Solo Al Secondo Grado

OMEOPATIA / FITOTERAPIA / ALIMENTAZIONE .

Premessa ;

la presente pagina vuole avere il  fine  sia teorico che pratico  di accedere ,

[ auto documentandosi, per trarre ognuno personalmente  le proprie opportune conclusioni ] – mediante teoria ed esempi  pratici – ,

,ai mondi sopra indicati , nel titolo , che hanno il merito di permettere di curarci facendo sopratutto prevenzione . Evitando così tante cure noiose dolorose e dispendiose attraverso la medicina ‘ tradizionale occidentale ‘ ( cioè quella basata su sistemi allopatici ), che ha certo molti meriti ma spesso è mal utilizzata – leggi ‘abusata’ – nella sua fruizione .

Nota;

quanto segue non vuole certo sostituirsi al medico curante ma essere un invito a riflettere sui possibili sistemi di auto medicazione o di cura facendo prevenzione per quanto possibile semplicemente con l’informazione cioè documentandosi . Nel contempo vuole essere da sprone a vagliare/analizzare  quanto dal proprio medico prescritto come cura senza, da un lato, prevaricare la Scienza medica  e , dall’altro , senza accettare cure passivamente. Discutendo dunque col proprio medico possibili alternative di cura .

Questo ‘ lo spirito ‘ che vuole essere il filo conduttore di questa pagina .

Si dovrà necessariamente partire da elementi base sia storici che teorici .

Il tedesco Samuel  HAHNEMANN ; il Medico  fondatore / ideatore / scopritore dell’ Omeopatia , ( 1755 – 1843 ) .

Come qui sopra ora accennato si deve partire da elementi teorici e pratici .

Nei commenti/post che seguiranno si metterà in evidenza ;

— concetto/etimologia  de :  ‘ ALLO – PATIA ‘  in contrapposizione/relazione  a : ‘ OMEO – PATIA ‘ .

–perchè   L’ OMEOPATIA   NON   E’  ACCETTATA  dalla Scienza medica ‘ ufficiale ‘ .

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Commenti su: "OMEOPATIA / FITOTERAPIA / ALIMENTAZIONE ." (8)

  1. ………………….. ‘ ALLO – PATIA ‘ e ‘ OMEO – PATIA ‘ .

    Il secondo termine ;
    ‘ lo stesso ‘ – ‘ affezione ‘ ovvero curare con un rimedio ( farmaco ) con proprietà similari (che provoca sintomi simili in un soggetto sano ) ai sintomi che la malattia produce in un soggetto malato .
    Ecco spiegata una vecchia affermazione medica ;

    …………………………similia similibus curantur .

    Il primo termine ;
    ‘ opposto ‘ – ‘ affezione ‘ curare con un farmaco che genera effetti opposti ai sintomi presenti in un soggetto malato .
    Ad es. se si è in presenza di una febbre alta si somministra un farmaco che determina un abbassamento della temperatura . Ed ancora, se si è in presenza di una infiammazione si somministra un farmaco anti infiammatorio e così via … .

    Si capisce subito che si è in presenza di due mondi completamenti lontani e difficilmente conciliabili .
    Si nota subito che nel secondo caso ogni farmaco ‘ allopatico ‘ è sintomatologico .Non pretende di risolvere l’origine dela malattia – origine non tanto occasionale come un banale raffreddamento – incidendo sulle abitudini – errate – di vita del malato . Si limita ad eliminare od attenuare i sintomi .
    Nel primo caso l’ambizione è maggiore ma indubbiamente se ai tempi di
    Hahnemann si era ancora nel campo dell’empirico , oggi dal punto di vista della spiegazione – ‘ del perchè certi rimedi omeopatici funzionino ‘ – non lo si può egualmente spiegare .Questo fatto lascia perplessi permettendo a molti scettici di mantenere la loro posizione a riguardo dell’ Omeopatia .

    . foglie d’albero della china .

    Nota storica .

    Hahnemann,
    ebbe ad avviare le Sue ricerche grazie all’osservazione di alcuni soggetti che erano impegnati nel ricavare dalle piante della china il rimedio anti malarico; il chinino . Essi – pur essendo soggetti sani , non malarici – presentavano sintomi simili a soggetti malarici , (cfr. con quanto qui sopra detto ) .

  2. Siamo ora al secondo quesito posto nell’articolo iniziale in questa pagina :

    perchè L’ OMEOPATIA NON E’ ACCETTATA dalla Scienza medica ‘ ufficiale ‘ ? .

    Prima di rispondere occorre premettere un altro principio omeopatico :

    l’utilizzo di un farmaco/rimedio omeopatico a dosi via via sempre più infinitesimali .
    .
    Si sostiene che tanto più la presenza molecolare ( in molecole ) del rimedio
    è presente in dosi minime tanto maggiore è l’efficacia del rimedio stesso .
    Per giungere ad una riduzione di questa presenza della molecola nel rimedio si procede alla sua DILUIZIONE .
    La prima diluizione ( 1 D.H. ) cioè prima diluizione hahemanniana
    è quella che troviamo nelle erboristerie o/e farmacie . Per es . un semplice ‘macerato glicerico’ cioè una pianta ( fiore, gemma…) con proprietà curativa viene conservata e macerata in alcol (glicerina) che la conserva con le sue proprietà .

    Sucessivamente si passa a diluizioni maggiori ad es 1alla 10 poi 1 alla 20 … 1 alla 100 …1 alla 10.000 etc .

    Semplicemente una goccia di questo preparato viene diluito in un liquido ‘neutro’ come l’acqua distillata .

    Ecco dunque che per la medicina ‘ufficiale’ cioè allopatica questo procedere a diluizioni porta ad un principio per la (loro) scienza medica inaccettabile . Si è difatti in presenza di un percorso di potenziamento inverso .Percorso che diluendo dovrebbe ridurre la potenza del rimedio/farmaco e non aumentarne l’efficacia ( come invece sostenuto dal mondo omeopatico ).
    Un omeopata controbatte a tale critica,che è il principio energetico del rimedio diluito che svolge l’attività curativa .Ma di-fronte alla domanda : ” in cosa consiste questo principio curativo energetico se non in molecole ? ” L’omeopata può controbattere essenzialmente nel principio energetico NON RICONDUCIBILE ad un fatto puramente molecolare
    .Questo appare inaccettabile ! Se non è una molecola che cura che cosa allorà ? Anche la ‘luce’ (per fare un es. ) è composta da ‘corpuscoli’ ; da elementi indentificabili . Ma qui la faccenda non va in questa direzione .

    E’ evidente ,per quanto sopra, una frase che spesso si sente esprimere – con tanto di sorrisetto beffardo – da medici e farmacisti ( di meno quest’ultimi visto il loro interesse a ‘vendere’ ) : ”

    :” …un rimedio/farmaco omeopatico è acqua fresca ! …” .

    .
    Uno schema di procedura omeopatica .

  3. …… Cenni ulteriori sui PRINCIPI OMEOPATICI . …….

    alias, ……. il VITALISMO . ………….

    ( prima parte )

    Da quanto sopra, si evince che i ‘principi curativi’
    nei rimedi/farmaci omeopatici non hanno una natura prettamente molecolare .Tanto più se si tiene conto del principio omeopatico del legame inverso tra potenzialità curativa di un rimedio e sua diluizione .
    Non si deve per questo
    – per usare un vecchio adagio – :’ gettar via il bambino con l’acqua sporca ‘ . Semplicemente per il fatto che la Nostra cultura è ‘greca’ ovvero puramente razionalista/materialista ( leggi ,più propriamente, SCIENTISTA ).
    Allo stesso tempo
    non si deve arrivare al procedimento opposto; non si deve certo rigettare quanto appreso dalle conquiste che la Scienza – chiamiamola ufficiale – ha raggiunto . Finendo così col rifugiarci in un mondo fatto di ‘suggestioni alchemiche’ che finiscono con l’offendere l’intelligenza dei più .

    Ed allorà ?

    Occorre tener presente il lavoro – di tutto rispetto ed universalmente apprezzato come tale – che opera in merito ai due principi sopra evidenziati che rilevano il contrasto apparentemente insanabile tra la Scienza ufficiale e quella omeopatica .
    Questo lavoro – tra quelli svolti credo di maggior spessore – è quello del tedesco HANS DRIESCH
    . La summa di tutta la Sua Opera sta nel secondo titolo di questo post : ‘ il VITALISMO ‘ .

    .
    Hans Driesch

    Un breve cenno alla Persona .
    Si deve tener di conto della Sua particolare formazione nel secolo scorso sia come BIOLOGO sia come FILOSOFO .

    Le Sue ricerche nel campo della biologia marina si svolsero anche in Italia – a Napoli presso il noto ed importante centro di ricerca – sul riccio di mare . Si noti che già allora Egli ebbe ad intuire l’mportanza del’embriologia : branca della zoologia il cui valore attuale è sotto gli occhi di tutti .

    Il salto di qualità – che potremmo definire epistemiologico ( parola apparentemente ‘difficile’ che in realtà si risolve nello studio della correttezza della ricerca scientifica ) – avviene in Driesch grazie alla Sua duplice formazione, nel caso quella filosofica .
    Eccoci dunque al concetto di principio immateriale che è alla base della VITA . Quello che Lui definì col termine greco di : ‘ ENTELECHIA ‘

    Occorre qui aggiungere una precisazione .
    Nessuna Scienza ne alcun filosofo ha mai saputo – e probabilmente mai lo si saprà fare – dare un concetto pieno/esaustivo della parola ‘ VITA ‘
    .
    Va da se che ogni costruzione scientifica – per lo meno nel campo biologico – trae da qui la sua parzialità/relatività .

  4. …… Cenni ulteriori sui PRINCIPI OMEOPATICI . …….

    alias, ……. il VITALISMO . ………….

    ( seconda parte )

    Il lavoro di confutazione di teorie riconducibili allo scientismo , com’anche il materialismo stesso devono certo un contributo al lavoro svolto in passato .

    Due i riferimenti obbligatori :
    Aristotele e Leibniz .
    Al primo
    si deve il contributo all’idea del principio entelechico sopra citato . Principio che porta al concetto di ‘organizzazione evolutiva della materia’ – che non esclude, ma nel contempo non necessita di principi trascendentali quali Dio etc… – concetto che viene condensato nel termine :‘ teleologia ‘ .
    Al secondo
    si deve il concetto critico che Driesch espresse con la seguente domanda : ” …Se un essere vivente è solo il prodotto di un complesso genetico ( un genoma ) presente nello zigote come può accadere che parti di questo genoma diano origine ad un nuovo essere completo e non parziale ? ”
    Questo secondo concetto qui sopra espresso con una domanda ebbe a trattarlo precedentemente e forse in modo più chiaro Leibniz
    allorchè parla dell’origine del ‘ pensiero ‘ . Questa entità quanto mai immateriale quanto presente e determinante l’agire umano . [ Si intende per ‘pensiero’ forme complesse di elaborazione degli ‘input’ interni od esterni percepiti ] .
    Leibniz confutò con grande senso critico l’idea che il ‘pensiero’ sia il prodotto puro e semplice ‘ dell’organo cervello ‘ .
    Egli ricorse – per semplificare il concetto – all’immagine di un individuo ridotto alla grandezza di un insetto, -oggi si direbbe di un microbo, ma allora non erano ancora conosciuti – . Così ridotto questi potrebbe esplorare il cervello con la risultante di vederne i meccanismi fisiologici di funzionamento .
    Ma non vedrebbe le ‘idee’ ne le ‘sensazioni’ .
    .
    Il grande filosofo ( e matematico ) W.G. von Leibniz .

    Più tardi il grande filosofo (e matematico ) del tempo** , Henrì BERGSON riprende questo concetto leibziano affermando che :’ l’organo cervello ‘ è semplicemente un ufficio telefonico centrale (…) che nulla aggiunge a ciò che riceve(…) e che non ha apparato che produce ‘idee’ .
    Se si pensa all’organo cervello come una fabbrica di idee allora si finisce col cadere in contraddizione poichè si torna alla vecchia teoria ‘ dell’ homunculus ‘ : per concepire un organo cervello pensante occorre immaginare al suo interno un altro organo creativo ma questo a sua volta… .

    Si è arrivati ad un concetto che Dreisch riprende nei Suoi lavori ; ‘ e’ fuori luogo pretendere dalla Scienza teorie che possano spiegare ‘tutto’ cioè teorie metafisiche ( religiose o non, non importa ) .
    Il materialismo è annoverabile tra queste supponenti teorie .

    ( Segue con la terza ultma parte )

    [ Queste premesse di ordine teorico che inevitabilmente sfociano in concetti filosofici, possono certe annoiare ma sono la necessaria/indispensabile premessa ad una trattazione non ‘ in soldoni ‘ della materia discussa . Come premesso nell’articolo di presentazione circa l’omeopatia/fitoter./aliment. , il ‘leitmotiv’ di fondo è quello di crearsi una propria autonomia nell’affrontare un certo argomento .Questo implica necessariamente concetti base di sostegno .
    In altre e poche parole ? Un pò di pazienza ! ]
    .

    Nota ;
    successivamente si potrà passare dalla ‘teoria’ alla ‘pratica’ accennando a molti rimedi/farmaci omeopatici per quanto analizzato attraverso la mia personale esperienza . Poi all’affine fitoterapia e all’alimentazione .

    ** Di Henrì BERGSON si tratterà in altra pagina a parte . E’ incredibile come Egli riprendendo concetti dal mondo religioso – più precisamente agostiniano – abbia validamente saputo tener testa alle teorie di Einstein – con riconoscimento da parte di questo stesso grande fisico del valore della critica bergsoniana – .

  5. ………….. Cenni ulteriori sui PRINCIPI OMEOPATICI . …….

    alias, ……….. il VITALISMO . ………….

    ( terza parte )

    Driesch riconduce con analisi metodica altri fenomi ormai assodati dalla Scienza e nello specifico dal mondo medico al principio sopra visto ;

    ………..quello ENTELICO .

    Sentimenti, idee , i procedimenti mnemonici stessi e altri sono irriducibili a puri elementi materiali . Il mondo scientifico di allora faceva i suoi primi ‘conti’ con le teorie freudiane . Un mondo parallelo si affacciava a quello della coscienza; quello del subcosciente .
    Esso era capace di creare nevrosi ( come di guarire) – ormai la molteplicità dei medici di allora come quelli di oggi sostengono che ‘ siamo un pò tutti nevrotici ‘ – di scatenare reazioni in cui la vera indole di un soggetto si rivela entrando in contrasto con una realtà etica/morale imposta/presente ( e fortemente in contrasto con le naturali pulsioni di un individuo ).
    Ebbene Dreisch fu tra i primi contestatori in toto di simili teorie – se prese ( adottate) come elemento che vuole arrogarsi il merito di spiegare il tutto riducendolo ad un materialismo completo,se pur parallelo – .

    Possiamo ritenere Driesch ,in questo Suo lavoro, come un novello Aristotele, ma anche un novello Leibniz sostenuto dal potente appoggio delle scoperte scientifiche/mediche di cui solo Dreisch, per ovvia differenza temporale, aveva a disposizione rispetto i Suoi due grandi predecessori .
    Il biologo procedeva di pari passo col filosofo . Una sintesi potente e feconda che porterà al concetto/alla teoria rinnovata del vitalismo .

    .
    Un vecchio notissimo simbolo che qui di seguito verrà ripreso per il suo potente significato simbolico e pratico .E che per nulla contrasta con teorie come quelle driescheiane, anzi le integra .

    Nota;
    successivamente si svilupperanno – da contestazioni teoriche e pratiche al modello vitalistico – teorie ‘neovitalistiche’
    . Si tenga presente che le critiche possono essere reciproche .E probabilmente senza fine alcuna .
    L’elemento su cui si deve qui far leva
    e da cui personalmente – dopo queste premesse teoriche e pratiche – prendo avvio, sta nel desiderio di mostrare come l’intuizione e una prudente valutazione dello sperimentale ( ma leggi; empirico ) può dare ottimi risultati anticipando scoperte a venire e così anticipando tanti mezzi di auto-medicazione e nel contempo evitando tante cure ‘ufficiali’ che poi la cronaca della Scienza medica ‘ufficiale’ ha messo spesso drammaticamente in evidenza per i loro effetti collaterali .
    Nel mondo scientifico – e non solo – si è spesso utilizzata quella che io chiamo la ‘politica del gatto’
    dopo che questo ha espletato le sue esigenze corporali .
    Chi ha buona memoria ma sopratutto non dimentica per aver pagato sulla propria pelle tante cure inutili o/e dannose lo ricorderà bene .

  6. ……………………… SISTEMATICA OMEOPATICA . …….

    Principi ed esempi .

    ( Prima parte )

    L’incipit di una cura omeopatica richiede una sorta di anamnesi – parola complessa per dire semplicemente raccolta dati sul pazienete – del tutto particolare .
    Da un lato si stabiliscono quali sono i ‘problemi’ medici che hanno caratterizzato un soggetto ,
    dall’altro
    si stabilisce il tipo costituzionale ma non solo in base alla ganetica che lo caratterizza, ma anche in base al ‘fenotipo’ ovvero all’influenza che l’ambiente/esperienze hanno avuto sul soggetto in esame e che lo hanno formato al pari del patrimonio genetico lui intrinseco .
    Si noti che questo richiede tempo, e mai come ai Nostri tempi il tempo è denaro . In una cura di tipo allopatico ( specialistica ) si sarà certo notato il procedere ‘in serie’ del grande luminare . Pochi minuti per soggetto dopo che un segretario/medico ha svolto i primi accertamenti .
    Il pensiero corre immancabilmente alla catena di montaggio di una fabbrica .

    Stabilite – nei termini sopra indicati – le caratteristiche di un soggetto si procede in omeopatia in senso opposto ad una cura classica allopatica ,( vedi post sopra circa il confonto tra le due metodologie) .

    Si deve qui procedere – per essere chiari – ad un esempio .
    Si prende ad esempio un soggetto che presenta una notevole irritabilità dovuto ad una influenza negativa ricevuta da una serie di esperienze . ( Se questa nevrilità presente nel soggetto è dovuta a cause lui intrinseche e non oggettivamente imputabili da una realtà questo è poi capitolo a parte ) .

    La cura di tipo classico allopatico è certo con ansiolitici . Di un tipo o di un altro poco importa, la cura è certo di ‘contrasto’ con i sintomi manifestati dal soggetto in esempio .
    La cura di tipo omeopatico procede in senso opposto . si ricerca di individuare il rimedio/farmaco che procura nel soggetto sano sintomi similari. Nel caso si cerca un rimedio che genera eccitazione/convulsioni .
    Ovvio che la gamma è vasta e non solo ma anche le possibili diluizioni del rimedio stesso .
    Ecco che si procede anche – spesso un omeopata procede in questa direzione – per somministrazione con dosi via via sempre più diluite al fine di essere sicuro della corrispondenza del rimedio col sintomo curato .

    soloalsecondogrado omeopatia

    I frutti di una pianta asiatica oggetto dell’esempio di cui sopra, e che sarà oggetto anche del prossimo post .

    ( continua…)

  7. ……………………… SISTEMATICA OMEOPATICA . …….

    Principi ed esempi .

    ( Seconda parte )

    La pianta di cui al post subito sopra è la ‘Strychnos nux vomica’ , ovvero la ‘sticnina – noce vomica’ .
    Il primo termine ne evidenzia la estrema tossicità . Appartiene alla specie delle ‘loganacee’ , piante originarie dell’Asia.
    I loro frutti contengono principi ricompresi nella categoria degli alcaloidi dunque delle droghe per usare un termine comune .

    Nota ;
    il genere delle ‘loganacee’ rientra in un ordine ben maggiore che è quello delle ‘dicotiledoni’ .
    A questo ordine appartiene la famiglia delle ‘solanacee’ . Questo termine appare sconosciuto ai più .
    Ma questa famiglia è assai nota essendo parte della stessa piante come quella del pomodoro, patata …
    L’attrattiva che si nota verso questi vegetali di uso comunissimo risiede proprio nela presenza in loro di ‘alcaloidi’ che pur avendo effetto ‘blando’ esercitano un certo effetto sul sistema nervoso .
    Da qui la loro ampio consenso gastronomico .

    Torniamo alla ‘Strychnus nux vomica’ ;

    è un ‘alcaloide’ termine assai vago come quello di ‘vitamina’ .
    Vago in quanto ne fanno parte sostanze con caratteristiche chimiche molto differenti tra di loro .
    In genere ciò che accomuna le sostanze ‘alcaloidi’ è il loro comportamento ‘basico’ .
    Il termine basico – come molti termini apparentemente ‘difficili’ del mondo della chimica – sta/stava ad indicare una descrizione empirica e come tale superficiale di una loro caratteristica.
    La capacità di neutralizzare le caratteristiche di altre sostanze altrettanto generiche nella loro classificazione ; gli ‘acidi’ quest’ultimi non mantenevano sapore acido ne capacità corrosiva dei metalli se entrati in contatto con sostanze basiche [*].
    Inoltre dalla combinazione dei due se ne traevano sostanze del tutto peculiari ; ‘ i sali ‘ .
    [*] Acido sarà poi una sostanza contenente ‘ossigeno’ cioè un elemento acidificante/corrosivo .

    La cura ;
    la stricnina veniva impiegata in medicina classica – cioè allopatica – per la sua natura eccitante come ‘tonico’ cioè sostanza potentemente stimolante . Venne anche impiegata nel tentativo di curare alcune forme di paresi.
    Evidente l’uso – come indicato nei post sopra – di ‘contrasto’ fatto dal mondo allopatico .

    ( continua… )

  8. (…segue )

    …….. SISTEMATICA OMEOPATICA . ….

    Principi ed esempi .

    ( Terza parte )

    Fatte le dovute precisazioni di cui sopra,
    segue qui di seguito un esempio di cura omeopatica con rimedi/framaci omeopatici .

    riporto, per comodità di chi legge,quanto postato qui sopra nel post del 29/aprile/2011 – post ‘prima parte’ de:’ SISTEMATICA OMEOPATICA ‘ :

    (…) Si deve qui procedere per essere chiari ad un esempio .
    Si prende un soggetto che presenta una notevole irritabilità dovuto ad una influenza negativa ricevuta da una serie di esperienze . ( Se questa nevrilità presente nel soggetto è dovuta a cause lui intrinseche e non oggettivamente imputabili da una realtà questo è poi capitolo a parte ) .

    La cura di tipo classico allopatico è certo con ansiolitici . Di un tipo o di un altro poco importa, la cura è certo di ‘contrasto’ con i sintomi manifestati dal soggetto in esempio .

    La cura di tipo omeopatico procede in senso opposto . si ricerca di individuare il rimedio/farmaco che procura nel soggetto sano sintomi similari. Nel caso si cerca un rimedio che genera eccitazione/convulsioni .
    Ovvio che la gamma è vasta e non solo ma anche le possibili diluizioni del rimedio stesso .
    Ecco che si procede anche spesso un omeopata procede in questa direzione per somministrazione con dosi via via sempre più diluite al fine di essere sicuro della corrispondenza del rimedio col sintomo curato .

    Detto quanto sopra appare chiaro la cura omeopatica che segue di tipo ‘similare’ cioè attraverso rimedi che presentano effetti potentemente tonici come la ‘NUX VOMICA‘;

    ; ……………….Sulfur 12/LM
    dopo una settimana , Sulfur 30/LM
    dopo due settimane , Nux Vomica 6/LM
    dopo una settimana , Nux Vomica 12/LM
    dopo una settimana , Nux Vomica 18/LM
    dopo una settimana , Nux Vomica 24/LM
    dopo due settimane , Nux Vomica 30/LM .

    Previa nuova visita segue;

    dopo due settimane Nux Vomica 200/K
    dopo due settimane Nux Vomica M/K ( …cifre romane …)
    dopo due settimane Nux Vomica XM/K
    dopo tre settimane Nux Vomica LM/K

    .
    Sulfur .

    Il tutto somministrato al risveglio e sospendendo tutte le altre eventuali cure omeopatiche di supporto – per altre eventuali problematiche – prescritte .

    Le diluizioni sono ancora basse all’inizio della cura ma poi aumentano .
    Potrà apparire, a molti ortodossi di questa branca della medicina ‘non tradizionale’ , quanto sopra indicato come un sistema discutibile in quanto si procede con la somministrazione di dosi/diluizioni sempre maggiori .
    Ma azzeccare la corrispondenza precisa tra rimedio e stato patologico del paziente si è rivelato fatto assai arduo da determinare . Sicchè alcuni omeopati procedono per questa strada .

    Quanto sopra è un esempio
    e vuol essere solo tale poichè solo il medico omeopata curante può procedere a definire ‘ la corrispondenza omeopatica ‘ tra paziente e rimedio potenziale
    di cura omeopatica .
    A questa cura di base seguono generalmente somministrazioni per ottenere soluzioni specifiche su eventuali problematiche passeggere/transitorie del pazienete .
    Ma la base omeopatica vera e propria è come da esempio sopra .

    Seguiranno esempi in tal genere che invece possono adattarsi – previo sempre consulto medico – a coloro che presentano o determinati sintomi comunissimi ,come ad es. il mal di testa, o semplicemente migliorare/mantenere il proprio benessere fisico .

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