Solo Al Secondo Grado

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We chat about modern architecture! (3)

(…segue)

We chat about modern architecture ! (3)

alias;

IL CÀOS DELL’ARTE OCCIDENTALE DEL XX e XXI SECOLO…

…in architettura.

III° ed ultima parte.

Concludo con delle immagini che si rifanno alle ultime del precedente post ; ‘ We chat about modern architecture!(2)’,
e qualche ultima considerazione d’insieme.

Architettura italiana ; la linea bianca orizzontale che taglia la fotografia in due parti, mette in evidenza un interessante particolare; al di sotto di tale linea vi sono le vecchie case di pescatori - o che lo sono state - nate senza pretese architettoniche ma di certo in armonia funzionale col paesaggio .E ciò lo si vede e lo si apprezza perché col paesaggio formano un tutto armonico. Al di sopra della linea bianca vi sono le case costruite quando il mondo dei piccoli pescatori, che potremmo definire rurale, era ormai scomparso. Al suo posto nascono esigenze anche abitative ma anche di piccola speculazione edilizia 'investimento nel mattone', che generano delle abitazioni che sono palesemente  distoniche col paesaggio , peraltro di rara armoniosità.

Architettura italiana ;
la linea bianca orizzontale che taglia la fotografia in due parti, mette in evidenza un interessante particolare;
al di sotto di tale linea vi sono le vecchie case di pescatori – o che lo sono state – nate senza pretese architettoniche ma di certo in armonia funzionale col paesaggio .E ciò lo si vede e lo si apprezza perché col paesaggio formano un tutto armonico.
Al di sopra della linea bianca vi sono le case costruite quando il mondo dei piccoli pescatori, che potremmo definire rurale, era ormai scomparso. Al suo posto nascono esigenze anche abitative ma anche di piccola speculazione edilizia ‘investimento nel mattone’, che generano delle abitazioni che sono palesemente distoniche col paesaggio , peraltro di rara armoniosità.

Architettura italiana; vedi al commento ,nella fotografia qui sopra.

Architettura italiana;
vedi al commento ,nella fotografia qui sopra.

Architettura italiana; ancora vecchie case di pescatori tutt'altro che di grande pregio stilistico, ma in armonia col paesaggio straordinario.

Architettura italiana;
ancora vecchie case di pescatori tutt’altro che di grande pregio stilistico, ma in armonia col paesaggio straordinario.

Architettura italiana; come sopra commento.

Architettura italiana;
come sopra commento.

Architettura italiana; particolare delle vecchie case di pescatori; basterebbero poche stuccature per dare nuova patina lucente impeccabile a ciò che è nato col tempo in armonia col paesaggio.

Architettura italiana;
particolare delle vecchie case di pescatori;
basterebbero poche stuccature per dare nuova patina lucente impeccabile a ciò che è nato col tempo in armonia col paesaggio.

Architettura italiana; come nella prima fotografia , qui un riquadro bianco indica un insieme di edifici distonici col paesaggio, nati per speculazione edilizia e non come le vecchie case prima viste

Architettura italiana;
come nella prima fotografia , qui un riquadro bianco indica un insieme di edifici distonici col paesaggio, nati per speculazione edilizia e non come le vecchie case prima viste

Architettura italiana ; visione notturna  dell'insieme

Architettura italiana ;
visione notturna dell’insieme

A riprova di quanto ora qui sostenuto si osservi questa immagine di una piccola località – anche questa turistica – di un paesino austriaco, Hallstatt ,sull’omonimo lago;

Hallstatt österreich, (immagine wind.)

Hallstatt österreich,
(immagine wind.)

Piccole chicche che hanno saputo tenersi quei Paesi non facenti parte della così detta ‘fascia dell’olivo’..!

Un’architettura,
ma questo vale in genere per il mondo dell’arte sopratutto contemporanea o recente,
non è tale solo se creata da grandi demiurghi, paladini ed artefici del bello. Detentori degli arcani canoni di bellezza ( rapporto aureo, modulor…).
Premi internazionali, premio Pritzker in testa , incarichi di rilievo, cattedre di prestigio etc… non sono la prova della bontà della loro ricerca estetica. Lo sono semmai del loro impegno ed intraprendenza personale.
Il loro successo è indice di adesione ad un Sistema di cui sono servitori e padroni nel contempo.
Certo alle volte raggiungono – ma questo è inevitabile – realmente dei risultati di pregio estetico, ma inquadrando questi pochi lavori di vero spessore in un’ottica, analizzata nei tre post qui pubblicati sull’architettura ,se ne ravvede il limite o magari, in pochi casi, il raro valore.
La prova del tempo ce ne dà certo risposta.
Oggi possiamo definire molti di quei lavori, come ‘neo manierismo’ architettonico . Ma nulla più .
E come il manierismo tardo rinascimentale, fu espressione di un’epoca al tramonto, l’attuale manierismo nell’arte è pari simbolo del tramonto di un’altra epoca.

Con queste Opere architettoniche attuali,

a differenza degli sforzi certo in buona fede di un Mies van der Rohe, di un Wright o di Le Corbusier, di cui si sono in parte visti i limiti,

si ottiene un’architettura che:

°
guarda se stessa in un’ottica del ‘giorno per giorno’,‘invenzione balzana dall’oggi al domani’ ormai priva di progettualità collettiva se pur globalizzata nel suo agire.

°
Fa coincidere la struttura con se stessa. Il che non sarebbe poi tanto criticabile se andasse poi oltre nella ricerca estetica.
Finisce invece poi – e qui il risultato non accettabile – di far tutt’uno tra Idee, Ideologie ( seppur latenti ancora presenti ), tecnica e metodo.

°
Dà libertà assoluta ad un architetto, che dà libero sfogo alle proprie fantasie come sopra visto ;
‘i pesci’ di Goldberg alias Frank O. Gehry,
‘i grandi rettili preistorici ( dinosauri…)’ di Santiago Calatrava
‘il serpentone’ di Daniel Libeskind e ancora
‘la spirale’ alias ‘la chiocciola’ sempre di Daniel Libeskind per l’expo 2015,
‘gli scarabei’ alias il Parco della Musica ,Auditorium di Roma, di Renzo Piano (2002)…

 

 

Tutto questo in definitiva
porta ad una esclusione di vera intuizione, vera finalità, vera progettualità.
Egli è divenuto soltanto un conoscitore, assai abile, ma solo in questo, del comportamento dei materiali, del loro limite, del loro utilizzo al meglio e della loro resa spettacolare.
Cioè da artista egli è tornato artigiano‘artiere’ come si diceva una volta – un abile artigiano tecnologizzato, ma artigiano in cui la manualità ( ormai digitalizzata ) prevale sul lavoro intellettuale.
Tutto questo sembra farci dunque ritornare ai tempi prima dei lumi, in cui presupposti di pura natura metafisica, ma pensati come fondamenti certi, definivano la realtà naturale . Ai tempi prima del Rinascimento…

E da quei tempi prima dei lumi, nascevano creature bizzarre, credute reali !

————–

Aggiungo solo un paio di fotografie;

 Vi è più architettura , nel senso sopra indicato,in questo cubo adibito a fienile,   - cubo che per il cromatismo della facciata ricorda tanto  un cremino al cioccolato - , che in molta dell'architettura nei tre post ,visitata. E questo per il semplice fatto che nasce dal territorio e si integra con questo per origine e funzione.

Vi è più architettura , nel senso sopra indicato,in questo cubo adibito a fienile,
– cubo che per il cromatismo della facciata ricorda tanto un cremino al cioccolato – ,
che in molta dell’architettura nei tre post ,visitata.
E questo per il semplice fatto che nasce dal territorio e si integra con questo per origine e funzione.

ed anche ;

 Al pari , vi è molta più fantasia e linearità logica, architettonica in queste semplici concrezioni del mondo minerale... E' per questo che affascina, stupisce, senza sconcertare...

Al pari ,
vi è molta più fantasia e linearità logica, architettonica in queste semplici concrezioni del mondo minerale…
E’ per questo che affascina, stupisce, senza sconcertare…

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We chat about modern architecture! (2)

(…segue)

We chat about modern architecture ! (2)

alias;

IL CÀOS DELL’ARTE OCCIDENTALE DEL XX e XXI SECOLO…

…in architettura.

II° parte.

Brasilia; citta ex novo del 1960  secondo Oscar Niemeyer e  Lúcio Costa ( urbanista )... vedi alla nota; (**)

Brasilia; citta ex novo del 1960
secondo Oscar Niemeyer e Lúcio Costa ( urbanista )…
vedi alla nota; (**)

vedi alla nota; (**)

Progetto del 1922 di   Le Corbusier di una città nuova ; si confronti questo progetto del 1922 con quello realizzato da Oscar Niemeyer e Lucio Costa nel 1960 costruendo, ex novo, la città capitale di Brasilia ! Sorprendenti affinità benché si sia lontani nel tempo e nello spazio.

Progetto del 1922 di Le Corbusier di una città nuova ;
si confronti questo progetto del 1922 con quello realizzato da Oscar Niemeyer e Lucio Costa nel 1960 costruendo, ex novo, la città capitale di Brasilia !
Sorprendenti affinità benché si sia lontani nel tempo e nello spazio.

Progetto del 1922 di Le Corbusier  di una città nuova ; vedi quanto nella nota in didascalia qui sopra.

Progetto del 1922 di Le Corbusier di una città nuova ;
vedi quanto nella nota in didascalia qui sopra.

Aggiungo oltre quanto ai due link del post che precede quanto già postato in altro post (sulle cantine firmate da archistar…) ;

————-
Nota di ordine generale ;
dopo,e solo dopo,
aver letto quanto pubblicato nei vari post sulle Cantine toscane
( Petra di Suvereto, Rocca di Frassinello e Cantina Antinori nel Chianti classico ) ,
si potrà ben capire quanto viene espresso in questa nota qui di seguito,che ha certo una valenza di valore generale,pur prendendo spunto da queste specifiche realtà locali.
Due elementi vengono qui di seguito rilevati.
__°
Il primo è di ordine architettonico,
e premetto a ciò due vecchi Pensieri d’altri tempi ;

Ludwig Mies van der Rohe :’ :’ la forma non è il fine del nostro lavoro,bensì il risultato ‘.

Ludwig Mies van der Rohe :’
:’ la forma non è il fine del nostro lavoro,bensì il risultato ‘.

Pier Luigi Nervi :’ :’ Un progettista deve avere la mente sgombra, libera, non deve voler raggiungere già dei risultati. Non deve proporsi di sentire ; se sentirà, sentirà spontaneamente ‘.

Pier Luigi Nervi :’
:’ Un progettista deve avere la mente sgombra, libera, non deve voler raggiungere già dei risultati.
Non deve proporsi di sentire ;
se sentirà, sentirà spontaneamente ‘.

Appare evidente,
,
se si dà un’occhiata ai lavori – per costruzioni pubbliche o private – alle strutture realizzate dalla metà ,grosso modo, della seconda parte del secolo scorso,
,
che il principio espresso – lo stesso seppur in modo differente – dai due architetti qui sopra non solo non è stato seguito ma rovesciato nella sua struttura logica .
O i due architetti qui sopra sono stati cattivi profeti, o intuirono con buon anticipo, la strada che il mondo dell’architettura stava intraprendendo.
E tentarono dunque di porvi rimedio avvertendo per tempo .
Non credo sia un caso che i due architetti,
di cui sopra espresso un Loro Pensiero ,del tutto coincidente,
ebbero come ‘comune sentire’ l’incontro il primo con Romano Guardini e l’altro con Giovanni Montini (alias Paolo VI).
E questo va inteso non tanto come una sorta di avvertimento da/per bigotto pretaiolo, ma come un sentire da parte di una Istituzione che venendo da secoli di storia ha in se la capacità di discernere ciò che appare e solo appare con ciò che è vero, reale .
__°
Il secondo elemento è di ordine economico-sociale .
Anche qui premetto due Pensieri; il primo di un vecchio architetto americano, il secondo di un architetto olandese contemporaneo .

Frank Lloyd Wright :’ :’ E’ decisamente impossibile considerare l’edificio come un elemento e, il suo arredamento come un altro. Sono entrambi semplici dettagli strutturali della sua natura e completezza ‘ .

Frank Lloyd Wright :’
:’ E’ decisamente impossibile considerare l’edificio come un elemento e, il suo arredamento come un altro.
Sono entrambi semplici dettagli strutturali della sua natura e completezza ‘ .

Rem Koolhaas :’ :’ Non è possibile vivere in quest’epoca se non si possiede la consapevolezza delle sue tante forze contraddittorie ‘ .

Rem Koolhaas :’
:’ Non è possibile vivere in quest’epoca se non si possiede la consapevolezza delle sue tante forze contraddittorie ‘ .

————-

USA/Europa/Italia…

Dal dopo guerra in poi
il vecchio Continente europeo si è progressivamente uniformato a quello americano (USA) .
Fondendo il know-how americano con il mondo europeo ( storia, territorio, tradizioni etc…) è stato possibile – tra gli innumerevoli progetti – realizzare le Cantine di cui sopra.
Tuttavia la distonia si sente, per quanto la si cerchi di nascondere ;

;difatti il concetto di costruzione americano è ben diverso da quello europeo.

La costruzione in Europa è di ordine prettamente utilitarista,
si bada all’economia su ogni elemento dell’edificio fin nei minimi particolari .
In quanto non solo le classi meno abbienti hanno difficoltà a procurarsi case e servizi di qualità, ma sopratutto le classi più abbienti vedono nell’edificio solo un elemento come tanti altri di speculazione reddituale .

In america (USA), al contrario la costruzione è , e può permettersi di esserlo, ricerca senza limiti di spesa.

Non è ‘spreco’ , come verrebbe inteso ciò in Europa,
ma realizzazione ,grazie ai mezzi finanziari disponibili ben maggiori di quelli in Europa, di una idea nella sua pienezza .
Con le Cantine toscane sopra viste sembra di essere incappati in una contraddizione. Ed in effetti è così .
Vi è una ricerca nelle soluzioni architettoniche di ‘tipo americana’ ovvero si cerca la spettacolarità ( più che vera ricerca di avanguardia ) e questo per le ragioni già dette nei post su queste Cantine .
Tuttavia sono pur sempre realizzate nel vecchio Continente europeo e da europei , ed allora salta fuori
sia la contraddizione con gli edifici circostanti, infrastrutture comprese,
sia, sopratutto,
con i loro Patrons, i proprietari,
che hanno dovuto, ma non realmente voluto , realizzarle per ‘scopi di facciata’, pubblicitari .
E quindi si nota ,come sopra indicato, l’atteggiamento micragnoso che pervade i loro artefici/Patrons che sono espressione di quella vecchia stanca bourgeoisie che è agli antipodi come mentalità e comportamento dell’universo americano imprenditoriale,in cui l’imprenditore è tale ma di certo non un bourgeois .
Ecco allora spiegata una frase che ci appariva un pò tronfia, ma che alla luce di quanto visto non lo era affatto;
Nel Suo film del 1941 – ‘Quarto potere’ ( Citizen Kane ) –
Orson Welles fa dire ,al Suo personaggio da Lui stesso interpretato , in risposta alla domanda :‘se in Europa aveva trovato un mondo di affari’ :’

:’ Affari ? In Europa ? In Europa non ho visto affari !

Nota;
(**)

Brasilia, città capitale nata come una sòrta di fungo, dall’oggi al domani, cioè ex novo, ha certo rappresentato una straordinaria occasione per urbanisti ed architetti di tutto il mondo di cimentarsi appieno con un intero mondo urbanistico – architettonico, da realizzare.
Occasioni così ne capitano poche nella vita lavorativa di un architetto.
E molte Opere li realizzate sono certo di pregio evidente stilistico.
E’ il risultato nel suo insieme che lascia attonito il visitatore, turista o uomo d’affari che sia, nell’accedere a questa modello di città del vuoto .
Dalla combinazione di capitali a iosa, architetti di prim’ordine, volontà politica, aree e paesaggio senza limiti, da tutto questo cosa ne è sortito fuori ?

Una città;

°
non percorribile a piedi,
°
con un effetto sull’uomo stile Opere pittoriche di William Turner.
°
Non creata dalle esigenze economiche sociali e politiche nel tempo , ma di punto in bianco su piani prestabiliti così a ricordarci i famosi ‘piani quinquennali’ sovietici in cui tutto era stabilito a tavolino e in un modo o nell’altro doveva poi funzionare. E poi non funzionava nulla o poco !
°
Città fantasma nel fine settimana ( assai lungo per i brasiliani ), poiché si priva dei suoi abitanti residenti, che fanno vita sociale in altra città ( San Paolo ) anche se lontana , raggiungibile comodamente solo in aereo.
°
E, si noti , la vera Brasilia pur tuttavia esiste come città senza i punti dolenti ora espressi; ed è quella nata nei sobborghi ,assai umili, della patinata ed algida gemella di Brasilia stessa ! Incredibile ma vero !

La Brasilia, di cui sopra fotografia

doveva forse soppiantare validamente – nelle intenzioni dei Suoi progettisti – la città per eccellenza, capitale mondiale, e novella Roma antica …?

New York

New York ; la novella Roma antica. Espressione, come la Roma di allora, di tutti i mali e nel contempo traguardo di ogni desiderio impossibile da realizzare in qualsiasi altra città...

New York ;
la novella Roma antica.
Espressione, come la Roma di allora, di tutti i mali e nel contempo traguardo di ogni desiderio impossibile da realizzare in qualsiasi altra città…

———– fine nota .

E… a livello cellulare, architettonicamente parlando ,
le seguenti costruzioni dovevano forse opporsi al caos dei formicai cittadini…?

 L' unité d'habitation de Marseille di Le Corbusier ; a misura d'uomo secondo Suoi calcoli...

L’ unité d’habitation de Marseille di Le Corbusier ;
a misura d’uomo secondo Suoi calcoli…

Thomas Gerrit Rietveld;  casa Schröder 1924 Utrecht Olanda Interessante costruzione senza piani/muri perimetrali in cui anche la tinteggiatura svolge il ruolo di sfalzare ogni possibile piano murale perimetrale.

Thomas Gerrit Rietveld;
casa Schröder 1924 Utrecht Olanda
Interessante costruzione senza piani/muri perimetrali in cui anche la tinteggiatura svolge il ruolo di sfalzare ogni possibile piano murale perimetrale.

Villa Savoye di Le Corbusier. Poissy 1931 cfr con l'immagine qui subito sopra

Villa Savoye di Le Corbusier.
Poissy 1931
cfr con l’immagine qui subito sopra

Anche questa abitazione-villa di Le Corbusier, villa Savoye ,
come quella sopra vista, casa Schröder di Gerrit Rietveld ,
non presenta coincidenza tra pareti perimetrali ed interni, ma raggiunge lo scopo
– quello sostanziale di superare il modello obsoleto rappresentato dalla

/casa scatola/

attraverso differenti soluzioni architettoniche.
Anche Wright, negli USA , otterrà lo stesso risultato con uno stile tutto Suo .
.
.

Villa bianca di Le Corbusier ,Svizzera. Lavorando su una struttura classica, destinata ai genitori, le Corbusier dà sicuramente prova, non resa del tutto in questa fotografia frammentaria, delle proprie capacità di 'finisseur' di fine decoratore un pò alla 'Benozzo Gozzoli' .

Villa bianca di Le Corbusier ,Svizzera.
Lavorando su una struttura classica, destinata ai genitori, le Corbusier dà sicuramente prova, non resa del tutto in questa fotografia frammentaria, delle proprie capacità di ‘finisseur’ di fine decoratore un pò alla ‘Benozzo Gozzoli’ .

Willem Dudok, Scuola Minchelers a Hilversum Olanda 1925. Il miglior continuatore/interprete di Frank Lloyd Wright   in Europa. Opere, sia quelle del Maestro Wright che dei Suoi accoliti che non possono che affascinare, poiché rendono sicuramente omaggio all'architettura come arte e non pura soluzione prosaica abitativa. Ma di difficile se non impossibile realizzazione su vasta scala.

Willem Dudok, Scuola Minchelers a Hilversum Olanda 1925.
Il miglior continuatore/interprete di Frank Lloyd Wright in Europa.
Opere, sia quelle del Maestro Wright che dei Suoi accoliti che non possono che affascinare, poiché rendono sicuramente omaggio all’architettura come arte e non pura soluzione prosaica abitativa.
Ma di difficile se non impossibile realizzazione su vasta scala.

[ Come si percepisce, in questa Opera di Dudok , tutto il retaggio culturale olandese,sopratutto pittorico, di un Vermeer o di un Rembrandt; quella sorta di magica staticità sospesa nel tempo. ]

Tutto ciò che ora si è visto,
e molto altro ancora qui non pubblicato, rappresenta certo nel corso di circa un secolo il meglio della produzione architettonica mondiale.(/)

Nota(/),

(/) A livello italiano

figure come Pier Luigi Nervi, o Aldo Rossi faranno Opere che nulla hanno da invidiare a quelle dei loro colleghi europei o d’oltre Oceano.
Ma, si noti,
non potranno produrre nulla di veramente importante,
di veramente saliente nella storia dell’architettura ,
a livello di abitazioni singole, ville o dimore più modeste come quella vista qui sopra dell’olandese Thomas Gerrit Rietveld.
E questo per quanto già detto qui sopra ( USA/Europa/Italia… ) sull’atteggiamento – diciamo arretrato – del piccolo gretto mondo della “bourgeoisie” italiana ancora ferma alla casetta a falda di mamma e papà… Vorrei stenderci sopra un velo pietoso. Ma occorre andare fino in fondo;

ecco un bell’ (brutto) esempio ,dell’universo italiano architettonico, a livello di singola dimora ;

‘la casa scatola’, di cui sopra fatto cenno.

casetta a falda orgoglio italiano. Si noti che come la casa qui sopra vista  dell'architetto  Thomas Gerrit Rietveld; casa Schröder 1924 Utrecht Olanda, è posta a ridosso di un altro edificio, e come quella olandese ha poco spazio in cui svilupparsi e non hanno certo pretese di lusso, di villa. Ma quella olandese, benché abbia ormai più di 90 anni di vita ci appare ancora piacevolmente moderna, attuale e piena di fascino estetico. Quella italiana benché appena conclusa manifesta tutta la mediocrità mentale l'assenza del pur minimo gusto estetico. E non è certo una questione di budget a fare la differenza tra le due ma un insanabile solco culturale.

casetta a falda orgoglio italiano.
Si noti che questa casetta italiana a falda,come la casa qui sopra vista
dell’architetto Thomas Gerrit Rietveld;
casa Schröder 1924 Utrecht Olanda,
è posta a ridosso di un altro edificio, e come quella olandese ha poco spazio in cui svilupparsi ed entrambe non hanno certo pretese di lusso, di villa.
Ma quella olandese, benché abbia ormai più di 90 anni di vita ci appare ancora piacevolmente moderna, attuale e piena di fascino estetico.
Quella italiana benché appena conclusa manifesta tutta la mediocrità mentale l’assenza del pur minimo gusto estetico.
E non è certo una questione di budget a fare la differenza tra le due ma un insanabile solco culturale.

Ed ancora;
si passa ora dalla ‘scatola-cubo’ (due cubi sovrapposti)  ora vista ,                                                        alla ‘scatola-parallelepipedo’ ;

Casa parallelepipedo a falda orgoglio italiano; questa anonima casa pur avendo in origine spazio in cui svilupparsi - a differenza di quella qui sopra ora vista - sortisce l'effetto di ciò che è; un parallelepipedo senza 'ne arte ne parte'. La più pura espressione da bifolco campagnolo. Ed ancora una volta è l'elemento culturale - estetico, architettonico nel caso -  che avrebbe potuto fare la differenza senza differenza di spesa nella costruzione.

Casa parallelepipedo a falda orgoglio italiano;
questa anonima casa pur avendo in origine spazio in cui svilupparsi – a differenza di quella qui sopra ora vista – sortisce l’effetto di ciò che è; un parallelepipedo                                                                                                       ‘senza ne arte ne parte’.
La più pura espressione da bifolco campagnolo.
Ed ancora una volta è l’elemento culturale , estetico-architettonico nel caso , che mancando non ha potuto fare  la differenza.                                   E ciò, senza differenza alcuna di spesa nella costruzione.

 

infine – già che ci siamo – i decori ;

casetta a falda orgoglio italiano;  i decori. Nella regione del cotto per eccellenza ecco il meraviglioso risultato di una ricerca estetica nel decorare le meravigliose strutture perimetrali !

Decori;  orgoglio italiano.

Nella Regione del cotto per eccellenza ecco il meraviglioso risultato di una ricerca estetica nel decorare le meravigliose strutture perimetrali !

Non sono queste costruzioni la rappresentazione – in stile italiano nel caso,trovandoci in Italia – del nuovo mondo concretizzatosi appieno, dopo la seconda Guerra mondiale, e ben rappresentato dalla prima Opera ‘pop’ dell’artista inglese Hamilton?

Richard Hamilton, pop art -icona prima- per la nuova realtà dal  dopo guerra in poi...

Richard Hamilton, pop art -icona prima- per la nuova realtà dal dopo guerra in poi…

————————

Dopo questa piccola, stucchevole digressione,

torniamo con delle immagini a ciò che pur nella semplicità,
– nella assenza di un retaggio culturale storico, essendo Opere del nuovo Continente –
rappresenta architettura di pregio stilistico.

Frank Lloyd Wright ; casetta da 'pioniere' americano. Ecco il punto di partenza autoctono da cui  Wright dovette partire, volendo fare a meno del mondo europeo al quale i Suoi colleghi   americani e Suoi contemporanei allora guardavano,si ispiravano ( come anche il Suo Maestro Sullivan) .

Frank Lloyd Wright ;
casetta da ‘pioniere’ americano.
Ecco il punto di partenza autoctono da cui Wright dovette partire, volendo fare a meno del mondo europeo al quale i Suoi colleghi americani e Suoi contemporanei allora guardavano,si ispiravano ( come anche il Suo Maestro Sullivan) .

Ed ecco il Mondo a cui  Wright si rivolse per ispirarsi nel creare uno stile architettonico nuovo, americano; il Mondo giapponese di cui intuì il distacco tra storia e dimora, tra vita sociale e vita privata. Fatto che permetteva realtà architettoniche al di là del tempo e del luogo.

Ed ecco il Mondo a cui Wright si rivolse per ispirarsi nel creare uno stile architettonico nuovo, americano;
il Mondo giapponese di cui intuì il distacco tra storia e dimora, tra vita sociale e vita privata.
Fatto che permetteva realtà architettoniche al di là del tempo e del luogo.

Frank Lloyd Wright; il risultato di tale ricerca; le prairie houses (case della prateria, anche se poste in città!) e, non senza fantasia epsressiva, le  usonian house (case americane !)

Frank Lloyd Wright;
il risultato di tale ricerca;
le prairie houses (case della prateria, anche se poste in città!)
e, non senza fantasia espressiva,
le
usonian house (case americane !)

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

In queste case progettate da Wright la qualità stilistica è indubbia, come pure la cura nel dettaglio e nei colori (di pregio la scelta del ‘giallo’ nella casa qui subito sopra ).
Sono sorprendenti ed attuali ancora oggi a distanza di circa un secolo.
E, torno a dirlo, non è solo una questione di budget, ma culturale.

Ed ora un Wright, ‘cittadino metropolitano’.

Una Sua Opera per tutte ;

Frank Lloyd Wright; Guggenheim Museum, New York 1959. Un Wright ormai in disaccordo completo con la linearità scatolare che andava definendo le grandi metropoli americane, e non solo, ebbe con questo museo newyorkese la possibilità di contrapporre la circolarità e una costruzione 'a misura d'uomo'  alla linearità ed altezza stratosferica straniante dei grattacieli predominanti il tessuto urbano.

Frank Lloyd Wright;
Guggenheim Museum, New York 1959.
Un Wright ormai in disaccordo completo con la linearità scatolare che andava definendo le grandi metropoli americane, e non solo,
ebbe con questo museo newyorkese la possibilità di contrapporre la circolarità e una costruzione ‘a misura d’uomo’
alla linearità ed altezza stratosferica straniante dei grattacieli predominanti il tessuto urbano.

———————— ;

Frank Lloyd Wright nel 1959

Frank Lloyd Wright nel 1959

E, ancor prima , nel 1939

– si noti allo scoppio ,non per pura coincidenza, del secondo grande conflitto mondiale –

un simbolico straniamento totale da una Collettività mondiale ormai irragionevole su tutti i fronti;

Frank Lloyd Wright; un simbolico eremo del 1939, non a caso costruito allo scoppio del secondo grande conflitto...

Frank Lloyd Wright;
un simbolico eremo del 1939, non a caso costruito allo scoppio del secondo grande conflitto…

Frank Lloyd Wright; un simbolico eremo del 1939, non a caso costruito allo scoppio del secondo grande conflitto...

Frank Lloyd Wright;
un simbolico eremo del 1939, non a caso costruito allo scoppio del secondo grande conflitto…

 

Frank Lloyd Wright;
un simbolico eremo del 1939, non a caso costruito allo scoppio del secondo grande conflitto…

Se si confronta  la simbolica scelta di Wright del 1939

– un simbolico isolamento / straniamento personale da una Società mondiale impazzita in una lotta per Wright senza senso alcuno –

con quella di Kichizo Sadhè ne :’ Ai no Korida’ ( l’Impero dei sensi) ‘ storia reale del 1939 narrata cinematograficamente dal regista giapponese  Nagisa Oshima, se ne nota una sorta di singolare affinità nell’isolamento in una personale vita eremitica.

Isolamento già peraltro iniziato tempo prima del 1939,

in Italia a Fiesole (Firenze) ,nel 1909 per un anno circa,

dove  Wright si rifugerà in cerca di tranquillità abbandonando moglie e figli per convivere con la moglie di un suo committente preparando una esposizione internazionale a Berlino del 1910.

E finendo poi per creare  Taliesin West, presso Scottsdale   ( Arizona , USA ) sorta di eremo scuola nel bel mezzo del deserto,in netta contrapposizione con il caos fallimentare delle grandi metropoli…

Cfr;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/11/03/la-saga-continua/?preview_id=3713&preview_nonce=b78903da37&post_format=standard&preview=true

e

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/#comment-1107

 

————–

Dispiace aver notato per l’Italia architettonica, a livello di residenze private ,
quanto sopra.
E dispiace ancor di più che ciò riguardi non solo un mondo agricolo, lontano dalle esperienze culturali,
ma anche quello che dovrebbe rappresentare una certa vitalità intellettuale.
E’ come se , dopo aver tanto visto, studiato, appreso ed apprezzato, coloro che dovrebbero rappresentare il nostro universo culturale italiano,e concretizzarlo anche in una struttura abitativa
( abitazione che, come affermava Wright, ‘riflette la personalità di chi la abita’ )
buttassero via tutto quanto nel momento in cui fanno ritorno ‘a casa’ ! Buffo, vero ?

( continua… III° parte )

We chat about modern architecture!

We chat about modern architecture !

alias;

IL CÀOS DELL’ARTE OCCIDENTALE DEL XX e XXI SECOLO…

…in architettura.

I° parte.

Nuno Leonidas architect . Praça Duque de Saldanha.   Evolution hotel Lisboa ,Lisbon .

Nuno Leonidas architect .
Praça Duque de Saldanha.
Evolution hotel Lisboa ,Lisbon .

N. Leonidas rovescia forse qui, in questa singolare costruzione , le versioni de ‘ il pensatore ‘ ? Confronta con la seguente fotografia;

“La Pensée” di Auguste Rodin,

N. Leonidas rovescia forse qui, in questa singolare costruzione , le versioni de ' il pensatore ' ? Confronta con la seguente fotografia; "La Pensée" di Auguste Rodin,

N. Leonidas rovescia forse qui, in questa singolare costruzione , le versioni de ‘ il pensatore ‘ ? Confronta con la seguente fotografia;
“La Pensée” di Auguste Rodin,

Non più , per Leonidas , un soggetto pensante sull’oggetto , ma l’inverso ?!

I piani sfalsati dell’edificio,
su linea curva sul fronte, con grandi vetrate e inserti colorati, cercano un effetto plastico,peraltro riuscito.
Vedi meglio in questa seconda fotografia;

Nuno Leonidas architect Praça Duque de Saldanha Lisbon

Nuno Leonidas architect Praça Duque de Saldanha Lisbon

La modularità dei piani, ricorda peraltro l’effetto scatolare che troviamo nelle costruzioni sovietiche;
da incubo,quest’ultime. Come tanti container, ovvero unità modulari di trasporto, adibiti ad abitazioni; totale straniamento, totale perdita di individualità, soggettività annullata. Come dicevo, da incubo! .

realtà sovietica nascosta; provate a cercare immagini simili visitando virtualmente   ( attraverso ' google map' , ad esempio ) , un qualsiasi Paese ex CCCP; l'incubo sta nel nascondere la realtà predominante! Comprensibile dignità? O... verità storica oggettiva da tutti nascosta...

realtà sovietica nascosta;
provate a cercare immagini simili visitando virtualmente ( attraverso ‘ google map’ , ad esempio ) ,
un qualsiasi Paese ex CCCP; quasi impossibile da fare ! Tutto è ben celato                               dietro qualche fotografia da cartolina turistica.                                                Anche se  gli edifici come questo sono la prevalenza.                                                                             L’incubo sta nella realtà predominante – come l’edificio fatiscente qui sopra – ma ossessivamente nascosta! 
Comprensibile dignità?
O… verità storica oggettiva da tutti nascosta…

E…se si pensa che nella Russia post sovietica tutto è cambiato con la ‘libertà di impresa/economica’ ,espressione di quella (apparente) politica,
ci si sbaglia di grosso ; date un’occhiata a questa recente costruzione russa, nella fotografia qui subito sotto;

Architettura fed. russa,  New Russian architecture,  Новая русская архитектура, Ad una libertà imprenditoriale post sovietica,  - non essendoci uno Zeitgeist alla base -, ecco ciò che si ottiene; without words

Architettura fed. russa,
New Russian architecture,
Новая русская архитектура,
Ad una libertà imprenditoriale post sovietica,
– non essendoci uno Zeitgeist alla base -,
ecco ciò che si ottiene;
without words

Ed anche agli ‘abusi edilizi’ (per noi occidentali), ampliamenti di locale (per loro,ex sovietici);

‘un balcone nel balcone’ ; fantastico!

doma 2

vedi nota [**]

Ma andiamo avanti;

Unitè d'habitation de Marseille con Le Corbusier osservatore del proprio lavoro.

Unitè d’habitation de Marseille con Le Corbusier osservatore del proprio lavoro.

e… Opera che sembra ripercorrere il lavoro del maestro Le Corbusier;

Frank O Gehry,  alias , Ephraim Goldberg. Gehry sembra ripercorrere l'Opera di le Corbusier. Se raffrontiamo questi due lavori con 'quello ' sovietico qui sopra si nota che l'unica vera sostanziale differenza sta nella fatiscenza del primo rispetto agli altri due ancora ben conservati. Ma... il formicaio ovunque sia e comunque lo si chiami resta sempre tale.

Frank O Gehry,
alias , Ephraim Goldberg.
Gehry sembra ripercorrere l’Opera di le Corbusier.
Se raffrontiamo questi due lavori con ‘quello ‘ sovietico qui sopra si nota che l’unica vera sostanziale differenza sta nella fatiscenza del primo rispetto agli altri due ancora ben conservati.
Ma… il formicaio ovunque sia e comunque lo si chiami resta sempre tale.

Ecco cosa ne pensa – non sono l’unico a criticare un certo tipo di ‘fare architettura’ – un architetto newyorkese,

Tom Sachs

, di questo tipo di costruzioni ‘cimiciai’, per mezzo di un suo semplice disegno che associa,
al famoso ‘modulor’ di le Corbusier – con cui le Corbusier riprogettò/rielaborò il famoso rapporto aureo rinascimentale attraverso il quale si costruiva un rettangolo ideale nel rapporto altezza lunghezza –
associa una siringa..!

Tom Sachs; ecco il suo pensiero circa le costruzioni di Le Corbusier, (e non solo, vedi F.O.G.) per mezzo del 'modulor'; servono spiegazioni ?!

Tom Sachs;
ecco il suo pensiero circa le costruzioni di Le Corbusier, (e non solo, vedi F.O.G.) per mezzo del ‘modulor’;
servono spiegazioni ?!

Meno peggio ( non dico assai meglio ) quando Gerhy
si lascia ossessionare dai suoi ebraici ricordi infantili di cucina Kasher ittica.
E dunque costruisce – vedi un pò che razza di percorso logico – edifici che sono fluttuanti come la coda di un pesce !

Eccone un esempio;

Frank O Gehry; forme ittiche in architettura !

Frank O Gehry;
forme ittiche in architettura !

ed anche;

Frank O Gehry Guggenheim Museum Bilbao Spagna. Come sopra; code di pesce svolazzanti.

Frank O Gehry Guggenheim Museum Bilbao Spagna.
Come sopra;
code di pesci svolazzanti.

Dal progetto – sempre di Gehry – all’omaggio da parte del mondo dei cartoon al Suo lavoro;

Frank O Gehry; primo abbozzo di una idea, altrettanto contorta come il progetto finito e chi l'ha concepita.

Frank O Gehry;
primo abbozzo di una idea, altrettanto contorta come il progetto finito e chi l’ha concepita.

Frank O Gehry; l'omaggio da parte del mondo dei fumetti a questo architetto stralunato come il mondo in cui vive. Si noti che tutti questi 'archistar' non tentano di proporre qualcosa di valido, ma semplicemente si uniformano al sistema. Ecco il perché del loro successo.

Frank O Gehry;
l’omaggio da parte del mondo dei fumetti a questo architetto stralunato come il mondo in cui vive.
Si noti che tutti questi ‘archistar’ non tentano di proporre qualcosa di valido, ma semplicemente si uniformano al sistema.
Ecco il perché del loro successo.

Guardate come qui esplode il genio di Goldberg – alias Frank O. Gehry – ;

Goldberg alias Frank O Gehry; dalla scatolarità più netta a...

Goldberg alias Frank O Gehry;
dalla scatolarità più netta a…

Frank O Gehry, alias Goldberg; ...alla esplosione del volume. Inutile dire :' cerchiamo di essere seri', quest'ultima parola è stata cancellata da ogni dizionario.

Frank O Gehry, alias Goldberg;
…alla esplosione del volume.
Inutile dire :’ cerchiamo di essere seri’,
quest’ultima parola è stata cancellata da ogni dizionario.

Rimando, come incipit a quanto segue , al post qui sotto :‘A stroll among the works of Álvaro Siza, architect.’ del 27/dicembre/2015,

direttamente attraverso il seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/12/27/a-stroll-among-the-works-of-alvaro-siza-architect/

ed anche;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/04/13/voulez-vous-paris-2-le-beaubourg/

Toyo Ito . Torre del vento , Giappone .

Toyo Ito .
Torre del vento ,
Giappone .

Toyo Ito,
l’universo architettonico è ora giapponese; l’Opera che lo ha evidenziato a livello internazionale.
Una torre di areazione ( di edifici circostanti ) che si illumina a seconda dell’intensità del traffico.

Molto meglio quando si ispira alla ‘manta di mare’ ;

Toyo Ito crematorio, evidente riferimento al mondo marino.

Toyo Ito crematorio,
evidente riferimento al mondo marino.

Viste le ossessioni, o ricordi se si vuole, di mare dei due ‘archistar’ qui sopra passiamo alle reminiscenze da libro della giungla (The Jungle Book) di Kipling , ricordi propostici dall’architetto portoghese José Quintela da Fonseca ;

ecco una bella coppia di rinoceronti in piena regola,

José Quintela da Fonseca architect Torre São Rafael e Torre São Gabriel Parque das Nações Lisboa Lisbon

José Quintela da Fonseca architect Torre São Rafael e Torre São Gabriel Parque das Nações Lisboa Lisbon

José Quintela da Fonseca architect Torre São Rafael e Torre São Gabriel Parque das Nações Lisboa Lisbon Targa didascalica

José Quintela da Fonseca architect Torre São Rafael e Torre São Gabriel Parque das Nações Lisboa Lisbon
Targa didascalica

José Quintela da Fonseca architect Torre São Rafael e Torre São Gabriel Parque das Nações Lisboa Lisbon Vista esterna dalla Torre San Raffaele

José Quintela da Fonseca architect Torre São Rafael e Torre São Gabriel Parque das Nações Lisboa Lisbon
Vista esterna dalla Torre San Raffaele

Queste poche righe, non vogliono certo riassumere un universo assai vasto, discusso e discutibile all’infinito ma,
sulla falsa riga di quanto qui già pubblicato anche in merito a campi ben diversi da quello qui accennato,l’universo architettura, indicare gli elementi di fragilità e quindi di critica che possiamo trovare in questo ramo dell’arte.
E ciò attraverso un percorso già visto di riflessione a tutto campo, che cerca di vedere il particolare da un’ottica ampia che ne determina reale consistenza, valore e posizione.
I due link qui sopra
rimandano a due post che già indicano chiaramente alcuni degli elementi di fragilità delle Opere architettoniche attuali.
In specie il secondo link,
parlando del Beaubourg di Renzo Piano evidenzia il pericoloso legame che lega politica ed architettura. Legame che per altri versi e condizioni è invece sodalizio assai felice perché costruttivo e non di scadimento architettonico.

Una piccola chicca del passato assai attinente con quanto ora discusso;

Giambologna;      '  l'architettura ' . Museo del Bargello Firenze Jean de Boulogne, il vero nome dello scultore francese delle fiandre del tardo rinascimento. Opera di maniera che se pur di pregio stilistico ben rappresenta - allegoricamente - ed 'ante litteram'  il manierismo dell'architettura dei nostri giorni !

Giambologna;
‘ l’architettura ‘ .
Museo del Bargello Firenze
Jean de Boulogne, il vero nome dello scultore francese delle fiandre del tardo rinascimento.
Opera di maniera che se pur di pregio stilistico ben rappresenta – allegoricamente – ed ‘ante litteram’ il manierismo dell’architettura dei nostri giorni !

[ A destra – di chi guarda l’Opera marmorea del Giambologna – stemma del Podestà milanese Amico di Donato della Torre, Opera di Luca della Robbia ]

Giambologna ; allegoria dell'architettura .Museo del Bargello Firenze. Armata solo di squadra, compasso e filo a piombo. Con molto poco si otteneva allora, tuttavia, molto di più !

Giambologna ; allegoria dell’architettura .Museo del Bargello Firenze.
Armata solo di squadra, compasso e filo a piombo.
Con molto poco si otteneva allora, tuttavia, molto di più !

didascalia de ; 'l'architettura ' del Giambologna. Museo del Bargello Firenze.

didascalia de ; ‘l’architettura ‘ del Giambologna.
Museo del Bargello Firenze.

Si confronti ‘ l’architettura ‘ del Giambologna dell’anno 1570,
con la prima statua, a destra di chi guarda nel cerchietto blu, del sepolcro di Michelangelo Buonarroti a Firenze nella Chiesa di Santo Spirito – a due passi da via Ghibellina dove aveva casa fiorentina Michelangelo stesso – .
La statua sepolcrale – nel tondo blu – è pressoché identica a quella del Giambologna; diverge per il pudico panneggio di cui è rivestita per ovvie ragioni legate al fatto di essere a decoro di una tomba. E per essere ‘specchiata’ rispetto all’altra.
E se si considera il fatto che Michelangelo morì nel 1564, c’è da chiedersi se la statua sul suo sepolcro, opera pare del Vasari, sia ispirata a quella del Giambologna o viceversa. Anche tenendo conto del fatto che le tre statue sul sepolcro rappresentano l’arte della pittura, della scultura e dell’architettura .

Sepolcro di Michelangelo Buonarroti nella Chiesa di Santo Spirito a Firenze, a due passi dalla sua casa fiorentina sita in via Ghibellina, oggi sede museale. Si noti nel cerchio blu la statua allegoria dell’architettura, pare eseguita da Giorgio Vasari, con quella del Giambologna – allegoria anch’essa dell’architettura – ed entrambe quasi coeve del 1570 circa.

Sepolcro di Michelangelo Buonarroti
nella Chiesa di Santo Spirito a Firenze,
a due passi dalla sua casa fiorentina sita in via Ghibellina, oggi sede museale.
Si noti nel cerchio blu la statua allegoria dell’architettura, pare eseguita da Giorgio Vasari, con quella del Giambologna – allegoria anch’essa dell’architettura – ed entrambe quasi coeve del 1570 circa.

nota [**]

Come accade spesso in altri Paesi, Italia in testa , anche nella disordinata Russia si produce/va ,in maniera altrettanto disordinata ma, si creava dell’arte.
Come l’impegnato (politicamente) Marc Chagall in pittura, così personalità come Wladimir Tatlin ,eclettico artista, tenteranno,
anche con riconoscimenti internazionali nel mondo capitalista – per usare il linguaggio allora utilizzato –
in architettura di riflettere idee innovative espressione di un Mondo levantino in piena rivoluzione e trasformazione.
Ogni sforzo di artisti come Chagall ,Tatlin e molti altri rimarranno sulla carta.
La scelta della nomenclatura sarà di facciata ( Mosca e Leningrado/San Pietroburgo ), o ciò che si è visto nella fotografia di edificio sovietico qui sopra; incubo puro.

Wladimir Tatlin  Владимир  Татлин Monumento alla Terza Internazionale 1920, Progetto rimasto sulla carta come tutti i tentativi di allora un certo spessore artistico...

Wladimir Tatlin Владимир Татлин Monumento alla Terza Internazionale 1920, Progetto rimasto sulla carta come tutti i tentativi di allora di un certo spessore artistico…

Francamente ciò che dispiace, per quegli artisti russi rimasti in Patria durante il periodo sovietico,
è che non abbiano potuto produrre,
– se non ,come fatto cenno in altro post , arte puramente astratta e quindi spesso politicamente neutra –
liberamente.
Il risultato finale della loro ricerca sarebbe stato catastrofico,
nel senso che avrebbe evidenziato
– nell’ambito di una ricerca seria, non supportata da fittizi orpelli di critica benevola ed interessata -,
un ‘Idea che era ideologia nel senso più deteriore del termine,
– ( e ideologia delle più ‘nere’ malgrado il colore rosso/popolare datogli…Cfr col quadro-quadrato nero , non a caso , di Malevic qui sotto…) –
capace solo di operare con ciò che l’arte per sua natura non può accettare senza snaturarsi; costrizione psicologica e convenzionale di Sistema che annulla ogni riflessione e pensiero del singolo individuo…
Un vero peccato che non si sia potuto assistere ad un evento del genere.

Чёрный супрематический квадрат .  Pабота Казимира Малевича 1915. Il quadrato nero del pittore russo K. S. Malevič  (Казимир Северинович Малевич). Padre del suprematismo, corrente russa dell'arte astratta, Malevič dovrà accontentarsi di dipingere rifugiandosi nell'astratto più puro per evitare le epurazioni sovietiche nelle quali incapperà comunque con il contatto col mondo tedesco progressista della Bauhaus di cui vedi il logo del 1919. Non c'è il pericolo,se non altro, di appenderlo al contrario come accaduto con altro quadro astratto ad una mostra della Tate Modern London, nel novembre del 2008, con un quadro di Mark Rothko.

Чёрный супрематический квадрат .
Pабота Казимира Малевича 1915.
Il quadrato nero del pittore russo K. S. Malevič (Казимир Северинович Малевич).
Padre del suprematismo, corrente russa dell’arte astratta, Malevič dovrà accontentarsi di dipingere rifugiandosi nell’astratto più puro per evitare le epurazioni sovietiche nelle quali incapperà comunque con il contatto col mondo tedesco progressista della Bauhaus di cui vedi il logo del 1919.
Non c’è il pericolo,se non altro, di appenderlo al contrario come accaduto con altro quadro astratto ad una mostra della Tate Modern London, nel novembre del 2008, con un quadro di Mark Rothko.

Confronta;

da Malevic alla Bauhaus, dal Suo quadrato nero del 1915 al logo della Bauhaus del 1919.

da Malevic alla Bauhaus, dal Suo quadrato nero del 1915 al logo della Bauhaus del 1919.

Ma il testimone ,

di tutto questo potenziale agire fu raccolto nella turbolenta Germania di allora, degli anni venti/trenta. Adolph W. Gropius con i colleghi della Bauhaus, tenteranno la carta della costruzione sociale e ,architettonicamente, nel contempo valida/di valore estetico.

Il loro fallimento non sarà dovuto , come comunemente si crede , agli ostacoli di regime in una Germania sempre più totalitaria.
Ma alle contraddizioni insite nel progetto della Bauhaus stessa.

Wright se ne era accorto per tempo, e produceva fuori da ogni contesto urbano, guardandosi bene dalle megalopoli. Egli accetterà dunque questo limite che la realtà storica in cui viveva gli poneva.

Tentando invece  – Gropius e colleghi – questo tentativo di una architettura urbana e sociale, falliranno.

Gropius  ed altre figure come Mies van der Rohe si ritroveranno dunque negli USA – Nazione sempre pronta ad accogliere personalità di valore – a costruire case – ville per magnati o palazzoni di lusso nel cuore di grandi città americane.

Vedi in merito le fotografie di lavori qui sotto;

Ludwig Mies van der Rohe ; casa Farnsworth Plano USA 1951 Ms Farnsworth, nefrologa di valore, tale da essere all'epoca in odore di Nobel ,abile musicologa ed amante della poesia in specie italiana così da diventare la traduttrice di Eugenio Montale, che peraltro la trattava con sussiego, si farà costruire questa casa stile 'less is more',  novello stile minimalista , per misantropi meditabondi, in una zona isolata e paesaggisticamente di grande suggestione.

Ludwig Mies van der Rohe ;
casa Farnsworth Plano USA 1951
Ms Farnsworth,
nefrologa di valore, tale da essere all’epoca in odore di Nobel ,abile musicologa ed amante della poesia in specie italiana così da diventare la traduttrice di Eugenio Montale, che peraltro la trattava con sussiego,
si farà costruire questa casa stile ‘less is more’, novello stile minimalista , per misantropi meditabondi, in una zona isolata e paesaggisticamente di grande suggestione.

Ludwig Mies van der Rohe;  casa Farnsworth Plano USA 1951 . Visione esterna all'edificio. Interno ed esterno un tutt'uno. La casa scatola è archiviata negli USA già negli anni cinquanta. Date un'occhiata al post successivo (II° parte) alle fotografie sulle abitazioni italiane attuali e si capirà l'invalicabile limite culturale...

Ludwig Mies van der Rohe;
casa Farnsworth Plano USA 1951 .
Visione esterna all’edificio.
Interno ed esterno un tutt’uno.
La casa scatola è archiviata negli USA già negli anni cinquanta.
Date un’occhiata al post successivo (II° parte) alle fotografie sulle abitazioni italiane attuali e si capirà l’invalicabile limite culturale…

Ludwig-Mies-van-der-Rohe ;  casa Mccormick. Questa casa - villa non è altro che il doppione di casa Farnsworth ed è quasi a questa coeva. Il proprietario del terreno ,                      (Mr  Mccormick ), venduto alla Farnsworth, ne vorrà una simile per se. Aveva fiutato, da uomo d'affari qual'era il valore culturale di Mies e Farnsworth...

Ludwig-Mies-van-der-Rohe ;
casa Mccormick.
Questa casa – villa non è altro che il doppione di casa Farnsworth ed è quasi a questa coeva.
Il proprietario del terreno venduto alla Farnsworth,(Mr Mccormick ),    ne vorrà una simile per se.
Aveva fiutato, da uomo d’affari qual’era il valore culturale di Mies e Farnsworth…

Vedi quanto al [**],in calce.

Ludwig Mies van der Rohe ;  Seagram Building New York 1958. Come Gropius ,Mies era stato direttore in Germania della Bauhaus e entrambi finiranno negli USA mettendo da parte idee 'sociali' da applicare al mondo dell'architettura, per costruire ville e palazzi di prestigio come questo.

Ludwig Mies van der Rohe ;
Seagram Building New York 1958.
Come Gropius ,Mies era stato direttore in Germania della Bauhaus e entrambi finiranno negli USA mettendo da parte idee ‘sociali’ da applicare al mondo dell’architettura, per costruire ville e palazzi di prestigio come questo.

Ludwig Mies van der Rohe  ; Seagram Building New York 1958 particolare, vedi nota didascalica qui sopra.

Ludwig Mies van der Rohe ;
Seagram Building New York 1958
particolare, vedi nota didascalica qui sopra.

 

Il ‘Quattro Stagioni/The Four Seasons ,

-New American cuisine restaurant di New York City, located  in the Seagram Building nel centro di Manhattan – ,

doveva, nelle intenzioni di L. Mies van der Rohe , essere decorato alle pareti da quadri di grande formato dell’allora nastro nascente della pittura – dopo anni di dura gavetta –  Markus Rotkowičs, alias  Mark Rothko un ebreo russo emigrato negli USA.

Dopo aver completato le Opere, all’ultimo momento, Rothko si rifiutò di venderle al committente Mies…

Rothko, pare si sia disgustato di tanta plateale ricchezza adornante l’intero palazzo.

 

 Walter Adolph Gropius; Gropius house, Lincoln Massachusetts. Il democratico Gropius si consolerà,cos' negli USA, dalla lontananza dalla natia Germania.


Walter Adolph Gropius;
Gropius house,
Lincoln Massachusetts.
Il democratico Gropius si consolerà,così negli USA, dalla lontananza dalla natia Germania.

Marcel Breuer,

un ungherese trapiantato prima in Germania – fu allievo di Gropius – poi negli USA ,potrà dare prova del talento inespresso dei Suoi colleghi levantini,rimasti oltre la ‘cortina di ferro’, non solo con il design, famosa la Sua ‘sedia Wassily’, ma anche attraverso costruzioni personali;

House Marcel Breuer,
New Canaan Connecticut in 1948;

House Marcel Breuer, New Canaan Connecticut  1948;

House Marcel Breuer, New Canaan Connecticut 1948;

Nota finale;

Ludwig Mies van der Rohe ,

non costruirà più fuori dagli USA, tranne un solo edificio – museo ,a Berlino,  dopo insistenza del mondo culturale tedesco.

Mies  rientrando necessariamente in Germania per sovrintendere la costruzione della ‘Nuova galleria nazionale – Berlino’ , baderà tuttavia di stare in posizione ben defilata rispetto ai suoi conterranei tedeschi, maestranze comprese.

E questo sulla scia,

comprensibile più facilmente a chi conosce il mondo, la mentalità tedesca, 

della triste esperienza fatta al ritorno in Patria, la Germania, di figure come il medico e  filosofo Karl Jaspers, fuoriuscito dalla Germania negli anni trenta, e Marlene Dietrich ,anch’essa lontana ,per scelta, dalle sofferenze del secondo conflitto mondiale.

Karl Jaspers  e  Marlene Dietrich al ritorno in Patria saranno ricevuti con cartelli del tipo ‘go home’ , anche dalla parte più colta del mondo germanico, e saranno costretti a tornare l’uno in Svizzera l’altra negli USA.

Ludwig Mies van der Rohe ,  New York 1958

Ludwig Mies van der Rohe ,
New York 1958

[**]

casa Mccormick,
non è altro che il doppione di casa Farnsworth per tipologia, assolutamente identica, ma solo più grande e temporalmente successiva,

allo stesso identico modo in cui, il Beaubourg
– alias centro/Centre Pompidou – è il doppione dell’headquarter B&B Italia,ditta di Piero Ambrogio Busnelli Novedrate (Como) .

Il Beaubourg è, come casa Mccormick ,solo più grande e temporalmente successivo, ma entrambe le costruzioni sono identiche alle loro omologhe antecedenti.

Renzo   Piano; l'headquarter B&B,Italia,ditta  di Piero Ambrogio  Busnelli  Novedrate  (Como) E' questa la costruzione di ,antecedente  il Beaubourg - Centre Pompidou, costruita da Piano poco tempo prima in Brianza. E assolutamente identica - tranne che per le dimensioni - al Centre Beaubourg.

Renzo Piano;
l’headquarter B&B,Italia,ditta di Piero Ambrogio Busnelli Novedrate (Como)
E’ questa la costruzione ,antecedente il Beaubourg – Centre Pompidou, costruita da Piano poco tempo prima in Brianza.
E’ assolutamente identica – tranne che per le dimensioni – al Centre Beaubourg.

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/04/13/voulez-vous-paris-2-le-beaubourg/

E…date un’occhiata
al filone ‘dell’architettura animalista o antropomorfica’ ,
da qualche anno in auge tra gli archistar, attraverso questo lavoro di Renzo Piano dell’inizio secolo (2002) a Roma;
fantastici scarabei di egizia memoria ( gli scarabei erano, nell’antico mondo egizio, il simbolo dei Faraoni) .

'gli scarabei';  alias il Parco della Musica ,Auditorium di Roma, di Renzo Piano (2002)...

‘gli scarabei’;
alias il Parco della Musica ,Auditorium di Roma, di Renzo Piano (2002)…

( segue… II° parte)

MELODIE o disarmonie del VINO ,d’Italia ?

MELODIE o disarmonie del VINO ,d’Italia ?

rocca di frassinello grosseto

Cantina Rocca di Frassinello, Giuncarico di Gavorrano ( Grosseto ) 2013 ; il Patron di Rocca di Frassinello,Paolo Panarai, presenta la serata concertistica di musica classica .
Si confronti con la fotografia in fondo al post – melodia del vino luglio 2015 – ,
in cui il Patron, Paolo Panarai , interviene , stesso identico look !
‘Braccino corto’ anche nel look ?

[++] Vedi in calce serata – unica ,in Toscana, – melodia del vino 2015 presso questa stessa cantina della Maremma .

petra di suvereto livorno

Petra di Suvereto ( Livorno )

ANTINORI NEL CHIANTI CLASSICO BARGINO DI SAN CASCIANO FIRENZE

ANTINORI NEL CHIANTI CLASSICO BARGINO DI SAN CASCIANO FIRENZE

Almeno per quest’anno – 2015 – ,

dopo le quattro manifestazioni degli anni precedenti a far data dal 2011, incipit di queste manifestazioni enologiche,

niente fine primavera ed estate all’insegna di pomeriggi da degustatori del vino di ‘grandi’ cantine toscane seguite in serata da un concerto di musica classica o colta che sia.

niente ‘melodie del vino’ o ‘ Grands Crus Musicaux d’Italie ‘, nel 2015 almeno,
tranne, a sorpresa, per Rocca di Frassinello, vedi in calce, [++]

vedi al seguente link per le manifestazioni ‘melodie del vino’ 2013 ( 2014 )
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/03/10/cantina-antinori/

Esse sono/erano il pendant e magari gemellate con le parallele manifestazioni ,dei cugini transalpini, denominate :

:’ Les Grands Crus Musicaux ‘

Quest’ultime continuano invece anche quest’anno – 2015 – in Francia; si veda in proposito il programma direttamente attraverso il seguente link;

http://www.grandscrusmusicaux.com/programme.html

CHÂTEAU D’YQUEM

CHÂTEAU LASCOMBES

CHÂTEAU SMITH HAUT LAFITTE

CHÂTEAU ANGELUS

CHÂTEAU DAUZAC

CHÂTEAU D’AGASSAC

CHÂTEAU PAPE CLÉMENT

Sono tutte in ‘ CHÂTEAU ‘ ovvero castelli che in Francia oltre ad essere reali castelli di vecchia data sono pure caratterizzanti il tipo di vino prodotto .
Ovvero un vino con la denominazione ‘ CHÂTEAU ‘ deve essere prodotto con uve provenienti dai vigneti di quella cantina/castello e quindi dà garanzia di una certa qualità etc…

Nella Cantina Petra si beveva, almeno nel 2013/4 , ‘Mareto’ ‘Zingari’ e ‘Ebo’;tre linee piuttosto commerciali – niente male – ma non proprio come il vino ‘Petra’ – il ‘top’ della loro linea enologica, che a differenza degli altri loro vini è interamente prodotto ed imbottigliato nella loro cantina ,come gli CHÂTEAU francesi – .
Similmente si beveva nelle Cantine/CHÂTEAU di Rocca di Frassinello e da Antinori .
Capisco la differenza di prezzo – rispetto al prezzo del biglietto di partecipazione – ma il prezzo è anche espressione di una ‘politica dei prezzi’ di un’azienda e non solo un valore minimo dato dai costi di base…
Molti appassionati di vino avranno notato l’Excursus dei prezzi di molti vini italiani di un certo pregio o notorietà;
una crescita inflazionistica impressionante.
( E la ‘caratteristica di pregio ‘ di un vino è spesso data dal fatto dei bicchieri come le ‘stelle Michelin’ per i ristoranti…)
Quando l’inflazione reale sfiora lo zero così da imporre politiche monetarie di ‘quantitative easing ( Q.E.)’ per evitare deflazione, ecco che nel mondo dell’enologia si va in senso contrario ed in maniera del tutto ingiustificata da un punto di vista dei costi per la produzione enologica.
E’ pur vero che il prezzo è determinato dall’incontro tra la curva della domanda con quella dell’offerta ma è pur vero che molte aziende enologiche – ‘ CHÂTEAU ‘ d’Italie – fanno un prezzo a propria discrezione .
Ad esempio una cantina lucchese
– il vino lucchese, non me ne vogliano i lucchesi non ha lustro enologico come quello fiorentino –

avendo ottenuto i ‘tre bicchieri gambero rosso’ 2015 ha visto bene di proporre questo vino ad un prezzo che lascia perplessi , – 69 euro – ,

(Colline Lucchesi Tenuta di Valgiano 2011 Tenuta di Valgiano ).

Quando vini con tre bicchieri, di vecchia cantina con grande tradizione vinicola prestigiosa, costano molto meno !

http://www.gamberorosso.it/vini/1020592-anteprima-tre-bicchieri-2015-toscana

Forse qualcuno ricorderà uno scandalo italiano che fece il giro del mondo :’

:’ scandalo vino al metanolo del 1986 ‘

Per le adulterazioni fatte da una cantina italiana, allora morirono delle persone ed altre rimasero invalide .

Quello che mi stupì d’acchito nel lontano 1986 fu la reazione di molti ‘addetti ai lavori’ ;
la reazione fu quella di grande disappunto non tanto per l’accaduto – gravissimo – in se ma per le conseguenze di immagine ed economiche per un prodotto , il vino italiano , che stava per essere lanciato sui mercati internazionali per giunta in un momento d’oro per l’economia di allora . Con grande ritorno speculativo . E tutto ciò subì ovviamente una battuta d’arresto.
Occorreva far passare del tempo, degli anni, per far dimenticare tutto e poi ripartire alla carica.

Oggi ,è ora chiaro, si sta facendo in Italia nel mondo dell’enologia questo;
una politica speculativa sui prezzi dei vini italiani, benché l’economia mondiale non sia florida come quella della prima metà degli anni ottanta .

Senza contare corsi  ,e possibili ricorsi,  (similari) di quanto sopra fatto cenno circa il disgraziato evento del 1986

vedi quanto direttamente attraverso il seguente link;

http://www.intravino.com/grande-notizia/frode-aromatica-la-replica-di-roberto-snidarcig-tiare-e-quella-parola-orrenda-delatori/

( articolo di  Antonio Tomacelli  sabato 12 set 2015 ore 11:00,

in cui si palesa il dubbio che se non si raggiunge un valore qualitativo di un vino per vie dirette forse

– le indagini sono in corso secondo quest’articolo di Tomacelli – ,

[ aggiornamento giudiziario in merito, vedi al seguente link;

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/09/01/news/nel-cellulare-di-ramon-i-nomi-delle-aziende-1.14039258

Caso Sauvignon, nel cellulare di Ramon i nomi … – Messaggero Veneto
messaggeroveneto.gelocal.it/…/2016/…/nel-cellulare-di-ramon-i-nomi-delle-aziende-1.1…
01 set 2016 – 01 settembre 2016. UDINE. L’atleta e il suo personal trainer. Nelle conversazioni tra Giambattista Mastropierro, enologo della Cantina Ortona …

Indagini che sembrano prendere corpo, e non cadere nel vuoto.
Si leggano poi alcuni commenti dei lettori in merito ; alcuni tendono a minimizzare :” …un domani si osserverà che nel 2012 non ha pagato il bollo dell’auto o il canone TV. Che calderone! ”
Non si impara proprio niente dalla storia ?
Lo scandalo al metanolo è cosa del passato?!
Senza contare poi che

‘la legge è uguale per tutti’

;
se tra i produttori di vino alcuni infrangono le leggi, adulterando il loro prodotto, e così facendo fanno incetta di premi internazionali a go-go , con relativo aumento del volume di affari e conseguente prezzo aumentato per singola bottiglia venduta,
ovvio che fanno concorrenza assolutamente sleale a quei produttori che rispettano in pieno le regole!
Va da se, come detto, indiscutibilmente che se : ‘la legge è uguale per tutti’ , ciò vuol anche dire che i controlli devono essere fatti a 360 gradi; tutti, piccoli , grandi e grandissimi produttori devono subire pari controlli, e non deve essere sacrificato il piccolo produttore per far passare il ‘grosso dell’adulterazione’ perché fa volume sul PIL (prodotto interno lordo) nazionale!
]

Furbizie, frodi, ‘scorciatoie di ogni genere’ ve ne sono state sempre nel passato ed in ogni epoca.
Tuttavia ai giorni nostri ciò sembra essere il metodo per eccellenza con cui operare.
Se ,come dico sempre, l’arte è uno specchio profondo che coglie un’epoca, e l’individuo che ne è il rappresentante, nella più intima essenza ecco che le due opere qui sotto ben rappresentano le differenze tra due epoche differenti; quella rinascimentale di Leonardo da Vinci e quella attuale del terzo millennio;

Dalla fine del XV secolo (1496) nella Firenze rinascimentale, ad oggi.....  ----------->

Dalla fine del XV secolo (1496) nella Firenze rinascimentale,
ad oggi….. ———–>

freccia

Il cenacolo del terzo millennio!

Il cenacolo del terzo millennio!


forse, dicevo,
lo si fa attraverso un ‘quid’ proveniente dal mondo della chimica, chimica che non finisce mai di stupirci; oggi ha ,a quanto pare , un nuovo ramo; quello delle ‘elaborazioni aromatiche-olfattive’ che, a giudicare dai risultati (discutibili solo dal punto di vista giuridico e non chimico), oggi permette di ottenere i famosi sentori ,

,tanto decantati ed agognati dagli enologi, intenditori, appassionati vari etc…,

di prugna, mirto, pesca, albicocca… e chi più ne ha più ce ne metta ! )

Da altra strada si arriva – parere certo personale, lo ribadisco -, a far eccellente un vino attraverso auto referenziazione di chi lo produce;

vedi in merito quanto al seguente link;

http://espresso.repubblica.it/food/dettaglio/ce-del-rosso-alle-cinque-terre/2070507

ed anche;

http://www.intravino.com/grande-notizia/degustazioni-in-campo-aperto-walter-de-batte-racconta-del-suo-vino-harmoge/

e,

http://www.primaterra.it/le-persone/

Sembra non esservi scampo;

tutti all’arrembaggio ,con qualsiasi strumento a disposizione, poiché il  mercato è in grande espansione.

L’impressione è di una sorta di armata Brancaleone  .

Quando in realtà oltre la ‘facciata’ l’immagine, il look luccicante di questo bel mondo del vino italiano,

vi sono molti problemi da parte dei produttori di vino italiani nel piazzare il loro vino. Così che all’estero devono calarsi le brache di fronte al grosso importatore – che per legge, in parte degli USA, è l’unico che può vendere direttamente ai negozianti/enoteche – così i vinattieri italiani gli devono fare un prezzo stracciato/bassissimo .
Prezzo impensabile per un amante italiano del buon vino che lo strapaga quando si reca in una enoteca !
E si consideri ancora il fatto che nel mondo ,da una parte vi è
‘lo scaffale – regale – dei vini francesi’ e poi
dall’altra lo ‘scaffale – popolare – contenente tutti gli altri vini’ ; italiani spagnoli, portoghesi, cileni etc…!

Pur ammesso che negli CHÂTEAU francesi, in occasione dei ‘ Grands Crus Musicaux ‘ di Francia, non si servano vino e pietanze d’accompagnamento migliori rispetto a quelli serviti fino all’anno passato in Toscana nelle ‘melodie del vino’ , è pur vero che come nel mondo sportivo è ‘lo sfidante’ che deve dimostrare di avere una marcia in più rispetto al campione!

Il sorpasso italiano sui vini francesi è forse nelle intenzioni italiane ma non nei fatti !

Nota;
non si deve pensare che quanto qui scritto è finalizzato al solo fine di , dequalificare , criticare sterilmente o addirittura screditare un mondo fatto indubbiamente di tanto impegno , professionalità , rischio d’impresa etc…
Premesso tutto questo a quanto ora detto, va pur sottolineato che nel momento in cui si opera

– dal piccolo o grande produttore di vino, all’ultimo tassello di questa lunga catena costituita da produttori e commercianti –

in questo settore, come in molti altri di antica tradizione territoriale , in maniera ‘piratesca’

– e si investe di conseguenza in questo particolare settore del mercato perché il mercato tira’/ha la domanda in forte crescita – ,

e non su basi di/anche tradizioni familiari territoriali e vera competitività nel produrre un buon prodotto ,
ecco allora che l’elemento speculativo finisce presto o tardi per prendere la prevalenza e rovinare ciò che di buono in secoli di vecchia tradizione si era costruito .

Come dico sempre…
Chi legge ne tragga le conclusioni che meglio crede…

[++]

Decisa all’ultimo momento, visti gli inviti tardivi come la biglietteria al botteghino (virtuale/on line) inviti a far data dal 15 luglio cioè solo dieci giorni prima ,

ecco la singola tappa estiva di questa manifestazione enologica toscana ;

melodia del vino 2015 ,25/luglio, presso Rocca di Frassinello , nella Maremma Toscana .

Alcune fotografie di questa manifestazione in cui , non me ne vogliano gli organizzatori, si ripetono le tendenze da ‘braccino corto’ già espresse nel post ( vedi nota nello stesso) di cui al link qui sotto ,

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/07/08/melodie-del-vino-les-grands-crus-musicaux-de-litalie/

Difatti molti convenuti hanno manifestato ,più o meno apertamente, che le vivande oltre che scarse erano assai misere nel contenuto ; panzanella ovvero ‘pane e pomodoro’!
Peggio ancora i vini; solo due tipi un bianco ed un rosso e per giunta ;

 

‘vini (solo imbottigliati) della Tenuta; il Vermentino e il Poggio alla Guardia – Vigne Alte.’

vini,come dicevo, solo imbottigliati dalla Tenuta Rocca di Frassinello ma non da loro prodotti ( non da…CHÂTEAU) come (al contrario) inoltre – per chiarire con l’immagine del presente loro vino

In visione ma... non in degustazione!

In visione !

Imbottigliato dal produttore ma non all'origine...gli altri...

Imbottigliato dal produttore ma non all’origine…gli altri…

Le due immagini qui sopra,
come la successiva qui sotto sono l’Opera/Label celebrativa d’anniversario ,il decimo, ovvero una semplice etichetta per bottiglia di vino creata da un fotografo americano – David La Chapelle – .
Questo sulla scia di quella (l’etichetta) ormai nell’immaginario (da consumatore) collettivo
di Andy Warhol,alias Andrew Warhola che creò un’etichetta famosissima ; quella per la/della

zuppa Campbell, zuppe Campbell ( CAMPBELL’S TOMATO SOUP )

Siamo nel pieno di una new pop Art ;
un lavoro artistico applicato al mondo della produzione in serie – nel caso quello vitivinicolo – in cui l’artista mostra come può indurre al consumo anche in un mondo – quello del mercato in perenne espansione – ,che sembrerebbe escluderlo per contraddizione di finalità (senso critico e acritico ,ecco la contraddizione in termini).
Mercato che pur richiedendo/auspicando un senso acritico nel consumatore, richiede ugualmente ed utilmente l’impegno artistico – che per natura è critico per eccellenza – per pubblicizzare e quindi commercializzare un prodotto di consumo !

Warhol_Lattina di zuppa Campbell, confronta con l'etichetta / label qui sopra del 'continuatore' - se così si può dire - David la Chapelle. Il vero problema - sia nel produttore che nel consumatore - è che tutto questo 'pout pourri' artistico commerciale è naturale realtà artistica ed apprezzabile ,nel contempo, realtà economica commerciale!

Warhol_Lattina di zuppa Campbell,
confronta con l’etichetta / label qui sopra del ‘continuatore’ – se così si può dire – David la Chapelle.
Il vero problema – sia nel produttore che nel consumatore – è che tutto questo ‘pout pourri’ artistico commerciale è naturale realtà artistica ed apprezzabile ,nel contempo, realtà economica commerciale!

Più che di :’

:’ rapture of the grape / rapimento dell’uva ‘

io parlerei di

:’totale straniamento dell’intelligenza’

e questo ovviamente per un semplice fatto ;
è – sopratutto in un prodotto come il vino – il contenuto che conta e non il contenente .
Si deve (dovrebbe) rivolgere l’attenzione al percorso di produzione, come l’affinamento ,ad esempio, in botti di rovere ( di tutta la produzione della Cantina non solo di qualche bottiglia…), la cura di un’uva magari biologicamente prodotta ( si tenga presente che gli antiparassitari impiegati nella viticoltura sono potenti insetticidi ) etc…
E principalmente a questo…non all’etichetta.
Ma se si appiattisce il senso critico,di tutto questo il consumatore finisce per non tenerne conto…

Ovvio poi i malumori ,inevitabili sia per il prezzo della visita ; ben 36 euro a testa ed inoltre per il fatto che un intenditore sente subito che il vino non era all’altezza dell’occasione !
( E questo per il fatto che in alcuni consumatori ,chiamiamoli pure i ‘più attenti’ il senso critico permane per formazione culturale, spinta innata al senso critico,conoscenza specifica di un certo settore etc…).

Se si beve così, con discutibile qualità, in una Cantina che vuole essere di assoluta eccellenza, come si berrà mai in una comune/volgare osteria ?
Temo di dover dire, allo stesso livello – o forse meglio – se il cantiniere/vinattiere è un appassionato (vero!) ma spendendo molto meno.
E questo a nome, come sopra indicato , di molti !
Per dare un’idea del livello – oggi presente – in molte manifestazioni, vernissage etc…, di ciò che è servito ( con spesa d’ingresso irrisoria o addirittura gratuitamente )basta constatare che a semplici inaugurazioni si servono vini di questo livello ;

Ecco il livello dei vini ad un semplice 'Vernissage' ! Ovvio che una Cantina 'd'Autore'/firmata ( R. Piano) ,obbliga ad un :' noblesse oblige ' !

Ecco il livello dei vini ad un semplice ‘Vernissage’ !
Ovvio che una Cantina ‘d’Autore’/firmata ( R. Piano) ,obbliga ad un :’ noblesse oblige ‘ !

Si è notato,
giungendo nei pressi di Giuncarico, la località ove è sita la Cantina Rocca di Frassinello, che vi erano molti casolari assai cadenti ma con delle vigne,

con dei vigneti, che li circondavano sorprendentemente ben tenuti ;

piccoli produttori che forniscono ,forse,uve a Cantine ‘tanto belle nel loro porsi‘ per i vini ‘imbottigliati’ ma non dalle stesse prodotti..?
[ Inoltre, pochi anni fa la Cantina Rocca di Frassinello, avendo emesso dei futures sul mercato finanziario – sistema/equazione di auto finanziamento – attraverso l’Istituto di credito Intesa Sanpaolo/Fideuram, donava a go-go casse intere del loro vino anche ai più semplici funzionari dell’Istituto !
Ovvio che è ‘la scala dei valori’,
in relazione a come sopra indicato nel rapporto con i visitatori della Cantina,
che non va !]

Paolo Panarai 2015, interviene al momento Jazz ; si noti ,confrontando con la prima fotografia di questo post, in cui è ripreso sempre Panarai ma nel 2013, che è vestito allo stesso identico modo! Un pò di LOOK no ?

Paolo Panarai 2015, interviene al momento Jazz ;
si noti ,confrontando con la prima fotografia
di questo post, in cui è ripreso sempre Panarai ma nel 2013, che è vestito allo stesso identico modo!
Un pò di LOOK no ?

Quest’anno visita giudata ai ritrovamenti archeologici nei terreni della Cantina Rocca di Frassinello, durante gli scavi per la preparazione dei terreni agricoli;
ecco alcune immagini ,

reperto etrusco presso Rocca di Frassinello

reperto etrusco presso Rocca di Frassinello

Didascalia in merito ai ritrovamenti etruschi

Didascalia in merito ai ritrovamenti etruschi

Come sopra

Come sopra

stefano cocco cantini e simone zanchini Jazz presso Rocca di Frassinello

stefano cocco cantini e simone zanchini Jazz presso Rocca di Frassinello

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 1

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 1

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 2

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 2

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 3

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 3

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 4

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 4

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 5

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 5

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 6

depliant rocca di frassinello archeologia etrusca 6

pubblicità internet ;

http://www.toscana-notizie.it/-/melodia-del-vino-2015-ciuoffo-opportunita-per-conoscere-la-toscana-meno-nota-

Voulez – Vous , Paris ..? (2) Le Beaubourg

Voulez – Vous , Paris ..? (2)

Le Centre national d’art et de culture Georges Pompidou ,

alias;

le Beaubourg .

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/07/08/melodie-del-vino-les-grands-crus-musicaux-de-litalie/

Rinvio al link qui sopra per una recente Opera – per vinattieri facoltosi – architettonica progettata da Renzo Piano ; Rocca di Frassinello nel grossetano dove si produce l’omonimo vino .

Prima di rinviare chi legge all’insieme di fotografie ‘on the Road’ ,
sul centro d’arte moderna intitolato/dedicato al vecchio Presidente francese G. Pompidou e ribattezzato col nome dove è situato cioè in via Beaubourg ,

occorre , nello spirito di chi scrive e di questo stesso blog farsi una domanda e cercare di dare una semplice risposta.
Poiché è nella semplicità della linearità del pensiero che spesso si trovano le risposte più convincenti .

Ci si deve chiedere come mai agli inizi degli anni settanta , cioè quasi mezzo secolo fa ci si decise,
tra gli innumerevoli progetti internazionali presentati da architetti di tutto il mondo ,
di approvare il progetto di Renzo Piano e Richard Rogers ?

Occorre andare con ordine per trovare una risposta, ecco allora tre punti fondamentali ;

___ si era agli inizi, dopo il maggio parigino del 1968 , della contestazione sociale dell’Istituzione politica e socio-economica che fino ad allora aveva dominato l’Occidente. E tutto questo sotto la spinta di idee pseudo libertarie e rivoluzionarie d’ispirazione marxista.

___ Ci si deve chiedere chi principalmente fu artefice della scelta del progetto Piano-Rogers .Ovvero coloro che presiedevano la commissione tecnica incaricata in merito alla scelta del progetto vincente .

___ Infine ci si deve chiedere la finalità di tale Opera.

Iniziando dall’ultima domanda,dall’ultimo punto ,dei tre punti qui ora esposti, si nota ,osservando le creazioni fino ad oggi successive al Beaubourg, che la finalità è quella di trasformare da parte del mondo Occidentale il proprio retaggio culturale in un palcoscenico commerciale per finalità turistiche.
In altri termini non senza lungimiranza in Francia, prima che in Italia, si capì che di li a poco il baricentro economico mondiale si stava spostando non solo come era già accaduto nel Nuovo continente – USA – ,ma che ben presto, come di fatto è avvenuto , si sarebbe spostato in Asia. Prima il Giappone e poi la Cina… ( leggi ; B.R.I.C.S. )

Era dunque necessario trasformare economicamente la Francia come tutta l’Europa in un centro anche turistico .

Ecco dunque l’importanza della comunicazione visiva di un edificio
– come il Beaubourg , destinato a contenere opere d’arte contemporanea –
che doveva stravolgere ogni vecchio cliché architettonico .

Ed il Beaubourg con la sua struttura da artropode, cioè con un esoscheletro al contrario dei mammiferi che lo scheletro lo hanno interno,
( l’esempio mutuato dal mondo della zoologia e dell’entomologia fa al caso nostro )
era certamente visto come un qualcosa che infrangeva ogni regola architettonica allora vigente .
( Tubature d’areazione, dell’acqua, dell’elettricità, ascensori, le gerberette – cioè quella sorta di massa di cavi d’acciaio portanti imbullonati – etc.. tutti elementi esterni…)

Passiamo ora alla prima delle tre questioni/punti sopra poste;

l’aspetto politico
era certamente preponderante a distanza di pochi mesi dal maggio francese del 1968.
Architettonicamente si può certo affermare che dall’aspetto funzionale sopra visto,
cioè di Centro che desta attenzione visiva per la sua novità/eccentricità,
( va sottolineato che i Musei e i Centri polifunzionali come il Beaubourg devono attrarre il maggior numero possibile di visitatori per ‘far cassa’…),
si passa a quello relazionale tra Istituzione da un lato e cittadino dall’altro.

Nel passato la Chiesa comunicava architettonicamente

la Cattedrale, la Basilica il Santuario miracoloso segno tangibile dell’epifania …

il Potere Divino di cui la Chiesa stessa era depositaria così come il Palazzo del Principe quello dell’autorità laica,
al pari la sontuosità di un edificio comunicava il censo del proprietario etc…

Vi era un ordine gerarchico.
Dalla seconda metà del novecento questa gerarchia di classi fu progressivamente e prepotentemente messa in ombra.

La comunicazione certo resta ma non è più gerarchica cioè dall’alto verso il basso ma paritetica seppur da un’ Istituzione verso l’ultimo dei cittadini.

E’ il trionfo del modello ‘Democrazia’ ,della pariteticità nella sua espressione architettonica .Ed il Beaubourg è certo il primo in Europa su questo livello macroscopico .

Ecco dunque non più una costruzione rappresentante di una Istituzione che è chiusa, severa ed intimorisce chi la guarda ,
ma una costruzione aperta che dice al visitatore od al semplice passante che non ha nulla da nascondere; niente trame oscure politiche da parte di coloro che detengono il Potere.

Esso ,in architettura,
ha rappresentato quello che negli anni sessanta e prima metà degli anni settanta ha rappresentato un ramo della sperimentazione artistica pittorica ; l’avanguardia artistica politicizzata.(…molte di queste opere erano ‘senza titolo’ , essendo l’artista in ‘guerra col mondo dell’Istituzione ‘…)
Tale avanguardia intendeva difatti;
° liberarsi da ogni struttura formale nella sua espressione
e, nel contempo,
° rappresentare il sommovimento culturale politico innescato nel/dal sessantotto .
Il tutto con un processo coattivo ben celato sotto spinte progressiste che gli davano legittimazione .
Ecco che il Beaubourg rappresenta tutto questo ma con un processo di ideazione e realizzazione rovesciato;

è difatti l’Istituzione che lo promuove e lo realizza.
Il Beaubourg nasce dall’alto/dal palazzo e non dal basso dal mondo della contestazione .
E questo col chiaro intento istituzionale di anticipare tali spinte ideologiche (68) potenzialmente
– come lo saranno di li a poco ,in effetti ,sopratutto in Italia –
pericolose per la loro eventuale deriva armata/terroristica .

[ Si noti
– raffrontando il Beaubourg con le recentissime Costruzioni come quella ad esempio dell’architetto Calatrava ; il Milwaukee Art Museum sul Lago Michigan – USA – -,
che tutte queste Costruzioni architettoniche pubbliche se pur costruite sulla stessa falsa riga hanno subito una evoluzione sia nel loro apparire spettacolari sia nella loro ricerca estetica, eleganza inclusa.
Se il Beaubourg
costruito negli anni caldi della contestazione politica (1969-1975) ,che di li a poco sfocerà negli anni di piombo,
non poteva permettersi di essere ‘bello’ ‘elegante’ seppur in senso ‘pop’, poiché come nella Cina di Mao ‘la ricchezza era reato’ anche nel semplice abito che si indossava,
Opere recenti (2001)
come il Milwaukee Art Museum
di Calatrava cercano in maniera esasperata questo ‘bello’ ‘elegante’ seppur in chiave prettamente ‘pop’ .
La ragione è evidente; superato il periodo ‘rivoluzionario’ di quegli anni si poteva accettare e immettere nelle costruzioni una ricerca estetica senza creare attrito tra Istituzione e cittadino ].

Infine, affrontando il secondo dei tre punti sopra esposti,
ovvero chi decise all’interno della commissione giudicante il progetto vincente,
occorre dire
– per ammissione di R. Piano stesso ,in una intervista radiofonica recente -,
che egli non esitò ad ispirarsi agli insegnamenti di un suo maestro Jean Prouvé quando frequentò alcuni corsi di aggiornamento alla Sorbona .
E Jean Prouvè presiedeva la commissione giudicante.

In altri termini R. Piano e R. Rogers fecero ciò che sapevano sarebbe stato gradito ai loro maestri giudicanti in commissione .

Alcune fotografie del Beaubourg;

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou; ovvero l'artropode col suo esoscheletro come fosse una sorta di aragosta ! Tutto è esterno e trasparente, visibile, dalle tubature dell'acqua dell'elettricità, del sistema di riscaldamento e ventilazione etc...

Le Beaubourg ou Centre Pompidou;
ovvero l’artropode col suo esoscheletro come fosse una sorta di aragosta !
Tutto è esterno e trasparente, visibile, dalle tubature dell’acqua dell’elettricità, del sistema di riscaldamento e ventilazione etc…

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 2

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 3

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 4

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 5

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 6

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 7

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 8

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 9

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 10

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 11

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 12

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 13

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 14

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 15

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 16

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 17

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 18

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 19

Le Beaubourg ou  Centre Pompidou 20

Le Beaubourg alias l’artropode,
è da un lato il simbolo di un traguardo sociale collettivo, una sorta di benessere
– come appunto una bella aragosta nel piatto –
raggiunto da tutti i cittadini e non da pochi eletti
e dall’altro rappresenta non più un’Istituzione opprimente ma che ‘cura la poleis’.
Ed in questo ,alla luce dei risvolti sociali che viviamo, appare in tutta la sua falsità.

E questo perché il nuovo vero centro ,assolutamente gerarchico, – e non paritetico – del potere è plutocratico e ben celato dietro a falsi modelli ideologici come quello democratico da un lato e quello marxista dall’altro.

Ecco perché il centro Beaubourg ci appare oggi in tutta la sua fragilità estetica/architettonica, in tutta la sua vuota facciata metallica .

A proposito qualcuno ricorderà il famoso

Belfagor il fantasma del Louvre !

Ebbene in nome ed in onore dei tempi moderni si è trasferito democraticamente dal Louvre ,vera e propria residenza regale, al Beaubourg struttura come sopra visto strettamente popolare/pop !
Prova ne è la presente fotografia scattata in Rue Beaubourg !

Belfagor est sortir de chez le Louvre pour prendre un peu d air!

Belfagor est sortir de chez le Louvre pour prendre un peu d air!

MELODIE del VINO ; Les Grands Crus Musicaux de l’Italie. 

MELODIE del VINO ;

;les Grands Crus Musicaux de l’Italie.

alias :’

‘ due serate tra i due eco-giganti ‘

petra3

Cantina ‘Petra’ , Suvereto – Livorno – , progettata dall’architetto svizzero Mario Botta

piano18

Cantina ‘Rocca di Frassinello’ , Giuncarico di Gavorrano – Grosseto – ,progettata dall’architetto italiano Renzo Piano [**]

( vedi in fondo a questo articolo/post le altre fotografie delle due cantine toscane )

Per post su cantina ANTINORI – San Casciano, località ‘Bargino’ Firenze – vedi al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/03/10/cantina-antinori/

Gli sciccosi – i :‘très chic’ o, ‘Posh’
sono sicuramente al corrente di queste manifestazioni italo francesi,tra loro gemellate da un iter parallelo, che da tre anni ,la prima risale al 2011,
– cioè dall’inizio della crisi recessiva più pesante dal lontano 1929 ad oggi –
si ripetono secondo un copione pre-definito e sopratutto mai indagato, mai analizzato nella sua struttura come se fosse una realtà naturale a noi tutti precedente e quindi ‘data’/’indiscutibile’ . Ovvio che non è così .Ovvio che queste manifestazioni sono state create a tavolino.
Vale la pena dunque

– sia per il fatto che nessuno vi ha mai speso due parole ,due parole non da ‘merchandising’ ,sia per l’importanza di ciò che l’evento sottintende –

parlarne, avendo avuto l’occasione di partecipare a due di queste manifestazioni eno/musicali;
; – a quella di sabato 29/giugno/2013 a ‘Petra’ di Suvereto
ed il sabato successivo, 6/luglio/2013,a quella di ‘Rocca di Frassinello’ a Giuncarico di Gavorrano – .

Le ‘realtà economiche’, ma sarebbe meglio dire socio-economiche , visitate sono realtà presenti sul territorio da circa un decennio o poco più. Sono realtà recentissime.
La loro finalità, almeno sulla carta , è quella di produrre vino. Non vino ‘comune’, da osteria anche se alcune loro ‘linee’ di prodotto sono ‘commerciali‘, ma vino della più fine qualità.
Quello,per intenderci, che un antico scrittore latino, amante del buon vino , Petronio bollò con la famosa scritta :’

:’‘ vita vinum est ‘.

Niente di male, tutt’altro; una realtà contadina/un territorio agricolo fatta/o di tanti piccoli paesotti semi dimenticati e non valorizzati ,se non da qualche agriturismo, riprende forma, consistenza e forza creativa. ( Tant’è che nella manifestazione di ‘Petra’ di Suvereto era presente il sindaco, Giampaolo Pioli nominato pure Presidente de ‘Città del Vino’ dai suoi Colleghi di tutta Italia ).

Ed eccole improvvise ,nel loro apparire al visitatore, – contemporanee alla loro stessa creazione – come una sorta di alchimia dal sapore d’altri tempi;
nel momento stesso della loro creazione,queste realtà enologiche
determinano una trasformazione del territorio e del suo assetto economico/sociale impensabile e repentina.
Trasformazione che non è il prodotto di un nuovo/originale modo di far economia e pianificazione del territorio ma il suo ‘continuum .Solo che lo si fa per la prima volta ,almeno in Italia, nel campo specifico dell’enologia .

Su quest’aspetto economico (causa prima della loro nascita) si innestano indubbiamente altri fattori ,altre cause che probabilmente hanno influenzato le decisioni creative e operative di chi ha deciso pochi anni fa di costruire e dirige queste ‘realtà enologiche’ .
Almeno un fattore/causa ,ma… personale, ha determinato la loro costruzione ; una sorta di ritorno alle origini ,alla terra in concomitanza della crisi del mondo industriale se non altro occidentale.
Così come un altro fattore/causa – molto sciccoso – è all’origine di queste realtà neo-agricole ; l’ambizione (magari ben celata da flemmatici atteggiamenti) di emulare un toscano d’altri tempi , Napoleone B(u)onaparte ,

[ ricordo che nacque da padre di origini toscane (sanminiatesi) pure e da madre ,Letizia Ramolino, ligure pura solo un anno dopo la cessione dell’italianissima Corsica alla Francia (1768) da parte della Repubblica di Genova.
E che si cambiò prima il cognome togliendo una ‘u’ ,per renderlo più francese, e poi si autò celebrò facendo del proprio cognome il proprio nome .]

un B(u)onaparte che esiliato all’Isola d’Elba, in Toscana, si mise a produrre vino di grande qualità .

Ma elenchiamo con ordine alcuni degli aspetti generati da queste ‘realtà enologiche’;

;

(I)

l’impatto architettonico è travolgente – nel senso migliore del termine – .
Ogni realtà contadina fatta di vecchi casolari anche di nobile fattura ed antichi, appaiono microscopici di fronte all’imponenza di queste costruzioni post-moderne .
Le stradine stesse da cui si accede e che dunque occorre percorrere per giungere a queste realtà, sono minuscole e visibilmente precedenti ed inadatte a cospetto della regalità di ciò che sembra piovuto dal cielo .

(II)

Appare chiaro che queste costruzioni non sono nate nel contesto culturale e men che mai economico in cui si trovano,vivono e creano . Sono ‘tanto/tanto’ come giganti tra gnomi.

Esse generano nell’osservatore (toscano o meno) sensazioni – assai nette – contrastanti (ossimori) come;
;
realtà distopiche ed utopiche allo stesso tempo
e
dissonanti e armoniosamente integrate col paesaggio naturale e storico (toscano) circostante .

Alcune nascono
da capitale italiano ma non toscano come per ‘Petra’ di Suvereto .Il suo artefice è infatti Vittorio Moretti un capomastro lombardo self-made man tutto mestola e casa in cui l’elemento ‘terra’ come, per esempio , per il noto cantante Albano Carrisi ( che tra l’altro produce vino alla grande ), rappresenta un qualcosa di ‘vero’ tangibile e non artificioso .
O come per il noto cantante Sting che produce vino nella sua tenuta “Il Palagio” a Figline Valdarno (FI),quando non va nella foresta amazzonica nel disperato tentativo – ammirevole – di fermare il disboscamento selvaggio .

Altre nascono,
come per Rocca di Frassinello,
da capitale misto italo francese; da una parte niente di meno che da un ramo della famiglia dei Baroni Rothschild,già produttori del noto vino ‘Château Lafite’ ( il vino che beve 007 quando ci dà di rosso bordeaux, mentre beve Dom Pérignon quando ci dà dentro di Champagne ),
dall’altro dal Partnership Castellare di Castellina capitanata dal milanese Paolo Panarai , che da giornalista ha quanto pare deciso di allietare i lettori di quotidiani – e quindi di cattive notizie a gogò – con un bicchiere di buon rosso scaccia pensieri .

(III)

Se, non mi stancherò mai di ricordarlo, la Storia si ripete, come intuì saggiamente un nostro illustre predecessore ; Giambattista Vico ,eccone un esempio assai intuitivo;
sembra – con queste costruzioni tronfie seppur semplici nella loro lineare architettura – , di esser tornati ad una sorta di rapporto medievale ; il Signore ,cioè colui che detiene il dominio di un territorio, e ,tutt’intorno, il contado formato da contadini dipendenti dal Novello-Feudo .
La differenza con l’età di mezzo,o MedioEvo, è che ormai tra i due ceti non è più il sangue a distinguerli ( blu e rosso) ma il censo unito al ‘know-how’ ).

(IV)

Infine , in un’ottica più ampia super nazionale , tutto ciò è espressione di una realtà che rappresenta un mutamento profondo ; da una precedente realtà industriale occidentale ad una neo agricola turistica occidentale.
In altri termini; l’asse economico – dalla fine degli anni ottanta – si è spostato irrevocabilmente e ‘spenglerianamente’ ad est o comunque nei così detti Paesi facenti parte del ‘B.R.I.C.S.’ . Di conseguenza per poter sopravvivere realtà occidentali come Francia ed Italia devono mutar politica economica.
Saggiamente l’utilizzo delle risorse del territorio in base alla sua ricchezza intrinseca – nel nostro caso storia, paesaggio e buon clima – rappresenta la miglior soluzione al mutare dell’assetto economico .
Dunque queste realtà neo-agricole sono anche il frutto di un’ intuizione economica (brillante) ,da parte dei loro patrons , per investire proficuamente il proprio denaro quando se ne ha molto a disposizione.

Si noti,
e qui concludo questa piccola analisi, che oggi per vendere un prodotto (il vino nel nostro caso) non basta la qualità .
[ …E rivendere con notevole profitto (legittimo) ciò che si è costruito (le cantine con relativi ‘crus vintage’) ]
Occorre prima di tutto tanta,tanta immagine e così niente di meglio che novelle costruzioni a mò di castelli per pubblicizzare un prodotto magari di media qualità a cui nulla ha da invidiare un buon vecchio vino toscano prodotto da una tradizionale azienda agricola…
Ed ancora non basta; la costruzione/il look non è sufficiente che sia ‘bella’ o semplicemente accattivante, occorre anche qui che sia firmata da un noto architetto ovvero da un artista depositario e garante del ‘bello’.

[ nota aggiuntiva

Non per niente

– questa piccola nota aggiuntiva è datata 8/febbraio/ 2016 , cioè a più di due anni di distanza dal presente post ( datato 8/luglio/2013 ) –

i responsabili del ‘gambero rosso’ ,casa editrice specializzatasi anche nel settore dei vini che redige una classifica dei migliori vini d’Italia, scrive :’

:’Va tutto bene allora? No, ci sono delle zone d’ombra… profilo da grandi numeri e poca ambizione e la corsa al massimo ribasso…

Qualcosa può cambiare ancora, anche perché non basta più fare vini buoni, bisogna saperli raccontare, visto che i mercati sono sempre più in cerca di riconoscibilità e paesaggio. ‘

Firmato;

http://www.gamberorosso.it/it/notizie-vino/1022844-anteprima-tre-bicchieri-2016-abruzzo

…poca ambizione e la corsa al massimo ribasso…

Considerando che da un (1) ettaro – ‘ha’ –
( ettaro; cioè 10.000 m² cioè un quadrato di lato 100 metri ,dunque poco più che un fazzoletto di terra )
si ottengono almeno 70 quintali d’uva, da cui circa 6000 bottiglie di vino ( bottiglie da 750 ml)

ci si può lamentare di un prezzo definito;

;…’al massimo ribasso’…

come sopra detto se si vende anche a questi prezzi ( vedi fotografia )…?! Fate un pò voi quattro conti quanto se ne ricava per ettaro…

Montepulciano d'Abruzzo; per il 'gambero rosso' il montepulciano d'abruzzo è un vino 'al massimo ribasso'... Vedete un pò voi..!

Montepulciano d’Abruzzo;
per il ‘gambero rosso’ il montepulciano d’abruzzo è un vino ‘al massimo ribasso’…
Vedete un pò voi..!

‘Gambero rosso’ ;

sarà anche per gioco, ma  questa azienda editoriale si attribuisce un nome da trattoria di Collodiana memoria ( la trattoria dove il gatto e la volpe portarono Pinocchio, il personaggio di Carlo Collodi alias Carlo Lorenzini…)

]
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Apparirà certo sconcertante, almeno a qualche vecchio e fumino toscano , vedere circolare in tante manifestazioni (e magari pure per il paesotto),e da protagonisti, come è avvenuto a ‘Rocca di Frassinello’ ( ne sono prova le fotografie qui sotto )
veder circolare ,dicevo, tanti orientali – cinesi nel caso nostro – che siedono in prima fila accanto al patron di ‘Rocca di Frassinello’ (Paolo Panarai) durante il concerto che segue all’assaggio dei vini del novello Chateaux-d’Italia .
(Presenza orientale dovuta ,a quanto pare, in qualità di importatori in Cina di vini di pregio italiani).
E che dunque gentilmente vengono pure rinfrescati ( con acqua questa volta) nella pausa a metà concerto dal patron Panarai in persona .

Auguriamoci soltanto che un giorno non vedremo sostituite le etichette dei nostri vini, che indubbiamente sono un piccolo ma pregevole prodotto della nostra cultura, con scritte :

‘da – a’:
:‘ Brunello di Montalcino ‘ —>, ‘ Blunello di Montalcino’
o;
da ‘Primitivo di Manduria’ —>, ‘Plimitivo di Mandulia’
.

Nota;
la presentazione – solo nella ‘Rocca di Frassinello’ – delle vivande ha lasciato molto a desiderare ; senza posate ! E senza neanche un piattino di plastica per contenerle !
Forse dato che noi occidentali abbiamo il viziaccio di utilizzarle mentre gli orientali usano le bacchette, ecco che alla Direzione è venuta in mente l’idea balzana di escludere entrambe; si mangiava a mani nude e in un piatto comune come gli arabi!
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Qulache fotografia delle due manifestazioni;

della cantina ‘Petra di Suvereto’

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.
.
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Una bizzarra statua dall’aspetto totemico all’interno di ‘Petra’

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La cantina di ‘Petra’ . Dopo il grande spazio ,qui sopra visibile, destinato ad ospitare le botti in rovere in cui il vino invecchia, la cantina prosegue orizzontalmente fino ad uno spazio più ristretto scavato nella roccia sottostante la collina. Ci si ritrova così settanta metri sotto la superficie muovendosi in orizzontale .

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Qualche fotografia
della cantina ‘Rocca di Frassinello’

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Il patron di ‘Rocca di Frassinello’ , Paolo Panarai nella cantina sottostante la costruzione ,presenta il concerto (nelle due fotografie qui sopra).
[ Come anfitrione, più che preoccuparmi delle qualità acustiche e di riverbero di una cantina vissuta un giorno solo all’anno come ‘auditorium’ – preoccupazione risolta attraverso l’apposizione di pannelli trapezoidali al centro del soffito della cantina – mi sarei più preoccupato del forte odore di muffa che aleggiava nell’aria – odore che invece è completamente assente nella cantina di Petra a Suvereto – e che denota forse una qualche svista nelle soluzioni architettoniche del ‘contenente’, o di disposizione del ‘contenuto’ .]

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Il plastico della Cantina ‘Rocca di Frassinello’
, progetto di Renzo Piano .

.

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Nota finale sui concerti;

Ai concertisti intervenuti sia a Petra di Suvereto che a Rocca di Frassinello deve andare il plauso di tutti i convenuti;
–piacevolissima la scelta dei brani a Petra – Mozart non annoia mai – ,

–impegnativi e più ,forse, da ‘addetti ai lavori’ quelli scelti da Giovanni Bellucci a Rocca di frassinello .Brani che peraltro il Maestro Bellucci ha eseguito con grande maestria .

[**]

Renzo Piano

è certamente annoverabile tra i grandi architetti della fine novecento ed inizio del nuovo secolo.
Basta ricordare il riconoscimento ‘Pritzker’il ‘Nobel’ degli architetti tanto per intenderci –
Tuttavia guardando la cantina qui sopra da Lui progettata, Rocca di Frassinello, si noti come

– e qui purtroppo quasi certamente solo un toscano o chi risiede da molti anni in Toscana,può cogliere al volo quanto ora indico -,

vi sia uno sforzo di Piano di essere coerente con quanto da Lui stesso affermato;

cioè l’ adesione/compenetrazione/armonia tra territorio e costruzione architettonica.

Ovvio lo sforzo in Rocca di Frassinello; trovandosi in Toscana non poteva non colorare le pareti di questa cantina di un colore che non fosse una ‘terra/ocra rossa’ rifacendosi al ‘cotto’ toscano.
Inoltre le imposte ,cioè le persiane,sono piene ( non ‘a listelli’ ) come tradizione nelle vecchie case toscane. Sono cioè ‘scuri’ ed in legno colorato di verde, come spesso era nella tradizione toscana.

Appare ciò piuttosto ridicolo se visto da un toscano;
allo stesso modo con cui un italiano vede ridicola la rappresentazione all’estero di un italiano stesso con mandolino e baffi !

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