Solo Al Secondo Grado

Archivio per la categoria ‘testo’

Contemporary art; from the Bamberg Horseman to Fritz Koenig and the question of guilt.

Contemporary art from the Bamberg Horseman to Fritz Koenig and the question of guilt (die Schuldfrage).

alias; from the ‘pietas’ of the Romans to pseudo-Christian charity

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Alias…;

The sense of history.

‘ (…) Corot e Tiepolo in pittura, come Domenico Cimarosa e Mozart nella musica,dominarono ancora la lingua materna della loro arte.
Ma subito dopo, si incomincia a balbettare, e nessuno se ne accorge perché il balbettio era comune ai loro successori.
Prima, libertà e necessità coincidevano.
Dopo, libertà diviene sinonimo di una totale mancanza di disciplina.
Prima, al tempo di Rembrandt e di Bach il dramma, ai noi ben noto, di coloro che fallivano miseramente il proprio scopo non era neanche lontanamente immaginabile.
E ciò perché il destino della forma era insito nella razza, nella scuola.
Dopo tale destino diviene solo espressione di tendenze private di singoli artisti.
Prima, essendo all’interno di una grande tradizione, perfino gli artisti reputati minori riescono a raggiungere qualcosa di perfetto.
(vedi Jacopo Pontormo; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/06/09/jacopo-pontormo-a-misunderstood-genius-of-the-renaissance/ , n.d.c.)
Poiché l’arte era vivente, non già senescente, e dunque li sospingeva verso traguardi artistici adeguati alla civiltà in cui vivevano.
Dopo, gli artisti sono invece condannati a volere ciò che più non vogliono. Essi devono ormai calcolare, combinare, inventare secondo un cliché artistico di stampo razionalista, perché il vecchio istinto dei loro predecessori si è ormai spento.(…)
Non vi è più, come prima/come un tempo, un destino. A questo si è sostituito uno stato d’animo.
Il nuovo artista cede di fronte alle barbarie delle grandi metropoli. L’arte è ormai artificiale, e come tale non è suscettibile ad uno sviluppo organico.
Un apparente ritorno alla natura, all’elementare,(…) Quel che J.J. Rousseau , con espressione tragicamente esatta, aveva profetizzato come ‘ritorno alla natura’ si realizza in questa arte ormai senile ed agonizzante.
(…) Che cosa è accaduto tra prima e dopo? Questo stravolgimento non ci dimostra forse, che era venuta a mancare l’anima dalla quale i colori trasfigurati erano nati (dal verde scuro al bruno n.d.c.) ed avevano un sentore religioso, un segno della nostalgia, il valore totale di una natura vivida? ‘

Oswald Spengler ne:’Il tramonto dell’Occidente’/’Der Untergang des Abendlandes’, Capitolo IV°, ‘Il nudo e il ritratto’.

To fully understand these words, read the following in this post.

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Fritz Koenig,
Deutschland.
Mostra presso la Galleria Nazionale degli Uffizi – Firenze – estate 2018/

/Posthumous personal exhibition of the Works of Fritz Koenig, at the Uffizi National Gallery – Florence – Summer 2018

Fritz Koenig soloalsecondogrado blog n


Fritz Koenig, Paar ,coppia.
L’art engagé,
est certainement plus incisif quand il
revient …
…à des thèmes plus ‘naturels’ !
L’espressione francese : ‘
‘art engagé’
non ha una espressione corrispondente, esatta, nella lingua inglese.
Ciò non è un fatto casuale.
‘ l’art engagé ‘ ,
non ha trovato terreno fertile negli USA e in Gran Bretagna,
se non attraverso manifestazioni artistiche che mai
hanno realmente messo in discussione
‘il Sistema’.
Vedi note in merito attraverso i seguenti post,
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/05/13/jackson-pollock-la-figura-della-furia-ovvero-il-grande-vuoto/
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/09/28/jeffrey-koons-and-the-american-way-of-life-in-florence/
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/01/17/wall-street-and-the-world-of-art/
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/12/02/the-world-of-woody-allen/
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/#comment-1138
Si può certo affermare che :’
‘ l’art engagé’,
trova senso ed origine in Europa, e più precisamente nell’Europa continentale
e, dalla caduta del muro di Berlino anche in quella
orientale con artisti come
Ilya Kabakov ;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/01/22/s-m-ejzenstejn-google-remembers-on-january-22-2018-the-anniversary-of-the-russian-film-director/
(…)

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Fritz Koenig Deutschland soloalsecondogrado

Fritz Koenig
Deutschland

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In the shadow of the Uffizi Museum Indoor outdoor at the Uffizi The unnoticed charm of certain angles soloalsecondogrado

In the shadow of the Uffizi Museum.
Indoor outdoor at the Uffizi.
The unnoticed charm of certain angles…

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——————-, ma…

cominciamo con una opera misconosciuta ma dal fascino discreto sia per l’anonima origine del suo autore, sia per la lontananza dei secoli che ci separano dalla stessa, ma dalla notevole attualità che ha spinto autori moderni come Fritz Koenig e Marino Marini, ad ispirarsi ad essa, con un felice procedimento di stilizzazione;

Bamberger Reiter, Bamberg Horseman, il cavaliere di Bamberga , Cattedrale – Germania – .

Scultura della prima metà del XIII secolo, dunque in pieno Medio Evo.

Bamberger Reiter Bamberg Horseman cavaliere di bamberga soloalsecondogrado blog f

Bamberger Reiter , Bamberg Horseman,
ilcavaliere di Bamberga Germania,
Cattedrale di Bamberga.
Prima metà del XIII secolo.
Statua posta su un ripiano di una delle colonne della Cattedrale cittadina, realizzata da un Autore rimasto anonimo.
Opera non anamorfica, benché la si debba vedere di scorcio (dal basso verso l’alto) ,
ritrae probabilmente un Re germanico ( forse Enrico II),
e lo ritrae con l’intento di farne una rappresentazione quanto mai somigliante.
Essendo stato il cavaliere persona scarna, esile di ossatura, l’Autore dell’Opera lo ha messo in arcione su un cavallo altrettanto esile ma di belle proporzioni.
Essa è del tutto peculiare per alcuni dettagli;
in una Germania del XIII secolo ormai cristianizzata, colpisce la mancanza di segni religiosi cristiani, seppur non priva di elementi apotropaici
( la figura bizzarra ,che si vede in una fotografia qui sotto, ritrae una figura non umana, ai piedi del ripiano).
Dagli inferi al mondo vegetale che ricopre il piedistallo ,
al mondo animale rappresentato dal cavallo,
a quello umano rappresentato dal cavaliere.
Ed infine alla civiltà / Kultur , prodotto dell’uomo e non di Dio., rappresentata da un insieme di abitazioni poste sopra la testa regale.
Un singolare, per l’epoca, percorso , sempre ‘verticale’, come nel mondo religioso cattolico,
ma… non sorretto da forza divina…
Ciò deve certo aver colpito sia
Fritz Koenig sia l’amico Marino Marini,
uno scultore italiano che percorse strada artistica similare a quella del collega tedesco.

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Bamberger Reiter Bamberg Horseman cavaliere di bamberga soloalsecondogrado blog c

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Bamberger Reiter Bamberg Horseman cavaliere di bamberga soloalsecondogrado blog c cerchio

Bamberger Reiter , Bamberg Horseman,
ilcavaliere di Bamberga Germania,
Cattedrale di Bamberga.
Prima metà del XIII secolo.
Essa è del tutto peculiare per alcuni dettagli;
in una Germania del XIII secolo ormai cristianizzata, colpisce la mancanza di segni religiosi cristiani, seppur non priva di elementi apotropaici
( la figura bizzarra ,che si vede in una fotografia qui sotto, ritrae una figura non umana, ai piedi del ripiano ).
Dagli inferi al mondo vegetale che ricopre il piedistallo ,
al mondo animale rappresentato dal cavallo,
a quello umano rappresentato dal cavaliere.
Ed infine alla civiltà / Kultur , prodotto dell’uomo e non di Dio., rappresentata da un insieme di abitazioni poste sopra la testa regale.
Un singolare, per l’epoca, percorso , sempre ‘verticale’, come nel mondo religioso cattolico,
ma… non sorretto da forza divina…
Ciò deve certo aver colpito sia
Fritz Koenig sia l’amico Marino Marini,
uno scultore italiano che percorse strada artistica similare a quella del collega tedesco.

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Bamberger Reiter Bamberg Horseman cavaliere di bamberga soloalsecondogrado blog d cerchio

Nel cerchio rosso
è evidenziata la figura apotropaica che certo indica una realtà metafisica, quindi trascendente
ma…
alla base del mondo fisico, quindi naturale che con certezza conosciamo

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Souvenir d’Italie;

Florence that passion for adults and children

Florence,
that passion for adults and children!

Look carefully at this photograph;
tourists – who form a family – visiting a city – Florence – which is historical heritage.
It has been rightly observed that: ‘a peasant has no history’.
This is tantamount to affirming that there is a perfect cyclicity without any evolution.
What was past is now the present and tomorrow will be the future.
Through this photograph we notice a clear contradiction;
A full-blown historical past
– such as the one represented by the Florentine Renaissance – ,
it is now, in our days, ‘without history’ like the peasant world!
What was past is now the present and tomorrow will be the future.
Through generations of tourists from yesterday’s today and tomorrow.

Apparently living cemeteries !!

But … with this fundamental difference;

In the ‘peasant world’ there remains an undeniable vitality from generation to generation.

Here, however, in this great historical heritage, vitality is now dead.
And with it the story itself.
This explains the reason for the sensitivity, present in the contemporary Western world, towards the past.

  Because there is no more future!

Ponte vecchio Firenze visto dagli Uffizi

Souvenir d’Italie;
Ponte Vecchio, visto dagli Uffizi
Firenze

Torre di Arnolfo di Cambio alias di Palazzo vecchio o della signoria vista dalla terrazza degli Uffizi

Souvenir d’ Italie;
Torre di Arnolfo di Cambio,
alias di Palazzo Vecchio o della Signoria.
Vista dalla terrazza degli Uffizi.
Firenze

Porcellino di Firenze originale romano in marmo Museo degli Uffizi Firenze Da l originale in marmo copia in bronzo presso Loggia del Mercato Nuovo Fi

Souvenir d’Italie;
Porcellino di Firenze;
originale romano in marmo presso il Museo degli Uffizi,
Firenze.
Dall’ originale in marmo ne fu ricavata copia in bronzo,
presso la Loggia del Mercato Nuovo di Firenze.

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Passiamo all’Opera contemporanea dello scultore tedesco Fritz Koenig.

Fritz Koenig soloalsecondogrado blog ze

Fritz Koenig,
mostra postuma presso il Museo Galleria degli Uffizi, Firenze.
Estate 2018

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog zf

Ecco un primo esempio dell’arte di Fritz Koenig;
vi è molto di Marino Marini come del cavaliere di Bamberga.
Con Koenig, la stilizzazione è sempre unita ad una certa descrizione dei volumi.
Come detto il monumento equestre è stato un soggetto artistico dismesso dalla seconda metà del XIX secolo.
Tuttavia in alcuni Autori contemporanei,vi è una ripresa di questo stilema, con un singolare precedente nel cavaliere di Bamberga che evita ogni retorica nel suo porsi.
Va notato che ‘gemmazioni locali’ ,nel caso tedesca, di Opere fuori da tradizione locale consolidata, ed in anticipo sui tempi in modo del tutto singolare, sono ricorrenti in ogni luogo e tempo.

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog zd

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog l

Le sfere di Koenig,
tanto ci ricordano quelle di Arnaldo Pomodoro.
Una sua sfera sarà danneggiata nell’attentato alle torri gemelle dell’ 11 settembre 2001

Ma… ora, in base al pensiero di Spengler ,all’inizio post riportato, possiamo ben capire il significato dell’utilizzo da parte di Koenig, Pomodoro ed altri artisti, della sfera;
un razionalismo geometrico, presente nei poliedri regolari come ad esempio nel cubo, che con la sfera diviene perfezione assoluta, seppur perdendo la natura di poliedro (non avendo superfici/facce piane), poiché tutto si confà ad un unica superficie regolare.E, data la superficie curvilinea della sfera, supera la geometria piana euclidea, inglobando in se la quarta dimensione, quella del tempo.
Ed inoltre la sfera viene sezionata, come un corpo in una seduta anatomica. Nel disperato tentativo di trovare l’anima ,ormai perduta, di una civiltà apparentemente vivida
!!

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog f

La sfera danneggiata 11 settembre 2001 ,di Fritz Koenig.

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog m

Koenig, sul luogo della carneficina dopo l’ 11 settembre 2001,
accanto alla sua sfera danneggiata.

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog s

Il fantastico Egitto ,
con le sue indimenticabili divinità…
Non ci ricorda tanto :’Anubi’ ?!

(…)

‘Che possediamo oggi in fatto di arte?
Una musica falsa piena del rumore di un ammasso di strumenti.
Una pittura falsa piena di effetti stupidi, esotici e da bella mostra di se.
Un’architettura falsa che ogni dieci anni produce un nuovo stile,

attingendo al tesoro delle forme di millenni passati. E sulla falsa riga di questo novello stile, secondo cui ogni artista fa quello che vuole, si produce un’arte plastica falsa che ruba dall’Assiria, dall’Egitto (come Koenig qui sopra, n.d.c.) e dal Messico.

Ciò malgrado, bisogna considerare quest’arte, come espressione del segno dei tempi. Arte che è espressione della ‘gente colta’
Mentre quell’arte novella che rimane legata agli antichi ideali, è arte da provinciali.’

Oswald Spengler ne:’Il tramonto dell’Occidente’/’Der Untergang des Abendlandes’, Capitolo IV°, ‘Il nudo e il ritratto’.
Cfr/Cf con quanto riportato nella fotografia qui subito sotto;

uffizi filosofia della storia dell arte

The words of the management of the Uffizi museum – highlighted above in red above – are unequivocally contrasted with what was said above through the contribution of Oswald Spengler

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog zb

Ancora Egitto;
un carro simile – originale – è conservato nel museo fiorentino di arte etrusca ed egizia in Piazza santissima Annunziata

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog u

Ed ecco un disco solare,
degno del Faraone Akhenaton, padre di Tutankhamon.
Il Faraone Akhenaton, fu l’artefice della prima religione monoteista che si conosca. Almeno per una società complessa (e non antropologica)

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog v

Finestre del tempo, o giù di li!

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Ma… veniamo ora a ciò che in realtà ha permesso a Fritz Koenig di ottenere il ‘viatico’ della notorietà artistica e quindi la possibilità di vivere del proprio impegno artistico;

Fritz Koenig soloalsecondogrado blog i

Resti umani di un campo di concentramento tedesco
della seconda guerra mondiale.

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog a

…Truth in art…is found in the pain it shelterrs!…
Questa è una frase di Koenig, che vorrebbe qualificare l’arte del suo tempo.
In realtà non qualifica proprio niente.
Di peggio e di più hanno fatto i russi (sovietici) durante la seconda guerra mondiale. Con i pogrom, contro gli ebrei, il popolo polacco e le carneficine al proprio interno con le deportazioni in massa fatte da Stalin e compagni.
Gli USA, con le due prime atomiche hanno terminato milioni di civili giapponesi…
Ma a quanto pare molti – artisti in testa – sono dimentichi che la storia la scrivono i vincitori.
Ai vinti tocca recitare il ‘mea culpa’ .
Forse questo è il compito di alcuni artisti ‘engagé’.
Di sicuro l’arte non sapendo mentire mostra la falsità stilistica di queste Opere fasulle.

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Ed ancora;

Fritz Koenig Deutschland Uffizi estate duemiladiciotto soloalsecondogrado a


Fritz Koenig Deutschland Uffizi estate 2018.
Still sexual relations, but …
With the connotations of: ‘primary act’
described by Sigismund Freud,
that is, a sort of violence of pure natural origin …

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Fritz Koenig Deutschland Uffizi estate duemiladiciotto soloalsecondogrado b


Fritz Koenig Deutschland Uffizi estate 2018
German dissidents,
in the Germany of the forties of the last century …
Decapitated

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Fritz Koenig Deutschland marble soloalsecondogrado

Marble;
original magma,
final tomb and …
excruciating memory,indelible.
All this is not the product of 12 terrible years,
but of a pseudo-culture;
multi-ethnic and decadent cultures

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Fritz Koenig Deutschland soloalsecondogrado k

Holocaust project … NEVER REALIZED …(unrealized project)

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog r

Ecco un altro esempio di ‘mea culpa’ per artisti che devono essere impegnati/engagé per ottenere quella notorietà che…’fa vendere’!

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog d

Il gelido paesaggio invernale,
come sfondo per un’Opera che vuole stilizzare tetri ricordi storici…

.

Fritz Koenig soloalsecondogrado blog b

Fritz Koenig,
percorre l’inverno dei suoi ricordi drammatici

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog t

Nella prima Opera vista – Paar coppia – come in alcune litografie,
si può cogliere la tempra autenticamente artistica di Koenig,
ma… quando Egli ha dovuto avventurarsi in terreni
accidentati/engagé ,
la sua arte è divenuta il fantasma di se stessa.

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Fritz Koenig soloalsecondogrado blog zg


Im Laufe der Zeit haben nur diejenigen,
die wertvolle Menschen sind, Glück
von Moltke

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Jacopo Pontormo; a misunderstood genius of the Renaissance…?

Jacopo Pontormo; a misunderstood genius of the Renaissance…?

Or …

A silent craftsman at the service of his time?

 

Subtitle;

Jacopo Pontormo; from the perspective revolution of Paolo Uccello to the revolution of the figure [see, (çç) ]

Pontormo ritratto di giovane uomo con berretto rosso b Collezione privata giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Portrait of a Young Man in a Red Cap alias Carlo Neroni, by Jacopo Pontormo
Pontormo ritratto di giovane uomo con berretto rosso,alias Carlo Neroni.
Collezione privata London.
Giugno 2018 a Firenze,
Palazzo Pitti

Jacopo Pontormo portrait of a Young man Ritratto di giovane uomo con berretto rosso a didascalia Collezzione privata giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Pontormo portrait of a Young Man in a Red Cap
alias Carlo Neroni.
Ritratto di giovane uomo con berretto rosso didascalia
Collezione privata London
giugno 2018 Firenze

Giugno 2018 – Firenze, Palazzo Pitti.

In questi giorni è in mostra ,presso il complesso museale fiorentino di Palazzo Pitti, una mostra itinerante composta da pochi dipinti, di cui tre (di), su un pittore – J(I)acopo Carucci da Pontormo – del tardo Rinascimento.
Poco conosciuto, e dalla critica (e dalla committenza del tempo) di allora come da quella attuale annoverato tra quei pittori certo di qualità artistiche, ma tutto sommato di ‘secondo piano’.
Ritenuti a tutt’oggi bravi pittori, spesso dall’eccellente virtuosismo tecnico, ma… niente di più.

In merito ,a queste valutazioni della critica, si veda quanto già scritto su Andrea del Sarto (di cui peraltro Jacopo Pontormo fu allievo);

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/08/07/andrea-del-sarto-cfr-confronta-vgl-vergleiche-cf-compare/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/02/28/virtual-visit-to-the-smallest-florentine-museum/

Sulla qualità pittorica del dipinto qui sopra, non vi sono certo dubbi.
E che sia farina del suo sacco è anche vero.

Ma queste loro qualità vengono ,e vennero, messe in dubbio sia per scuola di provenienza, sia per questioni del tutto contingenti relative ai bisogni materiali – di sussistenza, per capirci – con cui pittori come il Pontormo o come Andrea del Sarto dovettero confrontarsi.

Pittori dunque di secondo piano ad oltranza [see/vedi,nota conclusiva‘ (0)]

Eccone una piccola dimostrazione assai indicativa; sopratutto dalla didascalia vecchia di molti anni che conferma quanto qui ora sostenuto sui limiti di una critica…‘criticabile’ ;

francesco salviati alias Francesco de Rossi le tre parche palazzo pitti soloalsecondogrado

Francesco Salviati alias Francesco de Rossi:’
:’ le tre parche’.
Palazzo Pitti , Firenze.

francesco salviati alias Francesco de Rossi le tre parche particolare palazzo pitti soloalsecondogrado

Francesco Salviati alias Francesco de Rossi:’
:’ le tre parche’. didascalia.
Palazzo Pitti , Firenze.
Si noti dalla vecchia didascalia l’attribuzione di quest’Opera (prima che un documento ne documentasse l’appartenenza a Salviati) :’
: ‘GIA’ ATTRIBUITE A MICHELANGELO

e al ROSSO FIORENTINO‘.
[ Francesco Salviati together with his friend and classmate Giorgio Vasari, in 1527 saved an arm of Michelangelo’s David (see §§) ]

Come si vede da didascalia, questa Opera di Francesco Salviati (altro pittore annoverato tra quelli di mediocre talento) per molti anni fu attribuita a pittori di ben altro livello – Michelangelo Buonarroti – .
E anche se fosse il lavoro di Francesco Salviati un lavoro pedissequo di un qualche ‘grande’ in pittura – Michelangelo in questo caso – , di certo termina di esserlo quando ad un valore tecnico di esecuzione si associa un valore originale di composizione, di elaborazione.
Questo elemento andiamo qui sotto a riscontrare nella ‘visitazione’ di Carmignano del Pontormo.

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At the end of this post (see §§) an episode of Giorgio Vasari’s life, recounted in his Work: ‘The lives of the most excellent painters (…) of 1550.
Episode about the breaking of an arm of Michelangelo’s David in the year 1527

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La stima di vera grandezza di un artista non sta soltanto nel virtuosismo tecnico. Se così fosse un qualsiasi copista sarebbe un grande artista. Il che non è.

Ecco allora una seconda Opera del Pontormo da questa mostra fiorentina a palazzo Pitti – ‘la visitazione’ – ,
che mette in luce il pensiero del Pontormo, del tutto antesignano rispetto ai suoi tempi.
Ma ,come sopra fatto cenno,
sia per questioni ‘materiali/di sussistenza’ (che imponevano a molti artisti che seppur potenzialmente di grande valore,erano costretti a dipingere secondo le indicazioni di una committenza spesso di bassa lega culturale) ,
che per il fatto stesso che questa strada percorsa dal Pontormo (come da altri; Paolo Uccello/di Dono, vedi nelle righe successive qui di seguito), era troppo in anticipo sui tempi,
ecco che Pontormo restò inevitabilmente in ombra… All’ombra di altri suoi colleghi reputati di ben altra levatura, come Michelangelo e Raffaello (che lodarono peraltro le prime opere giovanili del Pontormo stesso)

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato a soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione.
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato b soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare teste
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato e soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Maria profilo
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato f soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Maria fronte
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato h soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Elisabetta profilo
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato g soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Elisabetta fronte
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato c soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare abiti
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato d soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare 2 abiti
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

visitazione pontormo a

Pontormo,
visitazione /visitation
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

visitazione pontormo b

Pontormo,
visitazione /visitation
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato i didascalia b soloalsecondogrado

Pontormo,
visitazione /visitation
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

Due gli elementi salienti di questa Opera,’la visitazione’, ovvero l’incontro tra la Vergine Maria e sua cugina Elisabetta, madre di San Giovanni Battista,

°
la presenza di uno stravolgimento dello schema classico di quei tempi,cioè della pittura ‘figurativa’ e solo quella (non esisteva la pittura astratta),

°
i colori surreali che anche in questo caso rompono una consuetudine.

Circa quanto al primo punto;
non vi sono, come invece riportato nel commento didascalico dell’opera, qui sopra riportato in fotografia, due ‘ancelle’ accompagnatrici le due protagoniste del quadro (Maria ed Elisabetta). Cioè non vi sono quattro figure, ma solo due ‘sdoppiate’.

Sono solo le due stesse figure, Maria ed Elisabetta, riportate simultaneamente viste di fronte e di profilo!

Se Paolo di Dono (Uccello) vedi nota [°°]
nel suo Giovanni Acuto (John Hawkwood), presso la Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, dipinge con una singolare alterazione prospettica il condottiero a cavallo, cioè un cavallo con cavaliere con prospettiva centrale, mentre il basamento su cui poggiano lo dipinge con prospettiva di scorcio (dal basso verso l’alto),
qui Pontormo
dipinge rifacendosi non alla scomposizione  prospettica di Paolo di Dono (Uccello), ma anticipando quella delle figure che avverrà molti secoli dopo con Picasso , i futuristi etc…

Ovvero più figure viste contemporaneamente da più lati.

Nel secondo aspetto, i colori, Pontormo,
sembra rifarsi  a Paolo di Dono (Uccello), quando questi dipinge la :‘battaglia di San Romano’ (quella conservata agli Uffizi di Firenze).
Difatti i colori, che se per Paolo di Dono (Uccello) sono indicativi di una alterazione prospettica a seconda della distanza e luminosità ed anche di una situazione e di un valore.

qui, con Pontormo, i colori indicano una situazione ed un giudizio della stessa. E vengono utilizzati in funzione dello spazio, ma con stile e tecnica ormai differenziatisi da quelli di Leonardo da Vinci e di Paolo Uccello.

Ma… si legga quanto ha scritto Oswald Spengler ne:‘Der Untergang des Abendlandes’/’Il tramonto dell’Occidente’ :’

:'(…) Solo Leonardo da Vinci ( a Firenze, n.d.c.) scoprirà le modulazioni del chiaro-scuro atmosferico, i margini delicati, i contorni che svaniscono nelle lontananze, le zone di luce ed ombra dalle quali le singole figure non possono più essere separate(…)Leonardo sta al di là del limite.(…) Ogni passo ulteriore nel trattare il colore – colore che a Firenze era legato a modelli platonici espressi nell’affresco – avrebbe distrutto l’anima della concezione. Leonardo presentì il simbolismo della pittura ad olio(…)
Soltanto i veneziani (a parte Leonardo, n.d.c.), che stavano fuori dalle regole convenute fiorentine, dovevano raggiungere quel che Leonardo qui cercava:

un mondo di colori al servizio dello spazio e non delle cose.

Seppur Paolo Uccello non sia citato da Spengler, certo è che Paolo,con le sue :‘Battaglie di San Romano’ anticipa una ‘prospettiva dei colori’; ovvero un mondo di colori al servizio dello spazio e non di cose.

 

vedi nota [°°]

.

Nota, [°°]

 

Paolo di Dono alias Paolo Uccello Pittore fiorentino soloalsecondogrado

Paolo di Dono alias Paolo Uccello Pittore fiorentino.
‘ (…) In casa de’ Medici dipinse in tela a tempera alcune storie di animali, de’ quali sempre si dilettò, e per fargli bene vi mise grandissimo studio; e, che è più, tenne sempre per casa dipinti uccelli, gatti, cani e d’ogni sorte di animali strani che potette avere in disegno, non potendo tenere de’ vivi per essere povero; e perché si dilettò più degli uccelli che d’altro,
fu cognominato (chiamato) Paolo Uccelli. (…)’
Giorgio Vasari ne:’ Le vite de’ più eccellenti pittori(…)
Firenze year 1550

Ancora Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…)
a proposito di Paolo di Dono/Uccello scrive:’

:’ Paolo Uccello sarebbe stato il più leggiadro e capriccioso ingegno che avesse avuto, da Giotto in qua, l’arte della pittura se egli si fosse affaticato tanto nelle figure et animali, quanto egli si affaticò e perse tempo nelle cose di prospettiva; le quali ancor che siano ingegnose e belle, chi le segue troppo fuori di misura, getta il tempo dietro al tempo, affatica la natura, e l’ingegno empie di difficoltà, e bene spesso di fertile e facile lo fa tornar sterile e difficile, e se ne cava (da chi più attende alla prospettiva che alle figure) la maniera secca e piena di profili; il che genera il voler troppo minutamente tritar le cose; oltre che bene spesso si diventa solitario, strano, malinconico e povero, come Paolo Uccello, il quale, dotato dalla natura di un ingegno sofistico e sottile, non ebbe altro diletto che d’investigare alcune cose di prospettiva difficili et impossibili, le quali, ancor che capricciose fossero e belle,    l’impedirono non di meno tanto nelle figure,(see çç)    che poi ,invecchiando, sempre le fece peggio.
E non è dubbio chi con gli studi troppo terribilii violenta la natura, se ben da un canto assottiglia l’ingegno, tutto quel che fa non par mai fatto con quella facilità e grazia, che naturalmente fanno coloro che temperatamente, con una considerata intelligenza piena di giudizio, mettono i colpi a’ luoghi loro, fuggendo certe sottilità, che più presto recano a dosso all’opere un non so che di stento, di secco di difficile e di cattiva maniera, che muove a compassione chi le guarda, più tosto che a meraviglia; atteso che l’ingegno vuol essere affaticato quando l’intelletto ha voglia di operare, e che ‘l furor è acceso, perché allora si vede uscirne parti eccellenti e divini, e concetti meravigliosi.
(…)

Giorgio Vasari – year 1550 –

Ovvio, da queste parole del Vasari, che l’arte di Paolo Uccello non fu capita vedi, (//). Non solo da lui ma in genere dai suoi colleghi come dalla committenza.
A riprova si legga quanto riportato dal Vasari;

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…) anno 1550, a proposito di Paolo di Dono/Uccello

:’Onde Donatello (Donato di Niccolò di Betto Bardi) scultore suo (di Paolo) amicissimo li disse molte volte:”
:” Eh, Paulo, questa tua prospettiva ti fa lasciare il certo per l’incerto; queste son cose che non servono se non a questi che fanno le tarsie; perciò che empiono
(riempiono) i fregi di brucioli (trucioli), di chiocciole tonde e quadre e d’altre cose simili”. ‘

Non si capì il valore di una ricerca prospettica – opera saliente di Paolo Uccello – che andasse oltre la prospettiva lineare rigorosa.
Non si capì, ancora, che la ricerca prospettica era elemento foriero di un futuro nuovo modo di realizzare nuove opere di valore. Prospettiva che sarà ,oltre quella lineare, quella ‘dell’etere’ cioè leonardesca.
(vedi https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/ )
Ma che vede in Paolo Uccello un primo precursore.

Ecco che allora quanto qui sopra sostenuto ,circa un diverso tentativo di ricerca prospettica realizzata da Pontormo con la sua ‘visitazione’, acquista un senso, che troverà poi realizzazione nella pittura del ventesimo secolo con pittori quali Picasso etc…

(çç)   (…)l’impedirono non di meno tanto nelle figure(…) – Giorgio Vasari –   Questo singolo aspetto della critica del Vasari al risultato del lavoro di Paolo Uccello era corretto ; non vi è difatti una sola Opera di Paolo che abbia una figura in cui si palesi il linguaggio del volto o/e del corpo. Una fisiognomica delle figure, nel risultato finale di questo pittore è del tutto assente.

Ecco che Pontormo realizzando ‘la visitazione’ di Carmignano (una delle sue ultime opere) evita di incappare nel problema sollevato dal Vasari sull’Opera di Paolo Uccello. Ed applica una rivoluzione non più prospettica a discapito della figura, ma l’esatto opposto;

una rivoluzione della figura – sdoppiata – a discapito della prospettiva.

(//)
Ancora un altro esempio su come venivano valutati nella Toscana rinascimentale alcuni pittori ‘non ortodossi’ italiani/italici, sempre attraverso lo scritto di Giorgio Vasari:’

:'(…) Et essendo non molto innanzi dell’Alemagna (dalla Germania) venuto a Firenze un gran numero di carte stampate e molto sottilmente state intagliate col bulino da Alberto Duro (Albrecht Dürer) , eccellentissimo pittore tedesco e raro intagliatore di stampe in rame e legno(…) pensò Jacopo da Pontormo, avendo a fare ne’ canti di que’ chiostri istorie della Passione del Salvatore, di servirsi dell’invenzioni sopra dette d’Alberto Duro (…)
Or non sapeva il Pontormo che i tedeschi e’ fiamminghi vengono in queste parti per imparare la maniera italiana che egli con tanta fatica cercò, come cattiva, d’abbandonare? (…)
nè creda niuno (alcuno) che Jacopo sia da biasimare
perché egli imitasse Alberto Duro nell’invenzioni, perciò che questo non è errore e l’hanno fatto e fanno continuamente molti pittori,
ma perché egli tolse (prese a modello) la maniera stietta (strettamente) tedesca in ogni cosa,nè panni, nell’aria delle teste e l’attitudini, il che doveva fuggire e servirsi solo dell’invenzioni, avendo egli interamente con grazia e bellezza la maniera moderna (manierismo italiano)
.’

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori(…)’ – Firenze 1550 –

Appariva, dalle righe qui sopra riportate del Vasari, impensabile alla critica del tempo, vedere un pittore italiano cercare uno stile al di fuori di quello stesso italiano  (  la maniera moderna = manierismo  ), ricercato, attraverso ‘la maniera tedesca’ con un lavoro certosino, non da copista, ma da fine osservatore del dettaglio che tanto caratterizzava la pittura tedesca e fiamminga.
Doveva soltanto ispirarsi alle ‘invenzioni’ fiamminghe tedesche, ma nulla più.

Ecco un monocromo di Jacopo Pontormo ( Museo Galleria degli Uffizi);

Jacopo pontormo two warriors with lances tempera on canvas soloalsecondogrado a

Jacopo pontormo two warriors with lances tempera on canvas soloalsecondogrado b

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————-

A completamento di quanto sopra sostenuto, si leggano queste poche seguenti righe:’

:'(…)Colore ed oggetto/figura sono rappresentativi dell’estensione, dello spazio.
Troviamo lungo il Rinascimento i più disparati ed arditi tentativi, presentimenti, sconfitte e rinunce.
(…)
Con l’Opera:’l’adorazione dei magi’ (Uffizi), Leonardo raggiunge la massima audacia pittorica di tutto il Rinascimento.

Fino a Rembrandt, nulla di simile doveva essere nemmeno immaginato.

(…) Per lo stesso motivo Leonardo, dopo vari tentativi, lasciò incompiuta la testa del Cristo dell’ultima Cena.

Solo Leonardo fu abbastanza grande da sentire un tale limite come un inevitabile limite datogli dal suo tempo. Dal destino.

(…)I quadri di Raffaello si dissociano in piani sui quali sono ripartiti dei gruppi ben ordinati, ed uno sfondo limita l’insieme in una bella misura.
Invece Leonardo conosce un unico spazio, vasto, eterno, nel quale le sue figure sembrano aleggiare.
Raffaello dà, all’interno del quadro ,una somma di cose singole e vicine,
Leonardo dà un segmento dell’infinito.
(…) Raffaello disegna ‘ l’ultima grande linea dell’arte occidentale’.
Egli non ebbe a lottare con dei problemi. Egli non li sospettò nemmeno. Ciò non di meno condusse la sua arte fino a quel limite, dove una decisione non poteva più essere evitata.
Raffaello si crede soltanto di capirlo. Benché la sua linea rappresenti l’elemento grafico di una tendenza antica, pur tuttavia i suoi lavori tendono ad essere sospesi nello spazio. L’elemento grafico è super terreno.
La linea in Raffaello è in estrema tensione. Essa è sul punto di dissolversi nell’infinito, in spazio e musica.
Leonardo, più profondo di Albrecht Dürer, sta al di là di questo limite raffaelliano. Il suo disegno preparatorio de:’l’adorazione dei re magi’ è già musica
(n.d.c.,così come :’la visitazione’ di Jacopo Pontormo ci appare come una danza)

Oswald Spengler ne:’Der Untergang des Abendlandes/Il tramonto dell’Occidente’, Germania 1918.

Non è forse plausibile che non solo Leonardo
ma altri, come Paolo di Dono e Jacopo Pontormo,sentissero, se pur ‘in nuce’ cioè a livello embrionale e sporadica , le questioni di cui sopra
?

,,

Malgrado Giorgio Vasari fosse un contemporaneo di Jacopo Pontormo, di Leonardo da Vinci nonché di Michelangelo Buonarroti,
intuì, seppur tra mille ‘arditi tentativi,presentimenti, sconfitte e rinunce’(come sopra trascritto da Oswald Spengler), gli aspetti più sperimentali presenti nell’arte ,dunque d’avanguardia, di questi suoi illustri colleghi.
Li intuì da critico dell’arte – (a lui) contemporanea ed in anticipo sui tempi di una critica dell’arte capitanata da professionisti che ancora non c’era – , attraverso la sua Opera :’Le vite’, che si prefiggeva il compito ,tutto sommato modesto, di descrivere in compendio l’insieme delle esperienze rinascimentali fiorentine e italiane, attraverso le tre grandi arti; la pittura, la scultura e l’architettura.
E’ assai interessante quanto egli scrive – ‘per intuito’, più che per profonda convinzione – della ‘maniera’ di far arte di Michelangelo in relazione a molti altri artisti.

Ecco il testo:’

:’ (…) l’intuizione di questo uomo singolare (Michelangelo Buonarroti,n,d,c,) non ha voluto entrare in dipingere altro che la perfetta e proporzionatissima composizione del corpo umano et in diversissime attitudini; non sol questo, ma insieme gli affetti delle passioni e contentezze dell’animo umano , bastandogli satisfare (soddisfare) in quella parte di che è stato superiore a tutti i suoi artefici (colleghi), e mostra la via della gran maniera e degli ignudi e quanto e’ sappi nelle dificultà del disegno, e finalmente ha aperto la via alla facilità di questa arte nel principale suo intento, che è il corpo umano, et attendendo a questo fin solo,

ha lassato (messo da parte) da parte le vaghezze de’ colori (lo sfumato, n.d.c.) i capricci e le nuove fantasie di certe minuzie e delicatezze, che da molti altri pittori non sono interamente, e forse non senza qualche ragione, state neglette.

Onde qualcuno non tanto fondato nel disegno ha cerco (cercato) con la varietà di tinte et ombre di colori e con bizzarre varie e nuove invenzioni, et insomma con questa altra via farsi luogo fra i primi Maestri.

Ma Michelangelo stando saldo sempre nella profondità dell’arte, ha mostrato a quegli che sanno assai [come] dovevano arrivare al perfetto.(…)’

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…) – Vita di Michelagnolo Buonarruoti fiorentino Pittore scultore et architetto. – anno 1550

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————-

.

………………………….

Qualche fotografia delle altre Opere oltre a quella qui sopra trattata,nonchè dell’Opera letteraria di Giorgio Vasari :’le vite de’ più eccellenti pittori(…)’ ;

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato o Modello disegno preparatorio soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Modello disegno preparatorio

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato n didascalia modello soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato. Didascalia modello preparatorio.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato l didascalia soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato l didascalia

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato m didascalia soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo d didascalia soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo didascalia

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo c soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo a soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo f frontespizio soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo
pagina frontespizio

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi c Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi a didascalia Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi a didascalia Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi d Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi d Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze particolare

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi e Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi d Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze particolare

Pontormo disegno modello preparatorio ritratto di alabardiere Francesco Guardi f Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo disegno modello preparatorio ritratto di alabardiere Francesco Guardi f Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze

Pontormo visitazione chiesa di San Michele e Francesco Carmignano p Modello cfr con Lab SMART Scuola Normale Superiore soloalsecondogrado

Pontormo visitazione chiesa di San Michele e Francesco Carmignano . Modello in fotografia da confrontare con la visitazione qui sopra riportata;
con Lab SMART Scuola Normale Superiore .
Si confronti :’la visitazione’ del Pontormo con questa locandina contemporanea che raffigura una ‘multimedialità’ dei nostri giorni;
concettualmente sembra non esservi differenza alcuna!
Pontormo visitation church of San Michele and Francesco Carmignano. Model in photograph to compare with the photograph shown here;
SMART Lab Scuola Normale Superiore.
Compare: the ‘visitation’ of Pontormo with this contemporary poster that depicts a ‘multimedia’ of our days;
conceptually there seems to be no difference!

——————————-

https://www.uffizi.it/en/events/miraculous-encounters-pontormo-from-drawing-to-painting

https://www.uffizi.it/en

https://www.uffizi.it/eventi/incontri-miracolosi-pontormo-dal-disegno-alla-pittura

http://firenze.repubblica.it/tempo-libero/articoli/cultura/2018/05/07/news/firenze_a_palazzo_pitti_le_meraviglie_del_pontormo-195788213/

Palazzo Pitti Museo Firenze b Pontormo

Palazzo Pitti Museo Firenze Pontormo

Palazzo Pitti Museo Firenze a Pontormo

Palazzo Pitti Museo Firenze c Pontormo

 

Palazzo Pitti Museo Firenze e Pontormo

Palazzo Pitti Firenze;
veduta sul giardino Boboli


 

.

————————– 

Nota conclusiva.

La valutazione di quei pittori come Jacopo Pontormo ,sopra definiti come : ‘silent craftsmen at the service of his time’/Pittori di ‘secondo piano’ ad oltranza, da parte della critica in genere (ovviamente non da quel tipo di critica ‘agiografica’, che si preoccupa di lodare, per riempire i musei…),
se trova delle motivazioni in parte anche condivisibili, per un lavoro discontinuo nella qualità, così come in carenze di carattere teorico in questo tipo di artisti  ( see/vedi,/°/ ,  come sopra analizzato,
tale valutazione ,allo stesso tempo,trova un limite in precise, seppur alle volte isolate, Opere come quella qui vista:‘la visitazione di Carmignano’.
Tale Opera pittorica ‘isolata’,
ci appare in tutto il suo valore se paragonata ad Opere in altro campo artistico; quello letterario, Opere letterarie che hanno ,parallelamente, la sventura di essere altrettanto ‘isolate’, cioè nate al di fuori di un contesto di continuità artistica di un certo Autore.
Alludo, per fare qualche esempio tra i molti, ad Opere (letterarie) come: ‘M. D. or the whale’ o : ‘Moby-Dick’ o: ‘The Whale’ del marinaio Herman Melville,
o :‘Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde’/’Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde’ di Robert L. Stevenson
od anche,
un personaggio creato dallo scrittore Raymond Chandler :‘Philip Marlowe’,da cui romanzi quali :‘the Big Sleep’/’il grande sonno’.(Nel caso di Raymond Chandler si può addirittura affermare che il suo personaggio ,’Philip Marlowe’, sia più grande del suo stesso Autore!)

Questi scrittori,
anche se solo attraverso una sola loro Opera, hanno indubbiamente raggiunto un grande vertice letterario. 
Allo stesso modo  lo hanno raggiunto in pittura Jacopo Pontormo, ed altri.

 

/°/
Circa le limitazioni teoriche di artisti di ‘secondo piano’ ad oltranza,
si tenga presente quanto afferma lo stesso Michelangelo Buonarroti in un suo stesso sonetto
(sonetto su cui ‘Messer Benedetto Varchi’ ,un letterato fiorentino coevo di Michelangelo, ebbe a trattare presso l’Accademia fiorentina):’

:‘non ha l’ ottimo artista alcun concetto,
ch’un marmo solo in sé non circoscriva’
.

Michelangelo Buonarroti.

Questi due brevi versi possono indicare concetti anche lontani o addirittura contrastanti.
Ma credo che si possa sostenere che essi indicano una idea della produzione artistica assai semplice in Michelangelo;
per dirla con le parole di Giorgio Vasari stesso ne,’le vite(…)’ :’

:’Ritrasse Michelagnolo Messer Tommaso (Tommaso de’ Cavalieri) in un cartone grande naturale, che né prima né poi di nessuno fece il ritratto,
perché aborriva il fare somigliare il vivo se non era d’infinita bellezza.(…)’

Ovvero l’idea michelangiolesca espressa nel suo sonetto, ribadiva un concetto classico, ellenico, di una ricerca apollinea estetizzante e atemporale, del bello.
In altri termini, Michelangelo ricercava le perfette proporzioni in un corpo, isolandolo da uno spazio circostante immobile. Ma non ricercava le relazioni tra l’esteriorità di una figura umana e come è fatta dentro.( cioè; l’universale )
Questo retaggio classico, seppur rivisitato, nel risultato finale non soddisfaceva Michelangelo stesso che si fermava ‘al non finito’ ,( cfr/cf; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/  )

 

(0)  Ma vi è un altro aspetto ,mai preso in considerazione,

che è alla base di tanta fama,da un lato, di Artisti quali Michelangelo Buonarroti e Leonardo da Vinci  e, dall’altro 
di scarsa considerazione verso alcuni Artisti, tra quelli di ‘secondo piano’ ad oltranza.

Ancora queste poche righe di Giorgio Vasari, sempre dalla sua Opera :’le vite‘(…),  sono assai indicative del perché di tanta fama…(Righe del Vasari che parlano di Michelangelo Buonarroti) :'(…)

:(…) Ha avuto l’immaginativa tale e sì  perfetta, che le cose propostosi nella idea sono state tali che con le mani, per non potere esprimere sì grandi e terribili concetti, ha spesso abbandonato l’opere sue, anzi ne ha guasto molte, come io so che, innanzi che morissi di poco, abruciò gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti di man sua, acciò nessuno vedessi le  fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto, e io ne ho alcuni di sua mano trovati in Fiorenza messi nel nostro libro de’ disegni, dove ancora che vi vegga la grandezza di quello ingegno(…)

—– { Queste righe, Vasari le aggiunse alla sua opera :‘le vite'(…) – 1550 – , in una edizione successiva alla morte di Michelangelo  [dal Vasari datata :’ (…) e così al dì 17 di febbraio, l’anno 1563 a ore 23 a uso fiorentino, che al romano sarebbe 1564, spirò per irsene (andarsene) a miglio vita (…)’ ], dunque successiva al 1563/4.

La ragione dell’aggiunta fatta dal Vasari di dettagli sul lavoro artistico di Michelangelo, soltanto in una edizione successiva alla prima del 1550 ,quando Michelangelo era ancora vivo, sta probabilmente nel fatto che Vasari aveva l’intenzione di consegnare – cosa che fece – una copia del suo libro :’le vite'(…) a Michelangelo (il solo artista tra tutti quelli trattati nell’opera ,ed ancora viventi, a ricevere una copia del libro  dal Vasari stesso). Molto probabilmente Vasari, nell’aggiungere soltanto all’edizione successiva ,(successiva all’anno 1563/4), alcune valutazioni su Michelangelo, conoscendo il fatto che questi aveva un brutto carattere, volle certo evitare polemiche e critiche da parte di Michelangelo stesso., circa i dettagli riportati. } ——

Tornando alle parole riportate da Vasari su Michelangelo,
è assai indicativo rilevare che Michelangelo, a differenza di molti altri artisti, teneva moltissimo alla sua immagine di artista. Non solo nella valutazione da parte dei suoi contemporanei ma anche da tramandare ai posteri.

E’ difatti per questa ragione che volle distruggere/bruciare, poco prima di morire, gran parte dei suoi disegni, schizzi e cartoni .
Non solo quelli che non realizzò mai perché da lui valutati di scarso valore, ma anche quelli che pur avendo tramutato in opera finita, mostravano le fatiche durate‘ , ovvero i ripensamenti e dunque gli errori in cui incappò prima di arrivare ad un ideale modello finale perfetto (ai suoi occhi). Errori  ‘di brutta copia’/in fase di realizzazione ‘, che avrebbero potuto farlo apparire ai posteri come un artista maldestro. La sola idea di ciò, inorridiva Michelangelo che quindi distrusse tutto ciò che di ‘imperfetto’ aveva abbozzato.

Dunque Michelangelo fu prima di tutto un:’Public Relations‘  ante litteram ,secondo cui ‘l’immagine artistica/ il ‘look artistico’ conta moltissimo. e va curato al pari della realizzazione dell’opera stessa.

Anche questo ( e certo non solo questo ) contribuì dunque a distinguere Michelangelo Buonarroti  dai suoi colleghi…di ‘secondo piano’ ad oltranza, e dunque … meno attenti ,quest’ultimi, all’immagine che davano di se stessi ai loro contemporanei ed ai posteri..!

 

————————– 

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(§§)

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado o

That broken arm of the David
by Michelangelo Buonarroti …
Recovered by Giorgio Vasari and Francesco de ‘Rossi
aka Francesco Salviati
Florence,
Piazza della Signoria, under Palazzo Vecchio – 1527 –
Left arm (to the right of the beholder)
broken in three points, breaking points still visible and rearranged with copper pins.

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori – 1550 – ‘(…)
a proposito di Francesco de’ Rossi alias Francesco Salviati scrive:’

:‘Essendo poi l’anno 1527 cacciati i Medici di Firenze, nel combattersi il Palazzo della Signoria, fu gettata d’alto una purliza (cassa panca) per dare addosso a coloro che combattevano la porta; ma quella, come volle la sorte, percosse un braccio del Davit (David di Michelangelo) di marmo del Buonarroto, che è sopra la ringhiera a canto alla porta e lo ruppe in tre pezzi; per che essendo stati i detti pezzi per terra tre giorni senza esser da niuno (nessuno) stati raccolti, andò Francesco (de’ Rossi/Salviati) a trovare al Ponte Vecchio Giorgio (Vasari) e dettogli l’animo suo, così fanciulli come erano, andarono in Piazza e di mezzo ai soldati della guardia, senza pensare a pericolo niuno, tolsono i pezzi di quel braccio e nel chiasso di Messer Bivigliano gli portarono in casa di Michelagnolo padre di Francesco; donde avutigli poi il Duca Cosimo (de Medici) gli fece col tempo rimettere al loro luogo con perni di rame.(…)’

(…)

ancora,a proposito del ‘cognome non paterno’ dato a Francesco de’ Rossi, ovvero: ‘Francesco Cecchino Salviati’, Giorgio Vasari scrive:’

:(…):‘chiesto dal Cardinale Salviati il Vecchio un giovane pittore(…) Benvenuto dalla Volpaia gli propose Francesco(…)
E perché Francesco stava, come s’è detto, col Cardinale Salviati et era conosciuto per suo creato, cominciando a essere chiamato e non conosciuto per altro che per Cecchino Salviati, ha avuto insino (fino) alla morte questo cognome.’

When the old masters and pigs prepare the table for chickens and hens …

From: ‘The Animal Farm’ by George Orwell – … that old masters replace with new ones; pigs. –

When the old masters and pigs prepare the table for chickens and hens …

master chef
.
.

Pizza by the Italian chef Carlo Cracco
.
.

Carlo Cracco    Star chef            and          Gino Sorbillo a true king of Neapolitan pizza makers.jpg
.
.

Premesso quanto già scritto; vedi ai seguenti link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/07/08/melodie-del-vino-les-grands-crus-musicaux-de-litalie/
(vedi ‘Nota d’aggiornamento’ sullo chef Gualtiero Marchesi, il primo tre stelle Michelin italiano…)

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/04/19/voulez-vous-paris-3/
(vedi Nota sui famosi dolcetti francesi: ‘Les Macarons’ i dolcetti ,sedicenti, tipici di Parigi tanto dolci per quanto poco saporiti.
‘Dolce vita’…sciapita!)

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/10/26/eataly-eat-italy/

Da pochi giorni ,siamo al marzo 2018, circola in rete la notizia – notizia in se del tutto banale – di un cuoco italiano stellato Carlo Cracco, allievo di Gualtiero Marchesi ,
che ha presentato per un suo locale in Galleria, a Milano, una versione tutta personale della pizza margherita (quella composta con pochi ingredienti di base) ! Al costo di 16 euro.
Questa pizza è stata recensita positivamente da Gino Sorbillo, un pizzaiolo napoletano rampante.

La pizza è stata contestata ed ammirata;
ma ciò – seppur fatto del tutto ovvio – non ha potuto che far piacere a Carlo Cracco e Gino Sorbillo, che sanno bene che vale quel vecchio detto secondo cui :’

:’Non importa cosa dicono di te.Importante è che parlino di te’. / ‘It does not matter what they say about you. It’s important that they talk about you’.

Tanto ciarlare e contestare per niente!!

Ma essendo il popolo bovino questo è il risultato!!

Tuttavia questa è una buona occasione per fare il punto sulla questione della attuale ‘moda alimentare’ e conseguenti punti di ristorazione.

Bastano pochi elementi per identificare l’enorme bluff in corso nel
mondo della ristorazione;

°
Da una parte il mondo virtuale televisivo in cui in molti programmi di cucina cuochi stellati si fronteggiano o giudicano (spesso affiancati da giornalisti eno-gastronomici) impietosamente giovani aspiranti chef etc…
In questa realtà virtuale si cucina da Dio o…’sei fuori’. Si usano prodotti di base selezionatissimi e spesso del posto (a chilometro zero), e si raggiungono virtuosismi inimmaginabili.

°
E dall’altra parte? (Nel vero mondo; quello reale ?)
Avrete certamente girato per pizzerie e ristoranti;
e se avete un minimo di capacità di giudizio e magari di preparazione gastronomica, avrete notato che vi siete ritrovati nel piatto delle brodaglie che vanno da antipasti composti da prodotti industriali (ad esempio, i ‘taglieri di formaggi’ artigianali che se assaggiati solitamente non sanno altro che di grasso raggrumato speziato…), ai primi piatti che spesso sono decongelati e riscaldati al microonde, o precotti e solo da riscaldare, ai secondi piatti preparati con ‘carne misteriosa’ o ‘pesce misterioso’ e a dei dolci che non sono che mescolanza di zuccheri raffinati con pasta di base industriale già pronta (ad esempio gli ‘choux’ già pronti come la ‘pâte brisée’ etc…), il tutto guarnito con tubetti di questo o quel gusto (cioccolato, frutti di bosco etc…).
O, se magari vi hanno preparato al momento qualche piatto, la sua qualità non supera il livello di quello di una frettolosa massaia che prepara il pranzo per casa in un giorno feriale in cui si va di fretta.

°
La ragione di tutto ciò è ovvia.
La ragione di tanta sciattezza/mediocrità che ci ritroviamo nei piatti che ci vengono serviti nei ristoranti e pizzerie, risiede in pochi punti salienti.
Una prima ragione risiede nel fatto che se si vuole preparare dei piatti di altissima qualità per dei commensali, occorre un cuoco a/per tavolo o almeno un aiuto cuoco per tavolo (certo non più per cinque o sei commensali). E ciò sia per mantenere alta la qualità dei piatti – piatti che se preparati per troppe persone diventano roba da ‘mensa operaia’ – sia per la necessità di servirli con tempestività, appena pronti.
Ciò viene fatto in effetti in alcuni casi, ma solo in ristoranti in cui paghi questo lavoro enorme dovuto ad una manodopera capillare. Dunque solo per ristoranti in cui strapaghi quello che mangi; tanto per capirci da trecento euro (grossomodo) a testa in su…
Un’altra ragione sta nel fatto che se anche si riesce ad utilizzare un numero limitato di personale in cucina, il cibo di base
(che dovrebbe esser costituito da pesce freschissimo, carne biologica – non gonfiata con steroidi anabolizzanti etc… – dolci che richiedono molto tempo e competenza ,entrambi elementi spesso carenti e così via…)
viene necessariamente sostituito da prodotti che potremmo definire succedanei di quello di prima qualità.

[ Un piccolo elenco ,meramente indicativo, di questi prodotti succedanei/scadenti che vengono impiegati per rimpiazzare i più costosi prodotti di prima qualità sono:
__° carni bovine non italiane – come quella francese, tedesca, danese etc… – , di Paesi in cui è possibile dopare il bovino con steroidi anabolizzanti,per farlo crescere più in fretta. ( Tanto per capirci, carne in cui se cerchi :‘ l’origine ‘ trovi scritto :’ nato in Francia allevato in Italia ‘ ). O addirittura ‘carne chianina’ ,(la pregiatissima carne bovina della Toscana e Umbria), che alcuni ristoranti si vantano di servire, ma che poi scopri essere carne bovina di razza chianina, ma spagnola (dunque alimentata e forzata chimicamente nella crescita in modo tale che ha carni dal sapore completamente diverso dalla chianina Toscana d.o.c.) !!
__° Sogliola atlantica (limanda o platessa) che nulla ha a che vedere dal punto di vista organolettico con la sogliola del mediterraneo. Come anche il dentice atlantico rispetto a quello del mediterraneo.
Ricordo personalmente ,divertito, un ristoratore sul litorale toscano che se gli capitava di servire dei commensali tedeschi, gli serviva al posto della ‘spigolarigorosamente di mare, del ‘cefalo comune / mugginerigorosamente d’Arno ..!
__° Pasta ,che non solo non troviamo biologica, ma di pura produzione industriale; cioè non essiccata a bassa temperatura – che gli conferirebbe un sapore’vero’ e non ‘anonimo’ come quella industriale – ,
prodotta con grano di base macinato ad alta velocità che ne brucia molti elementi nutritivi (così che alcuni pastifici compensano a questo inconveniente aggiungendo polveri di marmo) etc…
E il condimento? O ti ci aggiungono i ‘sughi già pronti’, o sono salse fatte senza il dovuto tempo, così che risultano del tutto scipite…
__° Dolci assemblati con paste già fatte industriali (come sopra detto ,gli ‘choux’ già pronti come la ‘pâte brisée’ etc…). E creme altrettanto pronte e di certo preparate con uova non biologiche…
Spesso i dolci sono forniti da pasticcerie specializzate nel rifornire ristoranti e pizzerie. Da soli,visto il triplicare dei costi al passaggio da un commerciante ad un altro, potete immaginare il livello scarso delle materie prime impiegate! ]

Questi ‘succedanei‘/’sostituti’ – dei prodotti alimentari di prima qualità – , vengono dunque utilizzati per non incidere sui costi (utilizzando prodotti di base di prima qualità,i prezzi diventano quelli da ristoranti a tre stelle Michelin o non molto meno).

Se il ristoratore utilizzasse comunque prodotti di base di prima qualità, e mantenesse dei prezzi inferiori,non da ristoranti tre stelle Michelin, non ci guadagnerebbe nulla!

Poi va notato che se un ristorante ottiene se non anche una sola stella Michelin , ma anche un mediocre riconoscimento mediatico o di altro sistema di riconoscimento pubblico, ecco che aumenta subito i prezzi e questo spesso a scapito pure della qualità che aveva in precedenza!

Circa le pizzerie,
si noti che si cerca di gonfiare i prezzi

– trasformando un piatto tipicamente popolare quale la pizza è, in un piatto dai costi altissimi –

presentando pizze gourmet , quando in realtà non sono altro che pizze condite con i prodotti di qualità alta di base (farina compresa) che già la tradizione ha sempre richiesto!
Si sa, che spesso la pizza la si mangia accompagnandola con della birra – almeno in Italia – .
In molte pizzerie sedicenti al top, si presenta ultimamente come ‘scoperta/innovazione’ straordinaria, nell’abbinamento gastronomico alla pizza, la presentazione di un elenco di birre. Elenco che se sfogliato annovera tipologie di birre del tutto mediocri agli occhi di un semplice estimatore di questo prodotto alcolico.

Anche nel mondo delle pizzerie, la moderna/attuale ristorazione
ha soltanto ‘riscoperto l’acqua calda / to reinvent the wheel’, come visto nel mondo dei ristoranti!

Ma tutto ciò non sembra essere capito dalla ‘folla’ – o si rifiuta inconsciamente di capire –

——

Nota;
se si vuole ‘mangiar bene’ – cioè ad un livello che nulla ha da invidiare ai ristoranti stellati – a parte l’esperienza e la preparazione di base nonché un abilità non molto diffusa,
non resta da far altro che prepararsi a casa i piatti ‘da tre stelle’.
In questi casi, si noterà che i costi ,malgrado il livello alto dei prodotti utilizzati, sono del tutto accessibili, anche per chi non dispone di una grande potenzialità di spesa (certo non per tutti i giorni ma, diciamo per quelli festivi).

Si tenga presente che questa soluzione è stata da tempo utilizzata da molti ambienti ‘facoltosi’ ,di tutti i Paesi, che assumono ‘pro tempore’ dei cuochi, e comprano personalmente le materie prime di base. Ovvio di grande qualità!

United States, “Black Elk” the way of holiness

United States, “Black Elk” the way of holiness

 

alias:’

‘from the scalp to sanctity’

alias:’
(using an expression of the medical world)

:’rebound effect’ (or take-back effect) [*]

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“Black Elk” the way of holiness”

dicembre 2017;

United States, “Black Elk” the way of holiness
The Episcopal Conference approved the first phase of the cause
(of sanctification) of “Black Elk”, the servant of God belonging to the Lakota natives of the Sioux people in the lands between North and South Dakota

United States, “Black Elk” the way of holiness; here is the main motivation;

:’conversion and civilization of the Native Americans (redskins)’.

An example of his pastoral work;

; a redskin, dissatisfied with the name he had, went to the tribal chief (Black Elk).
He asked Black Elk: ‘why did they give me this name?’
Black Elk replied: see, dear boy, my name is ‘Black Elk’ because I was born at sunset and there was an elk that appeared to the west (backlight) all black.
Your sister is called: ‘big white moon’ because she was born at night and in the sky there was a big white moon.

Now you understand why you are called: ‘two dogs that fuck’ (?)!

—————————

A parte ‘lazzi’ e ‘battute di spirito’, ma vi pare possibile

raggiungere/mettersi in simili situazioni – ‘battaglie’,come si diceva una volta – ,da parte della Chiesa cattolica,
situazioni che per loro natura prestano inesorabilmente il fianco a scherzi sciatti di questo genere (come qui sopra esempio) ?!

[*]
Francisco de Vitoria
un frate domenicano spagnolo del XVI secolo, si pose la questione del proselitismo cattolico ‘ad oltranza’.
E ciò per le questioni che la scoperta ai suoi tempi del ‘nuovo mondo’ e la venuta in contatto con le popolazioni indigene di quei luoghi, ponevano.
Pensò che non era un diritto dovere del mondo cattolico, ne evangelizzare forzatamente ne tanto meno instaurare un potere temporale su di esse. Ciò ovviamente lo fece cadere in disgrazia agli occhi dei colonizzatori e a quelli del mondo cattolico.
Ed oggi?
Oggi non solo quella opera di evangelizzazione al tempo contestata da Francisco de Vitoria, viene meno – nello spirito certo utilitaristico di quei tempi – , ma addirittura ne abbiamo (in Occidente) un ‘rebound effect’.
Consistente poi in una sorta di globalizzazione, che porta alla santità di nativi americani (redskins), che evangelizzano, col loro esempio, gli ex evangelizzatori!
In ciò non ci sarebbe nulla ‘di male’ ne da stupirsene, ma di certo l’attribuzione di ‘santità’ non è poca cosa se si guarda ai Padri e Dottori della Chiesa, quasi tutti Santi. E se si guarda nel contempo alla figura qui trattata che pur essendo divenuto un uomo pio, era pur sempre rappresentante di un mondo antropologico / semplice, infinitamente lontano da quello ‘complesso’ di quello cristiano.

.
[

Senza contare il fatto – oggettivo – che se Francisco de Vitoria fu in vita, per il Pensiero sopra espresso, emarginato dal mondo cattolico, oggi viene ‘rispolverato / riabilitato’ dallo stesso universo cattolico.

( Non è certo il primo ed il solo, come è vero che altri uomini di Chiesa in futuro seguiranno il Suo triste destino. / A Francisco de Vitoria, ricordo , è dedicata l’Università cattolica spagnola,presso Madrid, :’Universidad Francisco de Vitoria’ )

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Ma così facendo, la Chiesa inevitabilmente mina la propria credibilità. Non per il fatto che ammette un errore commesso in passato, ma sopratutto per il fatto che evidenzia il proprio adeguamento ai nuovi tempi in maniera interessata, mostrando in ciò calcolo e convenienza nel proprio agire. Palesando dunque ben poca spiritualità – ben poco spirito evangelico – nel Suo agire…

cfr/cf. ;

…’:”Trattandosi di un pubblico peccatore non si potranno fare funerali pubblici. Ove i familiari lo chiedessero si valuterà di fare una preghiera privata al cimitero”.
(°) Sia Don Ivan Maffeis, portavoce della C.E.I.,
dichiara sulla stessa falsa riga:”
:”Un funerale pubblico non è pensabile, per Riina ricordando la scomunica del Papa ai mafiosi e la condanna inequivocabile della Chiesa (…) non possiamo sostituirci al giudizio di Dio”.

La Chiesa ancora una volta sembra prendere atto della reazione di profonda indignazione morale di molti Fedeli,in corso in questi ultimi anni, e di conseguenza decide di assumere diversa posizione di fronte a queste situazioni discutibili.
Ma dunque,anche in questo caso, tutto lascia pensare che la posizione di ferma distanza della Chiesa,assunta da poco tempo, dai funerali religiosi per i mafiosi, sia una posizione di calcolo più che da precordi.
Ed è questo ciò che angustia molti Fedeli che nella maggior parte dei casi scelgono il silenzio.
E la ragione profonda della nuova presa di posizione della Chiesa cattolica è evidente di per se in maniera non seriamente opinabile; cosa è difatti cambiato da una cinquantina d’anni, nell’universo religioso da far assumere alla Chiesa
una posizione che va da esequie religiose con tanto di Vescovo, all’attuale diniego del rito religioso funebre perché il defunto era ‘mafioso’?
Ovviamente nulla,
se non la necessità inderogabile della Chiesa di adottare una diversa politica religiosa, in base alla constatazione del mutare della sensibilità collettiva.
Sensibilità che avrebbe danneggiato (finanziariamente; donazioni, lasciti testamentari etc,con cui la Chiesa campa…) la Chiesa se questa avesse mantenuto il vecchio atteggiamento verso l’universo ‘Cosa Nostra’.’…

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/11/20/but-pope-bergoglio-if-he-is-looking-for-him-2-black-soul-but-whose/
.]

Nota;

The New Yorker newspaper:”

Nicholas Black Elk’s great grandson, Charlotte, states that ‘Nicholas Black Elk’ made only external concessions to the Catholic culture of the white man, without actually changing”

https://www.newyorker.com/news/daily-comment/another-vision-of-black-elk

and;

Ross Enochs, Professor of religious sciences at Marist College in New York:
: “Black Elk” has made a synthesis between the faith of his fathers and the Catholic one.

—————————-

Il processo di canonizzazione di un nativo americano (Nicholas Black Elk),
dunque di un appartenente ad una società semplice / antropologica, se visto in un’ottica più ampia rappresenta l’espressione di un programma / di un (divino) disegno in corso ‘non scritto’ ‘non detto’, di grande respiro del mondo cattolico;

; un ecumenismo ad oltranza capace di fagocitare interi sistemi teologici.(*)

In questa stessa ottica è difatti inquadrabile il tentativo fallito, operato prima da Benedetto XVI e poi dall’attuale Papa Francesco, di globalizzare l’universo religioso ebraico.
Universo ebraico che con le raggelanti parole del Rabbino Riccardo di Segni presso la Sinagoga di Roma il 17 gennaio 2016, ha escluso ogni coinvolgimento ebraico in questo ‘disegno’ ‘progetto’ ecumenico di matrice cattolica.
Progetto che certo vede l’universo cattolico stesso come grande mater ecclesiae che avrà in questo un ruolo da leader (pur disconoscendolo… per modestia?)

Papa Francesco e
il Rabbino Riccardo di Segni
“Non accogliamo il Papa per discutere di teologia.
Ogni sistema è autonomo, la fede non è oggetto di scambio
e di trattativa politica”.
Riccardo di Segni Rabbino capo di Roma
17 gennaio 2016

“We do not welcome the Pope to discuss theology.
Every system is autonomous, faith is not an object of exchange
and political negotiation “.
Riccardo di Segni Chief Rabbi of Rome
January 17th 2016

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/09/10/papa-bergoglio-e-il-divorzio-alla-romana/

.

(*)

‘J.R. Boronali e la coda d’asino’ / ‘J.R. Boronali and donkey’s tail’.

Questo :’

:’ecumenismo ad oltranza capace di fagocitare interi sistemi teologici’,

,come si è visto è espressione della ‘globalizzazione’ che, all’interno di un Sistema religioso, ha visto svolgere questo compito al mondo cattolico – tra i vari Sistemi religiosi, a quello cattolico è toccato questo discutibile primato – .
(vedi anche; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/01/02/globalizzazione-apparente-per-quanto-appariscente/ e rinvii )
Di certo,al pari, anche in ben altri ambiti la ‘globalizzazione’ ha lasciato il suo segno indelebile,come già analizzato;
nel mondo dell’arte con movimenti artistici quali ad esempio la ‘pop art’ di Andy Warhol e Roy Lichtenstein

(vedi anche; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/05/13/jackson-pollock-la-figura-della-furia-ovvero-il-grande-vuoto/ e rinvii )

Ed ecco spiegata la :’

:‘J.R. Boronali e la coda d’asino’ / ‘J.R. Boronali and donkey’s tail’.

In un mondosiamo ai primi anni del secolo scorso (1910),già più di cento anni fa (!) – ormai globalizzato, in cui l’arte – un elemento culturale tra i molti – è divenuta ormai per tutti e dunque deve necessariamente essere prodotta da tutti;

persino un asino deve produrre arte.

Perché alla folla/moltitudine ,che è ‘asino’, non ci si può più rivolgere con Opere dotte (gli sarebbero del tutto incomprensibili).
Occorrono Opere prodotte per loro e spesso da artisti che sono asini come loro o , se non lo sono, volendo trarre benefici dal Sistema, vi si adeguano producendo Opere di nessun significato e valore come lo stesso Andy Warhol ebbe ad affermare sulla sua stessa produzione artistica.

[ Il fatto che le Opere di Warhol, come quelle di Pollock (per fare un altro esempio), abbiano un grande valore di mercato (commerciale) non significa minimamente che ne abbiano uno, causale ,di valore culturale.
Non significa cioè che ‘il valore commerciale’ sia l’effetto del ‘valore culturale’ (causa).

The (commercial) market value of an artwork from the twentieth century is not the effect of its cultural value (cause).

Vedi ciò su quanto già scritto attraverso il seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/05/13/jackson-pollock-la-figura-della-furia-ovvero-il-grande-vuoto/ ]

Appare chiara ora la relazione tra gli sviluppi artistici sopra accennati, e quelli qui ora affrontati;
; la beatificazione di un nativo americano/redskin (Black Elk) – .
Se, come con l’arte, tutti vi devono accedere (apprezzarla) ma anche

produrla,

allo stesso modo in ambito religioso tutti hanno diritto ad essere rappresentati
– sentendosi così partecipi – , vedendo porre agli onori più alti del mondo religioso, la santità, un rappresentante della folla.
Come certamente,già ce ne sono stati in passato di santi dal popolo, ma non rappresentanti di un mondo addirittura antropologico e americano (nativo).
Ecco raggiunto non solo il ‘senso di partecipazione (alla santità)’ della folla, ma anche una espressione in senso ‘democratico’ della stessa.

(Tutto è legato…)

Comunque, come dico sempre , ognuno ne tragga le conclusioni che meglio crede!

But … Pope Bergoglio, if he is looking for him !? (2) /Black Soul … but whose?

But … Pope Bergoglio, if he is looking for him !? (2)/Black Soul … but whose?

Subheading;
– The Catholic Church and, the post-mortem Mafia –

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Black Soul … but whose?/Anima nera…ma di chi?

Tre giorni fa, venerdì 17 novembre 2017,
è morto un capo mafia, un boss di ‘Cosa Nostra’ ; Totò Riina.

A metà novembre di 24 anni fa, moriva il suo mentore nell’ambito della criminalità organizzata, il boss Luciano Liggio,pittore a tempo perso.

“Lo hanno privato anche del funerale (…) non è umano”.
Don/Fhater Girolamo Liggio – 1993 –

 

Questo affermò 24 anni or sono Don/pastor Girolamo, parroco presso la piccola frazione di Santa Rosalia di Vicari (Palermo) e cugino di Lucianeddu (Luciano Liggio)
Queste le affermazioni di quasi un quarto di secolo fa.
[ Si noti l’impressione generata di primo acchito/on the face of it da una simile affermazione, e sopratutto se fatta,come in questo caso, da un uomo di Chiesa.
Impressione che nasce dal contrasto tra una vita costellata di crimini efferati e senza il benché minimo ravvedimento, contro una morte che merita ad ogni modo un ‘doveroso senso di umanità cristiana’,che un funerale religioso può dare..
Ma leggendo le Scritture sacre (Nuovo Testamento) non pare esservi un ‘doveroso senso di umanità cristiana’ nemmeno in Gesù stesso:’

:’But he that shall scandalize one of these little ones that believe in me, it were better for him that a millstone should be hanged about his neck, and that he should be drowned in the depth of the sea.’
Bible, Gospel S. Matthew, Chapter 18,6 . Altro che misericordioso funerale cristiano!
Cfr/cf qui sotto (°) con quanto ,ben diversamente da Don/pastor Girolamo Liggio, ai nostri giorni afferma Don Ivan Maffeis, della C.E.I.(La Conferenza Episcopale Italiana; l’assemblea permanente dei Vescovi italiani.) :’

:‘…non possiamo sostituirci al giudizio di Dio’]

[ vedi al seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/01/31/who-spits-in-the-stoup/
post :'(Who spits in the stoup ?)’ sul tema del ‘perdono cristiano’ (The Christian theme of ‘forgiveness’, in the current crime news.) ]

Ed oggi? E’ cambiato qualcosa, in diverso ambito (laico)?

Ecco una delle varie dichiarazioni – laiche,diciamo così – di questi giorni a commento della morte di Riina;

——————-

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——————-

Ripercorrendo a ritroso le ‘sepolture mafiose’, notiamo che
le poche ‘sepolture anonime’ di boss mafiosi sono sempre avvenute per ordine dall’alto,
(dal Questore che ovviamente esegue quanto suggeritogli dal Ministro degli Interni)
e di mala voglia.
Se non vi sono imperanti consigli dall’alto si ‘lascia correre’/he let things ride ; ad esempio, alla morte del predecessore di Luciano Liggio, il boss Michele Navarra (medico di professione) ,da Liggio stesso fatto ammazzare, vi furono solenni esequie
sia civili
– siamo negli anni cinquanta, fu un lutto non solo cittadino con tanto di bandiere a mezz’asta, ma di tutta la Regione Sicilia – ,
sia religiose
con esequie religiose solenni nella chiesa di San Martino di Corleone.

Altrettanto solenni le esequie per il boss Stefano Bontate, negli anni ottanta.

Ed anche i funerali del boss gitano e romano d’adozione,Vittorio Casamonica, sono avvenuti con tanto di rito religioso (evangelico/protestante) in pompa magna

E… non solo!
In questo singolare funerale, si sfiora la follia pura. Follia alla ‘Erasmus of Rotterdam’.
Basta leggere quanto scritto nel cartello commemorativo del caro estinto Vittorio.

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“Vittorio (Casamonica), hai conquistato Roma, ora conquisterai il paradiso” Roma agosto 2015.

 

( Queste parole:‘ora conquisterai il paradiso’ non ci ricordano :‘L’elogio della follia’/’In Praise of Folly ‘ di Erasmus of Rotterdam, quando parla di un Papa guerriero che vistosi negato l’accesso in paradiso da parte di San Pietro decide di ‘conquistarlo con le armi..?’ )

Ed infine la sepoltura degna di un Principe della Chiesa (di un Cardinale),
di Enrico De Pedis, alias ‘Renatino’;boss della banda della Magliana/la Mafia romana.
Sepolto nel 1990 nella cripta della Basilica di Sant’Apollinare, a Roma ( dove sono sepolti soltanto alti dignitari della Chiesa Cattolica; Cardinali e Papi…).
E ciò grazie all’interessamento straordinario del Monsignor (Vescovo) Piero Vergari, e l’autorizzazione definitiva del Cardinale Ugo Poletti. (**)

From ‘omega’ to ‘alpha’ and not the reverse.But neither backward

 

Namely,
the idea of God as an instrument; as an antidote to the unacceptable idea of death. To the unacceptable idea of one’s limitations.

The conquest of absolute time.

 

—————-

Non si contano poi, le presenze di Vescovi a celebrare riti funebri mafiosi nella seconda metà del secolo scorso. Presenza di Vescovi anche per celebrare matrimoni o battesimi in ambito ‘mafioso’…

Ma da qualche tempo qualcosa sta inesorabilmente cambiando.

 

Con Riina stesso,
sia il Vescovo Michele Pennisi,
Arcivescovo di Monreale, Diocesi presso la quale si trova Corleone, la cittadina del boss Riina,
dichiara: ”
:”Trattandosi di un pubblico peccatore non si potranno fare funerali pubblici. Ove i familiari lo chiedessero si valuterà di fare una preghiera privata al cimitero”.
(°) Sia Don Ivan Maffeis, portavoce della C.E.I.,
dichiara sulla stessa falsa riga:”
:”Un funerale pubblico non è pensabile, per Riina ricordando la scomunica del Papa ai mafiosi e la condanna inequivocabile della Chiesa (…) non possiamo sostituirci al giudizio di Dio”.

La Chiesa ancora una volta sembra prendere atto della reazione di profonda indignazione morale di molti Fedeli,in corso in questi ultimi anni, e di conseguenza decide di assumere diversa posizione di fronte a queste situazioni discutibili.
Ma dunque,anche in questo caso, tutto lascia pensare che la posizione di ferma distanza della Chiesa,assunta da poco tempo, dai funerali religiosi per i mafiosi, sia una posizione di calcolo più che da precordi.
Ed è questo ciò che angustia molti Fedeli che nella maggior parte dei casi scelgono il silenzio.
E la ragione profonda della nuova presa di posizione della Chiesa cattolica è evidente di per se in maniera non seriamente opinabile; cosa è difatti cambiato da una cinquantina d’anni, nell’universo religioso da far assumere alla Chiesa
una posizione che va da esequie religiose con tanto di Vescovo, all’attuale  diniego del rito religioso funebre perché il defunto era ‘mafioso’?
Ovviamente nulla,
se non la necessità inderogabile della Chiesa di adottare una diversa politica religiosa, in base alla constatazione del mutare della sensibilità collettiva.
Sensibilità che avrebbe danneggiato la Chiesa se questa avesse mantenuto il vecchio atteggiamento verso l’universo ‘Cosa Nostra’.

‘Unicuique suum non praevalebunt’

 

E’ il motto ne:’L’Osservatore Romano‘, il quotidiano della Santa Sede (To each his own will not prevail / Unicuique suum non praevalebunt).
Ognuno ne tragga le conclusioni che meglio crede…(Benedictus Iesus Christus)

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Luis Buñuel :“I am an atheist by the grace of God”

————————–

(**)

Un caso addirittura storico,
di sepoltura di stampo regale,è quello di una famiglia del XIV secolo
– quella degli Scrovegni presso la città veneta di Padova –

assi discussa sul piano morale, avendo praticato l’usura e con questo mezzo arricchitasi.
Famiglia che ebbe come pittore della loro Cappella/tomba, Giotto di Bondone.

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno
Nota
Un cielo proprio stellato,
per coloro che dubbiosi come la famiglia Scrovegni, su una possibile punizione divina per la pratica dell’usura – documentata –  , decisero di espiare con una sontuosa Cappella e  con elargizioni all’attiguo Convento degli Eremitani…
Cosa non si fa per guadagnarsi l’Eternità!
Ponendo doverosa attenzione
– ‘doverosa’ per il semplice fatto che l’onestà mentale non dovrebbe venir mai meno –
sull’Ordine religioso degli Eremitani, che intascavano tali elargizioni da usura, senza dunque porsi tanti scrupoli morali, facendo così eco al vecchio motto latino secondo cui :‘pecunia non olet’
ponendo attenzione a ciò c’è da chiedersi se il fine, nel nostro caso per Opere di carità,del denaro così ottenuto dai Frati compensava la discutibile provenienza dell’elargizione!
E pensare che tale Ordine religioso era di derivazione da S. Agostino, un Padre della Chiesa che pose l’accento sulla Grazia divina.

Nota alla nota qui subito sopra;

L’uomo di Chiesa si presenta con le mani giunte ed orante.

Se ciò è espressione del suo momento ascetico,

è altrettanto certo che nel suo impegno (momento) sociale la vera postura dell’Uomo di Chiesa

è quella con le braccia incrociate
in cui silenziosamente e sopratutto con assoluta discrezione stringe da una parte la mano a Satana…
La mano sinistra!

(Non per niente è scritto nel Vangelo secondo Matteo capitolo 6 , versetto 3 e 4 :
:’Quando invece tu fai l’elemosina,

non sappia la tua mano sinistra ciò che fa la tua mano destra,

perché la tua elemosina resti segreta, così il Padre tuo, che vede tutto nel segreto, ti ricompenserà’.

‘But when thou doest alms,

let not thy left hand know what thy right hand doeth ;

that thine alms may be in secret: and thy Father who seeth in secret shall recompense thee.’)

…e dall’altra ( la mano destra) all’uomo ‘comune’. Politica sociale, welfare se si vuole.

E ciò è praticato dall’uomo di Chiesa sulla sia falsa riga dell’esempio dato da Dio,nel Vecchio Testamento,

quando questi dialoga senza remore con l’Angelo caduto :’

:

‘Now there was a day when the sons of God came to present themselves before the Lord, and Satan also came among them.

And the Lord said to Satan, Whence comest thou? Then Satan answered the Lord, and said, From going to and fro in the

earth, and from walking up and down in it.’

Verses 6 and 7 of the Bible, Book of Job chapter 1.

Sia sulla falsa riga dell’esempio dato da Dio nel Nuovo Testamento;

Bible Gospel, Matthew cap. 10, verse 16

“Look, I’m sending you out like sheep among wolves; therefore be as shrewd as snakes and as innocent as doves.”

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Longa manus (aurum) Mater Ecclesia

The long golden hand of Mother Church.

With his right hand blesses and with his left hand grabs!

Is this a tragic and inexorable destiny ?!

But … Pope Bergoglio, if he is looking for him !?

But … Pope Bergoglio, if he is looking for him !?

– But … Pope Bergoglio, he was asking for it !? –

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Un colore improbabile,che certo lascia perplesso un qualsiasi commensale…

Come le affermazioni/scelte di Papa Bergoglio ,lungo il Suo cammino pastorale, lasciano perplessi i convitati alla mensa del Signore…

Premesso quanto già detto in vari post, di cui vedi direttamente attraverso i seguenti link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/09/10/papa-bergoglio-e-il-divorzio-alla-romana/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/02/11/le-dimissioni-di-papa-benedetto-xvi/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/11/10/papa-francesco-a-firenze-e-prato-10-novembre-2015/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/01/23/papa-francesco-i-dobbiamo-essere-come-conigli-no/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/03/14/papa-francesco-i/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/05/14/infallibility-of-the-pope-to-the-fallibility-of-christ/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/01/27/countries-in-the-area-of-the-olive-tree/

sembra con Papa Bergoglio non esservi tregua nel Suo rinnovamento ,ma forse sarebbe meglio dire adattamento, della Chiesa ai nuovi tempi.
Prima Papa Bergoglio, sulla scia del cambiamento giuridico italiano – puramente laico – circa il divorzio che diviene procedura molto più veloce, adegua la Chiesa ad una più snella procedura cattolica nell’annullamento del vincolo matrimoniale (vedi al post, primo link qui sopra).
[Ricordo che dopo l’annullamento del vincolo matrimoniale, da parte della Rota romana (il tribunale ecclesiastico della Santa Sede), in base al ‘nuovo concordato’ -1984- ed ex ‘patti lateranensi’ -1929- , il tribunale italiano annulla pacificamente il vincolo matrimoniale in ambito civile]

Poi Papa Bergoglio cede alla tentazione ,vera imprudenza diplomatica, di tentare di scendere a compromessi teologici col Mondo religioso ebraico. Da cui riceve una sonora batosta il 17 gennaio 2016 (…)

(batosta)che era già nell’aria

Ricordo che durante la visita del precedente Papa, Benedetto XVI alla Comunità Ebraica di Roma, presso la Sinagoga, Domenica, 17 gennaio 2010
il Rabbino capo, Riccardo Di Segni nel discorso di benvenuto , si fa per dire, ha iniziato lo stesso con rinnovate accuse verso un predecessore di Papa Benedetto XVI; Papa Pio XII,
ingiustamente accusato dalla comunità ebraica di aver taciuto sulle deportazioni degli ebrei nei campi di concentramento durante il secondo conflitto mondiale.

(…) il 17 gennaio 2016, a Roma da parte del Rabbino, Riccardo di Segni che pronunciò queste precise parole :”

“Non accogliamo il Papa ( Francesco) per discutere di teologia.
Ogni sistema è autonomo, la fede non è oggetto di scambio
e di trattativa politica”. Rabbino capo, Riccardo Di Segni

(vedi ancora al primo link ed al secondo)

Ed ancora;
nella Sua visita pastorale a Firenze, Papa Bergoglio ci parla del vecchietto emarginato in seno alla propria famiglia, e nel contempo condanna i sacerdoti carrieristi ,alias ‘brillanti’ ,
dandoci in tal modo l’idea di essere dimentico del fatto che Papa Benedetto XVI si è ‘auto rottamato’ affermando di non avere più le forze di svolgere il proprio incarico. (vedi secondo e terzo link/post di cui link qui sopra)

Poi, nella Sua visita nelle Filippine del gennaio 2015,
il nostro caro Francesco (I) afferma – rivolgendosi ai giornalisti (in aereo,durante il volo di ritorno) e non direttamente ai filippini accorsi a Lui con numerosissima prole che certamente ha lasciato di stucco/costernato il sant’ Uomo – :”

” alcuni credono che per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli, NO! Paternità responsabile.“ Pope Bergoglio

Quando per secoli, senza contare le parole espresse nei Vangeli :’andate e moltiplicatevi’ la Chiesa ha sempre benedetto le famiglie numerosissime (in prole)!

Ed oggi giovedì 16 novembre 2017,

appare su ‘Avvenire’ – quotidiano cattolico – un articolo in cui il Santo Padre se pur con molta prudenza e circospezione ci parla non tanto di ‘eutanasia’ che resta pratica condannata dalla Chiesa, ma di ‘evitare un accanimento terapeutico’. Ovvero con parole papali:”

: “ è moralmente lecito rinunciare al’applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico che verrà in seguito definito “proporzionalità delle cure ” Pope Bergoglio.

vedi articolo de : ‘Avvenire’ direttamente al seguente link;

https://www.avvenire.it/papa/pagine/papa-francesco-mai-abbandonare-il-malato

Questa scelta papale ha indubbiamente il sentore dell’escamotage giuridico – dottrinale. E tutto ciò ancora una volta per conciliare la Chiesa al corso dei ‘tempi moderni’…

Quando la tradizione e la presa di posizione della Chiesa in merito ai malati terminali
è sempre stata di assoluta fermezza.
Ricordo fra tutti i possibili casi storici,veri insegnamenti/magistero della Chiesa,
la ferma posizione presa a suo tempo dal Cardinale tedesco (allora ancora Vescovo) Clemens August von Galen di Münster presso Colonia, che saputo dei casi di eutanasia praticati durante gli anni trenta in Germania, li condannò pubblicamente senza mezze misure. ( E si trattava di casi disperati…)
E ricordo anche l’esempio recentissimo datoci
dalle Missionarie della carità / Missionaries of Charity / Sisters of Mother Teresa, un istituto religioso femminile pontificio, fondato da Madre Teresa di Calcutta / Mother Teresa,
che ha come principale compito quello di assistere i ‘malati dimenticati’ e senza speranza di guarigione, come i lebbrosi allo stadio terminale…
Ma giustamente, come ebbe ad affermare Madre Teresa:”

:” …è nel dolore più profondo di quella sconsolante desolazione senza ormai più speranza che si incontra Dio.” Madre Teresa
:

: “… it is in the deepest pain of that distressing desolation without hope now that you meet God.”
Mother Teresa

Ed infine il Papa ridefinisce la Messa come ‘Preghiera’,
e quest’ultima non come una sorta di litania, ma come un dialogo reciproco in cui Dio risponde alle parole che l’uomo gli rivolge (fatto assodato in effetti in molti credenti, che non hanno mai fatto mistero di questo dialogo in cui non vi è il : ‘silenzio di Dio’, ma Dio gli risponde…)
Ma anche qui il Santo Padre entra in una imbarazzante contraddizione con i Testi sacri; nel caso con quanto scritto da San Paolo (di Tarso), secondo cui ,chiedendosi sul modo con cui dobbiamo pregare, giunse alla conclusione che non vi è un modo preciso , ma che :”

:” la qualità nella preghiera sta (è tutta) nella quantità”. San Paolo di Tarso

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https://www.avvenire.it/papa/pagine/udienza-del-15-novembre-2017

Senza contare che con quelle parole:”

: “Praying means to be amazed by God. It does not mean to repeat like a parrot.”Pope Bergoglio.

il Santo Padre sembra fare eco – fatto terribilmente imbarazzante – ad un evangelico (protestante, per i cattolici) assai ribelle;

l’ (ex) agostiniano Martin Lutero/Martin Luther , quando questi ebbe ad affermare:”

:” Se voi pregate senza partecipazione (di malavoglia), siete soltanto degli ipocriti!” Martin Luther

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Nota;
dimenticavo il percorso a ritroso, come quello dei gamberi, fatto dal Santo Padre Francesco nel maggio del 2016, circa il sacerdozio femminile.

( Sul perché del ‘percorso da gambero’, vedi al post :‘Infallibility of the Pope to the fallibility of Christ! (…)’ )

O direttamente attraverso il sesto link di cui sopra.)

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:”The biblical dictum constantly recalls the Eternal Present of Divine Revelation”. ( N’est-ce-pas? n.d.c = editor’s note


Those who will know how to interpret these wise words can turn a now secularized and bureaucratic Church into a pure Church of the Gospel.

Un’ultima notazione;
se la preoccupazione massima dei Papi dell’ultima generazione, – della nostra Epoca
è quella di evitare o ricucire scollamenti tra la Chiesa da una parte e determinati gruppi di Fedeli dall’altra, (vedi come esempio il post :‘Pope Bergoglio and divorce to the roman.’, al primo link qui sopra),
incappando così nelle contraddizioni di cui qui sopra fatto cenno, e con scopi che hanno il sapore di ciò che è profondamente secolare, mondano, ecco che si profila all’orizzonte
– potenzialmente è certo, e ‘con tempi biblici’ è altrettanto sicuro –
un riesame ecclesiastico della pratica dell’aborto.
E ciò tenendo presente il Pensiero di un Dottore della Chiesa; San Tommaso d’Aquino,alias ‘Doctor angelicus’/ ‘Dottore angelico’ (ovvero un Principe tra i Dottori della Chiesa, a cui non per niente è dedicato il pontificio ateneo domenicano a Roma: l’ Angelicum ) .
Difatti San Tommaso d’Aquino riteneva non illecita la pratica dell’aborto, considerando il feto ai sui primi stadi di formazione privo di anima; un feto non ‘preformato’ ma ‘epigenetico’.
Ironia della sorte San Tommaso d’Aquino ebbe l’appellativo di ‘Doctor angelicus’/ ‘Dottore angelico’ , e ai Suoi tempi circolò anche l’espressione de :‘ Papa angelico’/’Papa angelicus’ ‘.
Ovvero il desiderio assai diffuso in quell’Epoca lontana – come nella nostra – di un Papa profondamente spirituale, ascetico e riformatore della Chiesa in tal senso.
[Lo stesso Papa Bergoglio ha affermato:” Come vorrei una Chiesa più povera! “]
Solo che se San Tommaso d’Aquino pensava e scriveva senza condizionamenti (in maniera ascetica),
i Papi della nostra Epoca,al contrario di San Tommaso d’Aquino, sembrano Pensare in modo assai interessato /’secolare’/’secular’. ( Anche se affermano il contrario).
Come il Cardinale Paul C. Marcinkus; il Cardinale della famosa frase:’

:’la Chiesa non si regge/sostiene con una Ave Maria / (The Church can not keep up with a ‘Hail Mary’).

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Scale Model of a Nunnery.

Impeccable in its beautiful architectural structure.
A sober and elegant architectural structure
  which wants to reflect the dignity of the Sacrament of which the members of the Religious Order are covered.

If you demand dignity you must prove credibility!

Starting today ‘Comics And Games’, November 1, 2017, at Lucca (Tuscany Italy) [ Do we laugh? (5) ]

;Today, November 1, 2017, the Comics of Lucca (Tuscany Italy); until November 5th

alias?

‘Comics And Games’ Lucca It. & ‘Comiket ( コミケット )’ Paris ; the most real representation of our time. Neo paganism / revival of Western paganism for centuries buried but not forgotten!

Comics 2017 Lucca
Tuscany Italy

Comics 2017, Lucca
Marjorie Liu

Comics 2017, Lucca
K – BLE JUNGLE

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Cfr/cf con comics 2016 ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/10/29/comics-and-games-lucca-tuscany-28-october-2-november-2016-do-we-laugh-4/

Un bel lavoro di un
Writer
ma… a Bologna
Comics o no
fantasia e realtà
ormai si confondono!

Comics o no?
Anche in questo caso la realtà supera la fantasia!

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A che età – nella vostra fanciullezza – avete smesso di giocare con i trenini ?

In questo caso, come si può vedere , non hanno mai smesso… benché ormai cresciutelli!
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Comics comics; nulla da dire!

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Comics ma…non troppo; non si cerca l’obiettivo fotografico

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Comics ma…non troppo; non si cerca l’obiettivo fotografico…come anche qui sopra!

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Siamo ancora fermi a :’ guerre stellari’ / ‘Star Wars’…Come siamo antichi!

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Big baby!

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Un poco di pubblicità non guasta mai! E…sotto l’egida della Warner Bros

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Infine… il concertone assordante di fine giornata.Volume pazzesco in cui avrebbe qualcosa da ridire persino un sordo!

Nota;

A differenza di quanto scritto sul ‘Comics And / & Games’ di Lucca del 2016

vedi direttamente : https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/10/29/comics-and-games-lucca-tuscany-28-october-2-november-2016-do-we-laugh-4/

qui, ‘Comics And / & Games’ di Lucca del 2017 ho posto l’accento sul graffitismo/graffiti/writing ovvero l’arte del writer ,
ma non solo.

Si noterà che elementi comuni, in questo caso colti presso una stazione ferroviaria metropolitana,

sono di spunto per un writer e dunque per tutti coloro che hanno una sensibilità verso gli aspetti sociali che ci circondano. Una sorta di ‘intelligenza emotiva’ se si vuole.
Il Comics, colto nel suo aspetto sociale, è espressione dell’universo writer. Ma è anche vero l’opposto.
Sta alla sensibilità di chi legge coglierne gli aspetti salienti di relazione.

Ecco una sintesi grafica,di quanto ora detto in nota;

Image and video hosting by TinyPicAffresco presso il vestibolo del Museo civico di Padova (Veneto, Italia), adiacente alla Cappella degli Scrovegni.

Writer of the Renaissance alias, pure Walt Disney!

Is soft ice cream an invention of Tom Carvel and Sherb Noble? (USA)
No!
Soft ice cream is an invention of the Renaissance!

Are we sure that ‘graffity / writing’ is an expression of our modern times?

…………..

According to Fëdor M. Dostoevskij :’beauty (literature) will save the world’.

Philip M. Roth said: ‘Literature is a useless experience’.

Two dissenting opinions.

In fact it is a by-product of literature,comics, that seems to save all of humanity!

Similarly the technique, by-product of science, has so far, rescued the man by his energy needs.

 

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