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Articoli con tag ‘Countries in the area of the olive tree…’

Countries in the area of the olive tree…(2)

Countries in the area of the olive tree…(2)

auto lavaggio ABTO мойка   автомобиль; una semplice immagine che ,sapendola vedere, ci dice molto .

auto lavaggio ABTO мойка автомобиль;
una semplice immagine che ,sapendola vedere, ci dice molto .

Nel post qui sotto del 27/gennaio/1015,vedi direttamente attraverso il seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/01/27/countries-in-the-area-of-the-olive-tree/

si sono viste ‘le ragioni’ che contrappongono due diversi mondi contrapposti costretti a convivere sotto la stessa bandiera europea per ragioni economiche e politiche.
Ragioni che sono motivazioni di contrasto tra un centro-nord europa, da un lato , contro un sud europa,dall’altro, che viene denominato con certo disprezzo :’

:’ Countries in the area of the olive tree ‘

Le ‘ragioni’ di contrasto
sono di matrice come ora detto di natura economica e politiche.

Ma queste stesse ragioni hanno in realtà una unica grande matrice originaria e generatrice ; quella CULTURALE.

Per spiegarla basta dare una lettura a quanto già postato al seguente post :’

:‘Globalizzazione apparente ed appariscente’
(nella pagina :’ ATTUALITA’; RUSSIA e dintorni)

Direttamente attraverso il seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/attualita/#comment-2

E’ l’elemento CULTURALE che è stato sacrificato nel nome di una Europa vista come modello del futuro tanto lungimirante, per quanto vuoto .
Questa Europa,

ha matrice economica in quanto nascendo dalle ceneri di una stessa Europa, distrutta da due fratricide guerre mondiali, cercava in una unità economica l’elemento bloccante ogni possibilità di una eventuale disastrosa successiva guerra mondiale .

Dall’unità economica si è cercato,
e qui i primi contrasti che mostrano la fragilità concettuale di simile costruzione,
di costruire una unità politica. Unità questa a tutt’oggi fallimentare. Non per niente è allo studio la possibilità di una uscita dei Paesi europei,a scapito ulteriore economico dei Paesi della fascia dell’olivo/Countries in the area of the olive tree, dall’euro .E ciò attraverso vari meccanismi economici/monetari;

° ritorno alle monete di origine ( lira, marco tedesco, franco francese…)

° Creazione di due tipi di euro, uno dei Paesi del centro-nord ed uno dei Paesi del sud…

L’immagine qui sopra riportata
di un ‘autolavaggio per automobili’ (russo) è indicativa di tutte queste problematiche;

si è costruita un’Europa nel bel mezzo di un pantano/fanghiglia culturale, attraverso un modello economico che abbisogna di aree omogenee culturalmente – cosa che non è come sopra indicato –
per poter funzionare.

Dunque come non è possibile/è perfettamente inutile, ‘lavare un’auto’ per poi farla transitare nel fango !

Al pari non è possibile stabilire a priori un comune sistema economico e poi politico pensando che le differenze culturali siano appianate o spazzate sotto il tappeto !

Nella prima parte di questi due post :‘Countries in the area of the olive tree’ ,
si è visto un Papa ed un ex ambasciatoreSergio ROMANO – appellarsi ad una pazienza divina da una parte, culturale dall’altra dei Paesi ricchi verso quelli prolifici e poveri e poi dei Paesi del nord europa verso i Paesi del sud europa.
Una vera Europa ed in specie i Paesi del sud Europa come l’Italia non hanno bisogno di implorazioni di questo genere ma di politiche economiche mirate, Paese per Paese .
Per dirla in altro modo (chimicamente);
vanno bene i prodotti compositi/composti che hanno perfetta omogeneità come ad esempio il bronzo. Di indubbia qualità avendo nuove proprietà specifiche rispetto ai due metalli che lo compongono.
Ma non vanno bene, sono perfettamente inutili, i ‘minestroni eterogenei’/ le accozzaglie di elementi che generano sono paccottiglia da soffitta .

Countries in the area of the olive tree…

Countries in the area of the olive tree…

alias ;

quando l’Europa – non avendo fatto i conti con la Storia – si spacca in due .

Un residuo del mondo classico o puro folclore da turismo di massa ?

Un residuo del mondo classico o puro folclore da turismo di massa ?

Sergio Romano ; diplomatico, scrittore, giornalista... Un rappresentante nepotistico della 'fascia dell'olivo /Countries in the area of the olive tree…' , in piena regola o una fortunata eccezione al Sistema nepotistico della 'fascia dell'olivo' ..?

Sergio Romano ; diplomatico, scrittore, giornalista…
Un rappresentante nepotistico della ‘fascia dell’olivo /Countries in the area of the olive tree…’ , in piena regola o una fortunata eccezione al Sistema nepotistico della ‘fascia dell’olivo’ ..?

Premessa;
questa definizione ;‘Countries in the area of the olive tree…’
è usata nel centro-nord dell’Europa, e da ‘quelli che contano’ ma assolutamente in maniera confidenziale – tra amici,ed amici degli amici – .Non di certo per iscritto se non in maniera ‘sfumata’ cioè ‘geografica’ .
Se provate a cercarla su internet si rimarrà delusi del risultato della ricerca stessa.
Eppure è una definizione che ‘esiste’ e pesantemente rappresenta un modo di pensare, una mentalità , un metro di valutazione tra due aree geografiche dell’Europa distinte ,in realtà,non ‘geograficamente’ ma culturalmente .

Per capirla senza tante parole basta accostare, una all’altra, le tre notizie/eventi qui di seguito elencati;

°
La visita di Papa Francesco (I°) nelle Filippine con la famosa affermazione :”

:”alcuni credono che per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli, NO! Paternità responsabile”

°
ATENE 26 gennaio/2015 – il partito di sinistra di Alexis TsiprasSyriza– ha stravinto le elezioni in
Grecia. I dati assegnano alla coalizione di sinistra circa il 36 % ;a due seggi dalla maggioranza assoluta.

°
Il ‘Corriere della sera’ – noto quotidiano italiano – lunedì 26/gennaio/2015 , pubblica un breve articolo di Sergio ROMANO ,
notissimo scittore, giornalista e diplomatico italiano ( ultimo incarico ; ambasciatore in Russia ) .
Articolo di giornale titolato : ‘I NUMERI CHE CONTANO ‘ .

Fatti/riflessioni apparentemente scollegati tra loro
ma se osservati con un poco di attenzione, accomunati da una liaison concettuale tanto forte in quanto accadimenti ricollegabili a personalità insospettabilmente non riconducibili a pensieri/azioni di tale contenuto.

Procediamo con ordine;
circa il primo elemento esposto,
basta leggere quanto al post qui subito sotto dl 23/gennaio/2015 :‘Papa Francesco ( I°) :” …Dobbiamo essere come conigli… NO! “ ‘
direttamente attraverso il seguente link;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/01/23/papa-francesco-i-dobbiamo-essere-come-conigli-no/

Circa il secondo;
la vittoria della sinistra in Grecia viene palesemente salutata dai Paesi della ‘fascia dell’olivo / Countries in the area of the olive tree…’ come una sorta di ripartenza per una politica economica non più succube di una Germania ‘padre padrone’ che tutto detta in fatto di economia e di politiche economiche .

Circa il terzo;
è un articolo ( di Sergio ROMANO ) di questo tenore – riassumendo – ;

I NUMERI CHE CONTANO

‘sia l’economia che la politica non sono scienze di puro calcolo, ma anche e sopratutto fatte di intuizioni. Intuire che l’uscita della Grecia dall’europa, seppur forse indolore dal punto di vista economico ( perchè ‘piccola’ in volumi di affari ), sarebbe una catastrofe agli occhi delle valutazioni dell’Europa dal punto di vista internazionale, è basilare.
Questo affinché l’Europa resti unita dal punto di vista economico e politico, e non sia considerata soltanto :
‘una costruzione utilitaria e contingente’ .
Una cultura antica come quella che il mondo greco rappresenta – la Magna Grecianon può essere sacrificata in nome di una economia di puro profitto.
Inoltre questi Paesi della fascia dell’olivo / Countries in the area of the olive tree… sono la nuova frontiera con un
mondo musulmano che prevarrebbe/strariperebbe se la Grecia – e Paesi dell’olivo – sarebbe/sarebbero lasciata/i sola/i ad affrontarlo ‘.

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Occorre ovviamente soppesare le due posizioni;
da una parte quella dei Paesi del centro-nord europa,
dall’altra quella dei Paesi della fascia dell’ulivo/ Countries in the area of the olive tree…

Che un Papa
,notorio paladino dei più deboli e della fertilità ad oltranza vista come ‘benedizione del Signore’ ,

invita

ad una ‘Paternità responsabile’ come dire :‘i figli si ma datevi una regolata !’
rappresenta,come detto sostanzialmente nel post qui sotto una novità assoluta.

Che un vecchio diplomatico in pensione

valuta/riferisce

di una valutazione circolante, tra i Paesi del nord-centro europa sui Paesi del sud europa ,i ‘Paesi della fascia dell’olivo / Countries in the area of the olive tree… come : ‘ Paesi europei meno sviluppati e dinamici ‘ ma non per questo da abbandonare al loro destino economico di decadenza,
rappresenta pari novità come le parole del Papa ,nel senso che viene – tale lamentela è espressa in maniera tenue – da un rappresentante di uno di questi Paesi della fascia dell’olivo, ma un privilegiato assoluto che certamente dei Nostri connazionali all’estero, che per campare hanno dovuto affrontare fatiche ed umiliazioni, in fondo si sono sempre un poco vergognati .

Sono due affermazioni che convergono senza dubbio alcuno ;

Sono due affermazioni che seppure, nel primo caso , si fa riferimento a Paesi extra europei e nel secondo a Paesi del sud europa , sembrano avere come unica motivazione,

a questa sorta di implorazione di ‘pietas’,

quella di ragioni puramente etiche in ultima conclusione .
Da una parte – il Papa – invita ‘ i poveri ‘ a darsi una regolata nel moltiplicarsi,
dall’altra ROMANO invita ‘ i ricchi ‘ a darsi una regolata nella politica di austerità economica verso i Paesi più poveri .
Se si è ridotti ,ad invitare i poveri nel moltiplicarsi con responsabilità, e dall’altro ad invitare i Paesi del nord-centro europa a mettersi una mano sulla coscienza,
vuol dire che ‘siamo alla frutta’ , ecco il vero punto di convergenza .

Le elezioni in Grecia,
sembrano una sorta di colpo di coda del ‘morituro’ .Una espressione di orgoglio destinata a salvare la faccia ma niente più .
Politici ed elettori,di questo soleggiato Paese,
che pensano di risolvere tutto con una svolta a sinistra per cancellare anni di nepotismo familiare nelle posizioni economiche e istituzionali di rilievo ,anziché meritocratiche,
non sono altro che degli ingenui.
E si tenga conto che nel Suo articolo, Sergio ROMANO non fa minimamente cenno a queste problematiche di base che hanno condotto a minor competitività dei Paesi della fascia dell’olivo .
Come non tiene conto del fatto che i Paesi della fascia dell’olivo hanno certamente vissuto, attraverso il meccanismo dell’incremento a dismisura del debito pubblico, al di sopra delle proprie possibilità.
Hanno fatto ‘le cicale’ come si suol dire .

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Che i Paesi del centro-nord europa abbiano ragione nel chiedere le riforme strutturali nei Paesi dell’olivo, – cioè chiedono che si tolgano privilegi che in definitiva sono posizioni di rendita finanziaria parassitaria –
non vi è dubbio .
E a chiederlo prima di eventuali ristrutturazioni del debito o di sforamenti della spesa pubblica ( sforamenti del famoso 3% ) hanno certo ancora ragione.
Ma dimenticano che politiche economiche a loro stesso favore di accomodamento dei conti pubblici,furono a suo tempo fatte dalla Germania stessa per mettere in ordine il proprio bilancio all’inizio del 2000.
E che la rivalutazione del marco tedesco prima del cambio in euro fu fatta ben tre volte che lo portò da un cambio a 1 marco contro 750 Lire italiane a circa 1200 Lire .Così che Paesi come l’Italia hanno pagato carissimo il ‘visto di entrata’ in europa con una falcidia dei propri risparmi nel cambio valuta che parte non dal cambio lira/euro ma da precedenti svalutazioni che partono dal marco tedesco all’ ECU ( il vecchio euro virtuale ) per arrivare al cambio ultimo con l’euro!
Che la Germania guarda all’est; Russia e Cina per nuovi più redditizi mercati a scapito del sud europa è fatto non contestabile ma ciò non gli dà certo diritto di stralciare, con capziose richieste ai Paesi dell’olivo, gli accordi europei .
Queste sono le vere obiezioni che Sergio ROMANO o altri dovevano fare .
Perchè – si sa – con la cultura non ci si mangia ! E nell’articolo di Sergio ROMANO si fa riferimento a questa in maniera scolastica-retorica, cioè inconsistente.

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