Solo Al Secondo Grado

An exceptional guest star in Florence – spring 2018 –

museo del bargello Fi gian lorenzo bernini autoritratto e scultura soloalsecondogrado
A sinistra di chi guarda l’autoritratto del Bernini, eccezionalmente in prestito al Museo del Bargello – Firenze, primavera 2018 – da Roma.

Una vera guest star!!/An exceptional guest star in Florence

The first guest star; that … of the classical period …. ;

Questo autoritratto del Bernini è famoso agli italiani sopratutto perché fu immagine presente sulla banconota italiana da 50.000 lire ( vedi qui sotto)

guest star in Firenze by Roma autoritratto di gian lorenzo bernini soloalsecondogrado

guest star in Firenze by Roma autoritratto di gian lorenzo bernini soloalsecondogrado b

guest star in Firenze by Roma autoritratto di gian lorenzo bernini soloalsecondogrado c

gian lorenzo bernini autoritratto sulla banconota da cinquantamila lire soloalsecondogrado

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Al seguente link, le altre Opere presenti al Museo Nazionale del Bargello;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/24/bargello-and-surroundings/

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gian lorenzo bernini e la sua costanza bonarelli soloalsecondogrado a

gian lorenzo bernini e la sua costanza bonarelli soloalsecondogrado b
Questa scultura del Bernini della donna amata; Costanza Bonarelli sembra sintetizzare buona parte del lavoro/Opera dell’artista; una ricerca di una plasticità estetica del ‘movimento espressivo’ . L’attimo di una espressione fermato nell’eternità della pietra/marmo. La staticità di una dinamica.

gian lorenzo bernini didascalia museo del bargello Fi soloalsecondogrado a

gian lorenzo bernini didascalia museo del bargello Fi soloalsecondogrado b

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orcio museo del bargello Fi soloalsecondogrado
Una conca/orcio per olio o granaglie vecchio di qualche secolo. Più Toscana di così !

sedia museo del bargello soloalsecondogrado

bombarda a doghe legno e ferro museo del bargello XVI sec soloalsecondogrado
Fantastica bombarda!!

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But…

Are they or are they not fantastic, these works of a writer?

angioletto by raffaello sanzio madonna sistina Gemäldegalerie di Dresda by writer soloalsecondogrado

federico da montefeltro by piero della francesca by writer Uffizi Fi soloalsecondogrado

e, per concludere in bellezza,

the second guest star; but … of the third millennium ;

(At the Accademia museum/Museo Galleria dell’Accademia, via Ricasoli – Florence -, spring 2018)

George Baselitz alias Hans-Georg Rem didascalia a

George Baselitz alias Hans-Georg Rem David heute galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado b

George Baselitz alias Hans-Georg Rem David heute galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado

George Baselitz alias Hans-Georg Rem didascalia b

George Baselitz alias Hans-Georg Rem didascalia c

Eine Hommage des Künstlers George Baselitz, alias Hans-Georg Rem, an die zeitgenössische Gesellschaft. Alias der David des dritten Jahrtausends (?)

A tribute by the artist George Baselitz, aka Hans-Georg Rem, to contemporary society. Alias the David of the third millennium (?)

Un artista non può che riflettere con profondità ciò che vede; ‘quel che non è apparentemente visibile’.
Eccone il risultato!
Non possiamo che apprezzare il lavoro del tedesco – ex DDR – George Baselitz, alias Hans-Georg Rem, che ci racconta – attraverso rivisitazioni di opere classiche come quella del David di Michelangelo – tutto lo squallore dell’ epoca e del luogo in cui visse.

Cfr/cf;

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado o

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado m

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado p

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado q

Ed ancora;

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado cc

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado aa

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado hh

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado gg

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado ff

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado ee

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado bb

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado dd

david di michelangelo galleria dell accademia Fi soloalsecondogrado n

Annunci

Voulez – Vous , Paris ..?

la province française ..?

Bon !

Je vais Vous arranger ! (…)

(…) par la petite ville provinciale de

Avignon (2)

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(…segue)
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(Seconda parte)

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Avignone è visitabile in un fine settimana. Come molte altre città francesi.
I francesi hanno concentrato ne loro ‘Musée du Louvre’ di Parigi un accumulo di Opere d’arte, come del resto gli spagnoli con il loro ‘Museo del Prado’ a Madrid.
Una motivazione di ciò sta nel fatto che ‘molto’ attira ‘molti’. E ciò fa fare cassa. Altra ragione sta nel fatto che non hanno poi molte Opere d’arte come in Italia, e molte di quelle che hanno sono poi italiane…
Non si può propriamente parlare per la Francia di museo diffuso, nel senso di tante Opere d’arte, che sono architettonicamente, statuariamente, iconograficamente etc… inserite in mille città, come invece nella nostra penisola.
Ma di certo i francesi tentano, credo con successo, di ben presentare ciò che hanno.
Avignone,
è simile a molte altre cittadine francesi, nel loro tentativo di riciclarsi turisticamente/artisticamente, con un restyling – fondi permettendo – della parte nuova della città come di quella storica, con la creazione di un museo estemporaneo con qualche Opera d’arte.
Dal punto di vista climatico Avignone presenta una singolarità; causa i vicini monti accumula nubi in modo tale che si verificano delle piogge torrenziali, (questo spiega la presenza frequente di pensiline assai grandi con ampia copertura). E a seconda della stagione, la grandine è frequente.
Gli avignonesi tendono a frequentare locali pubblici, al di fuori delle zone turistiche anche se non lontani dalle stesse.
Come gli altri francesi sono caratterialmente a mezza strada tra ‘un latino’ e ‘un anglo-sassone’.
Ciò li caratterizza; oscillano da una formale gentilezza ad una mal celata falsità.
Se a Parigi si noterà che vi è molta solitudine, manifesta in parigini spesso di una certa età ormai disillusi,
in provincia un fatto saliente sta nell’isolamento di molti ragazzi/e (francesi-francesi,non figli di immigrati) , che vivono ‘alla giornata’ chiedendo al passante/turista qualche ‘spicciolo’ per tirare avanti.
Molti di loro sono convinti che sia un fenomeno relegato al mondo francese. Segno questo ,probabilmente, di un diverso rapporto familiare-filiale ; la famiglia non è così presente come nel sud Europa…

Qualche fotografia per la città;

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Par les rues d'Avignon h

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Palais des Papes Avignon France za notturna panorama della città

Palais des Papes Avignon France za diurna panorama della città

Vista di Avignone e dintorni dal Palazzo dei Papi.
Al di sotto del grande piazzale ,qui sopra visibile in fotografia, è stato ricavato un enorme parcheggio a pagamento. Vi si può arrivare soltanto da una delle porte storiche della città (Porte du Rhône) .

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Il palazzo dei Papi in notturna;

Palais des Papes Avignon France v notturna

Palais des Papes Avignon France u notturna entrata pricipale gotico gotico

Gotico gotico!

Palais des Papes Avignon France r notturna

Il pensiero, con queste immagini, corre inevitabilmente verso un film con Sean Connery del 1986 :
:’le nom de la rose’
, un drame historique franco-italo-allemand réalisé par Jean-Jacques Annaud,

Penitenziagite!do penance!’ – by le dolcinien ‘Salvatore’ (alias Ron Perlman)

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Palais des Papes Avignon France y notturna angolo

Palais des Papes Avignon France z notturna angolo

Palais des Papes Avignon France t notturna particolare gorgoglione o doccione

Insuperabili ‘gorgoglioni’ o ‘doccioni’ (proto grondaie!); non sarebbero attuali anche ai nostri giorni?!

Palais des Papes Avignon France w notturna l attiguo petit palais ex sede vescovile
Il piccolo palazzo, attiguo al Palazzo dei Papi ed ex sede vescovile, oggi adibito a museo

Petit Palais d Avignon

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Les remparts d'Avignon a

Les remparts d'Avignon b
I bastioni – o mura – di Avignone (Les remparts d’Avignon), viste dall’interno e dall’esterno.
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Nota;

se provate a circolare attualmente lungo le mura esterne (all’interno è zona ‘ztl’/traffico limitato), rimarrete bloccati per ore. Cécile Helle, l’attuale femme maire / sindaco d’Avignon, inaugurando lavori pubblici a go-go avrà fatto felici molte ditte appaltatrici, ma di certo esaspera avignonesi e turisti. Senza contare il fatto che è impossibile parcheggiare e neanche fermarsi!.
Cervellotici poi i parchimetri; impensabile sostare gratuitamente – tranne in una piccolissima zona della città – ma anche pagando le indicazioni scritte non ci sono; ti devi indovinare il regolamento in merito!
Il sindaco bisogna saperlo fare, non tutti ci sono tagliati…!

Ed anche all’interno del centro storico di Avignone…il leitmotiv non cambia;

Par les rues d'Avignon f
Rue de l’Olivier/ Place Pie – Avignon – Aprile 2018

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Per le vie storiche di Avignone; qualcosa si salva ancora dai lavori con cemento selvaggio.

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Par les rues d'Avignon a
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Par les rues d'Avignon b
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edicola sospesa Avignon

Un’edicola religiosa sospesa; molto francese.

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Par les rues d'Avignon c

Par les rues d'Avignon d
Qualcuno ricorderà un vecchio film :
:’Il braccio violento della legge’ (The French Connection) I° e II°
(1971/75) con Gene Hackman, Fernando Rey et Roy Scheider , un film policier américain réalisé by John Frankenheimer/William Friedkin.
Queste due fotografie qui sopra ce lo ricordano molto (il II° film) quando Gene Hackman,il protagonista (alias ‘ l’americain ‘/’Popeye’/’papà’ come dai diversi nicknames utilizzati nel film a seconda della versione; americana,italiana etc…), girava ubriaco con il barista,per le vie di Marsiglia…
Solo che qui non siamo nella casba/kasba di Marsiglia ma in pieno centro storico ( siamo nella centralissima, Rue de la Republique – Avignon – ) ! Un pò di restyling/leggi ‘decoro’,

no!?

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Par les rues d’Avignon; entre ce qui est typique et ce qui est décadence;

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Par les rues d'Avignon g

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Avignon gelateria amorino Rue Saint Agricol

Neanche la gelateria ‘amorino’ (Chaîne de magasins Slow Food/catena di gelaterie artigianali sparse in tutto il mondo), si salva da un ‘bigusto’ composto da ‘vecchio/decadente’ e ‘nuovo/rabberciato’

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Avignon par les rues de la ville des papes
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Par les rues d'Avignon e
Inutile dire che ci ricorda tanto ‘Cosa Nostra’…!

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la fée bleue d'Avignon
Chi ama le favole è servito! Voilà ‘la fée bleue’ d’Avignon !

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l angolo del writer

L’angolo del ‘Writer’

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Due elementi architettonici;

Palais des Papes Avignon France zb notturna porta
Uno del passato…

avignon elemento architettonico
…e del presente.

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artgianato marmo artisanat traditionnel et contemporain Bermond Avignon

Artigianato del marmo/artisanat traditionnel et contemporain Bermond – Avignon – .

Girovagando nel centro storico, ma lontano dalle ‘rotte turistiche di massa’, si possono vedere dei lavori sospesi tra artigianato ed arte.
Una sorta di ‘Paolina B(u)onaparte’ molto ‘coquette’, che tanto ricorda lo stile francese della fine XVIII° secolo e prima metà del XIX° (stile Impero).

Ad artigiani così non può che andare tutta la nostra simpatia!

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Le solite panchine/banquette publique;

panchina Avignon banquette publique a

panchina Avignon banquette publique c

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pont Saint-Bénézet Avignon a

pont Saint Bénézet Avignon b

Il ponte di San Benedetto/le pont Saint-Bénézet, Avignon. Ponte più volte ricostruito e rimasto semi-incompiuto, dalla seconda metà del XII secolo, sul Rodano/Rhône, (riva sinistra).
Evidente l’incompiutezza;

cf/cfr;

Un confronto senza pretese,
che non è certo una sfida. In Italia di ponti semplici semplici – ponte ,questo qui sotto in fotografia, altrettanto vetusto, e più volte ricostruito – ne abbiamo da vendere…
E non mi sembra che se ne faccia molta pubblicità qui da noi, al contrario dei cugini transalpini…
Ponte della Maddalena Pont de la Madeleine sul fiume Serchio Borgo a Mozzano Lucca Toscana Italia

Ponte della Maddalena/Pont de la Madeleine (detto anche: ‘ponte del Diavolo’) ,sul fiume Serchio, Borgo a Mozzano – Lucca – Toscana, Italia.

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Palais du Roure alias Palazzo della Rovere alias Palazzo Baroncelli ex Palazzo (dei) Pazzi;

Actuellement ‘Fondation Flandreysy Esperandieu‘ , Rue du Collège du Roure Avignon

Uno spaccato architettonico tutto italiano, anzi rinascimentale, in piena Francia;

Iniziamo con una immagine ‘cruda’, seppur di pregio essendo leonardesca;

Disegno di Leonardo di Bernardo di Bandino Baroncelli

Disegno eseguito da Leonardo da Vinci di ‘Bernardo di Bandino Baroncelli’. Uno dei congiurati della ‘congiura della famiglia  Pazzi’.         Un Baroncelli impiccato /giustiziato ad un gancio del loggiato del cortile interno del Palazzo del Bargello di Firenze.

[
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/06/24/bargello-and-surroundings/

(…)Col disegno del sicario Bernardo di Bandino Baroncelli, Leonardo da Vinci,
– che a differenza di Michelangelo non amava schierarsi politicamente, mantenendo posizioni più prudenti –
ci ricorda un fatto reale che molto si avvicina sia a quello mitologico che a quello reale di Bruto.
Un uomo – Bernardo – che malgrado un’età matura – ben 58 anni – ed una posizione sociale di tutto rispetto – di famiglia nobile e agiata
( il padre di Bernardo ebbe a pigione il pittore Masaccio…) – non esita ad uccidere un appartenente alla famiglia Medici; la famiglia che tiranneggiava economicamente e politicamente Firenze ed i suoi cittadini(…)
]

; poche righe di presentazione e spiegazione di una presenza italiana, rappresentata da un Palazzo in stile nobiliare, peraltro assai ben costruito e conservato, in Francia e in una piccola cittadina di provincia quale Avignone è.

Col periodo costituito da un papato avignonese,
vi fu un rafforzamento in Francia della presenza di una classe mercantile italiana in specie fiorentina. Alcune di queste famiglie erano di nobili origini o divenute nobili grazie al commercio ( vedi la famiglia De Medici).
La presenza commerciale italiana in alcune zone di Francia era già forte grazie alla presenza di feudi papali. Col trasferimento del papato ad Avignone la presenza italiana si rafforzò ulteriormente. Perdurando in parte dopo il periodo avignonese del papato.
Tra le varie famiglie italiane qui presenti, ve ne furono

due fiorentine ,in particolare, imparentate per matrimonio;

(il fondatore del ‘Palais du Roure alias Palazzo della Rovere alias Palazzo Baroncelli ex Palazzo (dei) Pazzi’ fu ‘Pierre Baroncelli’ che prese per moglie una Pazzi (Leonarda))

; quella dei Baroncelli e quella dei Pazzi,

peraltro unite anche nella sventura – la fallita ‘Congiura dei Pazzi’ / ‘Conjuration des Pazzi ‘ del 1478 – che videro l’impiccagione di un Baroncelli (Bernardo di Bandino) nel 1479, e l’esilio dei Pazzi…
La costruzione del Palazzo Pazzi/Baroncelli, vero e proprio segno di un fiorente commercio delle due famiglie fiorentine in terra francese,risale a circa un decennio prima della congiura – circa il 1470 – .
Pierre Baroncelli, divenuto anche un influente cittadino, riuscirà a far nominare ‘legato papale’ / ‘ambasciatore della Santa Sede’, il Cardinale Giuliano della Rovere futuro Papa Giulio II ( da cui un nome del palazzo :’ Roure’ / ‘rovere’ / ‘chêne’).
E la presenza di Giuliano della Rovere,ad Avignone, spiega il Suo ritratto nell’abside della Cattedrale d’Avignone,( di cui vedi fotografia nel primo post… )
Il ramo francese della famiglia Baroncelli continuerà a sussistere fino al novecento.

Si noti che il nome fantasioso dato a Palazzo Baroncelli, ovvero:’

:’Palais du Roure

alias Palazzo della Rovere/chêne, dalla fantasia di un letterato francese (Frédéric Mistral) – ,
i francesi lo hanno ‘adottato’ ,evidentemente, per mettere in secondo piano il nome della famiglia Baroncelli.
E ciò sopratutto a causa di un loro triste rappresentante:’

:’‘Bernardo di Bandino Baroncelli’,

, passato alla storia per essere stato ritratto mediante disegno ,come sopra visto, da Leonardo da Vinci , da impiccato , in seguito alla congiura dei Pazzi.
Il fatto è che la famiglia Baroncelli certi fatti storici imbarazzanti se li cercava; difatti Pierre Baroncelli,intraprendente uomo d’affari, si sposerà (in seconde nozze) con una bella figliola francese di nobili origini (Marchesi come i Baroncelli) , che portava un cognome che diventerà impegnativo: de Sade (Annette), antenata del famoso :‘Donatien Alphonse François’.
Donatien, surnommé ‘le divin marquis‘/’il divino ruffiano‘.
Non mancano comunque in questa famiglia illustri personaggi – XIX°/XX° secolo – ,
quali:J.H. Jacques de Baroncelli – (9° marquis de Baroncelli-Javon) – ; un apprezzato regista e critico cinematografico , fratello di Folco, uno scrittore/buttero-manadier , e di Marguerite, una apprezzata letterata.

Nota;
ad ogni modo,
ponendo l’attenzione sul contrasto tra Stati e Chiesa di quei tempi, che ha portato alla formazione di più Chiese evangeliche (protestanti), separate da quella Madre Cattolica/romana,
si può certo rilevare che questo scisma apparentemente interno alla Chiesa, trae fondamentalmente origine dal bisogno – necessità presenti all’interno di molti Stati (Francia, Inghilterra, Germania) – di un ridimensionamento del Potere temporale della Chiesa cattolica, che estendeva il suo Potere economico ben oltre i confini italici, [confini italici attualmente corrispondenti ad alcune Regioni (Lazio, Umbria, Emilia Romagna)],
tramite feudi come quello avignonese e rapporti/vincoli di vassallaggio, che determinavano una sorta di sudditanza economica/amministrativa di quei luoghi tanto lontani da Roma. Una relazione/dipendenza di vassallaggio di questi Stati verso Roma che non era ormai più accettabile.

Da qui la spinta (la vera causa di) a pulsioni religiose finalizzate, tramite un distacco religioso da Roma, ad un corrispondente distacco da un vassallaggio economico.

Le famiglie nobiliari sopra viste, Pazzi, Baroncelli e della Rovere,
sono un esempio chiaro di questa sudditanza di uno Stato,francese nel caso, verso Roma; una serie di privilegi venivano concessi a famiglie italiane, spesso imparentate col Papa stesso, in feudi come quello papale di Avignone, che permettevano fiorenti commerci a queste stesse famiglie.
Famiglie che avevano loro sole il diritto a commercializzare beni quali granaglie, sale etc… Come nel caso sopra visto di Pierre Baroncelli, che avendo ,tramite privilegio papale – da Roma – ,i diritti al commercio esclusivo di determinate derrate alimentari, aveva sicuro guadagno come in un mercato monopolistico.

Qualche immagine,

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon a

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon d

Si noti lo stemma della famiglia ‘Baroncelli’ ; uno scudo attraversato da tre fasce colorate.

E tale stemma dei Baroncelli è inserito su un fondo fatto di intrecci di foglie e rami, e due pesci – semi cancellati dal tempo – che rappresentano rispettivamente, lo stemma dei ‘della Rovere’ e dei ‘Pazzi’

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon c

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon f

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon h

Qui sotto i soliti ‘doccioni’ o ‘gorgoglioni’ ;
Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon b

Palais du Roure Rovere Palazzo Baroncelli ex Pazzi Fondation Fladreysy Esperandieu Rue du Collège du Roure Avignon g

Le Palais Il Palazzo Baroncelli od du Roure Avignon

Nota;
ceduto dalla Famiglia Baroncelli nel 1918 a Madame Jeanne de Flandreysy,
una letterata francese affascinata dal mondo latino e dal risorgere di uno spirito europeistico (uno Zeitgeist pan latino) ,che tanto eco troverà nella Poesia,come nella scelta dei luoghi del grande poeta americano Ezra Pound,
questo palazzo rinascimentale fiorentino in terra francese, troverà nuova linfa culturale grazie al mecenatismo di questa donna di grande cultura.
E, occorre ricordare, che certe scelte di campo sono tanto più apprezzabili in quanto non generate dall’elemento anagrafico, ma da scelta culturale originata da profonda onestà intellettuale

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L’angolo del…ristoro;

quanto già detto sui famosi dolcetti parigini ‘macarons’, vale ovviamente anche per Avignone;
insulsi gusci di meringhe rifilati a ‘sprovveduti’ turisti… un incubo!

Les macarons Avignon

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Ma… i francesi sanno farsi perdonare;

dalle stalle alle stelle; i frutti di mare (les coquillages) sono di pregio ed accessibili.
Per tradizione sono diffusi in tutte le città francesi – da noi invece solo in alcune città italiane – ed i francesi ci danno dentro, presso le ‘halles centrales’ / mercati centrali distribuiti in tutta Francia.
Ovvio che resta esclusa Parigi dove tutto, oltre ad essere di qualità discutibile, ha costi impossibili.

Una visita – in una provincia di Francia – ne vale la pena;

le jardin des coquillages f

le jardin des coquillages e

le jardin des coquillages b

le jardin des coquillages c

le jardin des coquillages d

le jardin des coquillages g

Qualche curiosità,
circa i frutti di mare ( les coquillages) in circolazione in Francia;
si trova un pò di tutto; dalle ostriche (huîtres) giganti a guscio (semi) bianco, medie e piccole, il tutto atlantiche. Alle ostriche del mediterraneo, più saporite, – non trovate le ostriche Belon(huître plate),quelle piccoline dal diametro di 3cm circa, forse troppo impegnative per essere aperte sul posto dall’ostricaio – ai tartufi di mare (praires), ai limoni o uova di mare (violettes de roche) da noi introvabili, alle chiocciole/lumache di mare ( Murex/Muricidae).Non mancano i i ricci di mare (oursins) e le cappelunghe/cannolicchi (couteaux). Ed infine le semplici cozze/’moules’.
La vongola (clovisse/Palourde commune) non solo non la si trova, ma è bandita da ogni testo che tratta di molluschi. L’origine non francese, ne determina – probabilmente – la ‘caduta in disgrazia’ di questo mollusco di pregio indiscutibile!

Una nota sul vino francese;
qui sopra si vede un vino rosso: ‘clos de T’ Ventoux ; un vino biologico di grande pregio a base di uva-‘Grenache’, che in lingua italiana corrisponde a: ‘granaccia’ o ‘cannonau'(da cui anche il nome di un vino sardo), più uva sirah, e uve locali.
Col vino rosso i francesi non disdegnano accompagnare i molluschi.
Circa la caratteristica di questo tipo specifico di vino rosso francese,va detto che ha un ‘effetto di gradazione alcolica’ – forse perché proveniente da vitigni allevati in zona vulcanica – ma non per questo invadente e sopratutto ‘non vinoso’, ma raffinato come i più tipici vini di Francia.
Due parole sul vino più famoso di Francia, lo champagne;
la qualità ,come il prezzo, anche di uno champagne RM (‘RM’, cioè ‘imbottigliato all’origine’ ovvero uno champagne prodotto da un ‘vigneron’/’viticoltore’ con uve provenienti soltanto dai suoi stessi vitigni, dunque di sicura origine da un ‘terroir’) sono apprezzabili; con 22 euro ti compri uno champagne RM di pregio (e per giunta comprato in una enoteca/cave dove i prezzi sono di per se più alti!).
Inutile ricordare che questo non vale per Parigi, un ‘circo mediatico stanziale’

Occorre onestamente dire che molti vini francesi
sono non solo di qualità unica, ma hanno un prezzo assai abbordabile.

Al contrario di quanto reputato al di fuori della Francia, Italia in testa, i vini francesi hanno in realtà un ottimo rapporto prezzo e qualità.E raffinatezza e profumo restano ineguagliabili.

Il problema è che te li devi comprare sul posto, in Francia. Appena arrivano/vengono commercializzati in Italia il prezzo diviene proibitivo o la qualità misteriosamente cala inaccettabilmente!

Incredibile ma vero!

Avignon et le vin

Una simpatica vignetta esposta da una enoteca/cave di Avignone.

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cfr/cf ; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/06/08/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia/

Una nota sui formaggi – francesi e dei Paesi limitrofi – ;

i formaggi francesi/ o ‘dintorni'(cioè olandesi/fiandre olandesi o svizzeri, Svizzera francese etc…), ‘di pregio’ al pari dei vini sono unici.
Come per i vini a regola te li devi comprare sul posto, o comunque se ordinati dall’Italia occorre che siano ‘freschi’ o ben conservati.
Spesso l’importatore/grossista italiano, tende a mal conservarli o a distribuire formaggi francesi (o ‘dintorni’) ormai non più al meglio delle loro qualità.
Eccone un esempio;

Tête de Moine avec la girolle
La ‘Tête de Moine’/ ‘testa di Monaco’,
un formaggio della Svizzera francese che si mangia non come un cacio; tagliato e non come un parmigiano; tagliato o grattugiato,
ma a ‘fiocchi’ ovvero attraverso la ‘girolle’, come da fotografia qui sopra. Deve essere ancora cremoso come da fotografia e non secco, che tende a sbriciolarsi.

Sainte Maure de Touraine

Il ‘Sainte Maure de Touraine’ è un formaggio di capra stagionato che forma una crosta assai appetibile, di colore grigio bluastro.
Non deve avere un odore forte, ma delicato pur con sapore deciso. La sua caratteristica è lo ‘stecco’ di paglia che lo attraversa e su cui è addirittura impresso un numero di serie!

Le ‘gouda’ (Goudse kaas oranje) è un formaggio omonimo della cittadina dei Paesi Bassi/Olanda, dove è prodotto. Ma purtroppo non solo li, e ciò comporta differenze nette di qualità/sapore.
La caratteristica fondamentale del ‘gouda’ è che può egregiamente sostituire il famoso formaggio francese (sempre delle Fiandre, cioè nord Francia); ‘mimolette’, anche detto:’vieux Hollande’ o ‘boule de Lille’,dalla città francese del nord Francia.
Tranne che nella crosta; non edibile nel ‘gouda’, edibile e di pregio nella ‘mimolette’, ottenuta attraverso dei simpaticissimi acari, tipo quelli dei materassi…
La ‘mimolette’, qualunque sia il grado di stagionatura, è sempre di colore ‘arancione’ grazie ad un colorante naturale estratto da un fiore sudamericano. Il ‘gouda’ non sempre presenta questa particolare caratteristica.

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Se si è nostalgici della pizza…

Le bistrot des sales gosses

Le bistrot des sales gosses prezzi
Un nome dato al bistrot/bettola, un pò particolare :’le bistrot des sales gosses’/ ‘il bistrot dei fratelli sporchi’. Un’ origine cinematografica, o più antica?
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Qui di seguito un menù decisamente per turisti che vogliono pranzare/cenare, in centro – centro…
Bontà loro…!
( Non importa cosa ti servono, ma dove vieni servito! Contenti loro…! )

centro centro Avignon

Centro-centro!

Ristorante Avignon prezzi a

Ristorante Avignon prezzi b

Ristorante Avignon prezzi c

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Un locale notturno da noi decisamente tramontato (le cabaret) ;

Cabaret Avignon

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Una nota di architettura modernista o giù di li;

Une tentative d'architecture innovante à Avignon ( Zona Avignone sud)

Un tentativo avignonese – nostrale, a mio personale giudizio – di fare dell’architettura in stile coi tempi…

Voulez – Vous , Paris ..?

la province française ..?

Bon !

Je vais Vous arranger ! (…)

(…) par la petite ville provinciale de

Avignon

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(Prima parte)

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Dès l’âge d’or ;

Avignon de L âge d or a

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; jusqu’à l’âge contemporain ;

Avignon a l âge contemporain

Ferme restando le considerazioni su quanto già detto su Parigi/Paris ;

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https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1208

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/04/13/voulez-vous-paris-2-le-beaubourg/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/04/19/voulez-vous-paris-3/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1216

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/05/01/voulez-vous-paris-5/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1219

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1228

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non resta che dare uno sguardo al di fuori della ‘Ville Lumière’, che come visto è una sorta di circo stanziale. Verso la quale anche (ma non tutti) il più accorto dei visitatori (non francesi), non manca di tributare omaggio in seguito ad un repentino timore reverenziale che lo coglie non appena entra nella Capitale di Francia.
E forse per questo, è considerata la sola vera città francese .
Tutto il resto è – o viene relegato al rango di – campagna semi-abitata!

Cominciamo, dato che visitiamo una piccola cittadina che fa del suo retaggio storico l’elemento centrale del suo quotidiano, con un piccolo interrogativo su un vecchio fatto storico che caratterizzerà quasi tutto il 1300 (XIV°secolo) . Che è poi rappresentazione di una realtà con cui i francesi convivono da secoli.
Interrogativo che è inevitabile porsi – sia da parte di un visitatore di Avignone poco attento, come da parte di un abitante di questa città – .

Come mai Avignone è stata residenza, per quasi tutto il XIV° secolo, del Successore di Pietro ,cioè del Papa [ ben 7 (8) più 2 anti Papi ] ?

Questa domanda
riguarda non tanto la scelta di una nuova sede papale ,tra le infinite possibili al di fuori di quella di Roma, ma la ragione del trasferimento (fatto del tutto straordinario) della residenza della sede del Papa da Roma in altra sede, nel caso Avignone.

Premesso quanto già riportato al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/05/16/la-riscrittura-della-storia/

( In cui riporto due frasi essenziali;

‘la storia non è ancora una scienza,si può tentare di farla apparire tale con omissioni e falsificazioni’

Bertrand Russell.

e,

‘la storia è il prodotto più pericoloso della chimica della nostra mente’

Paul Valery.

Paul Valery; un francese d’oc!

)

E

premesso

che in Francia non esiste il termine corrispondente a : ‘Cattività avignonese’ / Captivity of Avignon

ma soltanto l’espressione de: ‘Papauté d’Avignon’,

tutto questo premesso,

se provate a chiedere a qualche cittadino francese, meglio ancora se di Avignone, la ragione di questo trasferimento della sede papale ad Avignone, ne otterrete le risposte più varie.

Da;

per ragioni di sicurezza del Papa. A quei tempi Roma era percorsa da insanabili guerre civili che non davano possibilità al Papa di una sicura sopravvivenza, ne di operare con serenità.

Od anche;

Avignone era sulla via di importanti pellegrinaggi ( la via Francigena )

[The Via Francigena is the common name of an ancient road and pilgrim route running from France to Rome, then towards the Holy Land (Jerusalem)]

che dalla Francia portavano/portava a Roma (sede della tomba di San Pietro) e quindi poi verso la Terra Santa (Gerusalemme).
E un Papato con sede ad Avignone era amministrativamente indispensabile…

Od anche;

‘non so!’

Sorry … A little digression …
Avignon mon amour

Non occorre certo un erudito di storia, per conoscerne la semplice – reale – risposta.

Filippo IV di Francia detto ‘il bello’ (perché dall’aspetto efebico…) ,
già scomunicato da Papa Bonifacio VIII (Papa non avignonese),
desideroso di porre fine ad una supremazia papale che utilizzava armi ‘sleali’ quali la scomunica,
utilizzata dal Papa anche per sanare a proprio favore, contrasti con il potere laico in ambito puramente amministrativo/economico – ,
e non pago del sonoro ceffone (schiaffo di Anagni **) assestato da un Suo funzionario ,Guglielmo di Nogaret, a Papa Bonifacio stesso ,ad Anagni (Lazio/Italia)
decise in un momento di debolezza dell’istituzione papale di far eleggere ,mediante simonia, un Papa francese ‘assai comprensivo’ verso le esigenze regali francesi.
Inoltre Filippo IV, abbisognava di risanare le vuote casse dello Stato di Francia. E le ricchezze immense accumulate dall’Ordine dei Templari facevano al caso Suo.
Senza contare il fatto che Filippo IV era già pesantemente indebitato con l’Ordine dei Templari.
E Filippo IV ottenne tale risanamento finanziario grazie ad un ‘Papa ammansito francese’ (il Papa avignonese e francese, Clemente V), che dopo aver tolto la scomunica a Filippo IV di Francia , infligge la scomunica all’ultimo Maestro dell’Ordine dei Cavalieri Templari ,Jacques de Molay, col pretesto di pratiche magiche di quest’ultimo, e poi soppresse l’Ordine dei Templari, permettendo di incamerare il loro enorme patrimonio nelle casse francesi.

———
**
Lo schiaffo di Anagni del 1303,
segna indelebilmente una cesura tra mondo laico e mondo religioso;

;manifestando una nuova concezione,ormai formatasi, rispetto a quella medioevale del’ ‘universo Chiesa’.Si passa ad una visione borghese mercantile,del mondo religioso. (vedi,§§)

La figura del Papa, con quello schiaffo (simbolico o reale che sia stato non ha importanza), diviene una Figura contestabile allorché interviene nelle questioni amministrative ed economiche di territori lontani da Roma.
L’omaggio al Papa non è più assoluto, ma riverente per le questioni attinenti il mondo prettamente religioso.
Non senza ironia del destino, sembra che quello schiaffo abbia realizzato un precetto del Cristo quando ebbe ad affermare: ‘a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio’ Matteo 22/21. [ Precetto evangelico qui da intendere come; le questioni economiche ed amministrative ‘al Re’ , le questioni religiose ‘al Papa’ ].
———

Un periodo ,dunque, del papato avignonese di sudditanza del mondo religioso nei confronti di quello laico – imperiale.

Ecco il perché del termine ‘cattività avignonese’ .

Avignone resta indiscutibilmente la città dove si è compiuta una grave divisione interna al mondo cattolico.
Divisione che vide come primo passo/strappo lo spostamento della sede papale da Roma in Francia, e poi lo strappo successivo interno alla Chiesa col fenomeno della compresenza di due Papi ; un Papa ed un anti-Papa.
Fatto storico che avrà l’appellativo di ‘scisma d’Occidente’. (°°°)

Se si considera che da quei tempi ad oggi sono passati più di settecento anni, viene certo da sorridere di fronte a simili ‘pudori storici’ di provincia (da provinciali), sulle ragioni sopra viste del trasferimento ad Avignone della sede papale, ma pesantemente presenti nella storiografia di Francia ( e non solo per questo fatto medioevale …).
Storiografia transalpina che ‘nasconde’ – come può – anche la più elementare ed oggettiva ricostruzione delle cause qui sopra esposte. Pur tuttavia tali ‘pudori storici’ francesi ,sussistono e resistono al tempo, come si può notare/evidenziare con un semplice viaggio in una provincia di Francia!

Se poi si prova a spiegar loro – agli avignonesi nel caso del papato presso la Loro città – le vere ragioni, qui sopra esposte,  gli  avignonesi/francesi  non  esiteranno a … ‘fare boccuccia’ ! Ma!

Questo simpatico episodio/realtà a noi coeva, ci testimonia del valore delle frasi sopra riportate di Bertrand Russell e Paul Valery, nonché del valore e limiti della storiografia, se si vuole per naturale debolezza umana; per naturale inclinazione ad allontanare da se ogni ‘ombra’, anche se di un lontano passato.

Vedi in calce a questo post [ //// ] ,
alcune effigi di Papi avignonesi, presenti presso l’abside della Cattedrale/Cathédrale ‘Notre-Dame des Doms’ d’Avignon

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Passiamo ora ad un’altra questione, molto più vicina ai nostri tempi, ma non per questo più ‘contemporanea’ rispetto a quella papale avignonese sopra vista.

Un’immagine che dice tutto ;

Françoise Combier
Una targa commemorativa alla memoria di una sfortunata francese ,Madame Françoise Combier, ‘vigliaccamente assassinata’/’lachement assassinée’ e stuprata ad Avignone il 31 ottobre 1989 da un immigrato irregolare musulmano (Mohammed Mettellaoui).

Place de L Amirande Avignon rue de la Peyrolerie Françoise Combier assassinee

Tristi episodi del genere ne sono accaduti anche in Italia.

Ma… chiedovi sono targhe commemorative in Italia che giustamente mettono in luce non solo la violenza, ma anche l’origine della stessa – immigrazione clandestina e mondo musulmano, come nel caso francese qui esposto – ?

Io in Italia di simili targhe commemorative non ne ho mai viste, e credo che non ve ne siano.

In questo caso non posso che apprezzare la franchezza francese, con tanto di ‘chapeau!’

E nel contempo non posso che esprimere tutto il mio biasimo a chi in Italia, pur avendone l’Autorità , evita di apporle per un mal interpretato senso della Giustizia! [ O vigliaccheria, leggi ‘calcolo elettorale(?)’ ]

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À travers les rues d’Avignon;

À travers les rues d'Avignon a

À travers les rues d'Avignon b

.
.
nous nous dirigeons vers le Palais des Papes;

.
.
Palais des Papes Avignon France
.

.

Et voici le Palais des Papes d’Avignon;

Nel suo insieme una costruzione notevole non soltanto per dimensioni, che – se si vuole – sono sproporzionate rispetto a quelle di una piccola città di Provincia quale Avignone è,
ma sopratutto per l’effetto di grande austerità e rigore formale.
Nel suo insieme una costruzione piuttosto algida, che certo riflette lo stile gotico antico che la caratterizza.

Palais des Papes Avignon France a

Palais des Papes Avignon France b

Palais des Papes Avignon France c

Palais des Papes Avignon France cattedrale aL’attigua Cattedrale; il campanile

Palais des Papes Avignon France cattedrale a particolareL’attigua Cattedrale; il campanile, particolare della statua in onore di ‘Nostra Signora’ a cui è dedicata la Cattedrale.

Palais des Papes Avignon France d

Palais des Papes Avignon France e

Palais des Papes Avignon France f

Palais des Papes Avignon France fronte a

Palais des Papes Avignon France fronte a particolare didascalia

Palais des Papes Avignon France g merlatura mura

Palais des Papes Avignon France h

Palais des Papes Avignon France i piazza edifici fronte palais.jpg

Palais des Papes Avignon France i piazza

Palais des Papes Avignon France l

Palais des Papes Avignon France m retro a Il :’Rocher des Doms’ ovvero il naturale affioramento roccioso sul quale è stata costruita la Cattedrale nella prima metà del XIV secolo, dopo che la Sede papale era già stata trasferita ad Avignone.

decomposition of light‘Rocher des Doms’ .Scomposizione della luce…causa

decomposition of light b‘Rocher des Doms’ .Scomposizione della luce…effetto

Palais des Papes Avignon France m retro b

Palais des Papes Avignon France m retro c

Palais des Papes Avignon France m retro d Resti di un antico insediamento romano.

Palais des Papes Avignon France m retro eElementi architettonici del Palazzo; punti luce. Seguono tre particolari

Palais des Papes Avignon France m retro fPrimo particolare

Palais des Papes Avignon France m retro gSecondo particolare

Palais des Papes Avignon France m retro hTerzo particolare

Palais des Papes Avignon France n retro fronte palazzo esplanadeL’angolo del/per il turista…

Palais des Papes Avignon France o

Palais des Papes Avignon France p rue vice legat a

Palais des Papes Avignon France p rue vice legat a particolare

Palais des Papes Avignon France turiste affaccendateTuriste affaccendate

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(°°°)

Ciò che è da sottolineare in tutta questa storia,
che va annoverata nel vasto capitolo dei così detti rapporti tra ‘Stato e Chiesa’,
è indubbiamente l’originalità dell’atteggiamento di Filippo IV di Francia.
Possiamo dire che fu il primo grande iniziatore di un movimento riformatore che ha annoverato figure le più disparate;

da monarchi come lo stesso Filippo IV, ad Enrico VIII d’Inghilterra, a uomini di Chiesa come il tedesco Johannes (Meister) Eckhart,un domenicano , all’inglese John Wycliffe, un teologo , entrambi uomini di puro Pensiero inclini ad una vita ascetica, a Martin Luther, un agostiniano tedesco con grandi inclinazioni politiche e a Girolamo Savonarola, un domenicano , che all’ispirazione ascetica univa un forte desiderio di rinnovamento della Chiesa in senso pauperistico ed evangelico – .

Ma Filippo IV di Francia li ha indubbiamente preceduti tutti, dimostrando un grande acume politico nei rapporti col mondo della Chiesa.
Certo agì secondo un suo metodo che alla fine, pur dando immediati benefici di ordine economico, allo Stato francese, ha poi prodotto uno Scisma da cui la Chiesa ne uscì vittoriosa ma non indenne.
Diverso l’agire degli altri grandi Riformatori qui citati,
che pur partendo da posizioni di pura speculazione teologica come Eckhart e Wycliffe, portarono poi ad uno scisma in Germania ed in Gran Bretagna che perdura tutt’ora.
I Principi tedeschi da un lato ed il Re inglese dall’altro, intrapresero, anche sulla scia dell’esperienza francese di Filippo IV, la strada di un vero e proprio distacco dalla Chiesa cattolica, fondando di fatto due vere e proprie nuove religioni; protestante (evangelica) luterana e protestante (evangelica) anglicana.
E’ difficile dire quanto abbiano giocato in figure come Johannes (Meister) Eckhart,(vedi; §§)
(coevo di Filippo IV, e presente a Parigi prima come studente poi come insegnante,dunque ben consapevole degli attriti politici – religiosi in Francia ed Europa),
, le tensioni tra papato e monarchia nel generare in Lui la spinta a produzioni teologiche che sembrano essere l’humus ideale di spunto a contestazioni regali del potere papale come avverrà con le 95 tesi di Martin Luther.
Girolamo Savonarola,
diversamente da altri Riformatori, coltivò il sogno – che rimase tale – di rinnovare la Chiesa cattolica, ma dal Suo interno,senza ideare nuovi modelli teologici a sostegno di realtà politiche recalcitranti ,(come quella francese, tedesca e poi inglese), a subire un Potere temporale papale.
Un sogno, quello di Frà Girolamo, dal forte sentore di teocrazia integralista che non piaceva a nessuno; ne agli alti ranghi ecclesiastici, ne a molti Suoi confratelli e
meno ancora al mondo laico, che se non accettava più un’autorità papale ,tutto sommato incline ad una ampia tolleranza dei costumi e nell’osservanza dei precetti biblici, meno ancora avrebbe tollerato un mondo fisso sulla mortificazione e contemplazione come il Priore di San Marco voleva senza il benché minimo compromesso…

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/tag/museo-di-san-marco-firenze/

(§§)
Con Johannes (Meister) Eckhart, sembra di incappare in una contraddizione;
se da un lato questo dotto teologo domenicano rappresenta il culmine più fulgido della speculazione dottrinale del mondo medioevale – la sua massima sintesi ascetica e finalistica –, così da ricordare i primi sforzi in merito di suora Marguerite Porete, nel Loro ricercare ‘l’uomo in Dio‘ , ovvero un processo prima di catarsi e quindi di ritorno di un’anima ormai pura al Suo Creatore (Spirito libero…),
dall’altro l’Opera di Johannes (Meister) Eckhart rappresenta l’incipit – probabilmente a livello inconscio per Eckhart stesso – di una visione religiosa moderna/mercantile (visione borghese mercantile,del mondo religioso, di cui sopra),
in cui l’uomo divenendo Dio stesso si mette al centro del mondo; con uno spirito dunque del tutto rinascimentale.
In questa apparente contraddizione Johannes (Meister) Eckhart, ricorda tanto l’Opera pittorica di Jan van Eyck;
apice pittorico del mondo medioevale e nel contempo precursore dell’introspezione psicologica ,nei ritratti di persone e ‘cose’, che anticipa buona parte della pittura rinascimentale e successiva.

In entrambi è palese una incredibile modernità (in forte anticipo sulla Loro epoca), ed una lucida valutazione storica del Loro tempo.

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[ //// ]

Ecco qualche immagine dei Papi avignonesi, presso la Cattedrale/Cathédrale ‘Notre-Dame des Doms’ d’Avignon ;

Cattedrale di Avignone abside con effigi Papi

Papi avignonesi Cattedrale di Avignone a

Papi avignonesi Cattedrale di Avignone b

Papi avignonesi Cattedrale di Avignone c

Papi avignonesi Cattedrale di Avignone d
Si noti sulla destra (di chi guarda) un ritratto di un Papa avignonese che tanto ricorda quello dipinto da Raffaello di Papa Giulio II della Rovere ( National Gallery di Londra) – una copia (?) –

Cattedrale di Avignone Aquila papale abside Un aquila d’oro avignonese, simbolo della Chiesa cattolica, presso l’abside della Cattedrale.

Con le Sue ali schiuse, non sembra voler celare un periodo papale assai discutibile?

.
.
‘Ex voto’ francesi, presso la Cattedrale/Cathédrale ‘Notre-Dame des Doms’ d’Avignon;

ex voto presso la cattedrale di Avignon

Dalle date apposte dai ‘miracolati’/’miraculés’ , sembra una realtà ormai obsoleta…

(continua…)

21/marzo/2018

Nicolas Sarkozy ; (ex) Monsieur le Président de la République française

Sous-titre;

; l’octroi ,par l’Italie, de l’asile politique aux dissidents français

… et surtout à notre cher Nicolas (°°)

.

Nicolas Sarkozy;
le fils d’un immigrant hongrois de sang (d’origine) juif, (le père réfugié hongrois, après la révolution hongroise de 1956…)

è sotto interrogatorio/e fermo di polizia proprio in queste ore – martedì e mercoledì 20/21, marzo 2018 – , presso una gendarmeria, per finanziamenti illeciti ricevuti da parte dell’allora Governo libico di Mouammar Kadhafi/Mu’ammar Gheddafi, per la sua campagna elettorale all’elezione a Président de la République française, vinta nel 2007.
Tutto parte da una minuziosa indagine giornalistica svolta da due giornalisti francesi, che scovano un documento comprovante la reità di Sarkozy , e poi pubblicano il tutto; ‘avec les compliments du Guide’ écrit par les journalistes Fabrice Arfi et Karl Laske ; le scandale du livre sur le financement illecite de Nicolas Sarkozy.
Inutile dire che un simile finanziamento è illecito per se stesso, indipendentemente da una Legge ‘ad hoc’. E ciò per ovvie ragioni di inammissibilità di qualsiasi possibile ingerenza da parte di uno Stato straniero verso un Presidente di un altro Stato, nel caso francese.

A questo evento del 2007 seguì, nella ‘guerra di Libia’ del 2011 che vide la caduta del regime di Mouammar Kadhafi/Mouammar Gheddafi, nella così detta ‘primavera d’Africa’,
una strana insistente ingerenza francese, promossa proprio da Nicolas Sarkozy, allora Monsieur le Président de la République française, militare per ‘scavalcare’ il Governo italiano negli affari libici. Governo italiano da sempre legato allo Stato libico per storia e legami energetici (ENI etc…).

Ora ne comprendiamo il perché ; comprendiamo le ragioni di tanta insistenza ,non tanto francese, ma presidenziale francese, nella persona di Nicolas Sarkozy, in Libia…

.

Sulla morte del libico Mouammar Kadhafi/Mouammar Gheddafi vedi al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/10/25/1100/

(Mouammar Kadhafi/Mouammar Gheddafi ; voici un cas où l’histoire doit être écrite pas par un historien mais écrite par un entomologiste!)

.

Combien de notables et combien peu d humilite France

Combien de notables en France, et combien peu d’humilité !

Quanta spocchia percorreva

Nicolas Sarkozy, allora Monsieur le Président de la République française;

un Presidente dal profilo aquilino ,come dal naso ed orecchie allungate, tipici tratti che ne indicano le origini.

Nicolas, un brillante avvocato – francese solo per ius soli – a cui una folgorante carriera forense non bastava più.

Come non era soddisfatto dei suoi legami sentimentali passando così di moglie in moglie.  Tra le quali, la più nota è stata la famosissima modella italiana Carla Bruni, una ‘sessantottina”in fieri’/un membre ‘in-fieri’ de Mai 68 ad oltranza. Che grazie al legame matrimoniale, ha influenzato il marito Presidente a non concedere l’estradizione di terroristi italiani rifugiati in Francia…

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/02/14/sanremo-sanremo/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/10/05/cesare-battisti-the-eternal-red-guy-from-brazil-im-not-afraid/

E poi, sempre nel corso del 2011, il saluto negato da Nicolas Sarkozy, – in occasione del G 20 a Cannes , del novembre /2011 – all’allora Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Silvio Berlusconi Sarkozy salutò tutte le altre Autorità convenute, ma finse di ‘non vedere’ l’allora Presidente del Consiglio italiano !
Un Berlusconi che ci rimase malissimo; lui che per formazione universitaria e linguistica è orgogliosamente francofono…
Quanta spocchia del caro Nicolas…

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/11/04/g-20-a-cannes-novembre2011/

E poi ancora la probabile defezione, tramite cambio di residenza, del caro Nicolas – siamo nel 2013 – , per evitare la tassazione imposta al 75% sul patrimonio dei francesi più danarosi dal suo successore alla carica presidenziale francese,François Hollande

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/01/24/sacrifici-a-senso-unico-non-solo-in-italia/

(…)

Ma…
Nicolas non è il solo Presidente avvolto nell’imbarazzo degli scandali;è in buona compagnia con lo stesso François Hollande il suo successore all’Eliseo, che non è stato da meno…

I francesi, certo quelli più sciovinisti potrebbero obiettare che di grandi Presidenti nella storia francese non ne sono certo mancati.
Uno per tutti; il Presidente/Imperatore dei francesi, Napoleone B(u)onaparte.

Un Sarkozy che con Buonaparte ha in comune il fatto – e solo questo – di essere un francese di prima generazione / d’adozione.

[ Il cognome di Napoleone è tutto toscano/San Miniato (Pisa), ed è Buonaparte, cambiato, da Napoleone stesso in Bonaparte per farsi accettare dai francesi più xenofobi di allora…]
Napoleone; l’artefice della grandeur francese.

Solo che tanti francesi sono dimentichi che Napoleone era italiano puro al cento per cento ;
il padre, Carlo Buonaparte, era un corso ovvero un cittadino della Repubblica di Genova che tra l’altro studiò in Toscana -Pisa- .
La madre, Letizia Ramolino, era una ligure pura,
ed entrambi i genitori di Napoleone erano nati in Corsica per legami economici delle loro famiglie con il ‘Banco di San Giorgio’, una Banca ligure/genovese, tutt’oggi esistente.

Ed infine ricordo che Napoleone Buonaparte , nacque in Corsica nel 1769 ; ovvero un anno dopo la cessione/vendita della Corsica alla Francia da parte della Repubblica di Genova…
( Cessione avvenuta a causa del caratteraccio di Pasquale Paoli/Pascal Paoli  e degli abitanti della Corsica.   Caratteraccio dei Corsi di quei tempi,  come di quelli attuali…).

(…)

Quanta spocchia buttata al vento da parte d’un fils d’un immigrant hongrois de sang (d’origine) juif,

Un Nicolas che ha dimostrato – nel peggiore dei modi – di essere non un Buonaparte,

ma soltanto un Masaniello (Tomaso Aniello d’Amalfi).

E… non solo lui…in Francia.

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/10/05/cesare-battisti-the-eternal-red-guy-from-brazil-im-not-afraid/

.

(°°)

Une proposition sérieuse pour une politique internationale italo-française (d’inspiration russe). L’octroi ,par l’Italie, de l’asile politique à Nicolas Sarkozy – (ex) Monsieur le Président de la République française – .

(Et en général)

L’octroi ,par l’Italie, de l’asile politique à tous les dissidents politiques français!

C’est bientôt dit;

Une proposition sérieuse pour une politique internationale italo-française (d’inspiration russe);

La France accorde ,depuis de nombreuses années, l’asile politique aux ‘dissidents politiques’ / terroristes italiens .

La France a également accordé ,depuis de nombreuses années, l’asile politique aux dissidents russes.

Par conséquent;
comme récemment – avec le changement du cadre politique international – c’est la Russie qui accorde l’asile politique aux dissidents français (voir l’affaire: Gérard Depardieu / Жерар Депардьё vedi link),

voilà que l’Italie devrait accorder l’asile politique à des gens comme le cher Nicolas Sárközy (ex) Monsieur le Président de la République française!

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/tag/x-a-assassina-battisti-cesare/

From: ‘The Animal Farm’ by George Orwell – … that old masters replace with new ones; pigs. –

When the old masters and pigs prepare the table for chickens and hens …

master chef
.
.

Pizza by the Italian chef Carlo Cracco
.
.

Carlo Cracco    Star chef            and          Gino Sorbillo a true king of Neapolitan pizza makers.jpg
.
.

Premesso quanto già scritto; vedi ai seguenti link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/07/08/melodie-del-vino-les-grands-crus-musicaux-de-litalie/
(vedi ‘Nota d’aggiornamento’ sullo chef Gualtiero Marchesi, il primo tre stelle Michelin italiano…)

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/04/19/voulez-vous-paris-3/
(vedi Nota sui famosi dolcetti francesi: ‘Les Macarons’ i dolcetti ,sedicenti, tipici di Parigi tanto dolci per quanto poco saporiti.
‘Dolce vita’…sciapita!)

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/10/26/eataly-eat-italy/

Da pochi giorni ,siamo al marzo 2018, circola in rete la notizia – notizia in se del tutto banale – di un cuoco italiano stellato Carlo Cracco, allievo di Gualtiero Marchesi ,
che ha presentato per un suo locale in Galleria, a Milano, una versione tutta personale della pizza margherita (quella composta con pochi ingredienti di base) ! Al costo di 16 euro.
Questa pizza è stata recensita positivamente da Gino Sorbillo, un pizzaiolo napoletano rampante.

La pizza è stata contestata ed ammirata;
ma ciò – seppur fatto del tutto ovvio – non ha potuto che far piacere a Carlo Cracco e Gino Sorbillo, che sanno bene che vale quel vecchio detto secondo cui :’

:’Non importa cosa dicono di te.Importante è che parlino di te’. / ‘It does not matter what they say about you. It’s important that they talk about you’.

Tanto ciarlare e contestare per niente!!

Ma essendo il popolo bovino questo è il risultato!!

Tuttavia questa è una buona occasione per fare il punto sulla questione della attuale ‘moda alimentare’ e conseguenti punti di ristorazione.

Bastano pochi elementi per identificare l’enorme bluff in corso nel
mondo della ristorazione;

°
Da una parte il mondo virtuale televisivo in cui in molti programmi di cucina cuochi stellati si fronteggiano o giudicano (spesso affiancati da giornalisti eno-gastronomici) impietosamente giovani aspiranti chef etc…
In questa realtà virtuale si cucina da Dio o…’sei fuori’. Si usano prodotti di base selezionatissimi e spesso del posto (a chilometro zero), e si raggiungono virtuosismi inimmaginabili.

°
E dall’altra parte? (Nel vero mondo; quello reale ?)
Avrete certamente girato per pizzerie e ristoranti;
e se avete un minimo di capacità di giudizio e magari di preparazione gastronomica, avrete notato che vi siete ritrovati nel piatto delle brodaglie che vanno da antipasti composti da prodotti industriali (ad esempio, i ‘taglieri di formaggi’ artigianali che se assaggiati solitamente non sanno altro che di grasso raggrumato speziato…), ai primi piatti che spesso sono decongelati e riscaldati al microonde, o precotti e solo da riscaldare, ai secondi piatti preparati con ‘carne misteriosa’ o ‘pesce misterioso’ e a dei dolci che non sono che mescolanza di zuccheri raffinati con pasta di base industriale già pronta (ad esempio gli ‘choux’ già pronti come la ‘pâte brisée’ etc…), il tutto guarnito con tubetti di questo o quel gusto (cioccolato, frutti di bosco etc…).
O, se magari vi hanno preparato al momento qualche piatto, la sua qualità non supera il livello di quello di una frettolosa massaia che prepara il pranzo per casa in un giorno feriale in cui si va di fretta.

°
La ragione di tutto ciò è ovvia.
La ragione di tanta sciattezza/mediocrità che ci ritroviamo nei piatti che ci vengono serviti nei ristoranti e pizzerie, risiede in pochi punti salienti.
Una prima ragione risiede nel fatto che se si vuole preparare dei piatti di altissima qualità per dei commensali, occorre un cuoco a/per tavolo o almeno un aiuto cuoco per tavolo (certo non più per cinque o sei commensali). E ciò sia per mantenere alta la qualità dei piatti – piatti che se preparati per troppe persone diventano roba da ‘mensa operaia’ – sia per la necessità di servirli con tempestività, appena pronti.
Ciò viene fatto in effetti in alcuni casi, ma solo in ristoranti in cui paghi questo lavoro enorme dovuto ad una manodopera capillare. Dunque solo per ristoranti in cui strapaghi quello che mangi; tanto per capirci da trecento euro (grossomodo) a testa in su…
Un’altra ragione sta nel fatto che se anche si riesce ad utilizzare un numero limitato di personale in cucina, il cibo di base
(che dovrebbe esser costituito da pesce freschissimo, carne biologica – non gonfiata con steroidi anabolizzanti etc… – dolci che richiedono molto tempo e competenza ,entrambi elementi spesso carenti e così via…)
viene necessariamente sostituito da prodotti che potremmo definire succedanei di quello di prima qualità.

[ Un piccolo elenco ,meramente indicativo, di questi prodotti succedanei/scadenti che vengono impiegati per rimpiazzare i più costosi prodotti di prima qualità sono:
__° carni bovine non italiane – come quella francese, tedesca, danese etc… – , di Paesi in cui è possibile dopare il bovino con steroidi anabolizzanti,per farlo crescere più in fretta. ( Tanto per capirci, carne in cui se cerchi :‘ l’origine ‘ trovi scritto :’ nato in Francia allevato in Italia ‘ ). O addirittura ‘carne chianina’ ,(la pregiatissima carne bovina della Toscana e Umbria), che alcuni ristoranti si vantano di servire, ma che poi scopri essere carne bovina di razza chianina, ma spagnola (dunque alimentata e forzata chimicamente nella crescita in modo tale che ha carni dal sapore completamente diverso dalla chianina Toscana d.o.c.) !!
__° Sogliola atlantica (limanda o platessa) che nulla ha a che vedere dal punto di vista organolettico con la sogliola del mediterraneo. Come anche il dentice atlantico rispetto a quello del mediterraneo.
Ricordo personalmente ,divertito, un ristoratore sul litorale toscano che se gli capitava di servire dei commensali tedeschi, gli serviva al posto della ‘spigolarigorosamente di mare, del ‘cefalo comune / mugginerigorosamente d’Arno ..!
__° Pasta ,che non solo non troviamo biologica, ma di pura produzione industriale; cioè non essiccata a bassa temperatura – che gli conferirebbe un sapore’vero’ e non ‘anonimo’ come quella industriale – ,
prodotta con grano di base macinato ad alta velocità che ne brucia molti elementi nutritivi (così che alcuni pastifici compensano a questo inconveniente aggiungendo polveri di marmo) etc…
E il condimento? O ti ci aggiungono i ‘sughi già pronti’, o sono salse fatte senza il dovuto tempo, così che risultano del tutto scipite…
__° Dolci assemblati con paste già fatte industriali (come sopra detto ,gli ‘choux’ già pronti come la ‘pâte brisée’ etc…). E creme altrettanto pronte e di certo preparate con uova non biologiche…
Spesso i dolci sono forniti da pasticcerie specializzate nel rifornire ristoranti e pizzerie. Da soli,visto il triplicare dei costi al passaggio da un commerciante ad un altro, potete immaginare il livello scarso delle materie prime impiegate! ]

Questi ‘succedanei‘/’sostituti’ – dei prodotti alimentari di prima qualità – , vengono dunque utilizzati per non incidere sui costi (utilizzando prodotti di base di prima qualità,i prezzi diventano quelli da ristoranti a tre stelle Michelin o non molto meno).

Se il ristoratore utilizzasse comunque prodotti di base di prima qualità, e mantenesse dei prezzi inferiori,non da ristoranti tre stelle Michelin, non ci guadagnerebbe nulla!

Poi va notato che se un ristorante ottiene se non anche una sola stella Michelin , ma anche un mediocre riconoscimento mediatico o di altro sistema di riconoscimento pubblico, ecco che aumenta subito i prezzi e questo spesso a scapito pure della qualità che aveva in precedenza!

Circa le pizzerie,
si noti che si cerca di gonfiare i prezzi

– trasformando un piatto tipicamente popolare quale la pizza è, in un piatto dai costi altissimi –

presentando pizze gourmet , quando in realtà non sono altro che pizze condite con i prodotti di qualità alta di base (farina compresa) che già la tradizione ha sempre richiesto!
Si sa, che spesso la pizza la si mangia accompagnandola con della birra – almeno in Italia – .
In molte pizzerie sedicenti al top, si presenta ultimamente come ‘scoperta/innovazione’ straordinaria, nell’abbinamento gastronomico alla pizza, la presentazione di un elenco di birre. Elenco che se sfogliato annovera tipologie di birre del tutto mediocri agli occhi di un semplice estimatore di questo prodotto alcolico.

Anche nel mondo delle pizzerie, la moderna/attuale ristorazione
ha soltanto ‘riscoperto l’acqua calda / to reinvent the wheel’, come visto nel mondo dei ristoranti!

Ma tutto ciò non sembra essere capito dalla ‘folla’ – o si rifiuta inconsciamente di capire –

——

Nota;
se si vuole ‘mangiar bene’ – cioè ad un livello che nulla ha da invidiare ai ristoranti stellati – a parte l’esperienza e la preparazione di base nonché un abilità non molto diffusa,
non resta da far altro che prepararsi a casa i piatti ‘da tre stelle’.
In questi casi, si noterà che i costi ,malgrado il livello alto dei prodotti utilizzati, sono del tutto accessibili, anche per chi non dispone di una grande potenzialità di spesa (certo non per tutti i giorni ma, diciamo per quelli festivi).

Si tenga presente che questa soluzione è stata da tempo utilizzata da molti ambienti ‘facoltosi’ ,di tutti i Paesi, che assumono ‘pro tempore’ dei cuochi, e comprano personalmente le materie prime di base. Ovvio di grande qualità!

Sanremo Festival 2018 – Italia –

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/02/14/sanremo-sanremo/

‘Lo Stato Sociale’ ; uno dei gruppi/bands  in gara nella categoria ‘Campioni’ , al Festival di Sanremo 2018,con:’
:‘una vita in vacanza’.
Con Lodovico Guenzi e  Paddy Jones.

from the band: ” ‘Lo Sato Sociale‘ / ‘the social state’ / The welfare state “:’

:’

sanremo b

…Se la storia si ripete, come diceva G.B. Vico…Eccone un ennesimo esempio!
 ‘
‘ Il Re di Francia è un vecchio . Nella nostra storia ( di Persia,n.d.c.)  non abbiamo esempio di un Re così longevo (…)  Studiando il suo carattere vi ho trovato contraddizioni insolubili.  Ad esempio, egli ha un Ministro di soli diciotto anni e una amante di ottanta anni [**] . Egli ama la sua religione ma non può soffrire quelli che affermano che se ne devono rigorosamente rispettare i precetti (…) ‘.

[**] Madame de Maintenon, nata nel 1635 aveva in segreto sposato Re Luigi XIV nel 1684.
Il Marchese di Cany  ,erede di Chamillart, ottenne a soli diciotto anni , nel 1708, la carica di Segretario di Stato…

Tratto da : ‘Lettres Persanes’/’lettera XXXVII’, by Charles-Louis Barone  di Montesquieu.
Köln  1721 (Pubblicato in forma anonima)

Un pamphlet pieno di satira azzeccata che Montesquieu rivolge alla Società francese del tempo attraverso due personaggi; due persiani – non a caso due punti di vista estranei alla cultura occidentale – in visita in Francia.
Singolare il parallelismo tra la Società criticata da Montesquieu, con quella odierna; crisi delle Istituzioni,parlamentare, finanziaria e dei costumi…
Sia nell’Opera di Montesquieu che in questa semplice canzone , vi è l’allusione ad una vecchiaia come espressione di una Collettività che non si rinnova attraverso le nuove generazioni, ma che si ripropone costantemente, ritenendosi eternamente giovane.
Ovvero Collettività in cui le realtà sociali si sono ripiegate su se stesse. Inconsapevolmente egoiste e grottesche .

sanremo c

Matteo Renzi l’ex Presidente del Consiglio dei Ministri
( Renzi, ex primo Ministro,qui voglio sottolineare, come i suoi due predecessori ; Letta e Monti e come il suo successore ; Gentiloni, non è stato eletto dal ‘Popolo sovrano’ attraverso regolari elezioni politiche. Per giunta Renzi non era neanche Deputato, ma Sindaco di Firenze.

Come è possibile ‘in Democrazia’ che alla guida politica di un Paese vi sia un ‘non eletto’ dal ‘Popolo sovrano’?

La risposta è immediata se al termine ‘Democrazia’ sostituiamo il termine ‘Plutocrazia’ ; ricordo che il debito pubblico italiano – mostro stile Cerbero – è , per la maggior parte , in mani di Paesi stranieri… )

– Renzi ‘il rottamatore’/ ‘The Terminator of crumbling institutions’ –

.
Magnificamente qui citato con la forza di una semplice immagine da: ‘eterno idiota venditore di fumo’  ‘eterno boy scout’ …
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/04/11/renzi-il-boy-scout-tutto-fiorentino/
Ma… non va dimenticato che un popolo, si merita i governanti che ha…

sanremo f

Vuoi fare  – il servo stellato –  il cuoco stellato ?

Eccoti servito!

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/11/13/i-want-you-nothing-else-just-you/

.
.

sanremo g

Oriente oriente;

come è nel cuore di molti italiani!
Basta guardare il figlio del cantante  ‘Al Bano (Carrisi)‘ ; Yari Carrisi, che anche in questo caso è ben rappresentato da questa immagine sfottò ( banter/teasing) … Che tanto si preoccupa del prossimo.
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/12/29/il-buddha/

Nella canzone è pure citato :‘ il caso umano ‘ di cui parlò Sandro Bondi, nel giustificarsi per una assunzione ‘extra legem’ (da lui fatta arbitrariamente) ,di un suo conoscente… Sandro Biondi è stato un Ministro di Berlusconi …
Ma anche:’

:‘Sei fuori!!!’

Se si vuole il caso opposto; la cruda realtà!
(Con chiara allusione al noto Flavio Briatore; un moneymaker, che ha diretto un programma televisivo in cui progressivamente escludeva un concorrente a puntata…ma!)

.

sanremo h

Cosa ci rimane? Cosa resta da fare a molti giovani italiani – e non solo giovani – ? Darci dentro di : ‘SANGIOVESE’ alias vino Chianti o giù di lì..!

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/06/08/melodie-o-disarmonie-del-vino-ditalia/

od anche;
https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/12/19/the-craft-beer-alias-masterpieces-of-taste/

sanremo d

Perché lo fai? / Why do you do it?

La domanda è legittima… Non lo è solo per chi è touché (hit by a critical and pungent sentence), come molti giornalisti italiani che non lesinano critiche a questa canzone, ingiustificatamente da loro tacciata di superficialità…
Ma lo è anche per coloro che continuano a non capire di essere inconsapevoli strumenti di una realtà non ‘inesorabile’, – se non per loro stessa volontà –
ma modificabile…

sanremo a

Fate un pò voi!

Da me casualmente ascoltata per pochi frammenti sonori e visivi , questa canzone ben rappresenta l’universo strampalato italiano…
Ricorda molto, anche se soltanto nella struttura satirica , una vecchia canzone della fine anni settanta :‘Nuntereggae più’ del cantautore Rino Gaetano.

Questa canzone critica una intera Epoca – attraverso un piccolo universo sociale – , in modo del tutto analogo a quella fatta attraverso le due immagini qui sotto (la seconda, che interpreta i nostri tempi è di Sam Taylor-Wood )

Da un passato glorioso che ‘solo fu’ ;

alla realtà attuale,

————————–

Nota;

Sanremo soloalsecondogrado

Nota finale;

Al primo post,

la canzone vincitrice di questa edizione del Festival di Sanremo, davanti a quella qui sopra vista (‘Una vita in vacanza’ del gruppo: ‘Lo Stato Sociale’),

la canzone:‘ Non mi avete fatto niente ‘ del duo composto da Ermal Meta e Fabrizio Moro .
Canzone che parla dell’attentato de: ‘Attack in Barcelona, Spain – Catalonia – August 17, 2017’
vedi direttamente; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/08/20/attack-in-barcelona-spain-catalonia-august-17-2017/

Va soltanto notato un elemento fantastico; una semplice, semplicissima particella pronominale presente nel titolo della canzone e ribadita costantemente nel testo della stessa:

:‘ Non

mi

avete fatto niente ‘

Questo ‘MI’ per quanto sia un semplice monosillabo dice molto di più di voluminosi saggi di politologi, esperti internazionali di terrorismo, studiosi eruditi del mondo islamico etc…

Questo :’‘MI’‘ sostituisce un inaccettabile, improponibile:’ ‘CI’.

Se titolo della canzone e testo fossero stati improntati a:’

:’ Non

ci

avete fatto niente ‘ ,

la canzone non solo non avrebbe vinto, ma non sarebbe neanche stata accettata tra le canzoni partecipanti a Sanremo.

Ovvie le ragioni di quanto ora ‘ipotizzato’ (si fa per dire!) !

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/08/12/kashetu-kyenge-lespressione-di-un-malessere-non-la-causa/

On January 22, 1898 S. M. Ėjzenštejn was born in Riga (Latvia) – exactly 120 years ago -; the film director of the USSR (CCCP).
Here is a comprehensive reference to the value of your film commitment.

S. M. Ėjzenštejn ; Google remembers – on January 22, 2018 – the anniversary of the Russian film director

s m

‘ La corazzata Potèmkin ‘/Бронено́сец Потёмкин“ Bronenossez Potjomkin  :

Battleship Potemkin / Battleship Potyomkin ( Броненосец Потёмкин) or rather, the marginalization of culture in favor of an ideology/ovvero l’emarginazione della Cultura a favore di una ideologia .
( prima parte )

Titolo originale :’
‘ Bronenosec Potèmkin ‘ – di S.M. Ejzenstejn del 1926.

la corazzata potemkin

Un’immagine del film .

Vi sono altre due Opere che l’hanno temporalmente e tematicamente preceduta ;

°
Nascita di una Nazione ‘ – The birth of a Nation – di D. Wark Griffith del 1915, (USA)

e l’Opera;

°
L’ultima risata ‘ – Der letzte Mann – [ ‘l’ultimo uomo’, titolo letteralmente tradotto ma cambiato nella versione italiana in :’ l’ultima risata ‘ (§) ]  di F.W. Murnau del 1924  (Germania)

La corazzata potèmkin .

Accenno alla storia.

Su una corazzata imperiale russa le condizioni di vita sono assai dure per i semplici marinai .
Un pezzo di carne di manzo avariato a loro servito come rancio genera contestazioni . L’ufficiale medico ne attesta la qualità negando l’evidente putrescenza.
I marinai indicono uno sciopero ‘della consumazione del rancio ‘ .
La situazione degenera ed un marinaio muore.
Il sacerdote a bordo non mostra la benché minima sensibilità, aggravando la situazione .
[ viene ribadita nella didascalia la frase : ‘ per un piatto di minestra…’ ] .
Una volta a terra – nel porto ucrainiano di Odessa – si sparge la voce sui fatti accaduti .
I famosi cosacchi – zaristi convinti – non mostrano pietà e sparano su chiunque, avanzano scendendo la famosa scalinata Richelieu.
I marinai – ormai impadronitisi della Potèmkin – decidono di affrontare le navi zariste inviate per sopprimere la rivolta .
Ma nessuno sparerà un colpo; come poco prima sulla Potemkin i marinai si sono rifiutati di fucilare i loro commilitoni, così avviene tra gli equipaggi delle navi militari che con un tacito e solidale accordo decidono di ribellarsi alla tirannia zarista.

[ La storia della rivolta, dell’ammutinamento dei marinai della corazzata Potèmkin, nel luglio 1905, è fatto reale.
Ejzenstejn comunque lascia immaginare allo spettatore – qui distorcendo i fatti storici – che l’ammutinamento è solo l’incipit di una grande rivoluzione non solo cittadina, ma anche di una Nazione e poi… mondiale (nelle aspettative sovietiche di quei tempi).
L’ammutinamento del 1905 si concluse ,in realtà, in una repressione della rivolta nell’indifferenza più assoluta della popolazione di Odessa. ]

E’  invece l’incipit ,nell’Opera cinematografica, di una rivolta/rivoluzione a 360 gradi che porterà alla rivoluzione bolscevica russa del 1917…

Due i temi capisaldi di questo ( di questi tre film ) film ;

il primo  tema sta nella innovazione cinematografica ;
 comprimere in una due ore ciò che avviene in giorni, mesi ed anni etc… ( non si deve dimenticare che siamo agli albori dell’Arte cinematografica ).
 Le espressioni analogiche ;  ad es. le inquadrature di un leone di pietra prima sdraiato e poi seduto a figurare il popolo prima dormiente e poi desto .Od anche le immagini dei cosacchi ripresi in alcuni particolari della divisa ( gli stivali, i berretti…) come elementi indicanti la spersonalizzazione di chi agisce freddamente…

il secondo tema sta non nella ricerca puramente cinematografica ,di cui qui sopra portati alcuni elementi,

ma nel’ utilizzare un film in quanto mezzo di comunicazione di determinati valori .

Valori che possono spaziare da elementi puramente interiori all’essere umano quali i sentimenti più intimi ,a quelli politici o morali etc…
Ovvio il contenuto politico della corazzata Potèmkin .

Circa il primo aspetto – l’innovazione cinematografica – ,
gli altri due film di cui sopra avevano già espresso prima della ‘corazzata Potèmkin’ tali valori, che saranno poi sviluppati nella cinematografia. (Basta guardarseli e confrontare le date)

Circa il secondo aspetto – il film in quanto mezzo di comunicazione di determinati valori – ,
a parte il fatto,saliente, che si è ben visto il fallimento storico ed economico del comunismo e compagnia bella , inutile dunque soffermarcisi sopra .
A parte ciò, sia in: ‘The birth of a Nation’ che in: ‘Der letzte Mann’ sono già presenti appieno valori di carattere politico e sociali, universali. Entrambi anche per questo aspetto precorrono,anticipano il film russo.
Inoltre, in:‘Der letzte Mann’, Murnau rappresenta un aspetto del tutto peculiare; quello intimista. Ciò grazie ad una acuta introspezione dei sentimenti che percorrono il protagonista. (un ‘anonimo’,nel senso etimologico del termine, portiere d’albergo interpretato dall’attore Emil Jannings). Non per niente rientra nel così detto genere ‘Kammerspiel’, allora del tutto nuovo.

———

Ho qui sopra elencato tre film;
con il fine di valutarne correttamente uno, quello russo.
Circa il primo aspetto di cui sopra va sottolineata la considerazione ,valida in tutti i campi della ricerca e nel nostro caso cinematografica, che il valore di un’Opera sta nell’originalità, ovvero esser opera prima, cioè non epigona di una che precede . (Oltre che nei contenuti, ovviamente)
E ciò è certo elemento fondamentale per determinarne il valore assoluto, indiscutibile. Appare dunque ovvio, che le due Opere temporalmente precedenti quella di Ejzenstejn, sono di valore primo.
Quella di Ejzenstejn , non fa che ripercorrere una strada cinematografica già esplorata dai due film precedenti ora citati.

In modo diverso trattano lo stesso tema/problematiche cinematografiche.
Ma l’Opera che viene ricordata è solo la prima ; quella del russo Ejzenstejn. E non ,come visto per meriti/qualità sue particolari.
Questo è un tema che mai è stato affrontato sui mezzi di comunicazione vari.
Ne dalla storia della cinematografia più recente
.

Ciò pone l’interrogativo sul

perché di questa errata valutazione del valore dell’Opera di Ejzenstejn,

ed inoltre l’interrogativo sul

totale silenzio della moderna storiografia cinematografica (e non solo cinematografica) in merito a questo clamoroso errore!

vedi, [//]

( segue , )

La corazzata Potèmkin ‘ :

Battleship Potemkin / Battleship Potyomkin ( Броненосец Потёмкин) or rather, the marginalization of culture in favor of an ideology / ovvero l’emarginazione della Cultura a favore di una ideologia .
( seconda parte)

Come detto il film più vecchio, dei tre sopra citati è : ‘The birth of a Nation’ ‘Nascita di una Nazione1915 di David Wark Griffith.

David-Wark-Griffith2
D. W. Griffith , il primo a destra di chi guarda .

Siamo agli albori della cinematografia.
Questa Opera di Griffith è da vedere come
il primo film in assoluto
in cui la pienezza dei mezzi espressivi ( il montaggio,la caratterizzazione dei personaggi,l’uso del carrello per la cinepresa etc…) raggiunge l’apice artistico .
Cioè ‘ l’innovazione cinematografica ‘ di cui sopra detto .

Quest’Opera americana è dunque il solo vero caposaldo della cinematografia mondiale

Il secondo film,
L’ultima risata‘ ‘Der letzte Mann’ di Murnau del 1924.
Toccando gli stessi temi innovativi  che Wark Griffith affrontò nel 1915  ,cioè l’innovazione cinematografica, ‘  è sicuramente la prima in Europa .

E come tale è il vero capolavoro europeo .

(§)
Il titolo originale: ‘Der letzte Mann’, tradotto letteralmente ‘ l’ultimo uomo ‘, e poi tradotto in Italia ,come in altri Paesi (ad esempio la Spagna ed il Portogallo etc…) con il titolo de : ‘ l’ultima risata ‘
– da una scena del film in cui il protagonista ride (di chi?) di buon cuore per gli inattesi risvolti che il fato procura –
significa, in una traduzione più accorta, : l’ultimo degli uomini, con riferimento al degrado in cui il protagonista del film viene ridotto dal cinismo sia del suo datore di lavoro, sia dai suoi meschini familiari.
Ne segue che la diversa traduzione in vari Paesi del titolo originale in :‘ l’ultima risata ‘, indica ciò che recita un vecchio adagio :’

:’ride bene chi ride ultimo/he who laughs last laughs longest

wer zu letzt lacht, lacht am besten

Il terzo film è la famosa
Corazzata Potemkin’ del 1926 ,Opera sovietica,euroasiatica.

Per gli aspetti di cui ora detto è solo la continuazione / copia delle due Opere suddette .

Quando si toccano tematiche di carattere politico,sociale ed economico come in queste tre, ciò che ho chiamato ‘scomodo valore’, si fa sentire sonoramente. In questi casi l’onestà intellettuale vine meno, scompare.
E la riprova sta proprio nel fatto che ne viene rammentato dai posteri uno solo dei tre film , benché sia temporalmente successivo agli altri due e dunque di puro valore riflesso… .

[//]
Un accenno alla motivazione di fondo che spiega l’interrogativo :’

:’perché questa errata valutazione del valore dell’Opera di Ejzenstejn,come Opera prima di valore cinematografico?

Nel primo film (‘Nascita di una Nazione’ ‘The birth of a Nation’ di D. Wark Griffith )
alcuni episodi legati al problema dell’integrazione degli afro americani negli USA, che portarono a suo tempo polemiche col regista,hanno relegato lo stesso film ad essere messo in disparte .

Nel secondo (‘ L’ultima risata ‘ ‘Der letzte Mann’ di F.W. Murnau )
il protagonista,un lavorante d’albergo accantonato dalla sua stessa famiglia,è visto come parallelo/simbolo di una Nazione – quella tedesca – umiliata dopo la Grande Guerra. Il protagonista è dunque visto come antesignano della riscossa di un popolo intero.Scomoda anche questa realtà come per il primo.Inevitabile l’adombramento dello stesso.

Se da un lato
un atteggiamento ‘codino’ presente nella sceneggiatura del film di Wark Griffith,
e una posizione politica internazionale di grande diffidenza verso il mondo germanico e quindi verso il film di Murnau,
hanno portato ad un rifiuto dei pregi indiscutibili presenti nelle due Opere,
dall’altro
l’esplosione sul piano culturale del materialismo storico, unito alla formazione di Stati socialisti quali l’URSS, hanno entrambi spinto – con modalità ben differenti – all’affermazione del film di Ejzenstejn, malgrado i limiti non solo di pura valenza cinematografica, ma anche di contenuto (vedi(**))

(**)
Se noi andiamo a guardare ai temi politici del terzo,ai contenuti, notiamo immediatamente che ne : ‘La corazzata Potemkin’, i temi sono di altrettanta limitatezza storica; cito ad es. il Pope ( il sacerdote in russo) visto come uno stregone, privo della benché minima sensibilità umana.
Così come un singolo componente della popolazione ,ribellatasi nel porto di Odessa, afferma:‘abbasso/a morte gli ebrei’ ed è immediatamente linciato dalla ‘saggia’ popolazione.
Entrambi non sono che puri stereotipi; semplicistici preconcetti degni di film di bassa lega.
Poi in realtà, sappiamo bene che i ‘progrom’ sovietici fecero strage di ebrei.
Credo che si possa sinceramente affermare che la sudditanza ad una cultura di sinistra – in realtà una pseudo cultura – , abbia portato a certi errori – dolosi – in molti campi. Anche nella storia della cinematografia, come qui mostrato.

Nota,
provate a ricercare in internet elementi critici quali qui riportati sui tre film, ed in particolare sul film di Eisenstein ‘La corazzata Potemkin’; non troverete che chiacchiere. Vuoti commenti su di un film ritenuto per antonomasia un capolavoro a fondamento di questo o di quello…
Quando in realtà non sanno minimamente ciò che affermano; ripercorrono soltanto un cliché elogiativo di vecchia data frutto di una critica faziosa scevra di un qualsiasi costrutto di valore.

Un esempio? Ecco un paio di links di rimando – tra i tanti possibili – su due social;
‘ciaopeople’ di Gianluca Cozzolino & C.;

https://www.fanpage.it/sergei-eisenstein-il-120-anniversario-della-nascita-e-google-gli

ed anche;

‘La Repubblica’, noto quotidiano;

http://www.repubblica.it/spettacoli/in-sala/2015/06/05/news/_eisenstein_in_messico_-116125261/

ed ancora, dando uno sguardo in Gran Bretagna,

‘The Telegraph’, giornale inglese,

http://www.telegraph.co.uk/films/0/best-movies-ever-made-according-rotten-tomatoes/battleship-potemkin-1925/

———-

Elementi conclusivi su : ‘ Nascita di una nazione’ / ‘La corazzata Potemkin’ / ‘L’ultima risata’.

eisenstein3

Il regista russo di origini tedesco/ebraiche Ejzenstejn .

Nota personale: a quei tempi e a quelle latitudini a quanto pare era di moda un simile taglio di capelli ; scompigliato !.

Il valore attuale della ‘corazzata Potemkin’

 

Ritenuta a torto ,come sopra mostrato, un ‘caposaldo’ della cinematografia , essa ci appare comunque utile a indicarci il modo di pensare/procedere nella realtà culturale del novecento.
Ejsensteyn confessò che ebbe timore per lungo tempo di venir deportato per un possibile non gradimento dei suoi lavori cinematografici da parte della dirigenza.
E difatti dopo l’ultimo film da lui diretto, e non gradito dalla nomenclatura sovietica, ad Ejsensteyn venne un infarto che lo seppellì!
L’atteggiamento che prevalse nel mondo comunista di allora fino a giungere ai nostri giorni fu quello di separare la classe dirigente/intellettuale da quella che loro ritenevano di tutelare ; il popolo.
Si veda ad es. le stelle presenti ancor oggi nella bandiera cinese;
una rappresenta la classe contadina,
una quella operaia,
una quella dell’esercito
ed infine una rappresenta la classe dei dirigenti/intellettuali – del Partito.
Era una situazione in cui si pensava che dall’alto si sarebbe potuto ‘fare/creare’ l’uomo nuovo.Il pasticcio che ne è risultato è sotto gli occhi di tutti.
Appare chiaro che le forze non intellettuali del Paese non abbisognavano di una cultura profonda che permettesse loro di ragionare e giungere a tirare le somme della realtà circostante.A tutto dovevano pensare gli ‘intellettuali’/’dirigenti’.

Oggi che succede dopo il crollo del muro?
Da un lato vi è chi rimane saldamente attaccato alle vecchie idee ‘ortodosse’,ma poi la maggior parte,di fronte alla realtà profondamente mutata cerca di riprendere il ‘cammino’ verso

un modello di uomo nuovo partendo però dal basso e non più dal palazzo come una volta.

 

Questo il tentativo di svolta, che rappresenta forse l’unico possibile valore attuale che possiamo vedere rinascere attraverso l’Opera di Ejzenstejn.

Si noti che Ejzenstejn con il suo film non volle tessere un inno alla rivoluzione bolscevica del 1917. Egli riprende soltanto gli ideali libertari rivoluzionari francesi. / Note that Ejzenstejn with this film did not want to write a hymn to the Bolshevik revolution of 1917. He only took back the French revolutionary libertarian ideals.

 

Ed è proprio forse attraverso questa sorta di anelito di Libertà, Giustizia -vera- e Fratellanza universale che quest’Opera trovò nuova vitalità e rivalutazione nella seconda metà del XX secolo (…a far data,se su vuole, dal 1968 in poi…) [ç]

 

—————-

[ç]
‘La corazzata Potèmkin’,
, visto oggi in un’ottica di politica internazionale, non può che far nascere una profonda perplessità nello spettatore più attento ( e sopratutto intellettualmente onesto), destando in lui un mal celato stupore per tanta ingenuità, sia nei propositi di coloro che lo commissionarono (la leadership sovietica) sia in chi lo girò (Ejzenstejn). Nonché stupore per il plauso internazionale che ha avuto fino ai giorni nostri.
Propositi qui subito sopra delineati in una sorta di anelito di Fratellanza universale.
Certo esso apparve invece – nella seconda metà del secolo scorso – come un valido strumento di sostegno, e di propaganda, alle idee poi esplose nel 1968(…).
In proposito non può che venirci in mente, nel voler dare – indirettamente – la giusta misura a quest’Opera tutto sommato ingenua, un film di una quarantina di anni successivo e di pochi precedenti il 1968 :‘Gli ammutinati del Bounty (Mutiny on the Bounty ) USA 1962’. ‘  Quest’Opera con Marlon Brando, seppur di pari ingenuità, ha almeno il merito di non aver minimamente voluto essere pretenziosa ne dal punto di vista contenutistico (grandi ideali politici etc…) ne dal punto di vista cinematografico.
In compenso permette allo spettatore di ‘ammazzare il tempo’ in maniera assai piacevole.

Qui la lungimiranza americana;
 nell’aver dato  involontariamente ed obliquamente con questo feuilleton (Mutiny on the Bounty ), girato nei mari del sud, la giusta misura del valore  – assai scarso,come visto –  della presunta grande Opera di Ejzenstejn,
è lodevole, anche nel mezzo utilizzato!

—————

Ai giorni nostri  – nel terzo millennio, nel’ era successiva alla ‘guerra fredda’ –  si invitano dunque le forze ‘popolari’ ad essere loro stesse artefici del cambiamento.Si invita alla critica democratica,che una volta nei Paesi dell’est avrebbe comportato tragiche conseguenze.

[Ma, si noti,che questi inviti ad una partecipazione attiva a delineare le linee guida del Partito, avvengono soltanto nei Partiti comunisti occidentali – riciclatisi sotto altre denominazioni – , vedi ad esempio il Partito Democratico (ex P.C.I ; Partito Comunista Italiano)]

Personalmente credo un lavoro/impegno inutile perchè sempre frutto di un imput dall’alto e qundi falsamente democratico.
Mi preme sottolineare che come quasi sempre nella storia sono le classi meno fortunate a rimetterci e prendere colpi da una parte e dall’altra.
E’ notorio,per fare un es. che nei Paesi ex comunisti la nuova classe dirigente capitalista ha,per la stragrande maggioranza dei casi,origine dal ‘Partito’.

Nei Paesi ex URSS,
di contro dopo anni da ‘incubo’ ,almeno tra le persone fornite di sensibilità e discernimento, la reazione ai fatti del 1989 è stata ben differente.
Basta osservare l’Opera/installazione qui sotto!

(Nel caso di quest’Opera, va rilevato che precede di tre anni l’evento epocale di Berlino, ciò grazie al fatto che il suo autore poté emigrare dal suo Paese.)

Ilya Kabakov The man who flew into space from his apartment

The man who flew into space from his apartment.
Ilya Kabakov 1986

Ilya Kabakov didascalia

_____________________________

Direttamente attraverso il seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/

—————-

Un’ultimissima nota,

s m

S. M. Ėjzenštejn ;

Google remembers

– on January 22, 2018 – the anniversary of the Russian film director.

E’ notorio che Google SPA

è una Società lungimirante anche dal punto di vista dei rapporti con il proprio personale. Li tratta a ‘guanti bianchi’.
Tralasciando le vere profonde motivazioni che inducono i patrons ( i proprietari) di questa Società mediatica a simile scelta ‘filantropica’ ,da ‘mecenati’, verso i propri dipendenti,

(possibile competitività informatica compromessa da un effetto rebound/’effect rebound’, da coloro  – la dirigenza ( i dipendenti) –  che all’interno di Google svolgono mansioni che pochissimi al mondo possono svolgere al quel livello – immaginatevi le possibili conseguenze disastrose per la Google SPA per una protesta,ma è il caso di dire un ammutinamento, della dirigenza – etc…)

è indubbio che figure come quella di Ejzenstejn sono apprezzate – trattate a loro volta con mecenatismo – [ ipocritamente (?) ] da buona parte della ‘dirigenza Google’.
Dirigenza che se vista nella quotidianità; mezzi bizzarri di trasporto utilizzati, cagnetti rigorosamente meticci al seguito, abbigliamento meno che ‘casual’, linguaggio informale etc… Non può che farci pensare, che simili figure contemporanee in fondo non sono che degli hipsters (e Liberal) globalizzati e globalizzanti…
Sarebbe certo più interessante analizzare le vere profonde motivazioni che hanno indotto la dirigenza Google a simili simpatie cinematografiche, nonché al loro stile eccentrico nella quotidianità.
Si intuisce subito ,senza scomodare Sigmund Freud & C. , che alle volte, di generazione in generazione, è necessaria un poco di ‘sana ipocrisia’.
Questo per evitare, per dirla in termini sportivi, che il ‘grande slam’/’the big slam’,
  — che la vita gli ha generosamente riservato (come pochi altri fortunati al mondo)
,abbia un effetto rebound controproducente,
sia verso di loro personalmente
[ con un effetto rebound psicologico, dai loro utenti (non altrettanto fortunati,che costituiscono la maggioranza) ]
sia verso la Società per cui lavorano.
(Non va dimenticato che Google SPA è una Società che ha molta visibilità, a differenza di molte altre Società, e come tale la facciata , l’immagine, fa la differenza nel determinarne una crescita economica o meno…)

Fate un pò voi!

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