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Jacopo Pontormo; a misunderstood genius of the Renaissance…?

Jacopo Pontormo; a misunderstood genius of the Renaissance…?

Or …

A silent craftsman at the service of his time?

 

Subtitle;

Jacopo Pontormo; from the perspective revolution of Paolo Uccello to the revolution of the figure [see, (çç) ]

Pontormo ritratto di giovane uomo con berretto rosso b Collezione privata giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Portrait of a Young Man in a Red Cap alias Carlo Neroni, by Jacopo Pontormo
Pontormo ritratto di giovane uomo con berretto rosso,alias Carlo Neroni.
Collezione privata London.
Giugno 2018 a Firenze,
Palazzo Pitti

Jacopo Pontormo portrait of a Young man Ritratto di giovane uomo con berretto rosso a didascalia Collezzione privata giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Pontormo portrait of a Young Man in a Red Cap
alias Carlo Neroni.
Ritratto di giovane uomo con berretto rosso didascalia
Collezione privata London
giugno 2018 Firenze

Giugno 2018 – Firenze, Palazzo Pitti.

In questi giorni è in mostra ,presso il complesso museale fiorentino di Palazzo Pitti, una mostra itinerante composta da pochi dipinti, di cui tre (di), su un pittore – J(I)acopo Carucci da Pontormo – del tardo Rinascimento.
Poco conosciuto, e dalla critica (e dalla committenza del tempo) di allora come da quella attuale annoverato tra quei pittori certo di qualità artistiche, ma tutto sommato di ‘secondo piano’.
Ritenuti a tutt’oggi bravi pittori, spesso dall’eccellente virtuosismo tecnico, ma… niente di più.

In merito ,a queste valutazioni della critica, si veda quanto già scritto su Andrea del Sarto (di cui peraltro Jacopo Pontormo fu allievo);

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/08/07/andrea-del-sarto-cfr-confronta-vgl-vergleiche-cf-compare/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/02/28/virtual-visit-to-the-smallest-florentine-museum/

Sulla qualità pittorica del dipinto qui sopra, non vi sono certo dubbi.
E che sia farina del suo sacco è anche vero.

Ma queste loro qualità vengono ,e vennero, messe in dubbio sia per scuola di provenienza, sia per questioni del tutto contingenti relative ai bisogni materiali – di sussistenza, per capirci – con cui pittori come il Pontormo o come Andrea del Sarto dovettero confrontarsi.

Pittori dunque di secondo piano ad oltranza [see/vedi,nota conclusiva‘ (0)]

Eccone una piccola dimostrazione assai indicativa; sopratutto dalla didascalia vecchia di molti anni che conferma quanto qui ora sostenuto sui limiti di una critica…‘criticabile’ ;

francesco salviati alias Francesco de Rossi le tre parche palazzo pitti soloalsecondogrado

Francesco Salviati alias Francesco de Rossi:’
:’ le tre parche’.
Palazzo Pitti , Firenze.

francesco salviati alias Francesco de Rossi le tre parche particolare palazzo pitti soloalsecondogrado

Francesco Salviati alias Francesco de Rossi:’
:’ le tre parche’. didascalia.
Palazzo Pitti , Firenze.
Si noti dalla vecchia didascalia l’attribuzione di quest’Opera (prima che un documento ne documentasse l’appartenenza a Salviati) :’
: ‘GIA’ ATTRIBUITE A MICHELANGELO

e al ROSSO FIORENTINO‘.
[ Francesco Salviati together with his friend and classmate Giorgio Vasari, in 1527 saved an arm of Michelangelo’s David (see §§) ]

Come si vede da didascalia, questa Opera di Francesco Salviati (altro pittore annoverato tra quelli di mediocre talento) per molti anni fu attribuita a pittori di ben altro livello – Michelangelo Buonarroti – .
E anche se fosse il lavoro di Francesco Salviati un lavoro pedissequo di un qualche ‘grande’ in pittura – Michelangelo in questo caso – , di certo termina di esserlo quando ad un valore tecnico di esecuzione si associa un valore originale di composizione, di elaborazione.
Questo elemento andiamo qui sotto a riscontrare nella ‘visitazione’ di Carmignano del Pontormo.

.

At the end of this post (see §§) an episode of Giorgio Vasari’s life, recounted in his Work: ‘The lives of the most excellent painters (…) of 1550.
Episode about the breaking of an arm of Michelangelo’s David in the year 1527

———————–

La stima di vera grandezza di un artista non sta soltanto nel virtuosismo tecnico. Se così fosse un qualsiasi copista sarebbe un grande artista. Il che non è.

Ecco allora una seconda Opera del Pontormo da questa mostra fiorentina a palazzo Pitti – ‘la visitazione’ – ,
che mette in luce il pensiero del Pontormo, del tutto antesignano rispetto ai suoi tempi.
Ma ,come sopra fatto cenno,
sia per questioni ‘materiali/di sussistenza’ (che imponevano a molti artisti che seppur potenzialmente di grande valore,erano costretti a dipingere secondo le indicazioni di una committenza spesso di bassa lega culturale) ,
che per il fatto stesso che questa strada percorsa dal Pontormo (come da altri; Paolo Uccello/di Dono, vedi nelle righe successive qui di seguito), era troppo in anticipo sui tempi,
ecco che Pontormo restò inevitabilmente in ombra… All’ombra di altri suoi colleghi reputati di ben altra levatura, come Michelangelo e Raffaello (che lodarono peraltro le prime opere giovanili del Pontormo stesso)

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato a soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione.
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato b soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare teste
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato e soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Maria profilo
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato f soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Maria fronte
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato h soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Elisabetta profilo
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato g soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Elisabetta fronte
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato c soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare abiti
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato d soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare 2 abiti
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

visitazione pontormo a

Pontormo,
visitazione /visitation
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

visitazione pontormo b

Pontormo,
visitazione /visitation
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato i didascalia b soloalsecondogrado

Pontormo,
visitazione /visitation
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

Due gli elementi salienti di questa Opera,’la visitazione’, ovvero l’incontro tra la Vergine Maria e sua cugina Elisabetta, madre di San Giovanni Battista,

°
la presenza di uno stravolgimento dello schema classico di quei tempi,cioè della pittura ‘figurativa’ e solo quella (non esisteva la pittura astratta),

°
i colori surreali che anche in questo caso rompono una consuetudine.

Circa quanto al primo punto;
non vi sono, come invece riportato nel commento didascalico dell’opera, qui sopra riportato in fotografia, due ‘ancelle’ accompagnatrici le due protagoniste del quadro (Maria ed Elisabetta). Cioè non vi sono quattro figure, ma solo due ‘sdoppiate’.

Sono solo le due stesse figure, Maria ed Elisabetta, riportate simultaneamente viste di fronte e di profilo!

Se Paolo di Dono (Uccello) vedi nota [°°]
nel suo Giovanni Acuto (John Hawkwood), presso la Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, dipinge con una singolare alterazione prospettica il condottiero a cavallo, cioè un cavallo con cavaliere con prospettiva centrale, mentre il basamento su cui poggiano lo dipinge con prospettiva di scorcio (dal basso verso l’alto),
qui Pontormo
dipinge rifacendosi non alla scomposizione  prospettica di Paolo di Dono (Uccello), ma anticipando quella delle figure che avverrà molti secoli dopo con Picasso , i futuristi etc…

Ovvero più figure viste contemporaneamente da più lati.

Nel secondo aspetto, i colori, Pontormo,
sembra rifarsi  a Paolo di Dono (Uccello), quando questi dipinge la :‘battaglia di San Romano’ (quella conservata agli Uffizi di Firenze).
Difatti i colori, che se per Paolo di Dono (Uccello) sono indicativi di una alterazione prospettica a seconda della distanza e luminosità ed anche di una situazione e di un valore,vedi nota [°°]

qui, con Pontormo, indicano una situazione ed un giudizio della stessa.

[°°]

 

Paolo di Dono alias Paolo Uccello Pittore fiorentino soloalsecondogrado

Paolo di Dono alias Paolo Uccello Pittore fiorentino.
‘ (…) In casa de’ Medici dipinse in tela a tempera alcune storie di animali, de’ quali sempre si dilettò, e per fargli bene vi mise grandissimo studio; e, che è più, tenne sempre per casa dipinti uccelli, gatti, cani e d’ogni sorte di animali strani che potette avere in disegno, non potendo tenere de’ vivi per essere povero; e perché si dilettò più degli uccelli che d’altro,
fu cognominato (chiamato) Paolo Uccelli. (…)’
Giorgio Vasari ne:’ Le vite de’ più eccellenti pittori(…)
Firenze year 1550

Ancora Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…)
a proposito di Paolo di Dono/Uccello scrive:’

:’ Paolo Uccello sarebbe stato il più leggiadro e capriccioso ingegno che avesse avuto, da Giotto in qua, l’arte della pittura se egli si fosse affaticato tanto nelle figure et animali, quanto egli si affaticò e perse tempo nelle cose di prospettiva; le quali ancor che siano ingegnose e belle, chi le segue troppo fuori di misura, getta il tempo dietro al tempo, affatica la natura, e l’ingegno empie di difficoltà, e bene spesso di fertile e facile lo fa tornar sterile e difficile, e se ne cava (da chi più attende alla prospettiva che alle figure) la maniera secca e piena di profili; il che genera il voler troppo minutamente tritar le cose; oltre che bene spesso si diventa solitario, strano, malinconico e povero, come Paolo Uccello, il quale, dotato dalla natura di un ingegno sofistico e sottile, non ebbe altro diletto che d’investigare alcune cose di prospettiva difficili et impossibili, le quali, ancor che capricciose fossero e belle,    l’impedirono non di meno tanto nelle figure,(see çç)    che poi ,invecchiando, sempre le fece peggio.
E non è dubbio chi con gli studi troppo terribilii violenta la natura, se ben da un canto assottiglia l’ingegno, tutto quel che fa non par mai fatto con quella facilità e grazia, che naturalmente fanno coloro che temperatamente, con una considerata intelligenza piena di giudizio, mettono i colpi a’ luoghi loro, fuggendo certe sottilità, che più presto recano a dosso all’opere un non so che di stento, di secco di difficile e di cattiva maniera, che muove a compassione chi le guarda, più tosto che a meraviglia; atteso che l’ingegno vuol essere affaticato quando l’intelletto ha voglia di operare, e che ‘l furor è acceso, perché allora si vede uscirne parti eccellenti e divini, e concetti meravigliosi.
(…)

Giorgio Vasari – year 1550 –

Ovvio, da queste parole del Vasari, che l’arte di Paolo Uccello non fu capita vedi, (//). Non solo da lui ma in genere dai suoi colleghi come dalla committenza.
A riprova si legga quanto riportato dal Vasari;

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…) anno 1550, a proposito di Paolo di Dono/Uccello

:’Onde Donatello (Donato di Niccolò di Betto Bardi) scultore suo (di Paolo) amicissimo li disse molte volte:”
:” Eh, Paulo, questa tua prospettiva ti fa lasciare il certo per l’incerto; queste son cose che non servono se non a questi che fanno le tarsie; perciò che empiono
(riempiono) i fregi di brucioli (trucioli), di chiocciole tonde e quadre e d’altre cose simili”. ‘

Non si capì il valore di una ricerca prospettica – opera saliente di Paolo Uccello – che andasse oltre la prospettiva lineare rigorosa.
Non si capì, ancora, che la ricerca prospettica era elemento foriero di un futuro nuovo modo di realizzare nuove opere di valore. Prospettiva che sarà ,oltre quella lineare, quella ‘dell’etere’ cioè leonardesca.
(vedi https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/ )
Ma che vede in Paolo Uccello un primo precursore.

Ecco che allora quanto qui sopra sostenuto ,circa un diverso tentativo di ricerca prospettica realizzata da Pontormo con la sua ‘visitazione’, acquista un senso, che troverà poi realizzazione nella pittura del ventesimo secolo con pittori quali Picasso etc…

(çç)   (…)l’impedirono non di meno tanto nelle figure(…) – Giorgio Vasari –   Questo singolo aspetto della critica del Vasari al risultato del lavoro di Paolo Uccello era corretto ; non vi è difatti una sola Opera di Paolo che abbia una figura in cui si palesi il linguaggio del volto o/e del corpo. Una fisiognomica delle figure, nel risultato finale di questo pittore è del tutto assente.

Ecco che Pontormo realizzando ‘la visitazione’ di Carmignano (una delle sue ultime opere) evita di incappare nel problema sollevato dal Vasari sull’Opera di Paolo Uccello. Ed applica una rivoluzione non più prospettica a discapito della figura, ma l’esatto opposto;

una rivoluzione della figura – sdoppiata – a discapito della prospettiva.

(//)
Ancora un altro esempio su come venivano valutati nella Toscana rinascimentale alcuni pittori ‘non ortodossi’ italiani/italici, sempre attraverso lo scritto di Giorgio Vasari:’

:'(…) Et essendo non molto innanzi dell’Alemagna (dalla Germania) venuto a Firenze un gran numero di carte stampate e molto sottilmente state intagliate col bulino da Alberto Duro (Albrecht Dürer) , eccellentissimo pittore tedesco e raro intagliatore di stampe in rame e legno(…) pensò Jacopo da Pontormo, avendo a fare ne’ canti di que’ chiostri istorie della Passione del Salvatore, di servirsi dell’invenzioni sopra dette d’Alberto Duro (…)
Or non sapeva il Pontormo che i tedeschi e’ fiamminghi vengono in queste parti per imparare la maniera italiana che egli con tanta fatica cercò, come cattiva, d’abbandonare? (…)
nè creda niuno (alcuno) che Jacopo sia da biasimare
perché egli imitasse Alberto Duro nell’invenzioni, perciò che questo non è errore e l’hanno fatto e fanno continuamente molti pittori,
ma perché egli tolse (prese a modello) la maniera stietta (strettamente) tedesca in ogni cosa,nè panni, nell’aria delle teste e l’attitudini, il che doveva fuggire e servirsi solo dell’invenzioni, avendo egli interamente con grazia e bellezza la maniera moderna (manierismo italiano)
.’

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori(…)’ – Firenze 1550 –

Appariva, dalle righe qui sopra riportate del Vasari, impensabile alla critica del tempo, vedere un pittore italiano cercare uno stile al di fuori di quello stesso italiano (la maniera moderna =manierismo), ricercato, attraverso ‘la maniera tedesca’ con un lavoro certosino, non da copista, ma da fine osservatore del dettaglio che tanto caratterizzava la pittura tedesca e fiamminga.
Doveva soltanto ispirarsi alle ‘invenzioni’ fiamminghe tedesche, ma nulla più.

————-
————-

A completamento di quanto sopra sostenuto, si leggano queste poche seguenti righe:’

:'(…)Colore ed oggetto/figura sono rappresentativi dell’estensione, dello spazio.
Troviamo lungo il Rinascimento i più disparati ed arditi tentativi, presentimenti, sconfitte e rinunce.
(…)
Con l’Opera:’l’adorazione dei magi’ (Uffizi), Leonardo raggiunge la massima audacia pittorica di tutto il Rinascimento.

Fino a Rembrandt, nulla di simile doveva essere nemmeno immaginato.

(…) Per lo stesso motivo Leonardo, dopo vari tentativi, lasciò incompiuta la testa del Cristo dell’ultima Cena.

Solo Leonardo fu abbastanza grande da sentire un tale limite come un inevitabile limite datogli dal suo tempo. Dal destino.

(…)I quadri di Raffaello si dissociano in piani sui quali sono ripartiti dei gruppi ben ordinati, ed uno sfondo limita l’insieme in una bella misura.
Invece Leonardo conosce un unico spazio, vasto, eterno, nel quale le sue figure sembrano aleggiare.
Raffaello dà, all’interno del quadro ,una somma di cose singole e vicine,
Leonardo dà un segmento dell’infinito.
(…) Raffaello disegna ‘ l’ultima grande linea dell’arte occidentale’.
Egli non ebbe a lottare con dei problemi. Egli non li sospettò nemmeno. Ciò non di meno condusse la sua arte fino a quel limite, dove una decisione non poteva più essere evitata.
Raffaello si crede soltanto di capirlo. Benché la sua linea rappresenti l’elemento grafico di una tendenza antica, pur tuttavia i suoi lavori tendono ad essere sospesi nello spazio. L’elemento grafico è super terreno.
La linea in Raffaello è in estrema tensione. Essa è sul punto di dissolversi nell’infinito, in spazio e musica.
Leonardo, più profondo di Albrecht Dürer, sta al di là di questo limite raffaelliano. Il suo disegno preparatorio de:’l’adorazione dei re magi’ è già musica
(n.d.c.,così come :’la visitazione’ di Jacopo Pontormo ci appare come una danza)

Oswald Spengler ne:’Der Untergang des Abendlandes/Il tramonto dell’Occidente’, Germania 1918.

Non è forse plausibile che non solo Leonardo
ma altri, come Paolo di Dono e Jacopo Pontormo,sentissero, se pur ‘in nuce’ cioè a livello embrionale e sporadica , le questioni di cui sopra
?

,,

Malgrado Giorgio Vasari fosse un contemporaneo di Jacopo Pontormo, di Leonardo da Vinci nonché di Michelangelo Buonarroti,
intuì, seppur tra mille ‘arditi tentativi,presentimenti, sconfitte e rinunce’(come sopra trascritto da Oswald Spengler), gli aspetti più sperimentali presenti nell’arte ,dunque d’avanguardia, di questi suoi illustri colleghi.
Li intuì da critico dell’arte – (a lui) contemporanea ed in anticipo sui tempi di una critica dell’arte capitanata da professionisti che ancora non c’era – , attraverso la sua Opera :’Le vite’, che si prefiggeva il compito ,tutto sommato modesto, di descrivere in compendio l’insieme delle esperienze rinascimentali fiorentine e italiane, attraverso le tre grandi arti; la pittura, la scultura e l’architettura.
E’ assai interessante quanto egli scrive – ‘per intuito’, più che per profonda convinzione – della ‘maniera’ di far arte di Michelangelo in relazione a molti altri artisti.

Ecco il testo:’

:’ (…) l’intuizione di questo uomo singolare (Michelangelo Buonarroti,n,d,c,) non ha voluto entrare in dipingere altro che la perfetta e proporzionatissima composizione del corpo umano et in diversissime attitudini; non sol questo, ma insieme gli affetti delle passioni e contentezze dell’animo umano , bastandogli satisfare (soddisfare) in quella parte di che è stato superiore a tutti i suoi artefici (colleghi), e mostra la via della gran maniera e degli ignudi e quanto e’ sappi nelle dificultà del disegno, e finalmente ha aperto la via alla facilità di questa arte nel principale suo intento, che è il corpo umano, et attendendo a questo fin solo,

ha lassato (messo da parte) da parte le vaghezze de’ colori (lo sfumato, n.d.c.) i capricci e le nuove fantasie di certe minuzie e delicatezze, che da molti altri pittori non sono interamente, e forse non senza qualche ragione, state neglette.

Onde qualcuno non tanto fondato nel disegno ha cerco (cercato) con la varietà di tinte et ombre di colori e con bizzarre varie e nuove invenzioni, et insomma con questa altra via farsi luogo fra i primi Maestri.

Ma Michelangelo stando saldo sempre nella profondità dell’arte, ha mostrato a quegli che sanno assai [come] dovevano arrivare al perfetto.(…)’

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…) – Vita di Michelagnolo Buonarruoti fiorentino Pittore scultore et architetto. – anno 1550

————-
————-

.

………………………….

Qualche fotografia delle altre Opere oltre a quella qui sopra trattata,nonchè dell’Opera letteraria di Giorgio Vasari :’le vite de’ più eccellenti pittori(…)’ ;

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato o Modello disegno preparatorio soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Modello disegno preparatorio

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato n didascalia modello soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato. Didascalia modello preparatorio.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato l didascalia soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato l didascalia

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato m didascalia soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo d didascalia soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo didascalia

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo c soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo a soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo f frontespizio soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo
pagina frontespizio

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi c Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi a didascalia Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi a didascalia Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi d Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi d Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze particolare

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi e Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi d Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze particolare

Pontormo disegno modello preparatorio ritratto di alabardiere Francesco Guardi f Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo disegno modello preparatorio ritratto di alabardiere Francesco Guardi f Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze

Pontormo visitazione chiesa di San Michele e Francesco Carmignano p Modello cfr con Lab SMART Scuola Normale Superiore soloalsecondogrado

Pontormo visitazione chiesa di San Michele e Francesco Carmignano . Modello in fotografia da confrontare con la visitazione qui sopra riportata;
con Lab SMART Scuola Normale Superiore .
Si confronti :’la visitazione’ del Pontormo con questa locandina contemporanea che raffigura una ‘multimedialità’ dei nostri giorni;
concettualmente sembra non esservi differenza alcuna!
Pontormo visitation church of San Michele and Francesco Carmignano. Model in photograph to compare with the photograph shown here;
SMART Lab Scuola Normale Superiore.
Compare: the ‘visitation’ of Pontormo with this contemporary poster that depicts a ‘multimedia’ of our days;
conceptually there seems to be no difference!

——————————-

https://www.uffizi.it/en/events/miraculous-encounters-pontormo-from-drawing-to-painting

https://www.uffizi.it/en

https://www.uffizi.it/eventi/incontri-miracolosi-pontormo-dal-disegno-alla-pittura

http://firenze.repubblica.it/tempo-libero/articoli/cultura/2018/05/07/news/firenze_a_palazzo_pitti_le_meraviglie_del_pontormo-195788213/

Palazzo Pitti Museo Firenze b Pontormo

Palazzo Pitti Museo Firenze Pontormo

Palazzo Pitti Museo Firenze a Pontormo

Palazzo Pitti Museo Firenze c Pontormo

 

Palazzo Pitti Museo Firenze e Pontormo

Palazzo Pitti Firenze;
veduta sul giardino Boboli


 

.

————————– 

Nota conclusiva.

La valutazione di quei pittori come Jacopo Pontormo ,sopra definiti come : ‘silent craftsmen at the service of his time’/Pittori di ‘secondo piano’ ad oltranza, da parte della critica in genere (ovviamente non da quel tipo di critica ‘agiografica’, che si preoccupa di lodare, per riempire i musei…),
se trova delle motivazioni in parte anche condivisibili, per un lavoro discontinuo nella qualità, così come in carenze di carattere teorico in questo tipo di artisti  ( see/vedi,/°/ ,  come sopra analizzato,
tale valutazione ,allo stesso tempo,trova un limite in precise, seppur alle volte isolate, Opere come quella qui vista:‘la visitazione di Carmignano’.
Tale Opera pittorica ‘isolata’,
ci appare in tutto il suo valore se paragonata ad Opere in altro campo artistico; quello letterario, Opere letterarie che hanno ,parallelamente, la sventura di essere altrettanto ‘isolate’, cioè nate al di fuori di un contesto di continuità artistica di un certo Autore.
Alludo, per fare qualche esempio tra i molti, ad Opere (letterarie) come: ‘M. D. or the whale’ o : ‘Moby-Dick’ o: ‘The Whale’ del marinaio Herman Melville,
o :‘Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde’/’Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde’ di Robert L. Stevenson
od anche,
un personaggio creato dallo scrittore Raymond Chandler :‘Philip Marlowe’,da cui romanzi quali :‘the Big Sleep’/’il grande sonno’.(Nel caso di Raymond Chandler si può addirittura affermare che il suo personaggio ,’Philip Marlowe’, sia più grande del suo stesso Autore!)

Questi scrittori,
anche se solo attraverso una sola loro Opera, hanno indubbiamente raggiunto un grande vertice letterario. 
Allo stesso modo  lo hanno fatto Jacopo Pontormo ed altri.

 

/°/
Circa le limitazioni teoriche di artisti di ‘secondo piano’ ad oltranza,
si tenga presente quanto afferma lo stesso Michelangelo Buonarroti in un suo stesso sonetto
(sonetto su cui ‘Messer Benedetto Varchi’ ,un letterato fiorentino coevo di Michelangelo, ebbe a trattare presso l’Accademia fiorentina):’

:‘non ha l’ ottimo artista alcun concetto,
ch’un marmo solo in sé non circoscriva’
.

Michelangelo Buonarroti.

Questi due brevi versi possono indicare concetti anche lontani o addirittura contrastanti.
Ma credo che si possa sostenere che essi indicano una idea della produzione artistica assai semplice in Michelangelo;
per dirla con le parole di Giorgio Vasari stesso ne,’le vite(…)’ :’

:’Ritrasse Michelagnolo Messer Tommaso in un cartone grande naturale, che né prima né poi di nessuno fece il ritratto,
perché aborriva il fare somigliare il vivo se non era d’infinita bellezza.(…)’

Ovvero l’idea michelangiolesca espressa nel suo sonetto, ribadiva un concetto classico, ellenico, di una ricerca apollinea estetizzante e atemporale, del bello.
In altri termini, Michelangelo ricercava le perfette proporzioni in un corpo, isolandolo da uno spazio circostante immobile. Ma non ricercava le relazioni tra l’esteriorità di una figura umana e come è fatta dentro.( cioè; l’universale )
Questo retaggio classico, seppur rivisitato, nel risultato finale non soddisfaceva Michelangelo stesso che si fermava ‘al non finito’ ,( cfr/cf; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/  )

 

(0)  Ma vi è un altro aspetto ,mai preso in considerazione,

che è alla base di tanta fama,da un lato, di Artisti quali Michelangelo Buonarroti e Leonardo da Vinci  e, dall’altro 
di scarsa considerazione verso alcuni tra quelli di ‘secondo piano’ ad oltranza.

Ancora queste poche righe di Giorgio Vasari, sempre dalla sua Opera :’le vite‘(…),  sono assai indicative del perché di tanta fama…(Righe del Vasari che parlano di Michelangelo Buonarroti) :'(…)

:(…) Ha avuto l’immaginativa tale e sì  perfetta, che le cose propostosi nella idea sono state tali che con le mani, per non potere esprimere sì grandi e terribili concetti, ha spesso abbandonato l’opere sue, anzi ne ha guasto molte, come io so che, innanzi che morissi di poco, abruciò gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti di man sua, acciò nessuno vedessi le fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto, e io ne ho alcuni di sua mano trovati in Fiorenza messi nel nostro libro de’ disegni, dove ancora che vi vegga la grandezza di quello ingegno(…)

—– { Queste righe, Vasari le aggiunse alla sua opera :‘le vite'(…) – 1550 – , in una edizione successiva alla morte di Michelangelo  [dal Vasari datata :’ (…) e così al dì 17 di febbraio, l’anno 1563 a ore 23 a uso fiorentino, che al romano sarebbe 1564, spirò per irsene (andarsene) a miglio vita (…)’ ], dunque successiva al 1563/4.

La ragione dell’aggiunta fatta dal Vasari di dettagli sul lavoro artistico di Michelangelo, soltanto in una edizione successiva alla prima del 1550 ,quando Michelangelo era ancora vivo, sta probabilmente nel fatto che Vasari aveva l’intenzione di consegnare – cosa che fece – una copia del suo libro :’le vite'(…) a Michelangelo (il solo artista tra tutti quelli trattati nell’opera ,ed ancora viventi, a ricevere una copia del libro  dal Vasari stesso). Molto probabilmente Vasari, nell’aggiungere soltanto all’edizione successiva ,(successiva all’anno 1563/4), alcune valutazioni su Michelangelo, conoscendo il fatto che questi aveva un brutto carattere, volle certo evitare polemiche e critiche da parte di Michelangelo stesso., circa i dettagli riportati. } ——

Tornando alle parole riportate da Vasari su Michelangelo,
è assai indicativo rilevare che Michelangelo, a differenza di molti altri artisti, teneva moltissimo alla sua immagine di artista. Non solo nella valutazione da parte dei suoi contemporanei ma anche da tramandare ai posteri.

E’ difatti per questa ragione che volle distruggere/bruciare, poco prima di morire, gran parte dei suoi disegni, schizzi e cartoni .
Non solo quelli che non realizzò mai perché da lui valutati di scarso valore, ma anche quelli che pur avendo tramutato in opera finita, mostravano le ‘fatiche durate’ , ovvero i ripensamenti e dunque gli errori in cui incappò prima di arrivare ad un ideale modello finale perfetto (ai suoi occhi).

Dunque Michelangelo fu prima di tutto un:’Public Relations‘  ante litteram ,secondo cui ‘l’immagine artistica/ il ‘look artistico’ conta moltissimo. e va curato al pari della realizzazione dell’opera stessa.

Anche questo ( e certo non solo questo ) contribuì dunque a distinguere Michelangelo Buonarroti  dai suoi colleghi…di ‘secondo piano’ ad oltranza, e dunque … meno attenti ,quest’ultimi, all’immagine che davano di se stessi ai loro contemporanei ed ai posteri..!

 

————————– 

.

(§§)

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado o

That broken arm of the David
by Michelangelo Buonarroti …
Recovered by Giorgio Vasari and Francesco de ‘Rossi
aka Francesco Salviati
Florence,
Piazza della Signoria, under Palazzo Vecchio – 1527 –
Left arm (to the right of the beholder)
broken in three points, breaking points still visible and rearranged with copper pins.

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori – 1550 – ‘(…)
a proposito di Francesco de’ Rossi alias Francesco Salviati scrive:’

:‘Essendo poi l’anno 1527 cacciati i Medici di Firenze, nel combattersi il Palazzo della Signoria, fu gettata d’alto una purliza (cassa panca) per dare addosso a coloro che combattevano la porta; ma quella, come volle la sorte, percosse un braccio del Davit (David di Michelangelo) di marmo del Buonarroto, che è sopra la ringhiera a canto alla porta e lo ruppe in tre pezzi; per che essendo stati i detti pezzi per terra tre giorni senza esser da niuno (nessuno) stati raccolti, andò Francesco (de’ Rossi/Salviati) a trovare al Ponte Vecchio Giorgio (Vasari) e dettogli l’animo suo, così fanciulli come erano, andarono in Piazza e di mezzo ai soldati della guardia, senza pensare a pericolo niuno, tolsono i pezzi di quel braccio e nel chiasso di Messer Bivigliano gli portarono in casa di Michelagnolo padre di Francesco; donde avutigli poi il Duca Cosimo (de Medici) gli fece col tempo rimettere al loro luogo con perni di rame.(…)’

(…)

ancora,a proposito del ‘cognome non paterno’ dato a Francesco de’ Rossi, ovvero: ‘Francesco Cecchino Salviati’, Giorgio Vasari scrive:’

:(…):‘chiesto dal Cardinale Salviati il Vecchio un giovane pittore(…) Benvenuto dalla Volpaia gli propose Francesco(…)
E perché Francesco stava, come s’è detto, col Cardinale Salviati et era conosciuto per suo creato, cominciando a essere chiamato e non conosciuto per altro che per Cecchino Salviati, ha avuto insino (fino) alla morte questo cognome.’

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When the old masters and pigs prepare the table for chickens and hens …

From: ‘The Animal Farm’ by George Orwell – … that old masters replace with new ones; pigs. –

When the old masters and pigs prepare the table for chickens and hens …

master chef
.
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Pizza by the Italian chef Carlo Cracco
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Carlo Cracco    Star chef            and          Gino Sorbillo a true king of Neapolitan pizza makers.jpg
.
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Premesso quanto già scritto; vedi ai seguenti link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/07/08/melodie-del-vino-les-grands-crus-musicaux-de-litalie/
(vedi ‘Nota d’aggiornamento’ sullo chef Gualtiero Marchesi, il primo tre stelle Michelin italiano…)

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/04/19/voulez-vous-paris-3/
(vedi Nota sui famosi dolcetti francesi: ‘Les Macarons’ i dolcetti ,sedicenti, tipici di Parigi tanto dolci per quanto poco saporiti.
‘Dolce vita’…sciapita!)

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/10/26/eataly-eat-italy/

Da pochi giorni ,siamo al marzo 2018, circola in rete la notizia – notizia in se del tutto banale – di un cuoco italiano stellato Carlo Cracco, allievo di Gualtiero Marchesi ,
che ha presentato per un suo locale in Galleria, a Milano, una versione tutta personale della pizza margherita (quella composta con pochi ingredienti di base) ! Al costo di 16 euro.
Questa pizza è stata recensita positivamente da Gino Sorbillo, un pizzaiolo napoletano rampante.

La pizza è stata contestata ed ammirata;
ma ciò – seppur fatto del tutto ovvio – non ha potuto che far piacere a Carlo Cracco e Gino Sorbillo, che sanno bene che vale quel vecchio detto secondo cui :’

:’Non importa cosa dicono di te.Importante è che parlino di te’. / ‘It does not matter what they say about you. It’s important that they talk about you’.

Tanto ciarlare e contestare per niente!!

Ma essendo il popolo bovino questo è il risultato!!

Tuttavia questa è una buona occasione per fare il punto sulla questione della attuale ‘moda alimentare’ e conseguenti punti di ristorazione.

Bastano pochi elementi per identificare l’enorme bluff in corso nel
mondo della ristorazione;

°
Da una parte il mondo virtuale televisivo in cui in molti programmi di cucina cuochi stellati si fronteggiano o giudicano (spesso affiancati da giornalisti eno-gastronomici) impietosamente giovani aspiranti chef etc…
In questa realtà virtuale si cucina da Dio o…’sei fuori’. Si usano prodotti di base selezionatissimi e spesso del posto (a chilometro zero), e si raggiungono virtuosismi inimmaginabili.

°
E dall’altra parte? (Nel vero mondo; quello reale ?)
Avrete certamente girato per pizzerie e ristoranti;
e se avete un minimo di capacità di giudizio e magari di preparazione gastronomica, avrete notato che vi siete ritrovati nel piatto delle brodaglie che vanno da antipasti composti da prodotti industriali (ad esempio, i ‘taglieri di formaggi’ artigianali che se assaggiati solitamente non sanno altro che di grasso raggrumato speziato…), ai primi piatti che spesso sono decongelati e riscaldati al microonde, o precotti e solo da riscaldare, ai secondi piatti preparati con ‘carne misteriosa’ o ‘pesce misterioso’ e a dei dolci che non sono che mescolanza di zuccheri raffinati con pasta di base industriale già pronta (ad esempio gli ‘choux’ già pronti come la ‘pâte brisée’ etc…), il tutto guarnito con tubetti di questo o quel gusto (cioccolato, frutti di bosco etc…).
O, se magari vi hanno preparato al momento qualche piatto, la sua qualità non supera il livello di quello di una frettolosa massaia che prepara il pranzo per casa in un giorno feriale in cui si va di fretta.

°
La ragione di tutto ciò è ovvia.
La ragione di tanta sciattezza/mediocrità che ci ritroviamo nei piatti che ci vengono serviti nei ristoranti e pizzerie, risiede in pochi punti salienti.
Una prima ragione risiede nel fatto che se si vuole preparare dei piatti di altissima qualità per dei commensali, occorre un cuoco a/per tavolo o almeno un aiuto cuoco per tavolo (certo non più per cinque o sei commensali). E ciò sia per mantenere alta la qualità dei piatti – piatti che se preparati per troppe persone diventano roba da ‘mensa operaia’ – sia per la necessità di servirli con tempestività, appena pronti.
Ciò viene fatto in effetti in alcuni casi, ma solo in ristoranti in cui paghi questo lavoro enorme dovuto ad una manodopera capillare. Dunque solo per ristoranti in cui strapaghi quello che mangi; tanto per capirci da trecento euro (grossomodo) a testa in su…
Un’altra ragione sta nel fatto che se anche si riesce ad utilizzare un numero limitato di personale in cucina, il cibo di base
(che dovrebbe esser costituito da pesce freschissimo, carne biologica – non gonfiata con steroidi anabolizzanti etc… – dolci che richiedono molto tempo e competenza ,entrambi elementi spesso carenti e così via…)
viene necessariamente sostituito da prodotti che potremmo definire succedanei di quello di prima qualità.

[ Un piccolo elenco ,meramente indicativo, di questi prodotti succedanei/scadenti che vengono impiegati per rimpiazzare i più costosi prodotti di prima qualità sono:
__° carni bovine non italiane – come quella francese, tedesca, danese etc… – , di Paesi in cui è possibile dopare il bovino con steroidi anabolizzanti,per farlo crescere più in fretta. ( Tanto per capirci, carne in cui se cerchi :‘ l’origine ‘ trovi scritto :’ nato in Francia allevato in Italia ‘ ). O addirittura ‘carne chianina’ ,(la pregiatissima carne bovina della Toscana e Umbria), che alcuni ristoranti si vantano di servire, ma che poi scopri essere carne bovina di razza chianina, ma spagnola (dunque alimentata e forzata chimicamente nella crescita in modo tale che ha carni dal sapore completamente diverso dalla chianina Toscana d.o.c.) !!
__° Sogliola atlantica (limanda o platessa) che nulla ha a che vedere dal punto di vista organolettico con la sogliola del mediterraneo. Come anche il dentice atlantico rispetto a quello del mediterraneo.
Ricordo personalmente ,divertito, un ristoratore sul litorale toscano che se gli capitava di servire dei commensali tedeschi, gli serviva al posto della ‘spigolarigorosamente di mare, del ‘cefalo comune / mugginerigorosamente d’Arno ..!
__° Pasta ,che non solo non troviamo biologica, ma di pura produzione industriale; cioè non essiccata a bassa temperatura – che gli conferirebbe un sapore’vero’ e non ‘anonimo’ come quella industriale – ,
prodotta con grano di base macinato ad alta velocità che ne brucia molti elementi nutritivi (così che alcuni pastifici compensano a questo inconveniente aggiungendo polveri di marmo) etc…
E il condimento? O ti ci aggiungono i ‘sughi già pronti’, o sono salse fatte senza il dovuto tempo, così che risultano del tutto scipite…
__° Dolci assemblati con paste già fatte industriali (come sopra detto ,gli ‘choux’ già pronti come la ‘pâte brisée’ etc…). E creme altrettanto pronte e di certo preparate con uova non biologiche…
Spesso i dolci sono forniti da pasticcerie specializzate nel rifornire ristoranti e pizzerie. Da soli,visto il triplicare dei costi al passaggio da un commerciante ad un altro, potete immaginare il livello scarso delle materie prime impiegate! ]

Questi ‘succedanei‘/’sostituti’ – dei prodotti alimentari di prima qualità – , vengono dunque utilizzati per non incidere sui costi (utilizzando prodotti di base di prima qualità,i prezzi diventano quelli da ristoranti a tre stelle Michelin o non molto meno).

Se il ristoratore utilizzasse comunque prodotti di base di prima qualità, e mantenesse dei prezzi inferiori,non da ristoranti tre stelle Michelin, non ci guadagnerebbe nulla!

Poi va notato che se un ristorante ottiene se non anche una sola stella Michelin , ma anche un mediocre riconoscimento mediatico o di altro sistema di riconoscimento pubblico, ecco che aumenta subito i prezzi e questo spesso a scapito pure della qualità che aveva in precedenza!

Circa le pizzerie,
si noti che si cerca di gonfiare i prezzi

– trasformando un piatto tipicamente popolare quale la pizza è, in un piatto dai costi altissimi –

presentando pizze gourmet , quando in realtà non sono altro che pizze condite con i prodotti di qualità alta di base (farina compresa) che già la tradizione ha sempre richiesto!
Si sa, che spesso la pizza la si mangia accompagnandola con della birra – almeno in Italia – .
In molte pizzerie sedicenti al top, si presenta ultimamente come ‘scoperta/innovazione’ straordinaria, nell’abbinamento gastronomico alla pizza, la presentazione di un elenco di birre. Elenco che se sfogliato annovera tipologie di birre del tutto mediocri agli occhi di un semplice estimatore di questo prodotto alcolico.

Anche nel mondo delle pizzerie, la moderna/attuale ristorazione
ha soltanto ‘riscoperto l’acqua calda / to reinvent the wheel’, come visto nel mondo dei ristoranti!

Ma tutto ciò non sembra essere capito dalla ‘folla’ – o si rifiuta inconsciamente di capire –

——

Nota;
se si vuole ‘mangiar bene’ – cioè ad un livello che nulla ha da invidiare ai ristoranti stellati – a parte l’esperienza e la preparazione di base nonché un abilità non molto diffusa,
non resta da far altro che prepararsi a casa i piatti ‘da tre stelle’.
In questi casi, si noterà che i costi ,malgrado il livello alto dei prodotti utilizzati, sono del tutto accessibili, anche per chi non dispone di una grande potenzialità di spesa (certo non per tutti i giorni ma, diciamo per quelli festivi).

Si tenga presente che questa soluzione è stata da tempo utilizzata da molti ambienti ‘facoltosi’ ,di tutti i Paesi, che assumono ‘pro tempore’ dei cuochi, e comprano personalmente le materie prime di base. Ovvio di grande qualità!

United States, “Black Elk” the way of holiness

United States, “Black Elk” the way of holiness

 

alias:’

‘from the scalp to sanctity’

alias:’
(using an expression of the medical world)

:’rebound effect’ (or take-back effect) [*]

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“Black Elk” the way of holiness”

dicembre 2017;

United States, “Black Elk” the way of holiness
The Episcopal Conference approved the first phase of the cause
(of sanctification) of “Black Elk”, the servant of God belonging to the Lakota natives of the Sioux people in the lands between North and South Dakota

United States, “Black Elk” the way of holiness; here is the main motivation;

:’conversion and civilization of the Native Americans (redskins)’.

An example of his pastoral work;

; a redskin, dissatisfied with the name he had, went to the tribal chief (Black Elk).
He asked Black Elk: ‘why did they give me this name?’
Black Elk replied: see, dear boy, my name is ‘Black Elk’ because I was born at sunset and there was an elk that appeared to the west (backlight) all black.
Your sister is called: ‘big white moon’ because she was born at night and in the sky there was a big white moon.

Now you understand why you are called: ‘two dogs that fuck’ (?)!

—————————

A parte ‘lazzi’ e ‘battute di spirito’, ma vi pare possibile

raggiungere/mettersi in simili situazioni – ‘battaglie’,come si diceva una volta – ,da parte della Chiesa cattolica,
situazioni che per loro natura prestano inesorabilmente il fianco a scherzi sciatti di questo genere (come qui sopra esempio) ?!

[*]
Francisco de Vitoria
un frate domenicano spagnolo del XVI secolo, si pose la questione del proselitismo cattolico ‘ad oltranza’.
E ciò per le questioni che la scoperta ai suoi tempi del ‘nuovo mondo’ e la venuta in contatto con le popolazioni indigene di quei luoghi, ponevano.
Pensò che non era un diritto dovere del mondo cattolico, ne evangelizzare forzatamente ne tanto meno instaurare un potere temporale su di esse. Ciò ovviamente lo fece cadere in disgrazia agli occhi dei colonizzatori e a quelli del mondo cattolico.
Ed oggi?
Oggi non solo quella opera di evangelizzazione al tempo contestata da Francisco de Vitoria, viene meno – nello spirito certo utilitaristico di quei tempi – , ma addirittura ne abbiamo (in Occidente) un ‘rebound effect’.
Consistente poi in una sorta di globalizzazione, che porta alla santità di nativi americani (redskins), che evangelizzano, col loro esempio, gli ex evangelizzatori!
In ciò non ci sarebbe nulla ‘di male’ ne da stupirsene, ma di certo l’attribuzione di ‘santità’ non è poca cosa se si guarda ai Padri e Dottori della Chiesa, quasi tutti Santi. E se si guarda nel contempo alla figura qui trattata che pur essendo divenuto un uomo pio, era pur sempre rappresentante di un mondo antropologico / semplice, infinitamente lontano da quello ‘complesso’ di quello cristiano.

.
[

Senza contare il fatto – oggettivo – che se Francisco de Vitoria fu in vita, per il Pensiero sopra espresso, emarginato dal mondo cattolico, oggi viene ‘rispolverato / riabilitato’ dallo stesso universo cattolico.

( Non è certo il primo ed il solo, come è vero che altri uomini di Chiesa in futuro seguiranno il Suo triste destino. / A Francisco de Vitoria, ricordo , è dedicata l’Università cattolica spagnola,presso Madrid, :’Universidad Francisco de Vitoria’ )

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Ma così facendo, la Chiesa inevitabilmente mina la propria credibilità. Non per il fatto che ammette un errore commesso in passato, ma sopratutto per il fatto che evidenzia il proprio adeguamento ai nuovi tempi in maniera interessata, mostrando in ciò calcolo e convenienza nel proprio agire. Palesando dunque ben poca spiritualità – ben poco spirito evangelico – nel Suo agire…

cfr/cf. ;

…’:”Trattandosi di un pubblico peccatore non si potranno fare funerali pubblici. Ove i familiari lo chiedessero si valuterà di fare una preghiera privata al cimitero”.
(°) Sia Don Ivan Maffeis, portavoce della C.E.I.,
dichiara sulla stessa falsa riga:”
:”Un funerale pubblico non è pensabile, per Riina ricordando la scomunica del Papa ai mafiosi e la condanna inequivocabile della Chiesa (…) non possiamo sostituirci al giudizio di Dio”.

La Chiesa ancora una volta sembra prendere atto della reazione di profonda indignazione morale di molti Fedeli,in corso in questi ultimi anni, e di conseguenza decide di assumere diversa posizione di fronte a queste situazioni discutibili.
Ma dunque,anche in questo caso, tutto lascia pensare che la posizione di ferma distanza della Chiesa,assunta da poco tempo, dai funerali religiosi per i mafiosi, sia una posizione di calcolo più che da precordi.
Ed è questo ciò che angustia molti Fedeli che nella maggior parte dei casi scelgono il silenzio.
E la ragione profonda della nuova presa di posizione della Chiesa cattolica è evidente di per se in maniera non seriamente opinabile; cosa è difatti cambiato da una cinquantina d’anni, nell’universo religioso da far assumere alla Chiesa
una posizione che va da esequie religiose con tanto di Vescovo, all’attuale diniego del rito religioso funebre perché il defunto era ‘mafioso’?
Ovviamente nulla,
se non la necessità inderogabile della Chiesa di adottare una diversa politica religiosa, in base alla constatazione del mutare della sensibilità collettiva.
Sensibilità che avrebbe danneggiato (finanziariamente; donazioni, lasciti testamentari etc,con cui la Chiesa campa…) la Chiesa se questa avesse mantenuto il vecchio atteggiamento verso l’universo ‘Cosa Nostra’.’…

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/11/20/but-pope-bergoglio-if-he-is-looking-for-him-2-black-soul-but-whose/
.]

Nota;

The New Yorker newspaper:”

Nicholas Black Elk’s great grandson, Charlotte, states that ‘Nicholas Black Elk’ made only external concessions to the Catholic culture of the white man, without actually changing”

https://www.newyorker.com/news/daily-comment/another-vision-of-black-elk

and;

Ross Enochs, Professor of religious sciences at Marist College in New York:
: “Black Elk” has made a synthesis between the faith of his fathers and the Catholic one.

—————————-

Il processo di canonizzazione di un nativo americano (Nicholas Black Elk),
dunque di un appartenente ad una società semplice / antropologica, se visto in un’ottica più ampia rappresenta l’espressione di un programma / di un (divino) disegno in corso ‘non scritto’ ‘non detto’, di grande respiro del mondo cattolico;

; un ecumenismo ad oltranza capace di fagocitare interi sistemi teologici.(*)

In questa stessa ottica è difatti inquadrabile il tentativo fallito, operato prima da Benedetto XVI e poi dall’attuale Papa Francesco, di globalizzare l’universo religioso ebraico.
Universo ebraico che con le raggelanti parole del Rabbino Riccardo di Segni presso la Sinagoga di Roma il 17 gennaio 2016, ha escluso ogni coinvolgimento ebraico in questo ‘disegno’ ‘progetto’ ecumenico di matrice cattolica.
Progetto che certo vede l’universo cattolico stesso come grande mater ecclesiae che avrà in questo un ruolo da leader (pur disconoscendolo… per modestia?)

Papa Francesco e
il Rabbino Riccardo di Segni
“Non accogliamo il Papa per discutere di teologia.
Ogni sistema è autonomo, la fede non è oggetto di scambio
e di trattativa politica”.
Riccardo di Segni Rabbino capo di Roma
17 gennaio 2016

“We do not welcome the Pope to discuss theology.
Every system is autonomous, faith is not an object of exchange
and political negotiation “.
Riccardo di Segni Chief Rabbi of Rome
January 17th 2016

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/09/10/papa-bergoglio-e-il-divorzio-alla-romana/

.

(*)

‘J.R. Boronali e la coda d’asino’ / ‘J.R. Boronali and donkey’s tail’.

Questo :’

:’ecumenismo ad oltranza capace di fagocitare interi sistemi teologici’,

,come si è visto è espressione della ‘globalizzazione’ che, all’interno di un Sistema religioso, ha visto svolgere questo compito al mondo cattolico – tra i vari Sistemi religiosi, a quello cattolico è toccato questo discutibile primato – .
(vedi anche; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/01/02/globalizzazione-apparente-per-quanto-appariscente/ e rinvii )
Di certo,al pari, anche in ben altri ambiti la ‘globalizzazione’ ha lasciato il suo segno indelebile,come già analizzato;
nel mondo dell’arte con movimenti artistici quali ad esempio la ‘pop art’ di Andy Warhol e Roy Lichtenstein

(vedi anche; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/05/13/jackson-pollock-la-figura-della-furia-ovvero-il-grande-vuoto/ e rinvii )

Ed ecco spiegata la :’

:‘J.R. Boronali e la coda d’asino’ / ‘J.R. Boronali and donkey’s tail’.

In un mondosiamo ai primi anni del secolo scorso (1910),già più di cento anni fa (!) – ormai globalizzato, in cui l’arte – un elemento culturale tra i molti – è divenuta ormai per tutti e dunque deve necessariamente essere prodotta da tutti;

persino un asino deve produrre arte.

Perché alla folla/moltitudine ,che è ‘asino’, non ci si può più rivolgere con Opere dotte (gli sarebbero del tutto incomprensibili).
Occorrono Opere prodotte per loro e spesso da artisti che sono asini come loro o , se non lo sono, volendo trarre benefici dal Sistema, vi si adeguano producendo Opere di nessun significato e valore come lo stesso Andy Warhol ebbe ad affermare sulla sua stessa produzione artistica.

[ Il fatto che le Opere di Warhol, come quelle di Pollock (per fare un altro esempio), abbiano un grande valore di mercato (commerciale) non significa minimamente che ne abbiano uno, causale ,di valore culturale.
Non significa cioè che ‘il valore commerciale’ sia l’effetto del ‘valore culturale’ (causa).

The (commercial) market value of an artwork from the twentieth century is not the effect of its cultural value (cause).

Vedi ciò su quanto già scritto attraverso il seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/05/13/jackson-pollock-la-figura-della-furia-ovvero-il-grande-vuoto/ ]

Appare chiara ora la relazione tra gli sviluppi artistici sopra accennati, e quelli qui ora affrontati;
; la beatificazione di un nativo americano/redskin (Black Elk) – .
Se, come con l’arte, tutti vi devono accedere (apprezzarla) ma anche

produrla,

allo stesso modo in ambito religioso tutti hanno diritto ad essere rappresentati
– sentendosi così partecipi – , vedendo porre agli onori più alti del mondo religioso, la santità, un rappresentante della folla.
Come certamente,già ce ne sono stati in passato di santi dal popolo, ma non rappresentanti di un mondo addirittura antropologico e americano (nativo).
Ecco raggiunto non solo il ‘senso di partecipazione (alla santità)’ della folla, ma anche una espressione in senso ‘democratico’ della stessa.

(Tutto è legato…)

Comunque, come dico sempre , ognuno ne tragga le conclusioni che meglio crede!

But … Pope Bergoglio, if he is looking for him !? (2) /Black Soul … but whose?

But … Pope Bergoglio, if he is looking for him !? (2)/Black Soul … but whose?

Subheading;
– The Catholic Church and, the post-mortem Mafia –

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Black Soul … but whose?/Anima nera…ma di chi?

Tre giorni fa, venerdì 17 novembre 2017,
è morto un capo mafia, un boss di ‘Cosa Nostra’ ; Totò Riina.

A metà novembre di 24 anni fa, moriva il suo mentore nell’ambito della criminalità organizzata, il boss Luciano Liggio,pittore a tempo perso.

“Lo hanno privato anche del funerale (…) non è umano”.
Don/Fhater Girolamo Liggio – 1993 –

 

Questo affermò 24 anni or sono Don/pastor Girolamo, parroco presso la piccola frazione di Santa Rosalia di Vicari (Palermo) e cugino di Lucianeddu (Luciano Liggio)
Queste le affermazioni di quasi un quarto di secolo fa.
[ Si noti l’impressione generata di primo acchito/on the face of it da una simile affermazione, e sopratutto se fatta,come in questo caso, da un uomo di Chiesa.
Impressione che nasce dal contrasto tra una vita costellata di crimini efferati e senza il benché minimo ravvedimento, contro una morte che merita ad ogni modo un ‘doveroso senso di umanità cristiana’,che un funerale religioso può dare..
Ma leggendo le Scritture sacre (Nuovo Testamento) non pare esservi un ‘doveroso senso di umanità cristiana’ nemmeno in Gesù stesso:’

:’But he that shall scandalize one of these little ones that believe in me, it were better for him that a millstone should be hanged about his neck, and that he should be drowned in the depth of the sea.’
Bible, Gospel S. Matthew, Chapter 18,6 . Altro che misericordioso funerale cristiano!
Cfr/cf qui sotto (°) con quanto ,ben diversamente da Don/pastor Girolamo Liggio, ai nostri giorni afferma Don Ivan Maffeis, della C.E.I.(La Conferenza Episcopale Italiana; l’assemblea permanente dei Vescovi italiani.) :’

:‘…non possiamo sostituirci al giudizio di Dio’]

[ vedi al seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/01/31/who-spits-in-the-stoup/
post :'(Who spits in the stoup ?)’ sul tema del ‘perdono cristiano’ (The Christian theme of ‘forgiveness’, in the current crime news.) ]

Ed oggi? E’ cambiato qualcosa, in diverso ambito (laico)?

Ecco una delle varie dichiarazioni – laiche,diciamo così – di questi giorni a commento della morte di Riina;

——————-

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Ripercorrendo a ritroso le ‘sepolture mafiose’, notiamo che
le poche ‘sepolture anonime’ di boss mafiosi sono sempre avvenute per ordine dall’alto,
(dal Questore che ovviamente esegue quanto suggeritogli dal Ministro degli Interni)
e di mala voglia.
Se non vi sono imperanti consigli dall’alto si ‘lascia correre’/he let things ride ; ad esempio, alla morte del predecessore di Luciano Liggio, il boss Michele Navarra (medico di professione) ,da Liggio stesso fatto ammazzare, vi furono solenni esequie
sia civili
– siamo negli anni cinquanta, fu un lutto non solo cittadino con tanto di bandiere a mezz’asta, ma di tutta la Regione Sicilia – ,
sia religiose
con esequie religiose solenni nella chiesa di San Martino di Corleone.

Altrettanto solenni le esequie per il boss Stefano Bontate, negli anni ottanta.

Ed anche i funerali del boss gitano e romano d’adozione,Vittorio Casamonica, sono avvenuti con tanto di rito religioso (evangelico/protestante) in pompa magna

E… non solo!
In questo singolare funerale, si sfiora la follia pura. Follia alla ‘Erasmus of Rotterdam’.
Basta leggere quanto scritto nel cartello commemorativo del caro estinto Vittorio.

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“Vittorio (Casamonica), hai conquistato Roma, ora conquisterai il paradiso” Roma agosto 2015.

 

( Queste parole:‘ora conquisterai il paradiso’ non ci ricordano :‘L’elogio della follia’/’In Praise of Folly ‘ di Erasmus of Rotterdam, quando parla di un Papa guerriero che vistosi negato l’accesso in paradiso da parte di San Pietro decide di ‘conquistarlo con le armi..?’ )

Ed infine la sepoltura degna di un Principe della Chiesa (di un Cardinale),
di Enrico De Pedis, alias ‘Renatino’;boss della banda della Magliana/la Mafia romana.
Sepolto nel 1990 nella cripta della Basilica di Sant’Apollinare, a Roma ( dove sono sepolti soltanto alti dignitari della Chiesa Cattolica; Cardinali e Papi…).
E ciò grazie all’interessamento straordinario del Monsignor (Vescovo) Piero Vergari, e l’autorizzazione definitiva del Cardinale Ugo Poletti. (**)

From ‘omega’ to ‘alpha’ and not the reverse.But neither backward

 

Namely,
the idea of God as an instrument; as an antidote to the unacceptable idea of death. To the unacceptable idea of one’s limitations.

The conquest of absolute time.

 

—————-

Non si contano poi, le presenze di Vescovi a celebrare riti funebri mafiosi nella seconda metà del secolo scorso. Presenza di Vescovi anche per celebrare matrimoni o battesimi in ambito ‘mafioso’…

Ma da qualche tempo qualcosa sta inesorabilmente cambiando.

 

Con Riina stesso,
sia il Vescovo Michele Pennisi,
Arcivescovo di Monreale, Diocesi presso la quale si trova Corleone, la cittadina del boss Riina,
dichiara: ”
:”Trattandosi di un pubblico peccatore non si potranno fare funerali pubblici. Ove i familiari lo chiedessero si valuterà di fare una preghiera privata al cimitero”.
(°) Sia Don Ivan Maffeis, portavoce della C.E.I.,
dichiara sulla stessa falsa riga:”
:”Un funerale pubblico non è pensabile, per Riina ricordando la scomunica del Papa ai mafiosi e la condanna inequivocabile della Chiesa (…) non possiamo sostituirci al giudizio di Dio”.

La Chiesa ancora una volta sembra prendere atto della reazione di profonda indignazione morale di molti Fedeli,in corso in questi ultimi anni, e di conseguenza decide di assumere diversa posizione di fronte a queste situazioni discutibili.
Ma dunque,anche in questo caso, tutto lascia pensare che la posizione di ferma distanza della Chiesa,assunta da poco tempo, dai funerali religiosi per i mafiosi, sia una posizione di calcolo più che da precordi.
Ed è questo ciò che angustia molti Fedeli che nella maggior parte dei casi scelgono il silenzio.
E la ragione profonda della nuova presa di posizione della Chiesa cattolica è evidente di per se in maniera non seriamente opinabile; cosa è difatti cambiato da una cinquantina d’anni, nell’universo religioso da far assumere alla Chiesa
una posizione che va da esequie religiose con tanto di Vescovo, all’attuale  diniego del rito religioso funebre perché il defunto era ‘mafioso’?
Ovviamente nulla,
se non la necessità inderogabile della Chiesa di adottare una diversa politica religiosa, in base alla constatazione del mutare della sensibilità collettiva.
Sensibilità che avrebbe danneggiato la Chiesa se questa avesse mantenuto il vecchio atteggiamento verso l’universo ‘Cosa Nostra’.

‘Unicuique suum non praevalebunt’

 

E’ il motto ne:’L’Osservatore Romano‘, il quotidiano della Santa Sede (To each his own will not prevail / Unicuique suum non praevalebunt).
Ognuno ne tragga le conclusioni che meglio crede…(Benedictus Iesus Christus)

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Luis Buñuel :“I am an atheist by the grace of God”

————————–

(**)

Un caso addirittura storico,
di sepoltura di stampo regale,è quello di una famiglia del XIV secolo
– quella degli Scrovegni presso la città veneta di Padova –

assi discussa sul piano morale, avendo praticato l’usura e con questo mezzo arricchitasi.
Famiglia che ebbe come pittore della loro Cappella/tomba, Giotto di Bondone.

Cappella degli Scrovegni
Padova Italia
interno
Nota
Un cielo proprio stellato,
per coloro che dubbiosi come la famiglia Scrovegni, su una possibile punizione divina per la pratica dell’usura – documentata –  , decisero di espiare con una sontuosa Cappella e  con elargizioni all’attiguo Convento degli Eremitani…
Cosa non si fa per guadagnarsi l’Eternità!
Ponendo doverosa attenzione
– ‘doverosa’ per il semplice fatto che l’onestà mentale non dovrebbe venir mai meno –
sull’Ordine religioso degli Eremitani, che intascavano tali elargizioni da usura, senza dunque porsi tanti scrupoli morali, facendo così eco al vecchio motto latino secondo cui :‘pecunia non olet’
ponendo attenzione a ciò c’è da chiedersi se il fine, nel nostro caso per Opere di carità,del denaro così ottenuto dai Frati compensava la discutibile provenienza dell’elargizione!
E pensare che tale Ordine religioso era di derivazione da S. Agostino, un Padre della Chiesa che pose l’accento sulla Grazia divina.

Nota alla nota qui subito sopra;

L’uomo di Chiesa si presenta con le mani giunte ed orante.

Se ciò è espressione del suo momento ascetico,

è altrettanto certo che nel suo impegno (momento) sociale la vera postura dell’Uomo di Chiesa

è quella con le braccia incrociate
in cui silenziosamente e sopratutto con assoluta discrezione stringe da una parte la mano a Satana…
La mano sinistra!

(Non per niente è scritto nel Vangelo secondo Matteo capitolo 6 , versetto 3 e 4 :
:’Quando invece tu fai l’elemosina,

non sappia la tua mano sinistra ciò che fa la tua mano destra,

perché la tua elemosina resti segreta, così il Padre tuo, che vede tutto nel segreto, ti ricompenserà’.

‘But when thou doest alms,

let not thy left hand know what thy right hand doeth ;

that thine alms may be in secret: and thy Father who seeth in secret shall recompense thee.’)

…e dall’altra ( la mano destra) all’uomo ‘comune’. Politica sociale, welfare se si vuole.

E ciò è praticato dall’uomo di Chiesa sulla sia falsa riga dell’esempio dato da Dio,nel Vecchio Testamento,

quando questi dialoga senza remore con l’Angelo caduto :’

:

‘Now there was a day when the sons of God came to present themselves before the Lord, and Satan also came among them.

And the Lord said to Satan, Whence comest thou? Then Satan answered the Lord, and said, From going to and fro in the

earth, and from walking up and down in it.’

Verses 6 and 7 of the Bible, Book of Job chapter 1.

Sia sulla falsa riga dell’esempio dato da Dio nel Nuovo Testamento;

Bible Gospel, Matthew cap. 10, verse 16

“Look, I’m sending you out like sheep among wolves; therefore be as shrewd as snakes and as innocent as doves.”

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Longa manus (aurum) Mater Ecclesia

The long golden hand of Mother Church.

With his right hand blesses and with his left hand grabs!

Is this a tragic and inexorable destiny ?!

But … Pope Bergoglio, if he is looking for him !?

But … Pope Bergoglio, if he is looking for him !?

– But … Pope Bergoglio, he was asking for it !? –

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Un colore improbabile,che certo lascia perplesso un qualsiasi commensale…

Come le affermazioni/scelte di Papa Bergoglio ,lungo il Suo cammino pastorale, lasciano perplessi i convitati alla mensa del Signore…

Premesso quanto già detto in vari post, di cui vedi direttamente attraverso i seguenti link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/09/10/papa-bergoglio-e-il-divorzio-alla-romana/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/02/11/le-dimissioni-di-papa-benedetto-xvi/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/11/10/papa-francesco-a-firenze-e-prato-10-novembre-2015/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/01/23/papa-francesco-i-dobbiamo-essere-come-conigli-no/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/03/14/papa-francesco-i/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/05/14/infallibility-of-the-pope-to-the-fallibility-of-christ/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/01/27/countries-in-the-area-of-the-olive-tree/

sembra con Papa Bergoglio non esservi tregua nel Suo rinnovamento ,ma forse sarebbe meglio dire adattamento, della Chiesa ai nuovi tempi.
Prima Papa Bergoglio, sulla scia del cambiamento giuridico italiano – puramente laico – circa il divorzio che diviene procedura molto più veloce, adegua la Chiesa ad una più snella procedura cattolica nell’annullamento del vincolo matrimoniale (vedi al post, primo link qui sopra).
[Ricordo che dopo l’annullamento del vincolo matrimoniale, da parte della Rota romana (il tribunale ecclesiastico della Santa Sede), in base al ‘nuovo concordato’ -1984- ed ex ‘patti lateranensi’ -1929- , il tribunale italiano annulla pacificamente il vincolo matrimoniale in ambito civile]

Poi Papa Bergoglio cede alla tentazione ,vera imprudenza diplomatica, di tentare di scendere a compromessi teologici col Mondo religioso ebraico. Da cui riceve una sonora batosta il 17 gennaio 2016 (…)

(batosta)che era già nell’aria

Ricordo che durante la visita del precedente Papa, Benedetto XVI alla Comunità Ebraica di Roma, presso la Sinagoga, Domenica, 17 gennaio 2010
il Rabbino capo, Riccardo Di Segni nel discorso di benvenuto , si fa per dire, ha iniziato lo stesso con rinnovate accuse verso un predecessore di Papa Benedetto XVI; Papa Pio XII,
ingiustamente accusato dalla comunità ebraica di aver taciuto sulle deportazioni degli ebrei nei campi di concentramento durante il secondo conflitto mondiale.

(…) il 17 gennaio 2016, a Roma da parte del Rabbino, Riccardo di Segni che pronunciò queste precise parole :”

“Non accogliamo il Papa ( Francesco) per discutere di teologia.
Ogni sistema è autonomo, la fede non è oggetto di scambio
e di trattativa politica”. Rabbino capo, Riccardo Di Segni

(vedi ancora al primo link ed al secondo)

Ed ancora;
nella Sua visita pastorale a Firenze, Papa Bergoglio ci parla del vecchietto emarginato in seno alla propria famiglia, e nel contempo condanna i sacerdoti carrieristi ,alias ‘brillanti’ ,
dandoci in tal modo l’idea di essere dimentico del fatto che Papa Benedetto XVI si è ‘auto rottamato’ affermando di non avere più le forze di svolgere il proprio incarico. (vedi secondo e terzo link/post di cui link qui sopra)

Poi, nella Sua visita nelle Filippine del gennaio 2015,
il nostro caro Francesco (I) afferma – rivolgendosi ai giornalisti (in aereo,durante il volo di ritorno) e non direttamente ai filippini accorsi a Lui con numerosissima prole che certamente ha lasciato di stucco/costernato il sant’ Uomo – :”

” alcuni credono che per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli, NO! Paternità responsabile.“ Pope Bergoglio

Quando per secoli, senza contare le parole espresse nei Vangeli :’andate e moltiplicatevi’ la Chiesa ha sempre benedetto le famiglie numerosissime (in prole)!

Ed oggi giovedì 16 novembre 2017,

appare su ‘Avvenire’ – quotidiano cattolico – un articolo in cui il Santo Padre se pur con molta prudenza e circospezione ci parla non tanto di ‘eutanasia’ che resta pratica condannata dalla Chiesa, ma di ‘evitare un accanimento terapeutico’. Ovvero con parole papali:”

: “ è moralmente lecito rinunciare al’applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico che verrà in seguito definito “proporzionalità delle cure ” Pope Bergoglio.

vedi articolo de : ‘Avvenire’ direttamente al seguente link;

https://www.avvenire.it/papa/pagine/papa-francesco-mai-abbandonare-il-malato

Questa scelta papale ha indubbiamente il sentore dell’escamotage giuridico – dottrinale. E tutto ciò ancora una volta per conciliare la Chiesa al corso dei ‘tempi moderni’…

Quando la tradizione e la presa di posizione della Chiesa in merito ai malati terminali
è sempre stata di assoluta fermezza.
Ricordo fra tutti i possibili casi storici,veri insegnamenti/magistero della Chiesa,
la ferma posizione presa a suo tempo dal Cardinale tedesco (allora ancora Vescovo) Clemens August von Galen di Münster presso Colonia, che saputo dei casi di eutanasia praticati durante gli anni trenta in Germania, li condannò pubblicamente senza mezze misure. ( E si trattava di casi disperati…)
E ricordo anche l’esempio recentissimo datoci
dalle Missionarie della carità / Missionaries of Charity / Sisters of Mother Teresa, un istituto religioso femminile pontificio, fondato da Madre Teresa di Calcutta / Mother Teresa,
che ha come principale compito quello di assistere i ‘malati dimenticati’ e senza speranza di guarigione, come i lebbrosi allo stadio terminale…
Ma giustamente, come ebbe ad affermare Madre Teresa:”

:” …è nel dolore più profondo di quella sconsolante desolazione senza ormai più speranza che si incontra Dio.” Madre Teresa
:

: “… it is in the deepest pain of that distressing desolation without hope now that you meet God.”
Mother Teresa

Ed infine il Papa ridefinisce la Messa come ‘Preghiera’,
e quest’ultima non come una sorta di litania, ma come un dialogo reciproco in cui Dio risponde alle parole che l’uomo gli rivolge (fatto assodato in effetti in molti credenti, che non hanno mai fatto mistero di questo dialogo in cui non vi è il : ‘silenzio di Dio’, ma Dio gli risponde…)
Ma anche qui il Santo Padre entra in una imbarazzante contraddizione con i Testi sacri; nel caso con quanto scritto da San Paolo (di Tarso), secondo cui ,chiedendosi sul modo con cui dobbiamo pregare, giunse alla conclusione che non vi è un modo preciso , ma che :”

:” la qualità nella preghiera sta (è tutta) nella quantità”. San Paolo di Tarso

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https://www.avvenire.it/papa/pagine/udienza-del-15-novembre-2017

Senza contare che con quelle parole:”

: “Praying means to be amazed by God. It does not mean to repeat like a parrot.”Pope Bergoglio.

il Santo Padre sembra fare eco – fatto terribilmente imbarazzante – ad un evangelico (protestante, per i cattolici) assai ribelle;

l’ (ex) agostiniano Martin Lutero/Martin Luther , quando questi ebbe ad affermare:”

:” Se voi pregate senza partecipazione (di malavoglia), siete soltanto degli ipocriti!” Martin Luther

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Nota;
dimenticavo il percorso a ritroso, come quello dei gamberi, fatto dal Santo Padre Francesco nel maggio del 2016, circa il sacerdozio femminile.

( Sul perché del ‘percorso da gambero’, vedi al post :‘Infallibility of the Pope to the fallibility of Christ! (…)’ )

O direttamente attraverso il sesto link di cui sopra.)

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:”The biblical dictum constantly recalls the Eternal Present of Divine Revelation”. ( N’est-ce-pas? n.d.c = editor’s note


Those who will know how to interpret these wise words can turn a now secularized and bureaucratic Church into a pure Church of the Gospel.

Un’ultima notazione;
se la preoccupazione massima dei Papi dell’ultima generazione, – della nostra Epoca
è quella di evitare o ricucire scollamenti tra la Chiesa da una parte e determinati gruppi di Fedeli dall’altra, (vedi come esempio il post :‘Pope Bergoglio and divorce to the roman.’, al primo link qui sopra),
incappando così nelle contraddizioni di cui qui sopra fatto cenno, e con scopi che hanno il sapore di ciò che è profondamente secolare, mondano, ecco che si profila all’orizzonte
– potenzialmente è certo, e ‘con tempi biblici’ è altrettanto sicuro –
un riesame ecclesiastico della pratica dell’aborto.
E ciò tenendo presente il Pensiero di un Dottore della Chiesa; San Tommaso d’Aquino,alias ‘Doctor angelicus’/ ‘Dottore angelico’ (ovvero un Principe tra i Dottori della Chiesa, a cui non per niente è dedicato il pontificio ateneo domenicano a Roma: l’ Angelicum ) .
Difatti San Tommaso d’Aquino riteneva non illecita la pratica dell’aborto, considerando il feto ai sui primi stadi di formazione privo di anima; un feto non ‘preformato’ ma ‘epigenetico’.
Ironia della sorte San Tommaso d’Aquino ebbe l’appellativo di ‘Doctor angelicus’/ ‘Dottore angelico’ , e ai Suoi tempi circolò anche l’espressione de :‘ Papa angelico’/’Papa angelicus’ ‘.
Ovvero il desiderio assai diffuso in quell’Epoca lontana – come nella nostra – di un Papa profondamente spirituale, ascetico e riformatore della Chiesa in tal senso.
[Lo stesso Papa Bergoglio ha affermato:” Come vorrei una Chiesa più povera! “]
Solo che se San Tommaso d’Aquino pensava e scriveva senza condizionamenti (in maniera ascetica),
i Papi della nostra Epoca,al contrario di San Tommaso d’Aquino, sembrano Pensare in modo assai interessato /’secolare’/’secular’. ( Anche se affermano il contrario).
Come il Cardinale Paul C. Marcinkus; il Cardinale della famosa frase:’

:’la Chiesa non si regge/sostiene con una Ave Maria / (The Church can not keep up with a ‘Hail Mary’).

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Scale Model of a Nunnery.

Impeccable in its beautiful architectural structure.
A sober and elegant architectural structure
  which wants to reflect the dignity of the Sacrament of which the members of the Religious Order are covered.

If you demand dignity you must prove credibility!

Starting today ‘Comics And Games’, November 1, 2017, at Lucca (Tuscany Italy) [ Do we laugh? (5) ]

;Today, November 1, 2017, the Comics of Lucca (Tuscany Italy); until November 5th

alias?

‘Comics And Games’ Lucca It. & ‘Comiket ( コミケット )’ Paris ; the most real representation of our time. Neo paganism / revival of Western paganism for centuries buried but not forgotten!

Comics 2017 Lucca
Tuscany Italy

Comics 2017, Lucca
Marjorie Liu

Comics 2017, Lucca
K – BLE JUNGLE

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Cfr/cf con comics 2016 ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/10/29/comics-and-games-lucca-tuscany-28-october-2-november-2016-do-we-laugh-4/

Un bel lavoro di un
Writer
ma… a Bologna
Comics o no
fantasia e realtà
ormai si confondono!

Comics o no?
Anche in questo caso la realtà supera la fantasia!

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A che età – nella vostra fanciullezza – avete smesso di giocare con i trenini ?

In questo caso, come si può vedere , non hanno mai smesso… benché ormai cresciutelli!
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Comics comics; nulla da dire!

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Comics ma…non troppo; non si cerca l’obiettivo fotografico

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Comics ma…non troppo; non si cerca l’obiettivo fotografico…come anche qui sopra!

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Siamo ancora fermi a :’ guerre stellari’ / ‘Star Wars’…Come siamo antichi!

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Big baby!

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Un poco di pubblicità non guasta mai! E…sotto l’egida della Warner Bros

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Infine… il concertone assordante di fine giornata.Volume pazzesco in cui avrebbe qualcosa da ridire persino un sordo!

Nota;

A differenza di quanto scritto sul ‘Comics And / & Games’ di Lucca del 2016

vedi direttamente : https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/10/29/comics-and-games-lucca-tuscany-28-october-2-november-2016-do-we-laugh-4/

qui, ‘Comics And / & Games’ di Lucca del 2017 ho posto l’accento sul graffitismo/graffiti/writing ovvero l’arte del writer ,
ma non solo.

Si noterà che elementi comuni, in questo caso colti presso una stazione ferroviaria metropolitana,

sono di spunto per un writer e dunque per tutti coloro che hanno una sensibilità verso gli aspetti sociali che ci circondano. Una sorta di ‘intelligenza emotiva’ se si vuole.
Il Comics, colto nel suo aspetto sociale, è espressione dell’universo writer. Ma è anche vero l’opposto.
Sta alla sensibilità di chi legge coglierne gli aspetti salienti di relazione.

Ecco una sintesi grafica,di quanto ora detto in nota;

Image and video hosting by TinyPicAffresco presso il vestibolo del Museo civico di Padova (Veneto, Italia), adiacente alla Cappella degli Scrovegni.

Writer of the Renaissance alias, pure Walt Disney!

Is soft ice cream an invention of Tom Carvel and Sherb Noble? (USA)
No!
Soft ice cream is an invention of the Renaissance!

Are we sure that ‘graffity / writing’ is an expression of our modern times?

…………..

According to Fëdor M. Dostoevskij :’beauty (literature) will save the world’.

Philip M. Roth said: ‘Literature is a useless experience’.

Two dissenting opinions.

In fact it is a by-product of literature,comics, that seems to save all of humanity!

Similarly the technique, by-product of science, has so far, rescued the man by his energy needs.

 

The craft beer; alias masterpieces of taste

The craft beer; alias masterpieces of taste

Una prova di forza del nord Europa, in risposta al mondo dell’enologia

alias

: Everything You Always Wanted to Know About Sex beer (BUT WERE AFRAID TO ASK)

         The craft beer; alias masterpieces of taste !

The craft beer;
alias masterpieces of taste !

Prima di proseguire nella ultima parte/post su:’ Porto e dintorni / Porto – Portugal – In and around [A bit of architecture] ‘

mi soffermo su un mondo in piena esplosione ed evoluzione come quello dell’enologia;

il mondo della birra alias

‘Tecnologie Birrarie – Brewing Technologies’

(e non birrologia! In contrapposizione ad ‘enologia’ per il mondo del vino!)

in calce,
il fenomeno delle

‘beer firm / Gypsy Brewery, azienda delle birre’

,aziende che

Si fanno brassare/produrre birra da terzi.

Il titolare
di una ‘beer firm / azienda delle birre’ è solitamente definito :‘Gypsy Brewer / birraio zingaro’

Ed anche,sempre in nota a questo post, un inciso sul mutamento in corso del fenomeno della così detta :’

:’Draft beer / Bier vom Faß / Cerveza de grifo / Bière à la pression’

o, come si dice in italiano il fenomeno delle :’

:’Birre alla spina’

 

_______________________________

Sul mondo del vino si è già abbondantemente qui scritto ,

vedi in proposito ai seguenti link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/07/08/melodie-del-vino-les-grands-crus-musicaux-de-litalie/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/03/10/cantina-antinori/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/07/30/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia-2015/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/06/08/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia/

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birra biere beer bier Brewer Bierbrouwer          Brasseur          Anche qui,        gente da birra! ( People’s Brewing          Company ) ma... molto più terragne           'terra terra' .

birra biere beer bier Brewer Bierbrouwer
Brasseur
Anche qui,
gente da birra!
( People’s Brewing
Company )
ma… molto più terragne
‘terra terra’ .

…Ad ogni modo il fascino delle ombre serali,che invitano alla melanconia stemperata con un pò d’alcool…

Qui sotto riporto alcuni siti – blog – che parlano diffusamente di questo universo per adulti fatto di orzo e luppolo,
(e pensare che da piccoli ci facevano credere che il mondo è fatto di cioccolato e zucchero!)
,che fa certo da contraltare al mondo più sciccoso/chic del vino.

Una sorta di rovesciamento dei ruoli, a ben pensarci, tra un nord Europa sussiegoso verso il sud dal punto di vista burocratico/amministrativo nonché tecnologico che viene snobbato a sua volta dal sud Europa mediante l’arte dell’enologia ben più aristocratica rispetto al mondo della birra, fino ad oggi considerato un sottoprodotto del mondo dell’alimentazione a base alcolica.

Gli aspetti sociali ,

( che fanno capo all’inizio del secolo scorso, e che nulla hanno a che fare con le differenti ragioni di carattere climatico che hanno portato all’uso della birra nel nord Europa, e del vino nel sud…)

,che ci appaiono, confrontando il mondo dell’enologia con quello delle Tecnologie Birrarie – Brewing Technologies,
,sono stati poco rilevati – volontariamente (?) – pur essendo di sicura importanza.
Elencandone alcuni possiamo certo rimarcare i seguenti punti ;

° il nord europeo – sopratutto tedesco, ma anche danese, scandinavo , olandese etc… , tende a bere birra anche disponendo delle risorse necessarie per acquistare ‘vino’ di pregio e comunque di costo superiore a quello di una birra di corrispondente qualità.

° Ciò non viene fatto dal nord europeo per pura o comunque, sola ragione/motivazione di gusto personale, ma certo per una ben celata ,ma altrettanto ben presente, inammissibile repulsione ad una sorta di omaggio – che verrebbe reso dal nord europeo verso il sud Europa nel bere vino – nei confronti di un mondo , quello del sud Europa , che è disprezzato, e dunque da evitare anche nei prodotti seppur di pregio come quello del vino.
Certo, qualcuno che se lo beve – nel nord Europa – c’è, ma ben pochi in rapporto alle possibilità potenziali di spesa in merito.
E, solitamente preferiscono i vini di Francia, benché assai cari. E ciò per ovvie ragioni di appartenenza,almeno nelle intenzioni psicologiche, di questo Paese, la Francia, al mondo del nord Europa.
Solitamente i nord europei aggirano questo ‘ostacolo psicologico’ di cui sopra fatto cenno, bevendo vino in loco, in Italia o in Spagna etc… , in occasione delle vacanze/ferie.

° I più giovani, fra i nord europei , bevono birra per il fatto che è più economica.

° I più giovani , tra gli europei del sud , bevono birra o per ragioni di economia o per ragioni ‘ di immagine sociale/politica’ ; manifestano, così ‘bevendo’, la loro appartenenza al dissenso politico di sinistra.

° L’aspetto economico è di rilievo
dato che contrappone il mondo della birra a quello del vino, incidendo pesantemente sul fatturato di queste due diverse realtà;
si noti infatti che ‘birra’ e ‘vino’ sono prodotti antagonisti tra loro;

all’aumentare del consumo del vino si riduce quello della birra e viceversa. E’ una legge economica.

( Il fatto che il consumo di entrambi i prodotti aumenti contemporaneamente non smentisce questa legge economica, poiché battage pubblicitari, mode consumistiche etc… possono indurre il singolo consumatore a bere di più ciò che già era di sua abitudine bere e nel contempo indurre altri consumatori, un tempo astemi, a bere prodotti alcolici. Ma l’antagonismo tra i due prodotti è un dato di fatto )

Vedete un pò voi che razza di barriere psicologiche vengono a formarsi partendo da valutazioni di carattere culturale e giungendo poi a condizionare delle semplici abitudini di carattere alimentare!

°
Infine, si noti,
ponendo attenzione sul confronto tra produttori di vino da una parte; e produttori di birra dall’altra
che queste due differenti tipologie di imprenditori si contrappongono nettamente per gli investimenti necessari,

esattamente come ,e rispettivamente, per il rapporto tra produttori di olio extra vergine d’oliva contro i produttori di oli di semi ( girasole, arachidi etc…)

— Per produrre vino di altissima qualità occorrono terreni fuori dal comune per clima/latitudine, caratteristiche orografiche ,sapienza/tradizione etc… . Stessa cosa per produrre olio extra vergine d’oliva. Vino ed olio extra vergine sono molto legati al territorio.
(Di contro per produrre birra il legame col territorio – esclusa la tradizione/sapienza tramandata di generazione in generazione – è assai più tenue; si producono difatti birre di qualità/artigianali famose usando/mescolando granaglie del sud Europa, luppoli americani, lieviti belgi etc…)
Questo legame strettissimo col territorio del vino e dell’olio extra vergine, comporta investimenti enormi per accedere a determinati terreni / terroir , senza contare il lavoro manuale altrettanto enorme richiesto per entrambi.

Con la birra e gli oli di semi, la faccenda è agli antipodi;
— per produrre birra di grande qualità,
gli investimenti sono assai minori ;

; gli impianti per la produzione di birra non sono inaccessibili economicamente, così come i terreni per piantare girasole o arachidi per la produzione di olio di semi, sono comuni campi agricoli.

Vi sono per ‘l’universo birra’ altri problemi;

un primo esempio è dato dalla concorrenza con le multinazionali della birra sempre pronte a fagocitare per qualche bel soldo un marchio di birra artigianale distintosi per la qualità ed i successo della birra prodotta . (//)
Ma allo stesso tempo il ‘problema’ opposto (un secondo esempio) a quello qui subito sopra esposto;
alle volte quando un piccolo birrificio – solitamente non di antica tradizione familiare ma nato ex novo da passione personale di un Homebrewer – ottiene un successo clamoroso, ecco che nel giro di poco tempo si passa da una reale produzione artigianale di grande qualità ad una industriale che sfruttando la fama acquisita permette un giro di affari di molti milioni, ma naturalmente la qualità del prodotto ne risente.
Presto o tardi simili speculazioni daranno un effetto negativo di ritorno – non si può fregare tutti tutte le volte – ma il guadagno di tipo speculativo è raggiunto da l’Homebrewer rampante(…)

(//)

Un caso tra i tanti del ‘primo esempio‘ di cui sopra è rappresentato da un piccolo birrificio belga degli anni sessanta del secolo scorso, fondato da Pierre Celis, un mastro birraio che ideò varie birre di grande pregio – tra cui la :‘De Verboden Vrucht’ ( ‘Brouwerij De Kluis’ ex ‘Celis Brewery’ ) – , che fu costretto a venderlo ad una multinazionale della birra ( oggi InBev) .

De Verboden Vrucht bier by Pierre Celis b

De Verboden Vrucht bier by Pierre Celis c

De Verboden Vrucht bier by Pierre Celis a

—————————————–

Qualche fotografia di una manifestazione ‘nostrale/casereccia’, (denominata BeeRiver),presso la città di Pisa, pro diffusione della birra principalmente artigianale italiana.
Manifestazione peraltro gemellata con un birrificio francese Brasserie/Birrificio Angevine Angers, Francia. (Quarta e quinta edizione maggio 2017 – maggio 2018)

beeriver Pisa duemiladiciotto Stazione Leopolda

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beeriver Pisa duemiladiciottoCartellone pubblicitario ,edizione 2018 Pisa,qui sopra.

.

Immagini edizione 2017 qui sotto;

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
ora complesso espositivo

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
ora complesso
espositivo
interno.

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
elementi a decoro
e
‘formativi’

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
elementi a decoro
e
‘formativi’

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
elementi a decoro
e
‘formativi’

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
interno;
l’angolo del panino con
la mortadella /
/ ‘Bologna sausage’ corner
( A destra di chi guarda/To the right of those who look)
E…
a sinistra di chi guarda/To the left of those who look…
A good quip:’
:’ Chi non beve birra ha torto’ / ‘Those who do not drink beer are wrong’

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
interno;
A good quip:’
:‘ Chi non beve birra ha torto’ / ‘Those who do not drink beer are wrong’
.
Non manca il complemento di termine?
( a chi, a che cosa?)
Proviamo ad aggiungerlo;
‘…a non bere del vino (?)/’… not drinking wine (?)’
In questi casi ci mancano proprio, ,e con tanta nostalgia, gli aforismi di
Oscar Wilde!

Nota;

Do you drink (beer or other …) for taste or for the effect?

Who drinks saying he does it for taste, is usually not sincere.

Why drink for the effect!

Reality in the sun but … inconfessable!

Questa frase, non ci racconta molto di più..?

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
elementi a decoro
e
‘formativi’ ;
granaglie di base

.

Sour corner;
ovvero
l’angolo delle
birre acide.
Vedi in dettaglio fotografia qui subito sotto

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
tipologie di birre ‘acide’
ovvero a fermentazione spontanea senza lieviti
aggiunti.

Birra a Pisa
Ex Stazione Leopolda,
vedi didascalia qui
subito sopra

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Aggiornamento a giugno 2018;

recentemente, accanto a manifestazioni da intenditori di birra – ‘birrofili’, se così si può dire – svolte in sedi pubbliche che ospitano manifestazioni le più disparate (nel caso di Pisa la:’Stazione Leopolda‘) si organizzano anche ‘manifestazioni per amanti del vino‘.
Niente di strano, certo.
Ma quel che stupisce,è che sono organizzate sembra sulla scia delle ormai abbandonate ‘melodie del vino
( https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/06/08/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia/ )
a loro volta pendant di quelle francesi (non dismesse) denominate:’Grands Crus Musicaux‘. E dalla stessa organizzazione che promuove la birra.
Difatti quella organizzata a Pisa è denominata:’

:’enoritmo degustazioni armoniche

Un chiaro riferimento alle ‘melodie del vino‘ e ai ‘Grands Crus Musicaux‘.

Probabilmente gli organizzatori di questo modo di proporre il ‘prodotto vino’, notati i problemi che hanno portato alla dismissione delle manifestazioni ‘melodie del vino , hanno pensato di ‘correggere il tiro’ proponendo un prodotto non ‘dall’alto’, dal ‘palazzo/cantine architettonicamente prestigiose’ ( come quelle viste di Petra presso Suvereto (LI) o di Rocca di Frassinello, Giuncarico di Gavorrano (Gr) ),  ma più modestamente attraverso sedi per meetings più vicine… al consumatore.

Eccone un cartellone pubblicitario;

enoritmo degustazioni armoniche Pisa by beeriver a soloalsecondogrado

enoritmo degustazioni armoniche Pisa by beeriver b soloalsecondogrado

enoritmo degustazioni armoniche Pisa by beeriver c soloalsecondogrado

enoritmo degustazioni armoniche Pisa by beeriver d soloalsecondogrado

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Pisa Brewery, Tuscany ; ‘La Gilda dei Nani Birrai’

Presente alla manifestazione ‘BeeRiver’ a Pisa.

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The brewery headquarters: ‘La Gilda dei Nani Birrai’ of Pisa -Tuscany –

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Another small local reality;

a brewery of Lucca, Tuscany

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The brewery headquarters: ‘Brùton’ San Cassiano di Moriano, Lucca -Tuscany –

Image and video hosting by TinyPicThe brewery headquarters: ‘Brùton’ San Cassiano di Moriano, Lucca -Tuscany –

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And also;

Birrificio La Petrognola Srl / ‘La Petrognola’ Srl Brewery, in the locality, ‘Piazza al Serchio’ – Lucca Tuscany – ( di Roberto Giannarelli ).
Uno dei primi, se non il primo , a produrre una birra ‘al farro/spelled beer’ in Italia. Il farro è un elemento tipico di quelle zone della Garfagnana (alta Toscana).

soloalsecondogrado birre apuane d
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soloalsecondogrado birre apuane b
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soloalsecondogrado birre apuane c

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soloalsecondogrado birre apuane a

Un elfo  – femmina –
scelto a simbolo delle birre di/da Giannarelli. Un elfo che data la località ,assai fuori mano e montana, sembra anche incarnare – vista la rotondità dell’elfo femmina qui sopra ritratto – la costituzione tipica delle donne di quei luoghi, rimasti geneticamente isolati per secoli.

Nel circondario di ‘Piazza al Serchio’ non circolano – se non in particolari ricorrenze –  le birre ‘La Petrognola’.
Ritenute ,a quanto pare, troppo costose dalla gente del posto, – seppur ottime – , che ripiegano su birre note ma industriali.
( Se si vuole è il caso di dire :’Nessuno è profeta in patria’ ).

And;

A brewery (Italian), founded and managed by women only!
A rarity not only in Italy, but all over the world!

Si tratta del birrificio :‘BIRROIR’,presso Segromigno di Lucca – Toscana, Italia –
Il nome :‘birroir’ , vuol essere eco/pendant del termine francese ‘terroir’, utilizzato in enologia per indicare zone di pregio per la produzione di vino.

Vedi direttamente al link del sito del birrificio;
http://www.birroir.com/chi-siamo/
e,
www.nonsolobirra.net/www/index.php?option=com_tags&view…elisa-tealdi

birroir birrificio artigianale Segromigno Lucca Italia a

birroir birrificio artigianale Segromigno Lucca Italia b

birroir birrificio artigianale Segromigno Lucca Italia c

birroir birrificio artigianale Segromigno Lucca Italia d

Produrre birra – da imprenditore a Mastro birraio – non è più roba da maschiacci ?!
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Ecco un piccolo elenco che può tornare utile a chi cerca indicazioni sul mondo della birra (ovviamente perché realmente gli piace!)

http://boakandbailey.com/

Boak and Bailey

…………

http://barclayperkins.blogspot.it/2008/05/short-history-of-mild.html

Shut up about Barclay Perkins: A Short History of Mild

…………

http://www.garshol.priv.no/blog/

Larsblog – Lars Marius Garshol

…………

http://www.dutchbeerpages.com/

The Dutch Beer Pages | Chronicling the Dutch Craft Beer Revolution

…………

Pivní Filosof – Beer Philosopher

http://www.pivni-filosof.com/

…………

http://zythophile.co.uk/

Zythophile | ‘Zee-tho-fyle’, by Martyn Cornell, an award-winning blog …

…………

http://www.johnsbierblog.com/2010/05/malheur-12.html

John’s Bier Blog: Malheur 12

…………

http://beervana.blogspot.it/

Beervana di Jeff Alworth

…………

http://www.drinkdrank1.com/

drinkdrank

…………

http://www.stonch.co.uk/

STONCH’S BEER BLOG

………..

http://www.camra.org.uk/

Home – CAMRA

————————————————- ;

qualche ‘app / applicazione mobile’ sempre in riferimento alla birra;

CAMRA Good Beer Guide 2017 – App Android su Google Play ;

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.greenius.nearme&hl=it

od anche;

Good Beer Guide App – Camra

https://gbgapp.camra.org.uk/

……..

Microbirrifici App per Android .:: Microbirrifici.org ::. ;

http://www.microbirrifici.org/Microbirrifici_App_per_Android_news.aspx

……

App per Android della Guida MoBI al Locali Birrari ;

http://www.movimentobirra.it/readnews.aspx?id=32

……..

Guida alle migliori app dedicate alla birra – Fermento Birra

http://www.fermentobirra.com/app-birra-tablet-smartphone/

………

Brewing Calculators – Brewer’s Friend ;

http://www.brewersfriend.com/stats/

_________________________________________________________

People’s Brewing
Company
… and having disposed
of the fumes of the beer,
it comes back
to reality!

Nota personale;

in Italia,
dati i sistemi di produzione che la birra richiede – sistemi assai più economici rispetto al vino, come sopra fatto cenno –
molte start up si sono messe a produrre birra; alcune di buona, buonissima qualità.
Di certo, come il vino ha richiesto secoli di esperienza,
al pari la birra richiede pari maestria che solo il tempo può affinare; ecco che , ad esempio , birre prodotte all’interno di abbazie (trappiste) , dai monaci stessi , hanno qualità di rilievo ben maggiori. La loro origine è però solo nord europea.
Di certo vi è molta speculazione
sia sulle birre di chiara fama,e di vecchia origine,

vedi ad esempio la famosissima ‘Westvleteren beer’, birra ‘trappista’ belga, pluri-premiata ( più volte miglior birra del mondo ) prodotta dai monaci nel loro birrificio ‘Brouwerij Westvleteren’, presso il Monastero di Westvleteren – Sixtus Abbey, Belgio. Bottiglie da 33cl sono vendute a 20 euro. ( Monaci, e non frati, ovvero completamente dediti alla vita contemplativa evitando,a differenza dei loro confratelli frati, ogni contatto col mondo! ).
[ Quando in realtà basta assaggiare una loro birra, la ‘St Bernardus Abt 12’, prodotta su licenza dei monaci trappisti stessi ( una volta con lo stesso nome ; ‘Brouwerij Westvleteren’,poi tolto per ragioni di regolamento comunitario ), per apprezzare un prodotto assai simile , ma al prezzo di 4 euro ! ]

sia sulle birre di ‘nuova generazione’,
prodotte come sopra detto, da start up intraprendenti che, sempre per fare un esempio, in Italia hanno tentato il connubio birra/vino facendo maturare della birra da loro prodotta in botti di vino ( dismesse,quindi ‘da rottamare’ ) di Brunello di Montalcino!. Con risultati qualitativi assolutamente discutibili, ma dal prezzo indiscutibilmente inaccettabile!
Un esempio tra tutti quello blasonato della famiglia italo ungherese degli Hunyady (imparentati anche con la famiglia dei Marchesi Antinori – quelli del vino per intenderci – ), una cui eclettica rappresentante ;Etienne (Hunyady), ha deciso di cercare il difficile connubio tra vino – della cui produzione la Sua illustre famiglia ha grande esperienza, possedendo vigneti in Italia ed Ungheria – , e birre cercando una miscela tra mosto d’uva e birre di base,
il tutto grazie all’aiuto richiesto a comprovati Mastri birrai toscani (self-made man), che cercano di ideare la ricetta di birra vincente – su commissione della famiglia Hunyady – partendo da mosti da uve Syrah, Merlot, Cabernet f. e Sauvignon etc…

Sia
evitando di vendere il loro prodotto in loco – come un birrificio in provincia di Lucca, Toscana – , che vende tutto all’estero perché il prezzo applicato per bottiglia è più alto! O come un nuovo birraio di Pisa che pare abbia concluso un vantaggioso contratto con un importatore di birra del Principato di Monaco

Così,in fine, la speculazione francese ‘non si fa mancare’;
bottiglie di birra da 75cl,francesi, sono vendute a prezzi di circa 50 euro solo perché presentate in bottiglie identiche a quelle in cui viene venduto il famosissimo champagne Dom Perignon.
Birre che vantano fermentazione con lieviti da champagne e metodo classico (o méthode champenoise )!
‘Metodologia commerciale’ subito ripresa da altri birrifici ,anche italiani, che producono una loro birra ‘metodo champenoise’, con annesso un bel bicchiere ad hoc!

Tutti all’arrembaggio ,come già detto nel mondo dell’enologia ,con tutti i mezzi e le idee possibili!

              Nota; non esitano  ,’all’arrembaggio’ , i brewpub / Beer Shop. 

Ovvero negozianti che ti sciorinano sotto il naso tanta professionalità birraria , cercando ti venderti tipi di birra come quelle liquorose ma  ‘inventate’ di sana pianta / non essendo secondo tradizione ,  da birrifici come quello ‘Baladin’ (vedi in fondo a questo post), che ha creato tutta una serie di birre stile barley wine ma all’italiana; cioè invecchiate in botti di vino, o semmai in altri tipi di botti (da rum, whisky etc…vedi ad esempio la ‘Xyauyù fumè’ del  Baladin Brewery ).  Il tutto a 5 euro / 5 cl ; 1 euro a centilitro {***}

And to think that we Italians are often ashamed of certain figures (ugly customer) ‘Italian Americans’ of our past!

From: ‘Scarface’ to, ‘loss of face’!

Se girovagate in internet 

troverete un bel pò di siti specializzati’ che scrivono dettagliatamente sulle varie tipologie di birre, non ché sulle varie marche. E ciò con un atteggiamento di una certa professionalità.

Parallelamente nelle edicole per giornali

troverete anche una rivista italiana bimestrale ‘sulla birra’ :’Mondo birra’ ;

www.mondobirra.org/riviste.htm )

e : ‘fermento birra’ rivista bimestrale;

‘Fermento Birra Magazine’ ;

https://www.fermentobirramagazine.com/la-rivista/

che affronta temi sia tecnici sia problematiche economiche di questo piccolo universo paglierino.  Tuttavia sia negli uni che negli altri non troverete cenno della ‘Condicio sine qua non’  che ha portato ad interessarsi e scrivere in merito. E non vi troverete neanche delle critiche reali, se non legate in definitiva alla ‘difesa ad oltranza’ dell’universo birra.   E’ come se da un giorno all’altro tutto è dato per scontato e tale e quale deve essere accettato dal ‘fruitore bovino’   ! Palese dunque, la benché minima presenza di una  critica verace.   Si è in presenza invece di un  vero e proprio ‘battage’  che cerca di nascondere un ‘Sistema pubblicitario’  tanto indiretto/velato, per quanto potente.

Richard Hamilton pop art icona b

Richard Hamilton, pop art -icona prima- per la nuova realtà dal dopo guerra in poi… Ora, anche il ‘fruitore bovino’ più distratto potrà capire il senso di questo collage di R. Hamilton. Ammesso e non concesso che abbia sufficiente spirito,o meglio coraggio critico, nel rivolgere verso se stesso la critica che d’abitudine rivolge quotidianamente verso gli altri!

[ Una piccola doverosa digressione.
Un critico d’arte di qualche anno fa ha scritto de : ‘la morte dell’arte’ nel XX° secolo.
Frase spesso mal interpretata o mal capita.  Qui con R. Hamilton, ci possiamo rendere conto del significato di tale vecchia affermazione.
Un’ arte moderna/contemporanea non‘non più possibile, inesistente’ ma che riflette – come dico sempre come uno specchio oscuro/profondo – una realtà frivola e acritica come gli individui che la compongono.Una realtà in cui tutto è al servizio del consumo, tutto al servizio del Sistema economico, grande Golem che tutto fagocita.
Se questa è la realtà,necessariamente ne segue che il senso critico deve venir meno, anche in coloro che per formazione culturale dovrebbero averne a disposizione/da vendere..!
‘Va da se’, che in un mondo così costruito, un ‘sistema critico’ quale l’arte è, non ha più spazio (‘la morte dell’arte’ di cui sopra).
Se lo ha,
o si isola,non potendo più ne descrivere ideali – religiosi o civili che siano,ormai dissolti – ne essere veramente ‘engagé’.
Si riduce a fare della pura ricerca artistica ( vedi la ‘op art’…).
O, se si fa coinvolgere nel Sistema economico,
pur criticandolo finisce col servirlo – poiché tutto è fagocitato arte stessa con relativo valore/plusvalenza di mercato… – ( vedi ‘pop art’ di R. Lichtenstein, A. Warhol e Richard Hamilton…) – .
L’arte contemporanea ,in questo ‘modo obbligato’, rinuncia a parte della sua intrinseca natura sia nel primo caso che nel secondo, venendo quindi meno a se stessa/ snaturandosi… .
Ed in questo modo ogni individuo si riduce a sciocco consumatore, nel nostro caso ‘di birre’ come dal collage Hamilton qui sopra visto. ]

Ed in ogni lingua si affronti l’argomento – argomenti di qualsiasi genere, ma in questo caso ‘brassicolo’ – cioè in qualsiasi Paese ci si affacci, la faccenda non cambia; il leitmotiv è sempre identico. Celebrazione ad oltranza, con finte critiche che in realtà nascondono le vere questioni di fondo.
Eccone qui subito di seguito, un piccolo esempio tra i molti.
Esempio rappresentato da alcuni link di rinvio a blog/siti che parlano della birra (oltre a quelli qui sopra già citati, e altri in fondo a questo post elencati).

Siti/blog – qui sotto elencati – che ‘parlano di birra’ in modo sostanzialmente agiografico.

 

Resta certo un mio parere, ma credo di non sbagliare nel definirli dei cartelloni pubblicitari virtuali. Ne più ne meno.
www.bierblog.eu/

https://www.biernet.nl/blog

https://unepetitemousse.fr/blog/

https://blog.feedspot.com/beer_blogs/

https://bensbeerblog.com/

www.cronachedibirra.it/

https://www.cantinadellabirra.it/blog/

https://www.fermentobirra.com/i-migliori-blog-birra/

unabirralgiorno.blogspot.com/

www.interbrau.it/birra-per-passione

[  La critica non è diretta ne a chi produce prodotti – nel caso qui discusso ‘la birra’ – con scrupolo e tradizione legata a tradizioni territoriali, ne a coloro che apprezzano tali prodotti.

La critica è diretta a questa sorta di rapporto ‘pecore e pastori’ che partono da formazioni scolastiche di massa tanto ‘formali’ per quanto inconsistenti. E che portano infine soltanto a quanto da R. Hamilton qui sopra espresso nel Suo collage . ]

——————–

.
Voglio qui aggiungere una nota personale circa una singolarissima birra belga, la :

‘La Duchesse de Bourgogne’.

E una piccola nota – qui subito sotto (°°°) – sulle birre acide‘/’sour bier’/(‘lambic’/’geuze’) anche queste del Belgio

‘La Duchesse de Bourgogne’ è una birra ad alta fermentazione (cioè ‘ale’) ambrata non annoverabile tra le così dette ‘birre acide’ (sour beer), ma sicuramente acidula e dolciastra allo stesso tempo, (spesso definita una: ‘Flanders red ale/Flemish Red Ale/birra rossa delle Fiandre’).
Con esattezza questa birra belga, insieme alla altrettanto nota: ‘Rodenbach’ ,sono due birre belghe ‘sui generis’ che vengono ben inquadrate dal punto di vista organolettico con la definizione di ‘birre acetiche rosse ad alta fermentazione’.
Ciò che ha di particolare la ‘Duchesse de Bourgogne’ e direi assolutamente unica birra in questa particolarità, sta nel fatto che è assai simile al’aceto balsamico di Modena ( Emilia Romagna ); un condimento per molti alimenti ottenuto dalla lavorazione del mosto d’uva (lambrusco).

Affinità tra questi due diversissimi prodotti mai rilevata da nessuno, per quanto a mia conoscenza .

C’è da giurare che prima o poi qualche ristorante stellato – o aspirante tale – utilizzerà questa birra belga al posto del noto aceto balsamico modenese!

‘Duchesse de
Bourgogne’;
una birra belga dalla singolare affinità di
sapore con
‘ l’aceto balsamico
di Modena’

‘Duchesse de
Bourgogne’;
una birra belga dalla singolare affinità di
sapore con
‘ l’aceto balsamico
di Modena’

(°°°)
Le birre acide/sour bier del Belgio, (‘lambic’/’geuze’)
sono un caso a se stante, se valutate nel loro gusto che può essere definito come del tutto differente da quello di tutte le altre birre.
Nate in Belgio,
secondo un antico legame non solo col territorio ma anche con quella che era la tradizione brassicola/birraria di molti secoli or sono, in cui non si utilizzavano lieviti aggiunti ma si lasciava fermentare in botti di legno il malto preparato, e non si utilizzava il luppolo o semmai solo come conservante etc…,
queste birre hanno ,con la scoperta negli ultimi anni della birra artigianale di qualità, ottenuto una rinascita commerciale impensabile.
Sono spesso presentate dall’oste/birraio di turno come il culmine di una verticale (*/*) ,(come nell’enologia, si usa questo termine), che parte da semplici pilsener per arrivare alla scoperta di questo prodotto di nicchia per estimatori altrettanto di nicchia.
Se cercate informazioni che le definiscono dal punto organolettico su riviste o libri specializzati troverete ricorrente il termine :’

:‘birre acide/sour bier’/’lambic’/’geuze’ … retrogusto da coperta di cavallo

Credo un eufemismo assai garbato per definirne il retrogusto. Che personalmente, senza tanti complimenti definisco:’

:’

:‘birre acide/sour bier’/’lambic’/’geuze’ … retrogusto da vomito di cane

Sarà di certo – questo giudizio poco garbato – dovuto al fatto che probabilmente per apprezzarle veramente occorre essere nati e cresciuti in Belgio, ma di certo quella è la sensazione ricorrente.
La variante delle /’lambic’/’geuze’, sono le ‘framboise’ e le ‘kriek’, rispettivamente addolcite con lamponi e ciliegie. Ma francamente il retrogusto di cui sopra, non cambia.

Non voglio dire che non abbiano una loro qualità, ma di certo bisogna avere una predisposizione particolare per apprezzarle.
Se i belgi considerano queste Loro birre acide, come lo champagne della Loro terra , di certo nel prezzo non se ne discostano molto, visti i prezzi assai alti che le caratterizzano.

(*/*)
A proposito di verticale;
termine con cui si intende, nel mondo dell’enologia una serata a tema su un determinato tipo/tipologia di vino in cui vi è un produttore, degli avventori, un sommelier, il tutto organizzato in una enoteca o in un locale etc…
Ecco che nel mondo della birra si è già da tempo ripercorso lo stesso cliché enologico;
ovvero si organizzano serate/eventi in cui vi sono i soliti personaggi, che ti presentano ,ad esempio, una nuova birra brassata/prodotta artigianalmente da allievi in un loro corso etc…

————–

In ultimo, in calce ;

il fenomeno delle

 

‘beer firm / Gypsy Brewery ,azienda delle birre’

,aziende che

Si fanno brassare/produrre birra da terzi .

.

Il titolare
di una ‘beer firm / azienda delle birre’ è solitamente definito :‘Gypsy Brewer / birraio zingaro’

Attualmente (fine 2016) i micro – birrifici italiani sono circa 700.
(vedi sito che tratta dei micro birrifici italiani direttamente attraverso il seguente link;
http://www.microbirrifici.org/
:’Scopo del sito è la condivisione di informazioni, la promozione della realtà birraria italiana e lo scambio di giudizi indipendenti sulla produzione dei microbirrifici nazionali.’)
Pochissimi hanno chiuso i battenti ‘causa crisi’ come invece molte altre aziende in altri settori.
Ma certo piazzare le birre prodotte non è cosa facile, meno ancora procedura da improvvisare.
Ed ecco in parte spiegato il mondo delle

 

‘beer firm’

ovvero ‘birrifici sena dimora’ o ‘birrai nomadi’ , ‘Gypsy Brewer / birraio zingaro’ ‘SENZA IMPIANTI DI PRODUZIONE’ che si sono improvvisati tali; sono solitamente commercianti d’assalto che dopo un contratto con un birrificio rinomato con impianti e professionalità da vendere, producono birra, attraverso il suddetto ‘birrificio rinomato’. Producono birra artigianale attraverso veri e propri birrifici, ma con proprie etichette.

Un pò, per intenderci come i vini Champagne NM Négociant Manipulant ovvero semplici commercianti elaboratori ( che non allevano vigneti, ma solo elaborano le uve da altri prodotte )
e dunque ben differenti dagli ‘RM’ Récoltant Manipulant , cioè produttori di champagne/vinattieri che producono le uve e fanno poi da queste il loro champagne !

Ad esempio il ‘De La Sanne’ era una ‘beer – firm’ che si appoggiava al birrificio vero e proprio :‘ De ranke’

[ I birrifici belgi ‘De Ranke’ e ‘De La Sanne’ sono stati legati da un comune intento – nato prima in uno e poi nell’altro – . Comune intento consistente nel’andare contro corrente rispetto alle tradizioni e gusti (opposti) del loro Paese, decidendo di produrre birre amare. Birre basate dunque sull’utilizzo di luppoli, nel tipo e nella quantità, conferenti questa particolare nota amarognola alle loro birre.
Indubbiamente originali in questo in terra fiamminga, non sono stati comunque i primi. Va ricordato, se non altro per onor di cronaca, che il birrificio Van Eecke, intraprese questa direzione, attraverso la produzione di una birra celebrativa denominata:‘Poperings Hommel Bier’. Birra che dal nome stesso fa doppio riferimento al luppolo; ‘Poperinge’, una località belga dedita alla produzione del luppolo e :‘hommel’, ovvero ‘luppolo’ nel gergo locale. ]

Addirittura il birrificio belga : ‘De Proef’ lavora prettamente conto terzi, – cioè l’opposto di un beer firm – , ovvero produce birra per chi non la sa produrre ,o non ha gli impianti necessari, o semplicemente vuole solo commercializzare birra a propria etichetta! Ad esempio ‘De Proef’ produce birra per la ‘beer firm’ ‘Mik – keller beer’ ma anche per il la beer firm americana :‘Bell’s’ come anche per le beer firms belghe :‘The Musketeers’ e ‘Prearis’ come per la danase :’To Øl’ .
Questo grazie ad uno staff di circa 32 professionisti birrai collaboratori del dirigente capo di ‘De Proef’ ;Mr. Dirk Naudts .

( Alri birrifici ‘beer firm’ di De Proef sono ; il VIVEN (www.viven.be/ ) , il SLAAPMUTSKE ( http://www.slaapmutske.be/ ) e il JESSEN HOFKE ( jessenhofke.be/ , SBS di Alan Shapiro ,sud africa e per una catena di supermercati in Belgio ; ‘ DELHAIZE ‘.) .

All’opposto altri ‘birrifici in affitto’ cioè che producono birra per ‘beer firm’ sono ; ‘ Van Steenberge ‘ ( http://www.vansteenberge.com/ ) e il ‘ Du Bucq ‘ ( bocq.be/nl/ )

[ Il birrificio belga ‘De Proef’ / the Brewery ‘De Proef’ produce e commercializza a proprio nome una birra col marchio ‘Reinaert’ in quattro varietà ;(una tripel, una ambrata a nove gradi, una birra sempre ambrata a sette gradi e una grand cru) ]

E si tenga presente la ‘gemmazione di altri birrifici conto terzi’ , – cioè birrifici che producono birre per ‘beer firm’ – che nascono dall’iniziativa di ex dipendenti ,come da un ex dipendente del birrificio ‘de Proef/ sperimentale’ – ; il birrificio :‘ BROUWERIJ ANDERS ‘ sito in Halen ( Belgio ) nel Limburgo ; (www.brouwerijanders.be/ )
Un posticino a se stante
ce l’ha una ‘beer firm’ fondata su una ‘birra gourmet’; ‘gourmet’ poiché fatta produrre da un grande cuoco stellato e, come tale sicuro detentore del ‘buon gusto in cucina’ e di certo – quindi – anche nel mondo dell’orzo e del luppolo

( siamo dunque in presenza di una ‘beer firm’ auto referenziatasi )

; si tratta del cuoco spagnolo FERRAN ADRIA che ha fatto produrre una birra dal nome:‘ESTRELLA DAMM INEDIT’ ,che commercializza nei supermercati (Conad e Esselunga) a circa sei(6) euro (75cl), (due tipologie; quella ‘inedit’, la più sciccosa e la versione ‘base’, guarda caso come per molte tipologie di vino proveniente da una stessa cantina…)
La scelta di commercializzare la sua birra nei supermercati sembra essere saggia da parte del cuoco FERRAN ADRIA; se fosse stata  venduta nei brewpub ,la sua birra

dove c’è gente che da un lato di birra se ne intende,
ma che sopratutto snobba il mondo ‘del vino’ e sopratutto il mondo di quelli che girano in giacca e cravatta e che rappresentano un mondo da loro assai poco amato – per usare un eufemismo –

avrebbe finito per essere non solo snobbata dal ‘People’s Brewing Company’, ma avrebbe fatto correre il rischio al titolare del brewpub stesso, di fargli naufragare il giro di affari…

      Un Gypsy Brewer che vanta il proprio status.

Un Gypsy Brewer
che vanta il proprio status.

Altro ‘caso stravagante’ – se così lo si può definire – è il caso di un singolare birrificio svizzero:’

: ‘Brauerei Locher’ AG, Appenzell – Ch/Svizzera

Un birrificio svizzero condotto dai cugini Karl Locher e Raphael che hanno aggiunto un ingrediente ‘al limite’ della legalità ad una Loro birra , la ‘Hanfblüte Bier’ ;

la cannabis,

pianta notoriamente utilizzata illegalmente nel ‘mondo underground’ sotto forma di preparati (foglie di marijuana) e resine (hashish), come sostanza stupefacente
è dai due birrai svizzeri aggiunta ,più volte, nella preparazione della loro birra:‘Hanfblüte’, ma privata dell’elemento allucinogeno contenuto naturalmente nella cannabis, il THC .
La cannabis così aggiunta (ripeto senza il THC), pare conferisca un sapore rinfrescante erbaceo pungente.
Ciò fu a suo tempo (nel 2000,anno di inizio produzione di questa particolarissima birra) sottolineato con un’immagine , – dal birrificio svizzero diffusa – ; quella di un fumatore di pipa, poi, pare per proteste di un comitato svizzero, trasformata in quella di un semplice contadino svizzero con il pollice in bocca!

[ ‘Brauerei Locher’ AG, Appenzell – Ch – Svizzera – by Karl Locher e Raphael.
‘Hanfblüte Bier’
Mit Hanfblättern und Hanfblüten aus der Schweiz gewürzt (natürlich ohne THC), entsteht zusammen mit Wienermalz und Stammheimer Hopfen ein Bier mit intensivem Hanfaroma… ]

Ed in nome ,forse, di un ‘ritorno alla natura’ alla Jean-Jacques Rousseau, pare pure che il ‘Brauerei Locher’, sia stato il primo birrificio svizzero a produrre una birra biologica : ‘Vollmond Bier’ ( certificazione Knospe!).

———–

Il fenomeno delle ‘beer firm’ se diffuso in Belgio e anche in Italia, circa un centinaio di ‘beer firm’ ,
( cito per l’Italia ; ‘go beer firm’ / ‘Brew Fist’ / ‘BI – DU’ / ‘Orso Verde’ / ‘Le Baladin’ / ‘ Birra Amiata’ / ‘Hibu’ ) .

è raro in Germania dato che è un Paese di comprovata tradizione birraria e serietà nella produzione. Fanno lì eccezione le ‘Freigeist BierKultur’ la ‘Sebastian Sauer’ e la ‘Fritz Ale’.

Una ‘beer firm’ ha un blog tutto suo : ‘Cronache di Birra – Il blogzine italiano sulla birra artigianale. Notizie’ / http://www.cronachedibirra.it/ .

In sostanza, il fenomeno delle ‘beer firm’ giocando sulla attuale legislazione circa la produzione della birra,che non obbliga il produttore di birra , come invece il produttore di vino a chiarire se ha solo ‘imbottigliato’ / ‘NM’ o : ‘prodotto ed imbottigliato / ‘RM’ il proprio prodotto,
permette un atteggiamento disinvolto e spesso ‘ d’assalto ‘ del produttore di birra !

Un caso del tutto particolare – italiano – ; i birrifici rampanti/d’assalto

(Rampant brewers; brewers who have production facilities but who do not know how to produce decent beer
/ Rampant brewers; ‘beer firm / Gypsy Brewery’ but with beer production facilities!)

Birrifici con impianti di produzione a disposizione, che non sanno fare birra di qualità

perché birrifici nati soltanto per cogliere il ‘boom’ del mercato nel consumo di birra.

E alcuni sono birrifici ‘ d’assalto ‘,nati addirittura dalla volontà di imprenditori vitivinicoli!

Ecco qui di seguito questa realtà ,anche italiana, – non rara – ma del tutto peculiare;
aziende agricole vitivinicole ,ma ovviamente anche di altra natura ( come per ‘Gruppo Campari‘…), nate da tradizione familiare di semplice origine contadina ma felicemente evolutesi in vere e proprie aziende di livello nazionale nella produzione e commercializzazione del vino (vino di pregio)

che decidono

 

di mettersi a produrre birra!

 

( Come sopra fatto cenno, essendo vino da una parte e birra dall’altra due prodotti antagonisti appare bizzarra la scelta di operare in questi due campi opposti da parte di una stessa impresa solitamente non di grandi dimensioni )
Solitamente il ramo cadetto/giovane della famiglia
si impegna in questa produzione a loro del tutto peregrina, in quanto a tradizione.
Per lanciare il ‘prodotto birra’, questi simpatici giovanotti, si rifanno il look;i rampolli di famiglia indossano da un giorno all’altro giubbotti di pelle, catenine, braccialetti borchiati etc… Facendosi notare alla guida di furgoncini dell’azienda paterna anche per uso personale – non lavorativo – .
Ma solo per l’occasione di rito; solo per farsi fare qualche fotografia d’immagine da diffondere in internet. Poi tornano al solito cashmere e alla guida di auto da 100.000 euro in su.
Ma poi, sempre solitamente , dopo le prime delusioni brassicole (= nel produrre birra), capiscono che occorre qualcuno che ne sappia per davvero di produzione di birra veramente artigianale e di qualità superiore! Dato che, dopo le prime produzioni e promozioni del loro prodotto, gli effetti sul mercato sono stati assai deludenti ( e nel frattempo l’azienda rappresenta soltanto un passivo…).
E allora ?
E allora,dato che in Italia,
a differenza che in altri Paesi come gli USA, dove chiamano un esperto nella produzione della birra – un Mastro birraio
si tende ad assumere in Ditta solo i familiari o parenti graditi – anche se semi dementi – o solo piacenti segretarie ‘tutto fare’,

si ricorre necessariamente all’aiuto esterno;
in questo caso si ricorre a dei birrifici di chiara fama e tradizione birraria
– spesso sono birrifici belgi. Birrifici ‘in affitto’/cioè disposti a produrre ricette di birra e birra stessa per conto terzi – con cui si stipula un contratto per la ricetta di una nuova birra, che sarà etichettata col nome del birrificio committente (italiano nel nostro caso).

Ecco definito un caso particolare (italiano o di altro Paese senza tradizione birraria );
un birrificio con impianti di produzione a disposizione‘ ma d’assalto ‘ /rampante
che non sapendo realmente produrre birre di pregio in grado di concorrere con birrifici artigianali (stranieri) di buona qualità anche se per nulla eccelsi ma di tradizione antica brassicola ,
ricorre ad un altro birrificio ‘in affitto’ per produrre birra di buona qualità organolettica e quindi commercializzabile!

——————

In questi casi, per vendere,
occorre – per altra via risolutiva dei problemi commerciali – raccomandarsi al Santo di turno/competente.
In questo caso sia i birrai/venditori di birra (osti) che i produttori di birra, sono ‘ben messi’/’ben piazzati’ , avendo a disposizione
ben due Santi Patroni;
Arnoult de Soissons / Arnolfo di Soissons , un monaco benedettino,poi Vescovo, fiammingo dell’anno mille e,

Arnolfo di Metz / Arnoul de Metz, un Vescovo francese del VI secolo.

Mentre il primo,
lo si può considerare anche come il Patrono dei bevitori – incalliti – di birra, poiché pare Egli abbia invitato i Suoi Confratelli a bere birra, avendo acutamente notato che questa bevanda aveva la proprietà (empiricamente notata dal monaco benedettino ) di difendere dalle infezioni,

il secondo,
sembra ripercorrere uno dei tanti miracoli operati da Gesù;
ad esempio la moltiplicazione dei pani e dei pesci per dare da mangiare alla moltitudine che lo aveva seguito. Vangeli (Matteo 14,13-21, Marco 6,30-44)
Difatti nel caso di Sant’ Arnoul de Metz pare che fu Lui stesso, durante il trasporto delle Sue stesse reliquie , in un torrido giorno d’estate,
a moltiplicare un singolo boccale di birra, per dissetare il clero e i fedeli che procedevano in processione al Suo seguito…
E, ricordo, che ‘durante il periodo di Quaresima’ la birra viene utilizzata dai Monaci trappisti – da Loro prodotta – come ‘pane liquido’ ,ovvero sostituto del cibo solido da cui, durante il periodo quaresimale, ci si astiene per penitenza..!

brew pub Avignon

Dato che abbiamo appena parlato di Santi patroni & Associati, è il caso di mostrare una immagine di un brew pub, ‘in tono col tema ora trattato’ ; un pub di Avignone, ex Sede papale!

————————

[ Circa i birrifici sopra citati come ‘beer firm’,si tenga presente che è una realtà in continua mutazione, per cui alcune ‘beer firm’ di ‘ieri’ potrebbero non più esserlo ‘attualmente’. ]

————————

Un sotto prodotto dei birrifici sono le così dette

‘tap room’;

ovvero dei pub (brewpub) che vendono birre solitamente ‘mono marca’ ,ma non sempre,
che altro non sono che le birre prodotte da loro stessi che dunque le commercializzano direttamente.
Il pub – tap room – è quindi di proprietà di un birrificio – od anche un ‘beer firm’ – che decide di aprire un proprio punto vendita.
E poi, se tutto va bene, una catena magari pure in altri Paesi.
Questo fenomeno appare bizzarro, in realtà non si tratta soltanto di ricavare un guadagno maggiore, vendendo direttamente al pubblico anziché a un grossista o a un commerciante.
Si tratta di mettere in evidenza il proprio prodotto, anche con un certo stile di presentazione attraverso il design del pub stesso.
Il fenomeno ‘tap room’ è nato oltre oceano e poi è migrato per ‘simpatia’ (come per alcuni esplosivi) nel vecchio Continente.
(In origine si trattava di un piccolo locale all’interno di un birrificio vero e proprio, adibito a struttura tipo pub per far assaggiare le loro birre. Questa realtà esiste ancora, ma come ora visto si è evoluta).
Ecco un indirizzo internet che può tornare utile a comprendere il fenomeno delle ‘tap room’.

http://allaboutbeer.com/article/the-rise-of-taprooms/

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Since this is a ‘Gypsy Brewery’, they operate on a temporary or itinerant basis out of the facilities of another brewery, generally making “one-off” special occasion beers.

—————————

Il bicchiere universale               da birra            italiano;               TEKU ideato da Teo Musso e Kuaska ( Lorenzo da Bove ) .  Presentato per la prima volta a Rimini nel 2006          (Pianeta birra)

Il bicchiere universale
da birra
italiano;
TEKU
ideato da Teo Musso
e
Kuaska ( Lorenzo Dabove ) .
Presentato per la prima volta a Rimini nel 2006
(Pianeta birra)

Circa il bicchiere per birra ‘ideato’ da Teo Musso & Kuaska, alias Lorenzo Dabove : il ‘TEKU’ sembra non essere altro che una rivisitazione del bicchiere ‘a tulipano’ a gambo lungo e di formato più grande rispetto a quelli per vini dolci da fine pasto.
( Il vino santo toscano, viene servito in un bicchiere analogo al TEKU, ma più piccolo .E ciò da tradizione risalente almeno all’inizio secolo)!
Senza contare il fatto che il TEKU dovendo contenere della birra, bevanda solitamente servita a temperatura ben refrigerata, con il suo vetro sottile mal si adatta a mantenere la refrigerazione, (ricordo che i migliori flûte da Champagne hanno vetro di spessore).

Musso e Dabove,hanno sostanzialmente scoperto/ideato ‘ l’acqua calda ‘ / reinvent the wheel .
Ad ogni modo un merito bisogna riconoscerglielo;
a ben ricordare i famosi ‘boccali da birra’ di teutonica memoria tendono ad essere una realtà se non scomparsa, sicuramente di nicchia tedesca o semplicemente di nicchia. Musso e Dabove hanno il merito di aver notato questo; si tende a bere ‘in qualitàanziché ‘in quantità’ . Dunque un bicchiere come il Teku, piccolo almeno rispetto al boccale tedesco, è più adatto a questo nuovo modo nell’accostarsi al mondo della birra.

Un altro merito,conseguente all’ideazione del bicchiere ‘TEKU’ occorre riconoscerlo a Musso e Kuaska (Lorenzo Dabove);

un merito paragonabile a quello attribuito al fiorentino  Giovanni della Casa; un Vescovo  schifiltoso che assai seccato per le cattive maniere a tavola – da barbari – dei suoi contemporanei  ,

( siamo nel XVI secolo, quando ancora gli inglesi in visita  a Firenze – per battere cassa all’uscio dei banchieri fiorentini, per conto del Re d’Inghilterra – non conoscevano l’utilizzo delle posate da tavola, mangiando ancora con le mani . A differenza dei fiorentini che le posate le utilizzavano già da più di un secolo )

e per giunta nobili, ebbe a scrivere :‘ Il Galateo ‘ ; sorta di manuale della buona creanza da seguire mentre si è a tavola.
Notorio che gli amanti della birra amavano/amano spesso bersela direttamente dalla bottiglia, generando così – visto che bevendo in questo modo si immette nello stomaco molta aria – sonora eruttazione.

Con l’ideazione di un bicchiere – il ‘TEKU’ creato ad hoc per gli amanti della birra questa fastidiosa – e assai poco garbata – conseguenza dal bere dalla bottiglia di birra viene certo evitata!

Come si evita, utilizzando il bicchiere da birra tutto italiano TEKU, l’utilizzo del boccale per birra / der Bierkrug che è emblema di un mondo ‘troppo’ tedesco…
Occorreva difatti svincolarsi dall’immagine del boccale per birra/ der Bierkrug, inevitabilmente tedesco accostato alla birra tedesca.

Anzi,
non solo si sono prese le distanze dal mondo teutonico, ma si impone l’Italian Style diffondendo un bicchiere da birra tutto italiano , il ‘TEKU’ , negli USA.
Almeno a giudicare da quanto in questa immagine (del 2010, quattro anni dopo l’ideazione del TEKU – 2006 Rimini – )

The lost Abbey USA ;
una birra tutta americana servita in un bicchiere assai simile ,se non identico , al TEKU (?).

In definitiva,
se il nuovo bicchiere da birra italiano ‘TEKU’ è il prodotto di un’idea di marketing/merchandising assolutamente di pregio – vincente – , dal punto di vista tecnico pratico è una ideazione sostanzialmente sbagliata.

Nota;

Teo Musso è il patron del birrificio ‘Le Baladin’,
birrificio che commercializza alcune delle sue birre

( le’birre’ al plurale come il collega ed amico Kuaska,alias Lorenzo Dabove, ama affermare non esistendo ‘la’  birra ma le birre…)

anche nei supermercati quali PAM, CONAD e ‘Eataly’.

Eataly , ovvero catena di supermercati sedicenti commercianti del cibo slow food del patron Oscar Farinetti di cui vedi post ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/10/26/eataly-eat-italy/ ).

( Oscar Farinetti, ovvero il patron di Eataly, commercializza le birre italiane Baladin nei suoi centri ‘Eataly’ anche grazie al fatto che,a quanto pare, ha acquistato una parte del birrificio di Teo Musso…)

Se vi capita date un’occhiata al : baladin – Giornale della Birra –

Avrete di che meravigliarvi; un’operazione in grande stile, di merchandising

una promozione di birre create ad hoc per soddisfare tutti i possibili gusti; dalla birra bianca (di frumento) a quella ambrata a quella scura a quelle ‘barricate’, a quelle barricate stile Barley wine, a quelle a quaranta gradi di tenore alcolico etc…

Ne elenco qualcuna – birrificio Baladin & Farinetti(?) – Riserva ‘Teo Musso’ ; LUNE, birra da divano stile barley wine, dedicata ai grandi vini bianchi.
Ovvero dedicata all’utilizzo di botti dismesse – solitamente di quarto passaggio o più ( cioè in zona ‘rottamazione’) – utilizzate da produttori di vino , bianco nel caso, quali;

° ANTINORI,
° Di Majo (Norante),
° Fazi/ Battaglia,
° La Scolca/ Livio Felluga,
° Monte Rossa.

Etc…

….

Non possono dunque mancare nel birrificio di Baladin, birre barley wine, dedicate ai grandi vini rossi (sempre rigorosamente italiani); TERRE, birra (sempre) da divano stile barley wine, ripassate in botti dismesse di vino rosso provenienti da grandi produttori di vino rosso italiano;

° SASSICAIA (quale onore!)
° Arnaldo Caprai,
° Borgogno Giacomo & Figli,
° Cantine del notaio,
° Castellare,
° Ceci Conti
° Donnafugata,
° Fontanafredda,
° Marchesi di Barolo,
° Marchesi di Livella,
° Fratelli Muratori,
° Palari.

Etc…

In tutto questo ‘darsi da fare’ ,

da parte del birrificio ‘Baladin’  non manca la neo produzione di cioccolata ‘Baladin’ stile cioccolato di Modica (Ragusa – Sicilia), con l’appoggio di una cioccolateria di Modica  ( Sabadì ),

Come non manca la produzione di pasta ‘Baladin’ (spaghetti, maccheroni etc…), stile pasta di Gragnano ( Napoli – Campania ) , sempre con l’appoggio di un pastificio di Gragnano.

And … for the Holy Christmas? The traditional dessert: ‘Baladin’s panettone’ !

(Non mancano i succhi di frutta – tanto salutari –   targati :  ‘Mariangela Prunotto’  !)

Ora, se noi ci soffermiamo ad osservare l’evoluzione storica, di birrifici rinomati come quelli belgi trappisti, notiamo certo,nel tempo, impegni progressivi nella produzione, come nel commercializzare anche alimenti locali , prodotti dai monaci stessi (come ad esempio alcuni tipi di formaggi) . Ma di certo dobbiamo ,in genere, riconoscere che costanza nella qualità, come produzione limitata e legata al territorio sono un elemento che ha permesso a quelle produzioni del nord europa di superare ‘mode’ alimentari, crisi economiche, concorrenza da altri Paesi etc…  Tutto ciò ha permesso loro di rimanere ad alti livelli di produzione qualitativa , come nella stima da parte del consumatore.

Se si intraprendono strade come quella intrapresa – tra le molte aziende italiane anche in altri settori (alimentari e non) – da alcuni birrifici, italiani e non, presto o tardi si finirà per subire una reazione negativa del mercato. Mercato che se ben accoglie risultati di pregio qualitativo, è parimenti impietoso verso le speculazioni di carattere commerciale che mirano soltanto a cavalcare un mercato in crescita in un determinato settore. Gli esempi storici in merito non mancano di sicuro…

{***}
Per capire quanto ora detto,
basta confrontare , da un lato, un prodotto trappista stile barley wine,
e, dall’altro, le invenzioni di sana pianta di birre ‘da contemplazione’ sempre in stile barley wine , che, seppur di pregio, con la tradizione e se vogliamo la modestia dei Monaci non reggono il confronto.
Tenendo anche in considerazione il rapporto del prezzo con la qualità!
Bevendo una Engelszell Benno – Trappisten Bier – (birra trappista austriaca),
noterete un colore ed un aroma che tanto ci ricorda ,dall’aspetto, un vino passito e, nel gusto un insieme molto più leggero rispetto all’aroma e all’aspetto stesso.
Questa birra, quasi dimenticata, non ha nulla da invidiare alle ‘rampanti’ birre di ultima generazione stile barley wine (da meditazione!).
E se confrontiamo i prezzi, il paragone ci lascia certo perplessi; circa 6 euro (al pub) per una Engelszell Benno – Trappisten Bier – , mentre per una ‘rampante’ di ultima generazione stile barley wine si toccano prezzi da champagne!

Engelszell Benno Trappisten Bier a

.
.
Engelszell Benno Trappisten Bier b

.
.
Engelszell Benno Trappisten Bier c

.
[ Se nel mondo americano  – USA – ,
si creano ‘multi creazioni’  / ‘gadgets’ma solo nelle realtà cinematografiche o nei fumetti ,o giù di li, vedi ad esempio gadget di Batman ( la bat-mobile, il bat-segnale,la bat-caverna, la bat-pistola etc…), per finalità artistiche e pubblicitarie
– creazioni che non vengono prese sul serio in primo luogo dagli americani stessi –
in Italia ,al contrario e in modo onirico, queste ‘americanate’ vengono non solo prese sul serio ma pure trasposte dal mondo della finzione a quello reale! Come qui sopra visto,  con la mega operazione di merchandising   esposta ]

batman bat signal gadget

Bat – Signal !

The difference between a child and an adult is only in the price of toys !

From the Bat – mobile, Bat – cave, Bat – signal …(from Batman)

to the

Bal-chocolate, Bal-pasta, Bal-fruit juice … (by Baladin brewery & C.)!

( Let’s try to be serious ! / Cerchiamo di essere seri..!)

…..

Con l’affermazione :’le birre’ , chiaramente si è voluto fare una netta distinzione tra ciò che è commerciale e ciò che è artigianale nel senso più pieno del termine.

– Non tutti accettano di farlo, anche se ‘non c’è niente di male’ nel commercializzare le birre attraverso la grande distribuzione.
Difatti, ad esempio alcune famose birre trappiste belghe ,sono commercializzate anche nei supermercati ( Esselunga , Coop ed altri ). –  

Di conseguenza la netta distinzione fatta da Kuaska e certo condivisa da Teo Musso, alias ‘birre’ Baladin, non andrebbe fatta anche nei luoghi dove viene commercializzata? ].

{

Quali birre comprare al supermercato | Dissapore
http://www.dissapore.com/grande-notizia/comprare-birre-supermercato/
19 giu 2014 – Birre da supermercato: 7 regole d’oro per sceglierle senza avvelenarsi …. di una cassa di Nastro Azzurro che una bottiglia di Baladin.

}

Kuaska,alias Lorenzo Dabove,

a quanto pare ha intrapreso – a differenza dell’amico Teo Musso – una carriera, se così possiamo dire , non da ‘imprenditore birraio’ / Brewer (forse a lui non confacente per indole irrequieta), ma da ‘referente’; ovvero chi ha le competenze – notoriamente riconosciute – di garante della qualità di un certo prodotto. Nel nostro caso :’la birra’.
Difatti;

Kuaska, alias Lorenzo Da Bove; qui ‘referente’ della birra sarda:’ :’sella del diavolo’ del birrificio :’ Barley’

Kuaska, alias
Lorenzo Da Bove;
qui ‘referente’ della birra sarda:’
:’sella del diavolo’
del birrificio :’ Barley’

—————

 

Va infine rilevato il fatto – che ‘conta’ moltissimo – che la qualifica di  ‘artigianalità’ – CRAFTY – di una birra commercializzata in Italia è ben lontana da venire qualificata secondo un serio capitolato.

Per cui le multinazionali della birra [ e non solo queste(?) ] ,

che hanno ben notato il segmento di consumo ‘artigianale’ come un segmento di mercato in crescita,

non si sono lasciate scappare l’occasione di presentare loro birre come ‘artigianali’ benché semplicemente industriali tout court .

Per dirla con uno slogan di un conosciutissimo birrificio americano del Maryland:’

:‘Good Beer ! No Shit !

By Flying Dog Brewery Maryland USA.

Good Beer No Shit By Flying Dog Brewery Maryland USA b

Good Beer No Shit By Flying Dog Brewery Maryland USA a

.
————————–

Ecco una simpatica immagine riprodotta su un cartoncino ‘sotto birra’ ,per/da :

:‘Löwengrube original münchner bierstube. ‘Unter bier’ Hohenthanner

Schlossbrauerei’

Una multi nazionale della birra con locali sparsi in vari Paesi, stile Mc – tanto per intenderci – , tra cui in Italia,
dove ti attende un personale con abiti stile ‘bavarese D.O.C.’ ; (pantaloncini corti con bretelle, per i maschietti, e gonna lunga con corpetto scollato per le femminucce…)

Löwengrube original münchner bierstube Unter bier Hohenthanner Schlossbrauerei

————————————————

Birre d’abbazia e birre trappiste / Abbey & Trappist Beers

La produzione di birre di valore
– come la famosissima birra Westvleteren; anche ‘St. Sixtus’ ,birra prettamente trappista cioè cistercense, ovvero prodotta direttamente dai monaci trappisti/cistercensi , che hanno come logo identificativo un logo esagonale ‘Authentic Trappist Product’
non basta a far fronte alla domanda. Di conseguenza si deve necessariamente produrre industrialmente ciò che nasce artigianalmente.
Ovvio che la qualità ne risente. Ma è l’unico modo per far fronte ad una domanda che può accontentarsi anche di una etichetta che se non altro ‘in etichetta’ rappresenta una birra di valore come quelle trappiste. Ecco nascere, ed ecco spiegato il fenomeno delle ‘birre d’abbazia / abbey’ com la sopra citata birra ‘maredsous’ o come la ‘St Bernardus Abt 12’ che vuole soddisfare la domanda’in eccesso rispetto alla produzione’ di birra Westvleteren.
Sono ottime birre anche quelle di abbazia / Abbey, che hanno un loro disciplinare di produzione ( ricetta originale di un monastero trappista, materie prime di qualità etc…) ma di certo non hanno le caratteristiche delle ‘sorelle maggiori’.

Chimay bier
and
grand chimay authentique fromage
trappiste.
Da tempo i Monaci trappisti dell’Abazia di
(Abdij) Notre-Dame
de Scourmont,
in Belgio
producono anche
formaggi.
Ma è da poco tempo
che i Monaci hanno
incrementato la produzione di questo alimento, potendolo
di conseguenza commercializzare anche in Paesi come l’Italia, assai lontana dal Belgio.
Dai formaggi trappisti
http://chimay.com/nl/fromages/saisonniers/
alle birre trappiste
http://chimay.com/nl/bieres/

Cfr.
col mondo dell’enologia e relativi ‘problemi giudiziari’ al seguente link ( all’interno del post, quando si parla del famoso ‘scandalo del vino al metanolo del lontano 1986’ e dello ‘scandalo in corso del Caso Sauvignon 2014/2015’

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/06/08/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia/

Se ,come dico sempre, l’arte è uno specchio profondo che coglie un’epoca, e l’individuo che ne è il rappresentante, nella più intima essenza,
ecco che le due opere qui sotto riportate, ben rappresentano le differenze tra due epoche differenti; quella rinascimentale di Leonardo da Vinci – epoca che potremmo definire di profonde trasformazioni ma all’insegna di un evidente rigore formale e concettuale – ,
e quella attuale del terzo millennio; espressione del caos formale, concettuale ed etico più esasperato.
( E ciò lo possiamo trovare sia nelle arti come nel mondo dell’economia, come in quello politico etc…)

freccia

Il cenacolo del terzo millennio!

Il cenacolo del terzo millennio!

A proposito;

gente da birra!

People's Brewing Company

People’s Brewing Company

Dopo un paio di birre belle toste come quelle sopra indicate, si può fare anche questo!

People's Brewing Company

People’s Brewing Company

Note conclusive;

'Westvleteren beer' ;  aka beer unlabeled 'Westvleteren bier';  aka bier ongelabelde. Questa birra belga è prodotta dai monaci             trappisti        ( o 'cistercensi') Vanta molti primati tra le birre da 'gourmet' e, come si può vedere ha solo una scritta a  'collarino' in vetro  :'        :' trappisten bier'   e... nessuna etichetta.

‘Westvleteren beer’ ;
aka beer unlabeled
‘Westvleteren bier’;
aka bier ongelabelde.
Questa birra belga è prodotta dai monaci
trappisti
( o ‘cistercensi’)
Vanta molti primati tra le birre da ‘gourmet’ e, come si può vedere ha solo una scritta a
‘collarino’ in vetro :’
:’ trappisten bier’
e… nessuna etichetta.

Westvleteren bier
Westvleteren bier;
the three beers of the most famous Belgian trappist brewery.
The green cap (blonde beer)
The blue cap (a dark beer)
The yellow cap (a very alcoholic beer, about 10 degrees), the most appreciated among the three beers

:’Draft beer / Bier vom Faß / Cerveza de grifo / Bière à la pression’

o, come si dice in italiano il fenomeno delle :’

:’Birre alla spina’

 

Fino a poco tempo fa, la ‘birra alla spina’, rappresentava almeno in Italia, un elemento per ‘distinguersi’ tra i bevitori di birra.
La soluzione migliore era non tanto bersela in qualche brew-pub ma, grazie a ‘spillatori per birra’/’the spilling beer’ casalinghi era/è possibile ottenere in casa – per feste casalinghe tra amici – della ‘birra alla spina’.
I barilotti, contenitori metallici da tre o cinque litri ,da cui spillare la birra, erano/sono reperibili sul mercato senza grossi problemi.
[ Quelli professionali da pub sono solitamente da trenta litri (fusti da birra ) ]
Questo fenomeno ‘casalingo’ della ‘birra alla spina’ sembra essere passato di moda o comunque aver avuto una diversa connotazione / valutazione da parte degli amanti di questa bevanda alcolica. E non solo a livello casalingo.
La birra viene regolarmente spillata nei brew-pub o anche in comuni bar,pizzerie etc…, ma se un tempo la birra alla spina era ,come sopra fatto cenno, ‘un distinguo’– roba da intenditori – oggi sembra essere più marginale rispetto alla ‘birra in bottiglia’.
A livello casalingo il fenomeno della ‘birra alla spina’ sembra essere quasi scomparso ( non si vedono che di rado dei giovanotti con un barilotto sotto braccio rientrare frettolosamente a casa…)
A livello di brew-pub il fenomeno della ‘birra alla spina’ rimane certo un servizio importante ma caratterizzato da un cambio di tipologia di birra settimanale o quasi con i tipi e gusti di birra più disparati.Per non annoiare il cliente.
( Cliente che alle volte se la porta a casa – spesso più per risparmiare che per convinzione della bontà della birra spillata – facendosela spillare in bottiglie vuote, recuperate dal titolare del pub. Titolare che raccomanda di bersela entro poche ore per evitare l’ossidazione che ne riduce la qualità ).
Di sicuro la birra acquistata in bottiglia sembra essere lei,ormai fare ‘il distinguo’ .Anche nel prezzo!

E’ difatti la ‘birra in bottiglia’ che sembra essere divenuta ‘roba da intenditori’; il gusto sembra essersi affinato da parte degli intenditori/bevitori e va da se che non basta che sia ‘alla spina’ perché una birra sia ‘buona’, di ‘grande qualità’..!

 

Nota finale ;
ecco un elenco – discutibile – delle migliori birre al mondo ( sono riportate le prime 50 ),

in cui prevalgono le birre statunitensi…ma (cicero pro domo sua?!) !

The best beers in the world second ratebeer;

https://www.ratebeer.com/beer/top-50/

(

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Registrant Organization: RateBeer LLC
Name Server: SEAN.NS.CLOUDFLARE.COM
Name Server: TIA.NS.CLOUDFLARE.COM
DNSSEC: unsigned

)

L’elenco/list;

1 Toppling Goliath Kentucky Brunch 4.51 118 Imperial Stout
2 Westvleteren 12 (XII) 4.43 3782 Abt/Quadrupel
3 Cigar City Hunahpu’s Imperial Stout – Double Barrel Aged 4.40 295 Imperial Stout
4 Toppling Goliath Mornin’ Delight 4.40 189 Imperial Stout
5 Three Floyds Dark Lord Russian Imperial Stout – Bourbon Barrel Aged 4.35 413 Imperial Stout
6 Russian River Pliny the Younger 4.35 769 Imperial IPA
7 AleSmith Speedway Stout – Bourbon Barrel Aged 4.33 851 Imperial Stout
8 Three Floyds Dark Lord Russian Imperial Stout – Bourbon Vanilla Bean 4.33 420 Imperial Stout
9 Bell’s Black Note Stout 4.32 925 Imperial Stout
10 Rochefort Trappistes 10 4.30 5211 Abt/Quadrupel
11 AleSmith Speedway Stout 4.30 2906 Imperial Stout
12 AleSmith Speedway Stout – Bourbon Barrel Aged: Vietnamese Coffee 4.29 156 Imperial Stout
13 Cigar City Final Push Imperial Stout 4.29 152 Imperial Stout
14 Cigar City Hunahpu’s Imperial Stout 4.29 974 Imperial Stout
15 Three Floyds Dark Lord Russian Imperial Stout 4.28 1834 Imperial Stout
16 Founders KBS (Kentucky Breakfast Stout) 4.28 2545 Imperial Stout
17 Hill Farmstead Ann 4.27 122 Saison
18 Bell’s Expedition Stout 4.27 3165 Imperial Stout
19 Russian River Pliny the Elder 4.27 2857 Imperial IPA
20 Funky Buddha Morning Wood 4.26 143 Imperial Porter
21 Goose Island Bourbon County Stout 4.26 2856 Imperial Stout
22 Perennial Abraxas – Barrel Aged 4.25 210 Imperial Stout
23 Alchemist Heady Topper 4.24 1552 Imperial IPA
24 Funky Buddha Last Buffalo in the Park 4.23 70 Imperial Porter
25 Goose Island Bourbon County Stout – Coffee 4.23 956 Imperial Stout
26 Mikkeller Beer Geek Brunch Weasel 4.23 1794 Imperial Stout
27 Cycle Trademark Dispute (Yellow) 4.23 97 Imperial Stout
28 Three Floyds Dreadnaught Imperial IPA 4.23 2155 Imperial IPA
29 Evil Twin Double Barrel Jesus 4.22 158 Imperial Stout
30 Toppling Goliath Assassin 4.22 203 Imperial Stout
31 Mikkeller Beer Geek Vanilla Shake (Bourbon Edition) 4.22 209 Imperial Stout
32 Kormoran Imperium Prunum 4.22 260 Baltic Porter
33 Firestone Walker Parabola 4.22 1090 Imperial Stout
34 Toppling Goliath King Sue 4.21 182 Imperial IPA
35 AleSmith Speedway Stout – Vietnamese Coffee 4.21 496 Imperial Stout
36 Funky Buddha Wide Awake It’s Morning 4.21 173 Imperial Porter
37 Westvleteren Extra 8 4.20 2079 Belgian Strong Ale
38 Surly Darkness 4.20 1056 Imperial Stout
39 Deschutes The Abyss 4.20 1664 Imperial Stout
40 Stone Imperial Russian Stout – Bourbon Barrel 4.20 442 Imperial Stout
41 Hill Farmstead Abner 4.20 382 Imperial IPA
42 Närke Kaggen Stormaktsporter Börb’nåhallon 4.20 128 Imperial Stout
43 Hair of the Dog Matt 4.20 479 American Strong Ale
44 Bell’s Hopslam 4.20 2900 Imperial IPA
45 Old Chimneys Good King Henry Special Reserve 4.19 445 Imperial Stout
46 Dieu du Ciel Péché Mortel Bourbon 4.19 334 Imperial Stout
47 Struise Pannepot (10%) 4.18 2212 Belgian Strong Ale
48 Stone Imperial Russian Stout 4.18 3202 Imperial Stout
49 Hill Farmstead Aaron 4.18 92 Barley Wine
50 Mikkeller George! Barrel Aged (Bourbon Edition) 4.18 425 Imperial Stout

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bier Asahi ;
alias ,
Asahi Breweries LTD di Tokyo Giappone
and
Pater Watou;
alias,
Brouwerij Van Eecke
Belgio.
Se leggete dove è prodotta la ‘Asahi’
(‘ sole levante’, in lingua giapponese ) si scopre che è prodotta nella Repubblica Ceca.
La seconda è prodotta in Belgio dal Brouwerij Van Eecke a Watou , nel villaggio di Watou,. Non lontano – anche nella tipologia – dalle birre del famoso birrificio trappista di
Brouwerij Westvleteren ,dell’abbazia trappista di St. Sixtus ., ‘di cui ne cerca gli echi aromatici’.
Dal tappo tuttavia sembra che ‘Pater Watou’ sia un monaco trappista come lo furono realmente
Padre/Pater Barnaba , ( Monaco e birraio, presso il convento tedesco dove venivano prodotte le birre Paulaner )
o Padre /Pater Thomas
( già brewmaster presso il convento di Westmalle in Belgio ).
Il solito …
ma!

People’s Brewing Company … and having disposed of the fumes of the beer, it comes back to reality

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Premium Beers From Spain SL Cerveza Er Boquerón con agua de mar la clàsica soloalsecondogrado

Birrificio/brewery ;Premium Beers from Spain SL Cerveza ‘Er Boquerón’ con agua de mar la clàsica

Ecco un altro prodotto frutto della fantasia brassicola/birraria spagnola altrettanto fervida ,come sopra visto, in tutto il mondo!

Una birra a base di acqua di mare – in parte – di un birrificio spagnolo presso Valencia (Xàtiva) Spain/Spagna
[ In fotografia la versione ‘classica’]

Premium Beers From Spain SL Cerveza Er Boquerón con agua de mar la blanca soloalsecondogrado

Birrificio/brewery ;Premium Beers from Spain SL Cerveza ‘Er Boquerón’ con agua de mar la blanca

Ecco un altro prodotto frutto della fantasia brassicola/birraria spagnola altrettanto fervida ,come sopra visto, in tutto il mondo!

Una birra a base di acqua di mare – in parte – di un birrificio spagnolo presso Valencia (Xàtiva) Spain/Spagna
[ In fotografia la versione ‘la blanca/weissbier/la birra di frumento,grano’ ]

Si noti – dalle indicazioni in etichetta –
che nella versione ‘classica’, la birra è ‘prodotta all’origine’/’dal birrificio stesso’,
mentre
per la versione ‘blanca’/’weissbier’ , è prodotta da un altro birrificio. Dunque in questo caso il birrificio:‘Premium Beers From Spain SL’ è un ‘beer firm/Gypsy Brewer(y)’.

Ad ogni modo sostanzialmente – cioè l’aspetto/caratteristica della presenza di un’acqua salata, alla base della sua produzione – questa birra spagnola non fa che ottenere per altra via, l’acqua di mare, ciò che è una vecchia realtà ‘salata’ nel mondo della birra; cioè la birra tedesca ‘gose’ notoriamente salata grazie all’utilizzo dell’acqua del fiume omonimo, che attraversa la cittadina di Goslar presso Lipsia (ex DDR) – Sassonia – .

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