Solo Al Secondo Grado

Archivio per aprile, 2018

Voulez – Vous , Paris ..?la province française..? (…) Avignon ! (2)

Voulez – Vous , Paris ..?

la province française ..?

Bon !

Je vais Vous arranger ! (…)

(…) par la petite ville provinciale de

Avignon (2)

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(…segue)
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(Seconda parte)

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Avignone è visitabile in un fine settimana, un paio di giorni sono più che sufficienti. Come per molte altre città francesi.
I francesi hanno concentrato ne loro ‘Musée du Louvre’ di Parigi una vera e propria miscellanea / accumulo di Opere d’arte.
Non diversamente hanno fatto gli spagnoli con il loro ‘Museo del Prado’ a Madrid.
Una motivazione di ciò sta nel fatto che ‘molto’ attira ‘molti’. E ciò fa fare cassa.
Con un unico – principale – polo d’arte per Paese,
le dirigenze museali di tutto il mondo, hanno capito che si ‘vince’ la naturale pigrizia del turismo di massa, che essendo anche ‘di massa’ necessita di spostamenti minimi per evitare eccessive spese.
Altra ragione di tale concentrazione artistica, sta nel fatto che non hanno poi molte Opere d’arte come in Italia, e molte di quelle che hanno sono poi italiane…

Non si può propriamente parlare per la Francia di museo diffuso, nel senso di tante Opere d’arte, che sono architettonicamente, statuariamente, iconograficamente etc… inserite in mille città, come invece nella nostra penisola.
Ma di certo i francesi tentano, credo con successo, di ben presentare ciò che hanno.
Avignone,
è simile a molte altre cittadine francesi, nel loro tentativo di riciclarsi turisticamente/artisticamente, con un restyling – fondi permettendo – della parte nuova della città come di quella storica, con la creazione di un museo estemporaneo con qualche Opera d’arte.
Gli avignonesi
tendono a frequentare locali pubblici, al di fuori delle zone turistiche anche se non lontani dalle stesse.
Come gli altri francesi sono caratterialmente a mezza strada tra ‘un latino’ e ‘un anglo-sassone’.
Ciò li caratterizza; oscillano da una formale gentilezza ad una mal celata insofferenza verso chi non è francese.
Visitando Parigi (on the Road)
si noterà che vi è molta solitudine, manifesta in parigini spesso di una certa età ormai disillusi.
In una provincia francese come Avignone,
un fatto ricorrente sta nell’isolamento di molti ragazzi/e (francesi-francesi,non figli di immigrati) , che vivono ‘alla giornata’ chiedendo al passante/turista qualche ‘spicciolo’ per tirare avanti.
Molti di loro sono convinti che sia un fenomeno relegato al mondo francese. Segno questo ,probabilmente, di un diverso rapporto familiare-filiale ; la famiglia non è così presente come nel sud Europa…In cui ‘famiglie matriarcali’ (chiamiamole così) tengono il pulcino in casa…

Nota,
Dal punto di vista climatico Avignone
presenta una singolarità; causa i vicini monti accumula nubi in modo tale che si verificano delle piogge torrenziali, (questo spiega la presenza frequente di pensiline assai grandi con ampia copertura). E a seconda della stagione, la grandine è frequente.
Qualche fotografia per la città;

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Par les rues d'Avignon h

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Palais des Papes Avignon France za notturna panorama della città

Palais des Papes Avignon France za diurna panorama della città

Vista di Avignone e dintorni dal Palazzo dei Papi.
Al di sotto del grande piazzale ,qui sopra visibile in fotografia, è stato ricavato un enorme parcheggio a pagamento. Vi si può arrivare soltanto da una delle porte storiche della città (Porte du Rhône) .

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Il palazzo dei Papi in notturna;

Palais des Papes Avignon France v notturna

Palais des Papes Avignon France u notturna entrata pricipale gotico gotico

Gotico gotico!

Palais des Papes Avignon France r notturna

Il pensiero, con queste immagini, corre inevitabilmente verso un film con Sean Connery del 1986 :
:’le nom de la rose’
, un drame historique franco-italo-allemand réalisé par Jean-Jacques Annaud,

Penitenziagite!do penance!’ – by le dolcinien ‘Salvatore’ (alias Ron Perlman)

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Palais des Papes Avignon France y notturna angolo

Palais des Papes Avignon France z notturna angolo

Palais des Papes Avignon France t notturna particolare gorgoglione o doccione

Insuperabili ‘gorgoglioni’ o ‘doccioni’ (proto grondaie!); non sarebbero attuali anche ai nostri giorni?!

Palais des Papes Avignon France w notturna l attiguo petit palais ex sede vescovile
Il piccolo palazzo, attiguo al Palazzo dei Papi ed ex sede vescovile, oggi adibito a museo

Petit Palais d Avignon

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Les remparts d'Avignon a

Les remparts d'Avignon b
I bastioni – o mura – di Avignone (Les remparts d’Avignon), viste dall’interno e dall’esterno.
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Nota;

se provate a circolare attualmente lungo le mura esterne (all’interno è zona ‘ztl’/traffico limitato), rimarrete bloccati per ore. Cécile Helle, l’attuale femme maire / sindaco d’Avignon, inaugurando lavori pubblici a go-go avrà fatto felici molte ditte appaltatrici, ma di certo esaspera avignonesi e turisti. Senza contare il fatto che è impossibile parcheggiare e neanche fermarsi!.
Cervellotici poi i parchimetri; impensabile sostare gratuitamente – tranne in una piccolissima zona della città – ma anche pagando le indicazioni scritte non ci sono; ti devi indovinare il regolamento in merito!
Il sindaco bisogna saperlo fare, non tutti ci sono tagliati…!

Ed anche all’interno del centro storico di Avignone…il leitmotiv non cambia;

Par les rues d'Avignon f
Rue de l’Olivier/ Place Pie – Avignon – Aprile 2018

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Per le vie storiche di Avignone; qualcosa si salva ancora dai lavori con cemento selvaggio.

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Par les rues d'Avignon a
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Par les rues d'Avignon b
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edicola sospesa Avignon

Un’edicola religiosa sospesa; molto francese.

Avignone edicola religiosa sospesa

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Par les rues d'Avignon c

Par les rues d'Avignon d
Qualcuno ricorderà un vecchio film :
:’Il braccio violento della legge’ (The French Connection) I° e II°
(1971/75) con Gene Hackman, Fernando Rey et Roy Scheider , un film policier américain réalisé by John Frankenheimer/William Friedkin.
Queste due fotografie qui sopra ce lo ricordano molto (il II° film) quando Gene Hackman,il protagonista (alias ‘ l’americain ‘/’Popeye’/’papà’ come dai diversi nicknames utilizzati nel film a seconda della versione; americana,italiana etc…), girava ubriaco con il barista,per le vie di Marsiglia…
Solo che qui non siamo nella casba/kasba di Marsiglia ma in pieno centro storico ( siamo nella centralissima, Rue de la Republique – Avignon – ) ! Un pò di restyling/leggi ‘decoro’,

no!?

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Par les rues d’Avignon; entre ce qui est typique et ce qui est décadence;

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Par les rues d'Avignon g

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Avignon gelateria amorino Rue Saint Agricol

Neanche la gelateria ‘amorino’ (Chaîne de magasins Slow Food/catena di gelaterie artigianali sparse in tutto il mondo), si salva da un ‘bigusto’ composto da ‘vecchio/decadente’ e ‘nuovo/rabberciato’

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Avignon par les rues de la ville des papes
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Par les rues d'Avignon e
Inutile dire che ci ricorda tanto ‘Cosa Nostra’…!

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la fée bleue d'Avignon
Chi ama le favole è servito! Voilà ‘la fée bleue’ d’Avignon !

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l angolo del writer

L’angolo del ‘Writer’

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Due elementi architettonici;

Palais des Papes Avignon France zb notturna porta
Uno del passato…

avignon elemento architettonico
…e del presente.

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artgianato marmo artisanat traditionnel et contemporain Bermond Avignon

Artigianato del marmo/artisanat traditionnel et contemporain Bermond – Avignon – .

Girovagando nel centro storico, ma lontano dalle ‘rotte turistiche di massa’, si possono vedere dei lavori sospesi tra artigianato ed arte.
Una sorta di ‘Paolina B(u)onaparte’ molto ‘coquette’, che tanto ricorda lo stile francese della fine XVIII° secolo e prima metà del XIX° (stile Impero).

Ad artigiani così non può che andare tutta la nostra simpatia!

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Le solite panchine/banquette publique;

panchina Avignon banquette publique a

panchina Avignon banquette publique c

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pont Saint-Bénézet Avignon a

pont Saint Bénézet Avignon b

Il ponte di San Benedetto/le pont Saint-Bénézet, Avignon. Ponte più volte ricostruito e rimasto semi-incompiuto, dalla seconda metà del XII secolo, sul Rodano/Rhône, (riva sinistra).
Evidente l’incompiutezza;

cf/cfr;

Un confronto senza pretese,
che non è certo una sfida. In Italia di ponti semplici semplici – ponte ,questo qui sotto in fotografia, altrettanto vetusto, e più volte ricostruito – ne abbiamo da vendere…
E non mi sembra che se ne faccia molta pubblicità qui da noi, al contrario dei cugini transalpini…
Ponte della Maddalena Pont de la Madeleine sul fiume Serchio Borgo a Mozzano Lucca Toscana Italia

Ponte della Maddalena/Pont de la Madeleine (detto anche: ‘ponte del Diavolo’) ,sul fiume Serchio, Borgo a Mozzano – Lucca – Toscana, Italia.

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Palais du Roure alias Palazzo della Rovere alias Palazzo Baroncelli ex Palazzo (dei) Pazzi;

Actuellement ‘Fondation Flandreysy Esperandieu‘ , Rue du Collège du Roure Avignon

Uno spaccato architettonico tutto italiano, anzi rinascimentale, in piena Francia;

Iniziamo con una immagine ‘cruda’, seppur di pregio essendo leonardesca;

Disegno di Leonardo di Bernardo di Bandino Baroncelli

Disegno eseguito da Leonardo da Vinci di ‘Bernardo di Bandino Baroncelli’. Uno dei congiurati della ‘congiura della famiglia  Pazzi’.         Un Baroncelli impiccato /giustiziato ad un gancio del loggiato del cortile interno del Palazzo del Bargello di Firenze.
Disegno a penna conservato in Francia, presso il museo Léon Bonnat di Bayonne

[
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/24/bargello-and-surroundings/

(…)Col disegno del sicario Bernardo di Bandino Baroncelli, Leonardo da Vinci,
– che a differenza di Michelangelo non amava schierarsi politicamente, mantenendo posizioni più prudenti –
ci ricorda un fatto reale che molto si avvicina sia a quello mitologico che a quello reale di Bruto.
Un uomo – Bernardo – che malgrado un’età matura – ben 58 anni – ed una posizione sociale di tutto rispetto – di famiglia nobile e agiata
( il padre di Bernardo ebbe a pigione il pittore Masaccio) – non esita ad uccidere un appartenente alla famiglia Medici; la famiglia che tiranneggiava economicamente e politicamente Firenze ed i suoi cittadini(…)
]

Bandini Baroncelli e Masaccio Firenze via dei Servi a soloalsecondogrado

Abitazioni ‘a pigione’
della Famiglia Bandini ( o, ‘di Bandino’ ) Baroncelli,
in Via de’ Servi a Firenze.
Una targa ne ricorda un illustre affittuario;
il pittore Masaccio
alias Tommaso di Ser Giovanni Cassai ,
qui ricordato col nome di Tommaso Guidi.

Bandini Baroncelli e Masaccio Firenze via dei Servi b soloalsecondogrado

Abitazioni ‘a pigione’
della Famiglia Bandini ( o, ‘di Bandino’ ) Baroncelli,
in Via de’ Servi a Firenze.
Una targa ne ricorda un illustre affittuario;
il pittore Masaccio
alias Tommaso di Ser Giovanni Cassai ,
qui ricordato col nome di Tommaso Guidi.

; poche righe di presentazione e spiegazione di una presenza italiana, rappresentata da un Palazzo in stile nobiliare, peraltro assai ben costruito e conservato, in Francia e in una piccola cittadina di provincia quale Avignone è.

Col periodo costituito da un papato avignonese,
vi fu un rafforzamento in Francia della presenza di una classe mercantile italiana in specie fiorentina. Alcune di queste famiglie erano di nobili origini o divenute nobili grazie al commercio ( vedi la famiglia De Medici).
La presenza commerciale italiana in alcune zone di Francia era già forte grazie alla presenza di feudi papali. Col trasferimento del papato ad Avignone la presenza italiana si rafforzò ulteriormente. Perdurando in parte dopo il periodo avignonese del papato.
Tra le varie famiglie italiane qui presenti, ve ne furono

due fiorentine ,in particolare, imparentate per matrimonio;

(il fondatore del ‘Palais du Roure alias Palazzo della Rovere alias Palazzo Baroncelli ex Palazzo (dei) Pazzi’ fu ‘Pierre Baroncelli’ che prese per moglie una Pazzi (Leonarda))

; quella dei Baroncelli e quella dei Pazzi,

peraltro unite anche nella sventura – la fallita ‘Congiura dei Pazzi’ / ‘Conjuration des Pazzi ‘ del 1478 – che videro l’impiccagione di un Baroncelli (Bernardo di Bandino) nel 1479, e l’esilio dei Pazzi…
La costruzione del Palazzo Pazzi/Baroncelli, vero e proprio segno di un fiorente commercio delle due famiglie fiorentine in terra francese,risale a circa un decennio prima della congiura – circa il 1470 – .
Pierre Baroncelli, divenuto anche un influente cittadino, riuscirà a far nominare ‘legato papale’ / ‘ambasciatore della Santa Sede’, il Cardinale Giuliano della Rovere futuro Papa Giulio II ( da cui un nome del palazzo :’ Roure’ / ‘rovere’ / ‘chêne’).
E la presenza di Giuliano della Rovere,ad Avignone, spiega il Suo ritratto nell’abside della Cattedrale d’Avignone,( di cui vedi fotografia nel primo post… )
Il ramo francese della famiglia Baroncelli continuerà a sussistere fino al novecento.

Si noti che il nome fantasioso dato a Palazzo Baroncelli, ovvero:’

:’Palais du Roure

alias Palazzo della Rovere/chêne, dalla fantasia di un letterato francese (Frédéric Mistral) – ,
i francesi lo hanno ‘adottato’ ,evidentemente, per mettere in secondo piano il nome della famiglia Baroncelli.
E ciò sopratutto a causa di un loro triste rappresentante:’

:’‘Bernardo di Bandino Baroncelli’,

, passato alla storia per essere stato ritratto mediante disegno ,come sopra visto, da Leonardo da Vinci , da impiccato , in seguito alla congiura dei Pazzi.
Il fatto è che la famiglia Baroncelli certi fatti storici imbarazzanti se li cercava; difatti Pierre Baroncelli,intraprendente uomo d’affari, si sposerà (in seconde nozze) con una bella figliola francese di nobili origini (Marchesi come i Baroncelli) , che portava un cognome che diventerà impegnativo: de Sade (Annette), antenata del famoso :‘Donatien Alphonse François’.
Donatien, surnommé ‘le divin marquis‘/’il divino ruffiano‘.
Non mancano comunque in questa famiglia illustri personaggi – XIX°/XX° secolo – ,
quali:J.H. Jacques de Baroncelli – (9° marquis de Baroncelli-Javon) – ; un apprezzato regista e critico cinematografico , fratello di Folco, uno scrittore/buttero-manadier , e di Marguerite, una apprezzata letterata.

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Un elemento storico incontrovertibile(?);

Giorgio Vasari, ne:‘Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti’ Firenze anno 1550, scrive parlando della vita del pittore fiorentino Andrea del Castagno (alias; Andrea di Bartolo 1423 -1457):’

:'(…) L’anno 1478 (anno fiorentino corrispondente all’anno italiano del 1479,n.d.c.) ,quando dalla famiglia ‘de’Pazzi’
et altri loro aderenti e congiurati, fu morto in Santa Maria del Fiore
(la Cattedrale di Firenze, n.d.c.) Giuliano de’ Medici e Lorenzo suo fratello ferito, fu deliberato dalla Signoria che tutti quelli della congiura fussino (fossero,n.d.c) come traditori dipinti nella facciata del palagio del Podestà (Palazzo del Bargello,n.d.c.); onde essendo questa Opera offerta ad Andrea, egli come servitore et obbligato alla casa de’ Medici, l’accettò molto volentieri; e messovisi la fece tanto bella che fu uno stupore, ne si potrebbe dire quanta arte e giudizio si conosceva in que’ personaggi ritratti per lo più di naturale, et impiccati per i piedi in strane attitudini e tutte varie e bellissime.
La qual opera perché piacque a tutta la città e particolarmente agli intendenti alle cose di pittura, fu cagione che da quella in poi , non più Andrea del Castagno, ma Andrea degl’ Impiccati fusse (fosse) chiamato (…)Passò ad altra vita di anni 71 ‘
( secondo il Vasari morì nell’anno 1494, n.d.c. )

Pare impossibile quanto riferito da Vasari, sulla realizzazione dell’Opera ‘gli impiccati della congiura del 1478/9’, dato che Andrea del Castagno morì molto prima (1457).
Ma ciò vale da testo storiografico/documentale.

Nota;
ad ogni modo,
ponendo l’attenzione sul contrasto tra Stati e Chiesa di quei tempi, che ha portato alla formazione di più Chiese evangeliche (protestanti), separate da quella Madre Cattolica/romana,
si può certo rilevare che questo scisma apparentemente interno alla Chiesa, trae fondamentalmente origine dal bisogno – necessità presenti all’interno di molti Stati (Francia, Inghilterra, Germania) – di un ridimensionamento del Potere temporale della Chiesa cattolica, che estendeva il suo Potere economico ben oltre i confini italici, [confini italici attualmente corrispondenti ad alcune Regioni (Lazio, Umbria, Emilia Romagna)],
tramite feudi come quello avignonese e rapporti/vincoli di vassallaggio, che determinavano una sorta di sudditanza economica/amministrativa di quei luoghi tanto lontani da Roma. Una relazione/dipendenza di vassallaggio di questi Stati verso Roma che non era ormai più accettabile.

Da qui la spinta (la vera causa di) a pulsioni religiose finalizzate, tramite un distacco religioso da Roma, ad un corrispondente distacco da un vassallaggio economico.

Le famiglie nobiliari sopra viste, Pazzi, Baroncelli e della Rovere,
sono un esempio chiaro di questa sudditanza di uno Stato,francese nel caso, verso Roma; una serie di privilegi venivano concessi a famiglie italiane, spesso imparentate col Papa stesso, in feudi come quello papale di Avignone, che permettevano fiorenti commerci a queste stesse famiglie.
Famiglie che avevano loro sole il diritto a commercializzare beni quali granaglie, sale etc… Come nel caso sopra visto di Pierre Baroncelli, che avendo ,tramite privilegio papale – da Roma – ,i diritti al commercio esclusivo di determinate derrate alimentari, aveva sicuro guadagno come in un mercato monopolistico.

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Pierantonio di Bandino Baroncelli e Maria Bonciani b

Un raro ritratto di un rappresentante della famiglia
Baroncelli ;
Pierantonio di Bandino Baroncelli
ritratto in una pala con la sposa Maria Bonciani. Uffizi, Firenze
E’ il ramo belga della famiglia.
Anno 1489, ovvero 11 anni dopo la congiura dei Pazzi/Baroncelli.
Definito come ‘banchiere’ (vedi didascalia del museo), in realtà, da quanto qui già espresso sul ramo francese della famiglia Baroncelli/Pazzi, possiamo ben capire il ruolo ed il loro ‘tenore imprenditoriale’.
L’autore del ritratto resta sconosciuto. Malgrado ciò possiamo ben vedere il prodotto della scuola della città belga di Bruges, con quella naturalezza di cui vedi nota;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2018/07/20/from-the-dissolution-of-perspective-to-the-dissolution-of-the-image-two-parallel-routes-with-a-single-objective/
(vedi nota, al ritratto di Rembrandt van Rijn
(portrait of a Young Man Uffizi)

Pierantonio di Bandino Baroncelli
sarà il banchiere che sostituirà Tommaso Portinari nella amministrazione del Banco ‘de Medici’ a Bruges, ricca città delle Fiandre in Belgio, per grave negligenza amministrativa di Portinari stesso, una decina di anni dopo il suo insediamento.
Anno 1478 circa è datata la Pala Portinari, 1489 è databile il dittico di Pierantonio di Bandino Baroncelli e consorte.
Entrambe le Opere furono eseguite da Maestri fiamminghi, in omaggio alla città che servivano.

 

 

Pierantonio di Bandino Baroncelli e Maria Bonciani a

Pierantonio di Bandino Baroncelli e Maria Bonciani c

Pierantonio di Bandino Baroncelli e Maria Bonciani d

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Ancora un dipinto (pala/trittico) in cui compaiono appartenenti alla famiglia Bandini Baroncelli ;

Hugo van der Goes Adorazione dei Pastori Tommaso Portinari e Maria Baroncelli a Uffizi soloalsecondogrado

Hugo van der Goes
Adorazione dei Pastori
Bruges anno 1475 circa
Uffizi Firenze
Trittico, qui pala destra (a destra di chi guarda)
Commissionato dall’amministratore del banco de’ Medici a Bruges, in Belgio ,
nella persona di Tommaso Portinari
Qui è rappresentata in ginocchio,
Maria Baroncelli
e la loro figlia

Hugo van der Goes Adorazione dei Pastori Tommaso Portinari e Maria Baroncelli b Uffizi soloalsecondogrado

Hugo van der Goes
Adorazione dei Pastori
Bruges anno 1475 circa
Uffizi Firenze
Trittico, qui pala destra (a destra di chi guarda)
Commissionato dall’amministratore del banco
de’ Medici a Bruges, in Belgio ,
nella persona di Tommaso Portinari
Qui è rappresentata in ginocchio,
Maria Baroncelli

Hugo van der Goes Adorazione dei Pastori Tommaso Portinari e Maria Baroncelli c Uffizi soloalsecondogrado

Hugo van der Goes
Adorazione dei Pastori
Bruges anno 1475 circa
Uffizi Firenze
Trittico, qui pala destra (a destra di chi guarda)
Commissionato dall’amministratore del banco
de’ Medici a Bruges, in Belgio ,
nella persona di Tommaso Portinari
Qui è rappresentata in ginocchio,
la piccola Portinari – Baroncelli

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Qualche immagine,

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon a

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon d
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Si noti lo stemma della famiglia ‘Baroncelli’ ; uno scudo attraversato da tre fasce colorate.

E tale stemma dei Baroncelli è inserito su un fondo fatto di intrecci di foglie e rami, e due pesci – semi cancellati dal tempo – che rappresentano rispettivamente, lo stemma dei ‘della Rovere’ e dei ‘Pazzi‘  

Cfr/cf  con gli stemmi qui sotto, Baroncelli/Pazzi/

[ e cfr,cf ,per giunta, con il logo di una Banca Lombarda(Italia): Banco Desio, il cui stemma è stato ideato nel 1985 circa da un grafico pubblicitario olandese naturalizzato italiano;‘Bob Noorda’.
Ma ‘Bob Noorda’ ha ripreso in pieno lo stemma – rovesciato – della Famiglia di banchieri fiorentini del Rinascimento dei Bandini baroncelli! ]

Pierantonio di Bandino Baroncelli e Maria Bonciani stemma

Stemma della famiglia Baroncelli

Banco Desio logo alias stemma di Bob Noorda da stemma citta di Desio da stemma Banchieri fiorentini del Rinascimento Bandini Baroncelli soloalsecondogrado


The advertising text
(at the following link ; https://www.bancodesio.it/it/content/il-marchio )
reads:
:’The logo of the Bank of Desio (Lombardy – Italy), comes from a reinterpretation (1985/90) that Bob Noorda (a graphic designer / advertiser) gave the coat of arms of the city of Brianza (Desio).’.
As you can see from the photo above,
the logo of Desio’s bank created by the designer Bob Noorda (a Dutch, naturalized Italian),
is the inverted logo of the city of Desio,
but it is also identical to that of the Florentine bankers’ family of the Renaissance ‘Bandini Baroncelli’.
La scritta pubblicitaria (al seguente link ; https://www.bancodesio.it/it/content/il-marchio )
recita:’
:’Il logo del ‘Banco Desio’ (Lombardia – Italia), nasce da una reinterpretazione (del 1985 circa) che Bob Noorda (un grafico/advertiser) diede dello stemma del Comune della città brianzola ( di Desio)‘.
Come si può vedere dalla fotografia qui sopra,
il logo del ‘Banco Desio’ ideato dal designer Bob Noorda (un olandese, naturalizzato italiano),
è il logo rovesciato (nella larghezza delle bande rosse laterali) della città di Desio,
ma è anche identico – capovolto – a quello della famiglia di banchieri fiorentini del Rinascimento dei Bandini Baroncelli!

stemma Pazzi Uffizi

Stemma della famiglia Pazzi

stemma Pazzi Uffizi a

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon c

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon f

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon h

Qui sotto i soliti ‘doccioni’ o ‘gorgoglioni’ ;
Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon b

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon g

Le Palais Il Palazzo Baroncelli od du Roure Avignon

Nota;
ceduto dalla Famiglia Baroncelli nel 1918 a Madame Jeanne de Flandreysy,
una letterata francese affascinata dal mondo latino e dal risorgere di uno spirito europeistico (uno Zeitgeist pan latino) ,che tanto eco troverà nella Poesia,come nella scelta dei luoghi del grande poeta americano Ezra Pound,
questo palazzo rinascimentale fiorentino in terra francese, troverà nuova linfa culturale grazie al mecenatismo di questa donna di grande cultura.
E, occorre ricordare, che certe scelte di campo sono tanto più apprezzabili in quanto non generate dall’elemento anagrafico, ma da scelta culturale originata da profonda onestà intellettuale

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L’angolo del…ristoro;

quanto già detto sui famosi dolcetti parigini ‘macarons’, vale ovviamente anche per Avignone;
insulsi gusci di meringhe rifilati a ‘sprovveduti’ turisti… un incubo!

Les macarons Avignon

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Ma… i francesi sanno farsi perdonare;

dalle stalle alle stelle; i frutti di mare (les coquillages) sono di pregio ed accessibili.
Per tradizione sono diffusi in tutte le città francesi – da noi invece solo in alcune città italiane – ed i francesi ci danno dentro, presso le ‘halles centrales’ / mercati centrali distribuiti in tutta Francia.
Ovvio che resta esclusa Parigi dove tutto, oltre ad essere di qualità discutibile, ha costi impossibili.

Una visita – in una provincia di Francia – ne vale la pena;

le jardin des coquillages f

le jardin des coquillages e

le jardin des coquillages b

le jardin des coquillages c

le jardin des coquillages d

le jardin des coquillages g

Qualche curiosità,
circa i frutti di mare ( les coquillages) in circolazione in Francia;
si trova un pò di tutto; dalle ostriche (huîtres) giganti a guscio (semi) bianco, medie e piccole, il tutto atlantiche. Alle ostriche del mediterraneo, più saporite, – non trovate le ostriche Belon(huître plate),quelle piccoline dal diametro di 3cm circa, forse troppo impegnative per essere aperte sul posto dall’ostricaio – ai tartufi di mare (praires), ai limoni o uova di mare (violettes de roche) da noi introvabili, alle chiocciole/lumache di mare ( Murex/Muricidae).Non mancano i i ricci di mare (oursins) e le cappelunghe/cannolicchi (couteaux). Ed infine le semplici cozze/’moules’.
La vongola (clovisse/Palourde commune) non solo non la si trova, ma è bandita da ogni testo che tratta di molluschi. L’origine non francese, ne determina – probabilmente – la ‘caduta in disgrazia’ di questo mollusco di pregio indiscutibile!

Una nota sul vino francese;
qui sopra si vede un vino rosso: ‘clos de T’ Ventoux ; un vino biologico di grande pregio a base di uva-‘Grenache’, che in lingua italiana corrisponde a: ‘granaccia’ o ‘cannonau'(da cui anche il nome di un vino sardo), più uva sirah, e uve locali.
Col vino rosso i francesi non disdegnano accompagnare i molluschi.
Circa la caratteristica di questo tipo specifico di vino rosso francese,va detto che ha un ‘effetto di gradazione alcolica’ – forse perché proveniente da vitigni allevati in zona vulcanica – ma non per questo invadente e sopratutto ‘non vinoso’, ma raffinato come i più tipici vini di Francia.
Due parole sul vino più famoso di Francia, lo champagne;
la qualità ,come il prezzo, anche di uno champagne RM (‘RM’, cioè ‘imbottigliato all’origine’ ovvero uno champagne prodotto da un ‘vigneron’/’viticoltore’ con uve provenienti soltanto dai suoi stessi vitigni, dunque di sicura origine da un ‘terroir’) sono apprezzabili; con 22 euro ti compri uno champagne RM di pregio (e per giunta comprato in una enoteca/cave dove i prezzi sono di per se più alti!).
Inutile ricordare che questo non vale per Parigi, un ‘circo mediatico stanziale’

Occorre onestamente dire che molti vini francesi
sono non solo di qualità unica, ma hanno un prezzo assai abbordabile.

Al contrario di quanto reputato al di fuori della Francia, Italia in testa, i vini francesi hanno in realtà un ottimo rapporto prezzo e qualità.E raffinatezza e profumo restano ineguagliabili.

Il problema è che te li devi comprare sul posto, in Francia. Appena arrivano/vengono commercializzati in Italia il prezzo diviene proibitivo o la qualità misteriosamente cala inaccettabilmente!

Incredibile ma vero!

Avignon et le vin

Una simpatica vignetta esposta da una enoteca/cave di Avignone.

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cfr/cf ; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/06/08/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia/

Una nota sui formaggi – francesi e dei Paesi limitrofi – ;

i formaggi francesi/ o ‘dintorni'(cioè olandesi/fiandre olandesi o svizzeri, Svizzera francese etc…), ‘di pregio’ al pari dei vini sono unici.
Come per i vini a regola te li devi comprare sul posto, o comunque se ordinati dall’Italia occorre che siano ‘freschi’ o ben conservati.
Spesso l’importatore/grossista italiano, tende a mal conservarli o a distribuire formaggi francesi (o ‘dintorni’) ormai non più al meglio delle loro qualità.

Accade anche come per i vini sopra visti, che alcuni formaggi francesi ,o di Paesi limitrofi come l’Olanda, vengono confezionati per il consumo fuori dal Paese di origine. Inevitabile il fatto che hanno caratteristiche organolettiche completamente diverse rispetto all’originale.                     
Ad esempio il formaggio olandese : ‘gouda’ se acquistato in Olanda (sua origine dalla omonima città olandese) o in Francia ha un suo caratteristico sapore – vedi qui sotto, dettagli aggiuntivi – . Ma se acquistato  in Italia si noterà che più che un formaggio tipico di un Paese/città è soltanto grasso raggrumato ; come personalmente constatato acquistando in una catena alimentare  – ‘Carrefour’ –  il  ‘gouda’ , sulla cui confezione era indicato il confezionamento presso una azienda veneta in provincia di Verona.

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Ecco qualche immagine;

Tête de Moine avec la girolle
La ‘Tête de Moine’/ ‘testa di Monaco’,
un formaggio della Svizzera francese che si mangia non come un cacio; tagliato e non come un parmigiano; tagliato o grattugiato,
ma a ‘fiocchi’ ovvero attraverso la ‘girolle’, come da fotografia qui sopra. Deve essere ancora cremoso come da fotografia e non secco, che tende a sbriciolarsi.

Sainte Maure de Touraine

Il ‘Sainte Maure de Touraine’ è un formaggio di capra stagionato che forma una crosta assai appetibile, di colore grigio bluastro.
Non deve avere un odore forte, ma delicato pur con sapore deciso. La sua caratteristica è lo ‘stecco’ di paglia che lo attraversa e su cui è addirittura impresso un numero di serie!

Le ‘gouda’ (Goudse kaas oranje) è un formaggio omonimo della cittadina dei Paesi Bassi/Olanda, dove è prodotto. Ma purtroppo non solo li, e ciò comporta differenze nette di qualità/sapore.
La caratteristica fondamentale del ‘gouda’ è che può egregiamente sostituire il famoso formaggio francese (sempre delle Fiandre, cioè nord Francia); ‘mimolette’, anche detto:’vieux Hollande’ o ‘boule de Lille’,dalla città francese del nord Francia.
Tranne che nella crosta; non edibile nel ‘gouda’, edibile e di pregio nella ‘mimolette’, ottenuta attraverso dei simpaticissimi acari, tipo quelli dei materassi…
La ‘mimolette’, qualunque sia il grado di stagionatura, è sempre di colore ‘arancione’ grazie ad un colorante naturale estratto da un fiore sudamericano. Il ‘gouda’ non sempre presenta questa particolare caratteristica.

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Se si è nostalgici della pizza…

Le bistrot des sales gosses

Le bistrot des sales gosses prezzi
Un nome dato al bistrot/bettola, un pò particolare :’le bistrot des sales gosses’/ ‘il bistrot dei fratelli sporchi’. Un’ origine cinematografica, o più antica?
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Qui di seguito un menù decisamente per turisti che vogliono pranzare/cenare, in centro – centro…
Bontà loro…!
( Non importa cosa ti servono, ma dove vieni servito! Contenti loro…! )

centro centro Avignon

Centro-centro!

Ristorante Avignon prezzi a

Ristorante Avignon prezzi b

Ristorante Avignon prezzi c

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Un locale notturno da noi decisamente tramontato (le cabaret) ;

Cabaret Avignon

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Una nota di architettura modernista o giù di li;

Une tentative d'architecture innovante à Avignon ( Zona Avignone sud)

Un tentativo avignonese – nostrale, a mio personale giudizio – di fare dell’architettura in stile coi tempi…

Voulez – Vous , Paris ..?la province française..? (…) Avignon !

Voulez – Vous , Paris ..?

la province française ..?

Bon !

Je vais Vous arranger ! (…)

(…) par la petite ville provinciale de

Avignon

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(Prima parte)

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Dès l’âge d’or ;

Avignon de L âge d or a

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; jusqu’à l’âge contemporain ;

Avignon a l âge contemporain

Ferme restando le considerazioni su quanto già detto su Parigi/Paris ;

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https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1208

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/04/13/voulez-vous-paris-2-le-beaubourg/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/04/19/voulez-vous-paris-3/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1216

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/05/01/voulez-vous-paris-5/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1219

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1228

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non resta che dare uno sguardo al di fuori della ‘Ville Lumière’, che come visto è una sorta di circo stanziale. Verso la quale anche (ma non tutti) il più accorto dei visitatori (non francesi), non manca di tributare omaggio in seguito ad un repentino timore reverenziale che lo coglie non appena entra nella Capitale di Francia.
E forse per questo, è considerata la sola vera città francese .
Tutto il resto è – o viene relegato al rango di – campagna semi-abitata!

Cominciamo, dato che visitiamo una piccola cittadina che fa del suo retaggio storico l’elemento centrale del suo quotidiano, con un piccolo interrogativo su un vecchio fatto storico che caratterizzerà quasi tutto il 1300 (XIV°secolo) . Che è poi rappresentazione di una realtà con cui i francesi convivono da secoli.
Interrogativo che è inevitabile porsi – sia da parte di un visitatore di Avignone poco attento, come da parte di un abitante di questa città – .

Come mai Avignone è stata residenza, per quasi tutto il XIV° secolo, del Successore di Pietro ,cioè del Papa [ ben 7 (8) più 2 anti Papi ] ?

Questa domanda
riguarda non tanto la scelta di una nuova sede papale ,tra le infinite possibili al di fuori di quella di Roma, ma la ragione del trasferimento (fatto del tutto straordinario) della residenza della sede del Papa da Roma in altra sede, nel caso Avignone.

Premesso quanto già riportato al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/05/16/la-riscrittura-della-storia/

( In cui riporto due frasi essenziali;

‘la storia non è ancora una scienza,si può tentare di farla apparire tale con omissioni e falsificazioni’

Bertrand Russell.

e,

‘la storia è il prodotto più pericoloso della chimica della nostra mente’

Paul Valery.

Paul Valery; un francese d’oc!

)

E

premesso

che in Francia non esiste il termine corrispondente a : ‘Cattività avignonese’ / Captivity of Avignon

ma soltanto l’espressione de: ‘Papauté d’Avignon’,

tutto questo premesso,

se provate a chiedere a qualche cittadino francese, meglio ancora se di Avignone, la ragione di questo trasferimento della sede papale ad Avignone, ne otterrete le risposte più varie.

Da;

per ragioni di sicurezza del Papa. A quei tempi Roma era percorsa da insanabili guerre civili che non davano possibilità al Papa di una sicura sopravvivenza, ne di operare con serenità.

Od anche;

Avignone era sulla via di importanti pellegrinaggi ( la via Francigena )

[The Via Francigena is the common name of an ancient road and pilgrim route running from France to Rome, then towards the Holy Land (Jerusalem)]

che dalla Francia portavano/portava a Roma (sede della tomba di San Pietro) e quindi poi verso la Terra Santa (Gerusalemme).
E un Papato con sede ad Avignone era amministrativamente indispensabile…

Od anche;

‘non so!’

Sorry … A little digression …
Avignon mon amour

Non occorre certo un erudito di storia, per conoscerne la semplice – reale – risposta.

Filippo IV di Francia detto ‘il bello’ (perché dall’aspetto efebico…) ,
già scomunicato da Papa Bonifacio VIII (Papa non avignonese),
desideroso di porre fine ad una supremazia papale che utilizzava armi ‘sleali’ quali la scomunica,
utilizzata dal Papa anche per sanare a proprio favore, contrasti con il potere laico in ambito puramente amministrativo/economico – ,
e non pago del sonoro ceffone (schiaffo di Anagni **) assestato da un Suo funzionario ,Guglielmo di Nogaret, a Papa Bonifacio stesso ,ad Anagni (Lazio/Italia)
decise in un momento di debolezza dell’istituzione papale di far eleggere ,mediante simonia, un Papa francese ‘assai comprensivo’ verso le esigenze regali francesi.
Inoltre Filippo IV, abbisognava di risanare le vuote casse dello Stato di Francia. E le ricchezze immense accumulate dall’Ordine dei Templari facevano al caso Suo.
Senza contare il fatto che Filippo IV era già pesantemente indebitato con l’Ordine dei Templari.
E Filippo IV ottenne tale risanamento finanziario grazie ad un ‘Papa ammansito francese’ (il Papa avignonese e francese, Clemente V), che dopo aver tolto la scomunica a Filippo IV di Francia , infligge la scomunica all’ultimo Maestro dell’Ordine dei Cavalieri Templari ,Jacques de Molay, col pretesto di pratiche magiche di quest’ultimo, e poi soppresse l’Ordine dei Templari, permettendo di incamerare il loro enorme patrimonio nelle casse francesi.

———
**
Lo schiaffo di Anagni del 1303,
segna indelebilmente una cesura tra mondo laico e mondo religioso;

;manifestando una nuova concezione,ormai formatasi, rispetto a quella medioevale del’ ‘universo Chiesa’.Si passa ad una visione borghese mercantile,del mondo religioso. (vedi,§§)

La figura del Papa, con quello schiaffo (simbolico o reale che sia stato non ha importanza), diviene una Figura contestabile allorché interviene nelle questioni amministrative ed economiche di territori lontani da Roma.
L’omaggio al Papa non è più assoluto, ma riverente per le questioni attinenti il mondo prettamente religioso.
Non senza ironia del destino, sembra che quello schiaffo abbia realizzato un precetto del Cristo quando ebbe ad affermare: ‘a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio’ Matteo 22/21. [ Precetto evangelico qui da intendere come; le questioni economiche ed amministrative ‘al Re’ , le questioni religiose ‘al Papa’ ].
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Un periodo ,dunque, del papato avignonese di sudditanza del mondo religioso nei confronti di quello laico – imperiale.

Ecco il perché del termine ‘cattività avignonese’ .

Avignone resta indiscutibilmente la città dove si è compiuta una grave divisione interna al mondo cattolico.
Divisione che vide come primo passo/strappo lo spostamento della sede papale da Roma in Francia, e poi lo strappo successivo interno alla Chiesa col fenomeno della compresenza di due Papi ; un Papa ed un anti-Papa.
Fatto storico che avrà l’appellativo di ‘scisma d’Occidente’. (°°°)

Se si considera che da quei tempi ad oggi sono passati più di settecento anni, viene certo da sorridere di fronte a simili ‘pudori storici’ di provincia (da provinciali), sulle ragioni sopra viste del trasferimento ad Avignone della sede papale, ma pesantemente presenti nella storiografia di Francia ( e non solo per questo fatto medioevale …).
Storiografia transalpina che ‘nasconde’ – come può – anche la più elementare ed oggettiva ricostruzione delle cause qui sopra esposte. Pur tuttavia tali ‘pudori storici’ francesi ,sussistono e resistono al tempo, come si può notare/evidenziare con un semplice viaggio in una provincia di Francia!

Se poi si prova a spiegar loro – agli avignonesi nel caso del papato presso la Loro città – le vere ragioni, qui sopra esposte,  gli  avignonesi/francesi  non  esiteranno a … ‘fare boccuccia’ ! Ma!

Questo simpatico episodio/realtà a noi coeva, ci testimonia del valore delle frasi sopra riportate di Bertrand Russell e Paul Valery, nonché del valore e limiti della storiografia, se si vuole per naturale debolezza umana; per naturale inclinazione ad allontanare da se ogni ‘ombra’, anche se di un lontano passato.

Vedi in calce a questo post [ //// ] ,
alcune effigi di Papi avignonesi, presenti presso l’abside della Cattedrale/Cathédrale ‘Notre-Dame des Doms’ d’Avignon

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Passiamo ora ad un’altra questione, molto più vicina ai nostri tempi, ma non per questo più ‘contemporanea’ rispetto a quella papale avignonese sopra vista.

Un’immagine che dice tutto ;

Françoise Combier
Una targa commemorativa alla memoria di una sfortunata francese ,Madame Françoise Combier, ‘vigliaccamente assassinata’/’lachement assassinée’ e stuprata ad Avignone il 31 ottobre 1989 da un immigrato irregolare musulmano (Mohammed Mettellaoui).

Place de L Amirande Avignon rue de la Peyrolerie Françoise Combier assassinee

Tristi episodi del genere ne sono accaduti anche in Italia.

Ma… chiedovi sono targhe commemorative in Italia che giustamente mettono in luce non solo la violenza, ma anche l’origine della stessa – immigrazione clandestina e mondo musulmano, come nel caso francese qui esposto – ?

Io in Italia di simili targhe commemorative non ne ho mai viste, e credo che non ve ne siano.

In questo caso non posso che apprezzare la franchezza francese, con tanto di ‘chapeau!’

E nel contempo non posso che esprimere tutto il mio biasimo a chi in Italia, pur avendone l’Autorità , evita di apporle per un mal interpretato senso della Giustizia! [ O vigliaccheria, leggi ‘calcolo elettorale(?)’ ]

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À travers les rues d’Avignon;

À travers les rues d'Avignon a

À travers les rues d'Avignon b

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nous nous dirigeons vers le Palais des Papes;

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Palais des Papes Avignon France
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Et voici le Palais des Papes d’Avignon;

Nel suo insieme una costruzione notevole non soltanto per dimensioni, che – se si vuole – sono sproporzionate rispetto a quelle di una piccola città di Provincia quale Avignone è,
ma sopratutto per l’effetto di grande austerità e rigore formale.
Nel suo insieme una costruzione piuttosto algida, che certo riflette lo stile gotico antico che la caratterizza.

Palais des Papes Avignon France a

Palais des Papes Avignon France b

Palais des Papes Avignon France c

Palais des Papes Avignon France cattedrale aL’attigua Cattedrale; il campanile

Palais des Papes Avignon France cattedrale a particolareL’attigua Cattedrale; il campanile, particolare della statua in onore di ‘Nostra Signora’ a cui è dedicata la Cattedrale.

Palais des Papes Avignon France d

Palais des Papes Avignon France e

Palais des Papes Avignon France f

Palais des Papes Avignon France fronte a

Palais des Papes Avignon France fronte a particolare didascalia

Palais des Papes Avignon France g merlatura mura

Palais des Papes Avignon France h

Palais des Papes Avignon France i piazza edifici fronte palais.jpg

Palais des Papes Avignon France i piazza

Palais des Papes Avignon France l

Palais des Papes Avignon France m retro a Il :’Rocher des Doms’ ovvero il naturale affioramento roccioso sul quale è stata costruita la Cattedrale nella prima metà del XIV secolo, dopo che la Sede papale era già stata trasferita ad Avignone.

decomposition of light‘Rocher des Doms’ .Scomposizione della luce…causa

decomposition of light b‘Rocher des Doms’ .Scomposizione della luce…effetto

Palais des Papes Avignon France m retro b

Palais des Papes Avignon France m retro c

Palais des Papes Avignon France m retro d Resti di un antico insediamento romano.

Palais des Papes Avignon France m retro eElementi architettonici del Palazzo; punti luce. Seguono tre particolari

Palais des Papes Avignon France m retro fPrimo particolare

Palais des Papes Avignon France m retro gSecondo particolare

Palais des Papes Avignon France m retro hTerzo particolare

Palais des Papes Avignon France n retro fronte palazzo esplanadeL’angolo del/per il turista…

Palais des Papes Avignon France o

Palais des Papes Avignon France p rue vice legat a

Palais des Papes Avignon France p rue vice legat a particolare

Palais des Papes Avignon France turiste affaccendateTuriste affaccendate

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(°°°)

Ciò che è da sottolineare in tutta questa storia,
che va annoverata nel vasto capitolo dei così detti rapporti tra ‘Stato e Chiesa’,
è indubbiamente l’originalità dell’atteggiamento di Filippo IV di Francia.
Possiamo dire che fu il primo grande iniziatore di un movimento riformatore che ha annoverato figure le più disparate;

da monarchi come lo stesso Filippo IV, ad Enrico VIII d’Inghilterra, a uomini di Chiesa come il tedesco Johannes (Meister) Eckhart,un domenicano , all’inglese John Wycliffe, un teologo , entrambi uomini di puro Pensiero inclini ad una vita ascetica, a Martin Luther, un agostiniano tedesco con grandi inclinazioni politiche e a Girolamo Savonarola, un domenicano , che all’ispirazione ascetica univa un forte desiderio di rinnovamento della Chiesa in senso pauperistico ed evangelico – .

Ma Filippo IV di Francia li ha indubbiamente preceduti tutti, dimostrando un grande acume politico nei rapporti col mondo della Chiesa.
Certo agì secondo un suo metodo che alla fine, pur dando immediati benefici di ordine economico, allo Stato francese, ha poi prodotto uno Scisma da cui la Chiesa ne uscì vittoriosa ma non indenne.
Diverso l’agire degli altri grandi Riformatori qui citati,
che pur partendo da posizioni di pura speculazione teologica come Eckhart e Wycliffe, portarono poi ad uno scisma in Germania ed in Gran Bretagna che perdura tutt’ora.
I Principi tedeschi da un lato ed il Re inglese dall’altro, intrapresero, anche sulla scia dell’esperienza francese di Filippo IV, la strada di un vero e proprio distacco dalla Chiesa cattolica, fondando di fatto due vere e proprie nuove religioni; protestante (evangelica) luterana e protestante (evangelica) anglicana.
E’ difficile dire quanto abbiano giocato in figure come Johannes (Meister) Eckhart,(vedi; §§)
(coevo di Filippo IV, e presente a Parigi prima come studente poi come insegnante,dunque ben consapevole degli attriti politici – religiosi in Francia ed Europa),
, le tensioni tra papato e monarchia nel generare in Lui la spinta a produzioni teologiche che sembrano essere l’humus ideale di spunto a contestazioni regali del potere papale come avverrà con le 95 tesi di Martin Luther.
Un Martin Luther che certamente si fece interprete delle esigenze politiche/amministrative (economiche) dei Principi tedeschi che in fondo vedevano inaccettabile che ad un Imperatore romano ,con relativa pax romana, che imponeva il pagamento dei tributi a Roma, si fosse sostituito un Papa romano, che imponeva eguali pagamenti a Roma per una novella pax romana; non più terrena ma ‘nei cieli’!
Per i Principi tedeschi cambiava il ‘padrone’ ma non la musica!.
Girolamo Savonarola,
diversamente da altri Riformatori, coltivò il sogno – che rimase tale – di rinnovare la Chiesa cattolica, ma dal Suo interno,senza ideare nuovi modelli teologici a sostegno di realtà politiche recalcitranti ,(come quella francese, tedesca e poi inglese), a subire un Potere temporale papale.
Un sogno, quello di Frà Girolamo, dal forte sentore di teocrazia integralista che non piaceva a nessuno; ne agli alti ranghi ecclesiastici, ne a molti Suoi confratelli e
meno ancora al mondo laico, che se non accettava più un’autorità papale ,tutto sommato incline ad una ampia tolleranza dei costumi e nell’osservanza dei precetti biblici, meno ancora avrebbe tollerato un mondo fisso sulla mortificazione e contemplazione come il Priore di San Marco voleva senza il benché minimo compromesso…

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/tag/museo-di-san-marco-firenze/

(§§)
Con Johannes (Meister) Eckhart, sembra di incappare in una contraddizione;
se da un lato
questo dotto teologo domenicano rappresenta il culmine più fulgido della speculazione dottrinale del mondo medioevale – la sua massima sintesi ascetica e finalistica –, così da ricordare i primi sforzi in merito di suora Marguerite Porete,

( vedi, https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/07/11/ubi-fides-ibi-libertas-la-morte-del-cardinale-g-biffi/ )
nel Loro ricercare ‘l’uomo in Dio‘ , ovvero un processo prima di catarsi e quindi di ritorno di un’anima ormai pura al Suo Creatore (Spirito libero…).
A sua volta la Mistica di Martin Luther,
espressa ne:‘Von der Freiheit eines Christenmenschen/la libertà del cristiano’,
deve molto a Johannes (Meister) Eckhart e quindi a chi li ha entrambi preceduti in questo Pensiero mistico; suor Marguerite Porete.
Nello scritto di Martin Lutero vi è prima un processo di catarsi, con la ricerca della fede motu proprio da parte di un buon cristiano che è poi ‘conditio sine qua non’ per Operare il bene ed essere accolto da Dio seppur col peso dei propri limiti e colpe.
Come or detto un Pensiero quello di Lutero assai simile a quello di suor Porete e J. Eckhart .

Dall’altro
l’Opera di Johannes (Meister) Eckhart rappresenta l’incipit – probabilmente a livello inconscio per Eckhart stesso – di una visione religiosa moderna/mercantile (visione borghese mercantile,del mondo religioso, di cui sopra),
in cui l’uomo divenendo Dio stesso si mette al centro del mondo; con uno spirito dunque del tutto rinascimentale.
In questa apparente contraddizione Johannes (Meister) Eckhart, ricorda tanto l’Opera pittorica di Jan van Eyck;
apice pittorico del mondo medioevale e nel contempo precursore dell’introspezione psicologica ,nei ritratti di persone e ‘cose’, che anticipa buona parte della pittura rinascimentale e successiva.

In entrambi è palese una incredibile modernità (in forte anticipo sulla Loro epoca), ed una lucida valutazione storica del Loro tempo.

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Ecco qualche immagine dei Papi avignonesi, presso la Cattedrale/Cathédrale ‘Notre-Dame des Doms’ d’Avignon ;

Cattedrale di Avignone abside con effigi Papi

Papi avignonesi Cattedrale di Avignone a

Papi avignonesi Cattedrale di Avignone b

Papi avignonesi Cattedrale di Avignone c

Papi avignonesi Cattedrale di Avignone d
Si noti sulla destra (di chi guarda) un ritratto di un Papa avignonese che tanto ricorda quello dipinto da Raffaello di Papa Giulio II della Rovere ( National Gallery di Londra) – una copia (?) –

Cattedrale di Avignone Aquila papale abside Un aquila d’oro avignonese, simbolo della Chiesa cattolica, presso l’abside della Cattedrale.

Con le Sue ali schiuse, non sembra voler celare un periodo papale assai discutibile?

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‘Ex voto’ francesi, presso la Cattedrale/Cathédrale ‘Notre-Dame des Doms’ d’Avignon;

ex voto presso la cattedrale di Avignon

Dalle date apposte dai ‘miracolati’/’miraculés’ , sembra una realtà ormai obsoleta…

(continua…)

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