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MELODIE o disarmonie del VINO ,d’Italia ? 2015

MELODIE o disarmonie del VINO ,d’Italia ? 2015

vedi note sull’edizione 2015 ,e precedenti, attraverso il seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/06/08/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia/

rocca di frassinello 2015

rocca di frassinello 2015

Nel legno l'affinamento, ma per tutta la produzione della cantina...

rocca di frassinello 2015 scorcio della Cantina

rocca di frassinello 2015 scorcio della Cantina

Il  logo ideato da David La Chapelle per bottiglia di vino di rocca di frassinello. Gigantografia in bella vista durante la serata 2015. The new pop Art, ovvero la Pop Art del XXI secolo

Il logo ideato da David La Chapelle per bottiglia di vino di rocca di frassinello.
Gigantografia in bella vista durante la serata 2015.
The new pop Art,
ovvero la Pop Art del XXI secolo

Quanto è dissonante con la seguente semplice immagine ;

Rocca di Frassinello

ed anche;

Rocca di Frassinello ,scorcio della campagna circostante.

Rocca di Frassinello ,scorcio della campagna circostante.

pop art in una cantina maremmana; Rocca di Frassinello.

pop art in una cantina maremmana; Rocca di Frassinello.

Nota di ordine generale ;

dopo,e solo dopo,
aver letto quanto pubblicato nei vari post sulle Cantine toscane
( Petra di Suvereto, Rocca di Frassinello e Cantina Antinori nel Chianti classico ) ,
si potrà ben capire quanto viene espresso in questa nota qui di seguito,che ha certo una valenza di valore generale,pur prendendo spunto da queste specifiche realtà locali.

Due elementi vengono qui di seguito rilevati.

__°
Il primo è di ordine architettonico,
e premetto a ciò due vecchi Pensieri d’altri tempi ;

Ludwig Mies van der Rohe :' :' la forma non è il fine del nostro lavoro,bensì il risultato '.

Ludwig Mies van der Rohe :’
:’ la forma non è il fine del nostro lavoro,bensì il risultato ‘.

e,

Pier Luigi Nervi :' :' Un progettista deve avere la mente sgombra, libera, non deve voler raggiungere già dei risultati. Non deve proporsi di sentire ;  se sentirà, sentirà spontaneamente '.

Pier Luigi Nervi :’
:’ Un progettista deve avere la mente sgombra, libera, non deve voler raggiungere già dei risultati.
Non deve proporsi di sentire ;
se sentirà, sentirà spontaneamente ‘.

Appare evidente,
,
se si dà un’occhiata ai lavori – per costruzioni pubbliche o private – alle strutture realizzate dalla metà ,grosso modo, della seconda parte del secolo scorso,
,
che il principio espresso – lo stesso seppur in modo differente – dai due architetti qui sopra non solo non è stato seguito ma rovesciato nella sua struttura logica .
O i due architetti qui sopra sono stati cattivi profeti, o intuirono con buon anticipo, la strada che il mondo dell’architettura stava intraprendendo.
E tentarono dunque di porvi rimedio avvertendo per tempo .
Non credo sia un caso che i due architetti,
di cui sopra espresso un Loro Pensiero ,del tutto coincidente,
ebbero come ‘comune sentire’ l’incontro il primo con Romano Guardini e l’altro con Giovanni Montini (alias Paolo VI).
E questo va inteso non tanto come una sorta di avvertimento da/per bigotto pretaiolo, ma come un sentire da parte di una Istituzione che venendo da secoli di storia ha in se la capacità di discernere ciò che appare e solo appare con ciò che è vero, reale .

__°
Il secondo elemento è di ordine economico-sociale .
Anche qui premetto due Pensieri; il primo di un vecchio architetto americano, il secondo di un architetto olandese contemporaneo .

Frank Lloyd Wright :' :' E' decisamente impossibile considerare l'edificio come un elemento e, il suo arredamento come un altro. Sono entrambi semplici dettagli strutturali della sua natura e completezza ' .

Frank Lloyd Wright :’
:’ E’ decisamente impossibile considerare l’edificio come un elemento e, il suo arredamento come un altro.
Sono entrambi semplici dettagli strutturali della sua natura e completezza ‘ .

e,

Rem Koolhaas  :' :' Non è possibile vivere in quest'epoca se non si possiede la consapevolezza delle sue tante forze contraddittorie ' .

Rem Koolhaas :’
:’ Non è possibile vivere in quest’epoca se non si possiede la consapevolezza delle sue tante forze contraddittorie ‘ .

Dal dopo guerra in poi il vecchio Continente europeo si è progressivamente uniformato a quello americano (USA) .
Fondendo il know-how americano con il mondo europeo ( storia, territorio, tradizioni etc…) è stato possibile – tra gli innumerevoli progetti – realizzare le Cantine di cui sopra.
Tuttavia la distonia si sente, per quanto la si cerchi di nascondere ;

;difatti il concetto di costruzione americano è ben diverso da quello europeo.
La costruzione in Europa è di ordine prettamente utilitarista,
si bada all’economia su ogni elemento dell’edificio fin nei minimi particolari .
In quanto non solo le classi meno abbienti hanno difficoltà a procurarsi case e servizi di qualità, ma sopratutto le classi più abbienti vedono nell’edificio solo un elemento come tanti altri di speculazione reddituale .
In america (USA), al contrario la costruzione è , e può permettersi di esserlo, ricerca senza limiti di spesa.
Non è ‘spreco’ , come verrebbe inteso ciò in Europa,
ma realizzazione ,grazie ai mezzi finanziari disponibili ben maggiori di quelli in Europa, di una idea nella sua pienezza .

Con le Cantine toscane sopra viste sembra di essere incappati in una contraddizione. Ed in effetti è così .
Vi è una ricerca nelle soluzioni architettoniche di ‘tipo americana’ ovvero si cerca la spettacolarità ( più che vera ricerca di avanguardia ) e questo per le ragioni già dette nei post su queste Cantine .
Tuttavia sono pur sempre realizzate nel vecchio Continente europeo e da europei , ed allora salta fuori
sia la contraddizione con gli edifici circostanti, infrastrutture comprese,
sia, sopratutto,
con i loro Patrons, i proprietari,
che hanno dovuto, ma non realmente voluto , realizzarle per ‘scopi di facciata’, pubblicitari .
E quindi si nota ,come sopra indicato, l’atteggiamento micragnoso che pervade i loro artefici/Patrons che sono espressione di quella vecchia stanca bourgeoisie che è agli antipodi come mentalità e comportamento dell’universo americano imprenditoriale,in cui l’imprenditore è tale ma di certo non un bourgeois .
Ecco allora spiegata una frase che ci appariva un pò tronfia, ma che alla luce di quanto visto non lo era affatto;
Nel Suo film del 1941 – ‘Quarto potere’ ( Citizen Kane ) – Orson Welles fa dire ,al Suo personaggio da Lui stesso interpretato , in risposta alla domanda :‘se in Europa aveva trovato un mondo di affari’ :’

:’ Affari ? In Europa ? In Europa non ho visto affari !

________________________________

Con riferimento a quanto già postato al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/03/10/cantina-antinori/

aggiungo alcuni dettagli su Cantina Antinori nel chianti classico presso Bargino di San Casciano (FI) .

L'angolo dell'acquisto presso Antinori Bargino di S.Casciano (FI); si dia un'occhiata al prezzo del vino bianco 'Cervaro della Sala' 2013 ; 36 euro. Ma se si prova a chiedere lo stesso vino ma annata 2012 ecco che il prezzo sale a ben 55 euro . E... perché si dia un'occhaiata ai 100 vini scelti/ritenuti i migliori al mondo dal campione mondial sommelier ( Luca Gardini ) - vedi al link qui sotto -e si noterà che l'annata 2012 è tra i 100 vini... Ognunop ne tragga le conclusioni che meglio crede... E' il caso di dire a buon intenditore poche parole !

L’angolo dell’acquisto presso Antinori Bargino di S.Casciano (FI);
si dia un’occhiata al prezzo del vino bianco ‘Cervaro della Sala’ 2013 ; 36 euro.
Ma se si prova a chiedere lo stesso vino ma annata 2012 ecco che il prezzo sale a ben 55 euro .
E…sul perché di ciò si dia un’occhiata ai 100 vini scelti/ritenuti i migliori al mondo dal campione mondiale sommelier ( Luca Gardini ) – vedi al link qui sotto -e si noterà che l’annata 2012 è tra i 100 vini…
Ognuno ne tragga le conclusioni che meglio crede…
E’ il caso di dire a buon intenditore poche parole !

Cervaro della Sala ma... 2013 Se chiedete il 2012 - scelto dal campione mondiale dei sommelier , Luca Gardini , tra i primi 100 vini migliori del mondo ecco che il prezzo sale a ben 55 euro..!

Cervaro della Sala ma… 2013
Se chiedete il 2012 – scelto dal campione mondiale dei sommelier , Luca Gardini , tra i primi 100 vini migliori del mondo ecco che il prezzo sale a ben 55 euro..!


e meno male che il Cervaro della Sala 2012 è al 91 esimo posto e non al primo !

vedi quanto ora detto attraverso il seguente link ;

http://divini.corriere.it/2015/03/14/il-brunello-primo-italiano-tra-i-100-di-gardini/

Come già notato per le costruzioni architettoniche fatte da ‘archistar’ ,
anche in questo caso come in altro ( vedi al link qui subito sotto )
occorre un grande intenditore, una sorta di guru che tutto sa, che stabilisca il gusto ‘vero’,quello più raffinato e relativi valori dei vini in una classifica che non lascia spazio a contestazioni.
Senza contare il fatto
che il sommelier qui citato ( Luca Gardini,campione mondiale sommelier ) non credo si sia bevuto/assaggiato tutti i vini di tutte le annate disponibili per poter obiettivamente – ma pur sempre soggettivamente – generare la classifica dei primi cento vini migliori del mondo !
E questo dando per scontato l’assoluta obiettività di giudizio e tralasciando come accennato il valore anche fortemente soggettivo della valutazione .
Ecco un’altra classifica, francese, dei cento vini migliori al mondo ;
completamente differente anche analizzando quella del 2014 ( al link qui sotto vi è quella dl 2013 )
da quella redatta dal sommelier Luca Gardini .
Ma tutte sortiscono lo stesso effetto voluto ; ‘far tirare il mercato’, vendere a più non posso e al prezzo più alto;
poiché la folla/la massa è femmina e coma tale ama farsi fottere !

http://www.equipements-de-cuisine.eu/meilleurs-vins-du-monde/

Ecco invece l’avventura americana degli Antinori ;

avendo deciso di produrre vino negli USA, tanto vale pubblicizzare il tutto .

avventura enologica americana (USA) degli Antinori

avventura enologica americana (USA) degli Antinori

avventura enologica americana (USA) degli Antinori 2

avventura enologica americana (USA) degli Antinori 2

avventura enologica americana (USA) degli Antinori 3

avventura enologica americana (USA) degli Antinori 3

Passando al menù ;

mia opinione – si intende – ho l’impressione che ci sia qualcosa di preconfezionato nella ‘Tartara di manzo con insalata di pomodori’ .
Stessa cosa per il ‘tortino caldo al cioccolato con salsa alle pesche’
Stranamente tutti uguali come se fossero non artigianali , così nel sapore …
Si è notato, che i clienti del ristorante
( Rinuccio 1180 , dal Nome del primo Antinori di cui si ha notizia storica certa da documento antico , datato appunto anno domini 1180 ) ,
erano per la maggior parte stranieri; tedeschi ,spagnoli, inglesi qualche russo etc…
Chiaro che non hanno conoscenze gastronomiche come molti italiani attenti al cibo loro presentato,
ma questo non deve certo indurre a tirar via nei prodotti base alimentari da cui si parte per ottenere il piatto finale .

menù Rinuccio  2015 presso Antinori Bargino (FI)

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino (FI)

menù Rinuccio  2015 presso Antinori Bargino (FI) 2

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino (FI) 2

Brogliaccio menù…

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino 2

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino 2

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino 3

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino 3

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino 4

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino 4

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino 5

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino 5

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino 6

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino 6

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino 7

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino 7

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino 8

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino 8

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino 9

menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino 9

Ravioli e...

Ravioli e…

...e pici ( pasta tipica senese) genuini,artigianali

…e pici ( pasta tipica senese) genuini,artigianali

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Balenata in mente l'idea, alla signorina nella fotografia, di fotografare i vari calici di vino,  ecco che si mette in posizione per scattare!

Balenata in mente l’idea, alla signorina nella fotografia, di fotografare i vari calici di vino,
ecco che si mette in posizione per scattare!

fotografia nella fotografia ! Solo che il soggetto di partenza - i calici di vino - , passano del tutto in secondo piano !

fotografia nella fotografia !
Solo che il soggetto di partenza – i calici di vino – , passano del tutto in secondo piano !

Alcuni prezzi dei vini indicati;

listino prezzi vini Antinori

listino prezzi vini Antinori

Listino prezzo vini Antinori 3

Listino prezzo vini Antinori 3

listino prezzi vini Antinori 2

listino prezzi vini Antinori 2


Vedi anche fotografie qui sopra :’ menù Rinuccio 2015 presso Antinori Bargino n° 5 , 6 e 7 .

Altri prezzi da 220 euro in su non sono indicati !

Capisco professionalità e valore intrinseco di una bottiglia di vino, nonché domanda alta di mercato ,
ma è pur sempre fatto imbarazzante proporre un prodotto a quel prezzo così come comperarlo a quel prezzo !
Comprandolo si passa non tanto da intenditori/appassionati/amatori del vino ma da fessi veri e propri .
E… si noti ,in genere,
che dove i prodotti in vendita sono offerti a prezzi altissimi, vi è un notevole atteggiamento sussiegoso ,spesso con inclusa la ‘erre moscia’, da parte di chi è preposto alla vendita/dipendenti/employees di quei prodotti.
Ti guardano dall’alto in basso come a dire :”

:” se non compri il prodotto più caro da noi qui offerto sei proprio un misero, un poveraccio !”

Tutti dipendenti/employees a paga minima sindacale che frequentano gli hard discount e si comprano il vino Tavernello, primo vino in brik !

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MELODIE o disarmonie del VINO ,d’Italia ?

MELODIE o disarmonie del VINO ,d’Italia ?

rocca di frassinello grosseto

Cantina Rocca di Frassinello, Giuncarico di Gavorrano ( Grosseto ) 2013 ; il Patron di Rocca di Frassinello,Paolo Panarai, presenta la serata concertistica di musica classica .
Si confronti con la fotografia in fondo al post – melodia del vino luglio 2015 – ,
in cui il Patron, Paolo Panarai , interviene , stesso identico look !
‘Braccino corto’ anche nel look ?

[++] Vedi in calce serata – unica ,in Toscana, – melodia del vino 2015 presso questa stessa cantina della Maremma .

petra di suvereto livorno

Petra di Suvereto ( Livorno )

ANTINORI NEL CHIANTI CLASSICO BARGINO DI SAN CASCIANO FIRENZE

ANTINORI NEL CHIANTI CLASSICO BARGINO DI SAN CASCIANO FIRENZE

Almeno per quest’anno – 2015 – ,

dopo le quattro manifestazioni degli anni precedenti a far data dal 2011, incipit di queste manifestazioni enologiche,

niente fine primavera ed estate all’insegna di pomeriggi da degustatori del vino di ‘grandi’ cantine toscane seguite in serata da un concerto di musica classica o colta che sia.

niente ‘melodie del vino’ o ‘ Grands Crus Musicaux d’Italie ‘, nel 2015 almeno,
tranne, a sorpresa, per Rocca di Frassinello, vedi in calce, [++]

vedi al seguente link per le manifestazioni ‘melodie del vino’ 2013 ( 2014 )
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/03/10/cantina-antinori/

Esse sono/erano il pendant e magari gemellate con le parallele manifestazioni ,dei cugini transalpini, denominate :

:’ Les Grands Crus Musicaux ‘

Quest’ultime continuano invece anche quest’anno – 2015 – in Francia; si veda in proposito il programma direttamente attraverso il seguente link;

http://www.grandscrusmusicaux.com/programme.html

CHÂTEAU D’YQUEM

CHÂTEAU LASCOMBES

CHÂTEAU SMITH HAUT LAFITTE

CHÂTEAU ANGELUS

CHÂTEAU DAUZAC

CHÂTEAU D’AGASSAC

CHÂTEAU PAPE CLÉMENT

Sono tutte in ‘ CHÂTEAU ‘ ovvero castelli che in Francia oltre ad essere reali castelli di vecchia data sono pure caratterizzanti il tipo di vino prodotto .
Ovvero un vino con la denominazione ‘ CHÂTEAU ‘ deve essere prodotto con uve provenienti dai vigneti di quella cantina/castello e quindi dà garanzia di una certa qualità etc…

Nella Cantina Petra si beveva, almeno nel 2013/4 , ‘Mareto’ ‘Zingari’ e ‘Ebo’;tre linee piuttosto commerciali – niente male – ma non proprio come il vino ‘Petra’ – il ‘top’ della loro linea enologica, che a differenza degli altri loro vini è interamente prodotto ed imbottigliato nella loro cantina ,come gli CHÂTEAU francesi – .
Similmente si beveva nelle Cantine/CHÂTEAU di Rocca di Frassinello e da Antinori .
Capisco la differenza di prezzo – rispetto al prezzo del biglietto di partecipazione – ma il prezzo è anche espressione di una ‘politica dei prezzi’ di un’azienda e non solo un valore minimo dato dai costi di base…
Molti appassionati di vino avranno notato l’Excursus dei prezzi di molti vini italiani di un certo pregio o notorietà;
una crescita inflazionistica impressionante.
( E la ‘caratteristica di pregio ‘ di un vino è spesso data dal fatto dei bicchieri come le ‘stelle Michelin’ per i ristoranti…)
Quando l’inflazione reale sfiora lo zero così da imporre politiche monetarie di ‘quantitative easing ( Q.E.)’ per evitare deflazione, ecco che nel mondo dell’enologia si va in senso contrario ed in maniera del tutto ingiustificata da un punto di vista dei costi per la produzione enologica.
E’ pur vero che il prezzo è determinato dall’incontro tra la curva della domanda con quella dell’offerta ma è pur vero che molte aziende enologiche – ‘ CHÂTEAU ‘ d’Italie – fanno un prezzo a propria discrezione .
Ad esempio una cantina lucchese
– il vino lucchese, non me ne vogliano i lucchesi non ha lustro enologico come quello fiorentino –

avendo ottenuto i ‘tre bicchieri gambero rosso’ 2015 ha visto bene di proporre questo vino ad un prezzo che lascia perplessi , – 69 euro – ,

(Colline Lucchesi Tenuta di Valgiano 2011 Tenuta di Valgiano ).

Quando vini con tre bicchieri, di vecchia cantina con grande tradizione vinicola prestigiosa, costano molto meno !

http://www.gamberorosso.it/vini/1020592-anteprima-tre-bicchieri-2015-toscana

Forse qualcuno ricorderà uno scandalo italiano che fece il giro del mondo :’

:’ scandalo vino al metanolo del 1986 ‘

Per le adulterazioni fatte da una cantina italiana, allora morirono delle persone ed altre rimasero invalide .

Quello che mi stupì d’acchito nel lontano 1986 fu la reazione di molti ‘addetti ai lavori’ ;

la reazione fu quella di grande disappunto non tanto per l’accaduto – gravissimo – in se ma per le conseguenze di immagine ed economiche per un prodotto , il vino italiano , che stava per essere lanciato sui mercati internazionali per giunta in un momento d’oro per l’economia di allora . Con grande ritorno speculativo . E tutto ciò subì ovviamente una battuta d’arresto.
Occorreva far passare del tempo, degli anni, per far dimenticare tutto e poi ripartire alla carica.

Oggi ,è ora chiaro, si sta facendo in Italia nel mondo dell’enologia questo;
una politica speculativa sui prezzi dei vini italiani, benché l’economia mondiale non sia florida come quella della prima metà degli anni ottanta .

Senza contare corsi  ,e possibili ricorsi,  (similari) di quanto sopra fatto cenno circa il disgraziato evento del 1986

vedi quanto direttamente attraverso il seguente link;

http://www.intravino.com/grande-notizia/frode-aromatica-la-replica-di-roberto-snidarcig-tiare-e-quella-parola-orrenda-delatori/

( articolo di  Antonio Tomacelli  sabato 12 set 2015 ore 11:00,

in cui si palesa il dubbio che se non si raggiunge un valore qualitativo di un vino per vie dirette forse…)

———-

– le indagini sono in corso secondo quest’articolo di Tomacelli – ,

[ aggiornamento giudiziario in merito, vedi al seguente link;

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/09/01/news/nel-cellulare-di-ramon-i-nomi-delle-aziende-1.14039258

Caso Sauvignon, nel cellulare di Ramon (Persello) i nomi … – Messaggero Veneto
messaggeroveneto.gelocal.it/…/2016/…/nel-cellulare-di-ramon-i-nomi-delle-aziende-1.1…
01 set 2016 – 01 settembre 2016. UDINE. L’atleta e il suo personal trainer. Nelle conversazioni tra Giambattista Mastropierro, enologo della Cantina Ortona (Chieti, Regione Abruzzo)…

Indagini che sembrano prendere corpo, e non cadere nel vuoto.
Si leggano poi alcuni commenti dei lettori in merito ; alcuni tendono a minimizzare :”

:” …un domani si osserverà che nel 2012 non ha pagato il bollo dell’auto o il canone TV. Che calderone! “

A quanto pare, dal commento qui sopra, non si impara proprio niente dalla storia (?)

Lo scandalo al metanolo è cosa del passato?!

Senza contare poi che

‘la legge è uguale per tutti’

;
se tra i produttori di vino alcuni infrangono le leggi, adulterando il loro prodotto, e così facendo fanno incetta di premi internazionali a go-go , con relativo aumento del volume di affari e conseguente prezzo aumentato per singola bottiglia venduta,
ovvio che fanno concorrenza assolutamente sleale a quei produttori che rispettano in pieno le regole!
Va da se, come detto, indiscutibilmente che se : ‘la legge è uguale per tutti’ , ciò vuol anche dire che i controlli devono essere fatti a 360 gradi; tutti, piccoli , grandi e grandissimi produttori devono subire pari controlli, e non deve essere sacrificato il piccolo produttore per far passare il ‘grosso dell’adulterazione’ perché fa volume sul PIL (prodotto interno lordo) nazionale!

Ecco la fine dell’iter processuale; ne :‘Messaggero Veneto edizione Udine’ quotidiano friulano 17 ottobre 2017 ;

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2017/10/18/news/inchiesta-sauvignon-dopato-e-l-ora-dei-patteggiamenti-per-41-persone-1.16005555

Tutta la faccenda del vino friulano :”


Caso Sauvignon “dopato”: patteggiamenti per 41 persone, 6 mesi per il consulente Persello
Tappa decisiva per l’inchiesta sul vino che vede coinvolti vignaioli e aziende agricole friulane. Nel prodotto veniva miscelato un esaltatore di aromi non previsto dal disciplinare delle produzioni Doc.
Tutti, eccetto l’enologo Persello (condannato a sei mesi di reclusione con la condizionale,n.d.c.), hanno concordato la pena pecuniaria con il pm: si va da 3.750 euro a 10mila euro. Abbiamo ricostruito tutto quello che è successo in questi due anni, dall’apertura del fascicolo a Udine fino al coinvolgimento delle procure di Terni e Chieti
di Luana de Francisco

In sostanza vi è stata adulterazione

ma del tutto pacifica dal punto di vista alimentare, ovvero non nociva per la salute, e tutto ‘sotto il tappeto’ evitando tante discussioni poiché l’azienda Italia non vuole certo rimetterci alla grande – con i chiari di luna che ci sono – come con lo scandalo al metanolo del lontano 1986.
Anzi si va alla carica ;
l’enologo Persello rivendica l’utilizzo dell’amminoacido ‘cisteina’
– usato da chi vuol metter su non tanto un pò di muscoli in palestra pacificamente, essendo un tranquillo prodotto farmaceutico da banco che trovi pure al supermercato , ma per chi vuole rinforzare unghie e capelli  –
da lui, Persello, impiegato al posto dei solfiti che possono essere velenosi o farti venire il mal di testa!

In definitiva il vino si fa in vigna e poi in una tranquilla – leggi; naturale agreste – cantina o si fa in laboratorio ?? !!
( In laboratorio magari si fanno delle analisi di rilevazione e non di possibile trasformazione/adulterazione, non vi pare? )

E’ certo che altri Stati ,come la Francia,
hanno un disciplinare alimentare molto più disinvolto, cioè libero, nel produrre vino ( possono fare il ‘dosage’ ovvero aggiungere zucchero al loro champagne, ad esempio etc…)
( e non solo, si pensi alle adulterazioni ormonali steroidi anabolizzanti tanto per capirci permessi dalla legislazione francese ai loro allevatori di bestiame che possono ‘gonfiare/pompare’ i loro bovini,cosa assolutamente non permessa in Italia )
di sicuro la maggior ristrettezza legislativa italiana se da un lato rende di primo acchito il lavoro al viticoltore molto più gravoso nel raggiungere un risultato vitivinicolo d’eccellenza, certo lo ripaga nel tempo essendo la bontà organolettica benefico ‘effetto di ritorno’ dalla palese schietta sincerità del vino di qualità italiano.
Va da se che se si pretende di fare ‘alla francese’ in Italia
si getta al vento un vanto di genuinità come punto di partenza.
Senza contare la slealtà del viticoltore furbacchione verso quello onesto, cioè verso chi le leggi/law le rispetta per davvero!

Come dico sempre ognuno ne tragga le conclusioni che meglio crede

]

Furbizie, frodi, ‘scorciatoie di ogni genere’ ve ne sono state sempre nel passato ed in ogni epoca.
Tuttavia ai giorni nostri ciò sembra essere il metodo per eccellenza con cui operare.
Se ,come dico sempre, l’arte è uno specchio profondo che coglie un’epoca, e l’individuo che ne è il rappresentante, nella più intima essenza ecco che le due opere qui sotto ben rappresentano le differenze tra due epoche differenti; quella rinascimentale di Leonardo da Vinci e quella attuale del terzo millennio;

Dalla fine del XV secolo (1496) nella Firenze rinascimentale, ad oggi.....  ----------->

Dalla fine del XV secolo (1496) nella Firenze rinascimentale,
ad oggi….. ———–>

freccia

Il cenacolo del terzo millennio!

Il cenacolo del terzo millennio!


forse, dicevo,
lo si fa attraverso un ‘quid’ proveniente dal mondo della chimica, chimica che non finisce mai di stupirci; oggi ha ,a quanto pare , un nuovo ramo; quello delle ‘elaborazioni aromatiche-olfattive’ che, a giudicare dai risultati (discutibili solo dal punto di vista giuridico e non chimico), oggi permette di ottenere i famosi sentori ,

,tanto decantati ed agognati dagli enologi, intenditori, appassionati vari etc…,

di prugna, mirto, pesca, albicocca… e chi più ne ha più ce ne metta ! )

Da altra strada si arriva – parere certo personale, lo ribadisco -, a far eccellente un vino attraverso auto referenziazione di chi lo produce;

vedi in merito quanto al seguente link;

http://espresso.repubblica.it/food/dettaglio/ce-del-rosso-alle-cinque-terre/2070507

ed anche;

http://www.intravino.com/grande-notizia/degustazioni-in-campo-aperto-walter-de-batte-racconta-del-suo-vino-harmoge/

e,

http://www.primaterra.it/le-persone/

Sembra non esservi scampo;

tutti all’arrembaggio ,con qualsiasi strumento a disposizione, poiché il  mercato è in grande espansione.

L’impressione è di una sorta di armata Brancaleone  .

Quando in realtà oltre la ‘facciata’ l’immagine, il look luccicante di questo bel mondo del vino italiano,

vi sono molti problemi da parte dei produttori di vino italiani nel piazzare il loro vino. Così che all’estero devono calarsi le brache di fronte al grosso importatore – che per legge, in parte degli USA, è l’unico che può vendere direttamente ai negozianti/enoteche – così i vinattieri italiani gli devono fare un prezzo stracciato/bassissimo .
Prezzo impensabile per un amante italiano del buon vino che lo strapaga quando si reca in una enoteca !
E si consideri ancora il fatto che nel mondo ,da una parte vi è
‘lo scaffale – regale – dei vini francesi’ e poi
dall’altra lo ‘scaffale – popolare – contenente tutti gli altri vini’ ; italiani spagnoli, portoghesi, cileni etc…!

Pur ammesso che negli CHÂTEAU francesi, in occasione dei ‘ Grands Crus Musicaux ‘ di Francia, non si servano vino e pietanze d’accompagnamento migliori rispetto a quelli serviti fino all’anno passato in Toscana nelle ‘melodie del vino’ , è pur vero che come nel mondo sportivo è ‘lo sfidante’ che deve dimostrare di avere una marcia in più rispetto al campione!

Il sorpasso italiano sui vini francesi è forse nelle intenzioni italiane ma non nei fatti !

Nota;
non si deve pensare che quanto qui scritto è finalizzato al solo fine di , dequalificare , criticare sterilmente o addirittura screditare un mondo fatto indubbiamente di tanto impegno , professionalità , rischio d’impresa etc…
Premesso tutto questo a quanto ora detto, va pur sottolineato che nel momento in cui si opera

– dal piccolo o grande produttore di vino, all’ultimo tassello di questa lunga catena costituita da produttori e commercianti –

in questo settore, come in molti altri di antica tradizione territoriale , in maniera ‘piratesca’

– e si investe di conseguenza in questo particolare settore del mercato perché il mercato tira’/ha la domanda in forte crescita – ,

e non su basi di/anche tradizioni familiari territoriali e vera competitività nel produrre un buon prodotto ,
ecco allora che l’elemento speculativo finisce presto o tardi per prendere la prevalenza e rovinare ciò che di buono in secoli di vecchia tradizione si era costruito .

Come dico sempre…
Chi legge ne tragga le conclusioni che meglio crede…

[++]

Decisa all’ultimo momento, visti gli inviti tardivi come la biglietteria al botteghino (virtuale/on line) inviti a far data dal 15 luglio cioè solo dieci giorni prima ,

ecco la singola tappa estiva di questa manifestazione enologica toscana ;

melodia del vino 2015 ,25/luglio, presso Rocca di Frassinello , nella Maremma Toscana .

Alcune fotografie di questa manifestazione in cui , non me ne vogliano gli organizzatori, si ripetono le tendenze da ‘braccino corto’ già espresse nel post ( vedi nota nello stesso) di cui al link qui sotto ,

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/07/08/melodie-del-vino-les-grands-crus-musicaux-de-litalie/

Difatti molti convenuti hanno manifestato ,più o meno apertamente, che le vivande oltre che scarse erano assai misere nel contenuto ; panzanella ovvero ‘pane e pomodoro’!
Peggio ancora i vini; solo due tipi un bianco ed un rosso e per giunta ;

 

‘vini (solo imbottigliati) della Tenuta; il Vermentino e il Poggio alla Guardia – Vigne Alte.’

vini,come dicevo, solo imbottigliati dalla Tenuta Rocca di Frassinello ma non da loro prodotti ( non da…CHÂTEAU) come (al contrario) inoltre – per chiarire con l’immagine del presente loro vino

In visione ma... non in degustazione!

In visione !

Imbottigliato dal produttore ma non all'origine...gli altri...

Imbottigliato dal produttore ma non all’origine…gli altri…

Le due immagini qui sopra,
come la successiva qui sotto sono l’Opera/Label celebrativa d’anniversario ,il decimo, ovvero una semplice etichetta per bottiglia di vino creata da un fotografo americano – David La Chapelle – .
Questo sulla scia di quella (l’etichetta) ormai nell’immaginario (da consumatore) collettivo
di Andy Warhol,alias Andrew Warhola che creò un’etichetta famosissima ; quella per la/della

zuppa Campbell, zuppe Campbell ( CAMPBELL’S TOMATO SOUP )

Siamo nel pieno di una new pop Art ;
un lavoro artistico applicato al mondo della produzione in serie – nel caso quello vitivinicolo – in cui l’artista mostra come può indurre al consumo anche in un mondo – quello del mercato in perenne espansione – ,che sembrerebbe escluderlo per contraddizione di finalità (senso critico e acritico ,ecco la contraddizione in termini).
Mercato che pur richiedendo/auspicando un senso acritico nel consumatore, richiede ugualmente ed utilmente l’impegno artistico – che per natura è critico per eccellenza – per pubblicizzare e quindi commercializzare un prodotto di consumo !

Warhol_Lattina di zuppa Campbell, confronta con l'etichetta / label qui sopra del 'continuatore' - se così si può dire - David la Chapelle. Il vero problema - sia nel produttore che nel consumatore - è che tutto questo 'pout pourri' artistico commerciale è naturale realtà artistica ed apprezzabile ,nel contempo, realtà economica commerciale!

Warhol_Lattina di zuppa Campbell,
confronta con l’etichetta / label qui sopra del ‘continuatore’ – se così si può dire – David la Chapelle.
Il vero problema – sia nel produttore che nel consumatore – è che tutto questo ‘pout pourri’ artistico commerciale è naturale realtà artistica ed apprezzabile ,nel contempo, realtà economica commerciale!

Più che di :’

:’ rapture of the grape / rapimento dell’uva ‘

io parlerei di

:’totale straniamento dell’intelligenza’

e questo ovviamente per un semplice fatto ;
è – sopratutto in un prodotto come il vino – il contenuto che conta e non il contenente .
Si deve (dovrebbe) rivolgere l’attenzione al percorso di produzione, come l’affinamento ,ad esempio, in botti di rovere ( di tutta la produzione della Cantina non solo di qualche bottiglia…), la cura di un’uva magari biologicamente prodotta ( si tenga presente che gli antiparassitari impiegati nella viticoltura sono potenti insetticidi ) etc…
E principalmente a questo…non all’etichetta.
Ma se si appiattisce il senso critico,di tutto questo il consumatore finisce per non tenerne conto…

Ovvio poi i malumori ,inevitabili sia per il prezzo della visita ; ben 36 euro a testa ed inoltre per il fatto che un intenditore sente subito che il vino non era all’altezza dell’occasione !
( E questo per il fatto che in alcuni consumatori ,chiamiamoli pure i ‘più attenti’ il senso critico permane per formazione culturale, spinta innata al senso critico,conoscenza specifica di un certo settore etc…).

Se si beve così, con discutibile qualità, in una Cantina che vuole essere di assoluta eccellenza, come si berrà mai in una comune/volgare osteria ?
Temo di dover dire, allo stesso livello – o forse meglio – se il cantiniere/vinattiere è un appassionato (vero!) ma spendendo molto meno.
E questo a nome, come sopra indicato , di molti !
Per dare un’idea del livello – oggi presente – in molte manifestazioni, vernissage etc…, di ciò che è servito ( con spesa d’ingresso irrisoria o addirittura gratuitamente )basta constatare che a semplici inaugurazioni si servono vini di questo livello ;

Ecco il livello dei vini ad un semplice 'Vernissage' ! Ovvio che una Cantina 'd'Autore'/firmata ( R. Piano) ,obbliga ad un :' noblesse oblige ' !

Ecco il livello dei vini ad un semplice ‘Vernissage’ !
Ovvio che una Cantina ‘d’Autore’/firmata ( R. Piano) ,obbliga ad un :’ noblesse oblige ‘ !

Si è notato,
giungendo nei pressi di Giuncarico, la località ove è sita la Cantina Rocca di Frassinello, che vi erano molti casolari assai cadenti ma con delle vigne,

con dei vigneti, che li circondavano sorprendentemente ben tenuti ;

piccoli produttori che forniscono ,forse,uve a Cantine ‘tanto belle nel loro porsi‘ per i vini ‘imbottigliati’ ma non dalle stesse prodotti..?
[ Inoltre, pochi anni fa la Cantina Rocca di Frassinello, avendo emesso dei futures sul mercato finanziario – sistema/equazione di auto finanziamento – attraverso l’Istituto di credito Intesa Sanpaolo/Fideuram, donava a go-go casse intere del loro vino anche ai più semplici funzionari dell’Istituto !
Ovvio che è ‘la scala dei valori’,
in relazione a come sopra indicato nel rapporto con i visitatori della Cantina,
che non va !]

Paolo Panarai 2015, interviene al momento Jazz ; si noti ,confrontando con la prima fotografia di questo post, in cui è ripreso sempre Panarai ma nel 2013, che è vestito allo stesso identico modo! Un pò di LOOK no ?

Paolo Panarai 2015, interviene al momento Jazz ;
si noti ,confrontando con la prima fotografia
di questo post, in cui è ripreso sempre Panarai ma nel 2013, che è vestito allo stesso identico modo!
Un pò di LOOK no ?

Quest’anno visita giudata ai ritrovamenti archeologici nei terreni della Cantina Rocca di Frassinello, durante gli scavi per la preparazione dei terreni agricoli;
ecco alcune immagini ,

reperto etrusco presso Rocca di Frassinello

reperto etrusco presso Rocca di Frassinello

Didascalia in merito ai ritrovamenti etruschi

Didascalia in merito ai ritrovamenti etruschi

Come sopra

Come sopra

stefano cocco cantini e simone zanchini Jazz presso Rocca di Frassinello

stefano cocco cantini e simone zanchini Jazz presso Rocca di Frassinello

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 1

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 1

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 2

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 2

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 3

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 3

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 4

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 4

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 5

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 5

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 6

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 6

pubblicità internet ;

http://www.toscana-notizie.it/-/melodia-del-vino-2015-ciuoffo-opportunita-per-conoscere-la-toscana-meno-nota-

MELODIE del VINO ; Les Grands Crus Musicaux de l’Italie. 

MELODIE del VINO ;

;les Grands Crus Musicaux de l’Italie.

alias :’

‘ due serate tra i due eco-giganti ‘

petra3

Cantina ‘Petra’ , Suvereto – Livorno – , progettata dall’architetto svizzero Mario Botta

piano18

Cantina ‘Rocca di Frassinello’ , Giuncarico di Gavorrano – Grosseto – ,progettata dall’architetto italiano Renzo Piano [**]

( vedi in fondo a questo articolo/post le altre fotografie delle due cantine toscane )

Per post su cantina ANTINORI – San Casciano, località ‘Bargino’ Firenze – vedi al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/03/10/cantina-antinori/

Gli sciccosi – i :‘très chic’ o, ‘Posh’
sono sicuramente al corrente di queste manifestazioni italo francesi,tra loro gemellate da un iter parallelo, che da tre anni ,la prima risale al 2011,
– cioè dall’inizio della crisi recessiva più pesante dal lontano 1929 ad oggi –
si ripetono secondo un copione pre-definito e sopratutto mai indagato, mai analizzato nella sua struttura come se fosse una realtà naturale a noi tutti precedente e quindi ‘data’/’indiscutibile’ . Ovvio che non è così .Ovvio che queste manifestazioni sono state create a tavolino.
Vale la pena dunque

– sia per il fatto che nessuno vi ha mai speso due parole ,due parole non da ‘merchandising’ ,sia per l’importanza di ciò che l’evento sottintende –

parlarne, avendo avuto l’occasione di partecipare a due di queste manifestazioni eno/musicali;
; – a quella di sabato 29/giugno/2013 a ‘Petra’ di Suvereto
ed il sabato successivo, 6/luglio/2013,a quella di ‘Rocca di Frassinello’ a Giuncarico di Gavorrano – .

Le ‘realtà economiche’, ma sarebbe meglio dire socio-economiche , visitate sono realtà presenti sul territorio da circa un decennio o poco più. Sono realtà recentissime.
La loro finalità, almeno sulla carta , è quella di produrre vino. Non vino ‘comune’, da osteria anche se alcune loro ‘linee’ di prodotto sono ‘commerciali‘, ma vino della più fine qualità.
Quello,per intenderci, che un antico scrittore latino, amante del buon vino , Petronio bollò con la famosa scritta :’

:’‘ vita vinum est ‘.

Niente di male, tutt’altro; una realtà contadina/un territorio agricolo fatta/o di tanti piccoli paesotti semi dimenticati e non valorizzati ,se non da qualche agriturismo, riprende forma, consistenza e forza creativa. ( Tant’è che nella manifestazione di ‘Petra’ di Suvereto era presente il sindaco, Giampaolo Pioli nominato pure Presidente de ‘Città del Vino’ dai suoi Colleghi di tutta Italia ).

Ed eccole improvvise ,nel loro apparire al visitatore, – contemporanee alla loro stessa creazione – come una sorta di alchimia dal sapore d’altri tempi;
nel momento stesso della loro creazione,queste realtà enologiche
determinano una trasformazione del territorio e del suo assetto economico/sociale impensabile e repentina.
Trasformazione che non è il prodotto di un nuovo/originale modo di far economia e pianificazione del territorio ma il suo ‘continuum .Solo che lo si fa per la prima volta ,almeno in Italia, nel campo specifico dell’enologia .

Su quest’aspetto economico (causa prima della loro nascita) si innestano indubbiamente altri fattori ,altre cause che probabilmente hanno influenzato le decisioni creative e operative di chi ha deciso pochi anni fa di costruire e dirige queste ‘realtà enologiche’ .
Almeno un fattore/causa ,ma… personale, ha determinato la loro costruzione ; una sorta di ritorno alle origini ,alla terra in concomitanza della crisi del mondo industriale se non altro occidentale.
Così come un altro fattore/causa – molto sciccoso – è all’origine di queste realtà neo-agricole ; l’ambizione (magari ben celata da flemmatici atteggiamenti) di emulare un toscano d’altri tempi , Napoleone B(u)onaparte ,

[ ricordo che nacque da padre di origini toscane (sanminiatesi) pure e da madre ,Letizia Ramolino, ligure pura solo un anno dopo la cessione dell’italianissima Corsica alla Francia (1768) da parte della Repubblica di Genova.
E che si cambiò prima il cognome togliendo una ‘u’ ,per renderlo più francese, e poi si autò celebrò facendo del proprio cognome il proprio nome .]

un B(u)onaparte che esiliato all’Isola d’Elba, in Toscana, si mise a produrre vino di grande qualità .

Ma elenchiamo con ordine alcuni degli aspetti generati da queste ‘realtà enologiche’;

;

(I)

l’impatto architettonico è travolgente – nel senso migliore del termine – .
Ogni realtà contadina fatta di vecchi casolari anche di nobile fattura ed antichi, appaiono microscopici di fronte all’imponenza di queste costruzioni post-moderne .
Le stradine stesse da cui si accede e che dunque occorre percorrere per giungere a queste realtà, sono minuscole e visibilmente precedenti ed inadatte a cospetto della regalità di ciò che sembra piovuto dal cielo .

(II)

Appare chiaro che queste costruzioni non sono nate nel contesto culturale e men che mai economico in cui si trovano,vivono e creano . Sono ‘tanto/tanto’ come giganti tra gnomi.

Esse generano nell’osservatore (toscano o meno) sensazioni – assai nette – contrastanti (ossimori) come;
;
realtà distopiche ed utopiche allo stesso tempo
e
dissonanti e armoniosamente integrate col paesaggio naturale e storico (toscano) circostante .

Alcune nascono
da capitale italiano ma non toscano come per ‘Petra’ di Suvereto .Il suo artefice è infatti Vittorio Moretti un capomastro lombardo self-made man tutto mestola e casa in cui l’elemento ‘terra’ come, per esempio , per il noto cantante Albano Carrisi ( che tra l’altro produce vino alla grande ), rappresenta un qualcosa di ‘vero’ tangibile e non artificioso .
O come per il noto cantante Sting che produce vino nella sua tenuta “Il Palagio” a Figline Valdarno (FI),quando non va nella foresta amazzonica nel disperato tentativo – ammirevole – di fermare il disboscamento selvaggio .

Altre nascono,
come per Rocca di Frassinello,
da capitale misto italo francese; da una parte niente di meno che da un ramo della famiglia dei Baroni Rothschild,già produttori del noto vino ‘Château Lafite’ ( il vino che beve 007 quando ci dà di rosso bordeaux, mentre beve Dom Pérignon quando ci dà dentro di Champagne ),
dall’altro dal Partnership Castellare di Castellina capitanata dal milanese Paolo Panarai , che da giornalista ha quanto pare deciso di allietare i lettori di quotidiani – e quindi di cattive notizie a gogò – con un bicchiere di buon rosso scaccia pensieri .

(III)

Se, non mi stancherò mai di ricordarlo, la Storia si ripete, come intuì saggiamente un nostro illustre predecessore ; Giambattista Vico ,eccone un esempio assai intuitivo;
sembra – con queste costruzioni tronfie seppur semplici nella loro lineare architettura – , di esser tornati ad una sorta di rapporto medievale ; il Signore ,cioè colui che detiene il dominio di un territorio, e ,tutt’intorno, il contado formato da contadini dipendenti dal Novello-Feudo .
La differenza con l’età di mezzo,o MedioEvo, è che ormai tra i due ceti non è più il sangue a distinguerli ( blu e rosso) ma il censo unito al ‘know-how’ ).

(IV)

Infine , in un’ottica più ampia super nazionale , tutto ciò è espressione di una realtà che rappresenta un mutamento profondo ; da una precedente realtà industriale occidentale ad una neo agricola turistica occidentale.
In altri termini; l’asse economico – dalla fine degli anni ottanta – si è spostato irrevocabilmente e ‘spenglerianamente’ ad est o comunque nei così detti Paesi facenti parte del ‘B.R.I.C.S.’ . Di conseguenza per poter sopravvivere realtà occidentali come Francia ed Italia devono mutar politica economica.
Saggiamente l’utilizzo delle risorse del territorio in base alla sua ricchezza intrinseca – nel nostro caso storia, paesaggio e buon clima – rappresenta la miglior soluzione al mutare dell’assetto economico .
Dunque queste realtà neo-agricole sono anche il frutto di un’ intuizione economica (brillante) ,da parte dei loro patrons , per investire proficuamente il proprio denaro quando se ne ha molto a disposizione.

Si noti,
e qui concludo questa piccola analisi, che oggi per vendere un prodotto (il vino nel nostro caso) non basta la qualità .
[ …E rivendere con notevole profitto (legittimo) ciò che si è costruito (le cantine con relativi ‘crus vintage’) ]
Occorre prima di tutto tanta,tanta immagine e così niente di meglio che novelle costruzioni a mò di castelli per pubblicizzare un prodotto magari di media qualità a cui nulla ha da invidiare un buon vecchio vino toscano prodotto da una tradizionale azienda agricola…
Ed ancora non basta; la costruzione/il look non è sufficiente che sia ‘bella’ o semplicemente accattivante, occorre anche qui che sia firmata da un noto architetto ovvero da un artista depositario e garante del ‘bello’.

[ nota aggiuntiva

Non per niente

– questa piccola nota aggiuntiva è datata 8/febbraio/ 2016 , cioè a più di due anni di distanza dal presente post ( datato 8/luglio/2013 ) –

i responsabili del ‘gambero rosso’ ,casa editrice specializzatasi anche nel settore dei vini che redige una classifica dei migliori vini d’Italia, scrive :’

:’Va tutto bene allora? No, ci sono delle zone d’ombra… profilo da grandi numeri e poca ambizione e la corsa al massimo ribasso…

Qualcosa può cambiare ancora, anche perché non basta più fare vini buoni, bisogna saperli raccontare, visto che i mercati sono sempre più in cerca di riconoscibilità e paesaggio. ‘

Firmato;

http://www.gamberorosso.it/it/notizie-vino/1022844-anteprima-tre-bicchieri-2016-abruzzo

…poca ambizione e la corsa al massimo ribasso…

Considerando che da un (1) ettaro – ‘ha’ –
( ettaro; cioè 10.000 m² cioè un quadrato di lato 100 metri ,dunque poco più che un fazzoletto di terra )
si ottengono almeno 70 quintali d’uva, da cui circa 6000 bottiglie di vino ( bottiglie da 750 ml)

ci si può lamentare di un prezzo definito;

;…’al massimo ribasso’…

come sopra detto se si vende anche a questi prezzi ( vedi fotografia )…?! Fate un pò voi quattro conti quanto se ne ricava per ettaro…

Montepulciano d'Abruzzo; per il 'gambero rosso' il montepulciano d'abruzzo è un vino 'al massimo ribasso'... Vedete un pò voi..!

Montepulciano d’Abruzzo;
per il ‘gambero rosso’ il montepulciano d’abruzzo è un vino ‘al massimo ribasso’…
Vedete un pò voi..!

‘Gambero rosso’ ;

sarà anche per gioco, ma  questa azienda editoriale si attribuisce un nome da trattoria di Collodiana memoria ( la trattoria dove il gatto e la volpe portarono Pinocchio, il personaggio di Carlo Collodi alias Carlo Lorenzini…)

]
___________________________

Apparirà certo sconcertante, almeno a qualche vecchio e fumino toscano , vedere circolare in tante manifestazioni (e magari pure per il paesotto),e da protagonisti, come è avvenuto a ‘Rocca di Frassinello’ ( ne sono prova le fotografie qui sotto )
veder circolare ,dicevo, tanti orientali – cinesi nel caso nostro – che siedono in prima fila accanto al patron di ‘Rocca di Frassinello’ (Paolo Panarai) durante il concerto che segue all’assaggio dei vini del novello Chateaux-d’Italia .
(Presenza orientale dovuta ,a quanto pare, in qualità di importatori in Cina di vini di pregio italiani).
E che dunque gentilmente vengono pure rinfrescati ( con acqua questa volta) nella pausa a metà concerto dal patron Panarai in persona .

Auguriamoci soltanto che un giorno non vedremo sostituite le etichette dei nostri vini, che indubbiamente sono un piccolo ma pregevole prodotto della nostra cultura, con scritte :

‘da – a’:
:‘ Brunello di Montalcino ‘ —>, ‘ Blunello di Montalcino’
o;
da ‘Primitivo di Manduria’ —>, ‘Plimitivo di Mandulia’
.

Nota;
la presentazione – solo nella ‘Rocca di Frassinello’ – delle vivande ha lasciato molto a desiderare ; senza posate ! E senza neanche un piattino di plastica per contenerle !
Forse dato che noi occidentali abbiamo il viziaccio di utilizzarle mentre gli orientali usano le bacchette, ecco che alla Direzione è venuta in mente l’idea balzana di escludere entrambe; si mangiava a mani nude e in un piatto comune come gli arabi!
____________________________

Qulache fotografia delle due manifestazioni;

della cantina ‘Petra di Suvereto’

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.
.
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Una bizzarra statua dall’aspetto totemico all’interno di ‘Petra’

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La cantina di ‘Petra’ . Dopo il grande spazio ,qui sopra visibile, destinato ad ospitare le botti in rovere in cui il vino invecchia, la cantina prosegue orizzontalmente fino ad uno spazio più ristretto scavato nella roccia sottostante la collina. Ci si ritrova così settanta metri sotto la superficie muovendosi in orizzontale .

________________________

Qualche fotografia
della cantina ‘Rocca di Frassinello’

piano rocca di frassinello

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Il patron di ‘Rocca di Frassinello’ , Paolo Panarai nella cantina sottostante la costruzione ,presenta il concerto (nelle due fotografie qui sopra).
[ Come anfitrione, più che preoccuparmi delle qualità acustiche e di riverbero di una cantina vissuta un giorno solo all’anno come ‘auditorium’ – preoccupazione risolta attraverso l’apposizione di pannelli trapezoidali al centro del soffito della cantina – mi sarei più preoccupato del forte odore di muffa che aleggiava nell’aria – odore che invece è completamente assente nella cantina di Petra a Suvereto – e che denota forse una qualche svista nelle soluzioni architettoniche del ‘contenente’, o di disposizione del ‘contenuto’ .]

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Il plastico della Cantina ‘Rocca di Frassinello’
, progetto di Renzo Piano .

.

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__________________

Nota finale sui concerti;

Ai concertisti intervenuti sia a Petra di Suvereto che a Rocca di Frassinello deve andare il plauso di tutti i convenuti;
–piacevolissima la scelta dei brani a Petra – Mozart non annoia mai – ,

–impegnativi e più ,forse, da ‘addetti ai lavori’ quelli scelti da Giovanni Bellucci a Rocca di frassinello .Brani che peraltro il Maestro Bellucci ha eseguito con grande maestria .

[**]

Renzo Piano

è certamente annoverabile tra i grandi architetti della fine novecento ed inizio del nuovo secolo.
Basta ricordare il riconoscimento ‘Pritzker’il ‘Nobel’ degli architetti tanto per intenderci –
Tuttavia guardando la cantina qui sopra da Lui progettata, Rocca di Frassinello, si noti come

– e qui purtroppo quasi certamente solo un toscano o chi risiede da molti anni in Toscana,può cogliere al volo quanto ora indico -,

vi sia uno sforzo di Piano di essere coerente con quanto da Lui stesso affermato;

cioè l’ adesione/compenetrazione/armonia tra territorio e costruzione architettonica.

Ovvio lo sforzo in Rocca di Frassinello; trovandosi in Toscana non poteva non colorare le pareti di questa cantina di un colore che non fosse una ‘terra/ocra rossa’ rifacendosi al ‘cotto’ toscano.
Inoltre le imposte ,cioè le persiane,sono piene ( non ‘a listelli’ ) come tradizione nelle vecchie case toscane. Sono cioè ‘scuri’ ed in legno colorato di verde, come spesso era nella tradizione toscana.

Appare ciò piuttosto ridicolo se visto da un toscano;
allo stesso modo con cui un italiano vede ridicola la rappresentazione all’estero di un italiano stesso con mandolino e baffi !

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