibili radici come ora accennato .


Un titolo appropriato (…) .

( continua … con l’articolo :’A. B. Breivik, Norvegia 22/7/2011 | ecco il PERCHE’ della STRAGE ‘ ).

REFERENDUM 2011 PERCHE’ VINCERA’ il ‘SI’ .

REFERENDUM  2011

PERCHE’ VINCERA’ IL ‘SI’ .

Domani , domenica 12/giugno/2011 e dopodomani lunedi’ 13 , si terrà’ un referendum ( e come tale con valenza solo abrogativa )

circa ;

affidamento gestione acque ( solo gestione pubblica[si] ,  anche gestione privata[no] )

tariffario acque ( solo prezzo di costo [si] , anche in bolletta profitto[no] )

energia nucleare ( niente centrali sul suolo italiano [si], costruzione centrali sul suolo italiano [no] )

legittimo impedimento ( il Presidente del Consiglio ed i Ministri non possono autocertificarsi impediti ad apparire davanti ad un giudice [si] , il Presidente del Consiglio ed i Ministri possono autocertificarsi impediti ad apparire davanti ad un giudice[no] .

Questo referendum mi ricorda tanto quello promosso dall’allora deputato Mario SEGNI nel giugno 1991 ;

; — era dato per perdente con la probabile mancanza del quorum anche grazie all’invito dell’allora Presidente CRAXI ( e da Bossi ) di ‘ andare al mare ‘ ,

— era l’incipit del tramonto della prima Repubblica sull’onda processuale emotiva e del disastro economico creato da tangentopoli ,

— era l’espressione di un sentimento profondamente popolare teso a cambiare pagina ( ma sarebbe più corretto al tentativo dubbio di farlo ) .

Tutti questi elementi – anche se in forma ‘ammodernata’ ci sono tutti anche per il referendum di domani .

La maggioranza dei cittadini,

da un lato vorrà riappropriaresi di un diritto sacro santo di evitare gestioni di un elemento basilare come l’acqua,

dall’altro vorrà ribadire che il vecchio referendum sul nucleare fu già tenuto e ben chiarito allora il Loro parere in merito a questo argomento ,

infine come la tracotanza di CRAXI di allora fu duramente punita così con il quesito sul legittimo impedimento la si punirà domani .

Le forze politiche che attualmente invitano all’astensione ,

– per non invitare a votare ‘NO’ sapendo che sarà un voto di pochi non volendo certo accumulare un’altra batosta politica dopo quelle comunali –

, hanno escogitato un modo come un altro per rifugiarsi in ‘corner’ .

E con i referendum che di tanto in tanto si ha un barlume  dell’unica vera democrazia ; quella diretta e non ‘intermediaria’ come quella parlamentare .

Un ‘ restyling ‘ attraverso un cambio di persona , ma la sostanza sembra essere la stessa .

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