Solo Al Secondo Grado

Articoli con tag ‘Antonio Pio Saracino’

The ‘unfinished’ or ‘sketches’ of Michelangelo Buonarroti?

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Cava di marmo Carrara b

Cava di marmo
Carrara – Toscana, Italia –

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The ‘unfinished’ or ‘sketches’ of Michelangelo Buonarroti?

alias,

Le Opere michelangiolesche come il sapere aristotelico.

Premessa la domanda qui sotto,qui riportata da altro post;( da______ a_______ )

Galleria dell'Accademia                 interno            -Firenze-

Galleria dell’Accademia interno -Firenze-

(da________ )

Da ;’ Pietrasanta; Little Athens? (…) Post del 11 agosto, 2015 ‘
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/08/11/pietrasanta-little-athens/

(…)

Come mai nella Firenze del XV e XVI secolo ,nel cuore del Rinascimento,
un artista come Leonardo da Vinci rifuggiva dall’utilizzare il marmo come elemento base per la scultura, preferendo a questo il bronzo,
e nella pittura insisteva sulla pittura ad olio evitando la pittura a fresco,
mentre
Michelangelo Buonarroti fece esattamente l’opposto ?

Una risposta ,
certo anche contestabile, sta, ‘in nuce’ , nella definizione che possiamo dare dell’ Arte di Leonardo ,del Suo lavoro artistico ;
tutto la Sua Arte è stata in fondo assimilabile al Suo impegno nella Scienza, alla Scienza in genere.
Ovvero un lavoro prettamente di ricerca, di sperimentazione, d’avanguardia se si vuole .
Leonardo intuì la fisicità e l’aspazialità/la non spazialità del mondo greco classico artistico .

Leonardo ben capì che le Opere in marmo avevano un loro quasi esclusivo aspetto narrativo e di ricerca delle proporzioni.
La pittura a fresco ere il pendant della scultura .

Ed essendo un ricercatore Leonardo rifiutò sia il marmo che la pittura a fresco .

Ecco dunque il motivo per cui nel mondo classico come nel Rinascimento ( di Michelangelo ) le sue Opere erano comprese da tutti,dal grande pubblico .

Con il bronzo da un lato, e la pittura ad olio con le sue velature (e sfumature assai tenue del disegno) dall’altro ,Leonardo cercò di percorrere una strada del tutto nuova ,riuscendovi appieno e ponendo le basi di lavori come quelli svolti da artisti come Rembrandt ,Tiziano o Vermeer .

Ma Leonardo – a causa di questa Sua continua sperimentazione – fu mal capito dal grande pubblico di allora ed anche da buona parte della classe dirigente a Lui contemporanea.

( Ricordo infatti che dovette emigrare in Francia per ottenere il giusto riconoscimento e onori regali francesi ).

Le premesse da cui partì invece Michelangelo
furono di tipo classico greco, ecco dunque la ricerca delle proporzioni, perfettamente raggiunte nel Suo David .E naturalmente partendo dalla ‘materia marmo’.
( cfr i 4 DAVID attraverso il seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/08/29/4-david/)

Opere scultoree perfettamente capite dal grande pubblico di allora,come da quello odierno.
Ed ecco la pittura ad affresco che narrava episodi concreti e definiva gli oggetti in uno spazio privo di riferimenti all’ora e quindi alla luce. Per cui cose e spazio erano estranei seppur compresenti in una perfetta prospettiva lineare ma non dell’etere .

Opere michelangiolesche in uno spazio atemporale, quasi come il sapere aristotelico che pretendeva,definito un certo argomento, rimanesse così delineato per sempre ; un sapere scoperto nella sua eternità e quindi atemporalità…

(…)

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Nota;
il DAVID in marmo di Michelangelo
fu commissionato a Michelangelo stesso nel 1501 (dal Gonfaloniere della neonata Repubblica di Firenze, nella persona di Piero Soderini).
Nel febbraio del 1502 era a metà dell’Opera ed un anno dopo, febbraio 1503 il DAVID in marmo era ormai terminato.
Ma – va sottolineato – che nel 1502 la Signoria di Firenze commissionò a Michelangelo anche un bronzo (statua in bronzo), in grandezza naturale di un DAVID che si ispirasse fortemente al DAVID in bronzo di DONATELLO
(vedi/see https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/08/29/4-david/ )
Questa statua bronzea, Michelangelo la terminò nel 1508 – presso la Fonderia di Messer Benedetto da Rovezzano – e fu inviata dalla Signoria di Firenze in Francia.
Ascanio Condivi, biografo ed amico di Michelangelo, scrive anche di un altra fusione in bronzo di Michelangelo, anch’essa perduta (sempre di un David).
Senza contare poi di una fusione in bronzo di Michelangelo, realizzata a Bologna per Papa Giulio II° della Rovere , che ritraeva lo stesso Papa con la spada in mano,. Statua da collocare nella basilica di San Petronio – Bologna – ,anno 1506. Anch’essa perduta.
Ed infine un tondo in bronzo che ritrae una Madonna con Bambino, in grembo a Sant’Anna , bronzo spedito a Bruges – Belgio – ,anch’esso perduto.
Michelangelo, a differenza di Leonardo,
non si soffermava in tante considerazioni filosofiche e di ‘consistenza artistica’ di un certo materiale (bronzo , marmo etc…), prima di affrontare la realizzazione di un’Opera. Con disegni prima e modelli poi, Michelangelo ne testava la validità estetica con la sua realizzazione. Solo dopo decideva se concluderla o meno.
Pertanto egli si cimentava in tutti i campi.
Non vale invece l’opposto; Leonardo si sottraeva a questo o quell’impegno se non era più che sicuro di ciò in cui si cimentava.

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Queste parole, scritte da un contemporaneo di Michelangelo e Leonardo,
il letterato e statista Baldassarre Castiglione – di cui Raffaello Sanzio realizzerà uno dei più bei ritratti mai eseguiti al mondo (Louvre) – ,

chiariscono bene una caratteristica leonardesca;

Baldassarre Castiglione – ( 1478 / 1429 ) – ebbe a scrivere su Leonardo da Vinci:’

:’ Un altro de’ primi pittori del mondo,
sprezza quell’arte dov’è rarissimo.
Ed essi posto ad imparare filosofia;
nella quale ha così strani concetti e nove chimere,
ch’esso con tutta la sua pittura non sapria dipingerle ‘.

Baldassarre Castiglione wrote about Leonardo da Vinci: ‘
:’one of the greatest painters in the world despises painting where he is a Master.
He studies philosophy; discipline in which he has such strange ideas that he could not paint them with his pictorial art ‘.

Un parere quello di Baldassarre Castiglione,
straordinariamente attuale e di straordinaria lucidità nel giudicare Leonardo da Vinci nella totalità della sua opera,
senza sbavature ne ‘piaggerie’ alla Giorgio Vasari.

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Infine, va detto che tutte le Opere in bronzo di Michelangelo, come quelle di Leonardo sono andate perdute per il fatto che il bronzo, una lega saldissima, era utilizzato come materiale bellico per far cannoni.
Quelle opere bronzee ebbero dunque la sventura di essere fuse per simili impegni militari…

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(a_________)

Vedi nota (**) , in calce.

Premessa questa domanda,

riporto qui sotto una serie di fotografie di buona parte del ‘non finito’/ The ‘unfinished’ or ‘sketches’ of Michelangelo che ben riflettono un Suo aspetto della ricerca da Lui compiuta.

Ciò attraverso un’altra domanda:’

Come mai Michelangelo ha prodotto un così grande numero di Opere scultoree ‘unfinished’ or ‘sketches’ ?

Di sicuro non per aver avuto una vita breve, dato che campò ben ottantanove anni; veneranda età non solo per la Sua epoca,ma anche per l’attuale !

Si è ipotizzato da un lato una Sua accettazione di una eccessiva quantità di lavori,
che gli impedirono materialmente di portarli a termine tutti quanti.
Ma questa tesi appare debole, difatti alcuni lavori giovanili contengono volutamente una parte di ‘unfinished’ or ‘sketches’;

vedi fotografia qui sotto de :‘ Battaglia dei Centauri ‘ stiacciato, conservato presso la casa Michelangelo stesso,in via Ghibellina a Firenze.
Qui, all’interno di questo ‘stiacciato’,cioè un bassorilievo scolpito nel marmo, Michelangelo passa da figure perfettamente delineate, e anche ben rifinite mediante lucidatura, a un ‘unfinished’ or ‘sketches’ nella parte alta dello ‘stiacciato’ in cui volutamente Michelangelo lascia visibili i segni del lavoro con lo scalpello.

Si è ipotizzato dall’altro
una Sua rispondenza in scultura alle idee neoplatoniche prevalenti a Firenze in quell’epoca – vedi il filosofo Marsilio Ficino -.
Idee che potevano indurre uno scultore ad abbozzare soltanto un’Opera, sicuro che fosse l’idea (di platonica memoria ) sufficientemente presente nel lavoro scultoreo svolto con un semplice abbozzo.
Ma lavori come :‘le quattro parti del giorno ( aurora, crepuscolo / notte e giorno ) ; quattro statue a decoro rispettivamente delle tombe di Lorenzo, duca d’Urbino nipote di Lorenzo il Magnifico e di quella di Giuliano, duca di Nemours figlio di Lorenzo il Magnifico lasciano perplessi vedendo un ‘unfinished’ or ‘sketches’ presente nelle due teste delle statue maschili (‘giorno’ e ‘crepuscolo’) .mentre quelle femminili sono perfettamente definite.
Un universo ‘femminile’ idealmente ben definito, mentre quello maschile era per Michelangelo indefinibile, ‘unfinished’ or ‘sketches’ ?!

Magari era vero il contrario,sia per Lui allora, come per noi oggi !

Può certo essere che alcuni lavori,
– come quelli per la Tomba monumentale/ciclopica ,in origine, di Papa Giulio II lasciati in disparte per lavori subentrati, pittorici, a cui Michelangelo fu chiamato da Papi successivi a Papa Giulio II stesso – ,
fossero in effetti semplicemente ‘incompiuti’, non terminati per ragioni pratiche.
Ma ascrivere ogni Suo lavoro ‘unfinished’ or ‘sketches’, a semplici questioni di tempo, appare ,
come per l’esempio sopra riportato – tombe dei due ‘Medici’ ,nella Sagrestia nuova all’interno della Cappella medicea nel complesso di San Lorenzo Firenze –
spiegazione debole.

Ed ecco che non rimane che una sola spiegazione plausibile;

; nel tempo, nel corso del Suo lavoro Michelangelo ebbe intuizione assai simile a quella di Leonardo da Vinci; come quest’ultimo precorreva i tempi col bronzo e con la pittura velata ad olio, così Michelangelo svolse accenni di stili precorritori attraverso il ‘unfinished’ or ‘sketches’ nella scultura.
Ciò gli dava parvenza di ‘sfumato’ come ciò si palesava nella pittura leonardesca.
Nell’abbozzare il marmo egli ne vedeva gli elementi intuiti,che andavano verso una ricerca che si lasciava alle spalle il mondo classico rinascimentale.
Ma nel momento in cui proseguiva nel definire il blocco di marmo scolpito, la figura che ne traeva perdeva quel ‘quid’ da lui visto nell’abbozzo.
Nella tarda pittura michelangiolesca
– vedi ‘Conversione di S Paolo’ e ‘Crocifissione di San Pietro’, affreschi nella Cappella dei Santi Pietro e Paolo, alias cappella Paolina, presso il Palazzo apostolico nella Città del vaticano –
si nota anche qui il tentativo di una pittura meno definita, meno incisiva, più sfumata/velata, cioè come nel ‘unfinished’ or ‘sketches’ in scultura.
Si noti che sia Michelangelo sul Suo ‘unfinished’ or ‘sketches’ , sia Leonardo sulla Sua pittura velata/sfumata,
non lasciarono scritto alcuno in merito; nessuna spiegazione di Michelangelo dei Suoi ‘unfinished’ or ‘sketches’ ,come nessuna spiegazione di Leonardo del Suo ‘velato’ e lunghi ripensamenti sul ‘velato’ stesso che inducevano Leonardo a tornare insistentemente sul Suo stesso lavoro come, ad esempio, sulla Sua famosa ‘Gioconda’ .

Del resto come potevano mettere nero su bianco di una loro semplice lontana intuizione, che peraltro il tempo bollerà come corretta !

Ed ecco una serie di fotografie in merito;

Michelangelo battaglia dei Centauri casa Michelangelo Buonarroti via Ghibellina Firenze

Michelangelo battaglia dei Centauri casa Michelangelo Buonarroti via Ghibellina Firenze

Michelangelo; ' battaglia dei Centauri ' particolare del' non finito' /‘unfinished’ or ‘sketches’,  lasciato tale, nella parte alta di questo 'stiacciato' Suo lavoro giovanile. Presso casa Michelangelo Buonarroti via Ghibellina Firenze

Michelangelo;
‘ battaglia dei Centauri ‘ particolare del’ non finito’ /‘unfinished’ or ‘sketches’, lasciato tale, nella parte alta di questo ‘stiacciato’ Suo lavoro giovanile.
Presso casa Michelangelo Buonarroti via Ghibellina Firenze

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Michelangelo         Buonarroti      Pietà da Palestrina  Galleria dell'Accademia    - Firenze  -

Michelangelo Buonarroti Pietà da Palestrina Galleria dell’Accademia – Firenze –

Michelangelo      Buonarroti      Pietà da Palestrina      profilo       Galleria dell'Accademia    - Firenze  -

Michelangelo Buonarroti Pietà da Palestrina profilo Galleria dell’Accademia – Firenze –

Michelangelo          Buonarroti      Pietà da Palestrina Didascalia  Galleria dell'Accademia    - Firenze  -

Michelangelo Buonarroti Pietà da Palestrina Didascalia Galleria dell’Accademia – Firenze –

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Michelangelo Pietà dell'Opera del Duomo alias           Pietà Bandini       - Firenze - Opera pensata da Michelangelo come proprio monumento funebre in cui pare che la figura biblica di Nicodemo rappresenti il Suo auto ritratto.

Michelangelo Pietà dell’Opera del Duomo alias Pietà Bandini – Firenze –
Opera pensata da Michelangelo come proprio monumento funebre in cui pare che la figura biblica di Nicodemo rappresenti il Suo auto ritratto.

Michelangelo Pietà Rondanini Castello sforzesco Milano. Tra non finito e 'definito'. La Sua indecisione sul marmo sembrava sempre maggiore.

Michelangelo Pietà Rondanini Castello sforzesco Milano.
Tra non finito e ‘definito’.
La Sua indecisione sul marmo sembrava sempre maggiore.

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Michelangelo Sagrestia nuova all'interno della Cappella medicea nel complesso di San Lorenzo Firenze la tomba di Lorenzo il Magnifico e del fratello Giuliano

Michelangelo Sagrestia nuova all’interno della Cappella medicea nel complesso di San Lorenzo Firenze la tomba di Lorenzo il Magnifico e del fratello Giuliano

Michelangelo Sagrestia nuova La tomba di Giuliano, duca di Nemours figlio di Lorenzo il Magnifico

Michelangelo Sagrestia nuova La tomba di Giuliano, duca di Nemours figlio di Lorenzo il Magnifico

Michelangelo Sagrestia nuova La tomba di Lorenzo, duca d'Urbino nipote di Lorenzo il Magnifico all'interno della Cappella medicea nel complesso di San Lorenzo Firenze

Michelangelo Sagrestia nuova La tomba di Lorenzo, duca d’Urbino nipote di Lorenzo il Magnifico all’interno della Cappella medicea nel complesso di San Lorenzo Firenze

Michelangelo aurora

Michelangelo aurora

Michelangelo notte; le due gentili signorine!

Michelangelo notte;
le due gentili signorine!

Michelangelo Il crepuscolo

Michelangelo Il crepuscolo

Michelangelo Il giorno. i due maschietti  Entrambi con teste 'non finite' /‘unfinished’ or ‘sketches’ ,a differenze delle teste delle due signorine di cui sopra

Michelangelo Il giorno.
i due maschietti
Entrambi con teste ‘non finite’ /‘unfinished’ or ‘sketches’ ,a differenze delle teste delle due signorine di cui sopra

In merito alla domanda di cui sopra:’

Come mai Michelangelo ha prodotto un così grande numero di Opere scultoree ‘unfinished’ or ‘sketches’ ?

ecco una risposta di uno storico d’arte del secolo scorso,

Charles de Tolnay

un austro-ungarico (nato; ‘Károly von Tolnai’), americano d’adozione, che fu anche direttore (per chiara fama) della casa – museo di Michelangelo Buonarroti in via Ghibellina a Firenze
che scrive:’

:’ Nelle Opere ‘non finite’ di Michelangelo Buonarroti, non si rilevano contrasti di superficie , e nemmeno sono evidenti i contrasti tra zone ben rifinite e zone grezze
(vedi/see, ‘il giorno’ e ‘il crepuscolo’ qui sopra nella sagrestia nuova delle cappelle medicee, n.d.c.)
che ritroveremo secoli dopo in Rodin.
Dall’analisi della tecnica di Michelangelo, risulta che egli sia giunto al ‘non finito’ non attraverso un principio teorico alla base della sua scultura, ma da un giudizio che sorgeva sulla scultura stessa mentre la scolpiva.
Nessuno potrà mai dare una risposta certa e definitiva sul perché egli abbia lasciato un gran numero di Opere scultoree ‘non finite’.
Probabilmente vi furono differenti ragioni di varia complessità.
Due di queste sono tra loro contrapposte; ragioni esterne all’Opera ed interne alla stessa.
Tra le prime vi sono; la mancanza di tempo, la scarsa qualità del marmo via via che procedeva nel lavoro, la scarsa qualità della riuscita dell’Opera.
Tra le seconde; il fatto che finire un’Opera comportava il necessario completo distacco dell’Opera stessa dalla materia di origine. E quindi l’eliminazione del processo creativo, da Michelangelo ritenuto di pari importanza all’Opera stessa.
Così ogni volta che scolpiva la materia si trovava ad un punto in cui doveva prendere una dolorosa decisione; mostrare la perfezione formale di un finito , in realtà priva del momento creativo, o mostrare quest’ultimo rinunciando ad una perfezione plastica’
Charles de Tolnay 1969.

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——————- ;

Confronta questi lavori michelangioleschi con i seguenti lavori del ‘Tribolo’ – lavori ‘epigoni’ del suo Maestro Michelangelo ;

Il crepuscolo  di Niccolò Pericoli detto il Tribolo. Museo del Bargello Firenze.

Il crepuscolo
di Niccolò Pericoli detto il Tribolo.
Museo del Bargello Firenze.

Il giorno  di Niccolò Pericoli detto il Tribolo. Museo del Bargello Firenze.

Il giorno
di Niccolò Pericoli detto il Tribolo.
Museo del Bargello Firenze.

L'aurora  di Niccolò Pericoli detto il Tribolo. Museo del Bargello Firenze.

L’aurora
di Niccolò Pericoli detto il Tribolo.
Museo del Bargello Firenze.

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Michelangelo Buonarroti Incompiuto e NON non finito             Prigione                  profilo         per la tomba di Papa Giulio II a           Roma       Galleria       dell'Accademia     -Firenze-

Michelangelo Buonarroti Incompiuto e NON non finito Prigione profilo per la tomba di Papa Giulio II a Roma Galleria dell’Accademia -Firenze-

Michelangelo Buonarroti Incompiuto e NON non finito       Prigione per la tomba di Papa Giulio II a Roma      Galleria dell'Accademia       -Firenze-

Michelangelo Buonarroti Incompiuto e NON non finito Prigione per la tomba di Papa Giulio II a Roma Galleria dell’Accademia -Firenze-

Michelangelo Buonarroti Incompiuto e NON non finito           Prigione II                 fronte          per la tomba di Papa Giulio II a            Roma       Galleria dell'Accademia       -Firenze-

Michelangelo Buonarroti Incompiuto e NON non finito Prigione II fronte per la tomba di Papa Giulio II a Roma Galleria dell’Accademia -Firenze-

Michelangelo Buonarroti Incompiuto e NON non finito         Prigione IV        per la tomba di Papa Giulio II a Roma      Galleria dell'Accademia       -Firenze-

Michelangelo Buonarroti Incompiuto e NON non finito Prigione IV per la tomba di Papa Giulio II a Roma Galleria dell’Accademia -Firenze-

Michelangelo Buonarroti Incompiuto e NON non finito          Prigione III     per la tomba di Papa Giulio II a Roma      Galleria dell'Accademia       -Firenze-

Michelangelo Buonarroti Incompiuto e NON non finito Prigione III per la tomba di Papa Giulio II a Roma Galleria dell’Accademia -Firenze-

Michelangelo Buonarroti Incompiuto e NON non finito      Prigione II profilo destro   per la tomba di Papa Giulio II a Roma      Galleria dell'Accademia       -Firenze-

Michelangelo Buonarroti Incompiuto e NON non finito Prigione II profilo destro per la tomba di Papa Giulio II a Roma Galleria dell’Accademia -Firenze-

Michelangelo Buonarroti Incompiuto e NON non finito      Prigione II profilo sinistro   per la tomba di Papa Giulio II a Roma      Galleria dell'Accademia       -Firenze-

Michelangelo Buonarroti Incompiuto e NON non finito Prigione II profilo sinistro per la tomba di Papa Giulio II a Roma Galleria dell’Accademia -Firenze-

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Michelangelo Conversione di S Paolo

Michelangelo Conversione di S Paolo

ichelangelo Crocifissione di San Pietro, due pitture 'a fresco' tarde di Michelangelo, che palesano in pittura i Suoi ripensamenti in scultura, mediante il 'non finito' ‘unfinished’ or ‘sketches’. Qui in queste due pitture si nota uno sfumato insolito rispetto a tutte le Sue pitture sempre con contorni e luce preponderanti.

Michelangelo Crocifissione di San Pietro,
due pitture ‘a fresco’ tarde di Michelangelo, che palesano in pittura i Suoi ripensamenti in scultura, mediante il ‘non finito’ ‘unfinished’ or ‘sketches’.
Qui in queste due pitture si nota uno sfumato insolito rispetto a tutte le Sue pitture sempre con contorni e luce preponderanti.

A conferma
di quanto ora sostenuto circa i

‘ripensamenti’ di Michelangelo sul classicismo,

si devono tener presenti

i tempi di esecuzione del Suo David in confronto ai tempi di esecuzione dei due affreschi della Cappella Paolina.

La velocità di esecuzione del David  – seppur opera giovanile con un Michelangelo in piena forma fisica – nonché la definizione del David stesso nei minimi particolari, fanno da contrappunto ai tempi assai lunghi nello svolgere i due affreschi paolini, con un volto ,nell’affresco che ritrae la crocifissione di san Pietro, del Santo che sembra palesare tutta l’insoddisfazione, il tormento se si vuole, di Michelangelo .
Nel David, Michelangelo
volle sopratutto esprimere un’idea politica; quella della Sua piena adesione alla Repubblica fiorentina del Soderini con segretario nella persona del Machiavelli, contro una Signoria medicea, che seppur mecenate a piene mani di Michelangelo stesso era ormai divenuta una sorta di tirannide
( Michelangelo, dopo la caduta della Repubblica fiorentina e la restaurazione della Signoria medicea, si nascose per ben tre mesi in un vano sotterraneo nella Sagrestia nuova ,all’interno delle cappelle medicee, proprio per paura della reazione violenta dei Medici nei suoi confronti per l’appoggio alla Repubblica ).
Rappresentando col David  questa idea, Michelangelo non poteva non rifarsi al modello greco. Ad una Grecia antica che voleva una rappresentazione artistica di figure dalle perfette proporzioni, riflesso della perfezione del Governo  politico. 

( Un’Opera ideale riflesso di un Governo ideale; ecco cosa realmente rappresenta il David ).

Invece, nei ‘ripensamenti’ sul classicismo, Michelangelo,
volle esprimere tutte le sue riserve di carattere prettamente artistico sul valore intrinseco di quelle figure artistiche. Da qui il ‘non finito’ e i due affreschi paolini di cui sopra e i lavori architettonici come nella Piazza del Campidoglio.

Se nel realizzare il Suo David ,Michelangelo pensava e realizzava da ‘artista engagé ‘ ,
in molte altre Opere egli pensava e realizzava da ‘artista puro’ dedito ad una ricerca stilistica e solo a quella.(  Come fatto già cenno,  Michelangelo con Leonardo porteranno – con queste loro ‘esitazioni artistiche’ – , a realizzazioni come quelle di un  Vermeer o di un Rembrandt…).

Nota;

Se l’antica Roma fu artefice della nascita del Diritto come noi lo conosciamo nella sua forma attuale,
la Grecia antica fu artefice dell’arte moderna.
E se Roma conquistò militarmente la Grecia, questa conquistò artisticamente Roma. ( Le innumerevoli copie romane di originali lavori scultorei in marmo greci sono li a testimoniare ciò ).
Con la caduta di Roma seguì un lungo Evo ,tradizionalmente diviso in tre parti temporali, in cui l’arte fu al servizio del mondo religioso cristiano ; ‘l’uomo in Dio’ vedi/cfr ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/19/museo-di-san-marco-firenze-visita-virtuale/

Col finire di questa lunga Epoca, si ha un rovesciamento da :‘l’uomo in Dio’ in : ‘Dio nell’uomo’.
Questa in fondo l’essenza della risposta alla domanda :‘ cosa vuol dire rinascimento ? ‘ .

Inevitabile, con questa nuova Epoca la riscoperta dell’uomo anche nella sua fisicità e fisiognomica. Uno dei primi artefici di ciò fu Ambrogio di Bondone , alias Giotto .
Di lui un cronista dell’arte e pittore – Cellino Cellini – ,coevo di Giotto, ebbe difatti ad affermare:’

:’Rimutò l’arte di greco in latino

e la ridusse al moderno

Cellino Cellini 1390 circa

Col progredire dell’arte da un primo periodo – denominato solitamente col termine di ‘Umanesimo’ – di questa nuova Epoca, in forme sempre più definite con proprie caratteristiche, ci si doveva discostare necessariamente ,

prima
da un’arte bizantineggiante ad una latina – greca , di cui Giotto fu uno degli artefici,

poi
da un’arte greca – latina ad una ‘moderna’ (cinquecentesca) .

Leonardo fece questo come sopra detto,
Michelangelo tentò questo con il ‘unfinished’ or ‘sketches’ ; percorso diverso da quello leonardesco ma con identico intento …
Quando Michelangelo creava opere come il Suo David,
non poteva che essere ammirato da tutti, e apprezzare Lui stesso tanta perfezione.
Ma una perfezione che era memoria di Opere greco – latine , e come tali rifacimenti artistici, privi di quella originalità da lui tanto ricercata.

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Michelangelo Buonarroti sepolcro nella Chiesa di Santo Spirito Firenze . Nel cerchio blu si noti la rassomiglianza di questa scultura di Giorgio Vasari con quella del Giambologna al museo del Bargello:' allegoria dell'architettura'. https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/12/30/we-chat-about-modern-architecture/

Michelangelo Buonarroti suo sepolcro nella Chiesa di Santa Croce  – Firenze – .
Nel cerchio blu si noti la rassomiglianza di questa scultura di Giorgio Vasari con quella del Giambologna al museo del Bargello:’ allegoria dell’architettura’.
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/12/30/we-chat-about-modern-architecture/

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Michelangelo architetto piazza del Campidoglio Anche e forse sopratutto nell'architettura tarda di Michelangelo Egli ha espresso questi suoi ripensamenti sul 'classicismo'. E ciò lo si vede in questa piazza con i disegni della pavimentazione che tanto ricordano le sue colonne raccolte in fasci che anticipano il barocco.

Michelangelo architetto piazza del Campidoglio
Anche e forse sopratutto nell’architettura tarda di Michelangelo Egli ha espresso questi suoi ripensamenti sul ‘classicismo’. E ciò lo si vede in questa piazza con i disegni della pavimentazione che tanto ricordano le   sue colonne raccolte in fasci che anticipano il barocco.                                                                                                                                                                         Non per niente è indicativo un ‘dialogo immaginato’ ,per quanto reale, di un erudito del tempo ;  Francisco de Hollanda ( un pittore portoghese del  Cinquecento,che tanto amò il Rinascimento italiano ) che in un Suo scritto :‘Dialoghi romani’  fa dire a Michelangelo stesso                               :” la forma migliore è quella a serpentina, a mò di fiamma”

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Omaggi a Michelangelo, presso il Museo galleria dell'Accademia a Firenze; Candida Hoefer       fotografa    Galleria dell'Accademia   -Firenze-

Omaggi a Michelangelo, presso il Museo galleria dell’Accademia a Firenze;
Candida Hoefer fotografa Galleria dell’Accademia -Firenze-

Candida Hoefer       fotografa  Didascalia  Galleria dell'Accademia   -Firenze-

Candida Hoefer fotografa Didascalia Galleria dell’Accademia -Firenze-

Galleria dell'Accademia               David         del terzo millennio di      Antonio Pio                 Saracino           -Firenze-

Galleria dell’Accademia David del terzo millennio di Antonio Pio Saracino -Firenze-

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Galleria dell'Accademia                 David            -Firenze- . Un mio personale omaggio

Galleria dell’Accademia David -Firenze- .
Un mio personale omaggio

Nota; (**)

E’ singolare notare un parallelo che nasce dal raffronto di due dati oggettivi, da cui scaturisce un parallelo stilistico;

Michelangelo era di una generazione più giovane rispetto a Leonardo ( circa una ventina di anni ).
Simone Martini al pari era di una generazione più giovane rispetto a Giotto/alias Ambrogio di Bondone.
Al pari, come Leonardo dimostrerà una maggiore attualità stilistica, come sopra visto, rispetto a Michelangelo ,benché più vecchio di Michelangelo,

così parimenti Giotto dimostrerà una maggiore attualità stilistica rispetto a Simone Martini,benché più vecchio di Simone Martini.

Difatti se Giotto sarà un precursore de : ‘Dio nell’uomo’ , Simone Martini resta legato al concetto de : ‘ l’uomo in Dio ‘ . Vedi in merito al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/19/museo-di-san-marco-firenze-visita-virtuale/

Jeffrey Koons and the American way of life in Florence

Jeffrey Koons and the American way of life in Florence…

alias;

Chi sosteneva che il circo è morto ?

ton sur ton, il giusto abbigliamento per un incontro con un capolavoro travolgente 2

ton sur ton,
il giusto abbigliamento per un incontro con un capolavoro travolgente 2

ton sur ton, il giusto abbigliamento per un incontro con un capolavoro travolgente

ton sur ton,
il giusto abbigliamento per un incontro con un capolavoro travolgente

Dalla fine di settembre alla fine di dicembre 2015
un paio di opere statuarie di Jeffrey Koons , ‘Jeff’ per gli amici ed estimatori,
sono in mostra a Firenze.
Una nella piazza della Signoria di fronte a palazzo Vecchio l’altra al suo interno, nella zona museale .
Sono due opere che riproducono in chiave moderna scene mitologiche, quella visibile in Piazza si rifà ad un’Opera del Bernini conservata a Roma ;‘il ratto di Proserpina’,tema peraltro simile –‘Ratto delle Sabine’– , a quello sotto la Loggia dei Lanzi, dunque quasi di fronte a quella di Koons, del Giambologna .
Statua di acciaio inox, dorato. La doratura sull’acciaio gli conferisce una parvenza cangiante da ‘mantellina’ da pronto soccorso, sul verdastro .Di primo acchito l’impressione è di ‘materia plastica’, effetto ricercato da Koons.
Come un certo effetto ‘da disegno da fumetto’.
In ultimo;
apparirà evidentissimo, a chi osserva dal vivo questo lavoro inox di Koons, il fatto che l’estrema lucentezza della statua ne offusca la visione. Ogni particolare sembra nascondersi dietro i forti riflessi luminosi.
Una ricerca dello sfumato leonardesco ( di contro alla definizione nitida del marmo e dell’affresco michelangiolesco ) o puro caso ?

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/tag/bronzo-e-pittura-a-olio-di-leonardo-da-vinci/

Base/basamento dell’opera di Koons, in marmo italiano di Carrara .

didascalia sulle opere presenti  in Piazza della Signoria, tra cui quella di Jeff Koons

didascalia sulle opere presenti in Piazza della Signoria, tra cui quella di Jeff Koons

Ecco il capolavoro del XXI secolo trionfo della globalizzazione ;

Jeff Koons Pluto and Proserpina

Jeff Koons Pluto and Proserpina

Jeff Koons Pluto and Proserpina2

Jeff Koons Pluto and Proserpina2

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Jeff Koons Pluto and Proserpina3

Jeff Koons Pluto and Proserpina3

Jeff Koons Pluto and Proserpina4

Jeff Koons Pluto and Proserpina4

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Jeff Koons Pluto and Proserpina5

Jeff Koons Pluto and Proserpina5

Jeff Koons Pluto and Proserpina6

Jeff Koons Pluto and Proserpina6

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Jeff Koons Pluto and Proserpina7

Jeff Koons Pluto and Proserpina7

Jeff Koons Pluto and Proserpina8

Jeff Koons Pluto and Proserpina8

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Jeff Koons Pluto and Proserpina 9

Jeff Koons Pluto and Proserpina 9

Jeff Koons Pluto and Proserpina 10

Jeff Koons Pluto and Proserpina 10

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Jeff Koons Pluto and Proserpina 11

Jeff Koons Pluto and Proserpina 11

Jeff Koons Pluto and Proserpina 12

Jeff Koons Pluto and Proserpina 12

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Jeff Koons Pluto and Proserpina 13

Jeff Koons Pluto and Proserpina 13

Jeff Koons Pluto and Proserpina 14

Jeff Koons Pluto and Proserpina 14

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Cfr. (cf) l’Opera qui sopra di Koons con l’ Opera qui sotto del lontano ,nel tempo, – 1939 – , e
lontana ,nello spazio, – München/Deutschland –

:

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München 16  Juli  1939 Deutsch Kunst Tag. Sorprendente affinità estetica tra l'Opera vista qui sopra di Jeff Koons :'  :' Pluto and Proserpina ', con quella tedesca del lontano 1939; auto celebrazione in entrambe...?! Cosa cambia nella sostanza...?!

München 16 Juli 1939 Deutsch Kunst Tag.
Sorprendente affinità estetica tra l’Opera vista qui sopra di Jeff Koons :’
:’ Pluto and Proserpina ‘,
con quella tedesca del lontano 1939;
auto celebrazione in entrambe…?!
Cosa cambia nella sostanza…?!

Od anche tornando ai giorni nostri;

Paris del terzo millennio; Comme le monument à Jeanne d'Arc, il est de coutume à Paris couvrir tous les monuments d'or

Paris del terzo millennio;
Comme le monument à Jeanne d’Arc, il est de coutume à Paris couvrir tous les monuments d’or

 

Why never?

 

A questa domanda Jeff Koons risponde senza problemi:”

“I believe in advertising
and the media.
Everything in me, personal and artistic life
are based on them”
      Jeff Koons
Più chiaro di così!

E Jeff arriva persino a prendere per moglie una icona dell’ hardcore; Ilona Staller,in arte ‘cicciolina’,

(una ungherese ben lontana dal sapere di essere stata strumentalizzata per fini artistici ),

pur di assecondare ‘le masse’, ma sarebbe meglio dire la folla anonima costituita da ‘fruitori del Sistema’ per comunicare con loro.
Ottenendo quindi notorietà e dunque il successo artistico e commerciale.(E’ questo l’iter…)

 

Un’arte dunque che da creatrice di modelli ideali, diviene ricettore dei desideri più banali!

 

Eccone ancora un altro esempio; dall’infanzia alla maturità !

Dall’infanzia…

…alla maturità!

…alla maturità!

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 girl sailor marinaretta fiorentina  ( フィレンツェの船乗りの女の子 )

girl sailor marinaretta fiorentina
( フィレンツェの船乗りの女の子 )

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Jeffrey does not care.
Better the virtual world !

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Jeff Koons Pluto and Proserpina9

Jeff Koons Pluto and Proserpina9

Jeff Koons Pluto and Proserpina10; Stregati dall'opera di Koons e dal contesto in cui è inserita.

Jeff Koons Pluto and Proserpina10;
Stregati dall’opera di Koons e dal contesto in cui è inserita.

Ecco due giapponesi accorsi ad amirare il capolavoro dell’americano.Lei in abito tradizionale, il kimono.
Letteralmente stregati dall’opera di Koons e dal contesto in cui è inserita.
Del resto in quanto a neo pop art,
ovvero l’arte americana popolare di ‎Andy Warhol e ‎Roy Lichtenstein , globalizzata,
sono anche in Giappone dei grandi cultori e realizzatori ; basta ricordare in merito i capolavori del giapponese Takashi Murakami ;

eccone uno ;

arte giapponese di Takashi Murakami

arte giapponese di Takashi Murakami

che tanto ricorda quella del rumeno di quasi cento anni fa, Constantin Brancusi;

constantin-brancusi scultura-in-gesso-per-fusione-in-bronzo-attributo-virile-maschile 2

constantin-brancusi scultura-in-gesso-per-fusione-in-bronzo-attributo-virile-maschile 2

Rinvio al post precedente, direttamente attraverso il seguente link,che rinvia ad altri ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/09/26/antony-mark-david-gormley-sculptor/
.

Un paese come gli USA
che ha fatto della globalizzazione, ovvero di un sistema economico e la sua espressione politica, l’ elemento costituente l’intero universo culturale di un popolo prima e di un mondo – un tentativo tutt’ora in corso – poi,
non poteva esprimere a livello artistico che opere di questo genere;
caroselli cromatici, pura espressione della più libera fantasia tesa a rallegrare e distrarre partendo dalla superficialità per giungere ad auto rassicurazione su quanto svolto nel mondo degli affari .

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/01/02/globalizzazione-apparente-per-quanto-appariscente/

Nel momento in cui negli USA un artista, un semplice cittadino, un politico,un uomo d’affari…
incominciasse a riflettere nello stesso modo in cui ciò viene perennemente fatto nel vecchio Continente dai loro pendant ,
ecco che il sistema americano – American way of life – sarebbe sulla strada di un rapidissimo declino .
Negli USA sanno bene che il grande circo è tale e affinché tutto rimanga in piedi occorre credervi prima di tutto .
L’arte americana dà dunque il suo contributo al Sistema, ne più ne meno.
La valutazione economica di un artista americano deve necessariamente seguire il metro della sua capacità di sostenere questo circo mediatico .
Se contesta, come molti artisti americani hanno fatto , lo fa solo contestando gli effetti del Sistema, ma non mai il Sistema stesso .
Se qualche artista lo facesse passerebbe da un peccato veniale ad uno mortale.

Nota;
l’idea artistica di Koons è molto semplice nella sua struttura;

– se si vuole, è l’uovo ( d’oro massiccio ) di Colombo,e dicendo questo gli si fa anche onore.Se mai ce ne fosse bisogno! –

;come il Rinascimento ha avuto origine nella trionfante , città Stato di Firenze, ed ha riprodotto ,reinterpretato il passato greco classico ,
del pari ,
l’arte contemporanea negli USA , Paese oggi al vertice economico come la Firenze del cinquecento, riproduce reinterpretando i capolavori del Rinascimento fiorentino .
Così facendo il grande vuoto artistico culturale di un Paese giovane come quello USA, che trova un proprio modello culturale,una propria identità, solo a partire dal XVIII°/XIX° secolo, sembra essere colmato.
Tutto questo potrà anche rassicurare il modello culturale americano,
ma di acqua , da Michelangelo ad oggi, ne è passata sotto i ponti,
e innumerevoli modelli artistici si sono succeduti in Europa dal cinquecento fiorentino ad oggi…
Un grande americano d’adozione,oriundo tedesco,
Ludwig Mies van der Rohe ebbe ad affermare un vecchio ricordo da studente:’
:’ un architetto – un maestro nell’arte del costruire – appartiene ad un’epoca, non ad un tempo, ma ad un’epoca
Ed esso può esprimere solo l’essenza di quell’epoca’.

Koons
potrà forse fare la cronaca del suo tempo,ma presto o tardi si dirà che ha ‘fatto il proprio tempo’il a fait son temps – e quindi non davvero un’epoca .
Ed ancora;
:” Se l’ pittore vol vedere cose che sieno buffonesce e risibili, lui n’è signore e Dio (…) “

[ Se un artista vuole realizzare opere buffe e ridicole, ne è signore e padrone (…) ]
Leonardo da Vinci.

E, se si vuole un parere orientale, di circa 2500 anni or sono,
parere del noto ‘老子‘ , fondatore di una ‘filosofia atemporale’

basta leggersi quanto segue – parere assai simile a quello di Leonardo qui sopra espresso – ;

lao tzu b

Non necessariamente vi deve essere in un’epoca ,in un Paese, una specifica arte che li rappresenti, dato che un vuoto non si può riflettere compiutamente .

Ecco una reinterpretazione, di Antonio Pio Saracino, del David di Michelangelo, esposto -estate 2015- presso la Galleria dell’Accademia di Firenze .

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/05/28/voulez-vous-paris-6-sesto-ed-ultimo-post/

moda-arte in tono col contesto

moda-arte in tono col contesto

il David di Michelangelo, in versione tatoo. Apprezzabilissimo anche per il luogo in cui è stato posto , il mercato centrale di S. Lorenzo (Fi)

il David di Michelangelo, in versione tatoo.
Apprezzabilissimo anche per il luogo in cui è stato posto , il mercato centrale di S. Lorenzo (Fi)

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Loro si che si stupiscono dei tatuaggi del David di Michelangelo!

Loro si che si stupiscono dei tatuaggi del David di Michelangelo!

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Ecco uno spunto per nuove sublimi creazioni artistiche;

in giallo...

in giallo…

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in bianco...

in bianco…

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in nero... Così ci fagocitiamo il mondo intero

in nero…
Così ci fagocitiamo il mondo intero

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4 DAVID …

4 DAVID …

alias,

Four David, four times beautiful?

The four Renaissance sculpture of David;
four different expressions of the Renaissance.

David di Michelangelo ,presso il Museo dell'Accademia Firenze. Disegno

David di Michelangelo ,presso il Museo dell’Accademia Firenze.
Disegno.

Scrisse Giorgio Vasari nell’anno 1550 nella sua Opera :
:’ Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori et architettori’
:’

:’ (…)Gli (a Michelangelo) fu scritto di Fiorenza d’alcuni amici suoi che venisse, perché non era fuor di proposito che di quel marmo che era nell’Opera (del Duomo) guasto, il quale Pier Soderini fatto Gonfaloniere a vita allora di quella città aveva avuto ragionamento molte volte di farlo condurre a Lionardo da Vinci ,
[ cfr. ; http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/09/17/il-david-nacque-da-un-fallimento-di.html ]
, et era allora in pratica di darlo a Maestro Andrea Contucci dal Monte San Savino eccellente scultore, che cercava di averlo; e Michelagnolo, quantunque fussi dificile a cavarne una figura intera senza pezzi, salvo che a lui, e ne aveva avuto desiderio molti anni innanzi, venuto in Fiorenza tentò di averlo. Era questo marmo di braccia nove, nel quale per mala sorte un Maestro Simone da Fiesole [ era in realtà, Agostino di Duccio ] aveva cominciato un gigante(un Ercole), e si mal concio era quella Opera, che lo aveva bucato fra le gambe e tutto mal condotto e storpiato; di modo che gli operai di Santa Maria del Fiore, che sopra tal cosa erano, senza curar di finirlo, l’avevano posto in abandono e già molti anni era così stato et era tuttavia per istare.
Squadrollo Michelagnolo di nuovo, et esaminando potersi una ragionevole figura di quel sasso cavare et accomodandosi con l’attitudine al sasso ch’era rimasto storpiato da Maestro Simone ( Agostino), si risolse di chiederlo agli operai et al Soderini, dai quali per cosa inutile gli fu conceduto, pensando che ogni cosa che se ne facesse, fusse migliore che lo essere nel quale allora si ritrovava, perché ne spezzato, ne in quel modo concio, utile alcuno alla Fabrica non faceva.
Laonde Michelagnolo fatto un modello di cera finse in quello per la insegna del Palazzo (Vecchio) un Davit giovane, con una frombola in mano, acciò che, si come egli aveva difeso il suo popolo e governatolo con giustizia, così chi governava quella città (Firenze) dovesse animosamente difenderla e giustamente governarla: e lo cominciò nell’Opera di Santa Maria del Fiore, nella quale fece una turata fra muro e tavole et il marmo circondato, e quello di continuo lavorando senza che nessuno li vedesse, a ultima perfezzione lo condusse.
Era il marmo già da Maestro Simone (Agostino) storpiato e guasto, e non era in alcuni luoghi tanto che alla volontà di Michelagnolo bastasse per quel che avrebbe voluto fare: egli fece che rimasero in esso delle prime scarpellate di Maesrto Simone (Agostino) , nella estremità del marmo, nelle quali ancora se ne vede alcuna.
E certo fu miracolo quello di Michelagnolo far risuscitare uno che era morto
.’
(…)
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In English as Giorgio Vasari wrote in the vernacular (archaic Italian)
.
Giorgio Vasari wrote in the year 1550 in his Opera: ‘The lives of the most excellent painters, sculptors and architects’:’
.
: ‘(…) The (to Michelangelo) was written by Florence (Michelangelo was in Rome) by some of his friends to return to Florence. Because it was probable that a block of marble, abandoned in the Opera (del Duomo) could be assigned to Leonardo da Vinci (archenemy / colleague of Michelangelo),
by the will of  Piero Soderini, at that time Gonfaloniere/Governor for life of the city of Florence.

[cf. ; http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/09/17/il-david-nacque-da-un-fallimento-di.html%5D.%5D

]
In fact, that block of marble was about to be delivered to Maestro Andrea Contucci by Monte San Savino, an excellent sculptor, who had requested it.
But Michelangelo, although it was difficult to derive an entire figure from that block of marble by any sculptor except for Michelangelo himself, had the desire to sculpt it.
It was this marble block of nine arms, and it had already been partly sculpted by Maestro Simone da Fiesole [it was actually Agostino di Duccio]. Simone had begun to sculpt a giant (a Hercules), and it was already that sketch of a great disaster. This is why the Opera del Duomo had abandoned that piece of marble.
After examining that block of marble, Michelangelo decided to sculpt it. To do this he asked for the marble to be assigned to the Opera and Piero Soderini workers.
Michelangelo first made a wax model, and presented it as a new sign for Palazzo (Vecchio) ; a young David with a sling in his hand.
The figure of David was to represent a new David for the Florentines who would have well governed, like the biblical one, the Tuscan city.
He began to sculpt it in the Opera of Santa Maria del Fiore, in which he made a scaffolding that entirely surrounded the block of marble. In this way he quickly concluded the work drawing from the figure of David.
And this in spite of the fact that the marble had already been ruined by Maestro Simone (Agostino) crippled and this forced Michelangelo not to be able to completely obtain the figure he actually wanted to obtain.
In fact you can still see some scraps of Maesrto Simone (Agostino), in the end of the marble.

Michelangelo performed a miracle, because he revived a dead man'(…)

 

 

Galleria dell'Accademia targa all'ingressoGalleria dell'Accademia

Vedi il post qui sotto :‘Pietrasanta; Little Athens? (…)’ dell’ 11/agosto/2015

direttamente attraverso il seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/08/11/pietrasanta-little-athens/

per la seguente questione :

:’ come mai nella Firenze del XV e XVI secolo ,nel cuore del Rinascimento,
un artista come Leonardo ( da Vinci ) [*] rifuggiva dall’utilizzare il marmo come elemento base per la scultura, preferendo a questo il bronzo,
e nella pittura insisteva sulla pittura ad olio evitando la pittura a fresco,
mentre
Michelangelo ( Buonarroti ) fece esattamente l’opposto ?
Una risposta ,
(…) ‘

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Affrontata innumerevoli volte nel corso del Rinascimento e nella storia dell’arte,
la figura del David merita un’attenzione ,mediante raffronto qui operato attraverso quattro Opere del Rinascimento fiorentino, del tutto particolare.

Il David(e) è una figura biblica dell’Antico Testamento ;
da semplice pastore – dunque di umili origini – a suonatore di arpa a guerriero valoroso che sconfigge un gigante (Golia) , a Re – il secondo dopo Saul – del popolo di Israele, che lascerà il trono con saggezza all’altrettanto saggio Salomone.
Quasi inutile dire/ricordare che la scalata sociale/politica del pastorello giudeo avviene sotto l’egida di Yahweh/Yahveh/Jahvè,
il Dio ebraico che tutto vede ed a cui spetta la vendetta, secondo le successive Parole di san Paolo ai Romani ,
sotto la Sua egida poiché Davide è un Unto di Dio, un Prescelto…[+]

Questa precisazione storica/religiosa,
è doverosa poiché nelle quattro Opere rinascimentali la figura del Davide ,in qualità di Re dei Giudei, non ricorre se non come pretesto per realizzare la raffigurazione di un universo completamente lontano e diverso da quello che generò simile figura biblica .

Al link di cui sopra  ( e in ‘nota § ‘ in calce a questo post ) sono indicate alcune delle caratteristiche salienti del David di Michelangelo,qui di seguito è trattato in riferimento agli altri 3 DAVID famosissimi

;
un David dalle perfette proporzioni, che nelle intenzioni michelangiolesche (teoriche) è espressione di una rinascita anche POLITICA ( in senso repubblicano /Repubblica del Soderini…) ,nella Firenze  (quasi ormai ‘anti’-) medicea , ma ancora dagli ideali di bellezza e Civiltà del mondo Greco classico. [++]
Dovendo essere summa piena della nuova Civiltà fiorentina al centro del Mondo e, conclusione/retaggio indubbio di tutto il passato dell’Umanità, il Suo David non poteva non essere espressione di callistenia – culturistico ante-litteram – ed inoltre non di dimensioni 1 a 1 cioè reali rispetto a quelle di un corpo umano, ma imponenti, così a rappresentare un novello gigante, il pastorello David , che ha ucciso e soppiantato – non senza contraddizione – il vecchio gigante Golia .
Accortosi progressivamente nel tempo, delle contraddizioni teoriche che il Rinascimento portava con se, poi espresse/riversate nelle stesse Opere realizzate, Michelangelo si rifugerà via via nel Suo ‘non finito’ ( tra cui ‘i Prigioni’ ) presenti peraltro nello stesso Museo dell’Accademia che ospita il Suo David in marmo di Carrara .
Fino ad essere artefice/antesignano, in un ultimo tentativo di coerente riassetto teorico, della nascita del Barocco in architettura .
( Tentativo quest’ultimo che avrà piena coerenza teorica e pratica )

Vedi in questo post,attraverso il seguente link :’ 

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/

Circa:

Come mai Michelangelo ha prodotto un così grande numero di Opere scultoree ‘unfinished’ or ‘sketches’ ?  ‘

 

Ecco le immagini del David di Michelangelo presso il Museo dell’Accademia a Firenze ;

David di Michelangelo, marmo di Carrara. Museo dell'Accademia Firenze .

David di Michelangelo, marmo di Carrara.
Museo dell’Accademia Firenze .

David di Michelangelo 2
David di Michelangelo 3

David di Michelangelo 6
David di Michelangelo 5

David di Michelangelo particolare

David di Michelangelo particolare

David di Michelangelo panoramica

David di Michelangelo panoramica

David di Michelangelo panoramica 2

David di Michelangelo panoramica 2

Qualche fotografia ancora;

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado g

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado e

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado l

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado c

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado f

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado h

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado i

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado b

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado a

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david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado r

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david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado s

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado t

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Una nota,

su un curioso pensiero, mai realizzato, di Michelangelo Buonarroti;

allorché Michelangelo nel 1505 si recò sul Monte Altissimo (Toscana, Lucca) , dove c’ è la cava di marmo delle ‘Cervaiole’ , per scegliere il marmo per la tomba di Papa Giulio II della Rovere, ebbe l’idea si scolpire un grande colosso di enormi dimensioni, – in un grosso masso in cima a quel monte – , tale che fosse visibile dal braccio di mare corrispondente al Monte Altissimo, da tutti i naviganti.

Johann F. C. Gauss, il grande matematico tedesco di fine settecento, ebbe l’idea – altrettanto curiosa – di delineare mediante alberi  la formula del  ‘teorema di Pitagora’ , scritta in caratteri colossali, in modo che fosse visibile dallo spazio, nell’ipotesi che qualche alieno/extraterrestre transitasse nei paraggi della terra!

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Si noti,
lungo il corridoio che porta al David di Michelangelo, sia a destra che a sinistra, le figure ‘non finite’ alias ‘i prigioni’ di Michelangelo .

[   Il David di Michelangelo è stato giustamente indicato come Opera di perfette proporzioni. Tuttavia se la si osserva con attenzione, sopratutto dal vivo, si noterà concentrando l’attenzione sulle mani ed i piedi che entrambi sono ‘sproporzionati’ rispetto alla figura nel suo complesso .                                                                                                                                      Ciò è probabilmente dovuto ad una questione di statica prevista da Michelangelo ; dovendo la base – i piedi – sopportare un peso di varie tonnellate ( il David è figura di poco superiore ai quattro metri ) doveva avere una superficie idonea a tale carico. Non a caso il  tronco accostato al segmento inferiore della gamba destra svolge anche una funzione di ulteriore sostegno. Avendo necessariamente dei piedi più grandi per una questione di statica, ecco che Michelangelo dovette  scolpire delle mani  in proporzione con i piedi . Inoltre nel tentativo di ‘nascondere’ la leggera sproporzione delle mani e dei piedi rispetto al resto della figura, Michelangelo fa leggermente raggomitolare le mani al suo David, e al piede sinistro ( a destra di chi guarda) gli dà un appoggio spostato un poco sulla punta riducendone visivamente la percezione di non proporzionalità   ].

 

David di Michelangelo in soggettiva

David di Michelangelo in soggettiva

david di michelangelo in soggettiva galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado cIn dettaglio…

david di michelangelo in soggettiva galleria dell accademia Fi soloalsecondogradoAncora in soggettiva… Sempre in dettaglio ‘la musica’ non cambia.

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Didascalia David di Michelangelo

Didascalia David di Michelangelo

Didascalia David di Michelangelo 2

Didascalia David di Michelangelo 2

L’altro ‘alter ego’ della figura del David è quello altrettanto noto di Donatello ( Donato di Niccolò di Betto Bardi ),
temporalmente antecedente quello di Michelangelo e realizzato in bronzo, materiale, il bronzo, più affine per sua intrinseca struttura al mondo della pittura rispetto al marmo .

Ecco le immagini del David in bronzo di Donatello presso il Museo del Bargello a Firenze;

Il David di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi

Il David di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi

Il David di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi

Il David di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi

Il David di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi profilo destro

Il David di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi profilo destro

Il David di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi profilo sinistro

Il David di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi profilo sinistro

Il David di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi particolare

Il David di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi particolare

david di donatello bargello Fi soloalsecondogrado a

david di donatello bargello Fi soloalsecondogrado b

david di donatello bargello Fi soloalsecondogrado c

david di donatello bargello Fi soloalsecondogrado d

Didascalia del David in bronzo di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi

Didascalia del David in bronzo di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi

vedi nota [+++]

Qui Donatello, ancor prima di Michelangelo si distacca completamente dalla figura biblica e non solo da quella;
l’aspetto efebico
– termine eufemistico per non dire effeminato
ci dice palesemente di una Firenze del tutto sotto l’egida della famiglia De Medici, ed edonistica senza mezze misure.
Ricordo solo che Donatello è seppellito nelle segrete della Basilica di San Lorenzo a Firenze vicino, e per volontà di,a Cosimo I° De Medici alias ,Cosimo di Giovanni de’ Medici detto il Vecchio.
Non che non vi sia proporzione e bellezza formale nel suo insieme, tutt’altro, ma quest’Opera ci mostra come l’arte possa essere anche gioco, amenità, piacere estetico ,ma non puramente estetizzante, ed anche, perché no, maliziosa allusione e invito ai piaceri .
Da notare l’espressione di questo David bronzeo;
; la fisionomia del volto, è palesemente più spiccata rispetto a quella (non) presente/quasi inesistente nelle Opere in marmo .

Ed ecco ,sempre di Donatello il Suo David in marmo , Opera giovanile;

David in marmo di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi ,Museo del Bargello ,Firenze

David in marmo di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi ,Museo del Bargello ,Firenze

David in marmo di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi

David in marmo di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi

David in marmo di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi

David in marmo di Donatello alias Donato di Niccolò di Betto Bardi

Didascalia David in marmo di Donatello

Didascalia David in marmo di Donatello

vedi nota [+++]

Si nota subito, rispetto al Suo successivo David in bronzo il tentativo di Donatello , non riuscito, di creare qualcosa che Michelangelo – almeno nelle proporzioni – riuscirà a fare in pieno .
La ricerca di un rigore formale, espressione di un’antichità classica, a cui si vuole far riferimento nel tentativo di superare un passato teocratico espressione di un Medio-Evo ormai obsoleto .
Nella ricerca di un rigore formale ,
di un’Opera omnia riassunto di un Mondo fiorentino centro economico e culturale dell’ecumene,
Donatello ci arriverà a Suo modo, più con intuizione che con piena consapevolezza, col Suo David bronzeo sopra visto.
Conscio , a livello inconscio, che il passato non ritorna in vita e dunque da rielaborare in chiave moderna .
( Il fallimento formale della Sua Opera giovanile , il Suo David in marmo , fu li a ricordargli tutto questo ).

Il David di Andrea di Cione detto il Verrocchio,presso il Museo del Bargello a Firenze.
Il Verrocchio fu il primo maestro di bottega di Leonardo da Vinci;

il David bronzeo del Verrocchio

il David bronzeo del Verrocchio

il David bronzeo del Verrocchio

il David bronzeo del Verrocchio

il David bronzeo del Verrocchio

il David bronzeo del Verrocchio

didascalia del David bronzeo del Verrocchio

didascalia del David bronzeo del Verrocchio

Di poco successiva al David in bronzo di Donatello,
il David del Verrocchio rappresenta il tentativo di essere più fedele al testo biblico, sia nelle vesti – si noti il perizoma – sia nella fusione tra un passato teocentrico medioevale con quello antropocentrico del Rinascimento di cui il Verrocchio sarà un artefice artistico .
Si noti i bizzarri fiori a coronamento delle areole mammarie, ed il sorriso beffardo di un giovinetto scheletrico, per nulla di belle proporzioni .
Il risultato non convince ne esteticamente ne concettualmente .

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Infine si guardi sia attraverso il seguente link,sia le fotografie qui subito sotto,
un David attuale – contemporaneo -, Opera dell’architetto Antonio Pio Saracino, esposto nel giardino – estate 2015 – del Museo dell’Accademia ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/05/28/voulez-vous-paris-6-sesto-ed-ultimo-post/

David di Michelangelo di Antonio Pio Saracino,presso il Museo dell'Accademia ,estate 2015

David di Michelangelo di Antonio Pio Saracino,presso il Museo dell’Accademia ,estate 2015

David di Michelangelo di Antonio Pio Saracino didascalia

David di Michelangelo di Antonio Pio Saracino didascalia

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Museo Nazionale dell Accademia Antonio Pio Saracino David III millennio e

Museo Nazionale dell Accademia Antonio Pio Saracino David III millennio a

Museo Nazionale dell Accademia Antonio Pio Saracino David III millennio b

Museo Nazionale dell Accademia Antonio Pio Saracino David III millennio c

Museo Nazionale dell Accademia Antonio Pio Saracino David III millennio d

[ Questo ‘novello David’ michelangiolesco di Saracino ha fondamentalmente queste prerogative ;

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* coglie nel segno nell’evitare di imitare pedissequamente l’Opera michelangiolesca, ma come in alcune Opere moderne di valore, pittoriche, scultoree od architettoniche che siano, coglie lo spirito dell’archetipo di riferimento .
In questo caso l’archetipo è l’Opera somma di Michelangelo.
In altre di altri artisti l’archetipo è un modello del mondo naturale da cui estrarre un principio informatore, come ad esempio la successione di Fibonacci fa con molti elementi naturali ( la pigna, il guscio di un mollusco …).

Dunque Saracino reinterpreta col suo David,  l’altro ben noto David.

Questo suo lavoro ci appare come ‘velato’, privo di quei precisi tratti somatici che contraddistinguono una figura. E ciò insinua nell’osservatore il dubbio se :’:’ questo ‘David velato’ è tale perché esprime un pensiero rinascimentale ormai obsoleto, e quindi dall’inevitabile aspetto di una mummia,

o,

è tale perché riflette l’inconsistenza, l’indecifrabilità e le profonde contraddizioni del mondo contemporaneo ?

( Un David contemporaneo che ci avverte che gli ideali fondanti il nostro mondo ,e di cui il vecchio David ne è il rappresentante, sono ormai al tramonto e quindi ‘il fantasma (la mummia) di se stesso’ ? )

_____
* Saracino inoltre mantiene fede all’idea del marmo di Carrara , ( un ‘bianco C ‘ non lontano dal ‘ bianco P ‘ in quanto a purezza ) dandogli tuttavia una forma ameboide ( come un’ameba ),sinusoidale assai efficace nel suo insieme nel rendere quasi velata l’intera fisicità del suo David. Così a renderlo come un’Opera shakespeariana , continuamente da rivisitare e reinterpretare . Infinitamente valida nel tempo .

_____
* Ma… si noti che il vuoto è attorno a quest’Opera, nessuno,tra i tanti visitatori del Museo,
– benché il modello di riferimento , l’archetipo , è li accanto,nella sala con lucernario -,
sembra accorgersi delle sue qualità .
Perché occorre una critica che giudichi per la folla informe le qualità di un’Opera e la informi di ciò…
La forma ‘ameboide’ ( ad ameba ) che caratterizza così efficacemente l’Opera di Saracino, sembra nel contempo qualificare il livello critico e quindi culturale della maggior parte dei visitatori. ]

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David;

 

che, innamoratosi di Betsabea ,già moglie d’altro uomo, ne uccide il marito per poterla ottenere.
David;
che pur conoscendo le intenzioni lascive, passate a vie di fatto, del proprio figlio Amnon per la sorella Tamar, evita ogni intervento per punire l’incestuoso rapporto…
E malgrado questo, David è
l’Unto,il Prescelto di Dio/Jahvè .
Prescelto non certo per il fatto che David possedesse un’etica superiore,visti i trascorsi di cui sopra… Ma Unto di Jahvè…
Come nel contrappunto in musica due melodie distinte si intrecciano,formandone una compita ed unica,
così
Bene e Male, forze distinte e contrapposte, si intrecciano senza pudore per formare un unico indecifrabile Disegno.

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L’utilizzo del marmo in Michelangelo
( se non l’unico scultore del suo tempo di questo materiale , certamente l’unico grandissimo artista di questa roccia metamorfica )
è in ottimo rapporto analogico , non solo tecnicamente , col mondo dell’archeologia; in cui l’archeologo scava, cioè toglie i sedimenti secolari per riportare alla luce i reperti di un mondo del passato.
Non per niente Michelangelo stesso parlava della scultura come l’arte del togliere .
Mentre l’utilizzo del bronzo, in molti artisti rinascimentali,
sta nel creare, ‘nell’aggiungere’ e non nel ‘togliere’, così nel tentativo di creare qualcosa di nuovo e non nel riscoprire/rispolverare ciò che già è stato , ciò che fu .

cfr. con quanto successivamente postato,

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/

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Eseguendo la Sua prima Opera di un certo rilievo in marmo, – il Suo David in marmo del 1408 – Donatello ne intuì la profonda vetustà ; capì che con quell’Opera egli non faceva che rifarsi a modelli greco – latini ormai superati .

E da ciò molto tempo dopo, nel 1440 , Egli decise di affrontare lo stesso tema col mutato materiale, il bronzo e con mutato spirito interpretativo della figura del David ; un David che come sopra fatto cenno diviene efebico, gioioso con un gran desiderio edonistico che traspare dalla sua effeminata figura. Figura che ben rifletteva la Firenze medicea nella sua voglia di divertirsi,godendo appieno dei piaceri della vita. Relegando il mondo religioso a, ‘battesimi’ ‘matrimoni’ e ‘funerali’…
Ecco dunque il David bronzeo di Donatello del 1440

Poco più di una sessantina di anni dopo, Michelangelo
tenterà pari operazione; un David espressione di una Firenze ‘caput mundi’ rinnovata nello spirito ormai repubblicano e non più dominio della Signoria dei Medici ;

Un’Opera ideale riflesso di un Governo ideale; ecco cosa realmente rappresenta il David.

Un David michelangiolesco, certo più ‘ impegnato/engagé ‘ di quello bronzeo di Donatello, ma parimenti ‘laico’ e,
parimenti ‘antico’ – artisticamente – come quello marmoreo di Donatello .

nota § ‘ ;Appare ovvio che Michelangelo nell’eseguire,nel realizzare il suo David procede si può dire ,

da un lato ( quello politico ) per scelta, vedi in merito quanto al seguente post;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/24/bargello-and-surroundings/

 

da altro lato  ( quello artistico ) per esclusione ; ovvero

(°) escluse la mancanza di belle proporzioni che vide nel David del Verrocchio,

(°)  escluse   l’aspetto efebico   e  giocoso del David in bronzo di Donatello, non adatto ad una solennità politica di un  David che Michelangelo cercava – ed era richiesto dal momento politico a Firenze – come volontà di potenza.

(°) escluse un David di Donatello in marmo, dal panneggio che tanto ricorda un Proconsole romano, dunque Opere antiche, per cercare nella nudità dalle perfette proporzioni lo specchio artistico di una nascente realtà politica, quella repubblica fiorentina ( del Soderini  ), che tanto agognava Michelangelo stesso .

Ottenendo dunque quale risultato?

Un’ Opera – il Suo DAVID – che altro non è se non:’

:’uno spirito faustiano prigioniero in un corpo/un materiale apollineo (il marmo) ‘

Da questa constatazione ,certo a livello quasi inconscio di Michelangelo Buonarroti stesso, nasce il suo tormento come artista, il suo sempiterno senso di insoddisfazione, che in parte si placava nel ‘non finito’ (the ‘unfinished’ or ‘sketches’).

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/

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