Solo Al Secondo Grado

Articoli con tag ‘oswald spengler’

Jacopo Pontormo; a misunderstood genius of the Renaissance…?

Jacopo Pontormo; a misunderstood genius of the Renaissance…?

Or …

A silent craftsman at the service of his time?

 

Subtitle;

Jacopo Pontormo; from the perspective revolution of Paolo Uccello to the revolution of the figure [see, (çç) ]

Pontormo ritratto di giovane uomo con berretto rosso b Collezione privata giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Portrait of a Young Man in a Red Cap alias Carlo Neroni, by Jacopo Pontormo
Pontormo ritratto di giovane uomo con berretto rosso,alias Carlo Neroni.
Collezione privata London.
Giugno 2018 a Firenze,
Palazzo Pitti

Jacopo Pontormo portrait of a Young man Ritratto di giovane uomo con berretto rosso a didascalia Collezzione privata giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Jacopo Pontormo portrait of a Young Man in a Red Cap
alias Carlo Neroni.
Ritratto di giovane uomo con berretto rosso didascalia
Collezione privata London
giugno 2018 Firenze

Giugno 2018 – Firenze, Palazzo Pitti.

In questi giorni è in mostra ,presso il complesso museale fiorentino di Palazzo Pitti, una mostra itinerante composta da pochi dipinti, di cui tre (di), su un pittore – J(I)acopo Carucci da Pontormo – del tardo Rinascimento.
Poco conosciuto, e dalla critica (e dalla committenza del tempo) di allora come da quella attuale annoverato tra quei pittori certo di qualità artistiche, ma tutto sommato di ‘secondo piano’.
Ritenuti a tutt’oggi bravi pittori, spesso dall’eccellente virtuosismo tecnico, ma… niente di più.

In merito ,a queste valutazioni della critica, si veda quanto già scritto su Andrea del Sarto (di cui peraltro Jacopo Pontormo fu allievo);

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/08/07/andrea-del-sarto-cfr-confronta-vgl-vergleiche-cf-compare/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/02/28/virtual-visit-to-the-smallest-florentine-museum/

Sulla qualità pittorica del dipinto qui sopra, non vi sono certo dubbi.
E che sia farina del suo sacco è anche vero.

Ma queste loro qualità vengono ,e vennero, messe in dubbio sia per scuola di provenienza, sia per questioni del tutto contingenti relative ai bisogni materiali – di sussistenza, per capirci – con cui pittori come il Pontormo o come Andrea del Sarto dovettero confrontarsi.

Pittori dunque di secondo piano ad oltranza [see/vedi,nota conclusiva‘ (0)]

Eccone una piccola dimostrazione assai indicativa; sopratutto dalla didascalia vecchia di molti anni che conferma quanto qui ora sostenuto sui limiti di una critica…‘criticabile’ ;

francesco salviati alias Francesco de Rossi le tre parche palazzo pitti soloalsecondogrado

Francesco Salviati alias Francesco de Rossi:’
:’ le tre parche’.
Palazzo Pitti , Firenze.

francesco salviati alias Francesco de Rossi le tre parche particolare palazzo pitti soloalsecondogrado

Francesco Salviati alias Francesco de Rossi:’
:’ le tre parche’. didascalia.
Palazzo Pitti , Firenze.
Si noti dalla vecchia didascalia l’attribuzione di quest’Opera (prima che un documento ne documentasse l’appartenenza a Salviati) :’
: ‘GIA’ ATTRIBUITE A MICHELANGELO

e al ROSSO FIORENTINO‘.
[ Francesco Salviati together with his friend and classmate Giorgio Vasari, in 1527 saved an arm of Michelangelo’s David (see §§) ]

Come si vede da didascalia, questa Opera di Francesco Salviati (altro pittore annoverato tra quelli di mediocre talento) per molti anni fu attribuita a pittori di ben altro livello – Michelangelo Buonarroti – .
E anche se fosse il lavoro di Francesco Salviati un lavoro pedissequo di un qualche ‘grande’ in pittura – Michelangelo in questo caso – , di certo termina di esserlo quando ad un valore tecnico di esecuzione si associa un valore originale di composizione, di elaborazione.
Questo elemento andiamo qui sotto a riscontrare nella ‘visitazione’ di Carmignano del Pontormo.

.

At the end of this post (see §§) an episode of Giorgio Vasari’s life, recounted in his Work: ‘The lives of the most excellent painters (…) of 1550.
Episode about the breaking of an arm of Michelangelo’s David in the year 1527

———————–

La stima di vera grandezza di un artista non sta soltanto nel virtuosismo tecnico. Se così fosse un qualsiasi copista sarebbe un grande artista. Il che non è.

Ecco allora una seconda Opera del Pontormo da questa mostra fiorentina a palazzo Pitti – ‘la visitazione’ – ,
che mette in luce il pensiero del Pontormo, del tutto antesignano rispetto ai suoi tempi.
Ma ,come sopra fatto cenno,
sia per questioni ‘materiali/di sussistenza’ (che imponevano a molti artisti che seppur potenzialmente di grande valore,erano costretti a dipingere secondo le indicazioni di una committenza spesso di bassa lega culturale) ,
che per il fatto stesso che questa strada percorsa dal Pontormo (come da altri; Paolo Uccello/di Dono, vedi nelle righe successive qui di seguito), era troppo in anticipo sui tempi,
ecco che Pontormo restò inevitabilmente in ombra… All’ombra di altri suoi colleghi reputati di ben altra levatura, come Michelangelo e Raffaello (che lodarono peraltro le prime opere giovanili del Pontormo stesso)

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato a soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione.
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato b soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare teste
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato e soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Maria profilo
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato f soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Maria fronte
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato h soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Elisabetta profilo
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato g soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare testa di Elisabetta fronte
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato c soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare abiti
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato d soloalsecondogrado

Pontormo, visitazione, particolare 2 abiti
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Giugno 2018 presso Palazzo Pitti, Firenze.

visitazione pontormo a

Pontormo,
visitazione /visitation
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

visitazione pontormo b

Pontormo,
visitazione /visitation
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato i didascalia b soloalsecondogrado

Pontormo,
visitazione /visitation
Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

Due gli elementi salienti di questa Opera,’la visitazione’, ovvero l’incontro tra la Vergine Maria e sua cugina Elisabetta, madre di San Giovanni Battista,

°
la presenza di uno stravolgimento dello schema classico di quei tempi,cioè della pittura ‘figurativa’ e solo quella (non esisteva la pittura astratta),

°
i colori surreali che anche in questo caso rompono una consuetudine.

Circa quanto al primo punto;
non vi sono, come invece riportato nel commento didascalico dell’opera, qui sopra riportato in fotografia, due ‘ancelle’ accompagnatrici le due protagoniste del quadro (Maria ed Elisabetta). Cioè non vi sono quattro figure, ma solo due ‘sdoppiate’.

Sono solo le due stesse figure, Maria ed Elisabetta, riportate simultaneamente viste di fronte e di profilo!

Se Paolo di Dono (Uccello) vedi nota [°°]
nel suo Giovanni Acuto (John Hawkwood), presso la Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, dipinge con una singolare alterazione prospettica il condottiero a cavallo, cioè un cavallo con cavaliere con prospettiva centrale, mentre il basamento su cui poggiano lo dipinge con prospettiva di scorcio (dal basso verso l’alto),
qui Pontormo
dipinge rifacendosi non alla scomposizione  prospettica di Paolo di Dono (Uccello), ma anticipando quella delle figure che avverrà molti secoli dopo con Picasso , i futuristi etc…

Ovvero più figure viste contemporaneamente da più lati.

Nel secondo aspetto, i colori, Pontormo,
sembra rifarsi  a Paolo di Dono (Uccello), quando questi dipinge la :‘battaglia di San Romano’ (quella conservata agli Uffizi di Firenze).
Difatti i colori, che se per Paolo di Dono (Uccello) sono indicativi di una alterazione prospettica a seconda della distanza e luminosità ed anche di una situazione e di un valore,vedi nota [°°]

qui, con Pontormo, indicano una situazione ed un giudizio della stessa.

[°°]

 

Paolo di Dono alias Paolo Uccello Pittore fiorentino soloalsecondogrado

Paolo di Dono alias Paolo Uccello Pittore fiorentino.
‘ (…) In casa de’ Medici dipinse in tela a tempera alcune storie di animali, de’ quali sempre si dilettò, e per fargli bene vi mise grandissimo studio; e, che è più, tenne sempre per casa dipinti uccelli, gatti, cani e d’ogni sorte di animali strani che potette avere in disegno, non potendo tenere de’ vivi per essere povero; e perché si dilettò più degli uccelli che d’altro,
fu cognominato (chiamato) Paolo Uccelli. (…)’
Giorgio Vasari ne:’ Le vite de’ più eccellenti pittori(…)
Firenze year 1550

Ancora Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…)
a proposito di Paolo di Dono/Uccello scrive:’

:’ Paolo Uccello sarebbe stato il più leggiadro e capriccioso ingegno che avesse avuto, da Giotto in qua, l’arte della pittura se egli si fosse affaticato tanto nelle figure et animali, quanto egli si affaticò e perse tempo nelle cose di prospettiva; le quali ancor che siano ingegnose e belle, chi le segue troppo fuori di misura, getta il tempo dietro al tempo, affatica la natura, e l’ingegno empie di difficoltà, e bene spesso di fertile e facile lo fa tornar sterile e difficile, e se ne cava (da chi più attende alla prospettiva che alle figure) la maniera secca e piena di profili; il che genera il voler troppo minutamente tritar le cose; oltre che bene spesso si diventa solitario, strano, malinconico e povero, come Paolo Uccello, il quale, dotato dalla natura di un ingegno sofistico e sottile, non ebbe altro diletto che d’investigare alcune cose di prospettiva difficili et impossibili, le quali, ancor che capricciose fossero e belle,    l’impedirono non di meno tanto nelle figure,(see çç)    che poi ,invecchiando, sempre le fece peggio.
E non è dubbio chi con gli studi troppo terribilii violenta la natura, se ben da un canto assottiglia l’ingegno, tutto quel che fa non par mai fatto con quella facilità e grazia, che naturalmente fanno coloro che temperatamente, con una considerata intelligenza piena di giudizio, mettono i colpi a’ luoghi loro, fuggendo certe sottilità, che più presto recano a dosso all’opere un non so che di stento, di secco di difficile e di cattiva maniera, che muove a compassione chi le guarda, più tosto che a meraviglia; atteso che l’ingegno vuol essere affaticato quando l’intelletto ha voglia di operare, e che ‘l furor è acceso, perché allora si vede uscirne parti eccellenti e divini, e concetti meravigliosi.
(…)

Giorgio Vasari – year 1550 –

Ovvio, da queste parole del Vasari, che l’arte di Paolo Uccello non fu capita vedi, (//). Non solo da lui ma in genere dai suoi colleghi come dalla committenza.
A riprova si legga quanto riportato dal Vasari;

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…) anno 1550, a proposito di Paolo di Dono/Uccello

:’Onde Donatello (Donato di Niccolò di Betto Bardi) scultore suo (di Paolo) amicissimo li disse molte volte:”
:” Eh, Paulo, questa tua prospettiva ti fa lasciare il certo per l’incerto; queste son cose che non servono se non a questi che fanno le tarsie; perciò che empiono
(riempiono) i fregi di brucioli (trucioli), di chiocciole tonde e quadre e d’altre cose simili”. ‘

Non si capì il valore di una ricerca prospettica – opera saliente di Paolo Uccello – che andasse oltre la prospettiva lineare rigorosa.
Non si capì, ancora, che la ricerca prospettica era elemento foriero di un futuro nuovo modo di realizzare nuove opere di valore. Prospettiva che sarà ,oltre quella lineare, quella ‘dell’etere’ cioè leonardesca.
(vedi https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/ )
Ma che vede in Paolo Uccello un primo precursore.

Ecco che allora quanto qui sopra sostenuto ,circa un diverso tentativo di ricerca prospettica realizzata da Pontormo con la sua ‘visitazione’, acquista un senso, che troverà poi realizzazione nella pittura del ventesimo secolo con pittori quali Picasso etc…

(çç)   (…)l’impedirono non di meno tanto nelle figure(…) – Giorgio Vasari –   Questo singolo aspetto della critica del Vasari al risultato del lavoro di Paolo Uccello era corretto ; non vi è difatti una sola Opera di Paolo che abbia una figura in cui si palesi il linguaggio del volto o/e del corpo. Una fisiognomica delle figure, nel risultato finale di questo pittore è del tutto assente.

Ecco che Pontormo realizzando ‘la visitazione’ di Carmignano (una delle sue ultime opere) evita di incappare nel problema sollevato dal Vasari sull’Opera di Paolo Uccello. Ed applica una rivoluzione non più prospettica a discapito della figura, ma l’esatto opposto;

una rivoluzione della figura – sdoppiata – a discapito della prospettiva.

(//)
Ancora un altro esempio su come venivano valutati nella Toscana rinascimentale alcuni pittori ‘non ortodossi’ italiani/italici, sempre attraverso lo scritto di Giorgio Vasari:’

:'(…) Et essendo non molto innanzi dell’Alemagna (dalla Germania) venuto a Firenze un gran numero di carte stampate e molto sottilmente state intagliate col bulino da Alberto Duro (Albrecht Dürer) , eccellentissimo pittore tedesco e raro intagliatore di stampe in rame e legno(…) pensò Jacopo da Pontormo, avendo a fare ne’ canti di que’ chiostri istorie della Passione del Salvatore, di servirsi dell’invenzioni sopra dette d’Alberto Duro (…)
Or non sapeva il Pontormo che i tedeschi e’ fiamminghi vengono in queste parti per imparare la maniera italiana che egli con tanta fatica cercò, come cattiva, d’abbandonare? (…)
nè creda niuno (alcuno) che Jacopo sia da biasimare
perché egli imitasse Alberto Duro nell’invenzioni, perciò che questo non è errore e l’hanno fatto e fanno continuamente molti pittori,
ma perché egli tolse (prese a modello) la maniera stietta (strettamente) tedesca in ogni cosa,nè panni, nell’aria delle teste e l’attitudini, il che doveva fuggire e servirsi solo dell’invenzioni, avendo egli interamente con grazia e bellezza la maniera moderna (manierismo italiano)
.’

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori(…)’ – Firenze 1550 –

Appariva, dalle righe qui sopra riportate del Vasari, impensabile alla critica del tempo, vedere un pittore italiano cercare uno stile al di fuori di quello stesso italiano (la maniera moderna =manierismo), ricercato, attraverso ‘la maniera tedesca’ con un lavoro certosino, non da copista, ma da fine osservatore del dettaglio che tanto caratterizzava la pittura tedesca e fiamminga.
Doveva soltanto ispirarsi alle ‘invenzioni’ fiamminghe tedesche, ma nulla più.

————-
————-

A completamento di quanto sopra sostenuto, si leggano queste poche seguenti righe:’

:'(…)Colore ed oggetto/figura sono rappresentativi dell’estensione, dello spazio.
Troviamo lungo il Rinascimento i più disparati ed arditi tentativi, presentimenti, sconfitte e rinunce.
(…)
Con l’Opera:’l’adorazione dei magi’ (Uffizi), Leonardo raggiunge la massima audacia pittorica di tutto il Rinascimento.

Fino a Rembrandt, nulla di simile doveva essere nemmeno immaginato.

(…) Per lo stesso motivo Leonardo, dopo vari tentativi, lasciò incompiuta la testa del Cristo dell’ultima Cena.

Solo Leonardo fu abbastanza grande da sentire un tale limite come un inevitabile limite datogli dal suo tempo. Dal destino.

(…)I quadri di Raffaello si dissociano in piani sui quali sono ripartiti dei gruppi ben ordinati, ed uno sfondo limita l’insieme in una bella misura.
Invece Leonardo conosce un unico spazio, vasto, eterno, nel quale le sue figure sembrano aleggiare.
Raffaello dà, all’interno del quadro ,una somma di cose singole e vicine,
Leonardo dà un segmento dell’infinito.
(…) Raffaello disegna ‘ l’ultima grande linea dell’arte occidentale’.
Egli non ebbe a lottare con dei problemi. Egli non li sospettò nemmeno. Ciò non di meno condusse la sua arte fino a quel limite, dove una decisione non poteva più essere evitata.
Raffaello si crede soltanto di capirlo. Benché la sua linea rappresenti l’elemento grafico di una tendenza antica, pur tuttavia i suoi lavori tendono ad essere sospesi nello spazio. L’elemento grafico è super terreno.
La linea in Raffaello è in estrema tensione. Essa è sul punto di dissolversi nell’infinito, in spazio e musica.
Leonardo, più profondo di Albrecht Dürer, sta al di là di questo limite raffaelliano. Il suo disegno preparatorio de:’l’adorazione dei re magi’ è già musica
(n.d.c.,così come :’la visitazione’ di Jacopo Pontormo ci appare come una danza)

Oswald Spengler ne:’Der Untergang des Abendlandes/Il tramonto dell’Occidente’, Germania 1918.

Non è forse plausibile che non solo Leonardo
ma altri, come Paolo di Dono e Jacopo Pontormo,sentissero, se pur ‘in nuce’ cioè a livello embrionale e sporadica , le questioni di cui sopra
?

,,

Malgrado Giorgio Vasari fosse un contemporaneo di Jacopo Pontormo, di Leonardo da Vinci nonché di Michelangelo Buonarroti,
intuì, seppur tra mille ‘arditi tentativi,presentimenti, sconfitte e rinunce’(come sopra trascritto da Oswald Spengler), gli aspetti più sperimentali presenti nell’arte ,dunque d’avanguardia, di questi suoi illustri colleghi.
Li intuì da critico dell’arte – (a lui) contemporanea ed in anticipo sui tempi di una critica dell’arte capitanata da professionisti che ancora non c’era – , attraverso la sua Opera :’Le vite’, che si prefiggeva il compito ,tutto sommato modesto, di descrivere in compendio l’insieme delle esperienze rinascimentali fiorentine e italiane, attraverso le tre grandi arti; la pittura, la scultura e l’architettura.
E’ assai interessante quanto egli scrive – ‘per intuito’, più che per profonda convinzione – della ‘maniera’ di far arte di Michelangelo in relazione a molti altri artisti.

Ecco il testo:’

:’ (…) l’intuizione di questo uomo singolare (Michelangelo Buonarroti,n,d,c,) non ha voluto entrare in dipingere altro che la perfetta e proporzionatissima composizione del corpo umano et in diversissime attitudini; non sol questo, ma insieme gli affetti delle passioni e contentezze dell’animo umano , bastandogli satisfare (soddisfare) in quella parte di che è stato superiore a tutti i suoi artefici (colleghi), e mostra la via della gran maniera e degli ignudi e quanto e’ sappi nelle dificultà del disegno, e finalmente ha aperto la via alla facilità di questa arte nel principale suo intento, che è il corpo umano, et attendendo a questo fin solo,

ha lassato (messo da parte) da parte le vaghezze de’ colori (lo sfumato, n.d.c.) i capricci e le nuove fantasie di certe minuzie e delicatezze, che da molti altri pittori non sono interamente, e forse non senza qualche ragione, state neglette.

Onde qualcuno non tanto fondato nel disegno ha cerco (cercato) con la varietà di tinte et ombre di colori e con bizzarre varie e nuove invenzioni, et insomma con questa altra via farsi luogo fra i primi Maestri.

Ma Michelangelo stando saldo sempre nella profondità dell’arte, ha mostrato a quegli che sanno assai [come] dovevano arrivare al perfetto.(…)’

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori ‘(…) – Vita di Michelagnolo Buonarruoti fiorentino Pittore scultore et architetto. – anno 1550

————-
————-

.

………………………….

Qualche fotografia delle altre Opere oltre a quella qui sopra trattata,nonchè dell’Opera letteraria di Giorgio Vasari :’le vite de’ più eccellenti pittori(…)’ ;

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato o Modello disegno preparatorio soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato .
Modello disegno preparatorio

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato n didascalia modello soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato. Didascalia modello preparatorio.

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato l didascalia soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato l didascalia

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato m didascalia soloalsecondogrado

Pontormo visitazione Presso la chiesa di San Michele e Francesco Carmignano di Prato didascalia

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo d didascalia soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo didascalia

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo c soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo a soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo e frontespizio

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo f frontespizio soloalsecondogrado

Giorgio Vasari le vite Istoria de pittura del Pontormo
pagina frontespizio

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi c Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi a didascalia Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi a didascalia Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi d Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi d Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze particolare

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi e Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo ritratto di alabardiere Francesco Guardi d Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze particolare

Pontormo disegno modello preparatorio ritratto di alabardiere Francesco Guardi f Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze soloalsecondogrado

Pontormo disegno modello preparatorio ritratto di alabardiere Francesco Guardi f Getty Museum di Los Angeles giugno 2018 Firenze

Pontormo visitazione chiesa di San Michele e Francesco Carmignano p Modello cfr con Lab SMART Scuola Normale Superiore soloalsecondogrado

Pontormo visitazione chiesa di San Michele e Francesco Carmignano . Modello in fotografia da confrontare con la visitazione qui sopra riportata;
con Lab SMART Scuola Normale Superiore .
Si confronti :’la visitazione’ del Pontormo con questa locandina contemporanea che raffigura una ‘multimedialità’ dei nostri giorni;
concettualmente sembra non esservi differenza alcuna!
Pontormo visitation church of San Michele and Francesco Carmignano. Model in photograph to compare with the photograph shown here;
SMART Lab Scuola Normale Superiore.
Compare: the ‘visitation’ of Pontormo with this contemporary poster that depicts a ‘multimedia’ of our days;
conceptually there seems to be no difference!

——————————-

https://www.uffizi.it/en/events/miraculous-encounters-pontormo-from-drawing-to-painting

https://www.uffizi.it/en

https://www.uffizi.it/eventi/incontri-miracolosi-pontormo-dal-disegno-alla-pittura

http://firenze.repubblica.it/tempo-libero/articoli/cultura/2018/05/07/news/firenze_a_palazzo_pitti_le_meraviglie_del_pontormo-195788213/

Palazzo Pitti Museo Firenze b Pontormo

Palazzo Pitti Museo Firenze Pontormo

Palazzo Pitti Museo Firenze a Pontormo

Palazzo Pitti Museo Firenze c Pontormo

 

Palazzo Pitti Museo Firenze e Pontormo

Palazzo Pitti Firenze;
veduta sul giardino Boboli


 

.

————————– 

Nota conclusiva.

La valutazione di quei pittori come Jacopo Pontormo ,sopra definiti come : ‘silent craftsmen at the service of his time’/Pittori di ‘secondo piano’ ad oltranza, da parte della critica in genere (ovviamente non da quel tipo di critica ‘agiografica’, che si preoccupa di lodare, per riempire i musei…),
se trova delle motivazioni in parte anche condivisibili, per un lavoro discontinuo nella qualità, così come in carenze di carattere teorico in questo tipo di artisti  ( see/vedi,/°/ ,  come sopra analizzato,
tale valutazione ,allo stesso tempo,trova un limite in precise, seppur alle volte isolate, Opere come quella qui vista:‘la visitazione di Carmignano’.
Tale Opera pittorica ‘isolata’,
ci appare in tutto il suo valore se paragonata ad Opere in altro campo artistico; quello letterario, Opere letterarie che hanno ,parallelamente, la sventura di essere altrettanto ‘isolate’, cioè nate al di fuori di un contesto di continuità artistica di un certo Autore.
Alludo, per fare qualche esempio tra i molti, ad Opere (letterarie) come: ‘M. D. or the whale’ o : ‘Moby-Dick’ o: ‘The Whale’ del marinaio Herman Melville,
o :‘Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde’/’Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde’ di Robert L. Stevenson
od anche,
un personaggio creato dallo scrittore Raymond Chandler :‘Philip Marlowe’,da cui romanzi quali :‘the Big Sleep’/’il grande sonno’.(Nel caso di Raymond Chandler si può addirittura affermare che il suo personaggio ,’Philip Marlowe’, sia più grande del suo stesso Autore!)

Questi scrittori,
anche se solo attraverso una sola loro Opera, hanno indubbiamente raggiunto un grande vertice letterario. 
Allo stesso modo  lo hanno fatto Jacopo Pontormo ed altri.

 

/°/
Circa le limitazioni teoriche di artisti di ‘secondo piano’ ad oltranza,
si tenga presente quanto afferma lo stesso Michelangelo Buonarroti in un suo stesso sonetto
(sonetto su cui ‘Messer Benedetto Varchi’ ,un letterato fiorentino coevo di Michelangelo, ebbe a trattare presso l’Accademia fiorentina):’

:‘non ha l’ ottimo artista alcun concetto,
ch’un marmo solo in sé non circoscriva’
.

Michelangelo Buonarroti.

Questi due brevi versi possono indicare concetti anche lontani o addirittura contrastanti.
Ma credo che si possa sostenere che essi indicano una idea della produzione artistica assai semplice in Michelangelo;
per dirla con le parole di Giorgio Vasari stesso ne,’le vite(…)’ :’

:’Ritrasse Michelagnolo Messer Tommaso in un cartone grande naturale, che né prima né poi di nessuno fece il ritratto,
perché aborriva il fare somigliare il vivo se non era d’infinita bellezza.(…)’

Ovvero l’idea michelangiolesca espressa nel suo sonetto, ribadiva un concetto classico, ellenico, di una ricerca apollinea estetizzante e atemporale, del bello.
In altri termini, Michelangelo ricercava le perfette proporzioni in un corpo, isolandolo da uno spazio circostante immobile. Ma non ricercava le relazioni tra l’esteriorità di una figura umana e come è fatta dentro.( cioè; l’universale )
Questo retaggio classico, seppur rivisitato, nel risultato finale non soddisfaceva Michelangelo stesso che si fermava ‘al non finito’ ,( cfr/cf; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/02/the-unfinished-or-sketches-of-michelangelo-buonarroti/  )

 

(0)  Ma vi è un altro aspetto ,mai preso in considerazione,

che è alla base di tanta fama,da un lato, di Artisti quali Michelangelo Buonarroti e Leonardo da Vinci  e, dall’altro 
di scarsa considerazione verso alcuni tra quelli di ‘secondo piano’ ad oltranza.

Ancora queste poche righe di Giorgio Vasari, sempre dalla sua Opera :’le vite‘(…),  sono assai indicative del perché di tanta fama…(Righe del Vasari che parlano di Michelangelo Buonarroti) :'(…)

:(…) Ha avuto l’immaginativa tale e sì  perfetta, che le cose propostosi nella idea sono state tali che con le mani, per non potere esprimere sì grandi e terribili concetti, ha spesso abbandonato l’opere sue, anzi ne ha guasto molte, come io so che, innanzi che morissi di poco, abruciò gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti di man sua, acciò nessuno vedessi le fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto, e io ne ho alcuni di sua mano trovati in Fiorenza messi nel nostro libro de’ disegni, dove ancora che vi vegga la grandezza di quello ingegno(…)

—– { Queste righe, Vasari le aggiunse alla sua opera :‘le vite'(…) – 1550 – , in una edizione successiva alla morte di Michelangelo  [dal Vasari datata :’ (…) e così al dì 17 di febbraio, l’anno 1563 a ore 23 a uso fiorentino, che al romano sarebbe 1564, spirò per irsene (andarsene) a miglio vita (…)’ ], dunque successiva al 1563/4.

La ragione dell’aggiunta fatta dal Vasari di dettagli sul lavoro artistico di Michelangelo, soltanto in una edizione successiva alla prima del 1550 ,quando Michelangelo era ancora vivo, sta probabilmente nel fatto che Vasari aveva l’intenzione di consegnare – cosa che fece – una copia del suo libro :’le vite'(…) a Michelangelo (il solo artista tra tutti quelli trattati nell’opera ,ed ancora viventi, a ricevere una copia del libro  dal Vasari stesso). Molto probabilmente Vasari, nell’aggiungere soltanto all’edizione successiva ,(successiva all’anno 1563/4), alcune valutazioni su Michelangelo, conoscendo il fatto che questi aveva un brutto carattere, volle certo evitare polemiche e critiche da parte di Michelangelo stesso., circa i dettagli riportati. } ——

Tornando alle parole riportate da Vasari su Michelangelo,
è assai indicativo rilevare che Michelangelo, a differenza di molti altri artisti, teneva moltissimo alla sua immagine di artista. Non solo nella valutazione da parte dei suoi contemporanei ma anche da tramandare ai posteri.

E’ difatti per questa ragione che volle distruggere/bruciare, poco prima di morire, gran parte dei suoi disegni, schizzi e cartoni .
Non solo quelli che non realizzò mai perché da lui valutati di scarso valore, ma anche quelli che pur avendo tramutato in opera finita, mostravano le ‘fatiche durate’ , ovvero i ripensamenti e dunque gli errori in cui incappò prima di arrivare ad un ideale modello finale perfetto (ai suoi occhi).

Dunque Michelangelo fu prima di tutto un:’Public Relations‘  ante litteram ,secondo cui ‘l’immagine artistica/ il ‘look artistico’ conta moltissimo. e va curato al pari della realizzazione dell’opera stessa.

Anche questo ( e certo non solo questo ) contribuì dunque a distinguere Michelangelo Buonarroti  dai suoi colleghi…di ‘secondo piano’ ad oltranza, e dunque … meno attenti ,quest’ultimi, all’immagine che davano di se stessi ai loro contemporanei ed ai posteri..!

 

————————– 

.

(§§)

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado o

That broken arm of the David
by Michelangelo Buonarroti …
Recovered by Giorgio Vasari and Francesco de ‘Rossi
aka Francesco Salviati
Florence,
Piazza della Signoria, under Palazzo Vecchio – 1527 –
Left arm (to the right of the beholder)
broken in three points, breaking points still visible and rearranged with copper pins.

Giorgio Vasari ne:‘ Le vite de’ più eccellenti pittori – 1550 – ‘(…)
a proposito di Francesco de’ Rossi alias Francesco Salviati scrive:’

:‘Essendo poi l’anno 1527 cacciati i Medici di Firenze, nel combattersi il Palazzo della Signoria, fu gettata d’alto una purliza (cassa panca) per dare addosso a coloro che combattevano la porta; ma quella, come volle la sorte, percosse un braccio del Davit (David di Michelangelo) di marmo del Buonarroto, che è sopra la ringhiera a canto alla porta e lo ruppe in tre pezzi; per che essendo stati i detti pezzi per terra tre giorni senza esser da niuno (nessuno) stati raccolti, andò Francesco (de’ Rossi/Salviati) a trovare al Ponte Vecchio Giorgio (Vasari) e dettogli l’animo suo, così fanciulli come erano, andarono in Piazza e di mezzo ai soldati della guardia, senza pensare a pericolo niuno, tolsono i pezzi di quel braccio e nel chiasso di Messer Bivigliano gli portarono in casa di Michelagnolo padre di Francesco; donde avutigli poi il Duca Cosimo (de Medici) gli fece col tempo rimettere al loro luogo con perni di rame.(…)’

(…)

ancora,a proposito del ‘cognome non paterno’ dato a Francesco de’ Rossi, ovvero: ‘Francesco Cecchino Salviati’, Giorgio Vasari scrive:’

:(…):‘chiesto dal Cardinale Salviati il Vecchio un giovane pittore(…) Benvenuto dalla Volpaia gli propose Francesco(…)
E perché Francesco stava, come s’è detto, col Cardinale Salviati et era conosciuto per suo creato, cominciando a essere chiamato e non conosciuto per altro che per Cecchino Salviati, ha avuto insino (fino) alla morte questo cognome.’

Annunci

Voulez – Vous , Paris ..? (6 – sesto – ed ultimo post)

Voulez – Vous , Paris ..?

(6 – sesto – ed ultimo post)

Edgar Degas

Edgar Degas

vedi sopra

vedi sopra

Claude Oscar Monet Un tramonto sul centro del potere inglese, ovvero sull'estrema propaggine occidentale dell'Occidente ; una macabra intuizione sul tramonto dell'Occidente  - Der Untergang des Abendlandes - di  Oswald Spengler ?

Claude Oscar Monet
Un tramonto sul centro del potere inglese, ovvero sull’estrema propaggine occidentale dell’Occidente ;
una macabra intuizione sul tramonto dell’Occidente – Der Untergang des Abendlandes – di Oswald Spengler ?

vedi sopra

vedi sopra

la merlettaia... ma quella da plauso e NON come quella - la tricoteuse - qui sotto ...

la merlettaia…
ma quella da plauso e NON come quella – la tricoteuse – qui sotto …

La  tricoteuse parisienne del XXI secolo

La tricoteuse parisienne del XXI secolo


No… questa tricoteuse
– ( les tricoteuses ) erano coloro che durante la Rivoluzione francese assistevano in prima fila e compiaciute alle esecuzioni capitali –
non è affatto come la dentellière di Vermeer,
ma la sua espressione storica degenerata.

Un parallelo tra le immagini artistiche di un Vermeer o di un Monet in gran forma e della grazia dipinta da Degas, con quelle reali di sedicenti musulmani/e ossequiosi/e che in realtà palesano odio distruttivo anche indossando un semplice abito.
Segno non di rispetto di antiche tradizioni ma di feroce volontà distruttiva di un mondo da loro considerato blasfemo.

Come si è visto, gironzolando per un paio di musei ,che ciò che vi è esposto non è certo vecchiume o semplice storia di un passato che è solo ‘stato’ e che non è più,
così ,con un minimo spirito d’osservazione, si può ben capire che molte di quelle Opere
sono espressione, spesso antesignane in modo sorprendente, di una realtà tutta da affrontare…

Nota;

se…:”

:”Paris vaut bien une messe” ,

come disse Enrico IV, Re di Francia nel XVII secolo, e se… la storia si ripete,

allora
si può dire – oggi nel XXI secolo – , che :”

“Paris vaut bien une musulmane”

o no?!

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1228

Non sono certo una soluzione
elementi ‘di risposta’ di questo genere che imperversano ‘da ogni dove’ ;

Vi sembra una valida risposta alla 'tricoteuse' di cui sopra ?

Vi sembra una valida risposta alla ‘tricoteuse’ di cui sopra ?

E neanche questa…

Un'anti - tricoteuse ? Poco probabile !

Un’anti – tricoteuse ?
Poco probabile !

Ma…
confrontando la tricoteuse qui sopra con quanto dipinto, circa un secolo e mezzo fa, da un ‘occidentale viziato’ qui sotto, si percepiscono

le posizioni irrimediabilmente agli antipodi di due mondi inconciliabili.

Édouard Manet le déjeuner sur l'herbe  La colazione sull'erba Musée d'Orsay Parigi.

Édouard Manet le déjeuner sur l’herbe La colazione sull’erba Musée d’Orsay Parigi.

Édouard Manet le déjeuner sur l'herbe  La colazione sull'erba particolare Musée d'Orsay Parigi

Édouard Manet le déjeuner sur l’herbe La colazione sull’erba particolare Musée d’Orsay Parigi

Édouard Manet le déjeuner sur l'herbe  La colazione sull'erba particolare 2 Musée d'Orsay Parigi

Édouard Manet le déjeuner sur l’herbe La colazione sull’erba particolare 2 Musée d’Orsay Parigi

Édouard Manet le déjeuner sur l'herbe  La colazione sull'erba particolare 3 Musée d'Orsay Parigi. Eccellente natura morta;  un disordine nella disposizione dei frutti che rispecchia lo scompiglio morale che le figure contrapposte (nuda lei vestiti di tutto punto i maschietti...) avrebbero generato a qui tempi.

Édouard Manet le déjeuner sur l’herbe La colazione sull’erba particolare 3 Musée d’Orsay Parigi.
Eccellente natura morta;
un disordine nella disposizione dei frutti che rispecchia lo scompiglio morale che le figure contrapposte (nuda lei vestiti di tutto punto i maschietti…)
avrebbero generato a qui tempi.

Museo d'Orsay sala piano terra

Museo d’Orsay sala piano terra

Museo d'Orsay  sala piano terra vista dall'alto

Museo d’Orsay sala piano terra vista dall’alto

Nota
sui prezzi dei biglietti;

Gallery of the Academy of Florence and Louvre museum Paris . Si confrontino i prezzi tra i due musei...

Gallery of the Academy of Florence and Louvre museum Paris .
Si confrontino i prezzi tra i due musei…


Inoltre il biglietto che dà l’accesso al Louvre è valido pure per l’ingresso al museo Delacroix

Gallery of the Academy of Florence and Louvre museum Paris  Vedi sopra

Gallery of the Academy of Florence and Louvre museum Paris
Vedi sopra


(Fronte del biglietto per l’accesso al Louvre)

Il museo del Louvre

contiene una quantità di opere d’arte impressionanti. E non solo
‘ in quantità ‘ ma anche – un buon numero tra queste – di alta od altissima ‘ qualità ‘ .

Il museo della galleria dell’Accademia a Firenze

contiene a confronto con il Louvre una scarsa quantità d’Opere d’arte .
Una sola è di qualità fuori dal comune ; ‘ il David di Michelangelo ‘ .

Se si confrontano i prezzi dì accesso ai due musei si rimane decisamente perplessi;

12 euro per entrare al Louvre

e

12,50 per entrare alla galleria dell’Accademia di Firenze.

L’atteggiamento della dirigenza culturale – politica italiana credo si palesi bene anche in questo semplice confronto;

credono che – per dirla con una parafrasi – ,

“si possa utilmente frustare un cavallo morto”

E ritengono che come hanno fatto ciò , cioè ‘macelleria sociale’ , con gli italiani ( i più deboli,quelli senza lobby di autotutela, e quindi vulnerabili ), possono farlo anche con

‘ il gregge dei turisti stranierei’ !

E per giunta hanno la faccia tosta – dopo aver battuto cassa al botteghino del Museo – …di quanto qui sotto ( si legga quanto scritto nella targa di ottone ) !

Il testo; ' La galleria dell'Accademia ringrazia Friends of Florence per il loro programma di manutenzione del David e dei Prigioni di Michelangelo dal 2004 al 2014 e nel futuro .

Il testo;
‘ La galleria dell’Accademia ringrazia Friends of Florence per il loro programma di manutenzione del David e dei Prigioni di Michelangelo dal 2004 al 2014 e nel futuro .

Museo della Galleria dell'Accademia Firenze; il David di Michelangelo in 'soggettiva'. Ovvero negli occhi di chi guarda.  Si noti lo stupore che genera nei visitatori. Rito collettivo di auto - suggestione o vera ammirazione per una perfezione di un'Opera unica ?

Museo della Galleria dell’Accademia Firenze;
il David di Michelangelo in ‘soggettiva’.
Ovvero negli occhi di chi guarda.
Si noti lo stupore che genera nei visitatori.
Rito collettivo di auto – suggestione o vera ammirazione per una perfezione di un’Opera unica ?

E si confronti con quest’Opera contemporanea, in questi mesi ( estate 2015 ) esposta nel giardino del Museo dell’Accademia , dello scultore Antonio Pio SARACINO ,
che vuole essere un omaggio ed una rivisitazione in chiave moderna del David di Michelangelo .
Si noti l’assenza di visitatori benché questa rivisitazione di Saracino non sia niente male !

Antonio Pio Saracino, il suo David di Michelangelo, esposto -estate 2015- presso la Galleria dell'Accademia di Firenze .

Antonio Pio Saracino, il suo David di Michelangelo, esposto -estate 2015- presso la Galleria dell’Accademia di Firenze .

Didascalia di quanto sopra; Antonio Pio Saracino, il suo David di Michelangelo, esposto -estate 2015- presso la Galleria dell'Accademia di Firenze .

Didascalia di quanto sopra;
Antonio Pio Saracino, il suo David di Michelangelo, esposto -estate 2015- presso la Galleria dell’Accademia di Firenze .

Questo ‘novello David’ michelangiolesco di Saracino ha fondamentalmente queste prerogative ;

_____
coglie nel segno non nell’imitare pedissequamente l’Opera michelangiolesca ma come in alcune Opere moderne di valore pittoriche, scultoree od architettoniche che siano coglie lo spirito dell’archetipo di riferimento .
In questo caso l’archetipo è l’Opera somma di Michelangelo,
in altre di altri artisti l’archetipo è un modello del mondo naturale da cui estrarre un principio informatore, come ad esempio la successione di Fibonacci fa con molti elementi naturali ( la pigna, il guscio di un mollusco …)

_____
Saracino inoltre mantiene fede all’idea del marmo di Carrara , ( un ‘bianco C ‘ non lontano dal ‘ bianco P ‘ in quanto a purezza ) dandogli tuttavia una forma ameboide ( come un’ameba ),sinusoidale assai efficace nel suo insieme nel rendere quasi velata l’intera fisicità del suo David. Così a renderlo come un’Opera shakespeariana , continuamente da rivisitare e reinterpretare . Infinitamente valida nel tempo .

_____
Ma… si noti che il vuoto è attorno a quest’Opera, nessuno,tra i tanti visitatori del Museo,
– benché il modello di riferimento , l’archetipo , è li accanto,nella sala con lucernario -,
sembra accorgersi delle sue qualità .
Perché occorre una critica che giudichi per la folla informe le qualità di un’Opera e la informi di ciò…
La forma ‘ameboide’ ( ad ameba ) che caratterizza così efficacemente l’Opera di Saracino, sembra nel contempo qualificare il livello critico e quindi culturale della maggior parte dei visitatori.
cfr./cf. col seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/28/il-caos-dellarte-occidentale-del-xx-secoloil-periodo-picassiano-attraverso-modi-terza-ed-ultima-parte/

[ Ma… si noti che il vuoto è attorno a quest’Opera, ]

Questo vuoto sembra fare da contro altare a quello rappresentato nella ‘minimal art’ americana, in cui ha la stessa funzione e valore ‘del pieno’, una lezione ben recepita da Saracino ?

Cfr;

Donald Judd ; senza titolo-1968. Minimal art recepita da Saracino..?

Donald Judd ;
senza titolo-1968.
Minimal art recepita da Saracino..?

A proposito;

La solita elegantona; come si fa a girare così ! Cfr. Confronta,  con ; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/18/do-we-laugh/ e  '2'  e '3' .

La solita elegantona;
come si fa a girare così !
Cfr. Confronta,
con ;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/18/do-we-laugh/
e ‘2’ e ‘3’ .

Ausländer raus aus unserer Heimat!

SAM_2071

Un mondo ormai lontano; quello in cui un equilibrio da noi pressochè inesistente dominava la civiltà del tufo,dell`alabastro e del bronzo!

SAM_2074

[*]

soloalsecondogrado.worpress.com/2012/11/03/piccola-lista-elenco/

l’ombra’;

un’Opera alla quale Giacometti deve molto.

Vedi in proposito link qui sotto di rinvio.

Ausländer raus aus unserer Heimat!

Fermo restando il link qui sopra , che riporta fedelmente alcune affermazioni pubbliche,quindi ufficiali e formali di molti politici europei tra i quali quella della cancelliera tedesca Angela Merkel,

ho voluto riportare quale titolo di questo semplice post, uno slogan tanto decantato/denigrato da molti giornalisti quando intendono attaccare e deplorare i così detti gruppi di destra tra i quali quello tedesco che spesso pronuncia questo stesso slogan – ‘grido di guerra’ , etimologicamente – che in realtà se confrontato con quanto pronunciato dai leaders democratici europei, di cui al link sopra riportate affermazioni ufficiali, non diverge se non nella forma .Dunque non certo nella sostanza.

Se francamente un cittadino comunitario prova a confrontarsi con un extracomunitario su una pluralità di temi anche del tutto pacifici , noterà una incredibile acredine dell’extra comunitario su tutto o quasi tutto.
E ciò è dovuto in gran parte a questo senso di non appartenenza e desiderio di revanscismo storico e culturale nello specifico con un travolgimento di tipo etnico demografico.

soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/08/12/kashetu-kyenge-lespressione-di-un-malessere-non-la-causa/

Il link qui sopra sarà di completamento per quanto sopra sostenuto.

Quando Noi avremo saputo ristabilire un Ordine pari a quello di quel Mondo assai lontano; avremo raggiunto non solo uno straordinario traguardo ma avremo compiuto un`Opera di unico valore etico .

cfr. col seguente post ,temporalmente successivo al presente , attraverso il seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1219

ed anche;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/28/il-caos-dellarte-occidentale-del-xx-secoloil-periodo-picassiano-attraverso-modi-terza-ed-ultima-parte/

e,

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/21/il-caos-dellarte-occidentale-del-xx-secolo-il-periodo-picassiano/

.
[*]

Una copia,in scala ’10 a 1′ de:’ l’ombra della sera’ di cui sopra. Copia presso Pisa (zona industriale Ospedaletto)

'Ombra della sera'  copia a Pisa .

‘Ombra della sera’
copia a Pisa .

_________________________________________

'Ombra della sera'  copia a Pisa .

‘Ombra della sera’
copia a Pisa .

'Ombra della sera'  copia a Pisa .Didascalia

‘Ombra della sera’
copia a Pisa .Didascalia

GLOBALIZZAZIONE apparente per quanto appariscente

Dopo gli ACCADIMENTI doppiamente (**) tragici del ;

caso di FIRENZE del 13/dicembre/2011,

— come quello NORVEGESE del 22/luglio/2011 ,

di cui vedi articoli ai seguenti link ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/07/26/a-b-breivik-norvegia-22-luglio-2011/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/12/14/via-modenese-553-the-carnage/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/12/20/stragie-di-firenze-valutazioni-domande/

Ripropongo – aggiornato e completato con quanto segue – mio post del 4/aprile/2011 , titolato :’

:‘ Globalizzazione apparente ed appariscente ‘ ,

pubblicato nella pagina :’

:’ * ATTUALITA’ ; RUSSIA e dintorni .

di cui direttamente al seguente link ;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/attualita/

[ post già apparso nel blog di Pino SCACCIA , lì da me firmato col nome di ‘DARIO’ , vedi direttamente al seguente link ;’
;’ http://latorredibabele.blog.rai.it/2011/01/14/il-ritorno-del-baffone/#comments ]

Ecco il post di cui sopra ;

‘ ‘ ‘

Globalizzazione apparente ed appariscente

Nessun esercito di nessuno Stato ha mai ottenuto un risultato così eclatante nel conquistare altre Nazioni come invece è riuscito a fare il Nostro Mondo occidentale attraverso i Suoi tycoon con i loro must subliminali .
Il sistema economico industriale dell’Occidente si è ramificato talmente a fondo in tutto il Globo da fagocitare in un unico Stato – di fatto – mondiale anche i più disparati Paesi .
QuestaUNICITA’ mondiale sul piano economico con conseguente discreto livellamento sul piano politico – traguardo che appare lusinghiero per un Occidentale –

fa propendere a credere ad una UNITA’ di Civiltà .

Ne segue che spesso molti Occidentali osservano e valutano altri diversi Paesi

– come la Russia eternamente in bilico tra Europa ed Asia ( si noti ; si tratta in realtà di un unico Continente ma diviso in due a causa di una differenza geo-politica e non geo-grafica ) –

col mezzo del Loro particolare ( e non universale ) parametro culturale di valutazione .

Ma se si valuta così tra passato e presente la Russia, Noi non possiamo non sottolinearne la marcata occidentalizzazione sul piano economico ed in parte politico . Come del resto in molti altri Paesi ex CCCP .
Apparirà un abisso a Chi – pescando nella propria memoria – confronta una Russia sovietica bresneviana con quella attuale di Putin .

E’ tuttavia una visione limitata da un elemento decettivo ;

una VALUTAZIONE circoscritta sul piano prettamente politico , piano che è il riflesso di quello economico .

[ Si noti che ; l’espressione politica dell’economia industriale di mercato è detta :’ DEMOCRAZIA ‘ ] .

.
La globalizzazione potra’ essere economica ma non dell’animo umano


Ricordate le immagini ne :’ Blade Runner ‘ …?

Se ci si perita ad una VALUTAZIONE più ampia, nel tempo e nell’ottica, la realtà ci appare differente – come accennato nel mio post qui sopra ( nella pagina ’ * ATTUALITA’ ; RUSSIA e dintorni ) – .

La valutazione deve necessariamente estendersi al piano CULTURALE del soggetto esaminato .

Piano che ha radici così profonde – specie in quello Russo , Paese di antichissime origini e con una religione tutta Sua come il cristianesimo ortodosso e quello protoslavo – da portare indietro di millenni .
Si scoprirà così una CULTURA profondamente differente – e persistente – dalla Nostra .

In definitiva ;

non si può eguagliare alla sola politica ( e all’economia ) la VITA ( sociale ) di un Paese .

Concludo con un Nostro ( occidentale ) vecchio proverbio :

: ‘ si vede ciò che si conosce ‘ .

Appare chiaro alla luce di quanto qui sopra detto .

‘ ‘ ‘

Quanto qui sopra trascritto ha pari valore in riferimento agli ACCADIMENTI di cui sopra link di rinvio .

Denaro , notorietà , carriera
sono posti come i traguardi personali di ogni giovane intraprendente e nel contempo sono le fondamenta di una Società in cui il mito di un progresso illimitato – falso come nient’altro in questo Mondo – appare al pari di un

totem/tabù

fondamento di un Universo
– che è una realtà agli antipodi del termine ‘Universo’,dunque ristrettissimo/limitatissimo –
che non è altro se non l’icona di uno ‘spettro della libertà’ , per usare le parole di L. Bunuel nel titolare una Sua Opera cinematografica .
Un ectoplasma di forma e consistenza indefinibili ed irraggiungibili ,tutt’altro che attraente .

In un Universo così misero le Nostre scuole
tanto tecniche per quanto vuote non solo non soddisfano la tensione ideale che istintivamente si presenta in molti ragazzi che con sincero interesse si accostano al mondo della Cultura, ma anzi inibiscono in Loro ogni tensione emotiva .
L’oscuramento di un intero Universo culturale – operato nei Nostri Atenei – appare palese in Coloro
– e sono pochi non essendo retaggio da ‘ omnibus ‘
che si peritano ad andare a sfogliare vecchi libri polverosi in cui grandi Maestri del passato appaiono , alla luce dei nostri tempi ed eventi ,come saggi Profeti . [//]
Ma Essi sono inspiegabilmente dimenticati, anzi di più ;
; seppelliti sotto tumuli di libri e dunque Autori insignificanti ma insigniti dei più autorevoli Titoli accademici e Riconoscimenti internazionali .

(**)
Per quanto qui sopra detto appare chiara la ‘doppiezza’ della tragicità’ di simili eventi ;
da un lato le morti che ne sono conseguite,

dall’altro l’espressione di un passato inconcluso e defraudato nel contempo di un futuro .

E pertanto tutto ciò ci appare come l’espressione di un dramma senza fine come le fatiche di Sisifo o la condanna di Prometeo, ( di cui vedi sopra immagine mitologica ) .

[//]
Ecco perchè si può validamente affermare che :’

:’ la Conoscenza sta al Conoscibile  (allo Scibile) come la direzione sta allo spazio ‘ .

Saluti, topo.gigio .

A. B. Breivik, Norvegia 22/7/2011 | ecco il PERCHE’ della STRAGE

A. B. Breivik, Norvegia 22/7/2011 | ecco il PERCHE’ della STRAGE .

SECONDA PARTE

( …segue dall’articolo:’ A. B. Breivik | NORVEGIA 22 luglio 2011:’ ) .
.
( vedi ‘PRIMA PARTE’ nell’articolo :‘ A. B. Breivik | NORVEGIA 22 luglio 2011 ‘ in ‘ARCHIVIO ‘ luglio 2011 ) .

Sulle ragioni di fondo storiche e culturali che spiegano brevemente ma credo compiutamente le ragioni della strage qui in discussione si è parlato nella ‘PRIMA PARTE’ di questo articolo a cui dunque rinvio .

Qui mi preme sottolineare
l’inconsistenza di fondo della ricorrente tesi di :’

:’ ‘ FRUTTO DI UN PAZZO ‘

con cui la pluralità dei mass media televisivi , cartacei od informatici bollano il gesto di Breivik dandone così sbrigativo e superficiale conto della causa fondamentale.
Non solo per questo episodio ma anche per molti altri – di natura profondamente differente,ma accomunati da comuni eventi delittuosi – come ad es. quando Saddam Hussein invase la prima volta il KUWAIT o quando OSAMA BIN LADEN compì l’attentato alle Torri gemelle .

Non mi aspettavo da quei mezzi di informazione che risibili motivazioni di quel genere .
Ma nell’articolo ‘prima parte’ si sono evidenziate le VERE RAGIONI di un simile gesto .

Poi sottolineo,
completando – almeno in piccola parte – la dimostrazione di quanto asserito nel primo articolo rinviando con questo link a quattro post contenuti nella pagina:’
‘Quattro chiacchiere sul CINEMA d’ ESSAI e sul suo scomodo valore ‘.

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/

I primi tre post del 15/aprile/2011 titolati :‘ Pazzia o tragica psichica necessità? ‘//
‘DIES IRAE ( Vredens Dag )’// ‘Il CORVO ( Le corbeau)’ .

Il quarto post del 19/aprile/2011 titolato :‘Pianeta CHAPLIN ;
seconda parte .
CHAPLIN e la Sua visione del mondo ‘
.
[ Si noti in quest’ultimo post le annotazioni circa il rapporto tra Civiltà occidentale e Mondo ebraico ] .

In questi quattro post – non sto a ripetermi più di tanto – si noterà la presenza di un Pensiero possibile – espresso da forze estranee,si noti, ad un Mondo potenzialmente e faziosamente pangermanico – sulla continuazione della Nostra Civiltà occidentale-continentale apportando una netta cesura con le tendenze puramente economiche industriali provenienti dagli U.S.A. .

Un’Immagine de : ‘ Il corvo ‘ ( Le corbeau ) .
Non a caso uno dei protagonisti – ma il vero protagonista è la vicenda nel suo insieme – fa oscillare una lampada affermando :’

:’ dove il bene e dove il male … ‘

Quanto mai attuale nel suo ri-proporsi storico col triste evento di cui sopra .

Nell’Amleto, Shakespeare fa affermare ad uno dei personaggi :’

:’ le malazioni risorgono per quanta terra le ricopra agli occhi degli uomini ‘

A. B. Breivik | NORVEGIA 22 luglio 2011

Anders Behring Breivik ;

un comune ragazzone con tanti capelli biondi …

Venerdì/22/luglio/2011;
Utøya/OSLO/NORVEGIA/EUROPA nord occidentale…

.
La strage/the massacre/the Holocaust/ occidentale del terzo millennio

,

– una sparatoria a Utøya e una bomba a Oslo -.

.
PRIMA PARTE .

.

Nulla è per caso ; ‘ L’urlo ‘( Skrik ) del Pittore NORVEGESE Edvard Munch .

:”(…) Il passato ritorna presentando il conto , Benn, Juenger,Gottfried, Heidegger, Spengler o – fuori dalla Germania – l’americano innamorato dell’Italia Ezra Pound , il medico francese Céline, ebbero tutti Loro l’ardire – utilizzando i versi di Pound stesso – di un ‘tragico Sogno’ che ormai ‘pesa’…( da :‘Canti pisani’,Pisa 1946 ).

Quale Sogno ?


Un Sogno che potesse difendere la Civiltà Occidentale, ridestando la visione di un Mondo allegorico in declino e di cui lucidamente, tra tutti Spengler aveva evidenziato il decadimento in corso.
Un Mondo livellato su una Realtà fatta di ‘bottegai’ alla ‘Mc’ o di industriali – i famosi ‘ tycoon ‘ – pronti a sublimare in un prodotto seriale banale ,come un automobile,l’intima essenza dell’Uomo .

Tutto l’Occidente continentale stava perendo ,già dai primi anni del secolo scorso, sotto i colpi di una non-cultura provenienti dalla estrema propaggine dell’Occidente; quella oltreoceanica – come W.F.HEGEL ebbe a definire l’America settentrionale ; gli U.S.A. –

e fu così che il tragico esperimento di rivalsa,di riscossaPRIMA DI TUTTO CULTURALE – fu tentato con tragico epilogo .

La tragicità non risiedette tanto nell’esito della seconda Grande Guerra, come si potrebbe d’acchito pensare, MA SOPRATUTTO PER LA MORTE DI QUEL SOGNO mitizzato fin dai suoi primi albori con la Civiltà greco/romana .
Il Mito consistente nella speranza che l’Occidente non capitolasse con tutto il Suo retaggio culturale .E con questo avesse fine la propria identità .

[ Robert MUSIL ne :‘ I turbamenti del giovane Törless ‘ ebbe a scrivere :‘ Noi moriamo la sera e rinasciamo la mattina ‘ .
La percezione chiara di allora da parte di molti – e in particolare ed in anticipo sui tempi ,da parte dei Personaggi sopra citati – fu proprio questa ;
;’ la morte definitiva della Fenice ‘;essa non sarebbe mai più risorta dalle sue stesse ceneri ‘
. La morte pura e semplice di una Civiltà . ].

Ecco spiegato il perchè del secondo libro di Spengler :
:’ L’UOMO E LA TECNICA’
( tit.orig. ; ‘ Der Mensch und die Technik ‘,1931 ).
Un rapporto meccanico ed arido per un ‘non occidentale’ tra se stesso e la tecnica acquisita passivamente , fatto inaccettabile per l’Artefice della tecnica stessa ,cioè l’Uomo Occidentale stesso (… dall’Orologio descritto da Bessarione in poi…), che prima degenera in tal rapporto poi ,presane coscienza, inorridisce di ciò .
Ma questo tentativo di affrancazione da un ‘Golem‘ o, se si vuole, dalla mostruosa creatura di lang(h)iana memoria (Moloch) ne :’ Metropolis‘- degno dell’ araba fenice – andò perso e con Lei il quesito di fondo ;

:quale il Nostro futuro di Occidentali ?



I Nostri Governi Occidentali,
,tanto democratici quanto apparentemente tali, hanno saputo dare ‘cose‘ ma null’altro .Il Mito si è trasformato in vile menzogna contabile .
Hans KELSEN parlando difatti della felicità ‘statale’,cioè apportata dallo Stato, ne definiva la consistenza nel conferimento, ai cittadini di quello Stato, di ‘beni’ e ‘servizi’.
Non certo nella ricerca di una felicità interiore ( vedi :’ Teoria generale del Diritto e dello Stato) .

Con un impianto neopositivista come quello kelseniano, i Governi post bellici occidentali hanno implicitamente,silenziosamente e segretamente fatto accettare ,ad ogni singolo ignaro cittadino, l’abbandono del drammatico quesito del rapporto tra ‘ l’UOMO ‘ e la ‘ TECNICA ‘; tra il ‘fare’ ed il ‘pensare’ tra la realtà ‘fattuale’ e ‘fattibile’ma, sopratutto, hanno finito con attribuire colpe olocaustiche a quel Mondo culturale che ebbe degenerazione finale solo nei suoi ultimi risvolti politici ma non nel suo porsi gli interrogativi fondamentali – e legittimi – di cui sopra .

Ecco la colpa , – e… DI CHI ?

,Colpa che ha portato ad annullare ,a svuotare di ogni significato i voli simbolici di un J. EVOLA ,le riflessioni per analogia storica di uno Spengler – come Spengler stesso amava sottolineare la ‘consistenza procedurale’ del Suo lavoro – portando l’essere umano a smitizzare ogni sentimento ,ogni illusione, ogni realtà che vista nella sua crudezza ha generato i mostri della quotidianità che Noi tutti abbiamo sotto gli occhi .
La mancanza di un qualsiasi mito,di un qualsiasi Ideale .Ecco il risultato di tutto questo lavoro post-bellico .

E quindi ?

e quindi bollare simili attentati con l’etichetta :’
:

‘ FRUTTO DI UN PAZZO ‘

è nascondersi dietro ad un dito .E’ la vera follia .

Vuol dire negare ogni raffronto con il Nostro passato e con una Storia che andrà necessariamente riscritta .
Se pur certamente esecrabili , simili gesti sono il frutto di un profondo disagio che ha antiche e intelligibili radici come ora accennato .


Un titolo appropriato (…) .

( continua … con l’articolo :’A. B. Breivik, Norvegia 22/7/2011 | ecco il PERCHE’ della STRAGE ‘ ).

REFERENDUM 2011 PERCHE’ VINCERA’ il ‘SI’ .

REFERENDUM  2011

PERCHE’ VINCERA’ IL ‘SI’ .

Domani , domenica 12/giugno/2011 e dopodomani lunedi’ 13 , si terrà’ un referendum ( e come tale con valenza solo abrogativa )

circa ;

affidamento gestione acque ( solo gestione pubblica[si] ,  anche gestione privata[no] )

tariffario acque ( solo prezzo di costo [si] , anche in bolletta profitto[no] )

energia nucleare ( niente centrali sul suolo italiano [si], costruzione centrali sul suolo italiano [no] )

legittimo impedimento ( il Presidente del Consiglio ed i Ministri non possono autocertificarsi impediti ad apparire davanti ad un giudice [si] , il Presidente del Consiglio ed i Ministri possono autocertificarsi impediti ad apparire davanti ad un giudice[no] .

Questo referendum mi ricorda tanto quello promosso dall’allora deputato Mario SEGNI nel giugno 1991 ;

; — era dato per perdente con la probabile mancanza del quorum anche grazie all’invito dell’allora Presidente CRAXI ( e da Bossi ) di ‘ andare al mare ‘ ,

— era l’incipit del tramonto della prima Repubblica sull’onda processuale emotiva e del disastro economico creato da tangentopoli ,

— era l’espressione di un sentimento profondamente popolare teso a cambiare pagina ( ma sarebbe più corretto al tentativo dubbio di farlo ) .

Tutti questi elementi – anche se in forma ‘ammodernata’ ci sono tutti anche per il referendum di domani .

La maggioranza dei cittadini,

da un lato vorrà riappropriaresi di un diritto sacro santo di evitare gestioni di un elemento basilare come l’acqua,

dall’altro vorrà ribadire che il vecchio referendum sul nucleare fu già tenuto e ben chiarito allora il Loro parere in merito a questo argomento ,

infine come la tracotanza di CRAXI di allora fu duramente punita così con il quesito sul legittimo impedimento la si punirà domani .

Le forze politiche che attualmente invitano all’astensione ,

– per non invitare a votare ‘NO’ sapendo che sarà un voto di pochi non volendo certo accumulare un’altra batosta politica dopo quelle comunali –

, hanno escogitato un modo come un altro per rifugiarsi in ‘corner’ .

E con i referendum che di tanto in tanto si ha un barlume  dell’unica vera democrazia ; quella diretta e non ‘intermediaria’ come quella parlamentare .

Un ‘ restyling ‘ attraverso un cambio di persona , ma la sostanza sembra essere la stessa .

Tag Cloud