Solo Al Secondo Grado

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Europe flops / Goodbye Europe

Europe flops / Goodbye Europe

A mischievous cloud
on Europe!

Gli euro-scettici (italiani) erano,
,ai tempi del referendum consultivo del lontano giugno 1989 di adesione o meno all’Unione europea (di cui vedi quesito referendario al punto (I) ),
una minoranza schiacciante ( il 12% contro 88% )

(I) Testo del quesito
Ritenete voi che si debba procedere alla trasformazione delle Comunità europee in una effettiva Unione, dotata di un Governo responsabile di fronte al Parlamento,
affidando allo stesso Parlamento europeo il mandato di redigere un progetto di Costituzione europea da sottoporre direttamente alla ratifica degli organi competenti degli Stati membri della Comunità?  (*)

Quasi inutile dire che erano considerati dei matti per dirla in termini popolani, o , in termini più consoni, una sorta di inguaribili asociali, con idee di destra o giù di li. Come chi qui scrive,costoro dovettero mandar giù l’amaro calice ‘della verità’ Ante litteram.

Già gli USA, sospettati di influenzare negativamente il sorgere di una realtà U. ma europea e non U.SA , avevano avvertito da considerazioni di carattere economico – scientifico del pericolo in corso, del ‘cul-de-sac’ in cui si stavano per infognare gli europei.
Ovvio lo snobismo degli alti vertici europei verso tali considerazioni americane.
Ma l’amarezza di chi scrive, come quella di molti euro-scettici della prima ora – e non quelli attuali, solo ottusi e meschini per calcolo personale , che ahimè sono la maggior parte –
non sta tanto per il verificarsi dei proclami da Cassandra allora espressi anche se assolutamente non ascoltati, ma sopratutto tali amarezze derivano dalla constatazione che la speculazione – europea in testa – , ha lucrato su tale falso mito – quello di una Europa economicamente e politicamente unita – in maniera sfacciata e progressiva..
E ciò sia da parte di Stati più forti economicamente verso quelli più deboli, sia , all’interno dei vari Stati europei, dei ceti più agiati verso quelli più deboli.
Una sorta di cannibalismo da :‘pesce più grosso che mangia quello più piccolo’ impressionante.Che ha portato ad esempio alla macelleria sociale in Grecia, con forte abbassamento dell’indice di longevità.

Cfr. ; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/01/27/countries-in-the-area-of-the-olive-tree/

,

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/02/02/countries-in-the-area-of-the-olive-tree2/

e,

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/02/20/brexit-alias-britain-exit/

.
———————–

Detto e ricordato per link quanto sopra,

voglio qui riportare due vecchi Pensieri – non senza paradosso, ‘inglesi’ – che sono alla radice non tanto della unione europea ma al contrario

della brexit alias della ‘Britain-exit’

ovvio che pochi o nessuno li ricorda, tanto meglio dunque qui da parte mia riportarli

– ricordando, nello spirito di questo blog, che la storia, come secondo G.B. Vico, si ripete, e che alcuni ,dimenticati come i due scrittori che qui di seguito riporto, anticipano/precorrono i tempi con straordinaria lucidità – ;

, si tratta di

Bernard de Mandeville,
con la Sua Opera favolistica – favola, ma… per adulti… – :‘ Fable of the Bees ; or Private Vices, Publick Benefits – La favola delle api: ovvero vizi privati pubbliche virtù – ‘

Un fantastico poemetto, un pamphlet in piena regola , in cui questo medico filosofo olandese, ma trapiantato in Inghilterra, centra la questione attuale del sistema ‘egoistico’ come il miglior sistema di organizzazione sociale…
Delle api, antropomorfizzate, si lamentano delle diseguaglianze presenti nel loro alveare/mondo, senza capire che tali diseguaglianze sono poi all’origine del loro benessere. Si adoperano così che a tali ingiustizie sia posta fine. Gli dei le accontentano, ma inspiegabilmente insieme alle diseguaglianze scompaiono anche i loro benefici. La miseria incombe ora su di loro.
I loro cuori, ora puri come avevano chiesto, hanno estinto quei mestieri basati sulla avidità, la concupiscenza, il crimine etc…
Si vive solo per i bisogni strettamente necessari. Ora le api, virtuose ma povere si trascinano in una vita di pura sussistenza.

Ovvia la critica di Mandeville,
a coloro che sbandierano sistemi etici, laici o religiosi che siano, atti a incrementare la bontà naturale dell’uomo e rifiutano categoricamente l’idea che dei sistemi industriali (ai tempi di Mandeville, in piena nascita ) che coltivano solo il più puro guadagno, possano essere in realtà forieri di benessere collettivo.

—-;

l’altro scrittore è l’inglese Bentham Jeremy,
un giurista che intuì, non lontano dal pensiero di Mandeville, che principi giusnaturalistici alla Rousseau avevano incerto fondamento e l’utilitarismo,
ovvero il principio dell’utile comune secondo cui il massimo benessere per il maggior numero di persone,

è il principio che muove la nascita e crescita delle Collettività.

Veniva così ostato da Bentham sia l’atteggiamento di Rousseau che porterà al giacobinismo/estremismo ideologico ( ricordo ad esempio, che tutti o quasi i colleghi,amici del giovane W.F. Hegel divennero giacobini ) sia il conservatorismo di carattere reazionario ed ottuso.
Secondo Bentham, principi astratti come ‘giusto e ingiusto’ ,al pari di Mandeville, non derivano da corrette speculazioni astratte, ma dalla prammatica visione dell’applicazione di certe scelte giuridiche, economiche etc… ( Sono giusti od ingiusti, a seconda degli effetti che producono e non ‘a priori’ ).
Questo egoismo tanto cinico per quanto proficuo, ha fatto nascere l’industrializzazione dell’Occidente. Con le sue storture ma anche con i suoi benefici come nell’alveare di Mandeville.

Ovvio che i principi europeisti sbandierati dal dopo guerra

– sbandierati, si badi bene, come espressione delle più alte e nobili intenzioni etiche (principi astratti alla Rousseau, e già smentiti dai due scrittori sopra citati) a cui presto tutti gli Stati europei aderenti alla Comunità europea si sarebbero informati/adattati attraverso le proprie Costituzioni, leggi & C. –

e sanciti in Italia dal referendum del 1989, sono favole per adulti; falsità raccontate dalle Corporations,attraverso loro rappresentanti politici ( leggi Lobby ) e, fatte ‘digerire’ al popolino da figure in Italia quale quella di Romano Prodi ,alias ‘mortadella’. Non tanto , nel caso di Prodi, per oscure speculazioni di parte ma per una sua totale mancanza di una visione politica internazionale.
Cioè, in altri termini Prodi si dimostrò un perfetto sprovveduto. Ma di sicura ambizione personale. Ovvio che viste come si sono messe le cose,abbia deciso di ritirarsi dalla politica! (Anche se in realtà coltiva, con pazienza, l’intento di divenire Presidente della Repubblica italiana. Ma!)
Si tenga presente che le conclusioni dei due Autori di cui sopra, avevano già fatto critica da più di due secoli, alle favole europeiste dei nostri giorni.

ma… se il somaro ci cade una volta sola – come mi diceva mio nonno –
gli stolti ci ricadono sempre..

 – – – – – – – – – – – – – –

(*)                                                                                                              
Era una richiesta di adesione a ‘scatola chiusa’;perché nessun cittadino sapeva quale sarebbe stata questa Costituzione europea, e quali vincoli più o meno stretti avrebbe comportato; se di carattere prettamente economico o anche sociale fino anche a vincoli nei rapporti familiari ( si pensi per esempio, all’obbligo degli Stati aderenti di accettare matrimoni tra persone dello stesso sesso, stravolgente così la loro Costituzione, come anche in Italia…).                                                                                                  
Fatto questo assai grave perché ha   comportato   la   perdita    della   Sovranità   popolare  – sancita da molte Costituzioni degli Stati europei – .
Perdita ribadita in Italia dagli ultimi quattro Governi italiani ( Monti, Letta, Renzi e Gentiloni )  ,

costituiti dalla nomenclatura europea senza il benché minimo assenso elettorale italiano,

tramite le elezioni politiche.
E senza contare che le decisioni politiche all’interno dell’Europa sono state prese dalla Germania ‘motu proprio’ e ‘pro domo sua’ .
Fatto anche questo che ribadisce quanto già detto in questo blog (in altro post) , ovvero   che la Germania se ha perso le due Guerre mondiali,
– ma, più correttamente le due battaglie mondiali – ha poi vinto la terza Guerra mondiale; quella economica!                                                                                                                                      
[ E questo certo anche grazie al fatto, dobbiamo riconoscerlo alla Germania, che ha – come Stato – in modo virtuoso rispecchiato quel vecchio detto del mondo imprenditoriale che ben si adatta anche agli Stati, , secondo cui:’

 

:‘ esistono imprenditori (leggi; cittadini) ricchissimi con aziende (leggi; Stati) poverissime ( come l’Italia, la Spagna, la Grecia…) ed esistono imprenditori poverissimi ma con aziende ricchissime ( vedi la Germania, l’Olanda’ …)     ]

Nota finale;
potrà esserci una sorta di riassetto europeo con una Europa a ‘due velocità’ così da permetterne almeno formalmente la sopravvivenza economica e di facciata politica. Ma di certo lo ‘Zeitgeist’ non l’ha mai realmente pervasa, semmai essa è frutto di un ‘contro Zeitgeist’ ;ovvero il frutto di elementi anti democratici,

anti

pan

europeistici’

E tale prefisso, è da intendersi non certo come elemento ‘globalizzante’ , ma ciò che avrebbe permesso, nel ‘distinguo’, un’unione differenziante che avrebbe preservato un Mondo , una Cultura e quindi una Kultur/Civiltà.

Photo Report

Photo Report

alias

Photo mixer, speechless

Auschwitz Birkenau Bahnrampe

(…) e (…)

Auschwitz
camino

Monsignor
                     Vinicio Albanesi                       https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/07/08/pity-it-is-not-racism-it-was-time-quite-a-case-of-racism/ 
Porta in casa gente pronta a delinquere
e poi si nasconde dietro l’abito che
indossa.

Dario Fo
premio Nobel
            per la letteratura                      https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/10/13/dario-fo-da-repubblichino-   repubblica-sociale-italiana-al-  premio-nobel-da-buttare/ 
Da repubblichino
– alias aderente  alla R.S.I ( Repubblica Sociale Italiana del 1943, con a capo il Duce nella persona di
B. Mussolini ) –
a vindice/difensore dei presunti valori libertari
della sinistra comunista!

La capacità mistificatoria – da voltagabbana – di Dario Fo, la si poteva notare anche nelle piccole cose del quotidiano; quale, ad esempio, quella di acquistare dei piccoli oggetti di finto antiquariato, alterarne personalmente in modo artigianale l’estetica, per poi presentarli agli ospiti di turno di casa Fo, come veri reperti archeologici. Il sottile piacere della mistificazione ; nelle piccole cose come in quelle salienti…

.

Auschwitz
Arbeit macht frei
(il lavoro rende/fa liberi)
vecchio motto del
filosofo W.F. Hegel

Alberto Burri;
concentration camp
Texas
il medico pittore
tra quelli ( tra quei combattenti ) che :’
:’ dissero no’
alias
un ‘non cooperatore’
( un :’ Noncoman ‘ )  Un raro caso di coerenza e fierezza verso le proprie Idee. Non a caso la Sua produzione artistica è risultata – guarda caso – di grande valore alla prova del tempo.
[  Sul piano privato,
Burri ebbe il buon senso di un atteggiamento assai defilato . Scelta rispettata con decoroso silenzio dal mondo giornalistico e culturale a tutt’oggi. Difatti il matrimonio con Minsa Craig ,
– una ebreo cinese con passaporto americano, che dalla morte di Burri si rivelò  appartenente ad una famiglia assai ‘interessata’ al controvalore finanziario della produzione del marito appena defunto –
fu per Burri una sorta di surrogato ad una delusione per una maestrina dei sobborghi di Perugia .
Come spesso accade a grandi personalità, si associano persone del tutto insignificanti.]

Auschwitz
Block 4

Jan van Eyck
alias
Giovanni di Bruggia
Die Auswirkungen
eines dunklen Spiegel

Die Auswirkungen
eines dunklen Spiegel
aber…
Ohne Innerlichkeit;
Vakuum

Auschwitz Birkenau
Monowitz

Auschwitz Birkenau
Monowitz

Wieder
die Auswirkungen
eines dunklen Spiegel
aber…
Ohne Innerlichkeit;
Vakuum
L’arte
( di Hamilton in questo caso)
non sa mentire

Auschwitz Birkenau
Monowitz

(…)
als er ein Baby war

Ein findiger
junger Mann
Un giovanotto di belle
speranze

Ein findiger
junger Mann
(…)

Der findigen
Jungen Mann
ist jetzt ein Erwachsene
(Auf der linken Seite des Betrachters)

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/#comment-20

… Wo ist das Licht, wo Finsternis, wo die Wahrheit, wo die Lüge …“.

Morgen. 7. Mai die Phoenix stirbt. Aber eines Tages,die Phoenix steigt wieder; Sie wird reinkarniert

Alles, was ein Produkt des zwanzigsten Jahrhunderts? Sicher nicht!

Anbetung der Könige
Albrecht Dürer.
fünfzehnten
Jahrhundert

Anbetung der
Könige
Albrecht Dürer
Detail des
Gemäldes;
Der Jude stiehlt die
Tasche

Jesus unter den Ärzte
im Tempel
Albrecht Dürer
XV J.H.

Jesus unter den Ärzten im Tempel
Albrecht Dürer Detail des Gemäldes
Beachten Sie die grimmigen Blicke der
jüdischen Ärzte

Maximilian I Erzherzog
aus dem Haus
Habsburg
Kaiser des Heiligen
Römischen Reichs
( II Reichs )
Der deutsche Antisemitismus
stammt aus dem
fünfzehnten
Jahrhundert.
Maximilian I. von Habsburg,
förderte die
Verbrennung
jüdischer Bücher

Albrecht Dürer Porträt von Kaiser Maximilian I.

[ Das Zweite Reich (II) nach dem römischen Reich,
aber …
das erste deutsche Reich / Heiligen
Römischen Reichs, (I)
durch das Zweite Reich (II) verfolgt werden
(Das des Kanzlers Otto von Bismarck und Wilhelm II) ]

Si veda anche, circa

the origins of anti-Semitism

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/quattro-chiacchiere-sul-cinema-d-essai-e-sul-suo-scomodo-valore/#comment-34

.
E… circa i ‘piagnistei / i pianti greci’ a senso unico – di cui qui sopra ampia documentazione fotografica – vedi al seguente link, per vedere l’altra faccia della medaglia;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/10/04/konigsberg-das-grab-des-abendlands/

(Agnus Dei Plandiura di Francisco de Zurbarán)
Wer es war wirklich
geopfert?

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2013/02/11/le-dimissioni-di-papa-benedetto-xvi/

ed anche

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/09/10/papa-bergoglio-e-il-divorzio-alla-romana/

( Vedi nota finale del post )

.
[ Nota su questo dipinto;
Francisco de Zurbarán dipinse varie versioni di questo ariete come soggetto principale della tela.
Questo dopo averlo ritratto come elemento marginale del dipinto :‘Adoración de los pastores’/l’Adorazione dei pastori.
Sicuramente,dopo averlo dipinto per la prima volta ne:‘Adoración de los pastores’,ne intuì le potenzialità artistiche di grande effetto stilistico, al di là del contenuto religioso a cui l’ariete allude.
Credo lo si possa definire a tutt’oggi uno dei maggiori capolavori stilistici della pittura di tutti i tempi. Davvero notevole! ]

.

AD
Albrecht Dürer

_ _ _ _ _ _ _

Nota
sul metodo con cui è stato costruito questo post e quindi sul titolo:‘Photo Report’ stesso.

Free association in psychoanalysis; ovvero la libera associazione di idee,
__ metodo –non senza ironia della sorte– di indagine dell’inconscio di origine, ma solo in parte, freudiana quindi ebraico __
pur partendo da un contesto casuale, da un caos di elementi ,una congerie di idee liberamente associate, porta poi ad una definizione precisa di aspetti salienti di una personalità.
Ciò può essere applicato – pur senza pretese dimostrative, ma solo indicative/intuitive – a fatti storici come sopra accennati.
Solo che in questo caso ,a modo del rovesciamento Kantiano; dall’oggetto indagato al soggetto indagante, è la realtà storica ad essere indagata.
Ognuno ne tragga le conclusioni che meglio crede…

(Italians) mama’s boys (…) alias Topicality of an old Poet – Part II –

(Italians) mama’s boys (…) alias Topicality of an old Poet – Part II –

alias;

Gabriele Rapagnetta; chi era costui?

La campagna nei
dintorni di Settignano
Firenze

Dopo quanto detto nel precedente post;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2017/03/04/italian-mamas-boys-alias-topicality-of-an-old-poet/

Seguono queste poche righe su un altro vecchio poeta del nostro passato (italiano). Passato che ci appare non tanto lontano nel tempo, ma di primo acchito lontano, anzi lontanissimo per stile, mentalità, cultura… Lontano cioè nello spirito del tempo – Zeitgeist – .
Ma poi, dando uno sguardo con più attenzione, ecco che questa apparente lontananza si ridimensiona sempre più. Fino a divenire quasi un passato dietro l’angolo e non oltre.
Inutile o quasi sottolineare che questa realtà oggettiva, chiamiamola così , non è certo il frutto di letture scolastiche,non è il frutto dei solerti programmi ministeriali ( vedi quanto…https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2012/01/02/globalizzazione-apparente-per-quanto-appariscente/ )
A ciò si potrebbe obiettare che poco hanno a che fare certe riflessioni qui fatte con la letteratura.
Ma è proprio da certe osservazioni, che poi l’universo letterario ci appare molto più chiaro,comprensibile, e non puro esercizio mnemonico scolastico, che mostra tutta la propria sterilità.

Tre figure/tre poeti; Giosuè Carducci (nato 1835), Giovanni Pascoli (nato 1855), Gabriele d’Annunzio (nato 1863).

Carducci;
l’unico dei tre ad essere insignito del Nobel per la letteratura ( e tutti e tre lo meritavano, ma come visto nel post precedente G. Pascoli non l’ottenne per lo scandalo familiare, mentre G. d’Annunzio non lo ottenne per ragioni di politica internazionale…)
fu il poeta di spirito anarchico e anti clericale per eccellenza (come il padre, valente medico) coerente in questo fino alla fine. Poesia come sprone alla battaglia, al rinnovamento culturale pur nel solco della tradizione ellenica. Poeta come emblema di una civiltà superiore erede di un grandioso passato.

Casa natale e lapide
Giosuè Carducci,
Valdicastello di
Pietrasanta (Lucca)

Pascoli;
come visto :‘…al mio cantuccio, donde non sento se non le reste brusir del grano…’ un intimista, misantropo e mammone dai complessi psicologici in odore di patologia che non si perita di resettare tutto il proprio potenziale futuro in onore di un passato su cui si picca non risparmiandosi lacrime imperiture…
Poesia come lamento, Poeta come sommo sublimatore di una inaccettabile cruda realtà.

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
Viale d’ ingresso

E… Gabriele Rapagnetta alias D’Annunzio?
Sembra travolgere ogni legame con la forte eredità letteraria lasciatagli dai due suoi colleghi.
Poeta non ortodosso, lontano anche dal solo pensiero di divenire un impiegato statale – cioè un insegnante, come lo furono Carducci e Pascoli – , ma fine letterato certo non privo di retorica ma anche pieno di intuito e sostanza letteraria , così da essere apprezzato ed accolto da protagonista nei salotti letterari di Paesi come la Francia.
Se Carducci invitava alla lotta, D’Annunzio vi partecipò da protagonista; aviatore nella Grande Guerra ( la prima Guerra mondiale) benché non più un giovanotto, ottenne pure gli onori giornalistici al valore militare da Winston Churchill…
Tanto più Pascoli si ritraeva nel ‘suo cantuccio’ tanto più D’Annunzio mostrava fame di vita e protagonismo.
Tanto più Pascoli rifuggiva da relazioni amorose, tanto più D’Annunzio faceva sfoggio della propria virilità con le più disparate avventure galanti.
Tanto più Pascoli insisteva sul proprio passato tanto più D’Annunzio poneva frenetica attenzione al futuro ( antesignano dei Futuristi… e del loro Manifesto in lingua francese , lingua di cui D’Annunzio era un vero cultore…)
Tanto più Carducci e Pascoli mostravano simpatie per idee socialiste rivoluzionarie, – che finivano poi per lasciare il tempo che trovavano ( ricordate :’ Inno a Satana ‘ del Carducci..? ” Salute O Satana o ribellione o forza vindice de la Ragione…” –
tanto più D’Annunzio mostrava con i fatti uno straordinario e sopratutto pragmatico intuito politico internazionale.
Capì difatti la realtà politica del momento, schierandosi a favore di un intervento armato a fianco della Francia e Gran Bretagna , prima della Grande Guerra , e capì – avvertendo garbatamente il Duce – del pericolo di un futuro intervento del’Italia a fianco della Germania,subito prima della seconda Guerra mondiale.
Fatto questo che costò a D’Annunzio l’essere relegato nel Vittoriale ,una grande villa (presso Gardone Riviera sulla riva bresciana del lago di Garda) che di fatto fu la sua prigione dorata, per il dissenso mostrato verso le scelte di politica internazionale del Duce.

Un D’Annunzio ‘tutto pregi e niente difetti’ ?
Direi proprio di no e come dicevano i nostri antenati :

‘Nomen omen’

cioè il ‘nome’ come presagio di un certo destino.

Ecco che in D’Annunzio possiamo scorgere questo incominciando dal suo nome di famiglia; il nome di famiglia era ‘Rapagnetta’.
Solo grazie all’adozione di uno zio del giovane Gabriele, egli acquisì il nome di famiglia :‘D’Annunzio’.
La differenza tra il vero nome di famiglia e quello d’adozione appare evidente solo ad un italiano; ridicolo nel suono e struttura il primo, magniloquente il secondo.
Non per niente i suoi detrattori a lui coevi ironizzarono a lungo sul suo vero nome…
Ma questo cognome deve in qualche modo aver influito sulle ambizioni sociali del giovane Gabriele, fino a portarlo a darsi nobili origini e firmarsi con lo pseudonimo di : ‘Principe di Montenevoso’.
E da qui passare ai fatti, far cioè di tutto pur di superare le umili condizioni familiari ( che già il padre tentò di fare con una vita al di sopra delle proprie entrate finanziarie, grazie ad un lascito testamentario di famiglia…) frequentando la nobiltà dell’epoca grazie alle doti letterarie utilizzate a mestiere per far colpo e attirarsi le simpatie del mondo ‘che conta’ sopratutto femminile, il passo è breve.
E così passa a vivere al di sopra delle proprie possibilità in maniera a dir poco sfarzosa, prima trasferendosi a vivere nella villa del Marchese Gino Capponi, a Settignano – Firenze (presa in affitto, con affitto onorato dal Poeta solo nei primi tempi!) per il solo fatto che era situata di fronte alla villa dove viveva la grande attrice di teatro Eleonora Duse, villa :’ la Porziuncola’ , dalla quale, circuendola, il nostro eroe ( leggi ‘DIVO’) avrebbe potuto ottenere i favori teatrali , che ottenne, come protagonista delle sue commedie – che avrebbero dunque avuto sicuro successo e quindi introiti –
poi,
ottenuto dalla Duse quanto gli interessava , passa ad una nuova amante, questa volta di nobili origini e censo; la Marchesa Alessandra di Rudini , di cui dissiperà l’intero patrimonio da lei ereditato dal defunto marito il Marchese Marcello Carlotti, negli anni in cui vissero ‘alla Capponcina’, ( fine ottocento primi anni del novecento ). Dopo di che, sconvolta, la nobildonna deciderà di espiare tanta colpa sensuale e dissipatrice, facendosi suora in Francia.
E poi,
ancora una nuova fiamma; una ricca borghese, la Contessa Giuseppina Mancini (maritata con il nobile Lorenzo da cui ottenne il titolo. Un conte più attratto dal generoso Sangiovese toscano che non dalle grazie femminili) . Con cui vivrà per alcuni anni nella villa della Contessa, e a spese della nobildonna, presso Borgo di Petrognano (Arezzo). Ed anche qui, dopo lo scontato quanto inaspettato abbandono da parte del Vate, la nobildonna dovrà ricorrere ad un internamento in una clinica psichiatrica per riacquistare il perduto equilibrio.

E…
dopo – per dirla con le sue stesse parole (lettera ad un giovane amico musicista) – :” essermi fatto largo nella vita a forza di gomitate…’struggle for life’ come diceva il Darwin “, il successo da gestire in modo plateale.
Visto da vicino, chi lo vedeva si accorgeva di tutto questo, di queste costanti pose. Come chi solo leggendo le sue Opere, anche a distanza di anni, pur apprezzandone un certo indubbio tessuto letterario rimaneva in qualche modo dubbioso sul loro pieno valore.
E questo certo deriva dall’ atteggiamento ‘da réclame’, a cui D’Annunzio fu certo il primo letterato ad adeguarsi a dovere; il giusto prodotto letterario creato come un bene di largo consumo intuendo i gusti e le tendenze del momento.
Si intuiva allora, come oggi che con D’Annunzio l’arte letteraria diviene globalizzata; cioè dipende (è in funzione) dal mercato.

Se si vuole è la ‘serialità’, la produzione seriale/industriale nella letteratura.

( A suo modo D’Annunzio non ha forse il merito di avare anticipato / di essere l’antesignano della pop art?! )

Ecco un Pensiero di cent’anni fa del centro Europa, che precede quanto ora espresso pur con altri termini:”

(…):”Ciò che oggi avviene nel mondo dell’Arte è rappresentare impotenza e menzogna. Nulla è vera arte dopo Wagner, Manet, Cézanne Leibl e Menzel.
Si provi a cercare una grande personalità artistica che sia rappresentante di un’Arte espressione del destino della nostra Epoca.
Si cerchi nelle Opere dei nuovi artisti i compiti naturali ed indispensabili che un’Arte deve assolvere per essere espressione piena del suo tempo.
Si visitino esposizioni, concerti e teatri e vi si troveranno soltanto industriali dell’ Arte e dei rumorosi pazzi che insistono col confezionare per il mercato,qualcosa di cui si percepisce l’inutilità.
A che basso livello è scesa oggi la dignità dell’ Arte e dell’ Artista. (…)
Per ogni grande Artista ve ne sono sempre stati almeno un centinaio di superflui…ma oggi esistono solo quest’ultimi, con le loro decine di migliaia di Opere fatte ‘per vivere’ e di cui non se ne ravvede la minima necessità.”

Oswald Spengler

(Der Untergang des Abendlandes. Cap IV, il nudo ed il ritratto)
[ cfr con; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/10/21/il-caos-dellarte-occidentale-del-xx-secolo-il-periodo-picassiano/ ]

E…
infine dopo le molteplici avventure, il nostro D’Annunzio dovrà ritirarsi nella gabbia dorata del Vittoriale a Gardone , il tutto a spese dello Stato ( come pure i funerali, a spese dello Stato ).

Sembra, passando a setaccio, e pure di grana grossa , la vita e le Opere dei tre Poeti che non vi sia equilibrio alcuno. Da un eccesso ad un altro, con estrema disinvoltura, come del resto la discendenza dell’eroe dei due Mondi…Padre fondatore dello Stato italiano ( vedi , https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/04/20/150-anni-ditalia-l-eroe-dei-due-mondi/ ).

Riferiti i fatti di cui sopra, non servono tanti commenti… I fatti si commentano da soli dando una corretta prospettiva dei pregi e difetti di molti, pieni di un amor di se più che di un vero amor di Patria…

I Poeti di cui sopra ,come i politici di ieri e di oggi, sembrano riflettere appieno l’universo nazionale, nel caso nostro italiano.
Non solo nelle alte aspirazioni letterariamente espresse, ma anche ,e forse sopratutto, nelle miserie del quotidiano, dell’universo personale.

Ironia della sorte un pittore Macchiaiolo, Telemaco Signorini, coevo del Carducci, ebbe a dipingere a Settignano. Uno dei suoi quadri è titolato :’

:’impressioni della campagna a Settignano’.

Si noterà nella pittura di Signorini, una realtà ben diversa da quella di D’Annunzio ( l’arte come dico sempre, non sa mentire ), una realtà fatta di piccole cose che indicano certo anche la bellezza discreta del paesaggio toscano, ma nel contempo la fatica quotidiana del vivere.
Così ,all’opposto, si nota un rovesciamento totale in D’Annunzio a Settignano;
una volontà irragionevole di voler vivere oltre ogni limite e misura…Tutto questo non ce lo troviamo anche ai giorni nostri con quegli eccessi e avida bramosia in tutti gli strati sociali?
Così come l’attualità delle parole pronunciate da D’Annunzio, dunque profetiche rispetto ai giorni nostri , in uno dei suoi discorsi elettorali ( si era candidato Deputato al Parlamento, e poi eletto ).
Parole presenti nel ‘discorso della siepe’

:”…Noi tutti che vedemmo tramontare su la ruina/rovina della Patria la Nostra gioventù delusa”.

( Parole non lontane da quelle del Carducci :” …Bisanzio ci hanno dato…” .

Come visto con Giovanni Pascoli il trait d’union tra l’Italia di ieri e quella di oggi, per certi aspetti psicologici – familiari , che poi sembrano essere nel contempo causa ed effetto di una ragione più profonda,
così con D’Annunzio notiamo lo stesso ma per altri aspetti; un Rapagnetta che vuol essere D’Annunzio! Riflesso di un’Italia esile come la costituzione fisica di Rapagnetta, ma che aspirava a vette imperiali ,da gigante, come la Roma antica!

Qualche immagine della ‘Capponcina’ e dintorni, a Settignano di Firenze;

Dintorni di Settignano Firenze

Dintorni di Settignano Firenze

Via della Capponcina Settignano Firenze

Via della Capponcina Settignano Firenze

Via della Capponcina Settignano Firenze

Villa la Capponcina strada Settignano Firenze

Villa la Capponcina; panoramica di Firenze vista dal parco lungo la
strada  – Settignano Firenze –

Villa la Capponcina dependance,
ben visibile dall’omonima via. Settignano Firenze
Il nome della villa e poi della strada:’
:’ la Capponcina’
come quello della villa di fronte :’
:’ la Porziuncola’
,dove viveva Eleonora Duse,
traggono origine dalla fantasia letteraria di D’Annunzio.
La Capponcina fa riferimento al proprietario di allora; il Marchese Gino Capponi.
‘La Porziuncola’ trae origine dal fatto che era dimora d’angolo e di più modeste dimensioni.

Villa la Capponcina ingresso principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina ingresso principale ,
particolare della scritta sopra il portoncino :’
;’ la Capponcina’
Questo nome, come quello della villa :’
:’ la Porziuncola’
,dove viveva Eleonora Duse,
trae origine
dalla fantasia letteraria di D’Annunzio.
Un tempo D’Annunzio fece apporre di fronte alla villa una targa con la scritta:’
:’ CAVE CANEM AC DOMINUM’
ovvero :’
:’ attenti al cane ed al padrone’.
Questo per scoraggiare i suoi numerosi creditori che assediavano la villa per crediti non onorati dal sommo Vate!
Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina residenza principale Settignano Firenze

Villa la Capponcina veduta di Firenze dall oliveta Settignano Firenze

Attualmente questa villa,
ma sarebbe meglio definirla un complesso residenziale, ristrutturato
( la dependance di cui sopra fotografia era ai tempi di D’Annunzio adibita a stalla al piano terra e abitazione della servitù al piano superiore. Nota; i cavalli del Vate dormivano meglio della servitù riposando sopra tappeti persiani..!)
è stata trasformata in proprietà di società privata facente capo alla famiglia Bracci. Difficile concepire ai nostri tempi una dimora personale tanto sfarzosa, almeno per un occidentale.

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Villa ‘la porziuncola’ ,
quasi di fronte alla ‘Capponcina’,
dove viveva Eleonora Duse, allora famosa attrice di teatro,
poi amante e interprete delle Opere teatrali di D’Annunzio.
Settignano Firenze

Villa la porziuncola ,
targa storica
Settignano Firenze

Villa la porziuncola Settignano Firenze

Villa la porziuncola Settignano Firenze

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Nota fotografica;

Nota fotografica;
The…(Italians) mama’s boys,
che siano mammoni misantropi,
o mangiapreti,
o tombeurs de femmes (anche se quest’ultimo,come visto, un tantino ‘interessato’ alias ‘ponce’)
si guardano bene da una vita in un romitorio
come quella di
Robinson Jeffers nella Hawk Tower ( Torre di Hawk ,presso Carmel – California – ).
Torre – eremo ,che peraltro
Jeffers
– poeta americano nato nella seconda metà del XIX secolo –
costruì pazientemente con le sue mani.
( The Hawk tower nel riquadro piccolo in alto a sinistra)
E questo tenersi alla larga da simili scomode dimore da parte dei nostri mama’s boys avviene anche se di romitori, nostrali ,
– come quello in primo piano in questa fotografia –
ce ne sono in
abbondanza in
Italia.

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Il ‘belvedere’ di Settignano
Firenze

Il ‘belvedere’ di Settignano
Firenze

Il ‘belvedere’ di Settignano
Firenze
Si noti la scritta sul muretto;
un WRITER /
GRAFFITISTA
in piena regola ma… per esprimere un personale dissenso amoroso!

Particolare di quanto sopra sul muretto del
‘belvedere’ di Settignano
Firenze
un WRITER /
GRAFFITISTA
in piena regola ma… per esprimere un personale dissenso amoroso!
Il testo:’
:’… you’re just a shit shit, I hate fucking drugs, you ruined my life bastard’.

Poco aulico, e molto spiccio il nostro writer!
Un tipico rappresentante dell’universo culturale popolare italiano in cui si scrive molto, di tutto e dappertutto e si legge poco o niente!
( ‘Poverino’ il nostro writer, o la dolce Marianna?! )

(Italians) mama’s boys (…) alias Topicality of an old Poet

(Italians) mama’s boys (…)

alias

Italian hamlets;

what’s really spicy? (…)

and,

what has changed since the eighteenth century to the present?

        Casa Pascoli  Castelvecchio Pascoli          di Barga (LU)        Porta adiacente la   Cappella dove  giace             il  Poeta

Casa Pascoli
Castelvecchio Pascoli
di Barga (LU)
Porta adiacente la
Cappella dove giace
il Poeta

       Casa Pascoli  Castelvecchio Pascoli        di Barga (LU)       Finestrella  della   Cappella dove  giace              il Poeta

Casa Pascoli
Castelvecchio Pascoli
di Barga (LU)
Finestrella della
Cappella dove giace
il Poeta

Uno per tutti;
un illustre Poeta
che pur rappresentando una buona parte dell’universo poetico scolastico degli italiani di ieri come di oggi,
nel contempo, silenziosamente
rappresenta – certo suo malgrado – le miserie familiari e nazionali di ‘ un’italietta ‘ in molti suoi aspetti.
Miserie non solo economiche ma anche, come dicevo, familiari anzi, per molti aspetti , a ben guardare , si potrebbe dire che in fondo le prime sono la diretta e principale conseguenza delle seconde.
Un mondo latino che pur erede ,in fieri, dell’autoritario mondo romano, palesa in antitesi a quel lontano glorioso passato, una caparbia ed inamovibile ignavia (termine quanto mai appropriato, se pur desueto). E, per molti aspetti, fino ai giorni nostri.
Molti italiani ( e solo loro) ricorderanno le poesie studiate a scuola del Pascoli; sempre piene di melanconici e struggenti sentimenti ,come ad esempio in :‘Novembre’ ( dalla raccolta :‘Myricae’ ) od anche in :‘ L’ora di Barga ‘.
E quel che è peggio, che sono poi le sole quelle studiate – fatte studiare – per eccellenza.
Quando in realtà basta dire che :’la buona novella’ composta da :’in occidente’ e :’in oriente’ e :’Alexandros’ ( Poemi Conviviali) sono la produzione saliente di questo Poeta. E’ tutto ciò che c’è soltanto di veramente valido nella poesia del Pascoli ( e non è certo poco se consideriamo il concetto dell’assoluto – ‘in occidente’ – percepito dallo schiavo; così come lo riprenderà in termini filosofici il medico Karl Jaspers…).

Questo ritrarsi del Poeta
nel proprio guscio, si manifesta anche al di fuori del mondo prettamente poetico. Basta visitare l’eremo, perché di un vero e proprio eremo si tratta, rappresentato dalla casa acquistata dal Poeta a ‘Castelvecchio’ di Barga ( poi ‘Castelvecchio Pascoli’ ). Una casa acquistata in una Regione – la Toscana – che non era la sua ( ed allora anche dal punto di vista infrastrutturale molto lontana dalla sua Regione natale , l’Emilia Romagna ). Ed una casa isolata rispetto alle altre case del villaggio (vedi fotografie).
Infine il rapporto morboso – quasi certamente incestuoso – con le due sorelle; Ida e Maria (Mariù). Ricordo soltanto che all’epoca lo scandalo fu grande; dopo la denuncia dai carabinieri del fratello, il Poeta fu costretto a ritirarsi dall’Università dove insegnava, in cui tornò solo dopo il ritiro della denuncia. Ma lo scandalo non fu certo dimenticato, e fu probabilmente per questo che il Poeta non ottenne il Premio Nobel che prima di lui aveva ottenuto il Suo Maestro; Giosuè Carducci.
Senza contare il fatto che per anni fu finanziariamente ricattato dalla sorella Ida e dal marito di questa.
Ma non è questo ultimo aspetto della vita del Poeta qui ricordato a rappresentare i malesseri di allora come quelli di oggi, ma gli altri prima notati.
E ciò che è peggio che li ritroviamo anche oggi, sia per ciò che di quel poeta viene fatto studiare – come sopra notato -,
sia per le posizioni politiche giovanili del poeta stesso.
Da giovanotto di belle speranze, il Pascoli fu difatti su posizioni non solo socialiste ( ricordo che non vi era ancora stata la scissione tra socialisti e comunisti – che avverrà a Livorno nel 1921 – ) ma anche anarchiche, simpatizzando per gli attentatori alla vita del Re. ( Come se un attentato giunto a buon fine, avrebbe risolto i problemi degli italiani ! )
Questo atteggiamento psicologico

tipico da mammone italiano , con complesso edipico irrisolto, lo ritroviamo anche ai giorni nostri, anche attraverso significativi elementi statistici; quali l’estrema vicinanza della abitazione dei figli (nel raggio di 1 Km!) ,anche se ormai grandi e economicamente indipendenti , alla casa dei genitori.
O addirittura residenti in casa di mamma e papà anche se sposati etc…
La prevalenza di nuclei familiari nati da endogamia. ( Che nel Poeta sconfina nell’incesto , dal sapore patologico )
Così come il ‘matriarcato’
sorta di realtà antropologica, cioè tipica delle società primitive , incredibilmente sopravvissuto fino ai giorni nostri in società complesse (evolute, non più primitive) come quelle sudamericane o la nostra ,
in cui la figura materna,cioè femminile, tutto dirige e disciplina… sconfinando nella ‘matrilinearità’,realtà similare, oggi peraltro affermatasi anche nel Diritto con la scelta del doppio cognome ai figli… ( Realtà che nel caso del Poeta si è manifestata con la figura della sorella Mariù, che molti ruoli ricoprì all’interno di casa Pascoli…)
[ Leggendo del ‘matriarcato’ a chi legge può forse venire in mente le ultime Opere cinematografiche di Roberto Rossellini, Opere didascaliche per eccellenza, in cui cercava forse di ‘rendere più complesso il pensiero’ di molti. E a tal proposito parlò ,in una di queste sue Opere, del matriarcato come realtà tipica degli albori della civiltà umana, come quella persistente a tutt’oggi nel mondo dei Tuareg, gli uomini blu. Ma…forse era un Suo modo per investire i suoi connazionali di una questione tutta italiana… ]
Ed ancora,
il perenne sventolare le bandiere di sinistra , quelle del malcontento, da ragazzacci ‘rossi’ ribelli al mondo capitalista e consumistico etc…
( pur campando/lavorando, facendo affari e vita comoda, grazie all’Impresa capitalistica messa su da mamma e papà o magari dal nonno…o facendo vita comoda da impiegato statale ma… simpatizzando ad oltranza per la classe operaia…)
E oggi come ai tempi del Poeta, lo sfociare di queste posizioni politiche libertarie ed altruistiche – quasi fossero una gemmazione del più puro cristianesimo evangelico – in atti di violenza estrema; attentati alla vita del Re, a quei tempi, terroristici ai nostri tempi…

ci sottolinea che ciò che era – e che il Poeta rappresentò con la Sua poesia e la Sua vita privata – è ancora. Anche se con tinteggiatura un poco diversa…

Qualche fotografia della casa eremo del Poeta Giovanni Pascoli, Castelvecchio Pascoli di Barga (Lucca, Toscana);

     Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca        Viale d' ingresso

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
Viale d’ ingresso

   Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca        Viale d' ingresso

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
Viale d’ ingresso

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Barga
(Lucca)
viale

   Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca         angolo

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
angolo

Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca         angolo particolare

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
angolo particolare

Casa  eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca             fronte

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Lucca
fronte

Casa eremo
– a sinistra di chi
guarda –
di Giovanni Pascoli
Castelvecchio
Lucca

Casa eremo Giovanni Pascoli
Castelvecchio
Lucca
particolare

      Casa eremo  di Giovanni Pascoli   Castelvecchio Lucca     Cappella attigua        e tomba

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
Cappella attigua
e tomba

       Casa eremo  di Giovanni Pascoli     Castelvecchio Lucca                retro

Casa eremo
di Giovanni Pascoli
Castelvecchio Lucca
retro

          Casa eremo di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca               targa

Casa eremo di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
targa

Casa eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca             versi

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
versi

      Casa eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca  terrazza Mariu Pascoli; la tanto amata e chiacchierata sorella

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
terrazza Mariu Pascoli;
la tanto amata e chiacchierata sorella

      Casa eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca           giardino

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
giardino

Casa eremo di Giovanni Pascoli Castelvecchio               Lucca        angolo attiguo

Casa eremo di Giovanni Pascoli Castelvecchio
Lucca
angolo attiguo

      Casa eremo  di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca  angolo attiguo e via            dedicata  al poeta Mario Luzi recentemente scomparso che ebbe a scrivere note di un certo interesse sul Pascoli

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio Lucca
angolo attiguo e via
dedicata
al poeta Mario Luzi
recentemente scomparso che ebbe a scrivere note di un certo interesse sul Pascoli

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Barga (Lucca)
via Mario Luzi;
cfr. con la fotografia del Poeta…

Casa eremo
di Giovanni Pascoli Castelvecchio di Barga (Lucca)
via Mario Luzi
lato opposto
A tutt’oggi l’atmosfera del posto rimane sospesa…

Infine,
se si confrontano queste fotografie della casa eremo di Giovanni Pascoli di Castelvecchio

con quelle pubblicate in vari siti internet

si noterà la prosopopea ( è il caso di utilizzare questo termine! ) di quest’ultime – sembrano finalizzate a decantar magniloquenza della dimora al pari di quella del sommo Vate –,

rispetto a quelle ‘reali’ qui pubblicate!

Ciò che è veramente           piccante      in questa storia,            non è  la relazione  incestuosa, di cui molti benpensanti    parlavano a sottovoce, ma è il contesto sociale che l'ha determinata.                  Cioè      i benpensanti stessi !

Ciò che è veramente
piccante
in questa storia,
non è
la relazione incestuosa, di cui molti benpensanti
parlavano a sottovoce, ma è il contesto sociale che l’ha determinata.
Cioè
i benpensanti stessi !

Nota;

se facciamo un salto nel tempo e nello spazio,
( se passiamo cioè da un passato non lontano, ma ancora pesantemente vincolato a lontani echi, e se passiamo da un mondo latino ad uno anglosassone anche se di retaggio levantino )

ecco un’immagine – una fotografia nella fotografia – di un’artista dei nostri tempi, protagonista della stagione artistica denominata :’pop art‘. Arte popolare della seconda metà del secolo scorso,di cui fu artefice e protagonista indiscusso
l’ucraino Andy Warhol ( di cui si è già parlato in altro post ).
Warhol è agli antipodi in tutto e per tutto – in base a quanto sopra notato sul vecchio poeta italiano – ;
* Wop, benché nato negli USA, ma sicuro della propria appartenenza ad un mondo a lui e alla sua famiglia estraneo per sangue e cultura,
* disinibito, fino a non nascondere l’uso di droghe ne la propria omosessualità,
* artisticamente profondamente vuoto – da sue stesse affermazioni – nel suo esprimersi da artista, ma nel contempo sicuro in ogni suo atteggiamento
* Critico verso il ‘Sistema USA’ ma mai realmente contestatore del Sistema stesso etc…

Potrà apparire un confronto bizzarro
ma non più di tanto se si pensa a quanto sottolineato circa la famiglia di provenienza [ …(Italians) mama’s boys… ] del vecchio poeta e il condizionamento conseguente…

Andy Warhol;
cfr la sua
fotografia con
l’ amerindo; un origine senza pena…
E cfr con la scultura
in primo piano;
un classico; un contrasto che ci richiama il peso che il vecchio poeta italiano si
portava dietro
insanabilmente.

Porto – Portugal – In and around (VI) ; alias

Porto – Portugal – In and around (VI) ; alias;


;When the children say, “Oh”!

When children say,              "Oh"! 'Quando i bambini fanno                Ooh!'

When the children say,
“Oh”!
‘Quando i bambini fanno Ooh!’
                                                                                                                                      Festa del 1° dicembre Porto – Portogallo – 2016

(Miscellanea di frammenti di viaggio)

Praia em frente da          Casa de Chá       da  Boa Nova          Leça da Palmeira     Porto Portogallo

Praia em frente da
Casa de Chá
da Boa Nova
Leça da Palmeira
Porto Portogallo

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Emozioni ed impulsività – loro evoluzione – , in un gabbiano ‘turistico’ lui malgrado!
Da una prima fase in cui si è accorto di essere ‘attenzionato’ / ‘paparazzato’ ,
a quella di ‘studio’ del suo osservatore,
a quella successiva in cui cerca di ‘defilarsi’ e
ad una quarta in cui non essendo riuscito a evitare chi lo segue, mostra i segni di una irrefrenabile collera!
Infine accetta la curiosità di chi lo osserva facendosi fotografare,
per poi far bella mostra di se, come una Star!

Without words!

Evolution of emotions in a seagull for tourists. The first phase;  taut

Evolution of emotions in a seagull for tourists.
The first phase; taut

Evolution of emotions in a seagull for tourists. Second phase;                observant

Evolution of emotions in a seagull for tourists.
Second phase;
observant

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Evolution of emotions in a seagull for tourists. Third stage;          standoffish

Evolution of emotions in a seagull for tourists.
Third stage;
standoffish

Evolution of emotions in a seagull for tourists. Fourth phase;                angry !

Evolution of emotions in a seagull for tourists.
Fourth phase;
angry !

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Evolution of emotions in a seagull for tourists. Fifth phase;              photogenic!

Evolution of emotions in a seagull for tourists.
Fifth phase;
photogenic!

Evolution of emotions in a seagull for tourists. Fifth phase;                Star!

Evolution of emotions in a seagull for tourists.
Fifth phase;
Star!

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Monumento equestre presso la Piazza/Praça de Dom João I, Porto Portogallo;

Questo monumento, o meglio, questi due monumenti equestri (di cui qui sotto fotografie di uno dei due) meritano un momento d’attenzione.

Si tratta di due ‘destrieri’ ( Duas Estatuas de corcéis ) ; due statue dello scultore portoghese ,nato nei primi anni del secolo scorso, John Fragoso.
Il monumento equestre,
– si pensi ad esempio a quello celebre del Nostro Paolo di Dono ( alias Paolo Uccello ) di Giovanni Acuto (John Hawkwood) presso la Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze –
è dalla fine del XIX secolo oramai un ricordo; non si celebrano più gli eroi o i grandi dignitari etc… con una loro bella posa sopra un destriero.
E non tanto per il fatto che il cavallo è stato soppiantato da mezzi di locomozione assai più moderni; ma per il semplice fatto che dopo la ‘caduta degli Dei’ vi è stata pure quella dei ‘semi – Dei’
Apparirebbe ridicola ai nostri giorni una rappresentazione in tal senso fatta. E se fatta, avrebbe una valenza ironica se non sarcastica/ridicolizzante.
E in questa Opera di John Fragoso, scultore ormai ‘moderno’, attuale se ne capisce il senso di ciò di cui sopra premesso; è forse il destriero il vero protagonista. Il cavaliere è sceso da cavallo a sta al suo fianco trattenendone la naturale foga.
Ma forse John Fragoso, ci dice che il mito è ormai caduto, l’eroe marcia accanto al suo destriero e niente più. Dopo la ‘caduta degli Dei’ vi è stata pure quella dei ‘semi – Dei’

Duas estátuas, 'Corcéis',  do escultor  João Fragoso.  Praça de Dom João I, Porto Portogallo  Due statue, "Destrieri ', dello scultore John Fragoso.   Piazza Dom João I, Porto Portogallo

Duas estátuas, ‘Corcéis’, do escultor João Fragoso.
Praça de Dom João I, Porto Portogallo
Due statue, “Destrieri ‘, dello scultore John Fragoso.
  Piazza Dom João I, Porto Portogallo

Duas estátuas, 'Corcéis',  do escultor  João Fragoso.  Praça de Dom João I, Porto Portogallo  Due statue, "Destrieri ', dello scultore John Fragoso.   Piazza Dom João I, Porto Portogallo

Duas estátuas, ‘Corcéis’, do escultor João Fragoso.
Praça de Dom João I, Porto Portogallo
Due statue, “Destrieri ‘, dello scultore John Fragoso.
  Piazza Dom João I, Porto Portogallo

Duas estátuas, 'Corcéis',  do escultor  João Fragoso.  Praça de Dom João I, Porto Portogallo  Due statue, "Destrieri ', dello scultore John Fragoso.   Piazza Dom João I, Porto Portogallo

Duas estátuas, ‘Corcéis’, do escultor João Fragoso.
Praça de Dom João I, Porto Portogallo
Due statue, “Destrieri ‘, dello scultore John Fragoso.
  Piazza Dom João I, Porto Portogallo

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            Pizzeria       ' Mamma Nostra'  - Antigo Cafe Comercial  (Rua do Infante D.     Henrique          Porto Portogallo) - Quel 'mamma nostra' ricorda tanto :' : 'Cosa Nostra ("Our thing mafia;).       Cliché a go go!

Pizzeria
‘ Mamma Nostra’
– Antigo Cafe Comercial (Rua do Infante D. Henrique
Porto Portogallo) –
Quel ‘mamma nostra’ ricorda tanto :’
: ‘Cosa Nostra’ (Our thing mafia).
Cliché a go go!

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Corner of the city,  almost 'non-tourist'

Corner of the city,
almost ‘non-tourist’

( Nota per i ‘brewers’ ; il marchio della birra portoghese ‘sagres’ è in bella vista sul bordo della tenda bianca in fotografia )

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La ‘capoeira’

,

sorta di danza e, nel contempo ‘arte marziale’ (come il judo o il karate), nata nel mondo afro-americano in Brasile durante il periodo della schiavitù.
Essendo stato il Brasile una colonia portoghese, i portoghesi non potevano non ereditarne la tradizione come ricordo – e peso – di quel loro mondo d’oltre oceano.
Nelle immagini qui sotto la ‘capoeira’ è praticata in pieno centro cittadino – Porto – in via Santa Caterina ( Rua de Santa Catarina );

           Capoeira Rua de Santa Catarina       Porto , Portogallo        novembre 2016

Capoeira
Rua de Santa Catarina
Porto , Portogallo
novembre 2016

capoeira-b

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           Capoeira Rua de Santa Catarina       Porto , Portogallo        novembre 2016

Capoeira
Rua de Santa Catarina
Porto , Portogallo
novembre 2016

          Capoeira Rua de Santa Catarina       Porto , Portogallo        novembre 2016

Capoeira
Rua de Santa Catarina
Porto , Portogallo
novembre 2016

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  Un ricordo - anche genetico - del periodo coloniale portoghese in Brasile...                    Capoeira Rua de Santa Catarina       Porto , Portogallo        novembre 2016

Un ricordo – anche genetico – del periodo coloniale portoghese in Brasile…
Capoeira
Rua de Santa Catarina
Porto , Portogallo
novembre 2016

e…

ricordo,anche di certe abitudini esoteriche d’oltre oceano (come la macumba..? )

Folclore turistico  o ricordo d'oltre Oceano -macumba-  ...?

Folclore turistico
o ricordo d’oltre Oceano -macumba- …?

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Da ciò che ha un reale retaggio coloniale – la capoeira – a ciò che è pura espressione di turismo da gregge;

Una ‘contemporanea’ quanto improponibile Mary Godwin ( in Shelley ),

       Herd tourism; here is a contemporary Mary Godwin in Shelley. Porto - Portogallo -      novembre 2016

Herd tourism;
here is a contemporary
Mary Godwin in Shelley.
Porto – Portogallo –
novembre 2016

La stessa fittizia realtà, ma espressa in un oggetto anziché in una persona;

Fittizia realtà turistica!

Fittizia realtà turistica!

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Writers , ovvero graffitisti portoghesi a Porto. La globalizzazione è completa o quasi;

       Writers ,  ovvero graffitisti portoghesi a Porto.  La globalizzazione è completa o quasi

Writers ,
ovvero graffitisti portoghesi a Porto.
La globalizzazione è completa o quasi

        Writers ,   ovvero graffitisti portoghesi a Porto.  La globalizzazione è completa o quasi

Writers ,
ovvero graffitisti portoghesi a Porto.
La globalizzazione è completa o quasi

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L’angolo della musica classica o, come oggi definita: ‘musica colta’ ma in ‘decoro portoghese’ ; vedi le azulejos;

Van Beethoven  e Wagner               by  Rua de Cândido dos Reis       Porto Portogallo

Van Beethoven e Wagner
by
Rua de Cândido dos Reis
Porto Portogallo

wagner-by-porto-portogallo

van-beethoven-by-porto-portogallo

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L’angolo del vernissage;
da queste parti queste feste artistico – enologiche non sono gratuite come da noi (in Italia)

Vernissage dicembre             2016 Rua de Cândido dos Reis  Porto - Portogallo -

Vernissage dicembre
2016
Rua de Cândido dos Reis
Porto – Portogallo –

vernissage-porto-portogallo-a

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L’angolo del chocolatier;

       Chocolatier;  Rua de Santa Catarina         Porto Portogallo

Chocolatier;
Rua de Santa Catarina
Porto Portogallo

      Chocolatier;  Rua de Santa Catarina         Porto Portogallo

Chocolatier;
Rua de Santa Catarina
Porto Portogallo

Essendo stato un Paese coloniale, il Portogallo
continua ad avere molti prodotti, di origine necessariamente tropicale – come i grani di cacao – , di grande qualità ed a prezzi del tutto abbordabili. Qualità spesso superiore a quella offerta da molti rinomati (o sedicenti tali) Chocolatier francesi o del nord Europa!

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Nota ‘di… igiene botanica’

   Giardino del   Museu de Arte Contemporânea da Fundação de Serralves       Porto Portugal Si noti, sullo sfondo  ( in alto a destra della       ‘Paletta’,Opera      di Claes Thure        Olbenburg) una palma 'implosa' ormai morta a causa del famigerato coleottero ; il 'punteruolo rosso' ( Rhynchophorus ferrugineus ) diffusosi dall'Asia in tutta Europa, Italia compresa.

Giardino del
Museu de Arte Contemporânea da Fundação de Serralves
Porto Portugal
Si noti, sullo sfondo
( in alto a destra della
‘Paletta’,Opera
di Claes Thure
Olbenburg)
una palma ‘implosa’ ormai morta a causa del famigerato coleottero ; il ‘punteruolo rosso’ ( Rhynchophorus ferrugineus )
diffusosi dall’Asia in tutta Europa, Italia compresa.

Giardino del   Museu de Arte Contemporânea da Fundação de Serralves       Porto Portugal Si noti, sullo sfondo  ( a destra della       ‘Paletta’,Opera      di Claes Thure        Olbenburg) una palma 'implosa' ormai morta a causa del famigerato coleottero ; il 'punteruolo rosso' ( Rhynchophorus ferrugineus ) diffusosi dall'Asia in tutta Europa, Italia compresa. Palma evidenziata nel   riquadro.

Giardino del
Museu de Arte Contemporânea da Fundação de Serralves
Porto Portugal
Si noti, sullo sfondo
( a destra della
‘Paletta’,Opera
di Claes Thure
Olbenburg)
una palma ‘implosa’ ormai morta a causa del famigerato coleottero ; il ‘punteruolo rosso’ ( Rhynchophorus ferrugineus )
diffusosi dall’Asia in tutta Europa, Italia compresa.
Palma evidenziata nel riquadro.

Particolare,  presso il giardino del   Museu de Arte Contemporânea da Fundação de Serralves       Porto Portugal , di palma 'implosa' ormai morta a causa del famigerato coleottero ; il 'punteruolo rosso' ( Rhynchophorus ferrugineus ) diffusosi dall'Asia in tutta Europa, Italia compresa.

Particolare,
presso il giardino del
Museu de Arte Contemporânea da Fundação de Serralves
Porto Portugal
, di palma ‘implosa’ ormai morta a causa del famigerato coleottero ; il ‘punteruolo rosso’ ( Rhynchophorus ferrugineus )
diffusosi dall’Asia in tutta Europa, Italia compresa.

Tanta arte, sia in Portogallo come da noi in Italia ed in particolare in Toscana,

non basta ad educare sia i privati proprietari di giardini con palme, sia la Pubblica amministrazione a trattare con adeguato anti parassitario

( antiparassitario a base del principio attivo ‘clorpirifos-metile’ ,che elimina la presenza del coleottero comunemente denominato ‘punteruolo rosso’ )

le palme colpite da questo insetto.
Bastano pochi trattamenti non solo per eliminare l’insetto dalla palma stessa colpita, ma anche – e sopratutto – dalla sua diffusione,sciamando dalla palma colpita ,e non trattata, a quelle limitrofe ( questo coleottero ha un raggio di azione di circa due(2) chilometri e la femmina depone circa trecento uova).
Un’azione contemporanea dei privati e dell’amministrazione pubblica avrebbe evitato non solo la sua diffusione, ma la scomparsa nel giro di pochi mesi di questo micidiale insetto da tutta Europa !

La sciattezza con cui molti proprietari di palme
lasciano morire le loro piante colpite è la causa della proliferazione di questo insetto, sciattezza che ci ricorda la figura antica ‘dell’untore’.

E’ una forma per eccellenza di maleducazione ed inciviltà – leggi menefreghismo – inaccettabile!

( E solitamente coloro che si comportano in questo modo sono i così detti :’ ‘benpensanti’!Che poi non sono che dei ‘miseri’ con l’animo del pezzente. )

Ein Prozent, gegen neunundneunzig Prozent

Ein Prozent, gegen neunundneunzig Prozen

Wir sind die 1 Prozent, gegen 99 Prozent

Mercoledì 17 gennaio 2017.
A questa data la decisione della Corte federale costituzionale tedesca (Bundesverfassungsgericht), di non mettere al bando un piccolo partito politico tedesco, denominato Npd ( Nationaldemokratische Partei Deutschlands / Partito nazionaldemocratico tedesco ), colpevole

– secondo le accuse ‘generali’ –

, di essere anti costituzionale, e di coltivare forti simpatie ‘nostalgiche’ risalenti alla fine del secondo conflitto mondiale.
Un primo tentativo in merito alla messa al bando del Npd risale al 2003.

deutschland

BEGRÜNDUNG :”

:”Nach einstimmiger Auffassung des Zweiten Senats verfolgt die NPD zwar verfassungsfeindliche Ziele, es fehlt aber derzeit an konkreten Anhaltspunkten von Gewicht, die es möglich erscheinen lassen, dass ihr Handeln zum Erfolg führt “,
sagte Voßkuhle zur Begründung./

/La motivazione:”

la richiesta è stata respinta ,

– secondo il Presidente della Corte Andreas Vosskuhle ,-

in quanto il Partito Npd persegue si, obiettivi anticostituzionali, ma non ci sono elementi concreti tali da suggerire che l’azione del partito possa avere successo”.

Alcune ‘teste calde’,
,di un ancor più piccolo Partito , l’Nsu , che possiamo definire extra parlamentare e su posizioni ultra nazionaliste,
hanno preoccupato – con alcuni atti di violenza gratuiti – ,( più formalmente che seriamente ), le Autorità federali e regionali da cui la richiesta formale della messa al bando/esclusione dalla vita politica del’ Npd ( ovviamente non del’ Nsu essendo una forza semi clandestina e extra parlamentare.

_____________

E’ significativa e singolare non tanto la decisione bensì la motivazione del Presidente della Corte ,Andreas Vosskuhle, con cui ha mantenuto vitale un Partito ‘chiacchierato’ nelle sue ideologie, per utilizzare un termine ormai desueto.
Sostanzialmente egli ritiene che pur essendo una forza anti costituzionale
( e questa decisione è in fondo una ‘sentenza pilota’, quindi estensibile in futuro anche ad altri casi non solo prettamente politici )
l’ Npd no va messo al bando

poiché elettoralmente debole.

Mi viene in mente, il famoso processo, tenutosi nel gennaio 1945 a Berlino ,
contro i partecipanti del così detto ‘Kreisauer Kreis’/ ‘circolo di Kreisau’

( di cui alcuni partecipanti; Conte Helmuth James von Moltke,Lothar König , Carl Dietrich von Trotha, Alfred Delp, Ernst Junger, Carl Goerdeler,
Conte Peter Yorck von Wartenburg , tutti condannati a morte con pena eseguita nel gennaio 1945),

presieduto dal Presidente del Volksgerichtshof, il supremo tribunale nazionalsocialista per i delitti a sfondo politico, Roland Freisler, il quale alla fine del Processo, subito prima della sentenza ebbe a pronunciare le seguenti parole:”

:” Io non ho le prove della vostra colpevolezza, tuttavia vi condanno ugualmente…”

Roland Freisler presidente del Volksgerichtshof, Berlino fine gennaio 1945

Mi viene in mente quel lontano processo proprio per la coincidenza con l’attuale sentenza nello spirito ‘assai libero’ nell’interpretazione giuridica.
In altri termini l’opportunità di una certa scelta -che è sentenza- , anziché una in senso opposto, risiede non tanto nel testo giuridico – la Legge – ma nella valutazione discrezionale dell’opportunità della sentenza stessa in relazione al contesto sociale in cui una Collettività intera vive.
Dunque il primato della valutazione discrezionale del Giudice sulla legge stessa. Discrezionalità che si accompagna ad una interpretazione piuttosto libera del testo legislativo da ritenersi in se ‘rigido’.
Ecco la differenza tra ‘Stati/sistemi giuridici legislativi’ e ‘Stati/sistemi giuridici giurisdizionali’.
Ai primi appartengono Stati come quello italiano,
ai secondi, Stati come quello inglese e tedesco, di cui sopra si sono visti due esempi – indipendentemente dalla valutazione politica –, del presente e del passato, con le due sentenze analizzate.
Un approccio psicologico come quello tedesco sopra visto è impensabile in Italia.
Questa ‘struttura giuridica’ di tipo anglosassone,in via esecutiva ha dei vantaggi che in certi casi possono essere un’arma a doppio taglio, ma ha dei vantaggi.

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2014/05/06/the-point-of-the-situation/

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2011/07/26/a-b-breivik-norvegia-22-luglio-2011/

Ciò che è passato è passato.
Pensare che ‘ciò che è passato divenga il futuro’ è pensiero anti – storico che può avere valida realtà solo nel mondo antropologico cioè ciclico ( come quello contadino ).
Pensare che un passato sia ‘non concluso’, di cui quotidianamente se ne raccolgono i più svariati segnali, è profondamente storico. E lo è nel senso più pieno del termine, cioè Storicistico.
E a dispetto delle più lapalissiane e democratiche dichiarazioni populiste degli attuali rappresentanti dei Governi, ecco che anche a livello giurisdizionale se ne ha la riprova più lampante, come la sentenza di cui sopra.

Se un tizio, circa  duemila anni or sono ebbe ad affermare :” il mio Regno ( la verità ) non è di questo mondo” ,  ecco che l’1 per cento contro un 99 per cento sembra esserne una indiretta dimostrazione.

Dimostrazione di quelle profetiche parole che possiamo riscrivere con la seguente affermazione :” die Wahrheit ist, die Tochter der Zeit”

ed a proposito di ‘Zeitgeist’ (lo ‘Spirito del tempo’ che se pur apparentemente annientato,risorge dalle proprie ceneri come la ‘Fenice’);

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2016/10/04/konigsberg-das-grab-des-abendlands/

gott-lohns-euch

Porto – Portugal – In and around (III) [A bit of architecture]

Porto – Portugal – In and around (III) [A bit of architecture]

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Avenida (Viale) da Boavista, Praça (Piazza) ‘Mouzinho de Albuquerque’ alias ‘Rotunda da Boavista’ , Porto zona nord, – Portogallo – .

Prima di parlare della sala da concerti di Porto del 2001,
una breve digressione sulla immagine che si troverà ricorrentemente presente per le vie di Porto;

un logo,

ideato dallo studio di designer portoghese; ‘ White Studio, S.A.WebsiteDireções
Designer gráfico no Porto, Portugal ‘
, che vuole rappresentare un panorama stilizzato della città di Porto vista dal fiume Douro da ‘Vila Nova de Gaia’, ovvero cittadina posta di fronte a Porto al di là del fiume Douro all’altezza di Ribeira,
un notissimo e visitatissimo quartiere caratteristico di Porto.
( ‘Vila Nova de Gaia’ è in realtà un tutt’uno con la città di Porto ma i portoghesi amano suddividere amministrativamente ciò che in realtà è di fatto un solo insieme).

Il logo;

             Logo  'Novo logótipo da Câmara Municipal do Porto'               by      White Studio,S.A.    Website Direções     Designer gráfico        Porto, Portugal Si troverà questo logo ,un pò per tutta la città di Porto...

Logo
‘Novo logótipo da Câmara Municipal do Porto’
by
White Studio,S.A.
Website Direções
Designer gráfico
Porto, Portugal
Si troverà questo logo ,un pò per tutta la città di Porto…

Logo della città di Porto          Portogallo    'Novo logotipo da Camera Municipal do Porto'

Logo della città di Porto
Portogallo
‘Novo logotipo da Camera Municipal do Porto’

Logo completo,

'Legenda: Um exemplo do grafismo aplicado num painel de “azulejos

‘Legenda: Um exemplo do grafismo aplicado num painel de “azulejos” ‘
by
White Studio, S.A.WebsiteDireções
Designer gráfico no
Porto, Portugal

Si noti che le immagini in colore bluastro su fondo bianco ripercorrono le famose ‘azulejos’ ovvero omni – presente piastrelle in ceramica di orgine araba ;
vedi al link quanto riportato sulle ‘azulejos’ nel museo di Lisbona :‘ Calouste Gulbenkian ‘

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/12/07/museu-calouste-gulbenkian-lisboa/

e

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/pleasantry-pastime/#comment-1308

Le ‘azulejos’
decoravano e decorano tutt’ora architetture antiche e moderne, semplici/umili o di grande prestigio in tutto il Portogallo;

vedi ad esempio;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/12/27/a-stroll-among-the-works-of-alvaro-siza-architect/

Un elemento decorativo architettonico , – l’azulejos ‘ – che per i portoghesi è un elemento che potremmo definire totemico!

___________________________________

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Come molti altri ‘auditorium’, vedi quello di Renzo Piano a Roma, sono stati costruiti in occasione della trasformazione delle città europee in funzione ‘ d’immagine ‘ con finalità turistiche.
Vedi in merito quanto detto al seguente link;

https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/04/13/voulez-vous-paris-2-le-beaubourg/

Circa l’architetto olandese che lo ha progettato e costruito – dopo aver vinto il concorso internazionale – Rem Koolhaas,

– eclettico personaggio che dopo un esordio di tipo letterario :‘Delirious New York’,
un intelligente saggio sul mondo e la storia dell’architettura del novecento in cui si cerca di indagare le ragioni che hanno fatto della città di New York un elemento guida dell’architettura mondiale nel suo apparentemente caos urbanistico (Delirious),
dedica il suo tempo in altri campi; cinema,teatro, musica per poi approdare definitivamente al mondo dell’architettura –

va detto che occorre apprezzarne le doti di versatilità architettonica con cui di volta in volta si reinventa, anticipando o ripercorrendo il leitmotiv di fondo che altri architetti (star) stanno sciorinando nelle maggiori metropoli.
Non occorre spendere molte parole su questa Casa da Música/auditorium di Porto,come su molte altre Opere architettoniche  o pittoriche o scultoree,così dette moderne.
( Vedi ad esempio il recente lavoro cinematografico di Marina Abramovic :’The Space in Between’ – Brazil, in cui si indagano elementi strutturali come quello da Koolhaas nella sua Casa da Musica realizzati :’ ‘The Space in Between / interstizi’ – vedi nota didascalica in una fotografia qui sotto – )

Qui sottolineo solo alcuni punti;

° ha il merito di sorgere in una zona nuova della città, così da evitare di stravolgere il centro storico.

° Si integra bene con la piazza , peraltro fortemente anonima , e le case che la circondano.

°Strutturalmente non è altro che un cubo , o un poliedro se si vuole , posto su un vertice (impropriamente detto ‘spigolo’) conficcato nel terreno, e questa sorta di cubo è sfaccettato in ogni sua parte.
L’operazione di sfaccettatura è stata eseguita con l’utilizzo della fantasia accostata dal semplice buon gusto.

°La sua struttura è un blocco di cemento armato, formato da sole superfici piane tutte rivestite da pannelli rettangolari in materiale cementizio.
La funzione di questi pannelli dovrebbe essere quella di protezione della struttura stessa evitando in questo modo inestetismi, che il cemento armato faccia a vista può creare nel tempo, sia ‘sporcandosi’,causa livelli di inquinamento atmosferico elevati, sia per la corrosione della struttura armata metallica,(in ferro acciaioso, ma non acciao inox) che col tempo crea ‘colature’ da corrosione tanto più probabili in una città sul mare.

° Si noti che la pavimentazione ondulata,che circonda l’edificio,
in contrapposizione alle superfici dell’edificio, rigorosamente non ad angolo retto tra loro ma perfettamente piane,
è ricoperta da lastre di travertino, marmo di sicuro effetto estetico, resistente agli agenti atmosferici, e di costo contenuto.
Peccato che il travertino sia stato posato con monotone lastre rettangolari. Un disegno ,ad esempio di tipo ‘serigrafico’/ a puzzle avrebbe sortito effetto estetico migliore a prezzo identico.

Qui Koolhaas ripercorre l’esempio (sia nella pavimentazione che nel rivestimento delle pareti perimetrali dell’edificio) – discutibile – di Mies van der Rohe con il suo Padiglione di Barcellona del lontano 1929 ; ( vedi al link; https://soloalsecondogrado.wordpress.com/2015/12/27/a-stroll-among-the-works-of-alvaro-siza-architect/ );
un Mies a cui molti architetti contemporanei rendono omaggio non tanto rispettando il suo lontano e dimenticato ‘ammonimento’ :”

:”la forma non è il fine del nostro lavoro, bensì il risultato “ ,

Mies van der Rohe

ma gli rendono omaggio ripercorrendo gli stilemi costituenti la superficie muraria e quella della pavimentazione del Padiglione del 1929 di Mies.
Superfici che sono forse il suo punto debole (vedi al link qui sopra,non sto a ripetermi) .

Questo è il punto discutibile di molti edifici moderni;
questo è il punto debole dell’attuale/contemporanea produzione architettonica,
come per le altre arti figurative ( pittura, scultura etc…),

una esasperata ricerca della forma – ‘formale’ – che tutto sacrifica al contenuto. Il tutto sostenuto, indubbiamente da una ‘disponibilità tecnica’ , leggi :‘ Know-how ‘ ,a cui tutto viene sacrificato.

[ Queste costruzioni di pura architettura,

cioè frutto della piena libertà espressiva che un architetto può avere; nel budget, nel design di esterni ed interni etc…

finiscono per essere ‘formali’ non solo stilisticamente, ma anche nella loro funzione propagandistica. Una bella facciata pubblicitaria che dietro – nell’altra faccia della medaglia – nasconde fatti drammatici lavorativi  (come quello del 24 aprile 2013 – Rana Plaza – Bangladesh…vedi post) a cui fanno fronte, – ancora il rovescio della medaglia – , gli sfavillanti ‘stores’ come quelli progettati da Koolhaas per la casa di moda ‘PRADA’ ;come lo store di  Rodeo Drive a Beverly Hills Los Angeles, USA  ( pura falsità, in relazione al modo con cui molti di questi abiti firmati sono prodotti,come sopra fatto cenno…) ]
[ vedi nota ** , in calce ]

° Si noterà in una fotografia di una sala all’ultimo piano che anche qui sono poste delle ‘azulejos’ a cui anche Rem Koolhaas non ha potuto sottrarsi.

Nota; a quanto pare Koolhaas non ha voluto l’apposizione di una targa indicante che è lui l’architetto/autore del’edificio.

___________

Questo auditorium/casa da Musica,
è piacevole nel suo insieme. Certo non possono mancare detrattori,critiche – come qui sopra fatto di ordine generale – come non mancano lodi somme, così come in occasione della costruzione di molte altre Opere.

Possiamo dire che di sicuro si è visto di peggio, di molto peggio.

Qualche immagine;

       Casa da Música             by  architetto            Rem Koolhaas Avenida (Viale) da Boavista, Praça (Piazza) ‘Mouzinho de Albuquerque’ alias ‘Rotunda da Boavista’ , Porto zona nord, – Portogallo – .

Casa da Música
by architetto
Rem Koolhaas
Avenida (Viale) da Boavista, Praça (Piazza) ‘Mouzinho de Albuquerque’ alias ‘Rotunda da Boavista’ , Porto zona nord, – Portogallo – .

Casa da Musica  by Rem Koolhaas           Porto

Casa da Musica
by Rem Koolhaas
Porto

Casa da Música by architetto    Rem Koolhaas         Porto         –   Portogallo – .

Casa da Música by architetto
Rem Koolhaas
Porto
– Portogallo – .

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Casa da Musica      by Rem Koolhaas              Porto

Casa da Musica
by Rem Koolhaas
Porto

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Musica     by Rem Koolhaas                Porto

Casa da Musica
by Rem Koolhaas
Porto

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

“Casa da Música by architetto Rem Koolhaas”
il palazzo prospiciente

Casa da Musica  by  Rem Koolhaas     esterno

Casa da Musica
by
Rem Koolhaas
esterno

Casa da Musica  by Rem Koolhaas     esterno (entrata artisti)

Casa da Musica
by
Rem Koolhaas
esterno
(entrata artisti)

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas interno

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas
interno

Casa da Musica        by Rem Koolhaas                 Porto  interno piano primo

Casa da Musica
by Rem Koolhaas
Porto
interno piano primo

       Casa da Musica        by Rem Koolhaas                Porto      interno elementi         strutturali

Casa da Musica
by Rem Koolhaas
Porto
interno elementi
strutturali (space in between ; interstizio)

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas interno

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas
interno

Casa da Música by architetto  Rem Koolhaas.         Interno; un elemento architettonico che certo Koolhaas ha concepito secondo un suo gusto personale :' ' le scale mobili',  che molti architetti hanno disdegnato, se non obbligati nella costruzione di strutture commerciali' -  - supermercati. Qui ,questa scalinata ricorda proprio questo elemento da Koolhaas non disdegnato; 'le scale mobili'.

Casa da Música by architetto
Rem Koolhaas.
Interno;
un elemento architettonico che certo Koolhaas ha concepito secondo un suo gusto personale :’
‘ le scale mobili’,
che molti architetti hanno disdegnato, se non obbligati nella costruzione di strutture commerciali’ –
– supermercati.
Qui ,questa scalinata ricorda proprio questo elemento da Koolhaas non disdegnato; ‘le scale mobili’.

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas  Le AZULEJOS un elemento imprescindibile in Portogallo..! Si osservi l'interno della sala; è completamente ricoperta da azulejos

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas
Le AZULEJOS
un elemento imprescindibile in Portogallo..!
Si osservi l’interno della sala; è completamente ricoperta da azulejos

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Casa da Musica by Rem Koolhaas Particolare decorativo di ‘AZULEJOS’

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Casa da Música by architetto Rem Koolhaas Porto -Portogallo –

     Casa da Musica    by Rem Koolhaas        visione aerea              Porto

Casa da Musica
by Rem Koolhaas
visione aerea
Porto

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas La sala da musica vera e propria.

Casa da Música by architetto Rem Koolhaas
La sala da musica vera e propria.

Casa da Musica  by Rem Koolhaas            Porto  Particolare decorativo,      ' edicola classica           portoghese' ;         ; come con le AZULEJOS, Koolhaas non ha potuto sottrarsi ad inserire elementi estranei al suo universo architettonico.

Casa da Musica
by Rem Koolhaas
Porto
Particolare decorativo,
‘ edicola classica
portoghese’ ;
; come con le AZULEJOS, Koolhaas non ha potuto sottrarsi ad inserire elementi estranei al suo universo architettonico.

Il paesaggio urbanistico circostante la casa da musica

Il paesaggio urbanistico circostante la casa da musica

Il paesaggio urbanistico circostante la casa da musica

Il paesaggio urbanistico circostante la casa da musica

Il paesaggio urbanistico circostante la casa da musica

Il paesaggio urbanistico circostante la casa da musica

nota **
Se l’architettura modernista

– giunta fino ai giorni nostri col ‘post modernismo’ che altro non è che un ritorno ad ‘infiorettare con fregi, colonne e timpani’ –

,
nella sua ricerca ‘formale’, ha dimostrato i propri limiti,
al pari di quella pre-modernista ma socialmente impegnata, – impegno sociale in cui dimostra anch’essa i propri limiti – vedi ad es. Le Corbusier con le sue :‘L’Unité d’Habitation de Marseille’  (§§), o la ‘Bauhaus’ con Ludwig Mies van der Rohe e Walter Gropius,

– tutti e tre gli architetti sopra citati anticipano e in parte rappresentano l’incipit del modernismo in architettura –

di contro,

si noti che

un caso singolare – solo in parte inquadrabile in questo o quel movimento/indirizzo architettonico – è rappresentato

dall’universo architettonico di Frank Lloyd Wright;

che a differenza di un Le Corbusier o di Ludwig Mies van der Rohe e Walter Gropius, non cambiò mai stile ne nella pura ricerca architettonica,
ne nelle idee di impegno sociale sull’arte dell’architettura.
Attualmente egli rappresenta l’architetto da riscoprire e sopratutto l’antesignano delle idee che possono permettere all’architettura di superare i limiti dei movimenti sopra citati.
E questo mediante un recupero possibile ed ‘a misura d’uomo’ di una Collettività in rapporto alla sua storia di cui si vuole un riassetto urbanistico d’insieme.
L’architettura portoghese, di Álvaro Siza , rappresenta un buon esempio in questo senso.

( Ovvio che i movimenti architettonici di cui sopra fatto cenno, hanno molti meriti, già citati in altri post, qui si è accennato al superamento dei limitiUno di questi limiti è attualmente rappresentato – nell’architettura contemporanea / in corso d’opera – dalla sempre più esasperata ricerca della spettacolarità nella forma di una costruzione;

; come se l’essenza dell’estetica risiedesse, anzi coincidesse , con la sua spettacolarità! )

In merito ,ed a riprova di quanto ora sostenuto vi è una affermazione

– tra le tante affermazioni ‘ad effetto’ pronunciate dal famoso architetto americano Philip Johnson ( primo architetto ad aver ottenuto il famoso ;’Pritzker Architecture Prize ,Premio Pritzker per l’architettura ) –

dell’architetto Philip Johnson ;

;Philip Johnson: ‘the effect first and foremost’ / Philip Johnson :’ l’effetto prima di tutto’

Ovvero la spettacolarità come fine di un lavoro architettonico!

         without words

without words

       without words

without words

       without words

without words

Gli artefici dell’architettura contemporanea,nel loro intento di far divenire ‘globale’, dunque globalizzante/fagocitante ogni contesto,
sono destinati al fallimento più completo.
Perché è il contesto – unico elemento ‘a misura d’uomo’ – che deve essere preminente.

(§§)

Ricordo ancora (come fatto in altro post), che Le Corbusier nel suo lodevole intento di migliorare l’assetto urbanistico del centro storico di Parigi ebbe l’idea, che propose attraverso i suoi innumerevoli scritti, di radere al suolo il centro storico di Parigi.

Idea fortunatamente non seguita, poiché da certe scelte non si può tornare indietro    (senza contare che neanche nel 1944, l’ordine del famoso Cancelliere di radere al suolo Parigi, non fu eseguito dai suoi Generali..! Quello che non vollero fare degli stranieri in guerra, lo voleva fare uno svizzero naturalizzato francese, in pace ! )

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